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“Avranno quello che si meritano, sir William,” esultò Phillip Tyrer inebriato dall'odore di cordite.

All'incontro ...” † Gli scettici rimasti si unirono alle masse che affollavano strade, ponti e vicoli fuggendo con

i pochi averi che riuscivano a trasportare. “Era protetto dal mandato imperiale” precisò Anjo. “Ne avete mai

visto uno prima? Si intitola Le cinquantatré stazioni della Tokaidj di Hiroshige. Non dimenticate che in

giapponese si comincia a leggere dall'ultima pagina e da destra a sinistra. Le illustrazioni si riferiscono alle

stazioni di cambio che si trovano lungo il percorso, fino a Kyòto.” “Lo ripeto: non credo che ci attaccheranno in

forza né che ci...” “Sembrate ladri. Cos'avete in quella borsa eh? Presentatevi!” La spalla di Ori doleva. Quando

si era accorto della suppurazione non ne aveva fatto cenno a Hiraga e gli aveva taciuto anche il dolore. La testa

gli girava all'idea di doversi battere ma pensò che in fondo rischiava soltanto una morte ammirevole. Non

hanno colpito nessun obiettivo. La flotta non ci bombarderà e l'incontro di domani avrà luogo, come previsto.

“Temo di no, non proprio” rispose in inglese Tyrer. “Presumo che siate un interprete anche voi!” Ripensava a

Londra e ad Angélique, all'attacco subito e all'incontro che avrebbe avuto luogo l'indomani, al braccio ancora

dolorante e a sir William che era stato irascibile tutto il giorno. L'aria era fredda nella piccola stanza, e lasciava

presagire l'annuncio dell'inverno. Il suo orologio da tasca segnava le due e trenta. “Ecco qua, questo è un testo

fondamentale per apprendere i caratteri, gli ideogrammi, come si dice.” Tyrer rimase a bocca aperta. Si trattava

di illustrazioni erotiche del tutto esplicite: c'erano uomini e donne vestiti in modo sontuoso con gli attributi

mostruosamente esagerati, tratteggiati con dettagli grotteschi e significativi nell'atto di accoppiarsi con vigore e

fantasia. Sembrava calmo e sperava che Anjo facesse la prima mossa per poterlo uccidere e farla finita una

volta per tutte con le sue manifestazioni di stupidità. “Non esistono precedenti di questo genere: nessuno ha mai

contravvenuto alle indicazioni del Legato. E' stato un tradimento.” Potrò averne una anch'io? Potrei comprare

un contratto? André dice che qui molti lo fanno e che poi affittano una casetta nel quartiere di Yoshiwara, in un
luogo segreto e fuori mano: “Si dice che tutti i ministri ne posseggano una e che sir William ci vada

puntualmente una volta alla settimana; pensa che nessuno lo sappia ma invece gli altri lo spiano e ridono, tutti

tranne quell'olandese che è impotente, e il ministro russo che preferisce esplicitamente compagnie d'altro

genere ...”. In Giappone il saccheggio era considerato un crimine particolarmente grave, e i colpevoli venivano

perseguitati fino alla cattura e alla crocifissione. Incapace di prendere sonno, si alzò e si diresse sbadigliando

alla finestra, l'aprì e si appoggiò al davanzale.

Sorrise. “Sì, senz'altro.” “Tutto è pronto, signore. Abbiamo messo pattuglie a guardia del molo e delle zone

circostanti. La marina ci darà il cambio entro un'ora.” Phillip lo ringraziò pur sapendo che non avrebbe

accettato l'offerta. “Aspetta un minuto, tu non sei Lun!” La carrozza si fermò un'altra volta. “Lo shògun deve

essere portato al sicuro e noi stessi dobbiamo metterci in salvo per poter continuare a governare. Non propongo

altro che di assentarci temporaneamente. Con la sola eccezione delle nostre guardie personali tutti i samurai

resteranno, resterà la Bakufu.”   Utani rispose a bassa voce: “E' certamente vero che io ho votato per il

abrogazione, ma adesso penso di aver commesso un errore”. “Chi sei tu per sfidarci?”

“Oh no, io sono soltanto un uomo d'affari. A volte do una mano a monsieur Seratard quando il suo interprete

olandese è ammalato. Parlo olandese. Dunque desiderate imparare il giapponese e il più velocemente possibile,

suppongo.” Poncin si avvicinò allo scaffale e scelse un libro. Accese la candela che qualcuno gli aveva

preparato accanto al letto. “Staremo a vedere.” Poi ripeté l'esercizio partendo dal termine inglese e

pronunciando a voce alta la traduzione in giapponese e con grande soddisfazione scoprì di non aver fatto errori.

“Lo shògun deve essere portato al sicuro e noi stessi dobbiamo metterci in salvo per poter continuare a

governare. Non propongo altro che di assentarci temporaneamente. Con la sola eccezione delle nostre guardie

personali tutti i samurai resteranno, resterà la Bakufu.” L'uomo giaceva morto ai suoi piedi. Hiraga si irrigidì
aspettandosi una trappola ma Ori annuì dimentico del dolore, incurante della vittoria o della morte. Con calma

ripulì la lama e la infilò nel fodero. Si inchinò rispettosamente ai due morti e si avviò attraverso lo stretto

passaggio tra gli uomini senza guardare né a destra né a sinistra. I ventun colpi di cannone che ciascuna delle

sei navi ancorate al largo di Edo aveva sparato in segno di saluto echeggiarono senza sosta. Tenne a freno

gesuiti e buddisti con intransigenza ed eliminò o neutralizzò tutti i daimyo cattolici. Suo figlio Sudara inasprì la

repressione e il nipote, lo shògun Hironaga, portò a compimento il progetto elaborato con tanta cura nel legato:

mise ufficialmente fuori legge la cristianità in Giappone punendo i trasgressori con la morte. Nel 1638 Hironaga

distrusse l'ultimo bastione cristiano di Shimabara, vicino a Nagasaki, dove alcune migliaia di ronin, trentamila

contadini e le loro famiglie si erano riuniti per ribellarsi a lui.

Dichiarate la vostra identità.”   Nel suo francese più fiorito e mellifluo disse: “Considererei un onore se

voleste avere la bontà di continuare il racconto, lo dico davvero, è così importante imparare quanto più possibile

e io... io temo che le persone che frequento e con cui parlo siano... ahimè, tutt'altro che parigini, piuttosto

barbosi anzi, e all'oscuro delle raffinatezze in cui i francesi sono maestri. Il giorno precedente aveva incontrato

il francese in uno dei negozietti del villaggio che vendeva i generi di prima necessità per gli stranieri. I

negozietti erano tutti concentrati sulla strada principale, dietro High Street, che partendo dal mare collegava

l'Insediamento con la Città Ubriaca e dove tutti sembravano vendere le stesse mercanzie locali: cibo e

attrezzature per la pesca, spade da due soldi e curiosità. Lun numero due annuì con amarezza. Detestava

trovarsi in quel luogo così isolato e pieno di pericoli, circondato da migliaia di occhi ostili che i barbari

sembravano non notare nemmeno. “Per quanto tempo pensi che si fermeranno.” Hiraga sorrise. Sul ponte

dell'ammiraglia francese, Henry Seratard fumava la pipa ridacchiando con il ministro russo. “Prendete nota del

numero di soldati, dei loro andirivieni, quali stanze sono occupate e da chi.” I due samurai aspettarono e
spiarono tutto il giorno. Al tramonto indossarono gli abiti ninja e per due volte Hiraga cercò di avvicinarsi alla

Legazione. Durante uno dei due tentativi arrivò persino a scalare il recinto per una ricognizione ma dovette

ritirarsi in gran fretta quando una sentinella rischiò di scontrarsi con lui. La Legazione sorgeva su una leggera

altura nel sobborgo di Gotenyama, accanto a un tempio buddista. Ma quel luogo, dato in affitto agli inglesi a

tempo indeterminato, fu un errore, infatti da sempre i giapponesi avevano fatto il possibile per rientrarne in

possesso, era stato scelto con grande oculatezza. Dal cortile anteriore si vedevano la città e il mare dove la flotta

era all'ancora in posizione di battaglia.

Phillip lo ringraziò pur sapendo che non avrebbe accettato l'offerta. “Fu per volere dell'imperatore, scritto e

presentato da un principe di questa corte. Non potevamo far altro che obbedire. Avresti obbedito anche tu.”

“Sì.” Hiraga ripartì orientandosi in quel labirinto di vicoli con passo sicuro, tenendosi al riparo dove poteva ed

esitando negli spazi aperti fino a quand'era certo che fossero soli. Non voleva vedere e soprattutto incontrare

nessuno. Temo che i giapponesi non siano generosi con la verità nemmeno con se stessi.” “Lo shògun deve

essere portato al sicuro e noi stessi dobbiamo metterci in salvo per poter continuare a governare. Non propongo

altro che di assentarci temporaneamente. Con la sola eccezione delle nostre guardie personali tutti i samurai

resteranno, resterà la Bakufu.” “Tutto è pronto, signore. Abbiamo messo pattuglie a guardia del molo e delle

zone circostanti. La marina ci darà il cambio entro un'ora.” “Venite avanti e datemi i vostri documenti di

identificazione” gridò il samurai in capo. “Per quanto tempo pensi che si fermeranno.” Hiraga sorrise. Le

incisioni a quattro colori erano di fattura squisita, più belle di qualsiasi altra incisione che Tyrer avesse mai

visto; i dettagli erano davvero straordinari. “Sono meravigliose.”

“Dovete dire: watashi hoshii hon, Ing'erish Nihongo, dozo, sto cercando un libro con il testo in inglese e

giapponese.” Seguì un profondo silenzio. “La Città Ubriaca era la zona malfamata dell'Insediamento dove i bar
più infimi e le camere in affitto più squallide s'affollavano intorno all'unico bordello europeo: “è un posto per la

soldataglia e i marinai, per i relitti, i perdigiorno, gli usurai, i giocatori d'azzardo e gli avventurieri d'ogni razza.

“Chi?” “Dichiaratevi!” ripeté senza scomporsi un giovane samurai. “Io sono Hiro Watanabe e non voglio

uccidere né essere ucciso da un samurai sconosciuto.” Anjo ribolliva di rabbia. “Dimmi, esiteresti?” “Ma sono

poche parole e non so nemmeno se le pronuncio correttamente, c'è così poco tempo per studiare e non ho ancora

incominciato a scrivere.” A Kanagawa aveva chiesto a Babcott qualche consiglio su come scovare un buon

insegnante. “Perché non chiedere al padre?” gli aveva risposto il dottore. Dovrei correre il rischio, se me lo

potessi permettere? Dopotutto André me ne ha fornito una buona ragione: “Per imparare in fretta il giapponese,

monsieur, la cosa migliore è procurarsi un dizionario da camera da letto... è l'unico modo” . “Oh, ma il vostro

francese è ottimo, monsieur.”

Per quanto grande, la vittoria dev'essere stata un'esperienza terribile per un tamburino di dieci anni; non mi

stupisce che non possa perdonare né dimenticare o tantomeno accettare l'epoca nuova. Aveva cercato di fingersi

un uomo di mondo ma per tutto il tempo non aveva fatto che sentire la voce di suo padre che in tono grave gli

ripeteva: “Stammi a sentire, Phillip, i francesi sono ignobili, senza eccezioni, e completamente indegni di

fiducia, i parigini sono la feccia della Francia e Parigi è senza dubbio la Sodoma del mondo civile... una città

licenziosa, volgare e... e francese!” Povero papà, pensò, si sbaglia su molte cose, ma del resto ha vissuto ai

tempi di Napoleone ed è scampato al bagno di sangue di Waterloo. “Oh no, la donna ha sempre il diritto di

rifiutare un uomo senza per questo perdere la faccia. Esistono speciali protocolli che potrò spiegarvi nei dettagli,

se lo desiderate, ma ciascuna Casa è diretta da una maitresse chiamata mama-san. San è il suffisso che significa

padrone di casa, maschile e femminile, e la mama-san è una donna il cui vanto consiste nell'eleganza

dell'ambiente che dirige e nella raffinatezza delle ragazze di cui si circonda. I prezzi e la qualità delle case
ovviamente variano. Con uguale severità era punita qualsiasi forma di furto. Sir William e il suo gruppo

salirono sulla carrozza che era stata faticosamente trasportata fin li. Per quanto grande, la vittoria dev'essere

stata un'esperienza terribile per un tamburino di dieci anni; non mi stupisce che non possa perdonare né

dimenticare o tantomeno accettare l'epoca nuova. Tre anni più tardi divenne shògun e dopo altri due anni

abdicò in favore del figlio Sudara pur conservando tutto il potere nelle sue mani com'era nella consuetudine

giapponese. Poi Yoshi guardò gli altri due che erano entrambi membri del clan Toranaga. Nessuno ricambiò il

suo sguardo. Il francese gli aveva spiegato che in Giappone i bordelli erano luoghi di grande bellezza, e che le

cortigiane, le Signore del Mondo Fluttuante come venivano chiamate, erano senza dubbio le più raffinate che

avesse mai incontrato.

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