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Vol. 3 Nº 1 págs. 1-22.

2005
https://doi.org/10.25145/j.pasos.2005.03.026

www.pasosonline.org

Economia sostenibile, comunità culturali e isole


Alessandro Simonicca †
Università “La Sapienza” di Roma (Italia)

Resumen: Nel presente intervento affronterò alcuni temi relativi al rapporto fra turismo sostenibile e
processi di cambiamento culturale. Inizierò con l’analisi della nozione di “turismo sostenibile”, cercando
di dimostrare che la sua comprensione è più piena se si assume uno sguardo antropologico. Mi soffer-
merò poi sul rapporto fra cultura, agenti sociali e turismo, e concluderò con qualche notazione relativa al
problema della “insularità”. L’assunto principale è che, non dandosi a priori relazioni univoche tra tu-
rismo e società, sia da rivolgere particolare attenzione alla natura olistica del turismo quale fenomeno
culturale e alla sua peculiare “evoluzione”. Da ciò discende la prospettiva che la “insularità” sia destinata
a porre i problemi tipici che incontra chi esercita uno sguardo etnologico sulle culture altre.

Palabras clave: Turismo sostenibile; Cambiamento culturale; Isole

Abstract: In the present participation I will face some relative topics you to the relationship between
sostenibilility tourism and processes of cultural change. I will begin with the analysis of the notion of
"sustainable tourism", trying to demonstrate that its understanding is fuller if one is assumed anthropo-
logical look. I will stop myself then on the relationship between social culture, agents and tourism, and
will conclude with some relative notation to the problem of the "insularità". The main task is that, not
giving a priori to relations univoche between tourism and society, which cultural phenomenon is from
turning particular attention to the olistica nature of the tourism and to its peculiar "evolution". From that
the perspective comes down that the "insularità" is destined to place the typical problems that who meets
exercises one ethnologic look on the cultures others.

Keywords: Sostenibility tourism; Cultural change; Islands


• Alessandro Simonicca insegna Antropologia presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università “La
Sapienza” di Roma. Si interessa di epistemologia antropologica e dello studio delle società complesse. E-mail:
alessandro.simonicca@uniroma1.it

© PASOS. Revista de Turismo y Patrimonio Cultural. ISSN 1695-7121


2 Economia sostenibile, comunità culturali e isole

Le difficoltà ad usare la nozione di sosteni- Le difficoltà della definizione (ne


bilità e di turismo sostenibile. esistono un centinaio), probabilmente,
stanno in una concezione troppo astratta di
Vi sono diverse difficoltà a definire la “uomo”, concepito quale soggetto unitario,
nozione di “turismo sostenibile”, sia al portatore di diritti universali e capace di
semplice livello semantico sia per un più preferenze individuali razionali.
maturo esercizio interpretativo1. E ciò dis- L’astrattezza della definizione si mostra in
cende dall’esistenza di un punctum pru- particolare nell’eccesso di enfasi rivolta alle
riens più a monte, e cioè dall’idea di “soste- caratteristiche egualitarie e mutualistiche,
nibilità” tout court. perché sottodimensiona o, meglio, sottace,
Se partiamo da una formulazione ampia tre dimensioni importanti:
e assai impegnativa, vediamo subito i limiti - i fattori sociali dello sviluppo entro
concettuali di tale nozione. Per la Commis- un progetto di equità sociale fra le genera-
sione Bruntland la “sostenibilità” concerne zioni
“uno sviluppo capace di soddisfare i bisogni - le cause economiche e politiche
del presente senza compromettere le possi- dell’ineguaglianza nella distribuzione di
bilità di fruizione per le nuove generazio- risorse scarse
ni”(WCED 1987). - la forza coesiva o di entropica della
Sulla sostanza generale non si può che “cultura” in contesti di cambiamento o di
essere d’accordo (un po’ come il crociano sviluppo.
“non possiamo non definirci cristiani”), e le Il nodo, in verità, accomuna gran parte
sue ragioni, largamente condivisibili, delle teorie attuali sull’ambiente. E infatti
derivano dall’opposizione a una idea di sia l’ambientalismo, sia le due altre teorie a
sviluppo economico mondiale indefinito, a esso fieramente opposte, (la teoria della
una idea di una continua riproducibilità modernizzazione e la teoria del sottosvilup-
delle risorse, e alla riduzione a prodotto di po), partecipano della stessa accezione ideo-
ogni azione umana. La nozione, inoltre, logica di “natura” quale risorsa indefinita.
esprime una critica diretta a modi di vivere Tutte e tre le teorie mancano di rivolgere
basati su standard di mero consumo, e un’adeguata attenzione all’importante ruo-
sulla noncuranza o indifferenza riguardo ai lo che svolge la dimensione culturale per
limiti naturali delle risorse fondamentali di una corretta analisi dei contesti di svilup-
cui necessita l’uomo. po.
Qui non interessa la discussione sull’ La nozione di sostenibilità si riferisce, in
“ambientalismo”, piuttosto comprendere ogni modo, alla necessità di pensare in ma-
che la nozione di sostenibilità afferisce a niera diversa e meno dissipativa al patri-
una considerazione diversa di tempo della monio complessivo a disposizione delle so-
vita e delle risorse, quali fonti limitate, cietà. Di più, invita, pur con le cautele do-
rispetto cui il tempo non garantisce vute, a ripensare la natura non quale og-
riproducibilità, né sostituibilità. getto bensì quale dimensione indispensabi-
I problemi sono molti e si distribuiscono le all’uomo e alla sua azione.
equamente per lo meno su tre versanti. Il La stessa compresenza di forza e debo-
primo riguarda l’estensione dei soggetti: si lezza ritorna nel trasferimento della nozio-
intendono tutti i soggetti indistintamente, ne di sostenibilità dalla dimensione econo-
gli uomini alla stessa stregua delle donne e mica generale al settore specifico del turis-
dei bambini? Il secondo concerne la mo. Anche qui risulta chiaro il modo in cui
posizione sociale: i gruppi deboli sono da gli schieramenti si dislocano, assai meno
considerare allo stesso livello dei più forti ? perspicuo è invece lo svolgersi delle varie
Il terzo ha a che fare con il futuro: quali strategie.
preferenze e quali possibilità tecnologiche è E certamente se ci fermiamo all’idea che
bene privilegiare oggi, rispetto a un futuro il turismo sia una sorta di molla (o “vola-
di certo non facilmente anticipabile? no”) per lo sviluppo economico, cioè attività
La definizione presenta forti aspetti produttrice di reddito e veicolo di occupa-
etici, é indubbio; analiticamente, però, zione, non v’é dubbio che anch’esso deve
zoppica per più versi. poter essere coniugato in termini di turis-
Alessandro Simonicca 3

mo sostenibile. Meno facile è se si vuol pro- radical green), che reputano talmente
seguire in maniera consistente nell’argo- insostituibili e irriproducibili le attuali
mentazione e nell’azione. risorse naturali e ambientali, da teorizzare
La caratteristica del turismo sostenibile modi di vita (e qui schematizzo) tenden-
é che in esso si palesa, ancor più che nello zialmente “premoderni”2.
sviluppo sostenibile, il nodo del contendere: Al centro della disputa sta la natura e la
le attività turistiche si basano su una serie dinamica del consumo dei “beni pubblici” in
di risorse talmente “comuni” a tutti i sog- termini di “esternalità”, ossia effetti a
getti e/o residenti di un territorio, eppure opera di soggetti implicati in azioni
così esposte al degrado, che il loro destino economiche. Per esemplificare: se l’eccesso
non può non coinvolgere le sfere più ampie di sciatori pone in pericolo l’assetto di una
di una popolazione. valle, chi ripaga i danni o la restituisce alla
Se è evidente a tutti il fatto che la mag- situazione ottimale? Se il turismo balneare,
gior parte dei beni fruiti sono di tipo “pub- con tutte le sue complesse infrastrutture,
blico”, dalle spiagge, alle montagne, al ma- produce effetti di inquinamento su un
re e così via, non è meno vero che il loro uso tratto marino, a chi è attribuibile la
conduce a degrado, diminuzione o addirit- responsabilità del danno?
tura cessazione fruitiva. Da qui si trae la Secondo alcuni analisti si possono
convinzione che si tratti di rendere ragione calcolare, misurare e internare i costi
di uno sviluppo che per procedere si trova esterni, secondo tecniche particolari
costretto a eliminare progressivamente (analisi costi/benefici, analisi input/output
proprio quella indispón-sabile fascia natu- ed altre ancora), nello stesso progetto di
rale che in varia misura protegge e fa da azione economica intrapresa. In ogni caso,
presupposto alle società umane. Le risposte l’idea di un turismo sostenibile poggia sulla
sul come fare variano. convinzione che si possano dare forme
decisamente alternative3 al turismo/con-
Le esternalità. sumo di massa e che si possano limitare le
esternalità tramite varie procedure
La trama delle strategie economiche (agenzie di controllo e gestione, creazione di
trova un primo intoppo concettuale sul te- un mercato di esternalità, creazione di un
ma dei costi ambientali. Rispetto a questo mercato di beni pubblici).
tema si possono individuare due principali Rimane nondimeno aperta la questione:
posizioni contrastanti: come misurare le esternalità più “difficili”,
a. l’ambiente può essere analiticamente quali i valori ambientali, i fattori sociali, la
identificato, misurato e valutato, tramite il conservazione di tradizioni culturali e così
calcolo delle preferenze o in termini di costi; via?
b. non v’è alcun algoritmo per identifi- Se, poi, non risulta possibile misurarle, o
care, misurare e valutare i costi ambientali, per lo meno risulta troppo complicato, cosa
perché l’ambiente è un unicum indivisibile. pensare dello “sviluppo” e come operare?
Di fronte a tale dilemma, gli Concettualmente il problema riguarda
schieramenti si diversificano per vis la posizione da assumere circa il rapporto
polemica e per radicalità. fra “natura” e “cultura”: schematizzando, il
In un primo schieramento (i cosiddetti radical le eguaglia, il liberal riconduce la
blue green) si trovano, in genere, coloro che seconda alla prima. Si tratta di modi di
accettano le condizioni e le regole del pensare e ideologie, cui corrispondono
mercato e, di conseguenza, pensano alle rispettivi stili di vita contrapposti.
risorse naturali in termini di sostituibilità Due quindi i punti da cui ripartire: sino
nel tempo. Il secondo schieramento (i che livello le attività economiche in
cosiddetti red green) si mostra interessato generale, e turistiche in particolare,
alle caratteristiche di “equità sociale” minacciano il genius loci tradizionale?
propria di ogni azione umana sull’am- E sino a che livello possiamo “misurare”
biente, intendendola in maniera sia la cultura di un luogo, cioè agire in maniera
intragenerazionale sia intergenerazionale. consapevole circa la sua riproducibilità?
Nel terzo schieramento militano i gruppi Per rispondere a tali quesiti, bisogna
più radicali ed intransigenti (i cosiddetti comprendere il campo d’azione degli attori
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sociali. successo di un’azione.


La collaborazione implica mutue
La collaborazione e il partenariato. relazioni fra attori autonomi che insistono
attorno a un “tema” con impegno a
La natura del turismo é diffusa e discutere in maniera continuativa sino a
frammentaria, con conseguenze negative decisioni finali condivise. Il processo si
rilevanti; innumerevoli sono gli effetti che sviluppa entro uno spettro scalare di
discendono da ciò. Non è quindi casuale, in possibilità che va da un massimo a un
specie nei più recenti programmi di minimo di organizzazione e/o forma-
conoscenza e d’azione, che avanzino lizzazione. A salvaguardare la sussistenza
tentativi di ricerca e di azione intrapresi della collaborazione è una previa
per lavorare in direzione e con approcci condizione, e cioè la volontà comune di
“sistemici”. La collaborazione e/o il evitare i costi a lungo termine derivanti da
partenariato costituiscono un modo impor- possibili conflitti fra i gruppi di pressione,
tante per far prevalere la prospettiva grazie a una intesa coerente fra scopi,
olistica e la connessione intersettoriale intensità di azione e grado di consenso.
delle azioni e degli ambiti attinenti al L’intero processo corrisponde al problema
turismo. iniziale: la collaborazione su un “tema”
In comune alle azioni di collaborazione e rappresenta la sfida sistemica fra parti o
di partenariato sta l’intendimento di elementi di un insieme in cui nessuno può
coinvolgere diversi attori economici, sociali pretendere di detenere titolo di supremazia
e politici nella pianificazione e gestione definitiva.
turistica, sulla base di accordi che La pianificazione collaborativa conosce
implichino interazioni faccia-a-faccia fra i varie impostazioni. Ne citiamo due in parti-
soggetti stessi (pubblici, semipubblici, colare: metodi che hanno per base la ricerca
privati, volontariato, gruppi di pressione, del consenso e il rispetto degli interessi
gruppi di interessi); ove un momento specifici (consensus-base-methods), e meto-
importante é la progressiva scomparsa di che puntano a ricercare e sviscerare mo-
degli steccati fra settori pubblici e privati, tivazioni profonde reci-procamente condivi-
per la nascita di forum, coalizioni, alleanze, sibili (interest-based-negotiation). Nel pri-
taskforce, partenariati pubblico-privati. mo caso si tratta di un procedimento di
Nella letteratura critica è invalso l’uso politica sociale finalizzato alla negoziazione
del termine stakeholders, con cui definire di “posizioni” che soddisfino tutti i parteci-
tali attori sociali ed economici, che si panti5; nel secondo, abbiamo un processo
caratterizzano per essere autonomi, nonché decisionale focalizzato attorno alla indivi-
portatori diretti di specifici interessi duazione di motivazioni più profonde capaci
legittimi4. di animare il rapporto fra i soggetti e il
La collaborazione implica relazioni fra “tema” stesso6. Nel primo caso, l’assunto di
attori sociali in riferimento a un “tema” fondo parte dalla convinzione che sia
(problem domain): i soggetti controllano sempre possibile trovare accordi buoni e
risorse diverse, dalle conoscenze agli idonei a soddisfare i legittimi interessi
expertise alle sinergie ai capitali, ma economici di tutti i soggetti. Nel secondo
nessuno di essi possiede la totalità delle caso, l’idea guida è l’intendimento di poter
risorse necessarie per individuare e mutare una immagine superficiale del
perseguire i propri obiettivi. I benefici territorio andando a individuare le
potenziali a venire sono mutui e includono immagini più profonde e condivisibili che i
un processo dove i partecipanti possono soggetti hanno della propria comunità, e su
imparare reciprocamente, apprendere dal questa base costruire poi un percorso
processo stesso, sviluppare politiche progettuale, entro una “visione comune” di
innovative, rispondere dinamicamente al “appartenenza”.
divenire dell’ambiente. I risultati sinergici L’ultima definizione rimanda al caso più
che derivano dal condividere risorse, rischi complesso e rimanda a una sequenza
e ricompense, rispondono a una logica che articolata di processi decisionali e ideativi
individua nel vantaggio collaborativo, più che dipartono da una procedura di tipo
che nel vantaggio competitivo, la molla del problem-solving. Perciò, la collaborazione é
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un processo in cui si formano e si eseguono roportuale e il charter tourism.


decisioni congiunte sul futuro stesso di un La conclusione del processo porta
problem domain fra stakeholders centrali all’alleanza dei gruppi sociali più interessa-
che giocano diverse caratteristiche fra cui, ti al primo e al secondo aspetto, mentre
in particolare l’interdipendenza, la diffe- l’abbandono del terzo conduce alla sconfitta
renziazione, la decisionalità congiunta, la del gruppo ambientalista e allo scacco della
responsabilità. lotta contro l’inquinamento.
Un caso esemplare, nella letteratura cri- La collaborazione fallisce nella determi-
tica, è Bonarie, una delle isole olandesi nazione delle decisioni finali a causa
delle Antille7, un cui sintetico resoconto è dell’insorgere di insanabili conflitti, ma è
utile per precisare l’interdipendenza delle destinata a riprendere con molta verisimi-
dinamiche e le poste in gioco. A Bonarie vi glianza in un futuro non troppo lontano.
sono due leadership, la commerciale e
l’ambientalista. Unica è però l’attuale ri- I conflitti.
sorsa isolana: il turismo di immersione
(diving) nei banchi corallini locali. Chi sono gli stakeholders? É il quesito
L’alternativa secca è fra il privilegiare un centrale, il più arduo.
più intenso sviluppo industriale alberghiero Essi sono, ricorrendo ad una formula-
(cioè incrementare il nature-based tourism) zione generalissima, soggetti autonomi con
oppure salvaguardare l’ambiente (cioè im- aspettative legittime di azione sociale,
porre vincoli di accesso). concreta e diretta a un fine. Detto questo,
Nell’isola si fronteggiano due corris- sorgono i dubbi.
pettive diagnosi sull’identità isolana. Da Quali sono i soggetti specifici da coin-
una parte, v’è il partito della difesa a ol- volgere? Tutti, o solo i più rappresentativi?
tranza dei coralli, il cui status attuale sem- E poi, data la prevedibile presenza di
bra non poter sopportare un ulteriore cari- gruppi forti e deboli: chi rappresenterà i
co, pena l’estinzione della stessa risorsa che secondi, scontato il protagonismo (se non la
permette all’isola di trarre reddito; prevaricazione) dei primi?
dall’altra, si oppone la schiera di chi sostie- Il rischio, affatto realistico, è che più che
ne che l’isola abbia bisogno di maggiore soggetti legittimamente aspiranti al
crescita economica e che vadano aumentate successo, essi siano, in realtà, gruppi di
le risorse ricettive, cioè in ultima analisi il pressione e/o di interesse; siano lobbies o
flusso turistico e quindi un maggiore im- associazioni che pretendano di governare o
patto del diving sul corallo. influire sulla politica senza un esercizio
I temi su cui si organizza la discussione diretto del potere.
fra le due parti si accentra su tre aspetti: la Il problema del differenziale di potere
capacità di trasporto aereo essenziale per i nelle relazioni fra i gruppi (in presenza o in
flussi turistici, una capacità alberghiera assenza) é reale; non è da sottovalutare e
adeguata alla ricezione, l’abbattimento richiede l’individuazione di strategie
dell’inquinamento per la conservazione adeguate.
dell’attrattiva turistica stessa. Indichiamo qui due grandi linee di pen-
Il comune convincimento sul “destino” e siero. La prima è la tesi efficientista, che
sulla “vocazione” dell’isola produce un as- identifica la soluzione del problem domain
senso impegnato sulla necessità di salva- con lo schieramento unitario dei suoi attori
guardare i tre aspetti; la questione riguar- più forti e perciò reputati capaci di far deco-
da il peso da attribuire loro. llare un sito. La soluzione punta
In verità, i tre aspetti sono interdipen- all’efficacia e al successo dell’azione, indub-
denti; il terzo risulta però dissonante8 ris- bi sono però i suoi limiti di rappre-
petto al primo (per lo meno nelle attuali sentatività. La seconda è la tesi partecipa-
condizione e per lo stato conoscitivo tiva, che abbandona la soluzione della ri-
dell’ambiente). Gli albergatori sono il grup- conduzione a un centro (variamente identi-
po che spinge con maggiore forza per am- ficabile, perché il bersaglio è sia il centra-
pliare l’offerta ricettiva e quindi ospitare un lismo nazionale sia il dirigismo locale) qua-
più altro numero di visitatori: a tal fine le supposta fonte autentica di potere e deci-
sostengono con forza il potenziamento ae- sionalità. La tesi partecipativa predilige
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decisioni condivise, ma può risultare collaborativi, caratterizzati da trade-off


inefficace a risolvere i conflitti economici informali e da fasci di azione tesi a stabilire
sorgenti. reciprocità, in assenza stessa di regole.
Uno dei modi per uscire dal dilemma è Il problema di fondo, ultimo, - potremmo
la strategia del network, piuttosto che la denominarlo il metaproblema – della
soluzione (storica, ma oggi, per più versi, collaborazione e quindi della sostenibilità, é
claudicante) di un centro da cui il potere si proprio la sfida a costruire una
irradi verso le periferie. organizzazione che sia diversa dalle forme
Se la forma del partenariato assume la usuali, e non ricalchi le note forme
forma del network, ciò avviene perché tale gerarchiche e/o oligarchiche dell’operare
uscita si mostra oggi più adeguata per di- sociale e politico.
versi motivi e, nel particolare riferimento al Ciò è tanto più importante, in quanto vi
turismo, vale la pena di indicare due circos- sono fatti e fenomeni difficilmente
tanze particolari: contestabili, che indicano se non un sistema
- il turismo é un sistema di azioni in atto, per lo meno trend incisivi.
anomalo, in specie oggi, perché sempre più Prendiamo, ad esempio, il nuovo
frammentato mentre la collaborazione di- imprenditorialismo. Esso assume nuove
viene sempre più decentrata ed è facilitata forme con relazioni tali che al centro non
dalla presenza di molti e dispersi attori; risiedono più solo e unicamente singoli
- nelle odierne pressioni competitive la soggetti gerarchizzati, ma anche – e in
risposta più efficace rimanda a decisioni crescente misura – attori e decisori
congiunte, in specie nella dimensione del dell’ambito pubblico e privato. Il binomio
controllo delle risorse naturali, ove le varie pubblico/privato presenta ragioni e
agenzie ricorrono a metodi di pianificazione soluzioni assai diverse dalle precedenti
e gestione partecipata. forme, è al contempo l’indice di un
Naturalmente, di per sé, l’assunzione di mutamento profondo nelle realtà
responsabilità da parte “locale” non garan- associative, nonché - questione niente
tisce né l’equità sociale, né il superamento affatto da sottovalutare – è forma di un
delle strutturali e storiche dipendenze delle processo che richiede un nuovo modo di
periferie dal centro. E non mancano infatti concepire e rappresentarsi la realtà9.
i casi di “comunità locali” che risultano Il nesso pubblico-privato, oltre che
sorde ai problemi ecologici, oppure impos- dislocare vecchie logiche di schieramento e
tano – più semplicemente – le loro strategie porre in crisi strategie standard, impone
politiche in termini di “produttivismo”, e riflessione: distrugge non poche ideologie
quindi con grandi danni per l’ambiente. E, della modernità, ne introduce forse altre,
con questo, si vuol dire che il timone conos- non meno perniciose, certo, ma impone di
citivo e di governance del turismo va conti- non distogliere l’attenzione dal nuovo, anzi
nuamente aggiornato e non trova soluzioni obbliga a concepirlo nella sua propria
lineari. dimensione, in una sorta di “pensare
Più che l’esemplificazione di modelli altrimenti”.
neocorporativi a tendenza privatizzatrice e
commercializzante, la forma della rete loca- Identità narrative.
le, nonostante tutto, però, esprime
l’esistenza di una molteplicità dei soggetti E’ la frammentarietà dell’ambito
nonché la loro importanza per turistico a far nascere l’esigenza di
l’effettuazione dei processi collaborativi. Si collegare i vari settori dell’impatto,
può anche andare oltre: non si tratta di dall’ecologico all’economico al culturale. Si
processi di semplice coordinamento, ben tratta, in altre parole, di porre attenzione
noti nella storia delle organizzazioni mo- alla centralità della formazione delle deci-
derne. Non sono, cioè, insiemi di relazioni sioni politiche e, più estensivamente,
formali preesistenti e istituzionalizzate fra dell’opinione pubblica stessa.
differenti intrecci organizzativi al fine di L’alleanza cooperativa fra soggetti pri-
rappresentare interessi o individui, da far vati e pubblici in specifiche aree di destina-
meglio funzionare. Si tratta invece, e in zione è intesa ad affrontare ripetuti conflit-
maniera innovativa, di processi ti per l’uso e per la protezione di spazi fra-
Alessandro Simonicca 7

gili o ecologicamente vitali, e non può non soggetti operano ma è anche l’ambito entro
ristare su un consenso che ha a che fare, cui trovare risorse per “esistere” e/o per
fondamentalmente, con lo sviluppo del tu- “resistere”.
rismo, con i conflitti e le conseguenze che La natura retorica del potere, nella
ne derivano, e quindi in ultima istanza con dimensione dei problemi ambientali, trova
la crescita di una comunità. una sorta di rimando speculare nella
Se il passaggio delineato è corretto, allo- natura retorica dei processi discussivi-
ra ne consegue che è necessario operare con collaborativi. Ciò significa che si crea uno
approccio interpretativo puntato spazio dialogico (e non solo oppressivo-
sull’esperienza quotidiana e vissuta dei passivizzante) che permette la costruzione
partecipanti al processo e alla comunità, di identità narrative condivise di comunità
nonché ai significati associati alla parteci- e luoghi, manifestando il carattere
pazione contestuale10. performativo e dialogico degli spazi
La rete dei significati collega le condi- decisionali.
zioni dell’esperienza temporale: essi e il Il potere si attiva nel gioco delle
luogo in cui gli eventi si connettono sono influenze e delle relazioni fra agenti e
tali che gli individui possano comprendere strutture, incluso il contesto della
gli eventi e insieme se stessi. collaborazione. E ciò vale anche per più
L’individuazione dei soggetti e il deboli della società. Una collaborazione così
resoconto delle loro motivazioni producono intesa ha l’effetto di portare le voci
“testi multivocali”11. I testi multivocali che marginali delle culture sino ai tavoli delle
ne derivano accolgono le voci dei residenti e collaborazioni, e quindi valorizzare la sfera
degli altri partecipanti al piano pubblica della collaborazione
collaborativo di sviluppo della comunità, interorganizzativa, quale strumento in
nella dimensione etica e umana della grado di indirizzare lo sviluppo della
pianificazione. Si crea una cruciale comunità.
dialettica fra formazione del consenso e I vari contesti dovranno poi indicare in
strutture del processo, entro una sorta di qual modo tali possibilità siano state più o
mediazione terapeutica in cui vengono a meno attualizzate.
essere comprovate le capacità che una
comunità possiede ai fini della sua Pensare evolutivo.
costituzione (o riperpetuazione).
Il rapporto fra agenti e strutture del Il partenariato turistico rappresenta
processo sono tali che i soggetti collaborano, quindi l’insieme degli spazi collaborativi di
imparano e insieme agiscono sullo spazio soggetti autonomi che provengono da
partecipativo. Gli spazi pubblici organizzazioni che manifestano interesse
attraversati dalle molte “parti” sono le allo sviluppo turistico, si impegnano in un
forme di discussione della sfera pubblica processo interattivo, usano regole
(quella che felicemente i tedeschi chiamano condivise, norme e strutture a un livello
Oeffentlichkeit), e questa ultima diviene il concordato di organizzazione e per un’area
“tema”. geografica definita, agiscono o decidono su
L’approccio in termini “narrativistici” temi relativi allo sviluppo economico.
delle questioni ambientali e decisionali si Il partenariato può incontrare difficoltà
ricollega a una impostazione “critico- a percorrere tutte le fasi del processo di
interpretativa” del poststrutturalismo collaborazione e può essere sopraffatto dal
anglosassone e americano12. Rileggendo e sentimento di inerzia o di frustrazione, con
rielaborando le tesi di Foucault in positivo, esiti che vanno dalla percezione della fatica
abbiamo una definizione del “tema” e delle sino alla fine dell’impegno; ma, alla stessa
strategie conseguenti in termini di sistemi stregua, si dà anche il segno positivo, cioè
discorsivi entro cui i soggetti parlano e sono che sussistano (o si sappiano creare) le
parlati dal potere. A differenza però di condizioni per raggiungere la maturità. Sia
Foucault per il quale è il potere a modellare la maturità, sia la defaillance, però, non
e plasmare i soggetti, per tali correnti sono perenni o inesorabili; sono entrambi,
poststrutturalistiche il potere è certamente più semplicemente, e sia pur entro le
l’insieme dei dispositivi retorici entro cui i idiosincrasie dei singoli contesti, momenti
8 Economia sostenibile, comunità culturali e isole

inevitabili della dinamica di ogni processo Il modello di sviluppo è assai generale,


di collaborazione. Il che vale a dire che non si limita a rappresentare un solo tipo di
l’inizio di un processo non può avere luogo risorsa turistica, o una sola tipologia turis-
senza che si diano già (in qualche modo) le tica (anche se è indubbio che il caso concre-
condizioni della sua conclusione. to di riferimento è lo sviluppo del turismo
Il partenariato, insomma, è un soggetto di massa). E’ stato spesso accusato di essere
complesso che diparte da uno stato iniziale, troppo deterministico e di non rendere
ove si avvale di sinergie iniziali per tras- conto della varietà dei contesti; di prestare
formare o ampliare un certo stock di risorse attenzione più alla “attrattiva” che ai
e piani, e si trasforma, per cogenza entropi- visitatori e di sottovalutare le molteplici
ca, secondo un percorso che prevede una risorse e capacità che hanno i siti per
sorta di “naturale” esito finale. Se questo è innestare processi di rivalorizzazione o
vero, come dimostrano le varie esperienze e rinascita.
l’insieme della letteratura critica, allora Sono tutte accuse ed obiezioni che, a
bisogna riconoscere che esiste un tempo venti anni dalla sua prima formulazione, la
entro cui pensare tale processo; e che a una teoria ha ricevuto, e sono tutte accuse e
curvatura d’azione corrisponde una curva- obiezioni pacate e fondate. Nella sua
tura di idee. Se, quindi, v’è durata del tu- formulazione finale, però, il modello di
rismo/sito turistico, ad essa possono ben Butler insiste in particolare su due possibili
essere analogizzate vita e durata delle or- “uscite”: l’accettazione della “morte” del sito
ganizzazioni. oppure la sua “rinascita”. E’ quindi uno
Quando parliamo di teorie della durata schema mobile, che descrive (e non
dei siti, ci riferiamo, ovviamente, al modello prescrive) traiettorie e possibili curvature
di Butler13, secondo il quale i siti turistici di sviluppo, non vie obbligate o universali.
posseggono una propria “vita” che viene E’, perciò, nonostante tutto, utile e sinora
vissuta e transitata per sei stadi ineguagliato, perché ci offre la più generale
fondamentali. e possibile rappresentazione dello sviluppo
Nello stadio dell’esplorazione, vediamo di una località turistica (una sorta di
un ridotto flusso di visitatori-pionieri che “idealtipo”) cui rivolgersi per tarare e
instaurano un rapporto amichevole con i comparare i tempi di vita delle località.
residenti, e questi a loro volta sviluppano La notazione non è di poco conto. La
un’ospitalità schietta e del tutto famigliare. convinzione dell’esistenza di una
Nello stadio del coinvolgimento, aumentano temporalità propria dei siti è assai
i visitatori e in misura graduale anche i importante e ci immunizza da possibili
servizi, con nascita delle prime agenzie. fraintendimenti circa supposte inesauribili
Nello stadio dello sviluppo, prevale il tu- risorse a disposizione umana. Non solo, ma
rismo istituzionalizzato che opera tramite induce anche a concretare ed estendere
pacchetti e prenotazioni di mercato, con maggiormente il modello, coinvolgendo in
crescita progressiva di un’area turistica prospettiva evolutiva anche la componente
separata (“bolla turistica”). Nello stadio del umana e le relazioni sociali interne al sito,
consolidamento si assiste allo stabilizzarsi compreso il partenariato. La riconduzione
di una media standard di visitatori, con dello sviluppo del “partenariato” al modello
raggiungimento della massima capacità butleriano non è incauto, serve invece a
attrattiva e di operatori esterni. Nello sta- sottolinearne il carattere ciclico/dinamico14.
dio della stagnazione, si ha che la pressione Anche per il partenariato esiste dunque
del turismo organizzato di massa produce una temporalità specifica lungo la quale si
un abbassamento dei profitti, inizia il de- snodano processi decisionali, sequenze di
clino dell’area ed emergono ingenti proble- azioni e strategie, non vincolanti né
mi ambientali. Con lo stadio del declino o deterministiche, ma possibili nelle loro
della rinascita si giocano le ultime carte del articolazioni e valenze interpretative.
sito che può decollare per una nuova vita se Abbiamo già visto quali sono i vari
le autorità locali riescono a riordinare (o passi, ma non manchiamo di sottolineare
riselezionare) le risorse, oppure definitiva- l’importanza del triplice momento di
mente decadere con obsolescenza rapida “definizione”, “condivisione” e “risoluzione”
delle infrastrutture. di problemi quale autonomo corpus di vita
Alessandro Simonicca 9

del processo collaborativo, esso stesso, da approfondita del rapporto fra turismo
sé, degno di essere percorso (anche senza sostenibile e cultura. Tra i due ultimi
implementazione tecnica finale), e a cui far termini non si tratta di instaurare
corrispondere una specifica taratura dall’esterno una relazione meccanica, salvo
temporale. l’impoverimento sino all’inverosimile
La letteratura più recente, comparando dell’idea stessa di sviluppo sostenibile.
case-studies e sequenze rituali di strategie Questo ultimo, infatti, necessita della
politiche, ci suggerisce l’utilizzo, anche per stessa componente “cultura” per essere
le organizzazioni di partenariato, della pienamente inteso; e, più a monte, deve la
nozione di “ciclo di vita”. Quest’ultimo sua esistenza a quel processo collaborativo
coincide con lo sviluppo di un piano che garantisce la salvaguardia della/e
particolare che, comparato ad altri, cultura/e. Asserire ciò implica che la
abbisogna sino ai tre anni per essere collaborazione non rappresenta solo un
impostato, e sino a sei anni per raggiungere meccanismo utile per risolvere problemi,
la sua piena maturità, per poi declinare con essa é anche – e prioritariamente – un fine
il suo esaurimento. La “taratura” che ci- legittimo e importante delle politiche per lo
tiamo è di Caffyn che la riferisce al caso sviluppo. Un tale progetto, naturalmente,
britannico del Nord Pennin Chain15. Tale può essere finalizzato a decisioni pensate
cadenza di ciclo non pretende prescrittività esclusivamente per proteggere e/o
assoluta. Essa contiene quel tanto di sup- rafforzare culture locali, senza per questo
porto empirico da renderla argomentata ma di necessità includere intenti di reddito; ma
indica un caso troppo particolare per poter è inevitabile che economia e cultura siano
divenire, per ciò stesso, norma; possiamo (e destinate a incontrarsi in un qualche
dobbiamo) nondimeno ricorrervi quale punto. L’esito non è dilazionabile troppo a
schema di raffronto concreto con cui compa- lungo (in specie in presenza di progetti o
rare i tempi del movimento fra forze reali di programmi di sviluppo), perché anche le
un contesto di partenariato. Ripensare la culture sono vive e si trasformano.
temporalità implica una riflessione critica Abbiamo accennato al fatto che la colla-
(ma non aprioristicamente negativa) su borazione e la “cultura” sono ineliminabili
modelli e tarature di tipo biologico, e sulla elementi della sostenibilità; va perciò sub-
necessità del loro uso anche nel caso parti- ito precisato che bisogna tener conto che
colare della dimensione culturale. anche la nozione di “cultura” (nonché le sue
Bisogna, in altri termini, estendere istituzioni) vanno concepite nel loro storico
l’orizzonte lungo l’asse che lega località a dispiegarsi.
sviluppo, a collaborazione e a cultura, e L’idea di natura e di ambiente naturale
pensare in maniera “evolutiva” anche sono costrutti culturali e umani, compreso
l’ultimo anello della catena. quello di “turismo sostenibile”. Il turismo
permette l’importazione e l’esportazione di
La cultura/risorsa. differenti costrutti culturali (in specie nella
globalizzazione e nel cosiddetto turismo
Vi sono temi fondamentali che il turismo “indiretto”). L’espansione del turismo (e
sostenibile, sia nella sua forma di mercato della sua ideologia) é accompagnata da un
sia nella sua forma radicale, stenta - insieme di idee che ridefiniscono il rapporto
dicevamo - ad affrontare e sono i temi della fra natura/ambiente e cultura, secondo la
cultura. sequenza di tre tappe (la premoderna, la
Ci riferiamo qui a nozioni quali identità, moderna, la postmoderna).
appartenenza, significato, diritti morali e Il modernismo, e in maniera più estesa
legali, giustizia sociale, consenso. Tali temi la cultura dell’età moderna, hanno storica-
culturali sono comuni anche al turismo mente posto fine alla continuità tradiziona-
sostenibile, se per questo ultimo si intende, le fra forme naturali e forme culturali, fra
per dirla in breve, un progetto di vita rurale ed urbano, e così via; oggi, invece, il
diverso. turismo (assieme a molte delle maggiori
Il nesso è rilevante e ha senso perché componenti dell’età attuale) spinge per una
molti dei problemi in questo ambito nuova narrativa sull’ambiente.
provengono da una accezione poco Qui risiede uno dei motivi cruciali della
10 Economia sostenibile, comunità culturali e isole

ricerca di nuovi sguardi sull’Alterità, e Non possiamo soffermarci sulla accezio-


delle correnti turistico-alternative attuali, ne mutativa e non meccanicamente conser-
di cui l’ecoturismo e l’etnoturismo sono due vatrice delle culture, basti qui solo
principali vettori. La nuova coniugazione l’accenno e l’indicazione della sua impropo-
fra natura e cultura, non v’è dubbio, non è nibilità. La convinzione, invece, che le cul-
indolore, giacché la dimensione primitiva di ture siano una sorta di serbatoio di “servi-
tale nesso è andata persa con la rivoluzione zi” richiede qualche replica più specifica.
seicentesca e, ad ancora maggior ragione, il Indubbiamente l’idea contiene qualche
nuovo sguardo sulla natura si reitera germe di verità, ad esempio, nel considera-
spesso e in particolare modo secondo una re che i fatti culturali sono costruiti entro
angolatura schiettamente estetica. un campo storico di negoziazione fra attori
Nasce ed è nata, indubbiamente, una sociali, economici e politici. La cultura ap-
nuova sensibilità generale per i mondi di pare, insomma, quale parte di un tutto,
vita dell’Altrove, ma è anche da sfera particolare collegata alle altre sfere
sottolineare che all’immagine che il Noi sociali, non separata, né appartata.
costruisce dell’Altro corrisponde sempre e Fin qui vige largo consenso; oltre, inizia
comunque a una storica presenza (e il contenzioso.
distanza) di gruppi sociali, popolazioni, Sebbene, infatti, cultura ed economia ri-
indigeni che costituiscono la “cultura viva”, sultino sempre interrelate, come del resto
sia nello sguardo etnologico, sia nello lo sono tutti gli aspetti dell’umano vivere,
sguardo esotico. non è auspicabile trattare la cultura in
Ora, mentre i temi della pianificazione e termini economici convenzionali. Sussisto-
dell’ambiente sono stati a lungo al centro no vistosi limiti teorici a ricondurre la cul-
della discussione pubblica e specialistica, tura a oggetto privilegiato di schemi neo-
meno spazio ha avuto la discussione sul classici o di teoria del marketing. Due sono
rapporto fra storicità della cultura e in particolare i nodi cruciali: la modalità
storicità delle politiche. Ciò discende da del riconoscimento d’essa e la sua quantifi-
varie ragioni. Non ultima è l’ambiguità di cabilità.
fondo con cui l’industria turistica tenta di Sul primo versante, una mera lettura
comprendere le culture. Nell’immaginario economica rischia di essere una scelta al-
che essa produce e in quello da cui attinge, quanto riduttiva, giacché uniformerebbe il
risiedono due stereotipi diversi ma nostro modo di intendere le relazioni cultu-
compresenti circa il significato di “cultura”: rali, portandoci a sovrapporre una partico-
- essa è un particolare background lare mentalità (quantitativa e di calcolo)
preesistente che caratterizza la vita di un sulle relazioni vitali di una connessione
popolo o di un gruppo sociale; culturale. La conseguenza comporterebbe
- essa è quella particolare quantità di una secca perdita di capacità di riconoscere
merce/prodotto che può essere altri modi di vedere il mondo, l’ambiente,
impacchettato per il turista. risorse, spazi e tempi.
Nella prima accezione la “cultura” è con- Sul secondo versante, la quaestio si co-
siderata alla stregua di un codice fisso, in llega alla trasformazione del “patrimonio”
dotazione a un determinato popolo; nella culturale in informazione, e, a ruota, alla
seconda, diviene sinonimo di “offerta” o trasformazione dell’informazione in quan-
“servizio culturale” a pagamento, risorsa tità di valore socialmente utile. La deter-
utile per una comunità o un gruppo sociale, minazione calcolistica dà vita a diversi in-
come appunto nel caso del turismo. terrogativi, del tipo: possiamo quantifica-
Nel primo caso, il rischio è di cadere in re/misurare la dimensione culturale? E:
una concezione reificata e statica di “tradi- possiamo coniugare la cultura in termini
zione”, mentre di fatto le culture sono sem- politici?
pre organismi viventi e quindi in continuo La risposta affermativa alle due doman-
movimento e trasformazione. Nel secondo, de (si può rispondere in maniera differen-
il rischio è di ridurre un organismo vivente ziata, ma ciò ha relativa importanza) impli-
a mezzo di scambio, aprendo un varco a ca la convinzione della riduzio-
una cattiva opposizione fra “cultura auten- ne/riducibilità della cultura a prodotto,
tica” e “cultura non autentica”. merce o servizio, quale momento di una
Alessandro Simonicca 11

rete di processi decisionali economici o poli- dell’ambiente” e di chi sia in grado di rap-
tici, riproponendo così il tema – già toccato presentarlo17.
– delle cosiddette “esternalità”.
Il quesito se si possano calcolare “beni Comunità sostenibile e diritti culturali.
intangibili” (“non oggettuali”) quali la rela-
zione di appartenenza, il legame con un Attorno a questi temi si svolge il
dato territorio, il valore delle tradizioni rapporto fra ambiente, sussistenza delle
locali e così via corrisponde al problema di culture storiche e nuove prospettive di
fondo del “luogo” e della destinazione del lettura. Sul riconoscimento dell’autonomo
“significato”. L’oggetto del contendere pre- mondo dell’Altro si sono espresse
senta due aspetti: la connessione di “senso” ripetutamente negli ultimi decenni le
che la cultura possiede e la possibilità di maggiori organizzazioni internazionali
accedervi, da un lato; dall’altro, la sua legate all’idea dello sviluppo sostenibile; ma
“reintegrabilità”, a ragione dell’inevitabile la relazione fra uomo, cultura e ambiente
consumo che la cultura-merce è destinata a presenta aspetti che vanno specificati.
subire, alla stessa stregua di ogni altro Afferma la già citata Commissione
bene. Senza il primo, però, il secondo Brundtland:
rischia di assumere una impropria e dubbia “il riconoscimento dei diritti
autonomia. fondamentali deve andare di pari passo con
Il turismo sostenibile fallisce (e in parte le misure finalizzate a proteggere e
ha fallito) se non rende esplicita proprio la rafforzare il ruolo delle istituzioni locali
componente socioculturale. Le politiche nell’uso responsabile delle risorse…
disattente ai valori di comunità e al rappor- Riconoscere ciò significa anche che si debba
to delicato fra sistemi di valore e tradizioni dare voce alle comunità locali per decidere
sviluppate per secoli, mostrano di possede- sull’uso delle risorse locali.”
re uno sguardo miope su una serie di di- E il Principio 22 della Dichiarazione di
mensioni centrali dell’oggi, quali l’identità Rio suona:
locale, la democrazia culturale, i diritti “i popoli indigeni, le loro comunità e le
umani entro e attraverso le culture. altre comunità locali svolgono un ruolo
E’ imperativo etico quello che ci spinge a vitale nella gestione e nello sviluppo
pensare e agire in modo da sostenere le dell’ambiente, a ragione delle loro
culture “vulnerabili”, se non vogliamo che il conoscenze e delle loro pratiche
turismo sostenibile si riduca a estensione tradizionali. Gli Stati dovrebbero
dell’attuale modello economico di produzio- riconoscere e sostenere con forza le proprie
ne e consumo. Analogo imperativo etico è identità culturali, la propria cultura e i
quello che ci suggerisce di riconoscere propri interessi, e rendere così possibile
l’Alterità senza cadere in trappole illusio- una partecipazione efficace al
nistiche, quali l’elitismo romantico del sal- raggiungimento di uno sviluppo
vataggio dell’ultima isola incontaminata, sostenibile.”
oppure l’ideale di una vita da condurre sen- Entrambe le dichiarazioni sottolineano
za i guai della “modernità”16. l’importanza centrale del ruolo della
Lo sviluppo sostenibile stringe cultura e di chi ne è portatore vivente; e ciò
sull’ambiente fisico e sul benessere econo- va a merito di una concezione
mico, utilizzando l’idea che si possano in- universalistica dei diritti umani. Va però
ternalizzare le esternalità, ossia che i costi anche riconosciuto che una accezione
economici debbano prevedere anche il rein- irriflessa di sviluppo sostenibile rischia di
tegro delle previe condizioni ambientali, approdare a esiti antropocentrici, in specie
secondo una interazione virtuosa ove qualora si teorizzi che il rafforzamento
l’influenza dell’economia sull’ambiente è dell’ecosistema porti con sé, quasi per
pari alla reciproca. La “natura”, però, con- automatismo, il miglioramento della
tinua a costituire l’oggetto del discutere e qualità della vita umana. Il rischio è, in
dell’agire umano, più che soggetto autono- altre parole, che la conservazione delle
mo. E ciò coincide con la questione, oggi biodiversità abbia quale unico fine precipuo
centrale, nelle agende politiche e sociali, favorire il benessere umano e permettere
della corretta definizione dei “diritti solo lo sviluppo della specie umana.
12 Economia sostenibile, comunità culturali e isole

La dinamica fra diritti umani e diritti tenibilità delle comunità indigene, perché si
dell’ambiente è una forbice che abbisogna va sempre più consolidando la convinzione
di una mediazione, e il suo frame adeguato che per la sostenibilità del pianeta le chiavi
è quello delle “comunità storiche”. sono costituite dalla biodiversità e dalla
Il richiamo alla componente sociocultu- preservazione delle conoscenze “tradiziona-
rale si collega infatti al tema centrale, già li”. E la massima biodiversità, nonché la
individuato, della collaborazione. Questa più variegata presenza delle conoscenze
ultima è un insieme di strategie di co- tradizionali è propria delle nazioni del sud
management vitali per evitare una lettura o in via di sviluppo. Non è quindi un caso
economicistica del turismo sostenibile, in che le sorti delle metropoli e delle periferie
quanto il processo consultivo è esso stesso si saldino, ad alto livello, con la ricerca di
un possibile risultato atteso, quale evento misure di equità intra/generazionale fra gli
indipendente del processo, oltre che specifi- attori sociali.
ca modalità etica specifica di decidere. Nel caso delle comunità in sviluppo ve-
In realtà, a ben vedere, la direzione diamo che i residenti spesso intraprendono
verso cui tendere non è tanto il un processo che li vede passare dal ruolo di
raggiungimento di un turismo sostenibile, fornitori di esperienze turistiche a un ruolo
quanto la ricerca di un modello di autonomo. Tale processo coincide con il
“comunità sostenibile”. Ed esso è un passaggio della dimensione dei diritti
modello complesso, sofisticato e di grande naturali (umani) a quella dei “diritti
rilevanza etico/politica. E’ un modello che culturali”.
addita al superamento, a livello di Fa parte della idea più generale di
partecipazione e di decisione, delle forme di “diritti culturali” l’attenzione verso i legami
relazione fra gruppi dominanti e gruppi di appartenenza al territorio, la
dominati, fra gruppi forti e gruppi deboli. E’ salvaguardia delle competenze storiche
un modello che offre le procedure per native, la tutela delle modalità altre di
evitare le disuguaglianze fra gruppi di percepire/agire sul territorio.
interesse. E’ un modello per garantire ai Da questo punto di vista, possiamo dire
gruppi un accesso riconosciuto alle risorse e che anche lo stesso concetto di “sviluppo” va
al potere politico, al di là di tutte le riformulato in termini diversi rispetto
opposizioni culturali e di tutti gli all’idea di take-off cui siamo senz’altro, in
antagonismi sociali esistenti (sviluppo/ maniera occidentale, abituati a pensare. E
sottosviluppo, urbano/rurale, indigeno/non il diritto allo sviluppo dei popoli indigeni
indigeno, abbienti/non abbienti, nord/sud). include due grandi ambiti:
Il punto è che tutte queste relazioni, - il diritto di accesso alle risorse sui
rigorosamente asimmetriche, possono propri territori
essere accentuate da uno sviluppo turistico - il diritto di cercare un autonomo svi-
incontrollato, rendendo ancora più acute le luppo18.
asimmetrie fra stakeholders interni ed L’allocazione dei diritti culturali, quale
esterni, nonché fra paradigmi culturali estensione dei diritti umani, garantisce la
diversi. protezione dei diritti primari e supporta lo
E’ eticamente corretto accettare l’idea stesso sviluppo sostenibile. E ciò include:
che la diversità dei paradigmi culturali terra, risorse, diritti di proprietà
entro cui i soggetti sono collocati e agiscono intellettuale, diritti di proprietà sugli
richieda intenti di riconoscimento reciproco, oggetti turistici, sistemi propri legali e
e non di incommensurabilità, Quello che, morali, tra cui il diritto a determinarsi nel
però, qui importa sottolineare è che lo passato/presente/futuro, la volontà di
sviluppo del turismo nelle società indigene trasferire questa proprietà ad altri, grazie
ci obbliga a concettualizzare la differenza al consenso, l’autodeterminazione, e
fra le nostre e le loro condizioni di l’autosufficienza.
ambiente. Di più, assistiamo ad una sorta In questa direzione uno sviluppo
di dipendenza inversa: le società sviluppate autonomo locale19 implica una diversa
(e qui evidentemente non ci si riferisce a immagine dell’ambiente, una scala di
soggetti ed azioni che abbiano unici fini di produzione basata più sulla piccola scala o
lucro) guardano con occhio attento alla sos- sullo scopo, un diverso bilanciamento fra
Alessandro Simonicca 13

autorità centrali e periferiche, la centralità pur non impedendo transiti e movimenti,


di diritti non solo materiali, l’importanza producono una sorta di sospensione storica
accordata ai diritti delle nuove generazioni nell’immaginario dei residenti e dei
(il “principio responsabilità”), il potere alle visitatoti, come dimostrano le ricche
comunità locali. mitologie locali e i rispettivi miti di
Anche dal punto di vista della fondazione. La storia della letteratura po-
pianificazione e dei processi decisionali, polare e delle tradizioni popolari conosce un
abbiamo scelte differenti. Di contro ricchissimo materiale delle “insularità de-
all’assunto che la capacità di carico di un mologiche”. Altrettanto ricca è la tradizione
sistema di utilizzo di risorse finanziarie sia degli studi di antropologia culturale e socia-
costituito dal livello di attività d’uso che le, di socioantropologia e, di recente, di et-
persegua al meglio i dati scopi del sistema, nologia europea. Tale eredità va, oggi, piut-
si preferisce il punto di vista dei gruppi tosto coniugata con l’altro aspetto
interessati (group-based interest). E anche dell’insularità, cioè la sua costitutiva fragi-
qui, come già nel partenariato, l’approccio lità23.
sistemico dei pianificatori retrocede Le caratteristiche isolane si determina-
rispetto quello dei gruppi interessati20. no per due aspetti importanti ma non sem-
Alcuni critici sostengono che lo sviluppo pre adeguatamente correlati: da un lato
sostenibile è una nozione di compromesso una cultura “separata”, dall’altra un am-
ideologico, costruito a metà fra sensi di biente spesso fragile.
colpa occidentali e ricerca di qualità della Le isole sono infatti vulnerabili, basti
vita. L’implicazione più forte, latente o pensare ai molteplici interventi/progetti
manifesta, che starebbe alla base di tale CEE sulle isole, quali particolari ambiti
convinzione è la credenza di un soggetto della più generale categoria delle “zone
pre-umano cui rispondere (sia esso la fragili”24. L’attenzione per la condizione
Natura, Gaia od altro). insulare, poi, è divenuta piuttosto intensa,
La discussione sul deep in specie a livello di attenzione per le ques-
environmentalism non può essere tioni relative allo sviluppo sostenibile e
affrontata. Qui vale solo sottolineare che la all’impatto ambientale del turismo o di altri
dinamica fra uomo associato e ambiente fattori della modernità25. Non esiste ancora
presenta senz’altro tratti di grande una sistematica ricognizione di questi stu-
difficoltà ma più che un dato va considerata di, eppure importanti perché rappresentano
quale prodotto di più forze e condizioni di la documentazione principale per qualsiasi
specifiche proprietà che differenziano un studio comparativo; se ne possono indicare
contesto da un altro. Rimane però fermo qui di seguito alcuni, della più recente let-
che la “naturalizzazione” dell’uomo e la sua teratura, in specie anglosassone.
riconduzione biologica a specie fra le specie Del Mediterraneo le più studiate, fer-
è pur sempre una ideologia e un’operazione mandoci alle indicazioni più recenti, sono:
intellettuale, storica; e che non possiamo Malta26, Cipro27, Baleari28. Sterminata la
rescindere in toto il ramo (occidentale) letteratura critica sulle isole del Mar dei
dell’albero su cui siamo seduti21. Carabi, di cui valgono solo alcune indica-
zioni essenziali29. Nel Mar della Sonda,
L’insularità. assoluta preminenza va a Bali30, mentre
dell’Oceano Indiano citiamo le Seychelles31
L’insularità è tendenzialmente una e Mauritius32, oltre a Boracay (Filippine)33.
condizione etnologica, se solo si riflette sul Sul versante del Pacifico citiamo le isole
fatto che le isole, e qui si fa particolare Cook34, le isole Fiji35, nonché Maui
riferimento alle “isole piccole”, sono spesso (Hawaii)36. Sul Nord Atlantico, citiamo le
nella condizione di “colonie interne” dentro isole Normanne37, le isole Frisone38 e le
gli stati metropolitani, le società isole Shetland39. Sul Pacifico del sud citia-
sviluppate, oppure entro ecosistemi assai mo le Falkland40, e infine, con una impres-
particolari22. sionante crescita di studi per la sua estre-
Dal punto di vista culturale, ogni isola ma fragilità, l’Antartico41.
tende a essere ricca di tradizioni proprie e Le principali questioni riguardano lo
assumere spesso tratti assai originali che, sviluppo delle isole, su cui di recente si sta
14 Economia sostenibile, comunità culturali e isole

in misura maggiore concentrando indice di Doxey), il demonstration effect (il


l’attenzione degli analisti (oltre che dei grado di assimilazione, da parte dei locali,
programmatori). Un non lontano studio della mentalità e del comportamento turis-
comparativo sulle isole caraibiche e del tico, con conseguenti situazioni di disso-
Pacifico, ad esempio, ha prodotto una tas- nanza interna), l’indice di ricaduta occupa-
sonomia di sviluppo insulare basato su due zionale sull’isola, l’indice di controllo delle
noti indici, l’indice di densità (turisti/kmq) autorità locali sulla redistribuzione della
e di volume (numero e media visitatori an- ricchezza, l’indice di consumo delle risorse
nuali)42. Ne è derivato il seguente raggrup- culturali.
pamento: In particolare nello sviluppo isolano v’è
isole mature, che si caratterizzano per la scommessa, già tipica negli anni Sessan-
alta densità, hotel di massa e turismo di ta circa lo sviluppo delle nazioni del Terzo
crociera (esempi dai Caraibi: Bermuda, Mondo, sulla funzione di “volano” even-
Saint Maarten, Aruba, Vergini britanniche, tualmente rappresentato dal turismo, e
Vergini USA, Barbados, Bahamas; con un sulla conseguente soluzione dello storico
maximum per le Bermuda con una media problema della stasi insulare43.
giornaliera di 142 turisti/kmq e un totale Sono molte infatti le isole che alla fase
annuo di 546 unità, e un minimum per le iniziale della “scoperta turistica” si trovano
Bahamas con una media giornaliera di 18 nella situazione “MIRAB”, ossia di società
turisti/kmq e un totale annuale di 3415 caratterizzate da processi di migrazione
unità); interna prima ed esterna dopo, reddito da
isole in fase intermedia, che si caratte- rimesse in denaro, aiuti economici e occu-
rizzano per una crescita varia ma minore pazione quasi esclusivamente nel pubblico
(esempi: Cayman, Guam, Anguilla, Ma- impiego. V’è poi il passaggio alla situazione
rianne, Antigua, Curacao, Saint Christofer, “MURAB”, ossia di società che si basano
Saint Lucia, Grenada, Martinica, Cook, sempre su migrazione, aiuti economici e
Montserrat, Samoa Orientali, Saint Vin- pubblico impiego ma che immobilizzano le
cent, Bonarie, Guadalupe, Turks/Caicos, risorse provenienti dal primo turismo in
Palau, Dominica, Polinesia francese; con un speculazioni edilizie. Il punto finale è la
maximum per le Cayman con una media situazione “TouRAB”, ossia di società basa-
giornaliera di 17 turisti/kmq e un totale te su aiuti economici e pubblico impiego,
annuo di 615 unità, e un minimum per la ma ruotanti fondamentalmente attorno al
Polinesia francese con una media giornalie- turismo.
ra di 6 turisti/kmq e un totale annuo di 248 La scommessa sul turismo quale risorsa
unità); unica su cui una località intende puntare
isole emergenti, che si caratterizzano spesso conduce, quindi, al passaggio da
per bassa densità e volume di flusso turisti- società basate sulla migrazione a società
co (esempi: Tonga, Fiji, Samoa Occidentali, basate sui servizi di ospitalità, risolvendo
Nuova Caledonia, Vanuatu, Solomone; con forse il problema della migrazione, ma non
un maximum per Tonga con una media la dipendenza di un’isola dall’esterno o
annuale di 0.8 turisti/kmq e un totale an- l’obliterazione della sua genesi e della sua
nuo di 21 unità, e un minimum per le Sa- identità storico-culturale.
lomone con una media giornaliera di 0.3 La sostenibilità ambientale, anche in
turisti/kmq e un totale annuo di 80 unità). questo caso, permane l’ineliminabile anello
Gli indici e la cadenza riportano al mo- mediano fra cultura della comunità locale
dello butleriano del “ciclo di vita” di un sito, da un lato e risorse dall’altro. La coniuga-
applicato questa volta allo specifico insula- zione di tali diversi aspetti a sua volta ac-
re, e indicano la sussistenza di una forbice quista il suo significato più ampio se
progressiva fra crescita economica e uso l’intero processo ha come effetto il super-
delle risorse isolane in termini di “sosteni- amento dell’ effetto Lilliput di cui ogni isola
bilità” (alias, di “carico turistico”). A questo in qualche maniera soffre, e, a catena, il
registro vanno aggiunti altri criteri di ana- recupero di un livello di identità specifica44.
lisi, quali l’indice del disagio esistenziale o Ed è questa la dimensione più generale in
di sofferenza degli isolani (presenza o meno cui si giocano quei destini con cui ogni iso-
di relativa deprivazione o di risentimento, o la, seppur esempio singolo della più genera-
Alessandro Simonicca 15

le insularità, in qualche maniera è chiama- e per la storia e l’umanità diversa che


ta a confrontarsi. sovente è trascorsa o le ha attraversate;
In realtà esistono due tipologie di senza dimenticare che, in ogni caso, non
“insularità”: l’insularità storica e basta una moltitudine di isole, anche se
l’insularità esistenziale. ravvicinate, a formare un arcipelago. E
Dice suggestivamente (pensando a infatti gli arcipelaghi vengono classificati a
questa ultima) Predrag Matvejevic che la seconda della somiglianza, ma spesso e di
nozione di “isola” varia da un caso all’altro: più anche per le relazioni reciproche, come
“E’, da un lato, luogo di pace e di è avvenuto anticamente per i due modelli
raccoglimento, d’amore di felicità e di delle Sporadi e delle Cicladi: insieme
beatitudine; dall’altro, è invece un luogo di coerente o insieme disperso di unità.
esilio o di reclusione, di castigo, di Universalità vuol dire dunque
espiazione e perfino di penitenza”45. possibilità di essere identificati e
Già definire un’isola non è quindi affatto classificati.
facile. I criteri di status, geografia, densità, Cosa rende classificabile una isola? E’ la
e piccolezza indicano caratteristiche sua inclusione in un mito e tale mito è
generali quali il grado di isolamento, di spesso un mito di fondazione.
perifericità, di vulnerabilità dell’ambiente Rammentiamo l’esempio della Venere
fisico, di peculiarità culturale, e di tirrenica da cui trae origine la dicibilità
prevalenti pressioni al cambiamento. Le stessa delle isole dell’Arcipelago Toscano:
notazioni sono piuttosto generiche, e, in narra un’antica affabulazione che quando
specie nei rispetti delle isole non la Vergine tirrenica, consanguinea
politicamente autonome, rimandano a una all’ellenica Afrodite, emerse dal grembo
esigua serie di caratteristiche quali una profondo delle acque spumose, dal suo collo
scala ridotta, una condizione di isolamento, si staccò uno splendido monile le cui
una economia debole. gemme, precipitando in mare, si
Per lo più, a connotarle, è il carattere di trasformarono in altrettante isole dell’Alto
separatezza e di differenza, a ragione Tirreno.
dell’essere esse stesse fisicamente separate Il mito ci aiuta a comprendere l’identità
e perciò differenti dalla terra ferma o dalla di un gruppo di isole all’interno di un
madrepatria. Non raramente si associa loro arcipelago, quale insieme compatto, di
l’idea di una separatezza politica, che fa straordinaria bellezza, allo stesso tempo
nascere aspettative di leisure, clima unite e divise dal mare, in una narrazione
differente, ambiente fisico e cultura, così che unifica uomo, storia e natura.
che l’impatto dell’Altro in un’isola è più L’antichità ha legato le parti e le isole
forte che altrove, più sentito il rapporto con il mito di una loro fondazione e di un
contrastivo isolano/forestiero. loro mutuo congruire, ma tale unificazione
La maggior parte delle isole, grandi o non ha retto al tempo e alla storia. La mo-
piccole, vivono nell’attesa di un evento, dernità le ha separate, scisse dal continente
quello del “ricongiungimento” con la terra- e private di propri centri politici, rendendo-
ferma, ma, quel che è più importante, ogni le quei lacerti di insularità che Matvejevic
isola rischia di perdere la propria identità, evoca. Un turismo sostenibile di larga lun-
a meno che non raggiunga una sua “univer- gimiranza le può di nuovo rendere uniche e
salità”. L’Arcipelago può aiutarle a rag- unite, identificandole con un nuovo mito,
giungerla. quello dell’ambiente. E questa volta il
L’identità di un arcipelago nasce dalla passaggio è dalla insularità esistenziale
relazione reciproca tra le parti, nel cui gioco all’insularità storica.
comprendere meglio ciò che divide e ciò che
unifica, abbandonando l’idea di assimilare
tout court gli arcipelaghi alle isole che ne
fanno parte, per non perdere di vista le loro
molte caratteristiche peculiari.
Certo anche per l’arcipelago sussistono i
problemi definitori, se non altro per la
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li. Problemi e prospettive degli spazi ru- 23
Vedi le Raccomandazioni del Convegno Internazio-
rali, delle alte terre e delle aree estreme, nale sul turismo sostenibile nelle piccole isole tenuto a
Bologna, Cisalpino. Lanzarote (Spagna) nell’Ottobre del 1998, gli Atti della
Conferenza per le Isole del Mediterraneo tenuta a Capri
nel Maggio del 2000, e la “Dichiarazione di Hainan”
alla Conferenza Internazionale sul turismo sostenibile
NOTAS delle isole del Pacifico asiatico tenuta a Sanya, Isola di
Hainan (Cina) nel dicembre del 2000.
1 24
Per una visione complessiva delle interpretazioni Vedi la questione del “libro verde” in Batisse-
della nozione di “turismo sostenibile” cfr. Coccos- Grenon 1989, CEE 1995 e 1997.
25
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26
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1996a, Latimer 1985, Ryan 1995, Williamson 1987, 1992; Briguglio-Vella 1995; Lockhart-Ashton
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27
2
Milton 1993 e 1996, Chambers 1997. Andronicou 1979 e 1987; Gilmor 1993; Lockhart
3
Per il significato spesso ideologico di “alterna- 1994 e 1995.
28
tivo” cfr. Pearce-Butler 1993, Smith-Eadington Bull 1996, Kohn 1997, Rozenberg 1995, Waldren
1995. 1996.
29
4
Cfr. Bramwell-Lane 2000. Baum 1996, Conlin 1993, 1993a e 1995, 1996;
5
Getz-Jamal 1994, Inskeep 1991, Jamal-Getz 1994 Conlin-Titcomb 1995, Dann-Potter 1996, De
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6
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7
Parker 2000. McElroy-De Albuquerque 1996, Palmer 1992,
8
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9
WTO(BC) 2000. Weaver 1991, Wilkinson 1989 e 1996;
10
Vedi Jamal-Getz 2000. Winterbottom 1995.
30
11
Qui è appena il caso di accennare all’importante Cukeir-Snow e Wall 1993, Francillon 1990, Mac
nesso fra analisi del turismo e “antropologia Taggart 1990, McKean 1989, Norohna 1979, Picard
interpretativa” postgeertziana. 1987, 1990, 1995a, 1995b; Rodenburg 1980, Sutton
12
Il riferimento è al paradigma “interpretativo 1991, Wall 1996.
31
critico” che enuncia le condizioni discorsive della Rach 1992.
32
funzione della persona nei nessi di senso e delle Brown 1983, Burns 1995, Wing 1995a e 1995b.
33
istituzioni competitive attorno al “potere”. In parti- Smith 1995.
34
colare è la operazionalizzazione empirica delle Burns-Cleverdon 1995, Choy 1992, Milne 1992.
35
teorie habermasiane ad entrare in gioco, come Britton 1983, Burns 1995, MacNaught 1982.
36
dimostra ampiamente Carspecken 1996. Elliot-Ryan 1995, Farrell 1992, Gee-Patoskie
13
Butler 1980. 1993.
37
14
Bramwell-Lane 2000, WTO(BC) 2000. Cooper 1996, Keane-Brophy-Cuddy 1992.
38
15
Caffyn 2000; cfr. anche Poetschke 1995, Selin- Mose 1996.
39
Chavez 1995. Butler 1996b, Butler-Fennell 1994, Seaton 1991.
40
16
Importante a tal riguardo è la formulazione di Baum 1993a e 1993b, Riley 1993, Royle 1993.
41
“codici etici”, quali dispositivi fondamentali per il Beck 1990, Davis 1995, Mason 1994 e 1997,
rispetto delle culture e dei diritti ambientali: cfr. Splettstoesser-Folks 1994, Zerbi 1998.
42
D’Amore 1993, Davis 1995, Johnston 1997, Mason McElroy, de Albuquerque 1996 (i dati sono rela-
1994 e 1997, Mason-Mowforth 1996. Sono da tivi al 1990).
43
vedere, al proposito, le pubblicazioni ed il codice Guthunz-von Krosigk 1996.
44
etico formulato dalla Ecotourism Society, ove è Sul rapporto fra “identità” e turismo cfr. in
importante distinguere fra “ecoturismo” quale nuo- particolare Lanfant-Allcock-Bruner 1995.
45
vo “segmento” di mercato turistico ed “ecoturismo” Matvejevic 1993: 29 e sgg; 1998.
quale concetto centrale del “turismo sostenibile”
17
Milton 1996, Ingold 2000.
18
Butler-Hinch 1996.
19
Abram-Waldren 1998, Lovell 1998.
20
Jamal-Getz 1995 e 2000.
21 Recibido: 27 de octubre de 2004
Per i temi più recenti della antropologia
sull’ambiente, Croll-Parkin 1992, Descola-Palsson Aceptado: 30 de noviembre de 2004
1996, Ellen-Fukui 1996, Grillo-Stirrat 1997,
Hirsch-O’Hanlon 1995, Hobart 1993.
22
Simonicca 1999.

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