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UNITÀ M4

AGGIORNAMENTO DELLA CARTOGRAFIA CATASTALE


TIPOLOGIE DI TEMI RAPPRESENTATI
Il Catasto è l’inventario dei beni immobili presenti nel territorio nazionale. Esso è
stato realizzato a fini fiscali, con apposita legge del 1886, procedendo alla
costituzione di due distinti archivi:

Nuovo Catasto dei Terreni: NCT Nuovo Catasto Edilizio Urbano: NCEU
La mappa catastale Le planimetrie delle unità immobiliari

La realizzazione delle carte (impianto) è stata Archivio successivo al NCT (1939) è stato
eseguita dallo Stato, mentre il loro realizzato e aggiornato completamente sotto
aggiornamento è stato demandato ai la responsabilità dichiarativa dei proprietari.
proprietari tramite tecnici di fiducia.
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IL CATASTO TERRENI
Il Catasto terreni è l’inventario di tutte le superfici soggette (o esenti) a
imposizione fiscale, come suoli agricoli, fabbricati rurali a loro servizio, terreni
incolti, aree pubbliche, aree edificate, strade, fiumi, laghi.
La connessa rappresentazione grafica, per mezzo di mappe particellari, offre
una rappresentazione cartografica completa di tutto il territorio nazionale,
caratterizzata dalle seguenti unità:

Unità di consistenza:
consistenza la particella catastale, ovvero una porzione continua di
terreno appartenente allo stesso comune censuario, possessore, qualità di
coltura e classe di produttività.
Unità di misura:
misura ettaro (10.000 mq), ara (100 mq), centiara (1 mq).

Alla mappa catastale, nonostante risenta dell’impostazione originaria specifica finalizzata


ad assolvere alle funzioni fiscali, viene anche richiesto di supportare altre finalità
politiche, amministrative e civili connesse alla gestione del patrimonio immobiliare e del
territorio.

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VISURA TERRENO
VISURA FABBRICATO
LA MAPPA PARTICELLARE
La mappa catastale copre tutto il territorio
nazionale con un insieme di fogli (circa 310.000)
con le seguenti caratteristiche.
1. Disegno a perimetro chiuso poligonale che
non tocca la cornice (la cartografia IGM è a
perimetro aperto che si adagia sulla cornice).
2. Scala:
• 1:2.000 pianura e collina (75%)
• 1:1.000 centri urbani (23%)
• 1:4.000 zone montagnose (2%)
3. Quadro d’unione in ogni provincia su foglio
unico 1:25.000 o 1:50.000.
4. I fogli di mappa sono numerati progres-
sivamente per ogni comune censuario con un
numero a 3 cifre (da 0 a 999).
5. Le particelle sono numerate progres-
sivamente nell’ambito di ogni foglio, con un
numero detto mappale.
6. Il simbolo di tilde segnala l’appartenenza di
un fabbricato alla relativa particella.
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CONTENUTO DELLA MAPPA PARTICELLARE
Sulla mappa particellare si riportano le linee che delimitano le particelle distintamente
accertabili, dando di queste forma e posizione. Si aggiungono poi le linee che delimitano il
demanio (strade, acque ecc.), le circoscrizioni amministrative e le particolarità topografiche
connesse alle particelle. Su essa, inoltre, vengono segnalati i punti trigonometrici e, più
recentemente, i “punti fiduciali”.
La mappa d’impianto (non più usata, ma conservata) venne disegnata al tratto su supporto
di carta forte a base di canapa, da cui il termine “canapina” assegnato ai fogli della mappa.

Fino a pochi anni fa la mappa


catastale era completamente
priva di ogni informazione di
tipo altimetrico. Attualmente,
durante i rilievi di aggiorna-
mento della mappa, i tecnici
incaricati sono tenuti ad
eseguire livellazioni che
permetteranno, nel tempo, di
completare la mappa anche
con questo tipo di
informazioni.

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Bologna [6629]
SUPPORTI DELLA MAPPA PARTICELLARE
Le informazioni cartografiche sono conservate su differenti supporti e in differenti formati:
• Cartografia su supporto cartaceo
È presente in tutti gli Uffici provinciali dell’Agenzia (ex UTE) ed è conservata su vari tipi di
supporti:
• i fogli originali di impianto, conservati su supporto in carta forte (canapine);
• le matrici, conservate su supporto trasparente;
• i copioni di visura, conservati su supporto cartaceo semplice, ottenuto con procedimenti
eliografici dalle matrici.
• Cartografia in formato raster
È presente nel 70% degli uffici provinciali ed è costituita dalle immagini raster
georeferenziate dei copioni di visura e da alcuni livelli vettoriali (confine del foglio, atti di
aggiornamento eseguiti in base alla circolare 2/88).
• Cartografia in formato vettoriale
È presente nel 30% degli uffici provinciali ed è archiviata in file strutturati in formato
numerico.

Di recente è stato introdotto in tutti gli uffici provinciali il nuovo sistema di gestione della
cartografia catastale denominato “WEGIS” (Web Enable GIS) basato sui formati cartografici vettoriali e
raster.
Questo sistema permette la consultazione e l’aggiornamento automatico delle mappe catastali
digitali sulla base di dati prodotti dai tecnici professionisti, guidati da un’adeguata procedura
informatica.
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INQUADRAMENTO CARTOGRAFICO
Al momento della sua emanazione nel 1886 (Legge n. 3682) il Catasto adottò il
sistema di rappresentazione di Cassini-Soldner, con cui fu realizzata gran parte
della cartografia catastale (non tutta).
Si tratta di una rappresentazione afilattica che presenta deformazioni accettabili
in un’area di raggio 140 km. L’origine O è un punto scelto arbitrariamente
nell’ambito di una certa zona (di solito un vertice di rete IGM del I ordine). La
coordinata lungo il meridiano viene indicata con X (N del sistema Gauss-Boaga),
quella lungo il parallelo con Y (E del sistema Gauss-Boaga).

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INQUADRAMENTO CARTOGRAFICO
Per la costruzione delle mappe, dopo
le fasi iniziali, furono istituiti 32 sistemi
di riferimento, ciascuno dei quali
abbracciava una provincia o un gruppo
di province contigue (carta policentrica).

Nel 1941 venne introdotto il


sistema Gauss-Boaga, inizialmente
per sole finalità geodetiche connesse
al calcolo e alla compensazione delle
triangolazioni, e successivamente
utilizzato, a partire dal 1946, anche a
fini cartografici per tutta la car-
tografia italiana.
Ufficialmente la rappresentazione
Gauss-Boaga fu adottata dal 1955
anche dal Catasto, ma in realtà non
in tutte le province la cartografia è
stata rifatta o riparametrata in Gauss-
Boaga. Copyright © 2009 Zanichelli editore S.p.A.,
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CONVENZIONI GRAFICHE DELLA CARTA CATASTALE
La mappa catastale, per la grande
scala (1:1.000-1:2.000) con cui è
realizzata, è una carta naturale, che
dunque rappresenta gli oggetti
(particelle, strade, fabbricati ecc.) con
la loro forma e con le loro dimensioni
(ridotte in scala), senza la necessità di
ricorrere a una (corposa) simbologia
come nel caso della cartografia IGM.
Nonostante ciò la mappa catastale
fa ricorso ad alcune, peraltro limitate,
convenzioni grafiche, che devono
essere note per poter leggere o
aggiornare la mappa in modo
corretto.
In seguito vengono proposte queste
convenzioni sotto forma di esempi
pratici.

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Estratto S.p.A.,
di mappa catastale 161
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CONVENZIONI GRAFICHE DELLA CARTA CATASTALE

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CONVENZIONI GRAFICHE DELLA CARTA CATASTALE

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Bologna [6629]
I PUNTI FIDUCIALI
Con la circolare 2/1987 l’Agenzia del Territorio (Catasto) ha deciso l’istituzione di
una rete di punti fiduciali (P. F.), ai quali riferire (direttamente o indiret-
tamente) e fungere da inquadramento a qualsiasi rilievo topografico connesso a
ogni tipo di aggiornamento catastale.
I punti fiduciali formano una maglia di triangoli ben conformati e con lati di
lunghezza compresa tra 250 e 300 m.

Sono individuati nell’ambito di


ciascun foglio con un numero
progressivo a due cifre, dunque tra
00 e 99, tuttavia raramente
vengono superati i 10-12 P. F. per
foglio.

I punti assunti come P. F. appar-


tengono a categorie, contrad-
distinte da un codice, detto
attendibilità planimetrica, e
rappresentato da un numero da 1
a 12, secondo precisi criteri. Copyright © 2009 Zanichelli editore S.p.A.,
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Bologna [6629]
FUNZIONE DEI PUNTI FIDUCIALI
Inquadrare il rilievo dell’at-
to di aggiornamento a una
serie di punti materializzati.
Limitare il rilievo a porzioni
di territorio definito da almeno
3 di questi punti che, collegati
fra di loro, formino uno o più
triangoli fiduciali sufficienti
a contenere l’oggetto dell’ag-
giornamento.
Utilizzare le distanze tra i P.
F. rilevate dai tecnici esterni e
approvate con i tipi di
aggiornamento come base per
ricomposizioni cartografiche
della mappa catastale in tempi
successivi.

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Bologna [6629]
COORDINATE DEI PUNTI FIDUCIALI
Ogni ufficio provinciale dell’Agenzia del Territorio conserva e aggiorna un
archivio dei punti fiduciali (denominato TAF: Tabella Attuale dei punti Fiduciali)
che attualmente è possibile scaricare dal sito dell’Agenzia del Territorio;
Le coordinate dei punti fiduciali possono anche essere ottenute semplicemente
richiedendo un estratto di mappa di un foglio in formato meccanizzato (stampa
laser A3). Sul retro dell’estratto di mappa si trova l’elenco dei punti fiduciali presenti
in prossimità delle particelle indicate nella richiesta.

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Bologna [6629]
CODICI DI ATTENDIBILITÀ PLANIMETRICA
DEI PUNTI FIDUCIALI di IMPIANTO
PUNTI DI COORDINATE PUNTI DI COORDINATE
Cod. Cod.
NOTE LETTE
Att. Att.
(dalle reti IGM e catastali) (es. spigoli di fabbricati)
1 Vertici IGMI del I ordine 10 Particolari topografici d’impianto
2 Vertici IGMI del II ordine Particolari topografici rilevati dagli
11
UTE
3 Vertici IGMI del III ordine
Particolari topografici introdotti
4 Vertici IGMI del IV ordine >’42 dai tipi mappale o aventi
12
5 Vertici IGMI del IV ordine <’42 coordinate prelevate dal copione
di visura
6 Vertici catastali di rete
Punti non rappresentati in mappa
7 Vertici catastali di sottorete da istituire, su proposta del
12
professionista al momento del
8 Vertici catastali di dettaglio rilievo, dove manchino gli idonei
9 Punti stabili di riferimento particolari topo-cartografici

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Bologna [6629]
CODICI DI ATTENDIBILITÀ ALTIMETRICA
DEI PUNTI FIDUCIALI di IMPIANTO
Di recente è stato prescritto, ai tecnici professionisti che eseguono rilievi di
aggiornamento catastale, di effettuare anche misure di tipo altimetrico (dislivelli,
quote). Contestualmente è stato necessario fornire i P. F. di un codice di
attendibilità altimetrica da affiancare a quello di attendibilità planimetrica.

Cod.
ATTENDIBILITÀ DELLA QUOTA
Att.
se il P. F. è un caposaldo di una linea
1
nazionale di livellazione geometrica
se il P. F. è un caposaldo di una rete di
2
livellazione trigonometrica
3 se il P. F. è un punto cartografico
se il P. F. è un punto fiduciale di
4
aggiornamento

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CODICI DI ATTENDIBILITÀ DEI PUNTI FIDUCIALI USATI
NEI RILIEVI
Via via che i P. F. vengono utilizzati nei rilievi di aggiornamento, i codici di
attendibilità di impianto (sia planimetrico sia altimetrico) vengono sostituiti con
valori convenzionali legati alle tecniche di rilievo e alla strumentazione usata
secondo le seguenti tabelle:
trica
planimetrica
codice di att.
codice di att.
altimetrica

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Bologna [6629]
IDENTIFICAZIONE DEI PUNTI FIDUCIALI
I punti fiduciali sono specificati con una stringa identificativa che è così com-
posta:
PFxx / yyyk / zzzz
e precisamente:
xx – numero identificativo a due cifre del punto fiduciale nell’ambito di ciascun
foglio;
yyyk – numero del foglio (tre cifre da 001 a 999) più eventuale lettera (k)
dell’allegato di appartenenza (se presente);
zzzz – Codice nazionale del comune di appartenenza;

Esempio: immaginiamo due P. F. nel Comune di Carpi con codice H4AF:


• il punto fiduciale 8 del foglio 45 senza allegati si scrive: PF08/0450/H4AF;

• il punto fiduciale 12 del foglio 3 con allegato B si scrive: PF12/003B/H4AF.

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Bologna [6629]
PROCEDURA
PREGEO
IL SOFTWARE PREGEO
PREGEO (PREtrattamento atti GEOmetrici) è una procedura informatica, distribuita
gratuitamente dall’Agenzia del Territorio, da utilizzare nella formazione degli atti
geometrici di aggiornamento. Attualmente è distribuita la versione 10, ma è con la
versione 8 che sono state introdotte le più consistenti novità, connesse a
significative variazioni delle procedure di approvazione degli atti di aggiornamento.
Le novità più evidenti introdotte con la versione Pregeo 8, rispetto alle precedenti
versioni, sono le seguenti:
1. Il rilascio di estratti di mappa in formato digitale da parte degli Uffici
Provinciali.
2. La convalida dell’estratto digitale autoallestito dal tecnico redattore.
3. La predisposizione della proposta di aggiornamento cartografico in
formato digitale da parte del tecnico redattore.

Le ultime due funzioni, in passato, erano a carico dei tecnici dell’Agenzia del
Territorio. Dunque in questo modo si sono trasferite responsabilità ai professionisti
che, tuttavia, possono utilizzare lo strumento Pregeo per verificare e controllare
tutte le fasi dell’atto di aggiornamento.

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Bologna [6629]
IL SOFTWARE PREGEO
La procedura elabora le misure contenute nel libretto e fornisce la posizione e la
precisione dei punti oggetto del rilievo. Essa comprende numerose funzioni tra le
quali vanno sottolineate le seguenti:

L’immissione codificata delle misure (libretto) e la corrispondente descrizione


geometrica degli oggetti rilevati.
La descrizione delle operazioni catastali associate all’aggiornamento
geometrico (frazionamenti, fusioni, variazioni di particelle catastali).
La visualizzazione grafica dell’oggetto del rilievo.
La stampa dei tabulati prodotti dalla procedura.
La gestione degli estratti di Mappa rilasciati dall’Ufficio o di quelli
autoallestiti.
La formazione della proposta di aggiornamento.
La predisposizione del supporto informatico per la presentazione dell‘atto di
aggiornamento.
La stampa di presentazione del libretto delle misure con relativo codice di
riscontro.
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Bologna [6629]
IL SOFTWARE PREGEO
La procedura PREGEO (8 e successive) è costituita di fatto da 3 moduli che
comprendono le seguenti funzionalità:
Modulo per la gestione dei libretti
l’immissione guidata delle misure nel libretto e del modello censuario;
la stampa dei documenti;
l’importazione e l’esportazione dei dati;
la gestione dell’archivio locale dei P. F.
Modulo per l’elaborazione
determina la precisione del rilievo;
determina le coordinate dei punti rilevati;
determina le quote dei punti;
determina le superfici definite dai poligoni chiusi;
determina le distanze e i dislivelli tra i PF determinati con il rilievo.
Modulo per la redazione della proposta di aggiornamento
contiene le funzioni per predisporre l’estratto di mappa aggiornato dal rilievo
in un ambiente grafico interattivo. Contiene inoltre le funzioni che consentono
l’autoallestimento di un estratto di mappa a partire dall’immagine raster della
porzione di mappa interessata.
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Bologna [6629]
AGGIORNAMENTO DELLA
MAPPA CATASTALE
AGGIORNAMENTO DELLA CARTA CATASTALE
La mappa catastale viene aggiornata attraverso le denuncie di variazione a
cui sono tenuti i proprietari delle particelle che, per tale operazione, si avvalgono
di tecnici di fiducia.
La denuncia di variazione deve essere corredata da documenti che devono
essere redatti, e contenere informazioni previste da una precisa normativa che
attualmente fa capo alla famosa circolare 2/1988, e dalle successive numerose
integrazioni necessarie anche a recepire le problematiche connesse alle più
moderne tecnologie di rilievo e di comunicazione (GPS, comunicazioni in remoto).
Il Catasto ha messo a disposizione dei tecnici un software per la predisposizione
degli atti di aggiornamento cartografico è denominato “Pregeo”, per rendere più
rapida e più affidabile la procedura di aggiornamento.
I tipi di aggiornamento catastale sono i seguenti:

TIPI DI FRAZIONAMENTO
TIPI MAPPALI
TIPI PARTICELLARI
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Bologna [6629]
I TIPI DI FRAZIONAMENTO
Il tipo di frazionamento è l’insieme dei documenti con i quali viene divisa, in due
o più particelle derivate, una o più particelle originarie.
Geometricamente il tipo di frazionamento ha il compito di individuare le nuove
linee dividenti che, successivamente, rappresenteranno sulla mappa catastale i
confini di particelle che saranno, in generale, oggetto di compravendita o di eredità.
Nell’ambito del tipo di frazionamento è necessario compilare l’apposito modello
51 corredato di documenti quali relazione, schema di rilievo, ingrandimenti ecc.

I tipi di frazionamento
dei terreni non possono
essere approvati dall’Agen-
zia del territorio se non è
allegata copia del tipo dal
quale risulti, per atte-
stazione degli uffici comu-
nali, che esso è stato
depositato presso il Co-
mune.
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Bologna [6629]
I TIPI MAPPALI
Mediante le operazioni di aggiornamento con i tipi mappali è possibile denunciare
al Catasto Terreni le seguenti variazioni:
le nuove costruzioni (passaggio da particella non edificata a particella
ospitante un edificio);
gli ampliamenti dei fabbricati esistenti;
le denuncie di fabbricati ex rurali;
le demolizioni parziali o totali di fabbricati urbani preesistenti.

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Bologna [6629]
I TIPI PARTICELLARI
Il tipo particellare è l’atto di aggiornamento con cui viene definita la superficie
reale della particella oggetto di compravendita a misura e non a corpo (come
avviene prevalentemente).
Esso costituisce un atto con cui si accerta la corrispondenza grafica, entro la
tolleranza, tra la particella rilevata e quella rappresentata in mappa. È possibile
variare la superficie di una particella già acquisita agli atti del catasto; la variazione
ha luogo se la differenza riscontrata tra la superficie nominale in atti e quella reale
misurata è inferiore alla tolleranza ammessa di 1/20 della superficie in atti. In caso
contrario la particella conserva la superficie censuaria e viene apposta un’apposita
annotazione.

È prassi frequente tra le parti, per evitare di compilare il tipo particellare, concordare di
dichiarare il trasferimento a corpo anche se effettivamente è fatto a misura.

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Bologna [6629]
OPERAZIONI PRELIMINARI DELL’ATTO DI
AGGIORNAMENTO
1. Definizione dell’oggetto del rilievo di aggiornamento
Tipi di frazionamento
nuove linee dividenti;
linee di confine delle particelle originarie e derivate se di superficie
inferiore a 2.000 m2.
Tipi mappali
contorno dei fabbricati ed eventuali aree di pertinenza;
contorno degli ampliamenti e delle demolizioni.
Tipi particellari
contorno della particella oggetto di transazione a “misura ”.
2. Individuazione dei punti fiduciali da utilizzare per l’inquadramento
la distanza massima esterna tra oggetto e lato fiduciale deve essere inferiore al
30% della corrispondente distanza massima interna;
la superficie dell’oggetto esterna al singolo lato fiduciale deve essere inferiore al
30% della superficie totale dell’oggetto;
le stazioni celerimetriche e GPS devono essere interne al triangolo fiduciale o
debordare dal più vicino lato fiduciale meno del 30% della lunghezza del lato.
3. Scelta delle metodologie di rilievo
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Bologna [6629]
Triangolo Fiduciale
• la distanza massima esterna
tra oggetto e lato fiduciale
deve essere inferiore al 30%
della corrispondente
distanza massima interna;
• la superficie dell’oggetto
esterna al singolo lato
fiduciale deve essere
inferiore al 30% della
superficie totale
dell’oggetto;
• le stazioni celerimetriche e
GPS devono essere interne
al triangolo fiduciale o
debordare dal più vicino lato
fiduciale meno del 30% della
lunghezza del lato.
METODI DI RILIEVO
DELL’ATTO DI AGGIORNAMENTO
In funzione della morfologia del terreno, della posizione dei P. F., della loro visibilità
e accessibilità, e della estensione della zona da rilevare si possono impiegare i
seguenti metodi di rilievo:
Metodo celerimetrico
Metodo per allineamenti e squadri
Metodo poligonometrico
Metodo GPS
Metodo misto (GPS, celerimetrico e per allineamenti e squadri)

Per la misura degli angoli si possono utilizzare:


• goniometri che consentono letture con una precisione inferiore a 0,0020 gon (teodoliti);
• goniometri che consentono letture con una precisione inferiore a 0,0100 gon
(tacheom.).
Per la misura delle distanze, si possono utilizzare:
• longimetri come le cordelle metriche;
• distanziometro elettronico di qualsiasi tipo, ma che in ogni caso consenta di misurare la
distanza con una precisione inferiore a ± (0,5 + 0,5 ⋅ D) cm, dove D rappresenta la
distanza espressa in chilometri.
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Bologna [6629]
LE FASI DELL’ATTO DI AGGIORNAMENTO
L’iter da seguire per ogni atto di aggiornamento (tipo) si sviluppa sempre
attraverso le seguenti fasi, in ordine cronologico, per l’approvazione.

1- richiesta, all’Ufficio del Territorio, dell’estratto di mappa digitale oppure autoal-lestimento di un


estratto di mappa cartaceo disponibile da parte del tecnico professionista;

2 - sopralluogo e progetto dello schema del rilievo in base ai PF disponibili;

3 - materializzazione delle nuove linee dividenti (se trattasi di frazionamento);

4 - rilievo topografico con l’esecuzione delle misure;

5 - compilazione dei documenti tecnici di aggiornamento nella procedura PREGEO e redazione del
Modello 51;
6 - vidimazione da parte del Sindaco del Comune in cui è ubicato l’oggetto dell’aggiornamento (se
trattasi di frazionamento);

7 - consegna dei documenti all’Ufficio del Territorio per l’approvazione.

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Bologna [6629]
ESTRATTO DI MAPPA CARTACEO
Estratto del F.87
L’estratto di mappa è costituito dalla
porzione di foglio, con le dimensioni
del formato A3, contenente le
particelle oggetto
dell’aggiornamento, indicate dal
tecnico all’atto della richiesta.
Prima del 2003 esso veniva
distribuito solo su supporto cartaceo
(fotocopia di porzione del copione di
visura o stampa laser);
successivamente, oltre a questo tipo
di supporto, venne fornito anche in
formato digitale.
Nel caso di stampa laser (estratto
meccanizzato) sul retro sono elencati
i punti fiduciali presenti nella zona
(primo perimetro) con le relative
coordi-nate e codici di attendibilità.
PF03/087
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ESTRATTO DI MAPPA DIGITALE
L’estratto di mappa digitale (sigla EdM), oggi distribuito dall’Ufficio Provinciale, è
rilasciato sia su carta sia su supporto informatico. Quest’ultimo formato è composto
da due file, che costituiscono la componente digitale e quella numerica:

• componente digitale:
digitale è l’immagine in formato raster (bitmap) della porzione
di mappa contenente le particelle interessate all’aggiornamento. Se l’immagine
digitale è fornita dagli Uffici del Territorio essa è in formato PNG, se acquisita con
lo scanner direttamente dal tecnico deve essere in formato TIFF;
• componente numerica:
numerica è costituita da un file di testo con estensione .EMP,
contenente le informazioni relative alle stesse particelle. In particolare in esso si
trovano le coordinate dei vertici del contorno delle particelle richieste e i relativi
dati censuari (superfici, redditi), nonché altre informazioni relative ai P. F. di primo
perimetro.

Se il tecnico è già in possesso di, o si può procurare, una mappa cartacea


aggiornata, può allestire autonomamente l’estratto di mappa digitale con le
particelle interessate. L’Ufficio eseguirà la verifica di conformità dell’estratto
digitale autoallestito dal professionista al momento della richiesta di approvazione
dell’aggiornamento.

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189
Bologna [6629]
SOPRALLUOGO E TRACCIAMENTO
Il rilievo di aggiornamento inizia con un sopralluogo effettuato per individuare le
linee oggetto dell’aggiornamento, individuare la maglia dei P. F. di inquadramento e
per stabilire la posizione delle stazioni celerimetriche e/o GPS, dunque il progetto
dello schema del rilievo.
Durante il sopralluogo la fase più delicata è la verifica dei P. F. scelti sulla carta,
in modo da evidenziare eventuali problemi (visibilità, accessibilità ecc.) che
dovessero insorgere.
Il numero e la posizione delle stazioni celerimetriche e/o GPS devono tenere
conto dei dettagli da rilevare; per le prime devono essere considerate anche le
condizioni di visibilità che, naturalmente, non sono valutabili sulla mappa.
Il tracciamento delle nuove linee dividenti viene effettuato per consentirne
un corretto rilevamento. La loro materializzazione avviene con picchetti, o con
termini permanenti, a seconda delle esigenze.

Lo schema del rilievo, ovviamente, deve essere progettato prima di eseguire il


rilievo di campagna e di effettuare le misure necessarie alla redazione del tipo di
aggiornamento.

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Bologna [6629]
IL MODELLO 51
Il Modello 51 è costituito da un foglio lucido in formato A3; si compone di due facciate:
• la prima facciata è di carattere amministrativo e comprende i dati censuari;
• la seconda facciata è di tipo grafico; in essa sono riportati in colore nero l’estratto di mappa, e
l’oggetto dell’aggiornamento con linee continue di colore rosso.

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Bologna [6629]
LO SCHEMA DEL RILIEVO
Lo schema del rilievo è un elaborato grafico, redatto generalmente in scala 1:2.000, ma
anche più piccola, in relazione alle dimensioni della maglia dei P. F.

In esso sono riportati,


con apposita simbolo-
gia, l’ubicazione dell’og-
getto dell’aggiornamen-
to, le indicazioni e le
numerazioni delle
stazioni celerimetri-
che, delle stazioni
GPS, dei vertici di
allineamento e dei
punti fiduciali utilizza-
ti.
In questo elaborato,
invece, non devono
essere riportati i punti
di dettaglio.

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Bologna [6629]
INGRANDIMENTO
I punti di dettaglio, per essere rappresentati in modo chiaro, richiedono di essere riportati con
una scala maggiore (1:1.000; 1:500) di quella utilizzata per lo schema del rilievo. Dunque è
necessario comporre un nuovo allegato grafico con queste caratteristiche chiamato
ingrandimento.

L’ingrandimento è la rappre-
sentazione (in colore rosso)
dell’oggetto del rilievo (parti-
celle, fabbricati, linee dividen-
ti) e dei particolari circostanti
utili al rilievo (in colore nero),
riportati con la corrispondente
notazione convenzionale.
In esso sono riportate anche
le stazioni celerimetriche utiliz-
zate per il rilievo dei dettagli,
ma non devono essere trac-
ciati i collegamenti, che invece
sono stati riportati nello sche-
ma del rilievo.

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193
Bologna [6629]
LIBRETTO DELLE MISURE
TIPO
INFORMAZIONI CONTENUTE
Il libretto delle misure è RIGA
costituito da una sequenza 0 Aggiornamento dei dati identificativi del tipo
convenzionale di righe codifi- 9 Quota, Est media e precisione lineare
cate ciascuna composta da
un numero di campi variabile 1 CEL Dati della stazione celerimetrica
in funzione del tipo di misura 1 GPS Vertice iniziale baseline GPS
e della metodologia di rilievo, 2 CEL Misure celerimetriche
in ognuno dei quali devono
essere inserite le misure oltre 2 GPS Vertice finale baseline GPS
ad apposite informazioni. 3 Poligonale topografica
Ciascuna riga contiene un 4 ALS Origine/riferimento di allineamento
diverso tipo di informazioni. 4 LIV Livellamento dal mezzo
Sono disponibili dieci tipi di
righe, ciascuna delle quali è 5 ALL Distanza progressiva e squadro
contraddistinta da una cifra 5 LIV Misura diretta dislivello
compresa tra 0 e 9; essa
6 Commento
viene sempre riportata nel
primo campo di ciascuna riga. 7 Contorno oggetto catastale
8 Coordinate Punti Fiduciali plano-altimetrici
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Bologna [6629]
LIBRETTO DELLE MISURE IN PREGEO
Nell’ambito del software PREGEO, l’inserimento del libretto è gestito da una
barra di icone (una per ogni tipo di riga), e il caricamento delle misure in
ciascuna riga viene guidato con opportune maschere.

maschera riga 9

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Bologna [6629]
I TIPI DI RIGHE DEL LIBRETTO
Ogni tipo di misure e di rilievo (celerimetrico, GPS, allineamenti) viene tradotto nel
libretto con un blocco di righe che fanno riferimento alle tipologie di righe
comprese tra 0 e 9. Per esempio le misure eseguite da una stazione
celerimetrica vengono tradotte con una riga 1 e tante righe 2 quanti sono i punti
collimati.

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Bologna [6629]
I TIPI DI RIGHE DEL LIBRETTO
Le misure eseguite per allineamenti e squadri vengono tradotte con una riga 4 e
tante righe 5 quanti sono i punti rilevati. Le coordinate dei punti fiducili della rete di
inquadramento vengono inserire in righe tipo 8

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ESEMPIO DI LIBRETTO DELLE MISURE
Un libretto inizia sempre
0|31082006|77|F960|0170|64|GIVANARDI GINO|GEOMETRA|MODENA|
9|20|10|20|1632940|9.00-G,Stda 3.11|FR|stazione totale Nikon DTM550| con una riga 0 e una
riga 9.
1|100|1.54|angolo N/E pozzetto |
2|PF05/0170|156.6988|100.1512|56.812|1.65|spgolo SE fabbricato |
2|101|155.0430|100.2110|44.753|1.65|spigolo fabbricato |
2|102|154.5066|100.2720|36.762|1.65|spigolo fabbricato |
2|103|152.8848|100.3470|30.776|1.65|spigolo fabbricato |
2|PF01/0240|75.8818|100.0242|681.041|1.65|spigolo NO fabbricato |
2|104|75.6672|100.0200|695.731|1.65|spigolo sul fab. del PF01/24|
2|105|77.4030|100.0264|683.870|1.65|spigolo sul fab. del PF01/24|
2|106|375.4865|100.2534|24.066|1.65|asse fosso |
2|107|384.9069|100.1662|36.860|1.65|asse fosso |
2|108|389.6912|100.1610|50.805|1.65|asse fosso | Una riga 1 seguita da un
2|109|392.5520|100.0100|64.902|1.65|asse fosso |
2|110|394.4916|99.8474|78.756|1.65|asse fosso |
blocco di righe 2, rap-
2|111|395.6982|99.9684|90.269|1.65|asse fosso | presenta le misure
2|112|396.7880|99.8912|104.450|1.65|asse fosso | celerimetriche eseguite
2|113|397.8356|99.9380|125.030|1.65|asse fosso |
2|114|398.2322|99.9118|136.538|1.65|asse fosso |
dalla stazione dichiarata
2|115|398.6412|99.9328|149.946|1.65|asse fosso | con la riga 1 iniziale.
2|116|397.5966|99.3452|145.039|1.65|spigolo fabbricato |
2|117|1.9336|99.6390|138.508|1.65|asse fosso |
2|118|1.8788|99.5806|113.191|1.65|asse fosso |
2|119|1.8796|99.2228|60.941|1.65|asse fosso |
2|120|1.6908|100.5216|17.104|1.65|asse fosso |
2|200|382.5414|99.3290|123.942|1.65|picchetto in legno |
…… continua

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Bologna [6629]
ESEMPIO DI LIBRETTO DELLE MISURE
1|300|1.53|picchetto in legno |
2|200|245.3236|99.5058|38.296|1.65|picchetto in legno |
2|301|278.6466|100.6314|40.237|1.65|recinzione|
2|302|291.4848|99.7494|56.722|1.65|recinzione|
2|303|300.6106|98.4700|44.751|1.65|spigolo fabbricato |
2|304|293.5290|99.0490|27.314|1.65|recinzione|
2|305|76.1008|98.5626|9.050|1.65|recinzione|
2|306|362.5426|98.7344|8.535|1.65|recinzione|
2|PF02/0170|382.5888|99.5846|32.484|1.65|spigolo NE fabb.|

6|nuova linea dividente |


7|2|226|227|RC|
6|contorno particella derivata | Un blocco di righe 7 con-
7|8|226|208|209|210|221|222|113|227|NC| tiene le indicazioni per
6|recinzione particella derivata | ricostruire i contorni delle
7|9|109|201|202|203|204|205|206|207|226|NC|
6|asse fossati esistenti | particelle e delle dividenti
7|6|108|109|110|111|112|227|NC| o dei nuovi fabbricati.
7|3|113|114|115|NC| Le righe 6 hanno la sola
7|3|119|118|117|NC|
6|recinzioni e fabbricato map.160 esistenti | funzione informativa.
7|9|210|211|212|213|214|223|224|225|301|NC|
7|3|302|304|305|NC|
7|3|PF02/0170|306|303|NC|

8|PF02/0170/F960|4969738.269000|1632826.470000|52|spigolo n/e |
Un blocco di righe 8
8|PF02/0170/F960|21.500000|04|quota a terra | contiene le coordinate dei
8|PF01/0240/F960|4969158.635000|1633270.753000|52|spigolo n/o | punti fiduciali utilizzati nel
8|PF01/0240/F960|20.000000|04|quota a terra |
8|PF05/0170/F960|4969537.873000|1632723.039000|52|spigolo s/o |
rilievo.
8|PF05/0170/F960|20.150000|04|quota a terra
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Bologna [6629]
ELABORAZIONE DEL LIBRETTO
L’elaborazione del libretto è una funzionalità del software PREGEO con cui si esegue, in modo
automatico, il complesso dei calcoli topografici effettuati con le misure contenute in un libretto
correttamente inserito. Essa fornisce i seguenti elementi:
la precisione del rilievo;
le coordinate dei punti rilevati;
le quote dei punti rilevati;
le superfici racchiuse dai contorni chiusi (quando siano stati definiti);
le distanze e i dislivelli tra i P. F.
La fase di elaborazione termina sempre con la visualizzazione di messaggi. Essi possono
segnalare la presenza di errori (su fondo rosso) nella compilazione del libretto delle misure
(imponendo le opportune correzioni al libretto) oppure testimoniare una corretta elaborazione;
in questo caso il fondo del messaggio è verde.

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200
Bologna [6629]
LA RELAZIONE TECNICA
La relazione tecnica viene scritta in un
piccolo editore di testi all’interno del
programma PREGEO, che procede poi a
trasformarla in un blocco di righe tipo 6
collocate in coda al libretto delle misure
precedentemente inserito ed elaborato. In
essa vengono illustrate le difficoltà incontrate
nel rilievo che possano giustificare eventuali
deroghe alla normativa catastale.

……………
8|PF01/0240/F960|4969158.635000|1633270.753000|52|spigolo n/o fabbricato |
8|PF01/0240/F960|20.000000|04|quota a terra |
8|PF05/0170/F960|4969537.873000|1632723.039000|52|spigolo s/o fabbricato |
8|PF05/0170/F960|20.150000|04|quota a terra |
6| ***** Relazione Tecnica ***** |
6| Dato il contesto urbano e morfologico in cui si è sviluppato il |
6| rilievo, lo schema delle stazioni celerimetriche è stato orientato |
6| sulla stazione 100. La distanza tra le stazioni 200 e 300, in deroga |
6| alle prescrizioni della circolare 2/88, è risultata inferiore a 50m.|
6| Ciò è da imputare alla impossibilità di trovare altre soluzioni nel |
6| collocare la stazione 300 per collegare il PF02/17 sul mappale 160.|
6| Si segnala che in prossimità dell'oggetto del rilievo sono presenti |
6| un numero limitato di punti di appoggio. Per le particelle derivate è |
6| stata considerata la superficie nominale in quanto non è stata |
6| richiesta nessuna azione di confinamento da parte del committente |
6| il frazionamento.
6| Null'altro da segnalare. |
6| ***** Fine Copyright
Relazione © *****
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201
Bologna [6629]
MODELLO CENSUARIO
Il modello censuario (in passato
chiamato modello integrato) è un
elaborato dell’atto di aggiornamen-to
che non contiene aspetti geo-metrici
ma permette l’aggiorna-mento degli
atti censuari, rilevan-do le variazioni
amministrative collegate alle particelle
interessate.
Esso viene guidato da un’apposita
funzione del programma PREGEO, che
procede poi a trasformarla in un
blocco di righe tipo 6 collocate in coda
al libretto delle misure.
6| un numero limitato di punti di appoggio. Per le particelle derivate è |
6| stata considerata la superficie nominale in quanto non è stata |
6| richiesta nessuna azione di confinamento da parte del committente |
6| il frazionamento.
6| Null'altro da segnalare. |
6| ***** Fine Relazione ***** |
6|Dati per aggiornare il D.B. Censuario dell'Ufficio Tecnico Erariale |
6|51FTP|004| |
6|O|64 |000| | |000000765|SN| | |001|2 | |
6|S|64 |000| | |000000000| | | |000| | |
6|C| |000|a |271 |000000652|SN| | |000| | |
6|C| |000|b |272 |000000113|SN| | |000| | |

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L’ATTENDIBILITÀ DELLA MAPPA CATASTALE
Attualmente le misure realizzate durante il rilievo con i moderni strumenti
topografici, e contenute nel libretto delle misure, garantiscono facilmente
un’ottima precisione, dunque una grande affidabilità.
Al contrario la mappa catastale contiene spesso significative imprecisioni;
queste si sono via via stratificate a causa delle operazioni di aggiornamento
successive all’impianto della mappa, effettuate prima del 1988, in genere
eseguite con strumenti di modesta precisione, con tecniche non omogenee e
soprattutto senza le norme e le procedure previste dalla circolare 2/88 e dalle
successive (numerose) integrazioni.

Pertanto ci si deve aspettare che gli elementi del rilievo, contenuti nel libretto (linee,
contorni, fabbricati), non si vadano a sovrapporre con precisione sugli elementi omologhi
della mappa. Da ciò nasce l’esigenza (non potendo ricomporre in tempi brevi tutta la
mappa) di adattare graficamente (e solo graficamente) gli oggetti rilevati, imponendone la
corrispondenza con forma, dimensioni e posizione, agli omologhi elementi presenti in
mappa.

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203
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PROPOSTA DI AGGIORNAMENTO
In passato l’operazione di adattamento del rilievi di aggiornamento alla mappa
catastale veniva eseguita all’interno degli Uffici Provinciali del Territorio; a partire
dalla versione 8 di PREGEO tale compito viene attribuito al tecnico professio-
nista nell’ambito di una procedura guidata dallo stesso software e denominata
proposta di aggiornamento.
In definitiva la proposta di aggiornamento cartografico è quella fase che
consente di effettuare l’orientamento e l’adattamento grafico degli elementi
del rilievo alla porzione di mappa interessata, nel modo migliore possibile.

Al termine di questa procedura, al± 6|ESTRATTO DI MAPPA|


8|1%|4969652.487|1632811.616|
libretto delle misure verrà accodato un 8|2%|4969673.279|1632844.255|
insieme di righe di tipo 8 e 7. 8|3%|4969657.403|1632853.683|
8|4%|4969644.961|1632827.259|
Le prime contengono le coordinate 8|5%|4969632.814|1632800.016|
7|6|1%|2%|3%|4%|5%|1%|NC|64|64|751|
grafiche dei vertici delle particelle
originarie esistenti in mappa, e le 6|ESTRATTO DI MAPPA AGGIORNATO|
8|226*|4969668.640|1632836.973|
coordinate grafiche degli estremi di 8|227*|4969653.870|1632846.179|
nuove linee dopo l’adattamento grafico; 7|6|226*|1%|5%|4%|227*|NC|271|64|600|
7|0|226*|RC|
le seconde contengono la descrizione dei 7|5|227*|3%|2%|226*|NC|272|64|151|
vertici che costituiscono i contorni della 7|0|227*|RC|
particella originaria e di quelle derivate.
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