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L'atto costitutivo può prevedere la costituzione di fondi di garanzia per il pagamento delle indennità,
mediante speciali conferimenti di assicurati o di terzi, attribuendo a questi ultimi la qualità di socio ( soci
sovventori).
Ed allo scopo di evitare che questi soci non assicurati possano acquisire un'influenza dominante nella
gestione della società, è previsto che l'atto costitutivo, pur non potendo attribuire soci sovventori, più voti,
non deve comunque valicare il limite di 5, in relazione all'ammontare del conferimento, comunque non
soggetto ai limiti, ai conferimenti ed alla distribuzione agli utili previsti dalla disciplina delle società
cooperative. Inoltre e soprattutto, i voti attribuiti ai soci sovventori, devono risultare in ogni caso inferiori al
numero dei voti spettanti ai soci assicurati, ai quali va dunque garantita in ogni caso la maggioranza.

La maggioranza degli amministratori deve essere costituita da soci assicurati ( art 2548,co3).

Sezione ottava: Le operazioni straordinarie

Capitolo 71:Le Fusioni.

La Fusione è uno strumento di concentrazione fra imprese societarie.


Trattasi in particolare di concentrazione giuridica, in quanto consente l’unificazione in una sola società di
due o più società preesistenti.
La fusione è sottoposta al controllo sulle concentrazioni previsto dalla disciplina antimonopolistica.
La disciplina civilistica della fusione è stata modificata in sede di attuazione della terza direttiva
comunitaria 2001/35/CE dal d.lgs. 22/1991.
L’ultima riforma è contenuta nei DD.lgs 147/2009 e 123/2012.

I.Forme, fondamento ed effetti della fusione tra società.

La fusione è l'unificazione di due o più società in una sola.L’art 2501 prevede due forme di fusione:
a) con la costituzione di una nuova società, che prende il posto di tutte le società che si fondano.
( fusione in senso stretto);
b) mediante assorbimento in una società preesistente di una o più altre società (fusione per
incorporazione).

La fusione è uno strumento di concentrazione delle imprese societarie che consente di ampliarne la
dimensione e la competitività sul mercato in questa prospettiva è agevolata sotto diversi profili dalla
legislazione tributaria. La fusione inoltre è un istituto che dà luogo ad una concentrazione giuridica e non
solo economica. La fusione determina perciò la riduzione ad unità dei patrimoni delle singole società e la
confluenza dei rispettivi soci in unica struttura organizzativa che continua l’attività di tutte le società
preesistenti.
La società incorporante o che risulta dalla fusione " assumono diritti e gli obblighi delle società partecipanti
alla fusione, proseguendo in tutti i loro rapporti, anche processuali, anteriori alla fusione".

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Le società incorporate,o fuse, si estinguono per effetto della fusione.


Questa previsione attesta che la fusione costituisce una peculiare vicenda modificativa degli atti costitutivi
delle società coinvolte in cui complessi imprenditoriali, risultano preservati, integrati e potenziati
nell’incorporante o nella società risultante dalla fusione. Questa continuazione di rapporti investe anche i
soci, ai quali vengono attribuite, in cambio delle partecipazioni sociali originariamente detenuta ( quindi
annullate), azioni o quote dell’ incorporante o della società risultante dalla fusione.

La fusione può aver luogo sia fra società dello stesso tipo ( fusione omogenea), sia fra società di tipo
diverso ( fusione eterogenea). La fusione fra società eterogenee comporta anche la trasformazione di una o
più delle società che si fondono. Per le fusioni eterogenee valgono perciò gli stessi limiti esposti per la
trasformazione.

Con particolare riferimento alle fusioni infragruppo, si distingue poi:


- Fusione diretta, allorché la società controllante incorpora uno o più controllate
- fusione inversa, della quale è invece la società controllata ad assumere la veste di incorporante, al
fine di limitare le formalità necessarie per l'esecuzione dell'operazione concentrazione.

II.Le fusioni di società in liquidazione o soggette a procedure concorsuali

La partecipazione alla fusione non è consentita alle società per azioni in liquidazione che abbiano iniziato la
distribuzione dell'attivo ( art 2501,co2). Letta dunque in positivo la norma rende possibile la fusione anche
tra società in liquidazione. Il limite in essa contemplato, non sussiste invece per le fusioni cui non
partecipano società con capitale rappresentato da azioni, ossia fusioni tra srl o tra cooperative modellate
sulla srl.
Quindi la fusione non può essere attuata tra Spa in stato di liquidazione, mentre la fusione tra srl o società
di persone può essere attuata a prescindere dallo stato di avanzamento della liquidazione.
Nb= La preclusione alla fusione tra spa in liquidazione che abbiano già iniziato la distribuzione dell’attivo
non è, però, assoluta: la sua esecuzione implica soltanto una preventiva deliberazione di revoca della
liquidazione, con l'osservanza di tutte le cautele previste in favore dei soci ( recesso) o dei creditori
(opposizione).

L'attuale disciplina, frutto della riforma del 2003, non prevede alcun divieto di partecipazione alla fusione
per le società sottoposte a procedure concorsuali. In quest'ottica la fusione è uno strumento per il
superamento della crisi d'impresa.

III.Il procedimento di fusione.

Si articola in tre fasi consecutive:


- il progetto di fusione
- La delibera di fusione
- l'atto di fusione

1.Il progetto di fusione ed i relativi allegati.

Il progetto di fusione deve essere redatto dagli amministratori e deve avere identico contenuto per tutte
le società partecipanti alla fusione e dallo stesso devono risultare, fra le altre, le seguenti indicazioni (art
2501-ter,co1):

a) il tipo, la denominazione o ragione sociale, la sede delle società partecipanti alla fusione.

b) l'atto costitutivo della nuova società risultante dalla fusione o di quella incorporante.

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c) il rapporto di cambio delle azioni o quote; vale a dire il rapporto in base al quale saranno assegnate ai
soci delle società che si estinguono le azioni o quote della società incorporante o della nuova società.

d) data a decorrere dalla quale le operazioni delle società partecipanti alla fusione sono imputate al bilancio
della società incorporante o risultante dalla fusione

e) il trattamento in ipotesi riservato a particolari categorie di soci o possessori di titoli diversi dalle azioni
(strumenti finanziari partecipativi e non)

f) vantaggi particolari eventualmente proposti agli amministratori.

Rapporto di cambio delle azioni o quote: indice numerico in base al quale saranno assegnate le azioni o
quote della società derivante dalla fusione ai soci delle società incorporate confusa ( ad es: 5 azioni della
società B incorporata daranno diritto ad ottenere una azione della società Y incorporante). L'indicazione e
la motivazione del rapporto di cambio consente ai soci di valutare l'effettiva convenienza della fusione
forma, perciò, oggetto di uno specifico giudizio di congruità formulato da un esperto.

Occorre altresì indicare nel progetto di eventuale conguaglio in denaro da attribuire ai soci per compensare
i resti che possono risultare dall'applicazione della cambio: nelle società azionarie il conguaglio non può
essere superiore al 10% del valore nominale delle azioni o delle quote assegnate.

Il progetto di fusione deve essere iscritto nel registro delle imprese con funzione di pubblicità legale
mediante due modalità alternative:
- tradizionale deposito per l'iscrizione nel registro delle imprese del luogo ove hanno sede le società
partecipanti alla fusione
- sfruttando le moderne tecnologie, la pubblicazione nel sito Internet della società, con le modalità
atte a garantire la sicurezza del sito medesimo, l'autenticità dei documenti e la certezza della data
di pubblicazione.
Al fine di rendere possibile ai soci una approfondita disamina del suo contenuto è previsto un termine
minimo di 30 giorni che deve intercorrere tra l'iscrizione del progetto e la data fissata per la decisione di
fusione. (Termine ridotto a 15 giorni nelle fusioni tra società non azionarie).
I soci possono però ritenere preminenti le esigenze di celerità del procedimento e quindi rinunciare a
questo termine con il consenso unanime.

La documentazione informativa non si esaurisce però nel progetto di fusione in quanto è prescritta la
redazione preventiva di altri tre documenti:
1) la situazione patrimoniale ( art. 2501-quater);
2) la relazione degli amministratori ( art. 2501-quinquies);
3) la relazione degli esperti ( art. 2501- sexies).

Gli amministratori di ciascuna delle società partecipanti alla fusione devono redigere una situazione
patrimoniale aggiornata della propria società, con l'osservanza delle norme sul bilancio di esercizio. Si tratta
di un vero e proprio bilancio di esercizio infrannuale (c.d. bilancio di fusione), la cui funzione prevalente è
quella di fornire un quadro contabile aggiornato ai soci e ai possessori di strumenti finanziari di tutte le
società partecipanti alla fusione, affinché possano consapevolmente esprimere il proprio voto in
assemblea.
Gli amministratori delle società partecipanti alla fusione devono redigere una relazione la quale illustri e
giustifichi il progetto di fusione e in particolare il rapporto di cambio, in modo da mettere i soci in
condizione di verificare i metodi di valutazione utilizzati dagli amministratori nella determinazione del
rapporto di cambio. La fissazione del rapporto di cambio è affidata alla discrezionalità degli amministratori,

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che non sono tuttavia legittimati a valutazioni arbitrarie e devono pronunciarsi sulla base dei dati
economici completi e veritieri.
È inoltre prescritto che per ciascuna società partecipante alla fusione uno o più esperti devono redigere
una relazione sulla congruità del rapporto di cambio ed esprimere un parere sull'adeguatezza del metodo
o dei metodi seguiti dagli amministratori. Per le società quotate gli esperti sono scelti fra le società di
revisione ( art. 2501-sexies) sottoposte a vigilanza della Consob.
Il progetto di fusione, le relazioni degli amministratori e degli esperti, le situazioni patrimoniali di tutte le
società partecipanti alla fusione, i bilanci degli ultimi tre esercizi delle stesse, devono restare depositati in
copia nelle sedi di ciascuna delle società partecipanti alla fusione durante i 30 giorni che precedono
l'assemblea e finché la fusione sia deliberata.

2.(Segue).Le fusioni semplificate.

Il legislatore ha previsto ipotesi in cui è possibile applicare semplificazioni.


- Fusione in cui non partecipano società con capitale rappresentato da azioni ( art 2505-quater). In
questo caso le semplificazioni consistono nella riduzione alla metà dei termini che scandiscono il
procedimento di fusione e nel disapplicazione dei limiti alla fusione sovraesposti: a quest'ultimo
proposito, srl e società di persone in liquidazione possono procedere ad una fusione anche qualora
abbiano iniziato la distribuzione dell'attivo.
- Fusione per incorporazione di società interamente possedute o di società posseduta al 90% ( art
2505 e 2505-bis), nel qual caso è data la possibilità che la delibera di fusione sia adottata dagli
organi amministrativi delle singole società. I soci della società incorporante che rappresentino il 5%
del capitale sociale possono comunque richiedere che la delibera di fusione sia adottata nelle
forme ordinarie. Ancora, nell’ incorporazione di società interamente possedute non deve essere
determinato alcun rapporto di cambio ne occorre stabilire modalità di assegnazione delle azioni o
quote della società risultante dalla fusione, in quanto unico socio dell'incorporata è l’incorporante:
di qui la superfluità di taluni adempimenti procedimentali, quali la relazione degli amministratori e
la relazione degli esperti volte appunto alla verifica della congruità del cambio.

3.La decisione di fusione

La fusione viene decisa da ciascuna delle società che vi partecipano "mediante l'approvazione del relativo
progetto" ( art. 2502).
Nelle società di persone tale approvazione avviene con il consenso della maggioranza dei soci determinata
secondo la parte in cui ciascuno degli utili, salvo il diritto di recesso del socio che non abbia consentito alla
fusione.
Nelle Spa la fusione deve essere invece deliberata dall'assemblea straordinaria con le normali maggioranze.
Al socio non consenziente non è riconosciuto il diritto di recesso, a meno che la fusione sia eterogenea o
comunque implichi una modifica statutaria per la quale è espressamente previsto tale diritto.
Nelle srl la delibera di fusione è sempre assunta a maggioranza e richiede l'osservanza del metodo
assembleare. Al socio che non abbia consentito alla fusione spetta il diritto di recesso.
La decisione di fusione può apportare modifiche al progetto di fusione ‘’ che non incidono sui diritti dei soci
o dei terzi’’.
Le delibere di fusione delle singole società devono essere iscritte nel registro delle imprese, previo controllo
di legalità da parte del notaio verbalizzante se la società risultante dalla fusione è una società di capitali.
Invece, al di fuori di questa ipotesi è sufficiente il deposito della decisione per l'iscrizione nel registro delle
imprese.

4.La tutela dei creditori e dei possessori di obbligazioni.

La fusione può essere attuata solo dopo che siano trascorsi 60 giorni dall'iscrizione nel registro delle
imprese dell'ultima delibera delle società che vi partecipano. Entro tale termine, ciascun creditore anteriore

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alla pubblicazione del progetto di fusione può proporre opposizione alla fusione ( art 2503). L'opposizione
sospende l'attuazione della fusione fino all'esito del relativo giudizio da parte del tribunale. Tuttavia il
tribunale, qualora ritenga infondato il pericolo di pregiudizio per i creditori oppure la società abbia prestato
idonea garanzia, dispone che la fusione sia attuata nonostante l'opposizione.
FUSIONE ANTICIPATA: è possibile solo se sussiste uno dei seguenti requisiti:
- consenso di tutti i creditori delle società partecipanti anteriori all'iscrizione o alla pubblicazione dei
progetti di fusione
- pagamento dei creditori non consenzienti
- deposito delle somme corrispondenti presso una banca

La fusione attuata mediante costituzione di una nuova società di capitali o tramite incorporazione in una
società di capitali non libera automaticamente i soci dall'eventuale responsabilità illimitata per le
obbligazioni delle rispettive società partecipanti alla fusione forte prima dell'ultima iscrizione dell'atto di
fusione; affinché tale liberazione possa realizzarsi deve risultare che i creditori abbiano dato il proprio
consenso alla fusione: consenso che si presume se i creditori, ai quali la deliberazione di fusione sia stata
comunicata con lettera raccomandata o con altri mezzi che garantiscano la prova dell'avvenuto
ricevimento, non lo abbiano espressamente negato nel termine di 60 giorni dal ricevimento della
comunicazione.

5.L’atto di fusione.

Il procedimento di fusione si conclude con la stipulazione dell'atto di fusione ( art. 2504 ). L'atto di fusione
deve essere sempre redatto per atto pubblico, anche se la società incorporante o la nuova società
risultante dalla fusione è una società di persone. Entro 30 giorni dalla stipulazione, il notaio rogante deve
depositare l'atto di fusione per l'iscrizione presso l'ufficio del registro delle imprese dei luoghi ove è posta la
sede di tutte le società partecipanti alla fusione e di quello della società risultante dalla fusione. L'ultima di
tali iscrizioni dell'atto ha efficacia costitutiva della fusione: ‘’ la società che risulta dall'operazione o quella
incorporante assumono i diritti e gli obblighi delle società partecipanti alla fusione, proseguendo in tutti i
loro rapporti anche processuali anteriori alla fusione’’. I soci maturano il diritto di ottenere azioni o quote
della società incorporante o risultante dalla fusione in sostituzione delle azioni o quote delle società
incorporate o fue in base al rapporto di cambio approvato dall'assemblea. Si produce perciò l'unificazione
soggettiva patrimoniale delle diverse società.

6.L’esecuzione della fusione e la rappresentazione contabile delle differenze di fusione.

Conseguita l'efficacia costitutiva della fusione con l'ultima iscrizione dell'atto di fusione nel registro delle
imprese, gli amministratori possono compiere gli atti di esecuzione della fusione:
- annullamento delle azioni emesse dalle società incorporate o fuse
- emissione di nuove azioni
- pagamento e conguagli
- liquidazione dei soci recedenti
- adempimenti contabili quali bilanci di chiusura delle società incorporate o fuse e bilancio di
apertura dell'incorporante

L’art 2504-bis,co4 detta i criteri di redazione del primo bilancio successivo alla fusione, stabilendo il
principio generale secondo cui le attività e le passività sono iscritte ai valore risultanti dalle scritture
contabili alla data di efficacia della fusione ( principio di continuità contabile).

Differenze di fusione: poiché la società incorporante nel procedere alla determinazione del rapporto di
parte, assume a base di tale calcolo valori delle attività e passività delle incorporate divergenti rispetto a
quelli indicati nei bilanci rispettivi è possibile che si determini una discrepanza tra i valori contabili che
confluiscono nel bilancio dell'incorporante e ad esempio il valore corrispondente all'incremento di capitale

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dell'incorporante, resosi necessario per soddisfare i soci dell'incorporata in base al rapporto di cambio: una
tale discrepanza genera la c.d. differenza di concambio.
In altri casi l’incorporante già possiede una partecipazione nell’ incorporata, che a fusione realizzata va
necessariamente annullata nel bilancio dell'incorporante. C.d differenza da annullamento.
Ebbene, emerge un avanzo di fusione se il patrimonio contabile della società incorporata registra
un'eccedenza rispetto al valore per cui era iscritta, nel bilancio dell'incorporante, la partecipazione
nell'incorporata da annullare ( avanzo da annullamento) o rispetto all'incremento di capitale
corrispondente alle partecipazioni che incorporante assegna in attuazione del rapporto di cambio (avanzo
di concambio).
Tuttavia, ben più frequente è il disavanzo di fusione, soprattutto se il bilancio della società è redatto
secondo i principi del codice civile, che impongono criteri di valutazione prudenziali. Ciò comporta che
spesso il patrimonio netto della società incorporata ha un valore contabile inferiore rispetto a quello in cui
è iscritta, nel bilancio dell'incorporante, la partecipazione nell'incorporata (disavanzo da annullamento),
oppure al valore complessivo delle partecipazioni che la società incorporante assegna ai soci
dell'incorporata in esecuzione del rapporto di cambio (disavanzo da concambio). In ambedue le ipotesi, il
disavanzo deve essere imputato, ove possibile, anche gli elementi dell'attivo e del passivo delle società
partecipanti alla fusione e, per la differenza, ad avviamento, con un correlativo piano di ammortamento
entro cinque anni.

IV.L’invalidità della fusione ed i rimedi risarcitori.

È stata introdotta una specifica regola sull'invalidità della fusione secondo cui, una volta eseguite le
iscrizioni dell'atto di fusione, la sua invalidità non può essere pronunciata. Resta salvo il diritto al
risarcimento del danno eventualmente spettante ai soci o ai terzi danneggiati dalla fusione ( art 2504-
quater). Tale regola trova giustificazione nell'esigenza di stabilizzare in via definitiva la nuova
organizzazione societaria generata dalla fusione.
Resta salvo solo il diritto al risarcimento dei danni eventualmente spettante ai soci o ai terzi danneggiati
dalla fusione, che potranno perciò a tal fine agire nei confronti degli amministratori delle società
partecipanti alla fusione e/o della società risultante dalla stessa. (tutela obbligatoria ex art 2504-quater
co2). Ed in particolare i soci devono ritenersi legittimati ad agire per il risarcimento sia dei danni
direttamente su proprio patrimonio, sia dei pregiudizi patiti dalla società incorporata o incorporante
(c.d.danno riflesso). Legittimati all'esercizio delle azioni risarcitorie sono, oltre ai soci, i loro creditori
particolari, nonché i creditori della società. L'azione risarcitoria può esercitarsi nei confronti degli
amministratori della società incorporante o incorporata, nonché degli esperti e della società risultante dalla
fusione.
E legittimato passivo dell'azione è altresì l'eventuale socio di controllo che ha tratto un ingiusto beneficio
derivato dalla fusione.

V.La fusione a seguito di acquisizione con indebitamento.

Si tratta delle fusioni realizzate nell’ambito di un c.d. leveraged buy-out, particolare tecnica per l’acquisto
del controllo di una società, di origine statunitense. Chi intende acquisire il controllo di una società
esercitata da altra società (c.d.società obiettivo o target) costituisce un’apposita spa con modesto capitale
sociale (c.d.newco), che ottiene un cospicuo prestito utilizzato nell’acquisto delle azioni della società
bersaglio. L'operazione è così congegnata:
a. uno o più soggetti costituiscono una società con modesto capitale sociale
b. questa nuova società ottiene un finanziamento utilizzato per l'acquisto della partecipazione di
controllo di una società obiettivo
c. acquisito il controllo della società obiettivo, viene deliberata la fusione per incorporazione di
quest'ultima nella società acquirente,c.d. newco. ed il finanziamento da questa ottenuto è
rimborsato con gli utili futuri della società bersaglio incorporata e/o con la vendita di parte delle
attività della stessa.

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La particolarità dell'operazione consiste nella circostanza che il rimborso del finanziamento ottenuto per
l'acquisizione è effettuato dalla società incorporante con le attività apportate dalla società obiettivo
incorporata: il cui patrimonio non può tuttavia considerarsi una garanzia in senso tecnico per l'ottenimento
del prestito da parte dell'incorporante, sicchè l'operazione non incontra i limiti posti dall'articolo 2358 in
ordine alle garanzie fornite dalla società per l'acquisto o la sottoscrizione di nuove azioni.

Nel leveraged buy – out la restituzione del prestito concesso alla società acquirente è sostanzialmente
garantita dal patrimonio della società bersaglio.

VI.Le fusioni transfrontaliere.

Per ‘’fusione transfrontaliera’’ deve intendersi una fusione in cui siano coinvolte società fra le quali almeno
una è costituita ai sensi della legge di un diverso Stato. Si tratta di operazioni che, differentemente dalle
funzioni nazionali finora esaminate, è soggetta ai limiti previsti dal diritto internazionale privato.
Quindi la fusione transfrontaliera è ammissibile soltanto alla triplice condizione che:
- la legge applicabile a tutte le società coinvolte preveda specificamente l'istituto
- ne consenta l'applicazione anche con una società di diritto straniero
- abbiamo una disciplina compatibile con la diversa normativa applicabile a queste ultime.
Tutto ciò rende queste operazioni difficilmente attuabili e quindi poco frequenti.
Al fine di agevolare la realizzazione di fusioni transfrontaliere intracomunitarie, ossia tra società di diversi
Stati dell'unione europea, il d.lgs 108/2008, ha introdotto una specifica disciplina, che prevede alcune
particolarità del procedimento di fusione rispetto alle regole applicabili alle funzioni nazionali.
- Innanzitutto, la fusione transfrontaliera non può essere utilizzata per aggirare specifici divieti e
vincoli previsti dall'ordinamento interno.
- Il progetto di fusione deve contenere oltre ai requisiti richiesti dall'articolo 2501-ter, ulteriori
indicazioni di notevole rilevanza per i soci ed i creditori delle società partecipanti alla fusione
transfrontaliera ed in particolare: forma, denominazione e sede statutaria della società risultante
dalla fusione della legge regolatrice di questa e di ciascuna delle società coinvolte nell'operazione.
- Il progetto deve essere pubblicato sia nel registro delle imprese sia, per estratto, nella Gazzetta
ufficiale 30 giorni prima della delibera di fusione.
- Quanto alla fase deliberativa, va sottolineato che ai soci che non hanno consentito all’operazione
spetta il diritto di recesso qualora la società risultante dalla fusione sia estera; la quota di
liquidazione deve calcolarsi secondo le regole del codice civile applicabili alla società da cui si
recede.
- Approvata la fusione, ciascuna società partecipante all'operazione deve farsi rilasciare, da
un'autorità indicata per ciascuno degli Stati membri dell'unione, un certificato preliminare alla ione,
che attesta il regolare e legittimo adempimento di tutti gli atti e le formalità necessarie alla
realizzazione dell'operazione, nonché l'inesistenza di circostanze impeditive al suo
perfezionamento quali l'opposizione dei creditori. Questo certificato poi deve trasmettersi nel
termine di sei mesi dal suo rilascio, all'autorità dello stato della società risultante dall'operazione,
specificamente deputata al controllo di legittimità sull'esecuzione della fusione transfrontaliera,
che rilascia un’attestazione: se la fusione deve eseguirsi in Italia, tale controllo è di competenza del
notaio, che deve espletarlo entro 30 giorni dal ricevimento delle singole delibere e dei certificati
preliminari.
- Gli adempimenti pubblicitari sono diversi a seconda che la società risultante dalla fusione sia
italiana o estera. Nella prima ipotesi, il deposito per l'iscrizione, dell’atto di fusione, dei certificati
preliminari e dell’attestazione, nel registro delle imprese del luogo ove hanno sede le società, deve
avvenire entro 30 giorni dalla data del certificato definitivo.

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Capitolo 72: Le scissioni

I.Nozione e forme di scissione.

La sua disciplina era assente nel codice civile del 1942 ed è stata introdotta soltanto con il D.lgs 22/1991.
Oggi le norme in tema di scissione sono contenute negli articoli 2506 e ss.

Con la scissione il patrimonio di una società è scomposta ed assegnato in tutto o in parte ad altre società,
con contestuale assegnazione ai soci della prima di azioni o quote delle società beneficiarie del
trasferimento patrimoniale . Con la scissione si ha la suddivisione di un unico patrimonio sociale e di
un'unica compagine societaria in più società. Nella scissione infatti le azioni o quote delle società
beneficiarie del trasferimento patrimoniale sono acquistate direttamente dai soci della società che si scinde
in base ad un determinato rapporto di cambio.
La scissione può assumere forme diverse. Può essere innanzitutto totale o parziale:
- nella scissione totale, l'intero patrimonio della società che si scinde è trasferita in più società beneficiarie.
La prima società perciò si estingue senza che però si abbia liquidazione della stessa, dato che l'attività
continua tramite le società beneficiarie della scissione che assumono diritti e gli obblighi corrispondenti alla
quota di patrimonio loro trasferita. – art 2506,co6.
- nella scissione parziale, invece, solo parte del patrimonio della società che si scinde viene trasferito ad
una o più altre società beneficiarie. La società scissa resta perciò in vita sia pure con un patrimonio ridotto e
continua l’attività parallelamente alle società beneficiarie, di cui entrano a far parte i soci della prima
acquistando partecipazioni anche delle società beneficiarie.
Beneficiarie della scissione possono essere:

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A) società di nuova costituzione, che nascono per gemmazione dalla società che si scinde (c.d. scissione in
senso stretto); l'atto di scissione funge in tal caso da atto costitutivo della nuova società in cui soci almeno
inizialmente corrispondono a quelli della società estinta.
B) l'assegnazione di tutto o parte del patrimonio della società scissa a società beneficiarie già preesistenti
dar luogo ad una c.d. scissione per incorporazione: tale operazione caratterizzata dall'aumento di capitale
delle società beneficiarie al servizio dell'attribuzione delle loro azioni o quote ai soci della società scissa.

Scissione omogenea: ove il patrimonio della scissa sia assegnato a società beneficiarie del medesimo tipo
Scissione eterogenea: se tutte le società beneficiarie o anche una sola di esse è di tipo diverso dalla società
scissa.

NB= non è consentita la scissione ( totale o parziale) di società azionarie in liquidazione che abbia iniziato la
ripartizione dell'attivo. Al pari delle fusioni, sono oggi invece consentite scissioni di società sottoposte a
procedure concorsuali.

II.il procedimento di scissione.

Il procedimento di scissione ricalca quello dettato per la fusione.

1.Il progetto di scissione e le relazioni

Gli amministratori della società partecipante alla scissione devono redigere un unitario progetto di
scissione, sottoposto alla stessa pubblicità prevista per il progetto di fusione. Oltre alle indicazioni stabilite
per quest'ultimo ( situazione patrimoniale, relazione degli amministratori e relazione degli esperti) il
progetto di scissione deve contenere:

a) l'esatta descrizione degli elementi patrimoniali da assegnare a ciascuna delle società beneficiarie
b) i criteri di distribuzione ai soci delle azioni o quote delle società beneficiarie.

L'indicazione del rapporto di cambio è qui necessaria ma non sufficiente, poiché occorre definire anche la
misura in cui i soci partecipano in ciascuna delle società beneficiarie.

Nella scissione totale, le attività di incerta attribuzione sono ripartite fra la società beneficiarie in
proporzione della quota di patrimonio netto trasferita a ciascuna di esse. Delle passività di dubbia
imputazione ne rispondono invece in solido tutte le società beneficiarie. Nella scissione parziale, le relative
attività restano in testa alla società trasferente.
Delle passività di incerta destinazione ne rispondono in solido sia questa sia le società beneficiarie.

2.Le regole specifiche a tutela dei soci. Scissione non proporzionale e scissione asimmetrica.

Dal progetto di scissione devono risultare i criteri di distribuzione delle azioni o quote della società
beneficiarie. E’ così consentito decidere a maggioranza una scissione che preveda l'attribuzione delle
partecipazioni in soci non proporzionale alla loro partecipazione originaria; in tal caso, viene assicurata ai
soci che non approvano la scissione una tutela particolare consistente nel riconoscimento di un loro diritto
di far acquistare le proprie partecipazioni. Tale obbligo di acquisto e coloro che ne sono soggetti devono
risultare dal progetto di scissione.

3.la decisione e l’atto di scissione. La tutela dei creditori. Gli effetti della scissione.

Il progetto deve essere approvato dai soci e pubblicato secondo le medesime regole.
La stipula dell'atto di scissione può essere effettuata, infatti, soltanto dopo 60 giorni dall'iscrizione nel
registro delle imprese dell'ultima decisione di scissione. Entro questo termine ciascun creditore anteriore

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alla pubblicazione del progetto di scissione può proporre opposizione alla scissione (art 2506-ter,co5). È
possibile una stipula anticipata dell'atto di scissione, allorché vi sia il consenso di tutti i creditori anteriori
alla pubblicazione del progetto, il pagamento dei creditori non consenzienti o il deposito presso un istituto
di credito delle somme necessarie per pagarli, oppure quando la relazione sulla congruità del rapporto di
cambio si è redatta da un'unica società di revisione che attesti, sotto la propria responsabilità, che la
situazione patrimoniale e finanziaria delle società partecipanti alla scissione non rende necessaria garanzia
a tutela dei creditori.
Un'ulteriore tutela per i creditori è la responsabilità solidale di ciascuna società coinvolta nell'operazione,
sia pure nei limiti del valore effettivo del patrimonio netto ad essa rimasto o assegnato, per i debiti della
società scissa non soddisfatti dalla società cui fanno carico.

L'atto di scissione deve risultare da atto pubblico. Nell'ipotesi di scissione in senso stretto, l'atto di scissione
vale anche come atto costitutivo della società risultante dalla scissione: deve perciò indicare anche tutti i
loro soci e le azioni e le quote a ciascuno di essi spettanti, benché sia pur sempre stipulato e sottoscritto dai
soli amministratori della società scissa in esecuzione della decisione di scissione.
La scissione acquista efficacia costitutiva nel momento in cui avviene l'ultima iscrizione dell'atto di scissione
nel registro delle imprese ove sono iscritte le beneficiarie; tale adempimento comporta, dunque, che le
beneficiarie assumono i diritti e gli obblighi della società scissa a ciascun assegnati nell'atto di scissione.
Dal momento in cui la scissione acquista efficacia, essa diviene inattaccabile, non essendo più consentito
dichiararne l'invalidità. I soci ed i creditori danneggiati dalla scissione possono soltanto esperire i rimedi e
risarcitori.

Sezione nona: Profili di diritto internazionale privato e dell’UE.

Capitolo 73: Le società estere. ‘’La trasformazione’’ internazionale.

I.Il principio di libertà di stabilimento e la concorrenza fra ordinamenti.

La crescente ‘’ globalizzazione’’ delle attività economiche e l'internazionalizzazione degli scambi hanno


evidentemente favorito la mobilità delle imprese, con la crescente preoccupazione dei diversi stati di
predisporre regole efficienti ed idonee ad attrarre capitali sul proprio territorio, favorendo ‘’ la nascita, la
crescita e la competitività delle imprese’’. Tale processo oggi coinvolge anche le piccole e medie imprese
sempre più intenzionate a espatriare dal territorio di origine. Ciò per la duplice intenzione di ricercare
regimi fiscali, lavoristici e previdenziali più favorevoli, sistemi giudiziari più rapidi ed efficienti, nonché di
sfruttare la notevole crescita economica dei paesi emergenti.
Ed in questi nuovi scenari non mancano,però, imprenditori che trasferiscono all'estero la propria attività al
fine di perseguire finalità illecite come ad esempio frodi fiscali e sottrarre risorse economiche ai propri
creditori.
Il ruolo del diritto internazionale privato quindi, consiste da un lato nel consentire agli imprenditori lo
spostamento degli investimenti nei mercati più attrattivi, che assicurano il maggior profitto con i minori
oneri; dall'altro, nell'evitare che, mediante questi trasferimenti possano perseguirsi disegni fraudolenti.

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Scaricato da Matteo Lipo (matlipo97@gmail.com)

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