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J.

ARCHITETTURA E PAESAGGIO

L’abitaziono• in cas‹a non ver i ñ prcsentata come puro e


semplice raggruppamento e
arredalviento di locali, bensi come un insiemc conlposto di tutte le
sue funzioni interne e i
suoi irradia- menti esterni, conde casa ad uso abitativo compre-ndente
dunquc• an- che Í'ambiente,
11 giardino ed il pacsaggio. Per questo motl vo il pro- blema
de•ll’architettura, ogçi tanto
dibattuto, verrá discusso suf la scorta dl un caempio.
Ancora ci si trova di íronte a due xehieramenti: da un lato coloro i
quali, aiache nel caso dl
Odillci ad uso abitativo, riconoscono nella bellezza architettonica fine
a se stes.«a l'obletti VO
da raggiungere, dal- l'altro tutti coloro che in riícrimento per lo
meno alle costruzioni
funzlonali, come lo é un ediíicio ad uso abitativo, rifiutaiao
ogni preconco•tta «
concezione artistica » e 1 itengono che una cultura ar- chltettonlca
possa sor gere a partire
dalla pui a e semplice soluzione del problema concreto, quindi dat la
semplice rappresentazione
degli clementi, dai quali, dopo che siano state positivamente t isolte le
fun- zioni interne,
cnnergel á il piü poesibile spontaneamente l'insieme di ena casa
d'abitazionc. .4 favore di
questa seconda concezione gioca la circostanza che, come si é detto in
precedenza, un giudizio
iniziale sfavorevole, grazie ad una maggiore conoscenza dell'insleme, puó
via via lrasformarsí in
una senti la « simpatia »; nel caso della « bel Ía » architettura
invece sussiste il pericolo
che con una conoscenza piü approfondita si evidenzi con creecente
chiarezza la
contraddizione tra la bella apparenza e l'etIettivo andamento
all’interno della casa. Si tratta di
un pericolo reale, perclaé il Bello a prima vista é sem-
pre in qualche modo connesso all ’abitudine e quindi al passato, un
passato le- cui ultime fasi sono, come é noto, estrainee ad o fll
tiOl3Íi-
gurazione edilizia ed architettonica. Í 1 rifarsi alla storia,
íoss'anc1ae

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solo al Biedermeier, pei- noi sip•nifica una tale disContiitua


artiflciositá da i isultare
completamente csti'aiaea ad tina disüussione sel ia. La questione
architettonica in questo alvlbito
viene pei ciü del tutto esclusa
inizialmente i. A chi osserva le illustrazioni basteranno alcune spie-
gazioni; sai a suficiente constatai'e che le superfici murarie sono in-
tonacate, eccezion fatta
per gli spigoli, gli zoccoli e la zona dei ser- vizi, che sono rivestiti
di clinker grigio-azzurro
per proteggerli dal- l'limidita. L’« ai chitcttut u » in questo caso é
determinata giá dagli
elementi dell'appartamento. nella misura in cui questi lo collegano
i:on l'aria e la luce
esterne, con il gia“rdino ed il paesaggio. Perché? É la’ domanda che
s'iene posta spesso in questo
contesto. Non vi é qui alcuna dimostrazione di un'impostazione
architettonica pura- mente
esteriore. Oggi noi non edifichiamo dall'esterno verso l'inter- no, ma
nel eontempo i espingiamo
la pai ola d'ordine secondo la çuale dovremmo edificare dall'interno
verso 1’esterno. Irt
particolaie quando Sl tf attá di’ una casa costruita in uno spazio
apeito, n'on deve sussi- stere
una chiara delimitazione fra esterno ed interno. L’insieme della casa é
cet to il risultato delle
sue funzioni inteine; nella stessa‘ misura tuttavia esso ó determinato
dai suoi rapporti con le
condizioni e.xi- stenti nel luogo di edificazione, dalla posizione 1
ispetto al sole, dal giardino,
dal paesagp'io ed inflne dal vicinato. Ci avviciniamo cost ar pi oblema
oggi tanto dibattuto della
tutela del paesaggio. Oueste di- scussioni appaiono subito diYicili, a
causa degli ambigui punti di
vista nel confronti del paesaggio; con il termine « imnnaginü del
paesag- gio » ci si avvicina
infatti al livello delle cartoline illustrate, mentre
lo zclo con il qtialc ci si schie•i a in sua diÍesa rivela un sentimenta-
. --- . . — . , .
lismo sospetto. VI sono qui ancoi-a tracce di un e.xaltazione per la.,
natura che sPer iamo sia reato su.Pei'ata ' Noi inf atti incominciamo
a intenderc la natura come
una delle tante pai-ti del mondo necesaarie alla vita e riteniaino clae
una sua esaltazione non
faccia che sminuirne il valore. A dimostrazione di çuanto detto valga
l'etIetto esilarante

1 . ñ chi aro chc l'au tol e i uole qu i staccai si dalla storia come
lTlClTlO1’ia del- le cos<
c, in ar chitettura, conae 1 icordo programmato degli stili che si sono
suc- ceduti nal iempo e con
i loro caiaoni han no determinado 1’evolversi del conejito di « bello »
per la ina›sa dei t rultoi
i. L’a ccc mio al Biede‘i iTieier, ultimo sii le del- la serie chc bene
i-«ppi ese nt.Iva le
inte›izioni e il compoi tamen io della boi p•he- sia tedesca, e ›-
ignificativo. Taui riconosce
in qualche modo al Biedermeier a Ime no la semplificazione degli
elementi costitui ii i
rispetto alla ridondanza de- gli stili precedenti, tuttai'ia lo i ifiuta
decisamente a f'avore di
quegli « elementi di base » dai quali, libera, scaturirá l'architéttura.
2. Taut fa qui preciso riíerimento alli entl che allora erano
sorti in Ger- mania per
la tutela del paesaggio; questa tutela consisteva principalmente
nel- l'ammettere soltanto
nuov<• costruzioni i cui esterni fossero progettati nell'an- tico
stile rurale del
luogo. Egli ñ assolutamente contrario a questa imposta- zione ed
esprime le sue idüe
con chiarezza nelle righe sticcessia e.

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prodotto da case costruite secondo l'antico stile rui ale in un bel pac-
saggio montano o lacustre,
in base alle indicazioni della difesa del- l'ambiente. Passerá molto
tempo prima che la profonda
comicitá di un simile concetto divenga chiara a tutti; anche in occasione
della casa da noi
proposta infatti vi sono stati appelli alle autoritá com- petenti
affinché intervenissero per
salvaguardare il paesaggio da que- sto « scempio »
Il paesaggio per un edificio non é altro che un presupposto parti-
colarmente significativo, cost
come lo era anche per i contadini di un tempo: un presupposto quindi non
riferito agli stati
d'animo, ma di ordine costruttivo e tecnico. La posizione della casa
appare quasi come il risultato
di un calcolo impostato in relazione al paesaggio, al giardino e
all'esposizione al sole; la sua
forma emerge invece dalle esigenze di ordine abitativo, e come tale
influisce sul paesaggio (fig.
1). Nel nostro caso il giardino verso occidente degrada sino a trasfor-
marsi in un grande prato
delimitato sullo sfondo dai boschi (fig. 7). Sull'orizzoi1te aperto il
sole tramonta investendo la
casa con i suoi ultimi raggi orizzontali. Ad oriente vi é una strada
appena tracciata, a
settentrione la casa attigua (fig. 2). Secondo úna logica semplice la
casa deve essere quindi
edificata verso il confine settentrionale, con i locali adibiti ai
servizi e la corte in quella
direzione e con accesso diretto alla strada; nel contempo si cerca di
mantenere possibilmente
sgombra la zona occidentale puramente agricola. In questa direzione un
vasto balcone coperto, al
quale si accede da tre camere da letto, permette di godere gli efletti
del paesaggio e de11'aria
pura in una forma motivata - peró anche da ragioni puramente pratiche
(possibi- litá di riposo
ecc.). L'andamento obli9uo delle linee del balcone ri- prende con
semplice parallelismo le
linee del paesaggio e la casa avanza verso il prato e la sua aria pura
come la prua di una nave
(figg. 8, 9, 10, 11). Anche questa tuttavia non é una semplice forma in
senso estetico. La
posizione obliqua della proieziofie orizzontale oflre il vantaggio che
nessuna delle Íinestre
prospetta direttamente su un altro edificio: rté quelle che danno verso
la casa attigua esi-
stente, né quelle che danno verso l'altro versante, nel caso in cui
nelle - vicinanze vengano
costruite una o due case uguali ’. La forma della casa é una cristal
lizzazione delle condizioni
ambientali (figg. 3, 4, 5, 6). Essa viene sostenuta dal colore,
utilizzato qui in íunzione di
estrema contrapposizione: infatti in contrapposizione al verde ,este- so
della natura e come
o-ontrappunto al sole declinante e ai riflessi

3. Taut aveva previsto la possib ilita di ripetizione lFl breve


serie della ütessa sua
casa sui lotti di terreno disposti alla sinistra del suo.

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delle nuvole, la facciata occidentale e tutta bianca, mentre


quella orientale, in dii
ezíone della strada, e ner a: l'orientamento della casa nello spazio
viene quindi
decisameiate sottolinealo, la luce e il calole del sole del mattino
vengono « aspii ati »
a1l'interno della casa, gr azie anche alle capacitñ di assoi
bllviento tcrnaico del ner o
(ligg. 12, 13). Viyta dall'aereo (il quale per il futui o prossimo
dell'architetttira assu-
wei-ó i'i Jevanza sempi c maggioi e) , questa evideiatc cesui a
della colo- i a zione appai
e conne il mezzo estremo per ti-osfol mare .a foi ivla della casa in
quella di tin ogçctio
d'tiso comune, opptii e dctto metafol ica- mcnte, in un accui ato
pi'odotto ii1dusl›'iale ⁴ Fra
le qualitñ organiche dell'esti c•iva conti apposizioiac dei coloi i
possiamo qui aggiungere
che il bianco tende a ridui re le asperitñ e le frattu› e
dell'iiasieme grazie alla sua
tonalit’a moi bida .e ai colori dell'ativlosfei a su di esso riflessi;
che il nero riduce la
convessitñ, rendendola in tin certo qual modo piü snella anziché
piú corposa; che
quest’ultimo colore inoltre col- lega le apertui e di vui ia forma
esistenti nella
inuratura.
Attravei so quali mezzi una casa si avvicina meramente alla :1a-
tui a, agli albel i,
alle piantc’? certo imitando in qualche modo gli alberi o «
adegtiandovisi ». Non ü
possibile: ura a casa ú pur sempi e una casa, Hia albci o i inaaiae un
albci o. Una bettilla
resta una bettilla, indipendentenaelate dai tuoi gusti; al lo
stesso modo una casa puü
scmplicenaente essci e tale c in questa sua natura non solo csserc inti-
mantente alilac alla
be•tulla, all'abetc, ai fioi i c ai prati, ma addil it- tura cssei
nc parte riel piú vero
senso della pat ola.

4. L'a ri loi‘c accc nna all a volon la d i li así oi‘iu a i'e l


’iob i l azionc la iichc
un i- l"aiiiillare) da ti n pr odol io al i igianalc a un pi odol
to pr c i t a nbc n te i
ndrisii iale. L'al gonaento C l“l Ql eso piú diflusamen te riel comnsento
che se-gue queste note.

9. ARCHITETTURA CON IL VETRO

Il vetro ci porta la nuova epoca


La cultura del mattone ci fa solo compassione '

Osserviamo sulle fotografle la copertura che protegge il balcone: é


costituita da prismi di vetro
incassati nel cemento, come quelli del- le pensiline delle stazioni ; in
questa casa essa potrebbe
servire even- tualmente come pavimento del balcone di un secondo piano
(fig. 52). Nella fotografia
si vedono i riflessi traslucidi, ma bisogna affidarsi alla
fantasia per avere anche solo
una lontana idea dei veri efletti che si producono: il trasparire
dell'azzurro del cielo, lo
splendere dei raggi del sole e soprattutto dei raggi della luna, la cui
luce sembra riversai si in
mille riflessi cangianti sulJ’intera superficie; é quasi un tocco di
romanticismo, che non
nasce peró dalla vecchia capacitá artigianale, bensi dal moderno
spirito industriale. Ctui si
attua un'inte- grazione della casa con l'atmosfera e il paesaggio usando
mezzi che, essendo
artigianali, hanno caratteristiche opposte a questi fatti inatu- rali ed
é proprio attraverso tale
processo che questo « opposto », co- m'é il moderno prodotto industriale,
diventa parte esso stesso
della natura. Vista a porte aperte dalla punta del balcone attraverso la
ca- mera da letto
centrale, la parete di vetro della scala brilla sullo sfon- do,
strutturata come la copertura del
balcone (fig. 54). Cluesta parete di vetro si lega compiutamente, sia
all'esterno sia all'interno
con la scala; si estende tra scala, pareti e soffitto ed ha un
rivestimento di piastrelle bianche,
sopra i gradini, dell'altezza di un sedile. Ctui il sole del mattino
brilla con tutta la sua
forza e la sua luce viene accre- sciuta dalla rifrazione dei raggi senza
che si abbia un'incidenza
della luce limitata o un’ombra portata L’accordo luminoso echeggia «
for- tissimo », inonda il
pianerottolo del piano superiore e le camere da letto; quando le porte
sono apcrte, il calore
della luce si diflonde

1. Versi del poeta Paul Scheerbart íYrülicht, 1920, cit.), « Lettere sul
pa- lazzo di vetro: versi
per il palazzo di vetro ».

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dappertutto e contemporaneamente si rlversa in basso nella stanza di


soggiorno attraverso la porta
a vetri. Di mattina perció il pieno sole entra in questo locale dalla pai
ete posteriore, mentre le
sue finestre e la sua porta d'uscita all'aperto permettono di vedere il
verde fresco ed ombroso del
giardino. La parete di vetro diventa quindi un ele- mento dominante
dell'abitazione, senza che le
variazioni climatiche diano fastidio e senza che il riscaldamento del
vetro e la luce eccessi- va
rendano riecessarie tende o richiedano schermi analoghi.
In tal modo la scala diventa un legame reale tra la parte superiore e
quella inferiore della casa e
f a dei due piani un'unitu inscindibile. La parete di vetro annulla quasi
la scala e allevia la
fatica del salire. Lo stesso efletto del sole del mattino é dato dalla
luna che, quando la luce
elettrica non é accesa, rischiara tutta la casa e rende lo spetta- colo
ancora piú aflascinante
trasformando questa parete di vetro in un arazzo lucente d'argento.
Ma essa produce l'impressione di piú straordinaria potenza verso
l'esterno. Per quanto sia lo
stupore che suscita la parete nera e con- vessa della casa, esso scompare
subito non appena, verso
sera, si ac- cende la luce delle scale (fig. 55). Essa é dovula a una
semplice lam- padina
circondata da prismi Luxfer, i quali provvedono giá a dif- fondere la
luce, ma la parete di
vetro accresce questa diflusione, cosi da splendere tutta essa stessa,
illuminando il giardino
antistante e persino la strada. La superficie splendente nella parete
nera della casa é... un «
diamante nero », come si é espi esso un estimatore di questa
architettura. ñ sorprendente che il
vetro come mezzo architet- tonico faccia il suo ingresso cost tardi nella
costruzione di case
d'abi- tazione, benché riassuma in sé i pregi piü raffinati ed eleganti
eme si possano pensa7e ².
Tuttavia il suo uso richiede anche taluni accor- gimenti. Non
dev’essere appesanfito da
ornameiiti accessori, perció nel nostro caso tutti i muri e i soYitti
dcll'ambiente sono in
bianco puro (U); solo il sottile pilastrino interno alla parete di vetro
é in azzurro chiaro. Per
lo ite5so motivo é stato impiegato un minimo di forme per la ringhiera
che si riduce ad una
semplice rete di brorizo in una sottile cornice di ferro verniciata in
rosso segnale (O) con il
corriinano nero lucido (fig. 20). Al piano superiore l'unico
forte accento ciomatico é
quello delle tubazioni del termosifone, anch'esse dipinte di rosso
segnale quasi a rappresentare le
arterie che poriano

2. B. Taut aveva giñ usato prismi di vetro per formare le pareti curve
delle scale della C›1ashaus,
il padiglione dell'industria vetraria costruito all'esposi- zione del
Werkbund a Colonia ne1 1914.

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il calore in tutta la casa. Le porte al piano superiore sono rimaste,


come tutte le porte di
compensato, del colore naturale, con gli stipiti in nero; i gradini ed il
pavimento sono di gomma
grigio chiaro (figg. 21, 22), mentre al piano inferiore il pavimento é di
lastre di Solnhofer '.

3. Solnhofer (Solenhofen) ó una localitá della Baviera, famosa


per le cave di calcare
litografico giurassi O da cui si trae il materiale per le lastre
tipografiche, e nota per il
ritrovamento dell’Archaeopteryx, uccello fossile sco- perto nel 1861 che
per le proprie
caratteristiche si avvicina ai rettili. Le lastre di questo materiale
sono ottime per
pavimentazione e quelle usate a Dahlewitz sono di colore biancastro-
giallo o grigio-bianco.

10. LE CAMERE DA LETTO


La parete di vetro delle scale, che é il punto da cui la luce inonda
tutta la casa, costituisce
anche uno schermo contro le influenze cli- matiche. Le camere da letto
hanno invece il proprio
punto centrale, il balcone, coperto di vetro in modo che le stanze non
mancano di luce, ed é
inoJtre possibile godere senza limitazioni il panorama deHa natura
circostante e l'aria pura degli
spazi aperti. I l balcone é il luogo d'incontro delle tre camere da letto
che vi si aprono con tre
porte a battenli di vetro (fig. 25). Esso offi e ripai o dalla pioggia in
i elazione alla direzione
del vento e nello stesso tempo permette di fare bagni di sole e di aria
(anchc qui il pavimento é
di gomma). La disposi- zione aiagolarc deÍlc porte consente l'accesso
diretto al sole nelle trc
camere da letto; quella orientatr a nord-ovest riceve il sole ne1 po-
meriggio.
La scaÍa sbuca davanti alla porta della piccola camei-a da letto
centrale che, quand'é aperta,
permette la visuale secondo l'asse della casa verso la punta del balcone
e di lá sui prati e sui
boschi dello sfondo. Ouesta piccola camera da letto ó tlna stanza tipo
per lo sfrut- tamentO di
ogni centimetro del suo voiume (fip•g. 55, 56). Contiene l'alcova con una
mensola a parete per
appoggiarvi la lampada, l'oro- logio esc., e, a sinistra dell’aJcova,
l'armadio della biancheria,
calco- lato sulla dimensione della biancheria ,oersonale piegata ' ; su
lla destra é situata la
nicchia del lavabo dotato di mensole di vetro laterali

1. Iit questa an notazione e nelle seguenti é evidente in B. Taut la


ricerca della collocazione
funzionale di ogni oggetto cosi da avei e una regola per as- segnare ogni
cosa al proprio posto.
Tra le righe traspare la manualistica, che in German la avrá come massima
espressione nel settore
edile l’Enci‹’fopediri pratica per progettare e costruite del Neufert.
Ouesto manuale ebbe una
diflu- sione vastissima se si pensa che nel 1958 l'editore Hoepli ne
licenziava la secon- da
edizione italiana, aggiornata sulla quindicesima edizione tedesca. In
Italia il posto del Neufert
venne conteso dal Munuale dell'urchitetto (terza ed. 1962 J, predisposto
a cura del Consigilo
nazionale delle ricerche.

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disposte a un’altezza tale che non ci si urti contro (fig. 57). Nell'an-
golo la lampada di vetro
opaco illumina il lavabo ed anche la figura intera di chi si voglia
vedere nello specchio posto
a1l'interno dell'anta dell'armadio per gli abiti. Tra la porta e il
lavabo si trova il calorifero,
quindi, accanto alla stretta porta di comunicazione con la camera da
letto grande, vi é un
tavolino ribaltabile e ancora il posto per un lettino pieghevole che
viene usato per sdi aiarsi
sul balcone. Le diver- se parti della stanza hanno i seguenti colorii la
nicchia del lavabo ha
piastrelle bianche (U); la restante parete sopra le piastrelle é nera per
accentuare l'impressione
di profonditñ; le pareti dell'alcova sono blu scuro (E), la parete
opposta é arancione (J), il
soGtto e la parete della porta a vetri sono rosso vivo (A).
Le battute di questa porta-finestra, il radiatore e i suoi tubi sono blu
(S), mentre il compensato
della porta e degll afmadi rimane in tinta naturale con cornici nere.
ll pavimento é in lastre
di gomma nera. A destra e a sinistra di questa stanza da letto centrale
si trovano due al tre
camere che si aflaceiano anch’esse sul balcone; quella di destra
ospita due perdone (figg. 65,
66, 67). Uno dei due letti é uu'ot- toman a e di giorno viene utilizzata
per riposare.
Analogamente alla precedente, questa camera contiene un armadio per gli
abiti e uno per la
biancheria, entrambi a muro con sopralzo; l'armadio per la bian- cheria
é piú grande, dovendo
servire a due persone. La nicchia del lavabo é attrezzata allo stesso
modo, con la stessa
lampada con il vetro opaco situata nell'angolo. Nella camera vi ’e
anche un tavolinetto
ribaltabile nella zona di maggiore illtiminazione che é simile a
un bovindo. Sopra il letto
si trova uno sportello a cerniera che permette
11 completo ricambio d'aria senza aprire le porte e offre inoltre
la possibilitá di
chiacchierare e di leggere ad alta voce comunicando da una camera
all'altra. La cameretia
adiacente, piú piccola e orien- tata a est, puó servire ad un rapazzino
(figg. b8, 69, 70). La
finestra é posta in alto accanto al letto; nel suo vano vi é una mensola
che funge da comodino e,
oltre a un tavolo, a franco della grande finestra si trova un armadio a
muro per abiti e biancheria
dotato di uno scom- parto per i libri di scuola et similia. Nella
fotografia é evidente sopra il
letto il vaso di espansione dell'impianto di riscaldamento che ri-
sulta sulla verticale della
caldaia e contribuisce a scaldare l'ambiente senza rumori fastidiosi ' I
colori di questa
stanzetta sono i seguenti: solitto aranclone (J), pareti blu caldo che dá
sul rossiccio. Cluest’ul-
2. Oggi sarebbc vietato, e comunque poco del i ce psicologicamente,
collo- care il vaso di
espansione dell'impianto di riscaldamento sulla verticale di un letto
in una norma le camera
di abitazione.

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mo colore parte dalle tonalitá piú cupe nella zona piú scura della pa-
rete della finestra passando
a una gradazione media dietro il letto per finire ad una chiara nelle
superfici illuminate (N,
O, P) al fine di riflettere la luce diurna. 11 pavimento é grigio-
azzurro. Le tonalitá
della camera da letto adiacente sono state studiate per occhi delicati e
soflerenti, perció la
parete di fronte al letto é di colore verde scuro (K), le pareti
illuminate lateralmente sono ln
verde muschio chiaro
(L) e gialle (F), il soTtJo in verde azzurro tenue (M) (fig. 67). II
pavimento é grigio-verde
di gomma, materiale usato per tutta la casa; i caloriferi e le tubature
hanno il colore Y.
Anche il vetro opaco della lampada é verde nella superficie dove di
solito traspare la lam-
padina, mentre la luce laterale é bianca e illumina la nicchia pure
bianca del lavabo.
La terza camera da letto, posta dirimpetto, é stata tenuta spazio- sa
affinché, volendola
eventualmente utilizzare nel modo consueto, possa essere la camera da
letto dei genitori (flgg.
58, 59, 60). ln que- sto caso viene invece usata, secondo le abitudini
peisonali, come ca- mera da
letto e studio al tempo stesso. L’alcova risultante dalla for- ma
angolare della pianta contiene,
dietro una tenda tessuta a mano a strisce bianche e nere, il letto, al
cui fianco si trova un
armadio per i vestiti; a questo corrisponde sul lato opposto, in bagno,
un armadio per la
biancheria. La stanza é strutturata ad entrambe le funzioni sosicché
tutta la sua ampiezza si
adatta ad ogni tipo di utilizzazione, senza che un modo di abitare
disturbi l'altro. 11 letto é un
vecchio pezzo rammodernato e snellito, laco-ato di bianco, con accanto
una mensola di marmo e
un’altra ancora come « comodino ». Le finestre sono nell'angolo e cosi
alte che non permettono di
p•uardare dentro; rendono quindi superflue le tende e consentono
aiache la migliore aerazione
e illuminazione. Nella stanza vi sono numerose possibilitá di variare la
luce del giorno secondo la
necessitá, manovrando oppor- tunamente le imposte; inoltre essa ha
nell'angolo opposto una sorta
di bovindo che riceve luce dalla porta del balcone e dalla finestra
panorantica, come la camera da
letto precedentemente descritta. Oui trova posto un tavolo da lavoro che
s’inserisce in un
armadio-archivio e che é, per cosi dire, lo strumento ideale per il
lavoro intellettuale (fig. 61).
Oui ci si puó concentrare in un proprio spazio esclusivo. Una mensola
posta lateralmente sopra
il tavolo porta una lampada per mezzo della quale il giallo chiaro (J)
della nicchia si riflette
sulla superficie del tavolo; con un movimento della mano si prende da tin
rotolo di carta quella
necessaria per il lavoro, mentre chi lavora ha sotto gli occhi la
documentazione che gli serve,
appesa a una sbar- retta per mezzo di mollette. La stessa persona ha un
solido appoggio

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per i piedi e arriva al telefono allungando semplicemente la mano sotto
il tavolo (fig. b3). Pe
riposarsi vi é nelle immediate vicinanze una chaise longue cui si aNanca
un tavolinetto di ser izio
per J'oc- corrente da fumo e per i libri; la porta a vetri adiacente che
si apre sul balcone, dove
si puó respirare aria fresca anche di notre e con la pioggia, permette
una ancora migliore
distensione alle persone. 11 lume sul tavolo da lavoro e quello sul «
comodino » sono entrambi
prototipÍ (di produzione Samek) ed entrambi regolabili. L'il1umina-
zione della stanza, come
nelle altre due camere da letto, é d'angolo e si ottiene mediante una
lampada dotata di vetro
opaco. Va ancora citato il trespolo situato vicino alle finestre nella
zona letto che ha una
triplice utilizzazione: come sgabello, per arrivare all• finestre alte e
ai ripiani superiori degli
armadi a muro (per la qual cosa occorre un appoggio sicuro), come
tavolino per il letto, nonché, in
definitiva, come sedile di fortuna tfig. 64).
Le parole e le immagini sono scarsamente eÑcacl per descrivere l'efletto
globale della stanza,
soprattutto in quanto la sua forma sin- golare non si l,pscia cogliere
nel suo pieno valore, che é
quindi in efletti maggiore. In questo locale modesto si é raggiunta con
elementi semplicissimi una
notevole multifunzionalitá.
Ora non resta che elencare i colori. Sulla grande parete dietro la
chaise longue quella su cui
cade lo sguardo di chi entra non illuminata direttamente dalla luce del
giorno, é stato usato un
rosso vivo (A) che si prolunga fino allo spip•olo della nicchia del
tavolo. La nicchia stessa (cfr.
la fotogr.afia a colori riprodotta nell'appendice iconografica) ú giallo
pallido (F) dallo spigolo
destro fino al1'angolo, e di lá fino allo spigolo dell'alcova, azzurro
oltremare scuro (E). L'al-
cova fino all'angolo della finestra é in bianco puro, cosi come tutto il
soffitto della stanza. In
questa casá 11 bianco non é la solita tiiata per soffitti, il « tuttofare
», ma un colore come
qualsiasi altro. La copei ta della chaise longue posta contro la parete
rossa é nera e rosso cupo;
le superfici grigio-chl£tro del pavimento sono divise da una larga stri-
scia blu scuro, simile ad
una passatoia, che diventa grigio-ner a YiCÍflO al tavolo da lavoi o,
esso stesso nero (fig. 62).
Porte e armadi hanno il colore naturale del legno; le incorniciature
delle porte sono nere, i telai
interni delle finestre sono rosso segnale (O), tuttavia gli sguanci delle
finestre sono bianchi,
come in tutta la casa, per aumentare l'iri-

3. Si ti atta evldentemente di teleloni senza la possibilitá di


seJezioile di› et- ta; la
comunicazione non era automatica, ma mediata da un centralino. ñ tu1-
tavia da rilevare come negli
ann i ’50 si ritenes.se di dover allontanare il qua- drante dalla
cornetta; alla fine
l’apparecchlO SÍ Sf£tbllizzó in vece in un coi po di base che incorpOfiá
il QUádrante e sostiene
la cornetta.

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cidenza della luce. La superficie interna della porta finestra é nera


con la battuta rossa (O) e
infine i radiatori e le relative tubature sono giallo limone (R). Mi
rendo conto che queste
indicazioni di colori non sono precisamente facili da seguire; forse la
tabella dei colori di
Baumann puó ohrire un piccolo aiuto ⁴. Se poi non ci si dovesse pro- prio
riuscire, nonostante gIi
sfoi zi fatti, vorrei dire almeno questo: con il colore, se messo in
relazione totale con la luce,
si puó far vive- re realmente e senza necessitá di artifici lo spazio
interno dei locali cosi come
si presenta quando é al rustico. Il colore diventerá allora, al di lá di
tutti gli ePetti
decorativi, una qualitá della luce stessa, poiché il colore é luce. NeI
compiere questa operazione
non si é legati ad alcuna scala cromatica e si puó adattare la scelta dei
colori ai de- sideri
dell'abitante. L’atteggiamento della quasi totalitñ delle persone verso
il colore escludendo
quelle che con esso lavorano é seg-- getsivo; quasi ttltti h:inno i
loro colori preferiti, le
loro sinipatie c le lo! o anti}aatie e non vi é alcxin motivo di non
mcguire queste tenden- ze
individuali, basaildo su di esse la soluzione cromatíca. Sia da que- sta
camera da letto sia dal
corridoio si accede al bagno che contiene tutte le apparecchiature
igieniche dispe ste in poco
spazio (flgg. 71, 72, 75, 74). ñ giá stato detto che vi si trova un
armadio per la bian- cheria da
bagno, da letto e personale, secondo il principio che in questa casa
ogni cosa deve essere nelle
immediate vicinanze di chi la utilizza. (Ricetta per la donna di casa,
per evitare la formazione
di vapore: posare la doccia a telefono sul fondo della vasca e lasciar
scorrere l'acqua fredda
finché la doccia sia completamente coperta, soltanto allora lasciar
scorrere I’acqu'u calda
sotto l'altra; se non esiste la doccia a telefono, usare un tubo
flessibile). Anche qui la
Íorma della stanza, che si discoita da quella quadraneolare, si presta
alla piena utilizzazione,
altrimenti sarebbe pressocché impossibile far

4. Al testo é allegata una cartella di colori utilizzati nella casa


scelti tra quelli predisposti
da Paul Baumann. Heinrich Taut ha ritrovato nella propria biblioteca un
complesso catalogo di
scale cromatiche intitol£llO Baumanns neue Farbentonkarte. System Prase,
stampato da Paul .Baumann
ad Aue in Sassonia riel marzo 19 ! 2. In esso sono raccolte 1559 tinte
graduate sinteticamente e
cor- redate dei rapporti di miscela e delle informazioni sul modo di
lmpiego delle materie
coloranti. Prase era uno studioso del colore a cui sl doveva un nuovo
sistema di codificazione
delle tinte che, all'epoca, veniva presentato e discusso sulle riviste
specializzate. Paul Baumann,
di cui non si sono trovate notizie bio- grafiche, basava i propri studi
nello stesso settore sul
sistema Prase. Egli coo- perava cOn i principall produttori di colori
che, come egli dice nella
pref azione al catalogo, « si rendevano utili per il mio lavoro
mettendoml a diSposiZione
assortimenti di campioni selezionati ». Heinrich Taut, a cui si debbono
queste notizie, é convinto
che il catalogo ritrovato fosse utilizzatO dal padre; questo
dimostrerebbe che Bruno studiava
attentamente il problema del colore in archi- tettura giá anteriormente
alla prima guerra
mofldiale.

51

stare in un locale tanto piccolo i vari apparecchi, oltre ad uno sga-


bello-contenitore per i
fazzoletti sporchi, e contemporaneamente la- sciar spazio a su¥icienza
per d.ure un’impressione di
comoditá. Per- sino le mensole di vetro sopra il lavabo sono rese
superflue dalla nic- chia formata
dall'angolo obliquo. La firiestra, esposta al sole del mat- tino, si
trova esattamente all'altezza
del viso; per quanto riguarda l'uso dei colori, si ricordi che in bagno
non ve ne sono altri oltre
al bianco, escludendo i battenti interni della finestra, il radiatore c i
relativi tubi che sono
giallo limone (R).

11. T ETTO E SOFF ITTA

Una vera casa ha bisogno di un tetto e di una soTtta. Le case che i


bambini disegnano hanno sempre
un tetto, altrimenti non sarebbero case. La donna di casa ha bisogno di
una so4itta. Oui non ci
sono né l'uno né l'altra, eppure ci sono tutti e due. Di solito in soTtta
si fa asciugare la
biancheria e si conserva di tutto, la roba che puó servire e il ciarpame.
Anzitutto chiariamo una cosa: qui non si conserva il ciarpame, che
d'altronde non andrebbe mai
conservato. Le cose utili, valigie e cosi via, andrebbero riposte
ordinatamente come tutto il
resto. Gli armadi a muro che arrivano al soffitto contengono uno
scomparto in sui si possono tenere
queste cose pulite e ordinate... a ciascuno il suo! In questa casa, ad
esempio, troviamo la
bellezza di dodici di questi sopralzi, di diversa grandezza a seconda
del1'armadio, che,
assom- mati, danno l'ampiezza di una piccola soffitta. Una parte di
questa ftinzione cosi
importante viene assolta da un piccolo locale di ser- vizio al piano
superiore, che contiene
anzitutto scope e secchi per la pulizia delle camere da letto, alcuni
scasali per altri arnesi per
pulizia et similia, una piccola farmacia domestica; esiste in basso il
posto per la macchina da
cucire, che puó essere facilmente trasportata nel cor- ridoio dove si puó
cucire grazie alla buona
illuminazione. Vi trova inoltre posto un armadio anti-tarme e sopra il
tutto é ricavato un sop-
palco con apertura scorrevole nel quale si conservano le soperte du-
rante l'estate. Con ció
dovrebbe essere soddisfatta l'esigenza di pos- sedere una soffítta; per
asciugare la biancheria
peró serve, come giá detto, il corridoio di servizio. La necessitá
pratica di una soffitta viene
quindi a cadere. Per quanto riguarda il tetto a falde, come quello che
disegnano i bambini, vi si é
giá fatto qualche accenno parlando dello
« scempio » del paesaggio. Sia nei particolari sia nell'insieme la for-
ma non puó essere mai un
capriccio. ñ buona qualunque soluzione alla quale si giunga con la
riflessione. E in questa casa la
soppressio-

55

ne del trtto a falde p‹si ta con sé un notevole vaittaggio. La parete di


metro delle scale,
descritta come opera di architettura del vetro, vedr.ebbe annullati il
suo calore principale e la
sua struttura costrut- tiva qualora vi si volesse aprire una via
d'aerazione alla maniera di una
comune flnestra.
A parte questo, l'aerazione non sarebbe delle migliori dal punto di vista
igienico, visto che
l'aria viziata sale nel vano delle scale e si raccoglie sotto il soTtto.
.Nulla di piú ovvio,
quindi, che proa•vedere all'aerazione della casa proprio aJl’ultimo
piano. La botola di accesso al
tetto (accanto alla quale si é la scala allungabile) ü il mezzo di aera-
zione (figg. 75, 76, 77,
78). Dopo molti tentativi questa botola e stata costruita per la prima
volta in modo che lo
sportello Si a T£t fáCÍl- mente da sotto per mezzo di un congegno tale
che possa mantenere l'artta
bloccata in qualsiasi posizione e leggermente aperta anche in caso di
pioggia. Oltre al iisultato
pratico ha ‘un suo ruolo anche il fatto emotivo della vista del cielo
azzurro clte splende
dall'alto itella casa attraverso lo sportello aperto. 11 riquadro riel
sofiitto é blu (V), il
dispositivo di apertura rosso vivo IO). 11 tetto stesso potrebbe essere
praticabile, ma in questa
casa non é necessario, da! momento che balcone e giardino ohrono aria e
spazio a sufhcienza. L'idea
che un tetto piatto protegga meno dap•li influssi climatici o sia meno
solido del tetto
tradizionale puó essere tranquillamente defiitita una super- stizione
grazie ai moderni mezz!
tecnici.

12. IL Gí ARG I N'O


La posizione, la disposizione dei locali e l'architettura dÍ questa casa
sono impensabili senza il
giardino, ma nel nostro caso il giardino non é un'esibizione di arti «
giardinieresche » bensi
niente altro, in sostanza, che il paesaggio stesso.
Il riversarsi del giardino in casa e viceversa, la possibilitá di spa-
ziare con lo sguardo
dall'interno all'esterno e viceversa, sono gli ele- menti sui quali si
basano la sua pianta e il
suo aspetto (fig. 82). La luce che di sera cade dalla casa irradiandosi
dal soggiorno e dal bal-
cone sul prato e lambendo dolcemente il giardino e la strada, raflor-
zata da una lanterna
all'angolo del corpo dei servizi, é l'espressione serale della stessa
realtu (fig. 79). Il
giardino, secondo l'aflermazione di Leberecht Migge ’, non é perció «
arredo esterno » ma semplice-
mente la blanda sottolineatura di ció che giá esiste, e pertanto non
richiede se non il minimo di
lavoro a chi lo accudisce. Il giardino davanti alla casa é uno spiazzo
erboso delimitato dai
vialetti neces- sari. Il tratto o-on tre betulle, conservato per il
successivo amplia- mento
della strada, é circondato da una siepe di ligustro e piantumato a rose
selvatiche che con l'andar
del tempo formeranno un grande cuscino fitto di fiori. Dietro, su1 vero e
proprio confine del
giardino, cr0sce un cespuglio di rose (Rosa rubiginosa) e piú oltre vi é
la distesa

1. Le notizie su Leberecht Migge si debbono a Kurt Junghanns. Leberecht


Migge -(1881-1955)
propugnava il funzionalismo nell'arte dei giardini giá prima del 1914.
Dopo il 1918, durante gli
anni di carestia che seguirono la prima guerra mondiale, egli progettava
giardini che servissero
anche all'approvvigio- n.amento domestico e propagandava cittá-giardino
basate sullo stesso
principio Sullo sviluppo di questo tema Migge collaboró attivamerte con
Bruno Taut, ed anche con
Martin Wagner (Berlino-Lindenhof), Ernst May (Francoforte-Rá-
merstadt), Hans Scharoun
(Berlino-Siemensstadt) ed altri architetti. Migge so- steneva le sue idee
pubblicando articoli e
libri. Nel 1915 scriveva La cultura del giardino nel Novccento e nel 1952
La colonia crescente
secondo i principi bioJogici. La sua opera completa ü presentata in
Leberecht Migge 1881-1955.
Cultura del giardino nel ventesiino secolo, Worpswede, 1981.
55

erbosa con gli alberi da frutto giá esistenti. Entrando dal cancello che
ha profili in ferro a
colori (O, R) si incontra un'aiuola fiancheg- giata, come tutto il lato
fino alla casa, da mahonie
e destinata a fiori durevoli o alternati: azalee pontiche, Montbretien,
inframmezzati da arabis
alpina. La convessitá della casa é accompagnata da un'aiuola di rose
borracine racchiusa nel
bosso; il termine del1'aiuola a rose davanti ai gradini viene
sottolineato dalla rosa rugosa.
Verso il con- fine il giardino é delimitato da un insieme di diversi
arbusti fioriti: palla di
neve, lillá, gelsomini ecc. Un noce davanti alla finestra della cucina
contrassegna l'angolo del
senti'ero. 11 giardino antistante la casa non fa che confermare
l'impronta generale ed é
questo il motivo per cui la rete metallica necessaria per il pollaio é
stata lasciata nella massima
semplicitá. Per nascondere la casa attigua sono stati piantati in cortile
degli aceri molto vicini
l'uno all'altro. La superficie chiara della ghiaia si stacca decisamente
dal tappeto erboso il
quale, per contrasto, conferisce alla convessitá della facciata nera
della casa un che di
vellutato. Ouesto efletto viene raflorzato da altri elementi quali il
clinker viola opaco,
l'imbotte delle finestre rosso vivo (Z), le bat- tute blu (S) delle
finestre, l'imbotte blu (D)
della porta d'ingresso, la ringhiera rosso vivo (O) e un sottile boi do
blu (S) tra l'intonaco nero
e il clinker.
II giardino é abitabile: il prato é stato portato in salita verso
quello che era tei reno
arativo fin nei pressi della casa, e trasformato in tappeto erboso (fig.
80) ; qui si ha il
contrasto tra la distesa verde e la casa candida. Gli alberi da frutto
esistenti, e soprattutto le
aiuole di frutici ad andamento curvilineo, cinte di bosso, formano un
saldo legame tra la casa e
questa superficie verde, lasciando tuttavia che quest’ultima si perda
a poco a poco nel
paesaggio.
Un vialetto corre a sinistra dei prato, costeggiato sull'altro lato da
siepi di lamponi e di ribes,
davanti alle quali crescono dalie, fra- gole e una bordura di primule.
Un gruppo di cespugli,
rinforzato da alcune betulle, conclude il vialetto; davanti ad esso, a
sinistra, si leva, come sua
ultima propaggine, un padiglione di tigli, il cui lato ombroso a nord si
apre suÍ paesaggio. Un
sentiero selciato conduce al vialetto del giardino dalla parte opposta,
sul cui lato sono disposte
aiuole di ortaggi che si spingono verso il prato acquitrinoso sottoli-
neando cosi la linearitá
della disposizione (fig. 8 l).
Un filare di noccioli funge da confine con il vicino; un castagno é il
punto focale del cortile e
il punto estremo del giardino da questa parte; esso dá anche ombra al
deposito del concime. Dei due
triangoli rimanenti vicino alla casa, quello sud é coltivato a malva e
pomo- dori intorno a un
albicocco, e !’altro ad aster intorno a un albero

56

di amarene; entrambi poi sono bordati, di mughetti.


Tutto questo non ha alcuna rilevanza « artistica », trattandosi
soltanto di un travaso
nella casa del paesaggio che, con il prato, i cespugli che vi crescono e
infine con il bosco sullo
sfondo, racchiude tutto in sé. Con il giardino attigtlo e le sue colture
di nessuna pretesa la casa
si estende per cosi dire nelle proprie immediate vicinanze. L'uomo vi
pianta i fiori che
altrimenti disporrebbe nelle stanze. Oui il sistemare fiori sui tavoli o
sui davanzali della
finestra sarebbe pu- ra idiozia; la finestra mostra il rigoglio della
vegetazione libera e oflre
generosamente la sua bellezza come spettacolo quotidiano, anche
quando l'inverno avvolge il
paesaggio *. Oualcuno forse temerá che dopo l'iconoclastia si scateni
ora la guerra al mazzo di
flori. Niente paura! Tuttavia anche lá dove il giardino stesso non é
una distesa di fiori, se ne
dovrebbero disporre dei mazzi in casa solo con una certa parsimonia. In
fondo, un’unica
infiorescenza rivela giñ tutta la natura della pianta piú di un
intero fascio. In ogni modo,
in una abitazione in cui tuíto si fonda sulla forma degli elementi puri,
la de- corazione per mezzo
di fiori diviene impossibile, se non addirittura orribile. Dove la vita
procede nel piú elementare
svolgersi delle atti- vitá quotidiane e dove la forma appropi iata e il
conseguente aspetto
dell'abitazione si rifanno alla massima chiarezza, anche la
sensibi- litá deve mantenersi
semplice e chiara e non puó degenerare in com- plicate bizzarrie. Al
novero di tali ridicolaggini
appartengono anche gli steccati che circondano ogni casa e ogni bicocca.
A questo pro- posito
dobbiamo prendere leziorii dall’America: lá, come tutti sanno, non
esiste lNulla del genere ² «
Limitatezza... d'idee »: non vogliamo abbandonare finalmente queste
barriere insensate e far si
che anche in visinanza delle nostre case si parli di « Ampiezza... di
vedute? »

* Non occorre tuttavia che la neve fresca luccichi riel sole della sera,
non occorre che la brina
ammanti colce arabeschi di ghiaccio alberi e cespugli ; non occorre
niente di speciale, nessun
particolare spettacolo naturale che mandi in estasi « l'amico della
natura ». Oriándo la casa, come
qu1, vi'/e ne1 paes•8gio, e quando il suo interno ha un leg-«me cosi
str•.ito con tale paesaggio,
allora non esiste aflatto il « cattivo tempo »: la pioggia ininterrotta,
la nebbia grigia di
novembre, tulto ció, insomma, che allontana la natura dal cittadino e che
questí definisce peició
con un'espressione d'insoflererlza « cattivo tempo» , rimane bello
esattamente come il
giardino in fiore sotto i raggi del sole.

2. L'autore fa probabilmente riferimento all’America settentrionale e


piú precisamente alla costa
atlantica degli Stati Uniti. 11 costume di non separare con barriere le
proprietó, oltre che da
tradizioni antiche di carattere religio.xo c politico, dipendeva anche
dalla continua disponibilitá
di terra che si aveva nella marcia verso l'ovest. Quando si cominciü a
sentire la vicinanza
dell’Oceano Pa- cifico e a prexagire la conseguente fine della terra
disponibile, anche in America
le cose cambiarono.

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