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Laura Lobina 3°F Liceo scientifico “G.Brotzu” a.s.

2010/11

Gli idranti gialli


(ispirato dal mito della
caverna di Platone)

I cittadini di Lillipuzia vivevano in pace


credendo di scegliere da soli i propri
destini, ma non era esattamente così.
Infatti la famiglia dei “giganti” era l’unica
che persisteva a capo della repubblica
ma ciò non era deciso dai cittadini come
quest’ultimi credevano. I giganti
avevano escogitato dei sistemi di
manipolazione delle menti. Prima delle
votazioni, che si tenevano ogni 3 anni, i
giganti mettevano in funzione dei propagatori di onde camuffati da
idranti gialli per attirare la luce del sole, infatti andavano ad energia
solare, mentre quelli normali erano rossi, e facevano in modo che i
cittadini fossero conviti di scegliere da soli per chi votare invece le
loro menti erano manipolate dalla famiglia dei giganti. Così facendo
la famiglia dei giganti aveva dominato lillipuzia per tanti secoli.
Oltre a decidere l’esito delle elezioni i giganti erano in grado anche
di combinare i matrimoni, di decidere la nascita e la morte dei figli,
il loro futuro e , se l’avessero voluto, anche i loro sentimenti e stati
d’animo. I giganti vivevano in un castello in stile antico che
apparentemente non aveva niente di sospetto nella parte centrale
dell’edificio, mentre i sotterranei e le soffitte erano tutt’altro che
normali. Infatti la loro base di controllo, da cui controllavano
l’attività degli idranti, era posta nei sotterranei mentre nella soffitta
stava la stanza delle pene che, per non insospettire gli abitanti, era
nascosta tra le camere da letto attraverso un sistema di passaggi
segreti. Questa stanza era stata creata quando un abitante di
Lillipuzia aveva scoperto come stavano veramente le cose ma era
stato catturato e tenuto prigioniero li fino alla sua morte. I giganti
avevano giustificato il suo richiamo al castello dicendo che doveva
alloggiarci per svolgere delle importanti mansioni e, grazie agli
idranti, nessuno aveva fatto domande e la sua morte come un
incidente sul lavoro. Questo succedeva ogni volta che qualcuno
scopriva il vero scopo degli idranti gialli.
Una campagna elettorale fu piuttosto impegnativa per i giganti. In
quell’ annno infatti si era candidata una giovane ragazza, Lillina,
che era stata fin dalla sua nascita un’eccezione in confronto a tutti
gli altri abitanti. Lillina infatti non era stata progettata dai giganti, la
sua nascita avvenne in modo improvviso, come se gli idranti non
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l’avessero rilevata. Questo fatto scosse molto i giganti che la


tennero perennemente e più intensamente sotto controllo e, nel
corso della sua vita, credettero di decidere loro per lei, ma in realtà
i piani dei giganti e quelli di Lillina coincidevano tranne per una
cosa, la campagna elettorale. Infatti i giganti avrebbero voluto che
lei facesse una campagna elettorale frivola, come tutte quelle a lei
precedenti e i giganti l’avrebbero fatta migliore in modo da dover
manipolare le menti di meno persone possibili. Invece lei fece una
campagna elettorale volta verso una nuova politica incentrata sul
rinnovamento, soprattutto politico, e come prima opera avrebbe
rimosso gli idranti gialli. Non aveva rivelato subito ciò che sapeva
sui giganti per non allarmarli subito e fargli credere che potessero
ancora truccare le votazioni. Lillina aveva scoperto dei giganti
all’età di 16 anni, due anni prima. Aveva portato il suo san Bernardo
Nessy a fare una passeggiata e, mentre Nessy urinava vicino ad un
idrante giallo, Lillina capì che quello non era un idrante come tutti
gli altri. Aveva notato dei cavi scoperti proprio vicino a Nessy e poco
dopo vide dei tecnici che la fecero allontanare e che trafficavano
vicino a quei fili. Questo fece crescere i sospetti di Lillina che decise
di indagare. Si fece assumere nella ditta di pulizie del castello dei
giganti per indagare più da vicino. Gli abitanti di Lillipuzia sapevano
che il castello era formato da 2 piani: la zona giorno e la zona notte,
dove stava anche la stanza delle torture; ma ciò che gli abitanti non
sapevano era che oltre a questi 2 piani ce n’era un terzo,
accuratamente nascosto, i sotterranei. Chiunque sarebbe entrato li
avrebbe capito come stavano veramente le cose, infatti li stava la
centrale operativa degli idranti. I tecnici addetti al loro
funzionamento vivevano li e le coppie sposate non potevano avere
figli perché avrebbero compromesso il loro lavoro e la segretezza di
quel posto. Lillina stava pulendo il mosaico della sala da pranzo
quando vide che un tassello non era esattamente al suo posto
grazie alla sua grande capacità di osservazione. Lo mosse
leggermente per metterlo nuovamente al suo posto e, non appena
lo toccò, vide comparire un’apertura nel muro. La sua grande
curiosità la spinse ad avvicinarsi per dare un’occhiata e quindi si
sporse leggermente oltre l’apertura. Vide dei grandi schermi dove
comparivano le immagini provenienti da ogni angolo della città
proprio nei posti dove erano situati gli idranti gialli, sotto queste
comparivano delle barre con lo stato d’animo di ogni cittadino e i
suoi pensieri. In quel momento capì che i giganti tenevano sotto
controllo ogni angolo dei Lillipuzia, si affrettò a schiacciare
nuovamente il tassello del mosaico per chiudere l’apertura e decise
di non farne parola con nessuno. Pensò a ciò che aveva visto per
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tutto il resto della giornata e alla fine giunse alla conclusione che la
cosa migliore da fare per ottenere nuovamente la vera libertà di
Lillipuzia era candidarsi contro i giganti non appena avrebbe
compiuto i 18 anni, in questi due anni avrebbe trovato il modo di
non farsi manipolare dai giganti. Arrivò il suo 18 compleanno e si
candidò. Lillina sapeva che gli idranti funzionavano attraverso l’
energia solare ed ebbe una grande idea. In quell’ anno ci sarebbe
stata un’eclissi di sole che avrebbe tenuto nell’oscurità la città per
una giornata intera e, poiché la scelta del giorno delle elezioni era
di competenza degli avversari, Lillina decise di collocarlo proprio
quel giorno. I giganti non poterono farci niente e sperarono di
riuscire a manipolare il discorso di Lillina ma così non fu. Il suo
discorso trovò consenso in tutta la popolazione e infatti vinse. Il
giorno dopo l’eclisse Lillina sarebbe dovuta andare a vivere nel
castello dei giganti, ma ci fu un problema. Lillina non pensava che i
giganti sarebbero stati in grado di manipolare le menti dei cittadini
il giorno successivo alle elezioni perché depressi dopo la sconfitta,
ma i giganti tennero in funzione gli idranti e, non appena possibile,
cambiarono la felicità dei cittadini in odio verso Lillina e gli fecero
credere che gli avesse manipolati per poter vincere e far diventare
Lillipuzia non più una repubblica, ma una tirannia. Il popolo allora si
sentì preso in giro e, dopo un’ assemblea a cui parteciparono anche
i giganti, decisero che l’unico modo per fare in modo che la
tirannide non ci fosse sarebbe stato quello di uccidere Lillina.
Durante il suo viaggio verso il castello dei giganti venne catturata
dalla folla composta dai cittadini che la portarono nel posto che
avevano scelto per ucciderla. Lei cercava di liberarsi e li deceva che
lei non li aveva presi in giro, ma che erano stati i giganti che li
controllavano attraverso gli idranti. A quelle parole i cittadini
ridevano e la deridevano elogiando la magnificenza dei giganti.
Arrivati sul posto, una grande quercia posta in mezzo al giardino più
grande della città, il compito dell’esecuzione spettava al sindaco in
carica Rino, il figlio ventenne dei giganti. Si avvicinò a Lillina, che
era stata legata alla quercia e le disse: “mi dispiace, ma non avresti
dovuto sapere” e le tagliò la gola con la spada della sua famiglia.
Gli abitanti esultarono alla sua morte. Il corpo su sepolto ai piedi di
quell’albero da Rino. Da quel giorno i controlli furono più severi e
chiunque avrebbe scoperto la verità sui giganti avrebbe dovuto
sposare un componente della famiglia così che il segreto fosse al
sicuo.