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Basilica superiore di San Francesco ad Assisi, 1228-1253 (costruzione

della Basilica), metà XIII sec. prima metà XIV (decorazione pittorica)
“Credette Cimabue tener lo campo, e ora ha Giotto il grido, sì che la fama di colui è scura”
Dante, Purgatorio, canto XI

“Giotto ebbe uno ingenio di tanta eccellenzia, che niuna cosa dà la natura, madre di tutte le
cose ed operatrice col continuo girar de’ cieli, che egli con lo stile e con la penna e col
pennello non dipignesse sì simile a quella, che non simile anzi più tosto dessa paresse, in tanto
che molte volte nelle cose da lui fatte si truova che il visivo senso degli uomini vi prese errore,
quello credendo esser vero che era dipinto. Boccaccio, Decameron, quinta novella della sesta
giornata.

Ghiberti scrisse: “Dipinse nella chiesa d’Asciesi nell’ordine de’ frati minori quasi tutta la
parete di sotto”
Cimabue,
Cimabue, «Crocifissione», 1288-1290 ca, affresco, 350x690 cm

Assisi, Basilica superiore di San Francesco, transetto sinistro
L’interno della Basilica superiore di Assisi (1228-1280)
Jacopo Torriti, «La costruzione dell’Arca»
La descrizione della “tecnica a
giornate” è molto precisa in Cennini,
è la prima nella trattatistica, e quasi
l’unica. È una pratica antica
ritrovata: già in uso presso i Romani
(ne sono un esempio le pitture ad
affresco della «Villa dei Misteri» a
Pompei) e venuta meno dai primi
secoli cristiani, è registrata come
una tecnica “maestra” della
tradizione alta, alla quale Cennini
sottolinea di appartenere.

Maestro delle storie


di Isacco, Isacco ed
Esaù, 1290 ca
La morte di san La visione di frate Agostino L’accertamento delle
Francesco e del vescovo di Assisi stigmate da parte del
cavaliere Girolamo
Giotto, Il dono del
mantello,
1290-1296, affresco
A destra una rielaborazione di Fabio Fernetti
del possibile stato originale dell’affresco.
“Per dipingere le montagne, Giotto portava pietre nello studio
come in un presepe” Cennino Cennini*

Celebre più come trattatista che non come pittore, Cennino


Cennini è autore del Libro dell’Arte, trattato sulle pratiche
artistiche, pratiche che conobbe direttamente a bottega,
presso Agnolo Gaddi
Giotto, Miracolo del
Presepe di Greccio,
1290-1296 ca, affresco
Dopo la rinuncia a una
condizione di privilegio
Francesco, con pochi compagni,
inizia nel 1207 una nuova vita,
condotta nello spirito della
predicazione evangelica. Nel
1209-10 Francesco intraprende
un viaggio a Roma insieme a
dodici confratelli per ottenere
da papa Onorio III
l’approvazione della regola del
nuovo ordine monastico dei
frati minori francescani.
La regola era basata sui
principi di povertà, castità e
obbedienza.

Giotto, Approvazione della


regola, 1296-1304,
affresco
Tre episodi dal ciclo di affreschi assisiate

da sinistra a destra il Monito del Crocifisso di San Damiano, la Rinuncia degli
averi e Il sogno di Innocenzo III
Giotto, «Rinuncia degli
averi», 1290-1296
Giotto, Preghiera a 

San Damiano, 1290-95,

affresco
Giotto, Sogno del Laterano,

ultimo decennio del Duecento, affresco
Giotto, La cacciata dei diavoli da
Arezzo, affresco
Giotto (più aiutanti),
Morte di San Francesco,
1295, affresco e schema
della divisione in
giornate
Giotto, Omaggio dell’uomo semplice
Il percorso di lettura delle 28 scene dipinte ha inizio con questo episodio che,
però, viene dipinto per ultimo
“La notte seguente, essendosi
il beato Francesco assopito,
vide un palazzo splendido e
grande con armi guerresche
fregiate del segno della croce
di Cristo; e chiedendo di chi
Giotto, Il sogno delle armi e particolare fossero, da una voce celeste
gli fu risposto che esse
sarebbero divenute tutte sue

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