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L’AUTOSTIMA

NELLA SEDUZIONE


Migliora il tuo ego e scopri nuove
tecniche per attrarre, sedurre
e conquistare l’altro sesso















Sommario


Parola d’ordine: autostima
L’autostima da successo
Vediamo l’esempio classico:
L’autostima da valori morali
L’autostima da valori esistenziali
Autostima e personalità
Sii il partner ideale grazie alla tua autostima
L’autostima influisce nelle dinamiche di coppia?
• Manca la fiducia e c’è difficoltà a lasciarsi andare
• Autostima nella coppia: un elemento fondamentale
• Autodistruttività e mancanza di rispetto verso se stessi
Emozioni dolorose.
Paura di perdere la persona amata.
Bassa autostima e sessualità.
Di chi è la colpa?
Problema: autostima in amore
Bassa autostima in amore: cura?
3 modi frequenti in cui la bassa autostima danneggia l’armonia di coppia.
Bassa autostima: test
Consigli pratici per garantire una sana autostima
Consigli :












Parola d’ordine: autostima

Buongiorno, cari lettori.
Se state impugnando questo e-book, è altamente probabile che voi pecchiate di bassa autostima e siate
alla ricerca di un percorso formativo che vi metta di fronte alle vostre lacune affinché, vedendole con
maggiore chiarezza, possiate finalmente prenderne coscienza e debellarle!
Il motivo che vi spinge a migliorarvi è intuibile: siete al mondo da molti anni e vi siete accorti di come
l’autostima sia un elemento chiave fondamentale per ottenere il meglio dalla vita!
Chi gode di una buona autostima vi sembra più felice e realizzato, non è così? È realmente così, poiché
il proprio livello di autostima viene generato (ed è in continuo mutamento) da un confronto fra sé e il
mondo circostante; se il confronto è errato, errate sono le conclusioni.

L’autostima è l’idea che ognuno ha di sé. Come una “valutazione”. Tu che punteggio ti dai?

Siccome si tratta di un dato soggettivo, è logico precisare che, all’occhio esterno, il giudizio che diamo a
noi stessi, può essere del tutto diverso e opposto da quello che oggettivamente pensiamo essere corretto.
Vediamo un esempio esaustivo: un debole può nutrire di sé una bassa autostima e ritenersi sempre
mediocre anche quando non lo è. Viceversa, un volto famoso può pensare che nulla gli è precluso perché
in quel momento ha un notevole successo.
Cosa si evince, dunque? Che l’autostima non sia un voto statico, ma è dinamico! Nel corso di una vita
intera, subisce degli UP e dei DOWN. E ciò avviene da agenti interni ed esterni che non ci è permesso
controllare. Ovviamente sarebbe auspicabile che l’autostima rimanesse sempre ai massimi livelli, ma si
tratta di utopia!

L’autostima da successo

Esistono molte “varietà” di autostima. Tuttavia, la più comune, si associa alla Chimera del Successo. Si
tende dunque a farla provenire dal di fuori di sé. Il successo si concretizza in molte vesti: ricchezza,
carriera, prestigio, fama, vittoria, ecc.
Scommetto che anche tu, almeno una volta, sei inciampato in questa brutale trappola di pensiero: “Si
vale se si ottiene qualcosa nel campo in cui si opera o si vive”. Lo credi anche tu? Niente di più scorretto e
assurdo. La felicità non si può minimizzare al raggiungimento di un traguardo o di un risultato, sia che
esso venga di fatto rispettato o meno. Ci sono dei fattori che non dipendono da noi: condizioni facilitanti,
fortuna, ecc. Dovete imparare a scindere il valore spirituale della felicità, con quello materiale della
ricchezza e del successo. Quella non è VERA felicità né VERA autostima. Sono solo surrogati. La persona
non sviluppa una vera forza di volontà, ma la sua forza è orientata solo al raggiungimento dell’obiettivo, è
quindi nevrotica.
Esistono molte tecniche per accrescere l’autostima a proprio vantaggio (dopo ve ne indicheremo alcuni
passaggi), addirittura molte scuole con corsi ed esami da superare (per esempio la PNL). L’errore comune
che commettono tutte queste discipline è che tendono a focalizzarsi su un accrescimento dell’autostima
per avere successo nella vita, svincolando ogni discorso etico e/o esistenziale dal miglioramento del
soggetto. Quindi si tratta sempre di “convincere” il soggetto aumentandone la fiducia in sé stesso.
Ricorda: il cambiamento, l’autoanalisi, deve partire da te!
Questo meccanismo può portare a qualche risultato, ma se leggete la definizione di autostima ne
capirete i limiti: posso avere una bassa autostima perché ho poca fiducia in me stesso, quindi “mi do un
voto basso”. Se alzo la fiducia aumenta anche l’autostima, ma ciò è completamente scorrelato con il
mondo esterno e può provocare danni più che apportare vantaggi.


Vediamo l’esempio classico:
Piero è un commerciale dotato, al momento, di bassa autostima. Questa lacuna, lo penalizza
pesantemente nel suo lavoro. Lui, più di molti altri professionisti, deve sapersi vendere e convincere gli
altri a comprare da lui! Deve rimediare. Finalmente decide di iscriversi a un corso di SIG (Sei
Immensamente Grande), portavoce di uno slogan accattivante che promette l’apprendimento di una nuova
tecnica infallibile per aumentare la propria autostima.
Dopo sei mesi di corso, la fiducia in se stesso è triplicata e sente dentro di sé un entusiasmo mai
provato prima. Si catapulta con grande dedizione nel lavoro, migliorando esponenzialmente tutti i suoi
risultati. Sembra essere tutto perfetto, non è vero?
Ebbene, analizziamo oggettivamente la situazione.
Piero è così fiero della sua nuova attività che lavora il 30% più di prima: per lui non c’è che il lavoro,
l’unico campo in cui sente di “valere” qualcosa.

Chi ci ha guadagnato davvero in questo scenario? L’azienda! Per aumento di fatturato con un esiguo
bonus per Piero. Ma Piero è rimasto il lavoratore mediocre di prima. Una sorta di “secchione” del lavoro,
che ha ottenuto dei miglioramenti perché stato “programmato” per essere più produttivo. Al primo
insuccesso, Piero non saprà incassarlo né gestirlo, si butterà giù e tornerà quello di prima... Questo
accade perché, fondamentalmente, Piero non ha lavorato su se stesso. Si è solo pompato di auto
convincimento! È in una bolla confortevole di illusione.
L’errore che da sempre commette Piero è ignorare che nel lavoro (come in qualsiasi attività dove c’è un
risultato) basta dare il meglio di sé, buttare il cuore oltre il traguardo, senza avere l’ansia della vittoria. Se
i risultati che otteniamo sono comunque scarsi, possiamo accontentarci oppure scegliere di intraprendere
un’altra strada più facile (per esempio il ridimensionamento nel lavoro o nello studio), senza per questo
sentire l’immotivato peso della sconfitta. Per capire come liberarsi dall’autostima da successo occorre:

Capire i limiti di tale scelta;
Trovare una scelta migliore.

Per concretizzare il primo punto occorre lavorare su quattro concetti.

1) Chi deve dimostrare di valere qualcosa non vale nulla – Un mediocre giocatore, quando deve
scontrarsi con una cocente sconfitta, è solito ad accampare scuse banali come: cali di concentrazione,
varianti sfortunate o altro; mentre quando vince si auto compiace delle sue splendide partite e se ne vanta
con chiunque incontri. Secondo voi, considererà anche solo lontanamente che, magari quel giorno,
l’avversario poteva essere poco concentrato? Non diciamo sciocchezze!
Uno sportivo di quel calibro, pratica il suo sport non perché lo ama, ma perché gli consente di spiccare
in un dato gruppo di persone, gruppo all’interno del quale ha le sue vittime che deride sgarbatamente
ogni volta che riesce a sconfiggerle.
Un adolescente sfida un coetaneo in una prova di coraggio e, se lo sfidato rifiuta (perché più furbo), lo
deride dandogli del codardo di fronte a tutti i suoi amici.
Questi esempi vi sono utili per tenere a mente quanto siano comuni le persone che sono sempre in
competizione, perché pensano che il confronto con gli altri sia il metro per misurare il proprio valore.
Spesso questi soggetti non amano veramente ciò che fanno e ciò di cui si circondano, ma si sentono in
obbligo di mantenere le apparenze, al fine di sentirsi superiori, importanti ed emergere fra la massa. Il più
delle volte, ottengono risultati leggermente superiori alla media, ma prontamente li ingigantiscono per
proiettare una gigantografia della loro immagine. Nella società, queste persone sono gli scarsissimi. Chi
vale veramente non ha bisogno di dimostrare il proprio valore.

2) Il tuo valore è indipendente da ciò che gli altri pensano di te – Se avete la possibilità, vi
consiglio di frequentare per qualche giorno (anche non di seguito) i bar appena fuori dagli studi televisivi
di una grande emittente. “Perché?” vi starete domandando... Saprete riconoscere immediatamente le
persone che non posseggono un briciolo di autostima. Vedreste infatti un sacco di ragazzine che tentano
un approccio spigliato con agenti, più o meno dubbi, per “andare in televisione”. Quelle ragazze sono
estremamente volubili: pronte a esaltarsi se qualcuno dice loro “brave” e a deprimersi se vengono
scartate e/o criticate. La stessa sorte vale anche per i big, o presunti tali (salvo rare eccezioni). Una delle
cose più sbagliate che si possa fare è rincorre il successo e pensare di esistere solo se diventa famoso. Chi
vive per questo obiettivo, in realtà non esiste, poiché non brilla di luce propria! È come la luna: bellissima
da lontano perché la illumina il sole, ma deserta e spettrale vista da vicino.
La lezione da imparare è che dobbiamo vedere l’esame come un mezzo per imparare qualcosa, non
come un giudizio sulla nostra personalità.
E poi, a prescindere dalla risposta, dobbiamo essere consci che rimaniamo ciò che siamo: se la risposta
è negativa, è inutile disperarsi (con frasi strazianti tipi: “senza quel ruolo la mia vita non ha senso”. Chi
non sa vivere da solo e accontentarsi di ciò che ha, come può pretendere che un’altra persona risolva la
sua vita?).

3) Nessuno deve ritenersi più importante di un’altra persona – Questo è un errore molto comune
e, sono certo che leggendo il paragrafo, vi solleticheranno la mente molti ricordi annessi a dei vostri
conoscenti!
Chi si sovrastima (e vive con la convinzione di essere migliore degli altri e fa di tutto perché ciò risalti)
è fondamentalmente uno stupido. In opposizione alla ragazza che si crede brutta, è la donna che pensa di
essere bellissima e non riesce a scorgere tutti i difetti per cui gli uomini la evitano.
Il concetto di autostima non ha nulla a che vedere con la superba supervalutazione della propria
personalità. Chi si crede importante (la classica frase: “Lei non sa chi sono io!”) in realtà, non ha la
benché minima stima di se stesso. In quanto, il più delle volte, si rende ridicolo o, nel caso dei potenti o
presunti tali, si rende antipatico od odioso. Chi dà per scontato di avere anche il più piccolo privilegio per
la posizione sociale raggiunta, per il successo ottenuto, per il grado gerarchico in cui si trova ecc., non ha
una vera stima di sé; infatti se ragiona in questo modo si riterrà inferiore rispetto a chi sta sopra di lui!
Allora? Chi ti è venuto in mente? Proseguiamo.

4) Nessuno deve ritenersi meno importante di un’altra persona – Ultimo, ma non ultimo, un
concetto importantissimo su cui bisogna soffermarsi a riflettere. Ognuno di noi ha la propria dignità e non
la si può perdere rimpicciolendo la propria identità di fronte a quella di un’altra persona. Si può stimare
qualcuno, ma non bisogna temere nessuno! Troppe persone si annullano di fronte a un superiore, sebbene
la sua ricchezza, nobiltà, gerarchia, successo, non potranno mai giustificare questo insensato modello di
inferiorità. Chiunque esso sia! Ci può essere rispetto, ma non sottomissione. Chi si spersonalizza in un
mito spesso non stima abbastanza se stesso.
Basti citare in esempio il fan che attende per ore il suo cantante o il suo attore preferito, o pensiamo al
tifoso che si smaterializza nella squadra. Chi vince non è il tifoso, anche se con il suo tifo pensa di avere
una parte cruciale nella storia di un successo sportivo. Sono i giocatori che fanno la differenza!
Un esempio veramente preoccupante di mancanza di autostima è rappresentato dalle bande giovanili. Il
singolo si riunisce in gruppo per sentirsi più forte, più importante, ma così facendo non si rende conto che
firma la sua nullità esistenziale. In una banda solo il capo conta qualcosa, colui che decide e muove le file:
come può un individuo accettare di prendere ordini da un essere simile a lui in un regime
fondamentalmente dittatoriale?
Rispondete onestamente: nessuno vi giudicherà. Vi sentite in soggezione di fronte a un superiore, non
sapete rispondere con calma e pacatamente alle sue assurde pretese, vi sentite emozionati di fronte a un
potente? Se è così, vi ritenete meno importanti di lui e la vostra autostima è carente. Bisogna lavorarci.
Un ultimo esempio di disistima di massa? La monarchia! Com’è possibile accettare che per nascita una
persona abbia più diritti di me?




Il confronto con sé
Esistono tante persone che ritengono di essere immuni dall’autostima da successo. Come fare per
capire se si è fra queste persone? Il ragionamento che si innesca è simile a questo: “Sono arrivato a un
punto della mia vita che ho capito di non dover dimostrare niente a nessuno, ma nei confronti di me stesso
sì... Che male c’è?”
Vediamo in quali falle di pensiero si inciampa. Principalmente, sono due.

La prima è quella di dimostrare comunque una reale e infondata insicurezza, perché si continua a
basare la stima di sé su quello che si riesce a compiere, sui risultati ottenuti.
Come vedremo più approfonditamente nel paragrafo successivo, il singolo vale indipendentemente da
quello che sa fare, perché ha valori morali e oggetti d’amore.

La seconda è che sia implicitamente sia inconsciamente ci si confronta con gli altri. Perché si tende a
specializzarsi in ambiti che per gli altri sarebbero difficili? Come dire: lo faccio per me, per dimostrare a
me stesso che sono più bravo degli altri. Laddove io porto a termine un percorso, gli altri possono fallire.
Infatti, se si scegliesse qualcosa che tutti riescono a fare, ecco che “non ci sarebbe gusto”. Ci si vuole
comunque distinguere.


L’autostima da valori morali
Proseguiamo dunque con una nuova branchia dell’autostima.
A questo punto, il lettore dovrebbe aver cominciato a capire che l’autostima deve necessariamente
provenire da dentro di sé, per essere positiva e duratura.
Un altro degli sbagli più commessi in questo senso è quello di limitarsi a considerare i valori morali
come sufficienti per l’autostima del soggetto. Una persona onesta, buona, timorata di Dio ecc. verrà quasi
certamente etichettata come “una gran bella persona”, ma spesso non possiede una buona autostima,
anche se è immune dalle lusinghe del successo. Il motivo dimora nel fatto che le sue principali qualità non
sono esistenziali, sono piuttosto astratte e hanno punti di congiunzione discontinui con la realtà. Nessuno
impiega la totalità della giornata ad essere onesto, pertanto ciò viene dimenticato, passa in secondo piano.
A meno che il valore morale si plasmi in valore esistenziale (per esempio quando si associa a una
professione amata e vissuta pienamente), non è in grado di gettare delle solide fondamenta per una
corretta autostima. Se ci fate caso, quest’amara situazione, è proiettata su coloro che fanno della
spiritualità un perno della propria vita, ma sono poi incapaci di impiegarla per apprezzarsi.
C’è da precisare, però, che la crisi moderna di valori che viene da più parti invocata (pensiamo ai
richiami della Chiesa cattolica contro il materialismo dilagante) è spesso il risultato della traslazione da
un’autostima basata su valori morali a quella basata sul successo.

L’autostima da valori esistenziali
Ancora una volta, vi chiedo di guardare in pieno volto un’altra sfaccettatura dell’autostima. E
ricordatevi di analizzarvi per scoprire in quale ramo vi aggrappate. Solo così potete compiere il primo
passo per la vostra maturità intellettuale.
Ad oggi, diversi studi provenienti da tutto il mondo, sembrano concordare su un fattore comune che
collega tutte le persone che ritengono di essere felici e realizzati. Vuoi sapere cos’è? La presenza di
oggetti d’amore. Di cosa si tratta? Scopriamolo insieme... Questi oggetti del desiderio, sostituiscono gli
altri valori esistenziali citati in precedenza, ma impiegati per raggiungere il medesimo scopo: l’autostima
del soggetto. Non si tratta più di aggrapparsi al successo, né ai valori morali... Esistono solo gli oggetti
d’amore. Se vi sembra facile, prendete in esame “l’intero pacchetto”. Ovvero, moltissime persone hanno
oggetti d’amore, ma finiscono per non dargli importanza perché corrono dietro al successo, accecati dal
suo bagliore. Non comprendono che se il successo arriva, è senz’altro apprezzato, ma non deve essere il
pilastro portante sul quale si regge la nostra felicità! Se si ama ciò che si fa, il risultato è ininfluente.
I valori morali servono perché alla fine facilitano la vita e ci permettono di crearci un nostro mondo
d’amore, non vuoto, e ci consentono di essere in pace con gli altri.
Se la nostra autostima disprezza la capacità di amare, siamo spacciati. Un uomo vale se sa amare.
Senza oggetti d’amore che occupano prioritariamente il nostro cuore, c’è il buio.


Un errore frequente sta nel confondere l’autostima (il voto che ci si dà) con il voto che si dà alla nostra
vita. Per vari motivi, la nostra vita può essere insoddisfacente, ma il voto che continuiamo a darci è ottimo
perché abbiamo valori morali ed esistenziali, continuiamo a provarci, a buttare il cuore oltre il traguardo.
Non ci arrendiamo e questo è un dono che non si può scartare.
Autostima e personalità
Anticipiamo questo sottocapitolo per evidenziare che non è specificato un reale rapporto scientifico fra
autostima e personalità critiche e definite.
L’autostima difatti non dipenderà mai dal nostro carattere, sebbene questo possa essere alquanto aspro
o raggiante. Piuttosto di generalizzare a delle componenti della personalità che ci contraddistingue,
sarebbe meglio dire che il nostro carattere è responsabile dell’”influenza” della nostra autostima. È
responsabile della sua futura direzione. Voi siete nella lista? Se sì, in che personalità vi rispecchiate?

Date uno sguardo:

Svogliati – Se sono vittime dell’autostima da successo, cercano di utilizzare infinite scorciatoie per
raggiungere lo scopo, la cui realizzazione attraverso strade normali sembra pesare come un macigno. Non
sempre sono in grado di costruirsi un’autostima basata solo su valori morali e/o esistenziali perché
richiederebbe troppe risorse.

Sopravviventi – Per definizione, rinunciano al successo. I loro valori sono mediocri e in genere non sono
spinti da puri e alti valori esistenziali. La loro autostima è come la loro vita, mediocre, tutt’al più
sufficiente.

Insufficienti – Non brillano di luce propria e “copiano” l’autostima di chi li gestisce.

Indecisi – Successo e indecisione non vanno a braccetto. Per cui, o soffrono molto l’incapacità di
arrivare alla vetta, o scelgono spontaneamente di basare la loro autostima su valori morali e/o esistenziali.

Irrazionali – Sono convinti che il successo sia facilmente raggiungibile con vie non convenzionali.
Possono salvarsi con oggetti d’amore e/o valori morali prioritari. Tuttavia, sovente una cattiva autostima è
collegata ad altre personalità critiche presenti nel soggetto.

Apparenti – Il loro motto è: “Apparire anziché essere”. La loro personalità e la loro autostima affonda
nell’importanza che essi attribuiscono al successo.

Mistici – Classica personalità in cui l’autostima non può fare a meno dei valori morali che spesso
mettono in secondo piano quelli esistenziali.

Deboli – Personalità in cui l’autostima poggia sul successo, sul giudizio e sull’approvazione altrui.
Possono possedere alti valori morali, ma restano soffocati e perennemente in balia delle valutazione
esterne, mentre gli oggetti d’amore sono anche vissuti intensamente, ma mai considerati con la massima
priorità. La quale, invece, spetta a coloro che giudicano il debole.

Fobici – Nella maggior parte dei casi, l’essere fobico di per sé non altera la costruzione dell’autostima
che dipende da altre personalità.

Statici – Per definizione hanno una buona autostima da successo; in molti casi possono costruire
l’autostima anche sulle altre due tipologie.

Dissoluti – Possono avere un’autostima (di vario genere) anche forte se non avvertono il peso morale
della loro dissolutezza.

Violenti – Il più delle volte la violenza si identifica con la ricerca “a tutti i costi” di un’autostima da
successo.

Inibiti – L’inibizione può portarli verso un’autostima da successo perché il successo mitiga l’inibizione
(si pensi al classico ragazzo succube dei genitori che “deve” riuscire bene a scuola), mentre valori morali
e/o esistenziali sono vissuti sempre in modo quasi patologico.

Patosensibili – L’esasperata sensibilità al dolore non è direttamente correlata a una determinata forma
di autostima. In genere questa deriva da altre personalità presenti nel soggetto. Solo nel patosensibile
idealista l’autostima si basa sul valore morale della sua “bontà”.


Insofferenti – Poiché l’insofferente è schiavo dell’aspettativa, l’autostima da successo è quella più
frequente. I valori morali e gli oggetti d’amore possono essere vissuti anche pienamente, ma non
raggiungono mai la priorità del successo.

Semplicistici – In genere la costruzione dell’autostima non dipende strettamente dalle semplificazioni
che il soggetto ha attuato.

Romantici – L’idea romantica è l’antenata dell’autostima da successo perché se non si realizza l’idea, c’è
romanticamente il fallimento, l’inutilità di vivere. Per un romantico, l’oggetto d’amore diventa più una
dipendenza e come tale non viene mai messo alla base dell’autostima che dipende totalmente dalla sua
conquista, più che dal suo vissuto.

Insoddisfatti – Per definizione, la sua autostima è quella da successo.

Contemplativi – Tendono a privilegiare l’autostima da valori morali (la cultura, la civiltà ecc.), ma spesso
non sono insensibili al fascino del successo.

Vecchi – Di per sé un’età psicologica avanzata non è correlabile a una determinata forma di autostima.
Sii il partner ideale grazie alla tua autostima

Siccome molti di voi lettori, sono incuriositi dal scoprire quanto l’autostima possa condizionare la loro
sfera amorosa, eccoci quindi giunti al capitolo in cui trattiamo l’argomento tanto atteso! (Anche il
seguente è particolarmente incentrato sull’argomento... di coppia).
Nel’epoca moderna, nonostante le donne siano sempre più autonome e intraprendenti, per natura
cercano sicurezza nel partner; vogliono un uomo sicuro di sé in grado di prendersi cura di loro e dei loro
figli. E meno male che sia così, mi vien da ribadire! Perché pensate all’evoluzione che avuto il ruolo della
donna nella società. Se smettessero di “cercare” le braccia rassicuranti dell’uomo e il loro amore, l’intera
popolazione sarebbe a rischio! Quindi, noi maschietti, dobbiamo metterci del nostro per fare in modo che
ciò non avvenga mai. E, per evitarlo, dobbiamo essere dei partner migliori e accudire le nostre donne con
rispetto, umiltà e amore. E, aggiungere l’ingrediente segreto: l’autostima!
Ma cosa significa essere sicuri di sé? Voi un che modo lo definireste?
Il più eclatante errore degli uomini è quello di associare uno stato di “sicurezza in se stessi” all’”essere
coraggiosi, spavaldi e impavidi”. Che si tratti di giovani e adulti, l’antifona è questa. Questo sciocco
ragionamento, porta il genere maschile a compiere azioni spericolate e rischiose, senza tener conto (o
peggio, disprezzando) le conseguenze a cui si va incontro.
Sulla stessa linea d’onda, troviamo anche coloro che associano l’essere sicuri di sé con l’essere spavaldi
e prepotenti. “Stronzi”, giusto per evitare fraintendimenti.
Sapete cosa vi dico? In realtà, è l’esatto opposto: comportarsi in questa maniera, denota una completa
mancanza di sicurezza!
Dilaga un bel po’ di confusione sull’argomento, siete d’accordo?
Qual è la definizione corretta e inconfutabile di “persona sicura di sé”?

Chi è sicuro di sé, crede nelle proprie capacità (fiducia in se stesso) e agisce
con determinazione.

Viene in automatico, dunque, distinguere coloro che sono prepotenti: per sentirsi qualcuno, devono
intimorire gli altri.
Chi si diletta in azioni estreme: non nutre fiducia in se stesso ed è alla sfiancante ricerca
dell'approvazione degli altri.
Chi sfrutta la forza, o le minacce: pensa che non verrà preso in considerazione dalle altre persone.
Quello è l’unico linguaggio che sa adottare per farsi notare.
Tutti questi atteggiamenti denotano una grande INSICUREZZA interiore. Una persona sicura di sé, non
ha bisogno di dimostrare niente a nessuno, crede in quello che pensa e nelle sue capacità
indipendentemente da ciò che fanno, o dicono, gli altri. Una persona sicura di sé si rapporta con le altre
persone comunicando alla pari senza ricorrere alla superiorità, senza essere sfrontato o arrogante. Senza
alzare la voce o arricchendo le sue tesi di bestemmie e parolacce.
Quindi, ripetiamo insieme la formula per essere sicuri di sé: SICUREZZA = FIDUCIA IN SE STESSO
(autostima) + DETERMINAZIONE (obiettivi), e qui si aprono le porte ad altre definizioni e concetti.
Parleremo di Determinazione e Obiettivi prossimamente. Al momento, concentriamoci sulla fiducia in se
stessi.
Avere fiducia in se stessi significa credere in ciò che pensi e nelle tue capacità, essere coerente con le
tue idee e le tue azioni. Ciò è determinato dalla propria autostima.
Ma che cos'è l'Autostima?
Siete sicuri di aver capito precisamente di cosa si tratta?
Definiamo l’autostima:

L'autostima è una percezione soggettiva, come una valutazione di se stessi e
del proprio valore personale.

In parole povere, si può sintetizzare con quanto apprezzi te stesso.
La difficoltà è dietro l’angolo: perché ti ricordo che, se sbagli i parametri di valutazione, potresti
sminuirti ogni giorno quando in realtà non è così!
Ti è mai capitato di parlare per ore con una donna, del più e del meno, per poi essere liquidato al
momento in cui le hai chiesto il numero di cellulare?
Ti sei posto dove risiedesse il problema o, più comodamente, brontolavi dando la colpa alla ragazza che
era troppo snob?
Il problema nasce quando una persona si auto valuta, facendo un confronto con gli altri. Rapportarsi
con gli altri è un modo terribile per giudicarsi. Il motivo è ovvio: al mondo, ci sarà sempre qualcuno più
bravo e migliore di te ma, non per questo, devi sentirti un fallito!
L'autostima aumenta facendo Pratica, proprio come uno sport a livello agonistico. Aumenta con i
risultati ottenuti, quelli di cui andiamo più fieri... ma non perché ti confronti con gli altri o ottieni un
qualcosa di positivo da loro, ma semplicemente perché hai fatto ciò che ti eri promesso, hai dato il tuo
meglio e hai superato te stesso e le tue aspettative!
Immagina se domani andassi in palestra e ti poni come unico obiettivo, quello di sollevare più kg degli
altri iscritti. È un’idea folle! È un obiettivo insensato, per il quale non smetterai di fallire. Sebbene devi
accantonare quest’ambizione, potrai prefissarti un obiettivo più logico e soddisfacente, come: “Mi
impegno a sollevare più kg rispetto alla seduta precedente”. Questo sì che è lo spirito giusto! Imposta la
sfida con te stesso, non con gli altri! Migliora te stesso: non sprecare energie per elevarti rispetto agli
altri. Lascia che la felicità e i progressi dipendano SOLO da te.
... E nella seduzione? Come influisce l’autostima nelle relazioni amorose?
È sempre una questione di obiettivi e allenamento!
Quando esci con il fine di accaparrarti 10 numeri di cellulare di 10 ragazze in un pub, puoi star certo
che hai già sbagliato in partenza. L’obiettivo, come l’esempio di prima, non deve coinvolgere fattori
esterni. In questo caso, le ragazze potrebbero darti del filo da torcere!
Se proprio vuoi porti questo tipo di “sfida” con te stesso, allora potresti concentrarti sul chiedere il
numero a ogni ragazza con cui parli o andare ad approcciare ogni ragazza carina che vedi. Questi sono
obiettivi che aumentano la tua autostima perché il FINE non è quello di farsi dare il numero, ma il solo
chiederlo. Chiedere dipende solo da te. Che ti dia il numero, oppure no, riuscire a formulare la domanda e
andare contro l’imbarazzo, quello sarà davvero un risultato soddisfacente. Per l'approccio vero e proprio,
il ragionamento è il medesimo: non ci si può certo aspettare che tutte le ragazze siano alla mano o che si
fermino a parlare con te... l'obiettivo infatti è ANDARE da loro e APPROCCIARE. Agire, insomma, senza
sperare in una risposta positiva. Su questi punti devi basarti per valutare te stesso, impegnati per fare del
tuo meglio rispetto a ieri.
I problemi nella vita, gli imprevisti, capitano a tutti e fanno parte della nostra esperienza. Purtroppo
alcune persone anziché accettare ed affrontare le difficoltà che si presentano, si abbattono, le ignorano o
le usano come pretesto per fare le “vittime”. Come potrete capire da soli, questi atteggiamenti denotano
una mancanza di maturità e quindi una scarsa autostima.
Ora prendiamo in esame una relazione di coppia durante un litigio. Come spesso accade, l'uomo tende a
ignorare il problema e allontanarsi sperando che, con il passare del tempo, si risolva la spinosa questione.
L’altro lato della medaglia, è la donna che, di contro, tende a rimuginare e deprimersi per delle banalità. Il
segreto per evitare questi disagi che arrecano danni alla solidità della coppia? L’uomo si deve impegnare a
non “fuggire” dalla situazione, per quanto sia scomoda e la donna dovrebbe comunicare meglio i suoi
disappunti (troppe volte, rimane in silenzio). Quindi, in sostanza, basterebbe affrontare insieme il
problema in modo costruttivo e comunicando meglio!
Chi di fronte a un problema si deprime e si fa prendere dalla disperazione o chi, d’altro canto,
minimizza e ignora del tutto la cosa facendo finta che non sia successo nulla ha paura delle emozioni che
proverebbe accettando tale circostanza. L'intensità di tali emozioni spaventa l'individuo e rifiuta di
accettare l'accaduto per preservare se stesso. In realtà, così facendo, non compie delle migliorie nella sua
crescita personale, ma rimane bloccato, e per molto tempo, trasporterà con sé il peso di quel pensiero
problematico.
In queste dinamiche di coppia, ti ci rivedi? (Che sia tu l’uomo o la donna presi in esame).
Se anche tu ti comporti così quando capita una discussione, fai un bel respiro e, a mente lucida,
analizza il problema a inizia a pensare a come agire per poterlo risolvere. Prenditi la responsabilità di
Accettare e Affrontare il problema. Ignorarlo non ti aiuterà. Certo, per alcuni è molto complicato
esprimere le emozioni che provano, specie se sono negative e magari nel pronunciarle possono ferire la
persona amata. Non pensare di essere il solo: trasmettere a parole ciò che ti affligge dentro, è un ostacolo
più comune di quanto tu possa immaginare.
Parallelamente, esiste invece chi pecca di un eccesso di autocontrollo. Un semplice esempio è quello di
un uomo che viene lasciato dalla ragazza e, anziché accettare il dolore e sfogarlo piangendo, rimane
impassibile. Alcuni individui più sensibili, in seguito ad eventi che li hanno profondamente feriti (perdita,
umiliazione, separazione, ecc) si sono creati una barriera emotiva, come un muro attorno a loro. Queste
persone si lasciano scivolare addosso tutte le forti emozioni che non riuscirebbero a gestire. Si illudono
che il muro tenga lontano il dolore dei sentimenti negativi, ma fa la stessa cosa anche con i sentimenti
positivi (gioia, amore, ecc.). Vivere dietro questa barriera, significa vivere nell'indifferenza e
nell'insensibilità. Oltre al fatto che questo non è vivere: le donne non vogliono accanto un uomo apatico o
indifferente.
Un’altra categoria molto comune, è anche chi non riesce a vivere dietro l'insensibilità del muro, ma
semplicemente trattiene e reprime dentro di sé tutti i forti sentimenti. Per entrambi i casi la soluzione è
quanto segue: essere sensibili e provare emozioni intense, non deve essere fonte di vergogna! Se sai di
cosa sto parlando, perché anche tu hai eretto un muro o soffochi le travolgenti emozioni, allora concediti
del tempo per te stesso. Accetta le emozioni che provi, concentrarti sui sentimenti che hai represso dentro
di te e cerca di debellarli dal tuo cuore e viverli. Esprimi e rigetta fuori tutte le emozioni negative, solo
così te ne libererai.
Un atteggiamento troppo accondiscendente e passivo va corretto imparando ad esprimere serenamente
un'opinione anche se in disaccordo con quella degli altri. Ancor più importante per la propria autostima è
dire agli altri di modificare i loro comportamenti che ti mettono a disagio o che non ti piacciono, poiché
offensivi. Non esprimere le proprie idee, assecondare sempre gli altri e non dire mai "No", non fa altro
che peggiorare la propria autostima.
Ecco come comportarti per risolvere efficacemente l’ostacolo: quando ti senti in disaccordo con gli altri,
e senti la necessità di dire la tua opinione ma non ce la fai, compi un bel respiro e dì una frase corta e
standard. Noterai che, a quel punto, saranno gli altri a farti domande per approfondire il tuo disappunto e
quindi potrai esprimere le tue idee un po' alla volta a modo tuo.
Ti fornisco qualche suggerimento. Queste sono delle ottimi frasi per cominciare un confronto: "Secondo
me si potrebbe fare in un altro modo..."; "Credo che ci sia una scelta migliore..."; "Sai, conosco un modo di
agire/comportarsi più efficace."
Vedere che, non appena pronuncerete una di queste frasi, vi sentirete meglio! È garantito! È davvero
logorante accampare sempre delle scuse per evitare lo scontro, per non agire e quindi non assumersi le
proprie responsabilità.

Hai la brutta abitudine di rimandare tutto a domani? Se sì, allora ti consiglio di provare questo
esercizio!
Non appena ti svegli, a mente lucida, stabilisci 4-5 cose da fare nell'arco della giornata e poi assegna
loro una priorità. Concentrati sulle prime due e portale a termine. Nessuna scusa. Se invece continua a
nasconderti dietro a delle sciocche giustificazioni, almeno dì la verità a te stesso. Cioè, anziché dire: "Oggi
non ho avuto tempo" dì "Fare questa cosa è proprio una rottura e non mi va, per questo oggi io decido di
non farla" o, applicandolo alla seduzione: "Non me la sento di forzare me stesso a fare quel tipo di
approccio adesso, ne sono consapevole la farò quando mi sentirò pronto". Questo è l’approccio giusto e
genuino per imparare ad essere onesto con te stesso e ad assumerti piccole responsabilità. Di
conseguenza, vedrai che compiere il balzo anche sui problemi più grandi, verrà in automatico.
Attenzione anche a chi cade nel tranello delle incoerenze. Ad esempio, chi si lamenta dell'ambiente
inquinato e poi è il primo a non impegnarsi nella raccolta indifferenziata; chi è infastidito sullo stipendio
da capogiro dei calciatori e poi continuare a seguire le partite; chi, quando è a passeggio per il centro del
paese si lamenta dello smog e, quando è in auto, brontola per il traffico stradale; chi professa un amore e
un rispetto aulico per le donne e ripete di voler trovare l’anima gemella e poi sta in casa a guardare film
porno... Ecco, tutti questi esempi elencati, e molti altri, denotano profonda INCOERENZA. I piccoli gesti
quotidiani sono più importanti delle tue idee espresse a voce: agisci seguendo i tuoi valori poi esprimere
un'idea coerente con ciò che fai sarà onesto e semplice. Le cose che non vanno nel mondo non sono
nient'altro che l'insieme dei nostri piccoli gesti. Deresponsabilizzarsi dicendo a se stessi "ho fatto solo una
piccola cosa che non andava fatta" è tipico di persone che hanno una bassa autostima. È inutile è infantile
giustificarsi con: “Se gli altri lo fanno anch'io posso farlo. Se gli altri saltano la fila alla cassa allora posso
farlo anch'io. Se un uomo importuna una donna allora posso farlo anch'io. L'ho visto fare a quella persona,
allora posso permettermi di compiere anch'io quell'azione scorretta. Se lo faccio solo io, gli equilibri del
mondo non cambiano.” Sbagliato! L'effetto “gregge” annulla la tua individualità. Ti rendono uguale alla
massa, inutile, una copia mediocre di individui mediocri. Ricorda che tu potresti essere preso come
esempio da chi ti rispetta e ha una buona opinione di te. Devi iniziare a pensare e agire con la tua testa a
seconda dei tuoi valori. Quando inizierai a pensare autonomamente inizierai a far crescere la tua
personalità e autostima. Se vedi qualcuno che fa qualcosa di scorretto chiedigli come mai sta compiendo
tale azione, quali sono le sue motivazioni e poi spiegagli perché secondo te quella cosa non andrebbe fatta
in quel modo. Non avere paura, impara ad esprimerti pacatamente ed educatamente, e troverai rimedio a
qualsiasi ostacolo.

Sei abituato a incolpare gli altri e, se qualcosa non va nel modo sperato, accusi qualcun altro? Altro
errore da evitare! È un metodo senz’altro comodo, ma decisamente immaturo. In questo atteggiamento la
nostra personalità e i nostri valori si opacizzano... non brillano. Esempi: "Lei non c'è stata perché è una
stronza"; "L'approccio è andato male, perché c'era troppo rumore"; "Se non fosse stato per la sua gelosia
ora avrei molti più amici"; "Con lei non funziona perché è una rompiscatole". Avete mai adottato una di
queste scuse?
Additare gli altri per un nostro fallimento, è l’atteggiamento tipico delle persone che sentono di doversi
difendere. Di chi si sente minacciato e continuamente attaccato dagli altri. Hanno il timore che qualcuno
prontamente gli dica: "Ti ho visto, hai sbagliato, non sei in grado di farlo! Lo sapevo sei un buono a
nulla!". Queste persone si affannano per dimostrare qualcosa agli altri e, quando non riescono, assegnano
la causa ad elementi esterni per non assumersi la responsabilità del fallimento. Tutto ciò avviene quando
ci si sente insicuri: è un meccanismo di protezione del proprio io. Se non sei disposto a farti carico delle
tue responsabilità, la tua autostima ne risentirà molto! Dipendere dalle opinioni altrui, come la coazione a
incolpare gli altri, anche la costante ricerca dell'approvazione altrui è sinonimo di un rapporto distorto
con l'ambiente sociale e un chiaro segno della mancanza di autostima. Alla base di questi due
atteggiamenti c'è la stessa insicurezza e la stessa paura di essere inadeguati, che porta alla sostanziale
incapacità di decidere autonomamente. Pertanto, sarà sempre succube delle scelte di chi lo circonda.
Scelte prese da chi ha una buona autostima.
Segui i suggerimenti di tutti i punti precedenti e pian piano imparerai a farti rispettare e ad essere
apprezzato per la tua vera personalità. Nessuno apprezza realmente chi mette in secondo piano i propri
valori e asseconda sempre gli altri come un cagnolino. La vita, i rapporti, la comunicazione sono fatti di un
perpetuo scambio di idee atte a migliorarsi sempre a vicenda.
Pregiudizi e generalizzazioni, come: "Le donne con la gonna sono più facili"; "Le ragazze del sud sono
più passionali...", finiranno per far subire a te la stessa sorte. E, su di te, attirerai questi tipi di pensieri: "È
come tutti gli altri"; "Ah, lui è uno di quei ragazzi che fa di tutta l'erba un fascio/ pensa di saper tutto"
quindi, appena ti rendi conto di avere un atteggiamento simile fermati immediatamente e cambia rotta.
Chi ha un'alta autostima di sé evita, e non è vittima, di generalizzazioni e pregiudizi del genere.
Stessa cosa vale per i pregiudizi, quando incontri una ragazza nuova non essere prevenuto né avventato
nell’elemosinare pareri: lei è una persona nuova, unica, diversa da tutte le altre, parti con questi
presupposti e vedrai che riuscirete a comunicare senza filtri limitanti.

Il tuo modo di pensare influisce non soltanto sulla tua vita e sul tuo modo di relazionarti con gli altri, ma
anche sul tuo fisico e sui tuoi comportamenti. Uno stato d'animo negativo involontariamente modifica
anche il tuo linguaggio del corpo e il tuo modo di fare. Si tratta di Psicosomatica. In sostanza, se hai avuto
una giornata "No" o sei stressato, puoi anche far di tutto per non farlo vedere controllando il più possibile
i tuoi muscoli, ma stai pur certo che qualche emozione trapelerà magari dalle tue espressioni facciali. Il
punto è imparare a pensare in modo positivo, per provare emozioni positive così trasmetterai questo agli
altri nelle tue interazioni.
Approcciare quando sei insoddisfatto, cercando di nasconderlo, non ha alcun senso. Le sfortune della
vita capitano a tutti, la differenza sta nel come affrontarle. Tutto parte dalla tua mente, dal tuo modo di
pensare, dalle scelte che fai.
E tu come ti comporti? Fai le cose per gli altri o per te stesso? A proposito, chi ha una forma sana di
fiducia in se stesso conosce anche il proprio limite, e pertanto sviluppa un modo positivo di accettarlo.
Invece chi non ha fiducia in se stesso basa tutto sulle altre persone per stare bene, e cerca di fare cose
che non gli interessano solo per trovare approvazione negli altri.
Nota Bene: quando cerchi approvazione nelle donne, diventi un "uomo bisognoso" delle loro attenzioni
il tipico bravo ragazzo/zerbino. Inoltre, queste persone hanno la tendenza a non assumersi alcun rischio,
per paura di sbagliare. Sanno che prima o poi sbaglieranno e si aspettano di farlo. D'altro canto, le
persone fiduciose si fanno carico di alcuni rischi e sono pronti ad affrontare la disapprovazione degli altri
pur di ottenere ciò che, per loro, è importante. Si accettano per quello che sono e non hanno bisogno di
conferme per sentirsi accettate. L'autostima e la fiducia in se stessi sono tratti che influiscono moltissimo
sulla vita delle persone, ed è possibile svilupparli.
L’autostima influisce nelle dinamiche di coppia?

Secondo te, può una persona che non si stima abbastanza, instaurare relazioni interpersonali piacevoli,
soddisfacenti e duraturi?

L’amore basta a superare i problemi di coppia! Giusto?… No, sbagliato!

Amare un’altra persona implica un importante presupposto: amare se stessi. Sebbene sia un
ragionamento banale, molti ignorano questo fatto, lanciandosi a capofitto in relazioni che poi non sanno
gestire e, nel migliore dei casi, spezzano qualche cuore durante il loro passaggio...
Se non siamo in pace con noi stessi, mi spiegate come facciamo a stare bene in un contesto sociale e di
coppia?
I momenti di crisi arrivano, è solo una questione di tempo. E, quando questi fanno capolino nelle nostre
vite, è fondamentale conoscersi e accettarsi, per riuscire a fare maggiore chiarezza nella conflittualità che
stiamo vivendo.
Questo comporta una maggiore sicurezza e fiducia in se stessi e nelle proprie capacità.
Accrescere l’autostima ed essere sicuri di sé conferisce una maggiore capacità di mantenere solidi i
rapporti, nell’ambito affettivo ma anche in quello professionale e sociale.
Una buona autostima, peraltro, conferisce anche una maggiore capacità seduttiva e rende più
carismatici e attraenti.
Purtroppo, sono molte le situazioni di coppia problematiche in cui prevale il senso di vuoto e la
demotivazione a stare insieme.
Vediamo di seguito, alcuni esempi:

Autodistruttività e mancanza di rispetto verso se stessi
In una vita di coppia che si rispetti, non mostriamo solo gli aspetti positivi di noi stessi, bensì, per
instaurare un rapporto profondo con il partner confidiamo anche questi aspetti più cupi, come le nostre
paure e le nostre insicurezze. Per questo possiamo arrivare a volte a risultare autodistruttivi, sino a
perdere il rispetto di noi stessi.
Se soffriamo di bassa autostima, le nostre carenze possono essere particolarmente imponenti nei riguardi
di noi stessi e nel rapporto di coppia.
La paura dell’abbandono è quella principale, che porta a modalità comportamentali negative, quali
dipendenza affettiva, gelosia patologica e manipolazione.
Autostima nella coppia: un elemento fondamentale
Come abbiamo già spiegato più volte, l’autostima non è un dato statico, ma oscilla in un moto continuo fra
alti e bassi.
Quando lavoriamo per migliorare l’autostima, non dobbiamo ignorare un lavoro di estrema difficoltà
emotiva: il superamento di traumi psicologici. Di seguito, potremo anche acquisire nuove abilità per
gestire l’ansia e lo stress, così come riprenderci da ferite emotive dovute al rifiuto o al fallimento.
Molti studi scientifici hanno rilevato come l’aumento dell’autostima incida su una maggiore soddisfazione
nella vita di coppia.
Manca la fiducia e c’è difficoltà a lasciarsi andare
Vi è mai capitato di non riuscire a fidarvi del partner e questo vi ha impedito di amare completamente?
Questo meccanismo, ne porta irrimediabilmente a un altro: abbandonare il partner per paura di poter
essere abbandonati. In realtà, la profonda paura è quella di esporre se stessi alla possibilità di essere
feriti.
La conseguenza evidente di questo blocco sta nel riuscire più a prendere decisioni insieme e vivere una
vita di coppia felice e costruttiva.
I partner si trovano in una situazione d’immobilità, si colpevolizzano e accusano vicendevolmente per non
essere in grado di portare avanti un rapporto appagante.
Quindi, migliorare l’autostima ha dei grandi benefici anche nella relazione di coppia.


Chi sente di soffrire per una mancanza di autostima in amore sente di non avere fiducia nella possibilità di
essere amato e di non riuscire a farsi valere all’interno di una relazione.
Le avvisaglie sono chiare:
Emozioni dolorose.
La vita sentimentale è una componente essenziale di qualsiasi vita: eppure, c’è una grossa differenza fra
qualcuno di sereno anche quando non ha un partner, e qualcuno che, nella stessa situazione, si sente
abbandonato. Cosa cambia? Il modo di valutarsi e di vedersi. Se c’è una mancanza di autostima, quando si
viene meno all’amore emergono posizioni rigide, da “si sta bene esclusivamente da soli” a “nessuno mi
potrà mai volere”. Autostima ed emozioni sono strettamente legate. Un’autostima carente condiziona la
possibilità sentirsi sufficientemente equipaggiati per essere felici.
Paura di perdere la persona amata.
“Se va male, cosa faccio?” È capitato a tutti, almeno una volta, di pensare di non avere altre possibilità.
Questo avviene perché fra autostima e paura c’è uno rapporto di correlazione. Una situazione di bassa
autostima genera paura: “Sono una persona insopportabile: devo fare in modo che non se ne accorga,
altrimenti rimarrò sola.” ; “Forse mi devo accontentare, altrimenti rimarrò solo.”
Il rischio è quello di annullarsi per amore. Se la psicologia ci ha insegnato qualcosa sull’argomento, è che
un rapporto del genere è assai fragile. C’è una sorta di cortocircuito: chi si annulla non è felice di farlo, e
vorrebbe sentire di essere visto dall’altro per chi è. Il fatto di nascondersi fa sì che il partner possa
allontanarsi ancora di più: si sente a sua volta respinto, non essendo coinvolto in una relazione spontanea.
È questa difficoltà a trovare un dialogo intimo nella coppia a rendere fragile l’unione; nessuno dei due è
realmente soddisfatto. E il rischio di implodere alla prima seria incrinatura, è altissima!
Bassa autostima e sessualità.
Vediamo ora come, in un contesto di mancanza di autostima, anche la sessualità ne risente.
L’approccio di uomini e donne alla sessualità è diverso. Il piacere, la condivisione sono anche simili, ma è il
“come” ad essere diverso; sono le aspettative a differire.
Anche in questo caso, se l’autostima è carente non permette di sentirsi autorizzati ad affermare i propri
desideri, si crea una situazione aperta a forti incomprensioni.
Una donna, ad esempio, può sentirsi obbligata a concedersi a rapporti sessuali che sente come
insoddisfacenti per non dispiacere al compagno. Un uomo può trovarsi nelle condizioni di non capire
perché questa donna possa essere scontenta della situazione: lui non si presterebbe mai ad una cosa del
genere! (Anche in questo caso, capite come allenarsi a una sana comunicazione di coppia, potrebbe
risolvere parte dei problemi).
La situazione diventa quindi dolorosa e imbarazzante per entrambi: l’uomo si sente rifiutato, la donna
sente di non essere accolta nei propri desideri. Se fosse la donna ad avere delle difficoltà di autostima, si
potrebbe sentire obbligata a continuare a comportarsi come fa, senza dare spiegazioni, per non rischiare
di perdere il partner. Se si trattasse dell’uomo, potrebbe iniziare ad accusare la donna di essere distante e
poco partecipe: deve mettersi al riparo dall’orgoglio ferito.
Tenete bene a mente che queste dinamiche, seppur frequenti, sono complesse e delicate. La sessualità e
l’autostima sono un connubio pungente, se non si è preparati ad affrontarlo con maturità.
Di chi è la colpa?
Quest’ultima perentoria affermazione ci porta a una questione che emerge con brutalità, quando si parla
di situazioni in cui qualcuno soffre: la colpa. Siamo ossessionati a capire di chi è la colpa! Perdiamo più
tempo a individuare il colpevole, che a riflettere su una soluzione!
E la colpa va a braccetto con un dubbio: è mia o sua? Sono gli altri ad essere partner inadeguati, o io a
non essere capace di trovarmi nessuno?
Domandarsi chi sia il colpevole è un po’ come dire “sono sfortunato in amore”. Il problema viene spostato
fuori di sé, al prezzo di trasformare un problema in una destino immodificabile, in un fato. Se il destino
vuole che io sia sfortunato, o che non mi capiti la persona giusta davanti, non si può fare nulla. Quindi ho
la scusa per abbattermi e accettare la mia amara sorte.
D’altra parte sono faccende centrali per la vita di chiunque: si tenta di soffrire solo il necessario, e solo in
una quantità che si è in grado di tollerare.
Chi si interroga sulla propria eventuale mancanza di autostima in amore, però, in qualche misura sta già
compiendo uno sforzo ulteriore: si domanda se tutta questa sfortuna nelle relazioni dipenda da qualcosa
che ha dentro di sé. Si sta analizzando e questo sforzo già denota un buon punto di partenza. Un’esigenza
al cambiamento, al miglioramento di se stesso.
Affronta la questione in un altro modo: “C’è qualcosa in me che mi rende difficile trovare qualcuno con cui
stare bene, anche se qualcuno del genere potrebbe proprio esserci, per me, là fuori?”
Non sono né gli altri a non essere disponibili, né io ad essere inadeguato, ma c’è un problema da risolvere,
da qualche parte.

Problema: autostima in amore
Avere autostima in senso più generale è alla basa della possibilità di avere autostima in amore.
Pensare di non essere capaci di trovare qualcuno che possa amarci dipende in larga misura dalla
possibilità di sentirsi degni di essere amati.
Non sempre si tratta di una problematica evidente per chi la vive: ci sono moltissime persone che non
metterebbero in dubbio la propria capacità di sentirsi rispettati e buoni, ma, nonostante ciò, hanno delle
difficoltà apparentemente inspiegabili in campo sentimentale. Cioè, i loro problemi sono
(apparentemente) limitati a quel solo campo.
Chi soffre perché ha dei dubbi sul proprio valore personale, invece, è come se sentisse di non meritarsi
nulla o di meritarsi solo qualcosa di poco valore, perché lui stesso sente di valere poco.
Chi si interroga su tutto questo solitamente si domanda se le cose debbano proprio andare così:
Si domanda da cosa dipenda questa convinzione. Si domanda se sia necessario soffrire.
Si inizia a interrogare su perché tenti di soddisfare i bisogni dell’altro nella speranza di essere riamati.
Inizia ad essere proprio stufo delle continue delusioni. Degli sforzi non “ripagati” né restituiti.
Si accorge di non riuscire a decidersi a lasciare una persona che fa star male.
Sente che il bisogno di essere rassicurati del proprio valore lo può aver portato alla ricerca di relazioni
dominate dall’insicurezza.
Si accorge di quanto questa insicurezza non abbia condotto a relazioni felici, ma alla sensazione di non
essere visti dall’altro, di non essere valorizzati e di non essere importanti.
Inizia a pensare di aver sviluppato una vera e propria dipendenza affettiva dal partner.
Forse questa situazione ha anche portato a:

Allontanamento della persona amata (“mi stai troppo addosso”).
Soprusi da parte della persona amata (venire trattati come uno zerbino);

Queste sono le situazioni che confermano i timori di chi soffre di bassa autostima in amore.
La frase per eccellenza è: “(In amore) valgo poco”.

Bassa autostima in amore: cura?
Se stai percorrendo questo ricerca di consapevolezza, sicuramente sorgeranno in te anche altre domande
e perplessità. Ma, in tutti casi, la tua meta finale sarà sviluppare la volontà di stare meglio.
L’esperienza di avere poca fiducia nella possibilità di essere amati, soprattutto dopo una delusione,
sarebbe di per sé una cosa molto frequente. Tutto passa. Questa è la chiave: passa normalmente, e può
anche lasciare delle tracce positive! Chi soffre impara da quello che ha perduto, capisce meglio cosa
desidera, cambia atteggiamento e acquista un nuovo senso di sicurezza.
Il problema reale è quando questa mancanza di autostima in amore diventa uno dei temi cardine di tutta
una vita. Questo è quello che capita a qualcuno che ha la sensazione e il perenne timore che questi
episodi si ripetano identici, e che la delusione non passi mai. Questa è la situazione caratteristica di una
mancanza di autostima e di fiducia nel prossimo.
Quando ci si pone queste domande, sappiamo che è in un momento delicato. Le difficoltà legate
all’autostima oggi sono particolarmente frequenti, e abbiamo ben chiaro quanto queste possano influire
sulla vita delle persone.
Se hai una difficoltà simile, ti sta interrogando su quanto la tua vita sia stata condizionata dalla difficoltà
di darsi un valore. I dubbi sono molti, e di solito c’è una certa vergogna nell’esporli senza filtri.
Migliorare l’autostima in amore, significa accettare di poter essere amati.
L’affetto per se stessi ha bisogno di uno spazio sereno in cui nascere. Col tempo ci sarà modo di vedere
anche che la nuova sicurezza può dare i suoi frutti: le difficoltà che prima schiacciavano possono
diventare, raccolte le forze necessarie, l’occasione per capire chi si è e come si può cercare un modo per
essere il più possibile felici.

3 modi frequenti in cui la bassa autostima danneggia l’armonia di coppia.

1) Necessità di Rassicurazione
Chi è soggetto di scarsa autostima ha bisogno di costanti rassicurazioni sul suo valore da parte del
partner. Tutto questo, ovviamente logora il rapporto che diventa soffocante e frustrante.
In questa modalità relazionale nella coppia, l’oggetto d’amore deve sempre corrispondere all’immagine
interiorizzata che soddisfa questo bisogno. Quando non c’è più corrispondenza e il modello interiorizzato
vacilla, subentrano i conflitti e non è più possibile mantenere il legame.

2) La scelta per appoggio
Nella scelta del partner, tutti noi (nessuno escluso), riportiamo uno schema inconscio che si ripete e che
rappresenta un modello di relazione interiorizzata.
Chi ha una bassa autostima è indotto a scegliere relazioni di dipendenza dal partner. Scegliere il partner
per una funzionalità di “appoggio” implica una conflittualità permanente nella coppia, caratterizzata dalla
rinuncia al proprio vero sé, per il bisogno di essere amati.
Spesso chi utilizza questo schema di riferimento nella scelta del partner, sente di non meritare l’amore.

3) La scelta narcisistica
In quest’ultimo caso, il soggetto privo di autostima, sceglie un partner con l’intento di soddisfare
un’aspettativa soggettiva.
Quando la coppia funziona secondo queste modalità relazionali, finisce per vivere la delusione e la
frustrazione. Subentra la paura della perdita e la diffidenza e, a seconda del modello interiorizzato, si
teme l’abbandono, il tradimento o la prevaricazione da parte dell’altro.




Fattori derivati dalla bassa autostima che influenzano un rapporto di coppia.

1) L’insicurezza è il fattore più influente, in questo campo come in molti altri. Il motivo è che ci porta
inevitabilmente a una visione negativa che, come abbiamo già visto, ci condiziona in tutto e per tutto. Non
ci si crede mai “abbastanza” per l’altro, per cui si pensa di non esserne all’altezza. E si imposterà un
rapporto di inferiorità fra te e il partner. Un’ovvia conseguenza, è che sia sempre in ansia non sapendo
cosa stia facendo e dove sia il partner e, addirittura, si è sospettosi di ogni messaggio o telefonata
ricevuta.

2) Collegato al primo ostacolo, abbiamo la gelosia. Le persone insicure diventano possessive del proprio
compagno e come abbiamo detto iniziano ad insospettirsi.

3) L’ultimo aspetto da riportare è quello economico (fattore che ci condiziona la vita più di quanto
vorremmo): un esempio, è la terapia dello shopping, che induce la persona affetta da “lacune” a comprare
oggetti che migliorino il proprio umore. Potrà alleviare l’umore per un breve lasso di tempo, ma nel lungo
periodo potrà solo ingigantire il problema di coppia.
Questi tre fattori possono naturalmente portare alla perdita dell’amato.


Come abbiamo detto sin dall’inizio tutto nasce dalla percezione di sé stessi. Se ci si ama e si accettano i
propri pregi e difetti, si possono amare anche gli altri.

La cosa essenziale, che spero impariate dopo la lettura di questo manuale, è appunto capire di avere dei
difetti e non vergognarsi di ciò per non trasformarli in un complesso. Nessuno è perfetto. Nemmeno la
persona che stimi maggiormente!
Insieme a questo, è necessario essere onesti con noi stessi: se abbiamo paura o ci sentiamo tristi o
arrabbiati, perché contenere i nostri sentimenti per timore di fare brutta figura? Anzi, mostrarti nelle tue
fragilità, ti aiuterà a fare pulizia fra amici, parenti e conoscenti! Chi starà al tuo fianco, chi ti asciugherà
le lacrime, chi ti darà conforto, meriterà un posto nella tua vita. Negare la propria emotività non aumenta
la propria autostima, cosi come rassegnarsi a un certo stato d’animo o banalizzare una situazione.
Conoscersi vuol dire sapere cosa si vuole e cosa si può offrire all’altro cosi da poter raggiungere una
relazione matura, appagante e autentica. In un rapporto di coppia è essenziale essere capaci di esprimere
al proprio compagno ciò che si pensa, ciò che si sente e ciò che si desidera, senza naturalmente obbligare
l’altro a restringere la propria libertà.
Non si deve però tralasciare l’importanza dell’ascoltare il punto di vista del proprio partner e rispettarlo e
anche dialogare con lui ascoltando i suoi problemi. Poche parole dette al momento giusto fanno
aumentare la considerazione che il nostro compagno ha di noi.
Per recuperare quindi una bassa autostima in amore bisogna permettere a sé stessi di commettere degli
errori e perdonare i propri difetti, essere paziente e comprensivo, non auto esaltarsi, essere soddisfatti del
meglio che potete fare e dare, credere in sé stessi e non perdersi d’animo, riconoscere le proprie qualità
ed i propri punti di forza, apprezzarsi, essere sicuri, non essere timidi e piacersi anche fisicamente.
Aumentare la bassa autostima in amore si può!

Bassa autostima: test


Ci sono una serie di “sintomi”, o meglio segnali, che, se percepiti, potrebbero farti capire di avere un
problema di percezione con se stessi. Questi sono:

Perfezionismo;
Mancanza di iniziativa;
Indecisione;
Uso ripetuto di frasi come “non fa per me”, “non ce la faccio”, “non sono pronto”, ecc…;
Invidia;
Volontà di evitare i conflitti;
Autocritica e senso di colpa;
Diffidenza;
Narcisismo.

Consigli pratici per garantire una sana autostima

Volete sapere quando si plasma la nostra autostima? Come molti altri aspetti della nostra personalità,
anche la nostra autostima si forma durante la gioventù. Più passano gli anni e più risentiamo delle critiche
che ci vengono mosse da famiglia, amici e società; questo tende a privarci lentamente del valore che
diamo a noi stessi; di conseguenza, avendo una scarsa autostima, ci svestiamo della nostra fiducia e
diventiamo incapaci di prendere anche le più piccole e banali decisioni. Ciò che è importante, però è che
non dobbiamo sopperire a queste sensazioni negative e infelici. Se vogliamo, possiamo affrontare il
problema a viso duro e imparare a sentirci più sicuri per garantirci una vita migliore.
Ecco i passi per perseguire questo obiettivo:
Impara a conoscere l'autostima. L'autostima rappresenta un tassello fondamentale del nostro
benessere emozionale.
Il Centre for Clinical Interventions australiano descrive coloro che hanno una bassa autostima come
"persone con credenze negative radicate relative a se stessi e al tipo di persona che sono. Tali credenze
vengono spesso ritenute delle verità concrete imprescindibili dalla loro identità".
A tal riguardo, ricordiamo che i problemi relativi a una scarsa autostima possono protrarsi nel corso di
una vita intera e causare problematiche anche gravi (con se stessi e nella società): come l'essere vittima
di un rapporto di abuso, il sentirsi costantemente a disagio o l'avere un timore del fallimento tale da
impedire anche ogni minimo tentativo di migliorare la propria vita.
Ascolta la tua voce interiore. Hai mai pensieri sulla tua persona? Beh, impegnati a distinguere se sono
positivi o negativi. Se fai fatica a determinarlo o a notare eventuali schemi ricorrenti, prova a metterli per
iscritto per diversi giorni o per un'intera settimana. Rileggendoli, sarà più facile evidenziare le tue
attitudini.
Per esempio, la tua voce interiore potrebbe ripeterti: "Non ho ottenuto il posto di lavoro per il
quale mi ero candidato: sono una persona inutile e rimarrò per sempre disoccupato".
Attenzione! Questo pensiero è altamente distruttivo! Impugna le redini dei pensieri e
sostituisci questo rigido auto giudizio con un pensiero più positivo: "Sono dispiaciuto di non
aver ottenuto quel lavoro, ma mi sono impegnato duramente e sicuramente troverò l'impiego
giusto per me, devo solo continuare a cercare".
Spesso la voce interiore di una persona con scarsa autostima si manifesta sotto forma di un
brontolone, un generalista, un catastrofico, uno in grado di leggere nel pensiero o uno che
non può fare a meno di paragonare qualsiasi cosa a qualcos'altro. Ognuna di queste
ingombranti “caricature” non fa che emettere insulti o presumere il peggio relativamente alla
percezione di sé da parte altrui.
Zittire quella voce interiore negativa è il primo passo da compiere per riuscire a sviluppare la
tua fiducia in te stesso. Sostituirla con pensieri più positivi sarà il passaggio successivo.

Valuta la tua autostima. Ne siamo consci: riconoscere di avere un problema (che esso sia la bassa
autostima) è già un primo passo per poterlo risolvere e, in questo caso, dominare tale inclinazione
mentale. I pensieri negativi che ti riguardano, posso assumere sembianze diverse: le tue capacità, il tuo
aspetto fisico, la tua personalità, ecc... Mettiti a confronto con te stesso, sii obbiettivo e migliora ciò che
puoi migliorare per vederti ogni giorno più grintoso e positivo. Tutto parte da te!
Poniti un obiettivo per riuscire a migliorare la tua autostima. Per riuscire a svilupparla devi
imparare a trasformare la tua voce interiore da critica e negativa a incoraggiante e positiva. In pratica,
devi prendere la decisione di riformulare favorevolmente ogni pensiero che ti riguarda.
Per esempio, il tuo prossimo obiettivo potrebbe essere il seguente: "Sarò più positivo e mi rivolgerò a me
stesso come farei con un amico e non con un nemico".
Elenca i tuoi lati positivi. Siccome per avere autostima bisogna volersi bene, è ora di attuare un altro
piano: concentrati sulle cose che ti piacciono di te. Questo nuovo punto di vista, aiuterà a far tacere la
perfida voce interiore che vuole evidenziare solo i tuoi aspetti negativi. Congratulati con te stesso per le
tue conquiste senza autolimitarti.
Le persone con un'autostima elevata sono in grado di accettare le proprie qualità pur sapendo
di non essere perfette.
Se può aiutarti, compila la tua lista di pregi e successi in un luogo ben visibile, per esempio lo
specchio del bagno, e ripercorrila ogni giorno con lo sguardo. Mano a mano che imparerai a
diventare più positivo sarai in grado di aggiungervi altre voci.
Scopri qual è la fonte della tua scarsa autostima. L’autostima non si prende per contagio né per
forma ereditaria: generalmente una bassa autostima deriva da un'infanzia in cui i bisogni primari non
sono stati soddisfatti: i giudizi ricevuti sono stati prettamente negativi (o quelli positivi, risultano nulli) o si
è stati vittima di un grave evento avverso (un trauma infantile). Conoscere la fonte dei tuoi problemi di
autostima può aiutarti a superarli.
Prova a ripercorrere le tue emozioni a ritroso per riuscire a tornare ai primi ricordi che li
riguardano. Cerca di individuare la causa scatenante, per quanto dolorosa possa essere.
Se per esempio la tua negatività è rivolta al tuo peso o al tuo aspetto fisico, cerca di ricordarti
il primo episodio in cui hai iniziato a sentirti a disagio per i tuoi chili di troppo: forse la causa
potrebbe concernere un particolare commento o un gruppo di commenti.
Crea un diario della positività. Annota i tuoi traguardi, i complimenti che ricevi e i pensieri positivi che
hai verso te stesso. Quelli critici potrebbero non scomparire del tutto, ciò nonostante, concentrandoti
maggiormente sui pensieri positivi, sarai in grado di migliorare la tua autostima generale.
Un diario personale è da sempre uno strumento potente che ti consente di monitorare il tuo
dialogo interiore e di accrescere il valore che dai a te stesso.
Usa il tuo diario della positività per creare un'efficace opposizione ai pensieri negativi
ricorrenti. Se per esempio tendi a denigrarti per non avere il coraggio di parlare francamente
di un argomento, annota nelle tue pagine tutte quelle occasioni in cui riesci a superare te
stesso e a essere completamente sincero.
Perdonati per essere imperfetto. Sei un essere umano. E, per definizione, sei imperfetto. Tu, come
chiunque altro. Per avere buona autostima non è affatto necessario raggiungere la perfezione. Riuscendo
ad accettarti per come sei, pur sapendo di doverti migliorare in alcuni aspetti, acquisirai maggior fiducia
in te stesso.
Crea un tuo mantra, per esempio: "Va tutto bene, sono comunque una persona meravigliosa".
Se, per esempio, hai perso il controllo con i tuoi figli e li hai sgridati mentre giocavano con le
console, puoi dire a te stessa: "Non sono perfetta, e mi impegnerò a tenere le mie emozioni
sotto controllo. Chiederò scusa ai miei bambini per aver urlato e spiegherò loro perché mi
sono arrabbiata. Va tutto bene, sono comunque una mamma fantastica".
Chiedi aiuto a un terapista. Spero che tu non abbia storto il naso per questo punto. Non c’è niente di
male a rivolgersi a un terapista per questo, o qualsivoglia motivo! Se pensi di non essere in grado di
accrescere la tua autostima da solo, o ti senti molto turbato nell'esplorare le radici della tua mancanza di
fiducia in te stesso, puoi avvalerti del supporto di un terapista. È il loro lavoro, sono lì per questo. Un
professionista potrà aiutarti a identificare e a gestire le radici dei tuoi problemi di autostima.
Per coloro che soffrono di disturbi e complessi più gravi connessi all'autostima, la terapia
psicodinamica consente di eseguire un lavoro più profondo e si occupa con maggior efficacia
delle radici del problema.
La terapia cognitivo comportamentale (CBT) è un trattamento in grado di affrontare i pensieri
negativi automatici che rivolgi a te stesso ed è in grado di insegnarti a gestire le emozioni in
modo sano.
Dedicati alla beneficenza. Contribuire a una causa esterna ai propri bisogni consente a molti di sentirsi
meglio con loro stessi. Offrirti volontario in un'organizzazione caritatevole aiuterà sia te stesso sia le
persone che ricevono il tuo sostegno: ciò si rivela quindi una soluzione vantaggiosa per entrambi.
Seleziona fra l’ampia scelta un'organizzazione caritatevole che si occupi di una causa che ti
sta a cuore. Sarà tutto più emozionante e autentico.
Usa il diario per porti degli obiettivi. Stabilisci dei traguardi realizzabili. Vedrai come appagherà la tua
autostima! Puoi selezionare dei traguardi che comprendano ogni area della tua vita. Non c’è limite alla
fantasia, purché tieni bene a mente che non puoi pretendere la perfezione in nessun campo. Assicurati
che i tuoi obiettivi siano chiari e specifici, e consenti dello "spazio di manovra" per le imperfezioni.
Per esempio, anziché dire "Mi opporrò sempre alle persone che propagandano sentimenti di
discriminazione e odio", poniti un obiettivo differente come "Farò del mio meglio per
contrastare con calma le idee di coloro che propagandano sentimenti di discriminazione e
odio".
Anziché stabilire: "Non mangerò mai più neanche un dolce e perderò 15 chili", datti per
esempio il seguente obiettivo: "Mi impegnerò per avere uno stile di vita più sano, compiere
scelte alimentari migliori e fare più esercizio fisico".
Trova il tempo per prenderti cura di te stesso. Nella vita frenetica quotidiana, a volte sembra
inconcepibile riuscire a ritagliarci un po' di tempo per noi stessi. Tuttavia, è obbligatorio per il nostro
benessere sforzarci di ricavare questo lasso di tempo. Rilassarci e coccolarci aumenta la nostra
produttività, sia in ambito personale sia lavorativo.
Cerca un hobby che sia in grado di farti sentire meglio, fisicamente e mentalmente. Alcune
persone affermano che lo yoga, la bicicletta o la corsa le aiutino a trovare la calma e a sentirsi
più positive e centrate. A te la scelta!
Circondati di persone positive. Parola d’ordine: taglia i rami secchi. Se ti sei accorto della presenza di
qualche influenza negativa che ti fa sentire male con te stesso, prendi dei provvedimenti. Minimizza la
frequentazione, o laddove possibile, smetti di vedere colui o colei completamente. Non hai tempo da
dedicare a chi fa “marcire” le tue buone intenzioni e il tuo tempo. Trascorri del tempo di qualità con
persone di qualità. Persone positive che sappiano aiutarti ad accrescere la fiducia che hai in te stesso.
Fai sapere alle persone care che stai cercando di migliorare la tua autostima, così che
possano incoraggiarti e sostenerti durante il processo.
Condividi le tue intenzioni con familiari e amici, per esempio dicendo: "Mi sto impegnando a
migliorare la mia autostima. Se lo desideri puoi essermi di aiuto facendomi notare le occasioni
in cui mi rivolgo a me stesso in termini negativi così che possa divenire maggiormente
consapevole dei miei comportamenti sbagliati".
Fai più esercizio fisico. Non è necessario che tu corra a iscriverti in palestra: spesso una rapida
camminata è tutto quello di cui hai bisogno per riuscire a tenere il corpo in movimento e a migliorare il
tuo stato di salute. Un po' di esercizio fisico è in grado di farti sentire subito meglio, più energico e di
sostenere efficacemente il tuo sistema immunitario.
Anche un breve allenamento di 10 minuti svolto una o due volte al giorno apporta ottimi
benefici alla salute.
Molte persone confermano che passeggiare all'aperto sia tonificante e rivitalizzante, in
special modo nel caso in cui siano solite trascorrere molto tempo al chiuso a causa del proprio
lavoro.
Alimentati in modo sano. Optare per alimenti poveri di zuccheri e grassi, ma carichi di nutrienti
salutari, ti aiuterà a sentirti più energico, a migliorare la tua salute generale e a prevenire i crolli
glicemici.
Frutta, verdura, legumi e carni magre dovrebbero essere alla base della tua dieta. Considerali
come il carburante che consente al tuo corpo di ricevere tutta l'energia e il nutrimento
necessari ad affrontare le tue giornate, a svolgere i tuoi compiti lavorativi e familiari, a
proteggere il tuo corpo dalle malattie e a garantirti una vita lunga e sana che ti permetta di
godere più a lungo dell'amore della tua famiglia.
Evita dolcetti, caramelle, torte, barrette di cioccolato e bevande gassate per non incorrere in
sintomi quali cali di energia ed emicranie. Oltre a esporti al rischio di disturbi fisici, ognuno di
questi alimenti (e bevande) non è in grado di nutrire il tuo corpo e ti costringe a ingerire
calorie vuote e inutili.
Evita le diete dettate dalle mode passeggere e metti nel tuo carrello solo alimenti freschi e
naturali, il meno processati possibile, così da assicurarti tutte le loro proprietà nutritive.
Trova il tempo di prenderti cura quotidianamente della tua igiene personale e del tuo aspetto
fisico. Dedicare tempo e attenzione alla tua igiene, alla tua immagine e alla scelta dei tuoi abiti e dei tuoi
accessori ti consentirà di sentirti più sicuro di te e di avere una maggiore fiducia in te stesso. Lo fai per te
stesso, per amor proprio... non per piacere agli altri né per dimostrare loro qualcosa. Ricorda: chi ha una
sana autostima, non deve dimostrare nulla!

Riconosci quando uno standard è irraggiungibile. (Riconosci i tuoi limiti). Proprio come nelle opere
di Picasso, essendo una condizione puramente soggettiva e spesso autoimposta, la perfezione varia al
variare dell'osservatore. Darti degli standard elevati è sicuramente corretto, ma è bene assicurarti che
non siano puramente illusori, perché spesso la vita scorre diversamente da come abbiamo pianificato. Al
contrario, rischieresti di sentirti frustrato per non riuscire a corrispondere all'immagine ideale che ti sei
costruito di te stesso.
Uno standard molto elevato non è sempre qualcosa di negativo, perché spinge le persone a
migliorarsi e a fare le cose in modo migliore e più efficace perseguendo l'eccellenza.
Perdona te stesso. Se vuoi prevenire la naturale tendenza umana a diventare improduttivi non appena le
cose non vanno nel verso giusto, devi imparare a perdonare i tuoi errori e a motivarti evidenziando le tue
conquiste e i tuoi punti di forza: solo così riuscirai ad apprezzare in ogni momento la persona che sei.


Consigli:
Ricapitolando, e in conclusione, ecco di seguito dei preziosi consigli per fronteggiare la tua bassa
autostima e migliorare la tua vita, sotto ogni aspetto e in qualunque campo:
Non sforzarti di impressionare gli altri. Se desideri che le altre persone a te care ti giudichino
positivamente, non devi fare altro che essere te stesso e dimostrare di avere fiducia nelle tue
capacità.
Sii te stesso e non cercare di copiare gli altri. A tuo modo, sei unico. E nessuno può cambiare
questa realtà.
Circondati di persone che hanno a cuore i tuoi sentimenti! Coloro che non sono interessati al
tuo benessere non contribuiscono in alcun modo a sviluppare la tua autostima. Anzi, la
minano in modo irreparabile.
Sii determinato. Per sviluppare la tua autostima è necessario impegnarti a raggiungere i tuoi
obiettivi. Fai le cose nel tuo interesse tenendo bene a mente che per essere in grado di aiutare
gli altri devi necessariamente aiutare prima te stesso.
Credi sempre in te stesso e nelle tue capacità. Se non ci credi tu, nessuno lo farà al tuo posto.
Non ti arrendere per un insuccesso. Allena la tua forza interiore: se compi un passo falso,
aiutati a rialzarti dalla caduta e riprova.
Ammirati allo specchio ogni giorno. Individua un particolare alla volta da valorizzare: il tuo
aspetto fisico, le tue realizzazioni o le tue conquiste.
Di' a te stesso che ti senti sicuro e socievole, anche quando non è così. I tuoi sentimenti e le
tue credenze derivano direttamente dai tuoi pensieri, pertanto pensare di essere fiducioso ed
estroverso ti consentirà di diventarlo realmente. Pensa e agisci come se fossi del tutto ignaro
di cosa significhi avere una bassa autostima.
Assicurati che il tuo dialogo interiore sia sempre positivo. Fai della positività un linguaggio
quotidiano.
Ignora i commenti negativi delle persone. Ascolta esclusivamente la tua voce interiore
positiva e non perdere la fiducia: nessuno può biasimarti per voler essere te stesso.
Chi critica insistentemente gli altri sono persone di scarso valore umano e fortemente
frustrate. Non c’è motivo di scomporsi per loro. Vai oltre con un sorriso.
Non consentire che le campagne pubblicitarie visibili su riviste e altri media mettano in
pericolo la tua autostima. Spesso il marketing fa leva sulle paure e sulle insicurezze dei
consumatori cercando di portare in superficie tali sentimenti negativi. Opponiti alla
generalizzazione del “bello” e del “brutto”: sono stereotipi oltrepassati e “preconfezionati”
dalla società moderna. Dentro di te, troverai la consapevolezza che cerchi.

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