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2° unità didattica

SPECIFICITA’
DELL’INFERMIERISTICA

a cura di : dott.ssa Alida Favro 1


2° unità didattica: specificità dell’infermieristica

 “Funzione specifica dell’infermiere è quella di


assistere l’individuo, sano o malato, per
aiutarlo a compiere tutti quegli atti tendenti al
mantenimento della salute o alla guarigione o
a prepararlo a una morte serena, atti che
l’individuo compirebbe da solo se disponesse
della forza, della volontà e delle cognizioni
necessarie, e di favorire la sua partecipazione
attiva in modo da aiutarlo a riconquistare il più
rapidamente possibile la sua indipendenza”
(Virginia Henderson)

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 Negli ultimi decenni gli infermieri si sono attivati per


acquisire nuove funzioni, sia reclamando il riconoscimento
giuridico, sociale e anche economico, per l’esercizio di
alcuni compiti riservati per lo più ai medici, sia
teorizzando una competenza tecnica esclusiva nel
campo del soddisfacimento di alcuni bisogni
fondamentali dell’uomo.

 Nella specifica attività dell’infermiere, confluiscono due


fondamentali aspetti: il primo è in stretta
interdipendenza con l’attività diagnostica e terapeutica
del medico, il secondo, in forma sostanzialmente
autonoma e indipendente, riguarda le azioni volte al
prendersi cura della persona nel soddisfacimento di
alcuni bisogni fondamentali.

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I BISOGNI FONDAMENTALI DELL’UOMO


secondo l’infermiera americana Virginia Henderson

 1. respirare normalmente
 2. mangiare e bere in modo adeguato
 3. eliminare i residui biologici
 4. muoversi e adottare posture confortevoli
 5. riposare e dormire
 6. vestirsi e spogliarsi
 7. mantenere la temperatura corporea nella norma
 8. tenere il corpo pulito e ordinato
 9. proteggersi dai pericoli dell’ambiente
 10. comunicare con i propri simili esprimendo emozioni, bisogni, paure o
opinioni
 11. praticare la propria religione seguendo la propria fede e le proprie
convinzioni
 12. occuparsi di un’attività in modo da sentirsi utili
 13. svagarsi in modo di distendersi e divertirsi
 14. imparare, scoprire o soddisfare la curiosità che porta a un normale
sviluppo e a usare tutti i mezzi disponibili per la salute
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LO SCOPO
DELL’ASSISTENZA
INFERMIERISTICA

Le varie azioni assistenziali


infermieristiche sono mirate
a soddisfare bisogni
fondamentali della persona
allo scopo di:
aumentare
l’INDIPENDENZA
DELL’ASSISTITO
al massimo grado possibile e
quando ciò non sia fattibile
è quello di
EDUCARE IL DISABILE
a convivere con le limitazioni
imposte dalla sua
condizione
o consentirgli una
MORTE SERENA
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LA PROFESSIONALIZZAZIONE INFERMIERISTICA

 Il riconoscimento dell’esclusiva competenza di un


determinato campo di attività sanitaria costituisce il
fondamento della recente professionalizzazione
dell’assistenza infermieristica.
 Secondo i criteri di analisi sociologica delle professioni
proposti dalla scuola funzionalista, un’occupazione
può acquisire le caratteristiche tipiche di una
professione, allorquando vengono formalizzati
un’area di competenza tecnica esclusiva derivante
da conoscenze sistematicamente acquisite tramite
una formazione specifica e un particolare ideale di
servizio, reso esplicito aderendo ad un codice di
regole professionali.

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IL CONCETTO DI PROFESSIONE
 Il termine professione deriva dal latino professum, composto da
pro = davanti e fatēri = confessare, riconoscere. Che ha
dichiarato apertamente.
 Professare = mostrare pubblicamente di sentire.

Definizione di PROFESSIONE comparsa per la prima


volta
 “Occupazione in cui la conoscenza

professata in qualche settore della cultura o


delle scienze è utilizzata nella sua
applicazione ai problemi altrui o
nell’esercizio di un’arte basata su di essa”
Oxford English Dictionary, 1541
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IL CONCETTO DI PROFESSIONE
Secondo il sociologo E. GREENWOOD (1957) sono 5 gli attributi
che deve possedere una professione per contraddistinguersi da
altri tipi di occupazione:

 1. UNA TEORIA SISTEMATICA (corpo di teoria organizzata in


un sistema coerente per razionalizzare le sue operazioni in situazioni
concrete)
 2. UN’AUTORITA’ PROFESSIONALE (riconoscimento che
proviene dal cliente, dagli altri professionisti e dalla società in
generale, che deriva dalla sua conoscenza specifica, competenza
tecnica, autonomia, responsabilità e leadership)
 3. SANZIONI DELLA COMUNITA’ (monopolio dell’esercizio
attraverso i titoli accademici e l’abilitazione dello Stato pena sanzioni
per abuso di professione
 4. UN CODICE DEONTOLOGICO (regole di comportamento
stabilite dalla professione stessa attraverso gli organi professionali a
tutela del cliente, della professione e dell’organizzazione)
 5. UNA CULTURA PROFESSIONALE (valori, norme, regole e
simboli professionali che si esprimono attraverso le organizzazioni ed
associazioni professionali)
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LA PROFESSIONALIZZAZIONE INFERMIERISTICA

 L’infermieristica può essere vista sia come professione, cioè


un’insieme di azioni mirate ad uno scopo, sia come disciplina,
cioè come insieme di conoscenze specifiche che ispirano le
scelte operative (orizzonte scientifico e culturale della
professione)
 AFAF IBRAHIM MELEIS, un’infermiera statunitense
contemporanea, afferma alcune tappe evolutive che hanno
caratterizzato e accompagnato la ricerca di un identità di tipo
professionale e di un campo d’azione proprio.
 Ogni stadio ha contribuito ad affermare il ruolo dell’assistenza
infermieristica nella società e a vederlo riconosciuto, in
particolare attraverso l’esplicitazione dei requisiti scientifici
della disciplina infermieristica.

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LA PROFESSIONALIZZAZIONE INFERMIERISTICA

Le tappe evolutive professionalizzanti di MELEIS

 1. Stadio della PRATICA, si riferisce al periodo che ha


preceduto ogni forma di teorizzazione infermieristica, coincide
esclusivamente con il “fare” dell’infermiere, su azioni dettate da
una vocazione caritativa e/o dalla scienza medica.
 2. Stadio della FORMAZIONE ed ORGANIZZAZIONE, si
riferisce alla definizione di norme e di standard da utilizzare
nell’insegnamento agli studenti e nella gestione del personale.
 3. Stadio della TEORIA, si riferisce alla riflessione sul nucleo
dell’assistenza infermieristica, sul suo mandato e sul suo scopo,
mediante la produzione di teorie e modelli concettuali.
 4. Stadio della FILOSOFIA, si riferisce all’esigenza dei
professionisti di fornire alle elaborazioni teoriche prodotte e alla
disciplina infermieristica nel suo complesso una valida
giustificazione epistemologica (teoria della conoscenza, filosofia della
scienza: riflessione intorno ai principi e al metodo della conoscenza scientifica)
ed etica.
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LA PROFESSIONALIZZAZIONE INFERMIERISTICA
FASE FILOSOFICA

 L’olismo è l’approccio filosofico e scientifico dell’infermieristica.


La stessa concezione olistica, che si è soliti contrapporre a
quella biomedica, non è antiscientifica, ma si alimenta dei
risultati della ricerca e si riferisce a teorie accreditate, in
particolare ai modelli sistemici, che impongono di osservare e
studiare i fenomeni complessi, come la salute dell’uomo,
secondo relazioni di funzionalità e non solo di casualità.

 Secondo alcuni studiosi, nella gerarchia del sapere prodotta da


una disciplina scientifica, a un livello superiore delle teorie e dei
modelli concettuali si colloca il METAPARADIGMA, che
consiste nella cornice filosofica dell’intera disciplina, dei suoi
principi e valori di fondo, delimitando in tal modo l’ambito di
elaborazione dei modelli concettuali e delle teorie.

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IL METAPARADIGMA DELL’INFERMIERISTICA

Mentre i paradigmi, i modelli concettuali e le teorie possono


essere diversi, il metaparadigma di una disciplina è
generalmente uno solo.

 Il metaparadigma più riconosciuto dell’infermieristica


prende in considerazione quattro elementi:
 La persona (o il gruppo);
 L’ambiente nel quale la persona vive sia naturale che
sociale;
 La salute/malattia;
 L’assistenza infermieristica.

 Tale prospettiva non è esclusiva dell’infermieristica, ma si ritiene


che sia la disciplina che maggiormente prende in considerazione
l’essere umano come un tutto unico nelle esperienze che
riguardano la sua salute-malattia.
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LA PROFESSIONALIZZAZIONE INFERMIERISTICA

 L’individuazione di uno specifico professionale ha trovato


fondamento nel riconoscere l’esistenza di particolari fenomeni
di salute, non compresi nella diagnosi medica e gestiti
autonomamente dagli infermieri, che si assumono la
responsabilità in toto della loro identificazione e del
conseguente trattamento, e che costituiscono la
diagnosi infermieristica.
 Questo ha facilitato il progresso in ambito giuridico delle
forme di abilitazione e riconoscimento della competenza
infermieristica nella gestione di trattamenti sanitari e della loro
documentazione, in virtù della loro formazione ed
esperienza.
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LA PROFESSIONALIZZAZIONE INFERMIERISTICA

 La modifica del percorso formativo dell’infermiere dal contesto


ospedaliero al contesto universitario (D. Leg.vo n. 502/1992),
dapprima come Diploma Universitario per Infermiere (D.M. del 1996) e
poi come Diploma di Laurea in Infermieristica (D.M. del
MURTS 2 aprile 2001), ha comportato una sequela di norme
successive che hanno professionalizzato il ruolo dell’infermiere.
 Una delle fonti giuridiche fondamentali relativa all’assistenza
infermieristica e al ruolo dell’infermiere nel contesto sociale e sanitario è
il Profilo Professionale dell’Infermiere, un decreto del Ministero
della Sanità, D.M. 739/1994, a cui fa seguito il nuovo Codice
Deontologico emanato nel 1999.
 Queste norme hanno individuato una propria autonomia e
responsabilità dell’infermiere rispetto alla professione sanitaria
medica e rappresentano il primo fondamentale passo verso
l’emancipazione della professione confermate poi dalla L. n. 42/1999.
Il percorso di professionalizzazione prosegue con la L. 251/2000 che
riconosce il ruolo dirigenziale dell’infermiere e con la L. n. 43/2006
vengono individuate anche le varie specializzazioni e trasformato il
Collegio professionale in Ordine.

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IL PROFILO PROFESSIONALE DELL’INFERMIERE


Decreto ministeriale 14 settembre 1994, n. 739
Art.1

primo comma
 E’ individuata la figura dell’infermiere con il seguente
profilo:
l’INFERMIERE è l’operatore sanitario che, in possesso
del DIPLOMA ABILITANTE e dell’ISCRIZIONE all’ALBO
PROFESSIONALE, è RESPONSABILE dell’ASSISTENZA
INFERMIERISTICA.

secondo comma
 L’assistenza infermieristica preventiva, curativa,
palliativa e riabilitativa è di natura tecnica, relazionale,
educativa. Le principali funzioni sono la prevenzione
delle malattie, l’assistenza ai malati e dei disabili di tutte
le età e l’educazione sanitaria

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IL PROFILO PROFESSIONALE DELL’INFERMIERE


terzo comma
 L’infermiere:
a) Partecipa all’identificazione dei bisogni di salute della
persona e della collettività;
b) Identifica i bisogni di assistenza infermieristica della
persona e della collettività e formula i relativi obiettivi;
c) Pianifica, gestisce e valuta l’intervento assistenziale
infermieristico;
d) Garantisce la corretta applicazione delle prescrizioni
diagnostico-terapeutiche;
e) Agisce sia individualmente sia in collaborazione con gli
altri operatori sanitarie e sociali;
f) Per l’espletamento delle funzioni si avvale, ove necessario,
dell’opera del personale di supporto;
g) Svolge la sua attività professionale in strutture sanitarie
pubbliche o private, nel territorio e nell’assistenza
domiciliare, in regime di dipendenza o libero-
professionale.

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IL PROFILO PROFESSIONALE DELL’INFERMIERE

quarto comma
 L’infermiere contribuisce alla formazione del personale di
supporto e concorre direttamente all’aggiornamento
relativo al proprio profilo professionale e alla ricerca.

quinto comma
 La formazione infermieristica post-base per la pratica
specialistica è intesa a fornire agli infermieri di assistenza
generale delle conoscenze cliniche avanzate e della
capacità che permettono loro di fornire specifiche
prestazioni infermieristiche nelle seguenti aree:
a) Sanità pubblica: infermiere di sanità pubblica;
b) Pediatria: infermiere pediatrico;
c) Salute mentale-psichiatria: infermiere psichiatrico;
d) Geriatria: infermiere geriatrico;
e) Area critica: infermiere di area critica.
…………………………
Art. 2- Art.3 – ………………………………….
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IL CODICE DEONTOLOGICO dell’INFERMIERE

La deontologia
consiste in una serie di
regole di autodisciplina e di comportamento che valgono
per i membri di una determinata professione, su
deliberazione di quest’ultima.
Sono dunque gli stessi professionisti a darsi le regole
del proprio agire professionale.

 Le enunciazione del Codice acquisiscono valore di


norme vincolanti per ogni appartenente alla comunità
professionale specifica, la loro inosservanza è punibile
con sanzioni da parte dell’Ordine professionale.

 La deontologia è espressione dell’etica professionale in


quanto traduce in norme le istanze morali,
specialmente in relazione ai destinatari delle
prestazioni e dell’attività professionale.
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IL CODICE DEONTOLOGICO dell’INFERMIERE
febbraio 1999
1. Premessa
1.1 …..1.2 …..
1.3. La responsabilità dell’infermiere consiste nel curare e prendersi
cura della persona, nel rispetto della vita, della libertà e della
dignità dell’individuo.
2. Principi etici della professione
2.1…..2.2……
2.3. L’infermiere riconosce che tutte le persone hanno diritto ad
uguale considerazione e le assiste indipendentemente dall’età,
dalla condizione sociale ed economica, dalle cause di malattia.

2.4. L’infermiere agisce tenendo conto dei valori religiosi, ideologici


ed etici, nonché della cultura, etnia e sesso dell’individuo.

2.6. Nell’agire professionale l’infermiere si impegna a non nuocere,


orienta la sua azione all’autonomia e al bene dell’assistito, di cui
attiva le risorse anche quando questi si trovi in condizioni di
disabilità o svantaggio.

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IL CODICE DEONTOLOGICO dell’INFERMIERE

3. Norme generali
3.1 …. 3.2 ……
3.1. L’infermiere aggiorna le proprie conoscenze attraverso la
formazione permanente, la riflessione critica sull’esperienza e
la ricerca, al fine di migliorare la sua competenza.

L’infermiere fonda il proprio operato su conoscenze valide e


aggiornate così da garantire alla persona cure e l’assistenza
più efficaci.

3.3. L’infermiere riconosce i limiti delle proprie conoscenze e


competenze e declina la responsabilità quando ritenga di non
poter agire con sicurezza.

3.4. L’infermiere, in situazioni di emergenza, è tenuto a prestare


soccorso e ad attivarsi tempestivamente per garantire
l’assistenza necessaria. In caso di calamità, si mette a
disposizione dell’autorità competente.

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IL CODICE DEONTOLOGICO dell’INFERMIERE

 4. Rapporti con la persona assistita


 4.1 ….. 4.2 …….
 4.3. L’infermiere, rispettando le indicazioni espresse
dall’assistito, ne facilita i rapporti con la comunità e le
persone per lui significative, che coinvolge nel piano di cura.
 4.5. L’infermiere, nell’aiutare e sostenere la persona nelle
scelte terapeutiche, garantisce le informazioni relative al
piano di assistenza ed adegua il livello di comunicazione alla
capacità del paziente di comprendere………..

 4.6. L’infermiere assicura e tutela la riservatezza delle


informazioni relative alla persona……
 4.8. L’infermiere rispetta il segreto professionale non solo per
obbligo giuridico, ma per intima convinzione e come risposta
concreta alla fiducia che l’assistito ripone in lui.
 4.16. L’infermiere sostiene i familiari dell’assistito, in
particolare nel momento della perdita e nella elaborazione
del lutto.
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 IL CODICE DEONTOLOGICO dell’INFERMIERE


 5. Rapporti professionali
 5.1….
 5.2. L’infermiere tutela la dignità propria e dei colleghi,
attraverso comportamenti ispirati al rispetto e alla solidarietà.
Si adopera affinchè la diversità di opinione non ostacoli il
progetto di cura.
 5.3. L’infermiere ha il dovere di autovalutarsi, e di sottoporre il
proprio operato a verifica, anche ai fini dello sviluppo
professionale.
 6. Rapporti con le istituzioni
 6.1 ……
 6.4. L’infermiere riferisce a persona competente e all’autorità
professionale qualsiasi circostanza che possa pregiudicare
l’assistenza infermieristica o la qualità delle cure, con
particolare riguardo agli effetti sulla persona.
 6.5. L’infermiere ha il diritto e il dovere di segnalare al Collegio
le situazioni in cui sussistono circostanze o persistono
condizioni che limitano la qualità delle cure o il decoro
dell’esercizio professionale.

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2° unità didattica: specificità dell’infermieristica

LE DIMENSIONI
DELL’ASSISTENZA INFERMIERISTICA

Il profilo professionale, e il codice deontologico


definiscono l’assistenza infermieristica preventiva,
curativa, palliativa e riabilitativa, determinando
che l’infermiere opera in ogni settore della salute, e
che la natura dell’assistenza infermieristica è
tecnica, relazionale ed educativa, specificando la
necessità di erogare interventi che richiedono
conoscenze e abilità sia nell’ambito medico-clinico
che psico-pedagogico, al fine di svolgere le funzioni
proprie: la prevenzione delle malattie,
l’assistenza ai malati e ai disabili di tutte le età
e l’educazione sanitaria.

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2° unità didattica: specificità dell’infermieristica

LA TECNICA

 La tecnica rappresenta un aspetto dell’assistenza,


congiunto ad altri. La dimensione tecnica è, infatti, una
componente essenziale, benché non esclusiva
dell’assistenza infermieristica, al cui scopo, “il prendersi
cura” della persona, deve restare subordinata.

 L’identità di un gruppo professionale non si crea sulla


tecnica, che una volta generata non è più proprietà del
singolo gruppo, ma può diventare comune a molti, ma
sull’area del sapere che porta a produrre le tecniche.

 La tecnica, o meglio, l’evoluzione tecnologica della


medicina e dell’assistenza infermieristica
rappresenterebbe, secondo alcuni, uno dei principali
fattori di disumanizzazione della persona assistita, al
punto da mettere in discussione il ruolo stesso degli
infermieri.
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2° unità didattica: specificità dell’infermieristica

LA RELAZIONE
 La relazione nell’assistenza infermieristica assume un valore
veramente speciale. Se è vero che per tutte le professioni
finalizzate ai servizi della persona tale aspetto è importante,
nel prendersi cura del malato la relazione è addirittura un
elemento costitutivo, una conditio sine qua non della
professione stessa (Marie François Collière).

 Per perseguire il benessere della persona, l’infermiere aiuta la


persona ad esprimere i propri bisogni e a potenziare le proprie
risorse fisiche, affettive e sociali anche quando le terapie non
dovessero bastare o non fossero più efficaci. E’ necessario,
inoltre, sostenere i caregivers in un compito così impegnativo
come è l’assistenza di persone non autosufficienti, soprattutto
a domicilio.

 La relazione tra infermiere e assistito si fonde sulla


comunicazione e sulla pratica dell’ascolto.

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L’EDUCAZIONE

 L’intervento educativo dell’infermiere riguarda tanto il


singolo, sano o malato, quanto il suo nucleo familiare e,
in alcuni casi, la popolazione a rischio.

 Il profondo valore educativo del ruolo dell’infermiere,


chiamato a fornire informazioni e conoscenze sanitarie,
a insegnare concretamente come prevenire o affrontare
e risolvere problemi clinici che si presentano. Fa
emergere la necessità di un bagaglio di conoscenze,
capacità tecniche, abilità relazionali.

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2° unità didattica: specificità dell’infermieristica

LEGGE 26 febbraio 1999, n. 42


“Disposizioni in materia di professioni sanitarie”

Con la L. 42/’99 si segna un passaggio


importantissimo per la professione
infermieristica determinando la fine di
un’epoca: la storica misura dell’abrogazione
del D.P.R. n.225/’74.

 Il D.P.R 225/74, cosiddetto “mansionario”, simbolo della cultura


prescrittiva, relegava gli infermieri nel recinto del “mestiere”.

 Per l’assistenza infermieristica si apre finalmente, a tutti gli


effetti, la stagione del pieno riconoscimento della sua dignità di
professione.

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LEGGE 26 febbraio 1999, n. 42


L’art. 1

 sostituisce la denominazione di “professione


sanitaria ausiliaria” (R.D. n.1265/’34) in
“professione sanitaria”.

 abroga il D.P.R 225/74 e determina il CAMPO


PROPRIO di ATTIVITA’ e di RESPONSABILITA’ della
professione dai contenuti:
 del Profilo professionale,
 dell’Ordinamento didattico del corso di laurea e
di formazione post-base,
 del Codice deontologico.
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LEGGE 26 febbraio 1999, n. 42

 Questa legge delinea quali sono le nuove


norme regolanti l’esercizio professionale di
infermiere, cioè il campo di competenza e
di responsabilità dell’infermiere quando
opera, che attualmente corrispondono a:

 Il Profilo professionale (D.M. 739/1994);


 L’Ordinamento didattico (D.M. 2 aprile 2001);
 IL Codice deontologico (febbraio 1999).

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Legge 10 agosto 2000, n. 251


 Questa legge porta due grandi novità:
 il ruolo dirigenziale
 l’attivazione di uno specifico Corso di Laurea
Specialistica in Scienze Infermieristiche ed
Ostetriche.
 Il riconoscimento di una dirigenza autonoma del
Servizio di Assistenza Infermieristica comporta un
cambiamento profondo anche nell’organizzazione: il
“nuovo” dirigente infermiere, infatti, non dovrà
più confrontare continuamente le sue scelte con i vari
direttori, ma piuttosto negoziare il governo dei
processi di assistenza infermieristica con la direzione
generale dell’Azienda Sanitaria.

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LEGGE 43/2006

 Rende possibile la trasformazione del Collegio


professionale in Ordine professionale.

 Classifica il personale appartenente alle


professioni sanitarie come segue:

 Professionisti in possesso del diploma di laurea


 Professionisti coordinatori in possesso di master di 1° livello
in management
 Professionisti specialisti in possesso di master di 1° livello in
clinica
 Professionisti dirigenti in possesso della laurea specialistica
con esercizio dell’attività per almeno cinque anni.

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GLI AUSILIARI SOCIO-ASSISTENZIALI

 Il profilo professionale prevede che, ove necessario,


l’infermiere si avvale di personale di supporto,
contribuendo direttamente alla loro formazione.

 La necessità di tali figure deriva proprio


dall’evoluzione del profilo dell’infermiere,
sempre più professionista con responsabilità
autonome e compiti dirigenziali.

 La presenza delle figure di supporto permette agli


infermieri di svolgere i propri compiti più
qualificati liberandoli dalle mansioni di più basso
livello.

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L’operatore socio-sanitario
(O.S.S.)

 Questa figura rappresenta l’evoluzione di tutte le


precedenti (IG, OTA, OSA, ASSS) che sono in via
di esaurimento.

 Svolge la sua attività sia nel settore sociale che


sanitario.

 Svolge la sua attività su indicazione


dell’infermiere o dell’assistente sociale a
seconda di dove opera.

 Le attività sono rivolte alla persona e al suo


ambiente di vita.
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L’operatore socio-sanitario con formazione


complementare all’assistenza sanitaria
(OSS f.c.)

 Tale operatore coadiuva


l’infermiere/ostetrica in alcune
attività assistenziali, conformemente
alle direttive o sotto la sua
supervisione.

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