Sei sulla pagina 1di 2

LEGGERE (15 minuti)

Seconda parte (10 punti)


Leggi il brano, che racconta la nascita del consumismo negli Stati Uniti, e confrontalo
con le frasi a continuazione. Indica le informazioni presenti nel testo segnando una
crocetta sui riquadri ( ). Devi indicare solo cinque frasi: ogni crocetta in più vale due
punti in meno.

Agli inizi del XX secolo, per la prima volta nella loro storia, gli
imprenditori di quel paese si trovarono di fronte a un inedito e imprevisto
problema: le capacità produttive delle loro fabbriche erano di gran lunga
superiori alla domanda dei potenziali consumatori. Le innovazioni
tecnologiche avevano moltiplicato la massa delle merci disponibili sul
mercato, ma la loro richiesta da parte dei consumatori non seguiva affatto
tale tendenza.
Si creò allora un conflitto evidente, una “crisi” tipica e ricorrente della
società capitalistica: da un lato un forte avanzamento tecnologico da parte
dei produttori, dall'altro un forte ritardo “culturale” da parte dei consumatori.
[...] Una crisi da sovrapproduzione, come la chiamano gli economisti. Nel caso
degli Stati Uniti il ritardo culturale era determinato dalla mentalità dominante
presso la maggioranza della popolazione bianca di allora. Uomini e donne di
religione protestante, severi risparmiatori, avvezzi a uno stile di vita sobrio -
tempre di persone che avevano edificato con il loro lavoro e i loro sacrifici la
società americana - costituivano ormai un impaccio alla crescita.
Impareggiabili lavoratori, essi erano, tuttavia, quanto a capacità di consumo,
del tutto inadeguati ai bisogni della gigantesca macchina produttiva
americana. Occorreva dunque fare qualcosa. Bisognava, nientedimeno,
trasformare la spiritualità, il modo di pensare, lo stile di vita di milioni di
individui: entrare nella loro anima e orientarla in maniera diversa,
tormentarla con nuovi bisogni. Una specie di nuova riforma religiosa, ancora
più radicale di quella del XVI secolo, anche se meno cruenta. Questa volta,
infatti, si trattava di imporre alla massa dei fedeli un nuovo dio: il consumo
continuo di merci.
A tale scopo la comunità americana degli affari si mosse su questo
nuovo terreno con la stessa mentalità di conquista e di intrapresa con cui i
pionieri si lanciarono alla conquista delle terre vergini del West. Un dirigente
della General Motors, la potente industria automobilistica, divenuto un
apostolo del nuovo credo consumistico, comprese e agitò allora un principio
fondamentale. Egli sostenne apertamente che “la chiave della prosperità
economica è la creazione organizzata dell'insoddisfazione”. Il nuovo compito
dell'imprenditore non era solo quello di produrre merci, ma anche di creare
“il consumatore insoddisfatto”. Nasceva allora una nuova branca di studi, un
settore inesplorato di analisi, quello dell' “economia di consumo”, che si
occupò sempre più del comportamento del consumatore. [...] È da allora,
intorno agli anni Venti, che si diffusero in maniera crescente il marketing e la
pubblicità: vale a dire le tecniche di studio del mercato e le forme di
persuasione ad acquistare prodotti.

(Piero Bevilacqua, Sull'utilità della storia, Donzelli 1997 pp. 49-50)


1 All’inizio del ’900 gli imprenditori fecero investimenti esagerati.
2 I consumatori di quel periodo volevano prodotti di maggiore qualità.
3 Altre crisi economiche hanno avuto tratti simili a quella di inizio ’900.
4 I prezzi dei beni di consumo erano troppo alti per gli stipendi dell’epoca.
5 Le abitudini dei protestanti erano un ostacolo allo sviluppo.
6 Sui consumi influirono anche le dichiarazioni di alcuni religiosi.
7 Era necessario indurre la gente a desiderare altre cose.
8 Gli industriali guardavano al nuovo mercato come a uno spazio sconosciuto
da occupare.
9 Uno dei capi di General Motors denunciò i limiti del nuovo sistema economico.
10 Il consumismo portò alla creazione di nuovi ambiti di ricerca.

Potrebbero piacerti anche