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Dipartimento di Ingegneria

Corso di: Economia Aziendale

Unità didattica 18:

IL CONTO ECONOMICO: i criteri di


determinazione

Docente: Antonio Thomas - A.A. 2020-2021


IL CONTO ECONOMICO…

secondo documento fondamentale del bilancio,


rappresenta i ricavi e costi di competenza di
un esercizio

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Il periodo amministrativo (accounting period)

Ricavi (incassi) € 122.400


meno costi (esborsi)
Un’occhiata al
cibo € 42.756
conto economico relativo al breve periodo
stipendi 46.935
di funzionamento locazioni varie 12.000
di una semplice attività economica altri costi 5.472
Totale costi 107.163

Utile netto € 15.237

La misura del reddito di un business di


breve durata è semplice da misurare: è
la differenza tra gli incassi e gli esborsi
complessivamente generati
La contabiltà per competenza
Per un’azienda proiettata nel futuro, invece, va ricordato che:

• I ricavi non determinano necessariamente incassi di moneta nel


momento in cui si realizzano

• I costi non determinano necessariamente esborsi di moneta nel


momento in cui si consumano le risorse

• Ricavi e costi sono rispettivamente incrementi e decrementi del


capitale netto dovuti alla gestione, ma gli apporti di capitale non
sono ricavi e i dividendi non sono costi

Ricavi di competenza - Costi comp.za = Reddito del periodo o profitto

La contabilità per competenza è più complessa, ma contiene maggiori


informazioni rispetto alla contabilità finanziaria: consente di misurare il
reddito e la sua composizione
Come ripetutamente detto, nel Conto economico sono presenti
i ricavi o componenti positivi di reddito ed i costi o
componenti negativi di reddito di un dato periodo
amministrativo (di solito l’anno solare) definibili di competenza.

La loro differenza è denominata profitto o perdita.

Ricavi di competenza –
Costi di competenza =
_______________________
Risultato economico (utile o perdita)

Come si vedrà negli esempi che seguono, è possibile


configurare l’insieme dei ricavi e dei costi di competenza in più
modi: riclassificazioni .
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I RICAVI DI COMPETENZA

Per il principio di competenza, come regola generale si


riconosce il ricavo dalla vendita di un prodotto nel momento
della consegna dei prodotti o dell’erogazione dei servizi
(fatturazione).

Il che significa che:

 il processo produttivo dei beni o servizi è stato completato


 lo scambio è già avvenuto con il passaggio sostanziale e
non formale del titolo di proprietà (spedizione o momento in
cui i servizi sono resi e fatturabili)
 l’azienda ha già svolto quanto doveva per avere diritto al
ricavo.
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Se il ricavo è riconosciuto prima del corrispondente incasso,
viene addebitata l’attività crediti commerciali.

Se, invece, l’incasso si verifica prima che il ricavo si realizzi,


è accreditata la passività ricavi anticipati o anticipi da
clienti (come un risconto - infra).

Questo conto viene poi addebitato (ridotto) nel/nei


periodo/i di realizzazione del ricavo.

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Il ciclo operativo (operating cycle)

Incasso del credito


Sebbene il ciclo
operativo sia Il cliente riceve
costituito di più la merce
fasi e dunque la 1 Acquisto materiali
“creazione di
ricchezza” sia
progressiva, la
contabilità Consegna e 6
Trasformazione
riconosce il ricavo invio della fattura materiali in
solo quando il
prodotto è prodotti finiti
consegnato al
cliente

Controllo qualità
Ricevimento
ordine
Immagazzinaggio

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Il principio di realizzazione dei ricavi
(realization concept)

Prodotti Prodotti Incasso


realizzati consegnati realizzato

L’azienda deve avere svolto


tutto quanto necessario per
avere il diritto al ricavo. Quando si raccoglie un ordine
Ricavo non si realizza un ricavo
realizzato

Normalmente consegna = passaggio di proprietà


Beni aventi un costo di 1.000 € sono
spediti per essere consegnati al cliente

È un’attività
aziendale: non è
ancora avvenuta la
consegna

dare: Merci in consegna 1,000

avere: Magazzino merci 1.000

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Quando i beni sono consegnati al
cliente si realizza il ricavo

dare: Costo dei beni venduti 1.000

avere: Merci in consegna 1.000

dare: Crediti commerciali 1.200

avere: Ricavi 1.200

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Come accennato, il ricavo può essere realizzato:

• prima del periodo dell’incasso


– crediti commerciali

• contestualmente all’incasso

• successivamente al periodo dell’incasso


– anticipi da clienti

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Il principio di prudenza (conservatism concept)

• Il principio di realizzazione dice quando (in quale


periodo) è possibile riconoscere un ricavo, ma

• Quanto ricavo riconoscere?

 crediti inesigibili

 costi di garanzia (oneri di futura manifestazione)

Il reddito è il risultato di una stima, nonostante si


persegua l’oggettività delle rilevazioni
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I due aspetti del principio di prudenza:

1. Riconoscere i ricavi (incrementi delle riserve di utili)


solo quando sono ragionevolmente certi
2. Riconoscere i costi (decrementi delle riserve di utili)
non appena sono ragionevolmente possibili

Non anticipare alcun reddito anticipare tutti i costi


possibili

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I Ricavi anticipati

Quote di ricavo che hanno già avuto la manifestazione


finanziaria (incasso) nel corso dell’esercizio anche se non di
competenza dello stesso.

È il caso di operazioni dove il ricavo è comune a due esercizi


consecutivi e l’incasso è avvenuto in via anticipata (ad es. un
affitto annuale).
Il ricavo andrà ripartito nella:
- quota di competenza dell’esercizio che concorrerà alla
determinazione del risultato economico
- quota che deve essere sospesa e rinviata agli esercizi
successivi in quanto non di competenza.
In genere le due quote vengono determinate in base al
tempo trascorso.
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I ricavi anticipati, dunque, sono presenti:

• nel conto economico tra le componenti negative di reddito


in quanto rettificano ricavi non di competenza dell’esercizio;

• nello stato patrimoniale tra le passività in quanto


componenti di reddito positivo che si sono già manifestati
finanziariamente, ma che non partecipano alla
determinazione del risultato d’esercizio.

• risconti passivo

• È solo la parte di competenza, vale a dire. che contribuisce


all’aumento del conto riserva di utili 16
I Ricavi provenienti dal passato

Ci sono ricavi che si sono già manifestati finanziariamente nei


passati esercizi, ma che sono di competenza dell’esercizio in corso.

Riprendendo l’esempio dei ricavi anticipati dell’anno precedente, il


ricavo proveniente dal passato è la quota del canone di affitto
relativa al periodo che l’impresa ha già incassato nell’esercizio
precedente e che ha rinviato all’esercizio successivo, perché non di
competenza.

Nel nuovo esercizio il canone diventa di competenza; in quanto


tale deve concorrere alla determinazione del risultato d’esercizio
tra le componenti positive di reddito.

L’impresa non registrerà alcuna variazione finanziaria per il canone


dato che questo è stato già incassato nell’esercizio precedente.
L’ammontare del ricavo

Per rettificare i saldi dei crediti commerciali di un periodo è


necessario stimare la perdita per crediti inesigibili.
Allo scopo si introduce nello stato patrimoniale una posta
rettificativa, denominata fondo svalutazione crediti, che
riduce il valore dei crediti commerciali e si utilizza un
apposito conto di costo, denominato svalutazione crediti, per
computare il valore della perdita.

Successivamente, se e quando si individueranno gli specifici


crediti inesigibili, si ridurrà dello specifico importo
l’ammontare dei crediti commerciali e il fondo svalutazione
crediti, ma senza alcun effetto sui ricavi.

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Franco, vende in un anno merce a credito per un controvalore
100.000 €

L’esperienza insegna che il 5% delle vendite a


credito diventa inesigibile, allora i ricavi del
periodo si riducono a 95.000 €

Spiacente
Franco,
non posso
pagare!
Attività = Passività + Capitale netto
crediti
10.000 Posta
Costo?
rettificativa
dell’attivo
F.do sval.
crediti Svalutaz. crediti

500 500

Lo specifico credito del cliente Rossi (100 €) diventa formalmente inesigibile

crediti
10.000 100

nessun effetto sul


conto economico!
F.do sval.
crediti

100 500
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I COSTI DI COMPETENZA

Quando si acquistano risorse (beni o servizi) si sostiene un


costo d’acquisto.

Se tali risorse sono consumate e/o vendute nell’ambito del


periodo amministrativo considerato, esse diventano costi di
competenza del periodo (pertinenza di un dato esercizio);
altrimenti sono attività (ad es. il magazzino) che diverranno
costi in periodi futuri, quando saranno consumate.

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Le attività/operatività aziendali generano una spesa
quando sono acquistate e un costo quando consumate
Misura dell’impegno
monetario sostenuto
per un qualche scopo

Costo (generico) Cost

Costo d’acquisto (spesa) Expenditure


Espressione
contabile di un Esborso Disbursement
costo d’acquisto

Costo di competenza Expence

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acquisto Costo consegna al cliente
inventariabile

merci debito merci


auto 80 80 80 80 85
manut. 5 5 5 5

debito cassa costo auto


80 80 85
5 5
t

aprile maggio giugno

Costo d’acquisto Esborso Competenza


(expenditure) (disbursement) (expense)

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€ costo gasolio consumato

10.000 €

31
8.000 €

dicembre
2002
Attività

31
dicembre
2003
2.000 €

Costo competenza

8.000 € 2.000 €
Acquisto al 31
dicembre 2001di costo 2002 costo 2003
10.000 € di gasolio

• Un costo è un’attività (risorsa) consumata


• Nel periodo tra l’acquisto e il consumo le risorse sono attività
Per il principio di competenza sono competenza i costi:
a) direttamente e analiticamente correlati ai ricavi (il
costo dei beni venduti);
b) relativi allo svolgimento delle attività di gestione ed
amministrazione di un periodo (costi di periodo);
c) decrementi di valore di attività, o incrementi di
passività dovuti a eventi insoliti (perdite).

Mentre i ricavi vengono riconosciuti solo quando


sono ragionevolmente certi, i costi non appena sono
possibili (estensione del Principio di prudenza)
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Le tre categorie dei costi di competenza

Costi correlati direttamente ai


ricavi

Risorse consumate nel periodo


1. Costo del venduto per rendere possibile la gestione.
Non lasciano nulla “in eredità” al
periodo successivo

2. Costi di periodo

Ad es., un’attività che svanisce


3. Insussistenze senza produrre alcun beneficio
(un incendio, un furto …)
In relazione ad un dato esercizio possono verificarsi 4 situazioni:

i. Costi del periodo che sono anche costi di competenza

ii. Costi di competenza del periodo che non ancora hanno dato
luogo ad uscita monetaria (non pagati)

iii. Spese del periodo che diventeranno costi di competenza in


periodi futuri (costi anticipati, come beni in magazzino)

iv. Costi sostenuti in precedenza che diventano costi di


competenza nel periodo:
- uso di merci in magazzino
- spese anticipate in passato (un risconto attivo)
- quote di ammortamento di immobilizzazioni materiali

Negli ultimi 2 casi vanno rettificate delle voci di bilancio.


LE RIMANENZE
Durante l’esercizio l’impresa sostiene costi per l’acquisto delle
materie prime o per la produzione di beni e servizi che
verranno “recuperati” con la vendita del prodotto finito.
Al termine dell’esercizio, l’impresa verifica la quantità di
materie prime, semilavorati e prodotti finiti che non sono
state ancora consumate (oltre che di prodotti finiti non
venduti), definendoli RIMANENZE.

Le rimanenze, dunque, rappresentano dei costi sostenuti


dall’impresa i cui ricavi non sono stati ancora realizzati e per
questo vengono rinviate agli esercizi successivi, quando
verranno impiegate dall’impresa e i ricavi ad essi connessi
saranno conseguiti.
In particolare:
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Le rimanenze iniziali sono input acquistati dall’impresa nel
corso degli esercizi passati ma non utilizzati (o prodotti
realizzati ma non venduti), che corrispondono alle
rimanenze finali rinviate agli esercizi successivi l’anno
precedente e che comparivano nell’attivo dello S.P.

Le rimanenze finali rappresentano input che l’impresa ha


acquistato nel corso dell’esercizio corrente o precedenti (o
prodotti finiti realizzati in precedenza ma non venduti) e che
ha ancora a disposizione alla fine dell’esercizio corrente.

Saranno, dunque, presenti nel CE dell’esercizio e nell’attivo


dello SP finale tra i valori economici che devono essere
riportati negli esercizi successivi rappresentando un “bene”
dell’azienda con una propria valutazione (MAGAZZINO)
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Per il principio di competenza sono costi che vanno rettificati e
rinviati all’esercizio successivo, quando l’impresa realizzerà i
ricavi correlati.
Operativamente, se:
 RF>RI le rimanenze sono aumentate ovvero che si sono
comprati più input di quelli utilizzati (dunque si è prodotto
più di quello che si è riuscito a vendere)
 RF<RI le rimanenze sono diminuite ovvero che si sono
comprati meno input di quelli utilizzati (dunque si è venduto
più di quello che si è prodotto)

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Valore della produzione e fatturato
Si è detto che solo occasionalmente un’azienda riesce a
vendere in un esercizio tutto ciò che ha prodotto nello stesso
periodo. Quando vende meno del prodotto la differenza
affluisce al magazzino; viceversa, se vende più del prodotto
attinge alle giacenze di magazzino.

Poiché il fatturato (o ricavi totali RT) rappresenta la quantità


di beni effettivamente venduta dall’azienda, il valore della
produzione (quantità di beni prodotti in un esercizio) è dato
dal fatturato incrementato delle giacenze della produzione di
esercizio (rimanenze finali) e diminuito dalle giacenze delle
produzioni passate (rimanenze iniziali).

(Valore PT) VP = RT + RF – RI RT=VP – RF + RI


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• Dal valore della produzione (ovvero di tutto ciò che si è
prodotto), perciò, va detratta la parte di input non
utilizzati o output non venduti (RF) e sommata la parte di
input presenti ad inizio esercizio (RI) onde ottenere il
ricavo totale (la quantità effettivamente venduta)

• Nell’analisi di bilancio si cerca sempre di valutare il


fatturato, o ricavi conseguiti dall’azienda, poiché il valore
della produzione potrebbe fornire una lettura distorta con
particolare riferimento alla dinamica delle rimanenze

• Ad es. se produco molto output ma ne vendo poco o nulla


(ricavi bassi o nulli), si avrà un chiaro aumento delle RF ed
uno squilibrio economico
• Viceversa se si vendesse esclusivamente l’output in
magazzino senza averne prodotto ex novo, RF si riduce
ma il valore della produzione sarebbe nullo
Un diagramma per la decisione:
costi di competenza o attività finali?
Attività acquistate nel 2018 (costi)

Attività al 1/1/2018

Costi di competenza del 2018


Risorse correlate direttamente ai ricavi (risorse consumate)

Risorse consumate per rendere possibile


lo svolgimento del business Esempio: costo dei beni venduti

Risorse consumate senza Esempio: costo di locazione degli uffici


produrre alcuna utilità

Esempio: perdita per incendio

Attività al 31/12/2018

Attività iniziali + Attività acquistate nel periodo = Costi di competenza + Attività finali
Attività acquistate nel 2018 (costi)

Costi del periodo che


sono anche costi di
competenza del
Attività al 1/1/2018
periodo

Costi di competenza del 2018


Risorse correlate direttamente ai ricavi (risorse consumate)

Risorse consumate per rendere possibile


lo svolgimento del business Esempio: costo dei beni venduti

Risorse consumate senza Esempio: costo di locazione degli uffici


produrre alcuna utilità

Esempio: perdita per incendio

Attività al 31/12/2018
Attività acquistate nel 2018 (costi)

Spese
sostenute in
periodi
precedenti che Attività al 1/1/2018
diventano costi
di competenza
del periodo
Costi di competenza del 2018
Risorse correlate direttamente ai ricavi (risorse consumate)

Risorse consumate per rendere possibile


lo svolgimento del business merci, immobilizzazioni tecniche

Risorse consumate senza costo anticipato assicurazione


produrre alcuna utilità

perdita

Attività al 31/12/2018
Attività acquistate nel 2018 (costi)

Costi del periodo che


diverranno costi di
competenza in
Attività al 1/1/2018
periodi futuri

Merci non
utilizzate, costi
anticipati,
immobilizzazioni
tecniche

Attività al 31/12/2018
Flusso dei costi di prodotto in un’azienda di produzione

materie prime
E’ il solo costo di
competenza!
finali
acquisti

prelievi
semilavorati

sostenuti nel 200X


Costi produzione
iniziali finali

beni prodotti
Prodotti finiti

Costo dei
costi diretti di trasformazione
costi indiretti di trasformazione
iniziali finali

Costo dei beni venduti


incremento
Come
determinare i
valori dei iniziali
singoli Come determinare
semilavorati? i valori dei singoli
p.f.?
Materie prime Semilavorati Prodotti finiti

Rimanenze iniziali di semilavorati


Rimanenze iniziali di m.p. + Prelievi Rimanenze iniziali di p.f.
+ Acquisti + Manodopera diretta + Costo dei beni prodotti
+ Costi indiretti di produzione
= Materie prime disponibili per la = Totale costi di produzione = Costo dei beni disponibili per la
produzione sostenuti nel periodo vendita
- Rimanenze finali di m.p. - Rimanenze finali di semilavorati - Rimanenze finali di p.f.

= Prelievi (consumi) di m.p. = Costo dei beni prodotti = Costo dei beni venduti
Conto economico Rossi spa al 31/12/2018

Ricavi 250.000

Costo dei beni venduti:

Rimanenze iniziali di prodotti finiti 105.000


Costo dei beni prodotti (vedi dettaglio) 117.000
Costo dei beni disponibili per la vendita 222.000
Rimanenze finali (-) 85.000

Costo dei beni venduti 137.000

Margine industriale lordo 113.000

Costi di periodo 85.000

Risultato operativo 28.000


Dettaglio
Dettaglio del
dei costo deibeni
costi dei beniprodotti
prodottidalla
dellaIXS
Production Company & C al 31/12/199X
spa al 31/12/2018

Materie prime:
Scorte iniziali di materia prima (+) 11.000
Acquisti di materia prima 85.000
Costo di materia prima disponibile per l'uso 96.000
Scorte finali di materia prima (-) 6.000

Consumi di materia prima 90.000

Costo della manodopera diretta 16.000

Costi indiretti:
Lavoro indiretto 6.000
Energia, riscaldamento e illuminazione 4.000
Ammortamento capannone 1.800
Ammortamento impianti e macchinari 1.500
Altri costi indiretti di produzione 700
Costi indiretti di produzione 14.000

Costi di produzione sostenuti nel 199X 120.000

Scorte iniziali di semilavorati (+) 12.000


Scorte finali di semilavorati (-) 15.000

Costo dei beni prodotti nel 199X 117.000


Giacenze di materie prime
Giacenza al 1/1 90 49 prelievi
fornitori Acquisti di m.p. 52 93 (a bilanciare)

Totali 142 142 occorre disporre di un


Giacenza finale 93 metodo di valorizzazione
delle m.p. prelevate
Giacenze di semilavorati
Giacenza al 1/1 85 110 valore prodotti fabbricati nel periodo
Materie prime 49 71 (a bilanciare)
Manodopera diretta 20
Costi generali 27

Totali 181 181 occorre disporre di una unità


Giacenza finale 71 di misura delle singole
unità completate:
Giacenze di prodotti finiti - Job costing
- Process costing
Giacenza al 1/1 65 115 prodotti venduti
valore prodotti fabbricati nel periodo 110 60 (a bilanciare)

Totali 175 175


Giacenza finale 60

Costo dei beni venduti

115
I costi (UD 21) si classificano per:

• natura:
suddivisi in base alla causa economica o natura del fattore
che li ha originati
Es.: personale, ammortamenti, materiali, ecc.

• destinazione (o per funzione o per centro di


responsabilità):
suddivisi in base alla funzione (centro di responsabilità)
cui sono destinati
Es.: industriali, commerciali, R&S, amministrativi, ecc.
All’interno di queste classi è conservata la distinzione
per natura
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• Il Conto economico è disciplinato dagli artt. 2425 e 2425c.c.

• La IV direttiva CEE prevedeva 4 schemi ottenuti incrociando:


– 2 forme (scalare o a sezioni contrapposte)
– 2 criteri di classificazione dei costi (per natura o per
destinazione )

• Il nostro legislatore ha scelto (UD 19):


– Forma scalare
– Criterio di classificazione dei costi per natura secondo
l’area gestionale di riferimento

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