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Husserl e la fenomenologia

Vita e opere
Nasce in Repubblica Ceca nel 1859 fu influenzato dal filosofo brentano e nel 1900 pubblica
ricerche logiche da cui prende definitivamente le distanze dal suo maestro brentano. ulteriori opere
sono: idee per una fenomenologia pura e una filosofia fenomenologica del 1913; logica formale e
trascendentale del 1929

L’alba della fenomenologia


la scuola filosofica che prenderà il nome di fenomenologia nasce nel 1900 con ricerche filosofiche.
dal suo maestro Brentano, Husserl eredita la convinzione che in via fondamento di ogni scienza ci
debba essere un indagine sull'attività mentale che la rende possibile.in particolare , in Filosofia
dell’aritmentica (1891) indaga sulle operazioni mentali che stanno alla base della scienza dei
numeri.
Secondo Husserl, l’attività mentale su cui si basano la matematica e la logica non va intesa come
qualcosa di psicologico. La struttura degli atti mentali che stanno alla base delle discipline
matemtiche e scientifiche non è riduciile ai processi mentali che stanno nella testa degli scienziati.
Gli atti mentali sono caratterizzati Da una loro struttura specifica, che risulta in linea di principio
autonoma rispetto ai processi psicologici che la concretizzano. Questa è una critica allo
psicologismo inteso come atteggiamento scientifico che studia l'attività mentale come se fosse un
aspetto numerabile quantificabile del mondo naturale.Il mentale ha una sua specificità che non si
può situare mille scienze della natura e che richiede una nuova disciplina ovvero La fenomenologia.

Dalla psicologia alla fenomenologia


Husserl rimane convinto che le scienze naturali e la psicologia non bastino a sé stesse. Hanno
bisogno di essere qualificate tramite un indagine filosofica sulle attività mentali che le formano
quindi un'indagine Sulla sfera della soggettività. la sfera della soggettività è un insieme di
operazioni che obbediscono a leggi rigorose E pertanto devono essere studiate da una scienza
rigorosa della soggettività cioè La fenomenologia.
il tema centrale della fenomenologia e la coscienza e il suo obiettivo consiste nell'individuare le
regole del gioco della coscienza. La fenomenologia condivide Questo obiettivo con la psicologia
ma ha un metodo diverso: mentre la psicologia a che fare con la coscienza empirica quindi connessa
al mondo naturale, La fenomenologia tratta della coscienza pura.
l'atteggiamento empiricoo punta a cercare la realtà oltre le apparenze come è tipico nel mondo
naturale mentre quando ti interessa l'attività mentale, l'apparenza è la realtà. In altre parole, la realtà
della coscienza dipende da ciò che le appare, ciò che si manifesta. La fenomenologia circa la realtà
della sfera soggettiva nei fenomeni, in ciò che appare e vuole giungere alle cose stesse che sono
proprio le apparenze. Soltanto analizzando i fenomeni si potrà individuare la struttura essenziale
della coscienza.

Le richerche logiche e l’intenzionalità della coscienza


Le ricerche logiche costituiscono un tentativo di edificare La fenomenologia come scienza rigorosa
della coscienza. secondo Husserl, l'intenzionalità costituisce un elemento portante di ogni Stato
soggettivo e quindi la coscienza si rivela costituita da una varietà di Stati intenzionali.
posto che gli atti di coscienza sono tutti stati intenzionali, quello che li distingue e il modo in cui il
soggetto si rivolge all'oggetto che poi è anche il modo in cui l'oggetto appare al soggetto. per
esempio, nella percezione l'oggetto appare come presente (secondo il modo della “presenza); nel
ricordo appare come passato (come “precedenza”); nell'immaginazione appare come possibile
(come “mera possibilità).
quindi il modo in cui la coscienza si rivolge all'oggetto è detta “qualità d’atto” - noesi, il risulta
distinto da quello che gli Chiama materia adatto - noema che corrisponde al contenuto di quel tipo
di vissuto cioè L'aspetto con cui l'oggetto appare (non l’oggetto stesso).
Es. Sedia. il modo in cui la sedia si dà alla mia coscienza sarà quello della “presenza” il contenuto
sarà “la sedia in quanto vista” (di fronte, o di lato).

La fenomenologia come fondamento della logica


Secondo Husserl, La fenomenologia poggia Innanzitutto sulla logica. per dimostrare questo
concetto analizza altre forme di intenzionalità della coscienza come per esempio l'atto del giudicare.
l'ottavo intenzionale del giudizio ha una struttura articolata Chicco risponde ad una proposizione
Cioè si riferisce a qualcosa ed è quindi considerato come uno stato intenzionale che ha la specificità
di rivolgersi essenzialmente a proposizioni.
Si può dire “Quel gatto è grigio” perchè in uno stato intenzionale di giudizio l’oggetto non può
essere solo “quel gatto”.

La scoperta della coscienza pura


Secondo Husserl, uno stato intenzionale può rivolgersi ad un oggetto indipendentemente dalla sua
esistenza. Quindi, parla di in-esistenza intenzionale, cioè l’indifferenza all’esistenza dell’oggetto di
uno stato intenzionale nella sua generalità. in questo senso La fenomenologia comporta un
ontologia intesa come una dottrina degli oggetti a cui gli stati intenzionali Si rivolgono, La
fenomenologia non comporta però una metafisica intesa come dottrina che stabilisce Quali oggetti
esistono e quali no.
in particolare il filosofo Chiama ontologia formale la parte della fenomenologia che si occupa di
studiare gli oggetti dell'intenzionalità nella loro massima generalità.
Chiama invece ontologie regionali quelle parti della fenomenologia che si occupano di determinate
famiglie di oggetti.
la dottrina metafisica non è del tutto esclusa quando riguarda la percezione che fa sì che l'oggetto
percepito risulti intuitivamente evidente; stessa cosa per il ricordo il giudizio che sono
contrassegnati come intenzionali e rappresentano gli oggetti come esistenti.
Husserl, attraverso la pubblicazione di alcune opere: “Idee per una fenomenologia pura e una
filosofia fenomenologica” e poi “Logica formale e trascendentale”, trasforma la fenomelogia in
idealismo trascendentale che fa dipendere l’oggettività dalla soggettività.

Il metodo della riduzione fenomenologica: epochè


Secondo H, Trattare certi oggetti come indipendenti dal soggetto a cui si manifestano deriva da un
atteggiamento ingenuo chi non riflette sulle operazioni soggettive che permettono all'oggetto di
manifestarsi.
per superare questo atteggiamento, il filosofo propone un metodo chiamato riduzione
fenomenologica che consiste nel sospendere il giudizio su tutto ciò che diamo normalmente per
scontato nella nostra esperienza, compresa la realtà di un mondo che esista indipendente da noi.
questa sospensione e chiamata epochè.
mediante essa, realtà ed esistenza sono messe fra parentesi in modo che l'indagine fenomenologica
possa focalizzarsi sulle operazioni soggettive che ne precedono il manifestarsi.
Gli esisti della riduzione fenomenologica: visione d’essenza e coscienza trascendentale
dopo aver operato la riduzione fenomenologica ci si guarda intorno e si scopre una dimensione
soggettiva originaria che precede quello che noi chiamiamo realtà. si tratta delle strutture della
coscienza che il filosofo Chiama Essenze. queste si manifestano alla coscienza stessa come suo i
contenuti eidetici e in questo senso la riduzione fenomenologica Conduce ad una visione d’essenza,
ad un intuire indifferente all'esistenza dei suoi oggetti.
Husserl parla di un metodo delle variazioni, che consiste nel condividere vari atti mentali dello
stesso tipo, per cogliere quel che rimane invariato Nel passaggio dall'uno all'altro: il rivolgersi a un
oggetto con una determinata forma e colore è dunque una caratteristica essenziale della percezione
visiva indipendentemente dall'oggetto.
al cuore della Dimensione originaria resa accessibile dalla riduzione fenomenologica c'è il soggetto
che è coscienza trascendentale ( o pura).

I tratti essenziali della cosicenza pura


1. Immanenza e apoditticità: La coscienza e ciò che già sempre presente in qualsiasi rivolgersi
o tendere ad un oggetto. la coscienza si manifesta a se stessa mentre qualunque altro
oggetto si manifesta alla coscienza soltanto a condizione che la coscienza si Volga in quella
direzione. quindi la coscienza è immanente a se stessa mentre gli oggetti le sono
trascendenti.la coscienza si manifesta e resiste ad ogni possibilità di dubbio e quindi è
apodittica
2. Intersoggettività: Dato che la coscienza si rivolge a soggetti a cui possono rivolgerti anche
altre coscienze significa che essa è intersoggettiva E questo porta all'oggettività. secondo
Husserl, stia oggettività Quando il soggetto trascendentale si rivolge a un oggetto a cui
potrebbero rivolgersi anche altri soggetti trascendentali.
3. temporalità: l'attività della coscienza non si esaurisce nel momento presente in cui essa si
riconosce come tale. l'attività presente comporta anche una ritenzione, che traccia degli atti
di coscienza dei momenti immediatamente passati, e una protensione che anticipa l'attivita'
della coscienza nei momenti futuri. (es. del corvo). questi due aspetti sono interni alla
percezione. Inoltre lo scorrere del tempo non è un fenomeno fra i tanti che può
manifestarsi o meno alla coscienza Ma è un elemento costitutivo di essa.

Il mondo della vita e la funzione della filosofia

Esperienza e Giudizio
In esperienza e giudizio ribadisce che le proposizioni su cui si basa la logica presumono atti mentali
di giudizio. Ma questi atti si radicano nell'esperienza precategoriale o anti predicativa. È un'attività
mentale in cui gli oggetti si manifestano alla coscienza senza bisogno di essere incasellati dalla
coscienza stessa come membri di categorie o come portatori di predicati.
l'atto mentale del giudizio consiste nell'applicazione di categorie, ma è il suo fondamento in
un'esperienza che precede ogni operazione linguistica intellettuale. tale esperienza si trova nella
percezione.

la crisi delle Scienze europee


l'esperienza precategoriale dà accesso al mondo della vita. Questo è un mondo di evidenze
originarie e intuitive che si manifestano alla coscienza indipendentemente da qualsiasi
categorizzazione. è un mondo di oggetti che risultano percepibili da diversi soggetti all'interno del
flusso temporale.

Husserl critica aver dimenticato che anche la ricerca scientifica affonda le sue radici in un terreno
di esperienze prescientifiche che è il mondo della vita. la ricerca scientifica si occupa di un mondo
semplificato, Gli scienziati hanno isolato alcuni dati dal mondo della vita e Il problema è che hanno
considerato il mondo semplificato come mondo primario dimenticando quello della vita.
per questo motivo la scienza può contribuire al Progresso dell'umanità soltanto se si ricongiunge al
mondo della vita.

il ruolo della filosofia è quello di affermare il radicamento del mondo e nel mondo della vita e
quindi il filosofo è un funzionario dell'umanità, chiamato a parte che la scienza non si riduca a un
sistema di calcoli in questo modo scienza e Filosofia potranno condurre l'umanità verso la vita
regolata da norme razionali.
per il filosofo la ragione sta ad indicare proprio ciò verso cui l'uomo tende nel suo intimo, ciò che
soltanto può renderlo felice.
La Neoscolastica e il suo sviluppo

Il termine neoscolastica è stato coniato alla fine dell'800 da Desiree Mercier, tipo utilizzare in due
modi: in senso scritto coincide con il neotomismo, mentre in senso ampio designa il movimento di
rinascita della filosofia scolastica Cristiana e comprende il ritorno da altre correnti medievali
ispirate alla agostinismo, oltre al tomismo orientamenti storiografici di studio sviluppati nel 900
si possono distinguere nello sviluppo della Scolastica due fasi:La prima è quella moderna o
ottocentesca, la seconda è quella contemporanea o novecentesca.
alla fine dell'800 la teologia Cattolica risente di un clima di isolamento, dovuto anche al generale
atteggiamento di condanna che i pronunciamenti del magistero assumono nei confronti del
proprio tempo: nel 1864 Pio IX elenca nel Sillabo gli errori dell'epoca moderna; nel 1870 il
Concilio Vaticano primo proclama il dogma dell'infallibilità del Papa; nel 1879 con l'enciclica
aeterni patris, Leone XIII definisce il pensiero di Tommaso filosofia perenne, trasformandolo in di
fatto nella teologia Cattolica ufficiale. la sua enciclica prendeva le distanze da alcuni tomisti eri
proponeva il tomismo come L'espressione della filosofia cristiana.
Da questo momento se assiste ad un fiorire di iniziative legate al rilancio della filosofia cristiana di
provenienza medievale Infatti piodecimo con l'enciclica pascendi e Pio XII con un discorso del
1939 e con l'enciclica umani generi hanno presentato la filosofia perenne del tomismo in
contrapposizione al modernismo. con il Concilio ecumenico Vaticano II si respira invece aria di
pluralismo e in ultimo, con Giovanni Paolo II, in occasione del centenario della Terni Patrice è
stata confermata nel 1979 la scelta del turismo che è compatibile con la giusta pluralità delle
culture.

caratteri della neoscolastica

la neoscolastica novecentista è caratterizzata dall'apertura nei confronti sia dei problemi che degli
orientamenti tipici della modernità. Infatti si misura con le questioni epistemologiche, logiche,
storiche, giuridiche eccetera sviluppando ricerche di filosofia della natura, filosofia della Scienza,
della storia,della morale, dell'arte e così via. inoltre si misura in maniera anche polemica
concorrenti quale il kantismo all'idealismo, il marxismo le filosofie dell'esistenza, dell'analisi e
dell'interpretazione.
in questo contesto un ruolo primario e volto dal neotomismo, il cui sviluppo si può dividere in
quattro momenti ciascuno dei quali affronta uno dei problemi seguenti:
- il problema critico, incentrando lo sulla teoria della astrazione che porta a una gnoseologia
alternativa all'innatismo e all'empirismo, alla apriorismo e al sensismo.
- il problema psicologico, baciandolo sulla teoria dell'anima Quale forma del corpo;
concessione che permette di sostenere un altro pologia a carattere unitario In alternativa al
monismo e al dualismo.
- il problema fisico: collegandolo alla teoria ilemorfismo come dottrina filosofica
indipendente dallo sviluppo scientifico in antitesi al positivismo e al materialismo
- il problema metafisico, approfondendo la teoria di atto e potenza come fondamento di
una filosofia dell'essere che rinnova la filosofia della sostanza e si contrappone Alla filosofia
moderna del pensiero.

tra I filosofi autonomi ritroviamo Maritain

Maritain - vita e opere


Maritain nasce a Parigi nel 1882 e muore a Tolosa nel 1973. contribuì alla rinascita del tomismo
pubblicando nel 1914 la sua prima opera su la filosofia Berg sognano e nel 1922 l'anti moderno e
pianto i circoli tomistici. dal 1930 al 1960 Si colloca un nuovo periodo avviato dallo scritto
religione e cultura. nel 1932 pubblica distinguere per unire o i gradi del sapere, nel 1936 l'opera più
famosa ovvero l'umanesimo integrale che susciterà intorno a maritain diverse polemiche.
nel 1942 pubblica i diritti dell'uomo e la legge naturale e l'anno successivo l'educazione al bivio.
L’ultimo periodo va dal 1960 al 1973, quando Maritain vive presso la comunità di Tolosa Dei
piccoli fratelli di Gesù. nel 1971 riceve dell'Accademia francese il Gran Premio della letteratura nel
1963 il Gran Premio nazionale delle lettere punto Durante il Concilio ecumenico Vaticano II e da
Paolo Sesto interpellato su alcune questioni dibattute.

Continuità e differenze nel pensiero maritainiano


Le peculiarità che contraddistinguono la filosofia maritiniana sono: l'unitarietà di ispirazione e
l'articolazione di percorso Nell'itinerario speculativo di maritain Possono essere individuati tre
periodi diversi che però seguono uno specifico filo connettore Questo significa che il suo
programma è rimasto sostanzialmente sempre lo stesso ma specificato in diversi modi anche in
relazione al contesto.
Il filo conduttore è costante e il fatto che maritain si caratterizza come antimoderno cioè sviluppa
una decisa critica alla modernità di cui sa apprezzare certi aspetti quindi cioè certi guadagni storici.
Questi ultimi si possono valorizzare abbandonando l'orizzonte della modernità cioè
l'immanentismo che non permette all'esigenza di umanesimo si essere umanistica. Infatti è il
carattere antropocentrico che maritain critica. il suo pensiero può essere sintetizzato con il titolo di
una sua opera Umanesimo integrale: si tratta di un Umanesimo antimoderno che attraversa la
modernità per venendo all'ultra modernità, operando così una serie di acquisizioni oltre che di
rifiuti. quest'opera di discernimento è effettuata grazie al tomismo, inteso come una filosofia
cristiana che, ispirandosi a Tommaso, è capace di accogliere assimilare le anime di verità che si
trovano nella cultura moderna E che, liberare dalla loro caratterizzazione immanentistica cioè
antropocentrica, sono conciliate con altre acquisizioni classiche. Umanesimo integrale è un
umanesimo in termini di integralità antropologica e integrazione assiologica: Vuole valorizzare
tutto l'uomo e dunque essere rispettoso dell'integralità della persona umana e vuole valorizzare
quanto di positivo c'è né le diverse concezioni dell'uomo, realizzando una loro profonda
integrazione. quindi con integrale si fa riferimento ad una critica all'antropocentrismo ma anche
ad una proposta di nuovo umanesimo.
come abbiamo detto il pensiero di Maritain si sviluppa in tre periodi:
- nel primo periodo la critica è svolta nei confronti del positivismo e dell'idealismo e la
proposta si connota come rinascita del tomismo
- nel secondo periodo la critica riguarda per un verso l'individualismo e per un altro verso il
collettivismo marxista e la proposta di una nuova cristianità
- nel terzo periodo la critica concerne relativismo e nichilismo e la proposta va in direzione
della Liberazione dell'intelligenza e di una nuova spiritualità.
maritain svolgi in chiave tomista una riflessione si può definirsi personalista in quanto l'idea di
persona è alla base della critica e della proposta di maritain in ciascuna fase del suo itinerario
speculativo.

Le fasi del pensiero


1. la prima fase del pensiero si caratterizza come reazione alle culture della separazione e
dell'identità. la separazione riguarda quelli che maritain chiama i tre riformatori, l'utero,
Cartesio e Rousseau e, mentre l'identità è sostenuta in diverso modo dall'idealismo dal
positivismo. Maritain risponde rivendicando il valore del tomismo come filosofia
dell'essere incentrata sulla persona che è da difendere nella sua universalità di contro gli
individualismi e nella sua concretezza di contro ha il trascendentalismo. (concezione anti-
individualista e antimonista).
2. La seconda fase vede maritain impegnato contro gli imperialismi culturale antichi e
moderni e contro i totalitarismi ideologici di destra e sinistra. il filosofo diventa assertore di
un epistemologia e di una metafisica esistenziali, caratterizzate da un tuo realismo realistico
alternativo all'uso logismo classico e allo scientismo moderno, non meno che all'idealismo e
al positivismo. Inoltre si fa sostenitore di un personalismo volto a difendere la dimensione
individuale in alternativa al collettivismo e la dimensione comunitaria In alternativa
all'individualismo. al liberalismo e il socialismo oppone un personalismo caratterizzato in
senso pluralistico e solidaristico. La filosofia di maritain ispira al vangelo Ma questo
richiamo non ha un carattere Confessionale bensì etico e non è propriamente religioso ma
valoriale vale a dire che mette in luce ciò che nella sua radice è motivato con cristianamente
Ma nella sua espressione è aperto universalmente. il personalismo di maritain viene
presentato come una terza via che Va oltre l'individualismo Borghese e oltre il collettivismo
marxista rifiutando il totalitarismo ideologico.
3. la terza fase è caratterizzata dal ruolo del filosofo nella società. secondo Mari Tenno il
filosofo è tenuto a far valere le ragioni della filosofia dell'essere e della persona in un
contesto storico mutato, che lo obbliga a misurarsi con nuove sfide contestuali. Questa
concezione personalista Serve a far fronte al nichilismo veritativo. in particolare, nell'opera
l'uomo e lo Stato, insiste sul concetto più laico di democrazia intesa come razionalizzazione
etica della vita sociale: il suo fondamento è la persona; il suo metodo è il pluralismo; il suo
fine è la pace come capacità di risolvere i conflitti in modo non violento anche attraverso
organismi internazionali.

La nuova sfida è quella di una società complessa, caratterizzata dalla tentazione del relativismo. da
qui l'attenzione riservata al problema del rapporto tra verità e libertà e al significato della tolleranza
intesa come dialogo che si realizza nell'amicizia, cioè nel confronto e nella collaborazione.
Nelle tre fasi troviamo, in un primo momento, un'impostazione Anzi individualista, poi anzi
ideologica e infine Anzi relativistica, come se, di volta in volta, si fosse configurato un video tra la
possibilità umanistica e quelle rispettivamente dell'individualismo, dell’ideologismo e del
nichilismo. queste tre concezioni hanno qualcosa in comune: l'incapacità di tenere insieme due
elementi che sono queste inziali l'uno all'altro la verità e la libertà.
da parte di maritain c'è il rifiuto delle enfatizzazione dell'individuo, dello Stato e della massa poiché
la persona è soggetto impegnato nella conquista della Libertà Quindi è più dell'individuo
egocentrico, più dello Stato totalitario e più della società di massa.

L'epistemologia

maritain elabora una teoria devi sapere che definisce epistemologia esistenziale distinguendo la
conoscenza umana in scienza e Sapienza.
La scienza: comprende le scienze empiriche e le scienze formali. Le scienze empiriche si dividono in:
scienze empiriometriche (matematizzate) ed empirio-schematiche(non matematizzate): le prime di
subordinano alla matematica, cioè non esistono senza essa mentre, le seconde si subordinano alla
filosofia.
Mentre le scienze sperimentali sono induttive, le scienze matematiche sono deduttive.

La sapienza: comprende le scienze filosofiche e le scienze teologiche. le prime includono la filosofia


della natura e la metafisica mentre, le seconde, si dividono in teologia dogmatica (sapienza di fede
che usa la ragione) e teologia mistica (sapienza di amore e di unione).

la metafisica costituisce il punto di raccordo tra il dominio della Scienza e quello della Sapienza. la
scienza Indaga mediante i simboli matematici mentre La Sapienza Indaga mediante le illuminazioni
dell'esperienza poetica e mistica. la metafisica È troppo alta per apprendere i fenomeni oggetto
della Scienza sperimentale ma è insufficiente per Cogliere i principi che danno un senso ultimo
all'esistenza.
la mistica risponde al desiderio di conoscere Dio non solo in senso analogico Cioè a partire dalle
cose create e con la ragione discorsiva ma in sé stesso. Nella Mistica Dio non è oggetto da conoscere
Ma un fine da raggiungere è da amare Quindi, la mistica, esperisce Dio senza pensarlo o vederlo.
La Mistica si trova al culmine dei gradi del sapere. Secondo il pensiero di maritain del distinguere
per unire, infatti, la conoscenza umana è una realtà evidente, animata da un dinamismo interno che
la porta a superare le condizioni di volta in volta raggiunte, per approssimarsi sempre meglio alla
verità dell'essere. partendo dall'esperienza dei sensi, lo spirito umano dilata e trasforma la sua vita di
grado in grado, impegnandosi in modalità conoscitive sempre diverse ma tutte necessarie e
complementari tra loro.

La politica

Tra i tanti problemi politici affrontati da maritain, Quello principale il problema della
Rifondazione della della democrazia, un problema che si colloca nell'orizzonte del significato che
deve essere attribuito alla politica. due le concezioni che si scontrano a riguardo: quella tecnica o
anti umanistica e quella etica o umanistica: l'opzione di mare Tenna e quest'ultima. il suo itinerario
di pensiero è divisibile in tre fasi:
1. la prima fase è caratterizzata da un atteggiamento di critica della democrazia ed in
particolare delle contraddizioni di essa
2. la seconda fase è caratterizzata dalla lotta ai totalitarismi ideologici e dalla legittimazione
della democrazia in termini religiosi, evidenziando il nesso tra democrazia e cristianesimo
sul piano valoriale.
3. la terza fase ti riproviamo in educazione al bivio e l'uomo e lo Stato, guarda evidenziare la
connotazione umanistica della politica, il che significa per un verso denunciare la
sensazione della tecnocrazia, e per l'altro richiamare ancora una volta alla dimensione etica
della democrazia.
me la Rifondazione della democrazia maritain opera in termini etico-religiosi prima ed
etico-laici, dopo. ciò che rimane costante sono i caratteri distintivi della democrazia ma
variano le motivazioni legate, in un primo luogo, ad un nuova idea di cristianità e poi alla
società pluralistica. per maritain è costante l'indicazione di una democrazia fondata sul
primato della persona come valore in sé; sul rispetto del pluralismo come valorizzazione
delle diversità individuali, istituzionali, culturali; sul raggiungimento del bene comune. La
sua democrazia si configura come razionalizzazione etica e non come razionalizzazione
tecnica.

La pedagogia
M. richiama con decisione la connotazione filosofica della pedagogia, insieme sullo Stretto
nesso con la politica, Nel senso che c'è tra educazione e Democrazia un circolo virtuoso,
per cui una implica l'altra vicendevolmente, essendo entrambe finalizzate a rendere
possibile all'uomo la conquista della Libertà.
occorre insistere sul nesso educazione democrazia rilevando che i tre momenti,
corrispondenti alle predizioni del l'opera pedagogica di maritain l'educazione al video,
rappresentano momenti di quella Rifondazione della democrazia che stava tanto a cuore a
Maritain.
negli anni 40 la democrazia venuti sta come l'alternativa umanistica al totalitarismo
ideologico, cioè al nazifascismo, alla cultura della morte viene contrapposta la cultura della
vita, su tutto ciò deve insistere l'educazione. negli anni 50 l'accento viene posto sul
pluralismo come condizione per valorizzare concretamente la persona e permettere il
perseguimento del bene comune, e ancora una volta l'educazione si fa carico di tali istanze.
negli anni 60 il valore della democrazia viene affermato in contrapposizione all
totalitarismo tecnologico. le ragioni della democrazia contro lo statalismo, il prassismo e la
tecnocrazia sono le ragioni stesse dell'educazione che può aiutare a tenere vive le
motivazioni etiche e umanistiche della democrazia. Ho una tale impostazione l'educazione
deve mirare secondo la sua specificità, per cui muove dall'antropologia e, attraverso la
metodologia, mira alla teologia. questo significa muovere dal educando concepito come
persone in crescita di cui l'educazione costituisce il risveglio umano; significa puntare la sua
formazione integrale armonica che superi cioè le unità e le abilità e le scissioni che maritain
denuncia nei cosiddetti 7 errori dell'educazione contemporanea, per cui l'educazione si
trova al bivio, Nel senso che chiamata a scegliere tra un'impostazione umanistica e
posizioni pseudo umanistiche o addirittura anti umanistiche; significa adottare una
metodologia permissiva ne autoritaria ma all'insegna della Libertà come conquista che
trova nell' educazione liberale umanistica per tutti la condizione per evitare il voto a
metafisico ed etico, nemico dell' educazione non meno che della democrazia.
l'estetica

Su schema dell'estetica costante e l'impegno di evitare l'intellettualismo e l'irrazionalismo estetici: a


tal fine il filosofo distingue duplice carattere dell'arte che è intellettuale è autonoma. per il filosofo
l'arte trova nella poesia La sua espressione più elevata la cui caratteristica è l'intuizione creatrice che
nasce da una sorta di preconscio spirituale che è stato trascurato dalla psicanalisi. la poesia È
creatività e risponde all'esigenza di creare e manifestare in bellezza.
la poesia è collegata all'arte Ma la trascende Anche perché è attuazione la libertà creativa dello
spirito ma è anche conoscenza Cioè, a suo modo comunione spirituale con l’essere.
quindi il campo della poesia È più esteso di quello dell'arte Nel senso che qualsiasi attività può
essere espressa poeticamente A condizione che l'animo umano abbia raggiunto una sufficiente
grandezza.

Maritain fa riferimento alla responsabilità dell'artista, in questa opera lui Rivendica l'autonomia
dell'arte e della morale, ma insieme in evidenzia il collegamento poiché l'uomo appartiene all'una e
all'altra come produttore intellettuale e agente morale.
sulla base di questa considerazione, lui rifiuta sia la concezione anarchica, sia quella totalitaria sia
l'estetismo e il populismo. anche il rapporto dell'artista con la società va visto all'insegna di un vero
senso del bene comune delle rispetto dell'intelligenza e della coscienza, che il bene comune richiede
come base.
In questa ottica è da collocare la libertà dell'arte, che non ha carattere assoluto, in quanto è
legittimo che una società voglia difendersi dalle conseguenze prodotte da certe opere artistiche in
tal caso, tale difesa è compito della comunità sociale che deve far leva su l'opera educativa,
sull'esercizio di valutazione e autoregolamentazione responsabili sulla libera discussione e critica.
anche in questo caso richiama una delle funzioni dell'educazione Ovvero quella che fornisce alla
mente i poteri Vitali di resistenza criticità e discriminazione.
Interpretazioni e Sviluppi del Marxismo

Il marxismo ha un ruolo di primo piano nella cultura novecentesca. indica una variegata serie di
speculazioni e rielaborazioni della dottrina marxiana. il dibattito sul marxismo inizia durante la
seconda Internazionale( 1889- 1914), l'associazione di lavoratori che collega movimenti socialisti e
comunisti sul piano internazionale. dagli sviluppi di questo dibattito avrà origine il revisionismo,
Una corrente che indicava la possibilità di attenuazione della lotta tra borghesia e proletariato in
virtù della maggiore partecipazione dei Lavoratori alla vita politica.

Bernstein e il revisionismo
Tra la fine del XIX e l'inizio del ventesimo secolo, alcuni esponenti socialisti in, si vedono costretti
a ripensare i fondamenti stessi del socialismo. nel 1899 Eduard Bernstein pubblica il saggio I
presupposti del socialismo e i compiti della democrazia, Dove sostiene la necessità di rivedere la
dottrina marxista - da qui il termine revisionismo- alla luce dei mutamenti avvenuti nel sistema
economico e del rafforzamento degli istituti Liberali. lui rifiuta la dittatura del proletariato.
inoltre, secondo Bernstein, le ipotesi del marxismo su l'aggravarsi della crisi del capitalismo non si
sono realizzate. Marx aveva previsto che l'accentuarsi della concorrenza avrebbe costretto
industriali ad abbassare i propri tassi di profitto per conquistare i mercati, mettendo in Seria
difficoltà il sistema capitalistico. ma il capitalismo sembra trovare una via di sbocco alle sue
difficoltà interne:Infatti entra nella fase di sviluppo monopolistica che attenua l'antagonismo
concorrenziale.I fatti smentiscono anche la teoria del progressivo impoverimento del proletariato
perché le lotte hanno migliorato la loro condizione di vita. la nuova forma dell' industria tende a
dare Maggiore spazio a quei Ceti sociali che, secondo Marx, avrebbero avuto la peggio. In altre
parole, Bernstein è contro l’idea di polarizzazione tra borghesia e proletariato proposta da Marx.
quindi l'azione politica operaia cessa di essere lotta di classe e diventa competizione in un quadro
liberale e democratico; per questo motivo è necessario adottare una realistica strategia di riforme
mirant ia trasformare le istituzioni politico-sociali ed economiche in senso più democratico. Quindi
occorre cercare alleanze tra le forze borghesi progressiste. Anche la polemica con Il liberalismo deve
essere riconsiderata alla luce del fatto che garantisce pubbliche libertà. in questo senso, il socialismo
non è l'antitesi ma l'integrazione del liberalismo. pure insistendo sull'impossibilità di ogni tentativo
di prefigurazione dell'obiettivo finale, sulla lontananza e sulla immaturità della classe operaia in
merito alla conquista del potere, Bernstein prospetta un assetto economico e politico decentrato,
all'interno del quale imprese pubbliche e private coesistano sotto l'arbitrato dello Stato .
gradualmente anche le imprese private finiranno per assumere carattere di cooperative ma
l'importante è che ciò avvenga in una situazione che esclude il controllo totale dello Stato
sull'economia perché questo porterebbe alla centralizzazione del potere nelle mani di pochi
dirigenti di partito limitando la libertà.
La replica al revisionismo: Kautsky e Rosa Luxemburg
Kautsky nel suo libro “Bernstein e il programma social-democratico” accusa B. di Portare a
conseguenze inaccettabili osservazioni che hanno un valore circoscritto. un esempio è la marxiana
sull’imporverimento del proletariato. Secondo K, non va intesa in modo assoluto Ma relativo:
senza dubbio il tenore di vita della classe operaia migliora, ma rispetto all'aumentare del capitale
complessivo, la quota spettante ai lavoratori è in diminuzione. più in generale, secondo K.,
Bernstein Rifiuta la dialettica marxiana perché la intende come se fosse una legge astratta valida a
priori; ma è uno studio dei fenomeni sociali a partire da dati empirici.
K. però, Corregge la dottrina marxista riguardo la struttura e sovrastruttura che non sono fra loro
il rapporto di causa ed effetto, ma in un rapporto di reciproca interazione: ciascuno agisce sull'altro
e, una volta modificato, ciascun fattore a sua volta agisce nuovamente su ciò che lo ha trasformato.
questo gli permette di mantenere il concetto di democrazia rifiutando Il liberalismo come
espressione esclusiva dello spirito capitalistico.

una critica più radicale e quella di Rosa Luxemburg. nel testo riforma sociale o rivoluzione?,
l'autrice ribatte. per punto le osservazioni di Bernstein con l'intento di mostrare che la fase di
sviluppo monopolistico ingigantisce la congenita anarchia capitalistica: la progressiva
concentrazione di capitale non corregge lo squilibrio tra produzione e consumo, Anzi lo aggrava.
Luxemburg, nell'opera accumulazione del capitale, hufirma con forza per sistema capitalistico è
destinato a raggiungere un punto di crollo mazzo non è accaduto Ancora grazie alla alla
competizione tra gli stati nazionali europei per la conquista di nuovi mercati: il capitalismo si
rapporta espandendosi in aree non capitalistiche Ovvero le colonie.
i temi politici puntano sul tenere viva la coscienza di classe e la Luxemburg critica e riformismo
considerandolo uno strumento alla borghesia per controllare le masse.
Il socialismo deve riappropriarsi della dialettica, il modo specifico di pensare del proletariato
coscienze.
contro il centralismo di Lenin, Luxemburg è profondamente convinta della piena capacità di
autoeducazione delle masse in senso socialista e dunque rifiuta l'idea che esse debbano essere
disciplinate e indirizzate all'esterno come sosteneva Lenin. Nel 1916 fonda la lega di Spartaco,
nucleo originario del Partito Comunista tedesco punto nel 1919 Tentano l'insurrezione Popolare
che fu soffocata dal governo con crudeltà. la Luxemburg venne arrestata e poi uccisa.

Il marxismo russo di Lenin


è il leader della corrente bolscevica del partito operaio socialdemocratico Russo e protagonista della
rivoluzione d'ottobre del 1917 che conquista il potere in Russia. Lenin teorizza il metodo
rivoluzionario nella celebre opera che fare?
I punti essenziali di tale dottrina sono:
1. sfiducia nella possibilità di un passaggio al socialismo senza rotture violente. anche la
democrazia è considerata come la forma più avanzata di dominio della borghesia
2. sfiducia nella capacità rivoluzionaria autonoma delle masse, da cui deriva la necessità di
educarli e di guidarle politicamente. le masse sono le naturali vittime dell'ideologia
Borghese e che non ho alle rivendicazioni soltanto economiche puntotesi contro cui si
scaglia la Luxemburg
3. necessità di un Elite di rivoluzionari di professione che abbiano l'abilità politica. Per Lenin,
la politica è una scienza e un’arte in cui ogni compromesso è legittimo purché funzionale al
perseguimento del fine ultimo. per ottenere questo è possibile anche un gioco di alleanze
doppiogiochista.
4. i soviet sono l'organo politico per eccellenza della dittatura proletaria. in stato e rivoluzione
Lenin sostiene che la rivoluzione violenza determinerà la caduta del governo Borghese e
sostituirà a esso la dittatura del proletariato. Tuttavia, se le tecniche democratiche sono le
migliori tecniche di governo, in astratto secondo Lenin impone il controllo da parte del
partito, unico vero interprete della finalità dell'azione rivoluzionaria. la stessa dittatura
proletaria si concluderà con l'estinzione stessa dello Stato che è un organo di oppressione
politica di classe.
5. la rivoluzione russa è soltanto l'inizio di una rivoluzione su scala mondiale.

Riguardo al realismo, Lenin sostiene che le cose si sono prima che l'uomo le conosca e che il ritmo
del sapere Procede dall'ignoranza alla conoscenza ed ha una conoscenza inadeguata ad una
adeguata. l'esistenza indubitabile della realtà materiale garantisce il pieno valore oggettivo della
scienza che progredisce verso essa e, aggiungendo scoperta a scoperta ci fa arrivare alla verità
assoluta.

riguardo la logica oggettiva, Lenin sostiene che essa sia la necessità dialettica della storia alla quale è
affidata la realizzazione della società comunista. la dialettica della storia è costituita dalla lotta degli
opposti (lotta di classe) alla quale debba poi seguire la sintesi finale degli opposti della società senza
classi. questa concezione è applicata anche la teoria dello Stato il risultato tra l'antagonismo tra le
classi ed è uno strumento del dominio di una classe su un'altra. Nel passaggio dal capitalismo al
comunismo, lo Stato si fa strumento della classe proletaria e quindi la maggioranza degli oppressi
reprime la minoranza degli oppressori. instaurato il comunismo lo Stato se Avvia a diventare inutile
e tende a scomparire perché il comunismo Elimina l'occasione stessa dei diritti e dei reati
individuali. in questa dialettica introduce l'elemento volontaristico: l'azione della teoria politica e
del partito che la propugna. solo un partito guidato da una teoria d'avanguardia qua vincerà la
funzione di combattente di avanguardia. è compito del Partito Comunista tradurre in atto quella
possibilità reale della Società comunistica.La filosofia è lo strumento d'azione del partito che
permeata dallo spirito di partito diventa uno strumento di propaganda.
i capisaldi del suo pensiero possono essere riassunti in:
1. la dialettica costituisce la struttura generale della realtà Quindi è l'oggetto della filosofia
2. la dialettica ha carattere necessitante e consente la previsione dei risultati e questo è
importante per capire lo sviluppo della società borghese in società comunistica
3. ogni sviluppo dialettico e anticipato e preparato da possibilità reali cioè incluse nella natura
stessa delle cose degli eventi.

Lukàcs
Lukacs è un esponente del marxismo occidentale che rinterpreta Marx Alla luce di Hegel,
Rivolgendosi esclusivamente al mondo storico-sociale. nell'opera storia e coscienza di classe fa una
riflessione sul metodo del marxismo i fede nella dialettica il principale strumento ermeneutico del
marxismo.
secondo lukacs il primo limite della Scienza positivistica e di presupporre rifarsi come qualcosa di
dato Chi è lo scienziato sociale ha il compito di descrivere oggettivamente. ma in tal modo si
dimentica che fatti sono prodotti da altre forze sociali. quindi la scelta positivistica trasforma i
prodotti sociali Infatti naturali e immutabili. questo perché, tale scienza, è il prodotto di una
società reificata in cui i rapporti sociali sono sfuggiti al controllo degli uomini secondo il processo
che Marta ha descritto come feticismo e alienazione.
un altro limite della Scienza Borghese consiste nella sua mentalità parcellizzante che spezza
l'universo della conoscenza sociale in tanti settori retti da leggi e metodi propri.Questo impedisce di
cogliere la totalità organica dei fatti e deriva dalla dinamica del capitalismo che vuole una società
divisa in virtù della separazione del produttore dall'oggetto prodotto, della divisione frazionata del
Lavoro e della atomizzazione della società in Individui e classi in lotta. Per questo il marxismo della
seconda Internazionale, ispirato alla scienza positivistica, risulta revisionista.

dialettica e coscienza di classe


lukacs aspira ad un ritorno a Marx che si traduce in fedeltà al metodo dialettico in quanto la
dialettica è quel processo che si rapporta all’ esistente seguendo il principio della totalità poiché i
fatti sono collocati nella totalità strutturale e processuale a cui appartengono. Infatti colare la storia
costituisce una totalità articolata in una serie interdipendente di eventi e formazioni storico-sociali
attraverso le quali Si delinea lo sbocco oggettivo della storia che è l'auto emancipazione umana. il
centro del marxismo, secondo lukacs, e quindi la considerazione dialettico- globalistica del mondo
umano, il metodo dialettico è come un risultato della crisi del pensiero Borghese e dell'affermarsi
del proletariato come classe cosciente appunto Infatti soltanto ponendosi dal punto di vista del
proletariato risulta possibile cogliere la verità sulla società e sulla storia ed elevarsi alla
considerazione della totalità.
il soggetto della storia è la coscienza di classe Chi agisce, in primo luogo, in modo oscuro, poi
determina gli eventi della storia quando il proletariato prendi coscienza di sì e trasforma la società in
una società senza classi.
la borghesia può diventare consapevole della contraddizione della società capitalistica ma non può
fare nulla per eliminarla perché una società senza classi starebbe la propria soppressione. negare che
la borghesia abbia coscienza di classe significa che essa non può determinare il corso della storia.

la storiografia e la teoria dell'arte


Lukacs è convinto che l'arte è un rispecchiamento della realtà oggettiva ma questo non significa che
l'arte sia uno specchio immediato della realtà perché il suo oggetto specifico è il tipo cioè i tratti
salienti e le tendenze di fondo di una certa società. Come tale il tipo artistico non è da confondersi
con la media statistica per chi ha la capacità di cogliere i grandi problemi di un epoca e di
rappresentare ciò che è tipico. l'arte forma una struttura a sè che va oltre le stesse opinioni e le scelte
di un autore, la vera arte in quanto realistica, finisce sempre per radicarsi nella corrente del
Progresso sociale.

Bloch
La filosofia di Block si pone come un'antologia del non ancora poiché essa ritiene che l'universo sia
sostanzialmente un processo incompiuto che tende indefinitamente alla compiutezza. nell'uomo si
esprime come desiderio e speranza ed è per questo che l'utopia, il sogno è l'attesa costituiscono la
dimensione fondamentale dell'essere e di quell'animale utopico che è l'uomo.
Bloch delinea una fenomenologia degli Stati ipnotici ovvero a descrivere le varie forme reali in cui
si manifesta la coscienza anticipante del futuro, dai sogni agli occhi aperti dell'individuo ai grandi
miti collettivi, dalle favole alle alla letteratura, dai film alle canzoni appunto la filosofia della
speranza di Bloch ritiene di dover spontaneamente confluire nel marxismo, che più di ogni altro
movimento di pensiero ha guardato al futuro stimolando nell'uomo la ricerca di una identità
capace di passarlo dalle sofferenze del passato.
Bloch ritiene che la filosofia della Speranza debba prendere in seria considerazione il fenomeno
religioso, in base al principio che dove c'è speranza c'è religione.

Gramsci

Egemonia e Rivoluzione
Gramsci nasce in Sardegna nel 1891. opere comprese nei quaderni del carcere sono state pubblicate
dopo la sua morte.
la riflessione di Gramsci si svolge lungo due direzioni: la prima riguarda il ripensamento teorico
del marxismo volto a fare di esso una filosofia dominante ed imporsi agli intellettuali. la seconda
riguarda un'analisi circa i modi e le forme in cui può avvenire la conquista del potere in Italia.
Gramsci cerca di difendere la specificità del marxismo Ma poiché vive nel periodo dell'egemonia
culturale del neoidealismo, il suo sforzo appare soprattutto diretto contro la filosofia di Benedetto
Croce.
se contro i revisionisti e i positivisti Gramsci fa valere il principio della dialettica e della
irriducibilità del sapere sociale a quello naturale, contro l'idealismo e il crocismo, Gramsci fa valere
il principio dell' Umanesimo assoluto e dell' immanentismo storicistico.
pur riconoscendo a croce il merito di aver insistito sulla storicità del reale e di aver combattuto
contro la nella fisica è la religione gli rinfaccia di essere ancora speculativo cioè: Non aver condotto
fino in fondo la lotta contro la teologia; aver isolato il momento sovrastrutturale della storia etico
politico-culturale dalla sua concreta base economica e di classe.
il concetto tramite cui Gramsci esprime il suo Umanesimo assoluto è quello di prassi: la globalità
dell'azione umana nel mondo e l'impegno nella trasformazione rivoluzionaria della realtà. Infatti, il
marxismo è considerato da Gramsci come filosofia della prassi. La supremazia globale di un gruppo
non si manifesta solo mediante il dominio e la corsa ma anche tramite la capacità di direzione
ideale nei confronti delle classi alleanze e subalterne punto se il dominio è fatto Valeria attraverso
gli apparati coercitivi la direzione intellettuale fatta valere a attraverso gli apparati egemonici della
società civile 2 punti la chiesa, la scuola virgole partiti, il sindacato e, la stampa eccetera. l'egemonia,
intesa come capacità di direzione intellettuale e morale, non è solo una modalità di esercizio del
potere Ma è anche il principale obiettivo strategico di una classe in ascesa.
il gruppo rivoluzionario, quindi, deve sforzarsi di diventare dirigente già prima di conquistare il
potere e di divenire dominante. e ciò risulta possibile in quanto la classe avversaria, la borghesia,
non è più dirigente perché ha perso la capacità di risolvere i problemi della collettività. l'egemonia
tende a formare un blocco storico di forze differenti, tenute insieme dalla nuova visione del mondo
elaborato dal soggetto rivoluzionario una scesa punto questa dottrina attribuisce notevole
importanza agli intellettuali considerati come un gruppo dei quadri dirigenti che elaborano delle
idee guida nei vari settori sociali.
Se ogni classe tende a produrre i suoi intellettuali avremmo gli intellettuali persuasori della classe
dominante, indirizzati a mediare il consenso in funzione conservatrice, oppure gli intellettuali
strettamente legati al Partito Comunista, tesia elaborare ea diffondere presso le masse la nuova
visione rivoluzionaria del mondo.
l'intellettuale organico per eccellenza finisce per essere il Partito Comunista stesso che
rappresentando la totalità degli interessi della classe lavoratrice, e anche la sua guida politica, morale
è ideale.per questo motivo Gramsci chiama il Partito Comunista il “moderno Principe”.
Gramsci e Zumpa sintetizzare la sua proposta strategica affermando che in Occidente lo scontro
rivoluzionario non è mai Sensale è limitato alla trincea cioè alla facciata dello Stato, poiché deve
piuttosto dirigersi in profondità, mediante una guerra di posizione contro le fortezze e le casematte
del nemico cioè contro l'insieme delle istituzioni della società civile spunto In altre parole, Lo scopo
del partito è quello di logorare progressivamente La supremazia di classe della borghesia
conquistando punti strategici della società civile e ponendo le basi per la propria candidatura al
potere.

la questione meridionale come questione nazionale


la questione meridionale è un problema rimasto al centro delle idee di Gramsci. in Italia la
questione contadina è connessa da un lato con la questione Vaticana ( l'influenza della chiesa Sulle
masse) e dall’altro con la questione meridionale. infatti la classe operaia italiana ha la possibilità di
farsi classe dirigente solo facendo della questione meridionale una questione nazionale. e so è
dovuto alla peculiare situazione socio politica della penisola, basata su un grande blocco storico
fondato sull'alleanza tra i capitalisti del Nord e i proprietari terrieri del Sud punto blocco che è la
conseguenza della maniera assist questa condotta l'unificazione Trento il problema della saldatura
politica e culturale fra nord e sud pone in primo piano la questione degli intellettuali, ossia di
Querceto che finora ha rappresentato la cerniera di unione tra il grande proprietario e il contadino.
testo p. 474 Abbagnano
La scuola di Francoforte:
Horkheimer, Adorno, Marcuse, Benjamin

La scuola

Horkheimer
La dialettica autodistruttiva dell’Illuminismo

Il tema centrale del pensiero di horkheimer e il concetto di razionalità che sta alla base del mondo
moderno e della civiltà industriale su cui Esso regge. In un saggio del 1947 dal titolo eclisse della
ragione, distingue tra una ragione oggettiva e una ragione soggettiva. La prima è quella dei grandi
sistemi filosofici e consiste nella messa in luce di una ragione universale in grado di fungere da
sostanza della realtà e da criterio del conoscere e dell'agire. la seconda è quella che si rifiuta di
riconoscere uno scopo ultimo o in generale di valutare i fini, limitandosi soltanto a determinare
l'efficienza dei mezzi. tale ragione soggettiva e la ragione stessa della civiltà industriale che per
seguendo il dominio della natura degli uomini risolve la razionalità nella funzionalità cioè
nell'utilità generando un tipo di uomo asservito alle esigenze produttive. Un uomo che non
interroga sugli ultimi della società ma la sua riflessione rimane tecnica sui mezzi e quindi
sull'estensione del capitalismo.
Le due ragioni si trovano in rapporto dialettico: la prima, quella oggettiva, fornisce l'orizzonte di
senso entro cui perseguire determinati Fini alla luce di determinati valori; la seconda produce
cambiamenti concreti che offrono la ragione oggettiva nuovi fatti da comprendere e con cui
misurarsi.
il pensiero occidentale ha smesso di interessarsi alla verità per concentrarsi sulla funzionalità e
eclisse della ragione vuole significare l'oscuramento della ragione oggettiva e della riflessione da
parte di un pensiero calcolante che mira la costruzione di mezzi sempre più sofisticati che poi sono
subiti dall' individuo all'interno di una società massificata.

un'altra opera fondamentale e dialettica dell'illuminismo insieme ad Adorno in questa opera Il


concetto di illuminismo subisce una modificazione del significato, in quanto non si riduce a una
semplice linea di pensiero ma si identifica con la logica del dominio che sta la base della prassi
dell'Occidente, ossia con quel complesso di atteggiamenti che ha perseguito l'ideale di una
razionalizzazione del mondo pesa renderlo plasmabile e soggiogabile. l'Illuminismo risulta segnato
da un interna dialettica autodistruttiva poiché la pretesa di accrescere sempre di più il potere sulla
natura tende a rovesciarsi in un progressivo dominio dell'uomo sull'uomo quindi si ha contrasto tra
emancipazione e dominio/ repressione. Il processo di civilizzazione è dominato dal principio di
equivalenza: in base a tale principio, a ogni Progresso verso la conquista dell'Autonomia razionale
corrisponde un avanzamento della repressione quindi l'acquisizione dei beni materiali composta la
liquidazione dell'individuo e la sottomissione di ciascuno a una logica di scambio in cui la vita
diventa mezzo pur di alimentare l'acquisizione illimitata di beni. il prezzo di questo processo è la
felicità.
la polemica contro l'Illuminismo è la società industriale si accompagna ad una critica della Scienza
moderna di tipo fisico matematico alleata del progetto di tecnicizzazione del mondo: l'Illuminismo
voleva liberare da miti e credenze Ma poi ne sono stati prodotti degli altri il pensiero calcolante, il
progresso tecnologico e così via quindi la tendenza razionalizzatrice ha prodotto nuovi miti.

L’ultimo Horkeimer: i limiti del marxismo e la “Nostalgia del totalmente Altro”


Horkheimer ti allontana dal marxismo nel momento in cui si rende conto che rientra nella logica
illuministica della nostra ciclista. la messa in luce dei limiti del marxismo si accompagna ad
un'apertura al discorso teologico.
secondo H., se Dio non è una certezza è la speranza o meglio la nostalgia che le cose possano
migliorare.
Questo Dio nostalgia, assolutamente indimostrabile, e anche assolutamente irrappresentabile ha
una funzione importantissima come stimolo all'azione e come coscienza della finitudine dell'uomo.

Adorno
Uno dei temi centrali del pensiero di Adorno e la dialettica. contro La fenomenologia e
l'esistenzialismo da un lato e contro il neopositivismo e il logicismo dall'altro. Adorno difende la
funzione primaria della dialettica come strumento di comprensione del reale. Tuttavia la dialettica
cui intende rifarsi Adorno non è quella della sintesi e della Conciliazione Ma è una dialettica
negativa si è mettendo in discussione d'identità di ragione e di realtà, del alle disarmonie e le
contraddizioni non concilia te che caratterizzano il mondo in cui viviamo.
Qualsiasi filosofia che pretenda di descrivere e spiegare la realtà con gli strumenti della ragione è
costretta al fallimento perché i concetti che l'uomo ha predisposto Sono strumenti al fine di
conservare se stesso e che riducono la complessità del reale schematizzando la affini di
manipolazione e dominio. Questo è quanto Adorno sostiene Nel saggio dialettica negativa.
Adorno rileva come la filosofia tranga la sua forza propulsiva proprio dal tentativo di comprendere
attraverso i concetti ciò che essa a posto Come riducibile al concetto: in questa prospettiva, lo
sforzo fallimentare e anche ciò che da senso alla filosofia stessa come incontenibile desiderio di
comprendere. la filosofia non può e non sa rinunciare a trascendere il già pensato, ma può produrre
se stessa, solo fallendo il proprio obiettivo. la filosofia e quindi condannata cercare di dire ciò che
non può dire punto può e deve scegliere la via del pensiero critico o negativo che non mira ad
ordinare e classificare ma a mettere in risalto le crepes e le contraddizioni del mondo.
la critica dell'Industria culturale e la teoria dell'arte Come anticipazione utopica di Un
mondo disalienato
Uno degli aspetti più caratteristici Della nostra società sono i media. secondo Adorno i media sono
un subdolo strumento di manipolazione delle coscienze impiegato dal sistema per conservare se
stesso e tenere sotto controllo gli individui.
intendendo il termine industria culturale, il consumatore non è il sovrano il soggetto di tale
industria, bensì il suo oggetto. Infatti l'industria culturale suscita il bisogno e determina i consumi
degli individui, rendendoli passivi ed è vero diretti, annullando lì come persone riducendolo ad una
massa informe.
persino il tempo del divertimento ti è venuto qualcosa di programmato poiché l'industria culturale
che stabilisce modalità e orari del divertimento stesso, facendo una sorta di prolungamento del
Lavoro nell'epoca del tardo capitalismo. attraverso l'industria culturale il sistema info ne quindi
valori e modelli di far funzionare al dominio di classe delle minoranze, creando vaste zone di
consenso.
ha sviluppato una polemica contro la sociologia empirica di tipo positivistico accusandola di:
essere priva di una prospettiva filosofica; limitarsi a una serie di prospettive settoriali sulla realtà;
aderire in modo piatto e conservatore all'esistente. a questo tipo di sociologia contrappone l'ideale
di una sociologia critica di stampo dialettico.
Adorno si è distinto anche nel campo dell'estetica. ritiene che l'arte contemporanea possa svolgere
un'importante funzione culturale e sociale, perché denuncia la negatività disarmonica del mondo e
e perché si pone come immagine di riconciliazione.
per il primo aspetto, l'arte contemporanea si pone come documento e denuncia della disarmonia
del mondo e dato che esprime la soggettività repressa riesci a far parlare ciò che l'ideologia nasconde
ponendosi come desiderio e anticipazione di un mondo a misura di uomo punto per cui, all'estetica
l'azione della politica Adorno contrappone l’idea di una politicizzazione dell'arte

Marcuse
marcuse e rappresenta un tentativo di sintesi originale tra marxismo e freudismo.
Alla base del suo Eros e Civiltà sta la convinzione che la civiltà ha potuto svilupparsi solamente in
virtù della repressione degli istinti, e in particolare della ricerca del piacere. Infatti, alla società è
riuscita ad accrescere la produttività e a mantenere l'ordine solo impedendo all'individuo ora libera
soddisfazione delle sue Pulsioni.
markut e ritiene che non sia la civiltà ad essere repressiva Ma quel tipo particolare di civiltà che è la
società di classe. la civiltà d'occidente è stata completamente asservita al principio della prestazione
cioè alla direttiva di impiegare tutte le energie psicofisiche dell'individuo per scopi produttivi e
lavorativi reprimendo le richieste umane di felicità e piacere e provocando la cosiddetta tirannide
genitale, la riduzione della sessualità a puro fatto genitale e procreativo. in tal modo, il fine della
vita è divenuto il lavoro e la fatica introiettando nella propria psiche una sorta di autorepressione.
Tuttavia, la civiltà della prestazione non ha potuto far tacere completamente gli impulsi la cui
memoria è conservata dall'inconscio e dalle sue fantasie. Il ritorno del represso, secondo Marcus e,
trovato una delle sue forme caratteristiche nel latte personificando essa stessa l’istanza di una
creatività non alienata, mentre le categorie, nelle quali la filosofia ha compreso l'esistenza umana,
hanno conservato la connessione tra ragione e repressione: tutto ciò che appartiene alla sfera dei
sensi e in antagonismo con la ragione che quindi è qualcosa che va frenato.
quindi l'ideale della storia è quello di far sì che i corpi degli uomini possono tornare a essere organi
di piacere e non di fatica mediante la sessualizzazione della persona umana finalizzata alla
realizzazione di un'esistenza vissuta come libero gioco.it per questo bisogna chiederti se ci sono
delle possibilità che garantiscano una civiltà non repressiva e a questo interrogativo Marcus e
risponde positivamente perché ritiene che il principio di prestazione abbia creato le condizioni
storiche per la sua stessa abolizione.
lo sviluppo tecnologico e l'automatismo hanno posto le premesse per una diminuzione radicale
della quantità di energia investita nel lavoro, tutto a vantaggio dell'eros in vista di una
trasformazione finale del Lavoro in gioco, ossia di una attività libera. l'utopia di M. vuol essere il
desiderio di un paradiso di creato in base alle conquiste della civiltà.

la critica del sistema e il grande rifiuto


L'uomo a una dimensione è uno scritto in cui markusen riprende i vari motivi di critica della
società tecnologica avanzata. rappresenta l'individuo alienato della società attuale, per lui, al di fuori
del sistema in cui vive, non ci sono altri possibili modi di esistere. Infatti il sistema tecnologico ha la
capacità di far apparire razionale ciò che è irrazionale e di stordire l'individuo in un frenetico
universo consumistico.
anche la tolleranza che caratterizza questa società non è altro che tollerante verso ciò che non mette
in discussione il sistema stesso. la stessa libertà sessuale è un'illusione un inganno perché sia un
semplice liberalizzazione amministrata e commercialmente redditizia del sesso, ai fini di un
adattamento repressivo dell'individuo al sistema muto
la società tecnologica non riesce a imbavagliare tutti i problemi, cominciare dalla contraddizione di
fondo che la costituisce: quella fa il potenziale possesso dei mezzi atti a soddisfare i bisogni umani e
l'indirizzo conservatore di una politica che nega a taluni gruppi l'appagamento dei bisogni primari
esordisce il resto della popolazione con l'esaudimento di bisogni fittizi.
Il soggetto rivoluzionario è rappresentato dai gruppi esclusi delle società opulente Quindi gli
stranieri E i poveri che rimangono al di fuori dal processo Democratico. questi gruppi possono
incarnare il grande rifiuto cioè L'opposizione sociale al sistema e porre le basi per la traduzione
dell'utopia nella realtà.

Benjamin
Nel saggio l'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica del 1936, Benjamin elabora il
concetto della auraticità dell'opera d'arte: essa è il contesto specifico in cui l'opera sorge e può essere
fruita, con testo che la rende un evento irripetibile. Tuttavia, nell'età contemporanea la sua
riproducibilità tecnica arreso collettiva la possibilità della stessa fuizione e ne ha fatto venir meno il
carattere esclusivo. l'arte diventa uno dei tanti prodotti del mondo capitalistico ma fa anche sì che il
fruitore Sei sempre più passivo di fronte all'opera punto di conseguenza L'arte è diventata nel tardo
capitalismo uno strumento per esercitare il dominio sulle masse.
anche la filosofia della storia di Benjamin È un'analisi della peculiare situazione del mondo tardo
capitalistico. il filosofo congiunge originariamente marxismo e teologia messianica: il martedì ismo
ha ragione nell'individuare l'annientamento dell'individuo nella società borghese e nel privilegiare
le dinamiche collettive però Benjamin Vuole continuare a tener vivo il carattere individuale del
soggetto.
nella tua riflessione la tensione tra l'individuale e il collettivo, i momenti in contrasto sono la
volontà di fare ingresso nel soggetto collettivo per modificare il corso della storia e l'intenzione a
voler mantenere la propria individualità. solo dalla coincidenza dei due momenti potrebbe nascere
qualche fiducia nel futuro, questa coincidenza è collocata Nell'attesa senza risposta della venuta del
Messia. la speranza messianica della redenzione a fare quasi metastorica: viene differita un futuro
senza punto di arrivo e parte da un passato tragico. la spinta messianica serve a eliminare gli aspetti
deterministici presenti nel marxismo. la storia ha per Benjamin un andamento incerto e il progresso
nell'avvento improvviso dell'epoca mettiamo: l'Angelus novus che porta il rinnovamento come
rottura col passato.
Dibattito sull'etica 1: Jonas
Manca Simon Weil e Arendt

Il più importante lavoro di Jonas èIl principio responsabilità.


secondo il filosofo è possibile elaborare una riflessione etica capace di tenere conto dello sviluppo
scientifico e tecnologico e dei rischi che tale sviluppo può comportare per il mondo. lo scopo del
suo pensiero è l'individuazione di un paradigma dell'azione umana che sia in grado di rispondere ai
problemi posti da un progresso tecnologico potenzialmente illimitato. Questo obiettivo comporta
un ripensamento della tradizione filosofica precedente, infatti, la filosofia aveva dato espressione
unicamente ad un'etica della prossimità, cioè concentrata sulle conseguenze immediate dell'azione;
ma il progresso della Scienza e della tecnologia ha raggiunto livelli tali da obbligare l'uomo a
riflettere sulle conseguenze a lungo termine delle sue azioni.
a differenza di quanto accadeva in passato, l'esistenza Futura dell'umanità non può essere
considerata come qualcosa di certo: la tendenza umana a imporre sulla natura il proprio dominio si
è rivoltata contro l'uomo punto per far fronte a questi visti è necessaria un' etica rivolta al futuro.

la fondazione ontologica dell' etica


la nuova etica proposta da Jonas e un'etica intergenerazionale, nel senso che include nelle proprie
analisi le generazioni future, le quali per la prima volta diventano oggetto di interesse morale. la
nuova etica deve piuttosto avere un fondamento ontologico, di natura aristotelica, Nel senso che
occorre riconoscere all'essere un proprio valore, da cui derivano precisi imperativi etici. In altre
parole, Jonas rifiuta la cosiddetta legge di hume e afferma che il dover essere è intrinseco nell'essere
quindi la vita stessa chiede di essere conservata.

responsabilità e precauzione
l'uomo Deve agire responsabilmente e quindi farsi carico del diritto di esistere dell'essere, del suo
dovere essere tutto emblema di questo nuovo atteggiamento e il rapporto che lega i genitori al
neonato: così come genitori sono tenuti a garantire la sopravvivenza del bambino, allo stesso modo
la generazione presente Deve agire in maniera tale da garantire la sopravvivenza delle generazioni
future.
da queste considerazioni nasce il principio di responsabilità che offre 4 formulazioni ovvero
quattro macchine dell'agire.
Possono essere sintetizzate in: “che ci sia un’umanità!”
al principio di responsabilità, secondo Jonas è necessario, per garantire il futuro dell’esistenza
umana, bisogna affiancare la salvaguardia dell’esistente, piuttosto che inseguire un indefinito
progresso.
l'uomo deve agire seguendo un principio di precauzione che prescrive, in assenza di un calcolo
certo delle implicazioni future di un'azione, di assegnare maggior peso alle sue potenziali
conseguenze negative piuttosto che a quelle positive.

il ruolo della paura


La paura svolge un ruolo molto importante, essa non va intesa come emozione che blocca l’agire
ma come lo stato d’animo che permette di comprendere che le proprie azioni possono cocnorrere
alla disturzione della vita umana. Responsabilità e Paura sono dunque inscindibilmente connesse
perchè, per essere realmente responsabile, ogni agire deve implicare una certa dose di paura rispetto
alle conseguenze che potrebbe provocare.

Postmodernismo e modernità: Lyotard, Apel,Habermas,Vattimo

Foucault definisce “età moderna” la fase della storia della civiltà occidentale apertasi nel XVIII
secolo con l’Illumismo, la Rivoluzione Industriale e la Rivoluzione francese.
Nella prospettiva Kantiana, il progetto illuministico comporta un progresso potenzialmente
illimitato. Nella prima metà del ventesimo secolo, tuttavia, le due guerre mondiali mettono a dura
prova questa fiducia nella modernità. questa idea si rafforza Nella seconda metà del ventesimo
secolo ed è in questo contesto che Foucault parla della fine dell’uomo.

La questione del post-moderno


Nel 1979 Lyotard pubblica un libro intitolato la condizione postmoderna, in cui sostiene che l'età
moderna è arrivata al capolinea e che la storia della civiltà umana entrata in una nuova fase, l'età
postmoderna, in cui il progetto illuminista è da considerarsi esaurito. negli anni 80-90 quest'idea in
definitivo superamento della modernità viene chiamata postmodernismo.
il termine postmoderno indica, invece, l'insieme delle caratteristiche che secondo i pensatori
postmodernisti caratterizzano l'epoca contemporanea.
in letteratura indica maschile indifferente alla progressione narrativa; in architettura una
progettazione Eclettica. con la pubblicazione di condizione postmoderna, il concetto di
postmoderno diviene centrale anche per le scienze umane Tuttavia, la difesa della modernità ha dei
protagonisti che sono habermas e Apel che ti propongono di mostrare come il progetto
dell'illuminismo non sia esaurito.

Lyotard
Nasce a Versailles nel 1924.
con 10 anni di anticipo rispetto alla ideazione del web, la condizione postmoderna si propone di
indagare gli effetti che la diffusione delle reti informatiche produce sulla cultura umana. secondo
Lyotard, l'informatica finisce per determinare la natura, Riducendo il sapere a ciò che è
informatizzabile, ossia a ciò che può essere acquisito, elaborato è trasmesso mediante un computer.
questa riduzione informatica è il risultato di un processo che cerca di ricostruire.
il sapere è una pratica discorsiva che comporta non soltanto nei contenuti ma anche una forma
generale, costituita da principi in base ai quali le conoscenze risultano valide. questi principi sono
legittimati da un particolare tipo di discorsi chiamati grandi narrazioni O meta-narrazioni. in
generale, il sapere della modernità è andato identificandosi con la scienza, la quale è a sua volta
legittimata da due grandi narrazioni, una politica è una filosofica:
- secondo la grande narrazione politica, La scienza è un momento cruciale del Progresso
dell'umanità verso una semplice Maggiore Libertà ed anticipazione
- Analogamente, secondo la grande narrazione filosofica La scienza è un momento cruciale
del processo dell'umanità verso una sempre Maggiore consapevolezza intelligenza.

l'Illuminismo è la prima metanarrazione della modernità sulla quale si sono innestate le


metanarrazioni dell'idealismo e del positivismo e del marxismo.

L’esteriorizzazione del sapere


le grandi narrazioni della modernità entrano in crisi Con l'avvento dell'era postmoderna, in cui la
scienza si scopre legittimata dalla tecnologia. nella prospettiva della modernità, la relazione tra
scienza e tecnologia si rovescia quindi è la tecnologia a governare la scienza.
Questo quadro è chiamato la condizione postmoderna,Lo sviluppo della conoscenza non è più
processo negli anta il quale gli eventuali del sapere formano gli allievi trasmettendo loro insieme di
contenuti uniti e principi che li governano cioè le grandi narrazioni. ora il sapere si presenta
piuttosto esteriorizzato, Cioè direttamente accessibile, in quanto costituito da informazioni che
circolano in rete senza il bisogno di grandi narrazioni che le sorreggono.Questo ha dei aspetti
positivi, il sapere non è più un privilegio di circoli ristretti Ma è a disposizione di chiunque e cessa
di essere un blocco monolitico per diventare una molteplicità di discorsi locali.

Habermas
L'opera principale di habermas teoria dell'agire comunicativo: pubblicato in due volumi del 1981.
il testo si pone l'ambizioso obiettivo di riabilitare il progetto illuminista e kantiano di una
razionalità universale.

habermas riconosce che il progetto originario dell'illuminismo ha subito una battuta d'arresto e si
propone di capire che cosa ne abbia bloccato la realizzazione e come sia possibile rimetterlo in
moto.
la razionalità avrebbe dovuto essere lo strumento di emancipazione e progresso ma con lo sviluppo
del capitalismo la razionalità si è ridotta ha razionalità strumentale, volta all'individuazione dei
mezzi più adatti al perseguimento di un certo fine.
la razionalità si è trasformata in uno strumento di organizzazione tecnica dell'Economia e della
società.
la trasformazione dell'emancipazione in controllo aveva portato, Adorno e horkheimer, a pensare
che il progetto dell'illuminismo fosse finto e che aveva prodotto un mondo disumanizzato.
habermas ritiene che se ci si limita a concepire la società come sistema è innegabile che la razionalità
illuministica se sia inaridita ma, se si sposta lo sguardo sul mondo della vita, ci si rende conto che la
razionalità presenta ancora il suo slancio come argomentazione, critica, comunicazione.
in questo senso la razionalità si manifesta nell' opinione pubblica, ovvero nello spazio sociale del
confronto e del dialogo sulle questioni di interesse collettivo.

la difficoltà di valorizzare la razionalità illuministica dipende, secondo habermas, da un problema


che affligge l'Illuminismo 2 punti la dottrina di kant.
questo problema consiste nell'identificazione della razionalità con la sfera soggettiva dell'interiorità
e della coscienza.
habermas ritiene che L'opposizione esclusiva tra soggetto e oggetto vada oltrepassata riconoscendo
che vi sono tre livelli di realtà ho di mondi:
- un mondo oggettivo inteso come la totalità dei fatti
- un mondo soggettivo come la totalità delle esperienze a cui di volta in volta accesso
privilegiato un solo individuo
- un mondo sociale che è la totalità di tutti i rapporti interpersonali che sono riconosciuti
come legittimi dai membri di una società.
nel mondo oggettivo, l'agire umano persegue obiettivi concreti e si configura teleologico; nel
mondo soggettivo è invece un agire drammaturgico paragonabile alla performance di un attore ed
infine nel mondo sociale, l'agire è un insieme regolato da norme.

Habermas afferma che la razionalità umana Non può essere confinata nella sfera privata e
soggettiva della coscienza, e che essa presenta invece un legame essenziale con la sfera pubblica e
intersoggettiva del linguaggio. habermas Individua un livello morale che riguarda la distinzione tra
il bene e il male nella sfera soggettiva della conoscenza; Individua un livello etico, che riguarda la
distinzione tra giusto e l'ingiusto nella sfera pubblica basata sul linguaggio.
la razionalità illuministica deve contribuire al progresso della civiltà umana soprattutto a livello
etico. egli parlasse tal proposito di una razionalità comunicativa che si esprime mediante un agire
comunicativo rendendo possibile il perseguimento di una società più giusta.

I principi della razionalità comunicativa


Questa teoria di Habermas viene anche chiamata come pragmatica universale. i principi che la
compongono sono:
1. correttezza: non dire cose che non c'entrino nulla con il tema che si sta discutendo
2. verità: formulare un enunciato vero
3. veridicità: esprimere opinioni in modo veridico
4. comprensibilità: esprimersi in modo da risultare comprensibile ai propri interlocutori
La razionalità comunicativa e cruciale per l'affermarsi di una società giusta e razionale o meglio
giusta in quanto razionale punto per questo i principi che governano la razionalità comunicativa
non hanno soltanto un valore linguistico ma anche etico e la pragmatica universale si caratterizza
come un etica del discorso.

La dialettica fra razionalità strumentale e comunicativa


la condizione contemporanea è caratterizzata da una dialettica di due forme di razionalità, che sono
entrambe o mesito dell'illuminismo e della modernità. da una parte abbiamo la razionalità
strumentale dall'altra la razionalità comunicativa.
la razionalità strumentale si applica alle società Quale sistema da governare attraverso i mezzi del
denaro e del potere, la razionalità comunicativa esercita la sua azione sulla società Intesa mondo
della vita da far fiorire attraverso il mezzo del linguaggio.
la società è un entità bifronte due punti da un lato il sistema, che ne assicura il funzionamento;
dall’altro il mondo della vita, che ne assicura il valore. A queste due facce della società si applicano
rispettivamente le due razoinalità.
la razionalità strumentale mira a colonizzare anche il mondo della vita e in virtù di questo la sfida è
la resistenza della razionalità comunicativa a questo tentativo. tale Resistenza ti Configura fumi
difesa del livello etico per stabilire ciò che è giusto e ciò che non lo è. Inoltre la razionalità
comunicativa fa sì che la giustizia sia garantita da un aspetto di norme tutelato dalle istituzioni
statali. quindi il suo campo d'azione va da quello sociale a quello giuridico.

Il problema della modernità


Il problema della modernità è che la razionalità moderna ha finito per confinare la verità nella sfera
del soggetto, precludendosi raggiungimento di un sapere che potesse risultare valido è vincolante
per l'intera collettività,per l'interesse comune. habermas parla di una potenza unificatrice che in
epoca premoderna Era garantita dalla religione, Ma che la modernità, rimpiazzandola con la
razionalità soggettiva, Non sembra più in grado di garantire. Si sono profilate due soluzioni, dice
Habermas:
1. la metafisica idealistica, proposta da Hegel: la razionalità deve oltrepassare la condizione di
spirito soggettivo per farsi spirito oggettivo e infine spirito Assoluto, identificandosi con la
realtà nel suo complesso. Questa soluzione criticata da habermas che la considera un
tentativo di risolvere a livello teorico e metafisico - attraverso l'identificazione di essere e
pensiero- un problema che andrebbe invece risolto a livello pratico mettendo la razionalità
nelle condizioni di esercitare la potenza unificatrice necessaria.
2. La seconda soluzione è quella di Nietzsche cioè l'ascissa di condurre una critica razionale
smascheratrice della ragione. la razionalità illuministica non è nient'altro che una nuova
religione secondo N. perché pretende di basarsi su principi universali, Ma è soltanto una
nuova espressione della volontà di potenza.

Oltre il post-modernismo
Habermas respinge la soluzione di Nietzsche e dei postmodernisti al problema della modernità,
cioè la scelta di liberarsi della razionalità e della modernità stessa. l'unico modo per risolvere il
problema è tornare alla nozione kantiana di razionalità, trasferendo la Però dalla dimensione
soggettiva a quella sociale tramite il linguaggio.

Apel
L'opera principale di Apel è trasformazione della filosofia,Il cui titolo allude al passaggio dalla
centralità della coscienza alla centralità del linguaggio.

nel Novecento si impone, il linguaggio, come tema centrale della riflessione filosofica grazie a
Pierce, Wittgenstein e Heidegger.
Apel sostiene che tale svolta linguistica della filosofia novecentista non implichi una
accantonamento della filosofia kantiana. si tratta di riconoscere che il trascendentale, ovvero il
sistema di principi a priori Da cui dipende ogni conoscenza, non è rintracciabile nella coscienza
soggettiva, bensì nel linguaggio. questo trasformazione del kantismo in chiave linguistica è la parte
più positive originale della sua filosofia.

la pragmatica trascendentale e i suoi principi


la razionalità umana dipende dall'uso del linguaggio Infatti i principi fondamentali che governano
la razionalità sono i principi che governano l'uso del linguaggio. Apel caratterizza la propria
filosofia come una pragmatica trascendentale intendendo l'uso del linguaggio come condizione
che rende possibile la razionalità Perché i principi dei due campi sono identici.
Apel parla di contraddizione performativa per descrivere la situazione in cui ciò che si fa
contraddice ciò che si afferma, e la utilizza contro l'obiezione per cui linguaggio potrebbe
funzionare anche senza principi universali. chi nega la presenza di principio universale può cadere
in una contraddizione. Apel individua i principi universali in quelli elencati da Habermas.

L’aspetto per cui la pragmatica trascendentale di Apel differisce da quella unviersale di Habermas è
il modo di ocncepire i principi razionali che governano la comunicazione. Per Habermas essi sono
unviersali soltanto nel senso che possono essere trattati come ipotesi teoriche ad alto livello di
generalizzazione; per Apel ,sono universali perchè trascendentali in senso kantiano: rendono
possibile la comunicazione in quanto tale.

Linguaggio ed Etica
I quattro principi trascendentali rendono possibile la comunicazione specificando cosa il parlante
deve fare, essi operano insieme ad alcuni postulati trascendentali che stabiliscono le caratteristiche
della situazione in cui ha luogo la conversazione.
Questi postulati sono:
1. L'esistenza di un linguaggio pubblicamente condiviso
2. la possibilità di pervenire a un accordo sul significato e sulla validità di quanto si dice
3. l'esistenza di una pluralità di soggetti utilizzatori del linguaggio che possono partecipare
alla comunicazione con gli stessi diritti e doveri

in relazione all'ultimo postulato Apel parla di comunità illimitata della comunicazione capace di
includere tutti i soggetti razionali in una condizione di uguaglianza. apell riconosce che una tale
comunità è soltanto una comunità ideale e sostiene che non è altro che la piena e perfetta
realizzazione dei presupposti trascendentali su cui si basano gli usi reali del linguaggio: e la
comunità linguistica ideale a regolare il funzionamento delle comunità linguistiche reali.

la nozione di comunità linguistica ideale permette ad Alep di sviluppare un'etica della


comunicazione. se la comunicazione linguistica permette agli esseri umani di risolvere i conflitti e
trovare un'intesa a fin di bene, allora i presupposti trascendentali sono anche i presupposti del
giusto agire permettendo il progredire verso umanità eticamente migliore.

Vattimo e il pensiero debole


In Italia il postmodernismo ha il suo Maggiore sostenitore in Gianni Vattimo, il quale teorizza
L'approdo della civiltà contemporanea un pensiero debole che ha abbandonato ogni pretesa di
fondamento e di verità prospettando così una società pluralista e tollerante. il pensiero debole è un
pensiero capace di continuare a ragionare e discutere anche in assenza di fondamenti assoluti.
il pensiero debole conduce a quello che si può chiamare un cristianesimo debole, che rifiuta ogni
componente dogmatica per enfatizzare invece il primato della carità e della nonviolenza come
momento etico fondamentale nell'insegnamento di Gesù. la secolarizzazione acquisisce la
caratteristica di beneficio per l'emancipazione dai presupposti dogmatici religiosi.

Il pensiero ebraico

All'interno del contesto storico della Shoah, matura una profonda riflessione su alcuni temi classici
dell'ebraismo: il rapporto tra uomo e divinità, il problema del male, La responsabilità
dell'individuo, la fede nella salvezza messianica, L'interpretazione dei Testi Sacri. il pensiero ebraico
e percorso da una costante tensione nei confronti di motivi spiccatamente religiosi e teleologici. E
sì, Tuttavia, immersi nel drammatico contesto storico della prima metà del 900, non rimangono
chiusi in una speculazione teologica e mistica, Ma ti aprono al mondo degli eventi e si incarnano
nella quotidianità dell’agire umano. per questo il pensiero è bravo è carico di risvolti etici e politici.

Lévinas
nasce nel 1905 Lituania In un clima di tolleranza religiosa che influenzerà la sua riflessione
filosofica. fu allievo di Husserl e Heidegger in Germania. si trasferì nel 1930 a Parigi e poi nel 39 fu
internato in un campo di concentramento da cui si salva perché cittadino francese e viene liberato
nel 1945.
muore a Parigi nel 1995.

il pensiero

il tema centrale della filosofia di levinas e l'altro in quanto altro, formula con cui egli allude a ogni
individuo singolo, inteso come alterità irriducibile a qualunque totalità, come prossimo che
obbliga il soggetto a uscire dal proprio egocentrismo ed egoismo. secondo Levinas, la filosofia
occidentale coltiva da sempre l'ambizione di ricondurre l'altro al medesimo, Cioè a se stessa, al
proprio punto di vista, alle proprie ideologie, senza riuscire a considerarlo e trattarlo è
semplicemente come alterità cioè come qualcosa che mantiene un carattere di assoluta singolarità.
il tentativo di assorbire la singolarità in una totalità anonima è rintracciabile nell'ambito
dell’ontologia occidentale, con la sua indagine sull’essere in generale che Levinas chiama “il y a”. L’
il y a è l'impersonalità dell'essere, una categoria astratta a cui I filosofi della nostra tradizione hanno
subordinato i singoli Individui, e le loro specifiche e particolari personalità. secondo levinas la
filosofia occidentale si è sempre sforzata di anteporre l’essere all'esistente e questo ha sminuito
l'importanza di ogni singolo individuo.La sterilità è considerata un momento da eliminare e
superare in vista di una superiore unità del essere. la riflessione filosofica di levinas è un tentativo di
ribaltare questo primato del medesimo sull'altro.

levinas proponi una nuova metafisica capace di fondare una nuova etica.
dal punto di vista metafisico l'altro in quanto tale è separato dall'io. quest'ultimo, quindi, può
inglobare in se l'alterità soltanto attraverso un atto di violenza; qualunque filosofia che Miri alla
totalità può dirti una filosofia intrinsecamente violenta.
l'opera che tratta di questi argomenti è “ totalità e infinito” in cui levinas osserva che l'io entra in
rapporto con l'altro attraverso una modalità che quella del volto.
nel gusto dell'altro ritroviamo una traccia di infinito perché il vostro porta sempre con sé una cifra
di Mistero che non è possibile ricondurre ad alcuna totalità. non è possibile ricondurre il volto
dell'altro alla nostra visione della realtà. l'esperienza del volto dell'altro è in questo senso
sconvolgente perché ci mostra la nostra limitatezza conoscitiva, rendendo vano ogni nostro
tentativo di sottomissione e dominio. contro il volto dell'altro si infrange la pretesa del dio di
fagocitare l’alterità.
il riconoscimento della singolarità assoluta del volto ha un significato etico tale da portarlo ad
assegnare ruolo di filosofia prima all'etica e non alla metafisica.
il volto dell'altro non si limita a mostrarsi ma è portatore di un imperativo etico:”non uccidermi”
oppure “tu non ucciderai”. quindi la relazione del l'io con l'altro è una relazione di responsabilità o
rientrata dalla bontà.
l'incontro del io con l'alterità anche un significato religioso la traccia di infinito e allo stesso tempo
traccia della divinità.
l'etica Dunque e allo stesso tempo religione anche te la traccia della divinità nel volto dell'altro è
nascosta.
levinas sostiene che la divinità è indefinibile e inconoscibile. la relazione con il divino non può
dunque essere di conoscenza ma solo di partecipazione etica punto l'essere umano può fare
esperienza del Divino e dell'infinito solo attraverso L'obbedienza al comandamento espresso dal
volto dell'altro:”non uccidermi”/ “tu non ucciderai”.
in questa nuova prospettiva è fondamentale il concetto di responsabilità perché l'imperativo
prende Lio responsabile della vita dell'altro: l'esistenza degli altri dipende da noi come la nostra
esistenza dipende da loro e quindi levinas afirma que Lio è sempre ostaggio dell'altro, sia perché
responsabile della sua esistenza, sia perché è proprio nella relazione con l'altro che definisce meglio
se stesso.

Levinas senza di offrire una lettura filosofica del totalitarismo nazista Rintraccia le radici del
fenomeno nella filosofia occidentale in quanto li conosci In entrambe le esperienze la stessa
ideologia di dominio e di annullamento dell'alterità.

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