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Charles Louis de Secondat de Montesquieu, da L’Esprit del lois

Il brano in oggetto è tratto dall’opera più importante di un grande filosofo francese, Charles-Louis
de Montesquieu. Scritta nel 1748, l’“Esprit de lois”, un’opera colossale di due volumi e trentuno
capitoli, inizialmente pubblicata in forma anonima, è considerata una delle opere maggiori della
storia del pensiero politico. Durante questo periodo le grandi trasformazioni storico-sociali diedero
spunto per la nascita delle moderne forme di governo occidentali.
Il periodo storico in cui Montesquieu espresse le sue idee è il XVIII secolo, ricordato come il
secolo delle rivoluzioni. In particolare, l’Inghilterra con la Dichiarazione dei diritti del 1689, che
ridimensionava il potere del re affidandogli solo quello esecutivo, fu il paese che diede inizio ai
mutamenti politici, economici e culturali che si propagarono in gran parte dell’Europa e soprattutto
in Francia. Il più importante e significativo fu l’Illuminismo che prese le basi dal
“razionalismo” filosofico cartesiano e che si diffuse non solo tra i filosofi ma cercò di farsi strada
anche fra vasti strati della popolazione al fine di diventare una forza di trasformazione e
progresso. Alla base di questo movimento politico e culturale ci fu la necessità di riportare la luce
della verità dopo il buio periodo dell’ignoranza. Da qui il termine Illuminismo che esaltò appieno la
fede totale nella ragione, l’elemento comune a tutti gli uomini e quindi unico criterio di verità.
Quest’ideologia portò gli illuministi a scontrarsi con la Chiesa, in quanto ritenevano la religione non
basata sulla ragione. Compito della ragione, infatti, era quello di diffondere la cultura e la verità per
far sì che tutti gli uomini comprendessero di essere uguali, e quindi liberi, gettando così le basi per
un pensiero filantropico e cosmopolita: gli uomini che vivono secondo regione e secondo natura
raggiungono la libertà e l’uguaglianza e quindi la vera felicità. In questo contesto culturale si
colloca l’opera di Montesquieu. L’autore nacque in Francia a La Brede nel 1689, dopo gli studi in
collegio si dedicò agli studi giuridici che completò nel 1708. Fu un filosofo, giurista, storico e
pensatore politico. Le sue opere più famose sono le “Lettres persanes”, (un romanzo attraverso il
quale tentò di demolire i pensieri che prediligevano culture rispetto ad altre ritenendole superiori, e
di favorire l’idea che esistono diversità storiche e culturali ma che ciò non implichi una gerarchia
fra popoli per cultura) e l’“Esprit de lois”, un’opera universale in cui Montesquieu analizza le varie
forme di governo e dei sistemi giuridici, confrontando tra loro le leggi e le istituzioni dei vari
popoli. Secondo Montesquieu le leggi, che durante il corso della storia sono state emanate, sono
costanti ma non assolute. Intendeva dire che queste sono fortemente collegate alla cultura e alle
abitudini di ogni popolazione e quindi che dipendono dalle circostanze di tempo e spazio e
inevitabilmente variano. Inoltre nell’opera individua e analizza le tre “specie” di governo:
repubblicano, monarchico e dispotico. Ogni forma è basata su un proprio principio, rispettivamente
la virtù, l’onore e il terrore. La repubblica per Montesquieu è la forma di governo in cui il popolo fa
le leggi ed elegge i magistrati, detenendo così sia il potere legislativo che quello esecutivo ed è
opposta al dispotismo in cui un solo individuo emana le leggi, le fa rispettare e infligge le pene, e
ciò va contro il principio di uguaglianza tra gli uomini sostenuto dall’illuminismo. Infine la
monarchia prevede un solo individuo che governa con leggi immutabili, e ciò secondo il suo
pensiero non può essere possibile poiché le leggi devono adeguarsi al mutamento delle condizioni
sociali e storiche del popolo a cui si riferiscono. Tuttavia è sua convinzione che lo stato civile deve
poter garantire ad ogni cittadino la libertà come diritto naturale, e soltanto in una monarchia
costituzionale (come esempio si rifà alla forma di governo inglese), che si regge sulla separazione
dei tre poteri e che affida al monarca il potere esecutivo, è possibile realizzare e garantire la piena
libertà politica. Significativo è il XI libro in cui l’autore parla della separazione dei tre poteri:
legislativo, esecutivo e giudiziario. Montesquieu afferma che il primo potere ha il compito di
introdurre nuove leggi e correggere o abrogare quelle già esistenti, il secondo potere regola i
rapporti fra politica interna e politica estera e si occupa della pace e della guerra, infine il terzo
potere punisce i delitti e le controversie private e pubbliche. Il filosofo in questo passo dell’opera ci
fa notare che non esiste libertà politica se tutti e tre i poteri sono esercitati da una sola
figura perché sarebbe inevitabile un abuso di poteri con conseguenti ingiustizie e disuguaglianze. La
fusione di anche solo due poteri, come quello giudiziario unito al potere legislativo, porterebbe ad
un potere arbitrario, incentrato nelle mani di uno o un gruppo di uomini che impedirebbero la libertà
del cittadino; in questo modo il giudice prenderebbe la carica di legislatore. Nel caso in cui il potere
giudiziario fosse unito a quello esecutivo il giudice risulterebbe a capo di una forza
oppressiva poiché da esecutore ha il compito di stabile pace e guerra, e da giudice deve punire i
delitti e giudicare le querelle private. Infine la massima degenerazione si raggiungerebbe se tutti e
tre i poteri fossero nelle mani di un unico uomo o gruppo di uomini.
Tuttavia Montesquieu non fu il primo ad esprimere un pensiero di tal genere. Effettivamente la
divisione dei poteri è stato un argomento già elaborato e adottato nell’antica cultura greca e
successivamente accolto anche nel mondo latino. Infatti il filosofo ateniese Platone già nel I sec a.C.
scrisse un’opera intitolata la “Repubblica”, in cui dichiarava che la società doveva essere governata
dai filosofi se si voleva porre fine ai mali della città , i quali come obbiettivo avevano la giustizia,
anticipando in questo modo l’indipendenza del potere giuridico. Anche Cicerone circa trecento
anni dopo, basandosi sull’opera del filosofo greco, scrisse un’omonima opera,
il “De Republica”. Nel I libro pertanto descrisse le tre forme di governo (monarchia, aristocrazia e
democrazia) criticabili per le loro degenerazioni, e afferma che la forma di governo migliore è
quella che prevede la monarchia nelle mani dei consoli, l’aristocrazia nelle mani del Senato e la
democrazia nelle mani dei comizi, una sorta di tripartizione dei poteri nella Roma del I sec a.C.
Il pensiero di Montesquieu fu però anche criticato, all’epoca, da Voltaire, che scrisse il
“Commentaire sur l’Esprit de lois”. Voltaire si impegna in due critiche, una di carattere generale e
una più specifica. Considera l’opera carente di metodo ed ordine (sebbene sia lo stesso Voltaire a
leggere l’opera con un metodo personale prendendo in considerazione frasi che analizzerà fuori
contesto, nonostante l’opera di Montesquieu può essere considerata un puzzle dove ogni frase è
necessaria per comprendere il concetto), poco efficacie e poco affidabile. Nel particolare invece ad
esempio non condivide l’attribuzione dell’onore come principio della monarchia e la virtù per la
repubblica, sostenendo che per natura dovrebbero essere invertite.
Nonostante le critiche mosse non solo da Voltaire, oggi, sulle basi gettate dal pensiero illuministico
di Montesquieu, esistono nel mondo occidentale diversi tipi di forme di governo molto simili tra di
loro e che si basano sulla divisione dei tre poteri. In Italia ad esempio abbiamo una Repubblica
parlamentare, in cui il potere legislativo è affidato alle due Camere del Parlamento, la Camera dei
Deputati e il Senato, il potere esecutivo al Governo e quello giudiziario alla Magistratura, a
differenza degli Stati Uniti d’America, che essendo una Repubblica presidenziale, il Presidente
detiene il potere esecutivo .
Bibliografia:
 “Gli Autori della letteratura italiana” di Marco Pazzaglia (Zanichelli 1968)
 “I nodi del pensiero” di Nicola Abbagnano e Giovanni Fornero (Pearson 2017)
Sitografia:
 www.storiologia.it
 www.lacooltura.com
 www.alessandrogrussu.it
 www.homolaicus.com
 www.montesquieu.unibo.it

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