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FOSFORILAZIONE OSSIDATIVA

Per fosforilazione ossidativa si intende il processo mitocondriale in cui l'ossidazione di substrati nella
catena respiratoria si accoppia alla fosforilazione di ADP in ATP.

La fosforilazione ossidativa rappresenta la TAPPA FINALE del complesso delle reazioni cataboliche che
partendo da CARBOIDRATI, ACIDI GRASSI e AMMINOACIDI convergono verso la produzione di ATP.
L'energia chimica potenziale dei substrati ossidabili viene così trasformata in questo modo in energia di
legame fosforico (-P) e conservata nel legame y(gamma) dell'ATP.

L'ALTRO PROCESSO DI FORMAZIONE DELL'ATP è la FOSFORILAZIONE A LIVELLO DEL SUBSTRATO, che si


verifica in due reazioni e precisamente quando:

• L'1-3 bifosfoglicerato e l'acido fosfoenolpiruvico reagiscono con l'ADP per formare ATP

• Nel ciclo di krebs catalizzata dalla succinil-CoA SINTETASI.

Una buona parte dell'energia ricavata dall'ossidazione dei nutrienti introdotti giornalmente con la dieta
viene utilizzata per la continuia fosforilazione dell'ADP in ATP. L'ATP a sua volta viene di continuo
defosforilato in ADP liberando quell'energia necessaria per far avvenire varie reazioni biologiche. E'
quindi necessaria una continua fosforilazione di ADP in ATP, questa è assicurata per il 90% circa dal
processo della fosforilazione ossidativa mitocondriale.

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MITOCONDRI

I MITOCONDRI sono, dopo i nuclei, gli organelli cellulari di maggiore dimensione, presentano una forma
elissoidale con diametro di 0,5-1 um e lunghezza di 1-10 um. Presentano tuttavia una gran plasticità che
gli consente di avere diverse forme. Le loro dimensioni e il loro numero nella cellula varia asseconda
dell'attività ossidativa ed energetica della cellula stessa e quindi del tessuto. Ad esempio:

• I mitocondri del miocardio: Nell miocardio che presenta un metabolismo principalmente


AEROBICO, i mitocondri sono numerori ed hano notevoli dimensioni (si pensa che i mitocondri
occupano circa il 50% del volume dei CARDIOMIOCITI.

• I mitocondri dei muscoli scheletrici: Nei muscoli scheletrici dove il metabolismo in parte è
anche ANAEROBICO, i mitocondri rispetto a quelli del miocardio sono meno numerosi e meno
voluminosi.

STRUTTURA DEI MITOCONDRI:


La struttura del mitocondrio è quella di un SACCULO rivestito da due membrane che delimitano uno
spazio e un comportatimento. Dall'esterno verso l'interno troviamo:

• MEMBRANA ESTERNA: CONTIENE MENO PROTEINE RISPETTO A QUELLA INTERNA, PERO'


QUELLA ESTERNA è PIU RICCA DI FOSFOLIPIDI E CONTIENE ANCHE IL COLESTEROLO RISPETTO
ALL'INTERNA. COME FOSFOLIPIDE TIPICO NELLA MEMBRANA ESTERNA TROVIAMO IL
FOSFATIDILINOSITOLO. I FOSFOLIPIDI IN MAGGIOR QUANTITA' SONO NONOSTANTE QUELLI
PRESENTI MAGGIORMENTE NELLE MEMBRANE BIOLOGICHE, OSSIA LA FOSFATIDILCOLINA E LA
FOSFATIDILETONOLAMMINA. LA MEMBRANA ESTERNA E' PERMEABILE A PRESSOCHE' TUTTE LE
MOLECOLE AVENTI UNA MASSA MOLECOLARE INFERIORE A 5kDa. Tali molecole attraversano la
membrana per mezzo di canali creati da una proteina idrofobica, saldamente inserita in
membrana e denominata porina o VDAC (canale anionico dipendente dal voltaggio).

• SPAZIO INTERMEMBRANA: delimitato dalla m.esterna e intera.

• MEMBRANA INTERNA: questa si INVAGINA nella matrice mitocondriale per formare delle
numerose ripiegature chiamate CRESTE o anche chiamate CRISTAE. Le CRESTE conferiscono alla
membrana interna una superfice notevolmente ESTESA. INFATTI, nei miocardiociti le membrana
interna presenta uno sviluppo delle creste molto elevato. Dalla superfice interna della
membrana interna si proiettano nella matrice numerosi corpuscoli sferoidali penduncolati che
rappresentano il complesso enzimatico implicato nella tappa finale della produzione di ATP
mediante il processo della FOSFORILAZIONE OSSIDATIVA, l'ATP SINTASI. CONTIENE PIU'
PROTEINE RISPETTO A QUELLA ESTERNA, INFATTI QUELLA INTERNA E' PIU SPECIALIZZATA
FUNZIONALMENTE, INFATTI IN TALE MEMBRANA AVVIENE IL PROCESSO DI FOSFORILAZIONE
OSSIDATIVA. LA MEMBRANA INTERNA E' CARATTERIZZATA PER LA PRESENZA DEL
DIFOSFATIDILGLICEROLO o anche chiamata CARDIOLIPINA E DAL BASSISSIMO LIVELLO DI
COLESTEROLO. I FOSFOLIPIDI IN MAGGIOR QUANTITA' SONO NONOSTANTE QUELLI PRESENTI
MAGGIORMENTE NELLE MEMBRANE BIOLOGICHE, OSSIA LA FOSFATIDILCOLINA E LA
FOSFATIDILETONOLAMMINA. La MEMBRANA INTERNA ESERCITA. RISPETTO A QUELLA
ESTERNA, UNA RIGOROSA SELETTIVITA' SUL PASSAGGIO DI OGNI SPECIE MOLECOLARE E IONICA,
COMPRESI I PROTONI. TALE SELETTIVITA' DELLA MEMBRANA INTERNA E' CONDIZIONE
NECESSARIA AFFINCHE' POSSA AVVENIRE IL PROCESSO DELLA FOSFORILAZIONE OSSIDATIVA.
Nella membrana interna, infatti, sono presenti alcune specifiche proteine di trasporto,
denominate trasportatori o carrier, che permettono il passaggio di varie specie cariche
(metaboliti e ioni) attravserso l'ambiente idrofobico del doppio strato lipidico.

• MATRICE MITOCONDRIALE: delimitata solo dalla m.interna.

IL SISTEMA DI MEMBRANE E DI SPAZI DEL MITOCONDRIO DETERMINA UNA "COMPARTIMENTAZIONE"


DEGLI ENZIMI DI CUI IL MITOCONDRIO E' DOTATO. TALE COMPARTIMENTAZIONE E' PRESUPPOSTO
INDISPENSABILE PER LA REGOLAZIONE DEI NUMEROSI PROCESSI MITOCONDRIALI.

SI OSSERVI CHE:
-ALCUNI ENZIMI SONO LOCALIZZATI NELL'AMBIENTE NON STRUTTURATO DELLA MATRICE (come gli
enzimi del ciclo di Krebs con eccezzione della SUCCINATO DEIDROGENASI) E DELLO SPAZIO
INTERMEMBRANA.

-ALTRI ENZIMI COME QUELLI DELLA FOSFORILAZIONE OSSIDATIVA, SONO SALDAMENTE INTEGRATI
NELLE MEMBRANE. E' ANCHE PER QUESTO CHE L'INTEGRITA DELLA MEMBRANA INTERNA E'
NECESSARIA PER IL PROCESSO DELLA FOSFORILAZIONE OSSIDATIVA.

I MITOCONDRI, a differenza degli altri organelli, si ottengono per divisione di mirocondri preesistenti.
Ogni mitocondrio è infatti dotato di proprio DNA, RNA e RIBOSOMI. Pero' il DNA mitocondriale codifica
solo una piccola parte delle proteine del mitocondrio: la maggior parte di esse infatti sono codificate
dal DNA nucleare e sintetizzate nel CITOSOL CELLULARE. Le proteine neosintetizzate nel citosol sono
poi trasportate o importate nei mirocondri mediante l'intervento di un complesso macchianrio di
natura proteica localizzato nei vari sub-compartimenti mitocondriali. Questo processo, nel suo
complesso, prende il nome di BIOGENESI MITOCONDRIALE o di IMPORT DELLE PROTEINE NEI
MITOCONDRI.

COMPLESSIVAMENTE I MIROCONDRI UMANI PRESENTANO PIU' DI UN MIGLIAIO DI PROTEINE


DIFFERENTI IMPLICATE IN VARI PERCORSI METABOLICI E NEL PROCESSO DELLA FOSFORILAZIONE
OSSIDATIVA. PERCHE' I MITOCONDRI SVOLGANO CORRETTAMENTE LA LORO FUNZIONE E' IMPORTANTE
UNO STRETTO COORDINAMENTO TRA IL GENOMA NUCLEARE E QUELLO MITOCONDRIALE E UNA FINE
REGOLAZIONE DELL'ESPRESSIONE GENICA DEI DUE GENOMI IN FUNZIONE DELLE DIFFERENTI RICHIESTE
ENERGETICHE DA PARTE DELLE CELLULE.
LA CATENA RESPIRATORIA
La catena respiratoria e' un sistema altamente organizzato e costiuito da proteine ed altri componenti
che svolgono la funzione di "trasportatori" di elettroni nel doppio strato lipidico della MEMBRANA
INTERNA. Tale sistema è strutturato in modo tale che specifici complessi siano organizzati in maniera
ben definita per guidare opportunamente il flusso d elettroni verso l'ossigeno.

L'energia redox liberata durante questo trasferimento elettronico è in parte convertita in energia
utilizzabile nei processi vitali (fosforilazione ossifativa e formazione di gradienti ionici) ed in parte
dispersa sotto forma di calore.

In sintesi durante la FOSFORILAZIONE OSSIDATIVA:


AVVENGONO VARIE REAZIONI REDOX CHE INIZIANO CON L'OSSIDAZIONE DI NADH E FADH2
(COENZIMI PIRIDINICI E FLAVINICI) E CULMINANO NELLA RIDUZIONE FINALE DELL'OSSIGENO
MOLECOLARE AD ACQUA. GLI ELETTRONI PRIMA DI ESSERE ASSUNTI DALL'O2 SCORRONO LUNGO UNA
CATENA DI TRASPORTATORI REDOX INTEGRATI NELLA MEMBRANA INTERNA E COMPRENDENTI
FLAVOPROETINE, CHINONI, CITOCROMI, PROTEINE "FERRO-ZOLFO" E VATIE ALTRE PROTEINE DI
NATURA E FUNZIONE ANCORA NON BEN DEFINITE. L'ENERGIA CHE SI LIBERA DUTANTE QUESTO
FLUSSO PROMUOVE IL TRASPORTO DI PROTONO ATTRAVERSO LA MEMBRANA MITOCONDRIALE
INTERNA CREANDO UN POTENZIALE ELETTROCHIMICO TRASNMEMBRANA CHE VIENE POI UTILIZZATO
PRINCIPALMENTE PER LA SINTESI DELL'ATP.

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COENZIMI PIRIDINICI E FLAVINICI: STRUTTURA E FUNZIONE


L’energia usata dagli esseri viventi deriva da reazioni di ossido-riduzione metaboliche, caratterizzate da
uno scambio di elettroni (sempre accompagnato da uno spostamento di protoni nella stessa direzione).

Le reazioni di ossido-riduzione possono liberare una grande quantità di energia, che viene accumulata in
molecole di adenosin trifosfato (ATP), e sono catalizzate da enzimi specifici detti ossidoreduttasi con il
contributo di alcuni coenzimi, i più importanti dei quali sono il NAD+ (nicotinammide adenin
dinucleotide) e il FAD (flavin adenin dinucleotide). Negli eucarioti, il principale processo di produzione
dell’ATP è la respirazione cellulare, nel corso della quale i componenti elementari ottenuti dalla
digestione – aminoacidi, zuccheri semplici e acidi grassi – vengono demoliti per produrre energia. Il
substrato principale della respirazione cellulare è il glucosio, che viene ossidato, mentre l’accettore
finale di elettroni è sempre l’ossigeno, che viene ridotto dando origine, con l’idrogeno, a molecole
d’acqua.

OSSIDOREDUTTASI: In biochimica una ossidoreduttasi è un enzima che catalizza il trasferimento di


elettroni da una molecola (detta riducente, o donatrice di idrogeno o donatrice di elettroni) ad un'altra
(detta ossidante, o accettore di idrogeno o di elettroni).

STRUTTURA DEI COENZIMI PIRIDINICI


Il nicotinammide adenina dinucleotide (a cui ci si riferisce spesso con la formula NAD o NADH, a seconda
dello stato di ossidazione) è una biomolecola il cui ruolo biologico consiste nel trasferire gli elettroni,
quindi nel permettere le ossido-riduzioni. È un coenzima ossidoriduttivo.

La molecola di NAD è formata da 2 nucleotidi uniti mediante UN LEGAME FOSFOANIDRIDICO TRA I


LORO GRUPPI FOSFORICI.

OGNUNO DEI DUE NUCLEOTIDI E' COMPOSTO DA:

1 ZUCCHERO RIBOSIO (ZUCCHERO PENTOSO), CHE LEGA:


• IN 5': 1 GRUPPO FOSFATO

• IN 1': 1 BASE AZOTATA

LA BASE AZOTATA FA SI CHE I DUE NUCLEOTIDI SIANO DIFFERENTI:

1 NUCHELOTIDE HA COME BASE AZOTATA LA: ADENINA

1 NUCLEOTIDE HA COME BASE AZOTATA LA: NICOTINAMMIDE.

La NICTOINAMMIDE: E' UNA NIACINA.

NIACINA: Con il termine di NIACINA(o vitamina PP, Pellagra-Preventig, o vitamina B3) si


intendono tre molecole organiche tra loro simili:

• l’acido nicotinico(Na, la niacina propriamente detta)

• l’ammide dell'acido nicotinico, la nicotinamide(NaM, o niacinamide)

• la nicotinamide riboside(NR)
È LA NICTOINAMMIDEche svolge il ruolo biologico generale della molecola, potendo
essa donare/accettare atomi di idrogeno.

Il NADH/NAD, come coenzima ossidoriduttivo, agisce nelle reazioni redox ovvero in reazioni di
ossidazione e riduzione, partecipandovi. Le reazioni di ossidazione vedono impegnato il NAD+, in
quanto riducendosi a NADH, riceve due elettroni e due protoni, ovvero due atomi di idrogeno, di
questi può trasportare solo 2 elettroni e 1 protone, per questo la forma di scrittura corretta sarebbe
NADH+ H+ ; un protone H+ viene perso nel citosol.

I due ATOMI DI H vengono ceduti dalla molecola substrato, che si ossida.

La reazione di ossidazione del NADH è la favorita, in quanto il sistema NAD/NADH ha un Potenziale


redox pari a -0,32 Volt. Da notare che la forma ossidata del coenzima, NAD+, possiede l'anello
nicotinammidico con aromaticità, mentre nel momento in cui si riduce, la perde. L'acquisto di
aromaticità è quindi un passaggio favorito.

Pur non essendo l’organismo in grado di sintetizzarle, le vitamine sono sostanze che devono essere
sempre presenti nel nostro organismo perché hanno una funzione catalitica, quella di formare i
cofattori come il NAD, infatti questi vengono utilizzati più volte nelle reazioni e le proteine si rendono
necessarie a basse concentrazioni, tuttavia, poiché avviene un certo ricambio di queste molecole di
cofattori, se ne devono assumere i costituenti con la dieta (in questo caso la vitamina PP) con
continuità.
Generica riduzione di substrato (ossidazione del coenzima):

NADH + SH → NAD+ + SH2

Generica ossidazione di substrato (riduzione del coenzima):

NAD+ + SH2 → NADH + SH

Il NAD viene sintetizzato, nell'organismo, da tre diverse vie che coinvolgono, rispettivamente, l'acido
nicotinico, la nicotinammide e l'acido chinolinico.

STRUTTURA DEL NADP

Il NADP (nicotinammide adenina dinucleotide fosfato) ha la stessa struttura di base del NAD, con
l'aggiunta di un gruppo fosfato esterificato al gruppo ossidrilico del carbonio 2' dell'adenosina
(RIBOSIO+ ADENINA). Mentre il NAD(H) è utilizzato perlopiù nei processi catabolici (ovvero nelle
reazioni di ossidazione del metabolismo), il NADP(H) viene utilizzato nei processi anabolici (ovvero nelle
reazioni riduttive del metabolismo), particolarmente nelle reazioni di biosintesi.
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COENZIMI FLAVINICI: FMN e FAD


FMN= Flavin Mono nucleotide

FAD= Flavin Adenin Dinucleotide

FMN e FAD sono saldamante legati a delle proteine, quindi sono dei gruppi prostetici.

FMN e FAD sono i coenzimi derivanti dalla RIBOFLAVINA (Vit B2),

La VITAMINA B2 è COSTITUITA DA:

• 3 anelli condensati, che formano il cosiddetto gruppo isoallosazinico

• ribitolo (alditolo a cinque atomi di carbonio, ovvero il composto derivato dalla riduzione del
ribosio)

il gruppo isoallosazinico è a sua volta legato al ribitolo tramite l’atomo di azoto (N) dell’anello centrale.
Il FMN (Flavin MonoNucleotide) è semplicemente la riboflavina fosforilata sul CH2OH terminale. Non è
un vero nucleotide , manca dello zucchero pentosio.
FAD: Se l’FMN reagisce con un’altra molecola di ATP, quest’ultimo rilascia sia il nucleotide adeninico
che il gruppo fosfato in α. Con questa reazione si forma il FAD.
FAD E FMN RIDOTTO:

Gli atomi di idrogeno (H) possono essere uno o due, legati al gruppo isoallosazinico. Se all'anello c'è
legato un solo atomo di idrogeno, allora prenderà il nome di FADH (radicale semichinonico).
Quest'atomo di idrogeno sarà legato all'azoto in posizione para sull'anello centrale del gruppo
isoallosazinico, ed il doppio legame presente nell'anello centrale scompare.

Se all'anello ci sono legati due atomi di idrogeno, allora prenderà il nome di FADH2. Questo secondo
atomo di idrogeno sarà legato all'azoto in posizione para sull'anello terminale del gruppo isoallosazinico,
ed il doppio legame presente nell'anello terminale scompare, formandosi invece un doppio legame tra
l'anello centrale e quello terminale affinché le valenze dell'atomo di carbonio vengano rispettate.
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VIE DI ALIMENTAZIONE DELLA CATENA RESPIRATORIA


La catena respiratoria per poter funzionare deve essere ALIMENTATA con equivalenti riducenti
proviente da vari substrati ossidabili.

Con il termine di equivalente riducente si designa un elettrone libero associato ad un protone o ad un


atomo di idrogeno formando, rispettivamente un atomo di idrogeno o uno ione idruro, che viene
trasferito da un donatore che viene ossidato ad un accetttore che viene ridotto.
I SUBSTRATI ossidabili non sono altro che i nutrienti introdotti con l'alimentazione. Le deidrogenasi
NAD(P)+ dipendenti sono enzimi che catalizzano le reazioni redox in cui 2 ATOMI DI IDROGENO vengono
sottratti da questi SUBSTRATI e convogliati, nella maggior parte dei casi, verso il NAD+.

• Uno degli atomi di idrogeno viene trasferito sotto forma di IONE IDRURO (H-) al NAD+, formando
in tal modo il COENZIMA PIRIDINICO in forma RIDOTTA, il NADH.

• Mentre l'altro viene rilasciato nell'ambiente circostante sotto forma di ione H+.

IN QUESTO MODO E' AVVENUTA UNA REAZIONE REDOX DURANTE LA QUALE IL SUBSTRATO VIENE
OSSIDATO E IL COENZIMA PIRIDINOCO VIENE RIDOTTO.

IL NADH, COMUNQUE, SI ASSOCIA SOLO REVERSIBILMENTE ALLE CORRISPONDENTI DEIDROGENEASI. LE


DEIDROGENASI NAD+ DIPENDENTI, IN REALTA', NON FANNO PARTE DELLA CATENA RESPIRATORIA,
MA FORNISCONO GLI EQUIVALENTI RIDUCENTI, IN FORMA DI NADH, NECESSARI PER IL
FUNZIONAMENTO DELLA CATENA RESPIRATORIA STESSA.

Le DEIDROGENASI NAD(P)+ DIPENDENTI sono localizzati nel citosol o nella matrice mitocondriale (o in
entrambi i sub-compartimenti cellulari sotto forma di isoenzimi specifici). La funzione di tali enzimi è
quella di PRODURRE CONTINUAMENTE, E IN GRANDE QUANTITA', NADH o NADPH.

La maggior parte dei substrati ossidabili dai mitocondri sono NAD(P)+ dipendenti: piruvato, malato,
glutammato ecc.), in quanto ossidati dalle specifiche deidrogenasi NAD(P)+ dipendenti.

Per l'azione di queste deidrogenasi e della TRANSIDROGENASI si viene a formare un pool


intramitocondriale di NADH.
NADPH: Viene generalmente utilizzato nelle reazioni anaboliche riduttive per la sintesi di altre molecole
importanti per l'organismo. In alcuni casi, il NADPH può generare il NADH mediante la reazione
catalizzata dalla PIRIDIN NUCLEOTIDE TRANSIDROGENASI.

La reazione è reversibile e avviene spontaneamente da SX a DX, ma richiede l'energia derivante


dall'idrolisi dell'ATP per decorrere nel senso opposto, cioè nel senso della formazione di NADPH.
Possiamo pertanto dire:
IL NAD+ MITOCONDTIALE LO POSSIAMO CONSIDERARE COME IL "COLLETTORE" DEGLI EQUIVALENTI
RIDUCENTI PROVENIENTE DA TUTTI I SUBSTRATI NAD(P)+ DIPENDENTI.

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I COMPONENTI DELLA CATENA RESPIRATORIA


I componenti della catena respiratoria sono indicati in ordine di successione funzionale (dal potenziale
più elettronegativo del NADH a quello più positivo dell'O2).

DEIDROGENASI FLAVINICHE: QUESTE SONO PROTEINE COGNIUGATE DELLA CATENA


RESPIRATORIA. Queste proteine contengono al loro interno dei gruppi chimici di natura NON proteica,
legati saldamente alla porzione proteica delle deidrogenasi flaviniche, tali gruppi chimici di natura non
proteica vengono anche denominati NUCLEOTIDI FLAVINICI e sono: FMN (FLAVIN MONONUCLEOTIDE) o
il FAD (FLAVIN ADENIN DINUCLEOTIDE).

Il COMPLESSO I della catena respiratoria anche denominato NADH DEIDROGENASI, ad esempio,


contiene una DEIDROGENASI FMN DIPENDENTE.

Esistono anche specifiche DEIDROGENASI FLAVINICHE FAD DIPENDENTI che convogliano elettroni al
CoQ, riducendolo.

Queste deidrogenasi sono ridotte a loro volta da:

a. SUCCINATO
b. GLICEROLO 3 FOSFATO

c. ACIL-CoA

QUINDI POSSIAMO INDIVIDUARE 3 ENZIMI:

1) SUCCINATO DEIDROGENASI: ENZIMI DI MEMBRANA INTERNA

2) GLICEROLO 3 FOSFATO DEIDROGENASI: ENZIMI DI MEMBRANA INTERNA

3) ACIL-CoA DEIDROGENASI: ENZIMA PRESENTE NELLA MATRICE ed è anche nota come COMPLESSO II
della catena respiratoria.

In tutte queste deidrogenasi troviamo i NUCLEOTIDI FLAVINICI prima citati


(FAD e FMN). Tali nucleotidi flavinici possono accettare 1 o 2 elettroni per
volta. Quindi possono accoppiare reazioni in cui vengono ceduti 2 elettroni
con reazioni in cui viene accettato solo 1 elettrone.

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COENZIMA Q o UBICHINONE: E' UN BENZOCHINONE LIPOSOLUBILE DOTATO DI UNA LUNGA


CATENA LATERALE ISOPRENOIDE FORMATA DA 6 (NEI LIEVITI) A 10 (NEI MAMMIFERI) UNITA'
ISOPRENICHE. Grazie a questa catena alifatica, estremamente idrofobica e non essendo ancorato ad
alcuna proteina, l'UBICHINONE gode di ampia mobilità nell'ambiente lipidico della membrana
mitocondriale interna. GRAZIE AL SUO CARATTERE LIPOFILO E DELLA CONSEGUENTE MOBILITA' IN
MEMBRANA IL CoQ PUO' VENIRE IN CONTATTO CON LA NADH DEIDROGENASI (COMPLESSI I) E CON LE
VARIE FLAVOPROTEINE (ACIL-CoA DEIDROGENASI, GLICEROLO 3 FOSFATO DEIDROGENASI, SUCCINATO
DEIDROGENASI) DA CUI RICEVE 1 O 2 ELETTRONI. L'UBICHINONE RIDOTTO (UBICHINOLO) PUO'
PRENDERE CONTATTO CON IL CITOCROMO b IN CUI GLI CEDE ELETTRONI, IN QUESTO MODO
L'UBICHINONE RIDOTTO SI OSSIDA.

PER TALE MOTIVO IL COENZIMA Q FUNZIONA DA CARRIER MOBILE.


La figura qui sopra illustra il trasferimento di elettroni e protono (sotto forma di atomi di idrogeno) dai
coenzimi flavinici (FMN o FAD) ridotti al CoQ ossidato (ubichinone), che viene conseguentemente
ridotto a CoQH2 o UBICHINOLO.

Il CoQ può anche formare un semichinone relativamente stabile e partecipare quindi, oltre che al
trasferimento simultaneo di 2 elettroni, anche al trasferimento di un solo elettrone.

IL CoQ FUNZIONA DA "COLLETTORE" DI TUTTI GLI EQUIVALENTI RIDUCENTI MITOCONDRIALI.

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I CITOCROMI: SONO CROMOPROTEINE (EMOPROTEINE) CHE TRASPORTANO IN SERIE GLI


ELETTRONI DAL CoQ ALL'OSSIGENO.

Si tratta di proteine coniugate costituite dal gruppo prostetico eme legato alla catena polipeptidica. A
differenza delle emoproteine che trasportano O2 (mioglobina e emoglobina), nelle quali il Fe-eme è
fisiologicamente sempre allo stato ridotto (Fe2+), il Fe-eme dei citocromi accetta e cede 1 ELETTRONE
oscillando fra lo STATO RIDOTTO (Fe2+) a quello OSSIDATO (Fe3+).

I singoli citocromi differiscono gli uni dagli altri per:

• LA NATURA DELLE PORZIONI PROTEICHE.

• DALLE CATENE LATERALI DEL NUCLEO PORFIRINICO.

• IL SISTEMA DI CONNESSIONE FRA GRUPPO EME E PROTEINA.


I citocromi sono indentificabili per gli specifici spettri di assorbimento allo stato ridotto in uanto hanno
la capacità di assorbire le radiazione elettroagnatiche nel campo visibile.

NEI MITROCONDRI CI SONO 3 CLASSI DI CITOCROMI INDENTIFIVABILI IN BASE AI CARATTERISTICI


SPETTRI DI ASSORBIMENTO DELLA LUCE VISIBILE, E TRA LORO SONO ORGANIZZATE IN MANIERA
DIVERSA E SPECIFICA NELLA MEMBRANA MITOCONDRIALE INTERNA (M.M.I.):

CITOCROMI A e A3: Tali citocromi sono associati ad altre subunità proteiche e costituiscono un
complesso della catena respiratoria mitocondriale, il COMPLESSO IV. Tali proteine sono fortemente
inseriti nel doppio strato lipidico della stessa membrana. Il GRUPPO EME è SALDAMENTE, MA NON
COVALENTEMENTE, LEGATO AL CITOCROMO.

CITOCROMI B e C1: Tali citocromi sono associati ad altre proteine e costituiscono uno specifico
complesso della catena respiratoria, denominato COMPLESSO III. Tali proteine sono fortemente inseriti
nel doppio strato lipidico della stessa membrana. Il GRUPPO EME è SALDAMENTE, MA NON
COVALENTEMENTE, LEGATO AL CITOCROMO.
CITOCORMI C: Piccola proteina che presenta elevata mobilità e risulta localizzata sulla SUPERFICIE
ESTERNA della M.M.I., tale proteine è DEBOLMENTE ancorata alla membrana. Il GRUPPO EME è
COVALENTEMENTE LEGATO AL CITOCROMO C. Tale citocromo è uno dei
più studiati, è costituito da una corta catena polipeptidica che nella sua strtutra tridimensionale include
un gruppo eme. L'eme è legato covalentemente alla proteina
mediante DUE LEGAMI TIOETEREI DI CISTEINA DELLA PROTEINA.
IL Fe del gruppo eme DEL CITOCROMO C è legato con DUE LEGAMI COORIDNATIVI AD UN RESIDUO DI
ISTIDINA E UNO DI METIONINA. OLTE A QUESTI 2
LEGAMI COORDINATIVI IMPIEGATI CON LA PORZIONE PROTEICA DEL CITOCROMO, IL FERRO PRESENTA 4
LEGAMI COORDINATIVI AI 4 NUCLEI PIRROLICI DEL GRUPPO EME.
FUNZIONALMENTE IL CITOCROMO C AGISCE COME "CARRIER MOBILE" FRA GLI ALTRI CITOCROMI
IMMOBILIZZATI IN MEMBRANA, CHE SONO: CITOCROMI BC1 (PRESENTE NEL COMPLESSO III) ED IL
CITOCROMO A-A3 (PRESENTE NEL COMPLESSO IV). TALE FUNZIONE DEL CITOCROMO C D' FACILITATA
DALLA LASSITA' IN CUI E' INSERITO NELLA SUPERFICE ESTERNA DELLA M.M.I.

LE PROTEINE FERRO-ZOLFO: - In queste proteine il FERRO si trova associato ad atomi di


ZOLFO inorganico e/o allo ZOLFO di residui aminoaicidici di CISTEINA della catena polipeptidica
costituendo i cosiddetti centri ferro-zolfo (Fe-S). TALI PROTEINE SONO VARIAMENTE DISTRIBUITE NELLA
CATENA RESPIRATORIA A LIVELLO DEI VARI COMPLESSI LOCALIZZATI NELLA MEMBRANA
MITOCONDRIALE INTERNA.

I centri Fe-S sono di vario tipo, a partire dalla struttura pià semplice (centro Fe-S) fino a giungere a quella
più complessa (centro 4Fe-4S).

Le proteine ferro zolfo trasfericono 1 elettrone per volta in quanto il ferro oscilla dallo stato ferroso
Fe2+ a quello ferrico Fe3+.

Esiste un tipo particolare di queste proteine, le proteine ferro-zolfo di Rieske, nelle quali l'atomo
di fero risulta coordinato a residui di ISTIDINA invece che di cisteina.

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ORGANIZZAZIONE SOPRAMOLECOLARE E SEQUENZA DEI COMPLESSI DELLA


CATENA RESPIRATORIA

I composti della catena respiratoria sono organizzati nella membrana mitocondriale interna sotto forma
di vari complessi macromolecari, ognuno costituito da più subunità proteiche, che prsentano un
marcato carattere idrofobico. Infatti tali complessi sono saldamente inseriti nel doppio strato lipidico
della membrna, al riparo dall'acqua, e sono in grado di interagire con i composti idrofilici solo in
corrispondenza di determinati siti.

Nella CATENA RESPIRATORIA, POSSIAMO INDIVIDUARE 4 COMPLESSI:

I COMPLESSI DELLA CATENA REPSIRATORIA NON SONO ASSOCIATI SOLO FUNZIONALMENTE MA ANCHE
STRUTTURALMENTE.
COMPLESSO I o NADH DEIDROGENASI: Il complesso I è denominato anche NADH
DEIDROGENASI o NADH:CoQ ossidereddutasi. Tale complesso è costituito da:

• numerose proteine: 45 subunità differenti nell'uomo.

• FMN: legato ad una specifica flavoproteina.

• 8 centri "ferro-zolfo".

Nel COMPLESSO I possiamo individuare 2 domini:

1 dominio: Inserito profondamente alla MMI.

1 dominio: Che sporge nella matrice.

Questo grande complesso multienzimatico provvede:

1. Alla RIOSSIDAZIONE di tutto il NADH solubile, trasformandolo quindi in NAD +.


2. Al convoglio degli equivalenti riducenti sottratti al NADH verso il CoQ: Durante questo
trasferimento elettronico viene LIBERATA ENERGIA (processo esoergonico) che serve per
POMPARE PROTONI contro gradiente dalla matrice verso lo spazio intermembrana (processo
endoergonico).

Il COMPLESSO I (come il III e il IV) conserva parte dell'energia liberata dal flusso elettronico nella
membrana mitocondriale interna sotto forma di GRADIENTE DI POTENZIALE ELETTROCHIMICO.

ANALIZZANDO PIU' ATTENTAMENTE IL PROCESSO NOTIAMO CHE:

1. IL COMPLESSO I RICEVE GLI EQUIVALENTI RIDUCENTI DAL NADH: Il sito legante il NADH sporge
nella matrice così da poter interagire con il COENZIMA PIRIDINICO RIDOTTO prodotto dalle
varie DEIDROGENASI che hanno appunto sede nella matrice.

2. GLI EQUIVALENTI RIDUCENTI VENGONO TRASFERITI AD UNA FLAVOPROTEINA FMN


DIPENDENTE: Quindi il NUCLEOTIDE FLAVINICO FMN si riduce diventano FMNH2.

3. LA FLAVOPROTEINA FMN DIPENDENTE CEDE GLI ELETTRONI AI VARI CENTRI FERRO-ZOLFO: Gli
ioni ferro dei centri ferro-zolfo partecipano al trasporto degli elettroni in quanto si ridue a Fe2+
nel momento in cui acquisiscono gli elettroni dal FMNH2.

4. I CENTRI FERRO-ZOLFO CEDONO GLI ELETTRONI AL CoQ: Il ferro ridotto (Fe 2+) cedendo gi
elettroni al CoQ si riossida (Fe3+).

IL TRASFERIMENTO DEGLI ELETTRONI DEI CENTRI FERRO-ZOLFO DEL COMPLESSO I AL CoQ E' INIBITO
DAL ALCUNE SOSTANZE QUALI:

• AMITAL: UN BARBITURRICO

• ROTENONE: UN INSETTICIDA

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COMPLESSO II O SUCCINATO DEIDROGENASI: Il complesso II è responsabile


dell'ossidazione DEL SUCCINATO A FUMARATO con la contemporanea ridudzione del FAD a FADH2. Si
tratta, quindi, di una delle 8 reazioni del ciclo di Krebs e la succinato deidrogenas rappresenta l'unico
enzima di questo importante ciclo metabolico ad essere localizzato nella MMI. Il COMPLESSO II è più
piccolo del COMPLESSO I.

E' infatti costituito da:

• 4 subunità proteiche nell'uomo


• 1 FAD

• 3 centri Fe-S (centri 2Fe-2S)

ANALIZZANDO PIU' ATTENTAMENTE IL PROCESSO NOTIAMO CHE:

1. Gli elettroni sottratti al SUCCINATO si legano al FAD, riducendolo, facendolo diventare FADH2.

2. Il FADH2 si ossidandosi e quindi ridiventando FAD, cede gli elettroni agli atomi di ferro dei
CENTRO FERRO-ZOLFO.

3. Successivamente gli elettroni posseduti dal ferro dei centri ferro-zolfo vengono ceduti
all'accettore comune, il CoQ (coenzima q).

NOTIAMO CHE NON VENGONO POMPATI PROTONI DALLA MATRICE ALLO SPAZIO INTERMEMBRANA
IN SEGUITO AL FLUSSO DI ELETTRONI DAL SUCCINATO VERSO IL CoQ.

NELLA STRUTTURA DEL COMPLESSO II INDIVIDUAMO ANCHE UN EME B CHE PERO' NON E'
DIRETTAMENTE IMPLICATO NEL FLUSSO ELETTRONICO. LA SUA FUNZIONE E' DI PREVENIRE LA
FORMAZIONE DI SPECIE REATTIVE DELL'OSSIGENO (ROS) CHE SONO ESTREMAMENTE DANNOSE PER
L'ORGANISMO.

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VIE ALTERNATIVE DI RIDUZIONE DEL CoQ


Il CoQ viene ridotto anche da altre deidrogenasi non direttaente coinvolte nella strttura della catena
respiratoria:

Acil-CoA deidrogenasi:l'Acil-CoA deidrogenasi è una flavoproteina FAD dipendente che fa parte del
processo catabolico della B(beta)-ossidazione degli acidi grassi.

1)La prima tappa dell' ossidazione degli acidi grasi è catalizzata dall'acil-CoA deidrogenasi, un enzima
presente nella matrice che sottrae equivalenti riducenti agli acidi grassi e riduce contemportanemtnate
il FAD a FADH2.

2)Gli equivalneti presenti nel FADH2 passano poi all'ETFP "electron transfer flavoprotein" che è un altta
proteine FAD dipendente.

3)Tramite la ETF ubichinone ossidoreduttasi, proteina che lega sia il FAD che 1 cento Fe-S, Infine gli
equivalenti riducenti passano al CoQ
Glicerolo 3-fosfato deidrogenasi: E' una flavoproteina FAD dipendente che riduce il
CoQ. Tale flavoproteina è presente sulla faccia esterna della MMI, e incanala gli
equivalenti riducenti sottratti alla GLICEROLO 3-FOSFATO al CoQ.

*il glicerolo 3-fosfato si ottiene per:

• Fosforilazione del glicerolo prodotto per idrolisi dei trigliceridi

• Riduzione del diidrossiacetonfosfato, un intermedio della glicolisi.

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COMPLESSO III o COMPLESSO DEL CITOCROMO BC1


Il CoQ in forma ridotta (CoQH2) prende il nome di ubichinolo e diffonde rapidamente nella membrana
mitocondriale interna fino a complesso III dove viene riossidato a CoQ.

Il complesso III recupera gli equivalenti riducenti dall'ubichinolo e li trasferisce al citocormo c.

*E' IMPORTANTE SOTTOLIEARE CHE IL COMPLESSO III E' IN GRADO DI CATALIZZARE IL TRASFERIMENTO
DEGLI ELETTRONI DA UN TRASPORTORE A DUE ELETTRONI (CoQ) AD UN TRASPORTATORE AD UN
ELETTRONE (CITOCROMO C). TALE PROCESSO E' MOLTO COMPLESSO E VIENE CHIAMATO CICLO
DELL'UBICHINONE.*

Il complesso III accoppia al flusso di elettroni il pompaggio di PROTONI dalla matrice allo SPAZIO
INTERMEMBRANA, come gia faceva il complesso I.

Il COMPLESSO III è costituito da 11 proteine diverse e nella MMI funziona sotto forma di DUE
COMPLESSI ASSOCIATI TRA LORO. Nello specifico troviamo:

• 3 PROTEINE CON RUOLO CATALITICO.

• CITOCROMO B: Il citocromo B contiene due EME differenti e localizzati in porzioni diverse della
proteina.

• CITOCTOMO C1

• 1 PROTEINA FERRO ZOLFO

• 8 PROTEINE CON FUNZIONA IGNOTA

ANALIZZANDO PIU' ATTENTAMENTE IL PROCESSO NOTIAMO CHE:

1) Gli equivalenti riducenti passano, in maniera molto complessa, dall'UBICHINOLO al CITOCROMO B.


2) gli equivalenti riducenti dal CITOCROMO B passano alla PROTEINA DI RIESKE.

3) Gli equivalenti riducenti passanao dalla PROTEINA DI RIESKE al CITOCROMO C1.

4)Gli equivalenti riducenti passanao dal CITOCROMO C1 al CITOCROMO C (componente mobile della
catena respiratoria che non fa parte del COMPLESSO III)

IL COMPLESSO III viene inibito in maniera specifica da:

• ANTIMICINA A

• MIXOTIAZOLO

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COMPLESSO IV o CITOCROMO C OSSIDASI


Il complesso IV è il componenete TERMINALE della catena respiratoria ed è il solo complesso capace di
reagire con l'ossigeno (da qui ossidasi) in un processo nel quale: 4 ELETTRONI provenineti da 4
MOLECOLE DI CITOCROMO C RIDOTTO, vengono trasferiti su una MOLECOLA DI O2 per formare 2
MOLECOLE DI H2O. (4e- [provenienti da 4 citocromi c ridotti] + 1 O2 ------> 2H2O).

Il trasferimento dei 4 ELETTRONI avviene con un processo nel quali quasi completamente senza
generazione di intermedi incompletamente ridotti quali H2O2 o di altri radicali liberi dell'ossigeno,
dotati di proprietà lesive nei confronti dei componenti cellulari.

Il COMPLESSO IV ASSOCIA IL FLUSSO DI ELETTRON AL POMPAGGIO DI PROTONI DALLA MATRICE VERSO


LO SPAZIO INTERMEMBRANA.

Il CITOCROMO C OSSIDASI o COMPLESSO IV è un complesso costituito da:

• 2 gruppi eme: COINVOLTI NEL TRASPORTO DEGLI ELETTRONI. Il gruppi EME della citocromo c
ossidasi differiscono dagli altri gruppi prostetici presenti negli altri cirocromi per la presenza di:

-)1 GRUPPO FORMILICO al posto di uno dei 5 GRUPPI METILICI

-)1 CATENA CARBONIOSA ALIFATICA al posto dei 2 GRUPPI VILINICI.

• 3 atomi di rame: COINVOLTI NEL TRASPORTO DEGLI ELETTRONI


ANALIZZANDO PIU' ATTENTAMENTE IL PROCESSO NOTIAMO CHE:

1. La subuinità II del compless IV contiene 2 ATOMI DI RAME (chiamati CuA, quindi 2CuA) che
ricevano gli equivalenti riducenti direttaente dal CITOCROMO C RIDOTTO.

2. Gli equivalenti riducenti fluiscono poi verso il gruppo EME a della subunità I.

3. Gli equivalenti riducenti dal gruppo EME a della subunità I fluiscono verso il CENTRO
BINUCLEARE CONSITUITO DA EME a3-CuB.

4. CENTRO BINUCLEARE CONSITUITO DA EME a3-CuB cede gli ELETTRONI ALL'OSSIGENO


MOLECOLARE.

IL COMPLESSO IV PUO' LEGARE CON ELEVATE AFFINITA': IL CIANURO e il CO. PER TALE MOTIVO QUESTE
DUE SOSTANZE SONO POTENZIALMENTE MORTALI PER LA LORO TOSSICITA'.

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Inoltre si osservi che:


• il citocromo c è adeso alla superficie esterna della membrana interna, esposto quindi nello
spazio intermembrana. Quindi è riducibile od ossidabile da agenti redox "esterni" che si trovano
nello spazio intermembrana.

• Nel TRATTO DELLA CATENA RESPORATORIA DAL NADH AL CoQ, GLI ELETTRONI VENGONO
TRASFERITI A COPPIE.

• IL TRATTO SUCCESSIVO AL CoQ E' COSTITUITO DAI CITOCROMI E QUINDI IL PASSAGGIO DI


ELETTRONI AVVIENE 1 PER VOLTA, DATO CHE I CITOCROMI POSSONO TRASPORTARE 1
ELETTRONE ALLA VOLTA.

• IL TRASFERIMENTO DI ELETTRONI AVVIENE SECONDO UN POTENZIALE REDOX DECRESCENTE


DAL COMPONENTE A POTENZIALE PIU' NEGATIVO (NADH) AVENTE CIOE' LA MASSIMA
TENDENZA A DONARE ELETTRONI A QUELLO PIU' POSITIVO (L'OSSIGENO), CHE PRESENTA LA
MASSIMA TENDENZA AD ACQUISIRE ELETTRONI.

L'energia liberata dal flusso di elettroni viene così usata per pompare contro gradiente
ioni H+ dalla matrice allo spazio intermembrana, formando così un GRADIENTE
ELETTROCHIMICO che sarà utilizzato per la sintesi dell'ATP da parte del complesso ATP
SINTASI. IN QUESTO MODO VIENE REALIZZATO L'ACCOPPIAMENTO TRA DUE
FENOMENI:

1. RESPIRAZIONE: TRASPORTO DI EQUIVALENTO RIDUCENTI O ELETTRONI


ALL'OSSIGENO TRAMITE LA CATENA RESPIRATORIA.
2. FOSFORILAZIONE: FOSFORILAZIONE DELL'ADP AD ATP TRAMITE L'ATP SINTASI.
L'ACCOPPIAMENTO DI QUESTI DUE PROCESSI PRENDE IL NOME QUINDI DI
FOSFORILAZIONE OSSIDATIVA.

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INIBITORI DELLA CATENA RESPIRATORIA

ROTENONE: Il ROTENONE blocca il passaggio degli elettroni attraverso il COMPLESSO I, impendendo in


questo modo l'ossidazione dei SUBSTRATI NAD+ DIPENDENTI. Quindi in prensenza di tale sostanza solo i
SUBSTRATI FAD DIPENDENTI (succinato, acetil coa ecc) che immettono i loro elettroni a livello del CoQ e
cioè più a valle possono essere OSSIDATI. Quindi i mitocondri possono continuare a respirare, ovvero a
consumare ossigeno, solo in presenza di quei substrati che forniscono EQUIVALENTI RIDUCENTI al CoQ
saltando il COMPLESSO I.

L'ANTIMICINA A: L'antimicina A blocca la tappa del COMPLESSO III, impedendo l'ossidazione di tutti i
substrati NAD+ e FAD dipendenti. PER TALE MOTIVO AMMETTE L'OSSIDAZIONE DEL SOLO ASCORBATO
CHE IMMETTE I SUOI ELETTRONI IN CORRISPONDENZA DEL CITOCROMO C, SITO A VALLE DEL BLOCCO.

CIANURO, CO, AZIDE: Queste 3 sostanze bloccano il complesso IV, cioè l'ultima tappa della catena
respiratoria impendendo l'ossidazione di qualsiasi substrato.
CO reagisce con la forma ferrosa dell'eme del complesso IV.
L'AZIDE e il CIANURO reagiscono con la forma ferrica dell'eme del complesso IV.

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CONVERSIONE DELL'ENERGIA DUTANTE IL FLUSSO ELETTRONICO NELLA


CATENA RESPIRATORIA
Nel trasferimento di una coppia di elettroni dal NADH all'ossigeno dato che è un processo esoergonico,
si ha:

1. la liberazione di una certa quota di energia

2. L'energia liberata sarà poi utilizzata per la sintesi di molecole di ATP che è invecee un processo
endoergonico.

L'accoppiamento tra questi due processi non è però diretto. L'energia liberata dal trasporto elettronico è
utilizzata per il pompaggio di protoni dalla matrice mitocondriale verso lo spazio intermembrana.

PER OGNI COPPIA DI ELETTRONI CHE FLUISCE DAL NADH ALL'OSSIGENO VENGONO POMPATI IN TOTO
10 PROTONI:

• 4 DAL COMPLESSO I

• 4 DAL COMPLESSO III

• 2 DAL COMPLESSO IV

In questo modo si crea un GRADIENTE DI POTENZIALE ELETTROCHIMICO attraverso la MMI in virtu':

• della differente concentrazione di ioni H+ tra i due lati della MMI

• Della relativa separazione di carica.

Tale GRADIENTE DI POTENZIALE ELETTROCHIMICO è una forma di immagazzimento


dell'energia che successivamente porta alla sintesi di ATP quanto i protoni rientrano
nella matrice secondo gradiente di potenziale elettrochimico.
QUESTO MECCANISMO MOLECOLARE CHE PORTA ALLA SINTESI DI ATP MEDIANTE LA
CREAZIONE DI UNA FORZA MOTRICE PROTONICA TRA I DUE LATI DELLA MMI VA SOTTO
IL NOME DI MODELLO CHEMIOSMOTICO.

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L'energia liberata dal trasporto elettronico nella catena respiratoria permette la
formazione di:

• 2,5 molecole di ATP per ogni molecola di NADH che viene ossidata, o per ogni
atomo di ossigeno che viene ridotto. (questo spiega perchè il sistema pendolare
malato-aspartato, genera 2,5 molecole di ATP, per ogni ciclo). Quindi P:O=2,5.

• 1,5 molecole di ATP per ogni molecola di SUCCINATO o di ALTRI SUBSTRATI che
cedono gli elettroni al CoQ. (questo spiega perchè il sistema pendolare
fosfodiossiacetone glicerole 3 fosfato, genera 1,5 molecole di ATP, per ogni ciclo).
Quindi P:O=1,5

• 0,5 molecole di ATP per l'ossidazione dell'ASCORBATO che cede gli elettroni al
CITOCROMO C.Quindi P:O=0,5
Il rapporto tra Pi e O (P:O) e il valore che ne esce fuori indica che ad esempio, 2,5
molecole di Pi sono state incorporate nell'ADP per ogni atomo di O ridotto ad acqua.

Questi dati sono comprensibili se consideriamo il fatto che con:


• Con il SUCCINATO viene saltata la prima pompa protonica costituita dal
COMPLESSO I e quindi i protoni pompati sono 6 in toto.
• Con l'ASCORBATO vengono saltate ben 2 pompe protoniche, il COMPLESSO I e il
COMPLESSO II, e quindi vengono pompati solo 2 protoni.

Da questi dati possiamo capire che pee una molecola di ATP servono il
rientro di 4 protoni nella matrice dallo spazio intermembrana.
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ATP SINTASI
Il complesso enzimatico che promuove la sintesi dell'ATP tramite la fosforilazione dell'ADP è stato
individuato nei corpi peduncolati della MMI, e prende il nome di ATP SINTASI. Questo complesso viene
impropriamente chiamato COMPLESSO V, ma la sua funzione è completamente diversa dagli altri
complessi enzimatici della catena respiratoria, quindi chiamartlo COMPESSO V è sbagliato.

L' ATP SINTASI è anche nota come Fo F1ATPasi perchè costituita da due porzioni:

Fo: Tale porzione prende questo nome perchè è in grado di legare l'antibiotico oligomicina che agisce da
inibitore diquesto complesso enzimatico. Tale porzione è inserita nella MMI a contatto con i complessi
della catena respiratoria

F1: Tale porzione è capace di idrolizzare ATP in ADP e Pi da qui il nome ATPasi. Tale porzione sporge
verso la matrice del mitocondrio.

Quando le due porzioni sono associate l'intero complesso, se la catena respiratoria è funzionante,
acquisisce una funzione di SINTETIZZARE ATP.

ADP+Pi ------> ATP+H2O


QUINDI LA DENOMINAZIONE PIU' PROPRIA DI TALE COMPLESSO ENZIMATICO E': ATP SINTETASI E DI
"ACCOPPIAMENTO" DEL PROCESSO DELLA FOSFORILAZIONE CON QUELLO OSSIDATIVO O2
DIPENDENTE.

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STRUTTURA ATP SINTASI

Nell'uomo il complesso dell'ATP sintasi è costituito da 16 subunità.

PORZIONE F1: Tale porzione è costituita da 9 subunità e sono: α3 β3 γ δ ε

β3: Ognuna delle 3 subunità beta presenta un sito catalitico per la formazione di ATP. Le 3
subunità BETA si alternano con le 3 ALFA in modo da creare la porzione dell'ATP sintasi che sporge nella
matrice mitocondriale.

Le subunità ε e γ di F1: Costituiscono una struttura del tipo “gamba e piede” che si proietta dal fondo
di F1 (l’estremità più vicina alla membrana) e si piazza saldamente sull’anello delle subunità c.

PORZIONE Fo: Tale porzione rappresenta la parte dell'ATP sintasi localizzata nella MMI tramite la
quale i protoni rientrano dallo spazio intermembrana verso la matrice. Il flusso protonico viene ora in
direzione opposta rispetto a quello catalizato dalle pompe protoniche dei complessi della catena
respiratoria.

La porzione Fo si trova all'interno della MMI ed è costituito da 3 subunità diverse chiamate: a, b, c.


Tali subunità sono presenti in proporzione di a b2 C10-12.
La componente proteica più abbondante è rappresentata dalla subunità c che, essendo idrofobiche,
sono immerse nel doppio strato lipidico della membrana interna costituendo così il canale per il
passaggio dei protoni.

ALTRE SUBUNITA' DELLA PORZIONE Fo:

Le subunità b, d, F6 e OSCP (proteina che conferisce sensibilità all'oligomicina): associano la subunità a


alla superficie esterna del dominio F1.

Le subunità e, f, g e A6L: sono le cosiddette subunità minori.


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CONTROLLO RESPIRATORIO
La sintesi dell'ATP da ADP+Pi è dipendente dall'ossidazione di vari substrati ossidabili e quindi dal
passaggio di elettroni attraverso la catena repiratoria. Ciò è dimostrato dall'inibizione della sintesi di
ATP quando il flusso degli elettroni nella catena respiratoria venga specificamente inibitio.

QUESTO E' UN CONCETTO ABBASTANZA OVVIO, MA E' MENO OVVIO UN ALTRO CONCENTTO, CHE E':

La catena respiratoria viene bloccata quando la sintesi dell'ATP è inbita. La sintesi dell'ATP può essere
inibita o per mancanza di ADP, che si verifica quando tutto è stato fosforilato in ATP o per inibizione del
ATP sintasi (ad esempio con l'uso dell'oligomicina). Questo tipo di blocco della catena respiratoria è un
meccanismo di controllo che consente di ridurre al minimo necessario il consumo di O2 e di SUBSTRATI
OSSIDABILI quando non vi sia più bisogno di sintetizzare ATP. Non appena l'ATP sarà usato e quindi
produrra ADP + Pi il flusso degli elettroni riprenderà per risintetizzzare nuovamente ATP.
In altre parole la respirazione mitocondriale è controllata dalla disponibilità
di ADP + Pi, tale meccanismo prende il nome di CONTROLLO RESPIRATORIO.
Nei mitocondri isolati il consumo di ossigeno dovuto al funziomaneto della catena respiratoria è
misurabile mediante l'OSSIGRAFO, un apparechhio dotato di un elettrodo sensibile della concentrazione
di ossigeno, quindi notiamo che:

• Quando i mitocondri vengono incubati in presenza di un substrato ossidabile e di fosfato, il


consumo di ossigeno è molto basso.

• Quando viene aggiunto anche l'ADP, oltre a substrato ossidabile e fosfato, la velocità di
consumo dell'ossigeno AUMENTA CONSIDEREVOLMENTE, per ridursi quando tutto l'ADP
aggiunto è stato fosforilato in ATP. Una successiva aggiunta di ADP rievoca una accellerazione
del consumo di ossigeno.
Questo andamento indica in modo molto chiaro la DIPENDENZA DELLA RESPIRAZIONE
MITOCONDRIALE DALLA DISPONIBILITA' DI ADP CHE SARA' FOSFORILATO AD ATP E
QUINDI LO STRETTO ACCOPPIAMENTO DELLA RESPIRAZIONE ALLA FOSFORILAZIONE (E
VICEVERSA).

INDICE DEL CONTROLLO RESPIRATORIO (ICR): E' dato dal rapporto tra velocità di
consumo di ossigeno in presenza dell'ADP e velocità di consumo di ossigeno in assenza
dell'ADP. Quindi v3/v4 (guarda il grafico sopra).
IN GENERE PII' E' ELEVATO L'ICR, MAGGIORE E' L'EFFICENZA FOSFORILATIVA DEI
MITOCONDRI E PIU' STRETTO L'ACCOPPIAMENTO FRA PROCESSO OSSIDATIVO E
FOSFORILATIVO.
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DISACCOPPIAMENTO DELLA FOSFORILAZIONE OSSIDATIVA


PER AZIONE DI AGENTI DIACCOPPIANTI, O IN PARTICOLARI CONDIZIONI, LA FOSFORILAZIONE DELL'ADP
VIENE DISACCOPPIATA DAL FLUSSO DEGLI ELETTRONI.
DI CONSEGUENTEMENTE IN QUESTI CASI: LA RESPIRAZIONE MITOCONDRIALE NON E' PIU'
CONTROLLATA DALLA FOSFORILAZIONE E L'ENERGIA VIENE DISSIPPATA SOTTO FORMA DI CALORE.

La condizione di disaccoppiamento è rilevabile all'ossigrafo dal rapido consumo di ossigeno insensibile


alla presenza di ADP e Pi. Cio' significa che i MITOCONDRI "DISACCOPPIATI" PERDONO LA CAPACITA' DI
SINTETIZZARE ATP. (Se l'ATP fosse prodotto inibirebbe man mano il flusso di elettroni e quindi il
consumo di O2).

AGENTI DISACCOPPIANTI ESOGENI:

• 2,4-DINITROFENOLO: Un tempo usato come farmaco dimagrande, finchè non è stato rilevata
dalla sua assunzione una certa tossicità. Tale sostanza AUMENTA IL METABOLISMO BASALE ma
produce altre manifestazioni come l'IPERTIROIDISMO.

• CCCP (m-clorocarbonil cianuro fenilidrazone): Molto più attivo del 2,4-DINITROFENOLO e viene
usato negli esperimenti su mitocondri isolati.

Queste sostanze sono degli ACIDI DEBOLI dotati di proprieà idrofobiche. L'idrofobicità consente la loro
diffusione attraverso la MMI ed il loro ingresso nella matrice in forma protonata. Tali sostanze vengono
protonate nello spazio intermembrana dove la concentrazione di H+ è piu alta in seguito al
funzionamento della catena respiratoria e poi diffondono attraverso la MMI. All'interno della matrice gli
acidi deboli protonati si dissociano e ciò implica il rilascio di protoni in questo sub compartimento dei
mitocondri e dippisa in questo modo il gradiente protonico creato dal flusso elettronico.

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• IONOFORI: Tali sostanza consentono direttamente o indirettamente il passaggio di protoni


attraverso la membrana mitocondriale, eliminando quindi il gradiente protonico.

La valinomicina, ad esempio, trasporta rapidamente il K+, abbondante nel citosol, all'interno dei
mitocondri, neutralizzando in tal modo l'eccesso di cariche negative nella matrice e diminuendo
contestualmente la componente elettrica della forza motrice protonica.

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AGENTI DISACCOPPIANTI ENDOGENI:

• TIROXINA: In elevate concentrazioni quali in alcuni condizioni di ipertiroidismo assume questa


funzione.

• ACIDI GRASSI

• INVECCHIAMENTO DEI MITOCONDRI


La PRODUZIONE DI CALORE DA PARTE DELL'ORGANISMO (TERMOGENESI), NECESSARIA PER IL
MANTENIMENTO DELLA TEMPERATURA CORPOREA, E' IN PARTE DA ATTRIBUIRSI AD UN PARZIALE
DISACCOPPIAMENTO DELLA FOSFORILAZIONE OSSIDATIVA. Tale
disaccoppiamento si verifica fisiologivamente nel grasso buono tessuto molto ricco di mitocondri, che si
riscontra con particolare abbondanza negli animali neonati ed ancor più in quelli ibernanti. I mitocondri
presenti nel grasso bruno trasformano in calore tutta l'energia derivante dall'ossidazione dei
substrati. La funzione dei mitocondri nel grasso bruno è appunto quella di produrre calore con un
precesso noto come TERMOGENESI. Nella MMI dei mitocondri del TESSUTO ADIPOSO BRUNO è
contenunta una grande quantità della proteina TERMOGENINA, anche nota come PROTEINA
DISACCOPPIANTE 1 (UCP1).
TERMOGENINA: Mediante questa proteina si ha il rientro dei protoni dal citosol nella matrice
mitocondriale disaccoppiando, quindi, l'ossidazione dei substrati dalla produzione di ATP e generando,
conseguentemente calore.

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MECCANISMO DELLA FOSFORILAZIONE OSSIDATIVA

MODELLO CHEMIOSMTICO (sintesi)


Il modello chemiosmotico spiega l'INTERDIPENDENZA DEL TRASPORTO DI ELETTRONI E LA SINTESI
DELL'ATP. L'energia liberata durante il flusso degli elettroni nella catena respiratoria (PROCESSO
ESOERGONICO) sia utilizzata per la sintesi di molecole di ATP tramite l'ATP SINTASI (PROCESSO
ENDOERGONICO). Sempre secondo questo modello il flusso degli elettroni lungo la catena respiratoria
crea sulle due superfici della MMI una DIFFERENZA DI POTENZIALE ELETTROCHIMICO. Ciò avviene come
conseguenza dell'estrusione di protoni dalla matrice, indotta dal passaggio degli elettroni nella catena
respiratoria. In questo modo si crea un gradiente di PH (alcalino all'interno) ed elettrico (negativo
all'interno), reso possibile dall'IMPEARBILITA' della MMI al libero passagio di protoni e di altri ioni.
L'ENERGIA LIBERATA DA QUESTO GRADIENTE ELETTROCHIMICO E' STATO DENOMINATO "FORZA
MOTRICE PROTONICA".

Il rientro dei protoni nella matrice avviene secondo gradiente di potenziale elettrochimico attraverso un
apposito canale (Fo) situato nello spessore del COMPLESSO ATP SINTASI. Il passaggio di protoni
attraverso questo complesso è accoppiato alla FOSFORILAZIONE DELL'ADP ed è regolato in modo che,
quando non sono più disponibili ADP e Pi, il passaggio stesso dei protoni si ARRESTA. OLTRE AL
PASSAGGIO DI PROTONI SI ARRESTA ANCHE IL FLUSSO DI ELETTRONI.

QUINDI IL PASSAGGIO DI 2 ELETTRONI, O DI UNA COPPIA DI EQUIVALENTI RIDUCENTI, ATTRAVERSO LA


CATENA RESPIRATORIA DETERMINA L'ESPULSIONE DI 10 PROTONI, PIU' PRECISAMENTE:

• COMPLESSI I: 4
• COMPLESSO III: 4

• COMPLESSO IV: 2

IL RIENTRO DI 4 PROTONI DALLO SPAZIO INTERMEMBRANA ALLA MATRICE DETERMINA LA


FORMAZIONE DI 1 MOLECOLA DI ATP.

Della provenienza degli ioni H+ espulsi in corrispondenza del passaggio di elettroni non è ancora certa.

Il modello chemiosmotico spiega anche perchè il mitocondrio respirante sia capace capace di accumlare
Ca2+. Infatti gli ioni Ca2+ entrano nella matrice per trasporto elettroforetico proprio in virtù del
gradiente elettrochimico (negativo all'interno) creato dalla respirazione.

Secondo il modello chemiosmotico i disaccoppianti rendono la MMI aspecificamente permeabile ai


protoni, sicchè questi, non appena estrusi grazie al funzioanamento dei complessi della catena
respiratoria come pompe protoniche, rientrano nella matrice mediante i disaccoppianti stessi. In questo
modo si crea un corto-circuito che fa COLLASSARE IL GRADIENTE PROTONICO E DISSIPA L'ENERGIA
REDOX.

Secondo sempre tale modello, la OLIGOMICINA blocca la fosforilazione dell'ADP ma non gli altri processi
legati ad energia, in quanto preclude solo il passaggio di protoni attraverso l'ATP sintasi.

Infine per tale modello, l'INTEGRITA' DELLA MMI DEL MITOCONDRIO E' CONDIZIONE NECESSARIA PER
L'IMPERABILITA' AI PROTONI E ALTRI IONI. SE QUESTA CONDIZIONE NON VIENE SODDISFATTA NON SI
FORMA IL GRADIENTE DI PROTONI E VIENE A MANCARE LA FORZA MOTRICE DEI PROTONI NECESSARIA
PER LA SINTESI DELL'ATP E PER GLI ALTRI PROCESSI MITOCONDRIALI DIPENDENTI DA ENERGIA.
INFATTI, disaccoppianti e ionofori deenergizzano i mitocondri in quanto sopprimono la fisiologica
impermeabilità della MMI ai protoni e ad altri ioni.

MECCANISMO MOLECOLARE DELL'ACCOPPIAMENTO DELLA FORZA


MOTRICE PROTONICA CON LA SINTESI DELL'ATP

DI TALE MECCANISMO SE NE SONO OCCUPATI PAUL BOYER e JOHN WALKER

PAUL BOYER: Secondo lui la FORZA MOTRICE viene impiegata per staccare l'ATP dal sito di legame con
l'enzima. Quindi NON VIENE utilizzata in se per se per catalizzare la reazione. Infatti sembrerebbe la
forza motrice protonica verrebbe impegata per indurre una variazione conformazionale in alcune
subunità dell' ATP SINTASI in modo da dminuire l'affinità per la molecola di ATP neosinteizzata
condentendone il rilascio. In questo modo l'ATP SINTASI sarebbe in grado di legare nuove molecole di
ADP permettendo quindi la sintesi di altre molecole di ATP.
ESPERIMENTI DI JOHN WALKER: Questi esperimenti hanno evidenziato come le 3 SUBUNITA' β della
porzione F1 dell'ATP SINTASI subiscono delle importanti modificazioni conformazionali in seguito al
rilascio di ENERGIA dovuto al rientro dei protoni secondo gradiente di potenziale elettrochimico.

Le 3 subunità β in relazione alla loro specifica conformazione, sarebbero in grado di:

1 subunità β: E' in grado di legare ATP.

1 subunità β: E' in grado di legare l'ADP.

1 subunità β: NON LEGA NESSUNA MOLECOLA.

QUINDI SEMBREREBBE CHE PER LA SINTESI DELL'ATP PARTENDO DALL'ADP E Pi NON SAREBBE
RICHIESTA L'ENERGIA DERIVANTE DAL FLUSSO PROTONICO RIVOLTO VERSO LA MATRICE.

L'ENERGIA INVECE SAREBBE UTILIZZATA PER LA VARIAZIONE CONFORMAZIONALE DELLE SUBUNITA β


CON CONSEGUENTE RILASCIO DELL'ATO NEOSINTETIZZATO.

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SISTEMA PENDOLARE

In condizioni di disponibilità di ossigeno il NADH citoplasmatico, formatosi


nella GLICOLISI viene ossidato dai mitocondri. Non potendo tuttavia il NADH
permeare la MMI ed entrare quindi nella matrice, gli equivalenti riducenti ad
esso associato vengono trasferiti all'interno dei mitocondri per via
INDIRETTA, tramite i così detti "sistemi pendolari" o "shuttles".

I due principali sistemi pendolari sono:

SISTEMA PENDOLARE "FOSFODIOSSIACETONE GLICEROLO-3-FOSFATO"


In questo sistema l'enzima glicerolo-3-fosfato deidrogenasi converte il diidrossiacetone fosfato
(PRODOTTO NELLA GLICOLISI) in glicerolo-3-fosfato, ossidando una molecola di NADH a NAD+. In
questo modo si ripristina il NAD+ e ridiventa utilizzabile per il processo glicolitico.
Il glicerolo-3-fosfato è capace di penetrare la MMI e viene poi riconvertito a diidrossiacetone fosfato
dall'enzima di membrana mitocondriale glicerolo fosfato deidrogenasi. Questa volta viene ridotta una
molecola di flavin adenina dinucleotide (FAD) a FADH2. Il FADH2 ossidandosi in FAD, riduce poi il
coenzima Q che entra nella fosforilazione ossidativa.

Questa reazione è irreversibile.

Schema del sistema shuttle del glicerolo fosfato.

1: Glicerolo fosfato

2: Diidrossiacetone fosfato

cGPD: Glicerolo fosfato deidrogenasi citosolica

mGPD: Glicerolo fosfato deidrogenasi mitocondriale

IMR: Spazio intermembrana.

FUNZIONE:

Il sistema shuttle del glicerolo fosfato permette al NADH sintetizzato nel citosol durante la glicolisi di
contribuire alla fosforilazione ossidativa che avviene nei mitocondri col fine di produrre ATP. Il
funzionamento del sistema shuttle (o pendolare) del glicerolo fosfato è indipendente dalla
concentrazione di NAD+ e NADH presente nel mitocondrio, lavorando continuamente; per questo
motivo è fondamentale nel metabolismo ossidativo di cervello e muscoli.

Questo sistema, infatti, permette la formazione di 1,5 ATP per ogni coppia di elettroni.

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IL SISTEMA SHUTTLE DEL MALATO-ASPARTATO (O SISTEMA NAVETTA DEL


MALATO-ASPARTATO

Il sistema shuttle del malato-aspartato (o sistema navetta del malato-aspartato) è un sistema biologico
che ha il fine di trasferire gli elettroni prodotti durante la glicolisi nel citosol alla matrice mitocondriale
attraverso la membrana interna. Questi elettroni, trasportati come ione idruro dal NADH, verranno poi
sfruttati nella fosforilazione ossidativa per generare ATP. Questo sistema shuttle è indispensabile alla
cellula in quanto la membrana mitocondriale interna, a differenza di quella esterna, è impermeabile al
NADH e alla sua forma ossidata NAD+.

Il sistema comprende quattro proteine:

• La malato deidrogenasi nella matrice mitocondriale e nello spazio intermembrana.

• L'aspartato aminotrasferasi nella matrice mitocondriale e nello spazio intermembrana.

• Il trasportatore del malato-chetoglutarato nella membrana interna.

• Il trasportatore del glutammato-aspartato nella membrana interna.

L'enzima più importante nel sistema shuttle del malato/aspartato è la malato deidrogenasi. La malato
deidrogenasi è presente in due forme nel sistema: la malato deidrogenasi mitocondriale e la malato
deidrogenasi citosolica. Entrambi gli enzimi hanno la stessa funzione, si differenziano solo per la loro
localizzazione.
QUINDI POSSIAMO INDIVIDUARE DIVERSI STEP DEL SISTEMA:

• Il primo passaggio avviene nello spazio intermembrana mitocondriale con la


formazione di una molecola di MALATO:

La malato deidrogenasi reagisce con l'ossalacetato e con il NADH producendo malato e NAD+. In
questa reazione l'ossalacetato lega un protone e lo ione idruro liberato dal NADH riducendosi a
malato.

• Una volta formatasi la molecola di malato:


Il trasportatore del malato-chetoglutarato importa UNA MOLECOLA DI MALATO dallo spazio
intermembrana alla matrice e contemporaneamente esporta una molecola di chetoglutarato dalla
matrice allo spazio intermembrana. QUINDI GRAZIE AL TRASPORTATORE MALATO CHETOGLUTARATO:

1 MOLECOLA DI MALATO DALLO S.I.M. VA ALLA MATRICE.

1 MOLECOLA DI CHETOGLUTARATO DALLA MATRICE VA AL S.I.M.

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RICAPITALANDO FINO A QUESTO PUNTO:

NELLO S.I.M (spazio intermembrana mitocondriale) 1 MOLECOA DI OSSALACETATO E 1 NADH


INTERAGISCE CON L'ENZIMA malato deidrogenasi. TALA ENZIMA CATALIZZA UNA REAZIONE NEL QUALE
DA 1 MOLECOLA DI OSSALACETATO SI FORMA:

• 1 MOLECOLA DI MALATO

• 1 DI NAD+

L'ossalacetato quindi acquisice un atomo di H e diventa MALATO, riducendosi.

SUCCESSIVAMENTE:

ATTRAVERSO UNA PROTEINA TRASPORTATRICE ANTIPORTO (trasportatore del malato-chetoglutarato ):

1 DI MALATO VA ALLA MATRICE E 1 DI CHETOGLUTARATO VA AL S.I.M.

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• Una volta che il MALATO è nella matrice mitocondriale:

IL MALATO IMPORTATO DALLA PROTEINA TRASPORTATRICE viene convertito dalla MALATO


DEIDROGENASI MITOCONDRIALE ad OSSALACETATO MITOCONDRALE;

Nel processo viene rilasciato 1 H+ e il NAD+ viene ridotto a NADH.

IL NADH FORMATO ALL'INTERNO DELLA MATRICE VIENE PRONTAMENTE OSSIDATO


DALLA CATENA RESPIRATORIA.

• L'OSSALACETATO MITOCONDRALE PRODOTTO:


L'OSSALACETATO viene quindi trasformato ad ASPARTATO dall'ASPARTATO AMINOTRASFERASI per
essere trasportato nello spazio intermembrana. INFATTI L'OSSALACETATO MITOCONDRALE NON PUO'
SUPERARE LA M.M.

Il gruppo amminico viene fornito dal glutammato che diventa alfa-chetoglutarato.

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RICAPITOLANDO:

UNA VOLTA CHE IL MALATO ENTRA NELLA MATRICE RIVIENE CONVERTITO IN OSSALACETATO DA PARTE
DELLA MALATO DEIDROGENASI.

L'OSSALACETATO PRODOTTO VIENE CONVERTITO IN ASPARTATO DA PARTE DELL'ENZIMA ASPARATATO


AMINOTRASFERASI, UTILIZZANDO IL GRUPPO AMMINICO PROVENIENTE DA UN GLUTAMMATO CHE
COSIì DIVENTA ALFA-CHETOGLUTARATO.

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• In seguito:

IL TRASPORTATORE DEL GLUTAMMATO-ASPARTATO:

IMPORTA 1 MOLECOLA DI GLUTAMMATO DALLO S.I.M ALLA MATRICE.

ESPORTA 1 DI MOLECOLA DI ASPARTATO DALLA MATRICE ALLA S.I.M.

L'ASPARTATO NEL S.I.M viene convertito in OSSALACETATO dall'ASPARTATO


AMINOTRASFERASI . IN QUESTO MODO SI PUO' RINIZIARE UN NUOVO CICLO.

In alcuni testi si fa riferimento al NADH citosolico. L'aggettivo "citosolico" intende significare che si tratta
del NADH ridotto a seguito di processi catabolici come la glicolisi, avvenuti appunto nello spazio
citosolico. A differenza di quanto il nome ci possa far credere in questo contesto, il NADH è presente sia
nel citosol sia nello spazio intermembrana, essendo la membrana mitocondriale esterna liberamente
permeabile a questo. Il sistema shuttle di cui si sta parlando infatti avviene proprio tra lo spazio
intermembrana e la matrice interna del mitocondrio, come mostrato chiaramente in figura.

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Complessivamente il sistema shuttle ha un effetto puramente ossido-riduttivo: il


NADH nello spazio intermembrana viene ossidato a NAD+, e il NAD+ nella matrice
viene ridotto a NADH. Il NAD+ dello spazio intermembrana sarà quindi disponibile per
essere ridotto in un nuovo ciclo della glicolisi, mentre il NADH nella matrice potrà
cedere i suoi elettroni al complesso I nel primo passaggio della fosforilazione
ossidativa.

Dato che rigenera NADH nella matrice mitocondriale, il sistema shuttle del malato/aspartato massimizza
il numero di molecole di ATP per numero di molecole di NADH prodotte nella glicolisi (2,5), risultando in
un guadagno netto di 32 molecole di ATP per molecola di glucosio metabolizzata.

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