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Gy6rgy Lukdcs, Michail Bachtin e altri

PROBLEMI DI TEORIA DEL ROMANZO


Metodologia Ietteraria e diaìettica storica

A cura di Vittorio Stmda

@ 1976 Giulio Éinaudi editore s. p. a., Totino


La telazione e il saggio di Gyórgy Lukàcs sono del rsr;;
la relaziorr€ di ìúichail Bachtin è del 1938

Prima traduzione mondiale


Traduzione di Clata Stada Janoviò

rsBN 88-o6-00729,7
Indice

p.vrt IrttoduTione di Vittorio Stada

Problemi di teoria del romanzo


, Relazione letta da Gydrgy Lukócs alla Sezione di l€ttera.
tuta dell'Istituto di flosofia dell'Accademia comulista
t7 Interventi
t2;- Intervento conclusivo del compagno Lukdcs

GYdRGY LUKT(C S

Il romanzo come epopea borghese


r33 Il destino della teoria del romanzo
a4\ La forma speci6ca del romanzo
r;io La nascita del romanzo
r:4 La conquista della realtà quotidiana
r59 La poesia del <regno animale dello spirito>
r6j Il <nuovo> realismo e la dissoluzione della fotma del
tomanzo
r73 Le prospettive del romanzo socialista

MfCHAIL BACHTIN
r79 Epos e romanzo. Sulla metodologia dello studio
del romanzo
Problemi di teoria de1 romanzo
Relazione letta dc Gyórgy Lukócs alla Sezione di lette-
latua dell'Istituto di filosofia dell'Accadeîaia conu-
n$ta

Il romanzo è il fenomeno Ietterario Diú tipico della so-


cietà borghe'e. E lero, nclla lerterarura anìica e medie-
vale e nella letteratura dell'Oriente vi sono opere afini
al rorìanzo. ma esso acquisra i suoi cararreri ìlpici solo
qrìando diventa la forma di esbressione della società bor-
ghese. D'altro canto, è proprà nel romanzo che le con-
traddizioni specifiche di questa società trovano l'espres-
slone pru adeguata e ttplca.
Il romanzo, come grande opera epica e raffigttazione
narrativa di una totalità sociale, costituisce il polo oppo-
sto alÌ'epos antico. L'epos omerico, la prima grande {or-
ma di raffigurazione epica della società in cui la primitiva
unità úibale è ancora un contenuto sociale vivo che deter-
mina la forma. occupa uno deÍ polidi sviluppo della gran-
de poe"ia eoice; I'altro polo è cosrituito dal romanzo, tor-
ma tipica del capitalismo, l'ultima delle società divise in
classi. Questa contrapposizione permette di capire in mo-
do piú sicuro e chiarò-le leggi dèl romanzo, póiché eli ul-
timi e decisivj probfemì .ociali che hanno dererminato la
Iorma dell'epos e del romanzo vi .i rnanifesLano con mol-
ta piú chi.arczza che non nelle forme intermedie e nei pro-
dotti ibridi: nel <<romanzo>> antico o nell'<epos> con-
Iempolaneo.
Poiché qui sarà esaminato il problema centale della
reoria del romanzo (o meglio, sarà fatto il primo passo
verso lo studio di questJ problema), ci limiteremo al-
l'esame della contrapposizione sooraindicata e dè e con-
Ptubtefl't teaii rcnara, in <literaturnvi kritiko, nn 2e 3' r9l5' pp'
seguenze cne ne deflvano.
:n{n i
Abbiamo orefe"i o la'ci, e, rrcllorigincle senTc riÍ( di I Ri;.s:nro dell auLorc.
'ome o rn DUG lL'articolo Il ronanzo cone epopea borybese (pp. rtr-28 della presen-
no.a l- ciraiórri, dopo ave le pcro verilicd e nei rcsrr d orrsrne
ne traduzioni italiàne te edizione) svolge ampiamente le i€si di qùesta succinta relazionel.
PROBIEMI DI TEORIA DEL
6 RELAZToNE Dt GYóRGY LUK,{cs ROMANZO 7
cano nella divisione capiLrli"rica del flvoro,
Anche la filosofia classica tedesca, che ha posto il pro- ma quest.ul_
rmo tatro eglÌ lo inrende in modo rurr.alrro chc
blema del romanzo in modo piú corteîto e approfondito qpe(so como'eto
e erroneo. Innanzi rutro egli naruralmente non sa
di ogni altra teoria borghese, partq da questa opposizio-
ne. Hegel considera l'opposizione ta 1'epos e il romanzo
chedrefro le contraddjzioni. ir cui egìi vede l.escenza
del_
,d v,ta,contemporanea
come opposizione tta due periodi della storia universale, e dclla iorma arti.rica ehe la espri
me net,modo piú adeguaLo, vale c djre del
le cui modalità egli segue con grande peneftazione, anche romanzo. j.)e_
pol'ca borghese sra la ,.ontraddizione
se. in quanto idealista. non Duò conoscere le cause mate- ". rra fa produzione
,ocrate e l afpropriazior,.- p1iy31r. Egli non
riaL e ìociali del loro contràsto. Per Hegel queste stan- r a olrre la de_
no nell'opposizione tra la poesia e la prosa, termini che )crrzrone Jella contraddiziore v..ibile rra i.individuo
,ocietà. e la
egli assume in un signifcato diverso da quelÌo formaÌisti Tn ba,e a q,1q"19 oremes.c egli a.nni,..-iLì.,",
oer romanzo. rn oppo.izione a quello defl.epos.
co ed estetiore. Secondo lIegel, il periodo della poesia come la
(dell'epos) è il periodo della primitiva attività autonoma, .tua a/l in/erra dcl/a socittà
L efferriv-a coroscenza deJle fa<i
il periodo degli <<eroi>>, e per <eroicità> di quell'epoca "ociaii
d.re iorme non è. beninre.c. che
che penerano
Hegel intende non semplicemente le imprese degli eroi, ja condjzLne
,que\le ure_
.l.mrnare dellt cono_òcen,2a della loro
ma quell'unità primitiva della società, guell'assenza di an- so,rarza e pecr.lia_
tagonismo tra I'individuo e la società che resero possibili
r ta. fntrambe le lorrne hanro in comune la raffigura-
zrore narrativa di un azione: la sosfanza inrrinseca'
in Omero la composizione, i catatteri, ecc. I poemi di . uomo soctale in urra dererminata fa.e
dei_
Omero rappresentano la lotta della società, della tribú, dei
"uo "viluopo
.ll1o e.prl.nersi in ir,masini .ensibjli solranto
della gers nel Ioro complesso e possono farÌo con una vi- attraverso
. r r amgu.razron,- d-i
vacità individuale, in seguito irraggiungibile, proprio per- _un azione. La diflerenza rra ciò che sli
loml,nt. In vrrtL_r Jel loro c.sere ùociale, sono teaìmente*e
ché alla loro base sta questa rozza e primitiva unità fta
l'indivíduo e la società. La poeticità dei poemi omerici rmmaginano di e.,ere nor può rjvelar,i che
:iîrcne:,\Ì
ile-Ira Ìdftgl,razjone di un'az:one.
poggia ìn gtan parte sulla relativa clebolezza della divi Ecco perche le condi_
2ronl Iavore\oli alla creazione di un grande
sione sociale del lavoro. Gli eroi di Omero vivono e agi- epos si ma_
n'resrano f'nma di Lutro quando jl mareriaje
scono in un moÍrdo in cui gli oggetti non hanoo ancora oÉerro dal_
perso.la loro poeticità poiché la prodrzione di ciascuno a socreL.r ai poera rende po".ibìle ,.he si Jia forma
.sLro
or essl e una novlta.
r una aulen c, azione. La \toria del romanzo è la
sroria
Jr una lotia eroica le. in alcune diramazioni,
Questo è, come dice Marx, il periodo dell'<<infanzia .Jnfro- te rondi,/ioni sfavorevofi aìta
viLroriosat
dell'umanità>, e proprio in Omero toviamo il periodo creazione poeLica
fr!ir,e. della.vrra borghe.e con temDoranea.
delf infanzia normale.
Neanche la prosa, come conttassegno dello sviluppo , ,l uni,i
ro.l.,tr.ella
virr.prbl.Jica e p-ivara nel primo sradjo
anrica è h.ba,e del parhos della poesia an-
borghese dell'età contemporanea, è conslderata da Hegel :,:,lu
dal punto di vista astatto o formalistico. Da un lato, al-
,"Cr.. j1nmediato rra la pa.sione individrale,
:^.-1:--q,"-:l
rearsrrcarncnre
l'individuo sono oDDoste in questa società fotze asttatte rr'lhg,trdtJ. e j deLerminanri probfemi deJ_
. eiòere socrare. eue.ro ìegamc è
ed è imoossibile che-nella lotta con esse nascano collisioni assente nella realrà della
oclefa caprtali\rica. Per ragpiungere il nUovo
rappresentabili in immagini sensibili; dali'altro, la vita rrlo del romanro. il pathos deì Darhos pro_
quotidiana qui è talmente squallida e mediocre che ogni "mareriaìi.mo della'so_
cleld borgheòe^. come dice Marx. i creatorj del roman_
tentativo di portare nella víta una poesia che la possa in- ro doveva.no cercare di raggiungere il [ondn
nalzare è consjderato come qualcosa di estraneo. Hegel sa jocrarr de e azioni indir delje cause
che le cause della prosa della vita contemporanea si radi- iduali e rappresentarìe come qua_
RÉLAZToNE Dr GYóRcv r'urícs PROBIEMI Df TEORIA DEL ROMANZO 9

lirà e passioni di singoli inJividui trsmire molreplici


me- Quanto questo problema è semplice per gli apologeti
nrediante complicatis' r-olgari successivi (le loro soluzioni del problema sono al-
,j;*àlii "*i a""""a-no ricosLruireperccplbiJi rrettanto <semplici)r), ranto esso è complicato, addirittu"
;i;;ì;; i;ì;;,;. in ìmmagini sen'ibilmen-
glÌ 'atoml' ra insolubile per i grandi tomanzieri della borghesia in
te, gli ef1ettivi tcpforii soc:o-economici tra ascesa. Il loro coetente) a volte rivoluzionario riconosci-
-'ii
aDDafeati.
mento del carattere progressivo della socíetà capitalistica
otànt"-u {ormale centrale del ron'anzo' \a creazro- faceva loro creare l'<<eLoe posítivo>. Nello stesso tempo
ài'r":^t1"". .oiia, richiede una conoscenza adeguata
""
ààrù #i.ie s"tÀi cse e quindi richicde qualco'a^che per 1a loto onesta, antiapologetica analisi delle contraddizioni
e dei pericoli dello sviluppo capitalístico e della degrada-
orirrcipio è jrrealizzabile suì terreno borg'rese. 5oìlanlo pro- zione dell'uomo dissipava I'illusione di <positività> del
il mareriali.mo dialeLrico. LonceTione del mondo del loro eroe (il Cièikov di Gogol').
letariato rivoluzionario, può dare una conoscenza -esatta
Essi consapevolmente tendono alla sintesi di uno <sta-
. i"if",i J.ttggl'gl'''1 dclla socierà capitalistica' ro medio>>, cercano di togliere la contraddizione di cui
l ultima delle socleta dlvlse tn irussi la conoscenla cloe hanno prcso coscienza nell'ambito del sistema capitali
conslsle
dell indi.solubile unità del prcgre<'o sociale clre stico. Questa soluzione è destinata inevitabilmente al fal"
;;iì; Ji:;'';;;;. dei rappòrri-paLriarcali feudali .ecc'
pro- limento. Nasce tuttavia una {orma del romanzo, contrad-
rello sviluppo rivolttzionario delle {orze matctralr clr Jittoria, paradossale e, nel senso classico, incompiuta, in
àrtL". .'".tt" prolondis'irra Jegradrzionc dell uomo'
e daua quanto essi rappresentano le conÚaddizioni viste con una
Dro\ ocafa da quillo 5re'5o modo di oroduzio.ne
'lavoro ma- franchezza e un coraggio incrollabile. <<A un maestro ciò
àiuisione sociulè clel lavoro (1'opposizione tra.
che è nuovo e importante si sviluppa in mezzo allo " ster-
nuale e intellettuale, tra città e campagna) che ne cos'l-
co" delle contraddizioni>> (lvlarx).
tuisce la base.
questa am- Questa inevitabile vja di sviluppo del romanzo spiega
Osni oensatote o poeta borghese afironta anche perché io sviluppo borghese non poteva dare una
dii.-m" ogii i momenti di que-
bi;fl;;;;;; isola
ìi contrap- corretta teoria del romanzo. L'esterica deÌla prima età
tià ot"..t'" ,,"lt.rio pieno di iontraddi'ioni
u-o per borghese col suo orientamento classicistico era destinata
;;"";;;; ;;;;i";" o minore 'raiicità e ne.sccglie pro- ad evitare le peculiarità specifiche del romanzo, senza
iu .ua incarnarion" arricri.J. Fgli cetca di iare del
o lorta ìn modo unjlateralc e ro- neppure accorgersene, I massimi romanzieri (Fielding,
;t;;;;;;ii"r"eir, Scott, Goedre, Balzac) e i classici tedeschi del pensiero
i"à"i."..."ii"
.sua tt-aegradazione dcli uomo o 1a fa opgct-
estetico, soprattutto Hegel, intesero 1e piú essenziali de-
to della denuncia,
rerminazioni estetiche e storiche de1 romanzo, ma la loro
che quasi
Ouesta difficolià aurrenln a-rcora pcr il farto
cognizione trovò un limite 1à dove anche per la pratica
rurii j grandi poeri del. pcriodo,di ascc'a della botgnesra
una artistica dei grandi rappresentanti del tomanzo c'era un
ccrcavano una 'infesi dellc rcndenzc contraddittorie
tu gli estremi Qresta limite. Hegel intuisce che il ron.ianzo deve alla fin fine
;;"iilil";,l;" tendenza
arrivare all'adattamento del suo eroe alia società borghe-
a.ff',a""i.gia boreÉe'e si cri'rallizza piú,netta'
".".i.
mente atlorno al problerra Jeìì" eroe posÌl.lvo"
oeL Í)- se. Del pietoso lato di questo adattamento egli parla con
lrovare I a- un cinismo degro di Ricardo, ma egli non è in grado di
manzo. I grandi romanzicri si tlorzavaro Úl comptendere fino in fondo la clìalettica delle intenzioni
del loro tenrpo e sce-
,,1À". ,loià delìa condizione "ociale fallite dei grandi romanzieri, la loro involontaria gran-
;iìJ.;;';;;; iloLore di 'ale azione un uomo dotato
nello sresso tem' dezza, 1a loro vittoria dovuta al crollo delle loro speranze.
ii ,i"ìfi..*t,.il ,Ji clcsre, concependolo
Secondo ie deflnizioni di Fielding e di Balzac, il roman-
po come trpo posrtlvo.
IO RI'LAIIUNC DI GYóRGY LUKIiCS PROBLEMI DI TEORIA DEL ROMANZO

ziere è destinato ad essere <1o storico


deltl,:i::f"tt;"rTÀ: delle classi e della lotta di classe. Ma anche qui la tratta-
zione deve essere storico-sistematica e non ptattamente
Ir:':"::lJ,i:il,::;'J:l;:';lii,ìà"i p,,,."i" a,L .torico-empirica, altrimcnii in qtte"lo campo non sarà
p"ìi" Jl vis,
?""1"i.- a deì l.,- r,iru bo'ehlf,,î:i:'".' po..ibile comorendere ìa legge dello "uiluTao lic.eguale
ff;- Se, ad esempio. prendianro conle punlo cruciile dello
:i,',i'i:;XÌi: ii',T.HL::;*:':'i'JHlt :":lit.r sviluppo del romanzo la rivoluzione del 1848, per lot
deve essere chiaro che questo riguarda i paesi europet
l,:',t',:';::'":i';,ì!Ìilì11""ì-XÌ[;iriuì,o ,".ar,',u, i occidentali, toccati dalla ivolta de1 r848, e che la Russia
Jelle.con- nel suo sviluppo sociale conobbe
itr.r, iJi. 'i rrarra di un energica co5rruzione - mutatis -mutandis - quellr
ìJartià"i .i,;;;;is""" ic piimo piarro e
"i
manife"ta- .rna srolta analoge a europer deì r848 solo nel
no nei calalleri esrremi e nelle situazion e'Lreme rl px- r 9o5. Quindi jl roman)o rur.o del rtx secoìo corrispon-

ìi-.1.ì-"lr'"t della socieLr borghese ' può esse- deri in molti suoi momenti al tomanzo europeo del pe-
"ti,mo quanqo csiu riodo rra il r z8q e il r 8a8 e oon al roman' o caratteri'tico
re adeguatamente e<pre'5o nellr parola 'ulo
è elevato ai limiti estremt dello sviluppo Éuropeo-occidentale dopo il r848. È evi-
dente che questa tesì pres.,ppone che si tenga conto dello
,iin:*, :i:n*,i:ru;ir;::n'il:::,1*l:iu': sviluppo disegualer ló .vilúppo dell'Europa influisce sul-
Jo sviluppo della Russia e 1o modifica, e per alcuni toman-
ghi,e .on',,a "q ",d,, il"ill
g" ppo n
iiriiJ ll:i9"í'3iì È1. zieri questo inf'lusso è addirittura predominante.
ierle con.addi';'nr
::"i,i'ii".H"':iiJiìà:lì;ì:::l; -rl m:íl:ú:ìl'ò:"^fi: PoJsíamo caratterizzare i singoli periodi soltanto per
ì"iì"lJ del conrenuto sommi capi. La brevità dell'esposizione si farà sentire
^"uì''lìi* oarticolatmente sia nel rilevamento sistematico dei ca-
';i:i :il;,9:5,! i"iii';'Jir.-', p, ": hf " -1yî, 1-
i;,reri generali di un determirato petiodo
'ia
nell inevi-
. ric"rca disinLeres)ala" e a quc"lo sludlo lmpJrzrar(' :abile jreguaglianza dcllo svil'rpoo. fatti questi che non
soltanto non impedíscono il periodizzamento. contratia-
; rìlf i, ;:ì.rule ones'i'"ime l,'-',','; : Î:l'*';
:',t]I:ffiinlenztonl ,nente a q.,anto Densano gli <rstoricisti>>, ma lo rendono
n"i rotunro Ne deÌ granor dialetticamente piú ramificato e ricco. Fatta questa pte-
e di re- :nessa, passiamo all'esposizione dei periodi piú importan-
scrittori. né la crescente acurclTa di os'crvazione que
.r lài rcalistici po'"ono oramai coìmare :i in stile compendioso, quasi telegrafico.
"^*.t5-r'l
"r.,i."jr'
..riiii; a.fr" "i,, borgì-e.e-all arte e alla let- t. Ro?na zo in sltltu nascerdi. Periodo di nascita del-
lor''a 5emore cte- -r società borghese. La lotta dei grandi romanzieri di que-
,"rat.tru ,i 'nanifesra nel roltarzo con
ro periodo (Rabelais, Cervantes) è diretta soprattutto
;ontìo la degradazione medievale dell'uomo Gli ideali
jella società Lorghese, intesi secondo il periodo della sua
-#;triiil'i::l?fi ,ff '?#?:Ji,3JiririîT rascita (ad esempio, 1a libertà delf inclividuo), posseggo-
ro ancora il pathos suggestivo dell'jllusione storicamente
iJ;i:i,i'"ii,",i::i::;:ii;t:;":,1il'"",mì;r:-# :iustifìcata. Tuttavia le contraddizioni della società bor-
del romanzo Poggiava fin dall'in:
:hese, la <<ptosa>> della vita, ecc. cominciano già a farsi
il '1;'Í iliídl:5n:":lf *','L'.'rg'"''*'l*:t rentire. I grandi scrittori, in particolare Cervantes, lot-
:ino <(su due fronti>: contlo la vecchia e Ìa nuova degta-
nr::i*;"ru:ru;j j'T,1 5:íi:t'Tf; ?:: ::i; jazione dell'uomo. Il contrassegno stilistico principale di

","""';
RELA'ZIONE DI GYóRGY LUKACS PROBLEMI DI TEOR],{ DEL ROMANZO T3
12
questo Deriodo ètl rcalismo lantastico Realismo dei-par- siva, a volte persino rivoluzionaria, porta ncl1o stesso
rempo al relalivi5"no (oAger rivirrico e al disfacirr.,enro del-
l"ài^tiiìlrì,^ L l.'-fene*arion" Jegli eìerrenri plebei
nei motir i deìl.r iorma e del Lonteruro deli"jiT",;
Ia forma del rornanzo (Sierne).
caratteri mutuati dal medioevo Pc
::i 3; La poesia del tcgxo aninale dello spirito'. îi il pe-
;;,ít";; ;;;;;;,;,n, io''" ardirr c amPia' e il,re'li riodo delle cortraddizioni della società borghese dispie-
dL\.en- gate appieno, ma che ancora ptecede l'autonoma entrata
smo. D-r con'ctvando l inLeriore r eridicite 5oclale
11"' 1a -ri- in scena Jel proleLariaro. La rivoluzione lrancese pone
i^ i, tit"t, ià.'qt.tro teali'n'o {antastico tt 'nt hìe all . eroicî illusiorre -,Marx rdegli ideologi dellacìa.-
;;h; nel periodo successivo (Srviit' Vol-
'
il*;;;;. se bcrglese. La prosa della vita tor!h..e è dóentata evi-
taire).
'" Jente. l\asce il rnrn3n1i,-;rro, come cofrente inrernazio-
l.'La ronquista della realtà quotididna Periodo de1- nale di grande portata. Da una parte, il romanticismo lot-
o,ha l'rogo
l r;;;"ì;;il;; t'imirir r. lo.'viluopo decisir ta conro il capitalismo da1 punto di vista delle forme so-
sooratLJtio ln lnlhlLlcrra ucLoc. fièlding Smolletr'.ecc'
ciali orm.ri
Il lareo orizzonrJdel tanta.Lico si ritrre: la lrrmî e I ca- consciamente 'oip:..are. dallàlLra, ec(o sres.o si rrreLre in-
sul terreno capitalistico. In tal modo es-
,r,r.ri Jiu.n,ono rca'i"tici 'el cen)o Piu 'lrelto La Dof;
ll so rncomincia una lotta melamente ideologico-soggetti-
she"ic. raqgiunto il predoninio economlco conqulcla va, idealistica contro il capitalismo int"ro.J.. qu"ui.or"
iiritro di iàte dci propri de'rini di clr"e' co"i perlooo,lr
corÌìe,es'r
di dato e di <<fatale>. Cósí facendo, appiattisce-le con-
:o-]o. loggerfo di un grlnde epos ln uuesto traddizioni d_el capitalismo che intendevà approfondire e
principio àrtivo e progressiro della-borghesta. e 'oirolr-
avanza un fal.o diiemma: il <oggertivismo r:acuo o log,
n.r,o aon pid forza che in qual'iasi allr' lase dl cvÌluppo cetrivismo e5iì\peritro. Fsso soifoliner in modo unilaLe-
ili;".1 Ji:;;" qui rerific:no tenrrriri molto encrgici
'i rale rcl.e quinJidirentr reazionrriol il momenro della de-
ài .i*r. .r". "positivo" bcrghese Que'ti tentativi gradazione dell'uomo nel capitalismo.
oer.ino ""
nelle rerlizzazioni I'iú rlre 'ono plgarl a prezzo
qul I massimi scrittori di questo periodo si evolvono in di-
di una ccrta grertczzl dell'eroe 'po5iLivo : e rullavla
dell au rezione del grande stile realistico, superando le tendenze
esi.tono ancóra una talc libcrtà e un lale coraggLo
romantiche e lottando per comprendere la loro epoca co-
rocriticc che leroe l'o"irivo' Ji que'to periodo sareo-
nre una totalità con tutte le contraddizioni che vi si sono
be inrollerabile nel xix 'ecolo tCir' Thackerry su
rom
create. Però il loro atteggiamento nei riguardi del roman-
Ìones di Fieiding).
'-ri-,1""".fit"!"to del <arrLtere proPres5ivo 4"llg-:)i
ticismo non è univoco. Da un 1ato, essi efiettivamente su-
perano le proprie tendenze romantiche e includono ele-
lupl'o L,orghe-e .9" j'p:dl::"_'i.'î:ilt' merti di romanticismo nelfa loro opera cone momenri
",f"il,* ";Jijlli,'ri,i'J-
:: :T.: i: :ilY;;# i.ì ì J.i u' ít,, o
I
i <-tolti> (ac{ esempio, i momenti afÉni a quelli di E. T. A.
:::, :"ii "l"..nlladdizione feionda per il romrnzo' Hoffmann in Ba[zac); d'altro ]ato, la loio battaglia con-
r" tro la prosa della vita contiene inevirabilmente àlementi
"tt.;ìì",
:':":i:i" ;:l p;;iio ".ùt"'i-tt' cortraddizionc tra la
ra{gurato c lintatlo otti- romantici non <<tolti>. La vittoria efiettiva e presunta
terribile rcrità del lenomeno
sul romanticismo si mescola in modo estremamàt".on-
[iiri"ìaì] iì,"* in l'f"o'p"to""r' La lorta della bor- traddittorio nell'opera di un medesimo scrittore (la torre
;i .';;;; {orme I irali nella.lettera-
i"; ;'*u1." ì" 'ut
contro la mortilera tra- misreriosa negli Antì di xoaiziqto di ilitilheln Meister è
iurn piotuou" un rolnanTo che.
dizione teudale combsllc per le 'rberazione
Jci "ertime.nti
:;;;i: ;;ìi.";;iilu;s'no' Rich"'J'on' Rous'eru v/er- . .t ll,'espressjone è rraria dal titoto
àello spìlìto
di ùna p.rte de]Ia Fenar\eflolosia
d1 Helell.
;;;;i.'d;;;" ,Ji!.ttiui'mo, ch' è una tendenza progres-
PROBLEMI DI TEORIA DEL ROMANZO T5
14 RELAZIONE DI GYÒRGY LUKACS
l'uomo medio. A mano a mano che nella letteratura si a{-
in ugual mirura prosa non superiir e tomanticl:mo esa_ lerma l uomo medio. posro in siruazioni medie. lazione
geraio. Sopgertiiamente rei grandi scritiori la lotLa per perde il suo cararrere epico e al po(ro del racconro suben-
i.r"" -p"jiii"." 5; ;pn'prisù tiì problemr dell educa- rano l'analisi e la desirizione (Zola, criticando Balzac e
zione in Coetlteì. Ma la cre"cente conoscenla delle con- Stendhal, manilesta questa tendenza in modo del tutto
tradrJizioni del caL,italismo e ìa rappre"entazione corag- consapevole).
sio'a di qi,este contraddizioni nelìe torme piú esLreme dt- Poiché il dilemma trale opposte tendenze (soggettivi
Itruggono, conrro la voìontà degli aurori ogni (positi' smo e oggettivismo ) resta lo stesso e, sul terreno del mon-
vÍrà',. La grandezza di Balzac e la sua posiTione centrale do conchiuso con i suoi contasti cristallizzati, conduce
nelìo sviluppo del romanzo sono dovule proprio al lallo sempre_ di pjú al.oggerLivirrno indivìdualistico. quesre
che egli nèlie sue immagini ha cteato qualco'a di diame- conrraddizjoni pos:ono essere riprodorte softanto a un
tralmint" oDDosto a ciò che aveva consapevolmente con- piú alto livello qNiels Lyhtte di lacobsen r. Lq spazio non
ceDlto. mi permette di moshare lo sviluppo di queste tendenze,
'4.
Il nuoro realismo e la dissoluzione della lorma.del la loro lotta e la loro morte,rai .,r-unro conrempora-
rowatzo. Periodo del decadimento ideoìogico della bor- neo, la dissoluzione definitiva delle {orme del romìnzo
ghesia e della crescente apologia in rutte le:fere rdeolo- nell'epoca dell'imperialismo (Proust, Joyce).
iiche. L'esordio rivoluzionarió autonomo del proletaria- j.Prospettfue del rcalisno socialista. Per la natura
io rnio,nur. di eiugno deì r848t e ì inces'anre inaspr-i- stessa del <uo essere rociale
il prolerariato ha un arreggia-
..nlo d.ll unt.,g-oni'mo di cìa"se non solo raflorzano la
menro diverso da ouello della borghesia verso ie conrrad-
generale tendenla apologetica, ma rendóno difficiie- agli di_zioni della società capitalistica, lè quali prima del crollo
!.r r1o1; s6.picui . ón.rii ìu loro lotra contro lapologe- del capitalismo condizionano l'esisrénza iel proletariato
il.u g.n.r"l., Pii Ia Iorra di classe tra lr borghe'ia.c il stesso. Dalla coscienza che il prolerariato è il disrrurLore
frol&"tiuto diventa apertamenre il cento di tutti gii -av- rivoluzionario della società borghese, dalfe forme della
venimenti sociali, piúìssa scompare dai romanzi borghe- lotta di classe proletaria, dalla n-ecessítà di unire i prole-
si. Cortemporareamente al [atto che gli scrirrori. in mo- tan1n otganizzaztoni di classe (il partito, i sindacati), dai
do c"n.cio o inconscio, cominciano ad eritare dr porsr ll problemi stessi del]a lotta di classè nasce necessanamenre
problema centrale del ioto t"-po, anche il loro modo di
la possibilità di ceare l'immagine dell'operaio cosciente
rafisurate la realtà si orienta necessariamenle verso que- come eroe positivo.
,iioii o"tif..i.h.. Questo si mani{esta persino 1à dove Poichéplj elemenri critici nel personaggioposirivo non
le battaslie di classe tra 1a borghesia e il proletariato non sono il riflesso della contraddittòrietà íntlinseca del pro-
,ono il tema PrinciPale. letariato, ma mirano al superamento degli elementi iel-
ln "niot^
qrre"to periodo il rctnggio ideologico del romantici- i'infusso ideologico della ilasse ostile, l'aurocritica piú
srno disgregisempre di piú il retaggio e ìe t.radrrronl
del
acufa non distrugge qui la poritivjLà delì'eroe. Nello sie-
grand" ieufit.o Lo sLiìe del romalzo borghese.e domÌ- so temp_oJ grazte alla comunanza degli interessi proletafi,
iu,o r"tpr" di piú Jal fal-o dilemma: soggeltrvrsmo,de' grazie alla comunanza e alla solidarietà nella lotà di clas-
so]aro o oegetri\i'mo esxsperato. Glj 'criltori borPhest se, la narrazione acquista un'ampiezza e una grandiosità
,ono ,..pià t."o in grado di raffgurare la società come
irraggiungibili per I i borghesta (La ruadre dl Gor'kij).
un Drocesso di sviluppo e non come alcunche dl concnlu-
Queste tendenze si rafiorzano estremamente dooo la
.. J ai-.ri"niLlt.nto Ne consegue che il nuovo realismo pre"a del porere da parre del proferariaro e duranre l edi-
si stacca inevitabilmente sempre di piú dalle vecchie figu- ficazione del socialismo. Menire edi6ca il socialismo e an-
re tipiche individualizzate e al loro posto rapPresenta
aG RfLAzToNt DT GYóRGY LUKÀcs PROBLEMI DI TÉORIA DEL ROMANZO Í7
nienta i nemici di classe, il proletariato distrugge le cause e di forma, e nonostante la tenàenza all'epicità. il nosto
ospettive delìa degradazione dell'uomo JI progre""o non romanzo è legato in modo assai srrerro al grande roman-
è o"ra in coniraddjiionc con lo svjìuppo di tutre Ie facoltà zo realistico borshese. L'assimilazione e la rielaborazione
umane. anzi la sua Dtemessa è la liÈèrazione delle poten- critica di questo retaggio svolgono quindi una funzione
zialità delle -rrr. fino a quel momento inibite e sofio- importantissima nella soluzione del problema della {or-
cate. Tutti questi momenti agiscono in una direzione che ma.nell'attuale fase di sviluppo<lel romanzo del realismo
cosúinse la iorma del romanio, mutuata dal retaggio bor- soclaltsta.
ghese, à muLare profondissimamente. a ristrulturalsi ra'
dicalmente e ad avvicinarsi all'epos.
Qrresro nuovo sviluppo degli ele-menti epici del roman' Interpenti',
zo non costirui\ce unr rjpre.a arriEciale degìi elemenli di
forma o di contenuto dcl vecchio epos tnjtologia. ecc l. Srrrnn Il problema del senere letteiario è una del-
ma nasce nece.sariarnenre d:rlla natura:te(sa dello svj- le parti meno ilaborate dellà teoria maryista della let-
luooo sociale. dal divenire della società senza classi. teratura. È indubbio che la relazione del comoasno Lu-
^Si lidcs porti un cerro contriburo all impo.tazione diqucsto
deve q.lindi capire chiaramente che si tratta di una
!ende4za ver'o ì epos e non di qualcosr di già formaro e ptobìema. Comunque il compagno Lukdcs ha po<ro in
conchiuso. I[ proìèr.rriaro risolve ades'o il grande com- ntodo assai profondo Ia quesrione dello sviluppo srori-
pito di distruggere le classi e dì Iiquidare j residui del ca- co del romanzo, dell'eroe po<irivo, del realismo {anr a'r ico,
iitalismo nelleconomia e nella coscienza degìi uomini' del romanzo realista e naturalista, ecc., e benché a prima
itl"l cor"o di qqesta lotta si di.oiegano gìi elementi epici vista il suo studio sembri un po'astratto, esso è fonda-
de1l'arte: essa risveglia 1'energia, prima addormentata o to su un materiale letterario vasto e aDDrofondito, Ma la
deformata o male indirizzata, di enormi masse, ta usclre iorma delio .tudio del compagno Lukíi.. che È quella di
dalle loro fila uomini d'ingegno, li chiama a un'attività un breve compendio nel qual- sono toccate solìanto le
che rivela in loro {acoltà che essi stessí non sospettarJano toppe culminanti dello sviiuppo del romanzo, pur aven-
e li trasforma in ditigenti delle masse rivoluzionarie -I1 do i suoi vanraggi nel sen.oihe generalizza ampiamente
sisni6cato personale di questi uomìni è appunto queLlo ifarri. ha anche rnolLissimi.vrnràggi. Lo sorrolineo per-
di"incarnare in modo chiaro e delerminato le forze so- ché molte obiezioni cadrebbero, se avessimo ponrto co-
ciali. Essi acquistano quindi in misura sempre crescente noscere il suo saggio in una varianre piú sviluppara.
i tatti desli éroi eoíci. Tuttavia la crescente tendenza al- Prima di tutto mi sembra che se il comoaeno Lukícs
I'eoicità n"on sisnifica il rifiuto totale delle tradizioni del ha scritro- il suo articolo per porre in discussìone il pro-
romanzo classió. La creazrone de1 nuovo e la distruzione blema del genere del romanzo in generale, è.,na coru,
(soggert iva e ogget tiva I del vecchio sotlo legate da u n nes' Un'altra, invece, se l'articolo devJ abbracciare tutte le
so dialeLtico jnscindibile. E parteciprrdo alla lottx per Ia questioni del genere del romanzo e deve servire da <<vo.
distuzione del vecchio ordine e per l'edificazione socia- ce> suì romanzo per I'enciclopedia. In questo secondo ca-
lista che sli uomini superano i residui di capitalismo nel- so il difetto prinìipale è l'insuficiente rilievo delle fasi
Ia loro còscienza. Eccò perché i migliori romanzieri deÌ di transizione nelio sviluppo del romanzo.
realismo socialista hanno perfettamente ragione, quando I lJbblr(hiano il te.îo d-lli regisrr,rziore,renogfaEca des'i in.ewenti
concenftano la loro attenzione sulla lotta del proletariato sulla reltione d"l co.npjeno Lukacs. La d (ussione cominc;ò il ,o di-
confto i residui materiali e ideoloeici del capitalismo. cembre 1934, giorno in cui fu lerta l, relazione, e conrìnuò in due s$e,
Grazie a ciò, nonostante tutta la difierenza di contenuto il 28 dicembre r9t4 e il 3 gennaio r9t:.
Gyórgy Lukdcs

I1 romanzo come epopea borghese


Anche se nelle letterature dell'antico Oriente, dell'an-
tichità e del medioevo vi sono opere per molti aspetti af-
úni al romanzo, il romanzo acquista i suoi caratteri tipici
solo nella società borghese. Tutte le contraddizioni speci-
fche di questa società, nonché gli aspetti specifici dell'ar-
te borghese trovano Ia Ioro espressione piú piena proprio
nel romanzo. Al conrrario delle alrre forme d'arte (ad
esempio del dmmma), che la letteratura borghese assi-
mila e rimodella per i propri fini, le forme narrative della
letteratura antica nel romanzo hanno subito mutamenti
cosí profondi che.qui si può ormai pa are di una {orma
sÎlca sostanzlalmente nuova.
af fl
La legge generale dell'ineguaglianza dello sviluppo spi-
rituale rispetto al progtesso materiale, legge stabilita da
Marx, si manifesta vividamente anche nel destino della
teoria del romanzo.

ll d.estino della teotia del romanzct.

Se si parte da una definizione generale del romanzo, si


può supporre che la teoria di questa forma letreraria spe-
cihcamente nuova sia eìaborata nell estetica borehese con
sufficiente completezza. Ma il corso efletrivo dello svi-
luppo storico attesta tutt'alrro. I primi teorici borghesi
si occuparono quasi esclusivamente dei generi letterari i
cui principî estetici potevano essere mutuati dalla poesia
antica: il dramma, l'epos, la satira, ecc, Il romanzo si
sviluppa in modo quasi del tutto indipendente dallo svi-
Ronan kak barÍ*aznaia epopeìa, in Litetutunaia e cìklopediia, \ol. luppo della teoria generale della letteratura. Questa non
IX, Moskva rp;:, pp. zp-:-8:r. lo prende in considerazione e non influisce su di esso (nei
TL ROMANZO COME EPOPEA BORGHfSE
r34 GYóRGY TUKTiCS

secoli xvrr-xvrrr Boileau, Lessing, Diderot, ecc.). Le pri dominio come tipica forma di espressione della coscienza
me allusioni serie a una teoria del tomanzo le trovíamo borghese nella letteratura. I tentativi di far risorgere l'e-
in singole osservazioni fatte dagli stessi grandi roman- pos antico sulla base della moderna civiltà, tanto difiusi
zieri, i quali dimostrano di elaborare e sviluppare questo nei secoli xvrr-xvnr (Milton, Voltaire, Klopstock), ades-
nuovo genere in modo del tutto cosciente, anche se nelle so cessano.ll punto culminante dello sviluppo del dram-
loro generalizzazioni teoriche essi non vanno piú in là di ma nei maggiori paesi europei è ormai passato da ulr pez-
ciò che è assolutamente necessario per la loro plopria zo. È naturale che compaia (all'incirca dal tempo della
cteazione. Questa mancanza di attenzione per ciò che è pubblicazione degli articoli teorico-polemici di Zo\a) art-
specificamente nuovo nello sviluppo borghese dell'arte, che una piú ampia letteratura sul romanzo, benché tutto
naturalmente, non è casuale. Il pensiero teorico della gio- questo abbia ancora un carattere piú pubblicistico e le-
vane borghesia in tutte le questioni dell'estetica e della gato all'attualità che teorico-sistematico, trattandosi con-
cultura doveva per forza di cose tenersi il piú possibile temporaneamente di un fondamento teorico del nuovo <<

vicino al suo modello antico. nel quale aveva trovato una tealismo>>: il romanzo fu staccato dalle grandi tradizioni
tagliente arma ideologica per la sua lotta per la cultura e conquiste classiche rivoluzionarie e la forma del roman-
borghese contro quella medíevale, Questa tendenza si raf- zo si dissolse con la decadenza generale deli'ideologia bor-
forzò ancora notevolmente, quando la crescente lettera- ghese, Per quanto queste teorie del romanzo siano inte-
tura borshese cominciò ad aiúaversare la fase assoluti- tessanti per la conoscenza delle aspirazioni artistiche del-
stica delìuo primo sviluppo. Tutte le forme della crea- la borghesia dopo la metà del xrx secolo, esse tuttavia non
zione artistica non corrispondenti ai modelli antichi, cre- possono risolvere i problemi fondamentali del romanzo,
sciute organicamente dalla cultura medievale in sembian- non possono né fondare l'autonomia del romanzo come
te popolare e a volte persino plebeo, in questa fase di genere letterario particolare tra le altre forme di nanazio-
svjJuppo sono ignorate dalfa teoria e spes"o sono persi- ne epica né spiegare le caratteristiche specifiche di que-
no respinte come inartistiche r> (ad esempio, il dramma
<<
sto genere, quei suoi principî artistici che lo difierenzia-
shakespeariano r. ll romanzo invece, attraverso i suoi pri- no dalla letteratura amena. Quindi per la teoria marxista
mi grandi rapprèsentanti, aderisce direttamente e organi. del romanzo sono praticamente intetessanti le idee che su
camente all'arte narrativa del medioevo; la forma del ro- di esso sono state sviluppate dall'estetica classica tedesca.
manzo sorge dalla dissoluzione della narativa medieva- L'estetica dell'idealismo classico pone per la prima vol-
le come pÀdotto della sua hasformazione plebea e bor- ta sul piano dei principî la questione della teoria del ro-
ghese. manzo, e la oone in un modo che è simultaneamente si-
Solo con la filosofia classica tedesca si fanno i ptimi ten- stematico e ìtorico. Quando Hegel chiama il romanzo
tativi di cfeare una teoria estetica senerale del romanzo <repopea borghese>>, pone una questione che è insieme
e di includetlo in un sisrema di forÀe esretiche. Contem- estetica e storica: egli considera il romanzo come il gene-
poraneamente anche le enunciazioni dei grandi romanzie- re letterario che nel periodo borghese corrisponde all'e-
ri sul proprio lavoro acquistano grande vastità e profon- pos. Il tomanzo ha, quindi, da un lato, le caratteristiche
dità di genetalízzazione (lValter Scott, Goethe, Balzac). estetiche generali della grande poesia epica, e, dall'alro,
I principî della teoria borghese del romanzo nella sua fot- subisce le modificazioni portate dall'epoca borghese, il cuí
ma classica furono formulati proprio in questo periodo. carattere è cosí originale. Da questo, in primo luogo, è
Ma una piú vasta letteratura sulla teoria del romaozo determinato il posto del romanzo nel sistema dei generi
nasce soltanto nella seconda metà del xfi secolo. A quel- artistici: esso cessa di essete un genere <<inferiore>, che
l'epoca il romanzo ha confermato definitivamente il suo la teoria evita altezzosamente, e il suo significato tipico e
GYòRGY LUKíCS IL ROMANZO COME EPOPEA BORGHESE t37
dominante nella letteratura moderna è dconosciuto inte- di lati negativi: l'uomo perde la sua precedente attività
tamente. In secondo luogo, Hegel deriva proprio dalla spontanea e la sottomissione al modetno Stato burocra-
opposizione storica dell'epoca antica e del tempo modet- tico come a un ordine coattivo estetno lo priva dí ogni
no il carattere e la ptoblematica specifici del romanzo. La artìvità di quesro tipo; questa degradazione disrrugge il
profondità di quesia impostazionè del problema si mani- terreno o&ertiun pé. lu frorituta della poesic. che è sop-
{esta nel {atto che Hegel, seguendo 1o sviluppo generale pianrata darla piatia prosa e banalirà. A que'ta degrada-
delf idealismo classico tedesco dal tempo di Schiller in zione 1'uomo non può sottomettersi senza protesta. <L'in-
poi, sottolinea energicamente l'ostilità tlella moderna vi- teresse e il bisogno di una totalità individuale eÍÌettiva e
ta borghese alla poesia e costruisce la sua teoria del ro- di una autonomia autentica non ci abbandoneranno mai
manzo appunto sulla contapposizíone del carattere poe- e non possono abbandonatci, per quanto fecondo e razio-
tico del mondo antico e della prosaicità della civiltà mo- nale sù da noi riconosciuto ló sviiuppo dell'ordine nella
derna, ossia borghese. Hegel, come molto tempo prima vita civile e politica matura >>, cioè lo sviluppo borghese.
di lui Vico, lega la formazione dell'epos alla fase primi- Anche se Hegel ritiene impossibile eliminare questa con-
tiva di sviluppo deÌl'umanità, al periodo degli <<eroi>>, traddizione tra poesia e civiltà, egli ritiene tuttavia pos-
cioè al periodo in cui 1e forze sociali non hanno ancora sibile mitigarla. Questa funzíone è svolta dal romanzo,
acquistato quell'autonomia e quell'indipendenza dagli in- che per la società borghese svolge la parte svolta dall'e-
dividui che sono caratteristiche della società borghese. La pos per la società antica. Il romanzo come epopea bor-
<<

poericità del tempo parriarcalc .eroicor,, che espresse ghese>> deve, secondo Hegel. conciliare le esigenze della
'i
in modo tipico nei poemi omerici, riposa sulia autonomia ooesia con i diritti della orosa e trovale una <<media)> tra
e attività spontanea degli individui; ma, come dice Hegel, ài essi.
< l'individualità eroica non si separa dal tutto morale al Nella realtà d'ora innanzi prosaica il romanzo, per He-
quale appartiene e ha coscienza di sé solo nell'unità so- gel, deve <ridare alla poesia, nei limiti in cui ciò è possi-
stanziale con questo tutto)>. La orosaicità della moderna bile con i presupposti dati, il diritto da lei perduto>. Ma
epoca borghesè sta, per Hege1, nèll'inevitabile abolizione questo deve essere fatto non nella forma di una conÚap-
sia di questa attività spontanea sia del legame immediato posizione, romanticamente ctistallizzata, di poesia e pro-
dell'individuo con la società. <<Nell'attuale Stato di dirit- sa, bensí mediante la rafigurazione di tutta la realtà pro-
to i poteri oubblici non hanno di per sé una figura indivi- saica e della lotta conÍo di essa. Questa lotta Íova il suo
duale, ma I'universale in quanto iale regna nellu s.,a ,rn! adempimento <nel {atto che da un lato i caratteri, che
versalìtà, in cui il carattere vivente dell'individuo è tolto dapprima sono in contrasto con 1'ordine comune del mon-
oppute secondario e indi{erente>. Quindi gli uomini mo- do. imoarano a riconoscete in esso l'autentico ed il sostan-
derni. conrrariamenre agli uomini del mondo anrico, si ziale, si riconciliano con i suoi rapporti e vi enúano ope-
staccano coi loro fini e rapporti <<Dersonali> dai fini del rosamenter mentre però dall'altro cancellano da ciò che
tutro: ciò che I individuo la con le proprie forze lo fa solo fanno e compiono la forma prosaica, sostituendo alla pro-
per sé. e perciò risponde del suo proprio agíre solranto e sa esister.rte una tealtà resa afiine ed amica alia bellezza
non degli atri del .,11r116 sosranziale> al quale apparriene. e all'arte>>.
Questa legge, che regola la vita della società borghese, è Nella teoria del romanzo di Hegel hanno trovato la lo-
riconosciuta incondìzionatamente da Hesel come tisul- ro piú luminosa esptessione tutti i grandi pregi dell'este-
tato storicamenre nece.sario dello svilupoo dell'un anirà tica dell'idealismo classico, ma insieme anche la sua ine-
e come assoluto Drogresso lispetro al prirnirivi.mo dell'e- vitabile limitatezza . Gtazie al fatto che l'estetica classica
poca <<etoica>>. Ma questo progresso ha anche una serie tedesca, benché in forma falsa e idealistica, si awicina
GYORGY LUKACS IL ROMANZO COME EPOPEA BORGHESE
alla comprensione di una contaddizione essenziale della mondo, mentre invece nel dramma il protagonista íncar-
società borghese, dove il progresso tecnico-materiale è na 1a totalità di una contraddizione sociale Dortata al li-
raggiunto a ptezzo di un abbassamento di molti impor- mire eslremo. Contemporaneamcnte in questa teoria del
rantiscimì asperri deìÌ attivirà spiriruale sociale e in par- romanzo si esprime, spes<o senza che.e ne avveJano gli
ticolare dell'àrte e della poesia.l'estetica classica riuscí a stessì ròrici, un car,ltere speci6co del romanzo borghe-
fate una serie di importanti scoperte, le quali ne costitui- se: la sua impossibilità di tovare e rappresentare un
scono merttomtranseunte. <<eroe positivo>>, Certo la filosofia classica restringe an-
In primo luogo, essa ha messo in luce l'elemento co- che questo problema, perché essa consapevolmente tende
mune che Iega il romanzo all epopea. ?raLicamente que-
a giungere a un impossibile stato medio ta le tendenze
sro le_game si riduce al farto chè ogni romanzo di grande conrrapposle e in lorra del capirali.r,o: non a caso essa
significaro tende. sia pure in formà conrraddirrorià e pa- prende a modelio ilWilhelm Meister dr Goethe, roman-
radossale. all epopea e proprio in quesra rendenza irria-
zo che consapevolmente si prefigge di raffìgurare questo
Jizzabile acquiira la sua grandezza'poerica. In secondo <<stato medio>>. Tuttavia la filosofia classica ha chiarito
Juogo, il della r-eoria borjhese classica del ro-
"ig;ificaro fino a un certo punto la difierenza tra epos e romanzo.
manzo sLa nelJa presa di coscienz.r dèlla diflerenza srorica
Schelling, ad esempio, vede l'oggetto del romanzo ne1la
tra l'epos antico e il romanzo e quindi nella presa di co- lotta tra idealismo e realismo e Hegel nell'educazione del-
sclenza del romanzo come genere arrisrico tipicamente l uomo alla vira ne'h società borlhe.e.
nuovo.
Quale 'ia .Lata I imporranza di qrresre congu,.rc deì-
Nell'ambito di questo articolo non possiamo parlare in I'estetica classica risulta dal fatto che esse liauidarono in
modo particoìareggiaLo della teoria generale dell epos nel- modo definirivo turti i rerrarivi tarri nei ,ecoli xvt: e
Ia filoso6a classicàl anche se proprìà essa ha farro molris- XVIII pel creare e fondare teoricamente un epos moder-
simo per una conoscenza teóricà della composizione dei no. L irrealizzabifirà di quesri rentativi si n;niie.ta nel
poemi omerici (significato dei motivi regressivi nell'e- modo piú lampante nel fjtto che Voltaire nelÌa sua teoria
popea jn con trapposizione aìla progressione de.i morivi della poesia epica polemizza proprio col principio eroíco
nel dramma. autonomia delle singole parti, funzione del dei poemi omerici e cerca di costruire una teoria del1'e-
caso, ecc.). Queste tesi generali sono di straordinaria im- pos priva di ogni eroicità, su una base puramente mo-
portanza per intendere la forma romanzesca, perché chia- derna, ossia sostanzialmente sulla base sociale del roman-
riscono i princìpi poerici formali grazie ai quJìi ìl roman- zo. Non è certo un caso che Marx. oarlando dell'ostilità
zo. come già I'epos. può dare un quadro completo del del capitali.mo aìla poe.ia in generaie e a quelìa epica in
mondo circosrante. un quadro delJa sua epoca, Goerhe particolare, citi appunto 1'Enriade di Voltaire come mo-
lornìula nel modo seguenre quesra oppo.izione tra ro. dello di poema epico fallito.
manzo e dramma: <Nèl romanio si dev;;o raooresentare
<opratturro jdee e avvenimenti: nel drammjcaratteri e Un atteggiamento teoricamente giusto verso 1a forma
del romanzo presuppone quindi una comprensione reori-
fatti. Il romanzo deve procedere lentamente: le idee del camente giusta delle contraddizioni dello sviluppo della
protagonista debbono ritardare [...] il troppo rapido svol-
società capitalistica. A questa comprenslone non eta asso-
gimento dell'azione. [.,.] L'eroe del romanzo déve essere
lutamente in grado di giungere Ja filosofia classica tede-
passivo, o, per lo meno, non attivo in alto grado>>. eue-
sca. Per Hegel, Schelling, ecc., lo sviluppo borghese era
sta passività dell'eroe del romanzo è richiesta da conside-
l'ultimo grado <assoluto>> dello sviluppo dell'umanità.
razioni formali: essa è necessaria afÉnché attorno ad esso Essi non potevano quindi capire che il capitalismo è sto-
possa svilupparsi in tutta la sua ampíezza il quadro dei
ricamente condannato e 1a comprensione della contraddi
r40 GYóRGY LUKrics IL ROMANZO COME EPOPEA SORGHESE I4I
zione fondamentale della società caoitalistica (la contrad-
dizione ira Ia produzione rociale e I'a ppropriazione pri- La lorma specifica del romanzo.
vata) si trovava al di là del loro orizzonte. Persino la filo-
sofia di Hegel poteva soltanto, nel migliore dei casi, avvi- Le basi per la creazione di una autentica teoria scienti-
cinar'i alla formulazione di alcune conseguenze jmpor. fica delromanzo sono state poste per la prima volta nella
tanti che da quella contraddizione scaturiscono. E persi- dotrina di Marx e Engels sull'arte, La spiegazione mate-
no qui tale filosofìa non poteva capire la vera unità dia- rialistica. dara da Marx. dell ineguaglianza dello sviluppo
lettica degli opposti sociali. Entro questi limiti Hegel dell arre ri.petro al progres.o mareriale e dell osrilirà del
giunge soltanto all'esatta anticipazione delle contraddi- modo capitalistico di produzione verso l'arte e la poesia,
zioni dello sviluppo capitalistico, al presentimento del- contiene la chiave per capire l'ineguaglianza dello svilup-
l'inseparabilità del suo catattere progressivo, che rivolu- po di singole forme e generi di poesia. Le idee geniali di
ziona la produzione e la società, dalla profondissima de- Marx sull'epos antico e su quello artificiale postetiore,
gtadazione dell'uomo, che questo sviluppo porta con sé. contenute nell'Izlrod.uzione alla crltica dell' econonla po-
I teorici borghesi - anche quelli del periodo classico - litica e nelle Teorie del plusultlare, nonché nei capitoli
stanno di frontc a un dilemma: o esaltare romanticamen- del libro di Engeis L'origine della laruiglia, della propríe-
te il periodo eroico, mitico, primitivamente poetico del- fà pùratn e dello stata dedicato alla disgregazione della
l'umanità e cercare scampo dalla degradazione capitali- società tibale, mettono in luce la dialettica dello slilup-
stica dell'uomo in un ritorno al passato (Schelling), o at- po della forma epica, uno dei gradi piú importanti del
tenuare Ia conrraddizione, insopprorrabile per la coscienza quale è costituito dal romanzo.
borghese, deìl'ordinamento capiraf istico nella misura su[- Per le sue finalità e proptietà il romanzo ha tutti i se-
ficiettre a rendere possjbile almeno una cerra accerrazione sni caratteristici della forma eDica: la tendenza ad ade-
e un cetto riconoscimento di questo ordine (Hegel). A1 di guare la forma della raffigurazione della vita al suo conte-
sopra di questo dilernma teorico non si è sollevato alcun nuto; l'universalità e l'ampiezza del materiale abbraccia-
pensatore borghese, neppure, naturalmente, nella teoria to; la presenza di piú piani; la sottomissione del principio
del romanzo. E anche i grandi romanzieri possono rafigu- della riproduzione dei fenomeni di vita, attraverso un at-
rare in modo corretto questa contaddizione solo quando teggiamento esclusivamente individuale e soggettivo ver-
inconsapevolmente mettono da oarte le loro teoríe ro- so di essi (come, ad esempio, nella lirica), al principio del-
mantiche o conciliaftici. la rafigurazione plastica, in cui uomini ed eventi agisco-
Pet questo. anche se l'estetica classica vede la difieren- no neìl'opera quasi di per sé, come figure viventi della
za specífica ta epos e romanzo, anche se vede, poiché le realtà esterna. Ma tutte queste tendenze raggiungono la
è perfettamente chiaro il carattere di oggettività confe- loro piena e compiuta espressione soltanto nella poesia
rito all'epos antico dal mito, tutto l'enorme significato epica dell'antichità che costituisce la <forma classica del-
della specifica forma del romanzo (<<il romanzo è obietti- l'epos >> (Marx). In questo senso il romanzo è il prodotto
vo soltanto grazle alla sua forma>>, dice Schlegel), essa della dissoluzione della forma epica, che con la fine della
non è in grado di Úattare concretamente queste caratte- società antica ha perso il terreno per la sua fioritura. 11
ristiche del romanzo e non va al di 1à di una conÍaoDo- romanzo aspira agli stessi fini cui aspira I'epos antico, ma
sizione dì .romanro e epos, giusra nelle sue grandi linìe. non può mai raggiungerli, perché nelle condizioni della
società borghese, che costituiscono la base dello sviluppo
del romanzo, i modi di realizzare i fini epici diventano
cosí diversi da quelli antichi che i risultati sono cliame-
IL r43
r42 cYijRGY LUKr{CS ROMANZO COME EPOPÉA BORGHESÉ

tralmente opposti alle intenzíoni. La contraddizione della che fa grandi Molière e Corneille non è la capacità di far
forma del romanzo sta aDDunto nel fatto che il romanzo dire sí ad Alceste e no a Filinte, a Ottaviano e a Cinna
come epos della società Lórghese è l'epos di una società Rousseau ne.lla Nt"oua Eloisa ha scrirro una lettera a fa-
che distrugge le possibilità deila ceazione epica. Ma que- vore e una lettera contro il duello. Oseresti tu dire quale
sta circostanza che, come vedtemo, costituisce la causa sia la sua ver4 opinione? Chi di noi potrebbe esser giu-
principale dei difetti artistici del romanzo rispetto all'e- diée tra Clarissa e Lovelace. ra Ettoie e Achille? Chi è
posr contemporaneamente gli ptocura anche una serie di l'eroe di Omero? Quale fu i'intenzione di Richardson? >>

prerogative. Il romanzo apre la via a un nuovo rigoglio Dal punto di vista pradco questa poetica non porta Bal-
dell'epos, dalla cui dissoluzione esso nasceJ e dischiude zac (né Hegel del periodo dela Fenonenología) a ':no
pos"ibilirà arfisrjche nuove che alla poesia omerica erano scetticismo nichilisti.o. Essa sisnifica soltanto che Balzac
isnote. nella sua opera svolge fino in fòndo le contraddizioni piú
- profonde della società borghese e si ferma a raffigurare
Dalla sopra rilevata contraddizione ta teoria e pratica
nello sviluppo del romanzo, dal ritardo della teoria ri- f interpenetrazione dinamica di queste conffaddizioni co-
spetto aLla pratica in questo campo sembrerebbe derivare me forze motici di tale società. Che Balzac, come Goethe
che da materiale per la costruzione deila teoria del roman- e Hegeì. aspiri, dal punLo di vista teorico. a lrovare un
zo con le sue particolarità speciEche possono setvite sol- utooico stato medio > di queste contraddizioni e lo ab-
<<

tanto le opere dei grandi romanzieri, Ma accanto alla teo- bia persino raffiguraio in aliuni suoi romanzi. per noi qui
ria, per cosí dìre, <<ufficiale> dei grandi poeti e pensatori non ha importanza perché il suo significato nella storia
del periodo rivoluzionario della borghesia troviamo in del romanzo sta proprio nel fatto che nei cammino prin-
essi anche una teoria esoterica )> nella quale si manifesta
<<
cipale della sua opera egli si è staccato da questa utopia
una biú chiara comorensione delle contraddizioni fonda- e si è attenuto alla raffsurazione delle contraddizioni esi
meniali della società borghese. stenti. Slenno qui it suó r;aerito e la suc forza.
Cosl, ad esempio, Hegel, citando nella Fexomenologia Tuttavia la conoscenza creativa delle contraddizioni
dello spirito il Nipote di Ranzeau di Diderot, dalla strut- antagonistiche come fone moffici della società capitali-
tura e dalla forma di quest'ooera straordinatia ttae con- stica (radicate, nelia loro forma generale, nell'antagoni
clusioni che vanno loniano, ociò .he in questo mondo smo di classe tra abbienti e non abbienti) è soltanto il
s'impara è che non hanno verità né le essenze efrettaali presupposto della forma romanzesca, ma non questa {ot-
del potere e della ricchezza, né i loro determinati coz- ma stessa: già Hegel ha notato che la conoscenza corretta
cetti: ltene o male, o la coscienza del bene e del male, la dello <<stato generale del mondor> non è che la premessa
coscienza nobile e quella spregevolel anzi tutri questi mo- del <principio poetico> vero e proprio, la premessa del-
menti s'invertono piuttosto l'uno entro 1'altro, e ciascu- f invenzione e dello svolgimento dell'azione. Il problema
no è il contario di se stesso. [...] Il linguaggio della di- dell'azione costituisce proprio il punto centrale della teo-
sgregatezza perakro è il linguaggio perfetto, e il vero spi- ria della forma del romanzo.
rito esistenie di tutto questo mondo della cultura>>. Ogni conoscenza dei rapporti sociali resta astratta e
I principî di questa teotia <<esotetica)> hegeliana del priva di interesse dal punto di vista della narrativa, se
romanzo contengono anche i principî della poetica <<eso- non diventa il momento {ondamentale e unificante del-
terica >> di Balzac che egli per lo piú enuncia per bocca dei l'azione; ogni descrizione delle cose e delle situazíoni re-
suoi personaggi (e quindi il piú delle volte in una forma sta morta e vuota, se è descrizione soltanto d'un semplice
attenuata dall'ironia). Cosí nelle lllusioni perdute Blon- sDettatore. e non momento attivo o ritardante dell'azlo-
det dice: <<Tutto è bilaterale nel resno del oensiero... Ciò 27. Questa posizione centrale dell'azione non è un'inven-
r14 GYORGY LUKACS IL ROMANZO COME EPOPEA BORGHESE r45
zione formale dell'estetica; essa deriva, al contrario, dalla che la democrazia guerrieta>> (Marx), e Omero non mo-
nece:sità di un rispecchjamento. il piú posslbile ade-guato. stta alcun mezzo attraverso il quale il poPolo (o una parte
della realrà. Se bisogna rafÎgurare il rapporto reale de-l- di popolol possa essere costretro a qualcosa conlro la irro-
I'uomo verso la società e la natura (cioè non soltanto la pria voìonra. L azione delì'epos omèrico è ìa lotLa di una
coscicnza che Iuomo ha di quesri rapporti. ma Iessere iocie;à relativamente unita, Ai una società in quanto col'
stesso, che è il fondamento di questa coscienza, nel suo letti+ità contro un nemico esterno.
nesso dialettico con la coscienzi). la sola via adatta è la Con la disgregazione della società tribale, dall'epos de-
rafigurazione dell aziune. Poiché solLanto qeando I'uo- ve scomparire questa {orma di rafiìgurazione dell'azione
mo agisce. alrravetso l es'cre
'o.iale
trova eòpressìone la ooiché eisa è siomour.a dalla vita ieale della società. I
sua vera essenza, la forma autentica e iÌ contenuto auten- èaratteri, Ìe azioni;le situazioni degli individui non pos-
rico dclla srra co.cienza, lo saopia egìi oppure no e quaìi sono piu rappre"ertare turta la società. diventlre tipici
che siano le false rcpprcsenLazioni.h" egli ne abbia nelh pet rutra la iocierà. Osni indi,,iduo rappre:enfr ormai
sua coscienza. La fantasia poetica del narratore consiste irna delle classi in lotta."E sono la orofondità e la validità
proprio neli'inventare una storia e una situazione, nelle con le quali è comoresa una data lotta di classe nei suoi
àuali trovi esotessione attiva questa <<essenza>> dell'uo- aspetti èssenzíaii che risolvono il problema della tipicilà
Ào. I'elemento tioico del suo essere sociale. Mediante degli uomini e dei loro destini. Quanto maggiore è il L-
questo dono inventivo, che naturalmente presuppone una veÌlo dello sviluppo sociale sul quale in seguito nascono t
penetrazione profonda e concreta nei problemi socíali, i tentativi di rinnóvare gli elementi formali dell'epos an-
grandi narrrLori possono creare un quadro della loro so- tico, tanto piú falsa è quella raffigurazione pseudoepica
iierà dal qurìe. anche per quel che iiguarda i particolari della società come soggetto unitario che di questi tenta-
economici, si può attingere di piú che < dai libri di tutti tivi è il risultato. Una volta apparsa la società di cÌasse,
gli storici, gli economisti e gli statistici di professione del il grande epos non può attíngere la sua grandezza epica
periodo, presi insieme> (Engels su Balzac). chè dalla oiofondità e tioicità delle contraddizioni di clas-
Le condízioni nelle quali nasce questa azione, il suo se nella lòro totalità diiramica. Queste opposizioni nella
contenuto e la sua {orma sooo deteiminati daÌ grado di rafiguraziooe epica si incarnano sotto forma di lotta degli
sviluppo della lorra di cla..e. Me lepos e i' romanzo ri- individui nella società. Di qui deriva - in particolare
solvono oucrio loto comune probleÀa centrale in modo nel tardo romanzo borghese - I'appatenza secondo la
díametralmente ooDosto. Per;ntrambi è necessario met- quale I'opposizione tra iidividuo e iócietà sarebbe il suo
tere in luce le oeculirrità essenziali di una determinata
"o-
tèma prirrcipale. Ma non è che un'apparenza. La lotta
cietà mcdian teìèstini. ind ivùuali. mediante Ie azioni e le degli individui tra loro acquista 1a sua oggettività e verità
sòil"iénre di'iingoli individui. Nei rapporti dell'indivi- solo perché i caratteri e i destini degli uomini riflettono
duo con ia società, attravelso il destino individuale si ma' in màdo tipico e fedele i momenti céntrali della lona di
nifestano i tratti essenziali dell'essere storico-concreto di classe. Ma ooiché la società capitalistica ctea la base eco-
una data {ornra sociale. Ma nello stadio superiore della nomica pei un legame onnilaierale e reciproco che ab-
barbarie, nel periodo omerico, la società eta ancota rela- braccia tutta la vita umana (produzione sociale), il ro-
tivamente unita. L'individuo, posto al centro della narra- manzo del periodo capitalistico può dare un quadro della
zione, poteva essere tipico, esprimendo la tendenza fon- società nella totalità vivente delle sue contraddizioni mo-
damentale di tritta la società, e non la contaddizione ti- trici. In Balzac l'amore e il mamimonio della gtaxde da'
pica all'iaterno della società. I1 potere regale <<accanto al rze può essere il filo sul quale si allineano i uatti caratte-
consiglio e all'assemblea del popolo non significa altrcr ristici di una trasformazione dell'intera società. Le storie
r46 GYóRGY LUKíCS IL ROMANZO COME EPOPÉA BORGHESE r47
d'amore dei romanzi greci, invece (Dafxi e Cloe di Lon' la sublimazione di un'esperienza interiore individuale al
go, ecc.) sono idilli stàccati da tutta la vita della società' punto che essa si Íonde in una grande idea. in,un eroismo
La dialettica dello sviluppo ineguale dell'arte si mani- .iuil.. inro--. nella vita del tutto sociale Questa lela-
festa. oerò. nel farto chJ questa sres"a conrraddizione tiva unità deil'universale e dell'individuale è irraggiungi-
principale. che crea Ia possibilirà della vera azione del ro-
nella vita borghese La separazione delle {unzioni so-
bile -J"rL
rnunro,. ii questo fa Ià forma artistica predominante per ii"ú i".èta-. private càndanna ogni poesia civile
un'intera eooca storica. porta nello stesso tempo alle con" borghese all'universalità astratta; proplio per rI suo
pa-
dizioni meno favorevoli per la.oluzione del problema letismo questa ooesia perde il suo pathos nel senso an-
cenrrale della forma arristica, 1l problend dell'aziote. II tico della oarola. Ma il rinchiudersi uelle proprie taccen'
carattere della società capitalistica è tale che, in primo de e il reciproco isolarsi nella società borghese díventano
luogo, le forze sociali si manifestano qui in una. fotma non un f"nlmeno casuale, ma una legge universale, e per
astrattaJ impersonale e per la narrazione poetica inafiel- ciò le ricetche del <<pathos > della vita moderna in questa
rabile (lo aveva già notato Hegel, è vero, senza capirne direzione pos"ono, frno a un cerlo Punto, essere.coronaie
le cause economiche e quindi in una forma molto imper- da succesio. .Cosi la tarfalla no[lurna, quando ll. sole
fetta e svisata) e, in secóndo luogo, che la realtà borghese universale è tramontaro, voJa verso la ìuce di lampada oet
quotidiana spesso non favotisce una presa di coscienza privaro> (Marx).
immediata e ihiara delle contraddizioni sociali fondamen- ' ì srandi raDDrescntanti del romanzo realistico hanno
tali: questo perché nella socjerà borghese, soggetta-a.for- comi"nciato prértissimo a vedere nella vita privata iì vero
ze spontaneo-elementari. nessuno può rener conlo dell ln' materiaìe del romanzo. Cià Fielding si definiva Io- 'sro-
flusso delle sue azioni sugli altri e lo scontto di interessi rico della vita privarr" e Resrif de la Bretonne e Balzac
acquista spesso un carattere impersonale. Il problem-a d"finit.o.o il iompito del romanzo nello stesso modo'
deila forma, per i grandi romanzieri, è quindi quello di Mr ou.t,. sroriogiafia della vita privata non cade al li'
superare queito caiattere sfavorevole del materiale per u"ito'a.ttu..onacia banal" solo quando in un singolo fe-
rrovare siruazioni nelle qtrali la lorta reciproca sia c-on- nomeno concrefamente si manifesiano Ie grandi forze sto-
creta, chìara, tipica e non appaia come uno scontto fot- riche della società borghese. Balzac nella prefazione alla
tuito, afinché dalla successione di queste situazioni tipi- Commedia umaxa di,chiara il suo programma: <Il caso.è
che si cosúuisca un'azione epica realmente significativa. il piúerande tomanziete del mondo; per essere tecondr,
<<Caratteri tipici in circosìanze tipicher>, cósí Engels noì c'È che studiarlo. La società francese è il vero storico,
definisce l'essenza del realismo nel romanzo in una Ietteta io non sono che il suo segretarior>-
su Balzac. Ma questa tiPicità significa ciò che noi vediamo Ouerto fiero oggertivjsmo del contenuto. questo gran-
appunto in Balzac: un allontanamento dalla reaìtà quoti- de ùalismo nella iàfigu razione dello "viluppo sociale può
diana <<media>> è artisticamente necessario per otienele essere incatnato nell'opera d arte solo quando sl allarga
situazioni epiche, un'azione epica, per incarnare concreta- l'ambito della realtà qìotidiana <mediar> e 1o sctittore
mente in destini umani le contraddizioni fondamentali nlunsq 2l -pathos', dèlla "vira privata". per dirìa con
della società e per non farle appadre soltanto un astratto Éelzàc. Ma questo "pathoso non può- esrere tro\ato che
commento ad eìsi. La oeazione di caratteri tipici (e di si per vie molto indirette e complesse Le lorze soclall col-
tuazioni tipiche) significa, quindi, la rafigurazione con- ie dall'artista, e di cui egli raifigura í1 carattere contrad-
creta delle forze sociali. significa una rina.cita nuova. non dittorio, devóno apparirè come tratti caratteristici delle
imitativa. non meccanica del pathos dell'arte antica e del- figur. ruppre.entaie. cioè devono possedere una intensità
l'estetica antica. Per pathos la filosofia antica intendeva dioassione e una chiarezza di principî che mancano nella
IL ROMANZO COME EPOPÉA BORGHESE f49
I+8 CYóRGY T UKÀCS

vita borghese quotidiana e nello stesso tempo devono le e del tioico Duò manifestarsi chiaramente solo nell'a-
essere presi oei tatti individuali di un dato individuo.
zione. L'azioneidice Hegel, < è la piú chiara messa in luce
Poiché-la contraddittorietà della società capitalistica si dell'individuo, della sui disposizione d'animo, come dei
manifesta in ogni suo singolo punto e l'umiliazione e la suoi fini; ciò che l'uomo è nel piú profondo del suo inti
depravazione deLl'uomo impregnano tutta la vita interna mo, viene a realtà solo con il suo agire-. E quesLo agire,
quesra reale unirà dell'uomo e del <destino", l'unità del-
ed estetna della società borghese, chi vive un'esperienza
in fondo diventa inevitabil- l',romo con la forma di manilestazione delle contraddizio'
appassionata e profonda fino
ménte oggetto li queste contraddizioni, un ribelle (piú ni sociali che determina il suo destino, è questo che con-
o meno cosciente) contto l'azione spersonalizzante del- ferisce all'uomo la nuova forma mediata e indiretta del
<, oathos , antico. Esso è tipico non perche è Ia media sta-
I'automatismo della vita borghese. Balzac sottolinea, in
una delle sue orefazioni. che i lettori non hanno assoluta-
tisrica delle proprieLà individuali di qualche straro di.per-
sone, ma perché in esso, nel suo carattefe e nel suo desl-
mente capito il suo papà Goriot, se hanno creduto di ro-
varvi della rassegnazione: Gorior. ìngenuo e jgnorante, no si manifestano i Íatti oggettivi, stolicamente tipici
spe<so emotivo.;suo modo è ribeìie quanto Vautrin Bal-
della sua classe e si manifestano contemporaneamente co-
me forze oggettive e come suo proplio destino itrdivi-
zac coglie perfeltamente qui il punto dove col pathos può
ouale.
nascere una situazione epica, un'azione epica anche nel
romanzo moderno. Nelle figure di Goriot e di Vautin (e, La giusta comptensione di questa unità determina la
aggíungiamo, in quelle della marchesa di Beauséant e di {econdltà dei motìr'i epici, la loro attitudine a fare da base
Rastignac) s'incatna efiettivamente un cetto pathos e allo svolgimento di un'ampia azione nella quale si mani
fesLi un mondo jntero. Con quanra piú concretezza
jl pa-
ognuna di queste figure è sollevata a un livello di passio- la con-
thos di una fisura artistica individ'rale si {onde con
ne cosí alto che in essa si manifesta il conflitto interno di
un momento essenziale della società borghese, e nello taddizione sóciale che determina intimamente il suo de-
stesso tempo ognuna si tova in uno stato di rivolta sog-
stino. tanto piú la comDosizíone del romanzo si avvicina
getriva giustificara. anche se non scmpre consapevole, all infinità epica deeli ànLichi. La verosimiglianza dell a-
zione. nel senso di una probabilirà media stati5tica, non
rappresentando nella propria persona un síngolo momen-
to della contraddizione sociale. Solo grazie a ciò queste ha qui quasi alcuna importanza, I grandi romanzieri da
figure si trovano in un rapporto reciproco vivo, e le gran- Cervantes a Tolstoj fanno uso del caso sempre con sovra-
na libertà. e il leeame estrinseco tra le singóle azioni nel-
di conraddizioni della società borghese acquistano in esse
una {orma concretal come se fossero loro problemi indi-
le ioro ooere è e-stremamente debole. Il Don Cbisciotte
è una serie di singoli episodi, legati tra loro esclusivamen-
vidualmente vissuti. Questa composizione del romanzo,
che salva f invenzione poetica dalla distuzione nel deser-
te dal parhos della figura del protagonista nel -suo contra-
sto con Sancio Panzl e ]a restante prosaica realta Lppure
to ptosaico della vita borghese quotidiana, non è afiatto
qui si ha l'unità dell'azíone nel grande stile epico, poiché
una particolarità individuale di Balzac. Il procedimento,
lè figure del romanzo tivelano sempte concretamente l'es-
mediante il quale Stendhal mette ìn reciptoco contatto
senziale agendo neìle situazioni concrete, mentre ne1 lo-
Julien Sorel, giacobino in ritardo, e Mathilde de la Mole,
manzieri moderni le costruzioni. assai abilmente fatte, so-
aristocratica realista e romantica, oppure Tolstoj mette in
no vuote e sconnesse in senso epico, petché le opposizio-
rapporto il principe Nechljudov e Katja Maslova, facen-
do nascere un'azione epica, questo procedimento, pur con
ni. anche quelle ben ossefvate, restano soltanto opposi-
tutta la difierenza dei metodi creativi sotto altri riguardi, zioni di caratteri e di concezioni e non possono risolversi
è iondato su uno stesso Drincioio. L'unità dell'individua- in aztoni.
r50 GYòRGY LUKíCS IL ROMANZO COMÉ EPOPEA BORCHESÉ 15r
Sembrerebbe che il nuovo pathos come base della com- li ha una sua compiutezza novellistica, |'ampiezza del
posizione del romanzo s"puri qu".ta composjzione- dal- mondo rappresentato. Certo, tutti questi elementi sono
l eoos e la avvicini al dramma. Ma in realtà non è aflatto radicalmente rielaborati sia dal punto di vista del conte-
.orí. Il oathos sociale antico. che si manifesta immediata- nuto sia dal punto di vista della fotma, e non soltanto.là
mente, irova davvero nella tragedia la propria espressio- dove sono tiattati su un piano parodico e satirico Nella
ne adeguara e pura. lnvece il nllevs -pathos della vita comoosizione con semore maggior intensità comjnciano a
prir ata che è variamente mediato. può maniIestarsi nel- penetrare elemenri pJèbei. HiÌne ha ragione di conside-
",
i'azione soltanto se si rafigurano tutti gli anelli di media- irr. qr.tto mo*enio decisjvo: ..Cervantes ha creato il
zione sotto fotma di persone concrete e di situazioni con- romanzo moderno introducendo nel romanzo cavallere'
crete: esso quindi diitrugge la {orma del dramma. Il ca- sco la ralÎsurazione fedele delle classi ínferiori e mesco-
rattere drammatico della composiàione di alcuni romanzi landovi la vita popolate>>. Ma il nuovo materiale, la cui
di Balzac (e oersino di Dostoe;skij) non contraddice la co- appropriazione artistica ha condotto alla creazione della
sa; in efiettinon si può immaginarsi un dramma che rac- nuova {orma fomanzesca, non nasce soltanto da questo
chiuda in sé una ricchezza di particolari mediatod cosí va- materiale rinnovamento democratico della tematica d'av-
riamente ramificata, La manchevolezza artistica dei dram- venture della vecchta natafíva, ora riavvicinata alla vita:
mi dei erandi lomanzieri (Balzac, Tolstoj) non è aíÍatto è la prosa della vita che contemporaneamente affluisce
casuale iome non 1o è il fatto che l'abbondanza dei carat- nel rómanzo modetno. Cervantes e Rabelais, creatori del
teri conraddittori della vita borghese abbia tlovato la romanzo moderno. riflettono nelle loro opere questo im'
òua espressione adeguata in tutta una serie di grandi ro- portantissimo fatro, anche se ne traggono concìusjoni dif-
manzi. mentre i rentarivi di sempìificare e abbreviare que- Ìerenti. Sja l arisrocrazia di Cervan-Ès sia il borghese di
sta molteolicità. di {arla entrare nella totalità intensiva Rabelais ínsorgono conro la clegradazione dell'uomo nel-
del dramma hanno quasi tutti fatto fallimento. la società {eudale motente, da un lato, e contro la sua de-
gtadazione nella società borghese nascenteJ dall'altro, an-
che se osnuno di essi vede a suo modo la via d'uscita. La
La nascita del romanzo. unità di-sublime e di comico nell'immagine di don Chi-
sciotte. unità in seguito mai piú raggiunta. è determjnata
Dal punro di vi"ta del conlenuto) il romanzo moderno oroprio dal farto che Cerrantes lotta in modo geniale,
è nato dalla Iorta ideologica della borghesia contro il feu- mentre cfea questo carattele. contlo le carattetlstrche
clalesimo. Ma l'opposizione netta rispetto alla concezione principali di due epoche che si dànno il cambio: contro
medievale del monclo, opposizione che riempie quasi in- l'eroismo sfibrato dilla cavalleria e contto la bassezza del-
teramentei primi grandi iomanzi, non ha loro impedito di la prosa della società borghese che si mani{estava chiara-
raccoeliere lrerediià dell'arte nartativa medievale. Questa mente fin dal principio. Qr,erta sorta di <<lotta su due
eredià è lungi dall'esaurirsi negli elementi di intrecci di fronti >> racchiude in sé il segreto della grandezza inegua-
awentute, ecc. che sono ripresi dal nuovo tomanzo in gliata e, se cosí ci si può esprimere, del realismo fanta-
forma satirico-popolare o ideologicamente rielaborata. Il stico di questo primo grande romanzo. Il medioevo. que-
nuouo ,omunrò Àutua dalla narrativa medievaie la liber- sra "democraTià deil'assenza di liberrà.1Marx1, dà agli
tà e l'eteroseneità della composizione d'insieme, il suo soittori, proprio nel periodo della sua dissoluzione, un
sfaldarsi in una serie di singole avventure legate tra loro materiale di uomini e di azioni estremamente ricco e va-
soltanto dalla personalità d-el protagonista piincipale, la riopinro. Qui lauLonomia e latrivirà spontanea dell'uo-
relativa autonomia di queste awenture ognuna delle qua- mo possono ancora manilesrarsi in modo relativamente ]i-
r52 GYóRGY LUKíCS IL ROMANZO COME ÉPOPEA BORGHESE r53
bero (Hegel considera questo periodo una sorta di ritor- questo angolo visuale permette al nascente romanzo di
no dell'antico eroismo e spiega giustamente la grandezza occupate, nella questione dell'<reroe positivo>>, una posi
di Shakespeare con le possibilità che I'epoca gli ofiriva). zione del tutto diversa da quella che divenne possibile in
La prosa della vita borghese non era allora che un'ombra seguito. L'essenza delle classi dominanti della società bor-
che cadeva sulla variopinta varietà della vita in movimen- ghese è tale che un poeta gtande e onesto non può tro-
to, una vita piena di meravigliose collisioni e avventure, vare nel loro ambiente un etoe positivo>. Nel periodo
<<

1'angustia della vita individuale, la mutilazione dell'uomo dell'origine del romanzo borghese una visione, unica nel
ad opera della divisione capitalistica del lavoro non erano suo genere! delle opposizioni sociali, delle vecchie e nuo-
ancota. nel Rinascimento. un fatto sociale dominante. ve forme di schiavitú dal punto di vista della libertà e del-
Ma questa lotta contto il feudalesimo e contro la deli- l'attività spontanea dell'uomo, permetteva al tomanziete
neantesi mostruosità borghese dà all'artista molto di piú di far entrare nella raftgurazione del suo eroe, nonoslan-
di un ricco materiale per la creazione, Il mondo variopin- te tutte le note satiriche e ironiche. i tratti di un'autentica
to delle forme della vita medievale resta un materiale ric- grandezza <<positiva>>. Nello sviluppo ulteríore ogni <<po-
co anche quando si combatte col piú grande vigore il suo sitività>> dell'eroe è distrutta dalla citica, dalf ironia e
contenuto sociale; e la sorgente società borghese con la dalla satira con tanta piú decisione quanto piú i1 crescen-
sua nuova ideologia è ancora pregna del pathos della li- te dominio della borghesia porta al regresso dell'indivi-
berazione dell'uomo dalla mortificazíone feudale, dalla dualità e alla formazione di <<uomini dalla ristretta men-
schiavitú sociale e ideologica, dall'angustia e dalla me- talità borghese>> (Engels). Quanto piú il romanzo si ta-
schinità economica e politica del medioevo. Per Rabelais sfotma in una raffigurazione della società borghese, in una
I'iscrizione situata sulla porta maggiore dell'abbazia di sua critica e autocritica creativa, tanto piú chiaramente
Thelème <Fa' ciò che vuoi r> ha ancora il pathos legittimo vi risuona la disperazione che nell'artista è suscitata dalle
e appassionante della liberazione dell'umanità; questo pa- contraddizioni, per lui insolubili, della sua propria società
thos non è svalutato neppure agli occhi del lettore con- (Swift comparato a Rabelais e a Cervantes).
temporaneo dal fatto che l'appello <fa' ciò che vuoir> do- Le particolarità del Rinascimento generano anche lo
veva inevitabilmente degenerare in seguito nell'ipocri stile originale del romanzo nella sua fase iniziale: il reali-
ta <<laissez faire, laissez passer> della borghesia liberale smo fantastico. I grandi priocipî ideologici e sociali del-
abietta e vile. Nell'utopia di Rabelais risuona sempre il I'epoca sono colti e rappresentati dal romanziere in modo
pathos della lotta contro ogni mutilazione dello sviluppo realistico; realistici sono i tipi rafigurati, che atttavetso
libero e totale dell'uomo, il pathos che ha ispirato poi la I'eterogenea varietà delle awenture sono condotti dall'ar-
lotta storica dei giacobini e che ha portato alla citica bril- tista a vete azloni, a un vero dispiegamento della loro es-
lante che gli utopisti, e in particolare Fourier, hanno fatto senza; realistico è i1 modo di scittura, il disegno preciso
del capitalismo. Anche Ia lotta di Rabelais conro la prosa dei particolari necessari nel loro legame organico con le
della nuova vita borghese non è, quindi, una tivolta pic- grandi {orze sociali,la cui lotta si manifesta ín questi par-
colo-borghese contro i <<lati cattivir> della civiltà (come ticolari. Ma la storia natata è consapevolmente non reali-
piú tardi negli awersari romantici del capitalismo). L'u- stica e fantastica. Questo elemento fantastico nasce qui,
topia dello <<stato medior>, della conciliazione degli av- da un lato, dalla visíone utopica delle grandi forze dell'e-
versari in lotta, resta, naturalmente, un'utopia anche in poca e, dall'aluo, dalla comparazione satirica del vecchio
Rabelais e in Cervantes. ma per la sua incarnazione arti- mondo in dissoluzione e di quello nuovo che sta nascendo
stica essa non ha bisogno cheìi rinun.i alla rafiìgurazione coi grandi principî di lotta conuo la degradazione dell'uo-
delle forze antagonistiche in tutta la loro opposizione; mo. Questo elemento fantastico è ancora pieno dell'ala-
r54 GYORGY LUKACS
IL ROMT{NZO COME EPOPEA BORGHESE

cte energia rivoluzionaria della nuova società sorgente. E


te Der il Dessimismo swi{tiano, Ma il tono {ondamentale
nello stesso tempo esso non si conttappone al realismo e di iutta lì raffigutazione in questi scrittori è diverso: è
non costituisce un contrasto, neppure dal punto di vista la vittoria della tenacia e della {orza borghese sul caos e
artistico, col realismo generale dell'esposizione, anzi si sull'atbitrio. llalter Scott dice di Gll Slas: <<Questo li-
fonde con esso in un tutto organico. La sua fonte è nel- bro lascia nel lettore un senso di soddisfazione di sé e del
mondo r>, e anche Moll Fland.ets di Defoe e la maggior
Ielevatezza della concezione d'insieme di questi scrittori,
parte degli altri grandi romanzi di questo periodo si con-
nella loro capacità di afierrare e raffigurare ín modo giu-
sto i tratti veramente decisivi della loro epoca, senza pre-
chiudono con un lieto fine. Gli scittori, quindi, hanno
un atteggiamento positivo verso la propria epoca e la pro-
occuparsi della verosimiglianza esteriore delle singole si-
pria classe, che rcalizza un grande rivolgimento storico.
tuazioni e della combinazione in cui tali tratti trovano
esptessione. La lotta contro il medioevo, accompagnata
Ma questa autoafiermazione della borghesia è legata a
una grande dose di autocritica: tutti gli orrori, tutti gli
dalla simultanea appropriazione della sua eredità temati
ca e formale. rende oossibile a Cetvantes e Rabelais di
abomini dell'accumulazione primitiva in Ioghiltema,
coltivare questo originale realismo fantastico. Anche gli
tutto 10 sfacelo morale e l'arbitrio dell'assolutismo in
Francia sono smascherati in spietate immagini realistiche,
scittori, che in un piú tardo periodo dedicarono la loto
Anzi si può dire che con la rafigurazione di questi dolori
attivirà alla lorta contro il feudalesimo, poterono ancora,
del parto della società capitalistica compare il romanzo
anche se in forma atrenuata, conrinuarà Ia Iinea di que-
realistico nel senso stretto della parola e per la prima vol-
sto realismo fantastico (i romanzi di Voltaire). Il Galli
ra la realtà quotidiana è conquistata alla letteratura,
uer di Swift, dal punto di vista formale, è la continua-
zione della linea di Rabelais, ma il carattere puramente Il romaqzo abbandona la regione sconfinata del fanta-
satirico del realismo swiftiano apte ormai una nuova fase stico e si rivolge decisament€ alla rafigurazione della vita
privata del boishese. L'intento del romanziere di farsi lo
nello sviluppo del romanzo.
itorico della vita privata si definisce in questo periodo in
tutta la sua chratezza,I vasti orizzonti storici del toman-
zo delle origini si restringono, il mondo del tomanzo si
I a conquista della realtà quotidiana.
limita sempre piú alla realtà quotidiana della vita bor-
ghese e le grandi cortraddizioni morici dello sviluppo
Con la sua visione pessimistica e cupa della società bor-
storico-sociale sono tafigurate soltanto nella misura in
ghese Swift è quasi solo nel xvrrr secolo, cosí come lo è
cui e"se si mani[e"tano in modo concreLo e attivo in gue-
con la sua forma satirìco-fantastica, che si situa al di fuo-
sta quotidiana realtà. Ma queste connaddizioni sono pur
ri della corrente principale di sviluppo del romanzo nel sempre taffigurate e il realismo della vita ouotidiana, l'ap-
maggiore paese capitalistico, 1'Inghilteffa, nonché in
pena scoperta <,poesia della realtà quotidiana>, la vitto-
Francia. Non che sli alfti scrittori mostrassero nelle loro
r.ia artistica sulla prosa di questa realtà, tutto ciò non è
opere fatti meno nigativi, situazioni meno terrjbili e qua-
che un mezzo oer la raffisurazione concteta e viva dei
dri meno sconvolgenti del <(regno animale dello spirito>> grandi conflitti iociali dell'época. Quindi questo realismo
della società capitalistica nascente, società dell'accumula-
è assai lontano dall'essere una semplice copia della realtà
zione primitiva, Nelle opere di Defoe e Lesage, di Field-
quotidiana, dal riprodurne semplicemente i tratti este-
ing e Smollett, di Restif e Laclos, persino di Richardson e
lvlarivaux, in una maniera diferente secondo gli scrittori,
riori, cosa che invece spesso esigeva l'estetica uficiale
è realisticamente rafigurato un mondo che, per il suo del tempo. I romanzieti tendono con lucida coscienza a
una raffgurazione realistica del tipico, a un realismo per
contenuto, pomebbe date un materiale piú che sufficien-
GYóRGY LUKíCS
IL ROMANZO COME EPOPEA BORGHESE
ilquale la dfinitura accurata dei dettagli non è che un
nella prima patte del Robinson di Defoe con una torza
mezzo. Fielding dice chiaramente che il ritratto di per-
epica incomoarabile e a tratti si awicina efiettivamente
sone vivenri, anche se riesce pienamenre jn senso arristi-
alla poesia dille cose dell'eoos antico.
co, non ha alcun valore, se le persone tafigutate non sono
dei tipi. Egli cita ironicamente l'esempio di un suo cono- Questa poesia è caratteristica per molti importanti ro-
manzi di questo periodo. Essa è il riflesso poetico, la raf-
scerìte che si era fatto una fortuna senza sherminelle truf-
figurazione epica del carattere progressivo dello scatenar-
faldine: cerro. dice Fielding. quest uomtesisre nella real-
si delle forze produttive operato dal capitalismo in lotta
tà, ma non può diventare i'eroe di un romanzo. Ma il
principio de1 tipico, che sta alla base di questo grande per I'egemonia sociale, Questo carartere progressivo re-
realismo, non si manifesta soltanto in quesà sceltà nega- sta qui il momento che prepondera chiaramente, nono-
stante tutti gli orrori che hanno accompagnato lo svilup-
tiva. Fielding continua: <<Benché ogni buon autore deb-
po capitalistico. In Robixson questo momento è quasi
ba tenersi nei ]imiti della verosimislianza. noo è afatto
interamente dominante, senza che si passino apologetica-
necessario che i suoi caratreri e le sué oerjpezie siano ouo-
mente sotto silenzio le contraddizioni; di qui viene la sua
Lidiani, ordinari o volgari, come quelli che capiranó in
particoìare poesìa. che si manifesta ugualmenLe, anche se
ogni strada o in ogni casa o che po"sono rróvare nei
noiosi articoli dei siornali>. "i in modo meno awettibile e chiaro, negli alti romanzi di
quesro pertodo.
Questi scrittori vincono la sempre crescente prosa del-
Anche questa vittoriosa energia degli eroi dei primi ro.
7a vrta conla Íorza,l'energia e la spontaneità dei loro eroi manzi realistici ha in sé qualche tratto di <<mediazione>>
tipici. I grandi realísti di questrepoca vedono fino a che
punto l'uomo è diventato un giocattolo delle forze eco- ua Ie grandi conraddizioni dell'epoca ed indubbiamen-
te comunica ad esse un carattere relativamente <<positi-
nomico-sociali e in che scarsa mísura la sua volontà e le
vou, Ma if resrringersi dell orizzonte risperro ai grandi
regole morali infiuiscano sul suo destino, Nonostante ciò,
tomanzieri de1 primo periodo già si manifesta in modo
il carattere poetico di Gil Blas, Tom Jones e Moll Flan-
molto chiaro nella questione del carattere positivo de1-
dets nasce úalla loro attività énergici di rappresentanti
l'eroe. Questa evoluzione discendente non va afiatto at-
tipici di una cla.se in ascesa: la vira, icui evenri e processi
tribuita a un minor ralento degìi scrirtori, ma si spiega
sono determinari da queste forze economico-sociali, li
con la crescente capitalizzazroné dela sociétà . lu .àné-
sballota qua e là. ma è"si nonostanre tutro arrivano fe- guente degradazione dell'uomo. La <<positivitàr> dell'eroe
licemente a riva, Con la società capitalistica nasce il do-
adesso è ormai pagata a prezzo di uni sua deviazione ver-
minio dell'uomo sulla natura, ma all'inizio le forze socia-
so una certa limitatezza e mediocrità, Pensiamo non alla
li, per quanto terribile sia la loro concreta manifestazione,
noiosa religiosità puritana di Robinson; in Gil Blas e in
non hanno ancora raggiunlo quella assoluta esrraniazione
Tom Jones. nelle maggiorì figure artisriche di quesr'epo-
dal pensiero e dalla r'=òlonrà dell'individuo che è loro pro-
ca. anche ì energia deil'arrivirà spontanea ha già il mar-
pria nella società capitalistica ormai consolidata e fun-
chio dclla medioìrità borghese, Quanto querrà-rendenza
zionante in modo automatico. Byron definisce Fielding
non sia una questione di talento individuale dello scritto-
<<l'Omero in prosa della natua umana>. Questo giudizió
re, si vede, prima di ru ro. dal farto che nella Francia capi-
è piuttosto esagerato. Ma non v'è dubbio che nelle parti
L

taljstjcamenre meno sviìuppata


-liberàIa 6gura di Gil Bìas poté
migliori dei piú grandi romanzi di quesLo rempo vi s,a una restare relativamente piú da luesta limi,tatezia, 1l
sorta di avvicinamenro all'epos originario. Corí, ad esem-
che non si nuò dire di àìcun personaggio deglì scrirtori in-
pio, la lotta dell'uomo con-la natùra, come simbolo del glesr. r queli conre realisri spesso superavano Lesage. In
sorgente dominio della società sulla natura. è rafisurata
secondo luogo. gli eroi di ruid questi romanzi, nonostan-
IJ8 GYóRGY LUKíCS IL ROMANZO COME EPOPEA BORGIIESE f59
te la loro positività borghese, nel corso dell'ulteriore svi- ze. Però, anche se in parte preparano la disgregazione ro-
luppo della borghe"ia divennero sempre- piú -inaccertabiìi mantica della forma del romanzo, nella loro opera essi
oer essa in qualità di eroi positivi (si veda. ad esenpto, la sono ancora lontani da essa. Eppure componenti, nei loro
irittca diTòn Iones fatti àa Thacketay). romanzi preponderanti, come le lettere, i diari, Ie con-
L'onda sempre piú montante della reiflcazione capita- fes.ioni, le descrizioni Iiriche della pas.ione, ecc . già co-
listica, la stanàardi zzazione àel modo di vita, il livella- minciano a dissoìvere la lormr epi,.a dcl tomanzo. L irn-
mento delf individuo generano) nell'ambito del romanzo potenza pratica dell'uomo a dominare interiormente il
realisLico. ìe rorme più s\arjare di eipressjone della pro- Àondo sèmpre piú feticizzato della società capitalistica
resLa :oggetriva. Coii nasce, tra I altro lcome ha genial' porta al tentativo di trovare alla soggettività umana smaf-
-"nr".lii,o Schillerr Ia tendenza all'idillio come raftgu- rita un punto d'appoggio dentro di sé, di crearle un pro-
razione dli un rapporto totale <ingenuo>> dell'uomo con prio mondo, non reificato e indipendente >>, di vita in-
<<

la natura che dalla civiltà borghese è negato in modo ine- teriore. In Laurence Sterne questa tendenza trova pef
ritabile e so.ietato. Ma la lrandezza dell'epoca qui consi- la prima volta un'espressione ihíarissima. Egli tasforma
derata si manifesta nel Iattó che persino le narrazioni idil- 1'elemento {antastico oggettivo dei vecchi romanzi in una
liche di quel tempo hanno un carattete combattivo, un fantasticità soggettiva e le combinazioni dei tratti auten-
carattere di proteìta (11 uicario di Vakefield dr GoId' tici della realtà in un'estrosa ornamentalità della forma.
smirhr. Proprio i romanzi. nei quali si e<prime questa Egli spezza consapevolmente l'unità della forma narra-
ororesra sopgeltiva e sentimentalc, nel modo Plu cnlaro tiva pef creare, mediante arabeschi fantastici, un'unità
irlorLrrno cÉè ierandi scrittori di questo periodo accanro soggettiva, l'unità degli stati d'animo conÍastanti del-
alla uitica della sopravvivenza della vecchia società dàn- l'intenerimento e dell'ironia; questi contrasti diventano
no un'autocritica della propria classe che costtuísce una adesso lo specchio in cui si riflettono le contraddizioni og-
società nuova. E noi védiamo qui che quanto piú ener- gettive. La base ideologica di questa dissoluzione della
gica è ouesta lotta contro il vecchio ordinamento, quan- forma è la dislocazione relativistica delle contraddizioni
io piú 1à conquista creativa delia vita spirituale delle per- reali di vita nel <<cuore del poeta>: Sterne relativizza il
sone rafiguràte si lega alla lotta contro le convenzioni contrasto tra don Chisciotte e Sancio Panza, mostrando
morte e ;rortificanti della società aristocratica feudale, che ognuno dei fratelli Shandy unísce in se stesso Don
tanto oiú amoia e profonda diventa la raffigurazione ar- Chisciotte e Sancio Panza poiché ognuno è il Don Chi-
Lisrica (ad esempio, Richard:on, Ì abare Prévost. Diderot, sciotte dei propri ídeali e il Sancio Panza degli ideali al-
SLerne). -f Ia lótra che Ja borghesia conduce a nome di trui. Questo estremo soggettivismo e relatívismo di Ster-
tutta la società per i'autonomia e l'attività spontanea dei ne esprime una caratreri'rica, moìro importante e sen'pre
sentimenti ,lmani. Ma quanto piú questa tendenza si in- piú forte, dell'ideologia borghese: 1a sua reazione al po-
teriorizza. quanto piú essa si esprimi nella prote'ta lirica tere crescente della prosa dell'esistenza.
delì'indiridualirà umana contro la morsa della vita mate-
riale. con tanta piú forza essa disgrega la forma della nar-
rativa. tanto pilla lirica, 1'analisi e la descrizione soppian- La poesia del <reguo animale dello spirito>'.
tano il carattère, la situazione e l'azione, tanto piú sono
liquidate le srandi tradizioni del dominio realistico della La rivoluzione francese compie, come dice Marx nel
r.àltà. . tutt, qu.rta tendenza diventa il preannuncio del Dlciotto brumaio, il periodo eroico dello sviluppo della
romanticismo. Rousseau e Goethe come autore del Wel-
I lCfr. p. r:,
/,4er sono l'espressione piú concenÚata di queste tenden- notal.
160 GYóRGY LUK.{cs IL ROMANZO COME EPOPEA BORGHESE r6t
borghesia. <,Una volta istaurata la nuova {ormazione so- bilmente sull'accettazione tacita della reíîrcazione capita-
ciale, disparvero i colossi antidiluviani; e con essi dispar- lisiica quasi si rraftasse di rrn .,desrino,, inelurrabile. Nel
ve il romanesímo risuscitato. [..] Completamente assor- campo del romanzo il romanticismo non può neppure
bita nella oroduzione della ricchezza e nella lotta pacifi- cercare di suDerare la orosaicità della vita mediante un
ca della coìcorrenza, essa finí col dimenticare che i fan- metodo creativo che peimetta di scoprire nella realtà so.
tasmi dell'eDoca romana avevano vegliato attorno alla sua ciale gli elementi, ancora in essa conservati, dell'attività
culla>. Se nel periodo ma la rivoluiione francese e f in- spontanea umana e di farli oggetto di una vasta raffigu-
gîesso autono;o del proletariato nell'arena della storia razione realistica. Il romanticismo del xrx secolo oerpe-
universale f ideologia borghese si eleva per l'ultima volta rua, anzi. nella sua opera un'opposizione crisrailizzata di
alle grandi sintesi sistemariche tHegel. Ricardo, gli storl' prosa oggettiva e poesia soggettiva e traligna in protesta
ci fràncesi dell'epoca della Restaurazione). qualcosa di si- impotente conto questa prosa. Questo svilimento, social-
mile va detto anihe del romanzo. La rafigurazione della mente determinato, del principio poetico al livello di una
realtà quotidiana. che aveva raggìunro ranta perfezione soggettività impotente si manifesta nella poesia roman-
nel romanzo del xvrrr secolo, si tras{orma adesso in un tica in parte nella scelta tematica dei sistemi sociali che
mero procedimento artistico, in un mezzo di espressione non sono ancora stati toccati dal caDitalismo li romanzi
epico-monumentale dell'ormai evidente tagica inconci- srorici di V/alter Scotr): in parre in una messa jn contra-
liabilità delle contraddizioni capitalistiche. In un celto sto del principio poetico e prosaico mediante una forma
senso si può dire che il romanzo titotna al fantastico del lantasticamente esagerata (E. T. A. Hofimann, ecc.); in
suo periodo iniziale, ma questo fantastico diventa ormai parte in un abbandono assoluto del tereno della realtà
ilrealismo fantastico delle contaddizioni palesi della vi sociale, nel tentativo di creare liberamente, a partire dal
ta borghese; il pathos ottimistico si trasfotma in presen- soggetto, la realtà poetica come particolare sféra .,magi-
timento tragico della fine inevitabile della civiltà bor- cq> (Novalis): in parre. in6ne, e quesro per Io sviluppo
shese. ulteriore del romanzo è il momento piú imporrante, in
Ma il nuovo realismo fantastico si distingue perché è una esagerazione simbolico-fantastica della reificazione
ormai passato attravelso il romanticismo. Noi qui non ffistallizzata del mondo estetiore, nel tentativo di toglier-
possiamo, natutalmente, dare una caratteristica sociale e gli, mediante questa stilizzazione simbolica, il caîattere
ideologica del movimento romantico europeo; ci limitere- prosaico e di rendedo di nuovo poetico. Il cannone che
mo quindi a ciò che è arsolutamente necescario per com- spezza il suo supporto e scorazza sul ponte della nave,
'i,
prendere 1o sviluppo del romanzo. La molteplicità di sem- nel Noucntatrc di -.. Victor Hugo. è forse J'esempio piú
bianti del movimento romantico è dovuta al latto che es- espressivo di questa stilizzazione. Il cannone, scrive Hu-
so è un'unione, variamente dosata nei vari scrittori o go,
gruppi, dí un rifiuto reazionatio della rivoluzione fran- "diventa ìmprovvisamenre non si sa che besLia so-
prannarurale. È una macchina che si trasforma in un mo-
cese e di una protesta confusa conho la reificazione mor- stro. [...] Si direbbe che questo schiavo eterno si vendichi;
tificante apportata dal capitalismo vittorioso. La lotta sembra che la rabbia che è negli oggetti che chiamiamo
contro 1a prosa della vita borghese acquista nel romanti- inerri alJ'improvvi.o esca ed esploda. f...1 Non lo si può
cismo un carattere reazionatio, rivolto al passato, ma poi- uccidere perché è morto. Ma nello sresso tempo è vivó. È
ché le correnti sociali, delle quali il romanticismo è I'e- vivo della vira sinistra che sli viene dall'inEniron. Il ro-
sptessione ideologica, restano sempre, in modo coscien- manticismo, che scive sullaiua bandiera la lotta implaca-
te o no, sul terreno de1la realtà borghese, anche la pro- bile contro la prosa deìla vira moderna, in fin dei conri
testa romantica contro la prosa borghese si basa inevita- porta a una resa incondizionata di fronte a questa Drosa
162 cyòRcy LUKícs IT ROMÀNZO COME EPOPEA BORGHESE rGz
<<fatale> e trapassa persino in una glorificazione simbqlica te tutta lrarte di Goethe, farà l'efietto di un <<gioco tea-
(per lo piú involontaria), in un'apologia poetica di questa tale>, di un <rprocedimento artificioso >, soltantó, menne
aborrita prosa della vita. Novalis, da romantico coerence. resDinge quesr'opeta di
Non c'è un solo scrittore importante, in questo periodo Goethe come ,,unCandido direLro cónrio la poesià., oi
dí sviluppo del romanzo, che sia del tutto libero dalle ten- una storia domestica e borghese poetizzata. [...] L'atei-
denze romantiche. In questo influsso proiondo e generaJe smo arristico. ecco Jo spirito di quesLo libro; è cosrruito
de] romanricismo sulla lerteratura borghese dal rempo deì- con grande abiìirà; con un mareriale poerico a buon mer-
la rivoluzione francese si manifesta la necessità sociale caro si otriene un elletro poetico..
che ha prodotto le tendenze romantiche. Ma i grandi smit- Questa duplicità nella lotta dei migliori pensatori e ar-
tori di quest'epoca sono grlndi proprio perché non caoiro- tisti contro la degradazione dell'uomo nell'ordinamento
]ano. con un gesro di inrransigente opposìzione, difronte capitalistico - dupticita in ultima analisi radicata nel fat-
alla avanzalte prosa della vita borghese, ma cetcano nei to che tale lotta si svolge inevitabilmente sul terreno bor-
piú vari modi di scoprire e raffigurare gli elementi ancora ghese, mente la conoicenza delle cause dí tale desrada-
superstiti dell'attività spontanea umana. La loro lotta con- zione minaccia di spezzare tutri i limiri borghesi - derer-
to la degradazione dell'uomo nell'ordinamento capitali mina la posizione degli scittori nella questione dell'eroe
stico consolidato è oiú orofonda della lona dei romantici "posirivo>. L'esigenza hegefiana che il romanzo educhi
proprio perché essa è piú vitale e non sofire di un presun- nel lettcre if rispèrro per la realrà borghese doveva por-
to <<radicalismo>. Ma le tendenze romantiche agiscono in Lare in6ne alla creazione di una persoùiità po<iriva pro-
tutti questi sffittori come momenti (parzialmente) toltí. posra come modello. Ma guerro èroe posirivò. .orn. iini
Diciamo solo parzialmente >. Anche se i grandi scrittori
<< camente si esptesse una volta Hegel, satebbe non un eroe,
tealisri del xtx secolo superano il romanîicismo. in quan- ma <un filisreo come rurri gli aìrii: [...] la moglie adorara
to nella lotta cteativa contro la deeradazione dell'uomo che prima era I'unica. un angeJo. si comporra piú o meno
essi penerrano moìro piú profondamenre dei romanrici com€ lurLe le alrre. l'jmpiegò dà fatica e'noia, il matrimo-
all'interno del mondo oggettivo, turravia essi non supe- nio le cloci domestiche.ì jnsomma .ubehlra, come d'uso,
rano del tutto l'eredità romantica. Là dove essi non so- l'amaro risveglio >. Cosí, Ia reahzzazione deli'esigenza he-
no piú in grado di vincere il carattere reificato delle for- geliana porterebbe inevitabilmenre alla banaliià. e oer
mazioni sociaii, sono cosftetti, volenti o nolenti, a rivol- realizzacla in fonna poetica bisogna far scnrire ìa diaiet-
getsi ai mezzi de\1a stllizzazione romantica. Entrambe le tica ironica di que.ra rcalizzazìone (si veda I'epilogo di
forme di superamento del romanticismo, quella vera e Clterra e. pace). [n generale per ragioni che abbiam-o già
quella presunta, sono espresse nel modo piú chiaro in shotaro la concjliazione delle conrraddizioni sociali può
Balzac. Ma questa duplicità della posizione dei grandi diventare un elemento della composizione del romarzo
scrittori di ouesto oeriodo verso il romanticismo si ma- soJo quando in sostanza essa non viene raggiunta e l'au-
nifesta in ciàscuno ii loro in forme diverse. Ad oqnuno tore rafigura qualcosa di diverso e di piú liande di que-
di essi si può muovere iJ doppio rimprovero di farè con- sta cercara conciliazione degli opposLi, ossia Ia loro tra-
cessioni troppo grosse, da un lato, alla prosa della vita e, gica irresolubifirà. L jnsuccesso àelle intenzioni coscienri
dall'altro, al soggettivismo romantico. Questa doppia cti- dello,scri tore. Ia. rafigurazione arrisrica di un quadro del
L

tica del romanzo classico apparve già nei dibattiti intorno monoo dLverso da quello progetfafo cosîituisce appunto
al Wilhelru Meister di Goethe. In una lettera indiízzata )a grandezTa degli scritrori in questo perjodo di sriìuppo
a Goethe dove riassume la sua impressione finale, Schiller del romanzo. CararLerizzando Tolstoi come - specchio
scrive che l'apparato romantico del romanzo, nonostan- della rivoluzione russa>, Lenin descrive con granàe chia-
164 GYóRGY LUKícs IL ROMANZO COME EPOPÉA BORGHESE

rezza questo fappofto pafadossale tfa l'intenzione del- Già Gogol' si pronunciò contro questa esigenza: <<Ma
l'artista e la sua opera: <<Come si può chiamare specchio non tatúista che siano insoddisfatti del nostro eroe; ciò
ciò che non riflette afiatto i fenomeni in modo giusto? Ma che rattrista è che viva nell'anima f invincibile certezza
la nostra rivoluzione è un {enomeno estremamente com- che dello stesso eroe, dello stesso eiòikov possano essere
Dlessor tra la massa dei suoi immediati rcaTizzatori e pat' soddisfatti i lettori. Se l'autore non avesse gettato lo
iecipanti vi sono molti elementi sociali i quali pule non sguardo piú a fondo nella sua anima. se non vi avesse
hanno capito ciò che stava awenendo [...] Tolstoj ha ri. smosso sul fondo ciò che sfugge e si nasconde alla luce,
flesso I'odio bruciante. l'aspirazione otmai matura a una se non avesse svelato le idee piú recondite che a nessun
vjta misliore, il desiderio-di sbarazzasi del passato, e alÍo si confidano, ma 1o avesse mosúato cosí come egli
l'immat"urità iella fantasticheria, della mancanza di edu- appariva alla città intera, a Manilov e agli altri, allora tut-
cazione oolitica. della fiacchezza d'animo di fronte alla ri- ti sarebbero felici e contenti e lo prenderebbero per una
voluzionì>. Queste pîo{onde ossetvazioni critiche val- petsona interessante>, In queste parole Gogol' mette in
gono anche, mutatis mutandis, pet Balzac e-per- Goethe; luce con chiarezza la problematica sociale fondamentale
éd efiettivamente Ensels li criticava entlambi dallo stes- del romanzo moderno: ciò a cui asoirano i srandi scritto-
so ounto di vista metódologico. Essi, che erano partiti al- ri come raooresentanri delle rendenze stoiico-universali
la ricerca di una loro fanràstica e per lo piú borghese-e progressive lella rivoluzione borghese contraddice alle
rcazionarta utopia del <<giusto mezzo>>, cammin lace-ndo esígenze istintive av anzate all^ letteratura dall'individuo
hanno scoperto e raffiguiato tutto un vasto rgno, il. re- medio della società borghese. Ciò che fa la gtandezza dei
gno de e ìontraddizióni storico-univetsali della società classici del romanzo è proprio ciò che li isola dalla mag-
capitalistica. gioranza della loro propria classe: è il carattere rivoluzio.
ia rafieurazione di queste contaddizioni, irrisolvibili nario delle loro aspirazioni che li rende impopolari nel-
nel capitafismo, rende possibile - nelle opere riuscite - la l'ambíente borghese.
fisura'detl'eroe *positivo.. In una prefazione Balzac scri-
vé che i suoi romanzi sarebbero mancati se, per il lettore,
le fisure di César Birotteau, PierreLte, Madame de Mort- Il <<nuouo>> realismo e la díssoluzione della fotna del
,uui, non fossero piú attraenti, per esempio' delle /omarzo.
figure "...
di Vautrin o Lucien de Rubempré:-ln reaLta r -ro-
m-anzì di Balzac sono riuscjri proprio perché è vero l'jn- Accanto al grande romanzo è sempre esistita una vasta
verso. Quanto piú profondrmente ì'artista scopre le con- letter{tura amina. Essa non ha mai afirontato seriamen-
traddiziòni della sócietà borghese, quanto piú spietata- te i grandi problemi sociali, ma si è limitata a riprodume
mente smascheta la bassezza e l'ipocrisia della società il mondo cosí come esso si riflette nella media coscienza
caoitalista. tanto meno tealizzabile diventa la cinica ri- borghese. Nel periodo dell'ascesa della borghesìa. però,
chiesta di Heeel di un eroe-filisteo <<positivor>. Abbiamo l'opposizione tra questa letteratura amena e il grande
eià visto che Àli eroi <posirivi. del romanzo del xvttr se- romanzo non era afrafio cosí netta come nel periodo del-
iolo, eroi Jibèri e vigótosi. per quanto ljmitati. nel xrx la decadenza borghese. fn senso letterario la vecchia nar-
secoio diventarono sèmpre piú inaccettabili in qualità di rativa amena viveva ancora delle tradizioni della robusta
eroi positivi. L'esigenza di dare un eroe "positivo" di- arte popolare del racconto; in senso sociale essa solo tara-
venra. Der la borghe"ia del xtx secolo. sempre piú apo- mente cadeva in un apologismo profondamente menzo-
losetica. un'esigenza rivolta allo scrittore affinché eeli gnero. Tutt'altro spettacolo si presenta nel periodo della
no'n scopra le còntraddizìoni, ma le mascheri e le concilii. decaàenza ideologiia della borghesia. L'apoÌogia diventa
\66 GYóRGY LUKics IL ROMANZO COME EPOPÉA BORGHESE

il ratto sempre piú predominante delf ideologia borghe- ti e uomini che quasi non si elevano al di sopra della real-
se, e quanto piú nettamente emetgono le contraddizioni tà borghese quotidiana e non dà né una storia epica né si-
del capitalismo, tanto piú grossolani diventano i mezzi tuazioni e protagonisti particolari. Poiché l'odio e iÌ di-
messi in atto per glorificarlo in modo menzognero e pet sprezzo per la realtà descritta costituiscono il punto di
calunniare il proletariato rivoluzionario e i lavoratori ri- partenza del suo metodo creativo, egli rinuncia cosciente-
belli. Di conseguenza, nel periodo successivo al 1848 il mente alla vasta maniera nattativa, caratterisrica pet tut-
tomanzo serio, veramente artistico deve andare contto ti i vecchi reaiisti e, nei maggiori di essi, addirittura vicina
corente e isolarsi sempre di piú dalla larga massa dei iet- allo stile epico. Quest'arte della narrazione è sostituita,
tori della sua propria classe. Questo stato d'animo di op- in Flaubert, dalla desoizione artistica di particolari ri-
posizione, se non porta a un passaggio dalla parte del pro- cercati. La banalità della vita, contro la quale tomantica-
letariato, crea intorno allo scrittore borghese un'atmo- mente insorge questo realismo, è rafiìgurata su un piano
sfera di sempre piú pro{ondo isolamento sociale e arti- di prrrc lrr;,ticirà: non sono i tratLi oggettiramenfe ìm-
st1co. portanti della realtà a trovarsi al cenffo dell'attenzione
Grazie a questa situazione i grandi scrittori di questo d,-11'artista, ma la quotidianità baoale, che egli rictea con
periodo dell'eredità del pa"saio non possono usare che evidenza mediante 1a rivelazione artistica dei suoi parti-
1'eredità del romanticismo, IÌ loro raoporto vivente con colari interessanti.
le grandi rradizioni del periodo asc"ndènte della borghe- L'essenza dell'eredità romantica sta soprattutto ne1 fal-
sia s'indebolisce sempre di píú; anche quando si sentono so dilemma di oggettivismo e soggettivismo. Il dilemma
gli eredi di queste tradizioni e studiano assiduamente è falso perché que.to .oggettjvi!mo e que.lo oggertiri-
questo retaggi,o, essi 1o guardano pul sempre attraverso il smo sono vuoti, sovraeccitati e gonfiati, Ma il dilemma
prisma romantico. Flaubert è il primo e insieme il piú era inevitabile perché non è nato a causa di una singola-
grande rappresentante di questo nuovo realismo, che cer- rità o di un'assenza di onestà o di una carenza di talento
ca la via dl un'appropriazione artistica della realtà bor- degli scrittori, ma è stato generato dalla situazione sociale
ghese a dispetto di un'apologetica bassamente e banal- dell'intellettuale borghese nel periodo della decadenza
mente men-ognera. La fonte artistica del realismo flau- ideologica della borghesía. Chiusi nel cerchio magico del
bertiano sta nell'odio e nel disprezzo per la realtà borghe- mondo oggettivo e necessario dei {enomeni, i grandi scrit-
se. che eeli ossetva e descrive con straordinaría esattezza tori realisti di quest'eooca cetcano invano di úovare un
nelle sue mani{estazioni umane e psicologiche, ma nell'a- solido tereno oggettivo per la loro creazione tealistica e
nalisi della quale egli non va oltre la polati.tà crtstalli.zzata insieme di conquistare per la poesia, con le forze interiori
delle contraddizioni emerse alla superficie, senza pene- del soggetto, un mondo che è divenuto prosaico. Con Ìa
ffare nel loro profondo nesso sòtterraneo. Il mondo che sua intenzione cosciente Zola supera le tendenze roman-
egli raffigura è il mondo della prosa definitivamente con- tiche di Flaubert, ma solo nelf intenzione, solo nella sua
solidata. Tutto ciò che è poetico esiste d'ora innanzi solo propria immaginazione. Egli vuole porre il romanzo su
nel sentimento soggettivo, nello sdegno impotente degLi una base scientifica, sostituire la fantasia e l'arbitio del-
uomini conro la orosa della vita: e l'azione del romanzo f invenzione con 1'esperimento c il documento. Ma questa
non può consisteie che nella raffigurazione del modo in scientificità non è che una variante del realismo romanti-
cui questo sentimento di protesta, a priori impotente, è co. sentimentale e oaradossale di Flaubert: con ZoIa ar-
schiacciato da questa vile prosa borghese. Secondo questa riva a predominare l'aspetto pseudooggettivo del roman-
sua idea fondamentale Flaubert inúoduce nei suoi ro- ticismo. Se Goethe o Balzac avevano trovato nelle idee
manzi quanto meno azione possibile, descrive awenimen- scientifche di Geofiroy de Saint-Hilaire molti impulsi
168 GYóRGY LUKics rL RoMANzo coMÉ EpopEA BoRGHÉSE 169

utili per spiegare il loro proprio metodo creativo di rafi- trappone soltanto all'individuale, al semplicemente inte-
eurazione della società, quèsro inllusso scientifico non t".irnt. ., in secondo luogo, nel-fatto cÉe egli non vede
àveva fatto che tafforzare una tendenza dialertica in loro piú il caratteristico e l'artisticamente significativo neìì'a-
sempte viva, la tendenza a scoprire le principali contrad- zione, nella reazione attiva dell'uomo agli awenimenti
dizióni della società. Il tentativo di Zola di usare in que- del mondo esterno. La rafigurazione epica delle azioni è
sto senso le idee di Claude Bernard non lo hanno portato, sostituita, in lui, dal1a descrízione degli stati e delle cir-
invece, che a una regisffazione pseudoscientifica dei sin- costanze.
tomi dello sviluppo capitalistico e non lo hanno {atto pe' La contraooosizione del namare e del descrivere è vec-
neúare nel pro{ondo di questo processo (dice giustamen- cbia come la letteratura borghese, poiché il metodo crea-
te La{argue che per la pratica letteraria di'Zola tl vo,lgattz- tivo della descrizione è nato dalla reazione immediata
zatore Lombrosò ha contato molto di piú di Claude Ber- dello scrittore alla realtà ptosaicamente cristaTlizzata, la
nard), Il metodo sDetimentale e documentario di Zola si quale esclude ogni attiviià spontanea dell'uomo. È as-
riduce praticamenie al {atto che Zola non partecipa alla sai caratteristico che già Lessing abbia protestato ener-
vita dei mondo circostante e non dà forma creativa al- gicamente conro il metodo descrittivo in quanto esso
la propria esperienza di combattente, ma si awicina di la- contraddice alle leggi della poesia in generale e a quelle
to - cóme ,jn reporter, come giustamente dice Lafargue - dell'epica in particolare; Lessing a questo proposito cita
a un complesso sociale allo scopo di descrivetl o. Zola de' Omero pet mosttare, sull'esempio dello scudo di Achille,
scrive con molta esattezza e precisione il modo in cui ha che nell'autentico poeta epico ogni <oggetto pronto> si
scritto i suoi romanzi e quello in cui, secondo lui, devo- risolve in una serie di azioni umane. La vanità della lotta
no essere scritti i romanzi realisti: <<Un romanziere na- anche dei migliori scrittori conro I'ondata sempte cre-
turalista vuole scrivere un romanzo sul mondo del teatro. scente della orosa borshese della vita è illustrata benis-
Egli parte da questa idea genetale, senza avete ancora né simo dal fatù che h ràfieurazione delle azioni umane è
un {atto né un personaggio. La sua prima cura sarà di rac- sempre piú soppiantata, nel romanzo, dalla descrizione
cogliere in appunti tutto ciò che può sapete su questo delle cose e desli stati. Zola non fa che {ormulare teori-
mondo che vuole descrivete. Egli ha conosciuto un de- camente in moao netto la decadenza spontanea dell'arte
terminato attore, ha visto un determinato spettacolo. Poi narrativa nel tomanzo modetno. Zola si Úova ancora al-
[...] farà parlare le persone meglio informate sulla mate- l'inizio di quesro sviluppo e Ie sue opere. in un gran nu-
ria, ne raccoglierà le parole, le storie, i ritlatti. -Ma non mero di episodi appassionanti, sono ancora vicine alle
è tutto: oasserà ooi ai documenti scitti. [...] In6ne visi- srandi tradízioni del romanzo. Ma la linea fondamentale
terà i luoghi, vivià qualche tempo in un teatro per cono- della sua creazione apre già un nuovo indirizzo. Per con-
scerne í piú minuti particolari, passerà le sue sete nel ca- vincersene basta confrontare la scena della corsa ippica di
merino éi un'attrice, s'impregnetà il piú possibile dell'at- Naxa e quella ài Anxa Kcrenina di Tolstoj. In Tolstoj è
mos{era circostante. E quando i documenti saranno tutti una scena epica viva, in cui tutto, dalla sella al pubblico,
taccolti, il suo romanzo, come ho già detto, si scriverà da è epico, tutto è fatto delle azioni degli uomini in situa-
solo. Il romanziere non avrà che da distribuire logicamen- zioni per loro significative. In Zola è una descrizione
te i fatti. [...] L'intetesse non sta piú nell'eccenricità del- splendida di un awenimento della vita della società pari-
la storia; al conúario, piú essa sarà banale e comune, piú gina, awenimento il quale, dal punto di vista dell'azione,
tipica diventeràr>. Il falso oggettivismo di questo meto- non ha alcun legame col destino della protagonista del
do si manifesta qui con molta chiatezza nel fatto che, pri- romanzo e al quale le altre figure presenziano solo in qua-
ma di tutto, Zola identtfrca il banale col tipico e Io con- lità di spettatori casuali. In Tolstoj la scena della corsa è
r70 GYORGY LUKACS IL ROMANZO COME EPOPEA BORGHESE I7I
un episodio epico nell'azione del romanzo, in Zola è una lismo degli opetai aeLL' Amtz azzatoio, l' opposirzione dr ca-
semplice descrizione. Tolstoj non ha quindi bisogno di pitalismo vecchio e ntovo nel Dexaro). D'altra parte, per
<<creafe> un <(rapporto)> tra gli elementi oggettivi di que- quel che concerne lo sviluppo del romanzo non hanno
sto episodio e i protagonisti del romanzo poiché la corsa tànto importanza gli euori difatto commessi da Zola nel-
è una parte essenziale deil'azione stessa. AI contrario, Zo- la interpietazionelei fenomeni sociali (anche se i vecchi
la è cosrretto a lesare la cofsa al restante contenuto del realisti, che partecipavano petsonalmente alle lotte sociali
suo romanzo in módo simbolico, mediante la coincidenza del loro tempo, intuivano la verità nelle questioni clecisi
casuale dei nomi del cavallo vincente e della protagoni- .re) quanto íi fatto che questi erori favorivano 1'accelera-
sta del romanzo. Questo simbolo, che Zola ha ricevuto zione della dissoluzione della {orma tomanzesca. I grandi
in eredità da Victor Hugo, passa attraverso tutta la sua '' cronist i della vira privata " no- ebbero oer su.cestori che
opera: il grande magazzino,la Borsa, ecc. sono simboli dei reporter lirici o pubblicistici degli avvenimenti del
della vita moderna portati a una dimensione gigantesca, qlorno.
-
come Notre-Dame o il cannone in Victor Hugo. Il falso Flaubert e Zola costituiscono l'ultima svolta nello svi-
oggettivismo di Zola si manifesta nel modo piú chiaro in luppo del romanzo. Abbiamo quindi dovuto sofiermarci
questa inorganica coesistenza di due principî creativi del su di essi con un certo agio perché le tendenze alla disso-
tutto eterogenei: il particolare semPlicemente ossetvato luzione della forma del romanzo per la prima volta si ma-
e il simholo puramenle lirico. Quesro carattere inorga- nifestano in loro con una chiarezza quasi classica. Lo svi
nico attraversa tutta la composizione del romanzo: poi- luppo ulteriore del romanzo, nonostante tutta la sua va-
ché il mondo descritto ín osni romanzo non è costruito rietà, scorre nel quadro dei problemi delineati già in Flau-
corr azioni concrcte di uomini concreri in situazioni con- bert e Zola, nel quadro del falso dilemma dl soggettivi-
ctete, ma è una sorta di puro recipiente e di astratto am- smo e oggettivismo il quale inevitabilmente pofta a una
bienre nel quale gli uomini .ono lrnm.s"i a po<teriori, serie di altre antitesi altrettanto false,
scompare illegame necessario tra il carattere e 1'azione; Con la :compar"a di ciò che è veramente rjpìco nei ca-
per il minimo di azione qui indispensabíle è suflìciente ratteri e nelle situazioni si presenta il falso dilemma: o
qualche tatto
preso dalla media. Eppure la pratica di la media banale o qualcosa di puramente <<origiflale)t o
Zola è, anche in questo caso, migliore della sua teoria, . interessanre-. l, conformemenre a quesro fal'o diìem-
cioè i caratteri dei suoi personaggi sono piú ricchi delle ma, il romanzo moderno o'cilla tra i due estremi, uguaì-
storje da Iui concepite, ma proprio per ouesro e5:i non si mente falsi, della <<scientificità> e dell'irtazionalismo, del
trasforlrrano in azioní, e restano l'oggetto di semplici os- nudo fatto e del simbolo, de1 documento e dell'<anima>>
servazioni e descrizioni. l1 numero di queste descrizioni o defl atmosfera. S'intende, non mancano neppure i ten-
può. quindi. aumentare o diminujre a volo"tà. La scien- tativi di fare ritorno al vero realismo. Ma questi tentativi
Lificirà dei merodo di Zofa. il cui oggetrivismo non na- soltanto in rarissimi casi vanno piú in 1à di un avvicina-
sconde che leggermente I'impoverimento degli elementi mento al realismo flaubertiano. E la cosa non è caslrale,
sociali nel quadro del mondo da lui disegnato, non può, Zola, da scrittore onesto, dice della sua proptia pratica
in tal modo, portare né a un rispecchiamento conoscitivo nel r886: <Tutte le volte che adesso intraprendo uno
esatto delle contraddizioni della società capitalistica né studio, mi imbatto nel socialismo >>. Nella società d'oggi
alla creazione di opere narraLive arLisLicxmenle comparte. uno scrittore non ha afiatto bisosno di trattare tematica-
Lafargue mostra giustamente che Zola, put con tutta 1'e- mente le questioni immediate della Iotta proletaria di
sattezza delfe .ue singole osservazioni. pdssa senza \e- classe per imbattersi nel problema della lotta del capitali-
derli accanto a momenti sociali imoortantissimi (l'alco- smo e del socialismo, problema centtale della nostra epo-
r72 GYORGY LUKACS II, ROMANZO COME EPOPEA BORGHESE

ca. Ma per venire a capo di tutto il complesso delle que- rron ancota inglobato dal capitalismo (Kipling); alri, at-
stioni iciò relative 1o scrittore deve spezzate il cerchio travetso una ricostruzione estetica delle condizioni della
magico dell'ideologia borghese decadente. Solo pochissi- vecchia arte narratival cercano di ristabilire il romanzo
mi scrittori sono capaci di farlo, gli altri restano prigio- come forma artistica (incorniciatura del racconto, stiliz-
nieri, in senso ideologico e letterario, di questo cerchio zazione storico-decorativa nello spirito di Conrad Ferdi-
sempre piú stretto, sempre piú pieoo di contraddizioni. nand Meyer), ecc. Naturalmente, compaiono anche scrit-
L'ideologia, sempre piú apologetica, della borghesia decli- tori che fanno il tentativo eroico di andare contro corren-
nante resftinge continuamente la s{era dell'attività creati te e sulla base di un'onesta critica della società contempo-
va dello scrittore. ranea cercano di conservare o rianimare le gtandi radi-
Noi non possìamo qui fare, neppure per sommi capi, zioni del romanzo. A mano a mano che, da un lato, si
una storia dello sviluppo del tomanzo piú recente. Note- approfondiscono le contraddizioni e la degradazione del-
temo soltanto. accanto alla generale tendenza decadente l'ordine caoitalistico e. dall'altro. si raflorza vittoriosa-
dell'ideologia borghese che culmina nella barbarie fasci- mente il socialismo nell'Urss. a mano a mano che cresco-
sta e nel soîocamento cosciente di ogni tentativo di raffi- no gli stati d'animo rivoluzionari tra gli intellettuali, i
gurazione veritiera della tealtà, i fondamentali tipi di so- migliori rappresentanti della letteratuta occidentale rom-
luzione del problema del romanzo che sono stati tentati pono i rapporti con la borghesia, il che spalanca alla loro
negli ultimi decenni. Lo ripetiamo: essi restano tutti sul creazione ampie prospettive anche in questo campo (Ro-
piano del falso diiemma che già abbiamo constatato in main Rolland-, André-Gide, André Malraux, Jean-Richard
Flauberr e Zola. La scuola di Zola, nel sen.o preciso della Bloch, ecc.).
parola, si disgregò presto, ma lo zolismo, il falso oggetti-
vismo del romanzo sperimentale conrinua a vivere. con
la sola difietenza che i fili, che ancora legavano Zola ù. Le prospettiue del rcmanzo socialista.
vecchio realismo, si spezzano sempre di piú, e il program-
ma di Zola si rcalizza in maniera sempre piú pura (il che Abbiamo già avuto occasione di rilevare la parte svol-
non esclude la comparsa di singole opere felici di questo ta, nello sviluppo declinante del romanzo borghese, dal-
tipo, come, ad esempio, alcuni romanzi di Upton Sin- l'esordio storicò del proletariato. La maturazione della
clair). Con molta piú forza, naturalmente, sono rappre- coscienza proletaria di classe nel corso dello sviluppo ri-
sentati il soggettivismo e I'irrazionalismo, che {anno la lo- voluzionario del proletariato genera anche nel campo del
to comparsa subito dopo la disgregazione della scuola di romanzo, come in tutti quelli della cultura, nuovi proble-
Zola nel senso shetto del termine. Questa tendenza tta- mi e nuovi metodi creativi per risolverli. Abbiamo già
sforma gradatamente il romanzo in un aggregato di foto- potuto osservare che il problema della degradazione del-
gmfie istantanee della vita interiore dell'uomo e alla fine l'uomo nella società capitaiistica doveva inevitabilmente
porta alla completa dissoluzione di ogni contenuto e di diventare il problema centrale di tutta l'estetica del ro-
ogni forma del romanzo (Proust, Joyce). Come protesta manzo. Il diverso atteggiamento della borghesia e del pro-
contro questi fenomeni di dissoluzione si fanno i piú sva- letariato nei riguardi della generale degradazione dell'uo.
rjati tentativi, per lo piú reazionari, di rinnovare la vec- mo nella società capitalistica è da Marx caratterizzato nel
chia evidenza e vitalità sensuale del racconto. Alcuni scrit- modo seguente nelTa Sacra lamiglia: <<La classe possiden-
tori fuggono dalla realtà capitalistica in una campagna sti- te e la classe del proletariato rappresentano la stessa auto-
lizzata alla maniera di qualcosa che vuol essere agli anti- estraneazíone umana. Ma la prima classe si sente comple-
podi del capitalismo (Hamsun), o in un mondo coloniale tamente a suo agio in questa autoestraneazione, sa che la
I I-A GYòRGY LUKACS IL ROMANZO COME EPOPÉA BORGHESE

estraneazione è la .r ua plapria pofenza eàha it essa la pat' proletariato. Questa attività eroica è ancor piú intensifi-
aenza dl vna esisienza umana; la seconda si sente annien- cata dal fatto che la lotta del proletariato è insieme pro-
tata nella estraneazicne, vede in essa la sua impotenza, cesso di umanizzazione degli operai degradati dal capíta-
e la realtà di una esistenza non umana. Essa, per usare lismo. La dialettica dell'autocreazione dell'uomo median-
un'espressione di Hegel, è nell'abiezione la ribelLioae re il lavuro e la lotLa riproduce qui al livello piú alro
contro ouesta abiezione. ribellione a cui essa è necessa- dello "iSe q.li..e.ondo le prrole di Marx.
"viluppc, 'torico.
riamenté spinta dalla contaddizione della sua natura <bisogna educare gli educatori>, questo processo non è
umana coa la situazione della sua vita e che è la nega- un adattamento alla prosa della vita borghese, come esi-
zione aperta, decisa, assoluta di questa natura>>. Perciò geva Hegel per il romanzo borghese, ma, al conrario,
il proletariato con la sua coscienza rivoluzionaria di classe lotta incessante fino alla distruzione deeli ultimi resti di
è in grado di capire tutta la dialettica dello sviluppo ca- degradazione deil rromo nella sociera e neli uomo rLesso.
pitalistico; la classe operaia vede nella miseria della sua Ma da questa situazione deriva di per sé che I'individuo
posizione <<l'aspetto rivoluzíonario distruttivo> che capo- proletario, i.l quale conduce questa lotta, deve necessaria-
volgerà tutta la vecchia società; esso sa anche che il capi- mente diventate un eroe <<positivo>. Questo nuovo awi-
talismo è la catti\Ìa parte che suscita il movimento, che cinamento all'epos diventerà ancora piú chiaro, se si ri
fa la storia generando la lotta. corda che, mentre persino nei massimi romanzi borghesi
Da ouesta oosizione di classe nuova e necessaria del i pLoblemi sociali oggettivi potevano esprimersi soltanto
proletariato nèÌla questione delle contraddizioni della so- in modo indiretto, mediante la raffigurazione della lotta
iietà capitalistica iorgono assai impottanti problemi di Jepli inJividLri tra Joro. qui. neìlorginizzazione di cla.se
forma del romanzo, legati a corrispondenti mutamenti del proletariato, nella loita di clasie conto classe, nel-
nella sua tematica. Per il proletariato, e quindi anche per 1'eroismo collettivo degli operai, si manifesta un elemen-
il romanzíere socialista la società non è un mondo <<fat' to di stile che già si awicina all'essenza dell'epos antico
to> di oggetti cristallizzatr'. la lotta di classe del prole- e si rafiìgura la lotta di una formazione sociale contro
tariato si svolge in un mondo di attività spontanea eroica un'altra. Il significaro storico universale di M. Gor'kij sta
cleil'uomo. Già nel romanzo borghese abbiamo visto a appunto nel farro che egli ha capiro rutre quesfe nuove
quale tensione epica potesse portare la lotta dell'uomo lendenze che scaluriscono dalla
"iruazione rtorica del oro-
per la sua esistenza esteriore e per il suo benessere ínte- letariato e le ha espresse in una forma artisticamente àm-
riore finché essa era condotta arditamente contro la de- prura-
gtadazione feudale o capitalistica. Il pathos di questa 10t- Queste peculiarità dello sviluppo di classe del proleta-
ta si intensifica per il proletariato non soltanto perché 1'e- riato trovano Ìa loro massima espressione dopo la conqui
sistenza del lavoratore è molto piú insicura nel capitali- sta del potere. Il proletariato vittorioso, che ha preso nel-
smo. ma anche nerché la lotta contro l'eterna minaccia le proprie mani il potere statale, continua la lotta per
che pesa sull'esiitenza individuale è legata indissolubil- estirpare le radici della società di classe. La conquista del
mente alle questioni generali di tutta la classe proletaria potere statale, la dittatura del proletariato, la trasforma-
e al srande oroblema della tasformazione della società. zione socialista sistematica dell'economia, la disruzione
La Iolta peria propria esistenza individuale ttapassa ine- delÌe contraddizioni economiche proprie al capitalismo,
vitabilmente, nel proletario, nelÌa lotta per l'organtzza- ecc., tutto ciò porta, anche nel campo del romanzo, a una
zione rivoluzionaria di tutta la classe operaia al fine di serie di radicali mutamenri tematici e folnali. Il sociali-
abbarrere ìl capitrlismo. La co.t"uzione deìle organizza- smo distrugge la reificazione Íetici.zzata delle categorie
zioni oroletarie di classe è I'opera dell'attività eroica del economiche e delje ìsrit.rzioni :ociali. La presunra ;uto-
f7O GYORGY LUKACS IL ROMANZO COME EPOPEA BORGHESE T77
nomia di queste ultime e la loro opposizione di fatto osti- pristino artistico della forma e del contenuto del vecchio
le alle masse lavoratrici scompaiono. <Lo Stato siamo epos (per esempio, della mitologia), ma nasce necessada-
noi> (Lenin). La lotta contro la degradazione dell'uomo mente dalla società senza classi che sorge. Esso non spez-
passa qualitativamente a una fase piú alta dove essa si za i legami con 1o sviluppo del romanzo classico. Infatti
inditizza in modo attivo contro le fonti oggettive di que- l'edificazione del nuovo e la disruzione oggettiva e sog-
sta degradazione (separazione tra città e campagna, tra gettiva del vecchio sono legate tra loro da un indíssolu-
lavoro fisico e intellettuale, ecc.), e questa lotta di classe bile nesso dialettico. ?roprio con la partecipazione alla
nel campo dell'economia si accompagna a una lotta ideo- lotta per l'edificazione socialista gli uomini supetano in
logica contro i residui della vecchia società nella coscien- se stessi i residui ideologici del capitalismo. Alla lettera-
za desli uomini. La vecchia insicurezza del domani viene tura spetta il compito di mostrare I'uomo nuovo nella sua
mente questo dà 1a possibilità di sradicare quelle forme concretezza insieme individuale e sociale. Essa deve con-
di ideologia che si erano sviluppate sulla base di questa quistare alla creazione artistica la úcchezza e la moltepli-
insicurezza (la religione). La lotta di ciasse per la distru- cità dell'edificazione socialista. <<La storia in generale e
zione delle classi è legata inscindibilmente allo sviluppo la storia delle rivoluzioni in particolare è sempre piú ricca
di innumerevoli forme di attività spontanea e di un nuo- di contenuto, piú varia, piú multilaterale, piú viva, piú
vo eroismo delle masse lavotatici, è legata alla lotta per " astuta" di quanto immaginino i migliori partiti e le avan-
un uomo nuovo. Der I',<<uomo totaìe>>. guardie piú coscienti delle classi piú avanzate> (Lenin).
Tutti questi mómenti dello sviluppo generano nel rea- Il comoito del romanzo nel oeriodo deil'edifrcazione del
lismo socialista un tipo di romanzo radicalmente nuovo. socialismo è quello di rafigrrrare concretamente questa
Ma confonderemmo le prospettive dello sviluppo con rícchezza, questa <<astuzia)> dello sviluppo storico, que-
questo stesso sviluppo, se vedessimo solo le vittorie di sta lotta per I'uomo nuovo e per lo sradicamento di ogni
oggi e dimenticassimo la lotta e gli ostacoli interni ed desradazione dell'uomo. La letteratura del realismo so-
esterni, se al posto dei cammini tortuosi, dettati dalla dia- cialista lotta efiettivamente con tenacia e lealtà per questo
lettica oggettiva della lotta di classe e dell'edificazione nuovo Lipo di romanzo. e in questa lotr,r pe, unu nuova
socialista. tracciassimo una utobica linea retta. forma artistica. Der un romanzo che si awicini alla mae-
Proprio per questo bisogna capire con chiarezza che srà deJI'epo. mache nello ste.so rernpo conservi i carat-
qui si tratta di una tendenza verso l'epos. La lotta del teri essenziali del romanzo, il realismo socialista ha già
proletariato per il superamento dei residui del capitali
<< mggiunto rileranri succe"si lSolochov, fadeev, ecc,).
smo nell'economia e nella coscienza>> sviluppa nuovi ele- Il nuovo atteggiamento del tomanzo del realismo so-
menti di eoicità. Essa risveelia in milioni di uomini un'e- cialista verso i problemi dello stile epico con{erisce un
nergia che finora era addormentata, deformata e indiriz- significato del tutto particolare alla questione del retaggio
zata su una falsa via, eleva dalle loro file gli uomini d'a- in questa fase di sviluppo. ll metodo del realismo socia-
vanguardia del socialismo, li guida ad azioni che mani{e- lista esige una manifestazione sempre piú energica del-
stano in loro capacità a loro stessi ignote e li tasforma l'unità dialettica dell'individuale e del sociale, del singo-
in capi delle masse slanciate in avanti. Le loro qualità in- lare e del tioico nell'uomo. Per quanto le condizioni so-
dividuali preminenti sono proprio quelle di realizzare in ciali del realismo borshese si difièrenzino dalle condizio-
forma chiara e determinata I'edilcazione sociale. Essi ac- ni dello svilupoo del iealismo socialista, tuttavia i vecchi
quistano quindi in misura crescente i tratti caratteristici realisti, con la loro illimitata audacia nel porre e risolvere
degli eroiìpici. Questo nuovo dispiegamento degli ele- i probìemi. cosrjruiscono quel retaggio lertcrario la cui
menti dell'epos nel romanzo nqn è semplicemente un ri assimilazione critica è di essenziale imoortanza oer il rea-
IL ROMANZO COME EPOPEA BORGHESE

lismo socialista. L'assimilazione del retaggio di questo


grande realismo deve essete, naturalmente, critica e com-
porta, prima di tutto, un approfondimento del metodo
creativo del realismo artistico. Poi dalla necessaria ten'
denza dello sviluooc del romanzo socialista in direzione
della forma epicaiiaturisce l'esigenza che anche 1'epos an-
tico e il suo studio teor.ico siano inclusi nel programma
di appropriazione del retaggio cultutale come sua Parte
imDorrante. Per la letteratura del realismo socialista è
lrnà grorr" {ortuna storica che il suo grande maesto-e
caoo M. Gor'kii sia il vivente anello di mediazione tra le
tradizioni del vecchio realismo e le prospettive del reali
smo sociaiista. La letteratura russa non ha conosciuto il
durevole dominio del decadentismo che si è stabilito in
Occidente nei lunghi anni di bonaccia rivoluzionaria. M.
Gor'kij si è trovato ancora ir rapporti diretti e Persino
oersonali con gli ultimi classici del vecchio realismo (ToÌ-
stoj). L'opera di Gor'kij è la continuazione vivente delle
erandi tràdizioni del romanzo realista e insieme la loro
iielaborazione critica in conformità con le prospettive di
sviluooo del realismo socialista.

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