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LOGICA

CAPITOLO 1 Logica verbale

1.1 • I sinonimi

1.2 • I contrari

1.3 • Relazioni logiche tra termini: le classificazioni concettuali

1.4 • Proporzioni verbali o analogie concettuali

1.4.1 • Le proporzioni verbali complesse

1.4.2 • Le possibili forme grafiche di presentazione delle proporzioni verbali

1.5 • Le prove di vocabolario

1.6 • Inserzione logica di termini in un contesto

1.7 • Le prove di comprensione di brani

1.7.1 • Esempi di prove sulla comprensione di brani

1.8 • Nozioni di semantica

1.8.1 • Prefissi e suffissi

CAPITOLO 2 Ragionamento critico

2.1 • I sillogismi

2.2 • Come aiutarsi con i diagrammi insiemistici

2.3 • Le negazioni

2.4 • Le deduzioni logiche

2.5 • Le prove con le parentele


2.6 • Test di logica concatenativa

2.7 • Test di valutazione delle abilità di ordinare eventi/elementi

CAPITOLO 3 Logica numerica

3.1 • Abilità di calcolo

3.1.1 • L’addizione e la sottrazione

3.1.2 • La moltiplicazione

3.1.3 • La divisione

3.2 • Le medie

3.2.1 • Proprietà della media

3.2.2 • Media pesata (o ponderata)

3.3 • Frazioni e proporzioni

3.3.1 • Frazioni proprie

3.3.2 • Frazioni improprie

3.3.3 • Proporzioni

3.4 • Calcolo mentale di una percentuale di un numero [10%, 1%, 25%]

3.5 • Conversione tra frazioni - numeri percentuali e numeri decimali

3.5.1 • Dalla frazione al numero decimale e viceversa

3.5.2 • Variazione percentuale

3.6 • Conversione tra unità di misura di tempo, distanza, area, volume, massa, velocità

3.6.1 • Multipli e sottomultipli

3.6.2 • Multipli e sottomultipli [con potenze)

3.6.3 • Alcuni tipi di conversione

3.6.4 • Il Litro

3.7 • Esercizi su spazio, tempo e velocità

3.8 • Esercizi con le probabilità e il calcolo combinatorio

3.8.1 • Definizione di probabilità (P)

3.8.2 • Connettivi logici “e” e “o”

3.8.3 • Grafi ad albero

3.8.4 • Permutazioni e combinazioni

3.9 • Le sequenze

3.10 • Le serie numeriche nelle configurazioni grafico-geometriche

3.10.1 • Sequenze con cerchi

3.10.2 • Sequenze con triangoli e quadrati

3.11 • Le serie con configurazioni particolari

3.12 • Le matrici quadrate

3.13 • Le trasformazioni simboliche

3.14 • Interpretazione di dati da tabelle e grafici

CAPITOLO 4 Ragionamento astratto e attitudine visuo-spaziale

4.1 • Rotazioni mentali e orientamento spaziale

4.2 • Le serie

4.3 • Le matrici

4.4 • Le proporzioni

4.5 • Figure da scartare

4.6 • Scomposizione e ricostruzione di figure geometriche tridimensionali

4.7 • Attenzione e precisione

4.7.1 • Sequenze con coppie di lettere di numero uguale tra loro

4.7.2 • Alternanza vocale/consonante in sequenze di lettere

4.7.3 • La sequenza che “riproduce fedelmente” la sequenza data


4.7.4 • Sequenze di numeri “pari dispari pari”
CAPITOLO 1 Logica verbale

Gran parte delle prove di ammissione è costituita da test psicoattitudinali che comprendono prove di valutazione delle attitudini

verbali, delle abilità di ragionamento numerico e delle abilità di ragionamento visuo-percettivo. Tali quesiti vengono comunemente chiamati

di logica o di ragionamento logico in quanto prescindono dal livello culturale del soggetto cui vengono somministrati e valutano

esclusivamente l’elasticità mentale e la capacità di ragionamento.

I test di logica verbale possono assumere le forme più diverse ma si fondano principalmente su relazioni e associazioni tra parole,

individuazione di termini contrari, sinonimi, anagrammi, ecc. Altre prove di contenuto verbale sono quelle che richiedono di comprendere e

interpretare il significato di un brano, trarne delle conclusioni o escluderne implicazioni. La padronanza linguistica, la ricchezza del lessico,

la conoscenza dell’etimologia delle parole facilitano il raggiungimento di un buon risultato in questo tipo di esercizi; tuttavia, potrebbero

risultare di grande aiuto alcune nozioni di semantica (scienza che studia il significato delle parole), che troverete nelle pagine successive in

un paragrafo dedicato all’argomento.

Analizzeremo di seguito tutte le tipologie di test di logica verbale che è possibile incontrare nella prova di ammissione.
1.1 • I sinonimi

Si parla di sinonimia quando due termini risultano intercambiabili all’interno del medesimo contesto senza apprezzabili

variazioni di significato. Gli studi linguistici e psicolinguistici chiariscono che si possono stabilire sinonimie tra i termini secondo diverse

regole: possono essere sinonimi due termini che esprimono una diversa generalità, intensità, emotività, moralità, professionalità,

colloquialità, specificità dialettale, ecc. Il linguista Ullman (1966) riporta alcuni esempi: caldo e rovente sono sinonimi con diversa intensità,

rigettare e declinare sono sinonimi che assumono una diversa coloritura emotiva, decesso è un sinonimo di morte usato maggiormente in

un contesto tecnico-professionale, ecc.

Il compito di individuare i sinonimi dei termini viene facilitato dal fatto che alle prove si prevede la scelta di un termine tra quattro o

cinque alternative, per cui è possibile riconoscere il termine tra quelli proposti anziché recuperarlo dalla memoria senza alcun suggerimento.

Verifichiamo ciò direttamente con un esempio: pensate ad un sinonimo di oberato. Alcuni non ricorderanno il significato del termine

per cui non si sforzeranno più di tanto nel cercare di recuperarlo dalla memoria, altri proveranno una vaga sensazione di incertezza, altri

ancora ce l’avranno “sulla punta della lingua”; alcuni sapranno rispondere con esattezza e infine altri saranno convinti erroneamente di

sapere la risposta. È evidente che con le alternative fornite dal test possiamo riconoscere il sinonimo grazie al fatto che lo vediamo stampato

sulla pagina insieme ad altri termini. In questo caso il rischio di errore deriva più che altro dai distrattori (cioè dai termini alternativi che

vengono immessi tra le risposte possibili al solo scopo di indurre in errore).

ESEMPIO

Indicare qual è il sinonimo di Oberato.

A. Avvinazzato

B. Impedito

C. Aggravato

D. Liberato

E. Ingrassato

In questo esempio, da considerarsi di difficoltà medio-bassa, il distrattore più efficace è la risposta B Impedito. Infatti alcuni, pur sapendo

adoperare appropriatamente il termine in una frase, potrebbero cadere in errore valutando il termine nella sua relazione conseguente: cioè

se si pensa all’uso del termine oberato in una frase come “oberato da impegni”, si potrebbe proseguire con “dunque ostacolato o impedito

nel fare una certa cosa” da cui potrebbe derivare la risposta errata. Naturalmente la risposta esatta è la lettera C Aggravato. È stato inserito

anche il contrario alla risposta D Liberato. Anche il termine Ingrassato ha una sua logica in questo contesto: il fine è quello di trarre in

inganno coloro che non conoscendo il significato di Oberato, si affidano ingenuamente all’ancoraggio per assonanza con una parola nota:

obeso.
1.2 • I contrari

I test verbali prevedono nella stragrande maggioranza dei casi delle prove di ricerca dei contrari di contenuti verbali, aggettivali,

nominali, ecc. La ricchezza del lessico è un prerequisito fondamentale per l’ottima riuscita in questo tipo di prove. È di aiuto anche in questo

caso mettersi nei panni del redattore del test per evitare di cadere nelle “trappole” che è solito tendere.

II redattore sa che uno degli errori più frequenti in queste prove è dovuto alla pressione del tempo, quindi, inserirà, tra le risposte,

anche il sinonimo della parola stimolo. Inoltre, inserirà spesso anche un termine analogo al sinonimo e un termine in assonanza (di suono

simile). È molto frequente, infatti, che la nostra risposta cada sul sinonimo anziché sul contrario del termine, proprio perché per abitudine è

automatica la ricerca di una parola con significato simile anziché contrario a quella data.

Aiutatevi costruendo mentalmente una frase che contenga il termine stimolo ed il suo contrario.

ESEMPIO

Indicare il contrario di Abiurare.

A. Disfarsi

B. Convertirsi

C. Rifiutarsi

D. Cambiarsi

E. Affrettarsi

Il termine in questione ha una bassa frequenza di uso per cui risulta di difficoltà elevata. Osservando le alternative proposte, notiamo che è

stato inserito il sinonimo, risposta C, accanto alla risposta corretta, Convertirsi. Qui, in caso di incertezza, è di aiuto costruire la frase con il

termine e il suo contrario, come forma rafforzativa: “ha abiurato il cattolicesimo convertendosi al buddismo”. (Si pensi per esempio a quante

volte nei libri di storia si è letto che un sovrano ha abiurato una certa religione per abbracciarne un’altra).
1.3 • Relazioni logiche bra bermini: le classificazioni concebbuali

Si tratta di quesiti in cui, data una serie di termini, si chiede di individuarne uno da scartare perché non congruente con gli altri. Anche

nei comuni giochi enigmistici si trovano esercizi di questo tipo. Generalmente si chiede di individuare il termine da scartare nell’ambito di

una serie. Gli elementi appartengono tutti ad una categoria tranne uno, che è appunto quello da eliminare. Nei giochi enigmistici questo tipo

di quiz viene chiamato “caccia all’intruso”. Occorre dunque riconoscere la relazione esistente tra le parole e le ragioni di incongruenza del

termine estraneo che possono essere di natura logica o etimologica.

Le tipologie di relazioni instaurabili tra serie di parole sono pressoché infinite; di seguito vengono riportate le principali con alcuni

quiz esemplificativi.

ESEMPI

Relazione etimologica

Individuare, tra le alternative proposte, il termine da scartare.

A. antenato

B. antefatto

C. antipasto

D. antifurto

E. anteprima

Nelle alternative A, B, C, E, il prefisso anti-deriva da ante che significa “prima, davanti”, mentre nell’alternativa D, il prefisso deriva da anti-

con il significato di “contro”.

Relazione semantica

Individuare, tra le alternative proposte, il termine da scartare.

A. Restio

B. Disposto

C. Orientato

D. Propenso

E. Incline
Tutti i termini indicano un atteggiamento favorevole nei confronti di qualcosa ad eccezione della A: la parola “restio” infatti significa

“riluttante a fare qualcosa”.

Relazione ortografica

Individuare, tra le alternative proposte, il termine da scartare.

A. spasso

B. basso

C. contrabbasso

D. contrabbando

E. contrappasso

Tutti i termini finiscono per “asso” tranne nell’alternativa D.

Relazione grammaticale

Individuare, tra le alternative proposte, il termine da scartare.

A. il

B. la

C. un

D. le

E. gli

Sono tutti articoli determinativi tranne la C.

Relazione geografica

Individuare l’abbinamento errato:

A. Medici - Firenze

B. Della Scala - Genova

C. Visconti - Milano

D. Estensi - Ferrara

E. Gonzaga - Mantova

Gli abbinamenti si riferiscono a celebri dinastie aristocratiche e alle relative città di appartenenza. Sono tutti corretti tranne nell’alternativa

B: la famiglia della Scala o famiglia scaligera, infatti, fu una celebre dinastia veronese.

Relazione temporale

Individuare, tra le alternative proposte, il termine da scartare.

A. Baricco

B. Dante

C. Mazzantini

D. Coelho

E. Faletti

Si tratta di tutti scrittori contemporanei, ad eccezione di Dante che è dunque il termine da scartare.

Relazione di appartenenza

Individuare, tra le alternative proposte, il termine da scartare:

A. sardina

B. orata

C. balena

D. branzino

E. dentice

I termini proposti sono tutti pesci tranne la balena che è un cetaceo.

Relazione funzionale

Individuare, tra le alternative proposte, la parola da scartare.

A. Bicicletta

B. Motocicletta

C. Automobile
D. Coltello

E. Motocarro

In tutte le alternative sono elencati mezzi di locomozione tranne nella D.

Relazione causale

Individuare l’abbinamento errato:

A. medicina - guarigione

B. corsa - affanno

C. riposo - stanchezza;

D. dieta - dimagrimento

E. taglio - sanguinamento

In ogni coppia i termini sono legati tra loro da una relazione di causa-effetto tranne nella C non essendo il riposo una possibile causa di

stanchezza.

Nell’affrontare quesiti di questo tipo, ricordate di passare in rassegna anche gli aspetti superficiali delle parole: con quale lettera

iniziano (ad esempio se iniziano tutte con consonanti tranne una); se contengono sillabe in comune (ad esempio le parole risotto,

trottola, nottola, ottobre, ecc. hanno tutte in comune il gruppo sillabico otto); se sono composte dallo stesso numero di lettere tranne

una, e così via. Si suggerisce quindi di analizzare le alternative proposte prima ad un livello di “superficie”, per poi passare a livelli di

classificazione via via più “elaborati”. Abituarsi ad analizzare i raggruppamenti proposti in questo modo impedisce il sovraccarico del

nostro sistema di elaborazione delle informazioni e consente di risparmiare del tempo prezioso.

ESEMPIO

Qual è l’elemento da scartare?

A. Gorilla

B. Gazzella

C. Scimpanzè

D. Gibbone

E. Gatto

In questo esempio le risposte plausibili e quindi ingannevoli sono numerose, si potrebbe credere che l’elemento da scartare sia il gatto

perché è l’unico animale domestico, oppure la gazzella perché è l’unico che non si arrampica sugli alberi. In realtà la risposta esatta è ancora

più semplice, l’elemento da scartare, infatti, è Scimpanzè perché inizia con la lettera s, mentre gli altri animali iniziano con la lettera g.

Quando l’esercizio richiede implicitamente un giudizio di valore è bene ricercare la soluzione nella struttura del problema. Ad

esempio, nel caso di seguito riportato si chiede di esprimere un giudizio di valore o di ordinare degli scrittori seguendo il giudizio dato da un

critico.

ESEMPIO

Una valutazione critica che stabilisca una scala di valori non è possibile in campo artistico. In musica, in pittura, in letteratura, si rischia

spesso di cadere in giudizi meramente epidermici e molto soggettivi. Secondo un critico, per esempio, Moravia è da mettersi dopo Cassola. E

Bevilacqua prima di Gadda e Vittorini.

Secondo il metro di giudizio di questo critico, quale sarà il posto riservato a Pasolini fra gli scrittori nominati sopra?

A. Fra Gadda e Cassola

B. Prima di Cassola

C. Fra Moravia e Vittorini

D. Dopo Vittorini

E. Non è possibile rispondere alla domanda


Il problema sembra non risolvibile, perché, apparentemente si richiede di interpretare il giudizio di un critico sulla base dei suoi gusti

personali. Invece la soluzione si trova nella struttura di superficie dei nomi degli scrittori; i nomi sono infatti distribuiti in ordine alfabetico,

pertanto la risposta esatta è la C, fra Moravia e Vittorini.


1.4 • Proporzioni verbali o analogie concettuali

Nelle prove selettive i quesiti basati su proporzioni verbali sono piuttosto comuni perché considerati rilevatori efficaci delle

abilità di ragionamento induttivo. Si tratta tuttavia di quesiti che richiedono anche il possesso di un lessico sufficientemente ricco e di una

buona padronanza della lingua italiana.

Questi quiz vengono comunemente chiamati proporzioni verbali perché assomigliano nella forma alle proporzioni matematiche, ma al

posto dei numeri sono costituiti da vocaboli tra i quali occorre individuare il nesso. In tali prove si richiede infatti di individuare il rapporto

di somiglianza tra parole, fatti, oggetti e di riconoscere il termine o i termini che spiegano la relazione o che esprimono un certo grado di

somiglianza tra essi. Per questo motivo tali tipologie di quesiti possono essere definite anche equivalenze semantiche o analogie concettuali.

Anche in questo caso, dunque, la prima cosa da fare è comprendere il nesso, ovvero la relazione, tra i termini, ma a differenza delle relazioni

logiche semplici, nelle proporzioni mancano una o più parole che devono essere individuate. Come già accennato le tipologie di relazione

possibili sono pressoché infinite, ma le più comuni sono quelle indicate nel paragrafo precedente.

Vediamo alcuni esempi di proporzioni verbali.

ESEMPI

Relazione causale

Soluzione: Problema = Accordo: ?

Il quesito in questo caso viene posto sotto forma di proporzione e deve essere letto in questo modo:

Soluzione sta a Problema come Accordo sta a X

La coppia dei termini Soluzione e Problema è in relazione causale consequenziale, ovvero la Soluzione è qui da intendersi nell’accezione di

raggiungimento di un risultato da sostituire a una serie complessa di elementi ovvero ad un Problema.

Nell’esempio successivo l’incognita da individuare tra i cinque termini proposti dovrà esprimere la stessa consequenzialità inversa riferita al

termine Accordo per cui tra le alternative proposte:

A. Disaccordo

B. Concordia

C. Conflitto

D. Dilemma

E. Pretesa

la risposta giusta è la C Conflitto, perché è l’unico termine che esprime con la stessa intensità e nella stessa direzione della coppia precedente

la relazione di causalità consequenziale.

Relazione etimologica

Eremo: Eremita = Probo: ?

A. Problematico

B. Probabilità

C. Proibire

D. Probiviro

E. Proboscide

Il termine Eremita, riferito a chi si apparta dal mondo, di solito per motivi religiosi, deriva etimologicamente da Eremo, luogo isolato di

contemplazione e preghiera. Il termine Probo significa onesto, integro, retto, da cui deriva Probiviro che propriamente significa “uomo

probo”, più comunemente membro di un gruppo ristretto con compiti delicati all’interno di un’istituzione (collegio dei probiviri). Gli altri

termini evidentemente non hanno alcuna relazione etimologica. Dunque la risposta esatta è la D.

Relazione ortografica

Trama: Vello = Brama: ?


A. Merlo

B. Bello

C. Spello

D. Agnello

E. Pelo

Questo tipo di esercizi può trarre in inganno proprio per la sua semplicità. È essenziale in questo caso non prefigurare la risposta sulla base

del solo esame della proporzione. L’unica relazione possibile tra i due termini noti della proporzione impostata è quella di tipo ortografico,

che è prodotta dalla sostituzione della prima lettera di ciascun termine: la T di trama viene sostituita dalla B di brama. Quindi l’unico

termine, tra quelli suggeriti, che soddisfa la relazione ortografica è il termine Bello (la lettera B in sostituzione della lettera V di vello).

Relazione grammaticale

Dire: Andato = Elegante: ?

A. Folla

B. Adesso

C. Studiare

D. Moltitudine

E. Molto

Anche questo tipo di esercizio richiede molta accortezza, oltre alla conoscenza di base della grammatica. È bene esaminare attentamente i

termini della proporzione e le risposte suggerite. È difficile capire la relazione tra le parole se non individuiamo quali sono i termini noti

della proporzione e il tipo di relazione che li accomuna. Dire e Andato sono i termini noti, sono due verbi, quindi poiché il termine Elegante

è un aggettivo la risposta corretta sarà data da un altro aggettivo. Il termine Molto ha diverse funzioni nella lingua italiana e una di queste è

proprio quella di aggettivo (può anche essere un avverbio o un pronome indefinito). Pertanto la risposta esatta è la E.

Relazione geografica

Calabria: ? = Toscana: Firenze

A. Catanzaro

B. Piacenza

C. Reggio Calabria

D. Vibo Valentia

E. Torino

La relazione tra i termini della proporzione è facilmente individuabile anche a un primo sguardo: Firenze è il capoluogo regionale della

Toscana, quindi la risposta giusta sarà la A poiché Catanzaro è capoluogo regionale della Calabria. L’esempio ha un unico distrattore

costituito da Reggio Calabria, altro noto capoluogo tra le province calabresi. Dato che sono molto frequenti i richiami a nozioni geografiche,

si consiglia di ripassare la materia.

Relazione temporale

? : Lorenzo il Magnifico = Federico Barbarossa: Marco Polo

A. Carlo Magno

B. Giuseppe Garibaldi.

C. Dante Alighieri

D. Giotto

E. Leonardo da Vinci

L’unica relazione tra Federico Barbarossa e Marco Polo è di tipo temporale; entrambi sono vissuti nel Medioevo. Lorenzo il Magnifico invece

appartiene al periodo rinascimentale come Leonardo da Vinci, quindi la risposta esatta è la E.

Le combinazioni in questo tipo di prove sono pressoché infinite. È da tenere presente che non si può ricordare e sapere ogni cosa su

qualsiasi argomento, quindi per affrontare serenamente le prove occorre un ripasso veloce degli eventi storici: in questo modo, recupererete

la gran parte delle informazioni e delle nozioni che vi aiuteranno più di qualsiasi altra cosa per affrontare prove del genere.

Relazione di appartenenza

Tordo: Merlo = Capodoglio: ?

A. Trota

B. Scoiattolo
C. Fagiano

D. Piovra

E. Barracuda

I termini da confrontare sono tutti appartenenti al regno animale. La relazione nota è quella tra Tordo e Merlo, che appartengono all’ordine

degli uccelli, diversamente dal Capodoglio. I distrattori inseriti in questo esempio sono i due pesci, la trota e il barracuda, oppure al limite si

potrebbe ritenere distrattore anche la piovra se erroneamente consideriamo l’habitat (entrambi sono animali marini, ma la piovra è un

mollusco, il capodoglio è un cetaceo). Escludendo ovviamente il fagiano che è un uccello, non resta altro che lo scoiattolo, piccolo

mammifero di terraferma. Anche il capodoglio è un mammifero, quindi la risposta esatta è B Scoiattolo.

Relazione funzionale

Lavastoviglie: ? = Scooter: Benzina

A. Piatti

B. Sapone

C. Elettricità

D. Acqua

E. Lavatrice

L’analogia tra i vocaboli è spiegata dalla relazione funzionale tra i termini della proporzione. Naturalmente la Benzina è il propellente

necessario per la locomozione dello Scooter. Il distrattore più insidioso tra i termini proposti è principalmente l’acqua che, pur essendo un

elemento indispensabile per il buon funzionamento della lavastoviglie, non è l’elemento che attiva il motore dell’elettrodomestico. La

risposta esatta è dunque la C Elettricità.

1.4.1 • Le proporzioni verbali complesse

Gli esempi fin qui analizzati riguardano proporzioni a una sola incognita. Generalmente invece al test vengono presentate proporzioni

a più incognite o analogie complesse composte da due coppie di termini in relazione tra loro, nelle quali mancano il primo termine della

prima coppia e il secondo termine della seconda coppia. Occorre dunque individuare la coppia di parole che completa la proporzione

secondo un determinato criterio. Il rapporto logico esistente tra i termini deve essere rispettato, pertanto, oltre al significato e alla relazione

tra le parole, decisiva è anche la posizione che ciascun termine occupa nella proporzione.

ESEMPI

Riprendiamo un esempio già incontrato per comprendere la differente impostazione tra le due tipologie di quiz.

1) Quale tra le coppie di termini proposti completa logicamente la seguente proporzione?

x: Calabria = Firenze: y

Questo tipo di quesito richiede necessariamente la scelta tra una serie di coppie perché non abbiamo altri elementi per dare risposte

affidabili.

A. x = Toscana y = Reggio Calabria

B. x = Siena y = Catanzaro

C. x = Umbria y = Toscana

D. x = Vibo Valentia y = Toscana

E. x = Catanzaro y = Livorno

I termini noti sono una regione e una città, ci aspettiamo dunque di dover individuare una coppia analoga, ovvero un’altra città e un’altra

regione, il ché ci porta ad escludere le alternative B, C ed E costituite da due città nel primo caso e due regioni nel secondo. La risposta A

sarebbe possibile, tuttavia riporta i termini in posizione inversa rispetto a quelli proposti nella traccia del quesito (sarebbe stata corretta se

fosse stata Reggio Calabria (x) sta alla Calabria come Firenze sta alla (y) Toscana).

La D è la risposta corretta perché Vibo Valentia si trova in Calabria, così come Firenze in Toscana.

2) Quale tra le coppie di termini proposti completa logicamente la seguente proporzione?

x: Medico = Ladro: y

La risposta è da scegliere tra una di queste possibilità:

A. x = Ospedale y = Grimaldello
B. x = Passamontagna y = Camice

C. x = Paziente y = Ingiustizia

D. x = Malato y = Poliziotto

E. x = Manette y = Siringhe

La risposta corretta in questo caso è la D perché il medico e il poliziotto hanno a che fare rispettivamente con i malati e con i ladri, ovvero

con le due categorie cui è finalizzata la loro professione: curare i malati, arrestare i ladri. L’altra risposta plausibile, la B, non presenta il

corretto ordine dei termini x e y (sarebbe stata corretta se fosse stata x = camice y = passamontagna); la risposta a) non rispetta la relazione

funzionale perché il medico indossa il camice, il ladro invece usa il grimaldello. Infine la risposta C esprime due incognite con un diverso

livello di astrazione tra loro.

1.4.2 • Le possibili forme grafiche di presentazione delle proporzioni verbali

Abbiamo descritto alcune chiavi di lettura per risolvere con profitto le analogie verbali. Altri elementi di “distrazione” escogitati dai

redattori delle prove di esame fanno ricorso alle più varie modalità di presentazione grafica del materiale stimolo. Potrete incontrare le

analogie verbali sotto queste diverse possibili rappresentazioni. Siate dunque pronti anche a questo tipo di evenienza. Occorre qualche

istante in più per riconoscere i termini noti, ma la chiave per la risoluzione del problema non cambia.
1.5 • Le prove di vocabolario

Le prove di vocabolario, quelle cioè in cui si richiede il significato di un termine, sono una tipologia piuttosto frequente negli esami di

ammissione. Non ci sono molti trucchi da svelare dato che la buona riuscita dipende dalla ricchezza del lessico e dalla conoscenza del

significato delle parole.

Come al solito nei test il compito è facilitato perché non si richiede una definizione scritta del termine, ma la scelta tra una lista di

alternative, per cui viene favorito il recupero mnestico delle definizioni, qualora si fosse dimenticato o in caso di incertezze.

ESEMPIO

Qual è il significato del termine laconico?

A. Conciso

B. Malinconico

C. Dispendioso

D. Malconcio

E. Ricco

Qui potrebbe aiutarci la conoscenza dell’etimologia del termine, che deriva dal greco lakonicos, ovvero “proprio dei Laconi” cioè gli spartani,

noti per la loro ridotta loquacità. La risposta corretta è dunque Conciso (ma sarebbero state corrette, se previste, anche le risposte stringato,

breve, sintetico, succinto). Le altre risposte possono trarre in inganno coloro che si affidano alle assonanze.

Allenatevi con il vocabolario: prendente un buon dizionario e abituatevi a leggere le definizioni. Vi siete mai chiesti quante siano le

parole di cui non conoscete il significato? Provate con queste, ne sapreste dare una definizione corretta? In ogni caso confrontate la vostra

definizione con quella del dizionario: abulico, ignavia, flemmatico, vetusto, lepido, ubertoso, abietto, renitente, reietto, recondito, precetto,

sornione, sapido, orpello, pleonastico, futile, dissoluto, corroborare, coltre, colluvie, borro, asterso, arguire, anelare, chetichella, cinabro,

concrezione, concupito, copula, dedalo, biasimare, demiurgico, esacerbare, estrapolare, emendare, eluso, escussione, esecrabile, esiziale.

Questo è solo un assaggio.

Sono termini estratti casualmente da reali prove di ammissione degli ultimi anni. Se non siete riusciti a dare una definizione corretta

di almeno la metà dei termini, sarebbe utile imparare il significato di almeno dieci nuove parole al giorno.

Per favorire la memorizzazione e il recupero dei termini nuovi si potrebbero scrivere delle frasi che li comprendano.
1.6 • Inserzione logica di bermini in un conbesbo

Questa tipologia di quesiti è finalizzata alla verifica della ricchezza di lessico ma anche della capacità di comprensione e

contestualizzazione dei termini. Non si tratta di vere e proprie prove di vocabolario, in quanto non si chiede in modo specifico il significato

di una parola, ma si chiede di inserire un termine in una frase o una serie di termini in un brano da cui sono stati espunti. Le parole

potrebbero dunque essere individuate anche andando ad esclusione e comprendendo il solo senso generale del testo proposto.

Nella scelta dei termini incogniti occorre tener presente sia l’aspetto semantico (il significato più adatto al contesto) che l’aspetto

grammaticale. Possono essere oggetto di prova testi di qualsiasi argomento, su qualsiasi disciplina, ma ancora una volta l’intento non sarà

quello di testare conoscenze acquisite su determinati argomenti o materie, quanto piuttosto la capacità di utilizzare correttamente i termini

in contesti appropriati.

ESEMPIO

Quali parole vanno sostituite ai numeri per dare un senso compiuto e logico alla frase seguente? “Il ___ (1) ___ fece

capolino da una tana, sparì in un’altra e sbucò subito da un ___ (2) ___ distantissimo; infine, (3) uno sperone di roccia

e puntò in basso”.

A. (1) dentice (2) rifugio (3) galleggiò

B. (1) platano (2) foro (3) fiancheggiò

C. (1) mantice (2) covo (3) affondò

D. (1) polpo (2) orifizio (3) fluttuò

E. (1) sarago (2) pertugio (3) bordeggiò

Per risolvere il quesito bisogna fare particolare attenzione alle parole che precedono e seguono gli spazi vuoti. Infatti, poiché il soggetto della

frase “fece capolino da una tana” deve essere necessariamente un animale, le alternative che contengono i sostantivi “platano” e “mantice”

devono essere scartate restringendo la scelta alle altre tre risposte. L’unico abbinamento corretto è “sarago; pertugio; bordeggiò”, dal

momento che i verbi delle altre due alternative, “fluttuò” e “galleggiò”, non hanno alcun nesso con la frase seguente.
1.7 • Le prove di comprensione di brani

In quasi tutte le prove di ammissione sono previsti esercizi volti a verificare la capacità di comprendere un testo, decodificarne i

contenuti più importanti, contestualizzare le informazioni, identificare le intenzioni comunicative dell’autore, le strutture del testo, gli

scenari, gli eventi e le storie descritte, le conclusioni a cui si può giungere.

In genere vengono presentati brani piuttosto lunghi, al termine dei quali sono poste alcune domande sia su quanto esposto che su

quanto deducibile dal testo.

Dato che si lavora sotto la pressione del tempo, occorre verificare quante domande oppure quanti brani debbono essere letti e fare delle

valutazioni circa l’opportunità o meno di saltarli, lasciandoli per ultimi. Infatti, le prove di lettura dei brani richiedono molto più tempo

rispetto agli altri item e attribuiscono lo stesso punteggio degli altri quiz, per cui la decisione di affrontarli soltanto quando abbiamo risposto

a tutte le altre prove non è da scartare.

È consigliabile comunque dare una lettura rapida ma attenta alle domande inerenti il brano prima ancora di averlo

letto. È un modo per familiarizzare con i temi e gli argomenti del brano che andremo a leggere e per riconoscere e focalizzare

l’attenzione sui contenuti del brano che ci interessano per rispondere ai quesiti. Un altro suggerimento utile è quello di servirsi di una

simbologia (sottolineatura tratteggiata, sottolineatura continua, cerchiatura, quadratura e quant’altro vi venga in mente) per

sezionare il brano letto con lo “spirito dell’anatomo-patologo”: suddividete il testo in tanti frammenti informativi, aiutandovi con tutti

gli artifici grafici che vi consentano di recuperare rapidamente le informazioni. Potreste sottolineare con il tratteggio le porzioni del

brano in cui si presentano le idee principali dell’autore, le idee chiave, cerchiare le porzioni del testo in cui si presenta lo scenario in

cui è ambientato il brano, oppure riquadrare le date, i riferimenti precisi, i nomi, e così via.

Alla fine avrete “ri-costruito” un brano ricco di informazioni immediatamente recuperabili per cui le vostre risposte saranno

più consapevoli e sarà meno dispendiosa la ricerca delle informazioni nel testo.

Naturalmente queste procedure artificiose hanno una validità limitata esclusivamente a occasioni d’esame del tutto particolari

(elevata pressione temporale, rapidità di risposta, ecc.) e non costituiscono certo la metodologia indicata per memorizzare dati nel

lungo periodo.

Il compito di comprensione dei testi non si esaurisce nella semplice frammentazione del brano in tanti dettagli informativi, dato che di

frequente si richiede al candidato di trarre delle conclusioni da quanto ha letto, del tipo:

◾ Quali conclusioni è possibile trarre dal brano che avete letto?

◾ Qual è lo stile del brano?

◾ Quale tra le seguenti argomentazioni è la più corretta?

◾ Quale potrebbe essere il titolo del brano?

Gli esercizi riportati nelle pagine successive sono tratti da reali prove di esame assegnate negli anni per l’ammissione universitaria e

hanno il semplice scopo di stimolare lo sviluppo di una vostra “personale” metodologia di acquisire informazioni e catalogarle in modo tale

da renderle immediatamente rintracciabili.

1.7.1 • Esempi di prove sulla comprensione di brani

Comprendere il senso del brano

«Ancora ventanni fa era possibile elencare moltissimi filosofi, storici, sociologi, psicologi che i giovani leggevano con avidità
considerandoli dei maestri. […] Prendete ora qualsiasi giovane e domandategli quali autori legge abitualmente considerandoli
dei maestri. Spesso non ne nominano nemmeno uno. […] Non sanno più la storia. Girano il mondo e non sanno localizzare su
una carta geografica dove sono gli Stati. Navigano in internet ma, poiché su internet ci sono solo frammenti, fanno un
minestrone di frammenti che non riescono a ordinare. […] Non sono i giovani che sono apatici, morti, ignoranti, pigri, siamo
noi che non abbiamo capito che l’essere umano è, nel profondo, un combattente, che ha al suo interno una spinta irrefrenabile
a salire in alto. È questa che bisogna risvegliare. Ma non la si risveglia con il “poverino, poverino” e con la pigrizia. E la si
uccide con l’indifferenza. La si risveglia solo additando una meta e dimostrando, con il tuo esempio, che ci credi e che sei
pronto a batterti insieme a loro per raggiungerla ».

(Da Francesco Alberoni, In ogni giovane apatico si nasconde un combattente, Corriere della Sera, 7/3/2GG5, p. I)
Delle cinque considerazioni che la situazione descritta potrebbe far venire in mente SOLO UNA, stando a quanto

appena letto, sarebbe condivisa da Alberoni. La si individui.

A. Al giorno d’oggi mancano le personalità eminenti di un tempo, dotate di straordinarie prerogative intellettuali e culturali

B. II tramonto delle grandi ideologie giustifica il disimpegno intellettuale e pratico di tanti giovani rimasti senza “fedi”

C. La disaffezione di tanti giovani d’oggi nei confronti della lettura è la spia del carattere meramente commerciale delle scelte editoriali

dell’industria della carta stampata

D. Fare meno viaggi virtuali in internet ed aumentare quelli reali in giro per il mondo aiuterebbe i giovani a ritrovare l’entusiasmo

perduto

E. La presunta apatia dei giovani d’oggi riflette in realtà le carenze degli adulti, che non sanno impegnarsi con loro nella comune

rincorsa di nuovi traguardi

Seguendo i suggerimenti precedentemente descritti andiamo alla ricerca delle informazioni più pertinenti iniziando a leggere

rapidamente le cinque alternative proposte. È altresì indispensabile fare attenzione anche alle istruzioni, in questo caso si richiede di

individuare l’unica conclusione che sarebbe considerata accettabile da quanto letto, in altri casi si potrebbe richiedere di individuare l’unica

affermazione non attinente al brano. Dunque si presuppone che dalla lettura del brano, nella fattispecie un articolo apparso su un grande

quotidiano, si possano esprimere delle considerazioni e che, tra le cinque proposte, soltanto una sarebbe condivisa dall’autore Francesco

Alberoni.

Esaminiamo una ad una le cinque considerazioni proposte.

L’alternativa A, “mancano le personalità eminenti di un tempo…” non è suffragata dal testo. Si dice che i giovani non hanno nessuna

figura di riferimento, il che potrebbe implicare che non ci siano le personalità di un tempo, tuttavia, il nostro compito non è lavorare sulle

implicazioni probabili, ma individuare delle conclusioni sulla base di quanto abbiamo letto. La considerazione corrispondente alla lettera A è

dunque da scartare. Neanche l’alternativa B è desumibile dal brano. Non si dice né si lascia intendere che il disimpegno intellettuale dei

giovani sia giustificato dalla caduta delle ideologie.

La considerazione descritta alla lettera C è puramente riempitiva, non si discute delle scelte editoriali troppo commerciali dell’industria

editoriale odierna, l’argomento dell’articolo non lascia adito a dubbi in merito.

Si parla nel brano di internet, ma come esempio accessorio delle modalità di raccolta delle informazioni utilizzate dai giovani: si dice

che internet fornisce delle informazioni frammentarie e che i giovani non riescono ad ordinarle, ma non implica che i giovani dovrebbero

fare meno viaggi virtuali. Quindi anche la conclusione D è da scartare.

Non ci resta che la conclusione E, in cui si asserisce che l’apatia dei giovani riflette le carenze degli adulti che non si impegnano con loro

per il raggiungimento di nuovi traguardi. La porzione del testo sottolineata e le parti evidenziate nel brano indicano i passaggi che

confermano questa conclusione.

Individuare affermazioni che contraddicono quanto espresso in un testo

«Quanti vestiti e camicie e cravatte ci sono nel vostro armadio? Quanti divani nel vostro salotto e stoviglie nella vostra
cucina? Quanti televisori e computer e stereo ed elettrodomestici in giro per la casa? E quante macchine nel vostro garage?
[…] II 95% di quello che ci serve ce lo abbiamo già. […] Se di questi beni ne volessimo di più, non sapremmo neanche dove
metterli. […] Ci è finito lo spazio. Ma attenzione, solo lo spazio fisico. Quanta memoria volete nel vostro PC e quanta banda
per le vostre connessioni in rete? Quanti canali volete in televisione o varietà di voci sulla stampa? Di quanta energia volete
disporre per la vostra casa e per l’ufficio? […] Mai abbastanza. E qui, invece, di spazio ne abbiamo a dismisura. Perché […]
tutti questi beni sono immateriali. Sono bit, energia, informazioni. […] Stiamo parlando […] del sintomo di un trend, in
crescita vigorosa e dilagante. La crescita a due cifre del consumo è ormai diventata appannaggio dell’immateriale. 0 della
Cina, dove alla saturazione dei beni materiali c’è un bel po’ di gente che ci deve ancora arrivare. Grande mercato, tenetelo da
conto. Finché dura».
(Da Vito Di Bari, La crescita dei beni immateriali. Il Sole 24 Ore, 14/2/2005, p. 10)
UNA delle affermazioni seguenti risulta INGIUSTIFICATA alla luce di quanto affermato nel brano. La si individui.

A. La grande maggioranza dei beni materiali che ci servono li possediamo già

B. Anteporre i beni materiali a quelli immateriali è indubbiamente riprovevole

C. La prospettiva di una crescita a due cifre dei nostri consumi di beni materiali sembra irrealistica

D. La situazione della Cina lascia presagire una vigorosa crescita dei consumi di beni materiali

E. Possiamo aspettarci che crescano a due cifre solo i nostri consumi di beni immateriali

Inizialmente si procede ad una lettura rapida delle cinque frasi. Stavolta occorre individuare l’affermazione ingiustificata; ci aspettiamo

dunque quattro alternative coerenti con il brano ed una sola che invece contrasta con quanto riportato nell’articolo. Si tratta di un brano

tratto dal quotidiano economico II Sole 24 Ore, quindi il tema trattato ha a che fare con l’economia. Leggendo le cinque alternative prima di

leggere il brano sappiamo che i concetti chiave saranno i consumi, la distinzione tra beni materiali e immateriali, un giudizio di valore

(riprovevolezza dell’anteposizione dei beni materiali ai beni immateriali), le prospettive dei consumi dei beni immateriali, la situazione della

Cina, le prospettive di sviluppo dei beni immateriali.

Adesso leggiamo il brano e focalizziamo i punti salienti concentrando la nostra attenzione sulle considerazioni relative ai consumi dei

beni immateriali e materiali, sui giudizi di valore (giusto, sbagliato, desiderabile, riprovevole, ecc.), sulla Cina, sull’andamento futuro dei

consumi.

«Quanti vestiti e camicie e cravatte ci sono nel vostro armadio? Quanti divani nel vostro salotto e stoviglie nella vostra
cucina? Quanti televisori e computer e stereo ed elettrodomestici in giro per la casa? E quante macchine nel vostro garage?
[…] II 95% di quello che ci serve ce lo abbiamo già. […] Se di questi beni ne volessimo di più, non sapremmo neanche dove
metterli. […] Ci è finito lo spazio. Ma attenzione, solo lo spazio fisico. Quanta memoria volete nel vostro PC e quanta banda
per le vostre connessioni in rete? Quanti canali volete in televisione o varietà di voci sulla stampa? Di quanta energia volete
disporre per la vostra casa e per l’ufficio? […] Mai abbastanza. E qui, invece, di spazio ne abbiamo a dismisura. Perché […]
tutti questi beni sono immateriali. Sono bit, energia, informazioni. […] Stiamo parlando […] del sintomo di un trend, in
crescita vigorosa e dilagante. La crescita a due cifre del consumo è ormai diventata appannaggio dell’immateriale. O della
Cina, dove alla saturazione dei beni materiali c’è un bel po’ di gente che ci deve ancora arrivare. Grande mercato, tenetelo da
conto. Finché dura».

Vestiti, camicie, cravatte, divani, stoviglie ecc. sono beni materiali di cui siamo saturi (nel mondo occidentale): possediamo già il 95% di

ciò che ci serve, dunque la crescita dei beni materiali non potrà essere a due zeri. Queste prime righe dell’articolo ci autorizzano dunque a

eliminare le alternative A e C, entrambe vere. Energia, informazioni, canali televisivi, ecc. sono beni immateriali, la cui crescita è dilagante;

da ciò è dunque vera anche l’affermazione E sui consumi a due cifre dei beni immateriali. Infine, la situazione della Cina lascia presagire una

esplosione dei consumi di beni materiali perché il mercato non è saturo come in occidente: da ciò risulta vera anche l’affermazione D. Il

brano invece non esprime alcun giudizio di valore in merito ali’anteposizione dei consumi dei beni materiali ai beni immateriali.

L’affermazione ingiustificata è dunque quella corrispondente alla lettera B.

Individuare affermazioni logicamente deducibili

Il suggerimento è come al solito quello di leggere velocemente, eventualmente sottolineando i punti salienti, le cinque risposte di cui

soltanto una è vera. Dalla prima sottolineiamo la parola immorali, dalla seconda ambiente, dalla terza non tutti accettano il metodo, dalla

quarta nascita e differenze, dalla quinta ideologia. Poi si passa alla lettura e sottolineatura del brano.

«Alcuni non riescono a far quadrare le proprie idee ugualitarie con test che misurano il quoziente di intelligenza, e bandiscono
come immorale illegittima l’idea che si possano tentare di valutare le capacità e il carattere dell’uomo. Soprattutto tra i
marxisti, la quantificazione delle capacità intellettuali tende ad essere giudicata condannabile da un punto di vista ideologico;
sotto questo aspetto i marxisti non si discostano da Freud nel ritenere che tutte le importanti differenze tra gli uomini sono
prodotte dall’ambiente, e sono quindi successive alla nascita».

Quale delle seguenti affermazioni può essere dedotta dalla lettura del brano precedente?

A. I test di intelligenza sono immorali

B. È solo l’ambiente a produrre le differenze tra gli uomini

C. Non tutti accettano il metodo di misurare l’intelligenza attraverso test


D. È solo dopo la nascita che si creano le differenze tra gli uomini

E. L’ ideologia dei marxisti è profondamente diversa da quella di Freud

In questo esempio le possibili risposte plausibili sono almeno due, la A e la C. Però soltanto una è esatta. Quando vi trovate di fronte a

compiti effettivamente ambigui come in questo caso, occorre prestare attenzione alla generalità delle risposte, scegliendo quella che rimane

ad un livello di generalizzazione superiore. In questo caso escludiamo la B perché nel brano si dice che le più importanti differenze tra gli

uomini sono prodotte dall’ambiente, ma non si escludono le altre cause, pertanto non è vero che è SOLO l’ambiente a produrre le differenze

tra gli uomini. La risposta D non ha fondamento perché nel brano si dice che secondo Marx e secondo Freud le importanti differenze sono

successive alla nascita, ma non si dice che questa è un’idea condivisa. Anche la risposta E è falsa, infatti nel brano si avanzano delle analogie

tra marxisti e le idee di Freud.

La risposta A è plausibile, ma nel brano per essere precisi si dice che è immorale l’idea che si possa tentare di valutare le capacità… e

non i test in generale. Dunque la più plausibile è la risposta C.

Il brano successivo è tratto dalla prova di ammissione alla Facoltà di Medicina Veterinaria dell’anno 2005/2006.

Viene richiesto di individuare l’unica affermazione logicamente deducibile dal brano. Passiamo rapidamente in rassegna le alternative

proposte, eventualmente sottolineando le parole e i concetti chiave, e poi leggiamo il brano sottolineando i punti salienti.

«All’inizio il bottone fu trattato come fosse un ornamento, fabbricato e venduto dai gioiellieri. Le donne erano disposte a
spendere e a fare spendere talmente tanti denari ai famigliari per tale acquisto, da incorrere nel rigore delle leggi contro il lusso
LI Progressivamente la funzione pratica dei bottoni passò in primo piano e i bottoni furono fatti di ottone o di rame, o di vetro
LI I bottoni permisero per la prima volta alle donne del XIII secolo di portare vesti aderenti che danno slancio alla figura, e di
modellare la forma del braccio con maniche strette. Al desiderio di sfoggiare comunque grande quantità di tessuto, indice di
ricchezza, che l’uso dei bottoni evidentemente contrasta, si supplì con lo strascico e con la sovrapposizione di diversi capi di
vestiario […]. I bottoni però, oltre a permettere di aprire e chiudere lo scollo degli abiti e le maniche, resero quest’ultime
addirittura completamente staccabili. […] Il detto: “È un altro paio di maniche” ci giunge proprio dal Medioevo, quando per
necessità pratica, o […] per esigenza decorativa, le maniche potevano essere riposte in una cassapanca lontano dall’abito di
cui facevano parte. Di solito in casa si portavano maniche di tipo modesto, più ricercato ed elegante quando si usciva».

(Da Chiara Frugoni, Medioevo sul naso. Occhiali, bottoni e altre invenzioni medievali, Laterza, Roma-Bari, 2GG1, pp. 102-103)
Solo UNA delle affermazioni seguenti è CORRETTAMENTE dedotta dalle premesse contenute nel brano. La si individui.

A. Nell’Alto Medioevo, prima dell’invenzione dei bottoni, a nessuno era venuto in mente di sovrapporre diversi capi di vestiario

B. I bottoni consentirono alle donne medievali l’agognata economia di tessuto nella confezione dei loro abiti

C. L’introduzione dei bottoni consentì di dotare gli abiti femminili di maniche adeguate

D. Con il passar del tempo i bottoni divennero sempre più elaborati nelle forme e nei materiali e conseguentemente sempre più costosi

E. L’introduzione dei bottoni non rispose originariamente ad un’impellente esigenza pratica

Nonostante l’argomento molto particolare, questo brano non comporta grossi problemi dal punto di vista della comprensione. Ci viene

chiesto di individuare l’unica alternativa corretta, dunque ci aspettiamo quattro alternative false ed una sola corretta. L’alternativa A non è

corretta in quanto l’idea di sovrapporre le vesti fu una conseguenza dell’uso dei bottoni. La B è falsa perché anzi le donne amavano sfoggiare

abiti lussuosi. Anche la C è falsa perché i bottoni consentirono solo di staccare le maniche. Infine la D è falsa perché all’inizio e non alla fine i

bottoni erano costosi. L’unica considerazione plausibile è quella corrispondente alla lettera E. La risposta è contenuta nel primo rigo del

brano “All’inizio il bottone fu trattato come fosse un ornamento…”; non rispondeva dunque ad un’esigenza pratica.
1.8 • Nozioni di semantica

Come si è visto, i quesiti di logica verbale possono assumere le forme più disparate; tutte le tipologie hanno però in comune

l’obiettivo di verificare la competenza linguistica, la ricchezza di vocabolario, la padronanza di linguaggio, caratteristiche queste già acquisite

e difficilmente modificabili in breve tempo. Senza avere la pretesa di coprire le infinite sfumature linguistiche, riteniamo possa rivelarsi utile

in questo contesto possedere delle nozioni di semantica, scienza che studia appunto il significato delle parole. In particolare, gli schemi su

prefissi e suffissi potrebbero tornare utili per risalire al significato dei vocaboli che non si conoscono.

1.8.1 • Prefissi e suffissi

I prefissi sono particelle che, poste davanti alla radice di una parola, ne determinano il significato rafforzandolo (in questo caso si ha

un prefisso rafforzativo), capovolgendolo (prefisso inversivo) o precisandolo (prefisso illativo).

I suffissi sono invece delle particelle che, aggiunte alla radice di una parola, concorrono alla formazione di una nuova parola.

II notevole sviluppo dei linguaggi settoriali delle scienze, delle tecnologie, della politica, ecc., ha portato alla proliferazione di una gran

quantità di termini, formati da un nome o da una radice nominale che funge da base, sia italiana che straniera o anche latina o greca, e da

prefissi e suffissi in gran parte derivati dal greco antico o dal latino. Riportiamo di seguito un elenco dei principali prefissi e suffissi in uso

nella lingua italiana.

◾ I principali prefissi
◾ I principali suffissi
CAPITOLO 2 Ragionamento critico

Questa categoria di quesiti è presente nella quasi totalità delle prove di ammissione e comprende diverse tipologie. Di seguito

riportiamo quelle più comuni nelle prove d’esame


2.1 • I sillogismi

Il sillogismo è un tipo di ragionamento deduttivo dimostrativo teorizzato per la prima volta da Aristotele, costituito da tre

proposizioni, e cioè da due premesse (una maggiore e una minore) e da una conclusione, che si deduce dalle premesse. L’elemento che

costituisce il punto di unione tra le altre parti del ragionamento viene detto termine medio.

Per esempio, nel ragionamento:

◾ ciascun animale è mortale

◾ ciascun uomo è un animale

◾ dunque ogni uomo è mortale

Il termine medio è “animale” perché è incluso in entrambe le premesse e costituisce l’elemento di connessione tra le due.

Aristotele distingueva tre tipi di sillogismo, a seconda della funzione che il termine medio ha nelle premesse.

Un primo tipo è quello in cui il termine medio funge una volta da soggetto e una volta da predicato.

◾ Es.: “tutti gli uomini sono mortali; Socrate è uomo; dunque Socrate è mortale”.

Un secondo tipo è quello in cui il termine medio funge da predicato in entrambe le premesse.

◾ Es.: “nessun metallo è più leggero dell’acqua; ogni gas è più leggero dell’acqua; dunque nessun gas è un metallo”.

Un terzo tipo prevede il termine medio come soggetto in tutte e due le premesse.

◾ Es.: “tutti gli uomini sono animali; tutti gli uomini sono ragionevoli; dunque alcuni animali sono ragionevoli”.

Un sillogismo è vero solo se le sue premesse sono assunte come vere e non sono bisognose di dimostrazione.

Per risolvere tali quesiti, dunque, è importante seguire il ragionamento solo sulla base delle premesse fornite, prescindendo dalle

proprie conoscenze, perché spesso la conclusione del sillogismo non corrisponde alla realtà. La conclusione che gli asini volano, ad esempio,

può essere la risposta giusta anche se tutti noi sappiamo che gli asini non volano, sempre che sia rispettato il ragionamento proposto.

Il contenuto delle frasi è pressoché ininfluente ai fini della risoluzione del quesito, quindi è bene trattare le frasi solo dal punto di

vista della struttura e non del contenuto che potrebbe essere fuorviante.

Ricordate che il sillogismo è ragionamento allo stato puro: per ragionare correttamente è dunque necessario staccare la forma dal

contenuto. I sillogismi non sono né veri né falsi ma coerenti o incoerenti: tutto dipende dalle premesse che si hanno in partenza. Ad esempio

partendo da premesse false del tipo:

◾ tutte le cose verdi sono piante

◾ le rane sono verdi

saremo autorizzati ad accettare quale conclusione esatta l’affermazione secondo cui “le rane sono piante”.

Si giungerà dunque a conclusioni che sappiamo non corrispondere alla realtà ma che risultano coerenti dal punto di vista logico. Per

rispondere correttamente a quiz di questo genere è quindi fondamentale seguire il ragionamento solo sulla base delle premesse fornite e mai

sulla base delle proprie conoscenze.

Per risolvere un sillogismo è fondamentale individuare il corretto rapporto tra i termini: a tale scopo può essere utile rappresentare

graficamente quanto contenuto nelle premesse.

Dal punto di vista grafico il sillogismo può essere rappresentato in quattro varianti diverse a seconda del rapporto che esiste tra i

termini:
◾ variante universale affermativa (tutti gli A sono B, oppure tutti i cani sono animali),

◾ variante universale negativa (nessun A è B, oppure nessun cane è un vegetale),

◾ variante particolare affermativa (alcuni A sono B, alcuni cani sono mordaci)

◾ variante particolare negativa (alcuni A non sono B, oppure alcuni cani non sono mordaci).

Variante universale affermativa. Tutti gli A sono B può essere rappresentato nel seguente modo:

Tutti gli A sono B non significa che tutti i B sono A, cioè non è una premessa convertibile. Ad esempio, se diciamo Tutti i cani sono

animali, non siamo autorizzati a dire che Tutti gli animali sono cani.

Variante universale negativa. Nessun A è B può essere rappresentato così:

Nel primo caso vi era piena inclusione di A in B, in questo non c’è alcuna sovrapposizione tra A e B.

Caratteristica di questa variante è la convertibilità. Se nessun A è B allora sarà anche vero che nessun B è A.

Variante particolare affermativa. Alcuni A sono B viene rappresentato graficamente nel seguente modo:

La caratteristica delle premesse particolari affermative sta nella loro convertibilità, infatti se Alcuni A sono B, allora anche Alcuni B

sono A.

Variante particolare negativa. Alcuni A non sono B viene rappresentato come segue:

Viene rappresentata sempre con la sovrapposizione delle due aree, ma si pone attenzione alla parte non sovrapposta.

Caratteristica di questa variante è la non convertibilità.

Se la premessa particolare negativa è Alcuni animali non sono cani, la conversione Alcuni cani non sono animali non è accettabile. Il

buon risolutore sa che la premessa Alcuni animali non sono cani, implica che Alcuni animali SONO cani.

Errori di ragionamento

Il buon risolutore non si fa ingannare dagli errori determinati dal cosiddetto effetto “atmosfera”.

Partendo dalle premesse:

alcuni A sono B

alcuni B sono C

si conclude quindi che:

alcuni A sono C
L’errore di “atmosfera” è creato dalla comunanza del quantificatore “alcuni” presente sia nelle due premesse sia nella conclusione.

Il buon risolutore immagina una configurazione di questo tipo non facendosi condizionare dalla superficiale affinità:

Un altro errore può derivare da una conversione illecita già accennata.

Abbiamo che le premesse universali negative e le particolari affermative possono essere legittimamente convertite, mentre non è

legittima la conversione delle altre premesse.

Se consideriamo il sillogismo (universale affermativo):

Tutti gli A sono C

Tutti i B sono C

Quindi, tutti gli A sono B

notiamo che non è corretto. Infatti il buon risolutore rappresenta una configurazione di questo tipo a partire dalle due premesse:

L’insieme C può contenere i due sottoinsiemi A e B che tuttavia mantengono la loro reciproca autonomia. Per riportare l’esempio in un

contesto concreto si pensi al rapporto tra stoviglie, piatti e bicchieri. Tutti i piatti (A) rientrano nell’insieme stoviglie (C); tutti i bicchieri (B)

rientrano nell’insieme stoviglie (C) ma non c’è alcuna sovrapposizione tra i due insiemi B e A.

Se invece il sillogismo fosse stato:

Tutti gli A sono B (oppure tutti i milanesi sono lombardi)

Tutti i B sono C (oppure tutti i lombardi sono italiani)

Quindi tutti gli A sono C (quindi tutti i milanesi sono italiani)

le conclusioni sarebbero da considerare accettabili?

Dalla figura sottostante si capisce immediatamente la risposta.


2.2 • Come aiutarsi con i diagrammi insiemistici

Gli insiemi sono gruppi di più elementi accomunati da una medesima caratteristica. Il più classico dei diagrammi utilizzati è quello di

Eulero-Venn, rappresentato da un cerchio (o da un’ellisse).

Esistono tre tipi di relazione che possono intercorrere fra due o più insiemi, e cioè:

INCLUSIONE: si ha quando TUTTI gli elementi di un insieme sono anche elementi di un secondo insieme. Es.: se abbiamo due

insiemi, italiani e bolognesi, sappiamo che tutti i bolognesi sono anche italiani, e quindi l’insieme della categoria bolognesi è incluso in

quello degli italiani (uno contiene l’altro). Il diagramma è rappresentato da un cerchio dentro l’altro.

ESCLUSIONE: si ha quando NESSUN elemento di un insieme appartiene ad un secondo insieme. Es.: se abbiamo due insiemi,

napoletani e milanesi, si può agevolmente ricavare che nessun napoletano è allo stesso tempo milanese, per cui i due insiemi risultano

disgiunti. Avremo perciò due cerchi affiancati, senza alcun punto di contatto.

INTERSEZIONE: si ha quando ALCUNI elementi di un insieme sono anche elementi di un secondo insieme. Es.: se abbiamo due

insiemi, giovani e persone dai capelli biondi, possiamo sostenere che alcuni giovani avranno i capelli biondi (altri castani, rossi, neri…).

L’insieme dei giovani, quindi, si interseca con quello delle persone coi capelli biondi.

La seguente figura rappresenta due gruppi di elementi distinti che non esprimono alcuna relazione: il gruppo dei cani e il gruppo dei

gatti:

Se diciamo: “tutti i cani sono randagi e alcuni gatti sono randagi…” esprimeremo questa nuova relazione nel seguente modo:

Si noti che c’è un’inclusione totale nell’ovale “randagi” ove vengono totalmente compresi i cani, mentre si sovrappone parzialmente il

gruppo dei gatti (solo alcuni sono randagi).

Provate adesso a chiedervi quale potrebbe essere la relazione che spiega il seguente diagramma considerando che si sta parlando del

gruppo dei cani e del gruppo dei gatti.

È evidente che esiste una categorizzazione “sovraordinata”, che ricomprende entrambi i gruppi, che potrebbe essere “mammiferi”,

“animali da compagnia”, “animali pelosi”, “non uccelli”, etc.


Con questo ultimo esempio abbiamo indicato una risposta possibile a partire dal diagramma e non viceversa. Questa infatti potrebbe

essere un’altra tipologia di quiz.

ESEMPIO

Si considerino tre categorie: cacciavite, utensili, ferramenta.

Quale tra i seguenti cinque diagrammi illustra la relazione tra gli elementi?

Naturalmente la risposta esatta corrisponde al diagramma c) dove la ferramenta include gli utensili che a loro volta comprendono i

cacciavite. Gli errori possono derivare dal fenomeno della cosiddetta, “ipercorrezione”, che in questo caso potrebbe essere determinata da

un ragionamento del tipo “la ferramenta non comprende soltanto utensili, ma anche minuteria, vernici, ecc.”, per cui ci si attenderebbe di

vedere tra le possibili alternative un diagramma di questo tipo:

o ancora un diagramma che includa tra gli utensili anche altri oggetti:

In effetti questi diagrammi non sono sbagliati, semplicemente non si attengono al problema.

È utilissimo imparare ad applicare i diagrammi di Venn soprattutto per affrontare e risolvere con minor sforzo tutti quei problemi logici

in cui si pongono quesiti a seguito di ragionamenti di tipo sillogistico come il seguente.

ESEMPIO
◾ Tutti gli albini sono bianchi

◾ Serena odia le ciliegie

◾ Tutte le persone che odiano le ciliegie sono bianche

Quale tra le seguenti affermazioni è necessariamente vera, in considerazione delle premesse?

A. Tutti i bianchi sono albini

B. Serena è albina

C. Serena avrebbe desiderato essere albina

D. Tutti i bianchi vorrebbero essere neri

E. Serena è bianca

Tracciamo il diagramma di Venn per vedere che tipo di aiuto ci può dare. Si consiglia di annotare a lato del foglio i vari gruppi o nomi che

vengono citati per poi, solo successivamente, iniziare a disegnare il diagramma.

Il primo passo da seguire è quello di tracciare una circonferenza sufficientemente grande da contenere eventualmente altri cerchi

all’interno, oppure in sovrapposizione. Poi segniamo a lato del nostro foglio per gli appunti i gruppi, le persone e le

azioni/sentimenti/comportamenti/atteggiamenti citati. Qui c’è il gruppo degli albini, il gruppo di bianchi, Serena che odia le ciliegie.

Ci viene chiesto quale affermazione segua logicamente le premesse. Se abbiamo tracciato il grafico, abbiamo segnato un grosso cerchio per il

gruppo di bianchi:

La relazione di inclusione tra albini e bianchi è questa: tutti gli albini sono bianchi

Come si nota, il gruppo dei bianchi contiene al suo interno tutto il gruppo degli albini. La seconda premessa “Serena odia le ciliegie” non

sappiamo dove inserirla perché ancora non si hanno informazioni sufficienti per relazionarla al resto. Invece l’ultima affermazione consente

di completare il diagramma di Venn, “tutte le persone che odiano le ciliegie sono bianche”.

Adesso il diagramma contiene anche le persone che odiano le ciliegie che si collocano all’interno del cerchio “Bianchi”, senza intersecarsi

con l’ovale “Albini”, perché nessuna informazione in tal senso ci autorizza ad intersecare albini con le persone che odiano le ciliegie.

Avevamo in sospeso un dato: adesso sappiamo dove collocare l’asserzione “Serena odia le ciliegie”, infatti la inseriamo all’interno dell’ovale

“persone che odiano le ciliegie” come nella figura successiva.


Siamo quindi pronti per verificare qual è l’affermazione logicamente desumibile dalle premesse rappresentate sotto forma diagrammatica.

La conclusione A “Tutti i bianchi sono albini”, è del tutto inammissibile, infatti il rapporto di inclusione è inverso (tutti gli albini sono

bianchi e non viceversa!), quindi non possiamo accettarla. Anche la conclusione B non è logicamente ammissibile, non c’è nessun dato che ci

consente di giungere a questa conclusione. La conclusione C “Serena avrebbe desiderato essere albina” ha un carattere puramente

riempitivo, è talmente assurda da non trarre in inganno nessuno. Anche la conclusione D “Tutti i bianchi vorrebbero essere neri” ha delle

implicazioni logiche non ammissibili. Infine la conclusione E “Serena è bianca” appare in tutta la sua evidente limpidezza, infatti Serena fa

parte dell’ovale “Persone che odiano le ciliegie” incluso totalmente nell’ovale dei “Bianchi”, per cui per logica conseguenza anche Serena è

bianca in quanto parte del gruppo delle persone che odiano le ciliegie.

Un problema apparentemente più complicato è il seguente:

ESEMPIO

Tutti i D sono A, alcuni C sono B, alcuni B sono A, alcuni A sono C, alcuni A sono B.

Quale tra i seguenti diagrammi rappresenta le relazioni descritte?

Per risolvere il quesito bisogna procedere per gradi; disegniamo la prima relazione “Tutti i D sono A” come riportato nella pagina successiva:

Fin qui non ci sono problemi. Poi passiamo alla seconda informazione, alcuni C sono B. Prima di disegnare la relazione occorre aspettare

perché i due gruppi C e B non sappiamo dove collocarli in relazione agli altri, ma immaginiamo che la relazione potrebbe essere una delle

seguenti da un punto di vista diagrammatico:


L’informazione successiva invece possiamo includerla, infatti alcuni B sono A possiamo integrarla con il primo diagramma così:

Qui il rapporto di parziale inclusione è espresso dalla zona grigia compresa tra B e A, che ci informa della reciprocità relazionale necessaria:

“alcuni A sono B”.

Successivamente viene detto “alcuni A sono C”, ciò significa che possiamo inserire la nuova relazione come abbiamo fatto appena sopra.

Tuttavia, occorre a questo punto riprendere la parte che avevamo lasciato in sospeso, cioè “alcuni C sono B”. Le due informazioni possono

essere integrate come segue:

Ma possiamo anche raffigurarla così:

che poi non è altro che il diagramma corrispondente alla figura n. 3).
2.3 • Le negazioni

Le negazioni sono enunciati espressi in forma negativa, da cui bisogna dedurre la conclusione corretta. Possiamo trovarle formulate

in diversi modi.

Se dico “Non tutti i biondi sono furbi”, vuol dire che qualche biondo può non esserlo. Questo perché il contrario di non tutti è

qualche/qualcuno.

Per lo stesso motivo, se dico “Non è vero che tutti i biondi sono furbi”, significa che alcuni biondi non sono furbi.

Queste negazioni particolarmente semplici possono essere risolte grazie all’ausilio di uno schema grafico. L’espressione può infatti

essere rappresentata graficamente come segue:

L’area grigia indica gli individui che presentano entrambi gli attributi. Appare subito evidente che esiste una parte di biondi che non

sono furbi ed una parte di furbi che non sono biondi.

Vediamo un esempio più complesso.

ESEMPIO

Un signore chiese ad un filosofo di guardare dalla finestra per vedere se pioveva e per tutta risposta disse “non credo sia giusto negare che ci

si sbagli nell’affermare che è falso dire che piove!”.

Pioveva o era bel tempo?

Si tratta di una tipologia di quesiti piuttosto frequente. Se non si adottano delle strategie di risoluzione, ci si perde nel dedalo delle

negazioni. Scomponiamo la frase in tre parti:

◾ non credo sia giusto negare equivale a dire è giusto affermare, o meglio è vero

◾ che ci si sbagli nell’affermare equivale a dire che è corretto negare o meglio che ci si sbaglia a dire

◾ che è falso dire che piove equivale a dire che non è vero che piove

Ricostruiamo la nuova frase in questo modo: È vero che ci si sbaglia a dire che non è vero che piove, che potrebbe essere semplificata

maggiormente elidendo la prima parte, … si sbaglia a dire che non è vero che piove. Ora la frase è più chiara, infatti si può concludere che

stava piovendo!

La risoluzione di tali quesiti è facilitata dall’identificazione di proposizioni equivalenti a quelle da negare, che esprimono dunque gli

stessi valori di verità. Nella tabella successiva si riportano diverse tipologie di proposizioni e le corrispondenti proposizioni a esse

equivalenti.
La negazione logica di una proposizione p è la proposizione non p che risulta essere falsa se p è vera e vera se p è falsa. In generale, la

negazione logica può essere ottenuta anteponendo a una proposizione il non o qualunque espressione linguistica a esso equivalente come, ad

esempio, non è vero che, è falso che ecc., ricordando che due negazioni nella stessa frase si annullano.

Talvolta la negazione si può ottenere affermando l’esatto contrario della proposizione di partenza (es. Il tempo è bello/Il tempo è

brutto); nel caso invece di quantificatori universali (tutti, nessuno ecc.) la negazione logica si ottiene affermando che almeno un elemento

dell’insieme possiede quella certa proprietà e non affermando che tutti gli elementi dell’insieme possiedono quella proprietà (es. tutti sono

magri/almeno uno non è magro).

Nella tabella di seguito sono illustrate diverse tipologie di proposizioni e le corrispondenti negazioni, seguite da esempi chiarificatori.
2.4 • Le deduzioni logiche

Le deduzioni logiche in senso stretto richiedono la fondamentale distinzione tra condizione necessaria, condizione

sufficiente, condizione necessaria e sufficiente. Si gioca tutto su questo.

Come riconoscere la differenza? Semplice. Affinché una condizione sia necessaria basta che la premessa inizi con la locuzione “solo se”.

Facciamo un esempio per capire meglio.

“Se bevo tutto il vino contenuto nella bottiglia, resterò senza vino”. Ebbene, la prima proposizione è condizione sufficiente, ma non

necessaria, affinché si realizzi anche la seconda, perché la bottiglia potrebbe restare vuota anche a seguito di altri eventi, come la sua rottura

accidentale. Se invece dicessimo: “Solo se bevo tutto il vino contenuto nella bottiglia, resterò senza vino”, allora la premessa diventerebbe

una conditio sine qua non della conclusione.

“Se i pedali girano, la bicicletta cammina”. Anche in questo caso, valgono le stesse considerazioni. Infatti, i pedali potrebbero funzionare

ma la bicicletta potrebbe essere ugualmente ferma, per esempio per una ruota forata, o un qualsiasi altro guasto.

Di seguito proponiamo un altro esempio di deduzione logica.

Naturalmente, le formulazioni di questo tipo di domande variano tantissimo, per cui l’unico modo per comprenderle è esercitarsi il più

possibile; di seguito esponiamo una metodologia efficiente per identificare la loro risoluzione quando, data un’affermazione, si chiede di

identificare cosa è possibile dedurre con certezza da essa.

Dal punto di vista verbale, se X è condizione sufficiente per il verificarsi di Y, avremo una frase del tipo “Se X…, allora Y…”. In tal caso,

se è vera “Se X …, allora Y …, è possibile dedurre con certezza che: “Se non Y …, allora non X …”.

Se, invece, X è condizione necessaria per il verificarsi di Y, avremo una frase del tipo “Solo se X…, allora Y… ”. In tal caso, se è vera

“Solo se X … allora Y …”, è possibile dedurre con certezza che:

◾ “Se Y … allora X …”;

◾ “Se non X … allora non Y …”.

Se, infine, X è condizione necessaria e sufficiente per il verificarsi di Y, avremo una frase del tipo “Se e solo se X …, allora Y …”. In tal

caso, se è vera “Se e solo se X… allora Y …”, è possibile dedurre con certezza che:

◾ se Y …, allora X … ;

◾ se non Y …, allora non X … ;

◾ se non X …, allora non Y ….


2.5 • Le prove con le parentele

Si chiamano esercizi delle parentele quelli che richiedono l’individuazione dei rapporti di parentela tra uno o più soggetti, a partire da

descrizioni piane del tipo “il fratello del cugino della moglie”.

Evidentemente la difficoltà di questi compiti è molto attenuata se riusciamo a costruire un grafico ad albero che rappresenti

visivamente quanto espresso verbalmente.

Potreste incontrare un problema di questo tipo:

ESEMPIO

Vania è figlia della sorella di Mirella. Iva è la mamma di Loretta e nonna del fratello di Vania. Sole è la figlia del figlio di Mirella e bisnipote

di Iva.

Che relazione di parentela intercorre tra Vania e Sole?

A. Sono sorelle

B. Sono nipote e zia

C. Sono triscugine o cugine di terzo grado

D. Sono biscugine o cugine di secondo grado

E. Sono cugine

In questi esercizi conviene iniziare a disegnare il grafico dalle affermazioni riguardanti i soggetti “protagonisti” del quesito; si

consideri, inoltre, che nel testo potrebbero essere presenti informazioni e nomi non utili alla risoluzione del quesito.

Disegniamo il grafico dalle affermazioni su Vania e Sole: innanzitutto sappiamo che “Vania è figlia della sorella di Mirella”, ovvero

Inoltre sappiamo che “Sole è la figlia del figlio di Mirella”, cioè:

Dall’unione dei due grafici precedenti si ottiene:

Da ciò deduciamo immediatamente che il rapporto di parentela tra Sole e Vania è quello indicato nella risposta D, cioè sono biscugine o

cugine di secondo grado, in quanto Vania è cugina del figlio di Mirella e, quindi, cugina di secondo grado di sua figlia Sole.

Osserviamo che le altre affermazioni presenti nel testo sono dei distrattori, in quanto le informazioni “Iva è la mamma di Loretta e nonna

del fratello di Vania” e “Sole è bisnipote di Iva” non sono utili alla risoluzione del quesito.
Il sovraccarico cognitivo di questo problema viene ridotto del tutto con il grafico che rende immediatamente visibili tutti i rapporti di

parentela che vengono via via descritti. Il segreto è quello di tracciare il grafico a partire dalle sequenze che riportano la maggior parte delle

informazioni.
2.6 • Test di logica concatenativa

I test di logica concatenativa sono quelli che vincolano le sequenze di azione a delle premesse. Un tipico problema potrebbe essere il

seguente.

ESEMPIO

Maria, Anna e Lucia sono tre sorelle e almeno due sono bionde. Sapendo che se Maria è bionda anche Anna lo è, che se Lucia è bionda lo è

anche Maria, e che tra Anna e Lucia almeno una non è bionda, si può dedurre che:

A. Maria, Lucia e Anna sono bionde

B. Maria non è bionda e Anna è bionda

C. Maria e Lucia sono bionde

D. Lucia è bionda e Anna non è bionda

E. Lucia non è bionda e Anna è bionda

Con l’ausilio di un semplice schema grafico è possibile risolvere questo tipo di problemi semplicemente e senza errori.

Partiamo dalla premessa che pone un primo vincolo importante: almeno due delle tre sorelle sono bionde, che possiamo schematizzare

come segue:

Ancora, ovviamente, non sappiamo il nome delle bionde né quante sono bionde (potrebbero essere anche tutte e tre bionde, ma non

potrebbero essere una bionda e due non bionde, né nessuna bionda).

È utile a questo punto mettere su una riga le iniziali dei nomi delle tre sorelle:

preparandoci a collegare tra loro i nomi con le affermazioni riportate successivamente dal problema.

Una prima indicazione è “se Maria è bionda anche Anna lo è” e questa affermazione la rappresenteremo come vincolo condizionante

unidirezionale (rappresentato da una freccia) in questo modo:

La seconda indicazione data è “se Lucia è bionda lo è anche Maria” che rappresenteremo in questo modo:

Infine la terza indicazione “tra Anna e Lucia almeno una non è bionda” la rappresenteremo così:
Quest’ultima affermazione ha risolto la premessa in questo modo

cioè una sorella è non B(ionda), quindi solo due sorelle sono B(ionde).

Dato che l’incertezza è soltanto tra A(nna) e L(ucia), sicuramente M(aria) è bionda quindi se M(aria) è bionda lo è anche A(nna), (come da

premessa) per cui la non bionda è necessariamente L(ucia).

Ritornando alle alternative proposte e con l’ausilio dell’ultima figura rappresentata possiamo dedurre che:

A. Maria, Lucia e Anna sono bionde FALSA

B. Maria non è bionda e Anna è bionda FALSA

C. Maria e Lucia sono bionde FALSA

D. Lucia è bionda e Anna non è bionda FALSA

E. Lucia non è bionda e Anna è bionda VERA


2.7 • Test di valutazione delle abilità di ordinare eventi/elementi

Si tratta di quiz in cui, dati alcuni elementi tra i quali vengono espresse delle relazioni, si chiede di ordinarli secondo un determinato

criterio: per esempio, dal più giovane al più vecchio, dal più al meno recente, dal più grande al più piccolo, etc. Si tratta di una tipologia di

quesiti piuttosto rara in sede di ammissione di cui per completezza riportiamo un esempio.

ESEMPIO

Oggi Marcella è andata a trovare la nonna (1) appena finito di mangiare (2). Tornerà a ritrovarla (3) dopo aver ritirato la borsa (4) che aveva

lasciato in macchina cinque giorni fa (5).

Riordinare gli eventi nella corretta sequenza temporale.

A. 12354

B. 21435

C. 54321

D. 52143

E. 21543

Per risolvere questo esercizio è sufficiente servirsi di un foglio per prendere appunti su cui si traccia una linea temporale come si vede

nel disegno:

Si deve tracciare una linea abbastanza lunga da contenere i cinque eventi dell’esercizio. Su un punto qualsiasi della linea

orizzontale (continuum) si inserisce il primo evento citato, in questo caso Marcella che va a trovare sua nonna, segnato con il numero 1. Poi

decideremo dove inserire il secondo evento “appena finito di mangiare” 2. Se l’evento si colloca sulla linea temporale dopo che Marcella è

andata a trovare la nonna segneremo il codice 2 a destra del codice 1, se invece è un evento che avviene precedentemente lo segneremo a

sinistra del codice 1. Poiché Marcella finisce di mangiare prima di andare dalla nonna, allora inseriremo il codice 2 a sinistra del codice 1,

perché è un avvenimento cronologicamente più lontano. Manteniamo uno spazio sufficiente tra i due eventi perché è possibile trovare degli

esercizi che inseriscono eventi anche tra i due eventi prima descritti, comunque non in questo caso. Proseguiamo. La frase “tornerà a

ritrovarla” ci indica che questo evento si colloca temporalmente dopo il codice 1, quindi alla destra di 1. Però un evento cronologicamente

anteriore al 3 è “aver ritirato la borsa” che avviene prima di tornare dalla nonna, per cui alla sinistra di 3 ma alla destra di 1. Ma non basta,

c’è ancora un altro evento da collocare nella sequenza che è “la borsa (…) che aveva lasciato cinque giorni fa” indicata con il codice 5. Qui ci

vuole un minimo di scaltrezza; abbiamo imparato che l’ideatore di queste prove intende mettere in difficoltà l’esaminando, per cui ricerca le

complicazioni che stravolgono tutto proprio alla fine quando generalmente si pensa di avere “strada libera”. Invece questo evento citato per

ultimo è quello cronologicamente più distante, quindi si collocherà necessariamente prima dell’evento codificato con il numero 2.

Senza l’aiuto del piccolo grafico molto più difficilmente saremmo riusciti ad individuare l’esatta sequenza cronologica descritta, quindi

ora siamo certi che la risposta giusta è quella alla lettera D.

Un altro esempio di quesito dal genere è riportato di seguito.


È bene ricordare che non tutte le informazioni date nel testo sono utili al fine della risoluzione.

ESEMPIO

Massimo, all’aeroporto di Roma, osserva i seguenti dati:

1. L’aereo che va a Francoforte parte 90 minuti dopo quello che va a Dublino che parte alle 10.00.

2. L’aereo in arrivo da Milano per Parigi atterra a Roma alle 10.00 e riparte alle 10.30.

3. 25 minuti prima del volo per Francoforte parte l’aereo per Londra e, 10 minuti dopo quest’ultimo, quello per Barcellona.

In base alle informazioni osservate, se l’aereo che va a Francoforte impiega un’ora e mezza per arrivare a destinazione, a

che ora atterrerà a Francoforte?

A. Alle 13.00

B. Alle 13.30

C. Alle 13.40

D. Alle 14.00

E. Alle 13.15

In base ai dati, ordiniamo, per orario, le partenze e gli arrivi all’aeroporto di Roma così come si evincono dal testo.

Dallo schema si evince che l’aereo per Francoforte parte da Roma alle 11.30, pertanto, se impiega un’ora e mezza per arrivare a destinazione,

atterra a Francoforte alle 13.00; la risposta esatta è la A. Occorre osservare che, ai fini della risoluzione del quesito, i dati 2 e 3 non sono stati

utili.
CAPITOLO 3 Logica numerica

I test di logica numerica sono volti a valutare la capacità di ragionamento, le abilità di calcolo mentale e l’intuito logico-matematico dei

candidati.

Le conoscenze matematiche necessarie a risolvere quesiti di ragionamento numerico corrispondono a nozioni di base, riconducibili ai

programmi della scuola superiore. Si tratta spesso di concetti intuitivi cui si può giungere anche in assenza di approfondite conoscenze

formali. Per quanto qui interessa, ci si limiterà in questo capitolo a illustrare le tecniche e le metodologie da adottare per un approccio

intuitivo e pragmatico, particolarmente adatto e consigliabile a chi ha scarsa attitudine per la matematica. La gran parte degli argomenti, qui

soltanto accennati, sono trattati in modo dettagliato nella sezione di Matematica del volume cui si rimanda per approfondimenti.
3.1 • Abilità di calcolo

Abilità di calcolo e intuito logico-matematico sono i due elementi essenziali per la risoluzione di quesiti di logica numerica. Mentre il

primo riesce a essere metabolizzato attraverso una pratica costante e un esercizio assiduo, il secondo requisito è spesso una caratteristica

innata, che però può essere affinata e migliorata con l’esercizio. L’abilità di calcolo aiuta nella risoluzione in quanto riduce al minimo i tempi

di risposta e fornisce sicurezza al candidato, sopperendo talvolta a una carenza di intuito e di esperienza. È dunque necessario possedere una

buona dimestichezza con le operazioni fondamentali di calcolo, per affrontare in tempi ragionevoli le varie tipologie di quiz che costituiscono

la prova d’esame. A tale scopo, rivediamo brevemente le quattro operazioni fondamentali (addizione, sottrazione, moltiplicazione e

divisione), la cui conoscenza è un prerequisito essenziale per lo svolgimento di qualsiasi test di questa tipologia.

Prima di entrare nel vivo dell’argomento è necessario sottolineare che la precisione del calcolo non basta a garantire una buona

prestazione, se non è accompagnata dalla necessaria rapidità e da una buona elasticità mentale.

L’interconnessione tra precisione e rapidità di calcolo è dettata dalle modalità con cui viene effettuato il calcolo stesso. Un calcolo

mentale è molto più rapido di uno scritto, ma nel contempo richiede l’uso sia delle abilità di calcolo che della memoria a breve termine, utile

per memorizzare risultati parziali, in vista di ottenere quello finale.

Per misurare la propria abilità di calcolo proponiamo di seguito una serie di quesiti in cui è necessario svolgere operazioni rapidamente.

Essi necessitano di una rapida analisi, per individuare le operazioni da effettuare, e del successivo utilizzo di un calcolo preciso e rapido.

Suggeriamo di controllare non solo l’esattezza delle risposte ai test proposti, ma anche il tempo impiegato per fornire la risposta

corretta.

ESEMPI

1) Giovanni acquista 3 pizze al costo di € 7,00 l’una, pagando con € 25,00. A quanto ammonterà il resto?

Soluzione: € 25 - (3 × € 7) = € 25 - € 21 = € 4

2) Quante mele posso comprare con € 15,00, se il costo di ogni mela è di € 0,20?

Soluzione: € 15 : € 0,20 = 75

3) Un teatro ha 12 file con 12 posti, 4 file con 10 posti e 4 file con 8 posti. Quanti sono i posti in totale?

Soluzione: (12 × 12) + (4 × 10) + (4 × 8) = 144 + 40 + 32 = 216

4) Ripongo una bibita in frigorifero. Se la temperatura iniziale della bibita è 25 gradi ed ogni minuto la sua temperatura diminuisce di

mezzo grado, dopo quanti minuti la temperatura della bibita raggiungerà i 4 gradi?

Soluzione: 25° - 4° = 21°; 21 : 0.5 = 42 min

5) Se un bottone pesa 0,15 grammi, quanto peserà un sacchetto di 600 bottoni?

Soluzione: 0,15 g × 600 = 90 g

6) Acquisto 20 penne al costo di € 0,20 ciascuna, quanto guadagnerò rivendendole tutte a € 0,50?

Soluzione: Spesa: 20 × 0,20 € = 4 €; Ricavo: 20 × 0,50 € = 10 €; Guadagno: 10 € - 4 € = 6 €

7) Quanti litri di acqua vi sono in una balla di sei bottiglie da 1,5 litri?

Soluzione: 1,5 l × 6 = 9 l

8) Su di un autobus vi sono 32 passeggeri, alla prima fermata salgono 13 persone e ne scendono 8, alla successiva ne salgono 4 e ne

scendono 15 e alla terza fermata salgono 7 persone e ne scendono 10. Quanti passeggeri vi sono ancora sull’autobus?

Soluzione: Prima fermata: 32 + 13 - 8 = 32 + 5 = 37; Seconda fermata: 37 + 4 - 15 = 37 - 11 = 26; Terza fermata: 26 + 7 - 10 = 26 - 3 = 23

9) Mario ha 3 sacchetti in ognuno dei quali ci sono 16 biglie, in ciascuno dei 5 sacchetti di Luca ve ne sono 32, mentre nei 2 sacchetti di

Lorenzo ve ne sono 32 in totale. Quante biglie possiedono i tre amici?

10) Se un tavolo è lungo 3,2 metri ed un libro 0,2 metri. Quanti libri riuscirò a disporre, in fila uno dietro l’altro, lungo il bordo del tavolo?

Soluzione: 3,2 m : 0,2 m = 16


Come è emerso dagli esercizi proposti, le quattro operazioni sono in grado di modellizzare situazioni pratiche di vario genere. Sarà

apparso altrettanto chiaro che la velocità di calcolo è un elemento chiave per superare con successo un esame. Sebbene essa si acquisisca

attraverso un esercizio continuo, può, comunque, risultare utile illustrare alcune tecniche di calcolo veloce. Sarà compito del lettore affinare

queste tecniche mediante la pratica.

3.1.1 • L’addizione e la sottrazione

Calcolare la somma di più numeri può risultare più o meno ostico, a seconda di come si affronta tale compito. L’utilizzo delle proprietà

dell’addizione spesso facilita il calcolo di somme di più numeri.

Una proprietà molto utile è la commutativa, secondo la quale, cambiando l’ordine degli addendi, la somma non cambia.

Operativamente si può dire che nella seguente somma:

non si deve necessariamente svolgere il calcolo da sinistra verso destra. Se, per qualche motivo, ci risulta più semplice sommare

dapprima il 33 con il 16 o il 114 con il 16, possiamo farlo senza pervenire a un risultato errato.

Un modo intelligente di scegliere l’ordine con cui sommare gli addendi può essere dettato dalla seguente regola: sommare dapprima

addendi che ci restituiscano come risultato multipli di dieci (numero con zero unità).

A tale proposito è necessario tenere presente che le seguenti coppie di numeri costituiscono una decina:

Vediamo cosa significa praticamente. Supponiamo di dover sommare i seguenti numeri:

Dapprima notiamo che le unità del 34 (cioè 4) e le unità del 26 (cioè 6) insieme formano una decina (4 + 6 = 10). Memorizziamo tale

decina e passiamo a sommare i due numeri, privati delle loro unità: 30 + 20 = 50. A tale risultato aggiungiamo la decina memorizzata

ottenendo 60, risultato che, a sua volta, possiamo memorizzare. A questo punto abbiamo ridotto il calcolo alla seguente espressione:

Notiamo che le unità del 43 e del 17 formano una nuova decina (3 + 7 = 10) che, ancora una volta, memorizziamo. A questo punto

sommiamo le decine dei due numeri 40 + 10 = 50 a cui aggiungiamo la decina memorizzata ottenendo ancora 60.

Ora possiamo scrivere:

A questo punto il calcolo risulta molto semplificato e possiamo quindi scriverne il risultato:

Altrettanto si può fare con numeri decimali:

Conviene innanzitutto calcolare 32,7 + 11,3 = 44,0 in quanto la somma dei due numeri dopo la virgola è pari a dieci. Successivamente si

aggiunge l’altro numero: 44,0 + 16,4 = 60,4.

La sottrazione è un’operazione che richiede una maggiore attenzione rispetto all’addizione e quindi un maggiore impegno nel calcolo

mentale. D’altro canto è vero che è l’operazione inversa dell’addizione ed è quindi ad essa strettamente legata.

In virtù di questo legame, per comodità, la sottrazione può essere vista come una somma di numeri se si adotta il metodo seguente:

partire dal numero più piccolo e aggiungere, man mano, dei numeri, cercando di raggiungere valori multipli di 10, fino a quando non si

ottiene l’altro numero. Per esempio, per sottrarre 78 da 243 si parte dal numero più piccolo, 78, e si aggiunge (memorizzandolo) 2, per
giungere fino a 80, poi si aggiunge 20 per giungere fino a 100 (memorizzando 2 + 20 = 22), successivamente si somma 100 per raggiungere

200 (memorizzando 22 + 100 = 122) e infine si aggiunge 43 ottenendo il risultato della sottrazione: 2 + 20 + 100 + 43 = 165. Riassumiamo il

processo schematicamente:

3.1.2 • La moltiplicazione

Il calcolo mentale di una moltiplicazione tra un qualsiasi numero e un numero a una cifra può essere operato, senza troppa difficoltà,

attraverso l’uso delle tabelline e la semplice memorizzazione, di volta in volta, di un riporto.

Il calcolo si complica nel momento in cui entrambi i fattori hanno più di una cifra, in quanto non vi è da memorizzare il solo riporto, ma

anche una serie di numeri che vanno, in ultimo, sommati.

Esistono comunque dei metodi per cercare di migliorare il calcolo mentale nel caso delle moltiplicazioni, riducendo la quantità di

numeri da memorizzare.

Ad esempio, una moltiplicazione tra numeri di due cifre può essere semplificata tramite l’utilizzo delle tabelline, al calcolo di somme e

alla memorizzazione di qualche cifra durante il calcolo mentale. Consideriamo la seguente moltiplicazione:

Come prima operazione dobbiamo moltiplicare le due cifre che rappresentano le unità 4 × 6 = 24. Scriviamo il 4 e memorizziamo il 2

(che corrisponde al riporto).

A questo punto moltiplichiamo la cifra delle decine di un numero per la cifra delle unità dell’altro e viceversa. Per fissare meglio questo

passaggio possiamo “disegnare” mentalmente una x sulle cifre in modo da individuare i prodotti da sviluppare.

Nel nostro caso avremo 3 × 6 = 18 e 2 × 4 = 8. Dobbiamo poi sommare tra loro i risultati di queste due moltiplicazioni ed aggiungervi il

riporto, ovvero 2. Quindi 18 + 8 + 2 = 28.

A questo punto bisogna scrivere 8 accanto al 4 e memorizzare il 2 (che corrisponde al nuovo riporto).
Come ultimo passaggio dobbiamo moltiplicare le cifre che rappresentano le decine 3 × 2 = 6 e a tale numero aggiungere il riporto: 6 + 2

= 8. Otteniamo quindi il risultato della moltiplicazione: 884

Un altro punto su cui conviene soffermarsi è la moltiplicazione con i numeri decimali. l’imbarazzo creato dalla presenza della virgola

può essere ovviato con semplici tecniche.

Ad esempio per calcolare la moltiplicazione 23,4 × 7,2 si possono dapprima moltiplicare i numeri senza la virgola (234 × 72 = 16848) e

poi si possono aggiungere tante cifre decimali quante ve ne sono presenti in ognuno dei fattori. In questo caso, con una cifra decimale sia nel

primo che nel secondo fattore, avremo un totale di due cifre decimali nel risultato: 168,48.

Analogamente si può verificare che:

3.1.3 • La divisione

Anche la divisione è usata per giungere alla soluzione di diversi problemi. Di seguito vengono proposte due situazioni sostanzialmente

differenti alla cui soluzione si perviene in entrambi i casi dividendo il numero 200 per 50.

A) Quanto devono versare a testa 50 persone per accumulare 200 euro? (cioè come suddividere 200 in 50 parti);

B) Quante banconote da 50 euro servono per raggruppare una somma di 200 euro? (cioè quante volte 50 sta in 200)

Nel calcolo mentale di una divisione si utilizza spesso l’equivalenza tra (A), che corrisponde alla divisione in senso stretto, cioè per

partizione, e (B), che corrisponde alla divisone per contenenza, nel senso che si cerca quante volte un numero è contenuto nell’altro.

Tipicamente il primo caso avviene se il divisore (il numero per cui si divide) è molto distante dal dividendo (il numero da dividere), mentre il

secondo quando il divisore si avvicina molto al dividendo.

Consideriamo un caso in cui il divisore è “distante” dal dividendo. Per calcolare 1000 / 4 non si pensa a “quante volte 4 sta in 1000” ma

si ragiona come di seguito: «si divide 1000 in 4 parti» (ad es. si divide 1000 per 2, ottenendo 500, e poi si divide per 2, ottenendo infine

250).

Viceversa, per calcolare mentalmente 600 : 50 (un caso in cui dividendo e divisore non sono molto “distanti”) non si pensa a

“suddividere 600 in 50 parti eguali” ma a “quante volte 50 sta in 600” (ad es. 50 sta 2 volte in 100 da cui si deduce che sta 2 × 6 = 12 volte in

600).

Talvolta fare operazioni con numeri decimali può risultare “fastidioso” e scoraggiare l’utilizzo del calcolo mentale. In realtà si può

ovviare a queste difficoltà con dei semplici accorgimenti.

Supponiamo di voler calcolare 3,2 : 0,04. Si possono dividere i due numeri senza la virgola 32 : 4 = 8. Successivamente è possibile

giungere al risultato spostando la virgola verso destra, per quante sono le cifre decimali del divisore, e verso sinistra per quante sono le cifre

decimali del dividendo. Per cui, tenendo conto delle due cifre decimali del divisore, giungeremo a 800 ma, successivamente, dovendo

spostare la virgola verso sinistra, per via della cifra decimale del dividendo, scriveremo 80. Quindi 3,2 : 0,04 = 80.

ESEMPI

1) 48 : 0,3 = 160 (48 : 3 = 16 con cifra decimale al divisore otteniamo 160)

2) 0,012 : 4 = 0,003 (12 : 4 = 3 con tre cifre decimali al dividendo otteniamo 0,003)

3) 0,125 : 0,25 = 0,5 (125 : 25 = 5 con tre e due cifre decimali rispettivamente al dividendo e al divisore otteniamo 0,5)

Si noti inoltre che è possibile mantenere invariato il risultato di una divisione se sia nel dividendo che nel divisore viene eliminato lo

stesso numero di zeri.


In ultima analisi si può sottolineare come la memorizzazione di alcuni valori possa ulteriormente far accelerare il calcolo, soprattutto in

presenza di divisioni il cui risultato è un numero con la virgola.

Ad esempio, memorizzando i valori delle frazioni:

si può rapidamente calcolare il risultato della divisione 29 : 3. Infatti, tenendo conto che 27 è il multiplo di 3 più vicino e inferiore a 29,

abbiamo:

Analogamente, per velocizzare la divisione per 4, si potrebbero memorizzare le seguenti frazioni:

In tal caso si potrebbe, ad esempio, calcolare rapidamente la divisione 57 : 4. Il multiplo di 4, più prossimo ma inferiore a 57 è 56.

Infatti 56 = 40 + 16 ed entrambi questi numeri sono multipli di 4. In particolare, scomponendo 56 in 40 + 16 possiamo calcolare che 56 : 4 =

(40 : 4) + (16 : 4) = 10 + 4 = 14. Quindi si può scrivere: 57 : 4 = (56 : 4) + (1 : 4) = 14 + 0,25 = 14,25


3.2 • Le medie

Spesso in alcuni quesiti di logica numerica si richiede il calcolo di una media in un contesto pratico, riferito a situazioni comuni. In

generale la media è quel valore che nell’ambito di una serie di dati disposti in ordine crescente non è né minore del più piccolo né maggiore

del più grande. Essendo un concetto molto ampio che comprende valori di sintesi diversi tra di loro, vengono utilizzate varie tipologie di

medie; di seguito vengono definite quelle più usate per le loro specificità descrittive.

1. Media aritmetica: corrisponde alla somma di tutti i valori considerati, divisa per il loro numero complessivo.

2. Mediana: è il valore centrale in un gruppo di numeri disposti in ordine crescente (dal più piccolo al più grande).

3. Moda: è il valore che ricorre con maggiore frequenza.

4. Range: corrisponde alla differenza tra il valore massimo e il valore minimo.

Per chiarire meglio quanto illustrato, riportiamo un esempio che richiede di calcolare le diverse medie. Si supponga che i pesi corporei

espressi in chilogrammi di sette studenti siano i seguenti: 60 kg, 73 kg, 66 kg, 69 kg, 57 kg, 60 kg, 71 kg. A quali valori corrispondono la

media aritmetica, la mediana, la moda e il range?

1. Media aritmetica = 456 kg : 7 = 65,1 kg.

2. Mediana = 57, 60, 60, 66, 69, 71, 73; il numero centrale è 66. Se ci troviamo dinanzi a un numero pari di valori non c’è un “valore di

mezzo” come nel caso precedente e dobbiamo calcolare la media aritmetica dei due numeri centrali. Per trovare il termine (o i due

termini) di mezzo nell’ambito di un grande gruppo di numeri si aggiunge 1 al numero di valori n e si divide per 2; in formula (n + 1) : 2.

Prendiamo ad esempio 100 numeri: (n + 1) : 2 = (100 + 1) : 2 = 50,5, quindi la mediana è la media aritmetica del 50° e del 51° valore.

3. Moda = 60 perché è il numero che ricorre con la maggiore frequenza (due volte). Se due valori ricorrono con uguale frequenza allora il

gruppo è bimodale. Se più di due numeri ricorrono lo stesso numero di volte, la moda non viene considerata un indicatore applicabile.

4. Range = 73 - 57 = 16 kg.

3.2.1 • Proprietà della media

Illustriamo ora alcune proprietà della media che possono essere utili per la risoluzione di alcuni quesiti. Supponiamo di avere n numeri,

che non conosciamo, che ci danno una media m. Se a tali numeri aggiungiamo un numero noto x, possiamo calcolare la nuova media m’

attraverso la formula:

Se invece aggiungiamo n1 numeri la cui somma totale è x, possiamo calcolare la nuova media m’ attraverso la formula:

ESEMPI

1) Uno studente modello ha calcolato la sua media su tutte le 9 materie, esclusa la matematica. Tale media è pari a 8. Dopo l’interrogazione

la professoressa gli comunica che il suo voto finale in matematica sarà 7.

Quale sarà la nuova media dello studente?

A. 7,7

B. 7,8

C. 7,9

D. 8

E. Nessuna delle precedenti


Soluzione: La media su tutte le materie esclusa la matematica è m = 8, ottenuta con n = 9 materie. La nuova media m’, con la matematica

inclusa, sarà data dalla formula:

La risposta corretta è la C.

2) Un calciatore ha disputato 6 partite segnando in media un gol a partita. Dopo la squalifica di un turno ritorna in campo e in due partite

segna 4 gol.

Quale sarà la nuova media di realizzazione di gol per partita disputata?

A. 1,2

B. 1,25

C. 1,5

D. 1,6

E. 2

Si tratta di un quesito un po’ più complesso del precedente.

Soluzione: La media precedente alla squalifica è m = 1, ottenuta con n = 6 partite. La somma dei gol segnati nelle n1 = 2 partite dopo il

rientro è x = 4. Possiamo quindi calcolare la nuova media m’ dalla formula:

La risposta corretta è la B.

3.2.2 • Media pesata (o ponderata)

Spesso nel calcolo della media occorre tenere conto, oltre che dei singoli valori, del numero di volte in cui i valori stessi figurano nei dati

raccolti, cioè della loro frequenza. Si tiene conto quindi del peso che ha ciascun valore, di quanto esso singolarmente incide sui dati globali.

Si parla perciò di media ponderata (dal latino pondus, che vuol dire appunto peso).

Per calcolare la media ponderata:

◾ si moltiplica ciascun valore per il relativo peso, cioè per la frequenza;

◾ si sommano i prodotti ottenuti;

◾ si divide quindi per la somma delle frequenze.

Per avere una formula generale, indichiamo con x1, x2, x3, … xn i valori, con f1, f2, f3, … fn le relative frequenze. Avremo:

Un’alternativa è moltiplicare i singoli valori per il loro peso percentuale e sommare successivamente i prodotti ottenuti.
3.3 • Frazioni e proporzioni

Gli esercizi con le frazioni sono presenti quasi sempre nelle prove di ammissione. Si tratta di quesiti piuttosto semplici. Gli errori più

comuni sono dovuti alla disattenzione e alla fretta.

3.3.1 • Frazioni proprie

Per semplificare le frazioni si dividono numeratore e denominatore per gli stessi fattori primi (2, 3, 5, 7, 11, 13, ecc.), partendo dal più

piccolo, per ottenere delle frazioni equivalenti:

dove abbiamo diviso progressivamente per 2, 2, 3 e 3.

Addizione/sottrazione di frazioni: se i denominatori sono uguali, si scrive lo stesso denominatore sotto e si sommano/sottraggono

i due numeri sopra:

Se i denominatori sono diversi, si trova un denominatore comune che sia multiplo di entrambi i denominatori:

Il denominatore comune più immediato da trovare è 48 (6 × 8). Tuttavia, il minimo comune multiplo (m.c.m.) è 24; esso rende la

risoluzione più semplice e può essere determinato confrontando frazioni equivalenti.

Moltiplicazione di frazioni: per moltiplicare due frazioni, si moltiplicano i due numeratori tra loro e i due denominatori tra loro:

5 7
in alternativa al primo passaggio si possono semplificare 5 e 10 dividendoli per 2 e poi moltiplicare: 6
× 10
= 1
6
× 72 .
Divisione di frazioni: il procedimento è simile a quello della moltiplicazione, con la differenza che la frazione a destra del segno di

divisione viene capovolta e poi moltiplicata con la frazione a sinistra:

3.3.2 • Frazioni improprie

Le frazioni improprie (nelle quali il numeratore è maggiore del denominatore) vengono sommate, sottratte, moltiplicate e divise nello

stesso identico modo delle frazioni proprie. Il risultato riportato nell’esempio di seguito è un numero misto contenente sia una parte intera

che una frazione:

I numeri misti si sommano o sottraggono tenendo separati i numeri interi e le frazioni, mentre si moltiplicano o dividono

trasformandoli prima in frazioni improprie.


3.3.3 • Proporzioni

Le proporzioni sono concettualmente simili alle frazioni: una quantità intera viene divisa in parti che stanno in un determinato

rapporto tra loro.

ESEMPIO

Scomporre 80 secondo il rapporto 3 : 1.

In primo luogo bisogna determinare il numero complessivo di parti in cui viene divisa la quantità, in questo caso 3 + 1 = 4 (quattro quarti).

Successivamente si deve determinare a quale frazione del totale corrisponde ogni parte; nel nostro caso le frazioni sono 3/4 e 1/4. Infine si

moltiplica il totale per le frazioni trovate: 3/4 × 80 = 60; 1/4 x 80 = 20 (infatti: 60 + 20 = 80).

Le proporzioni possono essere semplificate nello stesso modo delle frazioni, dividendo entrambi i termini per un divisore comune (per

2, 3, ecc.).

ESEMPIO

In una classe di 36 alunni i ragazzi stanno alle ragazze in un rapporto di 20 : 16. Ridurre ai minimi termini questo rapporto. 20 : 16 = 10 : 8

= 5 : 4 (ci sono cinque ragazzi per ogni quattro ragazze).


3.4 • Calcolo mentale di una percentuale di un numero (10%, 1%, 25%)

È importante saper calcolare, mentalmente, alcune percentuali di base, che consentono di ricavarne altre.

Per calcolare il 10% di un numero basta spostare la virgola di una posizione a sinistra, ad esempio se si vuole calcolare il 10% di 800

euro:

Mentalmente risulterà semplice compiere questo passaggio: nel caso di un numero che termina con uno zero, eliminandolo si arriverà

facilmente a ciò che rappresenta il suo 10% che in questo caso è pari a 80 euro.

Pertanto se viene chiesto di calcolare, sempre su 800 euro, le seguenti percentuali:

senza far uso di carta e penna, si può procedere seguendo le indicazioni riportate di seguito. Il 30% corrisponde a 10% × 3, quindi se il

10% di 800 è 80 euro, il suo triplo sarà 240. Il 60% può essere calcolato partendo dalla sua metà (50%) più il 10%, quindi mentalmente 60%

= 50% (400 euro) + 10% (80 euro) = 480 euro. Il 90%, infine, può essere ricavato in 2 modi: moltiplicando il 10% (80 euro) × 9 = 720 euro;

oppure sottraendo dal 100% (800 euro) il suo 10% (80 euro), che porta allo stesso risultato pari a 720 euro.

È molto intuitivo capire che, se nel caso del 10% si sposta la virgola di una posizione a sinistra del numero in questione, nel caso in cui si

voglia calcolare l’1% lo spostamento sarà di due cifre, ossia:

Nel caso di un numero che termina con due zeri, sarà semplice eliminarli per arrivare ad avere l’1% Infatti nel caso di 800 euro il suo 1%

è pari a 8 euro.

ESEMPIO

Calcolare il 21% di 900 euro e il 32% di 1500 euro.

Soluzione: nel primo caso si giunge al risultato considerando il 21% come composto da: 10% × 2 + 1%. Quindi calcolando rispettivamente il

10% e l’1% si ottiene: 90 × 2 + 9 = 189 euro. Mentalmente si può procedere più velocemente rispetto a una proporzione! Di conseguenza il

32% di 1500 euro si può ricavare nello stesso modo: 32% = 10% × 3 + 1% × 2 = 150 × 3 + 15 × 2 = 480 euro.

Per calcolare rapidamente il 25% bisogna calcolare la metà della metà di un numero.

Riprendendo lo stesso numero usato finora, 800 euro si ottiene:

Nonostante l’uso costante della calcolatrice tenda a privarci di alcune abitudini di calcolo, ne abbiamo conservato una che ci

aiuta a dividere per due un qualsiasi numero. Se dovessimo, ad esempio, calcolare il 75% sempre dello stesso numero, basterà calcolare il

triplo del 25%: il 75% di 800 euro sarà uguale al suo 25% × 3; quindi se la metà della metà di 800 è 200, 200 × 3 = 600 euro.
3.5 • Conversione tra frazioni – numeri percentuali e numeri decimali

Nei quesiti logico-matematici, capita sovente di trovare dati espressi in percentuale e di dover svolgere dei calcoli. Sarà necessario, in

alcuni casi, trasformare il dato da percentuale in frazione al fine di facilitare il calcolo manuale. Sono molteplici, infatti, i vantaggi del

passare da una forma all’altra: è semplice per esempio comprendere che 1/2 coincide al 50% di un qualcosa e di conseguenza allo 0,50 se

parliamo in termini decimali.

Inoltre può capitare di dover svolgere in un esercizio di moltiplicazione, all’interno del quale entrano in gioco numeri decimali (ad

esempio 0,5); sapere che moltiplicare un numero per 0,5 significa calcolare la sua metà (50%), può rendere molto più veloce la soluzione di

un problema che richiede calcoli di questo genere. Per tale motivo riportiamo di seguito uno schema riepilogativo delle principali

equivalenze tra frazioni, percentuali e decimali.

Tenere a mente questa tabella, permetterà di saper ricavare altre informazioni direttamente connesse.

ESEMPI

1) 2/3 a quale percentuale corrisponde?

Soluzione: 2/3 ha il denominatore comune a 1/3 che corrisponde a circa il 33%, se ci si sofferma sul fatto che 1/3 e 2/3 sono legati tra loro

sarà facile intuire che si possono ottenere 2/3 calcolando il doppio di 1/3. Quindi se 1/3 è il 33%, il doppio sarà 66%.

Ovviamente per risolvere quesiti del genere basta applicare sempre lo stesso principio illustrato.

2) 3/4 a quale percentuale corrisponde?

Soluzione: bisogna seguire la stessa logica dell’esempio precedente. Ricordando che 1/4 corrisponde al 25%, il passaggio successivo

consisterà nel calcolare il triplo di 1/4 che corrisponde appunto a 3/4. Quindi 25% × 3 = 75%.

3) 2/5, 3/5 e 4/5 a quali percentuali corrispondono?

Soluzione: Le frazioni proposte hanno la stessa base (1/5 →20%), sapendo questo è possibile procedere nei calcoli:

2/5 = 1/5 × 2 = 20% × 2 = 40%

3/5 = 1/5 × 3 = 20% × 3 = 60%

4/5 = 1/5 × 4 = 20% × 4 = 80%

4) 5/6 a quale percentuale corrisponde?

Soluzione: è possibile giungere al risultato in due modi, moltiplicando1/6 × 5 oppure togliendo dai 6/6 (che rappresentano il 100%) la parte

(1/6) mancante. Eseguire mentalmente 16,5% × 5 è sicuramente più complesso che effettuare il secondo calcolo, ovvero: 6/6 - 1/6 = 5/6.

Sostituendo i dati in percentuale si ottiene: 100% - 16,5% = 83,5%.


3.5.1 • Dalla frazione al numero decimale e viceversa

Per passare dalla frazione al numero decimale si riscrive la frazione come una divisione: ad esempio 3/25 si riscrive come 25 diviso

3,00.

Per passare dal decimale alla frazione si usano i “valori di posizione” della rappresentazione decimale.

ESEMPIO

0,6 = 6 decimi = 6/10 = 3/5; 0,004 = 4 millesimi = 4/1000 = 1/250.

Frazioni equivalenti dei decimali più comuni:

0,25 = un quarto; 0,5 = un mezzo; 0,75 = tre quarti.

0,1 = un decimo; 0,2 = un quinto; 0,125 = un ottavo; 0,375 = tre ottavi.

0,01 = un centesimo; 0,005 = cinque millesimi.

3.5.2 • Variazione percentuale

Consideriamo una grandezza x ad un momento iniziale, indicando il suo valore con x0, e ad un momento finale, indicando il suo valore

con x1 Si definisce variazione percentuale il rapporto tra la variazione del valore (x1 - x0) e il valore iniziale (x0) moltiplicato per 100. Quindi:

ESEMPI

1) Una macchina accelera da 40 km/h a 60 km/h. Qual è l’incremento percentuale della velocità?

2) Una macchina frenando rallenta da 60 km/h a 40 km/h. Qual è il decremento percentuale della velocità?
3.6 • Conversione tra unità di misura di tempo, distanza, area, volume, massa, velocità

Per risolvere quesiti di problem solving può essere utile riuscire a effettuare conversioni tra unità di misura diverse. Riportiamo di

seguito le grandezze più comunemente utilizzate nei test di accesso e le loro unità di misura.

3.6.1 • Multipli e sottomultipli

k = 103; h = 102; da = 101; unità = 1; d = 10-1; c = 10-2; m = 10-3

Regola generale:

1) Salendo nella scala di n posti si sposta la virgola verso sinistra di n posti

2) Scendendo nella scala di n posti si sposta la virgola verso destra di n posti

3.6.2 • Multipli e sottomultipli (con potenze)

k = 103; h = 102; da = 101; unità = 1; d = 10-1; c = 10-2; m = 10-3

Nel passare da mm a cm ci si sposta di una posizione verso l’alto, pertanto la virgola si sposta di una unità verso sinistra.

Se si parla di mm2 e cm2, allora lo spostamento che normalmente avverrebbe con la virgola va moltiplicato per 2.
Se si parla di mm3 e cm3, allora lo spostamento che normalmente avverrebbe con la virgola va moltiplicato per 3.

3.6.3 • Alcuni tipi di conversione

ESEMPI

1) I dipendenti di un’azienda hanno diritto ad un’ora e mezza di pausa a settimana. Essendo la settimana composta da 5 gg lavorativi, di

quanti minuti di pausa potranno godere i lavoratori ogni giorno?

Soluzione: 1,5 h/5 = 0,3 h

0,3 h × 60 min = 18 minuti al giorno.

Infatti 18 minuti per 5 giorni × 5 = 90 minuti che corrispondono appunto ad un’ora e mezza (60 + 30 min)

2) Se un pasticciere impiega un’ora per guarnire 100 torte, quanti secondi impiega per decorarne una sola?

Soluzione: 3600 secondi/100 torte = 36 secondi a torta

3.6.4 • Il Litro

Il litro è un’unità di misura del volume (non appartenente al S.I.).

Il litro si rapporta ai m3 (metri cubi), ossia all’unità di misura del volume nel S.I., mediante la relazione:

Un esempio:

Un metro cubo è parecchio, anche più di una vasca da bagno! Una vasca da bagno contiene: 0,65 m × 0,80 m × 1,70 m = 0,884 m3.
3.7 • Esercizi su spazio, tempo e velocità

I quesiti sulle distanze mettono alla prova il senso pratico e l’acume logico del candidato e, in generale, non richiedono un grande

bagaglio tecnico ma la semplice conoscenza delle quattro operazioni fondamentali.

La relazione, che necessariamente occorre conoscere, lega la velocità con cui procede il soggetto del quesito (indicata con V) al rapporto

tra lo spazio percorso o distanza (indicato con S) e il tempo impiegato a percorrere tale spazio (indicato con T).

Da questa relazione si può ricavare quella inversa con cui si ottiene il tempo impiegato a percorrere un determinato spazio:

Tale relazione ci indica che il tempo di percorrenza T e la velocità V sono due grandezze inversamente proporzionali, per cui, fissata una

certa distanza S, se raddoppia la velocità V con cui si procede, il tempo T impiegato a percorrere tale velocità sarà pari alla metà.

L’ultima relazione importante lega lo spazio percorso al prodotto tra la velocità e il tempo:

In particolare, in quest’ultima relazione, si nota che la velocità V e lo spazio percorso S sono direttamente proporzionali. Quindi, fissato

il tempo T, se raddoppia la velocità V con cui si procede allora raddoppierà anche lo spazio S che si riesce a percorrere.

ESEMPI

1) 18 m/s = 18 × 3,6 km/h = 64,8 km/h

2) 25 km/h = 25/3,6 m/s ≈ 6,94 m/s

3) Due automobili devono percorrere la stessa distanza pari a 100 km. La prima con una velocità pari a 20 km/h, la seconda con una

velocità pari a 50 km/h. Quanto tempo prima deve partire la prima auto rispetto alla seconda perchè le due arrivino insieme alla fine del

percorso?

A. 1 h

B. 2 h

C. 3 h

D. 4 h

E. 5 h

Per risolvere il quesito proposto si possono utilizzare le relazioni che legano spazio, tempo e velocità. La prima automobile percorrerà la

distanza di 100 km in un tempo pari a:

La seconda automobile percorrerà la stessa distanza in un tempo pari a:


Il vantaggio da concedere alla prima automobile sarà quindi pari a 5 h – 2h = 3 h (Risposta C).

4) Se un’auto procede a 25 km/h quanto spazio percorre in 12 minuti?

A. 10 km

B. 12 km

C. 15 km

D. 4 km

E. 5 km

Qualche volta i quesiti, come in questo caso, propongono delle semplici trasformazioni di quantità di tempi e una proporzione.

L’auto percorre S1 = 25 km in un tempo T1 = 1 h, ovvero in 60 minuti. Quindi quest’auto procede ad una velocità pari a:

Prendendo in considerazione sempre la stessa velocità V, abbiamo che, in un tempo T2 = 12 min, dovrà percorrere lo spazio S2 (incognito):

Eguagliando le due espressioni ottenute per V, ricaviamo la proporzione per determinare lo spazio S2 che si percorre in 12 minuti:

25 km : 60 min = S2 : 12 min

Da cui:

5) Due automobili partono da due cittadine A e B distanti 1000 km e procedono l’una verso l’altra fino ad incontrarsi. Se l’auto che parte

dalla cittadina A viaggia a 90 km/h e quella che parte dalla cittadina B viaggia a 35 km/h, dopo quanto tempo si incontreranno?

A. 10 ore

B. 2 ore

C. 6 ore

D. 8 ore

E. 5 ore

Per risolvere questo tipo di esercizio è necessario impostare un’equazione.

La distanza da A dell’automobile che parte da questa città è data dalla relazione:

dove T è il tempo di percorrenza.

Nello stesso tempo di percorrenza T, l’automobile che parte dalla città B sarà distante da quest’ultima:

La distanza di questa automobile dalla città A sarà invece data da: 1000 km - SB

Uguagliando le distanze delle due automobili dalla città A, potremo calcolare il tempo T nel quale si incontrano:
La risposta corretta è la D.
3.8 • Esercizi con le probabilità e il calcolo combinatorio

Capita spesso che la soluzione di quesiti di logica numerica richieda calcoli di tipo probabilistico. Riepiloghiamo in termini

estremamente semplici le nozioni di base relative ai concetti di probabilità e calcolo combinatorio.

3.8.1 • Definizione di probabilità (P)

La probabilità che si verifichi un evento è il rapporto tra il numero dei casi favorevoli (al verificarsi dell’evento stesso) e il numero dei

casi possibili, considerati questi ultimi tutti ugualmente possibili, ossia equiprobabili.

I valori di P variano tra 0 e 1 e possono essere scritti in forma decimale, come percentuale, come frazione o come rapporto:

0 = 0% = evento impossibile.

0,1 = 10% di probabilità di successo, 1/10 o 1 possibilità su 10 (1 : 10).

0,25 = 25% di probabilità di successo, 1/4 o 1 possibilità su 4 (1 : 4).

0,5 = 50% di probabilità di successo, 1/2 o 1 possibilità su 2 (1 : 10).

0,75 = 75% di probabilità di successo, 3/4 o 3 possibilità su 4 (3 : 4).

1 = 100% evento certo.

Inoltre: 50% di probabilità di successo = 50% di probabilità di insuccesso (“cinquanta e cinquanta”). Analogamente: 40% di probabilità

di successo = 60% di probabilità di insuccesso (“quaranta a sessanta”).

In formula la probabilità P(E) di un determinato evento E è data da:

3.8.2 • Connettivi logici “e” e “o”

Eventi indipendenti

Due eventi A e B si dicono indipendenti se il verificarsi dell’uno non influisce sul verificarsi dell’altro. La probabilità che avvengano

entrambi è pari al prodotto delle loro rispettive probabilità:

ESEMPIO

Trovare la probabilità di ottenere prima un 3 e poi un 4 lanciando un dado due volte:

La probabilità invece che si verifichi soltanto uno dei due eventi è pari alla somma delle loro rispettive probabilità:

ESEMPIO

Determinare la probabilità di ottenere un 6 o un 4 lanciando un dado.

Eventi dipendenti

Due eventi A e B si dicono dipendenti se la probabilità di un evento dipende dal fatto che l’altro si sia verificato o meno. La probabilità

di P(A e B) è in questo caso pari al prodotto della probabilità di A per la probabilità di B dopo che si è verificato A:
La probabilità di P(A o B), invece, è data alla differenza tra la somma delle singole probabilità e la probabilità congiunta, la quale

corrisponde come detto alla probabilità che si avverino entrambe:

ESEMPI

1) Trovare la probabilità di estrarre prima un asso da un mazzo di 52 carte e poi un secondo asso senza aver rimesso il primo nel mazzo:

2) Trovare la probabilità di estrarre una carta nera o un re da un mazzo di 52 carte.

Tra le 26 carte nere ci sono 2 re, quindi i due eventi non si escludono a vicenda.

Eventi che si escludono a vicenda

Se gli eventi sono disgiunti, ossia si escludono a vicenda, la probabilità che si verifichino più eventi di un certo tipo è data dalla somma

delle probabilità dei singoli eventi. La somma delle probabilità di tutti gli eventi possibili è quindi uguale a 1.

Ad esempio se si lancia una moneta la probabilità di ottenere sia testa che croce è uguale a 0; la probabilità che esca testa o croce è pari

a 1.

3.8.3 • Grafi ad albero

Non è sempre facile determinare il numero dei casi favorevoli e dei casi possibili soprattutto nel caso di quesiti nei quali vengono

presentate diverse ipotesi, ciascuna delle quali produce ulteriori ipotesi, come spesso accade nei problemi sulla probabilità. In questi casi è

utile ricorrere ai grafi ad albero.

Regole dei grafi

La somma delle probabilità degli eventi rappresentati dai due rami è uguale a 1; sul grafo le probabilità si moltiplicano in orizzontale e

si sommano in verticale, come illustrato dall’esempio sotto.

ESEMPI

1) Un costruttore di automobili acquista l’80% dei suoi ricambi dalla fabbrica A e il resto dalla fabbrica B. Il 2% dei ricambi provenienti da A

è difettoso, così come il 5% di quelli forniti da B. Un ricambio è estratto da un sacco dove sono stati mescolati tutti i ricambi: trovare la

probabilità che:

I) Il ricambio sia difettoso e sia stato prodotto da A.

II) Il ricambio sia difettoso e sia stato prodotto da B.

III) Il ricambio sia difettoso, senza riguardo alla sua provenienza.

0,016 (1,6%); 2) 0,01 (1%); 3) 0,016 + 0,01 = 0,026 (2,6%).


2) 10000 persone sono sottoposte a un test antidroga. L’1% di tali persone fa uso di stupefacenti, il resto no. C’è di possibilità che il test sui

consumatori di droga dia un falso negativo, e la stessa probabilità che il test sui non consumatori produca un falso positivo. Qual è la

probabilità che una persona il cui test risulti positivo faccia effettivamente uso di droga?

Probabilità P = 99* : (99* + 99**) = 99 : 198 = 50%

3.8.4 • Permutazioni e combinazioni

Permutazioni

La permutazione è un modo di ordinare in successione un dato numero di oggetti distinti.

◾ Permutazioni di un insieme di n elementi = n! (n fattoriale)

ESEMPIO

Le permutazioni del gruppo di tre lettere A, B, C, sono le seguenti:

ABC, ACB, BAC, BCA, CAB, CBA (l’ordine conta);

quindi le permutazioni sono P = 6 = 3 × 2 × 1 = 3!.

Per un gruppo di quattro lettere A, B, C, D: P = 4! = 4 × 3 × 2 × 1 = 24.

◾ Permutazioni di r oggetti estratti da un insieme di n elementi = n! : (n - r)!

ESEMPIO

Il numero delle possibili permutazioni di una qualsiasi coppia di lettere scelta dal gruppo di 10 lettere A, B, C, D, E, F, G, H, I, J è dato da:

Combinazioni

Dati n e k due interi positivi, si definisce combinazione di n elementi di classe k ogni sottoinsieme di k elementi presi da un insieme di n

elementi.
n!
Quindi: combinazioni di k oggetti estratti da un insieme di n elementi =
k!(n−k)!

ESEMPI

1) Il numero di tutte le possibili combinazioni di coppie scelte dal gruppo di 10 lettere A, B, C, D, E, F, G, H, I, J è dato da:
10! 10×9
C= = 2!
= 45 possibili modi di scegliere due lettere dalle 10 assegnate.
2!(10−2)!

(L’ordine non conta).

2) In un sacco sono poste otto palle da biliardo, numerate da 1 a 8; le palle vengono estratte a caso.

a) Quante sono le possibili combinazioni di tre palle?

b) Quante sono le possibili permutazioni di tre palle?


1) C = 8! : [(8 - 3)!3!] = (8 × 7 × 6) : (3 × 2) = 56

2) P = 8! : (8 - 3)! = 8 × 7 × 6 = 336.

336 = 56 × 6; infatti ogni combinazione di 3 palle ha 3! = 6 possibili permutazioni (palle 1, 2, 3: 1,2,3; 1,3,2; 2,1,3; 2,3,1; 3,1,2; 3,2,1).
3.9 • Le sequenze

Questi esercizi sono i più comuni e i più frequenti. Sono prove che si basano su un semplice principio costituito dalla ricerca della regola

che spiega la progressione di una certa sequenza che può essere costituita da numeri e lettere (ma anche da figure come vedremo nei test di

performance).

Per chiarire subito la tipologia delle prove partiamo con un semplicissimo esempio: Data la sequenza numerica

Qual è il numero che completa la serie?

A. 1

B. 3

C. 10

D. 16

E. 9

Non c’è bisogno di dilungarsi troppo nelle spiegazioni, la risposta esatta è 10, quindi l’alternativa c). Infatti, la sequenza costituisce una

progressione crescente di due in due:

Le sequenze possono essere costituite anziché da numeri anche da lettere. A tale proposito si consiglia di imparare l’ordine numerico

dell’alfabeto, cioè A = 1; B = 2 e così via come riportato di seguito:

Solitamente gli esercizi con sequenze di lettere, in Italia, non comprendono le lettere K, J, W, X, Y. Neanche nel presente volume le

prove contemplano queste lettere. In ogni caso l’abbinamento lettera numero d’ordine sarebbe il seguente:

ESEMPI

1) A questo punto consideriamo la sequenza di lettere:

ADGL?

Quale lettera completa la serie?

a) M

b) O

c) C

d) P

e) Q

Anche in questo caso non è molto difficile scoprire la regola della sequenza: la risposta esatta è la b).
2) Passiamo ad esaminare esempi più complessi.

BDFL?

Quale lettera completa la serie?

a) R

b) O

c) U

d) Q

e) T

Anche in questo caso occorre fare ricorso al numero d’ordine di ciascuna lettera e scoprire la “regola” sottostante. Questo compito risulta più

gravoso perché non siamo abituati a pensare al numero d’ordine delle lettere. Come nell’esercizio precedente trasformiamo le lettere in

numeri in modo da individuare qualche regolarità nascosta:

Abbiamo trasformato le lettere in numeri, così balza agli occhi una regola che possiamo sottoporre a verifica. La prima più immediata è la

progressione di 2 in 2 (il ritmo del +2), che però non viene confermata nel passaggio da 6 a 10 e quindi dobbiamo abbandonare questa

ipotesi per passare ad altro.

Provate adesso a sommare le prime 2 lettere B e D, otterrete 2 + 4 = 6 che trasformato in lettere sarebbe B + D = F.

Adesso passiamo alla coppia successiva, la coppia D e F, cioè 4 e 6, otterremo 4 + 6 = 10 ovvero trasformato in lettere D + F = L (ricordiamo

che stiamo lavorando sul numero d’ordine delle lettere dove L figura come la decima lettera dell’alfabeto). A questo punto abbiamo scoperto

la regolarità della sequenza per cui è facile giungere alla conclusione che la lettera mancante è la sedicesima dell’alfabeto ovvero la lettera R,

quindi a) è la risposta esatta.

La sequenza è completata dalla lettera R:

Risolvere le sequenze numeriche oppure le sequenze di lettere è pur sempre un esercizio di ragionamento numerico, il primo richiede

una trasformazione in più, dove le lettere costituiscono dei simboli sostituibili da numeri. Associare simboli a numeri ed eseguire operazioni

di ragionamento e calcolo matematico costituirà una sezione importante di questo capitolo.


ESEMPI

1) Z N T L Q H ?

Quale lettera completa la sequenza?

a) G

b) I

c) E

d) N

e) Non ha soluzione

Questo esercizio è difficilissimo, pochi riuscirebbero a risolverlo senza ricorrere alle strategie di trasformazione delle lettere con i numeri

d’ordine corrispondenti. Procediamo come segue

Anche con questo esercizio occorre lavorare con le coppie però non contigue. Infatti la sequenza è mossa da due regole:

A questo punto appare evidente che la risposta esatta è N, quindi la risposta D, dodicesima lettera dell’alfabeto.

2) 15 13 12 11 9 9 ?

Quale numero completa la serie?

A. 9

B. 1

C. 3

D. 8

E. 6

Notate qualcosa che rassomiglia all’esempio precedente? In effetti siete sulla giusta strada, avete notato che c’è una ripetizione degli ultimi

numeri della sequenza che vi ha indotto a pensare ad un accoppiamento come il precedente. Si tratta, dunque, di applicare la stessa identica

regola discussa sopra.

Come avrete capito in questo tipo di esercizi l’aiuto delle riposte alternative non è utilizzabile, occorre invece concentrarsi nella scoperta

della regola. È solo una questione di abitudine e scaltrezza.


ESEMPI

1) 6 7 9 13 21 ?

Quale numero completa la serie?

Per rendere la prova simile a quella che troverete in sede di esame si inseriscono anche le alternative, ma abituatevi a lavorare senza le

risposte, che consulterete, ovviamente, solo quando pensate di avere trovato la soluzione.

A. 28

B. 42

C. 37

D. 56

E. 66

Il suggerimento è di affrontare il problema valutando tutte le possibili combinazioni che vi vengono in mente partendo dalla superficialità

(esempio è una sequenza di numeri pari, oppure di numeri dispari, trovare la regola del “salterello” come quelle che abbiamo visto prima,

oppure trovare una progressione geometrica crescente, ecc.) e applicandole il più rapidamente possibile, senza drammatizzare se non

riusciamo a trovarla al primissimo tentativo. Se si pensa di essere fermi su un quesito da troppo tempo, passate avanti ed eventualmente

tornateci in seguito; è più probabile che scatti il cosiddetto “insight”, l’idea che avevate a disposizione nella vostra “cassetta degli attrezzi”,

ma che non avevate preso in considerazione.

Sicuramente in questo nostro esempio, dato che abbiamo applicato la regola del “salterello” avrete sottoposto la sequenza a questa verifica,

infruttuosamente purtroppo. Qui la soluzione è data da una progressione geometrica di ragione 2, infatti la sequenza in esame è una

successione di numeri tali che il rapporto fra ciascuno di essi e il precedente sia costante. Ciascun termine è infatti ottenibile dal precedente

più un numero che si raddoppia progressivamente. La risposta esatta è dunque la C, 37.

2) Consideriamo un’altra sequenza numerica:

4 7 12 21 ?

Quale numero completa la serie?

A. 42

B. 38

C. 48

D. 37

E. 128

La soluzione è data dalla moltiplicazione del primo numero per il fattore 2 a cui si toglie 1 per ottenere il secondo numero della sequenza,

cioè il 7. Il secondo numero della sequenza lo moltiplichiamo sempre per il fattore 2, ma togliamo 2 per ottenere il terzo numero della

sequenza che è il 12, poi ancora moltiplichiamo il terzo numero delle sequenza per il fattore 2 ma stavolta sottraiamo 3 per ottenere il quarto

numero della sequenza che è il 21, quindi l’incognita ovvero il numero che completa la serie è dato dalla moltiplicazione del quarto numero

della sequenza cioè il 21 sempre per il fattore 2 a cui togliamo 4 unità. Per chiarire maggiormente:
La risposta esatta è dunque la B. 38. Questa volta la regola era leggermente più complicata e l’esercizio poteva richiedere un po’ più di

tempo.

3) Proviamo a risolvere un’ultima sequenza:

315 292 269 246 ?

Quale numero completa la serie?

A. 218

B. 220

C. 221

D. 225

E. 223

Con esercizi che presentano numeri a tre cifre di solito si richiede di sommare o sottrarre una costante.

La sequenza presenta dei numeri decrescenti. Ciascun numero diminuisce di 23 unità rispetto al precedente, quindi la risposta esatta sarà

223, cioè la risposta E.

RIEPILOGO
Le regole che aiutano a risolvere le serie numeriche sono le seguenti:

a) progressioni geometriche di ragione n

b) progressioni semplici. La sequenza può aumentare di 2, 4, 8, ecc. di 3, 5, 7, 9 ecc.

c) aumentare o diminuire coppie contigue o non contigue dette anche “a salterello”

d) differenze o somme tra numeri contigui (e più raramente moltiplicazioni e divisioni)

e) raddoppiare o triplicare e togliere una costante (cioè ad esempio raddoppiare e togliere sempre lo stesso numero) oppure un valore

progressivo (ad esempio raddoppiare ogni numero e poi togliere 1, al successivo raddoppiare il numero ottenuto in precedenza e

togliere 2, e così via oppure raddoppiare il numero e poi aggiungere 1, raddoppiare il secondo e poi aggiungere 2, ecc.).
f) addizionare un valore ad ogni numero (solitamente 1) e raddoppiare la somma per ottenere il numero

Abbiamo analizzato le regole più frequenti, quindi, se siete in grado di applicarle rapidamente partendo dalla più semplice, avete

un’elevata probabilità di trovare la soluzione esatta. È ovvio che risulta indispensabile una certa rapidità di calcolo a mente.
3.10 • Le serie numeriche nelle configurazioni grafico-geometriche

Gli esercizi di ragionamento numerico sono presentati sotto svariate forme grafiche. Possiamo trovare sequenze numeriche all’interno o

ai vertici di figure geometriche regolari o irregolari, ai vertici di stelle a 6 o 8 punte, alle estremità di figure umane o animali stilizzate, entro

sezioni di cerchio, oppure in matrici quadrate, o sotto forma di tessere del domino, e in un’infinita varietà di altre configurazioni.

La particolarità di queste serie numeriche e le strategie risolutive variano a seconda della configurazione: nel caso di numeri ai vertici

dei triangoli più spesso il numero al vertice è dato dalla combinazione (somma, sottrazione, moltiplicazione o divisione) dei numeri alla base

o da una regola che dia senso all’uso del triangolo. Nel caso di numeri all’interno di quadrati le soluzioni combinatorie sono molto più

numerose, per cui il numero mancante potrebbe derivare dalla combinazione dei numeri che si trovano sulla stessa diagonale, o sullo stesso

lato, oppure partendo da un punto e ruotare in senso orario oppure antiorario.

Si presentano alcuni esempi con i relativi commenti e soluzioni. Da questo momento gli esercizi non presenteranno l’elenco delle

risposte, è preferibile infatti abituarsi a sviluppare il ragionamento numerico indipendentemente dalle alternative.

3.10.1 • Sequenze con cerchi

Con le figure circolari generalmente si procede formulando ipotesi, muovendosi in senso orario o in senso antiorario per individuare

delle regolarità. È una giusta strategia, ma occorre non fermarsi a ciò.

I numeri all’interno degli spicchi potrebbero essere distribuiti secondo il seguente criterio:

Infatti, nel nostro esempio notiamo che i numeri 4 e 6 hanno al loro opposto il risultato di una moltiplicazione con se stessi, (4 × 4 = 16)

e (6 × 6 = 36), quindi la nostra incognita sarà verosimilmente 81 (9 × 9).

Di seguito un altro esempio con un’altra figura circolare.


Per scoprire la regola che sottende la sequenza occorre un piccolo sforzo: prima di tutto si nota che la progressione è in senso orario

crescente, e che non sono applicabili semplici operazioni regolari. Quando la soluzione non ha quell’immediatezza che si trova nelle

“configurazioni” più semplici, occorre provare altre strategie.

Ciascun numero è, a partire dal numero due in poi, il doppio del precedente + 1, quindi 5 è dato da 2 × 2 + 1, 11 è dato da 5 × 2 + 1, ecc.

fino alla soluzione che sarà 95 (47 × 2 + 1).

Il prossimo esercizio segue la stessa regola, tuttavia la progressione non avviene in senso orario. Partendo dal primo spicchio in alto a

destra (cioè partendo dal numero 1) si osserva che lo spicchio opposto è il risultato del doppio del primo spicchio + 1.

La stessa regola vale per gli altri spicchi opposti, cioè per 3 e 7 per 5 e 11 e per 7 e ?

3.10.2 • Sequenze con triangoli e quadrati

Oltre alle sequenze con i cerchi possiamo avere sequenze con triangoli ai cui vertici vengono collocati dei numeri secondo una certa

regola. Questo tipo di esercizi richiede spesso di determinare la cifra posta al vertice di un triangolo equilatero. Generalmente l’incognita si

ottiene dalla somma, dalla differenza, dalla moltiplicazione o dalla divisione tra le cifre poste alla base. In ogni caso le regole per la

determinazione delle incognite sono sempre le stesse.

ESEMPIO

Qual è il numero mancante indicato dal punto interrogativo?


Il numero mancante è il risultato della somma dei numeri alla base dei triangoli diviso 2. Dunque il risultato sarà 5 (dato da 8 + 2 diviso 2).

Il prossimo esercizio invece combina due figure geometriche.

ESEMPIO

Si noti che all’interno del triangolo c’è un’altra figura geometrica che contiene un numero. Inoltre un’altra caratteristica della sequenza è la

presenza di numeri sia all’interno del triangolo che all’esterno. Cerchiamo a questo punto di capire quali regole accomunano le cifre dei

primi due triangoli per scoprire l’incognita del terzo.

Al risultato della somma dei valori interni al triangolo si sottraggono i valori esterni per ottenere il valore interno al quadrato. Quindi

. La cifra mancante è 5.

Le regole generali per questo tipo di problemi sono le seguenti:

◾ le operazioni di una serie si muovono nel medesimo senso, cioè se alla prima figura abbiamo proceduto in senso orario, anche le altre

saranno in senso orario;

◾ l’esatta sequenza di operazioni della prima figura è valida anche per le altre figure della stessa serie;

◾ se si iniziano i calcoli da un certo punto della figura, occorre iniziare dal medesimo punto anche nelle altre configurazioni.

Ma mostriamo queste regole con un esempio

ESEMPIO

La fase più difficoltosa sta nell’individuazione del punto di partenza e della regola da applicare alle sequenze delimitate dai quadrati. La

chiave per risolvere il problema è questa: si parte dal numero in basso a sinistra e lo si moltiplica, proseguendo in senso orario, per il

numero dell’angolo superiore sinistro. Nel nostro esempio si moltiplica 3 · 2, poi si somma il numero presente all’angolo superiore destro,

nel nostro caso 3 per ottenere il risultato dell’angolo inferiore destro (nove).

Dal nostro esempio si evince che il valore dell’incognita è 16, risultato del prodotto dei primi due numeri (angolo basso sinistra · numero

angolo in alto a sinistra) che sommeremo al numero in alto a destra per ottenere l’incognita all’angolo in basso a destra. Ricordiamo che

all’interno di queste figure sono ammissibili tutte le operazioni.


Vediamo infine un esempio tratto da una prova in cui si combinano sequenze di lettere con sequenze di numeri. Il livello di difficoltà è

medio.

Quale numero completa la serie?

A. 15

B. 10

C. 7

D. 9

E. 2

Il numero al centro della figura è la somma dei valori delle lettere agli angoli. Ciascuna lettera assume un determinato valore in ragione di

una semplice proprietà, se la lettera è una vocale il valore attribuito sarà 5, mentre se è una consonante il valore assegnato sarà 3. Quindi la

soluzione esatta è quella della lettera A, 15.


3.11 • Le serie con configurazioni particolari

È possibile trovare delle serie numeriche in una cornice e con una disposizione grafica che ne “condiziona” la soluzione. Si possono

incontrare degli esercizi in cui la disposizione nello spazio assume un significato come nell’esempio successivo.

ESEMPIO

A. 8

B. 6

C. 0

D. 2

E. Nessuna risposta è valida

Qui occorre prestare attenzione alla disposizione nello spazio delle braccia degli omini, infatti se ci fate caso noterete che il numero sulla

testa è dato dalla somma dei numeri delle braccia se sono entrambe alzate (vedi omino X), e dalla differenza tra il valore del braccio alzato

con quello del braccio abbassato (vedi omino Y). La soluzione sarà 2, dato dalla differenza tra il valore del braccio alzato 9, ed il valore del

braccio abbassato 7.

Esercizi di questo tipo potrebbero farci perdere molto tempo alla ricerca di regole che non considerano la disposizione delle braccia, ad

esempio molti rispondono 6 credendo che il valore della testa debba essere determinato dalla sottrazione tra il valore della testa dell’omino

X ed il valore della testa dell’omino Y, oppure rispondono “nessuna risposta è valida“ perché pensano che il valore sia determinato dalla

somma del valore della testa dell’omino X con quello della testa dell’omino Y.

Proponiamo di seguito un altro esercizio.

ESEMPIO

Un orologio procede secondo una sequenza particolare ma, nonostante la sua bizzarria, è regolarissimo. Abbiamo studiato quattro ore prese

successivamente.

Quale sarà la prossima ora?

I quattro orari presi in successione dimostrano una regolarità che non rispetta però il normale funzionamento di un orologio. Per trovare la

soluzione è necessario esaminare separatamente ore, minuti e secondi.

Dall’esame delle ore si evidenzia una diminuzione progressiva di 3, 4 e 5; dall’esame dei minuti invece si nota un aumento progressivo di 4,

8, 16; i secondi hanno una diminuzione prima di 1, poi di 2 e poi di 3. Assumendo la regolarità dichiarata la prossima ora segnata sarà

22:14:51. Infatti, se dalle 3 del mattino togliamo 6 ore, sono le 21; se ai 42 minuti ne aggiungiamo 32, abbiamo 1 ora (che va sommata a 21) e

14 minuti; se ai 55 secondi ne togliamo 4, avremo 51 secondi.


3.12 • Le matrici quadrate

Nelle matrici quadrate si presentano delle serie numeriche disposte su un medesimo numero di righe e di colonne come

nell’esempio seguente.

Queste prove richiedono rapidità di calcolo e flessibilità cognitiva dato che per risolverle è necessario calcolare in rapida sequenza tutte

le possibili combinazioni in orizzontale e in verticale (ma mai in diagonale), che danno ragione alla particolare configurazione che non è mai

casuale, a meno che, tra le risposte possibili, non sia presente la risposta “non è possibile risolvere la matrice” o una frase simile.

Di seguito forniamo un altro esempio.

ESEMPIO

Qual è il numero mancante?

Dai resoconti verbali di alcuni soggetti che vi si sono sottoposti, ai quali veniva richiesto di pronunciare ad alta voce tutti i calcoli che

stavano facendo per trovare la soluzione, le persone più rigidamente ancorate alla struttura dei dati non andavano oltre alla somma delle

righe e delle colonne, per cui non riuscivano a risolverla correttamente.

Una procedura di questo tipo poteva essere valida con una configurazione come la seguente:

nella quale la somma dei numeri della prima e della seconda riga è sempre 17.

Possiamo dire infatti che la procedura seguita non era in sé sbagliata, ma fuorviante in quanto esclusiva. Chi risolve brillantemente la

matrice invece supera la fissità funzionale legata alla strutturazione dei dati ed inizia a verificare rapidamente se vi sono altre configurazioni

che potrebbero spiegare i dati ottenuti.


Quindi si procede con calcoli che prendono in considerazione l’ordine di riga e di colonna e si sommano o sottraggono i primi numeri di riga

e di colonna con i secondi o con i terzi. E se non si giunge ad una soluzione soddisfacente, come in questo caso, si somma il primo numero di

riga e di colonna con il secondo numero di riga e di colonna.

Nell’esempio il terzo numero di riga è dato dalla metà della somma dei primi due numeri di riga, cioè (5 + 5)/2 = 5, (6 + 2)/2 = 4, ecc.

La risposta corretta è 6, cioè (9 + 3)/2.


3.13 • Le trasformazioni simboliche

Questa tipologia di esercizi richiede un’elevata capacità di analisi, di associazione e di astrazione oltre ad una decisa rapidità e fluidità

nel calcolo matematico. Indubbiamente l’esercizio assiduo e la pratica continua con questo tipo di trasformazioni potenziano sensibilmente

la performance.

La prova consiste nella trasformazione dei simboli in numeri a partire da una espressione più o meno complessa. In pratica anziché

usare la classica formalizzazione matematica delle incognite con le lettere x, y, z, si usano simboli grafici di qualsiasi tipo, oppure lettere o

qualsiasi altra cosa che non ricordi i numeri. Per la risoluzione si applica la seguente logica: a simbolo uguale corrisponde numero

uguale.

ESEMPIO

Se:

allora □ è uguale a:

A. 0

B. 3

C. 4

D. 5

E. Nessuno

I passaggi per arrivare alla soluzione sono pochi, basta seguire un metodo molto semplice che risponde alla ricerca della massima

semplificazione. A tale scopo si procede semplificando le prime informazioni disponibili.

Se • + 3 = □ e Δ + • = □ allora • + 3 = Δ + • che diventa Δ = 3 in quanto i due • si annullano a vicenda (- • + • = zero). Sostituendo Δ = 3 nella

quarta equazione si ottiene ■ = 4. Sostituendo Δ = 3 e ■ = 4 nella terza equazione si ha 11 = • + 4 + • + 3 → 11 - 4 - 3 = • + • → • = 2.

Sostituendo • = 2 nella prima equazione si ha □ = 5.

Pertanto la risposta corretta è la D.


3.14 • Interpretazione di dati da tabelle e grafici

L’abilità di trattare ed estrapolare informazioni numeriche dai dati presentati sotto forma di tabella o di grafico (istogrammi,

ideogrammi, ecc.) può essere saggiata attraverso test appositamente predisposti.

Il più delle volte si presentano diversi dati sotto forma di tabella e poi si formulano una o più domande inerenti ad essa.

Si osservino attentamente le tabelle riportate e si risponda alle domande successive indicando l’unica risposta corretta:

Confrontando i dati relativi all’occupazione femminile nei servizi alla persona del Periodo t con quelli del Periodo

t+1 è possibile affermare che:

A. Il numero di donne occupate nei servizi alla persona è aumentato in tutte le aree territoriali (Nord, Centro e Sud Italia)

B. Il numero di donne occupate nei servizi alla persona è aumentato solo al Nord Italia
C. Il numero di donne occupate nei servizi alla persona è aumentato nel suo totale ma diminuito nel Nord Italia

D. Nel Centro Italia le donne erano maggiormente occupate in questo settore nel Periodo t piuttosto che nel Periodo t+1

E. Nel Sud Italia si è verificata una contrazione degli occupati nel settore

Per rispondere al quesito occorre confrontare i dati delle due tabelle. Questo tipo di test richiede attenzione e velocità nella ricerca delle

informazioni.

La prima risposta “Il numero di donne occupate nei servizi alla persona è aumentato in tutte le aree territoriali (Nord, Centro e Sud

Italia)” richiede di confrontare i dati delle due tabelle relative alle informazioni inerenti i Servizi alla Persona nelle tre aree geografiche in cui

sono raggruppati i dati. Qui è necessario confrontare i dati della tabella Periodo t con quelli dell’anno Periodo t+1 solamente osservando il

numero di donne impiegate nella riga Servizi alla persona delle tre aree. Da un rapido confronto si osserva che a Nord le donne impiegate

nel settore sono diminuite passando da 229mila circa a 223mila circa. La risposta A è dunque da scartare.

La seconda affermazione “Il numero di donne occupate nei servizi alla persona è aumentato solo al Nord Italia” è falsa, infatti, come già

osservato, al Nord si è verificata una riduzione del personale occupato nei servizi alla persona. La risposta B è dunque errata.

Esaminiamo la terza affermazione “Il numero di donne occupate nei servizi alla persona è aumentato nel suo totale ma diminuito nel

Nord Italia”.

Siamo già a conoscenza del fatto che il numero delle donne occupate nei servizi alla persona è diminuito di circa 6mila unità nel Nord

Italia, dobbiamo verificare se è vero che nel totale il numero delle donne occupate in questa categoria sia effettivamente aumentato.

Stavolta il dato che andiamo a ricercare sarà sulla colonna del totale individuata sulla riga Servizi alla persona e possiamo affermare con

certezza che l’alternativa è corretta, infatti da poco più di 378mila si arriva a 387.713 donne occupate nel settore in esame.

Confrontando i dati generali dell’occupazione femminile nelle tre aree territoriali si può affermare che:

A. L’occupazione femminile è aumentata in termini assoluti dal Periodo t al Periodo t+1

B. L’occupazione femminile è aumentata in termini assoluti dal Periodo t al Periodo t+1 solo nel Nord Italia

C. L’occupazione femminile è drasticamente diminuita in termini assoluti dal Periodo t al Periodo t+1

D. L’occupazione femminile è diminuita in termini assoluti dal periodo t al periodo t+1 solo nel Sud Italia

E. Non è possibile dedurre alcuna informazione

Questo blocco di affermazioni richiede il confronto dei valori assoluti di tutta l’occupazione femminile italiana, quindi dobbiamo

controllare un solo dato, quello del totale generale (in basso a destra della tabella) cioè il dato 7.226.389 della prima tabella con quello della

seconda, 7.212.823, del totale relativo al Nord Italia per le due tabelle, e del totale Sud Italia nei due anni in considerazione.

Da ciò si evince che è vera l’affermazione “L’occupazione femminile è aumentata in termini assoluti dal periodo t al periodo t+1 solo nel

nord Italia” infatti si passa da poco più di 3.934.000 a 4.044.225 unità.

Osservando i dati forniti dalla tavola relativa al Periodo t+1 è possibile affermare che:

A. I lavori non qualificati occupano il maggior numero di donne in termini assoluti

B. Il numero di donne occupate nel settore artistico è molto simile in tutte le zone territoriali (Nord, Centro e Sud Italia)

C. L’attività lavorativa che occupa meno donne è quella artistica

D. Il settore amministrativo è l’attività che occupa il maggior numero di donne

E. L’attività che occupa il maggior numero di donne è la vendita

Questo blocco di affermazioni richiede di osservare soltanto la tabella relativa al periodo t+1. È vera l’affermazione a) “I lavori non

qualificati occupano il maggior numero di donne in termini assoluti”, infatti occupano circa 1.776.000 persone.

Talvolta i dati possono essere presentati sotto forma di grafico. Il grafico è un sistema di rappresentazione visiva di valori numerici, che

rende i dati maggiormente comprensibili e rende più immediata la comparazione tra valori diversi.

La scelta tra le varie tipologie di grafico dipende dai dati che si vuol fare emergere. Per esempio, partendo dai valori contenuti nelle

tabelle sull’occupazione femminile appena analizzate, proviamo a vedere alcune possibili rappresentazioni grafiche.

Istogrammi

Gli istogrammi sono i grafici più comuni, hanno un asse delle categorie (normalmente l’asse orizzontale) e un asse dei valori

(normalmente l’asse verticale).

Nel grafico sotto riportato vengono rappresentati i dati sull’occupazione femminile nel Periodo t+1 divisi per aree geografiche. Sulle

ordinate sono indicati i valori numerici, sulle ascisse le aree geografiche. Per ciascuna area i dati sono ripartiti per settori.
Sulla base dei dati riportati nel grafico, quale area geografica evidenzia una maggiore presenza nei servizi alla

persona?

A. Sud

B. Nord

C. Centro

D. Centro e Sud sono ugualmente presenti

E. Nord e Centro sono ugualmente presenti

I servizi alla persona sono rappresentati dal terzo istogramma. Si vede chiaramente che la presenza più massiccia si ha a Nord, dove

supera le 200.000 unità. La risposta esatta è la B.

Il seguente grafico rappresenta sempre l’occupazione femminile nel Periodo t+1, sulle ordinate abbiamo sempre i valori numerici, sulle

ascisse questa volta abbiamo i diversi settori occupazionali con i dati raggruppati per area. Mentre il primo grafico mette in risalto le

differenze di occupazione tra aree geografiche, il seguente evidenzia le differenze tra settori occupazionali.

Qual è il rapporto tra il settore Ambiente e il settore Ricerca e Cultura al Sud?

A. Il primo è maggiore del secondo

B. Il primo è minore del secondo

C. Sono equivalenti

D. Nessuna delle precedenti

E. Con i dati a disposizione non si può stabilire

Il Sud è rappresentato dal terzo istogramma. Si nota chiaramente che il settore Ambiente raggiunge quasi le 150.000 unità ed il settore

Ricerca e Cultura invece non arriva neanche alle 50.000. La risposta esatta è dunque la A.

Grafici a torta

I grafici a torta: non hanno assi, consentono pertanto di visualizzare una sola serie di dati. Risultano particolarmente utili quando si

vogliono mettere in evidenza le proporzioni relative o i singoli contributi rispetto al totale (per tale motivo non dovrebbero rappresentare più

di cinque o sei variabili; diversamente risulta difficile interpretarli). Nei due esempi di seguito riportati viene rappresentata la distribuzione
occupazionale nel settore Ricerca e Cultura del Periodo t+1, divisa per aree geografiche (1) e l’occupazione totale (Nord + Centro + Sud)

Periodo t (2).

Qual è l’incidenza delle lavoratrici del Nord nel settore Ricerca e Cultura?

A. 15%

B. 19,5%

C. 25%

D. 60,5%

E. Nessuna delle precedenti

Il totale delle impiegate nel settore Ricerca e Cultura è 151.295 unità (76.453 + 35.600 + 39.242). L’incidenza delle lavoratrici del Nord

sarà pari a: 76.453/151.295 = 50,5%. La risposta esatta è dunque la E.

Grafici a linee

I grafici a linee consentono la rappresentazione di due variabili come gli istogrammi, ma si prestano maggiormente per rappresentare

dati continui, cioè per individuare linee di tendenza nel tempo. Nel grafico di seguito riportato, per esempio vengono rappresentate le

tendenze dei settori occupazionali con le variazioni mensili. Ciò consente di valutare i trend di crescita.

Quale settore presenta nel mese di ottobre il valore assoluto più elevato?

A. Ambiente

B. Ricerca

C. Servizi alla persona

D. Tecnica specializzata

E. Nessuna delle precedenti

Il mese di ottobre, il penultimo dato rilevato, mostra chiaramente che il settore Tecnica specializzata (come del resto accade sempre)

supera tutti gli altri. La risposta esatta è dunque la D.


CAPITOLO 4 Ragionamento astratto e attitudine visuo-spaziale

I test di ragionamento astratto sono misure non verbali delle abilità cognitive che rilevano se e quanto un soggetto è in grado di eseguire

un ragionamento semplice o complesso di fronte a materiale stimolo costituito da figure geometriche, disegni di diversa forma, diverso

orientamento spaziale, diversi elementi componenti, diverse tessiture, ecc.

I quesiti di logica visiva vengono utilizzati anche per valutare attitudini particolari quali l’attenzione, la precisione e l’accuratezza. Di

seguito, una disamina delle principali tipologie.


4.1 • Rotazioni mentali e orientamento spaziale

Immaginate la lettera B in stampatello maiuscolo, ruotatela in senso orario di 90° (da mezzogiorno alle tre), ruotatela sul suo asse di

180° verso l’alto, ruotatela in senso antiorario di 180° (dalle tre alle nove). Qual è il risultato delle rotazioni?

La difficoltà del compito è dovuta sia alla capacità di comprendere le istruzioni sia all’abilità di eseguire mentalmente le rotazioni. Per

alleggerire il carico di lavoro richiesto al nostro sistema mnestico possiamo aiutarci con degli schemi di questo tipo. Poniamo la lettera B

sugli assi cartesiani x y, ponendo la lettera B sul punto di origine 0 “ “ degli assi:

Si richiede di rotare di 90° in senso orario. Un ulteriore chiarimento sul tipo di rotazione richiesta è dato dal suggerimento da

mezzogiorno alle tre, cioè si intende una rotazione sul punto di origine verso destra, perché in senso orario, di 90°.

Il secondo comando richiede che la lettera venga ruotata sul suo asse di 180°: qui è necessario eseguire una rotazione sull’asse della

lettera B verso l’alto per cui avremo il risultato seguente:


Infine si richiede di operare un’ultima rotazione in senso antiorario di 180°, anche in questo caso la rotazione avviene sull’origine 0 a

partire dall’ultima rotazione. La figura quindi assume la seguente posizione sugli assi cartesiani Quindi la risposta corretta è C.

Possiamo provare anche un altro esercizio per favorire la generazione di immagini passando attraverso stadi intermedi. Non servitevi di

carta e penna, provate ad eseguire l’esercizio mentalmente.

ESEMPIO

Si immagini la lettera F in stampatello maiuscolo. Sovrapponete alla linea verticale della lettera F, la lettera b in carattere minuscolo. Ora

ruotate la parte curva delle lettera b in maniera tale che essa venga a trovarsi alla sinistra della linea verticale. Quale immagine avete

identificato?
4.2 • Le serie

Abbiamo già parlato delle serie numeriche. Tutti gli esercizi che trattano sequenze di numeri, oggetti, lettere, illustrazioni

disposti secondo una sequenza “da scoprire” appartengono al dominio degli esercizi di completamento di serie. I più semplici tra questi sono

gli esercizi che fanno uso di stimoli visivi.

ESEMPIO

Osservate la seguente sequenza di immagini e cercate di individuare tra le alternative quella che completa la serie:

In questo caso è semplice individuare la risposta corretta se siamo riusciti a cogliere il legame logico tra gli elementi. Le figure

rappresentano un cerchio con un raggio il cui orientamento cambia progressivamente con una rotazione. Nell’individuare l’alternativa

esatta, provate a sovrapporre mentalmente (o graficamente) le tre immagini che costituiscono la serie. Risulterà evidente che il raggio

cambia con una progressione costante, evidenziata graficamente dallo spazio che separa i tre raggi, che sono appunto equidistanti.

Ora proviamo a sovrapporre a quest’immagine le varie alternative. Ci accorgiamo che solo l’alternativa A genera una progressione costante

del raggio.

Vediamo un altro esempio:


Come per tutti gli esercizi di completamento di serie, dobbiamo cercare di cogliere il legame (la regola costante) che accomuna le immagini

della serie. Come risulta lampante, si tratta di figure geometriche di forma diversa. La prima è un triangolo, se osserviamo la seconda ci

accorgiamo che gli angoli sono 4. Esiste infatti una progressione costante del numero degli angoli delle figure: 3 → 4 → 5. Ci aspettiamo

dunque che l’incognita debba essere una figura con 6 angoli. Infatti la risposta esatta è la C.

Fin qui abbiamo visto sequenze per così dire regolari, in cui si segue un ordine progressivo crescente oppure descrescente, in ogni caso

si tratta di un ordine lineare, caratterizzato da un’unica relazione. Esistono sequenze più complesse come quelle che osserviamo nei prossimi

esempi.

ESEMPIO

Osservate la seguente serie e indicate quale tra le alternative la completa.

Questa serie dovrà essere completata seguendo una logica che comprenda al tempo stesso l’orientamento nello spazio del segmento, il

numero di cerchi e la posizione dei cerchi sul segmento. Il primo elemento raffigura un segmento orientato alle 10 e 20 (se immaginiamo un

orologio a lancette) con due cerchi ai suoi estremi. Il secondo elemento raffigura un segmento alle 12 e 30 con i due cerchi spostati

all’interno del segmento ed equidistanti tra loro. La terza figura evidenzia una rotazione del segmento alle 2 e 40 con un unico cerchio

perfettamente a metà della figura. Infine la quarta figura mostra un segmento orientato alle 9 e 15 con due cerchi equidistanti dalla metà del

segmento e dagli estremi (come la seconda figura della sequenza). Dato che sono tre le proprietà che dobbiamo controllare, l’orientamento

nello spazio del segmento, il numero di cerchi e il posizionamento dei cerchi sul segmento, passiamole in rassegna una alla volta.

◾ Orientamento: il segmento ruota in senso orario di circa 45°, quindi la figura che completa la sequenza dovrà prevedere un

segmento che, a partire dall’ultima figura della sequenza, rispetti la regola: tra le risposte suggerite abbiamo due figure che rispettano

il criterio, quindi questa informazione ci porta ad escludere automaticamente le risposte B, C ed E.

◾ Numero di cerchi e posizionamento: la sequenza mostra che i due cerchi si spostano verso il centro del segmento fino a

“collassare” in uno, per poi riprendere il percorso inverso verso gli estremi. La figura che rispetta il criterio è quella corrispondente

alla risposta D, che quindi è la risposta corretta.

Per risolvere efficacemente i test di completamento di serie è consigliabile individuare quali sono le proprietà principali delle figure

rappresentate: forma, orientamento spaziale, numero di elementi, tipo di elementi, posizione degli elementi, disposizione-configurazione

degli elementi. In questo modo riuscirete a risolvere rapidamente tutti i tipi di erie visuo-spaziali.

ESEMPIO
Le proprietà degli stimoli presentati sono dati dal numero di curve, dal posizionamento delle linee curve, dalla disposizione delle curve. Le

quattro curve si intersecano tra loro e progressivamente si spostano verso il centro della figura. Siamo portati ad escludere le risposte C ed E

che non rispettano le proprietà della configurazione. Le risposte A e B rispettano due proprietà, numero di curve e disposizione, ma non il

posizionamento atteso. L’unica figura che rispetta le tre proprietà è quella contrassegnata dalla lettera D, che è infatti la risposta corretta.

Questa sequenza risulta di più difficile risoluzione perché la risposta esatta è percettivamente diversa dalla sequenza che l’ha determinata, in

quanto forma una figura chiusa, completamente diversa dalle raffigurazioni precedenti. Ma il ragionamento fondato sulle proprietà degli

stimoli raffigurati può favorire il superamento della fissità o chiusura mentale e favorire la soluzione.
4.3 • Le matrici

Tra le prove di abilità cognitiva con materiale visuo-percettivo figurano le matrici. La tecnica di costruzione delle matrici è molto

semplice e si presta a creare prove di difficoltà crescente sulla base di modifiche da sinistra a destra e dall’alto in basso. Sono solitamente

composte da tre stimoli posti orizzontalmente e tre stimoli posti verticalmente che vengono modificati secondo un certo principio in

orizzontale e secondo un altro principio in verticale. Il compito consiste nel completare la sequenza sulla base dei principi di costruzione.

ESEMPIO

Esaminiamo la seguente matrice:

La prima riga della matrice presenta una figura complessa composta da un cerchio che include due triangoli che formano una stella di

David, ed un quadrato, all’interno della stella, nero. Osservando lo sviluppo orizzontale si nota che lo stimolo conseguente è formato

soltanto da un cerchio che comprende al suo interno un triangolo “capovolto”. Lo stimolo successivo è costituito da un triangolo e dal

quadrato nero al suo interno. Si deduce che la prima figura è data dalla somma delle altre due. Anche la seconda riga della matrice rispetta

la stessa logica: il primo stimolo è dato dalla somma delle due figure alla sua destra. La terza riga, mancante della figura la esamineremo al

termine del ragionamento.

Adesso analizziamo gli stimoli in senso verticale, dall’alto verso il basso. La prima colonna a partire da sinistra è costituita dallo stimolo

complesso cerchio, stella di david e quadrato nero, il secondo dalla stella di david, il terzo dal cerchio e dal quadrato. Dato che a noi

interessa, per risolvere il problema, scoprire la logica che sottende lo stimolo da individuare, focalizzeremo la nostra attenzione sull’incrocio

dell’ultima riga e dell’ultima colonna. L’ultimo elemento della prima colonna è il risultato della “sottrazione” tra il primo stimolo e il

secondo stimolo, cioè cerchio + stella + quadrato − stella = cerchio + quadrato. Anche la seconda colonna è costruita secondo un criterio

“sottrattivo": cerchio + triangolo − triangolo = cerchio. L’ultima colonna ci consente dunque di risolvere il quesito: triangolo + quadrato −

triangolo = quadrato (nero).

La risposta corretta è la E.

Le matrici più complesse sono formate da serie incomplete come quelle che discuteremo nel prossimo esempio.

ESEMPIO

Data la seguente configurazione, individuate la figura mancante.


La difficoltà è data dal fatto che mancano porzioni di matrice che necessariamente dobbiamo ricostruire mentalmente per risolvere il

quesito.

La prima riga della matrice è l’unica completa delle tre figure. Si noti come, a partire dalla prima figura in alto a sinistra, il segmento passi

dalla posizione in alto alla posizione centrale nella seconda figura e alla posizione in basso alla terza figura. Le figure circolari sono disposte

in ordine di grandezza crescente. Esaminando la prima colonna a partire da sinistra si nota che il segmento rimane nella stessa posizione

nelle due figure visibili, ma è il piccolo cerchio che si “muove” dal basso verso l’alto, passando evidentemente per il centro, per questo la

figura mancante nella I colonna sarà la seguente:

Considerando la seconda colonna si nota che il segmento rimane fisso mentre il cerchio di medie dimensioni sale dal basso verso l’alto

quindi la figura mancante sarà la seguente:

La terza colonna può essere a questo punto ricostruita grazie alla configurazione ora più completa. La figura al centro della terza colonna

non può che essere la seguente:

Di conseguenza la quarta figura mancante, che corrisponde alla risoluzione della matrice sarà quella corrispondente alla lettera D. La

matrice completa sarà la seguente:


4.4 • Le proporzioni

Le proporzioni sono uguaglianze di rapporti tra grandezze o misure di grandezze, a due a due omogenee. Quattro grandezze A, B, C, D,

si dicono proporzionali se A e B sono fra loro omogenee e se lo sono anche C e D. A partire da queste premesse gli esercizi di ragionamento

astratto, che naturalmente non implicano grandezze o misure di grandezze, bensì configurazioni di stimoli più o meno complessi,

comprendono due figure che esprimono la parte nota della proporzione sulla base delle quali iniziare il ragionamento che completi la parte

non conosciuta della proporzione.

ESEMPIO

Esaminiamo la seguente proporzione (da leggere in questo modo):

Bisogna considerare gli antecedenti che nella figura sono rappresentati dal primo triangolo e dal trapezio noto, e poi considerare i

conseguenti. Nella nostra proporzione l’unico conseguente noto è dato dal triangolo “capovolto”: i due triangoli sono in rapporto tra loro in

quanto l’uno è il reciproco dell’altro, ovvero sono triangoli che hanno le stesse dimensioni e caratteristiche ma il secondo triangolo è stato

ruotato di 180° sull’asse orizzontale. Questa relazione dovrà essere riproposta anche con la figura del trapezio, il conseguente del trapezio

dovrà rispettare le caratteristiche del conseguente del triangolo; pertanto la figura che completerà la proporzione sarà data da un trapezio

rotato sull’asse orizzontale di 180°. La figura A è data dalla rotazione di 90° gradi sull’incrocio delle diagonali del trapezio, le B e D non sono

trapezi, la figura E non è ruotata, quindi la risposta corretta sarà data dalla figura C.
4.5 • Figure da scartare

Gli esercizi che richiedono di scartare determinate figure di una serie, oppure di individuare coppie di stimoli identici, si possono

annoverare tra gli esercizi di classificazione.

Si tratta sostanzialmente di esercizi di riconoscimento. Letteralmente riconoscimento significa “conoscere di nuovo”, ma le abilità di

riconoscimento richiedono anche di riconsiderare alla luce di quanto si è appreso ed eventualmente correggere. Ciò che viene riconosciuto

viene categorizzato e classificato secondo determinati criteri più o meno generali secondo quanto è stato precedentemente esperito.

Vediamone alcuni esempi.

ESEMPI

1) Qual è la figura da scartare?

Qui il colore non ha importanza alcuna, mentre occorre prestare attenzione alla rotazione delle figure: infatti l’unica figura che non rispetta

la regola è quella della lettera E, che ruota in senso orario, le altre ruotano tutte in senso antiorario.

2) Osserviamo la sequenza successiva, qual è la figura da scartare?

Se osservate attentamente le figure noterete che le figure E, A, B, D. hanno rispettivamente 4, 5, 6, 7 lati mentre la figura C. ne ha nove,

quindi rappresenta l’intruso della serie.


4.6 • Scomposizione e ricostruzione di figure geometriche tridimensionali

Le prove di scomposizione e ricomposizione di figure geometriche tridimensionali richiedono di saper anticipare in modo corretto quale

aspetto assumerà una determinata configurazione in seguito a delle specifiche trasformazioni.

Partiamo con l’analisi di una figura regolare: il cubo.

Il cubo è formato da sei quadrati disposti, su una superficie piana, nel seguente modo:

Provate a disegnare su un foglio A/4 un cubo di 5 cm • 5 cm • 5 cm.

Disegnate su ciascuna faccia una figura astratta e provate a visualizzare le trasformazioni che si potrebbero ottenere ricomponendo il

cubo. Si tratta di un ottimo esercizio soprattutto per coloro che hanno difficoltà nella rotazione mentale di figure complesse.

I test spaziali più semplici richiedono di individuare, a partire da una figura tridimensionale sviluppata e distesa su un piano

bidimensionale oppure a partire da una raffigurazione di un solido regolare o irregolare, quale sia la figura esatta corrispondente tra quelle

suggerite.

ESEMPIO

Quale tra le alternative fornite riproduce la seguente figura tridimensionale?


Se avete difficoltà a ricostruire mentalmente la figura provate a realizzare un modellino di carta per esercitarvi. La risposta esatta è la C.
4.7 • Attenzione e precisione

I quesiti di attenzione richiedono di analizzare le parole che compongono il testo o le lettere che compongono le parole non da un punto

di vista grammaticale o semantico ma dal punto di vista oggettivo, valutandone cioè la posizione, il numero o la forma dei simboli.

Schematizzando, i quesiti di attenzione richiedono in genere di:

◾ Individuare la sequenza che presenta un’alternanza continua tra vocale e consonante

◾ Individuare la sequenza identica a quella data, semmai scritta al contrario

◾ Individuare la sequenza che contiene più volte una lettera o un gruppo di lettere

◾ Individuare la nuova sequenza aggiungendo o togliendo alcune lettere

◾ Riconoscere sequenze uguali o difformi

Si tratta di quesiti molto semplici, che non richiedono ragionamenti particolari e le cui indicazioni non devono essere interpretate, ma

semplicemente eseguite con un po’ di attenzione.

4.7.1 • Sequenze con coppie di lettere di numero uguale tra loro

I quesiti appartenenti a tale tipologia saranno spiegati mediante l’esempio seguente.

ESEMPIO

In quale sequenza di lettere le “I” sono pari al numero delle “E”?

A. HIHUIHEUEHEH

B. EUHEUEIUIHUI

C. IUEEUHIUIHUI

D. UHEUEIIUIHUI

E. UEHEUEUIHUIU

In tutte le alternative di risposta proposte sono indicate sequenze di lettere I, E, U e H.

Indicando con I la lettera I e con E la lettera E, nelle alternative di risposta si ha:


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A. H I HU I HE UE HE H : 2 lettere I e 3 lettere E.
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B. E UHE UE I U I HU I : 3 lettere I e 3 lettere E.
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C. I UE E UH I U I HU I : 4 lettere I e 2 lettere E.
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D. UHE UE I I U I HU I : 4 lettere I e 2 lettere E.
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E. UE HE UE U I HU I U: 2 lettere I e 3 lettere E.
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La risposta corretta è, pertanto, la B in cui sono presenti 3 lettere I e 3 lettere E.

4.7.2 • Alternanza vocale/consonante in sequenze di lettere

I quesiti appartenenti alla tipologia riportata di seguito forniscono, tra le alternative di risposta, sequenze di lettere; la risoluzione degli

stessi richiede l’identificazione della sequenza in cui esiste sempre alternanza vocale-consonante.

ESEMPIO

Indicare in quale delle seguenti alternative viene rispettata la regola di alternanza “vocale-consonante”.

A. UCIXEFOMOROSAZQPIDIC

B. UCIXEFOMSAPIDIC

C. UCIXEFOMOROSAZAPIDIC

D. UCIXEFOMOAPIDIC
E. UDUCILUECIUL

Sottolineiamo, per comodità di lettura, tutte le vocali presenti nelle sequenze date:

A. UCIXEFOMOROSAZQPIDIC

B. UCIXEFOMSAPIDIC

C. UCIXEFOMOROSAZAPIDIC

D. UCIXEFOMOAPIDIC

E. UDUCILUECIUL

L’unica alternativa che rispetta la regola di alternanza “vocale-consonante” è la C.

4.7.3 • La sequenza che “riproduce fedelmente” la sequenza data

I quesiti appartenenti a tale tipologia sono costituiti da sequenze alfanumeriche. Di tali sequenze è data una parte nel testo del quesito,

la parte restante deve essere identificata tra le alternative di risposta.

ESEMPIO

Data la sequenza XDC456SSCFV89DTHS individuare l’alternativa che la riproduce fedelmente se aggiunta di seguito

alla seguente: XDC456S

A. SCCV89DTHS

B. 7SCFV89DTHS

C. SCFV89DTHS

D. SCFV89THS

E. SCCTHSF99

Aggiungiamo alle varie alternative la sequenza XDC456S:

A. XDC456SSCCV89DTHS

B. XDC456S7SCFV89DTHS

C. XDC456SSCFV89DTHS

D. XDC456SSCFV89THS

E. XDC456SSCCTHSF99

Solo l’alternativa C corrisponde alla sequenza XDC456SSCFV89DTHS.

4.7.4 • Sequenze di numeri “pari dispari pari”…

I quesiti appartenenti a tale tipologia forniscono, tra le alternative di risposta, 5 numeri costituiti ciascuno da 30 cifre e chiedono di

identificare quello che rispetta la sequenza (per cui la dicitura del quesito è Se la sequenza è “… … …”, quale gruppo di numeri è

corretto?).

La sequenza da rispettare è del tipo:

◾ pari pari dispari che è equivalente a dispari pari pari;

◾ pari dispari dispari che è equivalente a dispari dispari pari;

◾ dispari pari dispari che è equivalente a pari dispari pari.

Altri quesiti chiedono di identificare, tra le alternative di risposta, il numero, sempre costituito da 30 cifre, che non rispetta la

sequenza (per cui la dicitura del quesito è Se la sequenza è “… … …”, quale gruppo di numeri è errato?).

Per risolvere tali quesiti, occorre dividere il numero in triplette di numeri in modo da verificare dove la sequenza è rispettata\non è

rispettata a seconda del quesito.

ESEMPIO

Se la sequenza è “pari dispari dispari”, quale gruppo di numeri è errato?

A. 893657411257853613478855431257
B. 897657635433215237699879659431

C. 239851475635291655473295811413

D. 235475699875633213235415655879

E. 655297813259833457813695871255

Nella sequenza 893657411257853613478855431257, la tripletta 478 non rispetta la sequenza pari dispari dispari.

La risposta corretta è, dunque, la A.


VERIFICA 1 • LOGICA

CAPITOLO 1 Logica verbale

RISPOSTE COMMENTATE • LOGICA

1) Qual è il significato di desueto?

A. Stantio

B. Antico

C. Inconsueto

D. Disusato

E. In uso

D. Il termine “desueto” sta ad indicare qualcosa che non è più in uso, quindi è un sinonimo di “disusato”; ad esempio, “un vocabolo
desueto” è un vocabolo che ricorre poco nel linguaggio comune. Si nota quindi che l’espressione “in uso” è il contrario di “desueto” o
“disusato”, pertanto deve essere scartata. Il termine “antico” si riferisce a un qualcosa “di vecchia epoca” o “di vecchia data”. Il
termine “stantio” è tipicamente riferito ad un alimento non più fresco. In senso lato può anche significare “antico” oppure “antiquato”.
Il termine “inconsueto” è quello che maggiormente può trarre in inganno, in quanto è molto assonante con “desueto”, ma il suo
significato è diverso dal momento che si usa per indicare qualcosa di raro o di insolito.

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2) Un contrario di fulgido è:
A. rapido

B. raggiante

C. fuggiasco

D. opaco

E. splendente

D. La parola “fulgido” significa risplendente, luminoso, pertanto le opzioni “raggiante” e “splendente” vanno scartate perché suoi
sinonimi. Il termine “rapido” non ha alcun legame con “fulgido” né con il suo contrario, piuttosto è un sinonimo di veloce, spedito. Il
termine “fuggiasco” è anch’esso scollegato dal significato di fulgido, con esso, infatti, si indica una persona che fugge. La risposta
corretta è dunque “opaco”, termine con cui ci si riferisce ad un oggetto che non lascia passare o non riflette la luce.

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3) Un sinonimo di schietto è:

A. doppio

B. scettico

C. scialbo

D. sincero

E. insipido

D. La parola “schietto” significa puro, privo di contaminazioni o mescolanze, che presenta o conserva integri la natura, la forma, le
qualità o i caratteri propri. Comunemente il termine viene utilizzato in senso figurato per indicare un individuo sincero e franco. Le
altre risposte vanno scartate: il termine “doppio”, inteso come individuo che ha un doppio atteggiamento e che quindi è falso, ha un
significato per alcuni aspetti contrario a quello di “schietto”; il termine “scettico” indica una persona restia a credere ad alcune
affermazioni o ad alcuni fatti; la parola “scialbo” indica qualcosa o qualcuno di colore pallido o comunque poco espressivo; infine,
“insipido” si usa per indicare solitamente un cibo privo di gusto, ma può essere utilizzato anche in senso figurato per indicare un
individuo che ha poca personalità o una situazione noiosa.

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4) UNA sola delle soluzioni completa correttamente l’eguaglianza di significati proposta:
“grafomane : x = y : lirica”

A. x = scrittura; y = canto

B. x = scrittore; y = libro

C. x = scrittura; y = melomane

D. x = libro; y = operetta

E. x = melomane; y = scrittore

C. Il “grafomane” è una persona che ha la passione o la mania della scrittura, mentre la “lirica” è un’arte relativa al canto. Si deduce,
quindi, che nella proporzione sono messi in relazione un termine antecedente, rappresentato da “una persona che ha la passione o
la mania per un qualcosa”, e un termine conseguente che rappresenta “l’arte” stessa. La risposta esatta è x = scrittura; y =
melomane; infatti come il “grafomane” è un maniaco della “scrittura” così il “melomane” lo è della lirica.

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5) Completare i termini mancanti della seguente proporzione:
“discorso : candidato = x : y”

A. x = monologo; y = attore

B. x = carta; y = albero

C. x = pianista; y = concerto

D. x = melodia; y = sinfonia

E. x = albero; y = foresta

A. Nella proporzione del quesito a sinistra dell’uguale, il primo membro mette in relazione il termine “discorso” con il termine
“candidato”. Al secondo membro i due termini “x” e “y” sono incogniti. Il “candidato” ad una certa carica si esibisce in generale in un
proprio “discorso” elettorale. Pertanto il primo membro della proporzione mette in relazione una particolare prova o esibizione (il
“discorso”) con la persona che la effettua (il “candidato”, appunto). Al secondo membro va ristabilita dunque una relazione dello
stesso tipo. La risposta corretta è x = “monologo” e y = “attore”; infatti come il candidato tiene il suo discorso, così l’attore si esibisce
nel monologo. Pertanto il termine incognito “x” deve rappresentare una prova o un’esibizione, mentre la “y” deve rappresentare la
persona che la sostiene o la effettua.

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6) Individuare la parola da scartare.

A. Staffetta

B. Maratona

C. Sollevamento pesi
|
D. Salto con l’asta

E. Lancio del disco

C. Nel quesito sono elencate alcune discipline sportive che rientrano nell’atletica leggera (staffetta, maratona, salto col disco e salto
con l’asta) ad eccezione del sollevamento pesi che afferisce, invece, all’atletica pesante (insieme con la lotta e il judo) e che pertanto
è la parola da scartare.

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7) Tempo sta a cronometro come pressione sta a …:

A. altimetro

B. termometro

C. barometro

D. igrometro

E. anemometro

C. Il quesito chiede di completare la proporzione individuando il termine incognito. Si noti che il primo membro della proporzione
mette in relazione una grandezza, ossia il “tempo”, con lo strumento adoperato per misurarla, ossia il “cronometro”. Al secondo
membro è presente la grandezza “pressione”, pertanto l’incognita “x” deve essere sostituita con uno strumento di misura utilizzato
per determinare la pressione. L’alternativa corretta è dunque “barometro”, dispositivo utilizzato per misurare la pressione
atmosferica. Le altre risposte vanno scartate, infatti: l’altimetro serve per misurare l’altezza di un punto dal livello del mare, il
termometro misura la temperatura; l’igrometro l’umidità atmosferica e, infine, l’anemometro misura la velocità del vento.

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8) “Il male non ci ferma: possiamo cadere mille volte, ma il male non ci definisce, come invece definisce la mentalità
mondana, per cui alla fine gli uomini giustificano quello che non riescono a non fare. Caratteristica della vera moralità
è allora il desiderio di correzione. Il termine “correggere”, che traduce il latino “regere cum”, indica il camminare
reggendosi assieme”.
Una sola delle seguenti affermazioni è coerente con il significato del brano precedente. Quale?

A. Non importa fare il male o il bene: l’importante è fare, tanto poi qualcuno potrà intervenire a correggere gli errori

B. Le persone non possono essere fermate dalle azioni malvagie perché alla fine qualcuno giustificherà quello che non
riescono a fare

C. Una persona veramente morale non ha come caratteristica quella di non fare mai il male, bensì il desiderio di correzione

D. Se si cammina assieme si può fare ciò che si vuole perché il giudizio morale deriva dal sorreggersi a vicenda

E. Gli uomini con il desiderio di correzione giustificano quello che non riescono a non fare

C. L’unica alternativa deducibile dal brano è “Una persona veramente morale non ha come caratteristica quella di non fare mai il
male, bensì il desiderio di correzione”; nel testo infatti si afferma che la “caratteristica della vera moralità è (…) il desiderio di
correzione”.
La risposta “Non importa fare il male o il bene: l’importante è fare, tanto poi qualcuno potrà intervenire a correggere gli errori” non

deriva dal brano in questione, nel quale si asserisce l’importanza del correggersi, ma non si incita a svolgere azioni senza un discernimento

iniziale su cosa sia bene o male.

L’alternativa “Le persone non possono essere fermate dalle azioni malvagie perché alla fine qualcuno giustificherà quello che non

riescono a fare” non è deducibile dal brano in esame, in cui non viene mai menzionata l’azione di fermare o meno le persone nelle loro azioni

malvagie; si parla semplicemente di correzione delle azioni errate.

Nel brano viene affermato che l’etimologia della parola “correggere” proviene dal latino “regere cum” che vuol dire reggersi a vicenda;

questa affermazione non implica il fatto che il “giudizio morale” derivi dal “sorreggersi a vicenda, ma solo che il “correggersi” vuol dire

etimologicamente “sorreggersi a vicenda”, pertanto deve essere scartata anche l’opzione “Se si cammina assieme si può fare ciò che si vuole

perché il giudizio morale deriva dal sorreggersi a vicenda”.

Infine, nel brano si legge che “gli uomini giustificano quello che non riescono a non fare”, ma questa giustificazione non è attribuita al

desiderio di correzione come erroneamente riportato nell’alternativa “Gli uomini con il desiderio di correzione giustificano quello che non

riescono a non fare”.

Cancella risposta
9) La pianta può essere considerata come una macchina alimentata ad energia solare. ……. fornisce energia per la
fotosintesi, il processo mediante il quale l’anidride carbonica e l’acqua vengono trasformati in zuccheri, amido ed
ossigeno. È un errore, tuttavia, credere che per la pianta non rappresenti altro che un combustibile: ……. influisce
sull’altezza, sul numero di foglie che possono germogliare, sul momento esatto della fioritura e della fruttificazione. Più
che costituire una semplice fonte di energia ……. controlla la forma della pianta stessa attraverso il processo della
morfogenesi.
Dal testo è stata cancellata quattro volte la stessa parola. Quale delle seguenti risulta la più pertinente?

A. L’acqua

B. L’aria

C. La luce

D. Il calore

E. L’ossigeno

C. Sin dalla prima frase ed il suo diretto riferimento al processo di fotosintesi clorofilliana, si evince che la risposta corretta è “La
luce”. La fotosintesi clorofilliana è infatti il processo attraverso cui, mediante la clorofilla, viene trasformata l’energia solare (quindi la
luce) in una forma di energia utilizzabile dagli organismi vegetali per la propria sussistenza.

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10) Scriveva Garibaldi nell’aprile del 1861: “Molti individui che compongono il Parlamento non corrispondono
degnamente alle aspettative della nazione, ma la nazione è compatta, a dispetto di chi non lo vuole, e il mondo sa
che cosa può fare l’Italia concorde. Hanno voluto creare un dualismo fra l’esercito regolare e i volontari… ma lasciamo
queste immondezze perché al di sopra di tutto c’è l’Italia”.
Dal brano si deduce che:

A. il Parlamento italiano non è in grado di rispondere alle attese degli italiani

B. l’Italia è arretrata rispetto alle nazioni confinanti

C. il problema dell’Italia è il divario tra Nord e Sud

D. il dualismo tra garibaldini e truppe regolari è un falso problema

E. la nazione italiana non è stimata all’estero

D. L’unica alternativa deducibile dal brano è “il dualismo tra garibaldini e truppe regolari è un falso problema”. Nel testo, infatti,
riguardo al dualismo tra l’esercito regolare e quello dei volontari garibaldini, si legge: “lasciamo queste immondezze perché al di
sopra di tutto c’è l’Italia”; dunque, per Garibaldi il dualismo non è il vero problema, ma la questione più importante di tutte è l’Italia.
Tutte le altre alternative non possono essere prese in considerazione. Infatti l’opzione “il Parlamento italiano non è in grado di
rispondere alle attese degli italiani” non può essere dedotta dal brano poiché in esso si afferma che solo alcuni parlamentari non
rispondono degnamente alle aspettative del Paese, così come l’alternativa “l’Italia è arretrata rispetto alle nazioni confinanti” non si
evince in nessun punto del brano. Allo stesso modo anche le risposte “il problema dell’Italia è il divario tra Nord e Sud” e “la nazione
italiana non è stimata all’estero” devono essere scartate poiché si tratta di questioni che non vengono affrontate nel brano proposto.

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CAPITOLO 2 Ragionamento critico

11) Tutti gli studiosi sono portati per la logica. Davide ama giocare a dama. Chi ama giocare a dama ha
un debole per le donne. Quale delle seguenti affermazioni è sicuramente vera?

A. Non si può negare che Davide abbia un debole per le donne

B. Tutti gli studiosi amano giocare a dama

C. Chi è portato per la logica non può non amare la dama

D. Davide è un profondo pensatore e ha un debole per le donne

E. Davide ha tutti i requisiti per essere un buon giocatore di dama

A. Per risolvere il quesito si può usare il seguente linguaggio simbolico indicando con:
x = generico individuo (elemento)

d = Davide (elemento)

S = insieme degli Studiosi

L = insieme di quelli portati per la Logica

D = insieme di coloro che amano giocare a Dama

W = insieme di quelli che hanno un debole per le donne


Infine i simboli ∈ (appartiene) ∉ (non appartiene) indicano l’appartenenza e la non appartenenza di un elemento ad un insieme. Con il

simbolo ⇒ si indica l’implicazione logica, ossia il fatto che un asserto implichi un altro asserto.

Le frasi presentate nel quesito si traducono simbolicamente nel modo seguente:

Si può quindi creare un diagramma di Eulero-Venn con gli insiemi introdotti che abbia l’aspetto mostrato in figura. Dal diagramma si

nota che ogni x dell’insieme S appartiene anche all’insieme L (ossia S è incluso in L), mentre ogni x dell’insieme D appartiene anche

all’insieme W (ossia D è incluso in W); inoltre d appartiene all’insieme D.

La risposta “Tutti gli studiosi amano giocare a dama”, ossia x ∈ S ⇒ x ∈ D, non può essere in alcun modo dedotta dalle frasi 1, 2 e 3. In

riferimento al diagramma di Eulero-Venn si nota che in generale una parte dell’insieme S si sovrappone a D, ma non è vero in generale che

tutto l’insieme S si sovrappone a D.

Anche l’alternativa “Chi è portato per la logica non può non amare la dama”, che può essere semplificata in “Chi è portato per la logica
ama la dama”, ossia x ∈ L ⇒ x ∈ D, non può essere dedotta dalle frasi 1, 2 e 3. In riferimento al diagramma di Eulero-Venn si nota che in

generale una parte dell’insieme D può essere inclusa nell’insieme L, ma non è vero in generale che tutto l’insieme D è incluso in L.
Riguardo all’alternativa “Davide è un profondo pensatore e ha un debole per le donne”, si noti che nel quesito non vi è alcun riferimento

all’insieme dei “profondi pensatori”, pertanto anche questa opzione sicuramente non può essere dedotta dalle frasi 1, 2 e 3. Discorso analogo

va fatto per la risposta “Davide ha tutti i requisiti per essere un buon giocatore di dama”, dal momento che nel quesito l’insieme di “quelli

che hanno tutti i requisiti per essere buoni giocatori di dama” non è mai citato.

L’unica alternativa sicuramente vera perché può essere dedotta dalle informazioni contenute nella traccia del quesito è “Non si può

negare che Davide abbia un debole per le donne”, che più semplicemente può essere espressa come “Davide ha un debole per le donne”,
ossia d ∈ W. Si noti, infatti, che dalla frase 2 si ha che d ∈ D, mentre dalla frase 3 si sa che se x ∈ D ⇒ x ∈ W. Sostituendo d (ossia Davide) al

posto del generico individuo x nella frase 3 si ha d ∈ D ⇒ d ∈ W. Si è quindi ottenuta la frase dell’alternativa in questione, ossia d ∈ W.

Osservando il diagramma di Eulero-Venn si vede che l’elemento d è incluso nell’insieme D e pertanto è incluso anche nell’insieme W che

comprende l’insieme D.

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12) “Se piove non utilizziamo la barca”. Se la precedente affermazione è vera, allora è anche vero che:

A. Se non utilizziamo la barca, allora piove

B. Non è sufficiente che piova perché non utilizziamo la barca

C. Se utilizziamo la barca, allora non piove

D. Non utilizziamo la barca solo quando piove

E. Se non piove allora utilizziamo la barca

C. La frase del quesito può essere scritta in modo più esplicito sotto forma di implicazione del tipo “Se … allora …”, nel modo
seguente: “Se piove non utilizziamo la barca” = “Se piove, allora non utilizziamo la barca”.
Da questa frase se ne può ottenere una altrettanto vera se si negano entrambe le proposizioni che costituiscono la frase e si invertono le

implicazioni “Se… allora…”. Pertanto si negano le due proposizioni:


piove ⇒ non piove

non utilizziamo la barca ⇒ utilizziamo la barca

Infine si inverte il senso dell’implicazione e si ottiene: “Se utilizziamo la barca, allora non piove” che corrisponde all’alternativa corretta.

Di conseguenza se è vero che “Se utilizziamo la barca, allora non piove”, le alternative “Se non utilizziamo la barca, allora piove” e “Se

non piove allora utilizziamo la barca” non sono vere.

La risposta “Non utilizziamo la barca solo quando piove” equivale al seguente asserto “non utilizziamo la barca solo se piove”; in questo

caso l’asserto “piove” non è più una condizione sufficiente come nella frase della traccia, bensì una condizione necessaria, ossia una

condizione che necessariamente deve esserci per non utilizzare la barca, ma non è sufficiente a stabilire che la barca non verrà utilizzata. In

pratica, potrebbero esserci altri motivi per i quali la barca non è stata utilizzata, pertanto anche questa alternativa deve essere scartata

perché non è necessariamente vera.

La risposta “Non è sufficiente che piova perché non utilizziamo la barca” è falsa perché nega l’asserto della traccia: infatti è vero che “Se

piove non utilizziamo la barca” ossia “è sufficiente che piova perché non si utilizzi la barca”, in quanto, come già si è sottolineato, nella

traccia la condizione “piove” è sufficiente a non utilizzare la barca.

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13) Nessun ingenuo è cattivo – qualche cattivo è adulto – dunque ……. non è ingenuo. S’individui il
CORRETTO COMPLETAMENTO del sillogismo:

A. ogni cattivo

B. ogni adulto

C. qualche ingenuo

D. qualche cattivo

E. qualche adulto

E. La risposta esatta è “qualche adulto” in quanto se tutti gli ingenui non sono cattivi, ma alcuni cattivi sono adulti, ne consegue che
alcuni adulti sono cattivi, per cui non sono ingenui. Poiché l’ingenuità esclude la cattiveria, si possono già scartare le risposte “ogni
cattivo” e “qualche cattivo”. L’alternativa “qualche ingenuo” è logicamente esclusa per antitesi; anche l’opzione “ogni adulto” non è
valida, poiché dal testo non ne consegue che tutti gli adulti non siano ingenui.

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14) Due fratelli, Andrea e Marco, sono tali che Andrea dice solo bugie il lunedì, mercoledì e venerdì e
negli altri giorni dice sempre la verità, mentre Marco dice solo bugie il martedì, giovedì e sabato e negli
altri giorni dice sempre la verità. Se ascoltate la seguente conversazione: Andrea: “oggi è domenica”;
Marco: “ieri era domenica”; Andrea: “siamo in estate”, quale tra le seguenti affermazioni è vera?

A. È un lunedì ma non d’estate

B. È un lunedì d’estate

C. È una domenica d’estate

D. È una domenica ma non in estate

E. Nessuna delle alternative è valida

A. Per risolvere il quesito, si può procedere ipotizzando le varie possibilità. Se si suppone che il giorno della conversazione sia
domenica, poiché in questa giornata Andrea e Marco dicono entrambi la verità, risulterebbero vere sia la frase detta da Andrea
“Oggi è domenica”, sia quella pronunciata da Marco “Ieri era domenica”. Tali frasi, però, sono in evidente contraddizione tra loro,
pertanto la domenica deve essere esclusa e vanno necessariamente scartate le alternative “È una domenica d’estate” e “È una
domenica ma non in estate”.
Si supponga che la conversazione sia avvenuta in un giorno tra martedì, giovedì e sabato, nei quali Marco mente e Andrea dice il vero.

In tal caso si dovrebbe supporre vera la frase di Andrea “oggi è domenica”, ma in questo modo si è giunti nuovamente a una contraddizione

in quanto se la conversazione avviene martedì, giovedì o sabato, allora non può essere domenica.

Si supponga infine di essere in un giorno tra lunedì, mercoledì e venerdì, nei quali Andrea mente e Marco dice il vero. In tal caso si

dovrebbe supporre vera la frase di Marco “ieri era domenica”. Se tale frase è vera, l’unica possibilità è che la conversazione stia avvenendo il

lunedì. Pertanto la risposta “Non è domenica, né lunedì” può essere scartata. Infine, se la conversazione avviene di lunedì, allora Andrea

mente; quindi è falso quello che Andrea dice: “siamo in estate”. Pertanto si può dedurre che la conversazione avviene di lunedì e non

d’estate.

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15) Delle tre società Alpha, Beta e Gamma almeno due sono lussemburghesi. Sapendo che se Alpha è
lussemburghese anche Beta lo è, che se Gamma è lussemburghese lo è anche Alpha, e che tra Beta e
Gamma almeno una è non lussemburghese, si può dedurre che:

A. Gamma non è lussemburghese e Beta è lussemburghese

B. Alpha non è lussemburghese e Beta è lussemburghese

C. Alpha, Gamma e Beta sono lussemburghesi

D. Alpha e Gamma sono lussemburghesi

E. Gamma è lussemburghese e Beta non è lussemburghese

A. Si indicano con α, β e γ le società Alpha, Beta e Gamma; inoltre si indica con L l’insieme delle società lussemburghesi. I simboli ∈
(appartiene) e ∉ (non appartiene) indicano l’appartenenza e la non appartenenza di un elemento ad un insieme. Il simbolo v significa
“o”, “oppure”; tale simbolo, se posto tra due affermazioni, indica che o l’una o l’altra o entrambe possono essere vere. Con il simbolo
⇒ si indica l’implicazione logica, ossia il fatto che un asserto implichi un altro asserto.
Gli asserti presenti nella traccia si possono esprimere simbolicamente nel modo seguente:

Partendo dalla frase 1 si procede secondo le tre ipotesi che essa prospetta. Si elimina subito l’ipotesi che Beta e Gamma siano

lussemburghesi perché questo contraddice la frase 4 che afferma che “o Beta oppure Gamma o entrambe non sono lussemburghesi”. Se

Alpha e Gamma sono lussemburghesi, dalla frase 2 si deduce che se Alpha è lussemburghese, allora anche Beta lo è. Pertanto le tre società

devono essere tutte lussemburghesi, ma questo contraddice sia la frase 1 che la frase 4.

Resta in piedi solo l’ipotesi che Alpha e Beta siano lussemburghesi. Questo asserto non contraddice nessuna delle quattro frasi. Pertanto

abbiamo che Alpha e Beta sono lussemburghesi, mentre Gamma non è lussemburghese. Questo asserto è garantito solo dall’alternativa

“Gamma non è lussemburghese e Beta è lussemburghese”.

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16) “Non si può escludere che, se Luigi non si fosse ubriacato, la festa sarebbe riuscita”. In base alla
precedente affermazione, quale delle seguenti è certamente vera?

A. È possibile che la festa sarebbe riuscita, qualora Luigi si fosse ubriacato

B. La festa sarebbe riuscita se Luigi fosse stato sobrio


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C. È possibile che la festa sarebbe riuscita qualora Luigi non si fosse ubriacato

D. Se la festa fosse riuscita, è possibile che Luigi non si sarebbe ubriacato

E. Se la festa non fosse riuscita, sicuramente Luigi non si sarebbe ubriacato

C. La frase “Non si può escludere che, se Luigi non si fosse ubriacato, la festa sarebbe riuscita” può essere semplificata sostituendo
le parole “Non si può escludere” con l’asserto “Si può supporre”. Difatti è possibile sostituire “escludere” con un verbo di significato
contrario, ossia “supporre”, a patto che il “non” scompaia dalla frase. Pertanto la frase diventa:
“Si può supporre che, se Luigi non si fosse ubriacato, la festa sarebbe riuscita”.

La frase ha raggiunto un significato sufficientemente chiaro per riconoscere che equivale a quella riportata nell’alternativa “È possibile

che la festa sarebbe riuscita qualora Luigi non si fosse ubriacato” che corrisponde alla risposta corretta.

L’opzione “È possibile che la festa sarebbe riuscita, qualora Luigi si fosse ubriacato” deve essere scartata in quanto ha significato

contrario rispetto a quanto espresso nella traccia.

L’alternativa “La festa sarebbe riuscita se Luigi fosse stato sobrio” non può essere equivalente a quella della traccia, dal momento che

tale affermazione è categorica e non possibilista come la traccia (“Non si può escludere che…”).

Le opzioni “Se la festa fosse riuscita, è possibile che Luigi non si sarebbe ubriacato” e “Se la festa non fosse riuscita, sicuramente Luigi

non si sarebbe ubriacato” sono delle implicazioni logiche che formulano ipotesi sulla riuscita della festa, mentre nella frase di partenza

l’ipotesi è formulata sul comportamento di Luigi. Si potrebbe ottenere una frase equivalente a quella della traccia se nell’implicazione con

verso opposto entrambe le proposizioni fossero negate. Questo non accade in alcuno dei due casi.

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17) Su un pianetino vivono tre persone: Antonio, Marco, Giovanni. Esiste una persona sul pianeta, più
ricca di tutte le altre. Marco è più ricco di Antonio. Antonio è più povero di Giovanni. Quale delle seguenti
conclusioni è sicuramente FALSA?

A. Giovanni è il più ricco

B. Marco e Giovanni hanno la stessa quantità di soldi

C. Antonio è il più povero

D. Giovanni è più povero di Marco

E. Marco è il più ricco

B. Si indicano con A, Me G rispettivamente Antonio, Marco e Giovanni. Si indica con il simbolo < (maggiore) la caratteristica di
essere “più ricco”, mentre si indica con > (minore) la caratteristica di essere “più povero”. Il simbolo = (uguale) indica invece che due
individui hanno lo stesso livello di ricchezza. Gli asserti presenti nella traccia si possono esprimere simbolicamente nel modo
seguente:

Marco e Giovanni non possono possedere uguale ricchezza. Quindi risulta sicuramente falsa l’alternativa “Marco e Giovanni hanno la

stessa quantità di soldi” che è quindi la risposta corretta al quesito.

L’alternativa “Giovanni è il più ricco” non è necessariamente falsa, in quanto può essere verificata nel caso 2.

La risposta “Giovanni è più povero di Marco” è sicuramente vera e avallata sia dall’ipotesi 1 che dalla 2. L’opzione “Giovanni è più

povero di Marco” può essere vera nel caso dell’ipotesi 1. Infine, l’alternativa “Marco è il più ricco” può essere vera nel caso dell’ipotesi 1.

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18) Negare che “ogni cane ha almeno un padrone” equivale a dire che:

A. esistono cani senza padroni

B. tutti i cani non hanno padroni

C. tutti sono padroni di ogni cane

D. ogni cane non ha un padrone

E. nessun cane ha un padrone

A. Negare che “ogni cane ha almeno un padrone” significa affermare che esiste qualche cane che non ha un padrone; ciò però non
vuol dire assolutamente che tutti i cani siano sprovvisti di padroni, come erroneamente riportato nelle alternative “tutti i cani non
hanno padroni”, “ogni cane non ha un padrone” e “nessun cane ha un padrone”.

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19) Se oggi è lunedì, qual è il giorno successivo al giorno che precede il giorno prima di domani?

A. Sabato

B. Domenica

C. Lunedì

D. Martedì

E. Mercoledì

C. Nella traccia si chiede “Qual è il giorno successivo al giorno che precede il giorno prima di domani?” Il “giorno prima di domani” è
“oggi”; pertanto la frase della traccia diventa:
“Qual è il giorno successivo al giorno che precede oggi?”

Il “giorno che precede oggi” è “ieri”; pertanto la frase della traccia diventa:

“Qual è il giorno successivo a ieri?”

Il “giorno successivo a ieri” è “oggi”; pertanto la frase della traccia diventa:

“Quale giorno è oggi?”

Siccome nella traccia si asserisce che “oggi è lunedì”, allora la risposta corretta è “lunedì”.

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20) In una maratona Sergio è stato più veloce di Giorgio, Daniele ha battuto Giovanni ma ha perduto
rispetto a Giorgio, Giovanni ha sopravanzato Ugo. Chi è arrivato per ultimo?

A. Sergio

B. Giorgio

C. Daniele

D. Giovanni

E. Ugo

E. Si indicano Sergio, Giorgio, Daniele, Giovanni e Ugo rispettivamente con S, Gr, D, Gv e U. Si traducono gli asserti della traccia
utilizzando il simbolo > (maggiore) per indicare “ha perduto” oppure “è stato battuto”, “è stato meno veloce” e il simbolo < (minore)
per indicare “è stato più veloce”, “ha battuto” oppure “ha sopravanzato”. Le frasi presentate nel quesito si traducono simbolicamente
nel modo seguente:

Gli asserti 1, 2 e 3 si possono sintetizzare nella seguente catena di relazioni: S < Gr > D < Gv > U

In pratica da S < Gr, da Gr > D < Gv e da Gv > U si ottiene S < Gr < D < Gv < U

Da quest’ultima relazione si evince che Sergio si è classificato primo, Giorgio secondo, Daniele terzo, Giovanni quarto, mentre Ugo è

arrivato ultimo.

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CAPITOLO 3 Logica numerica

21) Individuare, tra le alternative proposte, il numero che completa correttamente la seguente
successione:
53, …, 71, 80, 89

A. 63

B. 62

C. 65

D. 64

E. 66

B. Si nota che ciascun numero della successione si ottiene sommando 9 al numero precedente; difatti 71 + 9 = 80, oppure 80 + 9 =
89. Pertanto si ha anche che 53 + 9 = 62 oppure che 62 + 9 = 71. Da tale ragionamento si deduce che la risposta esatta è 62. Di
seguito si riporta uno schema che riassume il nesso logico tra ciascun numero della successione ed il numero seguente:

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22) Completare la seguente successione numerica:


…, …, 37, 34, 29, 26, 21, 18

A. 42, 45

B. 42, 44

C. 43, 45

D. 45, 44

E. 45, 42

E. Si nota che la successione è decrescente, ossia ciascun numero è maggiore del suo successivo. Questa osservazione porta a
scartare le risposte “42, 45”, “42, 44” e “43, 45” che sono costituite da una coppia di valori crescenti. La risposta corretta va ricercata
tra le alternative restanti. A tale proposito, si può verificare che ogni numero si ottiene sottraendo una volta tre e la successiva
cinque al numero precedente. Difatti:

Pertanto la risposta corretta è “45, 42”. Infatti:

Di seguito si riporta uno schema che riassume il nesso logico tra ciascun numero della successione ed il numero seguente:
Si noti che la sequenza può essere interpretata anche come composizione di due sequenze distinte, la prima composta dai numeri

collocati in posizione dispari (il primo numero, il terzo numero, il quinto numero.) e la seconda composta dai numeri collocati in posizione

pari (il secondo numero, il quarto numero, il sesto numero…). In tal caso, un numero collocato in posizione pari si ottiene dal numero

precedente collocato nella posizione pari sottraendo ad esso 8. Analogamente ciascun numero collocato in posizione dispari si ottiene dal

numero precedente collocato in posizione dispari sottraendo ad esso 8.

Di seguito si riporta uno schema che riassume il nesso logico appena esposto:

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23) Se:
¿+¿=#–¿

¿=ç+$

¿=#

ç = −6

allora $ è uguale

a:

A. -6

B. 6

C. 12

D. 14

E. non ci sono elementi sufficienti per rispondere

B. La prima equazione, trasportando a primo membro il termine i e sommando, diviene:


3¿ = #

Dovendo essere, in base alla terza equazione, ¿ = #, ne deriva che ¿ = # = 0.

La seconda equazione, sostituendo a ¿ e a ç i rispettivi valori, e cioè 0 e -6, diviene:

0 = -6 + $

da cui:

$=6

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24) Se si lanciano contemporaneamente tre monete, che probabilità c’è che, in un solo tentativo, esca
“testa” sulle tre facce?

A. 3/10

B. 4/9

C. 1/9

D. 1/8

E. 2/9

D. Si indica con T l’uscita di “testa” dal lancio di una moneta; analogamente si indica con C l’uscita di “croce” dal lancio di una
moneta.
Lanciando tre monete si possono ottenere otto possibili risultati: TTT, TTC, TCC, CTT, CTC, CCT, CCC, TCT.

Il numero di casi possibili, indicato con np, è dunque pari ad 8, ossia np = 8. Il caso favorevole è unico, ossia l’uscita della combinazione

TTT (le tre teste). Pertanto il numero di casi favorevoli, indicato con nj, è pari a nf= 1.

La probabilità che si verifichi una combinazione di tre teste, ossia P(TTT) è data dal rapporto tra il numero di casi favorevoli e il numero

di casi possibili. Pertanto si ha:

Il quesito può essere risolto anche nel modo seguente.

Nel lancio della prima moneta vi sono due soli casi possibili, l’uscita di “testa” e l’uscita di “croce”. Pertanto np = 2. Il caso favorevole,

ossia l’uscita di “testa”, è unico. Quindi nf = 1. Pertanto la probabilità che esca testa nel lancio della prima moneta vale:

Analogamente, per le altre due monete si ha:

Il lancio di ciascuna delle tre monete è un evento indipendente dagli altri due. Pertanto i tre eventi, ossia i tre lanci, sono tre eventi

indipendenti. Quando tre eventi sono indipendenti, la probabilità che essi si verifichino contemporaneamente è data dal prodotto delle

probabilità di ciascuno degli eventi. Pertanto l’uscita contemporanea delle tre teste ha una probabilità pari al seguente prodotto:

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25) Da un’urna contenente 50 palline numerate da 1 a 50, viene estratta, ad occhi bendati, una pallina.
Supponendo che tutte le palline abbiano le stesse probabilità di essere estratte, qual è la probabilità che il
numero estratto sia divisibile per 5?

A. 1/8

B. 1/15

C. 1/4

D. 1/3

E. 1/5

E. I numeri compresi tra 1 e 50 che sono divisibili per 5 sono 5, 10, 15, 20, 25, 30, 35, 40, 45, 50. Si tratta quindi di 10 numeri.
Pertanto il numero di casi favorevoli nf in cui viene estratto un numero divisibile per 5 è dato da nf = 10. I casi possibili np sono pari a
50 (il totale delle palline). Quindi np = 50.
La probabilità che venga estratto un numero divisibile per 5 è data dal rapporto tra il numero di casi favorevoli e il numero di casi

possibili. Pertanto si ha:

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26) Luca e Giovanni partono nello stesso momento sulla stessa strada di 300 km che collega Firenze a
Milano. Luca parte da Firenze a 60 km/h, Giovanni parte da Milano e viaggia a 90 km/h. Dove e quando si
incontreranno?

A. Dopo quattro ore, a 120 km da Milano

B. Dopo due ore, a 120 km da Milano

C. Dopo quattro ore, a 120 km da Firenze

D. Dopo due ore, a 120 km da Firenze

E. Dopo tre ore, a 120 km da Milano

D. Sia d = 300 km la distanza che separa Milano da Firenze.


km
Se vL = 60 h
la velocità di Luca, egli percorre in un tempo t, partendo da Firenze, uno spazio xL dato da xL = vL • t. In modo analogo,
km
se vG = 90 h
è la velocità di Giovanni, egli percorre nello stesso tempo t, partendo da Milano, uno spazio xG dato da: xG = vG • t.

Per ottenere il tempo t entro il quale i due ricoprono l’intero spazio d tra Firenze e Milano, ossia il tempo entro il quale si incontrano

lungo il percorso d, occorre eguagliare la somma degli spazi percorsi xL e xG alla distanza d:

Sostituendo i valori numerici si ottiene il tempo t.

Dopo un tempo t = 2 h, Luca avrà percorso uno spazio pari a:

Tale spazio è la distanza di Luca da Firenze al momento dell’incontro, ma è anche la distanza di Giovanni da Firenze nello stesso

momento; infatti quest’ultimo, dopo t = 2h, avrà percorso uno spazio pari a:

ossia si troverà a 300 – 180 = 120 km da Firenze.

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27) Quale numero moltiplicato per 5 va sottratto a 2008 per ottenere 998?

A. 83

B. 369

C. 293

D. 202

E. 180

D. Il quesito può essere risolto impostando un’equazione risolutiva per individuare il numero ricercato.
Indicato il numero con x, occorre sottrarre a 2008 il numero x moltiplicato per 5, ossia 5x, onde ottenere come risultato 998. Si può

pertanto impostare l’equazione:

Attraverso i principi di equivalenza si risolve l’equazione.

Il quesito si può risolvere anche in modo più intuitivo. Si prova a fare i calcoli con ciascuno dei cinque numeri proposti come risposta.

Ognuno di essi andrebbe moltiplicato per 5 ed il risultato di tale operazione andrebbe sottratto a 2008. Se si ottiene 998, allora il numero

considerato è quello corretto. Ad esempio, considerando la risposta “83” si può calcolare il prodotto di 83 per 5, ossia 83 × 5 = 415. Di

seguito occorre sottrarre 415 a 2008, ossia 2008 – 415 = 1593. Siccome non si è ottenuto il valore 998, allora la risposta 83 va scartata. In

modo analogo si può constatare che i valori 369, 293, 180 non soddisfano le richieste della traccia. Si noti, invece, che 202 × 5 = 1010.

Inoltre se si calcola la differenza 2008 – 1010 = 998. Pertanto 202 è il valore esatto. Tale metodo permette di evitare l’impostazione di

un’equazione, però richiede un po’ più di tempo nei calcoli.

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|
28) Facendo riferimento al grafico, qual è stato il fatturato in Italia nel primo semestre 2014?

A. Circa 60 milioni di euro

B. Circa 80 milioni di euro

C. Circa 100 milioni di euro

D. Circa 40 milioni di euro

E. Circa 120 milioni di euro

B. Per il primo semestre del 2014 occorre fare riferimento alla seconda colonna da destra. In questa colonna i fatturati delle tre
nazioni sono riportati in pila. Il fatturato dell’Italia è rappresentato dal rettangolo che è sulla sommità della pila (quello scuro). Tale
rettangolo si estende verticalmente da un valore di circa 160 milioni di euro fino a circa 80 milioni di euro. La differenza di questi due
valori restituisce il fatturato dell’Italia: 160 – 80 = 80 milioni di euro.

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29) La probabilità che con cinque lanci di una moneta si verifichi l’evento testa-testacroce-testa-testa è:

A. 1/32

B. 1/5

C. 1/4

D. 1/100

E. 1/75

A. Ad ogni lancio corrisponde un evento indipendente dagli altri per cui la probabilità che si verifichi la sequenza è uguale al prodotto
delle singole probabilità.
1 1
Indicando con P(T ) = 2
la probabilità che esca testa in un lancio e con P(C) = 2
quella che esca croce, si ha:

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30) Si legga la seguente cronaca elettorale: A ha conseguito il 36,4% dei voti, mentre in lieve flessione
rispetto alle elezioni del 2005 appare B (fermo al 28,5); C ha quasi raddoppiato i consensi (20,9) e D, al
battesimo delle urne, si attesta al 14,2. Qual è l’unico risultato delle elezioni del 2005 che sia compatibile
col quadro appena delineato?

A. A 18,3 – B 41,4 – C 40,3

B. A 63,3 – B 26,2 – C 10,5

C. A 43,3 – B 30,3 – C 10,9 – D 15,5

D. A 58,3 – B 30,7 – C 11,0

E. A 36,4 – B 32,4 – C 20,7 – D 10,5

D. Si noti che D è al battesimo delle urne, quindi nelle elezioni del 2005 D non era presente. Per tale motivo le due risposte in cui è
presente D vanno scartate. L’opzione in cui B aveva conseguito il 41,4% deve essere scartata in quanto nelle attuali elezioni B è in
lieve flessione, al 28,5%. Se nel 2005 B avesse conseguito il 41,4%, allora non sarebbe in lieve calo. Va inoltre scartata anche
l’opzione in cui B aveva conseguito il 26,2%, in quanto con l’attuale 28,5% B sarebbe in lieve aumento, piuttosto che in lieve calo.
L’unica opzione valida è quella in cui:
– A aveva conseguito il 58,3% (si noti che su A non viene fornita alcuna informazione);

– B aveva conseguito il 30,7% e con l’attuale 28,5% è in lieve flessione;

– C aveva conseguito l’11,0% e con l’attuale 20,9% ha pressoché raddoppiato i propri consensi.

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CAPITOLO 4 Ragionamento astratto e attitudine visuo-spaziale

31) Individuare quale delle serie di numeri o lettere è identica a quella data:
WVVWVVWWWVW

A. WVWVVVWWWVW

B. WVVVWVWWWVW

C. WVVWVVWWWVW

D. WVVWVVWVWVW

E. VVWWVVWWVVW

C. Occorre semplicemente confrontare lettera per lettera ciascuna delle sequenze riportate nelle risposte con quella assegnata. Un
quesito del genere richiede semplicemente una certa dose di attenzione e molta rapidità nel confronto delle sequenze di caratteri.
Risolvendolo velocemente si può risparmiare tempo utile per la soluzione di altri quesiti durante il test.

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32) In quale dei seguenti gruppi il numero 4 è preceduto dalla lettera T?

A. EMQRBU4PWHBJBVJT1KSVN4TIOBfH

B. EMQRBU4HWHBJBVJ4KKSVN4TIOBfH

C. EMQRBU4TWHBJBVJ4TKSVN4TIOBfH

D. EMQRBUT4WHBJBVJT4KSVN4TIOBfH

E. EMQRBU4TUHBJBVJ4TKSVN4TIOBfH

D. Nei gruppi di caratteri alfanumerici mostrati nelle risposte EMQRBU4PWHBJBVJT1KSVN4TIOBfH e


EMQRBU4HWHBJBVJ4KKSVN4TIOBfH, il 4 precede la lettera T. Nel gruppo di caratteri delle risposte
EMQRBU4TWHBJBVJ4TKSVN4TIOBfH e EMQRBU4TUHBJBVJ4TKSVN4TIOBfH il 4 precede la T ben tre volte. La risposta esatta
è dunque EMQRBUT4WHBJBVJT4KSVN4TIOBfH, infatti nel gruppo di lettere una volta il 4 precede la T, mentre altre due volte il 4
è preceduto dalla T.

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33) La figura che segue può essere scomposta in 4 dei 5 frammenti riportati. Qual è il frammento
residuo?

A. Il frammento contrassegnato con il numero 1


B. Il frammento contrassegnato con il numero 4

C. Il frammento contrassegnato con il numero 3

D. Il frammento contrassegnato con il numero 2

E. Il frammento contrassegnato con il numero 5

A. Appare subito chiaro che sia il frammento 1 che il frammento 3 riproducono la parte in basso a sinistra del triangolo. Pertanto
questi due pezzi sono alternativi: o il triangolo si costruisce con il frammento 1, oppure con il frammento 3.
Si noti che affiancato alla destra del frammento 1 o del 3 viene collocato sicuramente il frammento 4 che rappresenta la parte in basso a

destra della figura. La lunghezza del lato inferiore del frammento 1, insieme con quella del lato inferiore del frammento 4 dovrebbero

formare la base dell’intero triangolo, ma si nota che questo non è possibile in quanto la base risulta troppo corta (vedi figura).

Il frammento 3 ha invece una lunghezza del lato inferiore sufficientemente lunga da costituire, insieme con la lunghezza del lato

inferiore del frammento 4, l’intera base del triangolo. Pertanto i frammenti che ricompongono il triangolo sono il 2, il 3, il 4 e il 5 (vedi figura

seguente) e il frammento residuo è

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34) Indicare in quale delle seguenti alternative viene rispettata la regola di alternanza “vocale-
consonante”.

A. oderaxetuixidic

B. oderaxetupafestxidic

C. oderaxetzixidic

D. oderaxetupafesixidic

E. odoraxitupafastxidic

D. Il quesito fornisce, tra le alternative di risposta, sequenze di lettere; la risoluzione dello stesso richiede l’identificazione della
sequenza in cui esiste sempre alternanza vocale-consonante.
Sottolineiamo, per comodità di lettura, tutte le vocali presenti nelle sequenze date:

oderaxetuixidic

oderaxetupafestxidic

oderaxetzixidic

oderaxetupafesixidic

odoraxitupafastxidic
L’unica alternativa che rispetta la regola di alternanza “vocale-consonante” è la quarta.

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35) Individuare fra le figure proposte quella che è logico inserire quale quarto termine della proporzione
data:

A. La figura indicata con la lettera A

B. La figura indicata con la lettera B

C. La figura indicata con la lettera E

D. La figura indicata con la lettera C

E. La figura indicata con la lettera D

E. Il numero 8 è raffigurato nel primo elemento della proporzione, mentre un ottagono (figura regolare piana con otto lati) è
raffigurato nel secondo elemento della proporzione. La seconda parte della proporzione deve svilupparsi in modo analogo. Pertanto
se il numero 3 è il terzo elemento della proporzione, allora il quarto elemento deve essere una figura geometrica con tre lati, ossia il
triangolo indicato con la lettera D.
In questo modo si può affermare che il numero 8 sta ad una figura con otto lati, come il numero 3 sta ad una figura con tre lati (vedi

figura seguente).

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36) Individuare la riga che contiene un numero di “-” uguale al numero di “-”:

A.

B.

C.

D.

E.

A. Il quesito non presenta particolari difficoltà logiche; difatti richiede solo di conteggiare due simboli distinti in cinque sequenze
proposte in altrettante risposte. Non vi sono particolari ragionamenti logici da fare, occorre solo molta rapidità e un livello alto di
concentrazione. È necessario contare i simboli nel minor tempo possibile e individuare rapidamente la sequenza che riporta lo
stesso numero di “-” e di Di seguito sono riportate tutte le sequenze con il numero di “-” e di “_” presenti in ciascuna di esse.

La sequenza che ha lo stesso numero di “-” e di “_” (ossia 7) è la prima.

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37) Delle figure che seguono, la prima serie costituisce una sequenza logica che prosegue
coerentemente in una sola delle figure proposte come soluzione. Di quale si tratta?

A. Della figura D

B. Della figura A

C. Della figura B

D. Della figura E

E. Della figura C

C. La sequenza di figure è governata dal seguente nesso logico: ogni figura è ottenuta dalla precedente ruotandola di 90° in senso
antiorario ed eliminando uno dei rettangoli in essa presenti.
La prima figura ha 4 rettangoli, la seconda ne ha 3 e la terza ne ha 2; pertanto l’ultima deve averne uno solo. Quindi occorre individuare

la risposta corretta tra quelle contrassegnate con la A e la B. Ruotando la terza figura di 90° in senso antiorario si nota che il rettangolo sulla

sinistra va a collocarsi in basso a destra. Quindi la figura che completa la sequenza è quella contrassegnata con la lettera B. Nella seguente

rappresentazione è mostrato il nesso logico che governa la sequenza di immagini.

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38) Individuare la riga che contiene il maggior numero di lettere E:

A. EFFFFEFFFFFEFEEEFEEFF

B. EFFFFEEFFFEFFEFFFEFFE
|
C. FFFFEFFEEEFFEFEEFFEFF

D. FFFFEFFFEFFFFFEEEFEEE

E. EFFFEEEFFFEFFEFFEEEFF

E. Per risolvere il quesito è necessario contare le lettere nel minor tempo possibile ed individuare rapidamente la sequenza che
riporta il numero massimo di “E”. Per rendere il quesito più difficile le lettere E sono affiancate da lettere F che sono molto simili. A
tale proposito durante il conteggio può essere utile osservare la sequenza di caratteri nella parte inferiore, ossia alla base delle
lettere, lì dove la lettera E e la lettera F si distinguono chiaramente. Questa strategia può essere applicata in generale. Di seguito
sono riportate tutte le sequenze in cui sono evidenziate le “E”; il conteggio per ogni sequenza è riportato sulla destra.

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39) Se dalla seguente sequenza “AGSTECATEEIESACLMENTCNN” si escludessero le lettere dei termini
“AGILMENTE” e “SACCENTE”, si otterrebbe la sequenza:

A. MNTENS

B. NAMNCS

C. NTECAS

D. CNTMEN

E. NTMSEN

C. Dalla sequenza AGSTECATEEIESACLMENTCNN si eliminano le lettere della parola AGILMENTE:


AGSTECATEEIESACLMENTCNN

I caratteri che sopravvivono sono i seguenti:

STCATEEESACCNN

Ora si eliminano i caratteri della parola SACCENTE: STCATEEESACCNN

I caratteri che sopravvivono sono i seguenti:

STCAEN

Le lettere possono essere riorganizzate a formare la sequenza:

NTECAS

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40) In quale dei seguenti box contrassegnati da numeri è riproposto il disegno contrassegnato dalla
lettera “A” dopo essere stato ribaltato e ruotato?

A. Box numero 1

B. Box numero 2

C. Box numero 4

D. Box numero 3

E. Box numero 5

D. Il disegno 1 corrisponde al disegno A dopo una rotazione di 180°. Lo stesso disegno 1 può essere ricavato dal disegno A
mediante due inversioni consecutive: una prima inversione del disegno A lungo una linea verticale ed una seconda lungo una linea
orizzontale. Comunque, in ciascuno dei due casi, il disegno 1 può essere ottenuto dal disegno A o con sole rotazioni o con sole
inversioni.

Il disegno 2 corrisponde al disegno A dopo una rotazione in senso orario di 90°.

Il disegno 4 corrisponde al disegno A dopo una rotazione in senso antiorario di 90°.


Il disegno 5 corrisponde al disegno A dopo una inversione lungo una linea orizzontale.

Il disegno 3 non si può ottenere dal disegno A con sole rotazioni oppure con sole inversioni ma sono necessarie sia una rotazione che

una inversione. In particolare, c’è bisogno prima di invertire il disegno lungo una linea verticale e poi di ruotarlo in senso orario di 90°.

Dunque il box in cui è riproposta la figura A ribaltata e ruotata è il n. 3.

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