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Facoltà di Ingegneria Industriale

Corso di Laurea in Ingegneria Meccanica


A.A. 2010/11

Progettazione di Sistemi Meccanici


Calcolo della resistenza a fatica dei giunti saldati

M. MADIA
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Approccio con sforzo nominale

Tale approccio si fonda sulla descrizione del diagramma del Wöhler per il
giunto saldato e sui carichi nominali a fatica a cui è soggetto il giunto.

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Diagramma di Wöhler per il giunto

Di seguito vengono riportati i diagrammi di Wöhler nel caso di metallo base,


metallo base con intaglio e giunto saldato.

Discontinuità
geometriche

Discontinuità dovute
al profilo di saldatura

Tensioni residue

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Discontinuità geometriche

Le variazioni di sezione e gli spigoli indotti dal processo di saldatura fungono


da concentratori di sforzo che pregiudicano la resistenza a fatica.

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Discontinuità del cordone di saldatura

Molto spesso i cedimenti si innescano anche da discontinuità del cordone che


sono dovute ad una non perfetta saldatura (difetti di saldatura).

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Esempi di difetti di saldatura (1)

Nel giunto a penetrazione parziale sotto riportato si identificano almeno due


evidenti cause di cedimento: insufficienza del cordone e presenza di porosità.

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Esempi di difetti di saldatura (2)

Nei giunti a completa penetrazione (a sinistra di testa e a destra a cordone


d’angolo) riportati di seguito risulta evidente una difettosità di dimensione
elevata al cuore del cordone.

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Esempi di difetti di saldatura (3)

Nel giunto di testa riportato di seguito è evidente una deficienza di


penetrazione del cordone .

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Esempi di difetti di saldatura (4)

Nei giunti sottostanti si nota una massiccia presenza di porosità che abbatte in
maniera drammatica la resistenza del giunto.

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Tensioni residue di saldatura (1)

Un altro ruolo importante è rivestito dalle tensioni residue che naturalmente si


vengono a creare nel processo di saldatura a causa delle diverse leggi di
raffreddamento degli elementi saldati.

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Tensioni residue di saldatura (2)

Di seguito vengono riportati i tipici andamenti delle tensioni residue nel


cordone e nel metallo base.

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Tensioni residue di saldatura (3)

Come si evince dal grafico sottostante, non si nota una evidente dipendenza
della resistenza a fatica del giunto dal rapporto di ciclo R.

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Correlazione con le proprietà statiche

Le caratteristiche statiche del metallo base non influenzano la resistenza a


fatica del giunto saldato come riportato nel grafico seguente.

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Giunti testa a testa (1)

Risulta interessante confrontare le proprietà statiche e quelle a fatica dei giunti


di testa.
Infatti le proprietà statiche sono molto simili a quelle del metallo base,
dipendenti solo dalla classe del giunto.
Nel caso della fatica invece le caratteristiche di resistenza dipendono
fortemente da come viene realizzato il cordone.

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Giunti testa a testa (2)

Tale comportamento risulta evidente considerando i diagrammi seguenti.

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Giunti a cordone d’angolo (1)

Si consideri la figura sottostante in cui sono messe in evidenza l’area


resistente della lamiera (Ap) e l’area resistente per ciascun cordone di
saldatura (Aw).

Quindi il tipico rapporto di dimensionamento risulta essere:


2 ⋅ Aw Ap = 1.5
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Giunti a cordone d’angolo (2)

Il rapporto di dimensionamento può essere scritto anche in dipendenza del


rapporto tra le tensioni ammissibili:

2 ⋅ Aw ∆σ amm , p
=
Ap ∆σ amm ,w

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Giunti a completa penetrazione

Il pregio dei cordoni a completa penetrazione è quella di eliminare la


concentrazione di sforzo alla radice della saldatura.

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Normativa (1)

Le norme si basano sulle seguenti considerazioni:

1. il cedimento a fatica si basa su fattori geometrici del cordone;


2. la fase di nucleazione è considerata trascurabile;
3. tensioni residue di trazione degradano la resistenza a fatica del giunto.

Le principali norme che vengono impiegate sono:

 BS 5400 (IIW)
 EUROCODE 3
 DIN 15018
 CNR – UNI 10011

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Normativa (2)

Le norme sono basate sulla elaborazione statistica dei dati di fatica ricavati
dalle prove sperimentali sulle varie tipologie di giunzioni saldate.
Data la natura statistica del problema, risulta fondamentale sapere che la
resistenza a fatica (numero di cicli a rottura per un dato sforzo applicato) è
espressa per diverse probabilità di rottura.

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La norma CNR – UNI 10011 (1)

I giunti sono classificati a seconda della loro resistenza a fatica.

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La norma CNR – UNI 10011 (2)

Nella costruzione dei diagrammi di Wöhler per i giunti saldati, la pendenza del
tratto a termine è fortemente dipendente dal tipo di sollecitazione (normale o
tangenziale).

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La norma CNR – UNI 10011 (3)

Per verificare il danneggiamento a fatica del giunto si utilizza la regola del


Miner, in cui vengono considerate entrambe le sollecitazioni (ovviamente se
presenti) che devono essere per ipotesi non applicate contemporaneamente.

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Miglioramento della resistenza a fatica (1)

Possono essere eseguiti i seguenti trattamenti al fine di migliorare la


resistenza a fatica del giunto:

1. molatura del cordone;


2. trattamento superficiale di pallinatura, rullatura, martellatura, etc.

Di seguito alcuni esempi di molatura.

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Miglioramento della resistenza a fatica (2)

L’effetto della molatura è quello di migliorare la geometria del profilo del


cordone di saldatura, rilassando lo stato tensionale locale.

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Miglioramento della resistenza a fatica (3)

Altro trattamento possibile è la martellatura che induce delle tensioni di


compressione alla base del cordone.

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Miglioramento della resistenza a fatica (4)

Di seguito vengono riportati i diagrammi di Wöhler per lo stesso tipo di giunto


e per diversi trattamenti. Come si vede con un singolo trattamento si può
migliorare anche di molto la resistenza a fatica del giunto.

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