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“CONTABILMENTE”

il manuale

Progetto finanziato dal Fondo Nazionale Associazionismo


ai sensi ex L. 383/2000 Direttiva 2005

Ministero della Solidarietà Sociale


Direzione Generale per il Volontariato, l’Associazionismo e le Formazioni Sociali
INDICE
Presentazione………………………………………………………………………………………… 8
Disciplina civilistico - amministrativa

Tipologie soggetti del Terzo settore ………………………………………………………. 10


� Che cosa è un’associazione riconosciuta ? ………………………………….. 12
· documentazione ………………………………………………………... 14
· modifiche statutarie…………………………………………………….. 15
� Che cosa è un’associazione non riconosciuta? ……………………………… 16
� Che cosa è lo statuto?....................................................................................... 17
� Che cosa è l’atto costitutivo? ……………………………………………….. 18
· come si effettua la registrazione? ……………………………………... 18
Gli enti non commerciali…………….……………………………………………………... 19
· Le associazioni di Promozione Sociale (APS) ………………………… 19
· Le organizzazioni di volontariato (OdV) ……………………………… 20
· Le ONLUS …………………………………………………………….. 20
� Le Associazioni di Promozione sociale: caratteristiche ed elementi distintivi 21
· La costituzione ………………………………………………………… 23
· Le fonti di finanziamento ……………………………………………... 24
· Volontari o dipendenti? ……………………………………………….. 24
· Convenzioni …………………………………………………………… 25
· Concessione strutture pubbliche ………………………………………. 25
· Attività turistiche ……………………………………………………… 26
� I registri delle APS ……………………………………………………..…… 26
· Registro nazionale …………………………………………………….. 26
· Registri regionali ……………………………………………………… 28
· Registri provinciali …………………………………………………….. 29
� Gli Osservatori delle APS …………………………………………………… 30
· Osservatorio nazionale …………………………………………………. 30
· Osservatori regionali …………………………………………………… 31
� Le Organizzazioni di Volontariato: caratteristiche ed elementi distintivi …… 31
· Senza scopo di lucro è sinonimo di volontariato? ……………………… 31
· I volontari ………………………………………………………………. 32
· La costituzione ……………………………………………………….. 34
· I registri del volontariato ………………………………………………. 35
· L’Osservatorio Nazionale del Volontariato …………………………… 38
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· Le risorse ………………………………………………………………. 39
� Le Organizzazioni Non Lucrative di Utilità Sociale: caratteristiche ed
elementi distintivi …………………………………………………………… 40
· La costituzione …………………………………………………………. 44
· L’Anagrafe unica delle ONLUS ……………………………………….. 44
· L’Agenzia per le ONLUS ……………………………………………… 46
· Le sanzioni ……………………………………………………………… 44
� Quali sono gli adempimenti dopo la costituzione ? ………………………….. 49
· libri sociali e contabili ………………………………………………….. 49
· L’ammissione di nuovi soci ……………………………………………. 52
� Gli organi dell’associazione …………………………………………………. 54
· Gli Organi Sociali ……………………………………………………… 54
· L’assemblea dei soci …………………………………………………… 55
· Il presidente …………………………………………………………….. 56
· Il segretario …………………………………………………………….. 56
· Rinnovo delle cariche sociali …………………………………………... 56
� Lo scioglimento dell’associazione ………………………………………….. 56
� I rapporti volontari gratuiti ………………………………………………….. 57
� I rapporti di lavoro non volontario nelle associazioni ………………………. 59
· Il lavoro occasionale …………………………………………………… 59
· Il contratto a progetto …………………………………………………… 62
Disciplina contabile –fiscale …………………………………………….. 64
� La contabilità delle Associazioni di Promozione Sociale …………………… 71
� La contabilità delle Organizzazioni di volontariato …………………………. 78
� La contabilità delle Organizzazioni Non Lucrative di Utilità Sociale ……… 81
� Il rendiconto economico finanziario …………………………………………. 84
� Fisco e agevolazioni delle Associazioni di promozione Sociale …………….. 87
· Le erogazioni liberali …………………………………………………. 87
· La stipula di una convenzione da parte di una APS obbliga alla fatturazione? 89
· Somministrazione di alimenti e bevande …………………………………… 89
� Fisco e agevolazioni delle Organizzazioni di Volontariato ……………………. 92
· associazioni di Volontariato e principio del maggior favore ……………… 93
· Altre agevolazioni ………………………………………………………….. 94
� Fisco e agevolazioni delle Organizzazioni Non Lucrative di Utilità Sociale….. 97
Esempi scritture contabili di un’associazione di promozione Sociale ….. 100

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FORMULARIO
Fase di costituzione dell’ente non commerciale
� Quali sono le operazioni da mettere in atto per la costituzione di
un’associazione? ……………………………………………………………… 111
· Fac – simile atto costitutivo Associazione di Promozione Sociale (APS)112
· Fac – simile statuto Associazione di Promozione Sociale (APS) ………… 114
· Fac – simile atto costitutivo Organizzazione di Volontariato (OdV) …….. 120
· Fac – simile statuto Organizzazione di Volontariato (OdV) ……………… 122
· Fac – simile atto costitutivo Organizzazione Non Lucrativa di utilità Sociale 130
· Fac – simile statuto Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale 134
�Fac-simile F23 registrazione atto costitutivo e statuto ……………… 143
�Fac-simile modello apertura partita IVA con opzione 398/91……. 144
· Fac – simile verbale I assemblea ordinaria dei soci dopo la costituzione 148
� Documentazione entrata nuovi soci ………………………………………….. 150
· Fac – simile lettera di richiesta ammissione per nuovo socio …………….. 150
· Fac – simile verbale di ammissione nuovi soci …………………………… 152
· Fac – simile lettera di risposta ai nuovi soci ……………………………… 153
· Fac – simile di compilazione pagina del libro dei soci ………………........ 154
· Fac – simile verbale espulsione socio……………………………………… 155
� Fac – simile di verbale adeguamento dello statuto a quanto disposto
dalla legge 383/00 per l’iscrizione al registro delle associazioni di
promozione sociale ……………………………………………………… … 156
� Fac – simile verbale adeguamento dello statuto a quanto disposto dall’art.10
e segg. Per l’acquisizione della qualifica di ONLUS ……………………… 158
� Fac – simile modello per variazione dati (cambio Presidente, indirizzo…)….. 161
Attività gestionale dell’associazione
� Schema semplificato delle operazioni di contabilità di un’associazione 165
� Schema semplificato delle operazioni per la compilazione della Prima Nota 166
� Fac-simile verbale organizzazione raccolta pubblica di fondi ……………… 167
� Fac-simile verbale organizzazione manifestazione con esibizione canora e
vendita di spazio pubblicitario……………………………………………… 169
· Fac – simile contratto con l’artista per l’esibizione in uno spettacolo …… 171
· Fac – simile contratto per esposizione pubblicitaria ……………………. 174
� Fac – simile verbale riunione su discussione per predisporre strumenti
di comunicazione per pubblicizzare la possibilità di ricevere erogazioni
liberali ed entrate legate al 5 per mille… ………………………………….. 176
4
� Fac-simile ricevuta erogazione liberale su carta intestata dell’associazione 178

� Fac - simile modello per iscrizione elenco soggetti beneficiari 5 per mille …... 179

� Fac – simile verbale su decisione ricorso a collaboratori retribuiti …………… 180

· Fac – simile contratto di lavoro a progetto ………………………………… 181

· Fac – simile allegato al contratto a progetto ………………………………. 183

· Fac – simile contratto di collaborazione occasionale ……………………… 184

· Fac – simile contratto di associazione in partecipazione per attività di

somministrazione di alimenti e bevande …………………………………… 185

Fac – simile contratto di attività in convenzione ……………………………….. 188

Fac – simile modulo apertura posizione INAIL ………………………. 190

Fac – simile F24 pagamento oneri contributivi………………………… 191

� Fac – simile verbale su decisione acquisto automezzo antincendio …………… 192

· Fac – simile compilazione quadro modello Unico per riconoscimento

Credito d’imposta ……………………………………………………………. 194

� Fac – simile verbale riconoscimento rimborso spese sostenute collaboratori e/o

volontari ………………………………………………………………………… 195

· Fac – simile prospetto rimborso spese ……………………………………… 196

� Fac – simile documento giustificativo per entrate commerciali occasionali

per associazioni prive di numero di Partita Iva …………………………………. 197

� Fac – simile rendicontazione manifestazione raccolta pubblica di fondi ............ 198

� Fac – simile verbale liquidazione IVA trimestrale (regime 398/91) …………… 199

· Esempio compilazione registro fatture emesse in regime 398/91……………. 200

· Esempio f24 per liquidazione IVA regime 398 ( I Trimestre) ……………… 201

� Fac – simile verbale redazione rendiconto economico – finanziario ……............ 202

� Fac – simile convocazione assemblea per approvazione rendiconto

Economico – finanziario ………………………………………………………… 204

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� Esempio con dati per redazione prospetto rendiconto economico finanziario

di APS in regime di cui alla Legge 398/91 ……………………………………... 205

� Fac – simile prospetto rendiconto (APS in 398/91)………………………… 206

� Esempio con dati per redazione prospetto rendiconto economico finanziario

di APS (che non può usufruire del regime di cui alla Legge 398/91) …………... 207

� Fac – simile prospetto rendiconto (APS che non usufruisce della 398/91)…. 208

� Esempio con dati per redazione prospetto rendiconto economico finanziario

di ONLUS di cui al D.Lgs. 460/97 ……………………………………………... 209

� Fac – simile prospetto rendiconto economico–finanziario (ONLUS)……… 210

� Esempio per compilazione Modello UNICO di APS non in 398/91……………. 211

� Fac – simile Modello UNICO compilato di APS non in 398/91…………… 220

� Esempio per compilazione Modello Unico di APS in 398/91………………….. 238

� Fac – simile Modello UNICO compilato di APS in 398/91 ……………….. 243

� Esempio per compilazione Modello UNICO di ONLUS ……………………… 254

� Fac – simile Modello I acconto e saldo anno precedente IRAP……………….. 277

� Fac – simile modello II acconto IRES…………………………………………. 278

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CONTABILMENTE

PRESENTAZIONE

Una curiosità:
“Profit” è termine latino, forma contratta della terza persona singolare (modo indicativo tempo
presente) del verbo proficere che significa avvantaggiare. Usiamo quindi il termine “Non profit”
per indicare l’assenza di vantaggio.

L’idea che ha guidato la redazione di questo Manuale operativo è stata prevalentemente quella di
realizzare un valido supporto “gestionale” per tutte le realtà, grandi e piccole, territoriali di
Legambiente.
Il progressivo e continuo sviluppo del settore, l’introduzione di nuove disposizioni o le modifiche di
quelle precedenti, le crescenti aspettative dei diversi stakeholder (pubblico,privato,soci,cittadini…)
hanno reso urgente e non più rimandabile la ideazione di uno strumento capace di rispondere alle
mutate esigenze delle varie articolazioni di Legambiente.
L’evidente interesse per il composito comparto degli enti non commerciali ha innescato un
meccanismo di “proliferazione” di enti non sempre virtuosa, ma in alcuni casi “risultato affrettato”
dalla voglia di esserci ad ogni costo.
Creare, sviluppare e gestire l’attività di questi particolari soggetti giuridici non è sempre semplice
e, qualora si affronta con scarse conoscenze , può diventare assolutamente rischiosa. Lo stesso
Legislatore,ancora, non è riuscito a dare un assetto compiuto, sia dal punto di vista civilistico,sia da
quello fiscale. Bisogna considerare,infatti, che ad ognuno dei tanti enti che compongono il settore
vengono applicate specifiche norme, create ex-novo o comunque soggette a continue variazioni e/o
riformulazioni. Da tutto ciò si può tranquillamente evincere quanto impegnativo sia il consapevole
compito di chi deve quotidianamente confrontarsi con norme,circolari ed adempimenti.
Il manuale vuole essere un utile e, si spera, valido strumento per tutte le sedi di Legambiente per
affrontare in maniera più dettagliata questi argomenti sia dal punto di vista gestionale ed
economico, sia da quello giuridico e fiscale.
Nel testo è possibile seguire l’esame specifico delle associazioni di promozione sociale, delle
organizzazioni di volontariato, delle ONLUS e delle associazioni in genere.
L’ente è quindi dettagliatamente indagato nei suoi “eventi” : costituzione,organi, raccolta pubblica
di fondi, rendiconto economico-finanziario…; e sotto l’aspetto tributario: la determinazione

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CONTABILMENTE

dell’avanzo di gestione, la disciplina IVA, le erogazioni liberali, le particolari agevolazioni, i tanti


adempimenti…
Viene dato il giusto risalto alla rappresentazione di particolari casi pratici (nel Formulario)
opportunamente inserito per dare tracce precise a tutti coloro che si trovano a dover affrontare e
risolvere le problematiche tipiche della vita associativa.
Il confronto continuo con una serie di strutture di Legambiente sul territorio è stato in grado di
conferire al manuale un indispensabile legame con i reali accadimenti di un’associazione che fa del
lavoro sul campo il suo tratto distintivo. Il linguaggio usato, nonostante la complessità degli
argomenti trattati, è chiaro e facilmente comprensibile. Quindi una sola raccomandazione: BUONA
LETTURA!

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CONTABILMENTE

DISCIPLINA CIVILISTICO – AMMINISTRATIVA

Tipologie soggetti del terzo settore

Il mondo del Terzo Settore appare agli occhi di chi vi fa parte e di chi lo osserva come un "enorme
contenitore" denso di soggetti che vi operano a vario titolo e con funzioni che a volte sono diverse e
a volte si sovrappongono.

Al fine di ottenere una visione più chiara ed esaustiva è utile cercare di determinare quali siano i
soggetti non profit che sono contemplati dall’ordinamento italiano attraverso una classificazione e
l’individuazione delle caratteristiche peculiari di ciascuno.

Per catalogare gli enti del settore non profit si considerano, in genere, le tipologie previste
prevalentemente dal Codice Civile e dalla legge in generale partendo, dunque, da un punto di vista
giuridico.

Sono da considerarsi enti non profit, secondo l’ordinamento giuridico italiano:

� comitati
� organizzazioni di volontariato
� organizzazioni non governative
� associazioni di promozione sociale
� onlus
� imprese sociali
� cooperative sociali
�…

Iniziare una disamina dalle diverse catalogazioni giuridiche significa avere una base per poter
riconoscere le caratteristiche di ogni tipo di ente non commerciale e per comprendere aspetti
tributari, finanziari, previdenziali,…

Gli enti non profit, indipendentemente dalle diverse tipologie, hanno in comune tre elementi:

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CONTABILMENTE

- le persone che costituiscono l’ente e che sono soggetti partecipativi o destinatari della sua
attività;
- il patrimonio (o fondo comune);
- lo scopo istituzionale che l'ente persegue.

Questi elementi sono tutti aspetti importanti nella vita di un ente non profit ma, a seconda della
prevalenza dell’uno o dell’altro, si configureranno le diverse tipologie (associazione, fondazione,
comitato,…).

Definiti gli elementi generali che caratterizzano gli enti non profit e, a livello macroscopico, le
differenze che li possono distinguere, si può procedere con l’analisi dei vari soggetti che
compongono il variegato mondo del Terzo Settore partendo dall’esitenza o meno di un
riconoscimento giuridico.

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CONTABILMENTE

Che cosa è un Associazione Riconosciuta?

Per fondare un'associazione non vi è nessun bisogno di autorizzazioni di autorità o ente pubblico,
poichè la libertà di associazione rientra in quei diritti civili fondamentali garantiti dalla Costituzione
Italiana (Parte I, Titolo I). L'articolo 18 recita: ["I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente,
senza autorizzazioni, per fini che non sono vietati dalla legge penale. (...)"].

Ovviamente si parla di soggetti che non hanno finalità di lucro, ovvero hanno obiettivi ideali ma
possono svolgere attività che determinano un avanzo di gestione che, comunque, non può essere
distribuito tra i soci ma obbligatoriamente reinvestito nelle attività dell’associazione.

Uno degli elementi caratterizzanti dell'associazione, oltre allo scopo, è la sua struttura: si parla a
questo proposito di rapporto associativo a struttura aperta, intendendo con ciò che nuovi soggetti
possono entrare a far parte dell'associazione già costituita, a causa delle continue adesioni, anche un
numero illimitato di membri.

Collegato a questo è anche il principio detto della "porta aperta", secondo il quale possono entrare a
far parte dell'associazione tutti coloro che ne condividono mission e interessi: ciò, però, non vuol
dire che si acquisisce automaticamente il diritto di entrare nell'associazione, perchè trattandosi di un
contratto, la proposta di adesione può essere respinta, e non c'è obbligo da parte dell'associazione di
accettarla qualora non né sussistano i presupposti.

Queste possono essere considerate le caratteristiche generali dell'associazione, ma occorre ora


procedere ad una distinzione, all'interno della figura dell'associazione, fra associazioni
riconosciute e associazioni prive di riconoscimento.

Associazioni riconosciute "Le associazioni, le fondazioni e le altre istituzioni di carattere privato


acquistano la personalità giuridica mediante il riconoscimento …” (Codice Civile, art. 12, comma
1).

Il riconoscimento giuridico, che permette di acquisire la personalità giuridica (o capacità), è un


elemento che caratterizza solo alcuni degli enti non profit nel complesso panorama nazionale.

L’ente che ha ottenuto il riconoscimento giuridico ha la capacità di essere titolare di diritti e doveri.
Per ottenere il riconoscimento l’ente non profit deve soddisfare determinate condizioni:
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CONTABILMENTE

- dimostrare, ad esempio, di essere onorabile, di essersi costituito regolarmente, di avere uno


scopo lecito…

Il riconoscimento è dunque una garanzia di affidabilità per i terzi che entrano in relazione con
l’ente.

Il riconoscimento giuridico riveste una grande importanza soprattutto dal punto di vista
patrimoniale.

L’ente che ottiene il riconoscimento deve infatti anche dimostrare di possedere un patrimonio
adeguato al raggiungimento dello scopo prefissato.

Non esistono dei limiti prestabiliti perché un patrimonio possa essere definito “adeguato”: sarà
l’organo che effettua il riconoscimento a decidere, in base alle circostanze specifiche del caso, se il
patrimonio vada considerato tale.

Se il rappresentante legale di un ente riconosciuto pone in essere un atto per conto e in nome
dell’ente, la responsabilità di quell’atto ricade sull’ente stesso.

Così, nel caso in cui un’associazione riconosciuta non assolva il debito nei confronti di un creditore,
questo potrà rivalersi solo sul patrimonio (che a questo fine era stato riconosciuto congruo…)
dell’associazione.

Il Decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 2000 ha modificato l’iter per il
riconoscimento.

Le associazioni acquistano la personalita' giuridica mediante il riconoscimento determinato


dall'iscrizione nel registro delle persone giuridiche, istituito presso le prefetture o presso la Regione.

Infatti gli enti competenti a rilasciare il riconoscimento variano a seconda del "raggio d'azione"
dell'organizzazione richiedente:

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CONTABILMENTE

- se l'organizzazione è attiva a livello regionale l'organo competente è la Regione;

- se l'organizzazione opera a livello extra regionale o in materie che ricadono al di fuori della sfera
di competenza delle Regioni l'organo competente è la Prefettura (DPR 361/00).

La domanda per il riconoscimento di una persona giuridica, sottoscritta da coloro ai quali è


conferita la rappresentanza dell'ente, è presentata alla prefettura nella cui provincia è stabilita la
sede dell'ente.

Entro il termine di centoventi giorni dalla data di presentazione della domanda il prefetto provvede
all'iscrizione. Qualora la prefettura ravvisi ragioni ostative all' iscrizione ovvero la necessità di
integrare la documentazione presentata, entro il termine dei centoventi giorni ne dà motivata
comunicazione ai richiedenti, i quali, nei successivi trenta giorni, possono presentare memorie e
documenti. Se, nell'ulteriore termine di trenta giorni, il prefetto non comunica ai richiedenti il
motivato diniego ovvero non provvede all'iscrizione, questa si intende negata.

Il riconoscimento delle persone giuridiche private che operano nelle materie attribuite alla
competenza delle regioni dal DPR n. 616 del 24 Luglio 1977 e le cui finalità statutarie si
esauriscono nell'ambito di una sola regione, è determinato dall'iscrizione nel registro delle persone
giuridiche istituito presso la regione.

Documentazione
L'istanza di riconoscimento giuridico redatta in carta da bollo e sottoscritta dal rappresentante
dell'ente, va indirizzata alla Prefettura (in caso di “raggio d’azione regionale” va indirizzata alla
Regione) della provincia nella quale l'ente stesso ha la propria sede.
All'istanza devono essere allegati i seguenti documenti:

- due copie, di cui una autentica e in bollo, dell'atto costitutivo e dello statuto, redatti per atto
pubblico (cioè davanti al notaio);

- la relazione illustrativa, in due copie, sull'attività concretamente svolta e/o su quella che l'ente i
ntende perseguire, debitamente sottoscritta dal presidente del medesimo;

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CONTABILMENTE

- la relazione, in due copie, sulla situazione economico-finanziaria, sottoscritta dal legale


rappresentante dell'ente, corredata da perizia giurata di parte nel caso di esistenza di beni immobili e
da attestazione bancaria relativa ai beni patrimoniali mobiliari;

- due copie dei bilanci preventivi e dei conti consuntivi approvati nell'ultimo triennio e nel periodo
antecedente la presentazione dell'istanza, qualora l'istituzione abbia già operato come ente non
riconosciuto;

- l’elenco dei componenti gli organi direttivi dell'ente, sottoscritto dal presidente di quest'ultimo,
con indicazione del numero dei sodali (qualora si tratti di associazione).

Su richiesta è possibile ottenere un certificato attestante l’avvenuto riconoscimento.

Modifiche statutarie:

Quando si verifica, invece, il caso di un’associazione riconosciuta che ha la necessità di apportare


delle modifiche al proprio statuto bisogna produrre istanza redatta in duplice copia (di cui una in
bollo), sottoscritta dal legale rappresentante dell'ente ed indirizzata alla Prefettura (oppure alla
Regione) competente, volta ad ottenere l'autorizzazione ad apportare modifiche allo statuto, deve
essere corredata dalla documentazione di seguito indicata:

- copia autentica in carta libera della deliberazione di modifiche, approvata dall'organo sociale
competente, corredata dal nuovo statuto;

- indicazione analitica dei motivi che hanno indotto l'ente ad apportare le modifiche statutarie copia
dello statuto vigente, al fine di consentire un rapido confronto dei due testi;

- relazione sull'attività svolta nell'ultimo triennio, o nel minor lasso di tempo intercorrente tra il
riconoscimento e la richiesta di autorizzazione alle modifiche;

- relazione economico-patrimoniale sulla situazione finanziaria attuale, corredata dai bilanci


preventivi e dai conti consuntivi approvati nell'ultimo triennio, o nel minor lasso di tempo
intercorrente tra il riconoscimento e la richiesta di autorizzazione alle modifiche.

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CONTABILMENTE

Che cosa è una Associazione non Riconosciuta?

La maggior parte delle associazioni, in Italia, sono quelle "non riconosciute".

Non sono solo enti che, non rispondendo a determinati requisiti, non hanno ottenuto il
riconoscimento; più spesso (nella maggioranza dei casi) si tratta di soggetti che non hanno chiesto il
riconoscimento perché:

- sono di piccola/media grandezza;


- non hanno un patrimonio rilevante;
- agiscono in un limitato spazio territoriale...

Per il carattere limitato della loro territorialità, gli enti non riconosciuti sono sottratti a limitazioni
nelle loro possibilità di azione e a controlli troppo rigidi.

E’ del tutto errato ritenere gli enti non riconosciuti come meno importanti di quelle riconosciuti.

Basti pensare che non possiedono il riconoscimento le più grandi associazioni nazionali.

Il non riconoscimento sta a sottolineare, infatti, la completa adesione a principi di libertà e


indipendenza, (al di là di un inquadramento giuridico da parte dello Stato) e il desiderio di una più
ampia duttilità operativa.

Non è necessario, dunque, l’atto pubblico davanti al notaio.

L’associazione può essere creata con:

- costituzione simultanea
- costituzione successiva

La costituzione simultanea avviene quando i soci si riuniscono in assemblea e procedono alla


costituzione senza un intervallo di tempo fra le dichiarazioni di volontà e la costituzione
dell’associazione.

La costituzione successiva si ha, invece, quando i promotori propongono ai potenziali soci il


programma dell’associazione che dovrà essere costituita e dopo l’adesione di un numero, ritenuto
congruo, di soci si passa alla convocazione dell’assemblea costituente.
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CONTABILMENTE

L'associazione può scegliere di costituirsi anche per mezzo di un accordo verbale tra persone o per
mezzo di una scrittura privata (dichiarazione scritta e firmata dai soggetti interessati).

Il D.Lgs. 460/97, introduce l’obbligo (qualora si voglia usufruire delle relative agevolazioni
fiscali…) di uno statuto con particolari clausole nonché la conseguente registrazione dell’atto
costitutivo e dello statuto presso il competente ufficio territoriale delle Entrate (...Ufficio del
registro).

Tale registrazione conferisce all’ associazione:

- data certa all'atto stesso e la prova che ad una determinata data l'associazione era costituita e
che i suoi organismi erano regolarmente formati ed i poteri di rappresentanza conferiti ad
una o più persone.
- una maggiore efficacia delle norme di funzionamento;
- più autorevolezza nelle azioni poste in essere.

E' possibile registrare nuovamente, negli anni seguenti, lo Statuto ove questo venisse modificato.

Non avere il riconoscimento comporta, oltre che dei vantaggi, anche dei limiti. Il più importante è
senz’altro che un’associazione non riconosciuta non ha completa autonomia patrimoniale.

Questo vuol dire, ad esempio, che eventuali creditori devono essere risarciti prima con il fondo
comune dell’associazione ma che, se questo risultasse insufficiente, possono rivalersi direttamente
sul patrimonio personale dei dirigenti dell’associazione.

Che cosa è lo Statuto

Associarsi, far parte di un'associazione significa "stipulare un contratto" affermare fini, principi,
scopi di quel particolare "sodalizio" di persone e/o soggetti, e lo statuto non è altro che la
codificazione di una serie di regole che tutti si impegnano a riconoscere ed a rispettare nell'interesse
delle finalità dell'associazione e del buon funzionamento della stessa.

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CONTABILMENTE

Che cosa è l’Atto costitutivo

L’ atto costitutivo è il documento ufficiale, formale e sostanziale con il quale si sancisce la nascita,
nello specifico, dell’associazione. Due o più persone, in un dato giorno, in un dato luogo decidono
di costituirsi in associazione per perseguire determinate finalità, ed a seconda delle esigenze
decidono o meno di registrare l’atto, naturalmente nel caso in cui non viene registrato si può
tranquillamente parlare di scrittura privata.
L’atto poi diventa pubblico, invece, se è redatto da un Notaio. Naturalmente per le associazioni non
riconosciute non vi è questo obbligo.

Come si effettua la registrazione

- ci si reca presso l’Ufficio del Registro (anche Ufficio delle Entrate) competente per zona (rispetto
cioè alla sede dell’associazione) recando con sé 3 copie dell’Atto Costitutivo e 3 copie dello
Statuto;
- colui che si presenta a registrare deve essere il legale rappresentante (presidente) dell’associazione
oppure il di lui delegato, munito di una fotocopia del documento del delegante e della fotocopia del
proprio;
- nell’Atto Costitutivo deve essere sempre indicato il nome del legale rappresentante;
- si procede innanzitutto, presso gli appositi sportelli, all’attribuzione del Codice Fiscale;
- poi, presso lo sportello “registrazione Atti”, viene presentata la documentazione formata da:
* due moduli di richiesta registrazione:
(MOD. RR- modulario entrate 019),

(MOD. 69- modulario entrate 007);


* un versamento bancario effettuato utilizzando il modulo F23 (fornito dalla banca);
� numero adeguato di marche da bollo .
Registrando due copie (una che rimanga presso l’Ufficio del Registro, l’altra consegnata
all’associazione), serviranno un congruo numero di marche da bollo per ogni copia (il loro
numero dipende dai fogli che compongono Atto Costitutivo/Statuto: una marca ogni 4 pagine,
oppure una marca ogni 100 righe se i documenti risultassero scritti in carattere minuto).
- ottenuta l’approvazione della documentazione presentata, si passa alla consegna ed al timbro
presso l’ apposito sportello.

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CONTABILMENTE

Gli enti non commerciali

Il concetto di ente non commerciale è stato introdotto dalla legislazione tributaria per riconoscere
tra gli enti privati quei soggetti, passivi di imposta (cioè tenuti a pagare le imposte) diversi dalle
società che non hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciale…
Gli enti non commerciali,quindi, non hanno scopo di lucro e questa caratteristica è rilevabile,
obiettivamente, dall’analisi dell’attività effettivamente svolta: anche se la previsione statutaria
della non lucrabilità delle attività realizzate è indispensabile da sola non è sufficiente, c’è bisogno
sempre dell’individuazione concreta delle varie attività realmente messe in campo ed esercitate.

Gli scopi,quindi, andranno elencati sia nell’atto costitutivo e nello statuto (atto pubblico o scrittura
privata autenticata) sia nell’attività realmente esperita.
Fra gli enti non commerciali verranno indagate i seguenti soggetti:
� Associazioni di Promozione sociale (APS)
� Organizzazioni di volontariato (ODV)
� Organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS)

Le associazioni di promozione sociale

Sono considerate associazioni di promozione sociale quelle riconosciute e non riconosciute, i


movimenti, i gruppi e i loro coordinamenti o federazioni costituiti al fine di svolgere attività di
utilità sociale a favore di associati o di terzi, senza finalità di lucro e nel pieno rispetto della libertà e
dignità degli associati.
La stessa legge esclude da questa categoria “i partiti politici, le organizzazioni sindacali, le
associazioni dei datori di lavoro, le associazioni professionali e di categoria e tutte le associazioni
che hanno come finalità la tutela esclusiva di interessi economici degli associati.
Non costituiscono altresì associazioni di promozione sociale i circoli privati e le associazioni
comunque denominate che dispongono limitazioni con riferimento alle condizioni economiche e
discriminazioni di qualsiasi natura in relazione all'ammissione degli associati o prevedono il diritto
di trasferimento, a qualsiasi titolo, della quota associativa o che, infine, collegano, in qualsiasi
forma, la partecipazione sociale alla titolarità di azioni o quote di natura patrimoniale.”

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CONTABILMENTE

Le caratteristiche e il ruolo svolto dalle associazioni di promozione sociale sono assimilabili a


quelle delle organizzazioni di volontariato, le differenze risiedono nella possibilità di remunerare i
propri soci e nella valenza mutualistica dei servizi, anche se è indubbio che oggi le associazioni non
si limitino solamente alla mera soddisfazione degli interessi e dei bisogni degli associati, ma
abbiano sviluppato una forte apertura al sociale operando promozioni della partecipazione e della
solidarietà attiva.

Le organizzazioni di volontariato

Secondo gli Artt. 2-3 della legge 266 dell’11 agosto 1991 per organizzazioni di volontario si intende
“ogni organismo liberamente costituito” che si avvale dell’attività di volontariato che “deve
intendersi quella prestata in modo personale, spontaneo e gratuito, tramite l'organizzazione di cui il
volontario fa parte, senza fini di lucro anche indiretto ed esclusivamente per fini di solidarietà”.
Tale organizzazione si manifesta già a partire dagli anni settanta, ma nell’ultimo decennio la sua
importanza è cresciuta in modo particolare.

Se guardiamo infatti all’anzianità delle organizzazioni di volontariato presenti sul territorio,


possiamo vedere come la maggior parte sia di recente costituzione (Rapporto Biennale sul
Volontariato, 2005): delle più di 21.000 (21.021 nel 2005) associazioni esistenti in Italia il 61, per
cento è nato dopo il 1999. Accanto a questa crescente rilevanza, si è assistito nel tempo anche ad
una maturazione delle organizzazioni stesse. Esempio di tale evoluzione sono i profili dei servizi
forniti: accanto a quelli di più classica valenza assistenziale, si affiancano oggi pratiche di
prevenzione e promozione sociale, con l’obbiettivo non solo di curare il “sintomo” ma anche di
eliminare le cause che producono emarginazione e degrado degli individui.

Le ONLUS

La disciplina delle ONLUS (e la stessa figura introdotte dagli artt. 10 e ss. Del D.Lgs. 460/97), che
nell'acronimo ben segnalano la compresenza dei requisiti di assenza di lucro e di utilità sociale,
resta pertanto ben indicativa di alcuni dei possibili campi di intervento, sebbene in tale
inquadramento - è stato da molti eccepito - siano eterogeneamente parificati obiettivi di emergenza
vitale e scopi di potenziale fatuità:

20
CONTABILMENTE

1. assistenza sociale e socio sanitaria


2. assistenza sanitaria
3. beneficienza
4. istruzione
5. formazione
6. sport dilettantistico
7. tutela, promozione e valorizzazione delle cose di interesse artistico e storico
8. tutela e valorizzazione dell'ambiente
9. promozione della cultura e dell'arte
10. tutela dei diritti civili
11. ricerca scientifica di particolare interesse sociale

Per quanto infatti il concetto di non profit sia in genere, nella sua più immediata accezione,
prontamente riferito a importanti e lodevoli iniziative di grande spessore, esso purtuttavia
comprende qualsiasi attività dalle caratteristiche sopra abbozzate, riguardando pertanto la bocciofila
di quartiere come le associazioni per le emergenze alimentari del Terzo Mondo; ciò ha dato luogo
ad eccezioni ideali ed a proposte per una più rigorosa verifica della corretta applicazione della
disciplina, soprattutto onde salvaguardare la necessaria terzietà degli effettivi beneficiari delle
iniziative di questo genere, vista la potenziale facilità di maliziosa interpretazione del testo
normativo.

Le Associazioni di Promozione sociale: caratteristiche ed elementi distintivi.

Il vasto è complesso settore del no-profit (economia civile), con il suo importante ed in molti ambiti
“prepotente” sviluppo, palesa un’ormai urgente e complessiva riforma sotto il profilo civilistico
(…il codice civile è del 1942): le diverse tipologie organizzative che si sono configurate in decenni
di sviluppo di questo settore non sono opportunamente configurate.
Con la Legge 7 dicembre 2000 n.383 “Disciplina delle Associazioni di Promozione Sociale” si è
concluso un lungo e complesso iter legislativo che già dal lontano 1995 aveva visto una prima
proposta di legge in materia.
Per il terzo settore, dunque, un’altra legge quadro.

21
CONTABILMENTE

La legge 383/00, comunque, sembra colmare una lacuna che perdurava nel sistema, e cioè quella di
dotare lo strumento associativo di una legge quadro che riconoscesse il valore sociale
dell’associazionismo e delle sue molteplici attività. Nella legge non si normano però le associazioni
bensì le associazioni di promozione sociale, identificabili come quelle che svolgono attività di
utilità sociale a favore di associati o di terzi, senza finalità di lucro e nel pieno rispetto della libertà e
dignità degli associati. Non vi è dubbio che la definizione è piuttosto generica e apparentemente
omnicomprensiva. La legge infatti, più che determinare l’oggetto, si è preoccupata più che altro di
individuare particolari forme associative escludendo chi va contro a principi propri della
democraticità, già peraltro dettati espressamente dal D.lgs. 460/97.

Prima di esaminare le previsioni, innovative o meno, introdotte dalla legge, è indispensabile fare
una preliminare considerazione: le associazioni di promozione sociale erano già espressamente
previste ante legge 383/2000. Vale per tutti il D.lgs. 460/97, che le cita come categoria di
associazioni destinatarie di rilevanti e particolari agevolazioni fiscali. Secondo il 460/97 sono
associazioni di promozione sociale quelle la cui finalità assistenziale è riconosciuta dal Ministero
degli Interni.

Eccoci davanti alla prima incongruenza: si sono creati due tipi di associazioni di promozione sociale quelle previste dal
D.lgs. 460/97 e quelle che si rifanno alla legge 383/00. In queste ultime(qualora si iscrivino negli appositi registri), vi
rientreranno anche quelle provviste del riconoscimento del Ministero degli Interni che potrebbero usufruire dei benefici
previsti in entrambe le norme, possibilità che potrebbe essere invece preclusa per le “nuove” associazioni di promozione
sociale.
Più chiaramente si vuol sottolineare che senza un necessario intervento che stabilisca che per tutte le future
associazioni di promozione (di cui alla legge n.383/00) valgono le disposizioni agevolative ai fini delle imposte sui
redditi e dell’Imposta sul Valore Aggiunto contenute nel T.U.I.R. D.P.R. n.917/86 e nel D.P.R. sull’Iva n.633/72, è
scontato che ad eccezione delle associazioni di promozione sociale come descritte dal D.lgs. 460/97, le agevolazioni
fiscali valide sono solo quelle previste dalla nuova legge. Questo in quanto nel T.U.I.R. D.P.R. n.917/86 e nel D.P.R.
Iva n.633/72 vengono espressamente citate come destinatarie di agevolazioni le associazioni di promozione sociale le
cui finalità assistenziali siano riconosciute dal Ministero degli Interni, requisito mancante per tutte quelle future
associazioni che si qualificheranno di promozione sociale. Parrebbe, dunque, azzardato, senza chiari ed oggettivi
interventi normativi, l’orientamento secondo il quale la nuova legge sia “un proseguimento” ed “una integrazione” di
disposizioni già esistenti che resterebbero comunque valide per tutti. La differenziazione, che si è descritta, sarebbe
confermata anche dall’introduzione nella 383/2000 di obblighi e doveri che erano già esistenti e disciplinati (quali ad
esempio l’obbligo di inserimento di specifiche clausole statutarie). Si confermerebbe, dunque, il chiaro intento di non
dare una continuità implicita a previsioni che in teoria si dovrebbero sovrapporre o integrare.

22
CONTABILMENTE

Si arrivera, però, così ragionando, ad una conclusione particolare: fare una legge quadro che partorisce associazioni di
promozione sociale “superprivilegiate” e “non”.

LA COSTITUZIONE

Le aps hanno come unico obbligo di forma in ordine alla costituzione quello di costituirsi con atto
costitutivo scritto (non necessariamente la costituzione deve avvenire con atto pubblico essendo
sufficiente anche la sola scrittura privata autenticata sottoscritta dai soci fondatori e registrata
all’Ufficio del Registro con il pagamento della relativa imposta di registro in misura fissa -tramite
modello F 23 - e dell’imposta di bollo una ogni quattro pagine (la presentazione degli atti costitutivi
va fatta in duplice copia ognuna delle quali soggetta ad imposta di bollo) .
Devono invece essere rispettate numerose prescrizioni per quanto concerne i contenuti dello statuto,
devono essere espressamente previsti:
a) la denominazione;
b) l'oggetto sociale;
c) l'attribuzione della rappresentanza legale dell'associazione;
d) l'assenza di fini di lucro e la previsione che i proventi delle attività non possono, in nessun
caso, essere divisi fra gli associati, anche in forme indirette;
e) l'obbligo di reinvestire l'eventuale avanzo di gestione a favore di attività istituzionali
statutariamente previste;
f) le norme sull'ordinamento interno ispirato a principi di democrazia e di uguaglianza dei
diritti di tutti gli associati, con la previsione dell'elettività delle cariche associative. In
relazione alla particolare natura di talune associazioni, il Ministro per la solidarietà sociale,
sentito l'Osservatorio nazionale di cui all'articolo 11 (l. 383/2000), può consentire deroghe
alla presente disposizione;
g) i criteri per l'ammissione e l'esclusione degli associati ed i loro diritti e obblighi;
h) l'obbligo di redazione di rendiconti economico-finanziari, nonché le modalità di
approvazione degli stessi da parte degli organi statutari;
i) le modalità di scioglimento dell'associazione;
j) l'obbligo di devoluzione del patrimonio residuo in caso di scioglimento, cessazione o
estinzione, dopo la liquidazione, a fini di utilità sociale.

23
CONTABILMENTE

Gli statuti inoltre non possono recare limitazioni con riferimento alle condizioni economiche o
discriminazioni di qualsiasi natura in relazione all’ammissione degli associati, né prevedere il diritto
di trasferimento, a qualsiasi titolo, della quota associativa o, infine, collegare in qualsiasi forma la
partecipazione sociale alla titolarità di azioni o quote di natura patrimoniale.

LE FONTI DI FINANZIAMENTO

Le risorse economiche necessarie al funzionamento delle a.p.s. possono essere reperite attraverso:

� le quote ed i contributi degli associati;

� eredità (da accettare con beneficio d’inventario), donazioni e legati;

� contributi dello Stato e degli enti locali a sostegno di “progetti realizzati nell’ambito dei fini

statutari”, nonché interventi dell’Unione Europea e di altri organismi internazionali;

� entrate derivanti da prestazioni di servizi convenzionati;

� proventi delle cessioni di beni e prestazioni di servizi agli associati e a terzi, svolte in maniera

ausiliaria e sussidiaria e finalizzate al raggiungimento degli obiettivi istituzionali;

� erogazioni liberali degli associati o di terzi;

� entrate derivanti da iniziative promozionali (quali feste e sottoscrizioni anche a premi);

� altre entrate compatibili con le finalità sociali delle a.p.s.

E’ inoltre prevista l’istituzione di un Fondo per l’associazionismo, finalizzato a sostenere le


iniziative di formazione, nonché la possibilità di accedere al Fondo sociale europeo, , per progetti
finalizzati agli obiettivi istituzionali. E’ presunta la possibilità di accettare eredità e donazioni
daparte di a.p.s. senza personalità giuridica con il solo vincolo di destinazione dei beni ricevuti e le
loro rendite al conseguimento delle finalità previste dall'atto costitutivo e dallo statuto.

VOLONTARI O DIPENDENTI ?

Una significativa attenzione va riservata all’art.18 circa le prestazioni rese dagli associati: è stata
sancita infatti la regola secondo la quale le associazioni di promozione sociale debbano

24
CONTABILMENTE

caratterizzarsi per la prevalente volontarietà e gratuità delle attività prestate dagli associati per il
perseguimento dei fini istituzionali; prevedendo comunque ,la possibilità (in caso di stretta
necessità) di avvalersi di lavoratori dipendenti ed autonomi anche ricorrendo a propri associati.

Tale previsione sembrerebbe, con una interpretazione restrittiva, come l’obbligo di avvalersi quasi esclusivamente
(pensando alla compagine associativa) di lavoro volontario (…ricalcando una dispo già propria delle organizzazioni di
volontariato legge 266/91), la tal cosa è empiricamente poco praticabile o resa proibitiva dall’evidenza di associazioni,
prevalentemente a carattere nazionale, che debbono necessariamente avvalersi (quasi totalmente fra i soci per ovvi e
scontati motivi) dell’opera di lavoratori retribuiti, che prestino continuativamente la loro opera, per lo meno per le
esigenze di carattere amministrativo ed operativo principali. Nessuno si dovrà scandalizzare dunque se, nonostante tale
dettato normativo, si rilevi il ricorso a lavoratori retribuiti (fra gli associati), eventualità che non deve assolutamente
sminuire il grosso impegno del volontariato attivo in Italia, presente anche e soprattutto nelle associazioni di
promozione sociale.
Eventualmente, forse, sarebbe da criticare l’eccessiva rigidità usata nel testo di legge ove si cita “la stretta necessità”.
Grandi associazioni , che esistevano anche prima della promulgazione della legge 383/00, si avvalgono molto spesso
del lavoro retribuito dei propri soci. E non potrebbe essere altrimenti, data l'importanza sociale e le dimensioni che tali
organizzazioni: quasi sempre vi è la necessità di affidare mansioni specifiche a persone in grado di assicurare
l'efficienza e la continuità, spesso non garantita dal seppur fondamentale ed essenziale lavoro volontario.
Data quindi l’interpretazione estensiva che viene attribuita alla "stretta necessità" a cui è subordinata l'assunzione di
lavoro retribuito, questa norma è destinata ad essere in qualche modo aggirata…

CONVENZIONI

Lo Stato, le regioni, le provincie, i comuni e gli altri enti pubblici possono stipulare convenzioni
con le associazioni di promozione sociale, iscritte da almeno sei mesi nei registri, per lo
svolgimento delle attività previste dallo statuto verso i terzi.

CONCESSIONI STRUTTURE PUBBLICHE

L’ art. 31 della L.383/00 prevede che le amministrazioni statali, regionali, provinciali e comunali, in
caso di manifestazioni e iniziative temporanee organizzate dalle APS (e dalle organizzazioni di
volontariato) possano concedere, a titolo non oneroso, beni mobili e immobili.
La legge contiene, però, su questo argomento, una previsione più generale: l’art. 32 dispone infatti
che lo Stato, regioni, provincie e comuni possano concedere in comodato alle APS (e alle
organizzazioni di volontariato), non a titolo provvisorio o saltuario, propri beni mobili e immobili

25
CONTABILMENTE

che non sono utilizzati ai fini istituzionali, con l’unico onere a carico delle associazioni di adibirli a
svolgimento delle loro attività istituzionali.

ATTIVITA’ TURISTICHE

Le APS sono autorizzate ad esercitare attività turistiche e ricettive, previa stipulazione di idonee
polizze assicurative, ma solo per i propri soci, si sottolinea, comunque, che le prestazioni rese nei
confronti dei familiari dei soci vengono equiparate, ai fini fiscali, a quelle rese ai soci.

I REGISTRI DELLE APS

Registro nazionale
Per ottenere l’iscrizione nel Registro nazionale delle aps è necessario che:
� l’associazione sia costituita per atto scritto nel quale sia indicata la sede legale;

� lo statuto contenga i requisiti previsti dalla norma (art. 3 l. 383/2000);

� l’associazione sia costituita e svolga attività da almeno un anno;

� l’attività abbia carattere nazionale, ovvero sia svolta in almeno 5 regioni e 20 province.

La domanda di iscrizione deve essere presentata al Ministero della Solidarietà Sociale - Direzione
generale per il volontariato, l'associazionismo sociale, esclusivamente tramite raccomandata con
avviso di ricevimento, contenente:
� atto costitutivo, con l'indicazione della sede legale, e statuto dell'associazione;

� indicazione dell'ambito di diffusione territoriale dell'associazione comprovante la presenza in

almeno cinque regioni e venti province del territorio nazionale;


� nominativo del legale rappresentante e di eventuali altri soggetti che ricoprano cariche di

rappresentanza istituzionale;
� sintetica relazione descrittiva della fisionomia istituzionale dell'associazione contenente dati

relativi al modello organizzativo e livelli di responsabilità degli organismi nazionali e di quelli


delle eventuali articolazioni periferiche; al numero totale degli iscritti, criteri e mezzi di
informazione e/o di comunicazione al fine di consentire la loro piena partecipazione;
all’indicazione degli ambiti prevalenti di attività, delle iniziative più significative realizzate e
dei principali programmi di intervento posti in essere; ad un elenco dei soggetti affiliati con
l'indicazione dei loro legali rappresentanti; ad un'attestazione di appartenenza di ogni "livello
di organizzazione territoriale" e "circolo affiliato".

26
CONTABILMENTE

I documenti di cui agli ultimi due punti non sono richiesti dal decreto, ma si ritiene siano necessari
alla corretta iscrizione delle sezioni territoriali nei registri competenti. L'invio di tali documenti
potrà quindi essere successivo, ed eventualmente integrativo, alla domanda. La Direzione
competente si impegna a rispondere entro 60 giorni dalla presentazione della domanda, trascorsi i
quali l'iscrizione si ritiene perfezionata. Avverso i provvedimenti di rifiuto di iscrizione e di
cancellazione è ammesso ricorso in via amministrativa al Ministro per la solidarietà sociale, che
decide previa acquisizione del parere vincolante dell'Osservatorio nazionale. E’ ammesso anche,
entro 60 giorni, il ricorso al TAR competente contro i provvedimenti di rifiuto di iscrizione e di
cancellazione, il quale decide, in camera di consiglio, entro trenta giorni dalla scadenza del termine

per il deposito del ricorso, sentiti i difensori delle parti che ne abbiano fatto richiesta. La decisione
del TAR è appellabile, entro trenta giorni dalla sua notifica, al Consiglio di Stato, il quale decide
con le stesse modalità entro sessanta giorni.
Avvenuta l'iscrizione, questa comporta, pena la cancellazione dal registro, l'obbligo di comunicare,
allo stesso indirizzo e con le medesime modalità:

� modificazioni dell'atto costitutivo e dello statuto;


� il trasferimento della sede;
� le deliberazioni di scioglimento.

Tali comunicazioni devono avvenire entro 90 giorni dall'evento, pena l'esclusione dal registro. Si
ritiene inoltre che debbano essere comunicate le modifiche nell'elenco dei soggetti affiliati.
L’iscrizione dell’associazione a carattere nazionale nel rispettivo Registro potrebbe consentire
l’iscrizione “a cascata” delle organizzazioni territoriali e dei circoli affiliati alle associazioni
nazionali nel registro medesimo; in altre parole le associazioni affiliate ad aps a carattere nazionale
iscritte nel Registro nazionale possono, a loro volta, essere iscritte nello stesso Registro pur non
avendo il requisito della nazionalità. L’iscrizione nei registri (nazionale, regionale o provinciale) è
condizione necessaria per stipulare le convenzioni e per usufruire dei benefici previsti
rispettivamente dalle leggi a carattere nazionale, regionale e provinciale.

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CONTABILMENTE

Registri regionali

Si possono iscrivere nei Registri regionali le aps

� riconosciute e non riconosciute;

� che abbiano sede legale ed operino nel territorio della Regione;

� che siano dotate di autonomia organizzativa, gestionale e patrimoniale;

� che siano costituite con atto scritto e dotate di uno statuto che preveda espressamente i

requisiti di legge (la scrittura privata deve riportare la data certa di costituzione).

Le associazioni che possono essere iscritte nel registro regionale (dette a rilevanza regionale) sono:

� le associazioni che operino in almeno cinque province del territorio regionale attraverso

articolazioni locali strutturate su base associativa;


� gli organismi di collegamento e coordinamento di sole associazioni di promozione sociale, di

cui almeno quindici iscritte in almeno cinque registri provinciali.

La domanda di iscrizione deve essere presentata in bollo ed indirizzata al Presidente della regione.
Alla domanda deve essere allegata la seguente documentazione:

� copia dell'atto costitutivo (scrittura privata autenticata o non);


� copia delle statuto vigente;
� elenco nominativo delle persone che ricoprono cariche associative;
� relazione dettagliata sull’attività svolta dall’associazione da cui risulti almeno un anno di
attività effettiva.

Le sezioni locali di associazioni nazionali devono anche allegare dichiarazione dell’organo centrale
competente, che attesti la loro autonomia nell’ambito dell’organizzazione nazionale o statuto
nazionale in cui tale autonomia risulti dichiarata. Tutta la documentazione di cui sopra deve essere
sottoscritta dal legale rappresentante dell’associazione. La Regione adotta il provvedimento di
iscrizione o di diniego entro 60 giorni dal ricevimento della domanda (data di protocollo in entrata),
fatta salva la sospensione dei termini per eventuali documentazioni integrative. Contro i
provvedimenti di rifiuto di iscrizione o di cancellazione è ammesso il ricorso in via amministrativa

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CONTABILMENTE

al Presidente della giunta regionale previa acquisizione del parere vincolante dell'Osservatorio
regionale.

Registri provinciali : la domanda di iscrizione deve essere presentata in bollo al Presidente della
provincia. Copia della domanda va inoltrata anche al Comune sede legale dell'associazione per
l'espressione del parere preventivo sull'iscrivibilità. Il parere del Comune è obbligatorio e deve
essere espresso entro trenta giorni dal ricevimento della domanda. Trascorso tale termine le
Province prescindono dal parere. La domanda deve essere corredata almeno dalla seguente
documentazione:

� copia dell'atto costitutivo;

� copia dello statuto;

� elenco nominativo delle persone che ricoprono cariche associative;

� copia di ricevuta di presentazione della domanda al Comune o dichiarazione attestante la data

di presentazione;
� relazione dettagliata sull’attività svolta dall’associazione da cui risulti almeno un anno di

attività effettiva.

Le sezioni locali di associazioni nazionali e regionali debbono inoltre allegare dichiarazione


dell’organo centrale competente, che attesti la loro autonomia nell’ambito dell’organizzazione
nazionale e regionale o statuto del livello superiore in cui tale autonomia risulti dichiarata. Il
procedimento di iscrizione o di diniego si conclude entro 60 giorni dal ricevimento della domanda
salvo sospensione dei termini.

Anche rispetto all’iscrizione ai Registri sorge una più che lecita considerazione: non iscrivendosi a tali Registri, le
associazioni di promozione sociale le cui finalità assistenziali siano riconosciute dal Ministero degli Interni possono
dunque continuare ad usufruire delle agevolazioni previste dal D.Lgs. n.460/97, prima fra tutte la possibilità di
somministrare alimenti e bevande per soli soci con semplice autorizzazione comunale (art.3 comma 6 lett. E legge 2
agosto 1991 n.287) decommercializzando completamente l’attività (art.5 D.Lgs- 460/97). Ad oggi non si può ancora
dare una risposta univoca.

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CONTABILMENTE

GLI OSSERVATORI DELLE APS

Osservatorio nazionale : composto da 26 membri, di cui 10 rappresentanti delle associazioni a


carattere nazionale maggiormente rappresentative, 10 rappresentanti estratti a sorte tra i nominativi
indicati da altre associazioni e 6 esperti, presieduto dal Ministro per la solidarietà sociale, si riunisce
al massimo otto volte l'anno, dura in carica tre anni ed i suoi componenti non possono essere
nominati per più di due mandati. All'Osservatorio sono assegnate le seguenti competenze:
a) assistenza alla Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per gli affari sociali,
nella tenuta e nell'aggiornamento del registro nazionale;
b) promozione di studi e ricerche sull'associazionismo in Italia e all'estero;
c) pubblicazione di un rapporto biennale sull'andamento del fenomeno associativo e sullo stato
di attuazione della normativa europea, nazionale e regionale sull'associazionismo;
d) sostegno delle iniziative di formazione e di aggiornamento per lo svolgimento delle attività
associative nonché di progetti di informatizzazione e di banche dati nei settori disciplinati dalla
presente legge;
e) pubblicazione di un bollettino periodico di informazione e promozione di altre iniziative
volte alla diffusione della conoscenza dell'associazionismo, al fine di valorizzarne il ruolo di
promozione civile e sociale;
f) approvazione di progetti sperimentali elaborati, anche in collaborazione con gli enti locali,
dalle associazioni iscritte nei registri di cui all'articolo 7 per fare fronte a particolari emergenze
sociali e per favorire l'applicazione di metodologie di intervento particolarmente avanzate;
g) promozione di scambi di conoscenze e forme di collaborazione fra le associazioni di
promozione sociale italiane e fra queste e le associazioni straniere;
h) organizzazione, con cadenza triennale, di una conferenza nazionale sull'associazionismo,
alla quale partecipino i soggetti istituzionali e le associazioni interessate;
i) esame dei messaggi di utilità sociale redatti dalle associazioni iscritte nei registri di cui
all'articolo 7, loro determinazione e trasmissione alla Presidenza del Consiglio dei ministri.

L'Osservatorio nazionale delle aps svolge la sua attività in collaborazione con l'Osservatorio
nazionale per il volontariato sulle materie di comune interesse; sono convocati in seduta congiunta
almeno una volta all'anno, sotto la presidenza del Ministro per la solidarietà sociale o di un suo
delegato; designano dieci membri del Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro (CNEL), scelti

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CONTABILMENTE

fra le persone indicate dalle associazioni di promozione sociale e dalle organizzazioni di


volontariato maggiormente rappresentative.

Osservatori regionali : anche presso le regioni sono istituiti Osservatori regionali per
l'associazionismo con funzioni e modalità di funzionamento da stabilire con la legge regionale.

Le Organizzazioni di Volontariato: caratteristiche ed elementi distintivi

“E' considerato organizzazione di volontariato ogni organismo liberamente costituito al fine


di svolgere l'attività di cui all'articolo 2 (attività di volontariato), che si avvalga in modo
determinante e prevalente delle prestazioni personali, volontarie e gratuite dei propri
aderenti”.
L’importanza di questi enti è stata riconosciuta e valorizzata con l’emanazione della legge – quadro
sul volontariato: legge 11 agosto 1991, n. 266.
La Repubblica Italiana assegna alle attività svolte da questa particolare tipologia di organizzazioni
un particolare status assolutamente coerente con il riconoscimento che con la legge – quadro si fa
del valore sociale e della funzione da esse svolta con finalità esclusivamente solidaristiche. Lo Stato
infatti riconosce come “propria” l’attività di volontariato come ampiamente esplicitato nell’art.1
della legge: … la Repubblica italiana riconosce il valore sociale e la funzione dell’attività di
volontariato… ne promuove lo sviluppo… e ne favorisce l’apporto originale…

SENZA SCOPO DI LUCRO è sinonimo di VOLONTARIATO ?

E’ questo un grosso luogo comune. La dicitura "senza scopo di lucro" non significa affatto che tutti
i membri dell'associazione debbano essere volontari, perché il significato non è legato alla natura
del impegno dei soci nelle attività dell’associazione. Tale dicitura è implicita, invece, nella
definizione di associazione che deve avere come fine il raggiungimento di un beneficio collettivo e
si contrappone a quella di società commerciale che prevede come finalità essenziale "l'esercizio di
un'attività economica allo scopo di dividerne gli utili". Un'associazione, come una normale società,
avrà delle entrate (progetti, donazioni,marginali ecc) e delle uscite monetarie (costi progetti,
rimborsi spese ecc.): il risultato è detto avanzo oppure,se negativo, disavanzo. La differenza (fra la
associazione e la società) fondamentale sta nel modo in cui viene gestito questo avanzo: in una

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CONTABILMENTE

società l'utile viene ridistribuito ai soci/azionisti, nelle associazioni questo non può essere fatto (art
2247 c.c.); l'utile deve essere reinvestito nella attività dell'associazione (caso tipico è quello
utilizzarlo negli anni successivi).

I VOLONTARI

Le organizzazioni di volontariato devono avvalersi in modo prevalente e determinante delle


prestazioni volontarie e personali dei propri associati (è fatta salva la possibilità di assunzione di
lavoratori dipendenti o la facoltà di avvalersi di prestazioni da lavoro autonomo nei casi in cui
queste figure non siano presenti all’interno dell’ente o servano a migliorarne il funzionamento
(sempre rimanendo nei limiti della prevalenza delle prestazioni volontarie). I volontari non
rientrano nella categoria dei lavoratori dipendenti :“…per attività di volontariato deve intendersi
quella prestata in modo personale, spontaneo e gratuito, tramite l'organizzazione di cui il
volontario fa parte, senza fini di lucro anche indiretto ed esclusivamente per fini di solidarietà” (l.
266/91, art. 2,comma 1). Data la spontaneità dell’attività volontaria, questa “…non può essere
retribuita in alcun modo; al volontario possono essere solamente rimborsate le spese effettivamente
sostenute per l’attività prestata” (art. 2,comma 2). Di fondamentale importanza è che il rimborso
avvenga esclusivamente per le spese effettivamente sostenute non essendo contemplato un rimborso
spese a forfait (perché verrebbe immediatamente assimilato ad un compenso vero e proprio).

La Legge quadro sul volontariato ed i decreti attuativi emanati dal Ministero dell’Industria, del
Commercio e dell’Artigianato (14/02/92 e 16/11/92) pongono alle organizzazioni di volontariato
l’obbligo di assicurare i propri aderenti, che esplicano attività di volontariato, contro gli infortuni e
le malattie connessi allo svolgimento dell’attività stessa, nonché per la responsabilità civile verso
terzi. Per individuare esattamente i soggetti da assicurare, i decreti attuativi obbligano le
organizzazioni di volontariato ad istituire e tenere il cosiddetto "registro dei volontari", sul quale va
riportato l’elenco dei nominativi degli aderenti che prestano attività di volontariato (specificandone
le complete generalità, il luogo e la data di nascita e la residenza). Tale registro, prima di essere
posto in uso, deve essere numerato progressivamente in ogni pagina e bollato in ogni foglio da un
notaio, da un segretario comunale o da un altro pubblico ufficiale abilitato a tali adempimenti;
inoltre, il soggetto che ha provveduto a porre il bollo deve dichiarare nell’ultima pagina il numero
dei fogli da cui è composto il registro. In seguito, il registro funzionerà come "diario dei soci in
entrata ed in uscita": ogni qual volta si verifichi una variazione del numero degli aderenti assicurati,

32
CONTABILMENTE

in più o in meno, il responsabile dovrà annotare i nominativi dei nuovi entrati o di quelli che hanno
cessato l’attività, apponendo di seguito una barra, la data e la firma. Le organizzazioni di
volontariato devono comunicare all’assicuratore con il quale sono stipulate le polizze i nominativi
dei soggetti iscritti originariamente e le successive variazioni, in modo che le assicurazioni
garantiscano tutti i soggetti che risultano annotati nel registro. Le garanzie assicurative decorrono
dalle ore 24 del giorno di iscrizione nel registro, mentre per coloro che cessano dall’adesione
all’organizzazione le garanzie assicurative perdono efficacia dalle ore 24 del giorno
dell’annotazione della cancellazione nel registro stesso. Inoltre, è prevista la possibilità di stipulare
polizze in forma collettiva o in forma numerica, ovvero polizze che prestino un’unica copertura
assicurativa per una pluralità di persone; alle organizzazioni di volontariato è consentito, quindi,
con un solo contratto assicurare tutti i soggetti iscritti nel "registro dei volontari". Data la notevole
difficoltà e disparità di trattamento riscontrata dalle organizzazioni di volontariato nella ricerca di
idonee e specifiche coperture assicurative, alcune federazioni ed organismi di coordinamento hanno
adottato una polizza assicurativa nazionale a favore di tutte le organizzazioni federate e collegate.
Tale polizza è stata elaborata sulla base di un capitolato di norme specifiche per il volontariato,
tenendo conto delle necessità di semplificazione, di uniformità per tutti i tipi di organizzazione e di
copertura adeguata a fronte di costi ridotti sia per i grandi organismi che per i piccoli gruppi.

» La flessibilità dell'orario di lavoro (art. 17) concessa ad un lavoratore per consentirgli di


partecipare alle attività dell'organizzazione di volontariato, è attuabile se:

o l'associazione è iscritta all'albo regionale


o è prevista tale possibilità dagli accordi sindacali
o è compatibile con l'organizzazione dell'azienda

Il concetto di flessibilità implica il rispetto totale delle ore di lavoro (obbliga quindi al recupero).

» Codice contribuente: se si vogliono pagare collaboratori (siano essi dipendenti o autonomi,


abituali o occasionali) serve, oltre al codice fiscale, anche il codice contribuente. Per ottenerlo basta
la forma scritta, non si richiede né atto pubblico né registrazione, è gratis, lo dà l'Esattoria
Comunale.

33
CONTABILMENTE

LA COSTITUZIONE

Per costituire un’organizzazione di volontariato è sufficiente riunire in modo stabile un gruppo di


persone con uno scopo di natura ideale (e non economico) ben definito; questa condizione già di per
sé costituisce un'associazione. Non esiste un limite minimo di persone che possono formare
un'associazione, possono essere anche due, tuttavia alcune regioni chiedono almeno 5 soci per
accettare l'iscrizione nel registro delle organizzazioni di volontariato. La costituzione di
un'associazione può quindi avvenire anche in forma di accordo orale. Questo tipo di formula
preclude però ogni tipo di passo successivo; essa non potrà né accedere alle agevolazioni e/o
contributi pubblici, né iscriversi ai registri del volontariato, ecc. Molti vantaggi di tipo fiscale si
hanno a patto di avere l'atto costitutivo o lo statuto redatti nella forma di atto pubblico e/o della
scrittura privata autenticata e/o registrata. L'associazione, affinché possa qualificarsi come
organizzazione di volontariato deve caratterizzare la propria azione non per il vantaggio dei propri
soci, bensì per fini di solidarietà sociale. “Le organizzazioni di volontariato possono assumere la
forma giuridica che ritengono più adeguata al perseguimento dei loro fini, salvo il limite di
compatibilità con lo scopo solidaristico”(art. 3, comma 2); nella costituzione di un’organizzazione
di volontariato si potrà scegliere se adottare lo schema tipico delle associazioni (di volontariato),
fondazioni (di volontariato), ecc.; ma non si potranno adottare gli schemi tipici delle società (non
possono, ad esempio esistere s.p.a. di volontariato) mancando chiaramente l’assenza dello scopo di
lucro . Negli accordi istitutivi, atto costitutivo e statuto, oltre a quando disposto dal codice civile per
le diverse forme giuridiche che l’organizzazione assume, devono essere espressamente previste:

a) l’assenza di fini di lucro;

b) la democraticità della struttura, con particolare riguardo alla elettività delle cariche associative e
alle modalità di approvazione del rendiconto;

c) la gratuità delle cariche associative;

d) la gratuità delle prestazioni fornite dagli aderenti, i criteri di ammissione e di esclusione di questi
ultimi, i loro obblighi e diritti;

f) l’obbligo di formazione del rendiconto.

34
CONTABILMENTE

Il primo passo, comune a tutti i tipi di enti non profit (o enti non commerciali) che si costituiscono,
è la stesura dell’atto costitutivo/statuto.

Il secondo passo è recarsi all'Ufficio delle Entrate…

… per richiedere il codice fiscale. Una volta costituita in forma scritta l'associazione (questo vale
comunque anche per tutte le altre forme associative descritte nel manuale), è necessario darne
comunicazione all'Ufficio delle Entrate attraverso la richiesta del codice fiscale dell'associazione. Il
codice fiscale dell'associazione sarà richiesto dal presidente dell'associazione e sarà altra cosa
rispetto al suo personale. Avere il CF non significa essere una persona giuridica e non obbliga alla
compilazione della dichiarazione dei redditi (modello unico enti non commerciali…). Attraverso il
codice fiscale l'associazione potrà farsi rilasciare fattura per gli acquisti, compilare le eventuali
dichiarazioni fiscali, stipulare contratti di locazione, richiedere contributi e/o rimborsi spese a
istituzioni, erogare compensi, versare le ritenute d'acconto, ecc... Il modulo per richiedere il codice
fiscale dell'ente non commerciale è disponibile presso gli Uffici delle Entrate e deve essere firmato
dal legale rappresentante (il tagliando con il codice fiscale dell'organizzazione contiene anche i dati
relativi al presidente e alla sede legale). Ogni volta che cambia il presidente o viene trasferita la
sede, vanno indicati i nuovi dati all'Ufficio delle Entrate, perchè siano cambiati su tale tagliando.

... per registrare l'atto. Non essendo prevista una forma particolare per l'atto costitutivo di
un'associazione non riconosciuta, è possibile stipularlo e semplicemente registrarlo presso l'Ufficio
del Registro della propria zona. Esso acquisterà così la forma giuridica di scrittura privata registrata.
Viceversa, qualora l'associazione voglia conseguire la personalità giuridica, dovrà stipulare l'atto in
forma di atto pubblico alla presenza di un notaio. Le organizzazioni di volontariato iscritte nei
Registri regionali del volontariato sono esenti sia dall’imposta di bollo sia dall’imposta di registro.
L'Ufficio registra l'atto, trattiene un originale e restituisce l'altro. La registrazione avviene in tempo
reale o in differita, a seconda dell'organizzazione dell'Ufficio.

I REGISTRI DEL VOLONTARIATO

Per poter accedere ad alcuni trattamenti di favore, il legislatore ha previsto l’onere per le
organizzazioni di iscriversi nelle apposite sezioni del registro generale istituito presso la Regione
(dove ha la sede legale l’ente) o le Amministrazioni provinciali, che variano a seconda del tipo di

35
CONTABILMENTE

attività svolta e del settore di intervento... Sono iscrivibili le organizzazioni che posseggono i
seguenti requisiti:

�assenza fini di lucro


�democraticità della struttura
�elettività delle cariche associative
�gratuità delle cariche associative e delle prestazioni fornite dagli aderenti
�criteri di ammissione ed esclusione degli aderenti
�obblighi e diritti degli aderenti
�obbligo di redazione del rendiconto economico-finanziario
�modalità di approvazione dello stesso rendiconto da parte dell'assemblea degli aderenti
�devoluzione del patrimonio in caso di scioglimento ad altre organizzazioni di volontariato
operanti in identico o analogo settore

- Modalità d’iscrizione

Per effettuare la predetta registrazione, si ritiene opportuno verificare almeno un paio di elementi.
Innanzitutto, quanto tempo deve intercorrere tra la costituzione di una organizzazione di
volontariato e la richiesta di iscrizione in detto registro; in secondo luogo, quale procedura si segue
per ottenere l’iscrizione. Per quanto riguarda la prima questione, la legge (almeno che non
intervenga il regolamento regionale…) non indica alcun termine per cui è possibile avanzare
richiesta di iscrizione anche nello stesso giorno in cui è avvenuta la costituzione. Alla seconda
risponde la stessa legge quando afferma che "hanno diritto di essere iscritte nei registri le
organizzazioni di volontariato che abbiano i requisiti di cui all’articolo 3 e che alleghino alla
richiesta copia dell’atto costitutivo e dello statuto. Nient’altro. Ma approfondendo l’indagine sul
territorio si apprenden che le regioni e le province autonome rispetto al tempo che dovrebbe
intercorrere fra la costituzione e la richiesta di iscrizione, mentre la legge non pone alcuna
indicazione, hanno ritenuto opportuno stabilire un congruo spazio temporale con la maggioranza
che lo ha stabilito in almeno un anno. Come pure sulle condizioni per l’iscrizione nel registro, tutte
le regioni hanno ritenuto necessario legiferare, determinando, così, un appesantimento burocratico
che dovrebbe essere del tutto estraneo al mondo del volontariato. Le regioni e le province autonome
determinano i criteri per la revisione periodica dei registri, al fine di verificare il permanere dei
requisiti e l'effettivo svolgimento dell'attività di volontariato da parte delle organizzazioni iscritte e

36
CONTABILMENTE

dispongono la cancellazione dal registro con provvedimento motivato. Contro il provvedimento di


diniego dell'iscrizione o di cancellazione è ammesso ricorso, nei termini di trenta giorni dalla
comunicazione, al Tribunale Amministrativo Regionale, il quale decide in camera di consiglio,
entro trenta giorni dalla scadenza del termine per il deposito di ricorso, uditi i difensori delle parti
che ne abbiano fatto richiesta. La decisione del tribunale è appellabile, entro trenta giorni dalla
notifica della stessa, al Consiglio di Stato, il quale decide con le medesime modalità e negli stessi
termini. Le organizzazioni iscritte nei registri sono tenute alla conservazione della documentazione
relativa alle entrate di cui all' art. 5, comma 1, con l'indicazione nominativa dei soggetti eroganti.

- Vantaggi e obblighi derivanti dall’iscrizione:

1. possibilità di accesso ai contributi pubblici, nazionali e regionali, a titolo di sostegno di specifici


e documentati progetti ed attività;
2. possibilità di stipulare convenzioni con la Regione, gli Enti Locali e gli altri Enti Pubblici,
secondo le modalità previste dall'art. 9 della L.R. 38/94;
3. fruizione delle agevolazioni fiscali ex art. 7 e 8 L. 266/91 e del decreto legislativo 4 dicembre
1997, n. 460 "Riordino della disciplina tributaria degli enti non commerciali e delle
organizzazioni non lucrative e di utilità sociale";
4. partecipazione alla programmazione pubblica;
5. informazione e consultazione circa programmi e progetti degli Enti Locali nelle materie inerenti
all'attività statutaria dell'associazione.
6. ai sensi dell'art. 10, comma 8, del D.Lgs. 460/97 le organizzazioni di volontariato iscritte sono
considerate ONLUS (Organizzazioni Non Lucrative di Utilità Sociale) di diritto.
7. obbligo di assicurare i propri aderenti che prestano attività di volontariato contro gli infortuni e
le malattie connessi allo svolgimento dell'attività stessa, nonché per la responsabilità civile
verso terzi;
8. obbligo di trasmissione all'amministrazione regionale ( quasi sempre entro il 31 luglio di ogni
anno) di una relazione dettagliata che illustri l'attività svolta e di copia del rendiconto.

37
CONTABILMENTE

L’OSSERVATORIO NAZIONALE DEL VOLONTARIATO

L'Osservatorio nazionale per il volontariato (art. 12, 266/1991) è presieduto dal Ministro della
Solidarietà Sociale o da un suo delegato, è composto da dieci rappresentanti delle organizzazioni e
delle federazioni di volontariato operanti in almeno sei regioni, da due esperti e da tre rappresentanti
delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative. L'Osservatorio, individuato nella sua
attuale composizione con D.M. del 1 agosto 2003, ha approvato un proprio regolamento.
L'Osservatorio che si avvale del personale, dei mezzi e dei servizi messi a disposizione dalla
Direzione Generale per il volontariato, l'associazionismo e le formazioni sociali, ha i seguenti
compiti:

a) provvede al censimento delle organizzazioni di volontariato ed alla diffusione della


conoscenza delle attività da esse svolte;
b) promuove ricerche e studi in Italia e all'estero;

c) fornisce ogni utile elemento per la promozione e lo sviluppo del volontariato;


d) approva progetti sperimentali elaborati anche in collaborazione con gli Enti locali, da

organizzazioni di volontariato iscritte nei registri per far fronte ad emergenze sociali e per
favorire l'applicazione di metodologie di intervento particolarmente avanzate;
e) offre sostegno e consulenza per progetti di informatizzazione e di banche-dati nei settori di
competenza della presente legge;
f) pubblica un rapporto biennale sull'andamento del fenomeno e sullo stato di attuazione delle
normative nazionali e regionali;
g) sostiene, anche con la collaborazione delle Regioni, iniziative di formazione ed

aggiornamento per la prestazione dei servizi;


h) pubblica un Bollettino periodico di informazione e promuove altre iniziative finalizzate alla

circolazione delle notizie attinenti l'attività di volontariato;


i) promuove, con cadenza triennale, una Conferenza nazionale del volontariato, alla quale
partecipano tutti i soggetti istituzionali, i gruppi e gli operatori interessati;

La Segreteria Tecnica dell'Osservatorio Nazionale per il Volontariato (art. 5, D.M. 1 agosto 2003),
ha sede presso la Divisione III Volontariato della Direzione Generale per il volontariato,
l'associazionismo e le formazioni sociali, e coordina le attività dell'Osservatorio.

38
CONTABILMENTE

LE RISORSE

Le organizzazioni di volontariato traggono le risorse economiche per il loro funzionamento e per le


svolgimento della propria attività da:

� contributi e quote degli associati;


� contributi di privati;
� contributi dello Stato, di Enti o di istituzioni pubbliche finalizzati esclusivamente al sostegno di
specifiche e documentate attività o progetti;
� contributi di organismi internazionali;
� donazioni e lasciti testamentari;
� rimborsi derivanti da convenzioni;
� entrate derivanti da attività commerciali e produttive marginali.
Condizione necessaria per accedere ai contributi pubblici nonché per stipulare le convenzioni è
l’iscrizione nei registri del volontariato.

“Le organizzazioni di volontariato, prive di personalità giuridica, iscritte nei registri del
volontariato, possono acquistare beni mobili registrati e beni immobili occorrenti per lo
svolgimento della propria attività. Possono inoltre, accettare donazioni e, con beneficio d'inventario,
lasciti testamentari, destinando i beni ricevuti e le loro rendite esclusivamente al conseguimento
delle finalità previste dagli accordi, dall'atto costitutivo o dallo statuto” (art. 5,comma 2).
In caso di scioglimento, cessazione ovvero estinzione delle organizzazioni di volontariato, ed
indipendentemente dalla loro forma giuridica, i beni che residuano dopo l'esaurimento della
liquidazione sono devoluti ad altre organizzazioni di volontariato operanti in identico o analogo
settore, secondo le indicazioni contenute nello statuto o negli accordi degli aderenti o, in mancanza,
secondo le disposizioni del codice civile.

39
CONTABILMENTE

Le Organizzazioni non lucrative di utilità sociale: caratteristiche ed elementi


distintivi.

Lo status di ONLUS, introdotto dal Decreto Legislativo 460/97, è meramente una qualifica fiscale e
non una ulteriore categoria dei soggetti appartenenti al Terzo Settore. In altre parole lo status di
ONLUS si può soltanto acquisire, ossia possono essere ONLUS soltanto soggetti già costituiti
(secondo gli schemi tipici degli enti non profit). In pratica non si può costituire una ONLUS, si può
solo diventarlo. Le organizzazioni che assumono tale veste fiscale possono godere di particolari
benefici e di importanti agevolazioni a condizione di rispettare determinati vincoli e controlli
imposti dalla normativa (d. lgs. 460/97). Non tutte le organizzazioni possono assumere la qualifica
di ONLUS, in particolare possono divenire ONLUS i seguenti soggetti:
� associazioni;
� comitati;
� fondazioni;
� società cooperative;
� altri enti privati con o senza personalità giuridica;
mentre non possono assumere la qualifica di ONLUS:
� enti pubblici;
� società commerciali che non siano società cooperative;
� organizzazioni sindacali;
� partiti e movimenti politici;
� associazioni di categoria;
� associazioni di datori di lavoro;
ci sono poi alcuni soggetti che sono considerati ONLUS di diritto:
� le cooperative sociali (l. 381/91) iscritte nei Registri Prefettizi;
� le organizzazioni di volontariato (l. 266/91) iscritte nei Registri regionali del volontariato;
� le organizzazioni non governative -ONG- (l. 49/87) che abbiano ottenuto il riconoscimento
della idoneità dal Ministero degli Affari Esteri;
ed altri enti che possono attribuire la qualifica di ONLUS ad uno o più rami della propria attività, a
condizione che tengano scritture contabili separate per le “attività Onlus”:
� aps riconosciute dal Ministero degli Interni;

40
CONTABILMENTE

� Enti ecclesiastici delle confessioni religiose riconosciute dallo Stato.

L’organizzazione che voglia acquisire lo status di ONLUS deve rivolgere la propria attività
obbligatoriamente al solo perseguimento di finalità di solidarietà sociale.

Un’organizzazione, compresa tra quelle che possono diventare ONLUS, che voglia assumere tale
veste deve, inoltre, svolgere attività in uno o più dei seguenti settori:
1) assistenza sociale e socio-sanitaria,
2) assistenza sanitaria,
3) beneficenza,
4) istruzione,
5) formazione,
6) sport dilettantistico,
7) tutela, promozione e valorizzazione cose d'interesse artistico e storico di cui alla legge 1
giugno 1939, n. 1089, ivi comprese le biblioteche e i beni di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409,
8) tutela e valorizzazione della natura e dell'ambiente, con esclusione dell'attività, esercitata
abitualmente, di raccolta e riciclaggio dei rifiuti urbani, speciali e pericolosi di cui all'articolo
7 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22,
9) promozione della cultura e dell’arte,
10) tutela dei diritti civili,
11) ricerca scientifica di particolare interesse sociale svolta direttamente da fondazioni ovvero
da esse affidata ad università, enti di ricerca ed altre fondazioni che la svolgono direttamente,
in ambiti e secondo modalità da definire con apposito regolamento governativo emanato ai
sensi dell'articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400.
Tra questi 11 settori di attività ce ne sono alcuni
assistenza sociale e socio-sanitaria;
beneficenza;
tutela, promozione e valorizzazione cose d'interesse artistico e storico;
tutela e valorizzazione della natura e dell'ambiente;
promozione della cultura e dell’arte (per la quale sono riconosciuti apporti economici da parte dello
Amministrazione Centrale dello Stato);

41
CONTABILMENTE

ricerca scientifica di particolare interesse sociale svolta direttamente da fondazioni.


considerati immanenti, per i quali l’utilità sociale è presunta (ossia è sufficiente lo svolgimento di
attività in uno di questi settori, a prescindere dai soggetti beneficiari, per rientrare nel campo
dell’utilità sociale).
Mentre l’attività svolta negli altri settori
assistenza sanitaria;
istruzione;
formazione;
sport dilettantistico;
promozione della cultura e dell’arte;
tutela dei diritti civili.
è necessario che sia rivolta a soggetti in condizioni di svantaggio economico, sociale, fisico,
psichico e familiare o a componenti di collettività estere (limitatamente agli aiuti umanitari) per
raggiungere l’utilità sociale.

C’è il divieto, per le ONLUS, di svolgere attività diverse da queste menzionate ad eccezione di
quelle ad esse direttamente connesse.
Per attività direttamente connesse si intendono tutte quelle di natura accessoria e integrativa
rispetto a quelle istituzionali (non possono mai avere carattere autonomo) volte alla raccolta di fondi
e che non hanno l’obbligo di rivolgersi esclusivamente a soggetti svantaggiati. La norma riconduce
in sostanza le attività connesse a due tipologie fondamentali:
1) attività analoghe a quelle istituzionali limitatamente ai settori in cui la solidarietà sociale si
raggiunge solo se le attività poste in essere sono rivolte a soggetti svantaggiati: ad esempio
una ONLUS che svolge attività di formazione rivolta a persone che versano in condizioni di
bisogno formazione se estende la propria attività anche ad altri soggetti che non si trovino
nelle stesse condizioni di bisogno può qualificare questa attività aggiuntiva come attività
connessa;
2) attività accessorie per natura a quelle istituzionali, in quanto integrative delle stesse: questo
secondo gruppo riguarda le attività direttamente connesse a quelle statutarie per ciascuno
degli 11 settori di attività, sono attività strutturalmente funzionali a quelle istituzionali sotto
l’aspetto materiale (ad esempio la vendita di gadgets nei musei e di oggetti di modico valore
in occasione di campagne di sensibilizzazione).
42
CONTABILMENTE

L'esercizio delle attività connesse è consentito a condizione che, in ciascun esercizio e nell'ambito
di ciascuno degli 11 settori elencati le stesse non siano prevalenti rispetto a quelle istituzionali e che
i relativi proventi non superino il 66 % delle spese complessive dell'organizzazione, pena la
perdita della qualifica di ONLUS.

Le ONLUS non possono distribuire, anche in modo indiretto, utili e avanzi di gestione nonché
fondi, riserve o capitale durante la vita dell'organizzazione, a meno che la destinazione o la
distribuzione non siano imposte per legge o siano effettuate a favore di altre ONLUS che per legge,
statuto o regolamento fanno parte della medesima ed unitaria struttura. I casi in cui si presume la
distribuzione indiretta degli utili sono:
1. quando si corrisponde una retribuzione ai lavoratori dipendenti superiore del 20 % rispetto alla
retribuzione prevista dai contratti collettivi di lavoro,
2. quando si eroga un compenso ad un dirigente della associazione superiore a quello di un
presidente del collegio sindacale di una spa,
3. quando si acquistano beni o servizi per un valore maggiore di quello normale senza valide
ragioni,
4. quando un socio/terzo presta denaro all’associazione e questa lo restituisce pagando interessi
passivi ad un tasso superiore di 4 punti percentuali al tasso ufficiale d’interesse,
5. quando la cessione di beni/prestazione di servizi che la ONLUS cede/eroga ai suoi
soci/amministratori/revisori/soggetti che fanno donazioni o ai loro parenti entro il 3° grado o
affini entro il 2°, è fatta al fine di un vantaggio economico in loro favore (se però l’associazione
ONLUS si occupasse di tutela dei beni artistici o dell’ambiente e dovesse attribuire un modico
vantaggio onorifico ad uno di questi soggetti, ciò non è considerata distribuzione indiretta di utili).

Gli utili e gli avanzi di gestione, poi, devono essere impiegati per lo svolgimento delle attività
istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse.

Le ONLUS devono redigere il bilancio o rendiconto annuale e, in caso di scioglimento, hanno


l’obbligo di devolvere il loro patrimonio ad altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale o a
fini di pubblica utilità, sentito l'organismo di controllo (Agenzia per le Onlus).

43
CONTABILMENTE

E’ obbligatorio inoltre l'uso della locuzione per esteso "organizzazione non lucrativa di utilità
sociale" o dell'acronimo "ONLUS" nella denominazione ed in qualsivoglia segno distintivo o
comunicazione rivolta al pubblico.

LA COSTITUZIONE ( o meglio acquisizione dello status giuridico)

Come è stato già scritto non è possibile costituire una ONLUS (in quanto ci troviamo di fronte non
ad un soggetto giuridico ma solo ad una veste fiscale che alcune organizzazioni possono assumere),
ma lo si può solo diventare. Nell’atto costitutivo o nello statuto devono essere espressamente
previste tutte le condizioni necessarie per acquisire la qualifica di ONLUS (vedi sopra). Questo non
vale per le organizzazioni considerate ONLUS di diritto (Organizzazioni di volontariato,
Organizzazioni Non Governative e Cooperative Sociali), le quali non hanno l’obbligo di dover
adeguare i propri statuti ex art. 10 D. Lgs. 460/97. Per ottenere la qualifica di ONLUS, nonché per
poter usufruire delle agevolazioni ad essa legate, è necessario che l’organizzazione sia dotata di atto
costitutivo o statuto redatto in forma di atto pubblico o tramite scrittura privata autenticata o
registrata. Per quanto riguarda la registrazione degli atti costitutivi e degli statuti, gli enti con la
qualifica di ONLUS sono esenti dall’imposta di bollo ma assoggettati (pagamento tramite modello
F 23) all’imposta di registro.

Data la natura fiscale e non giuridica della qualifica di Onlus, non troviamo particolarità per quanto
riguarda l’assetto amministrativo-organizzativo (organi sociali tipici o particolari libri sociali) di un
ente così denominato per il quale valgono in sostanza gli adempimenti previsti per la forma
associativa scelta dall’ente in fase di costituzione.

L’ANAGRAFE UNICA DELLE ONLUS

Presso il Ministero delle Finanze è istituita l’Anagrafe delle ONLUS alla quale è necessario
iscriversi, qualora si svolgano attività comprese negli 11 settori obbligatori e si rispettino le
condizioni per la qualifica di ONLUS, per poter usufruire dei benefici e delle agevolazioni da essa
derivanti. Le procedure che tali le organizzazioni devono seguire per l’iscrizione nell’Anagrafe, ai
fini dell’ottenimento della qualifica di ONLUS e dei conseguenti benefici fiscali sono:

44
CONTABILMENTE

� il primo passo da compiere consiste nel presentare alla Direzione Regionale delle Entrate
competente per territorio, in allegato al modello di comunicazione - approvato con decreto del
ministro delle Finanze 19 gennaio 1998 - una dichiarazione sostitutiva resa e sottoscritta dal legale
rappresentante della ONLUS. Questa fondamentale novità è stata introdotta dal decreto normativo
del ministero dell'Economia e delle Finanze (18 luglio 2003, n. 266);

- la dichiarazione sostitutiva deve essere redatta sulla base del modello approvato con
provvedimento del direttore dell'Agenzia delle Entrate del 29/12/2003. Il modello di
dichiarazione sostitutiva può essere prelevato gratuitamente dai siti Internet del ministero
dell'Economia e delle Finanze e dell'Agenzia delle Entrate;

- nella dichiarazione sostitutiva è necessario indicare i dati anagrafici del rappresentante legale
e dell'ente che presenta la domanda per acquisire lo status di ONLUS, quale forma giuridica
abbia assunto l'ente, se l'ente abbia ottenuto o meno la personalità giuridica e infine fornire
una sintetica descrizione dell'attività istituzionale e di quelle connesse;

- la presentazione del modello di comunicazione e della dichiarazione sostitutiva può avvenire


per posta o con consegna diretta in duplice esemplare alla direzione regionale dell'Agenzia
delle Entrate, nel cui ambito territoriale si trova il domicilio fiscale dell'organizzazione;

- in alternativa alla dichiarazione sostitutiva, si può spedire copia dello statuto o dell'atto
costitutivo;

- la dichiarazione sostitutiva (oppure la copia dello statuto o atto costitutivo) deve essere
presentata anche dalle organizzazioni già iscritte nell'anagrafe unica delle ONLUS prima
dell'emanazione del decreto n. 266/2003. Per la verità, questi soggetti avrebbero dovuto
presentare questa documentazione entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del
decreto n. 266, quindi entro il 3 novembre 2003. Nel caso in cui non l’abbiano fatto, le
Direzioni Regionali sono tenute a richiedere l'adempimento di questo obbligo con lettera
raccomandata con avviso di ricevimento. In caso di inottemperanza alla richiesta entro trenta
giorni dal ricevimento delle stessa, la Direzione Regionale notifica ai soggetti interessati un
provvedimento motivato di cancellazione comportante decadenza dalle agevolazioni fiscali,
adottato previo parere dell'Agenzia per le ONLUS;

45
CONTABILMENTE

Una volta ricevuto il modello di comunicazione e la dichiarazione sostitutiva, la direzione regionale


competente mette in moto la macchina dei controlli. A questo punto procede o meno all’iscrizione
del soggetto all’anagrafe delle ONLUS. Le comunicazioni sono notificate all'ente interessato entro
il termine di quaranta giorni dal ricevimento della documentazione. La mancata iscrizione,
motivata, deve essere necessariamente comunicata. Qualora la direzione regionale non provveda
all'invio delle comunicazioni di cui sopra nei termini previsti, l'interessato si intende iscritto
all'anagrafe delle ONLUS;

L'esercizio dei diritti acquisiti con la qualifica di ONLUS ha effetto retroattivo (alla data di invio
della comunicazione)

Le ONLUS di diritto sono esonerate dalla presentazione, oltre che dal modello di comunicazione,
anche da quella del modello di dichiarazione sostitutiva.

L’AGENZIA PER LE ONLUS

L’Agenzia per le organizzazioni non lucrative di utilità sociale, meglio nota con la denominazione
sintetica di "Agenzia per le ONLUS", è un’agenzia governativa di diritto pubblico con sede a
Milano; opera sotto la vigilanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri (a cui è tenuta ad inviare
annualmente una relazione sull’attività svolta) ed è stata istituita con il Decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri del 26 settembre 2000 con cui si è dato seguito alla delega prevista dall’art. 3
della Legge n. 662 del 23 dicembre 1996. Successivamente, con il DPCM n. 329 del 21 marzo
2001, si è provveduto all’emanazione del regolamento dell’Agenzia per le ONLUS, in base al
quale, in data 8 marzo 2002, la stessa si è regolarmente insediata. L’Agenzia è un organo con poteri
di vigilanza, controllo, promozione ed indirizzo sulle ONLUS ma anche, in generale, sugli enti non
commerciali e le organizzazioni che operano nel Terzo Settore, al fine di stabilire l'osservanza della
disciplina legislativa e regolamentare. L'Agenzia è composta da 10 componenti e da un Presidente
che vengono nominati con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. Il Presidente
dell'Agenzia viene scelto tra soggetti che abbiano ricoperto incarichi istituzionali di rilievo e di
comprovata indipendenza; la durata del mandato per i componenti dell'Agenzia è di 5 anni e non
rinnovabile. E' prevista un'indennità il cui importo viene fissato con Decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri.

46
CONTABILMENTE

I compiti svolti da questo organo sono:

- vigilare sull'attività di raccolta di fondi e sulle sollecitazioni dell'opinione pubblica svolta


dalle organizzazioni del terzo settore per evitare abusi;

- garantire a tutti le organizzazioni del settore pari opportunità di accesso ai finanziamenti

- incentivare operazioni e interventi degli operatori del terzo settore;

- promuovere la collaborazione fra organismi nazionali e con organismi esteri;

- rendere pareri vincolanti riguardo la devoluzione del patrimonio delle organizzazioni in caso
di scioglimento;

- elaborare proposte in materia fiscale riguardanti il terzo settore, vigilando sull'applicazione


delle norme tributarie;

- rendere pareri preventivi su determinate iniziative (previste da regolamento) intraprese dalle


P.A.;

- assumere iniziative per l'acquisizione di dati e notizie utili all'attività di promozione e


vigilanza;

- redigere bollettini informativi.

A sua volta l'Agenzia è sottoposta a dei controlli, da parte del Presidente del Consiglio dei Ministri
al quale deve trasmettere annualmente una relazione sull'attività svolta; da parte del Ministro per la
Solidarietà Sociale; e da parte del Ministro delle Finanze.

I CONTROLLI (circolare 14 del 26 febbraio 2003 dell'Agenzia delle Entrate)

Per impedire l’indebita fruizione del regime agevolativo previsto per le ONLUS da parte delle
organizzazioni che, a seguito della presentazione del modello di comunicazione, risultano inserite
nell’Anagrafe unica, si rendono necessari alcuni riscontri intesi a verificare in primo luogo
l’esattezza e la completezza dei dati comunicati (controlli formali), nonché la rispondenza dei dati e
dell’attività dichiarati ai presupposti di legge (controlli sostanziali). In particolare, questa circolare

47
CONTABILMENTE

regolamenta il controllo formale preventivo da effettuare su quegli enti che si iscrivono


all'Anagrafe, al fine di accertare che possiedano effettivamente i requisiti per poter ottenere la
qualifica di ONLUS.

I controlli formali riguardano l’accertamento che le Direzioni Regionali delle Entrate fanno sulla
effettiva validità della forma degli atti (atto costitutivo, statuto, ecc.) posti in essere dagli enti che
vogliano assumere la qualifica di ONLUS. La circolare ammette che le Direzioni Regionali suddette
possano richiedere agli enti iscritti all'Anagrafe, la trasmissione dell'atto costitutivo e dello statuto o
di qualsiasi altro documento necessario ad un efficace controllo. E' ammesso anche che tale
trasmissione debba avvenire entro un termine congruo e che gli enti possano anche essere invitati a
compilare un questionario. Se dal controllo emerge l'insussistenza dei requisiti formali richiesti per
l'iscrizione all'Anagrafe, la Direzione Regionale comunicherà all'ente in questione la cancellazione
dall'Anagrafe stessa. Le Direzioni Regionali non hanno la completa arbitrarietà nel decidere della
cancellazione di un ente dall'Anagrafe: questa infatti può avvenire solo dopo che si sia sentito il
parere dell'Agenzia delle ONLUS. Solo qualora non ricevano risposta dall'Agenzia dopo trenta
giorni dalla richiesta, le Direzioni Regionali possono procedere autonomamente alla cancellazione.
In ogni caso, poi, l'ente potrà opporre ricorso alla cancellazione presso la Commissione Tributaria
Provinciale. Qualora un ente si renda conto di essersi erroneamente qualificato ONLUS, è previsto
un apposito modulo di cancellazione spontanea. Tuttavia, non sono chiari gli effetti di tale atto
autonomo di denuncia.

L’attività istruttoria svolta nell’ambito dei controlli formali, può evidenziare fattispecie meritevoli
di un successivo approfondimento di indagine. Si può allora rendere necessaria un’attività di
controllo sostanziale nei confronti dei:

� soggetti che hanno risposto alla richiesta di ulteriori informazioni, per i quali la Direzione
regionale non ha provveduto a comunicare l’esito sfavorevole del controllo, rendendosi
necessaria un’ulteriore attività di riscontro;
� soggetti che sembrano formalmente possedere i requisiti richiesti dalla legge, per i quali tuttavia
sorgono dubbi sulla loro effettiva sussistenza per l’uso della denominazione ONLUS e per
l’accesso al regime tributario agevolato.

48
CONTABILMENTE

Mentre i controlli formali sono volti alla verifica della idoneità della forma dei documenti, i
controlli sostanziali devono verificarne il corretto contenuto; nel caso siano riscontrate delle
irregolarità nell'iscrizione di un ente all'Anagrafe, le Direzioni Regionali dovranno trasmettere copia
del provvedimento all'Ufficio Territoriale in cui è domiciliato l'ente in questione: questo Ufficio
provvederà al controllo dell'ente "abusivo", recuperando eventuali risparmi d'imposta indebitamente
usati e applicando le previste sanzioni legislative. I controlli sostanziali hanno natura residuale,
poiché sono posti in essere in tutte quelle situazioni in cui i controlli formali abbiano evidenziato la
necessità di ulteriori controlli.

LE SANZIONI

Il D.Lgs. 460/97,all’art.28 fissa le sanzioni (pecuniarie) da comminare ai rappresentanti legali ed ai


mebmri degli organi amministrativi delle ONLUS, nel caso in cui:
� usufruissero dei benefici fiscali in assenza dei requisiti tipici delle ONLUS;
� omettessero di inviare alla Direzione regionale delle entrate la comunicazione perscritta all’art. 1
del D.Lgs. 460/97;
� usassero impropriamente la denominazione di ONLUS.

I rappresentanti legali e gli amministratori di ONLUS che hanno indebitamente fruito dei benefici
fiscali previsti dal D.Lgs. 460/97 sono altresì obbligati in solido ( la responsabilità solidale…) al
pagamento delle imposte, delle sanzioni e degli interessi dovuti dalle ONLUS.

QUALI SONO GLI ADEMPIMENTI DOPO LA COSTITUZIONE ?

Libri sociali e contabili

Nei giorni immediatamente successivi alla costituzione dell’associazione, i primissimi adempimenti


da fare sono l’acquisto dei libri sociali e dei libri e giornali contabili.
Pur non essendoci nessun obbligo civilistico di tenuta dei libri sociali e tuttavia opportuno avere i
seguenti libri:
� libro dei soci;
� libro delle adunanze e delle deliberazioni del consiglio direttivo;

49
CONTABILMENTE

� libro delle adunanze e delle deliberazioni dell’assemblea.


Qualora l’associazione decida (non vi sono obblighi in merito) di conferire data certa alle
verbalizzazioni è utile procedere alla loro vidimazione.
E’ necessario ricordare,però, che solo,ed esclusivamente, per le organizzazioni di volontariato,
esiste l’obbligo di tenere il registro degli aderenti: prima di essere utilizzato deve essere numerato
progressivamente in ogni pagina, bollato in ogni foglio da un notaio, da un segretario comunale o da
altro pubblico ufficiale abilitato, che deve dichiarare nell’ultima pagina il numero dei fogli che lo
compongono.
Non appaia, quello della obbligatori atenuta di questo registro, un inutile appesantimento
burocratico perché la sua funzione è facilmente spiegabile con l’obbligo di legge di assicurare i
volontari dell’associazione ed il registro ha la funzione di certificare l’adempimento di legge in caso
di controlli degli enti preposti.
Nel registro vanno indicati le generalità, il luogo, la data di nascita e la residenza di ciascun
aderente, l’annotazione deve avvenire il giorno stesso in cui il volontario è stato ammesso a far
parte dell’associazione.
Non meno importante, e altresì obbligatoria, è l’annotazione dei nominativi degli aderenti che per
qualunque causa cessino di far parte dell’associazione. Anche in questo caso l’annotazione deve
essere tempestiva cioè lo stesso giorno in cui è avvenuta la cessazione.
Ogni volto che viene apportata una variazioni degli aderenti il registro deve essere sbarrato ed il
soggetto preposta a tale mansione deve apporvi la propria firma.

E’ importantissimo,però sapere, che su tale registro devono essere annotati i dati dei soli aderenti
che prestano la loro attività di volontariato mentre non deve essere fatto per i soci che si limitano a
sostenere,economicamente, l’attività dell’associazione.
Identico discorso ed obbligo sancito per i volontari vale anche per tutti i soggetti che partecipano
occasionalmente o temporaneamente alle attività dell’associazione (ad esempio fornendo la
propria collaborazione ad una sola ed unica iniziativa organizzata dall’associazione): queste persone
devono essere considerate a tutti gli effetti “aderenti all’organizzazione che partecipano all’attività”

50
CONTABILMENTE

e quindi è obbligatoria l’ annotazione dei loro dati nello stesso registro (sia in entrata che in uscita,
anche se tali annotazioni dovessero essere fatte nella stessa giornata).
Prospetto riepilogativo
Libro Soci
Contenuto soggetti obbligati formalità
data della domanda di ammissione; Il libro va tenuto a cura degli il registro può essere tenuto senza
data della delibera di ammissione; amministratori (i componenti del particolari formalità.
numero di tessera; Consiglio direttivo o il segretario) Solo per le organizzazioni di
cognome e nome; Per le organizzazioni di volontariato volontariato, come già precisato, è
luogo e data di nascita; ogni pagina deve esssere firmata dal obbligatoria la numerazione di ogni
domicilio e nazionalità; presidente. pagnina e la bollatura di ogni foglio.
codice fiscale;
data della delibera recesso o
esclusione;
versamento delle quote sociali.

Libro delle adunanze e delle deliberazioni dell’assemblea


Contenuto soggetti obbligati formalità
Consente la rintracciabilità delle Il libro va tenuto a cura degli il registro può essere tenuto senza
decisioni assunte in assemblea. Nel amministratori (i componenti del particolari formalità
libro,infatti, vanno annotati, in Consiglio direttivo o il segretario)
originale, tutti i verbali delle
assemblee ordinarie e straordinarie.
Nello stesso libro va riportato il
verbale,una vola all'anno,della
approvazione del rendiconto ed
allegata una sua copia. Alla fine di
ogni verbale va apposta la firma
del presidente e del segretario
verbalizzante

Contenuto soggetti obbligati formalità


Consente la rintracciabilità delle Il libro va tenuto a cura degli il registro può essere tenuto senza
decisioni assunte nel consiglio amministratori (i componenti del particolari formalità
direttivo; tiene nota della presenza Consiglio direttivo o il segretario)
o assenza dei consiglieri alle varie Alla fine di ogni verbale va apposta
riunioni. la firma di chi presiede la riunione
e del segretario verbalizzante.

51
CONTABILMENTE

Le finalità ideali e di pubblico interesse perseguite dagli enti senza scopo di lucro gli hanno valso il
riconoscimento di una particolare legislazione di favore (nonché il riconoscimento dei cittadini con
erogazioni e quote associative…) che si estende anche alla tenuta dei cosiddetti libri contabili.

E’ necessario, ai fini della redazione dell’obbigatorio rendiconto economico-finanziario, affinchè si


garantisca trasparenza,correttezza, chiarezza, leggibilità, confrontabilità a tutti i vari e diversi
stakeholder dell’associazioni, che la contabilità dell’ente venga tenuta nel rispetto della normativa
relativa ai vari soggetti (gli approfondimenti si trovano nella parte fiscale e contabile del Manuale).
E’ consigliabile,quindi, qualora non vi siano altre prescrizioni legislative, la predisposizione e
compilazione di un apposito giornale di prima cassa-banca da tradurre successivamente nel libro
giornale seguendo appositi e condivisi parametri contabili.
E’ utile,altresì, ricordare che qualora l’associazione svolga, in via occasionale e/o strumentale, delle
attività di tipo commerciale, bisogna munirsi di appositi registri IVA (con l’adozione del regime
agevolativo detto delle 398/1991, bisogna predisporre appositi libri ad hoc).

L’ammissione di nuovi soci

Normalmente la capacità di un’associazione di incidere in maniera positiva nel tessuto sociale nel
quale opera è misurata anche in base al numero di persone che aspirano a diventarne soci e quindi
partecipare in maniera attiva e consapevole alle diverse iniziative. La richiesta di far parte di
un’associazione e la successiva ammissione non sono cose scontate o da trattare con superficialità.
Come già detto per le associazioni vige “la regola” della porta aperta: ovvero ogni cittadino può
tranquillamente e legittimamente avere il desiderio di impegnarsi in maniera attiva facendo parte di
una associazione e quindi determinarsi a farne esplicità domanda.
La domanda per diventare socio dell’associazione va indirizzata (salvo diversa disposizione dello
statuto) al Consiglio direttivo che nella prima riunione utile (o comunque in una riunione convocata
appositamente nel caso in cui vi sia un numero di richieste ritenuto congruo all’uopo) è tenuto (se
lo statuto lo prevede) o è comunque interessato a prenderne visione ed a decidere in merito. La
decisione può essere anche negativa e nel qual caso la pesona che si vede rigettata la domanda di
ammissione può tranquillamente fare ricorso di solito al consiglio dei garanti e/o direttamente
all’assemblea dei soci.

52
CONTABILMENTE

Nel qual caso il consiglio direttivo decida favorevolmente al socio si trasmette la lettera di
ammissione si consegna la tessera (se la stessa è prevista).
A questo punto il segretario dell’associazione (o se non previsto chi è delegato a tale compito)
provvede alla compilazione del libro dei soci con l’inserimento dei dati relativi al nuovo o ai nuovi
soci.
Il libro dei soci non deve essere visto come un semplice elenco degli aderenti all’associazione ma
come il documento in grado di comprovare davanti ai terzi, anche enti accertatori, l’esistenza
dell’associazione in attività e la correttezza amministrativo-gestionale (indispensabile per usufruire
delle agevolazioni riconosciute agli enti senza scopo di lucro) nel dimostrare che coloro che
frequentano i locali dell’associazione e ne utilizzino i mezzi e/o le attrezzature o servizi ricreativi
sono gli stessi iscritti nel libro soci.
Infatti non raramente l’ente accertatore trovando nei locali dell’associazione persone non socie
conclude che tutto ciò che versa, non avendo versato la quota sociale, deve essere trattato come
corrispettivo (approfondimenti nella II parte del Manuale) quindi come ricavo facendo correre
all’associazione il serio rischio di una restrittiva interpretazione che la consideri ente commerciale a
tutti gli effetti che si cela dietro le “false vesti” di un ente senza scopo di lucro.
L’associazione quando si costituisce può inserire nello statuto una diversa classificazione dei soci:
- fondatori;
- ordinari;
- onorari;
- sostenitori;
- …..
E’ comunque inteso che fra gli aderenti all’associazione, a qualsiasi classe essi appartengono, esite
assoluta parità di diritti e di doveri.
Tra i diritti dei soci si possono elencare:
- il diritto di frequentare la sede, i locali, e di utilizzare le attrezzature dell’associazione
(sempre rispettando norme e regolamenti);
- il diritto di partecipare all’assemblea con diritto di voto (nella maggior parte dei casi questo
diritto è collegato con la regolarità del pagamento della quota sociale);
- il diritto di partecipare alla vita associativa;
- il diritto di conoscere i programmi e le attività che l’associazione ha intenzione di svolgere;
- il diritto di usufruire dei servizi dell’associazione;

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CONTABILMENTE

- il diritto di poter recedere dall’associazione in qualunque momento.


Tra i doveri invece:
- il rispetto dello statuto e dei regolamenti interni democraticamente stabiliti ed approvati;
- l’osservanza delle deliberazioni adottate dagli organi dell’associazione;
- il pagamento della quota associativa alla scadenza prestabilita;
- la partecipazione alle attività dell’associazione;
- il rispetto della mission dell’associazione;
- il corretto uso, utilizzo, cura e conservazione degli impianti messi a disposizione
dall’associazione.
Un socio come già detto può recedere o essere escluso dall’associazione.
Nel caso di recesso il socio che, per veri e diversi motivi, non voglia più far parte dell’associazione
provvede a produrre ed inviare al consiglio direttivo (salvo diversa disposizione dello statuto)
apposita lettera che posta agli atti produrrà la cancellazione del socio dall’apposito libro dei soci.
La esclusione,invece, avviene mediante apposita deliberazione dell’assemblea dei soci per gravi e
provati motivi che si sono comunque previste nelle disposizioni statutarie.

GLI ORGANI DELL’ASSOCIAZIONE

GLI ORGANI SOCIALI

Ogni associazione, per gestire la sua organizzazione, nonché per permettere ai soci di poter
esprimere liberamente il proprio parere, Si deve dotare di organi interni. La prima distinzione che si
fa in questo caso è tra organi necessari:

� l’assemblea dei soci


� il consiglio direttivo
� il presidente
� il segretario

e organi facoltativi:

� il collegio sindacale,
� il collegio dei probiviri,
� il collegio dei revisori contabili,

54
CONTABILMENTE

� ecc…

Esistono poi figure tecniche (tesoriere, economo, ecc...) che hanno semplicemente dei compiti
specifici gestionali. Tutti gli organi per poter funzionare seguono delle loro procedure: gli organi
collegiali, in particole, vanno convocati e va inoltre tenuto un resoconto di quanto da essi deliberato.

L’assemblea dei soci

L'assemblea dei soci è l’organo deliberante, è composta da tutti i soci ed è l'organo sovrano
dell'associazione; è presieduta dal Presidente dell’organizzazione; può essere ordinaria e
straordinaria; si riunisce in seduta ordinaria su convocazione del Presidente almeno una volta
all'anno e ogniqualvolta lo stesso Presidente o il Consiglio Direttivo o almeno un quinto degli
associati ne ravvisino l'opportunità.

L'Assemblea ordinaria indirizza tutta la vita dell'associazione ed in particolare:

a) discute e approva il programma delle iniziative dell’associazione, valutando previamente, per


ogni nuova iniziativa pubblica e privata e per ogni tipo di collaborazione con altri soggetti e
iniziative la compatibilità con gli scopi dell’associazione;
b) approva il rendiconto economico finanziario;
c) approva prospetto previsionale delle entrate e delle uscite relativo all’anno successivo;
d) elegge i componenti del Consiglio Direttivo e il Presidente;
e) delibera l'eventuale regolamento interno e le sue variazioni;
f) decide sull'esclusione dei soci;
g) decide sull’eventuale ricorso di soci non ammessi;
h) delibera su tutti gli altri oggetti sottoposti al suo esame dal Consiglio Direttivo.

L'Assemblea straordinaria delibera sulle modifiche dell'atto costitutivo e dello statuto e sullo
scioglimento dell'associazione.

Sia l'Assemblea ordinaria che quella straordinaria sono presiedute dal Presidente o in sua assenza da
un Presidente-vicario (o qialora previsto dal vice-presidente) delegato dal Presidente. L'Assemblea,
sia ordinaria che straordinaria, è validamente costituita, in prima convocazione, quando sia presente
almeno la metà più uno dei soci. In seconda convocazione l'Assemblea è validamente costituita

55
CONTABILMENTE

qualunque sia il numero dei soci intervenuti. Per i quorum deliberativi dell’Assemblea, ordinaria e
straordinaria, si rimanda ad una sostanziale autonomia statutaria degli enti nella definizione delle
maggioranze deliberative. Le delibere assembleari quasi sempre vengono pubblicizzate mediante
affissione all'albo della sede del relativo verbale e comunque inserite nel libro dei verbali delle
riunioni e deliberazioni dell'Assemblea tenuto dal Segretario.

Il presidente

Il Presidente viene nominato dall’Assemblea (o secondo diverse disposizioni dello statuto) dei soci
ed ha il compito di presiedere l’eventuale Consiglio direttivo, nonché l'Assemblea stessa; ha la
rappresentanza dell'associazione di fronte a terzi ed in giudizio. In caso di sua assenza o
impedimento le sue funzioni spettano al Presidente-vicario (o vice-presidente) da lui delegato.

Il segretario

Il Segretario cura il disbrigo degli affari di ordinaria amministrazione e svolge ogni altro compito
a lui assegnato dal Presidente, tra cui l'assistenza per la regolare convocazione dell'Assemblea.
Partecipa (quasi sempre con compiti di verbalizzante) alle sedute del Consiglio direttivo e
dell’Assemblea.

Rinnovo delle cariche sociali

Le cariche sociali vengono rinnovate con una regolare periodicità (stabilita dallo statuto) e se non
diversamente previsto le stesse possono essere riassegnate alle stesse persone.

Al rinnovo delle cariche sociali, qualora cambi il nominativo del Presidente (questo però vale anche
per la sede) occorre che effettuare una immediata comunicazione al competente Ufficio delle
Imposte Dirette (Sportello Unico) che provvede a modificare i dati (senza alcuna spesa) .

E’ utile ricordare che qualora, per qualsiasi motivo, lo statuto dovesse essere modificato è
necessario provvedere ad una nuova registrazione che seguirebbe le regole e gli adempimenti, già
dettagliate, della sua prima registrazione.

LO SCIOGLIMENTO DELL’ASSOCIAZIONE

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CONTABILMENTE

L’associazione cessa di esistere a causa delle previsione comunque contemplate nello statuto
(…quando lo scopo è stato raggiunto, quando il raggiungimento dello scopo è diventato
impossibile, quando l’associazione è diventata priva di soci, per deliberazione dell’assemblea
straordinaria dei soci e nel rispetto delle maggioranza decisionali previste…).
Le attività e le operazioni degli organi dell’associazione cessano definitivamente nel momento della
decisione deliberazione dell’assemblea straordinaria o dal momento in cui vi è stato un intervento
dell’autorità competente che ne ha determinato lo scioglimento.
Il passo successivo allo scioglimento è la relativa liquidazione del patrimonioo secondo la
normativa civilistica e nel rispetto delle disposizioni legislative (sempre recepite negli statuti)
stabilite relativamente alle diverse tipologie di soggetti giuridici.
Qualora non esiste ne particolare obbligo civilistico ne disposizione dell’atto costitutivo e/o statuto
si provvederà secondo le determinazioni dell’Assemblea.
Per i soggetti che questo Manuale cerca di rappresentare ed approfondire è obbligatorie la
disposizione statutaria che già vincola ab-origine la destinazione del patrimonio in caso di
scioglimento.
La previsione della cosiddetta “devoluzione vincolata” risponde ad una precisa e condivisibile ratio:
infatti è così impedito che in caso di scioglimento l’insieme di beni, prevalentemente costituitosi in
ragione di leggi agevolative e regimi fiscali privilegiati, non venga più destinato a finalità di
pubblica utilità o comunque ad iniziative ed attività socialmente rilevanti.

I RAPPORTI VOLONTARI - GRATUITI

Tra gli accordi che gli associati possono promuovere, trova frequente attuazione quello che prevede
la possibilità, per questi ultimi, di svolgere attività gratuita, al fine di un migliore raggiungimento
dello scopo associazionistico. La prestazione gratuita si coniuga, in modo naturale, con lo status di
volontario che ha rappresentato e rappresenta una delle risorse principali dell’associazionismo
senza scopo di lucro.
Tuttavia, perché anche nel mondo associazionistico si possa parlare di prestazioni gratuite, occorre
l'effettiva esistenza di alcune caratteristiche ben precise.

57
CONTABILMENTE

Come poter dimostrare la presunzione di gratuità della prestazione svolta a favore di una
associazione?
- In primo luogo la mancanza di scopo di lucro della associazione medesima: è questa la
prima condizione.
- La seconda condizione necessaria è che lo Statuto e le norme interne della associazione
(regolamenti, lettere di incarico…) precisino a chiare lettere la gratuità delle prestazioni
svolte a favore dell’ente.
- La terza condizione è che sussista sempre un' esplicita dichiarazione sottoscritta dalle parti e
attestante la gratuità della prestazione e le modalità di svolgimento. La volontà delle parti
costituisce, infatti, elemento di non trascurabile importanza, oggi sempre più attentamente
preso in considerazione dalla giurisprudenza del lavoro. Non è prevista alcuna particolare
forma per attuare tale tipo di rapporto; è però consigliabile badare a formalizzare l’attività
volontaria attraverso una corretta dichiarazione del volontariato all’inizio dell’attività
stessa, onde evitare successive pretese onerose per le prestazioni a favore dell’associazione.
In tale dichiarazione deve risultare che l’attività:
� viene esercitata volontariamente e in modo gratuito al fine di perseguire gli scopi
sociali
E’ diritto del volontario (se esiste un impegno a tal proposito dell’associazione) farsi rimborsare le
spese documentate da lui sostenute per l’attività svolta in nome e per conto dell’associazione
(rimborso a piè di lista).
A tal fine, per eliminare possibili contestazioni sulle qualificazioni di tali rimborsi (possibile
occultamento di retribuzioni) si consiglia di predisporre apposito verbale dell’organo
amministrativo in cui viene deliberata l’autorizzazione, ad esempio, a sostenere specifiche spese in
nome e per conto dell’associazione, all’utilizzo dell’autovettura privata (rimborsi d'indennità
chilometrica), al compimento di determinate trasferte, ecc…
E’ prassi consolidata che i rimborsi per vitto e alloggio sono ammessi solamente per l’espletamento
di attività gratuita in occasione di trasferte fuori sede. Le trasferte effettuate con mezzi pubblici
devono essere documentate con apposito biglietto.

58
CONTABILMENTE

I RAPPORTI DI LAVORO NON VOLONTARIO NELLE ASSOCIAZIONI

Le associazioni senza scopo di lucro per la realizzazione dei propri programmi, in armonia con i
principi istituzionali fissati dallo Statuto e dalle deliberazioni degli organi sociali, possono
avvalersi della collaborazione di alcuni operatori. Questi ultimi possono compiere la loro attività in
qualità di soci volontari, di lavoratori subordinati o sotto forma di lavoro autonomo.
Il lavoro autonomo non è definito in modo specifico dal legislatore civilistico ed è quindi
ricondotto genericamente nella tipologia contrattuale del contratto d'opera di cui all'articolo 2222
del codice civile, e vale a dire "Quando una persona si obbliga a compiere verso un corrispettivo
un'opera o un servizio, con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione nei
confronti del committente...".
La vigilanza prende in considerazione i seguenti elementi:
a. Assenza di vincolo di subordinazione;
b. Compenso commisurato al lavoro ed utilità dell’opera richiesta, con esclusione di qualsiasi
correlazione alla durata ed alla complessità del lavoro svolto;
c. Assunzione degli oneri relativi all'esecuzione della prestazione e del rischio inerente
all’esecuzione medesima.

Il lavoro autonomo nell’ambito del non profit può essere essenzialmente svolto nelle seguenti
forme:
� come prestazione volontaria;
� come prestazione occasionale;
� come contrato a progetto;
� come professione abituale, nell’esercizio di arti e professioni
� …

Il lavoro occasionale

La diffusa consuetudine nel mondo associazionistico di parlare di prestazioni occasionali, rende


necessario un sia pur parziale approfondimento della questione.
La riforma del mercato del lavoro ha introdotto la distinzione in tre categorie delle prestazioni
occasionali:

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CONTABILMENTE

�� le collaborazioni coordinate e continuative di limitata portata per le quali si è ritenuto


non necessario la definizione di un progetto definibili “co.co.co. occasionali”;
�� i rapporti di lavoro autonomo occasionali veri e propri disciplinati dall’art. 2222 del
Codice Civile;
�� le prestazioni occasionali di tipo accessorio.

E’ opportuno evidenziare la presenza di co.co.co. occasionali attraverso la stesura di apposito


contratto nel quale venga evidenziato:
- che si tratta di rapporto stipulato ai sensi dell’art. 61, comma 2, D.Lgs. 276/2003;
- l’oggetto della prestazione;
- la durata inferiore o pari a 30 giorni;
- il compenso entro il limite massimo di € 5.000,00;
- l’esclusione di qualsiasi tipologia di lavoro subordinato;
- il coordinamento con il committente.

L’Associazione dovrà versare entro il giorno 16 del mese successivo a quello in cui corrisponde il
compenso per lavoro autonomo la ritenuta d’acconto.
Il codice tributo da indicare nei modelli di delega approvati con decreto ministeriale e da utilizzare
per procedere al versamento delle ritenute relative ai compensi erogati (modelli F24) per
prestazioni di lavoro autonomo è il 1040.
Entro il giorno 15 marzo dell’anno successivo a quello in cui le ritenute di acconto sono state
operate il sostituto d’imposta deve rilasciare al soggetto che ha subito le ritenute una certificazione
attestante la quota di imposta trattenuta e i compensi lordi corrisposti. Questo documento sarà
utilizzato dal percettore del reddito di lavoro autonomo al fine di scomputare le ritenute d’acconto
dall’imposta lorda risultante dal Modello Unico ed effettuare, così, il versamento della differenza
quale imposta a saldo eventualmente dovuta.

La seconda categoria è costituita dal lavoro occasionale vero e proprio.


Quest’ultima non è normata dal D.Lgs. 10 settembbre 2003,n.273 ed è rappresentata da una
prestazione di lavoro autonoma occasionale con le caratteristiche dell’assenza di coordinamento
con il committente e della mancanza di continuità delle prestazioni.

60
CONTABILMENTE

Il compenso percepito dal prestatore occasionale costituisce reddito diverso e viene assoggettato al
contributo INPS solo se supera i 5.000 euro. Tale prestazione non è assolutamente assoggettata al
premio INAIL.
La terza categoria è rappresentata, come dettato dall’art. 70 e segg. Del D.Lgs. n.273/2003, dalla
prestazione di lavoro accessorio.
In questa figura rientrano tutte le attività lavorative,sempre di natura occasionale, che vengono rese
da soggetti a rischio di esclusione sociale e comunque non ancora entrati nel mercato del lavoro,
oppure in uscita, nei seguenti campi:
· piccoli lavori domestici a carattere straordinario (… assistenza domiciliare a bambini e persone
anziane, ammalate o con handicap…);
· insegnamento privato supplementare;
· piccoli lavori di giardinaggio, pulizia e manutenzione edifici e monumenti;
· realizzazione di manifestazioni sociali, sportive, culturali, caritatevoli;
· collaborazioni con enti pubblici e con associazioni di volontariato per lo svolgimento di lavori di
emergenza, come quelli dovuti a calamità, eventi naturali improvvisi o di solidarietà.
Tali prestazioni non possono avere una durata superiore ai 30 giorni nel corso dell’anno solare
(anche se a favore di più beneficiari) e non possono superare un ammontare di compensi pari ad
euro 3.000 (sempre nel corso dell’anno solare).
L’attivazione di questa tipologia di prestazioni presuppone degli obbligatori adempimenti a carico
delle due parti.
I soggetti interessati allo svolgimento delle suddette prestazioni di tipo accessorio devono
comunicare la loro disponibilità ai servizi per l’impiego delle provincie o ai soggetti accreditati;
i soggetti interessati a ricorrere alle prestazioni di tipo accessorio devono acquistare presso le
rivendite autorizzate gli appositi carnet di buoni prestazione di lavoro accessorio.

Alla luce di quanto esposto, è opportuno consigliare che la prestazione occasionale si svolga in un
ambito di tempo molto limitato e abbia tutte le caratteristiche di prestazione d’opera. Non si
considerano occasionali le prestazioni che si svolgono per tutta la durata dell’anno. Si potrà
viceversa, considerare tali quelle svolte per limitate attività di supplenza nel tempo (qualche giorno
o settimana al massimo), oppure quelle direttamente ed esclusivamente rivolte alla realizzazione di
una manifestazione o comunque di un evento singolo.

61
CONTABILMENTE

Il Contratto a Progetto

L’art. 61 e segg. del D.Lgs. n. 276 del 10 settembre 2003 dispone che i rapporti di collaborazione
coordinata e continuativa (co.co.co) di cui all’art. 409 c.p.c. “devono essere riconducibili ad uno o
più progetti specifici o programmi di lavoro o fasi di esso determinati dal committente e gestiti
autonomamente dal collaboratore in funzione del risultato, nel rispetto del coordinamento con la
organizzazione del committente e indipendentemente dal tempo impiegato per l’esecuzione
dell’attività lavorativa”.
Il contratto a progetto è caratterizzato, dunque, dall’oggetto del rapporto di collaborazione che deve
essere costituito da un progetto specifico ovvero da un programma di lavoro o fasi di esso. Altri
elementi caratterizzanti di questo tipo di rapporto lavorativo sono: la natura personale della
prestazione; il coordinamento con l’organizzazione del committente; la continuità della
prestazione;la mancanza di subordinazione.
Il contratto di lavoro a progetto,non può essere utilizzato per ottenere dal collaboratore una
prestazione a tempo indeterminato.
I contratti di lavoro coordinato senza progetto “sono considerati rapporti di lavoro subordinato a
tempo indeterminato”, sin dal momento della loro costituzione. Si tratta di una qualificazione legale
che - per come è stata disciplinata - non ammette la prova contraria da parte del committente-datore
di lavoro il quale può solo dimostrare la sussistenza del progetto al momento della instaurazione del
rapporto. In difetto di un contratto formale (scritto), il datore di lavoro – committente - non potrà
provare l’esistenza di un progetto e lo stesso si considererà come non esistente.
Per quanto riguarda la proroga e il rinnovo del rapporto, poiché esso si estingue al momento della
realizzazione del progetto o del programma, che ne costituisce l'oggetto, per ogni progetto o
programma di lavoro si può di regola prevedere un solo contratto di lavoro. Tuttavia, il contratto a
progetto può essere prorogato dalle parti quando la proroga si renda necessaria per la realizzazione
del progetto medesimo che non si è concluso nei tempi originariamente previsti. Tale circostanza si
rende possibile trattandosi di una semplice modifica temporale del contratto il cui oggetto rimane
comunque immutato.
Nell'ipotesi invece, di progetti diversi (anche se analoghi nei contenuti) il committente può stipulare
con lo stesso collaboratore una pluralità di contratti, contemporaneamente o successivamente nel
tempo. Nel contratto devono essere specificate le forme di coordinamento del lavoratore a progetto
al committente sulla esecuzione, anche temporale, della prestazione lavorativa; forme di

62
CONTABILMENTE

coordinamento che, in ogni caso, non possono essere tali da pregiudicarne l'autonomia nella
esecuzione dell'obbligazione lavorativa. A tale riguardo, ove le esigenze di coordinamento con
l’attività dell’associazione ne determinino la necessità, si ritiene che sia consentito che il contratto
stabilisca anche una puntuale fascia oraria in cui il collaboratore è tenuto ad eseguire la prestazione.
Il corrispettivo deve essere proporzionato alla quantità e qualità del lavoro eseguito.
Il parametro individuato dal legislatore per i compensi e quello normalmente corrisposto per
analoghe prestazioni di lavoro autonomo nel luogo di esecuzione del rapporto. E’ stato chiarito,
comunque, che non possano essere in alcun modo utilizzate le disposizioni in materia di
retribuzione stabilite nella contrattazione collettiva per i lavoratori subordinati. Resta, peraltro,
spazio per ipotizzare come applicabile anche al lavoro a progetto il principio della proporzionalità e
sufficienza del corrispettivo di cui all'art. 36 della Costituzione […]
Si ricorda inoltre, che nell'ipotesi in cui vi sia una interruzione dell'attività per effetto di malattia,
infortunio o gravidanza, per espressa previsione di legge il rapporto contrattuale rimane sospeso.
Per quanto attiene alla malattia ed all’infortunio, salva diversa pattuizione, il rapporto contrattuale
non subisce proroghe ed il committente può recedere dal rapporto qualora la durata della malattia
e/o dell’infortunio si protragga per oltre un sesto della durata complessiva del contratto o comunque
per oltre 30 giorni.
Per quanto attiene alla gravidanza, il rapporto rimane sospeso e subisce una proroga ex legge di 180
giorni (in quest’ultima fattispecie, ad esempio, l’I.N.P.S. corrisponde anche un’indennità).

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CONTABILMENTE

DISCIPLINA CONTABILE - FISCALE

Quando si parla di imposte sul reddito è naturale che la domanda che immediatamente ci si pone è
Qual è il reddito?
A questa domanda il legislatore ancora non è riuscito a dare una risposta/definizione generale.
Allora è giusto provare a fare qualche riflessione. Innanzitutto non bisogna assolutamente
confondere il reddito con il patrimonio dell’associazione: che è l’insieme delle attività e delle
passività dell’ente; mentre il reddito può definirsi come la quantità di ricchezza prodotta dall’ente in
un particolare periodo.
Questa nuova risorsa prodotta ha un senso solo se la si collega ad un determinato periodo. Infatti
convenzionalmente si è stabilito che tale periodo debba coincidere con l’anno solare.
E’ sempre approssimativo ed azzardato supporre o dedurre che trattandosi di ente non profit non vi
sia “produzione” di reddito: Infatti, volendo fare un esempio con una dose di ambiguità, si potrebbe
indicare un ente non profit che svolge solo ed esclusivamente attività istituzionale ma è proprietario
di un immobile, produce annualmente un reddito che è appunto quello da fabbricati (qualora gli
stessi non vengano utilizzati per l’attività dell’ente).
L’esempio vale per introdurre il concetto di determinazione del reddito e di categorie di reddito.
Per il variegato mondo delle associazioni si può parlare,comunque, di :

· redditi fondiari;
· redditi da capitali;
· redditi d’impresa;
· redditi diversi.

La determinazione del reddito,nelle associazioni, può essere effettuata utilizzando il metodo


analitico (ovvero proventi – costi) anche se è utile tener conto che va comunque fatta una somma
fra le diverse categorie di reddito.

Al principio analitico, per molte piccole/medie associazioni fa da “contraltare” il principio


forfettario (meglio specificato in seguito) di determinazione del reddito che permette la sua

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CONTABILMENTE

definizione (solo per i redditi d’impresa) applicando ai proventi un particolare ed agevolato


coefficiente ed evitando la sottrazione analitica dei costi e tutti gli adempimenti collegati.
La definizione, l’indicazione o il chiaro riferimento ad “ente non commerciale” contenuto nello
statuto delle associazioni da sole non bastano per escludere il carattere commerciale dell’ente.
E’ importante, pregiudizialmente, valutare se l’oggetto esclusivo o principale dell’attività svolta
dall’ente è commerciale (cosa scontata per le società…). La valutazione deve partire dalla lettura
dello statuto ma essere approfondita tenendo conto che per oggetto principale si intende l’attività
basilare per realizzare direttamente le finalità primarie dell’ente.
Sapendo molto bene che un certo numero di enti non profit svolge sia attività non commerciali che
attività commerciali è fondamentale determinare la natura dell’attività essenziale svolta dall’ente.
L’attenta valutazione di questo aspetto evita all’associazione di avere “brutte sorprese” da eventuali
controlli e gli permette altresì di qualificarsi appropriatamente. Il legislatore , infatti, nel far leva
sull’attività essenziale ha voluto sottolineare l’importanza sociale e culturale degli enti non
commerciali ma nello stesso tempo stigmatizzato comportamenti di utilizzo strumentale dello status
di ente non profit: questo atteggiamento di riconoscimento del serio e rispettato ruolo del non profit
è altresì evidenziato dalla previsione legislativa (vedi art. 73 del T.U.I.R.) che ha reso possibile la
compatibilità tra la qualifica di enti non profit e lo svolgimento anche di attività commerciali.

LA PERDITA DELLA QUALIFICA DI ENTE NON COMMERCIALE

Un "ente non commerciale" è un soggetto giuridico che dal punto di vista fiscale può svolgere
contemporaneamente una attività "istituzionale" ed una attività "commerciale", come definite dal
punto di vista fiscale.

Ogni ente non commerciale svolge una attività istituzionale indicata all'interno dell'atto costitutivo,
statuto o scrittura privata ed allo stesso tempo ha la facoltà e non l'obbligo di svolgere una attività
commerciale.

La facoltà per un ente non commerciale di svolgere una attività commerciale deve tuttavia rispettare
alcuni limiti al fine di non mutare, dal punto di vista fiscale, la natura dell'ente stesso. Al fine di non
mutare la propria natura, un ente non commerciale deve infatti svolgere e perseguire

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CONTABILMENTE

prevalentemente una attività istituzionale rispetto a quella commerciale. La ratio di tale vincolo è
volta ad impedire che l'attività commerciale diventi l'obiettivo di un ente dichiaratosi non
commerciale: supportare una attività non vuol dire sostituirla. Il mutamento della natura di un ente
da non commerciale a commerciale produce effetti immediati: basti pensare alla perdita delle
agevolazioni contabili e fiscali. La norma fiscale di riferimento è contenuta all'intero del D.P.R. n.
917 del 22 dicembre 1986 (TUIR) come modificato dal Decreto legislativo n. 460 del 4 dicembre
1997. Al fine pertanto di verificare il rispetto del vincolo fiscale attinente il doppio binario
(svolgimento di due tipologie di attività), la norma fiscale fornisce da un lato alcuni parametri
quantitativi e dall'altro consiglia di effettuare una valutazione qualitativa. I parametri quantitativi
sono riportati all'interno dell'art. 149 del TUIR il quale richiede di verificare la situazione in
funzione di:

a) prevalenza delle immobilizzazioni relative all'attività commerciale, al netto degli ammortamenti,


rispetto alle restanti attività (il concetto di "immobilizzazioni" riguarda ogni valore dell'attivo
immobilizzato, quindi non solo le immobilizzazioni materiali, ma anche quelle immateriali);

b) prevalenza dei ricavi derivanti da attività commerciali rispetto al valore normale delle cessioni o
prestazioni afferenti le attività istituzionali;

c) prevalenza dei redditi derivanti da attività commerciali rispetto alle entrate istituzionali,
intendendo per queste ultime i contributi, le sovvenzioni, le liberalità e le quote associative;

d) prevalenza delle componenti negative inerenti all'attività commerciale rispetto alle restanti spese.

La norma fiscale suggerisce inoltre :

- di considerare tali parametri in maniera congiunta, in quanto elencati congiuntamente e non


disgiuntamente (art. 149, c. 2 TUIR) ;

- di considerare tali parametri con riferimento non solo ad una condizione temporanea bensì facendo
riferimento all'intero periodo di imposta (art. 149, c. 1 TUIR) ;

- di non considerare solamente tali parametri, in funzione della dicitura "… si tiene conto anche dei
seguenti parametri" (art. 149, c. 2 TUIR).

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CONTABILMENTE

Il suggerimento di considerare anche ulteriori fattori, contenuto all'interno del comma 2 dell'art. 149
del TUIR, introduce la parte qualitativa della valutazione. La Circolare Ministeriale - Ministero
delle Finanze - Dipartimento Entrate - 12 maggio 1998, n. 124/E richiama espressamente tale
aspetto qualitativo.

All'interno della circolare viene espressamente indicato che i parametri quantitativi sopra
menzionati devono essere intesi quali "fatti indice di commercialità", i quali "non comportano
automaticamente la perdita di qualifica di ente non commerciale, ma sono particolarmente
significativi e inducono ad un giudizio complessivo sull'attività effettivamente esercitata." La
circolare inoltre prosegue stabilendo che quanto disposto all'interno del TUIR "non contiene
presunzioni assolute di commercialità, ma traccia un percorso logico, anche se non vincolante
quanto alle conclusioni, per la qualificazione dell'ente non commerciale, individuando parametri
dei quali deve tenersi anche conto (e non solo quindi) unitamente ad altri elementi di giudizio".

Pertanto si può dedurre che non sarà sufficiente il non rispettare uno o tutti i limiti quantitativi
indicati per poter definire l'ente in questione commerciale, ma "sarà necessario, in ogni caso, un
giudizio complesso, che tenga conto anche di ulteriori elementi, finalizzato a verificare che l'ente
abbia effettivamente svolto per l'intero periodo d'imposta prevalentemente attività commerciale."

Quanto sopra ci permette di concludere che la valutazione in merito al mantenimento della qualifica
"non commerciale" di un ente può sostanzialmente basarsi:

- su elementi qualitativi inderogabili, illustrati all'interno della circolare ministeriale 124/E e cioè
valutando se l'attività effettivamente svolta per l'intero periodo d'imposta sia obiettivamente una
attività commerciale,

- su elementi quantitativi derogabili, indicati dall'art. 149 del TUIR, che di fatto ci possono aiutare
al fine di interpretare meglio la situazione.

Quanto sopra certamente conforta l'ente che persegue un obiettivo istituzionale ma che non rispetta
i parametri quantitativi indicati, in quanto svolge una attività commerciale numericamente
prevalente a supporto dell'attività istituzionale che di fatto risulta strutturalmente prevalente. Salvo
infatti l'obiettivo istituzionale dell'ente, questi potrà continuare a svolgere una attività commerciale

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CONTABILMENTE

che genera maggiori entrate rispetto a quelle istituzionali, parametro indicato alla lettera c) del
comma 2 dell'art. 149 del TUIR.

Il problema però risiede nel come poter interpretare e quindi verificare che "l'ente abbia
effettivamente svolto per l'intero periodo d'imposta prevalentemente attività commerciale."

La circolare prosegue sottolineando come il superamento di uno o più dei limiti quantitativi indicati
"in capo ad enti la cui attività essenziale sia di natura obiettivamente non commerciale (es., partiti
politici, associazioni sindacali e di categoria rappresentate nel CNEL) non può di per se far venir
meno la qualifica non commerciale dell'ente, risultante dall'atto costitutivo o dallo statuto, purché
l'attività effettivamente esercitata corrisponda in modo obiettivo a quella espressamente indicata
nelle previsioni statutarie."

Nella valutazione bisogna,comunque, assumere un'ottica ancora più ampia in modo cioè da
prendere in considerazione, oltre a quelli indicati dalla normativa di riferimento, ulteriori elementi
tipici della natura dell'ente, quali ad esempio la durata delle attività svolte, il numero di associati, gli
accordi tra gli associati medesimi, lo spirito prevalente all'interno dell'associazione. In tali casi si
ritiene cioè consigliabile supportare la propria istituzionalità, senza ovviamente aggirare o
manovrare la normativa fiscale, individuando i fattori e le caratteristiche essenziali, cioè strutturali,
dell'ente, della sua natura e dell'attività svolta.

L’inclusione degli enti non profit fra i soggetti passivi di imposte sul reddito rende utile provare ad
analizzare il significato e l’identificazione del concetto di reddito d’impresa. La chiara
comprensione della nozione permette di “separare” tutte le operazioni che contribuiscono a
determinare “reddito d’impresa” da quelle,invece, che non devono essere rilevate ai fini fiscali : un
banale esempio potrebbe essere rappresentato dalle tipiche entrate istituzionali dell’ente.
La caratteristica di reddito d’impresa viene attribuita tenendo conto sia delle caratteristiche
dell’attività svolta che dalla formale qualificazione del soggetto stesso.
La prima peculiarità analizzata, per determinarne la qualifica di redito d’impresa, è quella della
abitualità: cioè organizzata con continuità e non occasionalmente. Abitualità che è comunque
confermata anche nel caso in cui l’attività venga svolta per poche ore al giorno, per alcune
settimane, per alcuni giorni…

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CONTABILMENTE

Per quanto riguarda le associazioni, però, l’altra peculiarità che viene indagata è la natura
dell’attività svolta: bisogna esaminare caso per caso la commercialità delle attività esercitate.

Entrate istituzionali: oltre alle quote associative ( istituzionali sempre) per poter essere qualificate
come istituzionali (e godere, quindi, delle agevolazioni fiscali: esenzione IVA e non imponibilità ai
fini IRES) le entrate devono rispettare almeno i seguenti due principi:
� le attività che le originano devono essere previste statutariamente e non avere natura
corrispettiva (cioè non deve essere chiesto uno scambio…) bensì contributiva;
� le attività che le originano devono essere rivolte ai soci e l’ammontare delle entrate non deve
superare i costi di diretta imputazione…)
Pertanto, dati lo spirito e le motivazioni che hanno portato i soci fondatori alla costituzione
dell'ente, attività che si dovrebbe considerare quale obiettivo primario e strutturale dell'ente.
Entrate commerciali: si intendono quelle derivanti da una attività che in linea di massima è
caratterizzata dalla finalità di percepire una somma di denaro (…vendita di un bene o di un
servizio…) e pertanto attività che si differenzia rispetto all'attività istituzionale, oltre che per la
natura delle prestazioni anche per lo scopo perseguito.

E’ scontato,ovviamente, come più volte ribadito, che gli enti senza scopo di lucro possono svolgere
attività commerciali ma solo in maniera non prevalente rispetto alle attività istituzionali ed a
quest’ultime assolutamente strumentali.

Attenzione!!! Attività “marginale” o “non prevalente” non significa per nulla occasionale.
Si può identificare, infatti, come reddito d’impresa anche quello prodotto in attività svolte poche
ore al mese o persino alcuni giorni all’anno se sussistono i presupposti dell’abitualità.

ESEMPIO: un’attività svolta sempre con una particolare e stabilità cadenza annuale, che ha i
caratteri della commercialità, anche se solo per uno o alcuni giorni, essendo abituale
produrrà,assolutamente, un reddito d’impresa da trattare secondo i prescritti e stabiliti obblighi
contabili.
Va da sé,comunque, che qualora se ne ravvisi la natura commerciale ma non già l’abitualità si
tratterà di redditi diversi (con regole ed adempimenti senza dubbio meno impegnativi)

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CONTABILMENTE

Non bisogna,però, farsi confondere dai termini (…reddito d’ impresa…) perché il legislatore
considera, ab-origine, le associazioni (art. 73 del T.U.I.R. – degli enti pubblici e privati, diversi
dalle società, residenti sul territorio dello Stato) soggetti diversi dalle società e come tali destinatari
di particolari ed agevolati trattamenti fiscali.
Fra le attività che sicuramente non concorrono alla determinazione del reddito possiamo annoverare
(e si tratta di due fattispecie molto comuni alle associazioni):
� le raccolte pubbliche occasionali di fondi svolte in concomitanza di celebrazioni, ricorrenze o
campagne di sensibilizzazione anche nel caso in cui vengano offerti ai donatori oggetti o servizi di
modico valore;

Il fatto che questi proventi non concorrano a formare il reddito significa che non sono sottoposti a
nessuna tassazione compresa l'IVA.

In virtù di queste agevolazioni e a protezione della fede pubblica, sono però imposti agli enti
commerciali alcune condizioni nonché particolari adempimenti rispetto alla tenuta della contabilità.

a) deve trattarsi di iniziative occasionali (2/3 all’anno…);

b) la raccolta di fondi deve avvenire in concomitanza di celebrazioni, ricorrenze o campagne di


sensibilizzazione;

c) in caso di offerta di beni, si deve trattare di beni di modico valore.

Le organizzazioni che hanno svolto attività di raccolte pubbliche di fondi, mediante campagne di
sensibilizzazione o di vendita di beni di modico valore, hanno l'obbligo di redigere un rendiconto
apposito da cui risultino, per ciascuna campagna, le spese sostenute, le entrate e l'utilizzazione che è
stata fatta (o che è stata deliberata) del residuo attivo.

Il rendiconto può essere seguito da una relazione illustrativa e deve essere redatto entro quattro mesi
dalla chiusura dell'esercizio: è considerato alla stregua di una scrittura contabile e va conservato per
tutto il tempo previsto per l'effettuazione degli accertamenti.

La tutela della fede pubblica è, dunque, garantita tramite il rendiconto, con cui si mette a
conoscenza i terzi dei movimenti di danaro inerenti alla raccolta, ma anche grazie all'operato
dell'Agenzia del Terzo settore che opera una vigilanza sull'attività di raccolta dei fondi al fine di
scongiurare ogni tipo di abuso.

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CONTABILMENTE

� i contributi corrisposti da amministrazione pubbliche per lo svolgimento convenzionato o in


regime di accreditamento.

L’agevolazione è dipendente dalle seguenti condizioni:

a) deve trattarsi di attività aventi finalità sociali, in regime di convenzione o accreditamento;


b) le attività devono essere svolte in conformità alle finalità istituzionali dell’ente.
Esempio:
- i contributi afferenti dalla gestione, in convenzione, per conto del Comune, della campagna di
sensibilizzazione sulla raccolta differenziata;
- i contributi afferenti dalla gestione, in convenzione di un particolare spazio verde;
-…

LA CONTABILITA’ delle Associazioni di Promozione Sociale

Le APS che svolgono solo attività istituzionale non sono obbligate alla tenuta di particolari registri
salvo diverse previsioni statutarie. Naturalmente è necessario che la contabilità dell'associazione sia
tenuta in modo tale da esprimere chiaramente e correttamente le operazioni di gestione messe in
atto dall’associazione. Qualora però le stesse associazioni svolgano anche attività commerciali,
naturalmente sempre in maniera complementare e non prevalente rispetto alle attività istituzionali,
ci sono degli obblighi da adempiere:

� qualora l’ammontare complessivo dell’attività commerciale non ecceda il limite massimo di


250.000 €, l’ente potrà avvalersi dei benefici ai sensi della legge 398/91: regime forfettario1
(registri delle fatture e/o dei corrispettivi)
� qualora vengano superati, sempre riguardo alle attività commerciali, il limite di 309.874,10 €
per attività di prestazione di servizi e di 516.456,90 € per attività di cessione di beni è
obbligatorio ricorrere alla contabilità ordinaria (libro giornale, libro degli inventari, libro dei
cespiti ammortizzabili, registri iva, altre scritture ausiliarie)

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CONTABILMENTE

� se l’ammontare dell’attività commerciale rientra nei precedenti limiti è sufficiente, nonché


obbligatoria la tenuta della contabilità semplificata (registri iva – acquisti, vendite,
corrispettivi)

Le aps che svolgono anche attività commerciale (sempre come attività complementare e non
prevalente rispetto a quella istituzionale), sono obbligate a registrare separatamente nel rendiconto
economico-finanziario, che deve essere di norma redatto e presentato entro quattro mesi dalla
chiusura dell’esercizio in esame, le entrate e le uscite di natura commerciale da quelle di natura
istituzionale. Il rendiconto economico-finanziario non ha una forma prestabilita ed obbligatoria,
ogni ente potrà quindi adottare lo schema che ritiene più opportuno e funzionale alla
rappresentazione separata delle due diverse tipologie di attività.

REGIME FORFETTARIO (Legge 398/1991)

REQUISITO OGGETTIVO
Esercizio di attività commerciale
L’associazione ha l’obbligo di richiedere l’attribuzione della Partita Iva mediante una apposita
dichiarazione
(Modello AA9/7), da presentare entro 30 giorni dall’inizio dell’attività, all’Agenzia delle Entrate o
all’Ufficio Iva.
REQUISITO SOGGETTIVO
Sono interessati alle disposizioni della L. n. 398/91
- Le associazioni sportive dilettantistiche, le relative sezioni non aventi scopo di lucro e quelle
costituite in
società di capitali senza fini di lucro (art. 90, comma 1 della legge n. 289/2002), affiliate alle
federazioni
sportive nazionali o agli enti nazionali di promozione sportiva riconosciuti ai sensi delle leggi
vigenti, che
svolgono attività sportive dilettantistiche;
- Associazioni senza fini di lucro;
- Pro-loco.
LIMITE DIMENSIONALE
I soggetti sopra indicati possono svolgere, accanto all’attività istituzionale, anche attività
commerciale entro
certi limiti
I proventi derivanti dall’esercizio di attività commerciale conseguiti nel periodo d’imposta
precedente non
possono superare l’ammontare di 250 mila euro (art. 90, comma 2 della legge n. 289/2002).
ADEMPIMENTI
Opzione

72
CONTABILMENTE

La scelta per il regime della L. 398/91 si esercita mediante il c.d. comportamento concludente,
ossia
mediante la concreta attuazione degli adempimenti tipici dei soggetti forfetari dall’inizio dell’anno
o dal
momento di inizio dell’attività. La successiva comunicazione rappresenta soltanto un adempimento
formale.
L’opzione è esercitata mediante comunicazione
- Alla S.I.A.E.;
- All’Ufficio delle Entrate.
Modalità di comunicazione
- Alla S.I.A.E. a mezzo di lettera raccomandata da inviare prima dell’inizio dell’anno solare per cui
ha
effetto;
- All’Ufficio delle Entrate mediante la dichiarazione annuale IVA (quadro VO) da presentare
successivamente alla scelta effettuata.
OPZIONE
Effetti
Dall’inizio dell’attività e\o dell’anno.
Durata
Fino a revoca e per almeno un quinquennio.
REGIME CONTABILE
Vantaggi
- Esonero dagli obblighi di tenuta delle scritture contabili prescritte ai fini delle imposte sui redditi e
IVA;
- Esonero dagli obblighi di fatturazione tranne che per le prestazioni di sponsorizzazione, per le
cessioni dei
diritti radio-TV e per le prestazioni pubblicitarie;
- Esonero dagli obblighi di registrazione;
- Esonero dall’obbligo di dichiarazione IVA e della comunicazione dei dati relativi;
- Esonero dall’emissione dello scontrino fiscale o della ricevuta fiscale;
- Tassazione IVA in via forfetaria di tutti i proventi derivanti da attività commerciali;
- Tassazione forfetaria ai fini IRPEG (imposta sul reddito delle persone giuridiche) e IRAP (imposta
regionale sulle attività produttive).
Obblighi
- Obbligo di emissione delle fatture per le prestazioni di sponsorizzazione, di pubblicità e per le
cessioni di
diritti radio-TV;
- Numerazione progressiva e conservazione delle fatture di acquisto e di quelle emesse;
- Annotazione, entro il giorno 15 del mese successivo a quello di riferimento, dell’ammontare dei
corrispettivi e di qualsiasi altro provento conseguito nel mese, nell’esercizio di attività commerciali,
nel
modello di cui al Decreto Ministeriale 11 febbraio 1997;
- Effettuazione dei versamenti trimestrali Iva (senza la maggiorazione dell’1% a titolo di interessi)
con il
mod. F24 entro il giorno 16 del secondo mese successivo al trimestre di riferimento e cioè:

73
CONTABILMENTE

- entro il 16 maggio (1° trimestre) con il codice tributo 6031,


- entro il 16 agosto (2° trimestre) con il codice tributo 6032,
- entro il 16 novembre (3° trimestre) con il codice tributo 6033,
- entro il 16 febbraio (4° trimestre) con il codice tributo 6034;
- Redazione, entro 4 mesi dalla chiusura dell’esercizio, di un apposito rendiconto;
- Adempimenti del sostituto d’imposta.
IVA
Determinazione dell’imposta a debito
- Dall’IVA incassata sui corrispettivi derivanti dall’attività commerciale, si detrae, come disposto
dall’art.
74, sesto comma, del D.P.R. n. 633/72, forfetariamente:
- Il 50% dell’IVA incassata sui corrispettivi ivi compresi quelli di natura pubblicitaria,
- Il 10% dell’IVA incassata sulle fatture emesse per sponsorizzazione,
- Il 33,33% dell’IVA incassata sulle fatture emesse per diritti radio-TV.
IRES
Determinazione dell’imposta
- Il reddito dei soggetti che optano per la legge n. 398/91 si determina applicando il coefficiente del
3% ai
proventi commerciali conseguiti;
- Al reddito determinato forfetariamente si aggiungono le eventuali plusvalenze;
- Sul reddito così determinato si applica l’IRES nella misura, a far tempo dal periodo d’imposta in
corso al 1°
gennaio 2004, del 33% del reddito stesso;
- Entro sette mesi dalla chiusura dell’esercizio sociale, o se c’è l’obbligo della trasmissione in via
telematica,
entro dieci mesi dalla stesa chiusura, va prodotta la dichiarazione dei redditi – UNICO;
- Il versamento dell’IRES va effettuato entro il giorno 20 del sesto mese dalla chiusura
dell’esercizio sociale.
IRAP
Determinazione dell’imposta
- La base imponibile Irap viene determinata in base a criteri differenziati in relazione al tipo di
attività
esercitata. In particolare occorre distinguere tra:
- enti che svolgono unicamente attività istituzionale,
- enti che svolgono anche attività commerciale;
- Il valore della produzione dell’attività istituzionale è costituito:
a) dalle retribuzioni al personale dipendente,
b) dai compensi erogati per collaborazioni coordinate e continuative,
c) dai compensi erogati per le attività di lavoro autonomo non esercitato abitualmente;
- Il valore della produzione dell’attività commerciale è costituito:
a) dal reddito tassabile ai fini IRES calcolato nella misura del 3% dei proventi commerciali,
b) aumentata delle retribuzioni corrisposte ai dipendenti, dei compensi spettanti ai collaboratori
occasionali o coordinati e continuativi e degli interessi passivi relativi all’attività commerciale;
- Presentazione della dichiarazione e versamenti come per l’Ires.

74
CONTABILMENTE

ESEMPIO:
Il regime introdotto dalla l. 398/91 consta di due agevolazioni una riguardante l’Iva e l’altra
concernente le imposte sul reddito.

1) l’IVA si forfettizza al 50%;

2) il calcolo delle imposte sul reddito avviene forfettizzando la base imponibile (coefficiente di
redditività del 3%)

ESEMPIO REGIME ORDINARIO: “associazione XXX ”

Proventi commerciali 10.000 euro


Costi commerciali 8.000 euro
Avanzo commerciale 2.000 euro

IRES (33%) +
IRAP (4,25%)= 745 euro
Tot. 37,25%

Iva su fatture di acquisto 600 euro


Iva su fatture emesse 2.000 euro

Iva da liquidare 1.400 euro

ESEMPIO REGIME 398:

1) l’iva a debito si abbatte del 50%, ed il valore ottenuto (nell’esempio sarà 1.000 euro, ovvero
il 50% di 2.000 euro) diviene l’ammontare dell’iva da liquidare;

2) per le imposte sul reddito si forfettizza la base imponibile data dai proventi comm.li
escludendo i costi relativi applicando un coefficiente di redditività del 3% ed è su questo nuovo

75
CONTABILMENTE

valore (nell’ esempio, con proventi comm.li pari a 10.000 euro, la nuova base imponibile per il
calcolo delle imposte sul reddito è 300 euro ovvero il 3% di 10.000 euro) che si dovranno calcolare
l’Ires e l’Irap (con riferimento ai dati dell’esempio, applicando il regime forfettario, avremo:

IRES 33% su 300 euro = 99 euro


+ 184 euro
IRAP 4.25% su 2.000 euro = 85 euro

un totale per le imposte sul reddito pari a 184,00 in luogo dei 745 € corrispondenti al regime
ordinario) � la ulteriore convenienza sta nel fatto che nelle associazioni quasi mai si hanno costi
commerciali elevati come nell’esempio.
Qualora l’associazione abbia, nell’esercizio in esame, assunto lavoratori o fatto uso di contratti a
progetto (rimanendo comunque prevalente il lavoro volontario), per quanto riguarda il calcolo
dell’Irap, la base imponibile è data dalla somma della base imponibile dell’Ires con l’ammontare
della retribuzione del personale assunto e/o con contratti a progetto.

Accanto ai benefici fiscali appena descritti, il regime della 398/91, porta anche a vantaggi di natura
contabile-amministrativa:

1) esonero dalla tenuta dei libri Iva potendo ricorrere all’uso di un unico registro;

2) esonero dalla dichiarazione Iva;

3) pagamento dell’Iva sempre trimestralmente senza la corresponsione degli interessi relativi.

Il tetto massimo di entrate commerciali che consentono l’utilizzo di questo regime è di € 250.000.
La percentuale della forfetizzazione dell’Iva varia qualora le entrate di natura commerciale siano
relative a prestazioni di sponsorizzazione (abbattimento del 10% anziché del 50%) oppure derivanti
da cessione di diritti televisivi o radiofonici (abbattimento del 33,33% - anziché del 50%).

76
CONTABILMENTE

L’opzione del regime ex l. 398/91, esercitata al momento dell’apertura della partita Iva o durante la
vita dell’associazione è vincolante per almeno 5 anni.

LIQUIDAZIONE IVA TRIMESTRALE IN 398/91

L'associazione XXX, nel momento in cui nell'esercizio analizzato ha incassato 10.000 euro + Iva
dall’attivita commerciale svolta è soggetta al versamento dell'Iva.

Gli enti non commerciali in regime forfetario di cui alla legge n. 398/91 versano l'Iva nella misura
del 50% di quella incassata, con cadenza trimestrale. Il versamento può essere effettuato presso
qualsiasi sportello bancario o postale tramite modello F24 (in passato - fino all'anno 2000 - i
soggetti che optavano per questo regime forfetario versavano l'Iva direttamente alla SIAE). Nella
fattispecie, ipotizzando che i 10.000 euro sono stati incassati tutti a febbraio e marzo ,l’
associazione dovrà versare il 50% dell'Iva incassata, pari ad € 2.000 * 50% = € 1.000, entro il 16
maggio, utilizzando il codice tributo 6031.

Le scadenze in relazione all'Iva per i soggetti in regime trimestrale, e i relativi codici tributo, sono i
seguenti:

� entro il 16 maggio l’Iva relativa al 1° trimestre - gennaio febbraio marzo - codice tributo 6031

� entro il 16 agosto l’Iva relativa al 2° trimestre - aprile maggio giugno - codice tributo 6032

� entro il 16 novembre l’Iva relativa al 3° trimestre -luglio agosto settembre- codice tributo 6033

� entro il 16 febbraio l’Iva relativa al 4° trimestre - ottobre novembre dicembre - codice tributo

6034

77
CONTABILMENTE

La CONTABILITA’ delle Organizzazioni di Volontariato

Discorso più complesso è quello della contabilità da tenere nelle organizzazioni di volontariato.
Per quanto riguarda la tenuta dei libri contabili per le organizzazioni di volontariato, per le quali
non è contemplato lo svolgimento di attività al di fuori dell’attività istituzionale (è previsto lo
svolgimento di attività commerciali e produttive marginali che rientrano totalmente nell’attività
istituzionale) non ci sono obblighi ed è quindi sufficiente la sola redazione di un rendiconto
economico-finanziario.

ATTIVITÀ COMMERCIALI E PRODUTTIVE MARGINALI


Si considerano attività commerciali e produttive marginali (sono enunciate nel D.M. 25 maggio
1995) le seguenti attività:
a) attività di vendita occasionali o iniziative occasionali di solidarietà svolte nel corso di
celebrazioni o ricorrenze o in concomitanza a campagne di sensibilizzazione pubblica verso i
fini istituzionali dell'organizzazione di volontariato;
b) attività di vendita di beni acquisiti da terzi a titolo gratuito a fini di sovvenzione, a condizione
che la vendita sia curata direttamente dall'organizzazione senza alcun intermediario;
c) cessione di beni prodotti dagli assistiti e dai volontari semprechè la vendita dei prodotti sia
curata direttamente dall'organizzazione senza alcun intermediario;
d) attività di somministrazione di alimenti e bevande in occasione di raduni, manifestazioni,
celebrazioni e simili a carattere occasionale;
e) attività di prestazione di servizi rese in conformità alle finalità istituzionali, non
riconducibili nell'ambito applicativo dell'art. 111, comma 3, del testo unico delle imposte
sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917,
verso pagamento di corrispettivi specifici che non eccedano del 50% i costi di diretta
imputazione.
Le attività devono essere svolte:
a) in funzione della realizzazione del fine istituzionale dell'organizzazione di volontariato iscritta
nei registri di cui all'art. 6 della legge n. 266 del 1991;
b) senza l'impiego di mezzi organizzati professionalmente per fini di concorrenzialità sul
mercato, quali l'uso di pubblicità dei prodotti, di insegne elettriche, di locali attrezzati

78
CONTABILMENTE

secondo gli usi dei corrispondenti esercizi commerciali, di marchi di distinzione


dell'impresa. Non rientrano, comunque, tra i proventi delle attività commerciali e produttive
marginali quelli derivanti da convenzioni.

Premesso che per l’associazione di volontariato, qualora persegua esclusivamente attività


istituzionale (comprese le attività marginali considerate anch’esse istituzionali), attualmente non è
imposta per legge alcuna forma nella tenuta della contabilità, né ai fini fiscali né ai fini civilistici,
viene generalmente ritenuto opportuno che l’associazione di volontariato si doti, per garantire una
gestione trasparente, di un “impianto” atto a rilevare le operazioni effettuate durante ogni esercizio
per poter correttamente:
- predisporre il bilancio o il rendiconto;
- informare gli associati e quando necessario i terzi sull’attività svolta;
- assolvere eventuali obblighi fiscali.
E’ quindi necessario mettere in uso una serie di libri e registri che consentano di esprimere in modo
compiuto e analitico le operazioni poste in essere.
I libri ed i registri contabili di uso comune sono:
- registro ricevute delle quote associative
- registro ricevute oblazioni
- libro di prima nota
- libro giornale (necessario solo nel caso sia adottata una contabilità “ordinaria” in partita doppia)
- libro inventari
- registro di magazzino (necessario solo nel caso vengano, per attività istituzionali, movimentati
prodotti o merci, esempio raccolta e distribuzione macchinari, indumenti, alimenti, ecc.)
ESEMPIO:

L’Associazione XXX, Organizzazione di Volontariato e quindi Ente Non Commerciale, che ha


come obiettivo primario il sostegno morale e fisico ai senza tetto, ha provveduto direttamente (ed
occasionalmente), senza l’ausilio di intermediari ( rientriamo nel campo dell’attività definite
marginali ) alla vendita di alcuni beni prodotti dagli stessi volontari riuscendo ad incassare un
importo pari a € 7.000,00 più Iva al 20% il 30 maggio.
I costi che l’associazione ha dovuto sostenere per poter essere nella condizione di vendere tali beni

79
CONTABILMENTE

ammontano ad € 6.500 più Iva al 20% (costi sostenuti i primi di aprile) costi questi legati solo ed
esclusivamente all’acquisto dei materiali e delle materie prime necessarie per ottenere il prodotto
finito, infatti il tempo e l’impegno di tutti coloro che hanno lavorato per la realizzazione di tale beni
non è stato preso in considerazione in quanto trattandosi di OdV, come l’art. 3 della legge 266/91
ribadisce, tutto è stato fatto gratuitamente.
Oltre a tale attività, del tutto marginale rispetto a quella istituzionale, l’ Associazione ha messo in
atto, sempre con l’ausilio gratuito dei propri volontari, tutta una serie di iniziative che le hanno
permesso, tra le altre cose, di costruire una casa di accoglienza volta ad offrire vitto e alloggio ai
senza tetto (attività istituzionale). Per far fronte a tutti i costi legati a questa iniziativa, € 75.000 più
Iva al 20%, l’ Associazione XXX ha utilizzato i vari contributi, che nel corso dell’anno hanno
raggiunto i 90.000 euro, erogati da privati altre associazioni ed enti pubblici. (non compare in
questo caso la percentuale dell’Iva perchè l’attività alla quale si fa riferimento è un’attività
istituzionale e la forma con cui l’Associazione ha reperito i fondi non è legata ad una prestazione
di servizi ma alla volontà dei soggetti sopra citati di aiutare l’Associazione nel perseguire i propri
scopi istituzionali).

Segnaliamo inoltre che l’Associazione XXX, avendo ricevuto nel corso dell’anno molte nuove
iscrizioni, ha provveduto sempre nell’anno ad assumere con contratto di lavoro a progetto, per la
formazione e l’aggiornamento dei volontari iscritti all’Associazione, due persone per un ammontare
complessivo di Imponibile sociale (è questo l’aspetto che interessa un’associazione ai fini del
calcolo dell’imposte, più specificatamente dell’Irap ) di € 24.000: questo è un esempio nel quale
anche una OdV può assumere e pagare del personale, infatti il ricorso a personale retribuito deve
rappresentare un’eccezione e deve essere attuato solo per acquisire determinate competenze non
presenti tra i volontari, che all’interno dell’organizzazione di volontariato devono rimanere
determinanti e prevalenti.

� Trattandosi di un’Organizzazione di Volontariato che può svolgere, in maniera solo sussidiaria


all’attività istituzionale anche quelle attività definite marginali (vedi esempio) si trova a non dover
dichiarare nulla ai fini Ires in quanto le attività commerciali marginali sono considerate
decommercializzate ovvero non costituiscono base imponibile ai fini dell’ imposta sopra citata, ma
allo stesso tempo per le stesse è necessario liquidare l’Iva in maniera ordinaria.

80
CONTABILMENTE

� Le attività istituzionali invece non rientrano in alcun modo, né ai fini Iva né ai fini delle imposte
sul reddito (Ires), nel calcolo delle imposte. Il compenso corrisposto ai collaboratori (imponibile
sociale) costituisce invece l’unica base di calcolo per la determinazione dell’Irap: euro 24.000 x
4,25% = euro 1.020

La CONTABILITA’ delle Organizzazioni Non Lucrative di Utilità Sociale

L’art. 25 del d. lgs. 460/97 ha introdotto un ulteriore articolo (20-bis) nel D.P.R. 600/73 dal quale
risultano gli obblighi contabili per le ONLUS. Queste devono redigere, in un rendiconto
economico-finanziario da approvare entro 4 mesi dalla chiusura dell’esercizio, scritture contabili
cronologiche e sistematiche atte ad esprimere con compiutezza ed analiticità le operazioni poste in
essere in ogni periodo di gestione, e rappresentare adeguatamente in apposito documento (il
rendiconto appunto), la situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell’organizzazione,
distinguendo le attività direttamente connesse da quelle istituzionali, con obbligo di conservare le
stesse scritture e la relativa documentazione fino a quando non siano definiti gli accertamenti
relativi al corrispondente periodo d'imposta. Si considerano assolti questi obblighi se sono tenuti
presso l’organizzazione il Libro giornale e il Libro degli inventari.

La rilevazione in maniera separata delle diverse tipologie di attività è lasciata alla fantasia di ogni
contribuente, ma qualsiasi metodo utilizzato deve essere in grado, in caso di accertamento,
dimostrare con evidenza le registrazioni afferenti ad ogni tipologia di attività. Strettamente legate
all’ammontare delle entrate sono poi le agevolazioni contabili di cui può usufruire una ONLUS:

1. se l’ammontare totale dei proventi (derivanti sia dalle attività istituzionali che da quelle
direttamente connesse) non supera € 51.645,69 non c’è l’obbligo della tenuta di scritture
contabili cronologiche e sistematiche e si potrà fare un rendiconto delle entrate e delle uscite in
maniera semplificata ai sensi dell’art. 20 D.P.R. 600/73 (questa stessa agevolazione è applicabile
alle odv e ong senza limiti di entrate);
2. qualora le attività direttamente connesse non superino € 15.493,71 per le prestazioni di servizi ed
€ 25.822,84 per attività diverse dalle precedenti, non c’è l’obbligo di tenuta dei libri contabili (si
può tenere un unico registro riepilogativo nel quale annotare le movimentazioni quotidiane);

81
CONTABILMENTE

3. se il tetto delle entrate totali non è maggiore di € 185.924,48 si può tenere un rendiconto delle
entrate e delle uscite in maniera semplificata solo se l’organizzazione svolge esclusivamente
attività istituzionali.

Sempre allo scopo della tenuta della contabilità separata è funzionale la corretta imputazione dei
costi promiscui (le spese e gli altri componenti negativi relativi a beni e servizi adibiti
congiuntamente all'esercizio delle attività sia istituzionali che commerciali). I costi promiscui
devono essere ripartiti correttamente alla parte commerciale o a quella istituzionale, attraverso il
rapporto tra ricavi commerciali e ricavi complessivi dal quale si ottiene la loro percentuale di
imputazione.

Se per esempio si hanno:

ricavi commerciali per 1.000 euro;

ricavi istituzionali per 2.000 euro;

costi promiscui per 500 euro;

il rapporto ricavi comm.li/ricavi tot è: 1.000 / 3.000 = 1/3 = 33,33%

Sarà pertanto,questa, la percentuale su cui calcolare i costi da imputare all’attività commerciale : per
cui i costi commerciali saranno pari a 166,67 € (33,33% di 500 euro) mentre i restanti 333,33 euro
saranno costi di natura istituzionale.

In merito all’obbligo della revisione contabile per le ONLUS, la legge prescrive che qualora i
proventi superino per due anni consecutivi l’ammontare di € 1.032.913,80 il bilancio deve recare
una relazione di controllo sottoscritta da uno o più revisori iscritti nel registro dei revisori contabili.

Per le raccolte pubbliche di fondi, effettuate in osservanza dei limiti previsti dalla norma, è prevista
la registrazione delle relative operazioni in un apposito rendiconto specifico per la raccolta
effettuata.

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CONTABILMENTE

Attività connesse

L'articolo 10, comma 1, lettera c), del Dlgs 460/1997 vieta alle Onlus di svolgere attività diverse da
quelle istituzionali nei settori tassativamente individuati, ad eccezione di quelle a queste
direttamente connesse. Lo stesso articolo 10, comma 5, primo periodo, fornisce la seguente nozione
di attività direttamente connesse: "Si considerano direttamente connesse a quelle istituzionali le
attività statutarie di assistenza sanitaria, istruzione, formazione, sport dilettantistico, promozione
della cultura e dell'arte e tutela dei diritti civili, di cui ai numeri 2), 4), 5) 6), 9) e 10) del comma 1,
lettera a), svolte in assenza delle condizioni previste ai commi 2 e 3, nonché le attività accessorie
per natura a quelle statutarie istituzionali, in quanto integrative delle stesse".
La norma riconduce in sostanza le attività connesse a due tipologie fondamentali:

- attività analoghe a quelli istituzionali

- attività accessorie per natura a quelle istituzionali, in quanto integrative delle stesse.

Attività analoghe a quelle istituzionali

Nei settori dell'assistenza sanitaria, istruzione, formazione, sport dilettantistico, promozione della
cultura e dell'arte e tutela dei diritti civili, le finalità di solidarietà sociale si ritengono perseguite
solo se le cessioni di beni e le prestazioni di servizi relativi alle attività statutarie sono dirette alle
persone svantaggiate o ai componenti le collettività estere, limitatamente agli aiuti umanitari.
Negli stessi settori, si considerano attività direttamente connesse le cessioni di beni e le prestazioni
di servizi relative alle attività statutarie effettuate nei confronti di soggetti che non versino nelle
anzidette condizioni, sempreché vengano rispettati le condizioni e i limiti stabiliti dalla norma.

Attività accessorie per natura a quelle istituzionali, in quanto integrative delle stesse

Sono attività strutturalmente funzionali, sotto l'aspetto materiale, a quelle istituzionali, quali ad
esempio la vendita di depliant nei botteghini dei musei o di magliette pubblicitarie e altri oggetti di

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CONTABILMENTE

modico valore in occasione di campagne di sensibilizzazione.


E' da considerare attività accessoria per natura, in quanto integrativa di quelle istituzionali, la
preparazione di personale specializzato da utilizzare esclusivamente all'interno dell'organizzazione
per il perseguimento delle proprie finalità solidaristiche.
Le attività direttamente connesse a quelle istituzionali di entrambe le tipologie descritte
costituiscono, come precisa la relazione illustrativa del Dlgs 460/1997, fonti per il "reperimento di
fondi necessari per finanziare le attività istituzionali" dell'organizzazione.
Il concetto di accessorietà per natura o di attività integrative comporta che l'attività di reperimento
dei fondi non può costituire un'autonoma attività, ma deve svolgersi nel contesto dell'attività
istituzionale e in stretta connessione con quest'ultima.

Condizioni e limiti per l'esercizio delle attività connesse

Il secondo periodo del comma 5 dell'articolo 10 stabilisce la relazione che deve intercorrere fra
l'attività istituzionale, che deve restare l'attività principale, e le attività connesse.
La norma dispone che "l'esercizio delle attività connesse è consentito a condizione che, in ciascun
esercizio e nell'ambito di ciascuno dei settori elencati alla lettera a) del comma 1, le stesse non
siano prevalenti rispetto a quelle istituzionali e che i relativi proventi non superino il 66 per cento
delle spese complessive dell'organizzazione".

In sostanza, sono consentite alle Onlus le attività direttamente connesse a quelle istituzionali
sempreché siano rispettate le seguenti condizioni:

· le attività direttamente connesse non siano prevalenti rispetto all'attività istituzionale

· i proventi delle attività direttamente connesse non superino il 66 per cento delle spese complessive
dell'organizzazione.

Il rendiconto economico-finanziario

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CONTABILMENTE

Lo svolgimento dell’attività dell’ente non profit si estrinseca in atti di gestione che per molti aspetti
si presentano in modo “simile” a quelli tipici delle imprese commerciali, in quanto per entrambi i
soggetti si pone il generale problema economico di ottimizzare le risorse a disposizione per la
realizzazione al meglio dei propri fini istituzionali.
La differenza sostanziale consiste nel fatto che per le imprese il fine lucrativo della gestione orienta
tutta la politica aziendale ed il perseguimento del reddito costituisce, oltre che il fine, anche il
miglior strumento per misurare il conseguimento dell’oggetto sociale. Quindi, il reddito come
l’indice più significativo per misurare le “performances” dell’impresa commerciale.
Così non è, invece, per gli enti senza fini di lucro, per il quali il reddito di impresa non esiste, e
qualora vi fosse un avanzo di gestione è comunque strumentale allo svolgimento delle attività
istituzionali dell’ente.
Il D.Lgs. 460/97 ha introdotto, per meglio rappresentare la diversità degli enti non profit, in
sostituzione del concetto di Bilancio d’esercizio (utile per le imprese commerciali…)
l’obbligatorietà, entro il quarto mese successivo alla chiusura dell’esercizio, dell’approvazione del
rendiconto economico-finanziario.

La redazione del rendiconto economico-finanziario oltre che essere un obbligo è una importante
dimostrazione, anche per gli enti non commerciali, della correttezza delle operazioni economico-
finanziarie messe in atto nonchè della loro trasparenza, davanti a tutti i soci ed in moltissimi casi
anche nei confronti del territorio o della collettività.

Redigere questo strumento non è un lavoro complicatissimo nè fuori dalla portata di chi non ha
competenza specifica, infatti per le piccole associazioni si tratta semplicemente di rappresentare, su
un prospetto libero, l'insieme delle entrate e delle uscite istituzionali (decidendo in libertà
l'eventuale dettaglio delle stesse) facendo attenzione a distinguerle, e quindi annotarle
separatamente,(qualora ci siano) da quelle commerciali.

Qualora si tratti, invece, di associazione di media grandezza con un'attività complessa ed articolata
il consiglio è sempre quello di affidare il compito (all'interno o all'esterno) a persone qualificate.

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CONTABILMENTE

Alla redazione ed all'approvazione del rendiconto economico finanziario deve far seguito sempre la
sua verbalizzazione sull'apposito registro dove si annotano i verbali delle assemblee dei soci.

Lo schema rappresentativo dello stesso non abbisogna di particolari impostazioni , ma richiede una
rappresentazione che tenga conto dell’aspetto istituzionale e dell’aspetto commerciale. E’
necessario quindi che le entrate e le uscite commerciali siano facilmente identificabili rispetto alle
entrate ed alle uscite istituzionali.
E’ vero, non esistono a tutt’oggi delle rappresentazioni univoche o “universalmente” riconosciute
del prospetto di rendiconto economico-finanziario.

Ribadendo le dovute differenze legate alle dimensioni degli enti ed al metodo utilizzato, per scelta o
prescrizione legislativa, va sottolineato che anche gli enti non profit con gestione della contabilità
secondo i principi della partita doppia non appaiono in grado, nel loro complesso, di rappresentare
in maniera omogenea i risultati della gestione dell’intero esercizio.
Per rappresentazione si intende, naturalmente, la capacità di individuare una classica procedura,
come avviene per le società, in grado di consentire una chiara lettura dei dati ed una immediata
confrontabilità.
Molti enti optano per la mera e consolidata rappresentazione risultante dal lavoro di
contabilizzazione effettuato tramite i software contabili in commercio pensati e studiati per
rispondere alle esigenze delle imprese for profit.
Altri optano, dopo aver ottenuto la rappresentazione standard così come da programma di
contabilità, per una successiva riclassificazione in base alle esigenze proprie e tipiche di ogni
associazione. Pare,finalmente, che il problema sia stato avvertito come urgente ed autorevoli
Organismi di controllo e rappresentanza si stiano muovendo per addivenire alla redazione di uno
strumento di raffigurazione dei dati che sia valido per tutti.

Le medie e piccole organizzazione che non scelgono e/o che non hanno l’obbligo di adottare il
sistema contabile della partita doppia non sfuggono ai difetti sopra evidenziati.

Forse per la semplificazione degli adempimenti (che la legge gli riconosce) hanno più tempo per
dare maggiore sfogo alla fantasia ed ideare dei modelli rappresentativi assai diversi ed in molti
casi veramente poco chiari e di assai difficile comprensione.

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CONTABILMENTE

FISCO E AGEVOLAZIONI delle Associazioni di Promozione Sociale

Le APS oltre ad alcune agevolazioni inerenti alla loro qualifica, godono invece delle agevolazioni
tipiche degli enti non commerciali in generale.

� ICI: Secondo il D. Lgs. 504/92 (e successive modificazioni) art. 7 sono esenti dall'imposta […]
gli immobili utilizzati da enti privati, che non hanno per oggetto esclusivo o principale l'esercizio
di attività commerciali, destinati esclusivamente allo svolgimento di attività assistenziali,
previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive. Con questo il
legislatore ha voluto ribadire che l'esonero dal pagamento dell'imposta riguarda gli immobili
(terreni e fabbricati) che vengono utilizzati dagli enti non commerciali esclusivamente per il
raggiungimento delle finalità istituzionali, indipendentemente da chi sia il proprietario. Quindi,
qualora il fabbricato non sia di proprietà dell'APS, possono usufruire di questa agevolazione i
proprietari che hanno concesso in fitto il fabbricato all'ente non commerciale, solo se il Comune
non prevede diversamente. E' questa una importante agevolazione che potrebbe spingere il
locatario a fissare un canone più contenuto.
� Le cessioni di beni e le prestazioni di servizi rese nei confronti dei familiari conviventi degli
associati sono equiparate, ai fini fiscali, a quelle rese agli associati.
� Le quote ed i contributi corrisposti alle associazioni di promozione sociale non concorrono alla
formazione della base imponibile ai fini dell'imposta sugli intrattenimenti.
� Le erogazioni liberali in favore di associazioni di promozione sociale consentono deduzioni e
detrazioni di imposta da parte dei soggetti che le hanno disposte.

LE EROGAZIONI LIBERALI

Partendo dal presupposto che le possibilità di usufruire di agevolazioni in sede di determinazione


del reddito imponibile o dell'imposta da versare sono diverse ed articolate, in questo spazio
affronteremo solo quelle che riguardano le erogazioni liberali fatte verso ONLUS ed APS.

L'art. 14 del DL 35/05 ha introdotto delle novità rispetto alle donazioni (…erogazioni liberali…).
Privati ed imprese ottengono delle agevolazioni solo se effettuano "liberalità" nei confronti di
ONLUS di APS di OdV di rilevanza nazionale ed iscritte nei relativi registri.

87
CONTABILMENTE

In base all'art. 14 le liberalità in denaro o in natura erogate da persone fisiche e da enti soggetti ad
IRES sono deducibili (si detraggono dall' imponibile) dal reddito fino al limite del 10% del reddito
complessivo dichiarato e, comunque nella misura massima di 70mila euro all'anno.

Per usufruire di tale deduzione il versamento deve avvenire tramite banca, posta o altri sistemi
idonei a garantire una facile verifica ad eventuali organi accertatori; per quanto riguarda il tipo di
ricevuta da rilasciare a chi effettua un'erogazione liberale è bene tenere a mente che non c'è obbligo
di rilascio di alcuna ricevuta fiscale, ma di un documento che comprovi l'avvenuto ricevimento
dell'erogazione.

L'erogazione liberale effettuata in favore di APS, ONLUS, OdV non è assoggettata a nessun
tipo di imposizione fiscale, né diretta né indiretta.

� Gli enti locali, qualora non si trovino in situazioni di dissesto, possono deliberare riduzioni sui
tributi di propria competenza per le associazioni di promozione sociale.
� Le associazioni di promozione sociali hanno accesso, insieme alle organizzazioni di
volontariato, ai finanziamenti del Fondo Speciale Europeo, al fine di ottenere finanziamenti
comunitari per il raggiungimento dei propri obiettivi istituzionali.
� CONVENZIONI: Stato, Regioni, Province autonome, Province, Comuni e altri enti pubblici,
possono stipulare convenzioni con le associazioni di promozione sociale iscritte da almeno 6
mesi nel registro nazionale, per lo svolgimento delle attività previste dallo statuto verso terzi. Le
associazioni che stipuleranno tali convenzioni sono obbligate ad assicurare i propri aderenti che
prestano le relative attività contro gli infortuni e le malattie connessi con lo svolgimento delle
attività stesse, nonché per la responsabilità civile verso terzi. Dopo l'entrata in vigore del D. Lgs.
460/97 (che all'art .2 sancisce la non concorrenza alla determinazione del reddito dei contributi
corrisposti da amministrazioni pubbliche per lo svolgimento convenzionato di attività aventi
finalità sociali in concomitanza ai fini istituzionali dell'ente...)
� Le amministrazioni statali, regionali, provinciali e comunali possono prevedere forme e modi
per l'utilizzazione non onerosa di beni mobili ed immobili per manifestazioni e iniziative
temporanee delle associazioni di promozione sociale e del volontariato.

88
CONTABILMENTE

La stipula, da parte di una APS, di una convenzione, obbliga alla fatturazione?

Dopo l'entrata in vigore del D.Lgs. 460/97 (che all'art.2 sancisce la non concorrenza alla
determinazione del reddito dei contributi corrisposti da amministrazioni pubbliche per lo
svolgimento convenzionato di attività aventi finalità sociali in concomitanza ai fini istituzionali
dell'ente...) la risposta deve essere legata alla sussistenza o meno dei presupposti di applicazione
dell'Iva . Se alla base della convenzione c'è un rapporto sinallagmatico ( cioè uno scambio reciproco
tra le parti) l'operazione sarebbe in campo Iva e potrebbe configurarsi un'operazione imponibile o
esente, operazioni che richiederebbero l'emissione di una fattura. Al contrario, trattandosi di
contributo senza sinallagma, niente fattura

� Alle associazioni di promozione sociale, in occasione di particolari eventi o manifestazioni, il


Sindaco può concedere autorizzazioni alla somministrazione di alimenti e bevande.
� Le associazioni di promozione sociale sono autorizzate a svolgere attività turistiche e ricettive
per i propri associati (con obbligo di assicurazione).
� Lo Stato, le Regioni, le Province e i Comuni possono concedere in comodato beni mobili ed
immobili di loro proprietà alle associazioni di promozione sociale e del volontariato.
� Le associazioni di promozione sociale godono delle agevolazioni tariffarie postali ai sensi della
legge n. 46 del 27 febbraio 2004.
� SOMMINISTRAZIONE DI ALIMENTI E BEVANDE (DPR n. 235 del 4 aprile del 2001)
Associazioni o circoli affiliati: le associazioni affiliate a organizzazioni nazionali con finalità
assistenziali riconosciute dal Ministero dell'Interno, possono svolgere attività di
somministrazione di alimenti e bevande presso la sede dove vengono svolte le attività
istituzionali: le entrate derivanti da questa attività vengono decommercializzate ( non scontano
cioè nessuna imposta)
� La somministrazione è prevista per i soli soci e non prevede l'uso della cucina. L’associazione
per essere abilitata alla somministrazione deve presentare la denuncia di "inizio attività" al
Comune in cui l'attività stessa si esercita sottoscritta dal rappresentante legale dell'associazione.
Il Comune dovrà poi inoltrare la denuncia all'A.S.L. di competenza che si esprimerà riguardo al
rilascio dell'idoneità sanitaria. Gli elementi essenziali che devono essere indicati nella denuncia
di inizio attività sono:

89
CONTABILMENTE

- l'associazione nazionale a cui si è affiliati;


- il tipo di attività di somministrazione (alimenti, bevande);
- l'ubicazione della sede;
- la superficie dei locali preposti alla somministrazione;
- la conformità dello statuto alle previsioni dell'art. 111quinquies, del Testo Unico delle
Imposte sui Redditi (DPR 917/86, riguardo la previsione di determinate clausole) e la
conseguente condizione di fruibilità delle agevolazioni previste dall'art.111, commi 3 e 4bis,
dello stesso decreto;
- la conformità del locale preposto alla somministrazione, alle norme e prescrizioni in materia
edile, igienico/sanitaria e di sicurezza.

Nel caso in cui lo statuto non sia conforme alle previsioni dettate dall'art.111, comma 4
quinquies - DPR 917/86 è necessario che il rappresentante legale dell'associazione, o un suo
delegato, sia iscritto al Registro Esercenti Commercio (REC). Inoltre, qualora l'attività di
somministrazione di cibi o bevande venga data in gestione a terzi, questi dovranno essere iscritti
al REC (l’attività in questione è considerata un’attività commerciale). Alla denuncia di inizio
attività va allegata una copia semplice e non autenticata dell'atto costitutivo o dello statuto.
Inoltre, devono essere comunicate al Comune di appartenenza, a cura del rappresentante legale,
tutte le variazioni intervenute successivamente alla denuncia di inizio attività riguardo
all'affiliazione all'ente nazionale o in merito ai requisiti richiesti dalla legge. Il Comune potrà
effettuare controlli ed ispezioni.

Associazioni o circoli non affiliati: possono svolgere attività di somministrazione di cibi e


bevande anche le associazioni non affiliate ad aps a carattere nazionale riconosciute dal
Ministero dell'Interno, ma in questo caso, cambia la procedura per ottenere l’autorizzazione. E'
necessario, infatti, presentare una domanda di autorizzazione al Comune in cui si intende
esercitare l'attività. La domanda deve essere sottoscritta dal rappresentante legale
dell'associazione e deve contenere indicazioni riguardo a:

- il tipo di attività di somministrazione (alimenti e bevande)


- l'indirizzo della sede e la superficie dei locali preposti all'attività di somministrazione
- la dichiarazione che l'associazione sia in possesso dei requisiti di un ente non commerciale ai
sensi degli artt. 111 e 111bis del DPR 917/86

90
CONTABILMENTE

- la dichiarazione di conformità del locale adibito alla somministrazione alle norme e alle
prescrizioni in materia edilizia, igienico/sanitaria e di sicurezza.

Alla domanda va allegato l'atto costitutivo o lo statuto, in copia semplice e non autenticata. Il
Comune, prima di rilasciare l'autorizzazione, verifica che lo statuto sia conforme ai principi
normativi che disciplinano la qualificazione di un ente come "non commerciale" e se entro 45
giorni dall'accoglimento della domanda il Comune non comunica all'associazione il diniego
dell'autorizzazione, la domanda si considera accolta. Se l'associazione non rispetta i dettami degli
artt. 111 e 111bis in materia di enti non commerciali, il rappresentante legale dell'associazione, o
un suo delegato, dovrà essere iscritto al REC.

Inoltre, qualora l'attività di somministrazione di cibi o bevande venga data in gestione a terzi,
anche questi dovranno essere iscritti al REC.

La cessazione della somministrazione di cibi e bevande, sia per le associazioni affiliate che per
quelle non affiliate che svolgono tale attività senza denuncia di inizio di attività o senza la
necessaria autorizzazione, è ordinata dall'organo comunale competente. Lo stesso avviene nel
caso in cui si riscontri la mancanza dei requisiti richiesti dalla legge.

CONVIENE AFFILIARSI?

anche se le associazioni non affiliate possono oggi esercitare attività di somministrazione di cibi
e bevande (cosa prima negata dalla legge), rimangono profonde differenze tra queste e le
associazioni affiliate:

� i circoli affiliati, infatti, se rispettosi di tutti i requisiti richiesti, non sono soggetti ad alcuna
imposizione fiscale per l'attività di somministrazione di alimenti e bevande per i soli soci;

� per i circoli non affiliati, invece, l’attività di somministrazione di cibi e bevande è considerata
commerciale (nonostante l'autorizzazione) e sono vincolati alla tenuta delle scritture contabili e
agli adempimenti in materia di liquidazione delle imposte. Solo nel caso in cui esistano i
presupposti, tali associazioni si possono avvalere dei regimi fiscali forfetari degli enti non
commerciali.

91
CONTABILMENTE

Circa l’aspetto fiscale, è necessario dire che nel DPR 917/86 si parla di aps come di quelle
associazioni le cui finalità assistenziali sono riconosciute dal Ministero dell'Interno. D’altro canto,
la legge 383/00 (successiva a questo decreto) che disciplina organicamente le aps dispone che siano
considerate aps tutte quelle associazioni che, rispettando i requisiti previsti dalla stessa legge,
ottengano l'iscrizione nei Registri nazionali/regionali/provinciali, oppure siano affiliate di
associazioni iscritte nei Registri. Il problema, allora, è di capire se la determinazione del trattamento
fiscale è ancora subordinata al riconoscimento delle finalità assistenziali da parte del Ministero
degli Interni. Se così non è più (ma il legislatore continua ad essere latitante riguardo questa
tematica), dovranno opportunamente essere integrati i decreti che disciplinano la detassazione
dell'attività, individuando, inoltre, i nuovi soggetti di tale diritto visto che il requisito del
riconoscimento sarebbe mancante in tutte le nuove associazioni che si qualifichino come aps in base
alla legge 383/00.

FISCO E AGEVOLAZIONI delle Organizzazioni di Volontariato

Le organizzazioni di volontariato possono usufruire, oltre che delle agevolazioni previste per le
attività istituzionali e connesse delle ONLUS, delle specifiche agevolazioni previste dall’art. 8,
comma 4 della legge 266/91 ovvero l’esclusione dalla tassazione dei proventi derivanti da attività
commerciali e produttive marginali, a condizione che sia documentato il loro totale impiego per fini
istituzionali dell’organizzazione (la dimostrazione di tale impiego può essere fornita ad esempio
mediante la presentazione del bilancio corredato da una relazione che illustri l’impiego dei proventi
dell’attività marginale svolta). Infatti, il regime fiscale delle attività diverse da quelle istituzionali
tende a diversificarsi a seconda che si sia in presenza di attività commerciali puramente marginali
ovvero di attività connesse. Nel primo caso opera l’originaria disciplina di esclusione
dell’imponibile prevista dalla l. 266/91, nel secondo caso scatta la normativa apprestata per le
ONLUS sia per quanto riguarda gli elementi identificativi di tali attività connesse, sia per quanto
riguarda i limiti quantitativi con le quali queste ultime possono essere svolte. In altre parole, nel
caso in cui le organizzazioni di volontariato circoscrivano il campo di esercizio dell’attività
commerciale nei limiti della marginalità, il regime fiscale è quello previsto dall’art. 8, c. 4, l.
266/91. Invece, nel caso in cui intraprendano fuori dagli stretti margini della marginalità una vera e
propria attività commerciale (connessa però a quella istituzionale) destinata all’autofinanziamento,
il regime fiscale è quello dell’art 111-ter TUIR.
92
CONTABILMENTE

1) Attività istituzionale_ L'attività non è commerciale, l'eventuale reddito prodotto da tale attività è
irrilevante fiscalmente, e perciò non è tassabile.
2) Attività connessa2 _ L'attività è commerciale, l'eventuale reddito prodotto da tale attività è
esente.
3) Attività commerciale o produttiva marginale_L'attività non è commerciale, l'eventuale reddito
prodotto da tale attività è irrilevante fiscalmente, e perciò non è tassabile.
4) Attività commerciale o produttiva non marginale3_L'eventuale reddito prodotto da tale attività è
tassabile come reddito d'impresa.

ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO E PRINCIPIO DI MAGGIOR FAVORE

Le Associazioni di Volontariato possono accedere non solo alle agevolazioni previste dalla legge
266/91 sul volontariato, ma anche a quelle previste dal D. Lgs. 460/97 per le ONLUS: le
associazioni di volontariato sono, infatti, considerate ai sensi dell’art. 10 del D. Lgs. 460/97
ONLUS di diritto.

Nel caso in cui si verifichi un contrasto tra le due discipline, si applica il principio del maggior
favore: ossia le associazioni di volontariato possono far riferimento alla disciplina a loro più
favorevole.

L’unico vincolo è che dopo aver optato per una previsione, non si può, nel corso del medesimo
esercizio, cambiare indiscriminatamente tale scelta in relazione alla fattispecie specifica.

In concreto, si può portare questo esempio.

Il D. Lgs. 460/97 ha introdotto forti agevolazioni in materia di imposta di bollo e di imposta di


registro: queste agevolazioni potrebbero, dunque, essere adottate dalle associazioni di volontariato.

1
E' dubbio però se le organizzazioni di volontariato possono svolgere le attività al punto 2): l'art. 5 della legge
266/91, che individua le risorse economiche degli organismi di volontariato, sembrerebbe limitare le attività
diverse da quelle istituzionali esclusivamente a quelle commerciali e produttive marginali.
2
Lo svolgimento delle attività al punto 4) si pone in contrasto con quelle che sono le finalità di un’associazione di
volontariato. Non è escluso tuttavia che il loro esercizio avvenga in buona fede. In questo caso, è opportuno che
l’associazione adempia comunque a tutti gli obblighi fiscali previsti per lo svolgimento di un’attività
commerciale.
93
CONTABILMENTE

Le agevolazioni consistono nella determinazione dell’imposta di registro in misura fissa (€129,11)


per le Organizzazioni Non Lucrative di Utilità Sociale che acquistino immobili (l’imposta si paga,
in genere, in maniera proporzionale) e nell’esenzione dall’imposta di bollo.

Tuttavia, la legge 266/91 sul Volontariato prevede l’esenzione totale dall’imposta di registro e
dall’imposta di bollo per gli atti posti in essere dalle organizzazioni di volontariato iscritte nei
registri regionali, per atti connessi allo svolgimento delle loro attività.

In questo caso si applica il principio di maggior favore e l’associazione di volontariato si atterrà alla
disciplina prevista dalla legge 266/91, che prevede maggiori agevolazioni.

ALTRE AGEVOLAZIONI

Sono previste agevolazioni fiscali riguardanti:


� Imposta di bollo e di registro: “Gli atti costitutivi delle organizzazioni di volontariato di cui all'
art. 3 della legge, costituite esclusivamente per fini di solidarietà, e quelli connessi allo
svolgimento delle loro attività sono esenti dall'imposta di bollo e dall'imposta di registro” ( art.
8, comma 1); ciò significa che sono anche esenti dall’imposta di bollo addebitata trimestralmente
dalle banche o dalle Poste ai titolari di conto corrente presso di loro: per poter godere
dell’esenzione è necessaria la presentazione alla banca o alla Posta di una lettera in cui si dice di
avere diritto all’esenzione.
� Imposta di concessione governativa: essendo ONLUS di diritto le organizzazioni di volontariato
sono esenti dalla tassa di concessione governativa;
� Erogazioni liberali: essendo le organizzazioni di volontariato iscritte nel relativo registro,
considerate ONLUS di diritto, sono applicabili tutte le agevolazioni previste per le ONLUS (D.
Lgs. 460/97) tra cui l’applicabilità delle norme introdotte dal D.L. 35/2005 – CONVERTITO IN
l. 80/2005 (“più dai meno versi”).
� IRES: “I proventi derivanti da attività commerciali e produttive marginali non costituiscono
redditi imponibili ai fini IRES, qualora sia documentato il loro totale impiego per i fini
istituzionali dell'organizzazione di volontariato. Sulle domande di esenzione, previo
accertamento della natura e dell'entità delle attività, decide il Ministro delle finanze con proprio
decreto, di concerto con il Ministro per la Solidarietà Sociale.
94
CONTABILMENTE

� Contributi/quote associative: le somme versate alle organizzazioni dagli associati o partecipanti


a titolo di contributo o quote associative non concorrono a formare il reddito imponibile;
� Cessione di beni/prestazioni di servizi: la cessione di beni e le prestazioni di servizi verso
pagamento di corrispettivi specifici effettuate, in conformità alle finalità istituzionali, nei
confronti degli associati o partecipanti di altre associazioni che svolgono la medesima attività e
che per legge, regolamento o statuto fanno parte di un’unica organizzazione locale o nazionale,
nonché dei rispettivi associati o partecipanti e dei tesserati delle rispettive organizzazioni
nazionali non si considerano effettuate nell’esercizio di attività commerciale;
� Donazioni e successioni: esenzione generalizzata da ogni imposta per quanto riguarda gli atti di
donazione e le attribuzioni di eredità o di legato a favore dell’organizzazione;
� IVA: Esclusione dal campo IVA per le operazioni di cessione di beni e prestazione di servizi
(comma 2 art. 8 L.266/91);
- esenzione dall’emissione di fattura sia per le operazioni svolte nei confronti degli
aderenti che dei terzi (per attività istituzionali e commerciali marginali),
- esenzione adempimenti titolo II DPR 633. le OdV si comportano come consumatori
finali, per cui l’IVA sugli acquisti rimane a carico.

PER L’ACQUISTO DI UN’ AUTOAMBULANZA O BENI MOBILI ANTINCENDIO …?

art.96 legge 342/2000 contributi per l’acquisto di autoambulanze e beni strumentali utilizzati
direttamente ed esclusivamente per attivita’ di utilita’ sociale.– domande da presentare entro il
31/12 di ogni anno
in alternativa
- art. 20 d.l. 269/2003 riduzione del prezzo complessivo di acquisto (imponibile) nella misura del
20% per l’acquisto di autoambulanze e beni mobili antincendio destinati a vigili del fuoco volontari

� Pedaggio autostradale: (Decreto del Ministro dei Trasporti 15 aprile 1994) per ottenere questa
esenzione è sufficiente che i veicoli delle organizzazioni di volontariato siano muniti di un
apposito contrassegno, conforme a quello riportato nel decreto, che dovrà essere esposto, in
modo visibile, nella parte anteriore del veicolo. Tale contrassegno dovrà essere prodotto a cura
delle stesse organizzazioni e dovrà indicare l’anno di validità e la targa del veicolo;

95
CONTABILMENTE

� Canone radio: (Legge 23 dicembre 1998, n. 448, art. 72, comma 17) le organizzazioni di
volontariato, iscritte nei registri regionali, sono esonerate dal pagamento del canone radio
complessivamente dovuto per gli apparati installati sui mezzi adibiti a servizi socio - sanitari e di
protezione civile;
� Certificato di abilitazione professionale KE: (Decreto del Ministero dei Trasporti 3 agosto1995) i
conducenti dei veicoli adibiti a servizi di emergenza possono ottenere il rilascio del certificato di
abilitazione professionale di tipo KE, senza sostenere il relativo esame. A tal fine è necessario
che essi presentino apposita domanda ad un ufficio provinciale della motorizzazione civile e dei
trasporti in concessione. Alla domanda dovrà essere allegata un'attestazione, rilasciata dal
rappresentante legale dell’organizzazione di volontariato che ha in disponibilità il veicolo, con la
� quale si dichiari che il soggetto interessato presterà la propria opera presso la medesima struttura
come conducente dei veicoli adibiti a mezzi di emergenza. Per i soggetti che già svolgevano
attività di conducente dei predetti veicoli alla data del 19 agosto 1995, la citata attestazione deve
essere resa dal legale rappresentante dell’organizzazione di volontariato presso il quale
l’interessato presta la sua opera. In tal caso, il relativo certificato di abilitazione KE dovrà essere
rilasciato dall'ufficio provinciale della motorizzazione civile e dei trasporti in concessione entro
sessanta giorni dalla richiesta;
� Imposta sugli spettacoli: essendo Onlus di diritto le OdV godono dei benefici previsti per le
stesse dall’art. 23 del D. Lgs 460/97.

96
CONTABILMENTE

FISCO E AGEVOLAZIONI delle Organizzazioni Non Lucrative di Utilità Sociale

Per le ONLUS, ad eccezione delle cooperative sociali, non costituisce esercizio di attività
commerciale lo svolgimento delle attività istituzionali nel perseguimento di esclusive finalità di
solidarietà sociale, pertanto le entrate provenienti dalle suddette attività non sono assoggettate alle
imposte sui redditi.: anche i proventi derivanti dall'esercizio delle attività direttamente connesse
non concorrono alla formazione del reddito imponibile.

L’iva : norma di riferimento è l’art. 10 del D.P.R. 633/1972 comma 1 punti 12-15-19-20-27ter.
Sono esenti da Iva la seguenti attività svolte da ONLUS:

� le cessioni gratuite di beni a favore delle ONLUS se di costo unitario non superiore a € 25,82,
� le prestazioni di trasporto di malati/feriti,
� le prestazioni educative e didattiche dell’infanzia e della gioventù,
� le prestazioni socio-sanitarie di assistenza domiciliare a soggetti svantaggiati.

Le Onlus, limitatamente alle operazioni riconducibili alle attività istituzionali, non sono soggette
all'obbligo di certificazione dei corrispettivi mediante ricevuta o scontrino fiscale ai fini
dell’imposta sul valore aggiunto.

L’acquisto di immobili : se una ONLUS acquista un bene immobile da un soggetto privato è


assoggettata ai seguenti oneri finanziari:

� imposta catastaria nella misura dell’ 1% del valore dell’immobile;


� imposta ipotecaria pari al 2% del valore dell’immobile;
� imposta di registro fissa pari a € 129,11 e non in proporzione al valore dell’immobile (nella
misura del 7%);

E’ del tutto esente dall’imposta di bollo.

E' comunque da tener presente che, per evitare una doppia imposizione, è prevista l'alternatività
dell'applicazione dell'imposta sul valore aggiunto rispetto a quella di registro in caso di acquisto di
beni immobili. Per beneficiare di queste agevolazioni però la ONLUS deve dichiarare, nell'atto di
acquisto, di utilizzare i beni acquistati direttamente e per lo svolgimento della propria attività.
Inoltre, deve dichiarare che l'utilizzo effettivo avverrà entro 2 anni dal momento dell'acquisto. Nel

97
CONTABILMENTE

caso in cui una ONLUS faccia dichiarazioni non veritiere o non utilizzi effettivamente il bene
acquistato per lo svolgimento di attività istituzionali, dovrà versare l'imposta dovuta nella misura
ordinaria e incorrerà in una sanzione amministrativa pari al 30% dell'imposta stessa.

Per gli immobili acquisiti a titolo gratuito è previsto l’esonero dall’imposta sull’incremento del
valore degli immobili (INVIM) e dall’imposta sostitutiva INVIM comunale.

I conti corrente : qualora titolare di un conto corrente sia una ONLUS, non viene considerata
l'imposta di bollo addebitata trimestralmente dalle banche ai titolari di conti corrente. Spesso le
procedure bancarie e/o postali sono automatizzate ed il capitolo "Onlus" non è previsto. Non
aspettatevi, pertanto, uno "spontaneo" adeguarsi alle agevolazioni di legge. In occasione
dell’apertura o della normale tenuta di un conto corrente bancario/postale conviene giocare
d’anticipo, abbastanza pesantemente, per forzare la resistenza omeostatica della burocrazia bancaria
e/o postale. Per ricevere tale agevolazione è necessario presentare alla banca una lettera in cui si
notifica l'esenzione.

Le attività spettacolistiche : l'imposta sugli spettacoli non e' dovuta per le attività spettacolistiche se
realizzate occasionalmente per celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione.
L'esenzione spetta a condizione che dell'attività sia data comunicazione, prima dell'inizio di
ciascuna manifestazione, all'ufficio accertatore (SIAE) territorialmente competente.

Altre agevolazioni : nel caso di erogazioni di contributi pubblici in loro favore, le ONLUS sono
esonerate (a prescindere dalla dichiarazione che i contributi andranno a finanziare le attività
istituzionali) dalle ritenute d’acconto. Sono altresì esonerate dalla tassa sulle concessioni
governative e, qualora gli enti locali le prevedano, godono di riduzioni o esenzioni dell’imposta
comunale sugli immobili (ICI) e dell’imposta regionale sulle attività produttive (Irap).

Erogazioni liberali: le ONLUS possono ricevere erogazioni liberali sia in denaro che in natura.

Le erogazioni liberali in natura consistono in sostanza nella cessione gratuita di beni: l’azienda che
cede i beni ha la possibilità di dedurre (D.L. 35/2005) come se fosse un costo aziendale. Per fare
ciò è necessario che l’azienda erogante faccia una comunicazione scritta, almeno 5 gg. prima della
consegna, agli Uffici Finanziari e alla Guardia di Finanza indicando:

98
CONTABILMENTE

� la data, l’ora e il luogo di inizio del trasporto;


� la destinazione finale;
� la quantità e le caratteristiche (qualità) dei beni;
� l’ammontare complessivo dei beni valutato secondo il prezzo di acquisto.

Per le cessioni di beni facilmente deperibili e di modico valore si e' esonerati dall'obbligo della
comunicazione preventiva. La ONLUS destinataria dell’erogazione dei beni deve fare una
dichiarazione, da tenere agli atti dell’impresa cedente, in cui deve assicurare che i beni ricevuti
saranno utilizzati direttamente dal soggetto beneficiario (la ONLUS stessa) per il perseguimento
delle proprie finalità istituzionali, pena la decadenza dei benefici fiscali previsti per questa
operazione.

99
CONTABILMENTE

Esempi scritture contabili per una Associazione di Promozione Sociale in regime


ordinario con liquidazione dell’iva trimestrale

Molte associazioni si chiedono leggendo il D.Lgs. 460/97 (…in relazione all'attività


complessivamente svolta, redigere scritture contabili cronologiche e sistematiche atte a esprimere
con compiutezza e analiticità le operazioni poste in essere in ogni periodo di gestione…) se sono
obbligati alla tenuta della contabilità secondo il metodo della partita doppia.
L’interpretazione letterale della norma farebbe intendere che va tenuta una schematica e codificata
contabilità: cosa però abbastanza complicata e poco attuabile da parte di associazioni medio-piccole
che non hanno al proprio interno le risorse umane adeguate né tantomeno quelle economiche per
rivolgersi a professionisti esterni. Ma le leggi, specialmente in Italia, non sono certo da interpretare
letteralmente anzì è sempre necessario ed utile cercare di comprendere la volontà del legislatore: è
certamente nel caso degli enti non profit, salvo i casi espressamente previsti, non ha voluto creare
ulteriori adempimenti se non quello di redigere, obbligatoriamente, il Rendiconto economico-
finanziario a rappresentazione dei risultati di gestione ordinati man mano che si realizzavano
secondo metodi e criteri non ancora opportunamente e generalmente predisposti ed indicati.
Comunque il Manuale, raccomandando sempre una attenta disamina di priorità e competenze, ha
voluto dare “un semplice assaggio” di quello che significa contabilità in Partita Doppia : gli esempi
sono a titolo conoscitivo e pur rispettando la temporalità dei potenziali accadimenti gestionali tipici
non sono legati ai flussi finanziari usando le cifre in entrata ed uscita solo da completamento
dell’esempio.

Costituzione Associazione

I futuri soci anticipano i soldi per poter sostenere i primi oneri legati alla costituzione
dell’associazione.

_________________________ ______________ _____________________


16/01/… Denaro in cassa a Soci c/anticipi 2.000,00

100
CONTABILMENTE

Si costituisce l’Associazione e si devono sostenere i primi costi: marche da bollo per l’atto
costitutivo e lo statuto 73,10 €, imposta di registro in misura fissa pari ad € 168,00, spese per la
consulenza necessaria alla redazione dell’atto costitutivo e lo statuto € 400,00

_____________________________ ______________ _____________________

25/01/… Spese di costituzione a Denaro in cassa 641,10

Gestione attività corrente dell’Associazione

L’Associazione aderendo ad un ente nazionale deve necessariamente dotarsi delle tessere dello
stesso per cui deve acquistarle per poi consegnarle ai propri iscritti .

Pagate tessere associative per € 1.000,00

________________________ _____________ _____________________


26/01/… Acquisto tessere a Denaro in cassa 1.000,00

Dopo l’acquisto delle tessere l’Associazione avvia la sua campagna di tesseramento.

Cedute tessere ai soci per € 1.500,00

_________________________ _____________ _____________________


28/01/… Denaro in cassa a Tesseramento 1.500,00

101
CONTABILMENTE

Non di rado succede che alcuni soci, con più disponibilità o maggiore sensibilità, decidano, oltre al
pagamento della tessera e magari per aiutare particolari attività o campagne o nello specifico l’avvio
dell’associazione, di dare un contributo in denaro.

Ottenuto contributo da parte dei soci per € 5.000,00 metà per banca e metà in contanti

_________________________ _______________ _________________


02/02/… Diversi a Contributo da soci 5.000,00
Banca c/c 2.500,00
Denaro in cassa 2.500,00

Acquistato materiale di cancelleria per 800,00 + iva al 20% ( fornitore A );


acquistata una stampante per € 300,00 + iva al 20% ( fornitore B );
acquistata una fotocopiatrice per 5.000 + iva al 20% ( fornitore B );
acquistato un fax per 200,00 + iva al 20% ( fornitore B );
acquistati 5 computer per 3.750 + iva al 20% ( fornitoreB );
acquistati pezzi di arredamento ( scrivanie, scaffali, ecc…. ) per 7.500 + iva 20% ( fornitore C);
il pagamento è avvenuto per banca.

La percentuale di promiscuità (ovvero l’incidenza dei costi sulle attività ) adottata è :


65% Istituzionale (Istit.)
35% Commerciale (Comm.)

____________________________ ______________ ___________________


10/02/… Diversi a Deb. v/forn. A 960,00
Cancelleria. Comm 280,00
Cancelleria. Istit. 624,00
Iva a credito 56,00
____________________________ ________________ ____________________
11/02/… Diversi a Deb. v/forn. B 11.100,00
Stampante Comm. 105,00
Stampante Istit 234,00
Fotocopiatrice Comm. 1.750,00
Fotocopiatrice Istit. 3.900,00
Fax Comm. 70,00

102
CONTABILMENTE

Fax Istit. 156,00


Computer Comm. 1.312,50
Computer Istit. 2.925,00
Iva a credito 647,50
__________________________ _______________ _____________________
11/02/… Diversi a Deb. v/forn.C 9.000,00
Arredamento. Istit. 3.150,00
Arredamento. Comm. 4.875,00
Iva a credito 975,00
_________________________ _______________ _____________________
15/02/… Diversi a Banca c/c 21.060,00
Deb. v/forn. A 960,00
Deb. v/forn. B 11.100,00
Deb. v/forn. C 9.000,00

Il Comune chiede all’associazione di fornirgli servizi particolari relativi alla riqualificazione di una
zona abbandonata ai margini della città (pulizia zona, recupero piante, semina prato, piantumazione
alberi…). Trattandosi di un servizio sinallagmatico (ovvero il comune chiede in cambio di…) per
l’associazione si tratta di entrata commerciale ed è quindi necessaria l’emissione della fattura.

Emesse fatture per € 15.000,00 +iva al 20%, riscossa per 2.500,00 euro in contanti e il restante
tramite bonifico.

_________________________ _________________ _____________________


1/03/…. Crediti v/ Comune… a Diversi 18.000,00
Pubblicità 15.000,00
Iva a debito 3.000,00
__________________________ _________________ _____________________
1/03/…Cassa contanti a Crediti v/Comune… 2,500,00
__________________________ __________________ _____________________
10/03/… Banca c/c a Crediti v/Comune… 15.500,00

Realizzazione del progetto ALFA per il quale si sostengono i seguenti costi: materiale di consumo
per 2.000 + iva al 20%, prestazione occasionale per 2.000 euro lorde, lavoratore a progetto per
4.500,00 euro lorde, spese per il pernottamento degli ospiti pari ad € 1.500 +iva al 10%,
allestimento 5.000 + iva al 20%

103
CONTABILMENTE

__________________________ ___________________ _____________________


15/04/… Mat. di Consumo a Debiti v/….. 2.400,00
prog. Alfa
__________________________ ___________________ _____________________
20/04/… Pernottamento a Debiti v albergo … 1.650,00
Ospiti prog. Alfa
___________________________ ___________________ _____________________
21/04/… Allestimento palco a Debiti v/… 6.000,00
Prog. Alfa

Ottenuto contributo dalla regione per € 5.000,00 quale co-finanziamento progetto alfa, € 3.000 dalla
provincia e € 1.000 come contributi da privati

___________________________ _____________________ _____________________


15/05/… Diversi a Diversi
Banca c/c 8.000,00
Cassa contanti 1.000,00
Cont. Reg. prog. Alfa 5.000,00
Cont. Prov. prog. Alfa 3.000,00
Cont. da privati prog. Alfa 1.000,00

Vengono registrati i compensi maturati dai collaboratori a progetto relativamente al progetto ALFA

___________________________ ___________________ _____________________


Diversi a Diversi
25/05/… Salari e stipendi 4.500,00
Prog. ALFA
Contributi inps ass. 705,00
Erario c/irpef (coll.) 150,00
Inps c/contributi ( dip ) 352,50
Inps c/contributi ( assoc.) 705,00
Collaboratori c/compensi 3.997.50

Vengono registrati i compensi maturati dai collaboratori occasionali relativamente al progetto


ALFA

___________________________ ____________________ _____________________


25/05/… Prest. Occasionale a Diversi 2.000,00
Proget. Alfa
Erario c/irpef ( occ.) 400,00
Occasionali c/compensi 1.600,00
104
CONTABILMENTE

Pagati il 30/05 i compensi dei collaboratori

____________________________ _____________________ _____________________


30/05/… Diversi a Banca 5.597,50
Collaboratori c/compensi 3.997,50
Occasionali c/compensi 1.600,00

Pagata il 16/06/…. le ritenute inps e irpef relative sia ai lavoratori a progetto che ai lavoratori
occasionali tramite modello f24

__________________________ _____________________ _________________


16/06/… Diversi a Banca c/c 1.607,50
Erario c/irpef ( coll) 150,00
Erario c/irpef ( occ ) 400,00
Inps c/contributi ( dip. e assoc.) 1.057,50

Pagati tramite banca i debiti maturati per la realizzazione del progetto Alfa

__________________________ ______________________ ____________________


20/06/… Diversi a Diversi
Debiti v/… 2.400,00
Debiti v/… 6.000,00
Debiti v/albergo 1.650,00
Banca 8.500,00
Cassa Contanti 1.550,00

Ricevute fatture per l’acquisto di materiale pubblicitario pari ad € 800,00+iva al 20%, e per la
stampa degli opuscoli per € 1.500,00 + iva al 20%

__________________________ ______________________ ____________________


15/07/… Diversi a Debiti v/ … 960,00
Materiale pubblicitario 800,00
Iva a credito 160,00

___________________________ ______________________ _______________


20/07/… Diversi a Debiti v/tipografia 1.800,00
Prestazione di servizi 1.500,00

105
CONTABILMENTE

Iva a credito 300,00

Pagati tramite banca i debiti di cui sopra

___________________________ _______________________ _______________


30/07/… Debiti v/… a Banca c/c 960,00
___________________________ ____________________ _______________

2/08/… Debiti v/tipografia a Banca c/c 1.800,00

L’associazione decide di organizzare (nel week – end) una raccolta pubblica di fondi, offendo in
cambio del contributo una cassetta di arance, per cercare di ottenere ulteriori mezzi monetari
necessari alla realizzazione del progetto Beta riguardante l’acquisizione di macchinari specifici per
la realizzazione di un apposito laboratorio per monitorare il gardo di inquinamento di aria ed acque
con lo scopo di sensibilizzare di più l’opinione pubblica sul tema della prevenzione dei disastri
ambientali. Nella giornata della raccolta ci si è avvalsi di personale volontario.

Acquisto delle arance da distribuire


_____________________________ ___________________ ______________
15/09/… materiale da distribuire a banca 5.000,00
____________________________ ___________________ ______________
16/09/… Fitto passivo gazebo a banca 300,00

Distribuzione arance e relativa raccolta contributi

___________________________ _____________________ ______________


16/09/… Denaro in cassa a Raccolta pubblica di fondi 30.000,00
___________________________ ______________________ _______________
17/09/… Denaro in cassa a Raccolta pubblica di fondi 20.000,00

L’incasso della raccolta pubblica di fondi viene versato nel c/c dell’associazione

_________________________ ______________________ _______________


18/09/… Banca c/c a Denaro in cassa 50.000,00

Ottenuto contributo dalla regione per 25.000 euro relativamente al progetto BETA
106
CONTABILMENTE

___________________________ ______________________ _______________


25/09/… Banca c/c a Contributo regione progetto Beta 25.000,00

Acquistati macchinari come da progetto beta .

___________________________ ____________________ ______________


10/10/… Macchinari a Banca c/c 80.000,00
Specifici
Progetto Beta

Giunti alla fine del periodo amministrativo si dovranno rilevare le scritture di assestamento, ovvero
se presenti: ratei attivi e passivi, risconti attivi o passivi, ammortamenti, accantonamento
svalutazione crediti, ecc… Nel nostro esempio rileveremo:
� Un rateo passivo a fronte di interessi passivi 1/10/n-1/03/n+1 già maturati ma non ancora
pagati ( visto che il reale esborso ci sarà l’anno successivo)

__________________________ ____________________ _____________


31/12/… Interessi passivi a Rateo passivi 500,00

� Un risconto attivo a storno di costi di assicurazione anticipati, imputati per tutto l’anno, ma
di competenza una parte dell’anno in corso e l’altra del successivo

_______________________ _____________________ ______________


31/12/… Risconto attivo a Assicurazione 350,00

� Vista l’incertezza di alcuni crediti si è deciso, per questioni di prudenza, di effettuare un


accantonamento pari ad € 5.000,00 ( questo tipo di accantonamento dovrebbe corrispondere
al 5% del valore nominale degli stessi);

_________________________ _______________________ _______________


31/12/… Accantonamento a a f.do svalutazione crediti 5.000,00
fondo svalutazione
crediti

107
CONTABILMENTE

� ammortamenti attrezzature da ufficio per 1.000,00 €, ammortamenti arredamento per 1.500


euro, arredamento macchinari elettromeccanici 500,00 euro. Per questa voce trattandosi di
beni promiscui si rende necessaria la ripartizione tra istituzionale e commerciale con la
percentuale rispettivamente di 65% e 35%

__________________________ ______________________ ____________________


31/12/… Diversi a Diversi
Amm. Attr.Comm 350,00
Amm. Att.Istit 650,00
Amm. Arred.comm 525,00
Amm. Arred.istitu 975,00
Amm. Macchi. Comm. 175,00
Amm. Macchi. Istitu 325,00
F. do Amm. Attr.Comm 350,00
F. do Amm. Att.Istit 650,00
F. do Amm. Arred.comm 525,00
F. do Amm. Arred.istitu 975,00
F. do Amm. Macchi. Comm. 175,00
F. do Amm. Macchi. Istitu 325,00

Gestione aspetti fiscali

L’associazione svolgendo anche attività commerciali dovrà alla fine di ogni trimestre, visto che il
relativo volume di entrate lo permette (�euro 250.000,00), liquidare l’iva e provvedere se
necessario, ovvero se a debito, al suo versamento entro il 16 del secondo mese successivo al
trimestre ( opzione 398/91 IVA trimestrale)

Liquidazione iva primo trimestre


_________________________ _________________ ___________________
31/03/… Iva a debito a Diversi 2.000,00
Iva a credito 1.500,00
Erario c/iva 500,00

Pagamento iva primo trimestre


________________________ _________________ ____________________
16/05/… Erario c/iva a Banca c/c 500,00

108
CONTABILMENTE

Liquidazione iva secondo trimestre


_________________________ _________________ ____________________
Diversi a Iva a credito 1.500,00
30/06/… Iva a debito 1.400,00
Erario c/iva 100,00

Liquidazione iva terzo trimestre


_________________________ _________________ ___________________
30/09/… Iva a debito a Diversi 1.800,00
Iva a credito 1.600,00
Erario c/iva 200,00
Pagamento iva terzo trimestre
________________________ _________________ ____________________
16/11/… Erario c/iva a Banca c/c 200,00

Pagato acconto iva su base storica, sapendo che questo è pari all’88% dell’imposta a debito rilevata
nel quarto trimestre dell’anno precedente.
________________________ _________________ _____________________
27/12/… Erario c/acc. Iva a Banca c/c 750,00

Liquidazione iva quarto trimestre corrisponde alla liquidazione annuale, se durante tutto l’anno, si
sono fatti regolarmente i pagamenti, da considerare in dichiarazione dei redditi o da pagare entro
marzo.
_________________________ _________________ ___________________
31/12/… Iva a debito a Diversi 1.800,00
Iva a credito 1.600,00
Erario c/iva 200,00

Pagamento iva quarto trimestre


________________________ _________________ ____________________
16/03/n+1 Erario c/iva a Banca c/c 200,00

L’associazione dovrà effettuare, se dovute, il pagamento delle imposte Ires e Irap, in saldo ed in
acconto, il 16 giugno dell’anno successivo o, il 16 luglio con la maggiorazione dello 0,40% oppure
tramite rateizzazione delle stesse o in 6 o 5 rate a seconda che si scelga come partenza giugno o
luglio. Durante l’anno corrente invece l’associazione dovrà rilevare alle scadenze di cui sopra gli
eventuali acconti versati e il pagamento dell’imposta a saldo derivante dall’ anno precedente.

109
CONTABILMENTE

Pagato il saldo, se a debito, delle imposte, dopo lo storno con gli acconti versati l’ anno precedente
e rilevazione e pagamento degli acconti per l’anno in corso.

___________________________ _____________________ ____________________


16/06/... Diversi a Banca c/c 12.000,00
Debiti per ires 3.500,00
Debiti per irap 4.500,00
Erario c/acconti ires 1.500,00
Erario c/acconti irap 2.500,00

Rilevazione delle imposte da effettuare il 31/12/… dell’anno in corso

__________________________ ___________________ ____________________


31/12/… Diversi a Diversi
Ires d’esercizio 5.000,00
Irap d’esercizio 6.500,00
Debiti per Ires 5.000,00
Debiti per Irap 6.500,00

Storno degli acconti precedentemente versati

__________________________ _________________ ____________________


31/12/… Diversi a Diversi
Debiti per ires 1.500,00
Debiti per Irap 2.500,00
Erario c/acconti ires 1.500,00
Erario c/acconti irap 2.500,00

110
CONTABILMENTE

FORMULARIO

FASE DI COSTITUZIONE DELL’ENTE NON COMMERCIALE

Quali sono le operazioni da mettere in atto per la costituzione di un’associazione?


A) L’ATTO COSTITUTIVO E LO STATUTO

- studio e redazione di Atto costitutivo e di Statuto, nella forma giuridica di scrittura privata
registrata;

- preparazione definitiva degli stessi ai fini della registrazione presso l’Ufficio delle entrate;

- predisposizione degli atti e documenti ai fini dell’apertura del codice fiscale e della partita IVA
(tenere conto dell’opportunità di scegliere l’opzione 398/91);

-programmazione opportuno sistema di tenuta della contabilità.

B) I LIBRI SOCIALI

- acquisto dei seguenti libri sociali:


Libro dei soci,
Libro delle adunanze e delle deliberazioni dell’assemblea dei soci;
Libro dei verbali e delle delibere del consiglio direttivo;

- Acquisto libro previsto per l’adozione del regime forfetario;

- Predisposizione per apertura posizione Inail in favore dei soci che utilizzano auto o macchinari
per conto dell’associazione…

C) GLI ATTI SUBITO DOPO LA COSTITUZIONE

· domanda di ammissione a socio (da consegnare all’aspirante socio);

· comunicazione al socio di avvenuta ammissione;

· compilazione Libro dei soci;

· compilazione del verbale del Consiglio direttivo di ammissione soci.

ATTI COSTITUTIVI E STATUTI

111
CONTABILMENTE

Fac- simile Atto costitutivo Associazione di Promozione Sociale (APS)

ATTO COSTITUTIVO DELL’ ASSOCIAZIONE


“ …………………………………”

In data ……………., in ………………………….., si sono riuniti i Sigg.ri:


� ……………. Nato/a ad …………. il ……………, residente ad …………,
Via………….., C.F. ……………………….
� …………………………………………………………………………………………….,
per costituire una Associazione senza fini di lucro.
I presenti chiamano a presiedere la riunione la Sig.ra ……………………….. la quale accettando
l’incarico, nomina quale segretario il Sig. …………………………...
Il Presidente dell’assemblea illustra i motivi che hanno spinto i presenti a farsi promotori
dell’iniziativa volta a costituire una Associazione senza fini di lucro.
Tali motivi vanno esemplificativamente ricercati nella necessità di garantire uno spazio di

partecipazione attiva alla vita sociale e culturale, aperto e democratico, dove svolgere attività di
promozione e diffusione della cultura in genere e in particolare della tutela e valorizzazione della
natura e dell’ambiente, delle risorse naturali, del patrimonio e del paesaggio a favore di stili di vita,
di produzione e di consumo improntati all’ecosviluppo e a tutela dei consumatori…………………..

Il Presidente dell’assemblea dà lettura dello Statuto (che si riporta in calce al presente atto),
comprendente più dettagliatamente l'oggetto sociale della costituenda associazione, che dopo ampia
e proficua discussione viene posto in votazione ed approvato all’unanimità.
L’assemblea delibera quindi che la costituita Associazione venga denominata “…………….”, e che
la sua sede legale venga posta ………………………………... La proposta viene approvata
all’unanimità.

112
CONTABILMENTE

Nella sua prima riunione l'assemblea nomina il primo Consiglio Direttivo nella persone di:
……………………………. Presidente ………………., Segretario
………………………………….

………….., …………….

Luogo e data
__________
Letto, approvato e sottoscritto
Firme
__________
__________
__________
__________
__________

113
CONTABILMENTE

Fac- simile statuto Associazione di Promozione Sociale (APS)

STATUTO DELL’ASSOCIAZIONE
“……………………………………”

SEDE, COSTITUZIONE, DURATA, OGGETTO SOCIALE


ART. 1) Ai sensi della legge n.383 del 7 dicembre 2000 e delle norme del codice civile in tema di
associazioni è costituita l'associazione di promozione sociale denominata………………, con sede
in…………………
L'associazione ……………… utilizzerà, in ogni comunicazione sociale, la locuzione associazione
di promozione sociale.
ART 2) L’Associazione ha sede legale in…………………………, via ……………………………
ed ha durata a tempo indeterminato.
ART 3) L’Associazione non ha fini di lucro.
E’ vietato distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione, nonché fondi, riserve o
capitale, durante la vita dell’Associazione, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano
imposti dalla legge
ART 4) L’Associazione si pone come scopo statutario ed attività istituzionale lo svolgimento di
attività di utilità sociale nei confronti di associati e terzi nei settori
…………………………………………………………………………………………………………
…………………………………………………………………………………………………………
…………………………………………………………………………………………………………
…………………………………………………………………………………………………………
Tutte le attività associative saranno svolte nel pieno rispetto della libertà e dignità degli associati.
È esclusa qualsiasi finalità politica, sindacale, professionale o di categoria, ovvero di tutela
economica degli associati.

114
CONTABILMENTE

SOCI

ART 5) Possono far parte dell’Associazione tutti coloro i quali, condividendo le finalità del

presente Statuto, intendono partecipare alle attività organizzate dall’Associazione per il


raggiungimento delle stesse.
ART 6) Per essere ammessi a socio è necessario presentare all’assemblea domanda di adesione
all’Associazione con l’osservanza delle seguenti modalità ed indicazioni:
- indicare nome e cognome, luogo e data di nascita, luogo di residenza;
- dichiarare di attenersi al presente Statuto ed alle deliberazioni degli organi sociali.
E’ compito dell’assemblea dell’Associazione deliberare, entro trenta giorni, su tale domanda.
In caso di non ammissione l’interessato potrà presentare ricorso, entro i successivi trenta giorni,

all’Assemblea stessa la quale, nella sua prima convocazione, si pronuncerà in modo definitivo.
ART 7) I soci hanno diritto a ricevere all’atto dell’ammissione, la tessera sociale di validità un
anno, di usufruire di tutte le strutture, dei servizi, delle attività, delle prestazioni e provvidenze
attuate dall’Associazione, nonché di intervenire con diritto di voto nelle Assemblee.
L'associazione, per il perseguimento dei propri fini isttituzionali, si avvale prevalentemente delle
attività, prestate in fomra libera e gratuita, degli associati. In casi di particolare necessità
l'associazione può assmere lavoratori dipendenti oa vvalersi di prestatori di lavoro autonomo o
professionale, anche ricorrendo ai propri associati.
ART. 8) I soci sono tenuti al pagamento della quota annuale di associazione, stabilita dal Consiglio
Direttivo, ed all’osservanza dello Statuto e delle deliberazioni prese dagli organi sociali, ed al
pagamento di quote straordinarie ad integrazione del fondo sociale.
ART. 9) I soci sono espulsi o radiati per i seguenti motivi:
a) quando non ottemperino alle disposizioni del presente Statuto, ai Regolamenti Interni o alle
deliberazioni prese dagli organi sociali;
b) quando si rendano morosi del pagamento della tessera e delle quote sociali senza giustificato
motivo;
115
CONTABILMENTE

c)quando, in qualunque modo, arrechino danni morali o materiali all’Associazione.


Le espulsioni e le radiazioni sono decise dall'assemblea a maggioranza dei suoi membri.
I soci radiati per morosità potranno, dietro domanda, essere riammessi, pagando una nuova quota di

iscrizione.
I soci espulsi o radiati potranno ricorrere contro il provvedimento secondo le modalità di cui all’art.
6 del presente Statuto.

ORGANI DELL’ASSOCIAZIONE
ART. 10) Gli organi dell’Associazione sono:
a) L’Assemblea dei Soci;
b) Il Consiglio Direttivo;
c) Il Presidente;
d) Il Segretario;
ART. 11) L’Assemblea sovrana dei soci è composta da tutti gli associati per i quali sussiste tale
qualifica al momento della convocazione.
La comunicazione della convocazione deve essere effettuata con avviso affisso nei locali
dell’Associazione almeno dieci giorni prima della riunione contenente i punti all’ordine del giorno,
la data, l’ora ed il luogo dell’Assemblea, nonché la data, l’ora ed il luogo dell’eventuale Assemblea
di seconda convocazione.
ART. 12) L’Assemblea deve essere convocata dal Presidente, almeno una volta all’anno.
Essa, presieduta dal Presidente, il quale nomina a sua volta fra i soci un segretario verbalizzante: -
approva le linee generali del programma di attività per l’anno sociale; - approva il rendiconto

economico finanziario annuale - elegge im mebri del Consiglio Direttivo; - delibera su tutte le
questioni attinenti alla gestione sociale.
Le delibere assembleari, oltre ad essere debitamente trascritte nel libro verbale delle Assemblee dei
soci, rimangono affisse nei locali dell’Associazione durante i dieci giorni che seguono l’Assemblea

116
CONTABILMENTE

ART 13) In prima convocazione l’Assemblea è regolarmente costituita con la presenza di almeno la
metà più uno dei soci e delibera validamente a maggioranza assoluta dei presenti su tutte le
questioni poste all’ordine del giorno, salvo i casi nei quali lo Statuto preveda espressamente
maggioranze diverse.
In seconda convocazione l’Assemblea è regolarmente costituita qualunque sia il numero dei soci
intervenuti, e delibera validamente a maggioranza assoluta dei presenti su tutte le questioni poste
all’ordine del giorno, salvo i casi nei quali lo Statuto preveda espressamente maggioranze diverse.
ART. 14) Le votazioni possono avvenire per alzata di mano o a scrutinio segreto, quando ne faccia
richiesta almeno un decimo dei presenti. Le votazioni avvengono sempre sulla base del principio
del voto singolo di cui all’articolo 2352, secondo comma, del codice civile.
ART. 15) Il Consiglio Direttivo è composto da un numero minimo di tre consiglieri e massimo di

sette, eletti dall’Assemblea Ordinaria fra i soci; resta in carica per cinque anni ed è rieleggibile.
In caso di dimissioni di un componente del Consiglio Direttivo, viene cooptato il primo dei non
eletti.
Nella sua prima seduta il Consiglio Direttivo elegge fra i suoi membri il Presidente, il
VicePresidente ed il Segretario.
ART 16) Il Consiglio Direttivo si riunisce ogni qualvolta il Presidente o la maggioranza dei propri

componenti lo ritengano necessario, ed è presieduto dal Presidente o, in sua assenza, dal


Vicepresidente.
Le riunioni sono valide con la presenza di almeno la metà dei componenti.
Le deliberazioni si adottano a maggioranza semplice.
Il Consiglio Direttivo : - redige i programmi di attività sociale previsti dallo Statuto sulla base delle
linee approvate dall’Assemblea dei soci; - cura l’esecuzione delle deliberazioni dell’Assemblea; -
redige i rendiconti economico finanziari da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea; - stipula
tutti gli atti e i contratti di ogni genere inerenti all’attività sociale; - delibera circa l’ammissione, la
sospensione, la radiazione e l’espulsione dei soci; - determina l’ammontare delle quote annue
associative e le modalità di versamento;- svolge tutte le altre attività necessarie e funzionali alla

117
CONTABILMENTE

gestione sociale.
ART. 17) Al Presidente del Consiglio Direttivo compete la legale rappresentanza dell’Associazione
e la firma sociale.
Egli presiede e convoca l’Assemblea Ordinaria e il Consiglio Direttivo; sovraintende alla gestione
amministrativa ed economica dell’Associazione. In caso di assenza o di impedimento del

Presidente tutte le sue mansioni spettano al Vicepresidente.


ART. 18) Il segretario viene eletto dal Consiglio Direttivo nella prima seduta fra i suoi membri e
resta in carica 5 anni ed è rieleggibile.
Il segretario svolge le seguenti funzioni:

tiene aggiornata la contabilità, i registri contabili, ed il registro degli associati, salvo che a tali
mansioni non provveda un tesoriere appositamente eletto fra i membri del Consiglio Direttivo. Per
tali incombenze potrà avvalersi anche dell’ausilio di collaboratori esterni all’Associazione.

PATRIMONIO DELL’ASSOCIAZIONE
ART. 19) Il fondo patrimoniale dell’Associazione è indivisibile ed è costituito :
a) dal patrimonio mobiliare ed immobiliare di proprietà dell’Associazione;
b) dai contributi annuali e straordinari degli associati;
c) dai contributi, erogazioni e lasciti diversi;
d) da tutti gli altri proventi, anche di natura commerciale, eventualmente conseguiti
dall’Associazione per il perseguimento o il supporto dell’attività istituzionale.
Art. 20) Le somme versate per la tessera sociale e le quote annuali di adesione all’Associazione non
sono rimborsabili in nessun caso.

RENDICONTO ECONOMICO FINANZIARIO


ART. 21) Il rendiconto economico finanziario comprende l’esercizio sociale dal primo gennaio al
trentuno dicembre di ogni anno e deve essere presentato dal Consiglio Direttivo all’Assemblea per
la sua approvazione entro il trenta aprile dell’anno successivo e da questa approvato in sede di

118
CONTABILMENTE

riunione ordinaria.
ART. 22) Il rendiconto economico-finanziario regolarmente approvato dall’Assemblea ordinaria,
oltre ad essere debitamente trascritto nel libro verbali delle Assemblee dei soci, rimane affisso nei
locali dell’Associazione durante i dieci giorni che seguono l’Assemblea.

SCIOGLIMENTO DELL’ASSOCIAZIONE
ART. 23) Lo scioglimento dell’Associazione deve essere deliberato dall’Assemblea dei soci con il
voto favorevole di almeno due terzi dei soci presenti.

ART. 24) In caso di scioglimento l’Assemblea provvede alla nomina di uno o più liquidatori, anche
non soci, determinandone gli eventuali compensi.
Il patrimonio residuo che risulterà dalla liquidazione è devoluto per fini di pubblica utilità conformi
ai fini istituzioni dell’Associazione, sentito l’organismo di controllo di cui all’articolo 3, comma
190, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, e salvo diversa destinazione imposta dalla legge.

DISPOSIZIONI FINALI
ART. 25) Per tutto quanto non previsto espressamente dal presente Statuto si rimanda alla legge n.
383 del 07 dicembre 2000 e alle altre leggi dello stato in quanto applicabili.
IL PRESIDENTE IL SEGRETARIO

119
CONTABILMENTE

Fac- simile Atto costitutivo Organizzazione di Volontariato (OdV)

ATTO COSTITUTIVO DELL’ ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO


“ …………………………………”

In data ……………., in ………………………….., si sono riuniti i Sigg.ri:


� ……………. Nato/a ad …………. il ……………, residente ad …………,
Via………….., C.F. ……………………….
� …………………………………………………………………………………………….,
per costituire una Associazione senza fini di lucro.
I presenti chiamano a presiedere la riunione la Sig.ra ……………………….. la quale accettando
l’incarico, nomina quale segretario il Sig. …………………………...

Il Presidente dell’assemblea illustra i motivi che hanno spinto i presenti a farsi promotori
dell’iniziativa volta a costituire una Associazione senza fini di lucro.
Tali motivi vanno esemplificativamente ricercati nella necessità di garantire uno spazio di
partecipazione attiva alla vita sociale e culturale, aperto e democratico, dove svolgere attività di
promozione e diffusione della cultura in genere e in particolare della tutela e valorizzazione della
natura e dell’ambiente, delle risorse naturali, del patrimonio e del paesaggio a favore di stili di vita,

di produzione e di consumo improntati all’ecosviluppo e a tutela dei consumatori…………………..


Il Presidente dell’assemblea dà lettura dello Statuto (che si riporta in calce al presente atto),
comprendente più dettagliatamente l'oggetto sociale della costituenda associazione, che dopo ampia
e proficua discussione viene posto in votazione ed approvato all’unanimità.

120
CONTABILMENTE

L’assemblea delibera quindi che la costituita Associazione venga denominata “…………….”, e che
la sua sede legale venga posta ………………………………... La proposta viene approvata
all’unanimità.
Nella sua prima riunione l'assemblea nomina il primo Consiglio Direttivo nella persone di:
……………………………. Presidente ………………., Segretario
………………………………….

………….., …………….

Luogo e data
__________
Letto, approvato e sottoscritto
Firme
__________
__________
__________
__________
__________

121
CONTABILMENTE

Fac- simile STATUTO Organizzazione di Volontariato (OdV)

STATUTO dell’associazione di volontariato


“……………………………”

Art. 1. Denominazione

È costituita l’Associazione di volontariato denominata ...............

Art. 2. Sede

L’associazione ha sede in ...............

Art. 3. Durata

La durata dell’Associazione è a tempo indeterminato.

Art. 4. Oggetto
La ............... è un’associazione di volontariato ai sensi della legge 11 agosto 1991, n. 266, non ha
fini di lucro neanche indiretto ed opera esclusivamente per fini di solidarietà.
L’Associazione ha per scopo l’elaborazione, promozione, realizzazione di progetti di solidarietà
sociale, tra cui l’attuazione di iniziative socio-educative e culturali a favore di minori e delle loro
famiglie.
Lo spirito e la prassi dell’associazione trovano origine nel rispetto dei principi cristiani che hanno
ispirato l’associazione stessa e si fondano sul pieno rispetto della dimensione umana, culturale,
spirituale della persona.
L’associazione in particolare si propone:
a) di stabilire rapporti personali capaci di educare e far crescere ragazzi in situazioni di
particolare disagio soggettivo e sociale;
b) di offrire un servizio qualificato agli studenti della scuola dell’obbligo svolgendo con loro i
compiti ed eventuali programmi di recupero assegnati dai rispettivi insegnanti, risvegliando nei
ragazzi un atteggiamento positivo nei confronti della scuola e dell’apprendimento culturale;
c) la sensibilizzazione sui problemi del disadattamento scolastico e dell’emarginazione in
generale;

122
CONTABILMENTE

d) attenzione verso situazioni di bisogno presenti sul territorio;


e) accoglienza temporanea presso le strutture a disposizione dell’associazione di persone in stato
di bisogno finalizzata alla ricerca di una sistemazione autonoma.
Al fine di svolgere le proprie attività l’Associazione si avvale in modo determinante e prevalente
delle prestazioni personali, volontarie e gratuite dei propri aderenti. L’associazione si avvale di
ogni strumento utile al raggiungimento degli scopi sociali ed in particolare della collaborazione
con gli Enti locali, anche attraverso la stipula di apposite convenzioni.
L’associazione potrà inoltre svolgere qualsiasi altra attività culturale o ricreativa e potrà compiere
qualsiasi operazione economica o finanziaria, mobiliare o immobiliare, purché operi per il
migliore raggiungimento dei propri fini istituzionali.
L’associazione è aperta a chiunque condivida principi di solidarietà.
L’adesione ad un cammino di fede non è comunque requisito per la partecipazione all’attività
sociale; tuttavia l’associazione ritiene preziosi interlocutori le comunità cristiane del territorio.

Art. 5. Soci

L’associazione si compone di un numero illimitato di soci, di due categorie:


- ordinari, che aderiscono all’associazione versando una quota annua il cui minimo viene
periodicamente determinato dal Consiglio direttivo;
- operativi, che aderiscono all’associazione prestando una attività gratuita e volontaria secondo le
modalità stabilite dal Consiglio direttivo e versando una specifica quota stabilita dal Consiglio
stesso.
Tutti i soci godono degli stessi diritti e sono assoggettati agli stessi doveri. Possono chiedere di
essere ammessi come soci le persone fisiche mediante inoltro di domanda scritta indirizzata al
Consiglio direttivo.

Art. 6. Diritti e doveri di soci

Gli associati sono tenuti ad osservare le disposizioni statutarie e regolamentari nonché le direttive
e le deliberazioni emanate dagli organi dell’associazione. Le prestazioni fornite dagli aderenti
sono a titolo gratuito e non possono essere retribuite nemmeno dal beneficiario. Agli aderenti
possono essere rimborsate soltanto le spese effettivamente sostenute e documentate, secondo
opportuni parametri validi per tutti gli aderenti, preventivamente stabiliti dal Consiglio direttivo e
approvati dall’Assemblea. Le attività degli aderenti sono incompatibili con qualsiasi forma di
123
CONTABILMENTE

lavoro subordinato o autonomo e con ogni altro rapporto di contenuto patrimoniale con
l’Associazione.

Art. 7. Recesso del socio

La qualità di socio può venir meno per espulsione, per recesso volontario e per decadenza.
Nel primo caso il Consiglio direttivo delibera l’espulsione, previa contestazione degli addebiti e
sentito il socio interessato, se possibile e richiesto dallo stesso, per atti compiuti in contrasto a
quanto previsto dal presente statuto o qualora siano intervenuti gravi motivi che rendano
incompatibile la prosecuzione del rapporto associativo.
Nel secondo caso ogni socio può recedere dall’associazione in qualsiasi momento dandone
comunicazione scritta al Consiglio direttivo; tale recesso avrà decorrenza immediata.
Nel terzo caso la decadenza avviene su decisione del Consiglio direttivo trascorsi sei mesi dal
mancato versamento della quota sociale annuale.
Resta fermo l’obbligo per il pagamento della quota sociale per l’anno in corso.
Gli associati che abbiano comunque cessato di appartenere all’associazione non possono ripetere
i contributi versati e non hanno alcun diritto sul patrimonio dell’associazione stessa.

Art. 8. Risorse economiche

Le risorse economiche per il conseguimento degli scopi ai quali l’associazione è rivolta e per
sopperire alle spese di funzionamento dell’associazione saranno costituite:
a) dalle quote sociali annue stabilite dal Consiglio direttivo e da eventuali e straordinarie quote
suppletive;
b) da eventuali proventi derivanti da attività associative (manifestazioni e iniziative);
c) da eventuali entrate derivanti da attività commerciali e produttive marginali;
d) da ogni altro contributo, ivi compresi donazioni, lasciti e rimborsi dovuti a convenzioni, che
soci, non soci, enti pubblici o privati, diano per il raggiungimento dei fini dell’associazione.
Anche nel corso della vita dell’associazione i singoli associati non possono chiedere la divisione
delle risorse comuni.

Art. 9. Organi dell’associazione

Sono organi dell’associazione:

124
CONTABILMENTE

a) l’Assemblea dei soci;


b) il Consiglio direttivo;
c) il Presidente;
d) il Collegio dei sindaci.
Tutte le cariche elettive sono gratuite.

Art. 10. Assemblea dei soci

L’assemblea regolarmente costituita rappresenta l’universalità degli associati e le sue


deliberazioni prese in conformità alla legge ed al presente statuto obbligano tutti gli associati.
L’assemblea è il massimo organo deliberante.
In particolare l’assemblea ha il compito:
a) di esaminare i problemi di ordine generale e di fissare le direttive per l’attività
dell’associazione nonché di discutere e di deliberare sulle relazioni dell’attività sociale;
b) di nominare i membri del Consiglio direttivo;
c) di nominare i sindaci;
d) di ratificare l’entità delle quote sociali annue stabilita dal Consiglio direttivo;
e) di approvare il bilancio consuntivo e quello preventivo;
f) di deliberare sulle modifiche dello statuto dell’associazione e sull’eventuale scioglimento
dell’associazione stessa.

Art. 11. Modalità di funzionamento dell’assemblea

L’assemblea è convocata presso la sede sociale o altrove purché nel territorio nazionale almeno
una volta all’anno entro il mese di aprile.
Essa deve inoltre essere convocata ogni qualvolta ciò venga richiesto dal Presidente
dell’associazione, dal Consiglio direttivo o da almeno un terzo dei soci.
La convocazione è fatta dal Presidente dell’associazione o da persona dallo stesso a ciò delegata,
mediante comunicazione raccomandata spedita agli associati o consegnata a mano almeno otto
giorni prima della data della riunione o mediante affissione dell’avviso di convocazione all’albo
dell’associazione presso la sede almeno quindici giorni prima della data della riunione. Nella
convocazione dovranno essere specificati l’ordine del giorno, la data, il luogo e l’ora
dell’adunanza, sia di prima che di eventuale seconda convocazione.

125
CONTABILMENTE

Hanno diritto di intervenire all’assemblea tutti i soci in regola con il versamento della quota
sociale. Essi possono farsi rappresentare da altro socio mediante delega scritta. Non sono
ammesse più di cinque deleghe alla stessa persona.
Ogni socio ha diritto ad un voto. Le deliberazioni dell’assemblea in prima convocazione sono
prese a maggioranza di voti e con la presenza fisica o per delega di almeno la metà degli
associati.
In seconda convocazione le deliberazioni sono valide a maggioranza qualunque sia il numero
degli intervenuti. Per la modificazione del presente statuto o per deliberare lo scioglimento
dell’associazione e la devoluzione del suo patrimonio occorre il voto favorevole di almeno i tre
quarti degli associati intervenuti sia in prima che in seconda convocazione.
L’assemblea è presieduta dal presidente dell’associazione o in sua assenza del vicepresidente. Le
funzioni di segretario sono svolte dal segretario dell’associazione o in caso di suo impedimento
da persona nominata dal presidente dell’assemblea.
I verbali dell’assemblea saranno redatti dal segretario firmati dal presidente e dal segretario stesso
e trascritti nel Libro delle adunanze e delle delibere dell’Assemblea dei soci.

Art. 12. Consiglio direttivo

Il Consiglio direttivo è composto da un numero di membri non inferiore a cinque. L’assemblea


elegge il Consiglio direttivo, determinando di volta in volta il numero dei componenti.
Il Consiglio direttivo ha il compito di attuare le direttive generali stabilite dall’assemblea e di
promuovere ogni iniziativa volta al conseguimento degli scopi sociali.
Al Consiglio direttivo compete inoltre di assumere tutti i provvedimenti necessari per
l’amministrazione ordinaria e straordinaria, l’organizzazione e il funzionamento
dell’associazione, l’assunzione eventuale di personale dipendente; di predisporre il bilancio
dell’associazione, sottoponendolo poi all’approvazione dell’assemblea; di stabilire le quote
annuali dovute dai soci.
Il Consiglio direttivo può demandare ad uno o più consiglieri lo svolgimento di determinati
incarichi e delegare a gruppi di lavoro lo studio di problemi specifici.
Il Consiglio direttivo nomina tra i suoi membri il presidente dell’associazione, il vicepresidente, il
tesoriere e il segretario. Sarà in facoltà del Consiglio direttivo preparare e stilare un apposito
regolamento che, conformandosi alle norme del presente statuto, dovrà regolare gli aspetti pratici
e particolari della vita dell’associazione.
126
CONTABILMENTE

Detto regolamento dovrà essere sottoposto per l’approvazione all’assemblea che delibererà con le
maggioranze ordinarie.
I membri del Consiglio direttivo durano in carica tre anni e sono rieleggibili.
Se vengono a mancare uno o più consiglieri, il Consiglio direttivo provvede a sostituirli,
nominando al loro posto il socio o soci che nell’ultima elezione assembleare seguirono nella
graduatoria della votazione.
In ogni caso i nuovi consiglieri scadono insieme a quelli che sono in carica all’atto della loro
nomina.
Se vengono a mancare consiglieri in numero superiore alla metà, il presidente deve convocare
l’assemblea per nuove elezioni.
Il Consiglio direttivo si raduna su invito del presidente ogni qualvolta se ne dimostri l’opportunità
oppure quando ne facciano richiesta scritta almeno due membri del Consiglio stesso.
Per la validità della riunione del Consiglio direttivo è necessaria la presenza della maggioranza
dei membri dello stesso.
La riunione è presieduta dal presidente dell’associazione o, in caso di sua assenza dal
vicepresidente o in assenza di quest’ultimo da altro membro del Consiglio più anziano per
partecipazione all’associazione.
Le funzioni di segretario sono svolte dal segretario dell’associazione o in casi di sua assenza o
impedimento da persona designata da chi presiede la riunione.
Le deliberazioni sono prese a maggioranza di voti; in caso di parità prevale il voto di chi presiede.
Delle deliberazioni stesse sarà redatto verbale sottoscritto dal presidente e dal segretario e
trascritto nel Libro delle adunanze e delle delibere del Consiglio direttivo.

Art. 13. Tesoriere

Al tesoriere spetta il compito di tenere e aggiornare i libri contabili e di predisporre il bilancio


dell’associazione; tutti gli altri libri vengono tenuti dal segretario.

Art. 14. Presidente

Il Presidente, eletto dal Consiglio direttivo, ha la legale rappresentanza dell’Associazione nei


confronti dei terzi ed in giudizio; firma gli atti e quanto occorra per l’esplicazione degli affari che
vengono deliberati dal Consiglio direttivo.

127
CONTABILMENTE

Il Presidente sorveglia il buon andamento amministrativo dell’Associazione; cura l’osservanza


del presente Statuto, promuovendone la riforma, qualora si renda necessaria.
Il Presidente convoca e presiede le sedute del Consiglio direttivo e dell’Assemblea dei Soci,
curando l’esecuzione delle relative deliberazioni ed adottando, nei casi d’urgenza, ogni
provvedimento opportuno, che sottoporrà alla ratifica da parte del Consiglio direttivo alla prima
riunione.
Spettano al Presidente tutti i poteri che il Consiglio direttivo delibererà di assegnargli.
Nei casi di decesso, dimissioni, decadenza, permanente impedimento del Presidente, ne fa le veci,
fino all’elezione del nuovo Presidente, il Vice Presidente.

Art. 15. Collegio dei sindaci

L’assemblea qualora lo ritenga opportuno può eleggere un collegio di sindaci, in numero


massimo di tre, cui demandare secondo modalità da stabilirsi la vigilanza sulle attività
dell’associazione, la corrispondenza della cassa e della banca, la regolarità contabile, il rispetto
della legge.
Le deliberazioni del Collegio vengono trascritte nel Libro delle adunanze e delibere del Collegio
dei sindaci.

Art. 16. Esercizio sociale

Gli esercizi sociali si chiudono il 31 dicembre di ogni anno e con la chiusura dell’esercizio verrà
formato il bilancio che dovrà essere presentato all’assemblea per l’approvazione entro quattro
mesi dalla chiusura dell’esercizio sociale.
Dal bilancio consuntivo devono risultare i beni, i contributi e lasciti ricevuti e le spese per capitoli
e voci analitiche. Il bilancio deve rappresentare, con chiarezza e precisione la situazione
contabile, professionale, economica e finanziaria dell’Associazione.

128
CONTABILMENTE

Art. 17. Scioglimento

In caso di scioglimento il patrimonio dell’associazione non potrà essere diviso tra i soci e su
proposta del Consiglio direttivo approvata dall’assemblea, sarà interamente devoluto ad altre
associazioni di volontariato operanti in identico o analogo settore.

Art. 18. Rinvio

Per quanto non previsto dal presente Statuto, si fa riferimento alle vigenti disposizioni legislative in
materia, con particolare riferimento al codice civile, alla legge 11 agosto 1991, n. 266 e alla
legislazione regionale sul volontariato, e alle loro eventuali variazioni.

129
CONTABILMENTE

Fac- simile Atto costitutivo Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale (ONLUS)

ATTO COSTITUTIVO DELL’ASSOCIAZIONE DENOMINATA “ ……………………”


ORGANIZZAZIONE NON LUCRATIVA DI UTILITA’ SOCIALE ONLUS

*****

Il giorno __________, del mese di __________, dell’anno __________, presso la sede sociale della
costituente associazione denominata “__________” ONLUS, posta in _________, cap.
__________, prov. di __________, via/viale/piazza __________, n° _____, alle ore _____, si sono
riuniti i seguenti soggetti:
Sig. __________, nato il _________, a __________, cap. __________, prov. di __________,
cittadino __________, residente in __________, cap. __________, prov. di __________,
via/viale/piazza __________, n° _____, carta d’identità n° __________, C.F.: __________,
professione __________;
Sig. __________, nato il _________, a __________, cap. __________, prov. di __________,
cittadino __________, residente in __________, cap. __________, prov. di __________,
via/viale/piazza __________, n° _____, carta d’identità n° __________, C.F.: __________,
professione __________;
Sig. __________, nato il _________, a __________, cap. __________, prov. di __________,
cittadino __________, residente in __________, cap. __________, prov. di __________,
via/viale/piazza __________, n° _____, carta d’identità n° __________, C.F.: __________,
professione __________;
Sig. __________, nato il _________, a __________, cap. __________, prov. di __________,
cittadino __________, residente in __________, cap. __________, prov. di __________,
via/viale/piazza __________, n° _____, carta d’identità n° __________, C.F.: __________,
professione __________;
Sig. __________, nato il _________, a __________, cap. __________, prov. di __________,
cittadino __________, residente in __________, cap. __________, prov. di __________,
via/viale/piazza __________, n° _____, carta d’identità n° __________, C.F.: __________,
professione __________;
ecc ….
130
CONTABILMENTE

I presenti designano, in qualità di Presidente dell’Assemblea degli associati così riunita, il Sig.
__________, il quale accetta e nomina per assisterlo e coadiuvarlo nella riunione il Sig.
__________, quale Segretario ed estensore del presente atto.
Il Presidente dell’Assemblea illustra i motivi che hanno indotto i presenti a promuovere la
costituzione dell’associazione denominata “__________” ONLUS e dà lettura dello statuto sociale
da considerarsi parte integrante del presente atto costitutivo. Lo statuto viene approvato
__________(indicare le modalità).
I presenti, di comune accordo, stipulano e convengono quanto segue:
ART. 1
COSTITUZIONE
Fra i suindicati comparenti è costituita ai sensi all’art. 17 del D. Lgs. 4 dicembre 1997, n° 460 una
libera associazione denominata “_________” organizzazione non lucrativa di utilità sociale
ONLUS.
ART. 2
SEDE
L'associazione ha sede in __________, cap. __________, prov. di __________, via/viale/piazza
__________,
ART. 3
PRINCIPI ISPIRATORI
L'associazione è apartitica e si informa ai seguenti principi ispiratori: assenza di fini di lucro, anche
indiretto.
ART. 4
FINALITA’
L'associazione ha finalità di solidarietà sociale.
Tale scopo sarà perseguito attraverso l’intervento dei soci anche mediante __________.
ART. 5
DURATA
L'associazione ha durata illimitata nel tempo.
Per tutta la durata dell’associazione non potranno essere distribuiti, né direttamente né
indirettamente, avanzi di gestione, riserve, fondi o residui di capitale.
ART. 6
ORGANI SOCIALI

131
CONTABILMENTE

CONSIGLIO DIRETTIVO
I presenti dispongono che, per il primo mandato triennale, il Consiglio Direttivo sia composto da n°
minimo di _____ membri a un numero massimo di _____ membri e nominano a farne parte i
Signori ai quali contestualmente attribuiscono le cariche di:
Sig. __________ Presidente;
Sig. __________ Vice-Presidente;
Sig. __________ Segretario;
Sig. __________ Tesoriere;
ecc ….
COLLEGIO DEI REVISORI CONTABILI (facoltativo):
I presenti dispongono che, per il primo mandato triennale, il Collegio dei Revisori Contabili sia
composto da cinque membri di cui 3 (tre) effettivi e 2 (due) supplenti e nominano a farne parte i
Signori ai quali contestualmente attribuiscono le cariche di:
Sig. __________ Presidente;
Sig. __________ Vice-Presidente;
Sig. __________ Revisore effettivo;
Sig. __________ Revisore supplente;
Sig. __________ Revisore supplente.
COLLEGIO DEI PROBIVIRI (facoltativo):
I presenti dispongono che, per il primo mandato triennale, il Collegio dei Revisori Contabili sia
composto da cinque membri di cui 3 (tre) effettivi e 2 (due) supplenti e nominano a farne parte i
Signori ai quali contestualmente attribuiscono le cariche di:
Sig. __________ Presidente;
Sig. __________ Vice-Presidente;
Sig. __________ Probiviro effettivo;
Sig. __________ Probiviro supplente;
Sig. __________ Probiviro supplente.
ART. 7
ESERCIZIO SOCIALE
Il primo esercizio sociale si chiuderà in data _____.

132
CONTABILMENTE

ART. 8
SPESE
Le spese del presente atto, annesse e dipendenti, si convengono ad esclusivo carico
dell'associazione qui costituita.

Luogo e data
__________
Letto, approvato e sottoscritto
Firme
__________
__________
__________
__________
__________

133
CONTABILMENTE

Fac- simile statuto Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale (ONLUS)

STATUTO DELL’ASSOCIAZIONE “……………..” - ONLUS

SEDE, COSTITUZIONE, DURATA, OGGETTO SOCIALE

ART 1) E’ costituita l’Associazione - Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale - in breve


denominata come Associazione “…………………… ”- ONLUS, ai sensi del decreto legislativo 4
dicembre 1997 n.460.

L’associazione assume nella propria denominazione la qualificazione di ONLUS che ne costituisce


peculiare segno distintivo ed a tale scopo viene inserita in ogni comunicazione e manifestazione
esterna alla medesima.

ART 2) L’Associazione ha sede legale in ………………, Via…………………………, ed ha


durata a tempo illimitato.

ART 3) L’Associazione non ha fini di lucro.

E’ vietato distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione, nonché fondi, riserve o
capitale, durante la vita dell’Associazione, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano
imposti dalla legge o effettuate a favore di altre ONLUS che per legge, statuto o regolamento fanno
parte della medesima struttura unitaria.

Gli utili o gli avanzi di gestione sono impiegati esclusivamente per la realizzazione delle attività
istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse.
ART 4) L’Associazione “……………” persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale.

Scopo (scopi) preminente dell’associazione è lo svolgimento di attività nel settore di


……………………………[i settori di attività in cui devono operare le ONLUS sono
tassativamente indicati nell’art.10 del D.lgs. 460/97], ed in particolare:

(…………………………………… indicare la/le attività primarie che si intendono svolgere)

134
CONTABILMENTE

ART 5) L’Associazione non svolge attività diverse da quelle istituzionali di solidarietà sociale, ad
eccezione di quelle ad esse strettamente connesse in quanto dirette alle medesime finalità.
L’Associazione inoltre porrà eventualmente in essere soltanto le attività accessorie che si
considerano integrative e funzionali allo sviluppo dell’attività istituzionale di solidarietà sociale.

ART 6) L’Associazione, essendo qualificata ai sensi del D. Lgs. 460/1997 quale Organizzazione
Non Lucrativa di Utilità Sociale, provvede a comunicare alla direzione regionale delle entrate del
Ministero delle finanze competente per territorio, la propria iscrizione all’anagrafe delle ONLUS,
nonché ogni variazione di attività che possa comportare la perdita dello stato di ONLUS.

SOCI

ART 7) Possono far parte dell’Associazione tutti coloro i quali intendono impegnarsi
personalmente, per il raggiungimento esclusivo dei fini di solidarietà sociale previsti dal presente
Statuto.

La partecipazione alla vita associativa non potrà essere temporanea.

Le organizzazioni pubbliche e/o private partecipano nella persona di un loro rappresentante.

ART 8) Tutti i soci hanno diritto a ricevere, all’atto dell’ammissione, la tessera sociale di validità
un anno, fatto salvo solo i soci minorenni, di intervenire con diritto di voto nelle Assemblee.

Tutti i soci, periodicamente, sono informati riguardo le attività dell'associazione. La notifica delle
attività dell’associazione può avvenire o attraverso invio all’associato di relativo supporto cartaceo,
o attraverso posta elettronica, o attraverso affissione delle informazioni nella bacheca
dell’associazione stessa.

ART 10) I soci, sono tenuti al pagamento della quota annuale di associazione, stabilita dal
Consiglio Direttivo, ed all’osservanza dello Statuto, e delle deliberazioni prese dagli organi sociali.

ART 11) I soci sono espulsi o radiati per i seguenti motivi:

135
CONTABILMENTE

a) quando non ottemperino alle disposizioni del presente Statuto o alle deliberazioni prese dagli
organi sociali;

b) quando si rendano morosi del pagamento della tessera e delle quote sociali senza giustificato
motivo;

c)quando, in qualunque modo, arrechino danni morali o materiali all’Associazione;

d) in caso di totale non partecipazione attiva alle iniziative dell’associazione valutata dal consiglio
direttivo sulla base di indici oggettivi.

Le espulsioni e le radiazioni sono decise dal Consiglio Direttivo a maggioranza dei suoi membri.

ORGANI DELL’ASSOCIAZIONE

ART 12) Gli organi dell’Associazione sono:

a) L’Assemblea dei Soci;

b) Il Consiglio Direttivo;

c) Il Presidente;

d) Il Collegio dei Revisori

ART 13) All’assemblea sovrana dei soci spettano i seguenti compiti:

a)discutere e deliberare sui bilanci consuntivi e preventivi e sulle relazioni del consiglio direttivo;

b) eleggere e revocare i membri del consiglio direttivo e degli altri organi dell’associazione;

c) approvare le linee generali del programma di attività dell’associazione;

d) deliberare sullo scioglimento dell’associazione;

e) deliberare sulle proposte di modifica dello statuto associativo;

f) deliberare su ogni argomento ordinario e straordinario sottoposto alla sua approvazione dal
136
CONTABILMENTE

consiglio direttivo e dagli altri organi dell’associazione;

h) deliberare su tutte le questioni attinenti la gestione sociale;

Essa, composta da tutti i soci per i quali sussiste tale qualifica al momento della convocazione, può
essere ordinaria o straordinaria.

La comunicazione della convocazione deve essere effettuata con avviso scritto affisso, almeno dieci
giorni prima della riunione, presso i locali della sede legale e di tutte le sedi locali eventualmente
istituite, contenente i punti all’ordine del giorno, la data, l’ora ed il luogo dell’Assemblea, nonché la
data, l’ora ed il luogo dell’eventuale Assemblea di seconda convocazione.

ART 14) L’Assemblea Ordinaria deve essere convocata dal Presidente del Consiglio Direttivo,
almeno una volta all’anno.

Essa, presieduta dal Presidente del Consiglio Direttivo, il quale nomina a sua volta fra i soci un
segretario verbalizzante:- approva le linee generali del programma di attività per l’anno sociale; -
approva il rendiconto economico finanziario dell’anno trascorso e preventivo del nuovo anno
sociale;- delibera su tutte le questioni attinenti la gestione per l’anno sociale e la vita associativa, ad
eccezione delle proposte di scioglimento e di modifiche statutarie di competenza dell’assemblea
straordinaria dei soci.

In prima convocazione l’Assemblea ordinaria è regolarmente costituita con la presenza di almeno la


metà più uno dei soci e delibera validamente a maggioranza assoluta dei presenti su tutte le
questioni poste all’ordine del giorno, salvo i casi in cui lo Statuto non preveda espressamente
maggioranze diverse.

In seconda convocazione l’Assemblea è regolarmente costituita qualunque sia il numero dei soci
intervenuti, e delibera validamente a maggioranza assoluta dei presenti su tutte le questioni poste
all’ordine del giorno, salvo i casi in cui lo Statuto non preveda espressamente maggioranze diverse.

ART.15) l’Assemblea Straordinaria, presieduta da un Presidente nominato dall’Assemblea stessa a


maggioranza semplice, il quale nomina a sua volta fra i soci un segretario verbalizzante, è
convocata: per deliberare in ordine alle modifiche statutarie e alle proposte di scioglimento
dell’associazione; ogni qualvolta ne faccia motivata richiesta almeno un quinto degli associati.
137
CONTABILMENTE

In prima convocazione l’Assemblea è regolarmente costituita con la presenza di almeno i due terzi
più uno dei soci e delibera validamente a maggioranza assoluta dei presenti su tutte le questioni
poste all’ordine del giorno, salvo i casi in cui lo Statuto non preveda espressamente maggioranze
diverse.

In seconda convocazione l’Assemblea è regolarmente costituita qualunque sia il numero dei soci
intervenuti, e delibera validamente a maggioranza assoluta dei presenti su tutte le questioni poste
all’ordine del giorno, salvo i casi in cui lo Statuto non preveda espressamente maggioranze diverse.

ART 16) Le delibere assembleari, oltre ad essere debitamente trascritte nel libro dei verbali delle
Assemblee dei soci, rimangono affisse nei locali dell’Associazione durante i dieci giorni che
seguono l’Assemblea.

ART 17) Le votazioni possono avvenire per alzata di mano o a scrutinio segreto, quando ne faccia
richiesta almeno un decimo dei presenti. Per l’elezione delle cariche sociali la votazione avviene a
scrutinio segreto.

Le votazioni avvengono sempre sulla base del principio del voto singolo di cui all’articolo 2532,
secondo comma, del codice civile.

ART 18) Il Consiglio Direttivo, è composto da un numero minimo di tre consiglieri e massimo di
nove eletti dall’Assemblea fra i soci, e resta in carica per tre anni. I membri del Consiglio sono
rieleggibili.

In caso di dimissioni di un componente del Consiglio Direttivo, viene cooptato il primo dei non
eletti.

Nella sua prima seduta il Consiglio Direttivo elegge fra i suoi membri il Presidente, il
VicePresidente ed il Segretario.

ART 19) Il Consiglio Direttivo si riunisce ogni qualvolta il Presidente o la maggioranza dei propri
componenti lo ritengano necessario, ed è presieduto dal Presidente o, in sua assenza, dal
Vicepresidente.

Le riunioni sono valide con la presenza di almeno la metà dei componenti.

138
CONTABILMENTE

Le deliberazioni si adottano a maggioranza semplice.

ART 20) Il Consiglio Direttivo : - redige i programmi di attività sociale previsti dallo Statuto sulla
base delle linee approvate dall’Assemblea dei soci; - cura l’esecuzione delle deliberazioni
dell’Assemblea; - redige i bilanci da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea; - stipula tutti gli
atti e i contratti di ogni genere inerenti all’attività sociale; - delibera circa l’ammissione, la
sospensione, la radiazione e l’espulsione dei soci;- determina l’ammontare delle quote annue
associative e le modalità di versamento;- svolge tutte le altre attività necessarie e funzionali alla
gestione sociale.

ART 21) Al Presidente del Consiglio Direttivo compete la legale rappresentanza dell’Associazione
e la firma sociale.

Egli presiede e convoca l’Assemblea Ordinaria e il Consiglio Direttivo; sovraintende alla gestione
amministrativa ed economica dell’Associazione. Inoltre, tiene aggiornata la contabilità, i registri
contabili, ed il registro degli associati, salvo che a tali mansioni non provveda un tesoriere
appositamente eletto fra i membri del Consiglio Direttivo. Per tali incombenze potrà avvalersi anche
dell’ausilio di collaboratori esterni all’Associazione.

In caso di assenza o di impedimento del Presidente tutte le sue mansioni spettano al Vicepresidente.

PATRIMONIO DELL’ASSOCIAZIONE

ART 22) Il fondo patrimoniale dell’Associazione è indivisibile ed è costituito:

a) dal patrimonio mobiliare ed immobiliare di proprietà dell’Associazione;

b) dai contributi annuali e straordinari degli associati;

c) dai contributi, erogazioni e lasciti diversi da parte di enti pubblici e privati o persone fisiche;

d) da tutti gli altri proventi, eventualmente conseguiti dall’Associazione per il perseguimento o il


supporto dell’attività istituzionale.

Art 23) Le somme versate per la tessera sociale e le quote annuali di adesione all’Associazione, e le
quote straordinarie, rappresentano unicamente un versamento periodico vincolante a sostegno
139
CONTABILMENTE

economico del sodalizio. Non costituiscono pertanto in alcun modo titolo di proprietà o di
partecipazione a proventi, e non sono in alcun caso rimborsabili o trasmissibili.

SCRITTURE CONTABILI E RENDICONTO ECONOMICO FINANZIARIO

ART 24) Oltre alla tenuta dei libri prescritti dalla legge, l’Associazione tiene i libri dei verbali delle
adunanze e delle deliberazioni dell’Assemblea, del Consiglio Direttivo nonché il Libro degli
Aderenti all’Associazione.
I libri dell’Associazione sono visibili a chiunque ne faccia motivata istanza; le copie richieste sono
fatte dall’Associazione a spese del richiedente.

ART 25) In relazione alle attività direttamente connesse e al volume delle attività
complessivamente svolte l’Associazione tiene le scritture contabili previste dalle disposizioni di cui
all’art. 25 del D.Lgs 460/97.

ART 26) Il rendiconto economico e finanziario dell’Associazione, comprendente l’esercizio sociale


che va dal primo gennaio al trentuno dicembre di ogni anno, deve essere presentato dal Consiglio
Direttivo entro il trentuno marzo dell’anno successivo, e approvato dall’Assemblea ordinaria dei
soci entro il 30 di aprile successivo.

Il rendiconto economico finanziario, oltre a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della
situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell’Associazione, con distinzione tra quella
attinente all’attività istituzionale e quella relativa alle attività direttamente connesse, deve contenere
una sintetica descrizione dei beni, contributi e lasciti ricevuti.

ART 27) Indipendentemente dalla redazione del rendiconto economico finanziario annuale,
l’Associazione, per ogni attività occasionale di raccolta pubblica di fondi eseguita in concomitanza
di celebrazioni, ricorrenze, o campagne di sensibilizzazione, redige entro quattro mesi dalla
chiusura dell’esercizio un apposito e separato rendiconto dal quale devono risultare, anche a mezzo
di relazione illustrativa, in modo chiaro e trasparente, le entrate e le spese relative a ciascuna di
detta celebrazione, ricorrenza o campagna di sensibilizzazione.

140
CONTABILMENTE

SCIOGLIMENTO DELL’ASSOCIAZIONE

ART 28) Lo scioglimento dell’Associazione deve essere deliberato dall’Assemblea straordinaria


dei soci con il voto favorevole di almeno due terzi dei soci presenti.

ART 29) In caso di scioglimento l’Assemblea provvede alla nomina di uno o più liquidatori, anche
non soci, determinandone gli eventuali compensi.

Il patrimonio residuo che risulterà dalla liquidazione è devoluto ad altre organizzazioni non
lucrative di utilità sociale, o per fini di pubblica utilità conformi ai fini istituzionali
dell’Associazione, sentito l’organismo di controllo di cui all’art. 3, comma 190, della Legge
23/12/96 n.662, salvo diversa destinazione imposta dalla legge.

DISPOSIZIONI FINALI

ART 30) La decisione su qualsiasi controversia che potesse sorgere tra gli associati, o tra costoro e
l’associazione o gli organi della stessa, eccetto quelle che per legge non sono compromissibili con
arbitri, sarà deferita al giudizio di tre arbitri, di cui due da nominarsi da ciascuna delle parti
contendenti, ed il terzo di comune accordo. In caso di mancato accordo, il Consiglio Direttivo
incaricherà il presidente del tribunale ove ha sede l’associazione di eseguire la nomina del terzo
arbitro.

ART 31) Per tutto quanto non previsto espressamente dal presente Statuto si rimanda alla normativa
vigente in materia.

IL PRESIDENTE IL SEGRETARIO

141
CONTABILMENTE

Fac-Simile: convocazione di assemblea dell'associazione

CONVOCAZIONE ASSEMBLEA ORDINARIA/STRAORDINARIA


"………………………….."

Il giorno …………………… alle ore ……, presso la sede sociale dell’Associazione, a


………………………… in Via ……………………………, è convocata l'Assemblea dei soci in
prima convocazione. L'eventuale seconda convocazione è fissata per il giorno…… alle ore….
Presso il medesimo luogo.

All'ordine del giorno dell'Assemblea:


a)…………………
b) …………………
c) Varie ed eventuali

Si riterrà valida l'Assemblea costituita secondo le norme statutarie.

Il Presidente

142
CONTABILMENTE

Fac – simile F23 registrazione atto costitutivo e statuto associazione

143
CONTABILMENTE

PRESENTAZIONE
Fac – simile modello di apertura Partita IVA con opzione 398/91

Una curiosità:
“Profit” è termine latino, forma contratta della terza persona singolare (modo indicativo tempo
presente) del verbo proficere che significa avvantaggiare. Usiamo quindi il termine “Non profit”
per indicare l’assenza di vantaggio.

L’idea che ha guidato la redazione di questo Manuale operativo è stata prevalentemente quella di
realizzare un valido supporto “gestionale” per tutte le realtà, grandi e piccole, territoriali di
Legambiente.
Il progressivo e continuo sviluppo del settore, l’introduzione di nuove disposizioni o le modifiche di
quelle precedenti, le crescenti aspettative dei diversi stakeholder (pubblico,privato,soci,cittadini…)
hanno reso urgente e non più rimandabile la ideazione di uno strumento capace di rispondere alle
mutate esigenze delle varie articolazioni di Legambiente.
L’evidente interesse per il composito comparto degli enti non commerciali ha innescato un
meccanismo di “proliferazione” di enti non sempre virtuosa, ma in alcuni casi “risultato affrettato”
dalla voglia di esserci ad ogni costo.
Creare, sviluppare e gestire l’attività di questi particolari soggetti giuridici non è sempre semplice
e, qualora si affronta con scarse conoscenze , può diventare assolutamente rischiosa. Lo stesso
Legislatore,ancora, non è riuscito a dare un assetto compiuto, sia dal punto di vista civilistico,sia da
quello fiscale. Bisogna considerare,infatti, che ad ognuno dei tanti enti che compongono il settore
vengono applicate specifiche norme, create ex-novo o comunque soggette a continue variazioni e/o
riformulazioni. Da tutto ciò si può tranquillamente evincere quanto impegnativo sia il consapevole
compito di chi deve quotidianamente confrontarsi con norme,circolari ed adempimenti.
Il manuale vuole essere un utile e, si spera, valido strumento per tutte le sedi di Legambiente per
affrontare in maniera più dettagliata questi argomenti sia dal punto di vista gestionale ed
economico, sia da quello giuridico e fiscale.
Nel testo è possibile seguire l’esame specifico delle associazioni di promozione sociale, delle
organizzazioni di volontariato, delle ONLUS e delle associazioni in genere.
L’ente è quindi dettagliatamente indagato nei suoi “eventi” : costituzione,organi, raccolta pubblica
di fondi, rendiconto economico-finanziario…; e sotto l’aspetto tributario: la determinazione

144
CONTABILMENTE

PRESENTAZIONE CODICE FISCALE

P R R F N C 6 7 M 1 7 D 0 8 6 K Pagina n. 0 2
QUADRO D
Una curiosità: DA COMPILARE A CURA DEL SOGGETTO BENEFICIARIO (conferitaria, società risultante dalla fusione, ecc.)

SEZIONE 1
“Profit” è termine1alatino, forma contratta 1bdella terza persona singolare
OPERAZIONI STRAORDINARIE
TRASFORMAZIONI
FUSIONE PROPRIA 1c (modo indicativo tempo FUSIONE PER INCORPORAZIONE
CONFERIMENTO, CESSIONE
E DONAZIONE D’AZIENDA

presente) del verbo1d proficere che significa 1eavvantaggiare. Usiamo quindi il termine “Non profit”
SOSTANZIALI SOGGETTIVE
SCISSIONE TOTALE SUCCESSIONE EREDITARIA

per indicare l’assenza di vantaggio. CONFERIMENTO, CESSIONE


2a E DONAZIONE DI RAMO D’AZIENDA
2b SCISSIONE PARZIALE

Barrare la casella se il soggetto subentrante intende esercitare la facoltà di acquistare beni e servizi senza pagamento dell’imposta a norma dell’art. 2,
PL
comma 2, della L. n. 28/1997

Indicare la partita IVA PARTITA IVA / CODICE FISCALE PARTITA IVA / CODICE FISCALE
(se ditta individuale)
L’idea che ha guidato la redazione di questo Manuale operativo è stata prevalentemente quella di
o il codice fiscale (se soggetto
diverso) del soggetto estinto
o trasformato: vedi istruzioni

realizzare un valido supporto “gestionale” per tutte le realtà, grandi e piccole, territoriali di
PARTITA IVA / CODICE FISCALE PARTITA IVA / CODICE FISCALE

Legambiente. PARTITA IVA / CODICE FISCALE PARTITA IVA / CODICE FISCALE

Il progressivo
SEZIONE 2
e continuo sviluppo del settore, l’introduzione di nuove disposizioni o le modifiche di
DA COMPILARE A CURA DEL CONFERENTE O DEL CEDENTE
CONFERIMENTO

quelle precedenti, le3 crescenti aspettative


O CESSIONE D’AZIENDA
CON MANTENIMENTO Partita IVA odei
codice diversi stakeholder
fiscale del conferitario o cessionario (pubblico,privato,soci,cittadini…)
DEL CODICE FISCALE

hanno reso urgentePLe non più rimandabile la ideazione di uno strumento capace di rispondere alle
Barrare la casella se è stato trasferito il beneficio di utilizzazione della facoltà di acquistare beni
e servizi senza pagamento dell’imposta a norma dell’art. 2, comma 2, della L. n. 28/1997
SEZIONE 3 COMUNICAZIONE AI FINI DELL’UTILIZZO DEL PLAFOND TRASFERITO (art. 8, quarto comma)

mutate esigenze delle varie articolazioni di Legambiente.


ACQUISIZIONE DI AZIENDA
IN AFFITTO
CON TRASFERIMENTO 4
DEL PLAFOND
L’evidente interesse per il composito comparto degli enti non commerciali ha innescato un
Partita IVA o codice fiscale del locatore

QUADRO E TIPO
COMUNICAZIONE
CODICE FISCALE

meccanismo
SEZIONE 1 di “proliferazione”
A
SOGGETTI DEPOSITARI
C
di enti non sempre virtuosa, ma in alcuni casi “risultato affrettato”
INDIRIZZO COMPLETO (VIA O PIAZZA, NUMERO CIVICO, SCALA, INTERNO, PALAZZINA, ECC.)

E LUOGHI DI

dalla voglia di esserci ad ogni costo.


CONSERVAZIONE DELLE
SCRITTURE CONTABILI C.A.P. COMUNE (senza abbreviazione) PROVINCIA

Creare, sviluppare e gestire l’attività di questi particolari soggetti giuridici non è sempre semplice
TIPO
COMUNICAZIONE
CODICE FISCALE

A C
e, qualora si affronta con scarse conoscenze , può diventare assolutamente rischiosa. Lo stesso
INDIRIZZO COMPLETO (VIA O PIAZZA, NUMERO CIVICO, SCALA, INTERNO, PALAZZINA, ECC.)

Legislatore,ancora, non è riuscito a dare un assetto compiuto, sia dal punto di vista civilistico,sia da
C.A.P. PROVINCIA

quelloSEZIONE
fiscale. Bisogna considerare,infatti, che ad ognuno dei tanti enti che compongono il settore
2 TIPO INDIRIZZO COMPLETO (VIA O PIAZZA, NUMERO CIVICO)
COMUNICAZIONE
LUOGHI DI CONSERVAZIONE
A C
DELLE FATTURE ALL’ESTERO
CITTÀ STATO ESTERO

vengono applicate specifiche norme, create ex-novo o comunque soggette a continue variazioni e/o
TIPO INDIRIZZO COMPLETO (VIA O PIAZZA, NUMERO CIVICO)

riformulazioni. Da tutto ciò si può tranquillamente evincere quanto impegnativo sia il consapevole
COMUNICAZIONE
A C
CITTÀ STATO ESTERO

compito di chi deve quotidianamente confrontarsi con norme,circolari ed adempimenti.


QUADRO F
Il manuale vuole essere
EVENTUALI ALTRI
RAPPRESENTANTI un utileA e, siC spera, validoR strumento
TIPO COMUNICAZIONE per tutte
TIPO COMUNICAZIONE A leC sedi di Legambiente
QUOTA %
R per QUOTA %

O SOCI CODICE FISCALE CODICE FISCALE

affrontare in maniera più dettagliata questi argomenti sia dal punto di vista gestionale ed QUOTA % QUOTA %
A C R A C R

economico, sia da quello giuridico e fiscale.


CODICE FISCALE CODICE FISCALE

QUOTA % QUOTA %

Nel testo è possibile seguire l’esame


A C
specifico Rdelle associazioniA di promozione
CODICE FISCALE
C
sociale,
R
delle CODICE FISCALE

organizzazioni di volontariato, delle


A
ONLUS
C
e delleR associazioni in genere.
A C
QUOTA % QUOTA %
R
CODICE FISCALE CODICE FISCALE

L’ente è quindi dettagliatamente indagato nei suoi “eventi” : costituzione,organi, raccolta pubblica
di fondi, rendiconto economico-finanziario…; e sotto l’aspetto tributario: la determinazione

145
CONTABILMENTE

PRESENTAZIONE CODICE FISCALE

P R R F N C 6 7 M 1 7 D 0 8 6 K Pagina n.
0 3
QUADRO G
Una curiosità:
Barrare la casella “A” in caso di comunicazione di nuova attività
INFORMAZIONI INERENTI Barrare la casella “C” in caso di comunicazione di cessazione di attività
LE ATTIVITÀ ESERCITATE
“Profit” è termine latino, forma contratta della terza persona singolare (modo indicativo tempo
SEZIONE 1
TIPO
COMUNICAZIONE
CODICE
ATTIVITÀ DESCRIZIONE ATTIVITÀ
VOLUME D’AFFARI
PRESUNTO
CONTABILITÀ
SEPARATA

presente) del verbo proficere


ALTRE ATTIVITÀ ESERCITATE
A C che significa avvantaggiare. Usiamo quindi il termine “Non profit”
per indicare l’assenza di vantaggio.
A C

A C

A C

L’idea che ha guidato la redazione di questo Manuale operativo è stata prevalentemente quella di
A C

realizzare un valido A supporto


C
“gestionale” per tutte le realtà, grandi e piccole, territoriali di
Legambiente. A C

Il progressivo e continuo
A Csviluppo del settore, l’introduzione di nuove disposizioni o le modifiche di

quelle precedenti, le crescenti


A C aspettative dei diversi stakeholder (pubblico,privato,soci,cittadini…)
SEZIONE 2 Barrare la casella “A” in caso di comunicazione di nuova sede

hanno reso urgente e non più rimandabile la ideazione di uno strumento capace di rispondere alle
ALTRI LUOGHI
IN CUI VENGONO ESERCITATE
Barrare la casella “C” in caso di comunicazione di chiusura sede
SCRITTURE
LE ATTIVITÀ E/O CONSERVATE INDIRIZZO COMPLETO (VIA O PIAZZA, NUMERO CIVICO, SCALA, INTERNO, PALAZZINA, ECC.)
CONTABILI

mutate esigenze delle varie articolazioni di Legambiente.


LE SCRITTURE CONTABILI
TIPO TIPO
COMUNICAZIONE SEDE
C.A.P. COMUNE PROVINCIA

L’evidente interesse AperC il composito comparto degli enti non commerciali ha innescato un
INDIRIZZO COMPLETO (VIA O PIAZZA, NUMERO CIVICO, SCALA, INTERNO, PALAZZINA, ECC.) SCRITTURE
CONTABILI

meccanismo di “proliferazione” di enti non sempre virtuosa, ma in alcuni casi “risultato affrettato”
TIPO TIPO
COMUNICAZIONE SEDE
C.A.P. COMUNE PROVINCIA

A C
dalla voglia di esserci ad ogni costo. INDIRIZZO COMPLETO (VIA O PIAZZA, NUMERO CIVICO, SCALA, INTERNO, PALAZZINA, ECC.) SCRITTURE
CONTABILI
TIPO TIPO

Creare, sviluppare e gestire l’attività di questi particolari soggetti giuridici non è sempre semplice
COMUNICAZIONE SEDE
C.A.P. COMUNE PROVINCIA

A C

e, qualora si affronta con scarse conoscenze , può diventare assolutamente rischiosa. Lo stesso
INDIRIZZO COMPLETO (VIA O PIAZZA, NUMERO CIVICO, SCALA, INTERNO, PALAZZINA, ECC.) SCRITTURE
CONTABILI
TIPO TIPO
COMUNICAZIONE SEDE

Legislatore,ancora, non
A
èC riuscito a dare un assetto compiuto, sia dal punto di vista civilistico,sia da
C.A.P. COMUNE PROVINCIA

SCRITTURE

quello fiscale. Bisogna considerare,infatti, che ad ognuno dei tanti enti che compongono il settore
INDIRIZZO COMPLETO (VIA O PIAZZA, NUMERO CIVICO, SCALA, INTERNO, PALAZZINA, ECC.)
CONTABILI
TIPO TIPO
COMUNICAZIONE SEDE
C.A.P. COMUNE PROVINCIA

vengono applicate specifiche


A C norme, create ex-novo o comunque soggette a continue variazioni e/o
INDIRIZZO COMPLETO (VIA O PIAZZA, NUMERO CIVICO, SCALA, INTERNO, PALAZZINA, ECC.) SCRITTURE

riformulazioni. Da tutto ciò si può tranquillamente evincere quanto impegnativo sia il consapevole
CONTABILI
TIPO TIPO
COMUNICAZIONE SEDE
C.A.P. COMUNE PROVINCIA

compito di chi deve quotidianamente


A C confrontarsi con norme,circolari ed adempimenti. SCRITTURE
INDIRIZZO COMPLETO (VIA O PIAZZA, NUMERO CIVICO, SCALA, INTERNO, PALAZZINA, ECC.)
CONTABILI

Il manuale vuole essere un utile e, si spera, valido strumento per tutte le sedi di Legambiente per
TIPO
COMUNICAZIONE
TIPO
SEDE
C.A.P. COMUNE PROVINCIA

affrontare in maniera
A
più
C
dettagliata questi argomenti sia dal punto di vista gestionale ed
INDIRIZZO COMPLETO (VIA O PIAZZA, NUMERO CIVICO, SCALA, INTERNO, PALAZZINA, ECC.) SCRITTURE
CONTABILI

economico, sia da quello giuridico e fiscale.


TIPO TIPO
COMUNICAZIONE SEDE
C.A.P. COMUNE PROVINCIA

A C
Nel testo è possibile seguire l’esame specifico delle associazioni di promozione sociale, delle
organizzazioni di volontariato, delle ONLUS e delle associazioni in genere.
L’ente è quindi dettagliatamente indagato nei suoi “eventi” : costituzione,organi, raccolta pubblica
di fondi, rendiconto economico-finanziario…; e sotto l’aspetto tributario: la determinazione

146
CONTABILMENTE

PRESENTAZIONE CODICE FISCALE

P R R F N C 6 7 M 1 7 D 0 8 6 K Pagina n. 0 4
QUADRO H
Una PRESUNZIONE
curiosità: DI
CESSIONE – RAPPORTO
PARTITA IVA O CODICE FISCALE DEL RAPPRESENTANTE

“Profit” è termine
DI RAPPRESENTANZA
ART. 1, COMMA 4, latino, forma contratta della terza persona singolare (modo indicativo tempo
presente) del verbo proficere che significa avvantaggiare. Usiamo quindi il termine “Non profit”
D.P.R. N. 441/1997

per indicare
QUADRO I
l’assenza di vantaggio.
INDIRIZZO DI POSTA ELETTRONICA TELEFONO FAX
prefisso numero prefisso numero
ALTRE INFORMAZIONI ........................... ....... ............... ..... ..............
IN SEDE SITO WEB
DI INIZIO ATTIVITÀ

Dati relativi all’immobile TITOLARITÀ DELL’IMMOBILE TIPO DI CATASTO SEZIONE FOGLIO PARTICELLA SUBALTERNO
destinato all’esercizio
dell’attività

L’idea che ha guidato la redazione di questo Manuale operativo è stata prevalentemente quella di
DATA DI REGISTRAZIONE UFFICIO NUMERO S. NUMERO SERIE
ESTREMI REGISTRAZIONE CONTRATTO
DI LOCAZIONE O DI COMODATO (v. istruzioni)

realizzare un valido supporto “gestionale” per tutte le realtà, grandi e piccole, territoriali di
OPERAZIONI INTRACOMUNITARIE
VOLUME ACQUISTI PRESUNTO VOLUME CESSIONI PRESUNTO

Dati relativi all’attività TIPOLOGIA DELLA CLIENTELA LUOGO DI ESERCIZIO APERTO AL PUBBLICO euro euro euro oltre euro

Legambiente.
esercitata 0 – 5.000 5.001 – 50.000 50.001 – 200.000 200.000
INVESTIMENTI INIZIALI

INVESTIMENTI EFFETTUATI DAI COSTRUTTORI

Il progressivo e continuo sviluppo del settore, l’introduzione di nuove disposizioni o le modifiche di


ALLEGATI
quelle precedenti, le crescenti aspettative dei diversi stakeholder (pubblico,privato,soci,cittadini…)
OPZIONE PER LA LEGGE 398/91

hanno reso urgente e non più rimandabile la ideazione di uno strumento capace di rispondere alle
mutate esigenze delle varie articolazioni di Legambiente.
L’evidente interesse per il composito comparto degli enti non commerciali ha innescato un
meccanismo di “proliferazione” di enti non sempre virtuosa, ma in alcuni casi “risultato
QUADRI COMPILATI
Totale
affrettato”
E FIRMA DELLA A
Il sottoscritto dichiara di aver compilato i seguenti quadri X XB XC D E F G H XI (barrare) Pagine 04
DICHIARAZIONE
dalla voglia di esserci ad ogni costo.
Creare, sviluppare DATA
e gestire l’attività di questi
13/11/2007 particolari soggetti giuridici non è sempre semplice
CODICE FISCALE P R R F N C 6 7 M 1 7 D 0 8 6 K

e, qualora si affronta con scarse conoscenze , può diventare assolutamente rischiosa. Lo stesso
Legislatore,ancora, non è riuscito a dare un assetto compiuto, sia dal punto di vista civilistico,sia da
FIRMA DEL DICHIARANTE
quello fiscale. Bisogna considerare,infatti, che ad ognuno dei tanti enti che compongono il settore
DELEGA
vengono applicate specifiche norme, create ex-novo o comunque soggette a continue variazioni e/o
Il sottoscritto delega il Sig.

riformulazioni. Da tutto ciò si può tranquillamente evincere quanto impegnativo sia il consapevole
a presentare in sua vece il presente modello
compito di chi deve quotidianamente
nato a
confrontarsi con norme,circolari
il
ed adempimenti.
Il manuale vuole essere
DATA
un utile e, si spera, valido strumento per tutte le sedi di Legambiente per
FIRMA DEL DICHIARANTE
IMPEGNO ALLA Codice fiscale dell’intermediario
affrontare in maniera
PRESENTAZIONE
TELEMATICA
P R R F più
N C 6 7dettagliata
M 1 7 D 0 8 6 K questi argomenti sia dal punto di vista gestionale ed N. iscrizione all’albo dei CAF

economico,
RISERVATO sia da quello
ALL’INTERMEDIARIO
giuridico
Impegno a presentare e fiscale.
per via telematica la dichiarazione predisposta dal contribuente X

Nel testo è possibile seguire l’esame specifico delle associazioni di promozione sociale, delle
Impegno a presentare per via telematica la dichiarazione del contribuente predisposta dal soggetto che la trasmette

organizzazioni di volontariato, delle ONLUS e delle associazioni in genere.


giorno

FIRMA DELL’INTERMEDIARIO
Data dell’impegno
mese anno

13112007

L’ente è quindi dettagliatamente indagato nei suoi “eventi” : costituzione,organi, raccolta pubblica
di fondi, rendiconto economico-finanziario…; e sotto l’aspetto tributario: la determinazione

147
CONTABILMENTE

Fac-simile verbale I Assemlea ordinaria dei soci dopo la costituzione

VERBALE DI ASSEMBLEA ORDINARIA


ASSOCIAZIONE “..................................”

L’anno ..............., il giorno ............... del mese di ..............., alle ore ...............
in ..............., presso la sede sociale in via ............... n. ....., si è riunita l’assemblea generale
ordinaria dell’associazione “…………………………”:
Il Presidente verificato il numero dei presenti e preso atto della validità dell’assemblea dichiara
aperti i lavori.
Il Presidente

PREMETTE

- che è stata indetta per il giorno …………., alle ore …….., in questo luogo, l’assemblea generale
ordinaria delle suddetta Associazione per discutere e deliberare sul seguente ordine del giorno:
• inizio anno associativo: attività e progetti;
• determinazione delle quote ordinarie ;
• varie ed eventuali.
- che l’assemblea generale ordinaria in prima convocazione non è stata considerata valida a
deliberare per mancato rispetto dei quorum costitutivi previsti dallo statuto;
- che l’avviso di convocazione riportava la data della seconda convocazione;
- che l’assemblea in seconda convocazione risulta così regolarmente convocata;
- che sono legittimamente intervenuti, in proprio o per regolari deleghe che restano acquisite agli
atti sociali, numero soci …………………………..;

- che pertanto l’assemblea di cui al presente verbale deve ritenersi regolarmente costituita.

TUTTO CIÒ PREMESSO

Su proposta del presidente, l’assemblea chiama a fungere da segretario il sig. ...............

148
CONTABILMENTE

Passando alla trattazione dell’ordine del giorno il Presidente rileva che si tratta del primo anno di
attività e che è quindi necessario fare una ampia discussione sui programmi si iniziative che
l’associazione vuole sviluppare e dopo ampia ed articolata esposizione delle sue proposte cede la
parola agli interventi dell’assemblea.
………………………………………………………………………………………………………
………………………………………………………………………………………………………
………………………………………………………………………………………………………
……………………………………………………………..
Il Presidente passa quindi alla trattazione del secondo punto all’odg. Proponendo che la quota
associativa sia fissata in euro……………..
………………………………………………………………………………………………………
………………………………………………………………………………………………………
………………………………………………………………………………………………………
………………………………………………………………
Il Presidente chiede di mettere la proposta ai voti
Voti favorevoli:…………………..
Voti contrari:……………………..
Astenuti:……………………………
Non essendovi null’altro da deliberare alle ore ……………, il Presidente dichiara sciolta
l’assemblea e chiude contestualmente il presente verbale, previa lettura, approvazione e
conferma.

Luogo e data, ...............

Il Segretario Il Presidente
.............................. .............................

149
CONTABILMENTE

DOCUMENTAZIONE ENTRATA NUOVI SOCI

Fac simile lettera di richiesta di ammissione per nuovo socio

Spett.le
Associazione
.......................................
Via ...............
...............

Luogo e data, ...............


Dati anagrafici
Nome e cognome: ...............
Luogo e data di nascita: ...............
Codice fiscale: ...............
Residenza: ...............

Rispetto delle disposizioni statutarie

Il sottoscritto ............... dichiara di conoscere lo statuto dell’Associazione e si impegna a


rispettare le disposizioni statutarie, le deliberazioni degli organi sociali e le disposizioni previste
dai Regolamenti interni dell’Associazione.
Firma per accettazione
....................................

Dichiarazione di consenso
(ai sensi della legge n. 675 del 31.12.1996 – e normativa conseguente – sulla tutela dei dati
personali)
In relazione all’informativa che mi è stata fornita ai sensi della legge n. 675/1996 e leggi
conseguenti, prendo atto che l’ammissione a socio dell’Associazione e la qualifica di socio della
stessa richiede, oltre che il trattamento dei miei dati personali da parte dell’Associazione, anche la
loro comunicazione alle seguenti categorie di soggetti per il relativo trattamento:

150
CONTABILMENTE

- società che svolgono attività di elaborazione dati, contabilità, archiviazione;


- studi di commercialisti che svolgono attività di assistenza e di consulenza all’Associazione.
Pertanto, per quanto riguarda il trattamento, da parte dell’Associazione o dei predetti soggetti, dei
miei dati ai fini della mia ammissione a socio e della conseguente qualifica di socio, sempre nei
limiti in cui esso sia strumentale per la specifica finalità perseguita dall’operazione da me
effettuata e consapevole che, il mancato consenso non consentirà all’Associazione di dare
esecuzione alle operazioni conseguenti alla mia ammissione a socio,
do il consenso.
data, ............... Firma ...............

151
CONTABILMENTE

Fac-Simile di verbale di ammissione di nuovi soci

VERBALE DI CONSIGLIO DIRETTIVO DELL'ASSOCIAZIONE


"……………………………"

Il giorno …………………… alle ore ……, presso la sede sociale dell’Associazione, a


………………………… in Via ……………………………, si riunisce il Consiglio Direttivo.
Il Consiglio è validamente riunito, presenziando n…… consiglieri su …… in carica.

Si procede con la discussione secondo il seguente ordine del giorno:

- richiesta di ammissione di nuovi soci


- varie ed eventuali

Il Presidente dà lettura dei nominativi di coloro che hanno fatto richiesta di entrare a far parte
dell'Associazione:

Sig. ………………..
Sig. …………………
Sig. ………………..

ribadendo che i richiedenti, dopo averne preso visione, si sono tutti impegnati ad aderire alle norme
statutarie dell'Associazione.
Si procede alla votazione per alzata di mano.
Il Consiglio all'unanimità vota per l'accettazione delle domande di adesione di tutti i candidati e
allega al presente verbale le domande di adesione dei nuovi soci.

La seduta si scioglie alle ore…….

Il Presidente

Il Segretario

152
CONTABILMENTE

Fac-simile lettera di risposta ai soci che hanno chiesto di aderire

Gent.ma Sig.ra/ Gent.mo Sig.


................................................
................................................

Luogo e data, ...............

Oggetto: Ammissione a socio

Con la presente Le comunichiamo che il Consiglio direttivo dell’Associazione ha deliberato


positivamente la Sua domanda di ammissione a socio presentata in data ...............
In virtù della deliberazione di cui sopra, Lei è a tutti gli effetti nostro socio a partire dal giorno
...............
In allegato alla presente le spediamo:
• la tessera socio n. .....;
• il bollettino per il pagamento della quota annuale;
• lo Statuto dell’Associazione;
• l’orario di apertura della nostra sede;
• ...............

RingraziandoLa per aver aderito alla nostra Associazione e sperando che Lei possa rimanere
nostro socio per lungo tempo, cogliamo l’occasione per inviarLe i migliori saluti.

Il Presidente
.....................

153
CONTABILMENTE

Fac-simile di compilazione pagina del Libro dei soci

Paolo Rossi, nato a ............... il ............... codice fiscale ............... residenza ...............
Data delibera di ammissione: ...............
Versamento quote sociali annuali:
esercizio 2006/2007: euro ............. (quota ordinaria) – euro .............. (quota suppletiva)
esercizio 2007/2008: euro ............. (quota ordinaria) – euro .............. (quota suppletiva)
esercizio 2008/2009: euro ............. (quota ordinaria) – euro .............. (quota suppletiva)
Annotazioni: ...............

Giuseppe Bianchi, nato a ............... il ............... ecc.

154
CONTABILMENTE

Fac-simile verbale espulsione socio

VERBALE DI CONSIGLIO DIRETTIVO DELL'ASSOCIAZIONE


"…………………………"

Il giorno …………………… alle ore ……, presso la sede sociale dell’Associazione, a


………………………… in Via ……………………………, si riunisce il Consiglio Direttivo.
Il Consiglio è validamente riunito, presenziando n…… consiglieri su …… in carica.

Si procede con la discussione secondo il seguente ordine del giorno:

- Proposta di espulsione del socio ……

- Varie ed eventuali

Il Presidente espone i motivi della proposta di espulsione del socio …………:

- completo disinteresse del socio riguardo le attività dell'Associazione


- comportamento oltraggioso e violento nei confronti del socio ……….
- mancato pagamento della quota annuale

- ………………………………………………………………..

Si procede alla votazione per alzata di mano.


Il Consiglio all'unanimità vota per l'espulsione del candidato.

Il Presidente darà notizia dell'espulsione del socio entro 10 giorni dalla data odierna. All'espulsione
conseguirà il divieto di frequentare la sede dell'Associazione e di partecipare alle attività sociali.

Al socio espulso spetta diritto di ricorso all'assemblea dei soci.

La seduta si scioglie alle ore…….

Il Presidente Il Segretario

155
CONTABILMENTE

Fac-Simile di verbale - adeguamento dello Statuto a quanto disposto dalla legge 383/00 per l'
iscrizione al registro delle associazioni di promozione sociale.

VERBALE DI ASSEMBLEA DEI SOCI DELL'ASSOCIAZIONE


"……………………….."

Il giorno …………………… alle ore ……, presso la sede sociale dell’Associazione, a


………………………… in Via ……………………………, si riunisce l’assemblea dei soci.
Presiede l'assemblea il signor ……………………………
E' nominato segretario il signor ………………………….
Il Presidente dichiara l’assemblea validamente costituita, presenziando n…… soci su …… aventi
diritto. Si procedere con la discussione secondo il seguente ordine del giorno:

a) Modifica dello Statuto

b) Varie ed eventuali

In merito alla decisione dell'Assemblea in data……… di accogliere le previsioni della Legge


383/00 per la relativa iscrizione al registro delle associazioni di promozione Sociale. Il Presidente
dà, quindi, lettura di queste previsioni:

Le associazioni di promozione sociale si costituiscono con atto scritto nel quale deve tra l'altro
essere indicata la sede legale. Nello statuto devono essere espressamente previsti:

a) la denominazione;
b) l'oggetto sociale;
c) l'attribuzione della rappresentanza legale dell'associazione;
d) l'assenza di fini di lucro e la previsione che i proventi delle attività non possono, in nessun
caso, essere divisi fra gli associati, anche in forme indirette;
e) l'obbligo di reinvestire l'eventuale avanzo di gestione a favore di attività istituzionali
statutariamente previste;

f) le norme sull'ordinamento interno ispirato a princìpi di democrazia e di uguaglianza dei


diritti di tutti gli associati, con la previsione dell'elettività delle cariche associative. In relazione
156
CONTABILMENTE

alla particolare natura di talune associazioni, il Ministro per la solidarietà sociale, sentito
l'Osservatorio nazionale di cui all'articolo 11, può consentire deroghe alla presente
disposizione;
g) i criteri per l'ammissione e l'esclusione degli associati ed i loro diritti e obblighi;
h) l'obbligo di redazione di rendiconti economico-finanziari, nonché le modalità di
approvazione degli stessi da parte degli organi statutari;
i) le modalità di scioglimento dell'associazione;
l) l'obbligo di devoluzione del patrimonio residuo in caso di scioglimento, cessazione o
estinzione, dopo la liquidazione, a fini di utilità sociale.

Il Presidente procede quindi ad una accurata lettura dello statuto dell'associazione concludendo che
lo stesso è perfettamente in linea con le previsioni della legge 383/00 per cui si può procedere senza
alcuna modifica all'iscrizione dell'associazione al relativo registro delle associazioni di promozione
sociale. Non essendoci altri interventi si procede quindi alla votazione.
L'assemblea, per alzata di mano, approva all'unanimità le conclusioni del dibattito. Al presente
verbale si allega copia dello Statuto.

La seduta si dichiara sciolta alle ore………

Il Segretario

Il Presidente

157
CONTABILMENTE

Fac-Simile di verbale- adeguamento dello Statuto a quanto disposto dall'art. 10 del D. Lgs. 460/97
per l'acquisizione dello status di ONLUS.

VERBALE DI ASSEMBLEA DEI SOCI DELL'ASSOCIAZIONE


"…………………….."

Il giorno …………………… alle ore ……, presso la sede sociale dell’Associazione, a


………………………… in Via ……………………………, si riunisce l’assemblea dei soci.
Presiede l'assemblea il signor ……………………………
E' nominato segretario il signor ………………………….
Il Presidente dichiara l’assemblea validamente costituita, presenziando n…… soci su …… aventi
diritto.
Si procedere con la discussione secondo il seguente ordine del giorno:

A) Modifica dello Statuto;


B) Varie ed eventuali

In merito alla decisione dell'Assemblea in data……… di acquisire lo status di ONLUS (o di APS) il


Presidente illustra ai presenti la necessità di apporre allo Statuto le modifiche necessarie, secondo
quanto previsto dall'art. 10 del D. Lgs. 460/97 (o secondo la legge 383/00), all'acquisizione di tale
qualifica.
Il Presidente dà, quindi, lettura delle previsoni e delle clausole obbligatorie previste dal D. Lgs.
460/97:

Sono organizzazioni non lucrative di utilità sociale (Onlus) le associazioni, i comitati, le


fondazioni, le società cooperative e gli altri enti di carattere privato, con o senza personalità
giuridica, i cui statuti o atti costitutivi, redatti nella forma dell'atto pubblico o della scrittura
privata autenticata o registrata, prevedono espressamente:
a) lo svolgimento di attività in uno o più dei seguenti settori:

158
CONTABILMENTE

1) assistenza sociale o socio-sanitaria;

2) assistenza sanitaria;

3) beneficenza;
4) istruzione;
5) formazione;
6) sport dilettantistico;
7) tutela, promozione e valorizzazione delle cose d'interesse artistico e storico di cui alla legge
giugno 1939, n. 1089, ivi comprese le biblioteche e i beni di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409;
8) tutela e valorizzazione della natura e dell'ambiente, con esclusione dell'attività, esercitata
abitualmente, di raccolta e riciclaggio dei rifiuti urbani, speciali e pericolosi di cui all'articolo 7
del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22;
9) promozione della cultura e dell'arte;
10) tutela dei diritti civili;
11) ricerca scientifica di particolare interesse sociale svolta direttamente da fondazioni ovvero
da esse affidata ad università, enti di ricerca e altre fondazioni che la svolgano direttamente, in
ambiti e secondo modalità da definire con apposito regolamento governativo emanato ai sensi
dell'articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400;
b) l'esclusivo perseguimento di finalità di solidarietà sociale;
c) il divieto di svolgere attività diverse da quelle menzionate alla lettera a) ad eccezione di
quelle ad esse direttamente connesse;
d) il divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili e avanzi di gestione nonché fondi,
riserve o capitale durante la vita della organizzazione, a meno che la destinazione o la
distribuzione non siano imposte per legge o siano effettuate a favore di altre Onlus che per
legge, statuto o regolamento fanno parte della medesima ed unitaria struttura;
e) l'obbligo di impiegare gli utili o gli avanzi di gestione per la realizzazione delle attività
istituzionali e di quelle a esse direttamente connesse;
f) l'obbligo di devolvere il patrimonio dell'organizzazione, in caso di suo scioglimento per
qualunque causa, ad altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale o a fini di pubblica
utilità, sentito l'organismo di controllo di cui all'articolo 3, comma 190, della legge 23 dicembre
1996, n. 662, salvo diversa destinazione imposta dalla legge;
159
CONTABILMENTE

g) l'obbligo di redigere il bilancio o rendiconto annuale;


h) disciplina uniforme del rapporto associativo e delle modalità associative volte a garantire
l'effettività del rapporto medesimo, escludendo espressamente la temporaneità della
partecipazione alla vita associativa e prevedendo per gli associati o partecipanti maggiori d'età
il diritto di voto per l'approvazione e le modificazioni dello statuto e dei regolamenti e per la
nomina degli organi direttivi dell'associazione;
i) l'uso, nella denominazione e in qualsivoglia segno distintivo o comunicazione rivolta al
pubblico, della locuzione "organizzazione non lucrativa di utilità sociale" o dell'acronimo
"Onlus".

Il presidente, quindi, tenuto conto del vecchio statuto e delle clausole già nello stesso previste
propone di inserire le seguenti clausole:

nell'articolo relativo all'oggetto sociale: inserire espressamente e letteralmente l'attività di tutela e


valorizzazione della natura e dell'ambiente;

inserire in appositi articoli: le clausole previste dall'art. 10 del D.Lgs. 460/97 alle lettere b, c ,d,
e,f,g,h,i

Prende la parola il socio FFFF dichiarando la sua perplessità riguardo………………


Non essendoci altri interventi si procede quindi alla votazione.
L'assemblea, per alzata di mano, approva all'unanimità gli emendamenti apportati. Al presente
verbale si allega copia del nuovo Statuto.

La seduta si dichiara sciolta alle ore………

Il Segretario Il Presidente

160
CONTABILMENTE

Fac – simile modello di comunicazione cambio presidente, indirizzo…


AA7/8

DOMANDA DI ATTRIBUZIONE DEL NUMERO DI CODICE FISCALE E


DICHIARAZIONE DI INIZIO ATTIVITÀ, VARIAZIONE DATI O
CESSAZIONE ATTIVITÀ AI FINI IVA
(SOGGETTI DIVERSI DALLE PERSONE FISICHE)

CODICE FISCALE

0 2 7 4 1 7 7 0 5 4 5 Pagina n. 0 1
QUADRO A
DATA INIZIO
TIPO DI DICHIARAZIONE
INIZIO ATTIVITÀ CON ATTRIBUZIONE DEL NUMERO DI CODICE FISCALE E PARTITA IVA
1 DATA DI REGISTRAZIONE UFFICIO NUMERO SOTTO NUMERO SERIE
ESTREMI REGISTRAZIONE
DELL’ATTO COSTITUTIVO (v. istruzioni)

CODICE FISCALE DATA INIZIO


INIZIO ATTIVITÀ CON ATTRIBUZIONE DI PARTITA IVA
2 (per soggetti già in possesso del numero di codice fiscale)
C

PARTITA IVA DATA VARIAZIONE

X3 VARIAZIONE DATI
0 2 7 4 1 7 7 0 5 4 5 1 3 1 1 2 0 0 7
PARTITA IVA DATA CESSAZIONE
4 CESSAZIONE ATTIVITÀ P

RICHIESTA DUPLICATO DEL CERTIFICATO


5 DI CODICE FISCALE E PARTITA IVA

QUADRO B
SOGGETTO D’IMPOSTA DENOMINAZIONE O RAGIONE SOCIALE

Dati identificativi ASSOCIAZIONE...............


NATURA SIGLA (eventuale) NUMERO IDENTIFICAZIONE IVA STATO ESTERO(riservato a soggetto non residente)
GIURIDICA

1 2
Sede legale,
amministrativa INDIRIZZO COMPLETO (VIA O PIAZZA, NUMERO CIVICO, SCALA, INTERNO, PALAZZINA, ECC.) SCRITTURE
CONTABILI
o, in mancanza,
Sede effettiva VIA ....................
C.A.P. COMUNE OVVERO STATO ESTERO (senza abbreviazione) PROVINCIA

0 6 1 0 0 ..................... . .
Domicilio fiscale
se diverso dalla INDIRIZZO COMPLETO (VIA O PIAZZA, NUMERO CIVICO, SCALA, INTERNO, PALAZZINA, ECC.) SCRITTURE
CONTABILI
sede legale,
amministrativa o VIA.......................
effettiva C.A.P. COMUNE (senza abbreviazione) PROVINCIA

0 6 1 0 0 .................... . .
Attività esercitata
e luogo di esercizio CODICE ATTIVITÀ DESCRIZIONE ATTIVITÀ
In caso di più attività
indicare l’attività 9 1 3 3 8 ATTIVITA’ DI ALTRE ORGANIZZAZIONI ASSOCIATIVE N.C.A.
prevalente VOLUME D’AFFARI PRESUNTO ACQUISTI INTRACOMUNITARI DI BENI DI CUI ALL’ART. 60-BIS

INDIRIZZO COMPLETO (VIA O PIAZZA, NUMERO CIVICO, SCALA, INTERNO, PALAZZINA, ECC.) SCRITTURE
CONTABILI

VIA.......................
C.A.P. COMUNE (senza abbreviazione) PROVINCIA

0 6 1 0 0 ............... . .
Attività di commercio
elettronico INDIRIZZO DEL SITO WEB PROPRIO OSPITANTE

INTERNET SERVICE PROVIDER CESSAZIONE

C
QUADRO C
RAPPRESENTANTE COGNOME OVVERO DENOMINAZIONE O RAGIONE SOCIALE NOME CODICE
CARICA
DATA INIZIO PROCEDIMENTO

......................... ......................1
COMUNE (o Stato estero) DI NASCITA PROV. DATA DI NASCITA CODICE FISCALE

..................... . . 1 2 1 2 2 0 0 7 P R R F N C 6 7 M 1 7 D 0 8 6 K

161
CONTABILMENTE

PRESENTAZIONE CODICE FISCALE

0 2 7 4 1 7 7 0 5 4 5 Pagina n. 0 2
QUADRO D DA COMPILARE A CURA DEL SOGGETTO BENEFICIARIO (conferitaria, società risultante dalla fusione, ecc.)
Una curiosità:
SEZIONE 1
CONFERIMENTO, CESSIONE
1a 1b 1c
“Profit” è termine latino, forma contratta della terza persona singolare (modo indicativo tempo
OPERAZIONI STRAORDINARIE FUSIONE PROPRIA FUSIONE PER INCORPORAZIONE
E DONAZIONE D’AZIENDA
TRASFORMAZIONI
SOSTANZIALI SOGGETTIVE
presente) del verbo1dproficere che significa 1eavvantaggiare. Usiamo quindi il termine “Non profit”
SCISSIONE TOTALE SUCCESSIONE EREDITARIA

per indicare l’assenza


2a
di vantaggio. 2b
CONFERIMENTO, CESSIONE
E DONAZIONE DI RAMO D’AZIENDA
SCISSIONE PARZIALE

Barrare la casella se il soggetto subentrante intende esercitare la facoltà di acquistare beni e servizi senza pagamento dell’imposta a norma dell’art. 2,
PL
comma 2, della L. n. 28/1997

Indicare la partita IVA PARTITA IVA / CODICE FISCALE PARTITA IVA / CODICE FISCALE
(se ditta individuale)
o il codice fiscale (se soggetto
L’idea che ha guidato la redazione di questo Manuale operativo è stata prevalentemente quella di
diverso) del soggetto estinto
o trasformato: vedi istruzioni
PARTITA IVA / CODICE FISCALE PARTITA IVA / CODICE FISCALE

realizzare un valido supporto “gestionale” per tutte le realtà, grandi e piccole, territoriali di
Legambiente. PARTITA IVA / CODICE FISCALE PARTITA IVA / CODICE FISCALE

Il progressivo
SEZIONE 2 e continuo
CONFERIMENTO
sviluppo
DA COMPILARE A CURA DELdel settore,
CONFERENTE l’introduzione di nuove disposizioni o le modifiche di
O DEL CEDENTE
O CESSIONE D’AZIENDA

quelle precedenti, le3 crescenti aspettative


CON MANTENIMENTO
DEL CODICE FISCALE
Partita IVA dei
o codicediversi stakeholder
fiscale del conferitario o cessionario (pubblico,privato,soci,cittadini…)

Barrare la casella se è stato trasferito il beneficio di utilizzazione della facoltà di acquistare beni
PL
hannoSEZIONE
reso3 urgente e COMUNICAZIONE
non più AIrimandabile la ideazione di uno strumento capace di rispondere alle
e servizi senza pagamento dell’imposta a norma dell’art. 2, comma 2, della L. n. 28/1997
FINI DELL’UTILIZZO DEL PLAFOND TRASFERITO (art. 8, quarto comma)
ACQUISIZIONE DI AZIENDA

mutate esigenze delle


IN AFFITTO
4 varie articolazioni di Legambiente.
CON TRASFERIMENTO
DEL PLAFOND
Partita IVA o codice fiscale del locatore

L’evidente
QUADRO E interesse per TIPO
COMUNICAZIONE
il composito comparto degli enti non commerciali ha innescato un
CODICE FISCALE

A C
SEZIONE 1
meccanismo di “proliferazione” di enti non sempre virtuosa, ma in alcuni casi “risultato affrettato”
SOGGETTI DEPOSITARI
E LUOGHI DI
INDIRIZZO COMPLETO (VIA O PIAZZA, NUMERO CIVICO, SCALA, INTERNO, PALAZZINA, ECC.)

CONSERVAZIONE DELLE

dalla voglia di esserci ad ogni costo.


SCRITTURE CONTABILI C.A.P. COMUNE (senza abbreviazione) PROVINCIA

Creare, sviluppare e gestire l’attività di questi particolari soggetti giuridici non è sempre semplice
TIPO CODICE FISCALE
COMUNICAZIONE
A C

e, qualora si affronta con scarse conoscenze , può diventare assolutamente rischiosa. Lo stesso
INDIRIZZO COMPLETO (VIA O PIAZZA, NUMERO CIVICO, SCALA, INTERNO, PALAZZINA, ECC.)

C.A.P. PROVINCIA

Legislatore,ancora, non è riuscito a dare un assetto compiuto, sia dal punto di vista civilistico,sia da
SEZIONE 2 TIPO INDIRIZZO COMPLETO (VIA O PIAZZA, NUMERO CIVICO)
COMUNICAZIONE

quello fiscale. Bisogna considerare,infatti,


LUOGHI DI CONSERVAZIONE
A C
DELLE FATTURE ALL’ESTERO che ad ognuno dei tanti enti che compongono il settore
CITTÀ STATO ESTERO

vengono applicate specifiche norme, create ex-novo o comunque soggette a continue variazioni e/o
TIPO INDIRIZZO COMPLETO (VIA O PIAZZA, NUMERO CIVICO)
COMUNICAZIONE

riformulazioni. Da tutto
A
ciò
C
si può tranquillamente evincere quanto impegnativo sia il consapevole
CITTÀ STATO ESTERO

compito di chi deve quotidianamente confrontarsi con norme,circolari ed adempimenti.


QUADRO F
EVENTUALI ALTRI QUOTA % QUOTA %

Il manuale vuole essere


RAPPRESENTANTI
O SOCI
un utile Ae, siC spera, validoR strumento
TIPO COMUNICAZIONE
CODICE FISCALE
per tutte
TIPO COMUNICAZIONE A
le C sedi di Legambiente
R
per CODICE FISCALE

affrontare in maniera più dettagliata


A C
questi argomenti
R
sia dal punto
A C
di vista gestionale
R
ed QUOTA % QUOTA %

CODICE FISCALE CODICE FISCALE

economico, sia da quello giuridico e fiscale. QUOTA % QUOTA %


A C R A C R
Nel testo è possibile seguire l’esame specifico delle associazioni di promozione sociale, delle
CODICE FISCALE CODICE FISCALE

organizzazioni di volontariato, delle ONLUS e delleR associazioni in genere.


QUOTA % QUOTA %
A C A C R
CODICE FISCALE CODICE FISCALE

L’ente è quindi dettagliatamente indagato nei suoi “eventi” : costituzione,organi, raccolta pubblica
di fondi, rendiconto economico-finanziario…; e sotto l’aspetto tributario: la determinazione

162
CONTABILMENTE

PRESENTAZIONE CODICE FISCALE

0 2 7 4 1 7 7 0 5 4 5 Pagina n.
0 3
QUADRO G Barrare la casella “A” in caso di comunicazione di nuova attività

Una INFORMAZIONI
curiosità: INERENTI
LE ATTIVITÀ ESERCITATE
Barrare la casella “C” in caso di comunicazione di cessazione di attività
TIPO CODICE VOLUME D’AFFARI CONTABILITÀ

“Profit”
SEZIONE 1è termine latino, forma contratta della terza persona singolare (modo indicativo tempo
COMUNICAZIONE ATTIVITÀ DESCRIZIONE ATTIVITÀ PRESUNTO SEPARATA

presente) del verbo Aproficere che significa avvantaggiare. Usiamo quindi il termine “Non profit”
ALTRE ATTIVITÀ ESERCITATE
C

per indicare l’assenza A


di
C
vantaggio.
A C

A C

L’idea che ha guidato


A
laC redazione di questo Manuale operativo è stata prevalentemente quella di
realizzare un validoA supporto
C “gestionale” per tutte le realtà, grandi e piccole, territoriali di
Legambiente. A C

Il progressivo e continuo
A C sviluppo del settore, l’introduzione di nuove disposizioni o le modifiche di

quelle precedenti, leAcrescenti


C
aspettative dei diversi stakeholder (pubblico,privato,soci,cittadini…)
SEZIONE 2 Barrare la casella “A” in caso di comunicazione di nuova sede
Barrare la casella “C” in caso di comunicazione di chiusura sede
hanno reso urgente e non più rimandabile la ideazione di uno strumento capace di rispondere alle
ALTRI LUOGHI
IN CUI VENGONO ESERCITATE
SCRITTURE
LE ATTIVITÀ E/O CONSERVATE INDIRIZZO COMPLETO (VIA O PIAZZA, NUMERO CIVICO, SCALA, INTERNO, PALAZZINA, ECC.)
CONTABILI
LE SCRITTURE CONTABILI

mutate esigenze delle varie articolazioni di Legambiente.


TIPO TIPO
COMUNICAZIONE SEDE
C.A.P. COMUNE PROVINCIA

A C
L’evidente interesse per il composito comparto degli enti non commerciali ha innescato un
INDIRIZZO COMPLETO (VIA O PIAZZA, NUMERO CIVICO, SCALA, INTERNO, PALAZZINA, ECC.) SCRITTURE
CONTABILI
TIPO TIPO

meccanismo di “proliferazione” di enti non sempre virtuosa, ma in alcuni casi “risultato affrettato”
COMUNICAZIONE SEDE
C.A.P. COMUNE PROVINCIA

A C

dalla voglia di esserci ad ogni costo. INDIRIZZO COMPLETO (VIA O PIAZZA, NUMERO CIVICO, SCALA, INTERNO, PALAZZINA, ECC.) SCRITTURE
CONTABILI
TIPO TIPO
COMUNICAZIONE SEDE

Creare, sviluppare e Agestire


C
l’attività di questi particolari soggetti giuridici non è sempre semplice
C.A.P. COMUNE PROVINCIA

SCRITTURE

e, qualora si affronta con scarse conoscenze , può diventare assolutamente rischiosa. Lo stesso
INDIRIZZO COMPLETO (VIA O PIAZZA, NUMERO CIVICO, SCALA, INTERNO, PALAZZINA, ECC.)
CONTABILI
TIPO TIPO
COMUNICAZIONE SEDE
C.A.P. COMUNE PROVINCIA

Legislatore,ancora, non
A Cè riuscito a dare un assetto compiuto, sia dal punto di vista civilistico,sia da
INDIRIZZO COMPLETO (VIA O PIAZZA, NUMERO CIVICO, SCALA, INTERNO, PALAZZINA, ECC.) SCRITTURE

quello fiscale. Bisogna considerare,infatti, che ad ognuno dei tanti enti che compongono il settore
CONTABILI
TIPO TIPO
COMUNICAZIONE SEDE
C.A.P. COMUNE PROVINCIA

vengono applicate specifiche


A C norme, create ex-novo o comunque soggette a continue variazioni e/o SCRITTURE
INDIRIZZO COMPLETO (VIA O PIAZZA, NUMERO CIVICO, SCALA, INTERNO, PALAZZINA, ECC.)
CONTABILI

riformulazioni. Da tutto ciò si può tranquillamente evincere quanto impegnativo sia il consapevole
TIPO
COMUNICAZIONE
TIPO
SEDE
C.A.P. COMUNE PROVINCIA

compito di chi deve quotidianamente confrontarsi con norme,circolari ed adempimenti.


A C
INDIRIZZO COMPLETO (VIA O PIAZZA, NUMERO CIVICO, SCALA, INTERNO, PALAZZINA, ECC.) SCRITTURE
CONTABILI

Il manuale vuole essere un utile e, si spera, valido strumento per tutte le sedi di Legambiente per
TIPO TIPO
COMUNICAZIONE SEDE
C.A.P. COMUNE PROVINCIA

A C
affrontare in maniera più dettagliata questi argomenti sia dal punto di vista gestionale ed
INDIRIZZO COMPLETO (VIA O PIAZZA, NUMERO CIVICO, SCALA, INTERNO, PALAZZINA, ECC.) SCRITTURE
CONTABILI
TIPO TIPO

economico, sia da quello giuridico e fiscale.


COMUNICAZIONE SEDE
C.A.P. COMUNE PROVINCIA

A C

Nel testo è possibile seguire l’esame specifico delle associazioni di promozione sociale, delle
organizzazioni di volontariato, delle ONLUS e delle associazioni in genere.
L’ente è quindi dettagliatamente indagato nei suoi “eventi” : costituzione,organi, raccolta pubblica
di fondi, rendiconto economico-finanziario…; e sotto l’aspetto tributario: la determinazione

163
CONTABILMENTE

PRESENTAZIONE CODICE FISCALE

0 2 7 4 1 7 7 0 5 4 5 Pagina n. 0 4
QUADRO H
Una curiosità:
PRESUNZIONE DI
CESSIONE – RAPPORTO
PARTITA IVA O CODICE FISCALE DEL RAPPRESENTANTE

“Profit” è termine
DI RAPPRESENTANZA
ART. 1, COMMA 4, latino, forma contratta della terza persona singolare (modo indicativo tempo
presente) del verbo proficere che significa avvantaggiare. Usiamo quindi il termine “Non profit”
D.P.R. N. 441/1997

per indicare
QUADRO I
l’assenza di vantaggio.
INDIRIZZO DI POSTA ELETTRONICA TELEFONO FAX
prefisso numero prefisso numero
ALTRE INFORMAZIONI
IN SEDE SITO WEB
DI INIZIO ATTIVITÀ

Dati relativi all’immobile TITOLARITÀ DELL’IMMOBILE TIPO DI CATASTO SEZIONE FOGLIO PARTICELLA SUBALTERNO
destinato all’esercizio
dell’attività

L’idea che ha guidato la redazione di questo Manuale operativo è stata prevalentemente quella di
DATA DI REGISTRAZIONE UFFICIO NUMERO S. NUMERO SERIE
ESTREMI REGISTRAZIONE CONTRATTO
DI LOCAZIONE O DI COMODATO (v. istruzioni)

realizzare un valido supporto “gestionale” per tutte le realtà, grandi e piccole, territoriali di
OPERAZIONI INTRACOMUNITARIE
VOLUME ACQUISTI PRESUNTO VOLUME CESSIONI PRESUNTO

Dati relativi all’attività TIPOLOGIA DELLA CLIENTELA LUOGO DI ESERCIZIO APERTO AL PUBBLICO euro euro euro oltre euro

Legambiente.
esercitata 0 – 5.000 5.001 – 50.000 50.001 – 200.000 200.000
INVESTIMENTI INIZIALI

INVESTIMENTI EFFETTUATI DAI COSTRUTTORI

Il progressivo e continuo sviluppo del settore, l’introduzione di nuove disposizioni o le modifiche di


ALLEGATI
quelle precedenti, le crescenti aspettative dei diversi stakeholder (pubblico,privato,soci,cittadini…)
VARIAZIONE RAPPRESENTANTE LEGALE

hanno reso urgente e non più rimandabile la ideazione di uno strumento capace di rispondere alle
mutate esigenze delle varie articolazioni di Legambiente.
L’evidente interesse per il composito comparto degli enti non commerciali ha innescato un
meccanismo di “proliferazione” di enti non sempre virtuosa, ma in alcuni casi “risultato
QUADRI COMPILATI
Totale
affrettato”
E FIRMA DELLA
DICHIARAZIONE
Il sottoscritto dichiara di aver compilato i seguenti quadri X
A XB XC D E F G H I (barrare) Pagine 0 4
dalla voglia di esserci ad ogni costo.
Creare, sviluppare eDATAgestire l’attività di questi
13/11/2007 particolari soggetti giuridici non è sempre semplice
CODICE FISCALE P R R F N C 6 7 M 1 7 D 0 8 6 K

e, qualora si affronta con scarse conoscenze , può diventare assolutamente rischiosa. Lo stesso
Legislatore,ancora, non è riuscito a dare un assetto compiuto, sia dal punto di vista civilistico,sia da
FIRMA DEL DICHIARANTE
quello fiscale. Bisogna considerare,infatti, che ad ognuno dei tanti enti che compongono il settore
DELEGA
vengono applicate specifiche norme, create ex-novo o comunque soggette a continue variazioni e/o
Il sottoscritto delega il Sig.

riformulazioni. Da tutto ciò si può tranquillamente evincere quanto impegnativo sia il consapevole
a presentare in sua vece il presente modello
compito di chi deve quotidianamente
nato a
confrontarsi con norme,circolari
il
ed adempimenti.
Il manuale vuole essere
DATA
un utile e, si spera, valido strumento per tutte le sedi di Legambiente per
FIRMA DEL DICHIARANTE
IMPEGNO ALLA Codice fiscale dell’intermediario
affrontare in maniera
PRESENTAZIONE
TELEMATICA
piùF Ndettagliata
P R R C 6 7 M 1questi
7 D 0argomenti
8 6 K sia dal punto di vista gestionale ed N. iscrizione all’albo dei CAF

economico,
RISERVATO sia da quello
ALL’INTERMEDIARIO
giuridico
Impegno a presentare e fiscale.
per via telematica la dichiarazione predisposta dal contribuente X

Nel testo è possibile seguire l’esame specifico delle associazioni di promozione sociale, delle
Impegno a presentare per via telematica la dichiarazione del contribuente predisposta dal soggetto che la trasmette

organizzazioni di volontariato, delle ONLUS e delle associazioni in genere.


giorno mese anno

1 3 1 1 2 0 0 7
FIRMA DELL’INTERMEDIARIO
Data dell’impegno

L’ente è quindi dettagliatamente indagato nei suoi “eventi” : costituzione,organi, raccolta pubblica
di fondi, rendiconto economico-finanziario…; e sotto l’aspetto tributario: la determinazione

164
CONTABILMENTE

PRESENTAZIONE Attività gestionale dell’associazione

Una curiosità:
Schema èsemplificato
“Profit” delleforma
termine latino, operazioni di contabilità
contratta di un’associazione
della terza persona singolare (modo indicativo tempo
presente) del verbo proficere che significa avvantaggiare. Usiamo quindi il termine “Non profit”
per indicare l’assenza di vantaggio.
� elaborazione di un apposito piano dei conti ( l’analisi e l’approfondita redazione di un
particolare Piano dei conti calato sulle specifiche esigenze dell’associazione si rivelerà senza
dubbioche
L’idea un ha
ottimo strumento
guidato per semplificare
la redazione di questo gli adempimenti
Manuale contabili);
operativo è stata prevalentemente quella di
realizzare un valido supporto “gestionale” per tutte le realtà, grandi e piccole, territoriali di
Fase di preparazione
Legambiente.
Il�progressivo
raccolta di tutte le “pezze
e continuo giustificative”
sviluppo di l’introduzione
del settore, spesa (scontrini,
di ricevute…);
nuove disposizioni o le modifiche di
� raccolta delle fatture emesse;
quelle precedenti, le crescenti aspettative dei diversi stakeholder (pubblico,privato,soci,cittadini…)
� raccolta
hanno reso urgente e nondelle fatture ricevute;
più rimandabile la ideazione di uno strumento capace di rispondere alle
� ordinamento cronologico dei documenti contabili raccolti.
mutate esigenze delle varie articolazioni di Legambiente.
L’evidente interesse per il composito comparto degli enti non commerciali ha innescato un
Fase di registrazione
meccanismo di “proliferazione” di enti non sempre virtuosa, ma in alcuni casi “risultato affrettato”
dalla voglia diprima
� redazione nota;
esserci ad ogni costo.
� verifica
Creare, rispondenza
sviluppare cassal’attività
e gestire risultante
di dalla
questicontabilità con
particolari cassa reale;
soggetti giuridici non è sempre semplice
� verifica rispondenza banca risultante dalla contabilità con estratti
e, qualora si affronta con scarse conoscenze , può diventare assolutamenteconto; rischiosa. Lo stesso
� redazione del Libro
Legislatore,ancora, nonGiornale.
è riuscito a dare un assetto compiuto, sia dal punto di vista civilistico,sia da
quello fiscale. Bisogna considerare,infatti, che ad ognuno dei tanti enti che compongono il settore
Operazioni
vengono collegate:
applicate specifiche norme, create ex-novo o comunque soggette a continue variazioni e/o
� registrazioneDa
riformulazioni. documenti
tutto ciòsui registri
si può IVA
tranquillamente evincere quanto impegnativo sia il consapevole
� calcolo Iva debito ed Iva a credito;
compito di chi deve quotidianamente confrontarsi con norme,circolari ed adempimenti.
Il�manuale
oppure calcolo Iva da un
vuole essere versare
utile con
e, siforfetizzazione legge 398/91.
spera, valido strumento per tutte le sedi di Legambiente per
affrontare in maniera più dettagliata questi argomenti sia dal punto di vista gestionale ed
economico, sia da quello giuridico e fiscale.
Nel testo è possibile seguire l’esame specifico delle associazioni di promozione sociale, delle
organizzazioni di volontariato, delle ONLUS e delle associazioni in genere.
L’ente è quindi dettagliatamente indagato nei suoi “eventi” : costituzione,organi, raccolta pubblica
di fondi, rendiconto economico-finanziario…; e sotto l’aspetto tributario: la determinazione

165
CONTABILMENTE

Schema semplificato delle operazioni per la compilazione della Prima Nota

Fase di preparazione
� raccolta di tutte le “pezze giustificative” di spesa (scontrini, ricevute…);
� raccolta delle fatture emesse;
� raccolta delle fatture ricevute;
� ordinamento cronologico dei documenti contabili raccolti.

Fase di compilazione
� Registrazione in ordine cronologico di tutte le operazioni;
� verificate con continuità la rispondenza fra cassa come risultato delle registrazioni e cassa
reale;
� verificate con continuità la rispondenza fra banca come risultato delle registrazioni e banca
reale;
� evidenziare,opportunamente, per tutte le operazioni la ntura: ovvero specificare se si tratta di
operazioni istituzionali o commerciali

Fase di conservazione del materiale


� prevedere una separata (magari cartelle diverse…) archiviazione delle fatture emesse e delle
fatture ricevute;
� archiviazione dei documenti di spesa;
� archiviazione dei documenti di entrata (oltre alle fatture si avranno le ricevute relative al
tesseramento, le erogazioni liberali…)

166
CONTABILMENTE

Fac-simile verbale organizzazione raccolta pubblica di fondi

VERBALE DI CONSIGLIO DIRETTIVO DELL'ASSOCIAZIONE


"…………………………"

Il giorno …………………… alle ore ……, presso la sede sociale dell’Associazione, a


………………………… in Via ……………………………, si riunisce il Consiglio Direttivo.
Il Consiglio è validamente riunito, presenziando n…… consiglieri su …… in carica.

Si procede con la discussione secondo il seguente ordine del giorno:

- organizzazione manifestazione di raccolta fondi;


- varie e d eventuali.

Il Presidente relaziona ai consiglieri sulla opportunità di promuovere una manifestazione di raccolta


fondi ed a tal proposito cita la legge che rende questo strumento di autofinanziamento
assolutamente legittimo. Infatti, il Presidente ricorda che ii sensi dell'art. 2 del D. Lgs. 460/97, non
concorrono a formare il reddito degli enti non commerciali le raccolte pubbliche occasionali di
fondi svolte in concomitanza di celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione anche nel
caso in cui vengano offerti ai donatori oggetti o servizi di modico valore (mele, arance, piantine…).

Il fatto che questi proventi non concorrano a formare il reddito significa che non sono sottoposti a
nessuna tassazione compresa l'IVA.

In virtù di queste agevolazioni e a protezione della fede pubblica, sono però imposti agli enti
commerciali alcuni adempimenti rispetto alla tenuta della contabilità:

Quindi, l’associazione ha l'obbligo di redigere un rendiconto apposito da cui risultino le spese


sostenute, le entrate e l'utilizzazione che è stata fatta (o che è stata deliberata) del residuo attivo.

Il presidente propone che la manifestazione sia organizzata


…………………………………………………………………………………………………………

167
CONTABILMENTE

…………………………………………………………………………………………………………
…………………………………………………………………………………………………………
…………………………………………………………………………………………………………
………………………………………………………………………………………………

Seguono gli interventi dei consiglieri


…………………………………………………………………………………………………………
…………………………………………………………………………………………………………
…………………………………………………………………………………………………………
………………………………………………………………………

Il presidente ascoltati tutti gli interventi mette ai voti le proposte


…………………………………………………………………………………………………………
…………………………………………………………………………………………………………
…………………………………………………………………………………………………………
………………………………………………………………………

Il maggiore consenso con n………… voti favorevoli va alla proposta


…………………………………………………………………………………………………………
…………………………………………………………………………………………………………
……………………………………………..

Non essendovi null’altro da deliberare alle ore ……………, il Presidente dichiara sciolta la
riunione e chiude contestualmente il presente verbale, previa lettura, approvazione e conferma.

Il Presidente Il Segretario

168
CONTABILMENTE

Fac-simile verbale organizzazione manifestazione ………………………con esibizione canora e


vendita di spazio pubblicitario

VERBALE DI CONSIGLIO DIRETTIVO DELL'ASSOCIAZIONE


"…………………………"

Il giorno …………………… alle ore ……, presso la sede sociale dell’Associazione, a


………………………… in Via ……………………………, si riunisce il Consiglio Direttivo.
Il Consiglio è validamente riunito, presenziando n…… consiglieri su …… in carica.

Si procede con la discussione secondo il seguente ordine del giorno:

- organizzazione manifestazione ……………………… con esibizione canora;


- vendita spazio pubblicitario
- varie e d eventuali.

Il Presidente illustra ai presenti la proposta proveniente dai soci …………….. per l’organizzazione
della manifestazione
………………………………………………………………………………………………………
………………………………………………………………………………………………………
…………………………………………….. all’interno della manifestazione si prevede l’esibizione
canora di
………………………………………………………………………………………………………
……………………….
Interviene il consigliere …………………………il quale si dice sicuro di poter coinvolgere
nell’organizzazione la ditta/società ………………………. Che in cambio di un opportuno spazio
pubblicitario è disposta a cofinanziare l’iniziativa con un apposito esborso pari ad euro
………………………………
Il presidente ascoltati tutti i pareri e le varie proposte formula una sua sintesi
………………………………………………………………………………………………………
…………………………………………………………………………………..che mette ai voti. I
favorevoli sono n…….. i contrari n……………gli astenuti n……………………….

169
CONTABILMENTE

Il Presidente chiede inoltre al Consiglio Direttivo l’autorizzazione per poter formulare e


sottoscrivere gli appositi contratti con l’artista e con la ditta.
Il Consiglio delega all’unanimità il Presidente a predisporre e firmare i contratti.
Non essendovi null’altro da deliberare alle ore ……………, il Presidente dichiara sciolta la
riunione e chiude contestualmente il presente verbale, previa lettura, approvazione e conferma.

Il Presidente Il Segretario

170
CONTABILMENTE

Fac – simile contratto con l’artista per l’esibizione in uno spettacolo

CONTRATTO PRESTAZIONE DI LAVORO AUTONOMO OCCASIONALE


CONTRATTO D’OPERA
Ai sensi degli artt. 2222 e seguenti del codice civile

Con la presente scrittura privata redatta in duplice copia, da valersi a tutti gli effetti di legge, tra le
seguenti parti:
- ASSOCIAZIONE ..............., con sede in ...............(...), via ..............., partita Iva: ...............,
nella persona del Presidente e legale rappresentante, sig. ..............., nato a ............... il giorno
............... e residente a ...............(...), via ..............., n. ....., codice fiscale: ..............., qui di seguito
denominata Committente;
- E il Sig. ..............., nato a ............... il giorno ............... e residente a ..............., via ..............., n.
....., codice fiscale: ............... qui di seguito denominato sig. ..............., si conviene e si stipula
quanto segue:

PREMESSO

- che la Committente non ha fine di lucro ed ha lo scopo


di…………………………………………………………………………………………………….
A supporto delle manifestazioni istituzionali, l’associazione organizza dei momenti musicali ed
artistici in genere, con la partecipazione di musicisti e/o artisti vari;
- che il sig. ............... è artista e musicista;
- che la Committente ha necessità di avvalersi dell’opera creativa del sig. ..............., in qualità di
lavoratore autonomo, per provvedere ad una specifica esibizione musicale, all’interno della
manifestazione denominata ............... che avrà luogo il giorno ...............;
- che è intenzione del sig. ............... realizzare tale prestazione d’opera artistica;
- che è intendimento delle parti di collaborare tra loro in autonomia ed escludendo ogni vincolo di
subordinazione;

TUTTO CIÒ PREMESSO

171
CONTABILMENTE

le due parti d’accordo, dichiarano di costituire il seguente contratto, di seguito indicato


“contratto”, conformemente a quanto previsto dagli artt. 2222 e seguenti del codice civile e
regolamentato dai seguenti patti e condizioni:
1) oggetto del presente contratto è costituito dalla esibizione musicale all’interno della
manifestazione denominata ...............;
2) il rapporto, di natura occasionale, prevede l’unica esibizione di cui al presente contratto.
Quindi si esaurirà al termine dell’esecuzione della prestazione richiesta;
3) il tempo di esecuzione e le modalità di svolgimento della prestazione sono di esclusiva
competenza del sig. ...............;
4) il sig. ............... non è tenuto a coordinarsi con l’attività complessiva della Committente, in
quanto la sua prestazione si esaurisce nell’attività oggetto del presente accordo. Per questo
motivo, il sig. ............... non sarà inserito funzionalmente nell’organizzazione aziendale e
nell’organizzazione gerarchica della Committente e svolgerà la prestazione oggetto del presente
contratto in piena indipendenza ed autonomia, senza quindi l’obbligo di seguire particolari
direttive tecniche ed organizzative. Egli dovrà solo attenersi alle indicazioni di massima fornitegli
dalla Committente in ordine alle modalità di svolgimento dello spettacolo, rispettando la scaletta
della giornata/serata;
5) a titolo di compenso per la prestazione musicale di cui al presente incarico, la Committente
corrisponderà all’artista la somma di euro ............... lorde (diconsi euro ............... virgola
...............), non soggetto ad Iva, a norma dell’art. 5 del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 e
successive modificazioni. Le spese sostenute dal sig. ............... per lo svolgimento del presente
contratto, sono a carico del sig. ............... stesso;
6) per effetto del presente tipo di rapporto, di natura occasionale e non subordinato, gli obblighi
assicurativi e antinfortunistici sono a carico del sig. ............... La Committente provvederà al
versamento della ritenuta d’acconto nei termini di legge;
7) il reddito prodotto per effetto del presente rapporto rientra fra i redditi “diversi”, di cui all’art.
67, c. 1, lett. l) del t.u.i.r. La Committente dovrà esclusivamente operare la ritenuta d’acconto del
20% sul compenso erogato e rilasciare la relativa certificazione;
8) sono a carico del sig. ............... i seguenti due obblighi:
- obbligo di iscrizione alla gestione separata di cui alla legge n. 335/1995, utilizzando l’apposito
schema di domanda predisposto dall’Inps a decorrere dal momento in cui nell’arco dell’anno
solare, intendendosi per tale il periodo che intercorre tra il 1° gennaio e il 31 dicembre, a fronte di

172
CONTABILMENTE

un unico o di una pluralità di rapporti, sia superato il reddito derivante da attività di lavoro
autonomo occasionale di euro 5.000,00 lordi;
- obbligo di comunicare alla Committente, all’inizio del rapporto di cui alla presente lettera e,
tempestivamente, durante il suo svolgimento, il superamento o meno del limite di reddito pari a
euro 5.000,00;
9) ogni accordo in deroga al presente contratto, dovrà risultare in forma scritta, non essendo
applicabili i patti verbali;
10) per effetto del presente contratto, il sig. ............... autorizza la Committente al trattamento dei
dati personali e alle comunicazioni a terzi dei dati stessi, al fine di ottemperare agli obblighi
normativi connessi al presente contratto;
11) per ogni controversia che dovesse sorgere tra le parti in merito alla interpretazione ed
esecuzione del presente contratto, le parti stesse ricorreranno preliminarmente ad un tentativo di
conciliazione presso un organismo di conciliazione o presso un conciliatore.

Per accettazione integrale del contenuto della presente lettera

Luogo e data, ...............

Firma delle parti:


........................... ...........................

173
CONTABILMENTE

Fac – simile contratto per esposizione pubblicitaria

Luogo e data Spett.le


............... ...............

Oggetto: Schema “accordo prestazioni pubblicitarie”

ACCORDO PER ESPOSIZIONE PUBBLICITARIA

Tra le seguenti parti:


- Associazione “...............”, con sede in ............... (...), via ............... partita iva ..............., in
persona del presidente e legale rappresentante, sig. ..............., nato a ............... il ...............
residente a ............... C.F.: ..............., qui di seguito ...............;
- Ditta/Società “...............”, con sede in ............... via ...............partita iva: ..............., in persona
del legale rappresentante, sig. ............... nato a ............... il ............... e residente in ...............
codice fiscale: ..............., qui di seguito /DittaSocietà;

PREMESSO

a) che la ............... è ente senza fine di lucro – associazione – ed è in possesso dei requisiti legali
e di costituzione, previsti dalla normativa vigente, per essere definita “Associazione
………………”;
b) che la ..............., per la realizzazione delle attività istituzionali, previste dallo Statuto, utilizza
anche la sede ..............., di proprietà ...............;
c) che la ............... dispone di spazi pubblicitari;
d) che è intenzione della Ditta/Società instaurare rapporti promo – pubblicitari con la ...............;
e) che la Società è a conoscenza delle finalità istituzionali della ...............;

174
CONTABILMENTE

TUTTO CIÒ PREMESSO, TRA LE PARTI SI CONVIENE


E SI STIPULA QUANTO SEGUE

1. La premessa costituisce parte integrante del presente accordo.


2. La ............... mette a disposizione della Ditta/Società i seguenti spazi pubblicitari:
...............
...............
...............
...............
3. Periodo di permanenza degli spazi pubblicitari: ...............
4. Tariffa applicata: ...............
5. Modalità di pagamento: ...............
6. Obbligo della Società: la Ditta/Società, nella predisposizione del materiale pubblicitario, viste
le finalità della ............... e i luoghi di esercizio delle attività, si impegna a rispettare le norme
etiche di diffusione di immagini e parole conformi alle regole del vivere civile.

Luogo e data, ...............

Le parti:

.................. ...............
(timbro e firma) (timbro e firma)

175
CONTABILMENTE

Fac-simile verbale riunione su discussione per predisporre strumenti di comunicazione per


pubblicizzare la possibilità di ricevere erogazioni liberali ed entrate legate al 5 per mille

VERBALE DI CONSIGLIO DIRETTIVO DELL'ASSOCIAZIONE


"…………………………"

Il giorno …………………… alle ore ……, presso la sede sociale dell’Associazione, a


………………………… in Via ……………………………, si riunisce il Consiglio Direttivo.
Il Consiglio è validamente riunito, presenziando n…… consiglieri su …… in carica.

Si procede con la discussione secondo il seguente ordine del giorno:

a) discussione e promozione comunicazione su vari strumenti di autofinanziamento;


b) varie ed eventuali.

Il Presidente nel rappresentare ai consiglieri l’enorme soddisfazione per le ottime ed apprezzate


iniziative dell’associazione
…………………………………………………………………………………………………………
…………………………………………………………………………………………………………
…………………………………………….. socializza comunque l’esigenza di utilizzare tutte le
opportunità che le norme riconoscono ai soggetti associativi in termini di agevolazioni facilemnti
riconducibili ad operazioni di autofinanziamento. Fra questi potrebbero avere una certa risposta le
erogazioni liberali ed il 5 per mille.

Per quanto riguarda le erogazioni liberali il Presidente ricorda che l'art. 14 del DL 35/05 ha
introdotto delle novità rispetto alle “donazioni”. Privati ed imprese ottengono delle agevolazioni
solo se effettuano "liberalità" nei confronti di ONLUS e di APS di rilevanza nazionale ed iscritte
nel registro previsto dalla legge 383/00.

In base all'art. 14 le liberalità in denaro o in natura erogate ad ONLUS ed APS (nazionali) da


persone fisiche e da enti soggetti ad IRES sono deducibili (si detraggono dall' imponibile) dal
reddito fino al limite del 10% del reddito complessivo dichiarato e, comunque nella misura massima
di 70mila euro all'anno. Per Il cinque per mille, il presidente rammenda a tutti, che viene introdotto
a titolo iniziale e sperimentale nei commi 337-340 della legge finanziaria per il 2006 (legge 23

176
CONTABILMENTE

dicembre 2005, n. 266). Prevede la possibilità per il contribuente di vincolare il 5‰ della propria
imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) a sostegno di una delle seguenti quattro categorie:

1. volontariato, Onlus (Organizzazioni non lucrative di utilità sociale) e associazioni di


promozione sociale (iscritte nei registri nazionale, regionale o provinciale)
2. attività sociali svolte dal Comune di residenza
3. ricerca sanitaria
4. ricerca scientifica o delle Università

Tale facoltà può essere esercitata dal contribuente indicando nella dichiarazione dei redditi il codice
fiscale dell'ente che intende finanziare. L’associazione però, se vuole usufruire di questa possibilità,
deve fare richiesta di iscrizione in un apposito registro secondo particolari modalità.

Chiedono di intervenire i
consiglieri……………………………………………………………………………………………
…………………………………………………………………………………………………………
…………………………………………

Il Presidente ascoltati tutti gli interventi mette a votazione la proposta di individuare i canali più
appropriati per la pubblicizzazione di tali opportunità. La proposta viene approvata all’unanimità.
Non essendovi null’altro da deliberare alle ore ……………, il Presidente dichiara sciolta la
riunione e chiude contestualmente il presente verbale, previa lettura, approvazione e conferma.

Il Presidente Il Segretario

177
CONTABILMENTE

FAC SIMILE RICEVUTA DI EROGAZIONE LIBERALE su carta intestata dell’associazione

Si attesta che in data ……….. il sig. o l'azienda ………………… ha versato

all’(associazione-…………….. ), €. ……………… a titolo di erogazione liberale per iniziative


istituzionali, mediante assegno bancario/postale n. …………. Dell’istituto di credito/dell’Uffico
postale……………………………..

Le erogazioni liberali in denaro effettuate in favore delle Onlus (APS)sono deducibili alle
condizioni e nei limiti previsti dalla legge (art.14 D.lgs. 35/05).

E' necessario conservare la documentazione del versamento relativo che deve essere eseguito
obbligatoriamente tramite banca, ufficio postale o altro mezzo idoneo a consentire un facile
riscontro evidenziando la causale “erogazione liberale”.

Glossario:

deducibilità: la possibilità di diminuire l'imponibile sul quale poi calcolare l'imposta;

178
CONTABILMENTE

MODELLOMODELLO
PER L’ISCRIZIONE ALL’ELENCO
PER L’ISCRIZIONE
L’ISCRIZIONE DEI SOGGETTI
ALL’ELENCO
ALL’ELENCO DI CUI
DEI SOGGETTI DI CUI
ALL’ART. 1,
ALL’ARCOMMA
ALL’ART 337, LETT. A),
T. 1, COMMA 1234, LETT.DELLA LEGGE N. 266 DEL 2005
LETT. a), DELLA LEGGE N. 296 DEL 2006
DATI DELL’ENTE
Codice fiscale 8 0 4 5 8 4 7 0 5 8 2
TIPOLOGIA ONLUS di cui all’art. 10 del D.Lgs. n. 460 del 1997 X
DELL’ENTE ASSOCIAZIONI DI PROMOZIONE SOCIALE di cui alla legge n. 383 del 2000, iscritte nei registri di cui all’art. 7, commi 1, 2, 3 e 4
ASSOCIAZIONI RICONOSCIUTE che operano nei settori di cui all’art. 10, comma 1, lett a), del D.Lgs 460 del 1997
Codice fiscale
DATI RELATIVI
AL LEGALE
RAPPRESENTANTE
D L L R R T 5 9 M 1 5 H 5 0 1 K
FIRMATARIO
Cognome Nome Sesso (barrare la casella)

DELLA SETA ROBERTO M X F

Data di nascita Comune (o Stato estero) di nascita Provincia (sigla)


giorno mese anno

15 08 1959 ROMA RM

Comune Provincia (sigla)

Residenza anagrafica ROMA RM


o (se diverso)
Domicilio Fiscale
Frazione, via e numero civico C.a.p.

VIA F. BORSIERI 20 00100


Il sottoscritto dichiara che l’ente identificato dal codice fiscale sopra indicato possiede
i requisiti di cui all’art. 1, comma 1234, lett. a) della legge 27 dicembre 2006, n. 296
FIRMA

IMPEGNO ALLA
PRESENTAZIONE Codice fiscale dell’intermediario Data dell’impegno
TELEMATICA giorno mese anno

P R R F N C 6 7 M 1 7 D 0 8 6 K 14 03 2007
Riservato
all’intermediario FIRMA DELL’INTERMEDIARIO

Informativa sul trattamento dei dati (art. 13 del d. lgs. n. 196 del 2003): i dati conferiti, anche con l’autocertificazione, sono
prescritti dalle disposizioni vigenti ai fini del procedimento che, altrimenti, non potrebbe essere utilmente definito. I dati
verranno utilizzati esclusivamente per tale scopo, con modalità anche informatizzate a ciò strettamente funzionali, da parte
dei soli incaricati del trattamento designati dall’Agenzia delle entrate nonché da SOGEI S.p.A., sita in Roma, via Mario Carucci,
n.99, 00143, responsabili del trattamento. L’interessato può esercitare i diritti di cui all’art. 7 del d. lgs. n. 196 del 2003
(accesso, aggiornamento, cancellazione, trasformazione, ecc.).

1 di: 1

179
CONTABILMENTE

Fac-simile verbale su decisione ricorso a collaboratori retribuiti

VERBALE DI CONSIGLIO DIRETTIVO DELL'ASSOCIAZIONE


"…………………………"

Il giorno …………………… alle ore ……, presso la sede sociale dell’Associazione, a


………………………… in Via ……………………………, si riunisce il Consiglio Direttivo.
Il Consiglio è validamente riunito, presenziando n…… consiglieri su …… in carica.

Si procede con la discussione secondo il seguente ordine del giorno:

- Valutazione esigenza di ricorrere a collaborazioni a pagamento;


- varie e d eventuali.
Il Presidente nel dare inizio alla riunione non può non palesare la sua soddisfazione
nell’evidenziare la crescita dell’associazione e la sua esigenza, per far fronte alle tante iniziative e
progetti in corso, di ricorrere a collaboratori retribuiti
………………………………………………………………………………………..
………………………………………………………………………………………………………
………………………………………………………………………………………………………
……………………………………………..
Chiede di intervenire il consigliere
…………………………………………………………………….
………………………………………………………………………………………………………
………………………………………………………………………………………………………
……………………………………………..
Propone fra l’altro di formalizzare sia un contratto a progetto sia una collaborazione
occasionale……………………………………………………………………………………. Il
presidente d’accordo con gli interventi mette ai voti la proposta che viene approvata
all’unanimità. Non essendovi null’altro da deliberare alle ore ……………, il Presidente dichiara
sciolta la riunione e chiude contestualmente il presente verbale, previa lettura, approvazione e
conferma.

Il Presidente Il Segretario

180
CONTABILMENTE

Fac – simile contratto di lavoro a progetto

Tra il Sig. …………………………., con sede in ………………………. C.F. /P.I.


………………… d'ora in avanti denominato COMMITTENTE

Il Sig. ……………………, nato a ……………….. il ………………. e residente in


……………….., codice fiscale ……………….., d'ora in avanti denominato COLLABORATORE

PREMESSO

Che il committente come sopra indicato e rappresentato svolge l'attività di


……………………………………………………, ed è intenzionato ad incaricare un soggetto in
possesso delle indispensabili conoscenze professionali per ………………………………………….;
Che il COLLABORATORE risulta essere in possesso della professionalità necessaria;
Che il COLLABORATORE intende accettare l'incarico propostogli;

SI CONVIENE QUANTO SEGUE

a) Il committente conferisce al collaboratore che accetta l'incarico destinato alla realizzazione della
del PROGETTO di cui alla premessa;
b) il rapporto di lavoro è disciplinato dagli articoli contenuti nel Titolo VII del D.Lgs. n.276/2003,
artt. da 61 a 69;
c) Il committente non eserciterà nei confronti del collaboratore alcun potere gerarchico e
disciplinare tipico del rapporto di lavoro subordinato;
d) Le parti convegono, nel rispetto dei principi contenuti nell'art.61 del D.Lgs. n. 276/03, di valutare
periodicamente in un'ottica di coordinamento e nel rispetto dell'autonomia nell'esecuzione della
prestazione, il lavoro svolto anche in relazione agli obiettivi alla base del progetto;
e) La durata del progetto è di mesi 12, con decorrenza da………….. e con scadenza il …………….;
f) Il compenso è fissato in Euro ……….. lordi, da corrispondere in soluzioni mensili ;

181
CONTABILMENTE

g) Il collaboratore, nel rispetto della previsione di cui all'art.64 del D.Lgs. 276/2003, si impegna a
non diffondere notizie ed apprezzamenti attinenti ai programmi ed alla organizzazione di essi;
h) Per quel che riguarda le situazioni scaturenti da malattia, infortunio e gravidanza si richiamano
integralmente i contenuti dell'art.66 del D.Lgs. n.276/2003;
i) Il contratto di lavoro si risolve al momento della realizzazione del progetto;
l) Le parti possono recedere prima della scadenza del termine per giusta causa o secondo le
eventuali diverse modalità previste dal contratto in oggetto, ivi incluso il preavviso, che dovrà
essere di almeno 90 giorni;
m) Il collabpratore autorizza il committente a trattare ed a comunicare a terzi i propri dati personali
in relazione ai soli adempimenti normativi connessi con il presente contratto;
n) Il committente provvede a calcolare sul compenso netto di cui al punto h) le ritenute fiscali e
previdenziali e a versarle nei termini previsti dalla legislazione vigente;
……………….., …………………………………..

LETTO, CONFERMATO E SOTTOSCRITTO

Il committente..............................…………. Il collaboratore.................................…………..

182
CONTABILMENTE

Fac – simile allegato al contratto a progetto

Il presente Progetto è parte integrante del contratto di lavoro a progetto stipulato tra il/la sig.re/a
(COGNOME e NOME), legale rappresentante della (RAGIONE SOCIALE) (committente) con
sede in (CITTA’) (PROVINCIA) – (INDIRIZZO), tel. (TELEFONO) Partita Iva (P.IVA) e Codice
Fiscale (C.F.)

Il/la signore/a (COGNOME e NOME) (collaboratore) nato/a a (LUOGO NASCITA) il …/…/…. e


residente in (CITTA’) (PROVINCIA), via (INDIRIZZO) - Codice Fiscale (C.F.).

Individuazione del progetto (o programma di lavoro o fase di esso)


________________________________________________________________________________
______________________________________________
_______________________________________________________________
_______________________________________________________________

Obiettivo
_______________________________________________________________
_______________________________________________________________
_______________________________________________________________
_______________________________________________________________

Mezzi e strumenti
_______________________________________________________________
_______________________________________________________________
_______________________________________________________________
_______________________________________________________________
_______________________________________________________________

Organizzazione e coordinamento
_______________________________________________________________
_______________________________________________________________
_______________________________________________________________
_______________________________________________________________

_________ , ______________________

IL COMMITENTE
____________________

IL COLLABORATORE
______________________

183
CONTABILMENTE

Fac simile contratto di collaborazione occasionale

Tra …………………………….. con sede in …………..,… P.I………….. rappresentato dal


Presidente e legale rappresentate pro-tempore ……….. nato a ………. il …………… e residente in
…………………………. C.F ………………………………
E
La Sig.ra ……………….. , nata a …………….. , il ………………, e residente
in…………….,………………. C.F. ………………………..,
PREMESSO
Che la Sig.ra ……………………. è in possesso del livello di professionalità adeguato ai compiti da
espletare, si conviene quanto segue:
- la Sig. ra …………… si obbliga ad eseguire una attività di …………………. in favore dell'
…………….. nel periodo che va dal …………. al ………, e comunque per un complessivo
impegno non superiore a 30 giorni. La prevista collaborazione sarà svolta dalla Sig/.ra
………… senza alcun vincolo di orario, di modalità di esecuzione;
- quale corrispettivo della prestazione occasionale svolta dal collaboratore, l'Associazione
………. si impegna a corrispondere un compenso di €…………(� ad euro 5.000,00)al lordo
della ritenuta d'acconto di cui all'art. 25, del D.P.R. 600/73. Il pagamento del corrispettivo
avverrà secondo pattuizioni concordate fra le parti.
- Qualora il compenso complessivo oltrepassi € 5.000 lordi e/o l'attività espletata dal
collaboratore comporti un impegno maggiore di 30 giorni, le parti stipuleranno altro
contratto rispondente alla normativa vigente, regolarizzando i compensi in base a quanto
previsto dalla tipologia di contratto che si stipulerà.
Letto, confermato e sottoscritto
………………….., ……………………….

IL Collaboratore Per l'Associazione

184
CONTABILMENTE

Fac – simile contratto di associazione in partecipazione per somministrazione alimenti e bevande

Con la presente scrittura privata tra:


l’associazione………………….. con sede a ………………, in Via ………… , C.F./P.I.
………………, rappresentato dal Presidente e legale rappresentante pro-tempore ……………….,
nato a ……………. il ………….. e residente a ………………., in Via …………, Codice Fiscale
…………………………

e
il Sig…………….. , nato a ………………… il ……………. e residente a ……………………, in
Via ………………………., C.F. ………………………………….

e
la Sig.ra …………….., nata a ………………….. il ………….. e residente a ………………, in Via
…………….., C.F………………………………….

PREMESSO
- che l’associazione …………………………… è regolarmente costituita ai sensi e con gli effetti di
cui agli Artt. 36 e segg. del C.C. e che agisce in osservanza del proprio Statuto sociale, di cui le
parti dichiarano di conoscere ed approvare il contenuto;

- che la medesima associazione…………………. è in possesso delle speciali autorizzazioni


amministrative e sanitarie rilasciate dalle competenti autorità per la somministrazione di alimenti, e
bevande analcoliche, alcoliche di qualsiasi gradazione che, in conformità alle vigenti leggi,
consentono a detta associazione l’organizzazione e la gestione di un servizio di ristoro a favore
esclusivamente di soci;

SI CONVIENE CHE
1) Le premesse fanno parte integrante del presente atto.
2) Si costituisce una “associazione in partecipazione” ai sensi degli artt. 2549 e segg. del Cod. Civ.
tra l’associazione…………….., ASSOCIANTE, e i Sigg……………… ASSOCIATI.
3) L’obiettivo della costituenda associazione è quello di provvedere alla gestione del servizio di

185
CONTABILMENTE

somministrazione di alimenti e bevande di cui alla premessa; compito dell’associante è quello di


apportare tutto quanto necessiti affinché possa espletarsi il servizio stesso: i locali, le merci, le

attrezzature, le autorizzazioni ecc., mentre le associate apporteranno la propria collaborazione

professionale organizzativa e gestionale, senza alcun vincolo né di subordinazione né di orario.


4) La gestione del servizio avverrà nel pieno rispetto delle leggi in materia e nel rispetto degli orari
di apertura e di chiusura del Circolo, nonché di tutti i regolamenti e le disposizioni che il Consiglio
Direttivo intenderà adottare per il miglior funzionamento del servizio in favore dei soci.
5) Le forniture dei prodotti saranno di competenza dell’ associante; le fatture relative saranno
intestate all’associante, così come farà carico all’associante stesso la responsabilità delle

obbligazioni contratte a questo scopo.


6) Il Consiglio Direttivo dell’ associante avrà la facoltà di effettuare un controllo periodico
sull’operato degli associati.
7) Gli associati sulla base della propria esperienza e nell’ambito della attività organizzativa
affidatagli, potranno suggerire i quantitativi e la qualità della merce che si rendesse necessaria per il
miglior funzionamento del servizio.

8) Agli associati verrà attribuita una percentuale pari al ……… %(…………. per cento)cadauno
relativamente alla quota di margine tra il prezzo di acquisto delle merci ed il loro prezzo di cessione
al socio consumatore, dedotte tutte le spese di carattere generale per energia elettrica, pulizia locali,
per consumo di acqua, consulenza contabile, ecc.
9) La quota parte spettante agli associati sarà liquidata mediante la corresponsione di un acconto
mensile pari a euro……….. (………………….) per ciascun associato. Tali acconti verrano liquidati

per undici mesi, mentre a fine anno si effettuerà un versamento a conguaglio sulla base del
rendiconto annuale della gestione, di cui gli associati saranno compartecipi nella compilazione, ed
ai quale sarà rilasciata copia.
10) Sulle quote di utili corrisposte agli associati verranno operate le ritenute d’acconto IRPEF ed

186
CONTABILMENTE

ogni altra ritenuta legislativamente prevista; sarà ugualmente a carico dell’associante


l’inquadramento degli associati ai fini dell’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro
presso la competente sede INAIL.
11) L’associante si riserva il diritto di sciogliere il contratto qualora gli associati non apporti la sua
materiale collaborazione nel rispetto e con l’osservanza di tutte le presenti clausole.
12) Il presente contratto, ai fini delle imposte sul reddito, trattandosi di associazione in
partecipazione, ove l’apporto degli associati è costituito esclusivamente da prestazione di lavoro,
s’inquadra nella normativa di cui alla lettera c), 2° comma, art. 49 del D.P.R. 22 dicembre 1986 n.
917.
13) La durata del presente contratto è fissata per il periodo che va dal ………………….. al
……………….; essa si intenderà tacitamente rinnovata di anno in anno (con durata …………. –

………….. ) salvo disdetta da inviarsi a mezzo lettera raccomandata con ricevuta di ritorno almeno
tre mesi prima della sua scadenza.
14) Per quanto non espressamente previsto dal presente contratto le parti, di comune accordo, si
rifanno a quanto previsto dagli artt. 2549 e segg. del Cod. Civ.
Il presente atto redatto in ……….. copie, di cui una per ciascuna delle parti contraenti ed una per
l’ufficio del registro, viene redatto, letto, confermato e sottoscritto.

………………………….., lì ________________

L’ASSOCIANTE GLI ASSOCIATI

COMUNE DI ……………..
UFFICIO ………………………….
…………………………………………………………..

CONVENZIONE TRA IL COMUNE DI …………………. - Ufficio ………………………… - E


L’ ASSOCIAZIONE ..............................................................................................................
PREMESSO

187
CONTABILMENTE

che l' ordinamento delle autonomie locali, introdotto con la legge 8 giugno 1990 n.142 affida
all'Ente Comune la rappresentanza, la cura degli interessi e la promozione dello sviluppo della
propria comunità ed attribuisce ad esso le funzioni che riguardano la popolazione ed il territorio;
che, secondo i principi programmatici del proprio Statuto il comune di ………….. promuove lo
sviluppo economico, sociale e culturale della comunità
locale,………………………………………………………………………………;
che l' Ufficio ………………………….. ha tra i suoi compiti quello
di……………………………………………………………………………………;
che il non profit o privato sociale coniugando crescita occupazionale e volontariato ( rispondendo
concretamente a molti bisogni "inediti", inserendosi sempre di più e sempre meglio negli spazi
vuoti creati dalla ripartizione dei compiti fra Stato e Mercato ecc.) sta ormai assurgendo a
fondamentale elemento, anche, della crescita economica della comunità locale;
che gli enti del non profit o privato sociale diventando, sempre più consapevolmente, un vero e
proprio sistema economico con imprese
vere,………………………………………………………………………………...;
che L’ASSOCIAZIONE …………… è stato incaricata con Determinazione Dirigenziale n. … del
………. Di…………………………………………………………;
che con la stessa Determinazione Dirigenziale n. ……. del ………… è stata impegnata la somma
di euro…………. per
la……………………………………………………………………………………;
che l’ASSOCIAZIONE …………… ha una una elevata esperienza nella
………………………………….;
Tutto ciò premesso, si conviene e si determina quanto segue:

ART.1)– di affidare all’ ASSOCIAZIONE……………………………………….., dando atto che il


referente per la gestione dell’attività sarà comunque il legale rappresentante dell’
ASSOCIAZIONE……………………………….
ART.2)- Di mettere a disposizione………………………………….......................
………………………………………………………………………………………
ART. 3) - L'inadempienza da parte dell’ASSOCIAZIONE…………………. di uno qualunque dei
patti contenuti in questo contratto produrrà, ipso jure, la risoluzione di esso.

188
CONTABILMENTE

ART. 4) - Per lo svolgimento dell’attività descritta l’ASSOCIAZIONE assicura l'utilizzo di


personale qualificato ed in regola con le disposizioni vigenti in materia di prestazioni di attività
lavorative. Il Comune di …………….è, comunque, liberato da qualsiasi responsabilità contrattuale
e disciplinare attinente il personale utilizzato.
ART. 5) - Il Comune da atto che l'area è a norma relativamente alle norme vigenti in materia.
ART. 6) Il Comune di ……………..corrisponderà all’ASSOCIAZIONE , per il periodo che va dal
al ,quale contributo per le attività descritte, la somma di euro …………... Tale
somma verrà erogata in diverse fasi e precisamente:
- il 50% alla data di stipula della presente convenzione;
- il 30% dopo la presentazione di un primo rapporto di sintesi sulla gestione;
- il saldo su presentazione del rapporto dell’attività svolta alla scadenza della presente
convenzione.

Letto confermato e sottoscritto.

…………………………, lì

189
CONTABILMENTE

Fac – simile modulo apertura posizione INAIL


COD. FISC. DITTA Quadro C1 - L.O. Premi
DENUNCIA N°

DENUNCIA DI ISCRIZIONE - ASSICURAZIONE LAVORATORI DIPENDENTI E ASSIMILATI - DATI RETRIBUTIVI


IMPORTI INDICATI IN LIRE O IN EURO LAVORAZIONE N.

ANNO IN CORSO
DAL AL IMPORTO TOTALE RETRIBUZIONI

/ / / /
,
DI CUI:
RETRIBUZIONI ORDINARIE N. APPRENDISTI
,
TIPO SCONTO RETRIBUZIONI SOGGETTE A SCONTO
RETRIBUZIONI SIL/ASB
, ,
QUOTE ESENTI
, ,
ANNO
DAL AL IMPORTO TOTALE RETRIBUZIONI

/ / / /
,
DI CUI:
RETRIBUZIONI ORDINARIE N. APPRENDISTI
, TIPO SCONTO RETRIBUZIONI SOGGETTE A SCONTO
RETRIBUZIONI SIL/ASB
, ,
QUOTE ESENTI
, ,
PERIODI PRECEDENTI
ANNO
DAL AL IMPORTO TOTALE RETRIBUZIONI

/ / / /
,
DI CUI:
RETRIBUZIONI ORDINARIE N. APPRENDISTI
,
TIPO SCONTO RETRIBUZIONI SOGGETTE A SCONTO
RETRIBUZIONI SIL/ASB
, ,
QUOTE ESENTI
, ,
ANNO IMPORTO TOTALE RETRIBUZIONI
DAL AL

/ / / /
,
DI CUI:
RETRIBUZIONI ORDINARIE N. APPRENDISTI
,
TIPO SCONTO RETRIBUZIONI SOGGETTE A SCONTO
RETRIBUZIONI SIL/ASB
,
,
QUOTE ESENTI
, ,
ANNO IMPORTO TOTALE RETRIBUZIONI
DAL AL

/ / / /
,
DI CUI:
RETRIBUZIONI ORDINARIE N. APPRENDISTI
, TIPO SCONTO RETRIBUZIONI SOGGETTE A SCONTO
RETRIBUZIONI SIL/ASB
, ,
QUOTE ESENTI
, ,
ANNO
DAL AL IMPORTO TOTALE RETRIBUZIONI

/ / / /
,
DI CUI:
RETRIBUZIONI ORDINARIE N. APPRENDISTI
,
TIPO SCONTO RETRIBUZIONI SOGGETTE A SCONTO
RETRIBUZIONI SIL/ASB
,
QUOTE ESENTI
,
,
,
ANNO
DAL AL IMPORTO TOTALE RETRIBUZIONI

/ / / /
,
DI CUI:
RETRIBUZIONI ORDINARIE N. APPRENDISTI
,
TIPO SCONTO RETRIBUZIONI SOGGETTE A SCONTO
RETRIBUZIONI SIL/ASB
,
,
QUOTE ESENTI
, ,
RISERVATA INAIL
FIRMA DEL RESPONSABILE DELLA DITTA
DATA DI PRESENTAZIONE O
SPEDIZIONE / /

190
CONTABILMENTE

Fac – simile F24 pagamento oneri contributivi

191
CONTABILMENTE

Fac-simile verbale su decisione acquisto automezzo antincendio

VERBALE DI CONSIGLIO DIRETTIVO DELL'ASSOCIAZIONE


"…………………………"

Il giorno …………………… alle ore ……, presso la sede sociale dell’Associazione, a


………………………… in Via ……………………………, si riunisce il Consiglio Direttivo.
Il Consiglio è validamente riunito, presenziando n…… consiglieri su …… in carica.

Si procede con la discussione secondo il seguente ordine del giorno:

- acquisto mezzo antincendio;


- varie ed eventuali
Il presidente ricorda ai consiglieri della palesata necessità, viste le particolari atività portate avanti
dall’associazione, dell’acquisto di un opportuno automezzo antincendio
…………………………………………………………………………………………
…………………………………………………………………………………………………………
………………………………………. chiede la parola il consigliere ………… che ricorda a tutti
l'articolo 20 del decreto legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge
n. 326 del 24 novembre 2003, ha previsto modalità alternative per il conseguimento del contributo
di cui all'articolo 96, comma 1, della legge n. 342 del 2000, concedendo alle associazioni di
volontariato e alle Onlus un contributo per l'acquisto di autoambulanze e mezzi antincendio nella
misura del 20 per cento del prezzo complessivo di acquisto, mediante corrispondente riduzione del
medesimo prezzo praticato dal venditore, che, a sua volta, recupera le somme corrispondenti alla
riduzione operata mediante
compensazione……………………………………………………………………………………………………
….
…………………………………………………………………………………………………………
………. Il Presidente dopo la partecipata e proficua discussione mette ai voti la
proposta………………………………………………. Che viene approvata all’unanimità.

192
CONTABILMENTE

Non essendovi null’altro da deliberare alle ore ……………, il Presidente dichiara sciolta la
riunione e chiude contestualmente il presente verbale, previa lettura, approvazione e conferma.

Il Presidente Il Segretario

193
CONTABILMENTE

Esempio compilazione quadro modello Unico per riconoscimento Credito d’imposta

194
CONTABILMENTE

Fac – simile verbale autorizzazione al riconoscimento del rimborso spese per collaboratori e/o
volontari

VERBALE DI CONSIGLIO DIRETTIVO DELL'ASSOCIAZIONE


"…………………………"

Il giorno …………………… alle ore ……, presso la sede sociale dell’Associazione, a


………………………… in Via ……………………………, si riunisce il Consiglio Direttivo.
Il Consiglio è validamente riunito, presenziando n…… consiglieri su …… in carica.

Si procede con la discussione secondo il seguente ordine del giorno:

- autorizzazione al riconoscimento del rimborso spese ai


collaboratori e/ volontari;
- varie e d eventuali.

Il Presidente rende edotti i consiglieri della necessità di prendere in seria considerazione


l’opportunità di riconoscere ai collaboratori e/o volontari il rimborso delle spese sostenute in
nome e per conto
dell’associazione……………………………………………………………………………………
………………………………………………………………………………………………………
……………………………………..Si propone pertanto di autorizzare i sigg.
………………………………….. alla presentazione del relativo prospetto delle spese sostenute
per conto dell’associazione ai fini del loro rimborso. La proposta passa all’unanimità. Non
essendovi null’altro da deliberare alle ore ……………, il Presidente dichiara sciolta la riunione e
chiude contestualmente il presente verbale, previa lettura, approvazione e conferma.

Il Presidente Il Segretario

195
CONTABILMENTE

Fac – simile prospetto rimborso spese

TABELLA DI RIMBORSO SPESE

Nota delle competenze dovute a …………………………………………..

Data …………………………… Luogo……………………………..

RIMBORSO SPESE

� Rimborso costo biglietto ferroviario (da ………a………….) _________

Supplemento (da………a………….) _________

� Rimborso costo biglietto aereo (da………a………...) _________

� Rimborso spese di alloggio (da………a…………..) _________

� Rimborso costi biglietti altri mezzi pubblici _________

� Rimborso spese varie (taxi,parcheggio..) _________

� Percorsi effettuati con il proprio mezzo:

numero di targa ____________

da _______ a ___________ (numero chilometri _________)

da _______ a ___________ (numero chilometri _________)

Totale chilometri _____ (costo per Km.____) Totale costo __________

� Rimborso pedaggio autostradale (da…….a……….) __________

� Rimborso spese vitto (da……….a…………….) __________

Totale rimborso spese _________

196
CONTABILMENTE

Fac – simile documento giustificativo (ricevuta) per entrate commerciali occasionali per
associazioni prive di numero di Partita Iva

Intestazione associazione

Spett. le ( dati del destinatario )

Dati del soggetto che effettua l'attività

Ragione sociale

Sede legale

Codice Fiscale

Dati del Legale Rappresentante

Nome

Cognome

Residenza

Codice Fiscale

Oggetto : ( Descrivere l'attività esercitata/la causale dell'operazione……………)

Inserire l'importo dell'attività e di tutto ciò che rientra nella prestazione stessa ( rimborsi
spesa ecc… come si fa in una fattura vera e propria )
________________________________________________
In calce riportare questa dicitura
Il sottoscritto ..……………………. in qualità di rappresentante legale dell'Associazione
………………….. dichiara ai sensi dell'art. 148 comma 2 del D.P.R. 917/1986 ( T.U.I.R ) di
non esercitare attività che danno luogo a redditi di impresa o di natura commerciale e che
l'attività di cui sopra rientra nell'ipotesi previste dall'art. 67 comma 1 lettera i), del D.P.R.
917/1986 e pertanto non è rilevante ai fini IVA per carenza dei presupposti di cui all'art. 5 del
D.P.R. 633/72.

197
CONTABILMENTE

Fac – simile rendicontazione manifestazione raccolta pubblica di fondi

Rendiconto della raccolta pubblica di fondi:


________________________________________________
Associazione ________________________

Svolta dal ____________ al ____________

Responsabile:

USCITE ENTRATE

Data Documento Importo Data Documento Importo

TOTALE USCITE ________ TOTALE ENTRATE ________

AVANZO DI GESTIONE ________ DISAVANZO DI GESTIONE ________

Firma del Presidente Firma del Segretario


______________________________ ____________________________

198
CONTABILMENTE

Fac – simile verbale liquidazione IVA trimestrale (legge 398/91)

VERBALE DI CONSIGLIO DIRETTIVO DELL'ASSOCIAZIONE


"…………………………"

Il giorno …………………… alle ore ……, presso la sede sociale dell’Associazione, a


………………………… in Via ……………………………, si riunisce il Consiglio Direttivo.
Il Consiglio è validamente riunito, presenziando n…… consiglieri su …… in carica.

Si procede con la discussione secondo il seguente ordine del giorno:

- pagamento IVA trimestrale;


- varie ed eventuali.

Il Presidente relaziona ai presenti che il motivo della convocazione di questa seduta del consiglio
direttivo e del tutto Straordinaria, perché trattandosi di associazione di nuova convocazione si
vogliono condividere le varie operazioni che si compiono per la prima volta dopodiché per prassi
sarà compito di chi né ha le competenze portare avanti l’abitudinaria gestione dell’associazione.
L’associazione, è sempre il Presidente a parlare, quando è stata costituita nell’effettuare l’apertura
della Partita Iva ha ritenuto opportuno scegliere l’opzione 398/91 che fra l’altro consente la
liquidazione dell’ IVA trimestralmente entro il 16 del secondo mese successivo al trimestre di
riferimento. Chiede di intervenire il consigliere ……………………………………
…………………………………………………………………………………………………………
……………………… Dopo la discussione di decide di provvedere al pagamento del relativo F24.

Non essendovi null’altro da deliberare alle ore ……………, il Presidente dichiara sciolta la
riunione e chiude contestualmente il presente verbale, previa lettura, approvazione e conferma.

Il Presidente Il Segretario

199
CONTABILMENTE

Esempio compilazione registro fatture emesse con regime 398/91

200
CONTABILMENTE

Esempio liquidazione Iva in regime 398/91 (I trimestre)

201
CONTABILMENTE

Fac simile verbale redazione rendiconto economico – finanziario

VERBALE DI CONSIGLIO DIRETTIVO DELL'ASSOCIAZIONE "…………….."

Il giorno …………………… (il Consiglio direttivo si deve riunire in un tempo congruo per
permettere all'Assemblea di approvare il rendiconto entro il quarto mese dalla fine dell'esercizio, in
genere il 30 aprile) alle ore ……, presso la sede sociale dell’Associazione, a
………………………… in Via ……………………………, si riunisce il Consiglio Direttivo.
Il Consiglio è validamente riunito, presenziando n…… consiglieri su …… in carica.

Si procede con la discussione secondo il seguente ordine del giorno:

2) Redazione del progetto di rendiconto economico - finanziario per l'anno 200…

2) Varie ed eventuali

Predisponendo le varie operazione di rendicontazione dell'attività sociale il Rendiconto è chiuso con


un avanzo complessivo di €……
Il Consiglio direttivo approva all'unanimità il progetto di rendiconto.
Viene discussa, inoltre, la possibilità di sottoporre all'Assemblea la proposta di investimento
dell'avanzo nelle seguenti attività: ………… ; (o l'accantonamento a riserva,…)

Oppure

Il Rendiconto è chiuso con un disavanzo complessivo di €……


Il Consiglio direttivo approva all'unanimità il progetto di rendiconto.
Viene discussa, inoltre, la possibilità di sottoporre all'Assemblea la proposta di copertura del
disavanzo con gli avanzi dell'esercizio precedente.
------------------------
Prende, quindi, la parola il Presidente che sottolinea come i proventi siano rimasti inalterati
(diminuiti, aumentati) rispetto all'esercizio

202
CONTABILMENTE

precedente……………………………………………………………………………………………
…………………………………………………………………………………………………………
……………………………………..

Oppure

spiega i motivi del disavanzo........


Il Consiglio fissa, infine, la data per la prima convocazione di Assemblea per l'approvazione del
rendiconto nel giorno……… alle ore……….
L'eventuale seconda convocazione è, invece, fissata nel giorno………..alle ore…….

La seduta è tolta alle ore……….

Il segretario

Il Presidente

203
CONTABILMENTE

Fac – simile convocazione assemblea per approvazione rendiconto

Economico – finanziario

CONVOCAZIONE ASSEMBLEA ORDINARIA DEI SOCI DELL’ASSOCIAZIONE


"…………………………………………."

Il giorno …………………… alle ore ……, presso la sede sociale dell’Associazione, a


………………………… in Via ……………………………, è convocata l'Assemblea dei soci in
prima convocazione. L'eventuale seconda convocazione è fissata per il giorno…… alle ore….
Presso il medesimo luogo.

All'ordine del giorno dell'Assemblea:


a) Approvazione rendiconto economico – finanziario;

b) Varie ed eventuali

Si riterrà valida l'Assemblea costituita secondo le norme statutarie.

Il Presidente

204
CONTABILMENTE

Esempio con dati per redazione prospetto rendiconto economico finanziario APS in regime di cui
alla legge 398/91

Per l’esempio si è ipotizzata un’associazione, che svolge, anche se in maniera del tutto sussidiaria
all’ attività istituzionale (rappresentata dai progetti “Alfa” “Beta” “Gamma”) alcune attività
commerciali ,quali la vendita di spazi pubblicitari ……………….., dalle quali riceve proventi per
euro 15.250 a fronte dei costi sostenuti pari a euro 4.575.
� L’associazione durante l’anno organizza una raccolta pubblica di fondi sostenendo uscite pari ad
euro 2.500 ed entrate pari ad euro 7.500
� L’associazione inoltre grazie ad una buona campagna di sensibilizzazione riesce a stimolare
delle donazioni/erogazioni liberali per un importo pari ad euro 5.000,00.
� I costi sostenuti per le attività istituzionali sono pari ad euro 29.490,00 a fronte di ricavi per
euro 31.400,00 valori questi che non concorrono alla determinazione delle imposte dirette.

Inoltre, come si evince dal fac-simile di rendiconto presentato, è indubbio che, affianco all’attività
istituzionale e commerciale, l’associazione dovrà sostenere dei costi generali di struttura (che
naturalmente rappresentano i cosiddetti costi promiscui da caricare percentualmente sia sulle
uscite istituzionali che su quelle commerciali) necessari per il buon proseguimento dell’attività
associativa per il mantenimento lo sviluppo e la crescita della struttura associativa stessa.
� Sulle attività commerciali invece andranno calcolate le imposte in base alle disposizioni della
Legge 398/91. Assolti gli eventuali oneri tributari (Irap, Inps, …) alla fine dell’esercizio risulta un
avanzo di gestione di euro ……………….

205
CONTABILMENTE

Fac – simile prospetto di rendiconto economico finanziario per APS in regime di cui alla Legge
398/91
RENDI-
CONTO
ECONOMI-
CO-FINAN-
ZIARIO

ANNO
200…..
ONERI PROVEN-
TI

ATTI- 50.945,00 Proventi € 31.400,00


VITA’ attività
ISTI- istitu-
TUZIO- zionale
NALE

A) Pro- 8.035,00 A) 10.700,00


getto Progetto
“Alfa” “Alfa”
4.600,00
3.150,00
285,00 B) 9.400,00
Progetto
“Beta”
B) Pro- 6.290,00
getto
“Beta”
3.500,00
2.790,00 C) 11.300,00
Progetto
“Gam-
ma”

206
CONTABILMENTE

Esempio con dati per redazione prospetto rendiconto economico finanziario APS che non
usufruisce del regime di cui alla legge 398/91

� Anche per questo esempio si pensa ad un’associazione, che svolge attività istituzionale
(costituita dai progetti “Alfa”, “Beta”, per i quali sostiene costi per € 381.670,00 ed ottiene entrate
per € 521.250,00 derivanti da contributi pubblici e privati, da donazioni, ecc….);
� alcune attività commerciali(vendita spazi pubblicitari ………………) e dalle quali riesce a
ricavare 285.000,00 euro;
� attività in convenzione con enti pubblici per la realizzazione di determinate iniziative
dell’associazione, dalle quali ottiene ricavi per una ammontare di € 75.000 sui quali, l’associazione
non dovrà pagherà nessuna imposta, se non l’iva, in quanto sono considerati, dalla normativa
vigente, ai soli fini fiscali, decommercializzate, di conseguenza non rientranti nella base imponibile
ai fini della determinazione delle imposte.

Inoltre l’associazione sostiene costi legati alla struttura generale dell’associazione (i così detti costi
promiscui) e necessari per il funzionamento, il mantenimento, lo sviluppo e la crescita della
struttura associativa stessa e che per questo, sono da imputare, in base ad una percentuale che si
stabilisce ad inizia anno prendendo come punto di partenza i dati storici dell’associazione, in parte
all’aspetto istituzionale (nell’esempio si ipotizza il 60% ) e in parte all’aspetto commerciale (
nell’esempio si ipotizza il 40% ).

Dopo aver distinto tutto ciò che rientra nella competenza istituzionale l’istituzionale da ciò che
invece è riconducibile alla sfera commerciale si dovrà procedere al calcolo delle imposte di
esercizio, questa volta non in maniera forfetaria, come avviene per quelle associazioni che optano
per la 398/91, ma in maniera analitica, esaminando voce per voce la sfera commerciale, in modo
tale da poter determinare, tramite la comparazione ricavi fiscali – costi fiscali la base imponibile per
il calcolo delle imposte Ires ed Irap ed Iva. E’ utile ricordare che l’aspetto istituzionale inciderà
sulle imposte, solamente per l’Irap, e solamente per il costo del personale. Una volta aver calcolato
le varie imposte di esercizio si andrà a determinare l’avanzo o il disavanzo di esercizio.

207
RENDICONTO ECONOMICO E FINAZIARIO ANNO 2006

208
ASSOCIAZIONE ……………………………

ONERI

di cui alla Legge 398/91

ISTITUZI- COM- TOTALE ISTITUZI- COMMER- TOTALE


ONALE MER- ONALE CIALE
CIALE

TES- € € TES- € 25.000,00 € 25.000,00


SERA- 13.000,00 13.000,00 SERA-
MEN- MEN-
TO TO
CONTABILMENTE

US- € €
CITE 521.250,00
PER
PRO-
GETTI

A) Pro- Alfa € € A) Pro- Alfa € €


getto 321.250,00 getto 230.000,00 230.000,00
carbu- Con-
rante tributi
da pri-
vati non
soci
Fac – simile prospetto di rendiconto economico finanziario per APS che non usufruisce del regime
CONTABILMENTE

Esempio con dati per redazione prospetto rendiconto economico finanziario di ONLUS di cui al
D.Lgs. 460/97

L’associazione Onlus utilizzata per l’esempio svolge attività nel settore della tutela e
valorizzazione della natura e dell’ambiente (art. 10, lettera a, numero 8, D. Lgs. 460/97).

� Per l’attività di tesseramento ha sostenuto costi per € 2.000 ed ha realizzato entrate per € 17.400
(non tassabili in quanto relativi a quote associative).

� L’associazione ha provveduto all’erogazione di contributi in favore di altre organizzazioni (€


4.500) ed ha ricevuto liberalità per € 5.300.

� Ha, inoltre, realizzato due progetti: uno rivolto alla pulizia e al ripristino del parco fluviale
cittadino (progetto “Alfa”) e l’altro destinato alla sensibilizzazione ambientale tramite corso
formativo sulla raccolta differenziata (progetto “Beta”). Gli oneri sostenuti par queste attività
(istituzionali) sono pari a € 19.500 a fronte di entrate per € 31.000.

� Ha, anche, svolto attività direttamente connesse sostenendo per queste costi per € 10.000 ed
ottenendo ricavi per € 15.000. I proventi di queste attività non concorrono a formare il reddito
imponibile ai fini Ires, mentre su queste andrà calcolata e liquidata l’Iva.
Per lo svolgimento del progetto Beta l’associazione si è avvalsa di collaboratori a progetto per un
costo pari a € 11.000 (l’Irap andrà calcolata solo sull’imponibile sociale di questo costo, perchè
l’associazione Onlus “non produce” reddito).

� Sono inoltre riportati gli oneri generali per il funzionamento dell’associazione per una cifra pari
ad € 26.180

209
210
ASSOCIAZIONE ……………………. ONLUS
RENDICONTO ECONOMICO FINANZIARIO anno 200…

USCITE ENTRATE
USCITE ATTIVITA’ ISTITUZI- EN-
ONALI TRATE
ATTI-
VITA’
ISTI-
TUZI-
ONALI

Tessera- € 2.000,00 Tessera- € 17.400,00


mento mento
………………..
Con- € 4.500,00 …………………
tributi
ad altre
CONTABILMENTE

associ-
azioni

A) € 5.600,00 A) € 7.500,00
Fac – simile prospetto di rendiconto economico finanziario per ONLUS

PRO- PRO-
GETTO GETTO
“ALFA

*uten- € 2.500,00 Contributi da privati non €
sili soci 5.000,00
rac-
colta
rifiuti
CONTABILMENTE

Esempio per compilazione Modello UNICO di APS non in 398/91

ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE


SENZA SCELTA PER LA LEGGE 398/91

L’Associazione …………, Ente non commerciale, svolge, anche se in maniera del tutto sussidiaria
all’ attività istituzionale, alcune attività commerciale (es. proventi da pubblicità, da
somministrazioni pasti in un centro di educazione ecc….). Più dettagliatamente:
� dalla somministrazioni di alimenti e bevande, durante il 2006, nel corso del mese di marzo
ha introitato € 50.000 + Iva al 10% (€ 5.000) durante il mese di maggio € 45.000 + iva al
10% ( 4.500 € ) a luglio invece € 45.000 + Iva al 10% ( 4.500 )
� dalla pubblicità, sempre durante il 2006, ha incassato nel mese febbraio € 10.000 + iva al
20 % ( 2.000 € ) ad aprile € 30.000 € + iva ( 6.000 € ) a settembre € 25.000 + iva al 20 %
( 5.000 € ), ad ottobre 10.000 + iva al 20 % ( 2.000 ) attività queste da ritenersi
commerciali a tutti gli effetti.
Necessariamente, l’associazione …………., per poter svolgere l’attività di cui sopra, ha dovuto
sostenere dei costi, da ritenersi anch’essi di natura commerciale. Tali costi consistono:
1. nell’acquisto dei beni legati alla somministrazione di alimenti e bevande che nel corso del
2006 sono stati pari a: gennaio febbraio € 35.000 + iva al 10 % ( 3.500 € ) aprile e maggio
€ 28.000 + iva al 10 % ( 2.800 € ) a luglio invece € 40.000 + iva al 10 % ( 4.000 e )
2. nell’uscite monetarie che l’associazione ha dovuto sostenere per realizzare le attività per le
quali ha ottenuto i finanziamenti dalla pubblicità. Più dettagliatamente ha marzo ha speso €
8.500 + iva al 20 % ( 1.700 € ) a maggio € 14.000 + iva al 20 % ( 2.800 € ) e ad ottobre €
22.500 + iva al 20 % ( 4.500 € ).
Inoltre l’associazione, sempre per poter svolgere le attività di cui sopra, si è avvalsa:
� della collaborazione di una persona, assunta con contratto a tempo indeterminato, che ha
impiegato nell’attività di somministrazioni alimenti e bevande, corrispondendogli una
retribuzione lorda pari ad € 17.500 ;
� di cinque persone con contratto di prestazione occasionale alle quali ha corrisposto un
compenso lordo pari ad € 1.500 cada una;

211
CONTABILMENTE

� di una persona con contatto di lavoro a progetto, impiegate per la realizzazione dell’attività
pubblicitaria,alla quale ha corrisposto un compenso lordo di € 9.000.

Per la realizzazione di tutte le attività che l’associazione ha pensato di promuovere, sia istituzionali
che commerciali, la stessa si è avvalsa di una serie di beni mobili quali macchinari specifici,
computer, automezzi, attrezzatura varia, ecc…. che a livello di costo annuo, hanno inciso, tramite le
quote di ammortamento, per un ammontare di € 10.000 di cui € 7.500 incideranno sull’aspetto
istituzionale e € 2.500 su quello commerciale.
Inoltre l’associazione non è proprietaria di una immobile e di conseguenza annualmente paga un
affitto di € 12.000 dei quali, 9.000 euro andranno ad incidere nella sfera istituzionale e i restanti
3.000 incideranno nella sfera commerciale essendo questi costi, come l’ammortamento citato sopra,
dei costi cosiddetti promiscui.

Per una Aps l’aspetto istituzionale dell’Associazione, anche se prevalente e principale rispetto
all’aspetto commerciale, da un punto di vista strettamente tributario, non ha alcuna incidenza, se
non hai fini Irap, per ciò che concerne il personale, sia esso occasionale, a progetto o dipendente.
Non subisce, infatti, nessun tipo di tassazione né ai fini dell’imposta sul reddito (Ires), né fini Iva in
quanto questa verrà considerata, per ciò che riguarda le fatture di acquisto tutta un costo mentre i
ricavi saranno espressi da contributi e quindi non commerciali.

Bisogna evidenziare, per ciò che attiene il calcolo delle imposte e non solo, un aspetto importante ,
ovvero che l’Associazione non ha optato per il regime forfetario della legge 398/91. Tale
particolarità obbligherà, l’Associazione ha dover tenere o:
� una contabilità ordinaria, inserendo nel libro giornale sia le operazioni che andranno ad
intaccare l’aspetto istituzionale che quelle che incideranno sull’aspetto commerciale,
� una contabilità semplificata, nella quale inserire solo le movimentazioni di natura
commerciale, con la conseguenza però di annotare extra – contabilmente (o con apposito
programma di contabilità che contempla questa possibilità…) tutte le operazioni riguardanti
l’ambito istituzionale per poter, in questo modo, alla fine, redigere un unico rendiconto
economico e finanziario così come previsto dalla normativa vigente.
Inoltre il non aver optato per il regime agevolato previsto dalla legge 398/91 comporterà, da un
punto di vista fiscale;

212
CONTABILMENTE

1) Il dover determinare la base imponibile ai fini dell’imposta su reddito (Ires ), così come si fa
per le società, come differenza tra ricavi e costi di natura commerciale ed applicare, su tale
differenza, se positiva, la percentuale d’imposta da pagare pari al …% per l’anno …..
2) Determinare l’Iva da pagare, tramite la liquidazione o mensile o trimestrale,con le modalità
ordinarie, ovvero iva a credito - iva a debito, per poi provvedere al suo pagamento, se a
debito, entro il 16 del mese successivo alla liquidazione ( se si adotta la liquidazione
mensile ) senza l’integrazione dell’1% a titolo di interessi, o entro il 16 del secondo mese
successivo al trimestre ( se si adotta la liquidazione trimestrale ) comprensiva questa volta
dell’integrazione dell’1% di interessi che normalmente coloro che usufruiscono della
possibilità di pagare l’Iva trimestralmente devono conteggiare.
3) Determinare la base imponibile Irap sommando: la base imponibile dell’Irap istituzionale,
sapendo che l’associazione ha, nel corso dell’anno, nonostante si sia avvalsa in misura
prevalente del solo lavoro volontario dei suoi soci, usufruito, con contratto di lavoro a
progetto, del lavoro di cinque persone per un ammontare complessivo di Imponibile sociale
( è questo l’aspetto che interessa un’associazione ai fini del calcolo dell’imposte, più
specificatamente dell’Irap istituzionale) di € 50.000, con quella commerciale data dalla
differenza tra valore della produzione e costo della produzione e che riguarda solo ed
esclusivamente le operazioni di natura commerciale.

Riepilogando quindi l’Associazione si troverà a giugno/luglio ………. a dover necessariamente


compilare la dichiarazione dei redditi ( unico enti non commerciali 760/bis) per poter così
determinare, con le modalità sopra specificate, l’imposta sul reddito ( Ires ), il valore dell’Iva
annuale non avendo optato per la 398/91 e avendo svolto anche attività commerciale, e l’imposta
sull’attività produttiva da pagare ( Irap ).
L’ente sarà poi obbligata altresì alla redazione del modello 770 – dichiarazione dei sostituti di
imposta, dove riepilogherà il totale dei compensi erogati e delle ritenute di acconto operate sugli
stessi e versate.

213
CONTABILMENTE

COMPILAZIONE DELL’UNICO ENTI NON COMMERCIALI

1) Attività Commerciali

TABELLA RIEPILOGATIVA DATI IVA

TRIMESTRE RICAVI IVA DEBITO COSTI IVA CREDITO


I 50.000,00 € 5.000,00 € 35.000,00 € 3.500,00 €
10.000,00 € 2.000,00 € 8.500,00 € 1.700,00 €

II 45.000,00 € 4.500,00 € 28.000,00 € 2.800,00 €


30.000,00 € 6.000,00 € 14.000,00 € 2.800,00 €

III 45.000,00 € 4.500,00 € 40.000,00 € 4.000,00 €


25.000,00 € 5.000,00 €

IV 10.000,00 € 2.000,00 € 22.500,00 € 4.500,00 €

TOTALE 215.000,00 € 29.000,00 € 148.000,00 € 19.300,00 €

ALTRI COSTI DI NATURA COMMERCIALE

PERSONALE DIPENDENTE E NON 34.000,00 €

AMMORTAMENTO COMMERCIALE 10.500,00 €

PARTE DELL’AFFITTO COMMERCIALE 3.000,00 €

RIEPILOGO RICAVI E COSTI COMMERCIALI


TOTALE RICAVI COSTI UTILE O PERDITA
DI ESERCIZIO
215.000,00 € 195.500,00 € UTILE € 19.500,00

L’associazione Olanda avendo registro:


� nel primo trimestre ( gennaio febbraio marzo ) ricavi commerciali per € 50.000 +10 % iva
e € 10.000 + 20% iva e costi commerciali per € 35.000 + 10% iva e € 8.500 + 20% iva dovrà
pagare iva per € 1.800 + 1% di interessi entro il 16/05 con codice tributo 6031;

214
CONTABILMENTE

� nel secondo trimestre (aprile maggio giugno), ricavi commerciali per € 30.000 + 20% iva e
45.000 + 10% iva e costi commerciali per € 28.000 + 10% iva e € 14.000 + 20% iva dovrà
pagare iva per € 4.900 + 1% di interessi entro il 16/08 con codice tributo 6032;
� nel terzo trimestre ( luglio agosto settembre ), ricavi commerciali per € 45.000 +10% iva e
25.000 + 20% iva e costi commerciali per € 40.000 + 10% dovrà pagare iva per 5.500 € +
1% di interessi entro il 16/11 con codice tributo 6033;
� nel quarto trimestre 2006 ( ottobre novembre dicembre ), ricavi commerciali per € 10.000 +
20% di iva e costi commerciali per € 22.500 + 20% iva non dovrà pagare nessuna imposta
in quanto a credito di € 2.500,00, credito questo che ritroveremo all’interno del Modello
Unico nella dichiarazione iva, e che potremmo utilizzare, o per compensare altri debiti di
imposta risultanti dalla dichiarazione o in diminuzione dell’iva del primo trimestre.

Di conseguenza nel Modello Unico enti non commerciali i risvolti di queste operazioni sono:
- compilazione quadro RF ( Dati per il calcolo dell’Ires ) – reddito di impresa in contabilità
ordinaria
� 03 A) Utile 19.500,00 €;

� Da RF 5 a RF 26 non si deve compilare nulla perché, dal nostro esempio, non abbiamo

variazione in aumento dell’utile sopra indicato;


� Da RF 28 a RF 45 non si deve compilare nulla perché, dal nostro esempio, non abbiamo

variazione in diminuzione dell’utile sopra indicato;


� 47 Reddito di impresa lordo ( o perdita ) viene riportato automaticamente la somma

algebrica di quanto segnalato sopra, nel nostro caso il valore dell’utile ovvero €
19.500,00;
� 50 reddito ( o perdita ) viene riportato quanto segnato al rigo 47 in quanto non ci sono

state operazioni che i hanno permesso di abbassare il reddito lordo quali, erogazioni
liberali o proventi esenti;
� 52 Reddito ( da riportare nel quadro RN, rigo RN 6) viene riportato in automatico la

risultante delle operazioni sopra indicate;


Il reddito di impresa costituisce quindi la base imponibile per il calcolo dell’imposta sul reddito (
Ires ) pari al 33% di 19.500 euro ( 6.435 euro ). L’imposta così determinata verrà abbattuta dagli
acconti ( codice tributo 2001 primo acconto, codice tributo 2002 secondo acconto) pagati durante
l’anno precedente pari ad € 5.600, e l’eventuale differenza, se negativa (positiva), sarà l’imposta che

215
CONTABILMENTE

si dovrà versare come saldo ( codice tributo 2003 ) insieme agli eventuali acconti per l’anno di
imposta successivo a quello in corso. Tutto quanto appena detto sarà riportato al quadro RN ovvero
al quadro di riepilogativo.
Qualora l’Associazione ……….. chiudesse a credito, perché gli acconti versati nell’anno precedente
superano il debito evidenziato nell’anno in oggetto, l’ente si troverà ugualmente nella condizione di
dover versare a Giugno/Luglio e a Novembre , se necessario, gli acconti per l’anno successivo.
Questo perché la base imponibile degli gli acconti è data dal valore, se a debito, dell’imposta
rilevata l’anno precedente. Nell’ esempio l’Associazione dovrà versare a giugno o a luglio ( in
questo caso con la maggiorazione dello 0,40% ) il saldo pari ad € 835,00 ( 6.435-5.600) e il primo
acconto pari ad € 2.574,00. Entro il 30 novembre il secondo acconto pari ad € 3.861,00.

- compilazione quadro IV ( Dichiarazione Iva )


� Frontespizio: da compilare con i dati dell’Associazione e del rappresentante legale;
� VA informazioni e dati relativi all’attività – inserire al rigo A2 il codice attività ovvero
91338;
� VE determinazione del volume d’affari – E21 imponibile 140.000 euro imposta a debito
14.000 euro, E22 imponibile 75.000 imposta a debito 15.000 euro poi il restante viene
compilato in automatico ( bisogna solo riportare i totali ) ;
� VF acquisti imponibili – F9 imponibile 103.000 euro imposta a credito 10.300, F11
imponibile 45.000 euro imposta a debito 9.000 euro poi il restante viene compilato in
automatico (bisogna solo riportare i totali rigo );
� VG iva ammessa in detrazione – i quadri vengono compilati automaticamente una volta
compilati i quadri sopra;
� VH liquidazioni periodiche – H3 il debito risultante dalla liquidazione del primo trimestre (
1.800 euro ) H6 inserire il debito risultante dalla liquidazione del secondo trimestre ( 4.900
euro ), H9 inserire il debito risultante dalla liquidazione del terzo trimestre ( 5.500 euro ),
H12 nulla perché il quarto trimestre è il riepilogativo dell’iva annuale che verrà riportato
direttamente nel quadro VL;
� VL liquidazione dell’imposta annuale – è un quadro di riepilogo di quanto riportato
precedentemente ( bisogna riportare il totale dell’Iva a debito L1 e il totale dell’Iva a credito
L4 ed evidenziare la differenza se a credito o a debito; nel nostro caso ci risulta avere un
credito di € 2.500 euro);
216
CONTABILMENTE

� VX iva da versare o credito di imposta – anche in questo caso l’importo viene inserito
automaticamente. Nel caso specifico sarà riportato al rigo X2 un credito per 2.500 euro e
sotto il relativo comportamento (chiedere a rimborso o utilizzare in compensazione ecc..; in
base però a quanto specificato nell’anagrafica dell’associazione nel campo riguardante
l’Iva).

- compilazione Quadro IQ ( Dichiarazione Irap )


Il fatto che l’Associazione ………….. abbia erogato, nel corso della sua attività istituzionale, dei
compensi a cinque collaboratori a progetto ( è la forma prevista nell’esempio ma ce ne potrebbero
essere anche altre ) comporta che l’Associazione dovrà compilare il quadro IRAP non solo
considerando l’attività commerciale, e quindi il valore della produzione come sopra citato, ma
anche l’aspetto istituzionale, e quindi l’imponibile sociale erogato ai cinque lavoratori (50.000 euro
). Di conseguenza in maniera dettagliata nel Modello Unico:
� IQ2 redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente – nell’Unico l’Associazione, in
corrispondenza di questa riga, dovrà inserire l’ammontare lordo ( Imponibile sociale )
corrisposto ai collaboratori ovvero € 50.000,00 che verrà riportato al rigo IQ5;
� IO6 Ricavi delle vendite e delle prestazioni – Valori contabili 215.000,00 euro che

verranno riportati nella colonna valori Irap;


� IQ11 Totale componenti positivi – Somma algebrica tra i righi IQ6-IQ10, con riportati

i 215.000,00 euro;
� IQ12 Costi per materie prime, merci, ecc…- Vengono riportati, sotto valori contabili,

l’ammontare degli acquisti relativi alla somministrazione di alimenti e bevande ovvero


€ 103.000,00 che poi verranno automaticamente inseriti sotto la voce valori Irap;
� IQ13 Costi per servizi – in questo caso sotto la voce valori contabili vanno riportati la

somma dei costi legati all’attività di pubblicità e al personale retribuito durante il 2006,
si ricorda solo inerente aspetto commerciale, e quindi € 45.000,00 + € 34.000,00 per un
totale di € 79.000,00. Dopo di che il costo del personale, essendo un costo non
deducibile ai fini Irap viene ripreso a tassazione e quindi inserito sotto la voce in
diminuzione, in modo tale da riportare sotto la voce valori Irap solo 45.000 euro (
79.000-34.000);
� IQ14 Costi per godimento beni di terzi – Riportiamo sotto la voce valori contabili, e in

automatico sotto la voce valori Irap, la parte di affitto commerciale ovvero € 3.000,00;

217
CONTABILMENTE

� IQ15 Ammortamento delle immobilizzazioni materiali - Riportiamo sotto la voce valori

contabili, e in automatico sotto la voce valori Irap, la parte di ammortamento


commerciale ovvero € 10.500,00;
� I20 Totale componenti negativi – è data dalla somma di quanto riportato sotto la voce

valori Irap ovvero € 161.500,00;


� IQ22 Valore della produzione – dato dalla differenza tra IQ11-IQ20-IQ21 nel nostro

caso pari ad € 53.500,00;


� IQ36 valore della produzione di rigo IQ5 - viene riportato l’importo scritto al rigo IQ2;

� IQ37 valore della produzione di rigo IQ22 - viene riportato l’importo scritto al rigo

IQ22;
� IQ41 totali – vengono riportati i totali ovvero nell’esempio € 103.500,00;

� IQ43 viene riportata la deduzione prevista dalla legge pari, nel 2006, ad € 8.000 che

andrà ad abbattere la base imponibile dove calcolare l’imposta che infatti diventerà €
95.500,00 (103.500-8.000); qualora non si dovesse superare tale soglia, sarebbe
opportuno indicare, in questo rigo, la parte degli 8.000 euro che utilizzeremo ad
abbattimento di quanto riportato in IQ41 e non lasciare magari indicata la somma
complessiva che in automatico il programma propone;
� IQ46 valore della produzione netta – viene riportato l’importo di 95.500 euro derivante

dalla precedente differenza ( IQ41-IQ43 );


� IQ69 riporta invece l’importo dell’imposta ( Irap ) da pagare ovvero il 5,25% di 95.500

euro pari ad € 5.014 tale cifra viene poi riportata al rigo IQ90 dopo di che questa cifra
verrà abbattuta di crediti e/o acconti versati l’anno precedente dall’associazione nel
nostro esempio per 3.500 euro ( il cui importo si evidenzierà al rigo IQ93 ) per ottenere
così al rigo IQ94 l’importo a debito o a credito dell’imposta da versare. Pari ad € 1.514
Qualora l’Associazione ……………. chiudesse a credito, perché gli acconti versati superano il
debito evidenziato nell’anno preso in considerazione, l’ente si troverà ugualmente nella condizione
di dover versare a Giugno/Luglio e a Novembre , se necessario, gli acconti per l’anno successivo ,
il cui ammontare verrà evidenziato dopo il rogo IQ98 . Questo perché la base imponibile degli gli
acconti è data dal valore, se a debito, dell’imposta rilevata l’anno precedente. Rifacendosi all’
esempio l’Associazione a giugno o luglio ( in questo coso con la maggiorazione dello 0,40% ), oltre
alle imposte Ires di cui sopra, dovrà versare, il saldo Irap con codice tributo 3800 pari ad €

218
CONTABILMENTE

1.514,00, e il primo acconto Irap, codice tributo 3812, pari ad €2.005,60. Entro il 30 novembre il
secondo acconto Irap pari ad € 3.008,40 con codice tributo 3813.

- Quadro Rn (Determinazione del reddito complessivo ) –


Questa sezione è una sezione riepilogativa comprendente, in maniera sintetica, tutto ciò che è stato
indicati in maniera dettagliata nelle altre sezioni, (veder quanto detto sopra).

2) Attività Istituzionali
Come detto precedentemente, in merito a tutte quelle attività considerate istituzionali, non
dobbiamo compilare nessun quadro facente riferimento alla dichiarazione dei redditi.

219
CONTABILMENTE

Modello UNICO compilato di APS non in 398/91


PRESENTAZIONE
Fac-simile
MODELLO IVA 2007
Periodo d'imposta 2006
CODICE FISCALE

Una curiosità: 0 2 3 4 5 7 6 9 8 3 6
“Profit” è termine latino, forma contratta della terza persona singolare (modo indicativo tempo
Stampato con tecnologia di stampa FISCOLASER www.dataprintgrafik.it

presente) del verbo proficere QUADRO


che significa
VO avvantaggiare. Usiamo quindi il termine “Non profit”
per indicare l’assenza di vantaggio. 0 1
OPZIONI
Mod. N.

QUADRO VO
COMUNICAZIONI VO1 Art. 19 bis 2 - comma 4 - RETTIFICA DETRAZIONE PER BENI AMMORTIZZABILI
DELLE OPZIONI Opzione 1
E REVOCHE

Sez. 1 - VO2 LIQUIDAZIONI TRIMESTRALI (art. 7, D.P.R. n. 542/1999)


Opzioni, Opzione 1 Revoca 2

L’idea che ha guidato la redazione di questo Manuale operativo è stata prevalentemente quella di
rinunce e
revoche agli AGRICOLTURA
effetti Rinuncia Revoca
1 2 – Art. 34, comma 6: Soggetti esonerati o semplificati
dell'imposta

realizzare un valido supporto “gestionale” per tutte le realtà, grandi e35 piccole, territoriali di
sul valore 4 – Art. 34, comma 11: Applicazione del regime ordinario IVA Opzione Revoca
VO3 aggiunto
Opzione – Art. 34-bis: Applicazione del regime ordinario IVA

Legambiente.
VO4 Art. 36 - comma 3 - ESERCIZIO DI PIÙ ATTIVITÀ

Il progressivo e continuo sviluppo del settore, l’introduzione di nuove disposizioni o le modifiche di


Opzione 1 Revoca 2

VO5 Art. 36 bis - DISPENSA DAGLI ADEMPIMENTI PER LE OPERAZIONI ESENTI


Opzione Revoca

quelle precedenti, le crescenti aspettative dei diversi stakeholder (pubblico,privato,soci,cittadini…)


1 2

- comma 1 - EDITORIA - Applicazione dell'imposta in relazione al numero


VO6 Art. 74 delle copie vendute Opzione Revoca
1 2

hanno reso urgente


VO7 Art. 74 e non più rimandabile la ideazione di uno strumento
Opzione
capaceRevoca
di rispondere alle - comma 6 – INTRATTENIMENTI E GIOCHI - Applicazione del regime ordinario IVA
1 2

mutate esigenze
VO8 delle varie articolazioni di Legambiente. ACQUISTI INTRACOMUNITARI - (art. 38, comma 6, D.L. 331/1993)
Opzione 1 Revoca 2

L’evidente VO9
interesse per il composito comparto
CESSIONI DI BENI USATI - (art. 36, D.L. 41/1995) degli
Opzioni 1
enti2 non commerciali
3 Revoche 4
ha innescato
5
un comma 2 comma 3 comma 6 comma 2 comma 6

meccanismo di “proliferazione” di enti non sempre virtuosa, ma in alcuni casi “risultato affrettato”
BE DE DK EL ES FR GB IE LU NL PT SM AT FI SE

dalla voglia di esserci ad ogni costo.


VO10 Opzioni CY EE LV LT MT PL CZ SK SI HU
CESSIONI INTRACOMUNITARIE IN BASE A
CATALOGHI, PER CORRISPONDENZA
E SIMILI (art. 41, D.L. 331/1993)

Creare, sviluppare
VO11
e gestire l’attività di questi particolari soggetti giuridici non è sempre semplice Revoche

e, qualora siVO12affronta con scarse conoscenze , può diventare assolutamente rischiosa. Lo stesso
CONTRIBUENTI CON CONTABILITÀ PRESSO TERZI

ASSOCIAZIONE XXX
Opzione 1 Revoca 2 (art. 1, comma 3, D.P.R. 100/1998)

Cedente Intermediario Cedente

Legislatore,ancora, non è riuscito a dare un assetto compiuto, sia dal2 punto 3di vista civilistico,sia da
- n. 11 - APPLICAZIONE DELL’IVA ALLE singole tutte le singole tutte le
Art. 10 operazioni operazioni operazioni operazioni
CESSIONI DI ORO DA INVESTIMENTO
VO13 Opzione Revoca
1 4

quello fiscale.
VO14Bisogna
Art. 74 quater
considerare,infatti, che ad ognuno dei tanti enti
Opzioneche
1 compongono
Revoca 2 il settore - comma 5 - APPLICAZIONE DEL REGIME ORDINARIO IVA
PER SPETTACOLI VIAGGIANTI E CONTRIBUENTI MINORI

vengono applicate specifiche norme, create ex-novo o comunque soggette a1 continue


Opzione variazioni e/o
CONFORME AL PROVVEDIMENTO AGENZIA DELLE ENTRATE DEL 15/01/2007 - DATA PRINT GRAFIK

APPLICAZIONE DELL’IVA ALLE CESSIONI E LOCAZIONI DI FABBRICATI Cedente Locatore


Denominazione

VO15 STRUMENTALI PER NATURA AI SENSI DELL’ART. 10, NN. 8) ED 8-TER)


Opzione 2 (art. 1, comma 292, L. 296/2006)

riformulazioni. Da tutto ciò si può tranquillamente evincere quanto impegnativo sia il 2consapevole
Sez. 2 - REGIME DI CONTABILITÀ ORDINARIA PER LE IMPRESE MINORI
VO20 Opzioni e
Opzione 1 Revoca (art. 18, comma 6, D.P.R. n. 600/1973)
revoche agli
effetti delle

compito di chi deve quotidianamente confrontarsi con norme,circolariOpzione


ed adempimenti.
imposte sui REGIME DI CONTABILITÀ ORDINARIA PER GLI ESERCENTI ARTI E PROFESSIONI
redditi VO21 (art. 3, comma 2, D.P.R. n. 695/1996)
1 Revoca 2
02345769836

DETERMINAZIONE DEL REDDITO NEI MODI ORDINARI PER LE ALTRE ATTIVITÀ AGRICOLE

Il manuale vuole essere un utile e, si spera, valido strumento per tutte le sedi di Legambiente per
VO22 (art. 56-bis, comma 5, D.P.R. 917/1986)
Opzione 1
Sez. 3 - APPLICAZIONE DISPOSIZIONI LEGGE N. 398/1991
Opzioni e

affrontare in maniera più dettagliata questi argomenti sia dal punto di vista gestionale ed
VO30 Determinazione forfetaria dell’IVA e dei redditi
revoche agli Opzione 1 Revoca 2
effetti sia
Codice fiscale

dell'IVA che ASSOCIAZIONI SINDACALI E DI CATEGORIA OPERANTI IN AGRICOLTURA


delle imposte VO31
economico, sia da quello giuridico e fiscale.
Determinazione dell'IVA e del reddito nei modi ordinari (art. 78, comma 8, L. 413/1991) Opzione 1 Revoca 2
sui redditi

VO32 AGRITURISMO - Determinazione dell'IVA e del reddito nei modi ordinari (art. 5, L. 413/1991)

possibile seguire l’esame specifico delle associazioni di promozione sociale, delle


Nel testo è VO33
Opzione 1 Revoca 2

CONTRIBUENTI MINIMI - Determinazione dell'IVA e dei redditi nei modi ordinari


(art. 3 commi da 171 a 176 della L. n. 662/1996) Opzione 1 Revoca 2

organizzazioni
Sez. 4 - di volontariato, delle ONLUS e delle associazioni in genere.
Opzione agli
effetti dell' impo- VO40 APPLICAZIONE IMPOSTA SUGLI INTRATTENIMENTI NEI MODI ORDINARI (art. 4, D.P.R. 544/1999) Opzione 1 Revoca 2

L’ente è quindi dettagliatamente indagato nei suoi “eventi” : costituzione,organi, raccolta pubblica
sta sugli
intrattenimenti

Sez. 5 - DETERMINAZIONE DELLA BASE IMPONIBILE IRAP DA PARTE DEI SOGGETTI PUBBLICI
Opzione agli

di fondi, rendiconto economico-finanziario…; e sotto l’aspetto Opzione


tributario: la determinazione
VO50 CHE ESERCITANO ANCHE ATTIVITÀ COMMERCIALI
effetti dell'IRAP (art. 10-bis, comma 2, D.Lgs. n. 446/1997 e successive modificazioni) 1 Revoca 2

220
CONTABILMENTE

PRESENTAZIONE
Codice fiscale (*) 02345769836
TIPO DI Modulo Quadro Quadro Studi di Parametri Correttiva Dichiarazione Dichiarazione Eventi
Redditi Irap Iva AC settore nei termini integrativa a favore integrativa eccezionali
RW VO

X X X
DICHIARAZIONE
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Una curiosità:
DATI RELATIVI

02345769836
ALLA SOCIETÀ Partita IVA
O ENTE

“Profit” è termine latino, forma contratta della terza persona singolare (modo indicativo tempo
Comune Provincia (sigla) Codice comune
Sede legale
ROMA RM H501
presente) del verbo proficere che significa avvantaggiare. Usiamo quindi il termine “Non profit”
mese anno
Frazione, via e numero civico C.a.p.

per indicare l’assenzaVIA................


di vantaggio. 00100
Stato estero di residenza Codice paese estero Codice di identificazione fiscale estero

Comune Provincia (sigla) Codice comune


Domicilio fiscale
(se diverso
dalla sede legale)

L’idea che ha guidato la redazione di questo Manuale operativo è stata prevalentemente quella di
mese anno Frazione, via e numero civico C.a.p.

realizzare un valido supporto “gestionale” per tutte le realtà, grandi e piccole, territoriali di
Data di approvazione Termine legale o statutario per Natura
Periodo di imposta Stato Situazione
del bilancio o rendiconto l'approvazione del bilancio o rendiconto giuridica
giorno mese anno giorno mese anno giorno mese anno giorno mese anno

01 01 2006 31 12 2006 1 12 6
Legambiente.
dal al

Indicare, in caso di fusione, il codice fiscale del soggetto incorporante o


Enti associativi ex
risultante dalla fusione e, in caso di scissione, quello del beneficiario
Telefono Fax art. 148, commi 3
designato

Il progressivo e continuo sviluppo del settore, l’introduzione di nuove disposizioni o leXmodifiche di


e ss. TUIR
prefisso numero prefisso numero

quelle precedenti, le crescenti aspettative dei diversi stakeholder (pubblico,privato,soci,cittadini…)


Indirizzo di posta elettronica

hanno reso urgente e non più rimandabile la ideazione di uno strumento capace di rispondere alle
DOMICILIO
PER LA Codice fiscale
NOTIFICAZIONE

mutate esigenze delle varie articolazioni di Legambiente.


DEGLI
ATTI
Cognome (o ufficio) Nome

L’evidente interesse per Comune il composito comparto degli enti non commerciali ha innescato un Provincia (sigla) Codice comune C.a.p.

meccanismo di “proliferazione” di enti non sempre virtuosa, ma in alcuni casi “risultato affrettato” Tipologia (via, piazza, ecc.) Indirizzo Numero civico Frazione

dalla voglia di esserci ad ogni costo. Stato estero (riservato ai residenti all'estero) Codice Stato estero Stato federato, provincia, contea

ASSOCIAZIONE XXX
Creare, sviluppare e gestire l’attività di questi particolari soggetti giuridici non è sempre semplice
Località di residenza Indirizzo estero

e, qualora si affronta con scarse conoscenze , può diventare assolutamente rischiosa. Lo stesso
DATI RELATIVI
ALLE ONLUS
ONLUS
Settore
di attività

Legislatore,ancora,
. . . non
. . è.riuscito
. . . a. dare
. . un
. .assetto
. . compiuto, 1
sia dal punto di vista civilistico,sia da
Codice fiscale (obbligatorio) Codice carica Data carica
DATI RELATIVI
giorno mese anno
AL
CONFORME AL PROVVEDIMENTO AGENZIA DELLE ENTRATE DEL 15/02/2007 - DATA PRINT GRAFIK

RAPPRESEN-

quello fiscale. Bisogna considerare,infatti, che ad .........................


ognuno dei tanti enti che compongono il settore
TANTE Cognome Nome Sesso
Denominazione

FIRMATARIO (barrare la relativa casella)

................................
DELLA
DICHIARAZIONE
M X F
Data di nascita Comune (o Stato estero) di nascita Provincia (sigla)

vengono applicate specifiche .........................


norme, create ex-novo o comunque soggette a continue variazioni e/o
giorno mese anno

Comune Provincia (sigla) C.a.p.

riformulazioni. Da tutto ciò si può tranquillamente evincere quanto impegnativo sia il consapevole Residenza anagrafica
(o se diverso) Frazione, via e numero civico Telefono
02345769836

Domicilio Fiscale

compito di chi deve quotidianamente confrontarsi con norme,circolari ed adempimenti.


prefisso numero

FIRMA DELLA Il sottoscritto attesta di aver compilato e allegato i seguenti quadri (barrare le caselle che interessano):

Il manuale vuole essere un utile


X e, si spera, valido strumento per tutte le sediX di Legambiente per
DICHIA-
RAZIONE
RA RB RD CE RC RE RF RG RH RI RK RL RM RN RO RP RQ RS RT RU RX RZ FC
X
affrontare in maniera più dettagliata questi argomenti sia dal punto di vista gestionale ed
EC
Codice fiscale

N. moduli IVA

1
economico, sia
Codiceda fiscalequello giuridico e fiscale.
dell’incaricato del controllo contabile
FIRMA DEL DICHIARANTE
..............................

Nel testo è possibile seguire l’esame specifico delle associazioni di promozione sociale, delle
Soggetto
FIRMA DELL'INCARICATO
DEL CONTROLLO CONTABILE

organizzazioni di volontariato, delle ONLUS e delle associazioni in genere.


L’ente è quindi dettagliatamente indagato nei suoi “eventi” : costituzione,organi, raccolta pubblica
di fondi, rendiconto economico-finanziario…; e sotto l’aspetto tributario: la determinazione

221
CONTABILMENTE

PRESENTAZIONE
Codice fiscale (*) 02345769836
IMPEGNO ALLA

PRRFNC67M17D086K
PRESENTAZIONE Codice fiscale dell'intermediario N. iscrizione all'albo dei C.A.F.
TELEMATICA

Una curiosità:
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Riservato
all'intermediario
2
“Profit” è termine latino, forma contratta della terza persona singolare (modo indicativo tempo
Impegno a presentare in via telematica la dichiarazione

presente) delCodice
verbo proficere
14 11 che2007 significa avvantaggiare. Usiamo quindi il termine “Non profit”
Data dell'impegno FIRMA DELL'INTERMEDIARIO

per indicare Codice


l’assenza di vantaggio.Si rilascia il visto di conformità
VISTO DI fiscale del responsabile del C.A.F. Codice fiscale del C.A.F.
CONFORMITÀ FIRMA DEL RESPONSABILE DEL C.A.F. O DEL PROFESSIONISTA
fiscale del professionista
Riservato al C.A.F.
o al professionista ai sensi dell’art. 35 del D.Lgs. n. 241/1997

CERTIFICAZIONE Codice fiscale del professionista


TRIBUTARIA
Codice fiscale o partita IVA del soggetto diverso dal
Riservato
al professionista certificatore che ha predisposto la dichiarazione e
tenuto le scritture contabili

L’idea che ha guidato la redazione di questo Manuale operativo è stata prevalentemente quella di
FIRMA DEL PROFESSIONISTA
Si attesta la certificazione ai sensi dell’art. 36 del D.Lgs. n. 241/1997

(*) Da compilare per i soli modelli predisposti su fogli singoli, ovvero su moduli meccanografici a striscia continua.

realizzare un valido supporto “gestionale” per tutte le realtà, grandi e piccole, territoriali di
Legambiente.
Il progressivo e continuo sviluppo del settore, l’introduzione di nuove disposizioni o le modifiche di
quelle precedenti, le crescenti aspettative dei diversi stakeholder (pubblico,privato,soci,cittadini…)
hanno reso urgente e non più rimandabile la ideazione di uno strumento capace di rispondere alle
mutate esigenze delle varie articolazioni di Legambiente.
L’evidente interesse per il composito comparto degli enti non commerciali ha innescato un
meccanismo di “proliferazione” di enti non sempre virtuosa, ma in alcuni casi “risultato affrettato”
dalla voglia di esserci ad ogni costo.
Creare, sviluppare e gestire l’attività di questi particolari soggetti giuridici non è sempre semplice

ASSOCIAZIONE XXX
e, qualora si affronta con scarse conoscenze , può diventare assolutamente rischiosa. Lo stesso
Legislatore,ancora, non è riuscito a dare un assetto compiuto, sia dal punto di vista civilistico,sia da
CONFORME AL PROVVEDIMENTO AGENZIA DELLE ENTRATE DEL 15/02/2007 - DATA PRINT GRAFIK

quello fiscale. Bisogna considerare,infatti, che ad ognuno dei tanti enti che compongono il settore
Denominazione

vengono applicate specifiche norme, create ex-novo o comunque soggette a continue variazioni e/o
riformulazioni. Da tutto ciò si può tranquillamente evincere quanto impegnativo sia il consapevole
compito di chi deve quotidianamente confrontarsi con norme,circolari ed adempimenti.
02345769836

Il manuale vuole essere un utile e, si spera, valido strumento per tutte le sedi di Legambiente per
affrontare in maniera più dettagliata questi argomenti sia dal punto di vista gestionale ed
Codice fiscale

economico, sia da quello giuridico e fiscale.


Nel testo è possibile seguire l’esame specifico delle associazioni di promozione sociale, delle
organizzazioni di volontariato, delle ONLUS e delle associazioni in genere.
L’ente è quindi dettagliatamente indagato nei suoi “eventi” : costituzione,organi, raccolta pubblica
di fondi, rendiconto economico-finanziario…; e sotto l’aspetto tributario: la determinazione

222
CONTABILMENTE

PRESENTAZIONE
PERIODO D’IMPOSTA 2006
CODICE FISCALE

000005 0 2 3 4 5 7 6 9 8 3 6
Stampato con tecnologia di stampa FISCOLASER www.dataprintgrafik.it

Una curiosità:
REDDITI
QUADRO RF

“Profit” è termine latino, forma contratta della terza persona singolare (modo indicativo tempo
Reddito di impresa in contabilità ordinaria
EURO
presente) del verbo proficere
RF1 91338 che significa avvantaggiare. Usiamo quindi il termine “Non
,00 profit” Codice attività studi di settore: cause di esclusione cause di inapplicabilità

per indicareRF3l’assenza di vantaggio.


RF2 A B C Imprese che direttamente o indirettamente controllano società non residenti o ne sono controllate (vedere istruzioni)
Risultato del
conto
19500,00 A) UTILE

economico RF4 B) PERDITA ,00


RF5 Quote costanti delle plusvalenze patrimoniali e delle sopravvenienze attive imputabili all'esercizio (art. 86, comma 4 e art. 88, comma 2)
,00
Variazioni
in aumento RF6 Quote costante dei contributi o liberalità costituenti sopravvenienze attive imputabili all'esercizio (art. 88, comma 3, lettera b)) ,00
RF7 Redditi da partecipazione in società di persone di cui all'art. 5 e in GEIE ,00

L’idea che ha guidato la redazione di questo Manuale operativo è stata prevalentemente


,00
quella di Attività di
agriturismo RF8
Redditi di immobili non costituenti beni strumentali né beni alla cui produzione o al cui scambio
è diretta l’attività della società o dell’ente e reddito derivante dall’attività di agriturismo (25% dei ricavi)

realizzare un
RF10 valido supporto “gestionale” per tutte ,00le realtà, grandi e piccole, territoriali di
RF9 Spese ed altri componenti negativi relativi agli immobili di cui al rigo RF8 e costi derivanti dall'attività di agriturismo ,00
Ricavi non annotati
,00 ,00

Legambiente.
Assistenza RF11 Rimanenze non contabilizzate o contabilizzate in misura inferiore a quella determinata ai sensi del Tuir (artt. 92, 93, 94) ,00
fiscale Interessi passivi indeducibili
RF12 ,00 ,00 ,00 ,00
RF13 Imposte indeducibili o non pagate (art. 99, comma 1)

Il progressivo
RF14e continuo sviluppo del settore, l’introduzione di nuove disposizioni o le modifiche di
,00
,00 ,00 Oneri di utilità sociale Erogazioni liberali

RF15 Recupero degli incentivi per gli investimenti ,00 ,00

quelle precedenti,
RF16
RF17
le crescenti aspettative dei diversi stakeholder (pubblico,privato,soci,cittadini…)
,00
,00
,00
Spese per mezzi di trasporto indeducibili ai sensi dell’art. 164 del TUIR

Svalutazioni e minusvalenze patrimoniali, sopravvenienze passive e perdite non deducibili

hanno reso RF19


urgente e non più rimandabile la ideazione di uno strumento capace di rispondere alle
,00 RF18 Minusvalenze relative a partecipazioni esenti

Ammortamenti non deducibili in tutto o in parte relativi a beni materiali e immateriali e a beni gratuitamente devolvibili (art. 102, 103 e 104)
,00

mutate esigenze delle varie articolazioni di Legambiente.


RF20 Spese relative a piu' esercizi non deducibili in tutto o in parte (art. 108) o di competenza di altri esercizi (art. 109, comma 4) ,00
RF21 Spese di manutenzione, riparazione, ammodernamento e trasformazione eccedenti la quota deducibile (art. 102, comma 6) ,00

L’evidente interesse per il composito comparto degli enti non commerciali ha innescato un
art. 105 art. 106
RF22 Svalutazioni e accantonamenti non deducibili in tutto o in parte
,00 ,00 ,00
RF23 Spese ed altri componenti negativi eccedenti la quota deducibile ai sensi dell’art. 109, commi 5 e 6

meccanismoRF24
di “proliferazione” di enti non sempre virtuosa, ma in alcuni casi “risultato,00 affrettato”
,00
Differenze su cambi (art. 110, comma 3)

RF25 Spese ed altri componenti negativi per operazioni con soggetti residenti in Stati o territori con regime fiscale privilegiato
,00

di esserci ad ogni costo.


dalla vogliaRF27
RF26 Altre variazioni in aumento

C ) TOTALE DELLE VARIAZIONI IN AUMENTO


,00 ,00 ,00 ,00

ASSOCIAZIONE XXX
,00

Creare, sviluppare e gestire l’attività di questi particolari soggetti giuridici non è sempre semplice
RF28 Variazioni ,00 Plusvalenze patrimoniali e sopravvenienze attive da acquisire a tassazione in quote costanti (art. 86, comma 4 e art. 88, comma 2)
in diminuzione
RF29 ,00 Contributi o liberalità costituenti sopravvenienze attive da acquisire a tassazione in quote costanti (art. 88, comma 3,lettera b))

e, qualora si
RF31affronta con scarse conoscenze , può diventare assolutamente rischiosa. Lo stesso
RF30 Perdite fiscali derivanti da partecipazioni in società di cui al rigo RF7 ,00
,00 Utili distribuiti dalle società di cui al rigo RF7

Legislatore,ancora, non è riuscito a dare un assetto compiuto, sia dal punto di vista civilistico,sia da
RF32 Proventi degli immobili di cui al rigo RF8 ,00
CONFORME AL PROVVEDIMENTO AGENZIA DELLE ENTRATE DEL 15/02/2007 - DATA PRINT GRAFIK

RF33 ,00 Sopravvenienza attiva da eliminazione delle c.d. “interferenze fiscali”

Utili spettanti ai lavoratori dipendenti e agli associati in partecipazione e se corrisposti i compensi spettanti agli amministratori (art. 95)

quello fiscale.
RF35 Bisogna considerare,infatti, che ad ognuno dei tanti enti che compongono il settore
RF34
Denominazione

,00
,00 Quota delle minusvalenze non realizzate relative a partecipazioni

RF36 Spese ed altri componenti negativi non dedotti in precedenti esercizi ovvero non imputati a conto economico ,00

vengono applicate
RF37 specifiche norme, create ex-novo o comunque soggette a continue variazioni
,00 e/o Differenze su cambi (art. 110, comma 3)

Proventi non computabili nella determinazione del reddito (art. 91, comma 1, lett. a) e b))
RF38 ,00

riformulazioni.
RF39
Da tutto ciò si può tranquillamente evincere quanto impegnativo sia il consapevole
,00 Spese ed altri componenti negativi per operazioni con soggetti residenti in Stati o territori con regime fiscale privilegiato

Rimanenze e opere ultrannuali contabilizzate in misura superiore a quella determinata ai sensi del TUIR (artt. 92 e 93)
02345769836

RF40 ,00

compito di chi
RF42 deve quotidianamente confrontarsi con norme,circolari ed adempimenti.
RF41 Utili distribuiti da soggetti residenti in Stati o territori con regime fiscale privilegiato ,00
Plusvalenze relative a partecipazioni esenti (art. 87) ,00

Il manuale RF44
vuole essere un utile e, si spera, valido strumento per tutte le sedi di Legambiente per
RF43 Reddito esente e detassato ,00 ,00 ,00
,00 Quota esclusa degli utili distribuiti

affrontare in
RF46 maniera più dettagliata questi argomenti sia dal punto di vista gestionale ed
RF45 Altre variazioni in diminuzione
Codice fiscale

,00 ,00 ,00


,00 D ) TOTALE DELLE VARIAZIONI IN DIMINUZIONE

Determinazione RF47 REDDITO DI IMPRESA LORDO (o perdita) (somma algebrica tra A o B + C – D) 19500,00
economico,RF48
sia da quello giuridico e fiscale.
del reddito
Erogazioni liberali ,00
RF49 Proventi esenti ,00

possibile seguire l’esame specifico delle associazioni di promozione


Nel testo èRF50 sociale,
19500,00
delle REDDITO (o PERDITA)

Perdite di impresa
RF51 (di cui degli anni precedenti ,00 ) ,00
19500,00
organizzazioni di volontariato, delle ONLUS e delle associazioni in genere.
RF52 REDDITO (da riportare nel quadro RN, rigo RN6)

L’ente è quindi dettagliatamente indagato nei suoi “eventi” : costituzione,organi, raccolta pubblica
di fondi, rendiconto economico-finanziario…; e sotto l’aspetto tributario: la determinazione

223
CONTABILMENTE

02345769836
PRESENTAZIONE
Codice fiscale (*)

Crediti CREDITI
Valore di bilancio Valore fiscale
Stampato con tecnologia di stampa FISCOLASER www.dataprintgrafik.it

Una curiosità:
Ammontare complessivo delle svalutazioni dirette e degli accantonamenti
RF53 risultanti al termine dell'esercizio precedente
,00 ,00

“Profit” è termine latino, forma contratta della terza persona singolare (modo indicativo tempo
RF54 ,00 ,00 Perdite dell'esercizio

presente) delRF56
verbo proficere che significa avvantaggiare. Usiamo quindi
Differenza

,00 il termine “Non profit”


RF55 ,00
,00 Svalutazioni e accantonamenti dell'esercizio

per indicareRF58
l’assenza di vantaggio.
RF57 ,00 ,00 Ammontare complessivo delle svalutazioni dirette e degli accantonamenti risultanti a fine esercizio

,00 ,00 Valore dei crediti risultanti in bilancio

Dati di RF59 Immobilizzazioni immateriali ,00


bilancio RF60 Immobilizzazioni materiali Fondo ammortamento beni materiali ,00 ,00
RF61 Immobilizzazioni finanziarie ,00
RF62 Rimanenze di materie prime, sussidarie e di consumo, in corso di lavorazione, prodotti finiti ,00

L’idea che ha guidato la redazione di questo Manuale operativo è stata prevalentemente quella di
RF63 ,00 Crediti verso clienti compresi nell'attivo circolante

RF64 ,00 Altri crediti compresi nell'attivo circolante

realizzare un
RF66valido supporto “gestionale” per tutte le realtà, grandi e piccole, territoriali di
RF65 Attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni ,00
,00 Disponibilità liquide

Legambiente.
RF67 Ratei e risconti attivi ,00
RF68 Totale attivo ,00
Patrimonio netto

Il progressivo e continuo sviluppo del settore, l’introduzione di nuove disposizioni o le modifiche di


RF69 ,00
,00 RF70 Fondi per rischi e oneri

RF71 Trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato ,00

quelle precedenti,
RF72 le crescenti aspettative dei diversi stakeholder (pubblico,privato,soci,cittadini…)
,00 Debiti verso banche esigibili entro l'esercizio successivo

Debiti verso banche esigibili oltre l'esercizio successivo


RF73 ,00

hanno reso urgente


RF74
RF75
e non più rimandabile la ideazione di uno strumento capace di rispondere
,00
,00
alle Debiti verso fornitori

Altri debiti

mutate esigenze
RF77 delle varie articolazioni di Legambiente.
RF76 Ratei e risconti passivi ,00
Totale passivo ,00

L’evidente interesse per il composito comparto degli enti non commerciali ha innescato un
RF78 Ricavi delle vendite ,00
RF79 Altri oneri di produzione e vendita ,00 (di cui per lavoro dipendente
,00 )
(*) Da compilare per i soli modelli predisposti su fogli singoli, ovvero su moduli meccanografici a striscia continua.

meccanismo di “proliferazione” di enti non sempre virtuosa, ma in alcuni casi “risultato affrettato”
dalla voglia di esserci ad ogni costo.

ASSOCIAZIONE XXX
Creare, sviluppare e gestire l’attività di questi particolari soggetti giuridici non è sempre semplice
e, qualora si affronta con scarse conoscenze , può diventare assolutamente rischiosa. Lo stesso
Legislatore,ancora, non è riuscito a dare un assetto compiuto, sia dal punto di vista civilistico,sia da
CONFORME AL PROVVEDIMENTO AGENZIA DELLE ENTRATE DEL 15/02/2007 - DATA PRINT GRAFIK

quello fiscale. Bisogna considerare,infatti, che ad ognuno dei tanti enti che compongono il settore
Denominazione

vengono applicate specifiche norme, create ex-novo o comunque soggette a continue variazioni e/o
riformulazioni. Da tutto ciò si può tranquillamente evincere quanto impegnativo sia il consapevole
02345769836

compito di chi deve quotidianamente confrontarsi con norme,circolari ed adempimenti.


Il manuale vuole essere un utile e, si spera, valido strumento per tutte le sedi di Legambiente per
affrontare in maniera più dettagliata questi argomenti sia dal punto di vista gestionale ed
Codice fiscale

economico, sia da quello giuridico e fiscale.


Nel testo è possibile seguire l’esame specifico delle associazioni di promozione sociale, delle
organizzazioni di volontariato, delle ONLUS e delle associazioni in genere.
L’ente è quindi dettagliatamente indagato nei suoi “eventi” : costituzione,organi, raccolta pubblica
di fondi, rendiconto economico-finanziario…; e sotto l’aspetto tributario: la determinazione

224
CONTABILMENTE

PRESENTAZIONE PERIODO D’IMPOSTA 2006


CODICE FISCALE

000005 0 2 3 4 5 7 6 9 8 3 6
Una curiosità:
Stampato con tecnologia di stampa FISCOLASER www.dataprintgrafik.it

REDDITI
QUADRO RN
“Profit” è termine latino, formaDeterminazione
contratta della terza persona singolare (modo indicativo tempo
dell’IRES

presente) del verbo proficere che significa avvantaggiare. Usiamo quindi il termine EURO “Non profit”
per indicareRN2
Ires
l’assenza di vantaggio.
RN1 ,00
Reddito di terreni (dal quadro RA, somma del rigo RA52 col. 9 e col. 10)

Reddito di fabbricati (dal quadro RB, rigo RB35)


,00
Reddito di impresa enti a contabilità pubblica (dal quadro RC, rigo RC9)
RN3 ,00
RN4 Reddito di allevamento e di altre attività agricole (dal quadro RD, rigo RD15)
,00
RN5 Reddito di arti e professioni (dal quadro RE, rigo RE23)
,00
RN6 Reddito di impresa in contabilità ordinaria (dal quadro RF, rigo RF52)
19500,00
L’idea che ha
RN7
RN8
guidato la redazione di questo Manuale operativo è stata prevalentemente
,00
quella di Reddito di impresa in contabilità semplificata (dal quadro RG, rigo RG28)

Reddito di partecipazione (dal quadro RH, rigo RH15)


,00

realizzare un valido supporto “gestionale” per tutte le realtà, grandi e piccole, territoriali di
RN9 Reddito di capitale (dal quadro RL, rigo RL3 colonna 2)
,00
RN10 Redditi diversi (dal quadro RL, rigo RL20)
,00

Legambiente.
RN11 Redditi derivanti dalla cessione di partecipazioni (dal quadro RT, sez. II e III)
,00
RN12 Rimborso di oneri dedotti in precedenti esercizi
,00
19500,00
Il progressivo
RN14e continuo sviluppo del settore, l’introduzione di nuove disposizioni o le modifiche di
RN13 Reddito complessivo
,00
Crediti di imposta sui fondi comuni di investimento
,00
Oneri deducibili (dal quadro RS, rigo RS28)

quelle precedenti, le crescenti aspettative dei diversi stakeholder (pubblico,privato,soci,cittadini…)


RN15 ,00
RN16 19500,00 Reddito imponibile (RN13 + RN14 - RN15) )

RN17 a) di cui
19500,00 soggetto all'aliquota del 33,00 % 6435,00
hanno reso RN18
urgente e non più rimandabile
,00 la ideazione di uno strumento
%
capace di rispondere
,00 alle b) di cui soggetto all'aliquota del

RN19 Imposta relativa al reddito imponibile


6435,00
mutate esigenze delle varie articolazioni di Legambiente.
Detrazione di imposta (
RN20 ,00 ) ,00
RN21 IMPOSTA NETTA (RN19 - RN20) 6435,00
L’evidente RN23
interesse per il composito comparto degli enti non commerciali ha innescato un
RN22 19% degli oneri rimborsati per i quali si è fruito di detrazioni di imposta
,00
Crediti di imposta sui fondi comuni di investimento ,00

meccanismoRN25
di “proliferazione” di enti non sempre virtuosa, ma in alcuni casi “risultato,00affrettato”
RN24 Credito per imposte pagate all’estero ,00
Altri crediti di imposta

di esserci ad ogni costo.


dalla vogliaRN27
RN26 Ritenute d’acconto (di cui corrisposti dall'UNIRE ,00 ) ,00
TOTALE CREDITI E RITENUTE (somma dei righi da RN23 a RN26) ,00
RN28 IRES dovuta o differenza a favore del contribuente 6435,00

ASSOCIAZIONE XXX
Creare, sviluppare
RN29 e gestire l’attività di questi particolari soggetti giuridici non è sempre
,00 semplice Crediti di imposta (da quadro RU)
Eccedenza d’imposta risultante dalla precedente dichiarazione
RN30 ,00

e, qualora si affronta con scarse conoscenze , può diventare assolutamente rischiosa.,00 Lo stesso
RN31 Eccedenza d’imposta risultante dalla precedente dichiarazione compensata nel Mod. F24
eccedenze utilizzate acconti versati acconti ceduti

5600,00 5600,00
Acconti

Legislatore,ancora, non è riuscito a dare un assetto compiuto, sia dal punto di vista civilistico,sia da
RN32
,00 ,00
eccedenze utilizzate
CONFORME AL PROVVEDIMENTO AGENZIA DELLE ENTRATE DEL 15/02/2007 - DATA PRINT GRAFIK

835,00
RN33 IRES dovuta (RN28 – RN29 – RN30 + RN31 – RN32 col. 4 – RN33 col. 1) se positivo

quello fiscale.
RN34 Bisogna considerare,infatti, che ad ognuno dei tanti enti che compongono il settore
Denominazione

,00
Imposta a credito (RN28 – RN29 – RN30 + RN31 – RN32 col. 4) se negativo
,00

vengono applicate specifiche norme, create ex-novo o comunque soggette a continue variazioni e/o
RN35 Credito ceduto a società del gruppo (riportare l’importo nel rigo RK1 del quadro RK)
,00
RN36 Eccedenza compensata nel rigo RQ5
,00
RN37 Eccedenza di credito della presente dichiarazione (RN34 - RN35 - RN36 , da riportare nel rigo RX1, col.1)

riformulazioni.
RN38 Da tutto ciò si può tranquillamente evincere quanto impegnativo sia il consapevole
,00
UTILIZZO
Credito Credito d’imposta art. 3, RESIDUO INIZIALE IMPORTO IN COMPENSAZIONE RESIDUO FINALE
c. 4, D.Lgs. 344/2003
02345769836

,00 ,00 ,00 ,00

compito di chi deve quotidianamente confrontarsi con norme,circolari ed adempimenti.


Il manuale vuole essere un utile e, si spera, valido strumento per tutte le sedi di Legambiente per
affrontare in maniera più dettagliata questi argomenti sia dal punto di vista gestionale ed
Codice fiscale

economico, sia da quello giuridico e fiscale.


Nel testo è possibile seguire l’esame specifico delle associazioni di promozione sociale, delle
organizzazioni di volontariato, delle ONLUS e delle associazioni in genere.
L’ente è quindi dettagliatamente indagato nei suoi “eventi” : costituzione,organi, raccolta pubblica
di fondi, rendiconto economico-finanziario…; e sotto l’aspetto tributario: la determinazione

225
CONTABILMENTE

PRESENTAZIONE PERIODO D’IMPOSTA 2006


CODICE FISCALE

000005 0 2 3 4 5 7 6 9 8 3 6
Stampato con tecnologia di stampa FISCOLASER www.dataprintgrafik.it

Una curiosità:
REDDITI
QUADRO RX
“Profit” è termine latino, formaCompensazioni
contratta - della
Rimborsi
terza persona singolare (modo indicativo tempo
presente) del verbo proficere che significa avvantaggiare. Usiamo quindi il termine
EURO
“Non profit”
per indicare l’assenza di vantaggio.
SEZIONE I
Crediti ed
Importo a credito
risultante dalla
Eccedenza di Credito di cui
Credito da utilizzare
in compensazione e/o
versamento a saldo si chiede il rimborso
eccedenze presente dichiarazione in detrazione
risultanti dalla
presente
dichiarazione RX1 IRES
,00 ,00 ,00 ,00

L’idea che ha guidato la redazione di questo


2500Manuale operativo è stata prevalentemente
2500,00 quella di
RX2 IVA
,00 ,00 ,00

RX3 IRAP

realizzare un valido supporto “gestionale” per tutte le realtà, grandi e piccole, territoriali di
,00 ,00 ,00 ,00

RX4 Eccedenza a credito di cui al quadro RK

Legambiente.
,00 ,00 ,00

RX5 Imposta sostitutiva di cui al quadro RT

Il progressivo e continuo sviluppo del settore, l’introduzione di nuove disposizioni o le modifiche di


,00 ,00 ,00 ,00

RX6 Imposta sostitutiva di cui al quadro RM - sez. I

quelle precedenti, le crescenti aspettative dei diversi stakeholder (pubblico,privato,soci,cittadini…)


,00 ,00 ,00

RX7 Imposta di cui al quadro RM - sez. II


,00 ,00 ,00 ,00

hanno reso RX8


urgente e non più rimandabile la ideazione di uno
,00
strumento ,00capace di rispondere
,00
alle Imposta sostitutiva di cui al quadro RM sez. III

mutate esigenze
RX9 delle varie articolazioni di Legambiente. Imposta sostitutiva di cui al quadro RQ - sez. I
,00 ,00 ,00

L’evidente interesse per RX10


il composito comparto degli enti non commerciali
Imposta sostitutiva di cui al quadro RQ - sez. II - Scioglimento
,00 ,00 ha innescato
,00 un
meccanismo di “proliferazione” di enti non sempre virtuosa,,00ma in alcuni,00casi “risultato,00affrettato” RX11 Imposta sostitutiva di cui al quaro RQ - sez. II - Trasformazione

dalla voglia di esserci ad ogni costo.


RX12 Imposta sostitutiva di cui al quadro RI
,00 ,00 ,00 ,00

ASSOCIAZIONE XXX
SEZIONE II

Creare, sviluppare e gestire l’attività di questi particolari soggetti giuridici non è sempre semplice
Crediti ed Codice Eccedenza o Importo compensato Importo di cui Importo residuo
eccedenze tributo credito precedente nel Mod. F24 si chiede il rimborso da compensare
risultanti dalla

e, qualora si affronta con scarse conoscenze ,00, può diventare assolutamente rischiosa.,00 Lo stesso
precedente
dichiarazione
RX13
,00 ,00

Legislatore,ancora,
RX14 non è riuscito a dare un assetto compiuto,,00 sia dal punto,00di vista civilistico,sia da
CONFORME AL PROVVEDIMENTO AGENZIA DELLE ENTRATE DEL 15/02/2007 - DATA PRINT GRAFIK

,00 ,00

quello fiscale. Bisogna considerare,infatti, che,00ad ognuno dei


,00 tanti enti che
,00 compongono
,00 il settore
Denominazione

RX15

vengono applicate specifiche norme, create ex-novo o comunque soggette,00a continue variazioni e/o
RX16
,00 ,00 ,00

riformulazioni. Da tutto ciò si può tranquillamente evincere,00quanto impegnativo sia il consapevole


RX17
,00 ,00 ,00
SEZIONE III
02345769836

compito di chi deve quotidianamente confrontarsi con norme,circolari ed adempimenti.


Saldo annuale RX18 Versamento annuale dell’IVA
IVA ,00

Il manuale vuole essere un utile e, si spera, valido strumento per tutte le sedi di Legambiente per
affrontare in maniera più dettagliata questi argomenti sia dal punto di vista gestionale ed
Codice fiscale

economico, sia da quello giuridico e fiscale.


Nel testo è possibile seguire l’esame specifico delle associazioni di promozione sociale, delle
organizzazioni di volontariato, delle ONLUS e delle associazioni in genere.
L’ente è quindi dettagliatamente indagato nei suoi “eventi” : costituzione,organi, raccolta pubblica
di fondi, rendiconto economico-finanziario…; e sotto l’aspetto tributario: la determinazione

226
CONTABILMENTE

PRESENTAZIONE
PERIODO D’IMPOSTA 2006
CODICE FISCALE

000005 0 2 3 4 5 7 6 9 8 3 6
Stampato con tecnologia di stampa FISCOLASER www.dataprintgrafik.it

IRAP
Una curiosità: QUADRO IQ

“Profit” è termine latino, forma contratta della terza persona singolare 0 (modo indicativo tempo
Determinazione dell'imposta
Mod. N. 1 EURO
presente) del verbo proficere che significa avvantaggiare. Usiamo quindi il termine “Non profit” Valori IRAP

per indicare l’assenza di vantaggio.


Sez. I
Enti privati IQ1 Retribuzioni personale dipendente
,00
50000,00
non
commerciali IQ2 Redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente ex art. 50 del Tuir

IQ3 Redditi di lavoro autonomo non esercitato abitualmente ex art. 67 , comma 1, lett. l), del Tuir
Attività ,00
non Redditi Spese apprendisti Contratti formazione Personale addetto
commerciale dei ricercatori e disabili lavoro alla ricerca e sviluppo
IQ4 Deduzioni

L’idea che ha guidato la redazione di questo Manuale operativo è stata prevalentemente quella di
,00 ,00 ,00 ,00 ,00

50000,00
IQ5 Valore della produzione (IQ1 + IQ2 + IQ3 — IQ4 col. 5)

realizzare
Sez. II
Enti privati
un valido supporto “gestionale” per tutte le realtà, grandi e piccole, territoriali di Maggiori ricavi per adeguamento agli studi di settore
,00

Legambiente.
non
commerciali Variazioni
Valori contabili Valori IRAP
ed enti in aumento in diminuzione
pubblici
215000,00 215000,00
Il progressivoIQ7 e continuo sviluppo del settore, l’introduzione di nuove disposizioni o le modifiche di
IQ6 Ricavi delle vendite e delle prestazioni
,00 ,00
Variazioni delle rimanenze
Attività ,00 ,00 ,00 ,00

quelle precedenti, le crescenti aspettative dei diversi stakeholder (pubblico,privato,soci,cittadini…)


commerciale IQ8 Variazioni di lavori in corso su ordinazione
,00 ,00 ,00 ,00
IQ9 Incrementi di immobilizzazioni per lavori interni
,00 ,00 ,00 ,00

hanno reso IQ11


urgente e non più rimandabile la ideazione di uno strumento capace 215000
di rispondere alle
IQ10 Altri ricavi e proventi
,00 ,00 ,00 ,00
Totale componenti positivi
,00
IQ12 Costi per materie prime, merci, ecc. 103000,00 103000,00
mutate esigenze delle varie articolazioni di Legambiente.
,00 ,00
79000 34000,00 45000,00
Produttori
IQ13 agricoli Costi per servizi
,00 ,00
IQ14 Costi per il godimento di beni di terzi 3000,00 ,00 ,00 3000,00
L’evidente IQ15
interesse per
IQ16
Opzione
il composito10500
Ammortamenti delle immobilizzazioni materiali

Ammortamenti delle immobilizzazioni immateriali


comparto
,00 degli enti
,00 non commerciali
,00 ha innescato
10500,00 un
,00 ,00 ,00 ,00

meccanismoIQ18di “proliferazione” di enti non sempre virtuosa,,00ma in alcuni,00casi “risultato,00affrettato” IQ17 Variazioni delle rimanenze
,00 ,00 ,00 ,00
Revoca Oneri diversi di gestione
,00

di esserci ad ogni costo.


dalla vogliaIQ20
IQ19 Accantonamenti ex artt. 105 e 107 del Tuir
,00 ,00 ,00 ,00
Totale componenti negativi 161500,00

ASSOCIAZIONE XXX
Creare, sviluppare e gestire l’attività di questi particolari soggetti giuridici non è sempre semplice
Redditi Contributi assicurazioni Deduzione per lavoro dipendente
dei ricercatori infortuni sul lavoro a tempo indeterminato

e, qualora si
IQ21affronta con scarse conoscenze , può diventare assolutamente rischiosa. Lo stesso
,00 ,00 ,00
Deduzioni
Contributi assistenziali Spese apprendisti Contratti Personale addetto

Legislatore,ancora, non è riuscito a dare un assetto compiuto, sia dal punto di vista civilistico,sia da
e previdenziali e disabili formazione lavoro alla ricerca e sviluppo
CONFORME AL PROVVEDIMENTO AGENZIA DELLE ENTRATE DEL 15/02/2007 - DATA PRINT GRAFIK

Denominazione

,00 ,00 ,00 ,00 ,00

quello fiscale.
Sez. III
IQ22
IQ23
Bisogna considerare,infatti, che ad ognuno dei tanti enti che compongono
53500,00 il settore Valore della produzione (IQ11 — IQ20 — IQ21 col. 8)

Reddito d'impresa determinato forfetariamente


,00

vengono applicate specifiche norme, create ex-novo o comunque soggette a continue variazioni e/o
Soggetti IQ24 Retribuzioni, compensi e altre somme
in regime ,00
forfetario IQ25 Interessi passivi
,00

riformulazioni. Da tutto ciò si può tranquillamente evincere quanto impegnativo sia il consapevole
Contributi assicurazioni Deduzione per lavoro dipendente Contributi assistenziali
infortuni sul lavoro a tempo indeterminato e previdenziali
02345769836

compito di chi
IQ26 deve quotidianamente confrontarsi con norme,circolari ed adempimenti.
,00 ,00 ,00
Deduzioni Spese apprendisti Contratti Personale addetto
e disabili formazione lavoro alla ricerca e sviluppo

Il manuale vuole essere un utile e, si spera, valido


,00 strumento
,00 per tutte le,00sedi di Legambiente
,00 per Valore della produzione (IQ23 + IQ24 + IQ25 — IQ26 col. 7)
IQ27
Codice fiscale

,00

affrontare
Sez. IV
Produttori
in
IQ28
IQ29
maniera più dettagliata questi argomenti sia dal punto di vista gestionale
,00
ed Corrispettivi

Acquisti destinati alla produzione


agricoli ,00

economico, sia da quello giuridico e fiscale.


Contributi assicurazioni Contributi assistenziali Spese apprendisti
infortuni sul lavoro e previdenziali e disabili

possibile seguire l’esame specifico delle associazioni di promozione sociale, delle


Nel testo èIQ30
,00 ,00 ,00 ,00
Deduzioni Contratti Personale addetto
formazione lavoro alla ricerca e sviluppo

organizzazioni di volontariato, delle ONLUS e,00delle associazioni


,00 in genere.
IQ31 Valore della produzione (IQ28 — IQ29 — IQ30 col. 6)

L’ente è quindi dettagliatamente indagato nei suoi “eventi” : costituzione,organi, raccolta pubblica
,00

di fondi, rendiconto economico-finanziario…; e sotto l’aspetto tributario: la determinazione

227
CONTABILMENTE

02345769836 01
PRESENTAZIONE
Codice fiscale (*) Mod. N. (*)

Sez. V IQ32 Compensi derivanti dall’attività professionale e artistica (di cui per adeguamento agli studi di settore )
,00 ,00
Soggetti non IQ33 Costi inerenti all’attività esercitata
residenti ,00
Stampato con tecnologia di stampa FISCOLASER www.dataprintgrafik.it

esercenti Contributi assicurazioni Contributi assistenziali Spese apprendisti

Una curiosità:
infortuni sul lavoro e previdenziali e disabili
arti
IQ34
e professioni

“Profit” è termine latino, forma contratta della terza persona singolare (modo indicativo tempo
,00 ,00 ,00
Deduzioni Contratti Personale addetto

presente) del verbo proficere che significa avvantaggiare. Usiamo quindi il termine “Non profit”
formazione lavoro alla ricerca e sviluppo

per indicareIQ35
l’assenza di vantaggio.
,00 ,00 ,00
Valore della produzione (IQ32 col. 2 — IQ33 — IQ34 col. 6)
,00
Sez. VI Estero Italia
Valore della
produzione
IQ36 Valore della produzione di rigo IQ5 50000,00 ,00 50000,00
netta IQ37 Valore della produzione di rigo IQ22 53500,00 ,00 53500,00
IQ38 Valore della produzione di rigo IQ27 ,00 ,00 ,00

L’idea che ha
IQ40guidato la redazione di questo Manuale operativo è stata prevalentemente quella di
IQ39 Valore della produzione di rigo IQ31 ,00 ,00 ,00
,00 ,00 ,00 Valore della produzione di rigo IQ35

103500,00 103500,00
realizzare un
IQ42valido supporto “gestionale” per tutte le realtà, grandi e piccole, territoriali di
IQ41 Totale valore della produzione ,00
,00 Quota del valore della produzione attribuita dal GEIE

Ulteriore deduzione quota GEIE 8000,00


Legambiente.
IQ43 ,00
IQ44 Deduzione per lavoro dipendente ,00
Deduzione base Art. 87 par. 3 lett. c) Tr. CE Art. 87 par. 3 lett. a) Tr. CE
Deduzione per incremento

Il progressivo e continuo sviluppo del settore, l’introduzione di nuove disposizioni o le modifiche di


IQ45 base occupazionale
,00 ,00 ,00 ,00
Valore

quelle precedenti, le crescenti aspettative dei diversi stakeholder (pubblico,privato,soci,cittadini…)


95500,00 95500,00
IQ46 della produzione (aliquota del settore agricolo altre aliquote )
,00
Sez. VII IQ47 ,00 Reddito minimo

hanno reso urgente e non più rimandabile la ideazione di uno strumento capace di rispondere alle
Valore minimo Retribuzioni, compensi ed altre somme
della
IQ48 ,00
IQ49 produzione ,00 Interessi passivi
dei soggetti

mutate esigenze
IQ50 delle varie articolazioni di Legambiente.
non
operativi ex
art. 30 Valore
l.n. 724/94 della produzione

L’evidente interesse per il composito comparto degli enti non commerciali ha innescato un
(aliquota del settore agricolo altre aliquote ) ,00
,00 ,00
Sez. VIII
Ripartizione Ammontare complessivo delle retribuzioni Estero Italia
IQ51
meccanismoIQ52
di “proliferazione” di enti non sempre virtuosa, ma in alcuni casi “risultato affrettato”
della base ,00 ,00
imponibile e Estensione complessiva dei terreni in metri quadri Estero Italia
dell'imposta
Codice Valore della Riduzione Normative

di esserci
dalla voglia IQ69 ad ogni costo.
regione
Base imponibile regionali
Aliquota Imposta
produzione (art. 17, comma 1)

08 95500 95500,00 5,25 5014,00

ASSOCIAZIONE XXX
,00 ,00 %

Creare, sviluppare e gestire l’attività particolari soggetti


di questi ,00 giuridici% non è sempre semplice
,00 ,00 ,00 IQ70 %
IQ71 ,00 ,00 ,00 ,00

e, qualora siIQ73affronta con scarse,00 conoscenze ,00, può diventare assolutamente rischiosa.,00Lo stesso
IQ72 ,00 ,00 ,00 % ,00
,00 %

Legislatore,ancora, non è riuscito,00a dare un assetto compiuto,,00sia dal punto%di vista civilistico,sia da
IQ74 ,00 ,00 ,00 % ,00
CONFORME AL PROVVEDIMENTO AGENZIA DELLE ENTRATE DEL 15/02/2007 - DATA PRINT GRAFIK

IQ75 ,00 ,00


%
quello fiscale.
IQ77 Bisogna considerare,infatti, che ,00ad ognuno dei
,00 tanti enti che
% compongono
,00 il settore
IQ76
Denominazione

,00 ,00 ,00 ,00


,00
IQ78 ,00 ,00 ,00 % ,00

vengono applicate
IQ79
IQ80
specifiche norme,
,00
create ex-novo
,00
o comunque
,00
soggette %%a continue variazioni
,00
e/o
,00 ,00 ,00 ,00

riformulazioni.
IQ81
Da tutto ciò si può
,00
tranquillamente
,00
evincere ,00
quanto impegnativo
%
sia il consapevole
,00
02345769836

IQ82 ,00 ,00 ,00 % ,00

compito di chi
IQ84 deve quotidianamente confrontarsi con norme,circolari ed adempimenti.
IQ83 ,00 ,00 ,00 % ,00
,00 ,00 ,00 % ,00

Il manuale vuole essere un utile ,00e, si spera, valido strumento


,00 per tutte le %
sedi di Legambiente per
IQ85 ,00 ,00 ,00 % ,00
IQ86 ,00 ,00

affrontare inIQ88maniera più dettagliata questi,00argomenti sia dal punto % di vista gestionale ed
IQ87 %
Codice fiscale

,00 ,00 ,00 ,00


,00 ,00 ,00
IQ89 ,00 ,00 ,00 % ,00

economico, sia da quello giuridico e fiscale.


Nel testo è possibile seguire l’esame specifico delle associazioni di promozione sociale, delle
organizzazioni di volontariato, delle ONLUS e delle associazioni in genere.
L’ente è quindi dettagliatamente indagato nei suoi “eventi” : costituzione,organi, raccolta pubblica
di fondi, rendiconto economico-finanziario…; e sotto l’aspetto tributario: la determinazione

228
CONTABILMENTE

02345769836 01
PRESENTAZIONE
Codice fiscale (*) Mod. N. (*)

Sez. IX
5014,00
IQ90 Totale imposta
Dati concernenti
il versamento
Stampato con tecnologia di stampa FISCOLASER www.dataprintgrafik.it

dell’imposta

Una curiosità:
IQ91 Eccedenza d'imposta risultante dalla precedente dichiarazione
,00

“Profit” è termine
IQ92
latino, forma contratta della terza persona singolare (modo indicativo
,00 tempo Eccedenza d'imposta risultante dalla precedente dichiarazione compensata in F24

presente) del
IQ93verbo proficere che significa avvantaggiare. Usiamo quindi il termine “Non profit”
3500,00
Acconti versati

per indicare l’assenza di vantaggio.


(di cui sospesi )
,00

1514,00
IQ94 Importo a debito

IQ95 Importo a credito


,00
Sez. X
IQ96 Ammontare dei costi del lavoro dipendente e assimilati indeducibili

L’idea che ha guidato la redazione di questo Manuale operativo è stata prevalentemente quella di
Dati per
l’applicazione
,00
della
Convenzione IQ97 Interessi passivi e altri oneri finanziari indeducibili

realizzare un valido supporto “gestionale” per tutte le realtà, grandi e piccole, territoriali di
con gli ,00
Stati Uniti
IQ98 Importo accreditabile

Legambiente.
,00
Sez. XI Valore della produzione Imposta Acconto Conguaglio
Rideterminazione rideterminato rideterminata rideterminato prima rata

Il progressivo
IQ99 e continuo sviluppo del settore, l’introduzione di nuove disposizioni o le modifiche di
dell'acconto

,00 ,00 ,00 ,00

quelle precedenti, le crescenti aspettative dei diversi stakeholder (pubblico,privato,soci,cittadini…)


(*) Da compilare per i soli modelli predisposti su fogli singoli, ovvero su moduli meccanografici a striscia continua.

hanno reso urgente e non più rimandabile la ideazione di uno strumento capace di rispondere alle
mutate esigenze delle varie articolazioni di Legambiente.
L’evidente interesse per il composito comparto degli enti non commerciali ha innescato un
meccanismo di “proliferazione” di enti non sempre virtuosa, ma in alcuni casi “risultato affrettato”
dalla voglia di esserci ad ogni costo.

ASSOCIAZIONE XXX
Creare, sviluppare e gestire l’attività di questi particolari soggetti giuridici non è sempre semplice
e, qualora si affronta con scarse conoscenze , può diventare assolutamente rischiosa. Lo stesso
Legislatore,ancora, non è riuscito a dare un assetto compiuto, sia dal punto di vista civilistico,sia da
CONFORME AL PROVVEDIMENTO AGENZIA DELLE ENTRATE DEL 15/02/2007 - DATA PRINT GRAFIK

quello fiscale. Bisogna considerare,infatti, che ad ognuno dei tanti enti che compongono il settore
Denominazione

vengono applicate specifiche norme, create ex-novo o comunque soggette a continue variazioni e/o
riformulazioni. Da tutto ciò si può tranquillamente evincere quanto impegnativo sia il consapevole
02345769836

compito di chi deve quotidianamente confrontarsi con norme,circolari ed adempimenti.


Il manuale vuole essere un utile e, si spera, valido strumento per tutte le sedi di Legambiente per
affrontare in maniera più dettagliata questi argomenti sia dal punto di vista gestionale ed
Codice fiscale

economico, sia da quello giuridico e fiscale.


Nel testo è possibile seguire l’esame specifico delle associazioni di promozione sociale, delle
organizzazioni di volontariato, delle ONLUS e delle associazioni in genere.
L’ente è quindi dettagliatamente indagato nei suoi “eventi” : costituzione,organi, raccolta pubblica
di fondi, rendiconto economico-finanziario…; e sotto l’aspetto tributario: la determinazione

229
CONTABILMENTE

PRESENTAZIONE
MODELLO IVA 2007
Periodo d'imposta 2006
CODICE FISCALE

0 2 3 4 5 7 6 9 8 3 6
Stampato con tecnologia di stampa FISCOLASER www.dataprintgrafik.it

Una curiosità:
“Profit” è termine latino, forma contratta della terza persona singolare 0(modo indicativo tempo
QUADRO VA
INFORMAZIONI SULL'ATTIVITÀ Mod. N. 1
presente) del verbo proficere che significa avvantaggiare. Usiamo quindi il termine “Non profit”
per indicare l’assenza di vantaggio.
QUADRO VA Da compilare a cura del soggetto risultante da operazioni straordinarie
INFORMAZIONI
E DATI In caso di fusioni, scissioni, ecc. indicare la partita IVA del soggetto fuso, scisso, ecc.
RELATIVI
ALL'ATTIVITÀ Barrare la casella se il soggetto trasformato continua a svolgere l'attività agli effetti dell'IVA 2
Sez. 1 - VA1 Da compilare a cura del soggetto dante causa nelle ipotesi di operazioni straordinarie Credito dichiarazione IVA/2006 ceduto
Dati analitici
generali Barrare la casella se il contribuente ha partecipato ad operazioni straordinarie 3 ,00
Riservato al soggetto non residente nelle ipotesi di passaggio da rappresentante fiscale a identificazione diretta e viceversa

L’idea che ha
VA2guidato la redazione di questo Manuale operativo
9 1 3 è3 stata prevalentemente quella di
Indicare la partita IVA relativa all'istituto in precedenza adottato

8 Indicare il codice dell'attività svolta CODICE ATTIVITÀ

realizzare unVA3valido supporto “gestionale” per tutte le realtà, grandi e piccole, territoriali di
Ripartire il totale acquisti e importazioni (rigo VF20) nei seguenti importi:
Beni destinati alla rivendita ovvero
Beni ammortizzabili Beni strumentali non ammortizzabili alla produzione di beni e servizi Altri acquisti e importazioni

148000,00
Legambiente.VA4
,00 ,00 ,00
In caso di effettuazione di subforniture barrare la casella 1
VA5 Riservato ai curatori fallimentari e ai commissari liquidatori (da compilare soltanto per l’anno di inizio della procedura)

Il progressivo e continuo sviluppo del settore, l’introduzione di1 nuove disposizioni o le modifiche di Barrare la casella se il modulo è relativo all’attività della prima frazione d’anno

Riservato alle società di gestione del risparmio (art. 8, D.L. 351/2001)

quelle precedenti,
VA6
le crescenti aspettative dei diversi stakeholder (pubblico,privato,soci,cittadini…) Denominazione del fondo Numero Banca d' Italia

Operazioni occasionali rientranti nel regime previsto

hannoSez.reso urgente e non più rimandabile la ideazione di uno strumento capace di rispondere alle
VA7 dall’art. 34-bis per le attività agricole connesse Imponibile ,00 Imposta ,00
2-
Coesistenza di
Sezione da compilare soltanto in presenza di altro regime speciale per il quale è richiesta la compilazione del quadro VG

mutate esigenze
VA20 delle varie articolazioni di Legambiente.
più regimi
speciali IVA. Barrare la casella se le operazioni esenti effettuate sono occasionali ovvero riguardano esclusivamente operazioni
Casi particolari di cui ai nn. da 1 a 9 dell’art.10, non rientranti nell’attività propria dell’impresa o accessorie ad operazioni imponibili
1

L’evidente interesse
VA21 per il composito comparto degli enti non commerciali ha innescato un
Barrare la casella se sono state effettuate cessioni occasionali di beni usati con l’applicazione
del regime del margine (D.L. n. 41/1995) 1
Sez. 3 - ,00 ,00

meccanismo VA31
di “proliferazione” di enti non sempre virtuosa, ,00
ma in alcuni casi “risultato ,00affrettato”
VA30 Operazioni intracomunitarie Cessioni di beni Prestazioni di servizi

Dati riepilogativi Acquisti intracomunitari di beni Imponibile Imposta


relativi a tutte
le attività esercitate VA32 Importazioni Imponibile ,00 Imposta ,00

dalla voglia di esserci ad ogni costo.


VA33 Operazioni
intracomunitarie,
importazioni,
Esportazioni ,00

Creare, sviluppare e gestire l’attività di questi particolari soggetti giuridici non è sempre,00 semplice
esportazioni ed

ASSOCIAZIONE XXX
operazioni con la Operazioni con la Repubblica di San Marino:
Repubblica di
San Marino Ammontare delle cessioni di beni ad operatori sammarinesi
VA34

e, qualora si affronta con che scarse conoscenze


di agevolazioni per,eventi
può diventare assolutamente rischiosa. Lo stesso
VA35 Ammontare degli acquisti di beni senza pagamento dell’IVA ,00 con pagamento IVA ,00
Sez. 4 - Riservato ai soggetti hanno usufruito eccezionali
Dati riepilogativi

Legislatore,ancora, non è riuscito a dare un assetto compiuto, sia dal punto di vista civilistico,sia da
relativi a tutte le VA40 Indicare il codice desunto dalla "Tabella eventi eccezionali" delle istruzioni 1
attività esercitate
Maggiori corrispettivi per effetto dell’adeguamento ai parametri per il 2005
VA41 (imponibile e imposta)
CONFORME AL PROVVEDIMENTO AGENZIA DELLE ENTRATE DEL 15/01/2007 - DATA PRINT GRAFIK

quello fiscale. Bisogna considerare,infatti, che ad ognuno dei tanti enti che compongono il settore
Denominazione

,00 ,00
Maggiori corrispettivi per effetto dell’adeguamento agli studi
VA42 di settore per il 2006 (imponibile e imposta)
,00 ,00

vengono applicate
VA43 specifiche norme, create ex-novo o comunque soggette a continue variazioni
Riservato all'indicazione di eccedenze di credito di società ex controllanti da garantire
,00
e/o Eccedenza di credito di gruppo relativa all'anno Importo compensato nell'anno 2006

riformulazioni.
VA44
Da tutto ciò si può tranquillamente evincere quanto impegnativo sia il consapevole
,00 Operazioni effettuate nei confronti di condominii
02345769836

Regime di franchigia di cui all'art. 32-bis Rettifica della detrazione art. 19-bis2

compito di chi deve quotidianamente confrontarsi con norme,circolari ed adempimenti.


VA45
Barrare la casella se si tratta dell'ultima dichiarazione in regime ordinario IVA 1 ,00

Il manuale vuole essere un utile e, si spera, valido strumento per tutte le sedi di Legambiente per
Codice fiscale

affrontare in maniera più dettagliata questi argomenti sia dal punto di vista gestionale ed
economico, sia da quello giuridico e fiscale.
Nel testo è possibile seguire l’esame specifico delle associazioni di promozione sociale, delle
organizzazioni di volontariato, delle ONLUS e delle associazioni in genere.
L’ente è quindi dettagliatamente indagato nei suoi “eventi” : costituzione,organi, raccolta pubblica
di fondi, rendiconto economico-finanziario…; e sotto l’aspetto tributario: la determinazione

230
CONTABILMENTE

PRESENTAZIONE MODELLO IVA 2007


Periodo d'imposta 2006
CODICE FISCALE

0 2 3 4 5 7 6 9 8 3 6
Una curiosità:
Stampato con tecnologia di stampa FISCOLASER www.dataprintgrafik.it

“Profit” è termine latino, forma contratta della terza persona singolare (modo indicativo tempo
QUADRI VB-VC-VD
0 1
CONTRIBUENTI MINIMI,

presente) del verbo proficere che DEL


significa avvantaggiare.
(Art. 8 D.L. n. 351/2001) Usiamo quindi il termine “Non profit”
Mod. N.
ESPORTATORI E OPERATORI ASSIMILATI,
CESSIONE CREDITO IVA

per indicare l’assenza di vantaggio.


QUADRO VB VB1

VB2
CONTRIBUENTI
MINIMI
1 ,00
,00
Indicare il volume d'affari oppure barrare la casella in assenza di operazioni attive

Totale imposta sulle operazioni imponibili

VB3 Percentuale di forfettizzazione dell'imposta 73% 60% 84%


VB4 Imposta forfettaria (da riportare al rigo VL1) (rigo VB2 x percentuale rigo VB3) ,00
QUADRO VC PLAFOND UTILIZZATO ANNO IMPOSTA 2006 ANNO IMPOSTA 2005
ESPORTATORI ALL'INTERNO O PER
E OPERATORI ALL'IMPORTAZIONE VOLUME D'AFFARI ESPORTAZIONI VOLUME D'AFFARI ESPORTAZIONI

L’idea che ha guidato la redazione di,00


questo Manuale operativo è stata prevalentemente quella di
ACQUISTI INTRACOM.
ASSIMILATI VC1
,00 ,00 ,00 ,00 ,00 GEN
ACQUISTI E VC2
,00 ,00 ,00
IMPORTAZIONI ,00 ,00 ,00 FEB

realizzare un valido supporto “gestionale” per tutte le realtà, grandi e ,00piccole, territoriali di
SENZA
APPLICAZIONE
VC3
MAR ,00 ,00 ,00 ,00 ,00 ,00
DELL'IMPOSTA
SUL VALORE
VC4
,00 ,00 ,00 ,00 ,00 APR
AGGIUNTO RELA-

Legambiente.
TIVI A TUTTE LE VC5
MAG ,00 ,00 ,00 ,00 ,00 ,00
ATTIVITA' ESERCI-
TATE VC6
GIU ,00 ,00 ,00 ,00 ,00 ,00
VC7

Il progressivo e continuo sviluppo del ,00settore, l’introduzione di ,00


nuove disposizioni o le modifiche di
LUG ,00 ,00 ,00 ,00 ,00 ,00
VC8
,00 ,00 ,00 ,00 AGO
VC9

quelle precedenti, le crescenti aspettative dei diversi


,00 stakeholder
,00 (pubblico,privato,soci,cittadini…)
SET ,00 ,00 ,00 ,00 ,00 ,00
VC10
,00 ,00 ,00 ,00 OTT
VC11
,00 ,00 ,00 ,00 ,00 ,00

hanno reso urgente e non ,00


più rimandabile la ideazione di uno ,00
strumento capace di rispondere alle
NOV
VC12
,00 ,00 ,00 ,00 ,00 ,00 DIC
VC13
,00 ,00 ,00 ,00 TOTALE

mutate esigenze
VC14 delle varie articolazioni di Legambiente.
2
PLAFOND DISPONIBILE AL 1° GENNAIO 2006

Metodo adottato per la determinazione del plafond per il 2006 SOLARE 3 MENSILE
,00

L’evidente interesse per il composito comparto degli enti non commerciali ha innescato un
QUADRO VD VD1 TOTALE CREDITO CEDUTO ,00
CESSIONE DEL
CREDITO IVA CODICE FISCALE IMPORTO CODICE FISCALE IMPORTO
DA PARTE DELLE

meccanismoVD3
di “proliferazione” di enti non sempre virtuosa, ma in alcuni casi “risultato,00affrettato”
SOCIETÀ DI VD2 ,00 VD12 ,00
GESTIONE DEL
RISPARMIO
,00 VD13
(Art. 8 D.L.

dallaSez.
voglia di esserci ad ogni costo.
n. 351/2001) VD4 ,00 VD14 ,00
VD5 ,00 VD15 ,00
1-
Società cedente - VD6 ,00 VD16 ,00

Creare, sviluppare e gestire l’attività di questi particolari soggetti giuridici non è sempre semplice
Elenco società

ASSOCIAZIONE XXX
VD7 ,00 VD17
o enti cessionari ,00
VD8 ,00 VD18 ,00

e, qualora siVD10
VD9
affronta con scarse conoscenze , può diventare assolutamente rischiosa.,00
,00 VD19
,00 VD20 ,00
Lo stesso
Legislatore,ancora, non è riuscito a dare un assetto compiuto, sia dal punto di vista civilistico,sia da
VD11 ,00 VD21 ,00
CODICE FISCALE IMPORTO CODICE FISCALE IMPORTO

quello fiscale.
VD32Bisogna considerare,infatti, che ad,00ognuno dei tanti enti che compongono
,00 il settore
CONFORME AL PROVVEDIMENTO AGENZIA DELLE ENTRATE DEL 15/01/2007 - DATA PRINT GRAFIK

Sez. 2 - VD31 ,00 VD41 ,00


Denominazione

Società o ente
cessionario - VD42
Elenco società

vengono applicate specifiche norme, create ex-novo o comunque soggette a continue variazioni e/o
cedenti VD33 ,00 VD43 ,00
VD34 ,00 VD44 ,00
VD35 ,00 VD45 ,00

riformulazioni.
VD36 Da tutto ciò si può tranquillamente evincere quanto impegnativo sia il consapevole
,00 VD46 ,00
02345769836

VD37 ,00 VD47 ,00

compito di chi
VD38
VD39
deve quotidianamente confrontarsi,00
conVD48
,00 VD49
norme,circolari ed adempimenti. ,00
,00

Il manuale vuole
VD40
essere un utile e, si spera, valido strumento per tutte le sedi di Legambiente
,00 VD50 ,00
per
Codice fiscale

VD51 ,00 TOTALE CREDITI RICEVUTI

affrontare inVD53maniera più dettagliata questi argomenti sia dal punto di vista gestionale ed
VD52 Eccedenza a credito risultante dalla dichiarazione precedente (da VD56 della dichiarazione relativa all' anno 2005) ,00
,00 Totale eccedenze (VD51+VD52)

economico, sia
VD55 da quello giuridico e fiscale.
VD54 Importo utilizzato in diminuzione dei versamenti IVA ,00
Importo utilizzato in compensazione nel modello F24 ,00

Nel testo è possibile seguire l’esame specifico delle associazioni di promozione sociale, delle
VD56 Eccedenza a credito ,00

organizzazioni di volontariato, delle ONLUS e delle associazioni in genere.


L’ente è quindi dettagliatamente indagato nei suoi “eventi” : costituzione,organi, raccolta pubblica
di fondi, rendiconto economico-finanziario…; e sotto l’aspetto tributario: la determinazione

231
CONTABILMENTE

PRESENTAZIONE MODELLO IVA 2007


Periodo d'imposta 2006
CODICE FISCALE

0 2 3 4 5 7 6 9 8 3 6
Una curiosità:
Stampato con tecnologia di stampa FISCOLASER www.dataprintgrafik.it

“Profit” è termine latino, forma contratta dellaD'AFFARI,


terza persona singolare (modo indicativo tempo
QUADRI VE-VF
0 1
presente) del verbo proficere che significa avvantaggiare. Usiamo quindi il termine “Non profit”
DETERMINAZIONE DEL VOLUME Mod. N.
OPERAZIONI ATTIVE E PASSIVE

per indicare
QUADRO VE
l’assenza di vantaggio. DETERMINAZIONE
DEL VOLUME
IMPONIBILE
,00 2
% IMPOSTA
,00 VE1
D'AFFARI E
DELLA IMPOSTA VE2 ,00 4 ,00
RELATIVA ALLE
OPERAZIONI VE3 Passaggi a cooperative e ad altri soggetti di cui al 2° comma lett. c) ,00 7 ,00
IMPONIBILI
art. 34 di beni di cui alla 1ª parte della tabella A allegata al D.P.R. 633/72
VE4 e cessioni degli stessi beni da parte di agricoltori esonerati che abbiano ,00 7,3 ,00
Sez. 1 -
Conferimenti di superato il limite di 1/3 (art. 34 comma 6), distinti per aliquota d’imposta ,00 7,5
VE5 ,00

L’idea che ha
VE6 guidato la redazione di questo Manuale operativo è ,00
stata prevalentemente quella di
prodotti agricoli corrispondente alla percentuale di compensazione, tenendo conto delle
e cessioni da 8,3 ,00 variazioni di cui all’art. 26, e relativa imposta
agricoltori
esonerati (in ,00 8,5 ,00 VE7

realizzare un valido supporto “gestionale” per tutte le realtà, grandi e piccole, territoriali di
caso di
VE8 superamento ,00 8,8 ,00
di 1/3)
VE9 ,00 12,3 ,00

Legambiente.
VE10 TOTALI (somma dei righi da VE1 a VE9) ,00 ,00
VE11 Variazioni e arrotondamenti d'imposta (indicare con il segno +/-) ,00

Il progressivo e continuo sviluppo del settore, l’introduzione di nuove


,00 disposizioni o le modifiche di
VE12 TOTALE (VE10 ± VE11) ,00
Sez. 2 - VE20 4 ,00

140000,00 10 14000,00
Operazioni Operazioni imponibili diverse dalle operazioni di cui alla sezione 1

quelle precedenti, le crescenti aspettative dei diversi stakeholder (pubblico,privato,soci,cittadini…)


imponibili VE21 distinte per aliquota, tenendo conto delle variazioni di cui all’art. 26,

75000 15000,00
agricole e relativa imposta
(art. 34 comma 1) VE22 ,00 20
e operazioni
VE23 TOTALI (somma dei righi da VE20 a VE22) 215000,00 29000,00
hanno reso urgente e non più rimandabile la ideazione di uno strumento capace di rispondere alle
imponibili
commerciali o
VE24 ,00 Variazioni e arrotondamenti d'imposta (indicare con il segno +/-)
professionali
VE25 TOTALE (VE23 ± VE24) 29000,00
mutate esigenze
Sez. 3 -
VE30 delle varie articolazioni di Legambiente.
Altre
operazioni
Operazioni non imponibili di cui al comma 1 degli articoli 8, lettere a) e b), 8-bis e 9,
operazioni intracomunitarie e operazioni di cui agli artt. 41 e 58 del D.L. 331/1993
,00

L’evidente interesse per il composito comparto degli enti non ,00commerciali ha innescato un
VE31 Operazioni non imponibili a seguito di dichiarazione di intento ,00
VE32 Altre operazioni non imponibili

meccanismoVE34
di “proliferazione” di enti non sempre virtuosa, ma in ,00
alcuni casi “risultato affrettato”
VE33 Operazioni esenti (art. 10) ,00
Cessioni di rottami e altri materiali di recupero di cui all’art. 74

di esserci ad ogni costo.


dalla voglia VE35
Operazioni effettuate ai sensi dell’art. 17, commi 5 e 6
di cui prestazioni di servizi rese da
subappaltatori nel settore edile ,00 ,00
Operazioni non soggette all'imposta effettuate nei confronti dei terremotati ,00

Creare, sviluppare e gestire l’attività di questi particolari soggetti giuridici non è sempre semplice
VE36

ASSOCIAZIONE XXX
VE37 Operazioni effettuate nell'anno ma con imposta esigibile in anni successivi ,00
VE38 (me no) Operazioni effettuate in anni precedenti ma con imposta esigibile nel 2006 ,00

e, qualora siVE39affronta con scarse conoscenze , può diventare assolutamente


,00
rischiosa. Lo stesso (meno) Cessioni di beni ammortizzabili e passaggi interni

Sez. 4 - ,00 VE40 VOLUME D'AFFARI


(somma dei righi VE10, VE23 e da VE30 a VE37 meno VE38 e VE39) 215000
Legislatore,ancora, non è riuscito a dare un assetto compiuto, sia dal punto di vista civilistico,sia
29000 da
Volume d'affari
TOTALE IMPOSTA SULLE OPERAZIONI IMPONIBILI
VE41 e totale imposta ,00 (somma dei righi VE12 e VE25) da riportare al rigo VL1

QUADRO VF IMPONIBILE % IMPOSTA


AMMONTARE

quello fiscale.
VF2 Bisogna considerare,infatti, che ad ognuno dei tanti ,00
enti che compongono
,00 il settore
CONFORME AL PROVVEDIMENTO AGENZIA DELLE ENTRATE DEL 15/01/2007 - DATA PRINT GRAFIK

DEGLI ACQUISTI VF1 ,00 2 ,00


Denominazione

EFFETTUATI NEL
TERRITORIO 4
DELLO STATO,

vengono applicate specifiche norme, create ex-novo o comunque soggette a continue variazioni e/o
DEGLI ACQUISTI VF3 ,00 7 ,00
INTRACOMUNI-
VF4 TARI E DELLE ,00 7,3 ,00 Acquisti e importazioni imponibili (esclusi quelli di cui
IMPORTAZIONI
ai righi VF17 e VF18) distinti per aliquota d’imposta

riformulazioni.
VF6 Da tutto ciò si può tranquillamente evincere quanto ,00
impegnativo sia il consapevole
VF5 o per percentuale di compensazione, tenendo conto
,00 7,5 ,00
8,3 ,00 delle variazioni di cui all’art. 26, e relativa imposta
02345769836

VF7 ,00 8,5 ,00

compito di chi
VF8 deve quotidianamente confrontarsi con norme,circolari ed adempimenti.
,00 8,8 ,00
VF9 103000,00 10 10300,00
Il manuale vuole
VF10
essere un utile e, si spera, valido strumento 45000
per tutte
,00 12,3
le sedi di Legambiente
,00

9000,00
per
Codice fiscale

VF11 ,00 20

148000
affrontare inVF13maniera più dettagliata questi argomenti sia dal ,00punto di vista19300
gestionale ed
VF12 TOTALI (somma dei righi da VF1 a VF11) ,00 ,00
Acquisti e importazioni senza pagamento d'imposta, con utilizzo del plafond

economico, sia
VF15 da quello giuridico e fiscale.
VF14 Altri acquisti non imponibili, non soggetti ad imposta e relativi ad alcuni regimi speciali ,00
Acquisti esenti (art. 10) e importazioni non soggette all'imposta ,00

possibile seguire l’esame specifico delle associazioni,00 di promozione sociale, delle


Nel testo è VF17
VF16 Acquisti e importazioni non soggetti all'imposta effettuati dai terremotati ,00
Acquisti e importazioni per i quali non è ammessa la detrazione dell'imposta

Acquisti registrati nell'anno ma con detrazione dell'imposta differita ad anni successivi ,00

organizzazioni
VF19 di volontariato, delle ONLUS e delle associazioni in genere.
VF18
,00 (me no) Acquisti registrati negli anni precedenti ma con imposta esigibile nel 2006

VF20 TOTALE ACQUISTI E IMPORTAZIONI (somma dei righi da VF12 a VF18 meno VF19)
148000,00
L’ente è quindi
VF21
dettagliatamente indagato nei suoi “eventi” : costituzione,organi, raccolta
,00
pubblica Variazioni e arrotondamenti d'imposta (indicare con il segno +/-)

VF22 ,00 TOTALE IMPOSTA SUGLI ACQUISTI E IMPORTAZIONI IMPONIBILI (VF12 ± VF21) 19300
di fondi, rendiconto economico-finanziario…; e sotto l’aspetto tributario: la determinazione

232
CONTABILMENTE

PRESENTAZIONE MODELLO IVA 2007


Periodo d'imposta 2006
CODICE FISCALE

0 2 3 4 5 7 6 9 8 3 6
Una curiosità:
Stampato con tecnologia di stampa FISCOLASER www.dataprintgrafik.it

“Profit” è termine latino, QUADRO


forma contratta
VG della terza persona singolare (modo indicativo tempo
presente) del verbo proficere che significa avvantaggiare. UsiamoMod.quindi 0 il
1 termine “Non profit”
IVA AMMESSA IN DETRAZIONE N.

per indicare
QUADRO VG l’assenza di vantaggio.
BARRARE LA CASELLA RELATIVA AL METODO UTILIZZATO PER LA DETERMINAZIONE DELL'IVA AMMESSA IN DETRAZIONE
• agenzie di viaggio (Sez. 1) 1 • associazioni operanti in agricoltura (Sez. 4) 5
• beni usati (Sez. 2) 2 • spettacoli viaggianti e contribuenti minori (Sez. 4) 6
• operazioni esenti (Sez. 3) 3 • attività agricole connesse (Sez. 4) 7
• agriturismo (Sez. 4) 4 • imprese agricole (Sez. 5) 8

L’idea che ha
VG2 guidato la redazione di questo Manuale operativo è stata prevalentemente
,00 quella di
Sez. 1 - VG1 Credito di costo dell'anno precedente (da rigo VG3 della dichiarazione relativa al 2005) ,00
Agenzie di viaggio
(art. 74 ter) Base imponibile lorda
ovvero

realizzare un
VG3 valido supporto “gestionale” per tutte le realtà, grandi e piccole, territoriali
,00 di Credito di costo, da riportare nell'anno successivo

Sez. 2 - VG20 Margine negativo dell'anno precedente (da rigo VG22 della dichiarazione relativa al 2005) ,00

Legambiente.
Regime speciale
VG21 beni usati Margine complessivo lordo ,00
(D.L. 41/1995)
VG22 Margine negativo da riportare nell'anno successivo ,00

Il progressivo
Sez. 3 -
e Secontinuo sviluppo
le operazioni esenti di cui al rigo VE33del
Operazioni settore,
sono occasionali, ovverol’introduzione
riguardano
VG30 esclusivamente operazioni di cui ai nn. da 1 a 9 dell'art. 10, non rientranti nell'attività
esenti
di nuove
1
disposizioni o le modifiche di
quelle precedenti, le crescenti aspettative dei diversi stakeholder 1(pubblico,privato,soci,cittadini…)
propria dell'impresa o accessorie ad operazioni imponibili, barrare la casella

VG31 Se le operazioni imponibili sono occasionali barrare la casella

hanno reso VG32


urgente e non più rimandabile la ideazione di uno strumento capace di rispondere alle
e

,00 ,00 indicare l'imponibile e l'imposta degli acquisti destinati alle operazioni imponibili

mutate esigenze
VG34 delle varie articolazioni di Legambiente.
VG33 Se per l'anno 2006 sono state effettuate esclusivamente operazioni esenti barrare la casella (vedi istruzioni) 1
Se per l'anno 2006 ha avuto effetto l'opzione di cui all'art. 36 bis barrare la casella 1
Dati per il calcolo della percentuale di detrazione

L’evidente interesse per il composito comparto degli enti non commerciali ha innescato un
Operazioni esenti relative all’oro
da investimento effettuate dai soggetti
Operazioni esenti di cui ai nn. da 1 a 9
dell’art. 10 non rientranti nell’attività propria Operazioni esenti di cui all’art. 10,
VG35 di cui all’art. 19, co. 3, lett. d) dell’impresa o accessorie ad operazioni imponibili n. 27-quinquies

meccanismo di “proliferazione” di enti non sempre virtuosa, ma in alcuni ,00casi “risultato affrettato” ,00 ,00 Percentuale di detrazione
(arrotondata all’unità
più prossima)
Beni ammortizzabili e passaggi interni esenti Operazioni non soggette di cui all’art 7 Operazioni non soggette di cui all’art 74, co. 1

di esserci ad ogni costo.


dalla vogliaVG36
,00 ,00 ,00 %
IVA non assolta sugli acquisti e importazioni indicati al rigo VF13 ,00

Creare, sviluppare e gestire l’attività di questi particolari soggetti giuridici non è sempre semplice
IVA detraibile per gli acquisti relativi all'oro effettuati dai soggetti diversi dai produttori
VG37 e trasformatori ai sensi dell'art.19, comma 5 bis

ASSOCIAZIONE XXX
,00

e, qualora si affronta con scarse conoscenze , può diventare assolutamente rischiosa.,00 Lo stesso
VG38 IVA ammessa in detrazione ,00
Sez. 4 - VG40 Attività di agriturismo (art. 5, L. 413/1991) - IVA ammessa in detrazione
Determinazione Associazioni operanti in agricoltura (art. 78, L. 413/1991) - IVA ammessa in detrazione

Legislatore,ancora, non è riuscito a dare un assetto compiuto, sia dal punto di vista civilistico,sia da
VG41 ,00
forfettaria
VG42 dell'imposta o Regime agevolativo per spettacoli viaggianti e contribuenti minori (art. 74 quater, comma 5)
riduzione della
base imponibile IMPONIBILE IMPOSTA

quello fiscale. Bisogna considerare,infatti, che ad ognuno dei tanti,00enti che compongono il settore
CONFORME AL PROVVEDIMENTO AGENZIA DELLE ENTRATE DEL 15/01/2007 - DATA PRINT GRAFIK

,00
Denominazione

Riduzione della base imponibile e della relativa imposta


,00 VG43 Attività agricole connesse (art. 34-bis)

vengono
Sez. 5 -
applicate
VG50
specifiche norme, create ex-novo o comunque
Imprese
agricole
IMPONIBILE
soggette
,00
a continue
IMPOSTA
variazioni
,00
e/o Riservato alle imprese agricole miste - Totale operazioni imponibili diverse

riformulazioni.
VG52 Da tutto ciò si può tranquillamente evincere quanto,00impegnativo sia il consapevole
(art. 34)
VG51 ,00 2 ,00
4 ,00
02345769836

compito di chi
VG54 deve quotidianamente confrontarsi con norme,circolari ed adempimenti.
VG53 ,00 7 ,00
,00 7,3 Operazioni imponibili agricole di cui alle sezioni 1 e 2 del ,00
quadro VE distinte per percentuale di compensazione, al netto delle

Il manuale vuole essere un utile e, si spera, valido strumento per tutte le sedi di Legambiente per
VG55 variazioni in diminuzione, per la determinazione dell’IVA ,00 7,5 ,00
detraibile forfettariamente
VG56 ,00 8,3 ,00
Codice fiscale

VG57 ,00 8,5 ,00

affrontare in
VG58maniera più dettagliata questi argomenti sia dal ,00punto
8,8
di vista gestionale
,00
ed
VG59 ,00 12,3 ,00

economico, VG60
sia da quello giuridico e fiscale.
VG61
Variazioni e arrotondamenti d'imposta (indicare con il segno +/-)

TOTALI Somma algebrica dei righi da VG51 a VG60 ,00


,00
,00

possibile seguire l’esame specifico delle associazioni di promozione sociale, delle


Nel testo èVG62
IVA detraibile imputata alle operazioni di cui al rigo VG50 ,00

Importo detraibile per le cessioni, anche intracomunitarie, dei prodotti agricoli di cui all'art. 34, primo comma,
VG63
organizzazioni
VG64 di volontariato, delle ONLUS e delle associazioni in genere.
effettuate ai sensi degli articoli 8, primo comma, 38 quater e 72
,00
TOTALE IVA ammessa in detrazione (VG61+VG62+VG63) ,00

L’ente è quindi
VG71 dettagliatamente indagato nei suoi “eventi” : costituzione,organi, raccolta
19300,00 pubblica
Sez. 6 - VG70 TOTALE rettifiche (indicare con il segno +/-) ,00
IVA ammessa
in detrazione IVA ammessa in detrazione [(rigo VF 22 oppure VG38 o VG40 o VG41 o VG42 o VG43 o VG64) ± VG70] da riportare al rigo VL4

di fondi, rendiconto economico-finanziario…; e sotto l’aspetto tributario: la determinazione

233
CONTABILMENTE

PRESENTAZIONE MODELLO IVA 2007


Periodo d'imposta 2006
CODICE FISCALE

0 2 3 4 5 7 6 9 8 3 6
Una curiosità:
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“Profit” è termine latino, IMPOSTA


formaRELATIVA
contratta della TIPOLOGIE
terza persona singolare (modo indicativo tempo
QUADRI VJ-VH-VK
A PARTICOLARI DI OPERAZIONI,

presente) del verbo proficere che significaE CONTROLLATE


LIQUIDAZIONI PERIODICHE,
SOCIETÀ CONTROLLANTI avvantaggiare. UsiamoMod.quindi N. 0 il
1 termine “Non profit”
per indicare
QUADRO VJ
l’assenza di vantaggio. IMPONIBILE IMPOSTA
DETERMINAZIONE Acquisti di beni provenienti dallo Stato Città del Vaticano
DELL’IMPOSTA VJ1 e dalla Repubblica di San Marino – art. 71, comma 2 – (inclusi acquisti di oro
RELATIVA
industriale,argento puro e beni di cui all’art. 74, commi 7 e 8) ,00 ,00
A PARTICOLARI
TIPOLOGIE Estrazione di beni da depositi IVA (art. 50-bis, comma 6, D.L. n. 331/1993) ,00
DI OPERAZIONI VJ2 ,00
VJ3 Acquisti di beni e servizi da soggettIi non residenti ai sensi dell’art. 17, comma 3 ,00 ,00

L’idea che ha guidato la redazione di questo Manuale operativo è stata prevalentemente quella di VJ4 Operazioni di cui all’art. 74, comma 1, lett. e) ,00 ,00

Provvigioni corrisposte dalle agenzie di viaggio ai loro intermediari


VJ5
realizzare un
VJ6 valido supporto “gestionale” per tutte le realtà, grandi
,00 e piccole, territoriali di
(art. 74-ter, comma 8)
,00 ,00
,00 Acquisti all’interno di beni di cui all’art. 74, commi 7 e 8

Legambiente.
VJ7 Acquisti all’interno di oro industriale e argento puro (art. 17, comma 5) ,00 ,00

VJ8 Acquisti di oro da investimento imponibile per opzione (art. 17, comma 5) ,00 ,00
Acquisti intracomunitari di beni e di prestazioni di servizi di cui all’art. 40,

Il progressivo e continuo sviluppo del settore, l’introduzione di nuove disposizioni o le modifiche di


VJ9 comma 4-bis, 5, 6 e 8 del D.L. n. 331/1993 (inclusi acquisti di oro industriale,
,00 ,00 argento puro e beni di cui all’art. 74, commi 7 e 8)

quelle precedenti, le crescenti aspettative dei diversi stakeholder (pubblico,privato,soci,cittadini…)


Importazioni di beni di cui all’art. 74, commi 7 e 8
VJ10 senza pagamento dell’IVA in dogana (art. 70, comma 6)
,00 ,00

Importazioni di oro industriale e argento puro senza pagamento dell’IVA

hanno reso urgente e non più rimandabile la ideazione di uno strumento capace di rispondere alle
VJ11 in dogana (art. 70, comma 5)
,00 ,00

Acquisti di tartufi da rivenditori dilettanti ed occasionali non muniti di partita IVA


VJ12
mutate esigenze
VJ13 delle varie articolazioni di Legambiente.
(art. 1, comma 109, legge n. 311/2004)
,00 ,00
Acquisti di servizi resi da subappaltatori nel settore edile (art. 17, comma 6) ,00 ,00

L’evidente
QUADRO VH interesseCREDITI
per il composito
DEBITI comparto degli enti CREDITI
non commerciali ha innescato un
VJ14 TOTALE IMPOSTA (somma dei righi da VJ1 a VJ13) da riportare al rigo VL2 ,00
DEBITI
LIQUIDAZIONI

meccanismoVH2di “proliferazione” di enti non sempre virtuosa, ma in alcuni


,00 casi “risultato,00affrettato”
PERIODICHE VH1 ,00 ,00 VH7 ,00 ,00
RIEPILOGATIVE
,00 ,00
PER TUTTE LE VH8

1800,00 5500,00
ATTIVITÀ
ESERCITATE VH3 ,00 VH9 ,00

di esserci ad ogni,00costo.
dalla vogliaVH4
ovvero
DEBITI E CREDITI
,00 VH10 ,00 ,00
TRAS FERITI
DALLE S OCIETÀ VH5 ,00 ,00 VH11 ,00 ,00
CONTROLLANTI

Creare, sviluppare
VH6
e gestire l’attività
,00 4900,00 particolari
di questi
E CONTROLLATE VH12
soggetti giuridici
,00
non è sempre
,00
semplice

ASSOCIAZIONE XXX
VH13 ,00 Acconto dovuto

e, qualora si affronta con scarse conoscenze , può diventare assolutamente rischiosa. Lo stesso
QUADRO VK
ULTIMO MESE
PARTITA IVA DI CONTROLLO DENOMINAZIONE

Legislatore,ancora, non è riuscito a dare un assetto compiuto, sia dal punto di vista civilistico,sia da
Sez. 1 - VK1
Dati della
controllante

quello fiscale.
VK21 Bisogna considerare,infatti, che ad
,00 ognuno dei tanti enti che compongono
,00 il settore
Sez. 2 - VK20 Totale dei crediti trasferiti ,00 VK24 Eccedenza di credito compensata ,00
Determinazione Eccedenza chiesta a
CONFORME AL PROVVEDIMENTO AGENZIA DELLE ENTRATE DEL 15/01/2007 - DATA PRINT GRAFIK

dell'eccedenza VK25 Totale dei debiti trasferiti


Denominazione

rimborso dalla controllante


d'imposta
VK22 Eccedenza di debito (VK21 - VK20) ,00 VK26 Crediti di imposta utilizzati ,00

vengono applicate
VK23 specifiche norme, create ex-novo o comunque soggette a continue variazioni
,00 VK27 ,00 e/o Eccedenza di credito (VK20 - VK21) Interessi trimestrali trasferiti

Sez. 3 - VK30 IVA sulle operazioni imponibili ,00

riformulazioni. Da tutto ciò si può tranquillamente evincere quanto impegnativo sia il consapevole
Cessazione
VK31 del controllo ,00 IVA relativa a particolari tipologie di operazioni
in corso d'anno IVA ammessa in detrazione
VK32 Dati relativi ,00
02345769836

compito di chi deve quotidianamente confrontarsi con norme,circolari ed adempimenti.


al periodo IVA detraibile per le operazioni occasionali rientranti nel regime previsto dall’art. 34-bis
VK33 ,00
di controllo
VK34 Interessi dovuti per le liquidazioni trimestrali ,00

Il manuale vuole essere un utile e, si spera, valido strumento per tutte le sedi di Legambiente per
VK35 Interessi dovuti a seguito di ravvedimento ,00
VK36 ,00 Credito d’imposta utilizzato nelle liquidazioni periodiche
Codice fiscale

affrontare in
VK38maniera più dettagliata questi argomenti sia dal punto di vista gestionale ed
VK37 Versamenti a seguito di ravvedimento, comprensivi degli interessi ,00
,00 Versamenti integrativi d’imposta

Acconto riaccreditato dalla controllante

economico, sia da quello giuridico e fiscale.


VK39 ,00

Firma

Nel testo è possibile seguire l’esame specifico delle associazioni di promozione sociale, delle
organizzazioni di volontariato, delle ONLUS e delle associazioni in genere.
L’ente è quindi dettagliatamente indagato nei suoi “eventi” : costituzione,organi, raccolta pubblica
di fondi, rendiconto economico-finanziario…; e sotto l’aspetto tributario: la determinazione

234
CONTABILMENTE

PRESENTAZIONE MODELLO IVA 2007


Periodo d'imposta 2006
CODICE FISCALE

0 2 3 4 5 7 6 9 8 3 6
Una curiosità:
Stampato con tecnologia di stampa FISCOLASER www.dataprintgrafik.it

“Profit” è termine latino, LIQUIDAZIONE


forma contratta della terza persona singolare (modo indicativo tempo
QUADRO VL
0 1
presente) del verbo proficere che significa avvantaggiare. Usiamo quindi il termine “Non profit”
DELL’IMPOSTA ANNUALE, Mod. N.
QUADRI COMPILATI

per indicare
QUADRO VL
l’assenza di vantaggio. DEBITI CREDITI

29000
LIQUIDAZIONE
DELL'IMPOSTA ,00 VL1 IVA sulle operazioni imponibili (da rigo VE41 oppure da rigo VB4)
ANNUALE
Sez. 1 - VL2 IVA relativa a particolari tipologie di operazioni (da rigo VJ14) ,00

29000,00
Determinazione
dell'IVA dovuta VL3 IVA a debito (somma dei righi VL1 e VL2)

19300,00
o a credito
per il periodo VL4 IVA ammessa in detrazione (da rigo VG71)
d'imposta
VL5 IVA detraibile per le operazioni occasionali rientranti nel regime previsto dall’art. 34-bis ,00

L’idea che ha
VL6 guidato la redazione di questo Manuale operativo è stata prevalentemente
19300,00 quella di IVA detraibile (somma dei righi VL4 e VL5)

,00 ,00 VL7 IMPOSTA DOVUTA (VL3 – VL6) O A CREDITO (VL6 – VL3) 9700
realizzare
Sez. 2 -
un
VL20
valido supporto “gestionale” per tutte leDEBITI
Determinazione
dell’IVA a debito
realtà, grandi
,00
e piccole,
CREDITI
territoriali di Rimborsi infrannuali richiesti (art. 38-bis, comma 2)

Ammontare dei crediti tras feriti (*)


Legambiente.
o a credito rela-
tiva a tutte le VL21 ,00
attività esercitate
VL22 Credito IVA risultante dalla dichiarazione per il 2005 compensato nel mod. F24 ,00

Il progressivo
VL24e continuo sviluppo del settore, l’introduzione di nuove
,00 disposizioni o le modifiche di
VL23 Credito IVA risultante dai primi 3 trimestri del 2006 compensato nel mod. F24 ,00
Interessi dovuti per le liquidazioni trimestrali

quelle precedenti, le crescenti aspettative dei diversi stakeholder (pubblico,privato,soci,cittadini…)


VL25 Interessi dovuti a seguito di ravvedimento ,00
VL26 ,00 Credito risultante dalla dichiarazione per il 2005

VL27 Credito richiesto a rimborso in anni precedenti, computabile in detrazione a seguito di diniego dell'ufficio ,00

hanno reso VL28


urgente e non più rimandabile la ideazione di uno strumento capace di rispondere alle Crediti d’imposta utilizzati nelle liquidazioni periodiche e per l’acconto,

di cui ricevuti da società di gestione del risparmio ,00

mutate esigenze delle varie articolazioni di Legambiente.


,00
VL29 Ammontare versamenti periodici, da ravvedimento compresi gli interessi, interessi trimestrali, acconto 12200,00
VL30 Ammontare dei debiti tras feriti (*) ,00

L’evidente VL32
interesse per il composito comparto degli enti non commerciali ha innescato un
VL31 Versamenti integrativi d'imposta ,00

2500
IVA A CREDITO [(VL7 col. 2 + righi da VL26 a VL31) - (VL7 col.1 + righi da VL20 a VL25)] ,00

meccanismoVL33
di “proliferazione” di enti non sempre virtuosa, ma in ,00alcuni casi “risultato affrettato”
ovvero

IVA A DEBITO [(VL7 col. 1 + righi da VL20 a VL25) - (VL7 col. 2 + righi da VL26 a VL31)]

di esserci ad ogni costo.


dalla vogliaVL35
VL34 Crediti d’imposta utilizzati in sede di dichiarazione annuale ,00
Crediti ricevuti da società di gestione del risparmio utilizzati in sede di dichiarazione annuale ,00
Interessi dovuti in sede di dichiarazione annuale

Creare, sviluppare e gestire l’attività di questi particolari soggetti giuridici non è sempre semplice
VL36 ,00

ASSOCIAZIONE XXX
VL37 ,00 Credito ceduto da società di gestione del risparmio ai sensi dell’art. 8 del D.L. n. 351/2001

VL38 TOTALE IVA DOVUTA (VL33 - VL34 - VL35 + VL36) ,00

e, qualora si affronta con scarse conoscenze , può diventare assolutamente rischiosa.


VL39
VL40
2500,00 Lo stesso
,00
TOTALE IVA A CREDITO (VL32 - VL37)

Versamenti effettuati a seguito di utilizzo in eccesso del credito annuale 2006

Legislatore,ancora,
X
non è riuscito a dare un assetto
X X X
QUADRI
COMPILATI
X
compiuto,
VA VB VC VD VE VF VG VJ VH VK VL VT VX VO
X X
sia dal punto di vista civilistico,sia da
quello fiscale. Bisogna considerare,infatti, che ad ognuno dei tanti enti che compongono il settore
CONFORME AL PROVVEDIMENTO AGENZIA DELLE ENTRATE DEL 15/01/2007 - DATA PRINT GRAFIK

Denominazione

vengono applicate specifiche norme, create ex-novo o comunque soggette a continue variazioni e/o
riformulazioni. Da tutto ciò si può tranquillamente evincere quanto impegnativo sia il consapevole
02345769836

compito di chi deve quotidianamente confrontarsi con norme,circolari ed adempimenti.


Il manuale vuole essere un utile e, si spera, valido strumento per tutte le sedi di Legambiente per
Codice fiscale

affrontare in maniera più dettagliata questi argomenti sia dal punto di vista gestionale ed
economico, sia da quello giuridico e fiscale.
Nel testo è possibile seguire l’esame specifico delle associazioni di promozione sociale, delle
organizzazioni di volontariato, delle ONLUS e delle associazioni in genere.
L’ente è quindi dettagliatamente indagato nei suoi “eventi” : costituzione,organi, raccolta pubblica
di fondi, rendiconto economico-finanziario…; e sotto l’aspetto tributario: la determinazione

235
CONTABILMENTE

PRESENTAZIONE MODELLO IVA 2007


Periodo d'imposta 2006
CODICE FISCALE

0 2 3 4 5 7 6 9 8 3 6
Una curiosità:
Stampato con tecnologia di stampa FISCOLASER www.dataprintgrafik.it

QUADRI VT-VX
“Profit” è termine latino, forma
SEPARATAcontratta della
INDICAZIONE DELLE terza EFFETTUATE
OPERAZIONI persona singolare (modo indicativo tempo
presente) del verbo proficere che significa avvantaggiare. Usiamo quindi il termine “Non profit”
NEI CONFRONTI DI CONSUMATORI FINALI E SOGGETTI IVA,
DETERMINAZIONE DELL’IVA DA VERSARE O A CREDITO

per indicare
QUADRO VT l’assenza di vantaggio.
SEPARATA
INDICAZIONE
Totale operazioni imponibili 215000,00 Totale imposta 29000,00
DELLE OPERAZIO- Ripartizione delle operazioni
NI EFFETTUATE imponibili effettuate nei con- Operazioni imponibili verso
NEI CONFRONTI
VT1 consumatori finali
fronti di consumatori finali e di ,00 Imposta ,00
DI CONSUMATORI
FINALI E SOGGET- soggetti titolari di partita IVA
TI IVA

215000,00 29000,00
Operazioni imponibili verso

L’idea che ha guidato la redazione di questo Manuale operativo è stata prevalentemente quella di
soggetti IVA Imposta

Operazioni imponibili verso


Imposta
consumatori finali

realizzare un
VT2 valido supporto “gestionale” per tutte le realtà,
,00 grandi e piccole, territoriali
,00 di Abruzzo

Basilicata ,00 ,00

Legambiente.
VT3
VT4 Bolzano ,00 ,00

VT5 Calabria ,00 ,00

Il progressivo
VT6
VT7
e continuo sviluppo del settore, l’introduzione di,00
,00
nuove disposizioni o le modifiche
,00
,00
di Campania

Emilia Romagna

quelle precedenti, le crescenti aspettative dei diversi stakeholder (pubblico,privato,soci,cittadini…)


VT8 Friuli Venezia Giulia ,00 ,00

VT9 ,00 ,00 Lazio

hanno reso urgente e non più rimandabile la ideazione di uno,00strumento capace di rispondere alle
VT10 Liguria ,00 ,00

VT11 ,00 Lombardia

mutate esigenze
VT13 delle varie articolazioni di Legambiente.
VT12 Marche ,00 ,00
Molise ,00 ,00
Piemonte ,00 ,00

L’evidente interesse per il composito comparto degli enti,00 non commerciali ha innescato un
VT14
VT15 Puglia ,00

VT16 Sardegna ,00 ,00

meccanismoVT17
di “proliferazione” di enti non sempre virtuosa, ma
,00
,00
in alcuni casi “risultato,00
affrettato”
,00
Sicilia

Toscana
VT18

di esserci ad ogni costo.


dalla voglia VT19
Trento ,00 ,00

VT20 Umbria ,00 ,00

Creare, sviluppare e gestire l’attività di questi particolari soggetti giuridici non è sempre
,00 semplice
VT21 Valle d' Aosta ,00 ,00

ASSOCIAZIONE XXX
VT22 ,00 Veneto

e, qualora siVX1affronta cono dascarse


trasferire conoscenze , può diventare assolutamente rischiosa.,00Lo stesso
QUADRO VX
DETERMINA-
IVA da versare ZIONE (*)
DELL'IVA DA

Legislatore,ancora,
VX2 IVA a non
credito è
(dariuscito a dare un assetto compiuto, sia dal punto di vista civilistico,sia da
VERSARE O
DEL CREDITO
D'IMPOSTA
ripartire tra i righi VX4, VX5 e VX6) o da trasferire (*) ,00
Per chi presenta

quello fiscale.
VX3 Bisogna considerare,infatti, che ad ognuno dei tanti enti che compongono
,00 il settore
la dichiarazione
CONFORME AL PROVVEDIMENTO AGENZIA DELLE ENTRATE DEL 15/01/2007 - DATA PRINT GRAFIK

con più moduli


Eccedenza di versamento (da ripartire tra i righi VX4, VX5 e VX6)
Denominazione

compilare solo
nel modulo n. 01

vengono applicate specifiche norme, create ex-novo o comunque soggette a continue variazioni
VX4 Importo di cui si richiede il rimborso ,00
e/o
riformulazioni. Da tutto ciò si può tranquillamente evincere quanto impegnativo sia il consapevole
,00 VX5 Importo da riportare in detrazione o in compensazione
02345769836

compito di chi deve quotidianamente confrontarsi con norme,circolari ed adempimenti.


VX6 Importo ceduto a seguito di opzione per il consolidato fiscale ,00
(*) Le diciture in corsivo riguardano soltanto le società controllanti e controllate che aderiscono alla procedura di liquidazione dell’IVA di gruppo di cui all’art. 73 u.c.

Il manuale vuole essere un utile e, si spera, valido strumento per tutte le sedi di Legambiente per
Codice fiscale

affrontare in maniera più dettagliata questi argomenti sia dal punto di vista gestionale ed
economico, sia da quello giuridico e fiscale.
Nel testo è possibile seguire l’esame specifico delle associazioni di promozione sociale, delle
organizzazioni di volontariato, delle ONLUS e delle associazioni in genere.
L’ente è quindi dettagliatamente indagato nei suoi “eventi” : costituzione,organi, raccolta pubblica
di fondi, rendiconto economico-finanziario…; e sotto l’aspetto tributario: la determinazione

236
CONTABILMENTE

PRESENTAZIONE
MODELLO IVA 2007
Periodo d'imposta 2006
CODICE FISCALE

0 2 3 4 5 7 6 9 8 3 6
Stampato con tecnologia di stampa FISCOLASER www.dataprintgrafik.it

Una curiosità:
“Profit” è termine latino, forma contratta della terza persona singolare 0 (modo indicativo tempo
QUADRO VO
1
OPZIONI
Mod. N.

presente) del verbo proficere che significa avvantaggiare. Usiamo quindi il termine “Non profit”
per indicareVO1l’assenza
Art. 19 bis 2di vantaggio.
QUADRO VO
COMUNICAZIONI - comma 4 - RETTIFICA DETRAZIONE PER BENI AMMORTIZZABILI
DELLE OPZIONI Opzione 1
E REVOCHE

Sez. 1 - VO2 LIQUIDAZIONI TRIMESTRALI (art. 7, D.P.R. n. 542/1999)


Opzioni, Opzione 1 Revoca 2
rinunce e
revoche agli AGRICOLTURA
effetti Rinuncia Revoca
– Art. 34, comma 6: Soggetti esonerati o semplificati 1 2
dell'imposta

L’idea che ha guidato la redazione di questo Manuale operativo è stata


Opzione prevalentemente quella di
sul valore – Art. 34, comma 11: Applicazione del regime ordinario IVA Opzione 3 Revoca 4
aggiunto VO3
5 – Art. 34-bis: Applicazione del regime ordinario IVA

realizzare un valido supporto “gestionale” per tutte le realtà, grandi e piccole, territoriali di - comma 3 - ESERCIZIO DI PIÙ ATTIVITÀ
VO4 Art. 36 Opzione Revoca

Legambiente.
1 2

VO5 Art. 36 bis - DISPENSA DAGLI ADEMPIMENTI PER LE OPERAZIONI ESENTI


Opzione 1 Revoca 2

Il progressivo
VO6e continuo
Art. 74 sviluppo del settore, l’introduzione di nuoveOpzione
disposizioni o le modifiche di
Revoca
- comma 1 - EDITORIA - Applicazione dell'imposta in relazione al numero
delle copie vendute 1 2

quelle precedenti,
VO7 Art. le
74 crescenti aspettative dei diversi stakeholder (pubblico,privato,soci,cittadini…)
Opzione 1 Revoca 2
- comma 6 – INTRATTENIMENTI E GIOCHI - Applicazione del regime ordinario IVA

hanno reso urgente


VO8 e non più rimandabile la ideazione di uno strumento
Opzione capace
1
di rispondere
Revoca 2
alle ACQUISTI INTRACOMUNITARI - (art. 38, comma 6, D.L. 331/1993)

mutate esigenze delle varie articolazioni di Legambiente.


comma 2 comma 3 comma 6 comma 2 comma 6
VO9 CESSIONI DI BENI USATI - (art. 36, D.L. 41/1995)
Opzioni 1 2 3 Revoche 4 5

L’evidente interesse per il composito comparto degli enti non commerciali ha innescato un
BE DE DK EL ES FR GB IE LU NL PT SM AT FI SE

meccanismo di “proliferazione” di enti non sempre virtuosa, ma in alcuni casi “risultato affrettato”
VO10 O