Sei sulla pagina 1di 1

Capitolo 1- seconda parte del libro

Dal un punto di vista formalmente giuridico, il potere legislativo è attribuito al Parlamento


nel nostro ordinamento.
Esaminando il processo di produzione delle norme, si scopre che tale processo è
influenzato da molti fatti sociali condizionandolo.
Per la nascita di una nuova norma serve un bisogno collettivo, quindi una richiesta da
parte della società sul riconoscimento di un nuovo diritto, o di una nuova problematica.
A ciò fa seguito una risposta, ossia l'emissione di leggi.
Infine abbiamo gli effetti di ritorno. L'immissione di nuove leggi cambiano la situazione
sociale.
L'emissione di una norma non equivale all'aver risolto il problema. Questa può infatti
anche rimanere inefficace/ineffettiva (non applicata).
La produzione di nuove norme non è legata all'oggettività di problemi, ma è legata a
condizioni sociali che devono presentarsi. In caso non si presentino tali condizioni e fattori,
non si avrà nessuna nuova norma.
Tali fattori sono:

-senso comune

-rappresentazioni dei media

-domande espresse dal senso comune e media

-ruolo dei gruppi di interesse (funzionari, burocrati, esperti)

-interessi e valori dominanti legati al senso comune e all'opinione delle persone

-sistema politico (aumentare il consenso elettorale non scontentando l'elettorato)

I sistemi politici possono essere distinti in:


-ricettivo, disposto ad ascoltare le proposte che vengono dal basso.
-interventista, intenzionato a realizzare il suo programma a prescindere dalle richieste dal
basso.
Un problema percepito come rilevante per l'ordine sociale ha maggiori possibilità di trovare
un rimedio normativo.
Il processo di produzione delle norme è influenzato da un'attività di costruzione sociale (a
cui partecipano persone, media e capacità di protesta).
Il senso comune è costituito da quello che tutti pensano. Ciò non corrisponde a verità.