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IL NATURALISMO FRANCESE

Il Verismo italiano parte proprio, seppur con sensibili divergenze, dal Naturalismo, un movimento
sviluppatosi in Francia. Il Naturalismo prende le mosse dal Positivismo, che sosteneva che la scienza è uno
strumento privilegiato ed è utile per la società per migliorarne la qualità, grazie allo sviluppo scientifico e
industriale. Oltre che al miglioramento materiale, si può pensare ad un miglioramento spirituale: questo
compito spetta alla letteratura.

Il pensatore da cui trasse i suoi fondamenti teorici e le sue formule il Naturalismo fu Hippolyte Taine, filosofo,
storico e critico letterario. Taine affermava che il comportamento umano è influenzato dal luogo e dal
periodo storico e che il romanzo è una grande inchiesta sull’uomo. Con la letteratura si possono studiare i
comportamenti umani.

Taine indicò come modello di scrittore “scienziato” Honoré de Balzac, l’autore di quel grandioso quadro della
società francese nell’età della Restaurazione che è la Commedia Umana, sottolineando la sua precisione di
anatomista e di chimico nell’analizzare la natura umana e le sue eccezioni patologiche.

Accanto a Balzac, modelli letterari della scuola naturalista furono Gustave Flaubert, l’autore di Madame
Bovary, per la sua teoria dell’impersonalità e i fratelli Edmond e Jules de Concourt, per la cura nel costruire i
romanzi in base a una documentazione minuziosa e diretta degli ambienti sociali rappresentati e per
l’attenzione nuova dimostrata ai ceti inferiori, a fenomeni di degradazione umana e a casi patologici.

EMIILE ZOLA:

Le esigenze di trasformare il romanzo in uno strumento scientifico e di rappresentare la realtà in tutte le sue
forme, anche quelle più crude, furono riprese da Emile Zola, lo scrittore che diede la sistemazione più
compiuta alle teorie naturalistiche e ausi riassunse nella sua opera il movimento, ponendosi come un vero e
proprio caposcuola.

Le concezioni che stanno alla base della narrativa zoliana si trovano esposte ne Il Romanzo sperimentale, nel
quale Zola sostiene che il metodo sperimentale delle scienze, applicato in un primo tempo ai corpi inanimati
(chimica, fisica), poi ai corpi viventi (fisiologia), deve essere ora applicato anche alla sfera “spirituale”, agli
atti intellettuali e passionali dell’uomo. Di conseguenza la letteratura e la filosofia devono entrare a far parte
delle scienze, adottando il metodo sperimentale: da qui la nascita del romanzo sperimentale.

Secondo Zola la scienza non ha ancora trovato con certezza tutte le leggi che regolano la vita passionale e
intellettuale dell’uomo, ma due principi si possono già affermare: l’ereditarietà biologica (ognuno si porta
dietro caratteri ereditari) e l’influsso esercitato dall’ambiente sociale, che modifica continuamente i
meccanismi della vita individuale.

Il romanziere assume quindi un ruolo importantissimo: aiutare le scienze politiche e sociali nel regolare la
società ed eliminare le sue storture, fornendo ai legislatori e ai politici gli strumenti per dirigere i fenomeni
sociali. Alla base del romanzo sperimentale zoliano sta una concezione progressista della società e della
funzione dello scrittore, a cui viene assegnato un preciso impegno sociale e politico.

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