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PONTIFICIA UNIVERSITÀ LATERANENSE – A.A.

2020/2021
Esercitazione per il Seminario di PROPEDEUTICA FILOSOFICA (55216)
ANTONIO DINO CLEMENTE (Matr. 723298)

Potenza naturale dell’ala è di portare ciò ch’è grave in alto, levandolo dove abita la stirpe degli dèi:
perciò l’anima, più di ogni cosa corporea, ha partecipato del divino: e il divino è la bellezza, la
sapienza, il bene, e ogni cosa siffatta: e di queste cose si nutrono e fortificano, soprattutto, le ali
dell’anima, mentre per il brutto, il male, e simili, si consumano e distruggono.
(PLATONE, Fedro, a cura di A. GUZZO, Mursia, Milano, 1984, 96-97)

L’unione dell’uomo e della donna comporta un parto. E questa cosa è divina. Nell’essere vivente
mortale vi è questo di immortale: la gravidanza e la generazione.
(PLATONE, Simposio, introduzione, traduzione, note e apparati di G. REALE, Rusconi, Milano, 19952, 131)

Se la felicità è attività secondo virtù, è logico che sia secondo la virtù più alta; e questa sarà la virtù
di ciò che vi è di migliore.
(ARISTOTELE, Etica Nicomachea. II. Libri VI-X, introduzione, traduzione e commento di M. ZANATTA, Rizzoli, Milano,
19912, 861)

Dunque [il primo motore] muove come ciò che è amato, mentre tutte le altre cose muovono essendo
mosse.
(ARISTOTELE, Metafisica. II. Testo greco con traduzione a fronte, a cura di G. REALE, Vita e Pensiero, Milano, 1993,
563)

Nel caso dei dolori e delle sofferenze, si può dire che il tempo li accresce, come in una malattia
cronica: poiché essa diventa uno stato abituale e il corpo peggiora col tempo.
(PLOTINO, Le Enneadi, I, introduzione, testo critico, traduzione e note di G. FAGGIN, Istituto Editoriale Italiano, Milano,
1947, 197)

Una fiaccola non è fatta per oscurare; un semaforo è limite, ma è un limite che salva nelle vie del
nostro umano camminare; però su tutti i semafori sta il Cristo, come supremo Lumen che illumina
ogni uomo proiettato in questo mondo, facendone, nei suoi strutturali limiti, un lumen.
(G. DI NAPOLI, Necessità, funzione e contenuto dell’insegnamento filosofico nei Seminari, in “Filosofia e Vita”, IX
(1968), n. 3, 26)

L’esperienza del bello e del sublime, mentre consente di oltrepassare la barriera del determinismo,
documenta altresì nell’uomo la sollecitazione e l’apertura verso l’infinito, configurandosi come
singolare attestato della dimensione metafenomenica e spirituale della natura umana.
(A. FRANCHI, Osservazioni sul bello naturale e sul bello artistico in filosofia, in “Sapienza”, 44 (1991), n. 1, 39)

Maria accoglie il Verbo nel cuore e nel grembo, dicendo il suo sì loco totius naturae humanae, a
nome di tutta l’umanità. La filosofia caratterizzata dal quaerere della ragione aperta al mistero è allora
davvero sophia, esperienza della/nella verità del Verbo. Esperienza accogliente, che mai si consuma,
che mai si esaurisce, e che è possibile esprimere con il linguaggio inaudito, paradossale, persino duro,
dell’autentica filo-sofia.
(P. MANGANARO, Filosofia della religione come problema linguistico, in “Aquinas”, XLVI (2003), n. 1, 20)
La demitizzazione del complesso tradizionale operata dai sofisti investe inevitabilmente anche il
concetto di amore che, calato nel vivo dell’esperienza umana, cessa di essere un principio divino e
diventa un πάθος; ma, disancorato l’uomo e dalla verità obiettiva, l’eros si affianca, quale forza
naturale, tra altre forze naturali: impulso ignoto che scaturisce dell’ignoto e va verso l’ignoto, opera
di una necessità oscura, non di una libertà polarizzata e cosciente.
(G. FAGGIN - A. PERATONER, “Amore”, in FONDAZIONE CENTRO STUDI FILOSOFICI DI GALLARATE, Enciclopedia
Filosofica, I, Milano, 2006, 351)

Amans sic fit extra se in amatum translatus, inquantum vult amato bonum, et operatur per suam
providentiam, sicut et sibi. (Sum. theol., I, q. 20, a. 2, ad 1)
(S. TOMMASO D’AQUINO, La Somma teologica. II. Vita e operazioni di Dio (I, qq. 14-26), testo latino dell’ediz. leonina,
Casa Editrice Salani, Firenze, 1958, 209)

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