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UNIVERSITÀ DI BRESCIA

LABORATORIO RISE

Progettazione di Impianti e Laboratorio di Sistemi


Produttivi - Modulo di Progettazione di Impianti
LE SCORTE

DOCUMENTO: Progettazione di Impianti e Laboratorio di Sistemi Produttivi; DATA: 6-08-2021; AUTORI: N.


Saccani, G. Bressanelli e F. Maffezzoli; VERSIONE: 1.01; STATO: Definitivo; CIRCOLAZIONE: Docenti & allievi
del Corso

Università degli Studi di Brescia – Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Industriale


DISCLAIMER

Questo documento è stato steso da Nicola Saccani, Gianmarco Bressanelli


e Federico Maffezzoli dell’Università degli Studi di Brescia quale supporto
al Corso Progettazione di Impianti e Laboratorio di Sistemi Produttivi.
Le informazioni in esso contenute hanno valore solo con il commento orale
degli autori. La proprietà intellettuale del documento appartiene agli autori.
L’utilizzo e la riproduzione di questo materiale sono consentiti solo
all’interno del Corso, e per eccezione con il consenso scritto degli autori.
Ogni abuso potrà essere perseguito secondo quanto stabilito dalle vigenti
leggi.

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AGENDA

1. Tipologie e funzioni 2. Analisi e misura delle


delle scorte scorte

3. Gli aspetti civilistici e


fiscali

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AGENDA

1. Tipologie e funzioni 2. Analisi e misura


delle scorte delle scorte

3. Gli aspetti civilistici


e fiscali

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La definizione delle scorte

Tutti i beni tangibili non strumentali acquisiti dall’impresa per lo svolgimento


del proprio business

All the tangible assets of a company other than the fixed assets,
comprising all the finished products and all the items to be consumed in the
progress of manufacturing and in the carrying out of the business
(British Standard 5191, Glossary of Production Planning and Control
Terms)

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PERCHÉ SI FANNO SCORTE?
Il fattore tempo

Tempo di risposta al cliente

Tempo di attraversamento

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L’analogia idraulica

Secondo l’analogia idraulica, le scorte corrispondono al volume di liquido


contenuto nei serbatoi (e nelle tubature) di un circuito idraulico

Rubinetto
Serbatoio
Livello

Rubinetto

..
...

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Il fattore tempo

Input
acqua
...
..
Output acqua
Tempo Tempo
SISTEMA LOGISTICO-
SISTEMA IDRAULICO PRODUTTIVO
Se il sistema è in equilibrio: SCORTE (unità di prodotto) =
INPUT = OUTPUT = PORTATA FLUSSO (unità di prodotto/unità di
[L/ora] tempo) * TEMPO DI
ATTRAVERSAMENTO (unità di
CAPIENZA [Litri] = PORTATA tempo)
[litri/ora] * TEMPO DI
ATTRAVERSAMENTO [ore] NOTA: Le unità di misura in questo caso possono
costituire un problema

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Le scorte nel sistema logistico-
produttivo: esempio
Scorte in transito nel sistema distributivo di un produttore di beni di largo consumo.
Flusso medio giornaliero: 1000 unità

LT
FASI (Visione di canale) Scorte nel canale (unità)
(giorni)
In transito dai fornitori 14 14000
In lavorazione presso lo stabilimento 3 3000
In transito da stabilimento a magazzino centrale 2 2000
Attraverso magazzino centrale 4 4000
In transito al magazzino del distributore 7 7000
Totale parziale (controllato dall’azienda produttrice) 30 30000
Attraverso il magazzino del distributore 2 2000
In transito verso il magazzino del dettagliante 5 5000
Attraverso il magazzino del dettagliante 2 2000
In transito verso il punto vendita 1 1000
Attraverso il punto vendita 2 2000
Totale filiera 42 42000

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Classificazione secondo lo stadio del
processo produttivo
} Materie prime (es: barra d’acciaio, ..)

} Componenti e semilavorati (es: ingranaggio, ..)

} Sottogruppi ed assiemi (es: scatola del cambio, ..)

} Prodotti finiti (es: automobile, ..)

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Classificazione secondo la tipologia
del bene
} Materiali diretti (entrano direttamente nel prodotto)

} Materiali di imballaggio (primario, secondario, terziario / a rendere,


monouso / ..)

} Materiali sussidiari e di consumo (es: olio, taglienti, moduli per bolle


spedizione, …)

} Parti di ricambio

} ….

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L’impatto delle tipologie “minori”

Azienda farmaceutica: Azienda printing professionale:


Impatto scorte di MRO oltre 5 mln Impatto scorte di parti di ricambio “in field”

Magazzino
centrale europeo

Magazzino
Oltre 20 mln € scorte
nazionale
ricambi sui furgoni

Tecnici
Field engineers
di campo
vans
(ca(car
4.000)
stock)

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Classificazione secondo lo stadio del
processo logistico
} Nei depositi di stabilimento (es: auto nel piazzale di Melfi)

} In transito nel sistema distributivo (es: auto caricata su treno-bisarca


FS)

} Nei depositi del sistema distributivo (es: auto presso il quadrante


Europa di Verona)

} Presso il punto vendita (es: auto al concessionario FIAT di Brescia)

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Classificazione secondo la posizione
contabile
} Materiali caricati contabilmente a magazzino (materie prime o prodotti
finiti)

} Materiali a piè di macchina (WIP) – contabilmente in produzione

} Materiali in conto lavorazione presso terzi (possono essere di proprietà


di terzi o dell’azienda)

} Materiali in viaggio (su nave, gomma, rotaia, in transit point, etc.)

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Classificazione secondo la funzione
svolta (I)
} Garantire un adeguato livello di servizio (leva di efficacia)

} Ridurre il costo complessivo del processo logistico (leva di efficienza)

} Consentire il miglioramento qualitativo del prodotto

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Classificazione secondo la funzione
svolta (II)
Gestione economica di risorse Disaccoppiamento di fasi
} Scorte cicliche operative
} Produzione a lotti } Buffers di disaccoppiamento
(riserva di utilizzo e di resa …)

Speculazione } Scorte stagionali (riserva di


capacità)
} Risorse con prezzo di mercato
oscillante Assorbimento della variabilità
} Commodities } Scorte di sicurezza (riserva di
flessibilità)

EFFICIENZA EFFICACIA

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Gestione economica di risorse EFFICIENZA

} Definizione di lotti di produzione, acquisto e spedizione in base a criteri


di convenienza economica

} Differenza di ritmo fra due fasi successive del sistema:


§ Frequenza di spedizione da monte diversa dal ritmo di utilizzo a valle
§ Differenza di tempo di apertura / turnazione fra fasi successive del sistema

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Speculazione
EFFICIENZA

In determinate situazioni, la costituzione di scorte può consentire:

} di cogliere delle opportunità di investimento (es. commodity market)

} di controllare meglio il pricing dei prodotti (es. grossisti, GDO)

} di “trasmettere” la disponibilità del prodotto (es. situazioni di


accaparramento, sottocapacità strutturali, etc.)

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Speculazione e opportunità di
investimento

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Disaccoppiamento di fasi operative
EFFICACIA

Le scorte consentono di gestire le diverse fasi del processo logistico in


modo asincrono (disaccoppiato). Ad esempio:

} Scorte stagionali – servono a disaccoppiare una fase fortemente


stagionale (es: mercato) da una più livellata (es: produzione)

} Buffer interoperazionali – servono a disaccoppiare fasi produttive


soggette a funzionamento irregolare per evitare di trasmettere tali
irregolarità verso valle

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Assorbimento della variabilità
EFFICACIA

Le scorte in un nodo della filiera logistica contribuiscono al rispetto del


livello di servizio erogato ai nodi a valle della filiera logistica consentendo
di ammortizzare le varie fonti di incertezza che caratterizzano la filiera
logistica:

} incertezza di domanda
} incertezza di fornitura
} Incertezza di conformità
} Incertezza di capacità
} …

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Miglioramento qualitativo del
prodotto
} Stagionatura prodotti alimentari: formaggi, salumi, vini, liquori, ..

} Stagionatura di altri materiali: legname, gomma, …

} Fasi di produzione: raffreddamento da trattamenti termici, essicazione


da verniciatura, quarantena prodotti farmaceutici …

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Le scorte nel sistema logistico
Scorte nei depositi

Scorte viaggianti (in transito)

Scorte in
trasformazione /
smistamento

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Le scorte nel sistema logistico
Le scorte in transito
Sono le scorte presenti all’interno dei mezzi di trasporto. Il loro valore
medio è proporzionale al flusso medio ed alla durata del viaggio di
trasferimento
Flusso medio tra il punto di origine ed il punto di destinazione

Durata del viaggio


Entità media delle
scorte in transito
ST = F * LT (tempo medio)

Analogia idraulica
F [m3/s] F * LT = volume di liquido
presente nella tubatura
LT [s]

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Le scorte in transito: esempi

• Merce : grano (0.09 € al kg)


• Tragitto : Istanbul - Savona
• Durata del viaggio : 20
giorni
• Quantità trasportata :
10.000 t
• Valore del carico : 900.000
euro
• Frequenza : 1 viaggio al
mese (30 giorni)

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Le scorte nel sistema logistico
Le scorte nei depositi (1)

ATTENZIONE:
questa suddivisione NON è di carattere fisico, MA gestionale.

Vive
Ciclo Sicurezza
Identificare
Morte
Misurare
Agire

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Le scorte di ciclo

Le scorte di ciclo fanno fronte alle discontinuità fra i processi di


alimentazione e quelli di prelievo
CAUSE DI DISCONTINUITÀ:
1} produzione “anticipata” rispetto ai consumi
§ produzione stagionale e consumo costante nel tempo
§ produzione costante nel tempo e consumi stagionali

2} Ritmi di rifornimento del deposito diversi dai ritmi di prelievo


§ lotti minimi d’acquisto, di produzione, di distribuzione
§ quantità ottimali di trasporto, ….

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Le scorte di ciclo (SC) 1
Produzione anticipata rispetto ai consumi

Sistema produttivo elastico ai Sistema produttivo rigido ai volumi:


volumi: produce allo stesso ritmo produce a ritmo costante durante
delle vendite l’anno e accumula scorte che
andranno ad esaurirsi nei mesi di
Produzione vendita
Vendite

PRODUZIONE ANTICIPATA RISPETTO AI CONSUMI


Le scorte di ciclo costituiscono il polmone di disaccoppiamento che consente al
sistema produttivo di produrre ad un ritmo non in fase con l’andamento delle vendite

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Le scorte di ciclo (SC) 1
Produzione anticipata rispetto ai consumi

PRODUZIONE COSTANTE E CONSUMI STAGIONALI:


40

30 Produzione
20
Vendite

10

0
gen feb mar apr mag giu lug ago set ott nov dic

80 Scorte
60
Giacenza
40
media
20

0
gen feb mar apr mag giu lug ago set ott nov dic

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Le scorte di ciclo (SC)
Ritmi di rifornimento diversi dai ritmi di 2
consumo
I principali driver
Ipotesi: domanda costante e continua nel tempo, rifornimento concentrato
a lotti costanti, no scorte di sicurezza
Giacenza
GMAX

GMED Q

Tempo
T
§ T = intervallo di rifornimento GMAX=Q =D*T
§ f = frequenza di rifornimento, T=1/f SC=GMED=Q/2 = D*T/2
§ D = domanda media giornaliera Principali driver:
§ Q = lotto di rifornimento, Q = D*T D, T, f

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Le scorte di ciclo
2
RITMI DI RIFORNIMENTO DEI DEPOSITI
DIVERSI DAI RITMI DI CONSUMO

DP1
DC Domanda evasa dal DP1
500 UdC / gg
DP2
Domanda evasa dal DP2
500 UdC / gg
1. Rifornimento settimanale 2. Rifornimento giornaliero
I depositi periferici sono riforniti con un lotto I depositi periferici sono riforniti con un lotto
pari alla domanda settimanale. pari alla domanda giornaliera.

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Scorte di sicurezza
Calcolo: formula generale
Copre le perturbazioni
(variabilità domanda,
Tiene conto del livello di servizio che si
variabilità tempi di consegna)
intende raggiungere

SS = kσ *
D

Tiene conto delle perturbazioni che si intendono


fronteggiare, rapportandole al consumo

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Modello delle scorte

Per ciascun punto di accumulo di


Rit Dit materiale, ciascun articolo gestito i e
ciascun periodo di tempo t:

} Dit = inoltri di i inviati allo stadio a


valle nel periodo t [unità/periodo]
Sit
} Sit = giacenza fisica di i alla fine
del periodo t [unità]
} Rit = rifornimenti di i giunti dallo
stadio a monte nel periodo t
[unità/periodo].

GIACENZA FISICA
Si(t) = Si(t-1) + Ri(t) – Di(t)
Si(t)³ 0
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Scorta fisica vs. scorta disponibile

Scorta fisica o giacenza (Sit):


quantità di i che alla fine del periodo t risulta fisicamente presente a
magazzino.
Scorta disponibile o disponibilità (Ait):
quantità di i che alla fine del periodo t risulta a disposizione per qualsiasi
impiego.

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Lo stato dei materiali

Ordini in corso (Oit):


Quantità di i che al periodo t risulta già irrevocabilmente ordinata allo stadio
a monte ma non ancora fisicamente pervenuta. Non fisicamente presente,
ma disponibile
Impegnato (Iit):
Quantità di i che al periodo t risulta già irrevocabilmente promessa allo
stadio a valle, ma non ancora fisicamente prelevata. Fisicamente presente
ma non disponibile
Scorte intangibili (scorte di sicurezza, SSit):
Quantità di i che al periodo t risulta fisicamente presente, ma di cui non si
può pianificare l’impiego in quanto (es. scorta di sicurezza) serve a far
fronte ad imprevisti. Fisicamente presente, ma non disponibile

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Scorta fisica vs. disponibile

SCORTA DISPONBILE Ait = Sit + Oit – SSit – Iit

ATTENZIONE: la scorta disponibile può essere negativa, la scorta


fisica no

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Esempio: calcolo della scorta disponibile
deposito regionale di una catena di GD

Oit: Articolo: I it
1.000 confezioni da spaghetti 850 confezioni al punto
Barilla vendita di Brescia

Sit = 3.750 confezioni


Sit
SSit = 400 confezioni

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AGENDA

1. Tipologie e funzioni 2. Analisi e misura


delle scorte delle scorte

3. Gli aspetti civilistici e


fiscali

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Misura delle scorte

COSA

Valore assoluto Valore relativo

Copertura e rotazione a
Unità fisiche Giacenza media quantità
(ICQ e IRQ)
COME

Copertura e rotazione a
Unità
Rimanenza media valore
monetarie
(ICV e IRV)

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La determinazione della giacenza media

La giacenza media è calcolabile come media ponderata dei livelli di scorta pesati in
relazione all’intervallo di tempo in cui si è rilevato un determinato livello di scorta)

G1 × T1 + G2 × T2 + G3 × T3 + ... + Gn × Tn
GM =
T1 + T2 + T3 + ... + Tn
} n : numero di intervalli temporali in cui risulta suddiviso l’arco temporale di riferimento
(anno, mese, …)
} Gj : quantità a scorta
Gj
Quantità
nell’intervallo di tempo i-esimo
GM
} Tj : durata dell’intervallo
di tempo i-esimo (giorni, ore)

LA RIMANENZA MEDIA E’ LA GIACENZA Tj Tempo


OPPORTUNAMENTE VALORIZZATA

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La determinazione della giacenza
media
Tipicamente la giacenza media viene calcolata come somma delle
SCORTE DI SICUREZZA e delle scorte di ciclo (vedi slide precedenti)

GM = SC + SS

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L’indice di rotazione delle scorte a
quantità
} Indica il numero di volte in cui “ruota” (ossia si rinnova) il monte scorte
di un articolo o di una classe omogenea di articoli i nell’arco temporale
considerato t (generalmente è riferito all’anno)
} L’unità di misura della quantità dipende dal tipo di articolo: numero di
pezzi, confezioni, cartoni, UdC, m2, m3, litri, kg …
Unità prodotto/unità
di tempo
FLUSSO IN USCITA it
IRQit =
GIACENZA MEDIA it
Unità prodotto

(i = indice articolo; t = indice orizzonte temporale)

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L’indice di rotazione delle scorte a
valore
€/unità di tempo

VALORE DEL FLUSSO IN USCITA it


IRVit =
RIMANENZA MEDIA it

} Può essere adottato per misurare la rotazione dell’intero magazzino (in


cui vi sono più articoli con valori di flusso e giacenza assai diverse tra
loro)
} Utilizzando unità di misura monetarie si deve prestare attenzione alla
modalità di valorizzazione delle uscite e delle giacenze
} I dati a valore sono generalmente più semplici da ottenere (dalla
contabilità di magazzino)

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Giacenza e rimanenza

• Merce : spaghetti
• Giacenza media dell’ultimo mese:
20 pallet
• Vendite mensili: 25 pallet
• Costo di produzione: 40 €/pallet
• Prezzo di vendita: 60 €/pallet
• Consumi costanti

Giacenza media su base


annua ?
Flusso annuo?
Rimanenza media?

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Esempio (I)

Art. 1 - Zucchero Art. 2 - Farina


Flusso in uscita : 40 UdC / mese Flusso in uscita : 40 UdC / mese
Rifornimento : mensile Rifornimento : settimanale
Lotto : 40 UdC Lotto : 10 UdC

Calcolare IRQ su base annua Calcolare IRQ su base annua


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Esempio (II)

Art. 1 - Zucchero Art. 2 - Farina


Flusso in uscita : 40 UdC / mese Flusso in uscita : 40 UdC / mese
Rifornimento : mensile Rifornimento : settimanale
Lotto : 40 UdC Lotto : 10 UdC
Scorte sicurezza : 5 UdC Scorte sicurezza : 5 UdC

Calcolare IRQ su base annua Calcolare IRQ su base annua

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L’indice di copertura delle scorte

} Misura il tempo atteso di autonomia (copertura) del magazzino qualora


non venisse più rifornito
} È pari al tempo di permanenza medio delle merci a magazzino
} Quantifica l’anticipo dell’esborso rispetto all’utilizzo, al netto degli effetti
commerciali (ritardi di pagamento attivo e passivo)

GIACENZA MEDIA it
ICit =
CONSUMO MEDIO it

(i = indice articolo; t = indice orizzonte temporale)

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Copertura - Rotazione

Indice di copertura Indice di rotazione

Esprime per quanto tempo il valore Indica per quante volte la scorta
della scorta Sit potrebbe coprire il viene rinnovata mediamente
consumo da valle Dit qualora nell’arco di 1 periodo.
venissero meno i riordini Rit

ICit = Sit / Dit [periodi] IRit = Dit / Sit [1/periodi]

A pari periodo di riferimento:


ICit = 1/IRit

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La legge di Pareto

“In una qualsiasi serie di fattori da sottoporre a controllo, si può


distinguere una piccola frazione, in termini di numero, cui si può fare
risalire una grande influenza in termini di effetto.
Al contrario, la grande maggioranza dei fattori, sempre in termini di
numero, ha relativamente minor significato, in termini di effetto”
(Parigi 1848 - Celigny 1923)

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La classificazione ABC delle scorte

100%
90%
Valore cumulato a

80%
70%
scorta

60% Andamento della


50% curva in assenza di
40% B C effetto di accumula-
30%
20%
A zione

10%
0 0
100%
10% 20% 30% 40% 50% 60% 70% 80% 90%

Numero di articoli

Il 20% degli articoli (classe A) determina l’80 % del valore a scorta

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La classificazione ABC delle scorte

Classe Descrizione
Pochi articoli che fanno la gran parte delle scorte totali (a
quantità o valore).
A Area su cui concentrarsi per azioni di controllo e
riduzione. Azioni di miglioramento portano i maggiori
risultati
Numero significativo di articoli che fa un quota piccola
B
delle scorte (es. 30% articoli fanno 15% scorte)
Numero molto elevato di articoli che fa una quota molto
piccola delle scorte (es. 50% articoli fanno 5% scorte)
C
Consente benefici marginali. Area da verificare per
possibile dismissione completa articoli obsoleti

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La matrice incrociata scorte -
fatturato
% SCORTE % FATTURATO
100 100

A B C A B C

100 100

Dall’analisi delle 9 sottoclassi della FATTURATO


matrice è possibile ricavare una A B C
serie di indicazioni utili per A 1 2 3
SCORTE
intervenire sulla politica di gestione B 4 5 6
delle scorte C 7 8 9

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Lettura della matrice
Area dell’inefficienza
Diagonale = Area della
congruenza
FATTURATO

Area della rilevanza A B C

A 1 2 3
SCORTE

B 4 5 6

C 7 8 9

Area dell’inefficacia Area della irrilevanza

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Area della rilevanza

1. CLASSE A-A (alto fatturato, alte scorte)


Gli articoli contenuti in questa casella sono generalmente pochi e pertanto
possono essere analizzati caso per caso. Essi rappresentano nello stesso
tempo un rischio ed una opportunità :
} eventuali rotture di stock produrrebbero drastici cali di fatturato
} nessun’altra classe offre le medesime opportunità di riduzione delle
scorte
FATTURATO
A B C
A 1 2 3
SCORTE

B 4 5 6
C 7 8 9

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Area dell’inefficienza

3. CLASSE C-A (basso fatturato, alte scorte)


Contiene articoli che non producono fatturato, ma a cui corrisponde un
elevato livello di scorte, spesso difficilmente smaltibili.
Non basta attendere che si smaltiscano ma è necessario forzarne l’uscita:
} bloccare piano di approvvigionamento e/o programma produzione;
} forzarne l’uscita mediante vendite promozionali, offerte su canali
alternativi, alienazione, …

FATTURATO
A B C
A 1 2 3
SCORTE

B 4 5 6
C 7 8 9

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Area dell’inefficacia

7. CLASSE A-C (alto fatturato, basse scorte)


E’ una classe privilegiata di articoli e può rappresentare un buon esempio
di successo nella gestione delle scorte da estendere ad articoli di altre
classi.
Può altresì nascondere alcune insidie: ove la scorta fosse sottostimata
rispetto ai reali fabbisogni, si perderebbero delle vendite e del fatturato:
} verificare l’eventuale presenza di rotture di stock
FATTURATO
A B C
A 1 2 3
SCORTE

B 4 5 6
C 7 8 9

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Area della irrilevanza

9. CLASSE C-C (basso fatturato, basse scorte)


Questa classe contiene gli articoli meno rilevanti. Implica elevati costi di gestione sia a
livello EDP (anagrafica articoli) sia a livello di magazzino (occupazione di spazio, oneri di
stoccaggio).
Spesso in questa classe si posso nascondere le rotture di stock (prodotto che non si
vende perché mancano le scorte).
} Valutare la possibilità di alienare gli articoli obsoleti
} Verificare l’eventuale presenza di rotture di stock
} Verificare l’opportunità di tenere tali articoli in gamma
FATTURATO
A B C
A 1 2 3
SCORTE

B 4 5 6
C 7 8 9

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La matrice incrociata scorte -
fatturato
Cause potenziali di incongruenza tra fatturato e scorte:
} Bassa frequenza delle forniture
} Lotto minimo imposto dal fornitore
} Scarsa affidabilità delle forniture
} Sconti per l’acquisto di grossi lotti
} Scorte di sostegno per lancio di nuovi prodotti
} Speculazione
} Errori di previsione della domanda
} Parametri gestione materiali non aggiornati
} …

Progettazione di Impianti e Laboratorio di Sistemi Produttivi 70


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Utilizzo dinamico della matrice

La matrice ABC incrociata è uno


strumento dinamico che va
utilizzato con sistematicità e
consente di:
} scattare diverse “fotografie” per
verificare come varia la
configurazione delle categorie
nel tempo
} studiare le “migrazioni” di classe
in classe per sviluppare le più FATTURATO
efficaci azioni di miglioramento A B C
A 1 2 3
SCORTE

B 4 5 6
C 7 8 9

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Relazioni cliente-fornitore e gestione
delle scorte
Alcune tendenze
} Just-in-time e scorte a monte

} Consignment stock

} Vendor managed inventory

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AGENDA

1. Tipologie e funzioni 2. Analisi e misura delle


delle scorte scorte

3. Gli aspetti civilistici


e fiscali

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Iscrizione delle rimanenze a bilancio

ALLA VOCE “ATTIVO” DELLO ALLA VOCE “PROFITTI” DEL


STATO PATRIMONIALE CONTO ECONOMICO
art. 2424 Codice Civile art. 2425 Codice Civile

ATTIVO CIRCOLANTE : VALORE DELLA PRODUZIONE :


} rimanenze a fine esercizio } rimanenze a fine esercizio
COSTO DELLA PRODUZIONE
} esistenze iniziali

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Gli adempimenti civilistici e fiscali

TRE PROBLEMI BASE:

} Definizione dei beni per i quali determinare le rimanenze


} Quantificazione delle singole giacenze per i singoli beni
(determinazione della giacenza Gi)
} Attribuzione del valore economico all'unità di giacenza dei singoli
beni (definizione di Vi)

Ri = Gi x Vi

Rimanenze Con riferimento ad un generico articolo (Bene) i

Progettazione di Impianti e Laboratorio di Sistemi Produttivi 75


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1. Definizione e classificazione dei
beni
Raggruppamento per categorie omogenee:
} materie prime
} componenti / semilavorati
} prodotti in corso di lavorazione
} prodotti finiti
} imballaggi a rendere
} materie sussidiarie e materiali di consumo
} ricambi
} … .

Progettazione di Impianti e Laboratorio di Sistemi Produttivi 76


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2. Rilevazione delle giacenze
Concetto
Ai fini fiscali:
} costituiscono giacenze anche i beni da ricevere per impegni irrevocabili
di acquisto
} vanno detratti i beni da consegnare per impegni irrevocabili di vendita

+ Beni in magazzino
+ Beni di proprietà in transito
= Totale beni di proprietà
+ Beni in corso di lavorazione
+ Beni di proprietà presso terzi
+ Beni da ricevere per impegni irrevocabili
- Beni da consegnare per impegni irrevocabili
= POSIZIONE NETTA

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2. Rilevazione delle giacenze
Inventario contabile vs. Inventario fisico

Eventuali differenze tra le due rilevazioni vanno sanate con procedure


formali (es: rettifiche inventariali)
Cause delle differenze inventariali:

• FORNITURE : (erronei abbinamenti, diverso


esercizio)
Di natura contabile • LAVORAZIONI (errori di quantità)
• VENDITE (errori di rilevamento del venduto)

• CALI DI STOCCAGGIO/LAVORAZIONE
• FURTI (trasportatori, terzi, personale, clienti)
Di natura fisica
• CASSE (battute errate, battute compiacenti,
“nero”)

Progettazione di Impianti e Laboratorio di Sistemi Produttivi 78


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3. Valutazione: approccio

Principio di prudenza (Codice Civile) : le rimanenze devono essere


valutate al minore tra il costo storico ed il valore di mercato

Costo storico :
} costo d’acquisto indicato in fattura (per i beni acquistati esternamente)
} costo di fabbricazione (per i prodotti già trasformati e per i materiali in
corso di lavorazione) allocato mediante il metodo del costo industriale,
direct cost, full cost, ...

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3. Valutazione: metodologia

Dal punto di vista fiscale l’azienda è libera di valutare le rimanenze


secondo la metodologia ritenuta più adatta, tra quelle consentite:
} costo medio ponderato
} costo medio semplice
} costo standard
} FIFO (first-in, first-out)
} LIFO (last-in, first-out)
} …

Progettazione di Impianti e Laboratorio di Sistemi Produttivi 80


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3. Valutazione
LIFO a scatti annuali

LIFO A SCATTI ANNUALI Þ si preleva per strati a partire dall’ultimo


formatosi

AL TERMINE DELL’ANNO 1:
} giacenze valutate al costo medio unitario (strato del primo anno)

AL TERMINE DELL’ANNO n:
} se la giacenza è aumentata, l’incremento viene valutato al costo medio
dell’anno n
} se la giacenza è diminuita, viene intaccato prima lo strato n-1, quindi lo
strato n-2 e così via.

Progettazione di Impianti e Laboratorio di Sistemi Produttivi 81


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LIFO a scatti annuali
Esemplificazione

Quantità Prezzo Quantità Giacenza Rimanenza


Anno
acquistata acquisto venduta finale finale

30
2007 10 10 7 3
(=3x10)

45
2008 8 15 7 4
(=3X10+1X15)

79
2009 12 17 10 6
(=3x10+1x45+2x17)

20
2010 5 18 9 2
(=2X10)

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Registro dei movimenti di magazzino

Art.2214-2220 Codice Civile


RIEPILOGO MOVIMENTI DI MAGAZZINO

I soggetti che esercitano attività industriali dirette alla produzione di beni o di servizi
debbono tenere apposite registrazioni di magazzino che indichino, distintamente per
quantità e qualità, i movimenti delle materie prime, dei semilavorati destinati alla
vendita, dei prodotti finiti e delle merci destinate ad essere consumate per la
produzione che permettano di seguire le variazioni intervenute tra le consistenze degli
inventari annuali.

Art.2214-2220 Codice Civile


LIBRO DEGLI INVENTARI

Il libro degli inventari, oltre agli elementi prescritti dal codice civile o da leggi speciali,
deve indicare la consistenza dei cespiti raggruppati in categorie omogenee per natura
e valore ed il valore attribuito a ciascun gruppo. Ove dall’inventario non si rilevino gli
elementi costituenti ciascun gruppo e la loro ubicazione, devono essere tenute a
disposizione degli uffici le distinte che sono servite per la compilazione dell’inventario.

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