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Introduzione:

La tecnica di artrodesi dell’articolazione sotto-astragalica di Grice-Green è da sempre considerata


una valida opzione di trattamento nelle gravi forme di piede piatto del bambino, come negli esiti
di paralisi cerebrali infantili. Scopo di questo studio è quello di valutare retrospettivamente i
risultati clinici e radiografici a lungo termine di artrodesi della sotto-astragalica secondo Grice-
Green modificata applicata al trattamento del piede piatto artrosico dell’adulto.

Materiali e Metodi:

Dal 2008 al 2014 sono stati trattati 109 pazienti affetti da piede piatto dell’adulto con artrosi della
articolazione sotto-astragalica, con età media di 41.5 anni (range 17-78). In tutti i casi è stata
eseguita una artrodesi della sotto-astragalica secondo Grice-Green modificata con mini-accesso
laterale e utilizzo di innesto osseo autologo mono-corticale singolo prelevato dalla tibia
prossimale. Nel preoperatorio, postoperatorio e all’ultimo follow-up disponibile sono stati
analizzati in tutti i casi l’angolo di copertura astragalo-scafoidea, l’angolo astragalo-primo
metatarsale (linea di Maery) e il calcaneal pitch ed è stata valutato l’andamento clinico attraverso i
valori AOFAS. Il follow-up medio è stato di 5 anni (range 8-2 anni).

Risultati:

All’ultimo follow-up disponibile il valore medio dell’angolo astragalo-scafoideo era di 5.3°, il valore
medio dell’angolo astragalo-primo metatarsale era di 4.2° ed il calcaneal pitch in media risultava
essere di 19.4°. L’AOFAS medio all’ultimo controllo disponile era di 87. Tutti i valori analizzati
hanno mostrato differenze statisticamente significative a distanza (p<0.05). Su 121 piedi trattati, in
25 casi la correzione ottenuta è risultata insufficiente, in 4 casi si è verificata una correzione
eccessiva ed in 15 casi si è verificato un riassorbimento dell’innesto ad una media di 8 mesi che ha
richiesto un nuovo intervento.

Discussione:

Nelle forme di piede piatto dell’adulto con artrosi e crollo della sotto-astragalica, l’artrodesi in situ
non è sufficiente a ripristinare una corretta morfologia. In questi casi una artrodesi con distrazione
articolare ed innesto osseo offre una miglior possibilità di correzione. Sebbene sia considerata più
complessa rispetto all’artrodesi in situ, l’artrodesi secondo Grice-Green rappresenta una tecnica
mini-invasiva che consente di ottenere una correzione stabile senza utilizzo di mezzi di sintesi e
con ottimi risultati anche a lungo termine.

Conclusioni: