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Università degli Studi di Genova Dipartimento di Scienze della Formazione

ESAME DI STORIA DELLE ISTITUZIONI EDUCATIVE (Prof. Giancarla Sola)

Cognome e nome: Culotta Carola Matricola: 2854854


Corso di Laurea: Scienze dell’Educazione e della Formazione Codice esame: 59003
(specificare se diverso)
Programma didattico A.A. 2021-2022 CFU: 6 (modificare se diversi)
Note da segnalare al docente:

Genova, 2 febbraio 2022

Il Candidato sviluppi un breve elaborato critico-problematico (frutto della propria autonoma


elaborazione) nel quale s’intreccino i contenuti appresi dai libri studiati e dalle lezioni frequentate, con
riferimento al seguente tema: la scuola quale luogo di educazione, con particolare riferimento al
testo di Simmel L’educazione come vita. Per una nuova pedagogia della scuola.

Al termine della trattazione, il Candidato corredi il proprio lavoro con una breve bibliografia,
comprensiva dei testi oggetto d’esame e di altri 5 volumi che considera fondamentali per il discorso
affrontato.

Criteri di valutazione: pertinenza dei contenuti, argomentazione delle conoscenze acquisite, coerenza
logica, proprietà di linguaggio, capacità critico-problematica.

Criteri redazionali dell’elaborato: si richiede che l’estensione complessiva dell’elaborato con la


bibliografia finale sia compresa fra un minimo di 4.000 e un massimo di 6.000 battute/caratteri (spazi
inclusi).

Utilizzare, senza modificarlo, il presente format per l’elaborato, scrivendo nello spazio
sottostante:

L’educazione è, insieme alla formazione, uno dei due oggetti centrali della pedagogia.
Con educazione si fa riferimento alla relazione tra due soggetti che si educano, nel rispetto della distinzione
dei ruoli di educatore e educando. Non si tratta solo di trasmettere delle conoscenze, né di un mero processo
che ha l’obiettivo di plasmare; si tratta di un’azione in cui il discente diviene destinatario di percorsi e progetti
realizzati dal soggetto educatore ma che non mancano di mettere in luce le potenzialità dell’educando stesso.
Scopo dell’educazione è quello di sviluppare una coscienza critica di sé e una conoscenza problematica del
mondo, si ha educazione solo nella libertà di sé e degli altri.
L’educazione, insieme alla pedagogia, è la questione principale affrontata nel testo di Georg Simmel
“L’educazione come vita. Per una nuova pedagogia della scuola”, contenente le Lezioni di pedagogia tenute a
Strasburgo nel 1915-1916.
Punto centrale è l’individuo con le varie intersoggettività che contraddistinguono la vita e la cultura. Le
relazioni sono fondamentali per gli esseri umani, permettono di costruire le basi della cultura, della
conoscenza.
Si parla di “pedagogia della vita”, l’educazione è vita che prende forma. È vita in quanto il suo oggetto è il
vivente. La pedagogia non può essere sistematica.
Il pensiero educativo di Simmel tiene in considerazione l’autonomia del bambino e il dovere e l’autorevolezza
dell’adulto responsabile, la cui funzione non è solo di mediatore e di soggetto capace di riconoscere le
capacità soggettive dell’alunno. Deve saper sviluppare l’intuizione interiore dello studente.
Simmel sottolinea la partecipazione attiva dello scolaro, inteso come soggetto e non come contenitore
passivo. Il compito del maestro, e della scuola, è educare all’apprendimento, tenendo in considerazione
capacità e competenze dello studente, e, attraverso lo sviluppo delle sue capacità critiche naturali, renderlo
attivo e curioso.
La relazione educazione-lezione va considerata come dualità all’interno di un’unità che è la scuola.
La scuola è il luogo centrale dell’educazione, qui i ragazzi vanno formati e educati all’autonomia, alla libertà e
alla responsabilità. Per lavorare bene deve prevalere un clima di serenità. I ragazzi non vanno considerati
come contenitori da riempire ma in quanto persone, individui con un proprio pensiero.
Per lungo tempo lo scolaro è stato visto come un oggetto passivo, in cui imprimere una certa quantità di
conoscenze e determinati tipi di comportamento. L’alunno va invece considerato come un essere attivo e va
guidato alla comprensione e all’applicazione di quanto studiato. Va riconosciuto che nel processo di
insegnamento non c’è solo un soggetto che insegna ma anche un soggetto che apprende. Si riconosce in
questo modo l’individualità dell’alunno come aspetto determinante e avviene così una rinuncia da parte
dell’insegnante all’assolutezza dell’autorità.
Il fine educativo di ogni lezione è quello di rendere il ragazzo capace di proseguire da solo il percorso
educativo. Simmel sottolinea l’importanza dell’autonomia e dell’indipendenza di pensiero. Sostiene infatti che
nessuna materia andrebbe insegnata avendo come unico fine quello del puro sapere. Tutto ciò che è materia
di insegnamento dovrebbe offrire un contributo alla vita dello studente.
La scuola deve essere una realtà diversa da quella della vita casuale, per fare questo ne deve accettare i
contenuti, deve spiritualizzare ed elevare ciò che nella vita appare in forme più semplici.
L’insegnante deve inoltre presupporre e considerare quelle conoscenze che lo studente non ha acquisito a
scuola, la comprensione dei contenuti di una lezione non si può ottenere solo grazie alla scuola; qui avviene
una sintesi ma l’alunno deve avere già una conoscenza dei singoli elementi.
La scuola ha un significato che va oltre il semplice superamento di un esame o l’ottenimento di un attestato.
Spesso però si considera solo il successo scolastico esteriore e non viene riconosciuto il valore di ciò che si
deve imparare.
La scuola lavora puntando soprattutto ai risultati, che sono più facilmente osservabili e verificabili. Altri aspetti
vengono scarsamente considerati. In termini generali, quelle caratteristiche che possiamo ritenere più nobili,
non possono essere valutate attraverso prove o verifiche. Considerando lo studente esclusivamente in base al
progetto educativo che lo coinvolge, e come suo unico fine quello del premio o della punizione si mette da
parte ciò che lo scolaro obiettivamente è, ovvero il fondamento dell’educazione.
La scuola deve permettere allo studente di dedicarsi non solo ai compiti scolastici, ma di sviluppare ciò che è
nel suo interesse. Deve favorire e consentire che gli interessi e le attività degli studenti vadano oltre la scuola
stessa.
Attraverso l’insegnamento la scuola deve valorizzare la personalità dello studente, le sue capacità e le sue
competenze. Deve svilupparne la creatività. L’individualità è l’aspetto centrale. Le peculiarità di ognuno vanno
tenute in considerazione, insieme all’aspetto vitale e all’importanza della relazione di fiducia che si stabilisce
con l’insegnante. È necessario salvaguardare il singolo e le diversità.
C’è bisogno di creare dei validi scolari, che siano dotati di autonomia e di responsabilità e che siano capaci di
pensare e agire.

Bibliografia

G. Simmel, L’educazione come vita. Per una nuova pedagogia della scuola. A cura di A. Peluso, Mimesis,
Milano, 2019

A. Bentolila, La scuola contro la barbarie, Anicia, Roma, 2021

P. Levrero, L’ebreo Don Milani, il Melangolo, Genova, 2013

M. Gennari, Trattato di Pedagogia generale, Bompiani, Firenze, 2018

G. Sola, La Formazione originaria, Bompiani, Milano, 2016

G. Sola, L’epistemologia pedagogica italiana e il “Documento Granese-Bertin”, il Melangolo, Genova, 2015

M. Gennari, G. Sola, Logica, linguaggio e metodo in pedagogia, il Melangolo, Genova, 2016

H.G. Gadamer, Bildung e umanesimo, a cura di G. Sola, il Melangolo, Genova, 2012

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