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TERRORISMO

Il termine terrorismo nel diritto internazionale - soprattutto in ambito penale - indica azioni
criminali violente premeditate aventi lo scopo di suscitare terrore nella popolazione tra le quali
attentati, omicidi, stragi, sequestri, sabotaggi, dirottamenti ed altri eventi che causino danno di
collettività ad enti quali istituzioni statali, enti pubblici, governi, esponenti politici e pubblici,
gruppi politici, etnici e religiosi.
Generalmente i gruppi terroristici sono organizzazioni segrete costituite da un numero ridotto di
individui: a volte i terroristi si considerano l'avanguardia di un costituendo esercito, dei guerriglieri
che combattono per i diritti o i privilegi di un gruppo o pro/contro i predetti enti. Gli atti terroristici
hanno usualmente come obiettivo principale non tanto gli effetti diretti derivanti dai danni a persone
o cose (morti e feriti inclusi), quanto quello delle loro ricadute indirette, come ad esempio la
modifica di linea politica dei destinatari finali delle azioni o la risonanza mediatica che le stesse
azioni conseguono grazie ai mezzi di comunicazione di massa. Scopo finale delle azioni può essere
una modifica, anche radicale di uno status quo, così come paradossalmente il suo mantenimento
terroristico, richiamano attenzione, apportando eventualmente nuovi aderenti alla causa.

Un attentato terroristico ha inaugurato il nuovo millennio l'11 settembre 2001, quando terroristi
islamici hanno compiuto diversi attentati contemporanei nel territorio degli Stati Uniti d'America.
Gli attacchi, avvenuti in una forma estremamente distruttiva e spettacolare hanno provocato per
reazione un'alleanza internazionale che ha dato una nuova dimensione alla lotta, presentata come
una vera e propria guerra internazionale contro il terrore. L'intensità della coalizione è stata
notevolmente influenzata dal fatto che a essere colpita è stata l'unica potenza globale (gli Stati
Uniti); tuttavia l'unità di tale fronte anti-terrore si è incrinata in seguito all'intervento militare delle
forze della coalizione in Iraq, deciso autonomamente e sulla base di prove inconsistenti dai soli Stati
Uniti. Grazie all'individuazione di al-Qa'ida come artefice dell'attentato al World Trade Center e al
Pentagono, le organizzazioni terroristiche islamiche di stampo religioso hanno avuto una enorme
spinta propulsiva che ha portato ad attacchi compiuti in Europa, azioni dei ribelli ceceni in Russia,
attentati in Estremo Oriente (tra cui in Indonesia e nelle Filippine) e in Egitto.
In Italia negli anni 2000 la preoccupazione per attentati di matrice islamista si è saldata a quella per
atti di terrorismo di natura politica, anche se di dimensione enormemente più lieve. Gruppi di
estrema sinistra (poi scoperte essere varie sigle facenti parte delle nuove Brigate Rosse ispirate alla
componente cosiddetta della Prima Posizione) hanno compiuto due omicidi - Massimo D'Antona
(Roma 1999) e Marco Biagi (Bologna 2003), entrambi consulenti del Ministero del lavoro e delle
politiche sociali - e altre azioni dimostrative quali bombe inesplose, o esplose in luoghi deserti e poi
rivendicate. L'organizzazione è stata comunque smantellata dagli inquirenti tra il marzo 2003 (con
l'arresto di Nadia Desdemona Lioce) e il novembre 2003 quando anche gli altri appartenenti alla
banda armata, priva di qualunque continuità operativa e di prospettiva strategica, sono stati arrestati.
Si sono inoltre registrati alcuni attentati con pacchi bomba confezionati artigianalmente a istituzioni
e caserme, attribuiti dagli inquirenti al "terrorismo" di matrice anarco-insurrezionalista. Da quanto
emerge dal Rapporto 2006 di Europol sul terrorismo, presentato al Parlamento europeo, nel 2006 in
Italia ci sono stati 11 attacchi, rivendicati da gruppi anarchici di matrice rossa e nera.
Dal 2014 una nuova offensiva di matrice islamica, sotto l'egida di una pericolosissima
organizzazione jihadista, l'ISIS (conosciuto anche come Stato Islamico o Daesh), proveniente dalla
zona tra Siria e Iraq, nella quale ha istituito uno pseudo-califfato, compie attacchi in varie zone del
mondo, come in Tunisia, Turchia e in Europa a Parigi (7-9 gennaio 2015 e 13 novembre 2015) e
Bruxelles (22 marzo 2016) scatenando un intervento militare da parte di una coalizione
internazionale contro l'organizzazione terroristica. Nasce il fenomeno dei Foreign Fighters, ovvero
di combattenti provenienti da varie parti del mondo che fanno addestramento nei luoghi del califfato
per poi tornare nei luoghi d'origine e compiere attentati, rendendo così questa nuova forma di
terrorismo più difficile da estirpare. Nel frattempo al-Qāʿida diventa meno influente e si ramifica in
varie organizzazioni site in Arabia Saudita, Yemen e alcuni paesi del centro Africa, ma protagonista
ancora di attacchi sporadici.

Criminalità organizzata e terrorismo sono le due forme di crimine che negli ultimi 50 anni hanno
segnato i singoli Stati e le relazioni internazionali. Le ricerche che sono state compiute sono tante e
sono variate nel tempo secondo le policies degli Stati. Ad esempio, tenendo in considerazione i
fenomeni di criminalità organizzata e terrorismo, possiamo considerare che negli anni 30 del secolo
scorso l’attenzione verso la criminalità organizzata negli Stati Uniti era totale mentre nulla nei
confronti del terrorismo. Questo andamento della politica interna ed esterna americana invece si è
capovolto con l’insorgenza e la pericolosità che il terrorismo internazionale potesse colpire i
cittadini o addirittura in suolo statunitense. L’Italia invece ha avuto a che fare con situazioni più
oscure, dove soggetti delle organizzazioni eversive adottassero strategie tipiche del terrore. Gli anni
di piombo, pur noti per l’efferatezza e la violenza stragista di organizzazioni basate sull’estremismo
politico, non rappresentano un periodo di indifferenza verso i fenomeni di criminalità organizzata.
e organizzazioni criminali di solito:

 mantengono un passo profilo e in pochi casi fanno ricorso a azioni eclatanti


 scelgono attentamente i loro obiettivi
 mirano a contenere un sostanziale status quo e, nel caso in cui la situazione sia mutata o sia
in procinto di cambiare, adottano le misure necessarie per riportare il controllo
 per la loro intrinseca natura operano come tali, ossia come gruppi; il membro di una società
rispetta il codice interno dell’organizzazione

Le organizzazioni terroristiche al contrario:

 mirano ad ottenere un “bene morale”


 ambiscono ad essere riconosciuti pubblicamente
 colpiscono indiscriminatamente
 mirano al cambiamento delle società in cui operano
 le operazioni terroristiche sono eventualmente eseguite da singoli; si pensi ai noti “lupi
solitari” (lone wolves)
È il caso della criminalità dei c.d. colletti bianchi (white collar) con cui si identifica una criminalità
in cui professionisti di svariati settori si pongono al servizio di organizzazioni criminali o fanno
ricorso alle proprie conoscenze per compiere attività solitamente riguardanti l’arricchimento
personale. Al contrario le organizzazioni terroristiche sono geograficamente riconosciute in aree del
mondo segnati da conflitti e “vuoti” statali e tutte accomunate dal tipo di attività. Gli attacchi
terroristici comprendono infatti incendi, attentati dinamitardi e esplosivi (in particolare autobombe e
attacchi esplosivi suicidi), dirottamenti e sequestri.

Il modus operandi della criminalità organizzata si riflette invece nel tipo di reati. In particolare
possiamo citare per la criminalità organizzata:

 l’estorsione
 il traffico illegale (da intendere in senso ampio)
 il furto
 la contraffazione di documenti
 la corruzione
 il favoreggiamento dell’immigrazione e il traffico di persone

Per le organizzazioni terroristiche invece:

 l’incendio doloso
 l’attentato (in molti casi di tipo dinamitardo/esplosivo)
 il sequestro
 il dirottamento
Infine, l’odierno crimine, intendendo qui sia la criminalità organizzata sia il terrorismo, è legato al
sistema dei poteri legali pubblici e privati. Non ci si può più meravigliare delle variegate attività di
finanziamento delle organizzazioni o dei complessi schemi di riciclaggio di denaro proveniente
dalle attività illecite. Inoltre, sia a livello locale che internazionale i nuovi scenari delle tecnologie
offrono nuove opportunità. Si pensi al reclutamento online di aspiranti membri di organizzazioni
terroristiche come per l’ISIS/DAESH o all’uso di sistemi di comunicazioni criptati per l’acquisto e
la vendita di sostanze stupefacenti. Questo è anche favorito dal vuoto che il diritto lascia, in
particolare quello penale a livello internazionale, consentendo un vantaggio economico dei
fenomeni criminali come mai prima d’ora. Per questo motivo a livello globale i fenomeni della
criminalità organizzata e del terrorismo possono dislocare i loro investimenti nei paesi che
consentono corruzione, sfruttamento del lavoro e devastazioni ambientali. E tutto questo causa
danni diretti alla democrazia. Singolare era poi l’adozione da parte delle mafie di operazioni di tipo
terroristico (la stagione stragista di Cosa Nostra, quella continua e ancora più cruenta dei narcos
messicani), e, per converso, l’utilizzo da parte delle organizzazioni terroristiche (l’ISIS in primo
luogo, oltre IRA, ETA, AL QAEDA e altre ancora) di reati di tipo comune, come sequestri di
persona, traffici di droga, di armi, di esseri umani, di reperti archeologici, di petrolio a fini di
autofinanziamento. fenomeni criminali sopra descritti potrebbero dunque essere inquadrati in
un’unica categoria, quella della criminalità organizzata, con una distinzione tra quella a fini
economici e di potere finanziario e quella per fini ideologici (compreso il fondamentalismo
religioso) e politici (associazioni eversive e terroristiche).
Le attività dei terroristi e dei criminali organizzati frequentemente si rafforzano l’un l’altra dove i
terroristi si impegnano direttamente o indirettamente in attività di crimine organizzato come i
traffici, il contrabbando, l’estorsione, i rapimenti a scopo di riscatto e i traffici illeciti di risorse
naturali, per benefici sia finanziari che materiali. Questi benefici contribuiscono a minare la
sicurezza statale, la stabilità e lo sviluppo sociale ed economico, e a loro volta possono creare o
mantenere condizioni per cui i gruppi della criminalità organizzata possono fiorire. Dall’altra parte,
i gruppi della criminalità organizzata possono impiegare tattiche terroristiche, incluso l’uso
strategico della violenza, per il raggiungimento dei loro obiettivi.

In linea generale, i gruppi terroristici sono quelli che deliberatamente sfidano l’autorità dello Stato e
cercano un cambiamento politico attraverso la violenza (o la minaccia dell’uso della violenza) per
molte ragioni incluso quelle ideologiche. Per i gruppi terroristici, l’impiego delle risorse è visto
come uno strumento per raggiungere i propri obiettivi, piuttosto che l’obiettivo stesso. In contrasto,
i gruppi della criminalità organizzata non hanno come obiettivo un cambiamento politico: si
occupano molto di più del profitto. Quindi ogni distruzione di apparati statali piuttosto che del
sistema politico nel suo complesso è finalizzata alla creazione, espansione e mantenimento delle
condizioni per cui possano beneficiare delle loro operazioni. Diversamente dai gruppi terroristici
che cercano generalmente un cambiamento politico o ideologico, i gruppi della criminalità
organizzata ricercano benefici personali finanziari o materiali come obiettivo finale.
Le dinamiche dei gruppi, in realtà, sono guidate dall’ambiente locale, dai flussi di risorse
disponibili; ogni gruppo (terroristico e criminale) è unico e per questo lo è anche la relazione tra
loro. Gruppi come Al-Qaeda nel Maghreb islamico, BokoHaram, Al-Shabaab hanno tratto vantaggi
dalle dinamiche regionali, da strutture statali deboli, da una diffusa corruzione per impegnarsi in
attività criminali come rapimenti a scopo di riscatto, traffico di droghe, sfruttamento,così che le loro
attività si sono poi trasformate in influenza politica e in potere militare e finanziario.
Il continuo guadagno della vendita di narcotici permette ai jihadisti in Europa la flessibilità
finanziaria necessaria per viaggiare in Siria e tornare così come risparmiare denaro per facilitare
l’ottenimento di risorse necessarie per pianificare un attacco terroristico (ad esempio veicoli, armi,
telefoni cellulari). In aggiunta al traffico di droghe, i criminali europei che hanno viaggiato per
unirsi all’IS hanno anche finanziato le loro attività attraverso vari tipi di frode (mutui, carte di
credito, imposta sul valore aggiunto), piccoli furti e criminalità di basso livello.
La lunghissima stagione del terrorismo e delle stragi mafiose in Italia è ancora viva nel ricordo di
chi l'ha vissuta e osservata. Il culmine si raggiunse tra la fine degli anni Settanta e l'inizio dei
Novanta. Tra gli innumerevoli fatti di sangue, quelli maggiormente eclatanti e dalle conseguenze
più profonde furono gli omicidi di Aldo Moro, Carlo Alberto Dalla Chiesa, Giovanni Falcone e
Paolo Borsellino, oltre ai parecchi poliziotti e carabinieri uccisi perché facevano parte delle loro
scorte. Un dettaglio tattico riguarda il fatto che tutti questi attentati avessero l'automobile come
elemento operativo. Se nel 1982 il terrorismo brigatista si poteva ormai considerare sconfitto, la
mafia palermitana invece aveva da tempo avviato un'escalation di sangue che a Roma non si poteva
più ignorare. Tra gli omicidi più recenti ed eclatanti, quelli del presidente della Regione Sicilia
Piersanti Mattarella (fratello dell'attuale capo dello Stato) il 6 gennaio 1980 e del deputato
comunista Pio La Torre (promotore della legge che istituì il reato di associazione mafiosa con la
confisca dei patrimoni) il 20 aprile 1982. Il governo guidato da Giovanni Spadolini, ministro
dell'Interno Virginio Rognoni, decise di nominare come prefetto di Palermo proprio il generale
Carlo Alberto Dalla Chiesa, da pochi mesi diventato vicecomandante generale dei Carabinieri. Gli
promisero poteri e mezzi speciali per combattere le cosche.
con l’approvazione della c.d. legge Rognoni – La Torre. In precedenza, infatti, la legge n. 1423 del
1956 Misure di prevenzione nei confronti delle persone pericolose per la sicurezza e per la pubblica
moralità si limitava ad individuare alcune categorie di persone socialmente pericolose per le quali la
magistratura poteva applicare misure di prevenzione personale, mentre con la legge n. 575 del 1965
Disposizioni contro le organizzazioni criminali di tipo mafioso, anche straniere le misure di
prevenzione personali sono estese anche a soggetti sospettati di appartenere ad associazioni
mafiose.

Dopo l’omicidio di Pio la Torre e di Alberto Dalla Chiesa viene approvata la legge n. 646 del 1982
Misure di prevenzione di carattere patrimoniale ed integrazioni alle leggi 27 dicembre 1956, n.
1423, 10 febbraio 1962, n. 57 e 31 maggio 1965, n. 575.Istituzione di una commissione
parlamentare sul fenomeno della mafia. La legge introduce nel nostro ordinamento la fattispecie del
delitto di associazione per delinquere di tipo mafioso (art. 416 bis c.p.). Inoltre sono introdotte
misure di prevenzione patrimoniali (sequestro e confisca dei beni) che si affiancano a quelle
personali, rese ancora più stringenti. Sono inoltre previsti accertamenti tributari sulle persone
colpite da misure di prevenzione.
La legge n. 55 del 1990 Nuove disposizioni per la prevenzione della delinquenza di tipo mafioso e
di altre gravi forme di manifestazione di pericolosità sociale (nota come “Legge Gava – Vassalli)
rafforza la legislazione vigente in materia di misure patrimoniali e personali, reati economici e
finanziari , appalti e trasparenza di regioni ed enti locali.
l periodo delle stragi si inserisce in un momento molto difficile della storia italiana degli ultimi
cinquant’anni.siamo nei cosiddetti anni di piombo, quando il paese attraversato da una crisi
economica e da gravi contrasti sociali.in questi anni nasce si sviluppa in Italia il terrorismo politico,
l’azione politica violenta di gruppi estremisti di destra e di sinistra, che agiscono al di fuori del
normale confronto politico democratico e che, mediante la strategia della tensione hanno l’obiettivo
di provocare la crisi delle strutture democratiche dello Stato.questa strategia si realizza attraverso
una serie di attentati contro persone che svolgono in qualche modo un ruolo attivo nella vita
democratica del paese (magistrati, uomini politici, rappresentanti delle forze dell’ordine, professori
universitari),Ma assume anche la forma di vere proprie stragi nelle piazze, nelle banche, sui treni
che coinvolgono anche semplici cittadini.

l codice penale italiano punisce il terrorismo con pene molto severe, differenziando tra differenti
tipologie. Cominciamo la nostra analisi con le associazioni con finalità di terrorismo. Secondo la
legge [1], chiunque prende parte, in qualunque modo (organizzandola, promuovendola, ecc.) ad
un’associazione che intende attentare all’ordine democratico del Paese con atti di violenza, è punito
con una reclusione che può arrivare ad un massimo di quindici anni a seconda del ruolo che si è
rivestiti (mero partecipante, promotore, capo dell’associazione, ecc.).
Secondo la Corte di Cassazione, costituisce finalità di terrorismo quella di incutere terrore nella
collettività con azioni criminose indiscriminate, cioè dirette non contro singole persone ma contro
quello che esse rappresentano [2]. Emblematico è l’omicidio di Aldo Moro, perpetrato nei suoi
confronti non per un odio personale dei suoi carnefici, bensì per lanciare un messaggio di sangue
allo Stato. Il codice penale punisce, ovviamente, anche gli attentati terroristici commessi da un
singolo individuo. La legge punisce con la reclusione fino a venti anni chiunque, per finalità
terroristiche, attenta alla vita all’incolumità di una persona. La pena è addirittura dell’ergastolo se
ne deriva la morte di una persona [4].

La legge italiana, quindi, decide di punire più severamente chi mette a repentaglio la vita o
l’incolumità di un’altra persona per il solo fine perseguito, cioè quello terroristico. Si tratta del
cosiddetto dolo specifico, cioè dell’intenzione specifica che il criminale intende perseguire
commettendo quel determinato reato.
La Costituzione Italiana non dà una definizione di terrorismo, limitandosi a specificare nell'articolo
17, primo comma, che "I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz'armi"; il secondo
comma dell'articolo 18 stabilisce che "Sono proibite le associazioni segrete e quelle che
perseguono, anche indirettamente, scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare".
L'art. 270-sexies del codice penale recita: "Sono considerate con finalità di terrorismo le condotte
che, per la loro natura o contesto, possono arrecare grave danno ad un Paese o ad un'organizzazione
internazionale e sono compiute allo scopo di intimidire la popolazione o costringere i poteri
pubblici o un'organizzazione internazionale a compiere o astenersi dal compiere un qualsiasi atto o
destabilizzare o distruggere le strutture politiche fondamentali, costituzionali, economiche e sociali
di un Paese o di un'organizzazione internazionale, nonché le altre condotte definite terroristiche o
commesse con finalità di terrorismo da convenzioni o altre norme di diritto internazionale
vincolanti per l'Italia".

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