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COSE CHE PARLANO DI NOI

INTRODUZIONE

 storia di 12 persone che vivono quasi tutte nella stessa via di South London (Stuart Street)
 selezionate tra un centinaio di individui
 studiati per oltre 17 mesi da Daniel Miller e Fiona Parrott
 Libro in cui gli uomini si esprimono attraverso le cose che possiedono, su tutto ciò che queste cose ci
dicono della loro vita. Tendiamo a pensare che il nostro consumismo ci induca ad essere superficiali e più
materialisti, perché le relazioni con le cose andrebbero a discapito delle relazioni delle persone. In molti
casi accade il contrario: le relazioni con gli oggetti che possediamo sono spesso profonde e più siamo legati
con essi, più vicini siamo alle persone.
1. Scegliere una strada
2. Convincere le persone a lasciargli entrare nelle loro case
 solo il 23% di quelle persone è nata a Londra = le persone provenivano da ogni parte del mondo.

CAPITOLO 1: VUOTO

George: 75 anni
figlio unico : ogni volta che doveva fare qualcosa i genitori glielo impedivano (in guerra o continuare gli
studi).
 appartamento vuoto, l’assenza totale di cose = violenza del vuoto (l’autore non si riesce a concentrare
sulle parole di G. perché è rapito da questo vuoto).
 l’appartamento rispecchiava perfettamente l’uomo = non c’era compensazione tra il vuoto della casa e le
parole di G. (che avrebbero potuto riempirla, secondo l’autore).
 G. medita molto prima di rispondere alle domande che gli vengono fatte = c’è qualcosa di meccanico e
impersonale nelle sue risposte.
 se parla di sé lo fa come se stesse descrivendo un’altra persona.
 l’unica immagine nel suo appartamento è un’immagine delle isole Scilly, di fronte alla Cornovaglia (non
c’è mai stato, l’immagine viene da un atlante, è interessato alla geografia, era la sua materia preferita
quando andava a scuola).
 spesso quando ha finito di parlare chiede ‘’la mia risposta vi soddisfa?’’. Si preoccupa di dare risposte
complete, di non fare confusione.
 il suo modo preciso di parlare si riflette nella precisione del suo aspetto: pantaloni neri con la piega ben
fatta, calzini a strisce abbinati alle pantofole..
 non c’è nulla di innato nella lentezza di G, è diventato così a causa di ciò che gli è successo, o meglio di
ciò che non gli è successo.
 sembra pienamente consapevole della costante presenza di ingiustizie e restrizioni nella sua vita.
 dopo la guerra: lavoro come ragioniere in una grande società fino a 55 anni. ( quando fu mandato in
pensione protestò perché voleva continuare a lavorare fino ai 70 anni, infatti si mise a cercare di nuovo
lavoro). Non trovò mai un altro impiego.
 si capisce che i suoi genitori avevano usato il suo unico figlio per vivere un’esperienza di autorità totale
su qualcuno. = l’appartamento era vuoto perché G. non aveva capacità di aggiungere autonomamente
qualcosa.
 per restare vicino al posto di lavoro andò a vivere in un pensionato, non poteva davvero immaginare un
altro posto dove stare. Ma all’età di 33 anni, non più ‘’giovane’’ per continuare a vivere lì, fu obbligato a
traslocare: visse in altri due pensionati, fino a quando fu trasferito nell’attuale appartamento.
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 terribile tristezza nel modo di esprimersi. È cosciente che nella vita è sempre l’ultimo della lista, l’ultimo
a trovare una sistemazione. Nessuna persona del pensionato gli dette il suo indirizzo = nessun contatto.
 aveva bisogno di un tappeto e qualche mobile ma tutti i mobili migliori andarono alle altre persone = si
dovette accontentare di mobili di seconda scelta.
 per la prima volta, all’età di 75 anni G. si trova da solo. = doveva imparare a prendersi cura di se stesso.
 ora G. si è abituato a una routine: va circa 3 volte al mese in centro a Londra.
 l’uscita più importante la fa ogni anno ed è in occasione delle cerimonie reali con la sfilata della
bandiera. (partecipa a questa cerimonia da 25 anni).
 monarchico: lo stato era diventato sua madre e suo padre.
 sua cugina della fattoria sa dove vuole essere seppellito, verrà a Londra, prenderà il suo corpo e lo
faranno cremare.
 G. ha già scritto un testamento, (anche se non ha nulla da lasciare).

CAPITOLO 2: PIENO

I Clarke: 5 figli e 10 nipoti (di 5 ai 25 anni)


 persone attente, pazienti e premurose (per la signora Clarke è ancor più evidente).
 salotto con decorazioni natalizie, albero di natale perfetto. Nessuna decorazione è eccessiva o volgare.
Dal centro di ogni soffitto pende un congegno di cerchi e raggi su cui sono sospesi un centinaio di minuscoli
pacchetti: le forme sotto i pacchetti sono solo parzialmente intuibili = mistero.
 in un angolo c’è un uomo anziano e corpulento curvo sulla scrivania: intento a fare qualcosa, la
combinazione di pazienza e precisione = artigiano  questo periodo dell’anno sembra essere il suo
momento.
 le luci cinesi sono state collezionate dal padre dell’artigiano sulla scrivania.
 dopo la 2GM la collezione crebbe ogni anno. (il presepe proviene dalle Filippine, e le nuove decorazioni
di quest’anno sono dei dischi in vetro blu dipinti con scene natalizie, acquistati qualche mese prima a
Praga).
 i cambiamenti sono minimi e vengono introdotti in modo accurato, testati per un anno o due e poi
adottati definitivamente o scartati.
 scopo: funge da luogo per festeggiare, chiacchierare con la famiglia.
 la moglie è occupata in cucina: deve fare 81 mince pies.
il natale è la festa che unisce il generale (tutti lo festeggiano, anche i non cristiani) e il particolare
( nessuno lo fa come lo fano loro).
 straordinario lo scopo della sensibilità dei Clarke: riuniva moltissime persone o cose e comunque riusciva
a regalare cure e attenzioni a ognuna di loro. L’origine di questa sensibilità sta nella relazione tra la coppia:
sembra che non ci sia coppia che si conosce meglio di loro e che apprezza il minimo dettaglio di ciascuno.
 lo si nota soprattutto quando chiacchierano: ciascuno dei due corregge costantemente l’altro,
aggiungendo dei dettagli, e a volte contraddicendo apertamente l’altro. = un intimità simile non sarebbe
mai nata senza un passato di difficoltà e tensioni.
 oggi la loro relazione forma un aiuto per un grande numero di amici e parenti : nel corso del tempo le
persone a loro care sono aumentate (sembrano la classica coppia disposta ad accompagnare una scolaresca
in gita).
 i Clarke non si sono ridotti ad avere rapporti con le singole persone (come gran parte delle famiglie), ogni
volta che succede qualcosa vengono coinvolti diversi famigliari.
 collezione di francobolli del signor Clarke: prima di una lunga serie di collezioni, ed è quella che assorbe
la maggior parte del suo tempo. Iniziata quando aveva 8 anni e tuttora la continua, ha molti album. Ha fatto

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di tutto per far si che la sua collezione non acquistasse una valore economico e al contrario ha creato un
valore attraverso la paziente costruzione di conoscenza. = Desiderio di vedere un lavoro ben fatto.
 si prende cura sia nei suoi rapporti con le persone che con le cose, ma con quest’ultime la cura è molto
più esplicita.
 passa molto tempo davanti alla sua collezione di francobolli con il suo nipote di 11 anni, egli sa che per il
bambino questa è una fase transitoria.
 i francobolli per il signor Clarke sono una fonte attiva per ampliare le sue conoscenze storiche e
geografiche.
 la signora Clarke: molto premurosa, la sua conversazione ruota sempre intorno alle persone a lei care.
Usa il suo rapporto così espressivo con le cose come strumento di cura per le persone.
 ogni cosa può diventare mezzo per ampliare l’amore che essi condividono (es. quando il signor C.
dovette entrare in ospedale per un’operazione, entrambi riuscirono a indirizzare la conversazione verso le
difficoltà del loro gatto. = rifiuto di porre al centro se stessi, anche di fronte a un’operazione importante, è
un aspetto della loro integrità e profondità ( e non viene letto come riservatezza, tipico atteggiamento
inglese).
 le loro passioni vengono trasmesse anche ai figli o ai nipoti.

CAPITOLO 3: CONTENITORI POROSI

Elia:
 estetica: luminosità e colore della vita che ha costruito, vortici di emozione, gioia intensa ecc.
 persona porosa: come una roccia che ha ricevuto più della sua dose di colpi ed è rimasta isolata in
solitudine, dipendente solo dalla sua stessa forza, ma anche una roccia molto permeabile che assorbe dal
mondo esterno le sue lodi e i suoi insulti e redistribuirli in forma di relazioni, cura e doni.
 quelle con E. non sono semplici conversazioni, sono narrazioni e quando parla il suo corpo non sta mai
fermo, le mani mimano quello che racconta.
 la casa è piena di fantasmi che dimorano in qualche mobile o abito, parlano con lei e anche tra di loro,
troneggia la figura serena del nonno (la maggior parte del tempo sta a riposo in un angolo della stanza,
appoggiato a un tavolo che aveva costruito e che ha fatto parte della vita di E. quando era bambina).
 il tavolo è il simbolo delle generazioni passate e di quelle future. I nipoti di Elia giocano su questo tavolo
e lo macchiano di vernice = il loro modo di rapportarsi con il tavolo.
 qualche volta il nonno emerge, rimane una figura presente (sebbene sia morto quando E. aveva 10 anni)
nella sua vita più di tante persone ancora vive.
 il nonno: era un uomo saggio, con un’attitudine filosofica, oggi è la persona che sa trovare la soluzione
ad ogni suo problema.
negli ultimi tempi E. ha iniziato a sentire l’età e a sentire la perdita di tutto quello che non fa più parte
della sua vita. Un giorno nella metro di Londra vide un uomo greco, della metà dei suoi anni, le si presentò
e iniziarono una meravigliosa relazione che però durò poco perché lui dovette tornare in Grecia. Durante
questo periodo ha trovato un’anima gemella che le ha restituito quello che stava perdendo della sua vita.
 pensava che quell’uomo fosse un dono di suo nonno, che aveva capito la paura di E. di invecchiare e
aveva trovato questo modo per dirle quanto la vita poteva ancora offrirle.
 sua madre è un'altra presenza molto forte nella sua casa: soprattutto dentro il suo guardaroba, così
come zia Dimitra che ha confezionato molti dei vestiti li dentro.
 queste figure del passato non sono tutte benigne: con alcune ha ancora una relazione intensa proprio
perché ci sono ancora dei problemi da chiarire.
 per E. cucinare significa anche danzare, la sua cucina da sulla strada e spesso i passanti rimangono

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sbalorditi dal suo modo di cucinare. = il modo in cui l’emozione sale e scende con il movimento del corpo
rinforza il suo senso di permeabilità agli altri.
 ogni parente morto rappresenta una parte del suo carattere: il nonno la saggezza, la nonna il suo
umore. La zia Dimitra rendeva il natale speciale con i regali e i cibi che preparava, un’altra zia le diceva che
non basta fare dei regali ai bambini ma bisogna anche giocare con loro (se regali a un bambino un set di
pittura gli stai regalando anche del tuo tempo per dipingere assieme).
 E. ha soprattutto ereditato da zia Dimitra l’arte della lode.
 nel suo mondo ci sono tre classi di oggetti:
-le relazioni
-le cose
-le emozioni
es. quasi tutti i suoi vestiti non rappresentano solo cose da indossare ma anche aspetti delle sue relazioni
con gli altri.
 i vestiti, anche dopo 10 anni non riesce a liberarsene, anche se non li mette mai, questi vestiti danno al
suo guardaroba una seconda funzione: quella di museo.
 diversi tipi di vestiti: quelli che indossava per il suo giovane amante, quelli per il ballo(che costituisce una
parte essenziale della sua vita), il diamante: le calze a rete che indossa solo perchè tutti le dicono che non
dovrebbe farlo.
 per E. il modo in cui gli oggetti, le relazioni e le emozioni scorrono è parte di quello che lei considera
l’ethos greco della condivisione.
 il natale è un modo di comunicare con i suoi fantasmi, quando trova ingredienti particolarmente buoni li
offre in nome della nonna perché sa che avrebbe goduto a cucinarli. = il natale diventa un momento in cui si
può tronare nel passato e farlo vivere di nuovo.
un problema della permeabilità di E. è che la rende vulnerabile agli insulti e al senso di vuoto se quanto
dona non è ricambiato da un amore.
 il modo in cui E. parla del lutto si può capire meglio confrontando tre generi di oggetti: i vestiti, le tombe
e i gioielli.
 molti dei suoi vestiti hanno una doppia valenza, non solo li ha ereditati da sua madre, ma li ha anche
confezionati la zia, all’inizio li conservava in scatole e pian piano ha iniziato a darne via qualcuno. = processo
molto delicato: le persone dovevano aver bisogno del suo vestito per qualche ragione.
dopo una quindicina di anni E. ha sentito che poteva indossare lei stessa quegli abiti, all’inizio lo faceva di
nascosto dentro casa, poi li iniziò ad indossare per uscire. = c’erano occasioni che sembravano fatte apposta
per quei vestiti.
 i gioielli: non sono capaci di produrre lo stesso senso di incorporazione graduale dei vestiti, questo anche
per la loro materialità, il vestito non è eterno, si logora e può assumere qualcosa della corporeità di chi lo
indossa. I gioielli restano immutabili, hanno una relazione più astratta con la persona che li indossa.
 cimitero: uno dei posti in cui E. da sfogo al suo senso di lacerazione. È il luogo in cui può parlare
direttamente con le anime dei defunti. Ama le foto che sono una parte integrante delle tombe.
 andare al cimitero = mettersi il rossetto e avere l’aspetto giusto per l’incontri con i parenti, per i quali
queste cose contavano moltissimo.
 quando esce dal cimitero sente la pace e la consapevolezza di essere vivi.

CAPITOLO 4: PAPERELLE DI PLASTICA

Simon e Jaques: coppia gay di 30 e 37 anni


 moltissimi CD: 15.000 dischi e 2.000 CD

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 Il primo passo per capire questa collezione è capire il modo in cui Simon associa le emozioni alla musica.
Per S. la musica ha più modi per esprimere le emozioni (oltre alle parole che usiamo noi: rabbia, trsitezza,
gioia ecc).
 usa la musica per calmarsi, per uscire o incontrare qualcuno ecc.
 la musica stimola in S. la sua parte creativa (a volte crea un video musicale nella sua testa, le immagini
provengono da mondi fantastici). A volte scrive racconti fantasy sul video che ha immaginato.
 la musica è più efficace di qualsiasi droga, e lui ne ha provato la maggior parte.
 s. legge molti libri, e non ama le descrizioni accurate e molto lunghe, tende a saltare questi passaggi
perché lui stesso vuole immaginare la persona da solo.
 S. fornisce una sorta di telecronaca dei suoi pensieri = parlare tanto di se per S. non significa essere
narcisisti, ma trova molti vantaggi nell’esprimere i suoi pensieri (è capace di considerarli più attentamente,
è un modo per stimolarsi e andare avanti, un affermazione fatta ad alta voce lo impegna ufficialmente a
fare qualcosa).
 per S. è importante avere la musica materialmente in casa sua (sotto forma di cd o vinili) perché sono
immediatamente disponibili quando ne ha bisogno, non capisce chi dice che avere così tanti oggetti
significa essere materialisti, lui non lo è, gli sembra la via più naturale per crescere e diventare più forte di
prima.
 S. ha smarrito le basi religiose però riesce comunque a guardare dentro di se e capire se le cose vanno
bene o male e perché.
 S. non è mai vittima del cattivo umore, semplicemente perché conosce molto bene se stesso e ha i mezzi
per restare positivo.
 in un ambito della vita S. rifiuta la musica perché la trova inadatta: mentre fa sesso = S. ha un rapporto
piuttosto particolare con il sesso.
s. rifiuta il repertorio espressivo che è in genere associato all’omosessualità. Non ha alcun interesse per i
trattamenti della pelle, i cosmetici ecc.
 per sei anni, fino a quando ha incontrato Jacques non ha avuto rapporti sessuali.
 S. ha paura di vedere l’immagine del proprio corpo esibita al pubblico, sebbene abbia moltissimi album
di fotografie di feste e ricordi.
 non riesce a smettere di tormentarsi sul fatto che Jacques è molto più bello di lui e lui non sarà mai bello
come Jaques. (per questo non vuole una foto che gli ricordi questo).
 S. cerca sempre di cambiare in meglio se stesso = molti rapporti finiti e molti iniziati, cerca sempre però
di mantenere qualche forma di contatto con le persone che si è lasciato alle spalle. ( pure con la famiglia).
 ha convinto sua madre a iniziare una relazione basata su uno scambio epistolare, insistette che dovesse
trattarsi di lettere tra conoscenti e non tra madre e figlio.
le persone spesso fraintendono S. perché può sembrare logorante.
 J. È quello che ci si aspetterebbe conoscendo S: è rilassato e chiuso a riccio. J. Ha molti meno problemi
ha conformarsi con gli stereotipi.
 j. È francese e quando si fa spedire delle cose dai suoi parenti vuole sono buon cibo e buone bevande, in
cambio egli rassicura sua madre che sta bene.
 a J. Piace guardarsi nelle foto, soprattutto sul computer ( opposto di S. che dice che le foto devono
essere stampate per poter conservare il loro valore materiale).
 la stanza di J è invasa di piante e di sue foto appese.
 j non si preoccupa di quello che lui e la sua personalità potrebbero comunicare alle persone.
 S e J riconoscono che le loro nature coì diverse li rendono fatti uno per l’altro.
 come tutti i giovani di Londra S e J non possono permettersi una casa di loro proprietà.  vogliono
trasferirsi in Estonia, magari, come se fosse una periferia molto lontana dal centro di Londra.
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 con il passare del tempo la coppia si forma e le insicurezze vanno via: J ha convinto S a appendere una
sua foto in cui anche S ha dovuto ammettere di essere venuto particolarmente bene.

Un numero grande di oggetti rimangono di S e J non può fare altro che aumentare la relazione con lo
scambio di doni: J compra a S molte paperelle di plastica per i bagni, sono papere particolari (non le
classiche gialle con il becco rosso), es. papere con le corna da diavolo ecc. sono per lo più in bagno, ma a
volte le si trova anche qualcuna in cucina, o in qualche fotografia sulle pareti.

CAPITOLO 5: L’ABORIGENO E IL SUO LAPTOP

Malcom: i suoi antenati erano aborigeni australiani


 vive a Londra in un locale subaffittato in una casa popolare.
 le sue cose sono sia in GB che in Australia = non sa dove vuole stabilirsi. Questo è dovuto dalle
opportunità di lavoro che cambiano e quindi cambiano anche le sue opzioni.
 L’appartamento di M lo sente proprio anche se non è di sua proprietà, non è veramente casa sua perché
si sposta da un luogo all’altro.
 la cosa più vicina a una casa per M è il suo portatile: il luogo in cui si abbandona, mette in ordine, e trova
conforto e benessere.
 è come se il pc prendesse la forma di tutte le cose a lui importanti come i dischi, i suoi diplomi ecc.
 M è un uomo digitale fino al midollo. Ama mantenersi sempre in ordine ed è costantemente
preoccupato se i materiali che registra sul pc siano sempre aggiornati.
 il questo modo M tiene la sua casa in ordine. Casa = l’unico luogo in cui puoi avere un indirizzo
permanete e nel suo caso è l’indirizzo email. = l’unico posto in cui tutti lo possono trovare.
 M è così preoccupato di archiviare la sua vita e tenerla sempre aggiornata perché ha passato gran parte
della sua vita ad archiviare quella degli altri: per molti anni ha cercato di arrivare alle sue origini = interesse
verso l’archiviazione della sua vita.
 influsso di sua madre che come aborigena ha subito il trauma della colonizzazione e per tutta la vita ha
cercato di trovare informazioni sui suoi fratelli e sorelle dispersi.
 l’ambizione di M è completare l’archiviazione del lignaggio di sua madre e poi della propria vita.
 nonostante M sia giovane la morte è una sua preoccupazione costante. Perché vuole tenere vivo il
legame con il proprio lignaggio, sebbene lui non abbia figli.
 tutti i possedimenti della madre di M sono stati distrutti dopo la sua morte = antipatia di M verso le cose
materiali.
 suo padre al contrario era antiquario = collezionava oggetti (la loro casa era piena di cose).
 per M l’avvento del digitale ha risolto la sua opposizione alla materialità.
 egli ama tutto ciò che lo trasforma in un uomo digitale: i cd, i libri, le foto ecc.
 l’email non è solo un mezzo di comunicazione, ma anche il modo per organizzare le relazioni.
 neanche il pc può risolvere tutte le contraddizioni di M, come quella che sta alla base di una vita come la
sua composta dall’autoarchiviazione: poiché è lui che svolge questo compito, è lui che sceglie cosa tenere o
cosa eliminare.  questo si scontra con l’archivista che in lui che sostiene che le cose passate sono
fondamentali per un futuro.

CAPITOLO 6: TATUAGGI

Charlotte: poco più che ventenne


 socievole, preferisce stare in compagnia che da sola, ragazza molto aperta, nei confronti dell’autore
perché il suo progetto le piace molto.

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 ama spiegare la propria filosofia sui temi affrontati, non per presunzione ma perché la cosa le interessa
molto.
abbondanza di piercing e tatuaggi
 in parte i tatuaggi sono un regalo fatto a un suo amico tatuatore ( per diventare tale deve dimostrare le
sue abilità attraverso la pratica su volontari).
 C è contenta del suo tatuaggio perché un amicizia è giusto che lasci tracce indelebili suo suo corpo.
 inoltre i tatuaggi sono la testimonianza della sua devozione alla body art.
 ci sono molte ragioni che spingono le persone a farsi i tatuaggi, dalla noia all’esibizionismo.
 nella famiglia di C ci sono state altre persone tatuate ma nessuna che si è tatuata tutto il corpo.
(suo nonno l’aveva fatto da giovane e se ne era pentito) è questa probabilmente la ragione per cui le
persone hanno paura di tatuarsi.
 iniziò questo processo di body art all’età di 11 anni quando sua madre le permise di mettersi un anellino
all’orecchio.
 il suo secondo orecchino (15 anni) lo fece solo perché voleva averne 2, uno su ogni orecchio.
 terzo buco: al naso (17 anni), fatto con una pistola per fare i buchi alle orecchie un fallimento.
 ogni suo momento importante della sua vita fu celebrato con un nuovo piercing.
 processo di equilibrio tra imitazione e distanziamento: origine con il rapporto con la sorella gemella,
voleva essere come lei ma anche diversa da lei.
 C non vince tutte le battaglie contro la società ( ha dovuto togliersi un po’ di piercing sul posto di lavoro).
= molti più piercing in aree nascoste = semplice accumulazione.
 a C piace accumulare cose del suo passato: biglietti di viaggi, di concerti ecc.
 usa i piercing per dare forma ai ricordi passati. (ha sempre amato le cose che possono legare un ricordo
al proprio corpo es. collane, anelli ecc).
 i gioielli sono stati il primo mezzo per legarsi ai ricordi.
 il passaggio da piercing a tatuaggio: il tatuaggio indica un ricordo/ relazione/ emozione che non può
eliminare dalla sua vita come potrebbe fare con i piercing chiudendo semplicemente il buco.
 i piercing sono ricordi di eventi, i tatuaggi sono ricordi di relazioni più specifiche. (sua gemella o il suo
ragazzo).
 il dolore non è rilevante in un tatuaggio perché sa che è lei che si è sottoposta volontariamente. E una
forma di controllo.
 alcune persone coprono i loro tatuaggi che non vogliono più, lei si è sempre rifiutata perché sentiva che
erano stati fatti in momenti particolari della sua vita.

CAPITOLO 7: FANTASMI

Stan: 60 anni
Fantasmi dei cartoni animati: vestito bianco  spiriti malefici spaventosi, privi di colore e sostanza vitale.
la vita di S sarebbe più facile se i suoi fantasmi fossero tutti così. I suoi fantasmi sono colorati, con vestiti
luminosi.
 S ha dozzine di questi fantasmi: bambini, anziani ecc.
 infestano la sua mente con lo scopo di perseguitare l’individuo che li ha rimossi dal mondo dei vivi.
ma S stava solo facendo il suo lavoro ( frase che si ripete sempre e che perde sempre più il significato).
 S lavorava come mercenario (assunto per proteggere un deposito di armi in Colombia), innescò
un’esplosione per assicurarsi che le armi che possedeva non cadessero in mani del nemico: circa 70 morti,
ciascuno ha trovato un modo d’accesso alla mente di S.
S è ancora vivo per modo di dire, il giorno prima di un loro appuntamento era appena rientrato a casa

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dall’ospedale, dopo l’ennesimo tentativo di suicidio fallito. (ha tentato il suicidio molte volte, ma si
stupiscono che non ci sia ancora riuscito).
 TESI: le persone usano i loro beni materiali come fondamenta solide nella memoria, supporti resistenti
su cui ci si affida nei momenti di difficoltà, ma per S non è così: dentro di sé non c’è una struttura di
sostegno ma enormi voragini e depressioni.
 i fantasmi di S sono come buchi neri che succhiano ogni possibilità di sostanza dal mondo di S, essi sono
molto definiti e non li si può oscurare.
 tentativi falliti di suicidio: non c’è eroismo, ma solo un ennesimo fallimento da aggiungere alla sua lista
di fallimenti, non è un materiale utile per iniziare una nuova vita.
 la vita di S è sempre più faticosa, a volte riesce a vedere oltre questa nebbia, come grazie all’offerta dello
studio dei due antropologi, viaggio che S aveva intrapreso molto volentieri.
 S non sembra sul punto di far pace col mondo, con dio o con se stesso, affronta il mondo diventano più
rigido e stando sulla difensiva. S sa che la gente lo considera violento, razzista e rozzo ma queste definizioni
sono l’unica cosa che gli rimane per darsi una forma e contorno.
 gli antropologi non hanno trovato nel suo passato la felicità, una famiglia, l‘innocenza (cosa che sta alla
base di tutti gli incontri): sua madre morì quando lui era bambino, il padre era violento e crudele nei suoi
confronti, nessun diploma, nessuna qualificazione, vagabondò nel mondo criminale.
 cercò di arruolarsi, ma poi aveva cercato altri lavori, fino a quello che lui definisce ‘’era solo un lavoro ’’.
 cicatrici interiori (aveva preso qualche pallottola quando faceva il mercenario)ma molte altre erano
interiori e più profonde.
 ebbe una moglie e tanti bambini, la sposò perchè l’aveva messa incinta e il bambino dopo fu frutto del
rapporto con un altro uomo: da questo momento sviluppò la sua tendenza nel voler sfruttare le persone
prima che loro sfruttino lui. = difficile maturare una fiducia e delle sane relazioni.
 si è così buttato in relazioni con altre donne, come le indigene nella giunga del Sudamerica, un rapporto
di dominazione, più soddisfacente.
 è da più di 10 anni che non ha più contatti con nessuno dei suoi figli, essi sembra che hanno ereditato
qualcosa da S, (dice che uno di loro l’ha gettato fuori dalla finestra).
 difficile che inizi una nuova relazione ora che ha superato i 60 anni, con un aspetto poco piacevole e non
attraente. In più sa che per sviluppare una buona relazione con qualcuno prima deve cercare di migliorare
la relazione che ha con se stesso, e non ci riesce.
 ci sono stati anche momenti buoni (come quando andò in vacanza in Spagna, che però fu rovinato da un
intossicazione alimentare). Ricominciò anche a fumare (dopo essere riuscito faticosamente a smettere) =
ritorno del senso di fallimento.
 nella maggior parte del tempo le sue cose sono tutte in disordine, non gli importa se non mette in ordine
da un mese.
 oggetti del presente: pornografia riduzione delle donne a semplici oggetti allo scopo della
masturbazione maschile, ma per S la pornografia è il mezzo che gli permette di trasformare degli oggetti in
soggetti, ha usato la pornografia per costruire relazioni con persone su tutto il territorio nazionale. C’è
qualcosa di simile all’amicizia in tutto ciò.
 secondo processo che trasforma questi oggetti in soggetti: nei reality quelle che si vedono sono sempre
vite vere, le celebrità si trasformano dall’essere lontane creazioni dell’industria cinematografica alla ragazza
della porta accanto.
 l’autore immagina che le sue fantasie sessuali si preoccupino di trasformare questi oggetti in soggetti,
poter cerare un incontro di questo oggetto ma come persona vera in modo che la sua fantasia lo possa
condurre al sesso.
 quando S descrive la sua moglie ideale la rappresenta come una casalinga completamente passiva, che
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sta li per servirlo. (quella che immagina sia la tradizionale donna filippina o asiatica).
 la sua camera è dominata da foto di ragazze dei reality: queste foto sono molto importanti per lui, ma
quando una ragazza comincia ad allontanarsi dall’idea di come dovrebbe essere per S, egli minaccia di
metterla nel cassetto: dice che la foto è ora condannata.
 il pensiero della morte incombente fa si che S perda la sua morale, pensa che l’unica persona importante
nella sua vita sia lui.
 relazioni su internet: molte ragazze ventenni o meno a cui S può mentire o imbrogliare  le relazioni su
internet e attraverso l’immaginazione con le ragazze dei reality show ha trovato il tipo di relazione che
funziona per lui.

CAPITOLO 8: PARLA COL CANE

Harry: ha un cane Jeff


A volte si ha l’impressione che la chiave per capire una persona sia racchiusa nei primi secondi di un
incontro, come ad esempio nel modo in cui ti apre la porta.
 quella di H: apertura esitante, riluttante e graduale.  per la convinzione che si trattasse di un errore,
che nessuno volesse davvero entrare.
 H pensava che non ci fosse nulla di interessante in lui e che i due antropologi stavano perdendo il loro
tempo.
 era importante restare formali con H, avrebbe preferito ricevere un questionario formale da compilare.
Ma era rassicurato dal registratore digitale che gli dimostrava che si stava trattando d un lavoro vero e
proprio.
 H mostra per J ( il suo cane, un labrador) un affetto che raramente gli uomini riescono ad esprimere per
un’ altra persona.
 J è un cane ormai anziano, dal pelo marrone e nero, non ha abbaiato e non ha ringhiato per tutta la
durata dell’incontro.
 l’estetica del soggiorno: al primo sguardo è un salone perfettamente normale, ma se si guarda verso il
basso la stanza appare canificata, il tappeto e i mobili sono dei colori predominanti di J, tutto sembra
fondersi insieme. Nella stanza c’è un grande divano su cui nessun uomo siede più = posto in J dorme e si
rilassa. È pieno di oggetti che sembrano fatti per essere masticati o per poterci giocare.
 sullo scaffale c’è una fotografia che ritrae il cane sul divano accanto a H.
 la chiave per l’asocialità di H con la gente è J, ma il cane è diventato anche la sua scusa per tutte le sue
relazioni sociali: si capisce dal suo rapporto che ha con la vicina June, donna difficile e solitamente ubriaca,
June suonava il campanello della casa di H così che il suo cane, principessa, potesse bere nella scodella di J
e J potesse bere nella scodella di P. = nulla avrebbe potuto legare in modo così solido i due padroni.
 quando H riflette sulla vita passata riconosce che sono molte più le cose che non ha fatto rispetto a
quelle che ha fatto.
 H si riconosce in J e attraverso questa empatia con il suo cane ha raggiunto una conoscenza di se più
profonda.
 cresciuto in una casa con 4 sorelle, H tende a parlare delle donne in generale e non di una donna in
particolare.
 l’unico rimorso che H ha, è di non aver conosciuto J da cucciolo e di non aver vissuto la loro vita insieme
per più tempo.
 H ha anche un acquario ben attrezzato in casa, è qualcosa che H prende molto sul serio, (la sua
collezione di libri riguarda interamente i pesci).
 H ha un computer, i suoi due unici compiti sono: giocare a solitario e cercare informazioni sui pesci e sul

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suo acquario.
 H trova evidente il contrasto tra gli animali che sono capaci di apprezzare le cose fatte per loro e ad
esempio i bambini che non notano l’impegno che un genitore ci mette nel preparare cena.
 J non abbaiava mai = avevano conosciuto un cane che non aveva mai avuto il bisogno di abbaiare.

CAPITOLO 9: GLI HAPPY MEAL E LA FELICITA’

Marina: 40 anni, 3 figli


i suoi figli: sono le creature più belle sulla terra e di tutto l’universo
i suoi genitori: sono il ricordo delle sue peggiori esperienze e dei momenti più tristi. Essi provenivano da
una famiglia di coloni del Sud-est asiatico. (in queste famiglie i genitori non erano abituati ad essere
coinvolti nell’educazione dei bambini, erano le tate a farlo).
 M vuole assicurarsi che ciò che era arrivato fino a lei (legato alla sua vita passata e al legame con i suoi
genitori) si fermasse con lei.  quello che deve ai suoi genitori è un corso di perfezionamento su come il
genitore non deve essere.
 i genitori di M hanno sempre scelto di allontanarsi nei momenti in cui lei aveva più bisogno, hanno
disprezzato le sue scelte. Per 5 anni non si sono più parlati e da poco hanno rincominciato a farlo.
 come ha sperato M i suoi bambini sembrano crescere secondo l’immagine opposta dei nonni.
 M non ha mai avuto periodi facili, anche se la prima volta che i due antropologi l’hanno incontrata era
intenta a cucire i costumi per la recita della scuola dei suoi figli.
 la passione per i suoi figli aggiunge a M una bellezza diversa, è sempre stata molto bella come donna, ma
con i suoi figli si è sviluppata una bellezza materna difficile da notare. Ha i capelli biondi/grigi e si veste con
abiti casual, in modo non vistoso = bellezza naturale, non costruita.
 M non riuscì mai ad identificarsi con i valori dei suoi genitori, come i loro interessi per le razze
purosangue e rifiutava il loro amore per i mobili antichi; sua madre era inorridita quando marina si trasferì
in una casa moderna, ma il vero insulto fu quando andò a comprare i mobili all’IKEA.
 voleva prendere delle misure drastiche per non contagiare i suoi figli con l’influenza delle sue
generazioni passate. = è il rimedio furono gli Happy meal del McDonald’s: per 6 anni M ha portato i suoi
bambini ogni settimana al Mc per un Happy meal e collezionare i giocattoli in regalo, spesso sono tratti da
cartoni amati dai suoi figli (come quelli di Toy Story), M dice che sono di un ottima qualità.
 quando parla dei giochi degli Happy meal diventa poetica, così come quando parla del Mc in generale,
dice che è fantastico come hanno incoraggiato l’allattamento materno, con i fasciatoi e parla
dell’affidabilità del loro cibo che secondo lei è più sano dei concorrenti.
Al Mc hanno sviluppato dei piccoli rituali: prima mangiavano tutto, poi leggevano le istruzioni per piegare
le scatole e poi iniziavano a giocare = allungava la permanenza al Mc.
 i compleanni dei figli gli ha festeggiati al Mc, con una ventina di altri bambini.
 la presa di distanza dai suoi genitori è stata presa (come per i mobili dell’IKEA), facendo qualcosa che
loro non farebbero mai: i suoi genitori non vorrebbero essere visti in un posto come il Mc.
 il momento al Mc, con l’aumentare delle pressioni del lavoro e suo marito che nel frattempo l’aveva
perso, divenne il solo momento in cui poteva abbandonarsi a una maternità pura, lontana dai doveri
professionali o domestici.

CAPITOLO 10: RINASCITA

Anna e Louise: un figlio, Florian


 avevano iniziato a frequentare la sezione di ebay dedicata ai giocattoli vintage dalla Fisher Price: era un
tentativo di ritrovare e comprare più o meno gli stessi giocattoli con cui A e L giocavano quando erano
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bambine.
 rivisitazione dei loro vecchi giochi attraverso Florian in modo da ricreare la propria infanzia attraverso il
figlio.
 l’autore si rese conto che il rapporto di A e L con il loro figlio rifletteva un po’ la sua esperienza da padre.
 A e L hanno conservato qualcosa di un immensa paura di fare la cosa sbagliata per il proprio bambino
(come l’autore)
 L parla dei suoi sforzi durante la gravidanza, non mangiava certi cibi e ad esempio mangiava lo sgombro
perché aveva letto che avrebbe fornito al bambino migliori ormoni.
 quando è nato il bambino si è sviluppata la paura di cosa le persone avrebbero potuto fargli, es. di cosa
avrebbero potuto lanciargli addosso gli altri bambini al parco.
Mentre che i due antropologi lavoravano al progetto A e L avevano venduto la casa per trasferirsi altrove,
questa scelta perché la scuola in cui doveva andare F aveva ricevuto una scarsa valutazione. = scelsero
come luogo per trasferisci una zona con molto verde, vicino a una buona scuola.
L è molto sensibile su fatto che F è un maschio, e nella loro situazione (con due madri) è necessario ch lui
sviluppi le sue preferenze.
 A e L non si conosceranno mai come bambine, ma l’acquisto dei loro vecchi giocattoli fa si che possano
conoscere un po’ meglio questo loro lato, e attraverso F possono giocare insieme con questi loro vecchi
giochi.
 discorsi sulle cose che avevano condiviso (es. entrambe prima di conoscersi avevano una collezione di
dischi e ora hanno un’unica collezione).
 L in quanto madre biologica ha interrotto una carriera di grande successo che aveva definito fino ad
allora la sua vita, la sua prima fase dell’essere mamma fu quindi uno choc. (iniziata dall’incubo del parto di
36 ore). Arrivò la paura di vivere una vita claustrofobica chiusa in casa.
 sia A che L avevano smesso di comprarsi vestiti costosi perché con un bambino le spese da affrontare
sono molte, ma L prese questo fattore come un espressione della mancanza per il suo corpo di un altro
valore, oltre all’essere madre.
 i vestiti ora svolgono un ruolo fondamentale nella ricostruzione della vita di L per recuperare la sua
identità passata.
 il fatto che ebay può fornire una forma inebriante di shopping (cosa che avevano perso entrambe alla
nascita del figlio), ha portato soprattutto L a provare quell’eccitazione che aveva perso.

CAPITOLO 11: EROINA

Dave:
 dalla sua voce si percepisce una morale costruita dalla storia e dalla comunità e una punta di potenziale
violenza, ma allo stesso tempo ha un leggero tremito, che sembra provenire dalla sua storia fatta di
mancanza di rispetto e di ferite. Nella sua voce c’era qualcosa che comunicava moltissimo, anche se
all’inizio prima di conoscerlo non si capiva la causa.
 la storia di D sembra venire dall’inferno di Dante. Il racconto della sua vita era distino in fasi che non si
sarebbe mai voluto ascoltare.
 la sua storia è stata raccontata tante volte, D spende le sue energie aiutando gli altri in diverse forme di
riabilitazione ed è probabile che il racconto di questa storia sia una parte essenziale della terapia.
 dalla prospettiva dei due antropologi, posti di fronte a una persona così fragile e rovinata, è impossibile
non pensare a lui in termini analoghi a quelli di un oggetto.
 immagine della nave: D è la nave, che ha passato in mezzo a molte tempeste, è stato ribaltato dalle
correnti ed è naufragato, eppure fino ad ora ha trovato un appiglio per rimanere a galla, e sventura dopo

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sventura il suo equilibrio è sempre più stabile.
 l’appiglio che gli permetteva di rimanere a galla erano i beni trasportati, un album di fotografie e
innumerevoli CD.
 mentre presentava la sua storia è stato per tutto il tempo in bilico sull’angolo della sedia, alla sua destra
cerano i CD e alla sua sinistra gli album di foto di cui lui aveva bisogno quando doveva fare visualizzare
meglio un certo episodio ai due antropologi.
 era il peso di queste due risorse materiali a tenerlo a galla nella nebbia di alcol, eroina e depressione.
 il loro peso consisteva nella loro specificità: ogni CD conteneva una serie di tracce così ogni album era
pieno di immagini, e tutti erano legati a un ricordo o momento particolare.
 ha iniziato il suo racconto parlando dei problemi con il tempo, diceva che voleva raccontarci la storia ma
non ricordava l’ordine cronologico dei fatti. Il solo ricordo che sembrava aiutarlo a ordinare il tempo era la
nascita e la crescita dei suoi figli. (la stanza in cui sedevano era dominata da foto dei figli).
 andando avanti capirono che i figli non erano le sole risorse, c’erano le foto e i CD.
 il problema di D con certe foto in bianco e nero era che non riusciva a collegarle con qualcosa di vivo, il
bianco e nero era sbagliato e incapace di trasmettere quello che D sperava di poter comunicare grazie alle
foto.
 anche i CD avevano i loro problemi, la musica era essenziale per la memoria, diceva di dove aveva
sentito ogni traccia e come lui l’aveva registrata, i dettagli e la precisione erano affascinanti.
 il problema era che la gente prendeva in prestito questi CD, quando era in crisi d’astinenza vendeva
qualsiasi cosa  con l’eroina ogni specificità andava perduta .
 D ha sempre collezionato trofei, erano importanti nel momento in cui aveva bisogno di confrontarsi con
ciò che era stato e quindi ciò che sarebbe potuto di nuovo essere. Ma il momento in cui avrebbe avuto più
bisogno dei suoi trofei era probabilmente il momento in cui li avrebbe più disprezzati, così finirono tutti a
casa della madre.
 esattamente come i suoi figli, erano scomparse anche le donne della sua vita, nulla era più importante di
queste persone, ma non sono state con lui perché era troppo pericoloso.
 gli album di foto e i CD per le altre persone avevano un valore molto ridotto per gli altri così da
assicurare a D una salvezza, proprio perché non avevano alcun valore e non potevano procurare nessuna
dose.
 i suoi genitori hanno divorziato presto, sua madre non riusciva a gestire la situazione e poi entrambi si
risposarono.
 D era molto bravo a rubare, ma nulla di quello che rubava sembrava eguagliare quello che la vita gli
stava rubando.
 nella adolescenza, quando le cose stavano andando bene divenne padre di un bambino con degli
handicap: questa responsabilità gli aprì la strada verso l’eroina.
 sono state le cose a salvare D, soprattutto la casa, era come un rifugio, lo scafo che lo teneva a galla.
 c’erano stati tempi in cui le cose andavano bene, D non sapendo leggere e scrivere bene non si sarebbe
mai aspettato di guadagnare, eppure sapeva lottare e nel mondo del buisness musicale c’era posto per le
persone come D.
 La musica testimoniava i diversi momenti della vita di D.
 la collezione di dischi di D è molto importante per lui, il vinile è scomparso per pagarsi la droga, ma è
stato rimpiazzato dai CD.
 le foto documentano la crescita dei suoi figli, la cosa più dolorosa e preziosa.
 una fotografia importante (oltre a quelle dei figli), è quella di un pitbull.
 non ci sono foto di D sulla parete, ma la foto del cane sta per lui.
 D ora aiuta gli altri, è diventato per loro un modello di vita, dice loro che possono essere forti e uscire
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dalla depressione e dal circolo della droga, ma molti non ci riescono (la maggior parte dei suoi amici è
morta per causa della droga), ma alcuni ce l’hanno fatta, grazie in parte al suo esempio.
 D ora cerca di tenersi a una certa distanza dai demoni del passato, e sa come fare ridere le persone.
 gli antropologi riconoscono il ruolo fondamentale del suo cane e dei suoi parenti.

CAPITOLO 12: SEPPIA

Jenny: 91 anni
 è una donna anziana, fragile e quasi completamente cieca.
 per J non era un oggetto specifico a contare ma il senso generale di un ordine che univa le sue cose e i
luoghi che le contengono. = sviluppo del concetto di estetica delle cose.
 gli oggetti nella sua casa testimoniano una lunga vita, le vecchie foto tendono ad assumere una tonalità
color seppia.
 ci sono oggetti più recenti come le ceramiche decorate dai nipoti a scuola (anche se sembrano
trasformarsi dall’antichità dell’intera stanza).
 l’ordine di lunga data delle cose nella casa non è dovuto dalla sua cecità e dal suo bisogno di sapere dove
si trovano tutte le cose, ma quest’ordine è nato molto prima della sua cecità: quando si entra in quella casa
sembra che le cose siano destinate a rimanere nel loro luogo per decenni.
 la disposizione dei cuscini rivela non solo quali sono le sedie più usate ma anche come J si siede
abitualmente.
 solo nella cucina si avverte il calore della persona che vi ci abita (succede spesso nelle vecchie case della
classe operaia).
 la cucina è dominata dal suono di un grande orologio a pendolo che non si limita a dirci l’ora ma
rappresenta piuttosto il tempo stesso (acquistato dal padre di J quando era bambina, porta un eco di
generazioni). Ed è il luogo in cui si dedica all’operazione più importante dell’anno: la creazione dei suoi
pudding natalizi.  si tratta di un compito molto importante e grande, data la sua età, ogni anno da
quando si è sposata cucina 21 pudding e li cuoce nel forno 2 alla volta.
 J ha bisogno di questo rito natalizio perché il 25 dicembre è anche il suo compleanno e il risentimento di
avere solo un giorno importante e non due come tutti persiste ancora.
 negli ultimi due anni ha rotto con la tradizione, per la prima volta è rimasta a casa da sola per natale
rifiutando le chiamate della famiglia offesa. Ha fatto 24 pudding (al posto che 21) : modo per rompere
entrambe le tradizioni.
 fare i pudding significa portare a casa una parte del suo lavoro (per la maggior parte della sua vita è stata
impegnata come cuoca).
 usa padelle che risalgono al 1924 e lavora su un tavolo del 1923 (che già allora era di seconda mano), la
cucina è il luogo che contiene alcuni suoi vecchi ricordi ma anche il posto in cui si tiene aggiornata: ci sono
le foto più recenti della famiglia.
 nella camera da letto ci sono le foto più vecchie (che la cecità non le impedisce di vederle, perché ormai
sono nella sua memoria).
 l’orologio in cucina sfortunatamente fu ceduto a uno dei suoi figli: un dono la cui risposta appropriata
sarebbe stata quella di prometterlo di prenderlo in eredità una volta che lei fosse morta.
J venne a Londra a 19 anni, incontrò suo marito e non se ne andò più, il giorno in cui si trasferirono in
quella casa un vicino venne a fare loro visita con una tazza di tè e i loro 4 figli andarono a scuola li vicino
così che J fece amicizia con molti genitori.
 oggi nessuno di questi amici è rimasto in zona, però uno dei suoi figli viene ogni giorno a farle compagnia
e ad aiutarla. (riconosce che oggi non è qualcosa che si possa dare per scontato).

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 la sua casa è usata anche da altre persone: qualche volta qualcuno dei suoi vigli viene per passare il
week end nella sua vecchia camera.
 la casa di J è una di quelle case in cui le assenze possono essere eloquenti come le presenze.
 J ha provato piacere soprattutto nell’essere madre, ci sono alcuni momenti che le sono rimasti impressi
(come fare il bagno ai figli o metterli a letto). Ogni volta che un figlio lasciava la casa per stabilirsi in una
nuova casa sua J lo spingeva a prendere qualcosa della sua vecchia casa così da garantire una forma di
continuità. (i figli hanno litigato sugli sgabelli da mezza corona della cucina perché ciascuno ne voleva uno).
 l’arredo della casa testimonia il buon gusto di J e la sua attenzione per la qualità, tato che dice che
rifiutarono i mobili forniti durante la guerra.
 il guardaroba della sua camera da letto è fatto così bene che potrebbe durare per secoli.
 Quando le persone che ci abitavano se ne sono andate la casa di J è stata riempita di oggetti significativi
che ricordavano queste persone: ad esempio c’è qualcosa di ciascuno dei nipoti (un oggetto fatto a scuola o
le loro foto).
 la cucina e il salotto sembrano un palcoscenico in cui mettono in evidenza J e la sua personalità. (si può
immaginare, guardando il resto della casa, che aspetto abbia il servizio da te dentro la credenza).
 chiunque sarebbe entrato nel salotto o nella cucina si sarebbe subito sentito a casa.
 quando J spolvera ha l’opportunità per riappropriarsi nuovamente di ogni singolo oggetto della casa, per
questo dice che spolvera solo quando si sente nello stato d’animo giusto.
 J ha avuto i suoi momenti felici, e può dire di averne avuti molti, ma ha avuto un numero grande di
momenti tristi, come lutti e separazioni.
 la prima separazione fu dopo solo un anno di matrimonio quando suo marito fu chiamato nell’esercito,
non lo vide più per 4 anni e mezzo. Il fatto che sia tornato a casa vivo sembra un miracolo, ha combattuto
sul fronte con le baionette ed era in prima linea nel D-day.
 la seconda separazione ebbe luogo quando dovette andare in ospedale per un operazione e rimase li per
mesi non potendo vedere i suoi figli perché i bambini non erano ammessi negli ospedali.
 la terza separazione è quando il marito di J ha avuto l’Alzheimer, fu terribilmente dura l’esperienza di
essere davanti a una persona amata senza essere riconosciuta.

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