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I LEONI DI SULKY.

l ’ arte : uno strumento di rappresentazione 


 

del pensiero filosofico. da una metodologia applicata 


sulle opere pittoriche quattro cinquecentesche 
per una nuova teoria del restauro, 
un contributo alla ricollocazione originaria e museale
Roberto Concas
Premessa Le nostre letture di opere d’arte, come di altre

D
rappresentazioni artistiche, rimane comunque
a lunghi anni procedo in uno studio
una lettura “post quem”, con tutto ciò che ne
sulle opere pittoriche del Quattro-Cin-
consegue e con le stratificazioni, storico, cultura-
quecento con una particolare attenzio-
ne alle soluzioni di rappresentazione artistica li ed interpretative che si sono succedute in que-
impiegate dagli artisti e dissimulate tra forme, sti 2.500 anni che ci dividono, nello specifico, dai
colore e racconto. 1  
Leoni di Sulky.
La ricerca, nel solco della semiotica e della In questi decenni di ricerca, in estrema sintesi,
psicologia della percezione, si muove tra letture ho trovato le chiavi di lettura per “entrare” nel
iconografiche, iconologiche, ma principalmente vero racconto e rappresentazione di un’opera
sull’interpretazione della metrica, degli artifici d’arte, come uno spettatore del tempo partecipe
tecnici artistici che conducono lo spettatore lun- della rappresentazione artistica, oltre quello che
go il racconto dell’opera. 2  
appare. 5 

Nell’obiettivo più generale di una nuova teo- Tuttavia affinché queste “chiavi di accesso”
rizzazione del restauro e della musealizzazione non diventassero, a loro volta, soggettive e sug-
la lettura delle opere d’arte è stata condotta con gestive interpretazioni, l’impegno è stato quello
il massimo rigore, cercando di eliminare ogni di- di ricercare informazioni e dati, comprovabili
sturbo o condizionamento pregiudiziale, anche dalla regola, per cui il dato scientifico si ottiene,
solo semantico, peggio ancora se derivante dal esclusivamente, dall’osservazione e dalla consta-
cosiddetto immaginario collettivo. 3   tazione della ripetitività del fenomeno. 6  

La ricerca e l’evidenziazione di sequenze di da- Il concetto filologico più generale di questa


ti oggettivi è finalizzata a proporre nuovi metodi ricerca è riassumibile in uno schema nel quale
di lettura e interpretazione delle opere d’arte, emerge che l’opera d’arte, altro non è che, uno
come detto, nel solco della semiotica dell’arte, « strumento di rappresentazione del pensiero fi-
 

della percezione psicologica e nella necessità di losofico » dove l’artista diventa tramite (abile e
 

superare visioni ormai troppo condizionate da colto quanto lo si vuole), di una volontà espressa
una formazione culturale stratificatasi nel corso da una committenza.
del xx secolo ed ancora in questo primo scorcio La sintesi espressa nella successiva formula di-
del duemila. 4   venta esemplificativa :  

1  Roberto Concas, anteprima risultati sul retablo di San- 4  La nostra formazione culturale e professionale, di stori-
t’Eligio Pinacoteca Nazionale Cagliari ; l’« Unione Sarda »,
     
ci dell’arte o archeologi, paga il grande impegno di dare alle
« La Nuova Sardegna », « Il Giornale di Sardegna », 11-12- 13
       
materie ruolo e dignità scientifica, questo immane lavoro,
novembre 2007, sito web mibac, 2007-2009. cui va dato grande merito ai nostri maestri, ha tuttavia la-
2  Per analogia vale uno studio analitico di un film, dove sciato condizionamenti ed impostazioni di studio, lettura ed
si valuta, il racconto, l’espressione ed il coinvolgimento se- interpretazione delle opere d’arte che oggi devono essere
mantico, ma anche il montaggio, la scansione ritmica, le necessariamente superate.
inquadrature, la musica, le luci, la sceneggiatura, gli arredi, 5  Entrare nell’opera è il termine più appropriato, in quan-
per scoprire, trucchi, soluzioni di racconto, censure ed ogni to gli artisti dipingono o scolpiscono, veri e propri “spazi fi-
altro strumento di rappresentazione impiegato. sici” nei quali lo spettatore può idealmente posizionarsi per
3  Un immaginario collettivo dove l’espressione ed il pa- osservare la scena che viene rappresentata.
thos della raffigurazione di un santo o di un antico reperto, 6  Ripetitività del fenomeno inteso come ricerca delle so-
emozionano lo spettatore, trasmettendoli “valori” che di- luzioni tecniche e di rappresentazione ripetute nel fare arti-
ventano “assoluti” e per i quali, solo certe opere, vengono stico e nei meccanismi di percezione psicologica.
considerate d’arte, oppure il reperto archeologico, antico e
originale, perché consunto, ingiuriato dal tempo, somma-
riamente realizzato.
 roberto concas
te, impiegata quale efficacissimo strumento nella
committenza + artista + società + spettatore rappresentazione del pensiero politico, teologi-
+ tecnica della comunicazione artistica = co, filosofico, economico e sociale del tempo.
opera d’ arte = strumento di La metodologia di analisi elaborata sui retabli
rappresentazione del pensiero filosofico 7  

pittorici quattro-cinquecenteschi, per avere i ne-


Il metodo di indagine applicato per la ricerca del- cessari riscontri di attendibilità ed applicabilità è
le composizioni metriche sui retabli e sulle ope- stata indirizzata in ambito archeologico, e verso
re del Quattro-Cinquecento, trova, peraltro, un i maestosi Leoni di Sulky, 10 anche perché si igno-
 

ben più autorevole riferimento in Leonardo da rava totalmente e rimaneva misteriosa la loro
Vinci, che scrive : « Non mi legga chi non è ma-
    reale funzione. 11  

tematico nelli mia principi » (Trattato di Pittura,


  Pertanto sono stato catturato dall’interesse per
1498 c.a). 8  la civiltà Fenicia 12 che ha fatto della scultura, del-
 

Questo concetto di pensiero matematico è l’architettura, della pittura, della ceramica e dei
una delle più importanti chiavi di lettura delle preziosi monili in oro, uno straordinario mezzo
opere d’arte, tuttavia è bene precisare che non di comunicazione mediatica, per rappresentare
è stato interesse della ricerca trovare quanto, in il proprio pensiero filosofico. 13  

gran parte noto, cioè, che esistono metodi come La ricerca viene illustrata in questo articolo,
la sezione aurea, la prospettiva, la geometria e necessariamente e volutamente, scarno di infor-
la simbologia, ma come questi strumenti sono mazioni bibliografiche o di altre citazioni, 14 po-  

stati impiegati e sopratutto perché, per quale più chissime e brevi sono altresì le escursioni storico,
profonda ragione, distinguendo queste volontà filosofiche e stilistiche, e praticamente nessuna
dal resto dell’impalcato costruttivo derivante da specifica volontà di attribuzione o datazione, ma
metodi comunemente impiegati. 9   una interpretazione aperta, sostenuta e rigida-
Esistevano negli artisti ma prima ancora nella mente indirizzata dal rigore della fondatezza dei
committenza regole ferree di comunicazione e risultati.
per queste, strumenti operativi come la sezione Un percorso di ricerca obbligatoriamente ri-
aurea o divina proporzione, guidavano la comu- strettissimo, difficile e colmo di insidie, nel quale
nicazione semantica e semiotica dell’opera d’ar- si incontrano molti “canti di sirene” 15 e dettati
 

7  Lo strumento di rappresentazione del pensiero filosofi- applicata per l’interpretazione del tempio fenicio nominato
co, può identificarsi in un’opera d’arte, un’architettura, un K dagli archeologi, edificato nell’area di Tharros, con risul-
canto, un opera lirica, un poema. In contesti di raffronto tra tati altrettanto stupefacenti.
forze opposte, un esercito armato e schierato, rappresenta, 11  Paolo Bernardini, I leoni di Sulci, Sassari, 1988.
con chiarezza, il pensiero filosofico del potere e della società 12  Ritengo doveroso rimarcare, anche in questa sede, il
che lo sostiene (= Committenza), mentre i generali e i suoi merito del compianto prof. Ferruccio Barreca, come docen-
ufficiali (= Artista e i suoi aiuti) con abilità e tecnica militare te e Soprintendente, per aver intuito e sostenuto la rilevanza
distribuiscono le truppe, secondo precisi schemi (= tecnica delle ricerche sulla cultura fenicia in Sardegna.
della comunicazione artistica) definendo i diversi gradi di 13  Altri e più autorevoli ricercatori potranno parlare cer-
aggressività potenza, sicurezza, (= semiotica e comunica- tamente meglio di questa civiltà in termini più completi di
zione artistica). Una lettura ed una interpretazione corretta quanto non possa fare io che affronto il tema da Storico del-
dello schieramento predisposto può avvenire da parte di un l’Arte che verifica una metodologia di ricerca.
altro tecnico militare (storico dell’arte – Archeologo) capace 14  Prevale in questa ricerca il risultato e la sua dimostra-
di “decifrare” le tecniche usate, comprese quelle della simu- zione, essendo praticamente impossibile riassumere o citare
lazione, del mimetismo, della eventuale contro simulazione. gli studi, le metodologie, la infinita bibliografia sulla inter-
In parallelo lo stesso procedimento di analisi serve per deci- pretazione di un opera d’arte e sulla comunicazione par-
frare un’opera d’arte, con una lettura tecnica e semiotica. tendo da autorità come Umberto Eco, Cesare Brandi, Gillo
8  Leonardo avverte il lettore del suo trattato di pittura, Dorfles, Giulio Carlo Argan, Ernst Gombrich e Carlo Lud-
con un’affermazione, apparentemente paradossale, preci- ovico Ragghianti. Una nota tuttavia spetta doverosamente
sando che la matematica, la geometria, la metrica, sono “la all’opera di Gombrich che, controcorrente, ha sostenuto un
chiave” di comprensione di un opera pittorica. Non già o concetto di rappresentazione artistica legata alla percezione
solo i buoni sentimenti, l’iconologia, l’iconografia, le forme psicologica, un percorso obbligato che pone in giusto rap-
e i colori, ma il concetto dell’ordine filosofico matematico, porto la sorgente (l’opera d’arte) con il ricevente del mes-
come strumento dotto per rappresentare una cultura, una saggio, (lo spettatore) dando alla tecnica artistica il ruolo di
civiltà, in pittura come in tutte le “Arti” e poi nell’ordine tramite per la trasmissione del pensiero. Conoscere, quella
della vita. che oggi chiamiamo psicologia della percezione, ha consen-
9  Questa ricerca mutua le metodologie della metanali- tito all’artista di impiegare strumenti adeguati, innovativi,
si o più semplicemente impiega la regola aurea, non solo capaci di superare la soglia di una percezione distratta per
giornalistica, delle cinque domande o sinteticamente delle catturare l’attenzione e portare lo spettatore all’interno del
5W : Who (Chi ?), What (Cosa ?), When (Quando ?), Where
       
racconto rappresentato nel dipinto, nell’architettura o nella
(Dove ?), Why (Perché ?), a cui bisogna aggiungere una sesta
   
scultura.
domanda (Come ?).  
15  Tra i vari richiami rassicuranti ed accattivanti emergo-
10  Quasi contemporaneamente la stessa metodica è stata no, ad esempio, i numeri e la numerologia, la sezione aurea,
i leoni di sulky 
dogmatici, evidentemente da non ascoltare, 16  
Cosa significano ?  

pena la totale perdita dell’orientamento o l’in- Per i frequentatori del calcolo informatico è fa-
gresso in un contesto, infinito, di discussione e cile risalire al fatto che si tratta di un cosiddetto
teorizzazione senza sostanziali conclusioni. “codice binario”, ma poi a seguire, bisogna deco-
Il dato oggettivo significa, ad esempio, supe- dificarlo, definire che si tratta di una stringa 21 e  

rare quanto l’opera d’arte ci comunica seman- ancora che rappresenta un numero : 1600.  

ticamente, oppure più in generale, cosa ci ram- Una volta tradotto il “1600” cosa significa ?  

menta il periodo ed il contesto sociale che l’ha Il percorso diventa complesso, si fanno ipotesi,
prodotta ; se si parla dei Fenici, oppure del Ro-
 
si tratta di un anno, di un periodo storico, di un
manico, ovviamente, la nostra mente attinge nei numero di automezzi, di denaro ?  

ricordi e nella comunicazione che ci hanno illu- In pratica una comunicazione in codice bina-
strato studiosi, storici e ricercatori, costruendoci rio ci porta verso analisi differenti o comunque
per l’appunto un immaginario collettivo. Questa ci rallenta (consentendoci di riflettere) invece di
rappresentazione che la nostra mente elabora, elaborare (troppo) velocemente con la mente,
spesso anche in quelle fortemente strutturate quell’immaginario collettivo, che per noi storici
dei ricercatori, nei fatti condiziona, indirizza, de- dell’arte, il 1600 consiste automaticamente, in un
via o blocca, non solo la corretta interpretazione periodo storico caratterizzato dal Barocco, con
ma anche la stessa visione di un’opera d’arte. forme curvilinee, spettacolarizzazioni, ardite
In psicologia si parla di percezione corticale 17  
prospettive sceniche e poi Caravaggio, Bernini,
applicabile anche per la lettura di un opera d’ar- Borromini. 22  

te, dove più facilmente si intersecano molti altri Un percorso di elaborazione che parte dunque
messaggi, “subliminali” ?  
e in buona misura, precostituito e “ingabbiato”
Come Storici dell’Arte o Archeologi, è nostro su precisi schemi 1600 = Barocco.
compito ricercare condizioni oggettive di inter- In realtà perché tale diventi, nella logica della
pretazione intervenendo con un analisi semio- ricerca scientifica, il dato dovrebbe invece ave-
tica 18 come supporto tecnico per superare una
 
re altri oggettivi riscontri, ad esempio un’altra
lettura semantica, 19 la simbologia della comuni-
 
sequenza di numeri binari 01100010 01100001
cazione artistica, ed altre componenti di “distur- 01110010 01101111 01100011 01100011 01101111 = Ba-
bo” della visione. 20  
rocco.
Per una più completa comprensione, un inte- Viceversa se ipotizziamo di avere un’infor-
ressante parallelo, per la lettura ed il metodo di mazione parziale 23 ad esempio una sequenza
 

interpretazione, potrebbe venire da questa serie 01100010 01100001 01110010, decifrata ci darebbe
di numeri : 00110001 00110110 00110000 00110000.
 
come risultato : Bar.
 

la geometria euclidea, le forme simboliche ed i simbolismi, con l’interlocutore. La semiotica contemporanea si identi-
ed altri contesti stilistici, solitamente appaganti, per una co- fica nelle opere di Charles Sanders Peirce (1839-1914), Ferdi-
municazione scientifica, culturale, filosofica, anche colta, nand de Saussure (1857-1913), Roland Barthes (1915-1980) in
ma che nulla o poco avrebbe aggiunto. Italia Umberto Eco con la semiotica interpretativa.
19  Della semantica pongo in evidenza quella componente
16  Non ascoltare non significa non conoscere o non voler espressa da F. de Saussure, sul carattere arbitrario del signi-
capire le ragioni altrui, o ancora non seguire qualche utile ficato e sul fatto che ogni significato viene definito solo in
suggerimento, ma in questa ricerca come in quella sulle ope- rapporto ad altri significati nell’ambito di un sistema. Usan-
re del 400-500, ha significato seguire coerentemente la propria do l’esempio del telefono, lo stesso semplicemente : squilla.
 

strada (metodo) senza, ad esempio, le “interferenze di siste- Per capire perché squilla è necessario mettere in relazione di
ma” che “impongono”, quasi esclusivamente, ricerche compi- significazione il processo di comunicazione, che muove dal-
latorie, con ordinamento crono iconografico, iconologico, bi- la condizione materiale (telefono) attivando così l’indagine
bliografico, storico, documentario, archivistico, comparativo. metodologica della semiotica.
17  La percezione corticale “Protopatica”, carica di conte- 20  I disturbi sono le informazioni e le stratificazioni cultu-
nuti emozionali, stimola i recettori verso una sensazione, rali e sociali che non ci consentono di guardare oltre.
mentre la percezione “Epicritica” analizza e decodifica un 21  Stringa è una sequenza di caratteri impiegata nei lin-
messaggio. guaggi di programmazione informatica, composta dai byte
18  La semiotica è una disciplina che studia i fenomeni di con codifiche ascii, Unicode, C. La stringa ha soluzioni di
significazione e di comunicazione (la significazione è ogni propria rappresentazione per comunicare l’inizio ed il ter-
relazione che associa una condizione materialmente esi- mine della stessa, mentre nel linguaggio Java la stringa non
stente ad “un qualcosa” di assente. Esempio : se squilla il
 
è modificabile, per mantenere sempre l’informazione ori-
telefono (condizione materiale) si attiva un processo (condi- ginaria.
zione assente) di comunicazione, derivante da una relazione 22  Per un archeologo il 1600 potrebbe, più naturalmente,
di significazione : qualcuno ci chiama. Pertanto riconosciamo
 
riferirsi al xvii secolo a.C. ed alle testimonianze del tempo.
la suoneria, guardiamo il display, vediamo chi è, valutiamo 23  Informazioni parziali come spesso capita nelle opere
se rispondere e come rispondere, ci mettiamo in relazione d’arte e nei reperti archeologici.
 roberto concas
A questo punto perché, la stringa informazio-
ne, diventi Barocco anziché Barcellona, il percor- I Leoni di Sulky
so necessita di ulteriori informazioni aggiuntive
Gli strumenti utilizzati per questa ricerca sono
e di riscontri oggettivi anche se l’opera che ve-
molteplici, alcuni sono semplici da indicare
diamo mostra tutte i riferimenti stilistici di quel
come, una squadra, un metro, un compasso ed
periodo.
un filo a piombo, altri sono tecnologicamente
Ma la stessa opera rappresentava il Barocco o
più avanzati e sofisticati, come l’elaborazione di-
Barcellona in età Barocca ?
gitale della computer graphic e del cad, sostenu-
 

Senza andare oltre, questo breve esempio di


ti da un percorso di studio, di approfondimenti,
metodologia, riferita al codice binario, si può
di letture, lungo almeno tre decenni.
obiettare che ricalchi le già applicate regole del-
Per ottenere i risultati è necessaria molta umil-
la ricerca scientifica, tuttavia può essere un ul-
tà, la capacità di osservazione, il rispetto e l’at-
teriore utile esempio per capire come pensiero,
tenzione per capire, in un opera d’arte, quello
semantica, simbologia, formazione culturale,
che in realtà esiste, ci condiziona nella visione,
percezione psicologica, si intreccino offrendoci
ma non si vede o non si decifra facilmente, quei
modelli precostituiti, nei quali troviamo sicurez-
messaggi e quelle simbologie forse familiari per
za, memoria, “adagiandoci”.
la gente del tempo, ma per noi non più comuni
Pertanto l’indagine non dovrebbe arrivare a
o la cui lettura viene fortemente “disturbata” da
conclusioni “mediate” solo dalle nostre sovra-
approcci di visone non corretti, o più semplice-
strutture culturali, è invece necessario interpre-
mente deviati dalle nostre sovrastrutture cultu-
tare i messaggi senza schemi od ottiche preco-
rali e dalle metodologie di studio dell’archeolo-
stituite e l’esempio sul codice binario 24 potrebbe
gia e dell’arte ormai obbligatoriamente datate.
 

essere utile per illustrare le insidie di una ricerca


Nelle opere d’arte ed architettoniche, anche
che deve oggi, necessariamente, superare la pre-
se talvolta sono molto complesse da estrapolare,
supposta ovvietà, 25 disarticolando attentamen-
esistono scansioni metriche e segnali posturali,
 

te le informazioni 26 per ripartire dalle radici, (il


cromatici o virtuali 27 rivolti allo spettatore, 28
 

   

pensiero che muove la rappresentazione artisti-


con funzione di richiamo dell’attenzione, (guar-
ca) senza per questo uscire da un indispensabile
da qua) di direzionalità, (sposta la visione verso)
rigore metodologico, verso mete non definite.
di sosta, (guarda, fermati per un certo tempo e
rifletti sull’insegnamento) proposti tra segni,
cromie e forme più o meno palesi, linee costrut-
tive, armonie compositive.
Nelle sculture e nei dipinti i segnali, rivolti al-
lo spettatore, di richiamo, direzionalità e sosta
per la visione dell’opera, sono dissimulate nella
composizione metrica, nelle cromie e principal-
mente nelle posture delle figure raffigurate.
In architettura le lunghe fughe ottiche dei
tempi greci, venivano “corrette” curvando i ba-

24  Il Codice Binario, come tutti i codici, necessita di un pertanto la traccia più interessante di identificazione della
decodificatore, senza il quale la comunicazione tra due sog- originaria informazione e non già il computer “semplice”
getti diversi non può avvenire, basta pensare oggi ai codici, terminale.
semplici e molto diffusi, che vengono usati negli sms : tvb,
 
27  Virtuali perché, quasi sempre, non appaiono con se-
ta. Questi messaggi devono essere tradotti e ricondotti al gni o disegni che è possibile indagare con strumenti della
loro originario significato : ti voglio bene, ti amo, etc. Ma se
 
diagnostica artistica, ma come vedremmo sono volontà e
sbagliamo contesto, periodo storico, tvb potrebbe significa- strutture che si manifestano nella pienezza della comunica-
re : terribile virus batteriologico, ta, trattamento antibatte-
 
zione artistica dell’opera d’arte.
rico, ancora con una lettura romantica, tvb tenera virtuosa 28  Lo spettatore, il pubblico è, in assoluto, la chiave di in-
bellezza. Immaginiamo il tutto con quale risultato. terpretazione più rilevante in questa ricerca ed in quella sui
25  Insegnamenti e metodi di ricerca applicati più diffusa- retabli pittorici, sull’argomento oltre all’intera bibliografia
mente. di E. Gombrich, richiamerei l’attenzione sull’Enciclopedia
26  Il codice binario è, di fatto, una sostanziale disartico- di Storia dell’Arte Italiana di Einaudi editore del 1979, in par-
lazione di una informazione (leggasi : rappresentazione ar-
 
ticolare il secondo volume “l’Artista e il Pubblico” nel quale,
tistica) che per essere veicolata più facilmente viene trasfor- esattamente 30 anni fa, possiamo rileggere un dibattito cul-
mata come sequenza numerica composta da 0-1 che forma turale che esprimeva valori e valutazioni di altissima levatu-
una stringa che verrà elaborata da un sistema informatico ra, ma credo purtroppo, mi sia consentito alla luce anche di
(leggasi : opera d’arte) per rappresentarla al fruitore (leg-
 
questo lavoro, solo parzialmente ascoltate e seguite a favore
gasi spettatore davanti all’opera d’arte). La stringa diventa di altre e più “appaganti” percorsi di ricerca.
i leoni di sulky 
samenti, oppure nelle basiliche paleocristiane, tonici nel corso degli anni nell’attività svolta, af-
allargando la pianta in prossimità dell’abside per fianco a colleghi architetti ed ingegneri, alla So-
avvicinare idealmente il fedele all’altare. printendenza ai Beni Ambientali, Architettonici,
Inoltre per poter meglio interpretare un’opera Artistici e Storici di Cagliari.
d’arte, è di fondamentale importanza individua- Ho saputo dei Leoni di Sulky in occasione
re quale rappresentazione del pensiero filosofi- della mostra internazionale sui Fenici allestita a
co, quale contesto religioso, politico, filosofico, Venezia nel 1988 a Palazzo Grassi ; 31 a distanza
   

economico, propone la stessa opera d’arte, in di anni ho potuto rivederli ed osservarli attenta-
mancanza è necessario attenersi maggiormente mente e molto da vicino. La sensazione è stata
ai dati ed alle informazioni oggettivamente ri- forte, forse perché mossa da una conoscenza
scontrabili direttamente nell’opera. meno superficiale che in passato, forse perché il
Per avere ulteriori riscontri di questo metodo contatto ravvicinato sollecita un interesse mag-
di indagine sulle opere rinascimentali, l’obietti- giore di conoscenza.
vo è stato, non senza qualche timore, quello di Stupendi, mi si consenta un linguaggio molto
spostare l’attenzione e l’applicazione verso ope- personale, ma sono maestosi e realizzati con una
re d’arte e di architettura distanti per epoca e per tecnica scultorea raffinata, anche se sostanzial-
cultura. Non si tratta di un cosiddetto “salto nel mente trascurati dagli stessi studiosi e dal pub-
vuoto”, anche perché, come detto, esiste un’am- blico. 32
 

pia letteratura e documentazione sulle costru- Ho chiesto ala collega della Soprintendenza ai
zioni metriche e simboliche delle opere d’arte. 29  
Beni Archeologici, Carlo Tronchetti, dove fosse-
Per la ricerca e l’interpretazione di questi, se- ro stati ritrovati, in che posizione, in che sito, a
gnali, segni e metodi simbolico costruttivi « mi-  
cosa erano destinati, da dove venivano e persino
steriosi e nascosti » 30 i “Leoni di Sulky” per la lo-
   
il nome dell’artista. Tronchetti, con molta cor-
ro non svelata funzione, si manifestavano come tesia e dopo qualche informazione, insieme ad
un’affascinante occasione e, tali si sono rivelati alcuni “non si sa”, tipici della prudenza degli ar-
dando un ottima condizione di controprova po- cheologici, mi ha invitato a leggere e “studiare”
sitiva per l’innovativo metodo di indagine (Ta- quanto altri avevano scritto sui leoni, primi fra
vola 1, 1a, 1b, 1c, 1d, 1e, 1f). tutti Paolo Bernardini e Piero Bartoloni.
I Fenici e l’archeologia, come storico dell’ar- Ho letto avidamente tutto quello che era pos-
te, non sono certo il mio campo di studio, chie- sibile di pertinente. Bernardini 33 nel suo testo
 

do pertanto venia ai miei colleghi ed amici ar- offre un’inquadratura complessiva e di ampio
cheologi per questa “intrusione”, e date le non respiro sulla collocazione storica, sulle tipologie
profonde conoscenze archeologiche ho cercato stilistiche di confronto che attestano alla metà
di supplire con la metodologia, sia nell’indivi- del vi sec. a.C. i due leoni.
duazione della soluzione stilistico-compositiva Questo onere, di attribuzione storico e stilisti-
che tecnico-costruttiva, rifacendomi, per queste ca, lo lascio comunque volentieri agli archeologi,
ultime, a quanto osservato nei restauri architet- ai quali, tuttavia, offro i risultati di questa ricerca,

29  Sarebbe lungo riportare le teorie ed i riscontri geome- que così nascosti e misteriosi non sono, anche se non sono
trico-matematici applicati al mondo dell’arte. Per stare nel- altrettanto semplici da individuare, principalmente in termi-
l’ambito storico a cui ci riferiamo, già a partire dal vii sec. ni certi e riscontrabili da tutti.
a.C., i greci definirono gli ordini architettonici ed i principali 31  Vedere Catalogo Mostra a Palazzo Grassi, Venezia, I
tipi di scultura come il Kùros, con il peso equamente diviso Fenici, Milano, 1988.
tra le due gambe, ed ancora le ceramiche idealmente rac- 32  La mancata o modesta attenzione verso i leoni di
chiuse in un quadrato con rapporto 1 :1 oppure in un rettan-
 
Sulky potrebbe avere una ragione filologica e culturale mol-
golo con rapporto 1 :618. Policleto nel 450 a.C. supportò la
 
to profonda, che trova spiegazione anche in questa ricerca,
sua scultura del doriforo con un saggio teorico, dove enuncia e che affonda le proprie radici negli insegnamenti e nelle
il tema della classicità, illustra il rapporto ideale nella figura metodologie di letture del patrimonio culturale ricevuti nel
umana con la testa che deve risultare 1/8 dell’altezza e teo- corso del xx secolo. L’antico, l’archeologico, specie nella
rizza che la distanza da terra dell’ombelico corrisponde alla nostra isola, è tale ed è “veramente antico” se “rustico”, ro-
sezione aurea. Armonia, geometria, rapporti, matematica, vinato, sbozzato, scrostato, ingiuriato dal tempo ; viceversa
 

proporzioni sono, nella conoscenza del nostro anonimo un’opera levigata, un monumento “perfetto”, progettato e
autore dei leoni di Sulci, un percorso artistico connaturato realizzato con abile maestria e pensiero filosofico, come il
nell’uomo, teorizzato e magnificato da autorevoli filosofi pozzo di Santa Cristina di Paulilatino (Or), o gli stessi leoni
ed artisti come Leonardo, che nel suo Trattato della pittura di Sulky, non rientrano facilmente in questo immaginario
iniziò con una frase significativa : Non mi legga chi non è mate-
 
collettivo, anzi, talvolta, vengono visti con forte sospetto di
matico nelli mia principi. autenticità.
30  Le virgolette evidenziano il fatto che con questo me- 33  Paolo Bernardini, I leoni di Sulci, Sassari, 1988.
todo di ricerca, questi segni e le formule impiegate, comun-
 roberto concas
stimolata anche da una domanda, sino ad ora, ri- ai classici metodi di indagine per comparazio-
masta insoddisfatta : dove, e principalmente, co-
 
ne con opere coeve, ante o post quem. Valgono
me dovevano essere disposti in origine i leoni ?  
come primissimo elemento le misure, e non già
La domanda viene sollecitata ed indirizzata od esclusivamente quelle riferibili al rilievo del-
anche dalla osservazione dell’inconsueto profilo l’opera, ma le misure originariamente impiegate
posto nella cornice posteriore del riquadro che per la metrica costruttiva e filologica dell’opera
sormonta su tre lati i leoni ; scolpita con cura, la
 
d’arte. 35 

cornice appare come le classiche composizioni Sono infatti le misure “interne” che è necessa-
geometriche che prevedono la cosiddetta com- rio individuare per capire l’opera d’arte o l’archi-
penetrazione dei solidi. Un pilastro romboidale tettura, è spesso sono tutt’altro che semplici da
che si innesta su corpo quadrangolare, forma individuare in quanto risultano confuse con altri
complicata in alto, da una incisione profonda schemi costruttivi, oppure mimetizzate o nasco-
della pietra che disegna un angolo. ste dal sovrapporsi di pensieri filosofici, espressi
Ai leoni sono state date funzioni diverse, di con forme, simboli, metrica e semiotica.
portale con cardini incernierati proprio nelle
profonde scanalature, oppure di grandi braccioli La funzione statica strutturale
di un altrettanto imponente trono o ancora di
leoni eletti a ruolo di guardiani di un’area forti- I due leoni parallelamente disposti sono una for-
ficata. te tentazione ; rappresentano una condizione di
 

Sono ipotesi molto suggestive, sostenute con maestosità, di potenza, di forza, incutono timo-
cautela dagli stessi autori, ma soprattutto non re, reverenza, sono i guardiani per antonomasia,
suffragate da prove certe. così devono averli interpretati anche i romani
In generale l’informazione scientifica è restia quando li hanno posizionati sul fronte dell’are-
ad affermazioni su funzioni, uso dei reperti, na.
dei manufatti e delle strutture architettoniche, Osservando le due sculture si riscontra che i
il rigore scientifico deve giustamente prevalere leoni sono raffigurati nella stessa posizione e non
e quelli che valgono sono i fatti comprovati o già contrapposti come logica farebbe supporre.
comprovabili, perciò a questo cercherò corretta- Zampa sinistra avanzata, coda ritorta lungo il
mente di attenermi. posteriore sinistro accovacciato, zampa destra
I leoni, scolpiti in trachite bianca locale, so- perpendicolare all’architrave sormontante, in
no stati ritrovati nello scavo archeologico, posti sintesi una copia esatta (Tavola 2, 2a, 2b).
l’uno di fianco all’altro, ad una distanza di 2.80 L’iconografia più diffusa dei leoni ci riporta fi-
metri con alle spalle un muro bugnato, distante gure con una postura che privilegia un’azione di
dai leoni 40 cm. in un area edificata in età repub- movimento con zampe protratte in avanti, non
blicana tra il iii ed il ii sec. a.C. 34   solo ; anche in caso di figure umane o zoomorfe
 

Una sistemazione successiva alla realizzazione parallelamente disposte, prevale una tipologia di
scultorea dei leoni che poco ci racconta sulla lo- copie ripetute ; una tradizione che trova radici e
 

ro originaria collocazione e posizione, e che tut- riscontri nell’antico Egitto.


tavia ci fornisce un dato interessante, quasi ecla- Quanto detto può confermare l’ipotetica po-
tante, i romani, già al tempo non avevano capito sizione frontale e parallela dei due leoni, una
come “funzionavano” i due leoni di Sulky. posizione che tuttavia non soddisfa appieno,
All’avvio di questa ricerca, come unico dato principalmente per la già citata forma dell’incor-
di fatto, i due leoni e la loro particolare forma niciatura posteriore, che non trova giustificazio-
di incorniciatura posteriore ; da questo ed esclu-
  ne corretta con un inserimento perpendicolare
sivamente da questo si deve partire, per capire in una muratura (Tavola 3, 3a).
almeno come dovevano essere posizionati origi- Che funzione infatti avrebbe avuto questa cor-
nariamente. nice ?
 

L’applicazione metodologica richiede, neces- Non certo di sostegno intersecante di una mu-
sariamente, di partire dalla lettura analitica del- ratura perché, la stessa, si sarebbe interrotta ver-
l’opera, senza altri influenzamenti, riferimenti a ticalmente nell’incatenatura, perdendo irrime-
tracce stilistiche, epoche od altro riconducibile diabilmente in staticità e tenuta.

34  Ivi, p. 39. gombro o misure complessive dell’opera d’arte compreso


35  Un pentagramma musicale (dal greco penta, cinque il suo supporto, la cornice) mentre le note costituiscono la
e gramma, linea) può essere utile per illustrare metaforica- vera opera d’arte, e con la loro misura, metrica e scansione,
mente la metodica, dove il pentagramma è il supporto (in- è possibile capire e reinterpretare l’opera.
i leoni di sulky 
Non è peraltro ipotizzabile una posizione dei Le due zampe anteriori hanno quindi la possi-
leoni staccati dal muro, come pure sono stati tro- bilità di sorreggere un peso, una struttura, identi-
vati ; la mancanza di rifiniture del parallelepipe-
 
ca al pilastro nel quale si incastra posteriormente
do retrostante sembra escludere tale possibilità ;  
il leone, gli architetti e scultori fenici sviluppano,
la pietra risulta, anche in altre parti, come quella con grande abilità, un concetto di alleggerimen-
superiore architravata della cornice e nello stes- to degli elementi portanti, senza inficiarne la so-
so toro del basamento, decisamente meno rifini- lidità 37 (Tavola 4, 4a, 4b, 4c).
 

ta del resto della scultura. Il riscontro metrico puntuale dimostra così


Non rimane, di nuovo, che ripartire dalla for- che esiste la volontà di dare funzione di sostegno
ma e dalla incisione ad angolo retto sull’architra- e portata architettonica ai leoni ad alla cornice
ve che offre un suggerimento di non semplice che li sormonta.
interpretazione, ma risolutivo. Questa ulteriore scoperta ha spinto l’attenzio-
Partiamo con l’osservazione più attenta della ne verso la lettura più complessiva della fase rea-
forma complessiva del leone inquadrato e com- lizzativa delle sculture.
preso, su tre lati, da elementi, definibili architet- Con una lettura attenta è risultata più chiara
tonici, che svolgono una funzione di statica, nel la funzione statica della robusta cornice che rac-
sostegno a terra, con il toro sormontato da listel- chiude il pilastro e l’architrave sagomato, mentre
li e gola egizia, nel robusto pilastro e nella spessa la composizione scultorea e raffigurativa del leo-
architrave. ne, racchiusa dalle cornici, risulta di dimensioni
L’inquadratura massiccia e la postura dello più ridotte, è riconducibile ad un quadrato di cir-
stesso leone, suggerisce un’ipotesi costruttiva ca cm 136 x 136, una forma ideale che racchiude il
che prevede i leoni sormontati da un elemento “racconto figurativo” (Tavola 5).
decorativo o architettonico con funzione di con- Proseguendo nella lettura e nella disarticola-
trafforte per l’elevato, una forma od una figura zione delle informazioni costruttive dei leoni,
antropomorfa di una divinità o zoomorfa, che emerge con chiarezza geometrica anche la co-
avanza con una postura non dissimile da quella struzione della figura dei leoni : l’imponente e
 

degli stessi leoni e da altre riconducibili alla pro- maestoso busto dei leoni si scopre che è stato
duzione fenicia. 36  
“costruito” con due cerchi, quasi concentrici, 38  

La possibilità e sostenibilità di questa ipotesi che segnano il dorso ed il ventre degli animali
viene confermata dalla possente struttura por- (Tavola 6).
tante che incornicia i leoni e dalla postura degli Tralasciando per adesso altre valutazioni sti-
stessi, con il robusto insieme di collo e testa, la listiche e procedendo con un’analisi sistematica
zampa sinistra avanzata che giustifica, con l’incli- dell’insieme architettonico-scultoreo, il dato as-
nazione, l’iconografia complessiva di una figura soluto riguarda l’uso di una geometria costrutti-
che sopporta le forze di scarica pseudo-dinamica va, certamente anche simbolica come vedremo
che proverrebbero da una possibile forma sovra- in seguito, impiegata dallo scultore, 39 e che con-
 

stante, mentre il carico ortostatico verrebbe inve- ferma la distinzione di funzione tra la compo-
ce sorretto dalla zampa di destra, scolpita dritta e nente zoomorfa della scultura e quella architet-
quasi perpendicolare alla robusta architrave. tonica.
La postura dei leoni con la zampa sinistra avan- Proseguendo si osserva che la scanalatura a
zata, evidenzia dunque una sua funzione archi- forma di V, scolpita sulla sommità architrave,
tettonica di scarica di pesi strutturali sovrastanti, con una profondità di circa 8-10 cm, rispetta inve-
una prova immediata viene con una misurazio- ce la forma dell’angolo retto, 40 riscontrabile con
 

ne, con la quale si evince che le dimensioni delle la classica squadra da muratore (Tavola 7, 7a).
due zampe anteriori assommate corrispondono, Sottostante all’incisione, in una osservazione
sostanzialmente, alle dimensioni del pilastro po- dall’alto, si percepisce meglio la forma a pilastro
steriore. che sorregge l’architrave sovrastante il leone,

36  Vedi l’altorilievo egittizzante raffigurante Asarte di esegue un opera che ha una sicura, forte e curata progettua-
Sulci, presso il Museo Archeologico di Cagliari. lità voluta da una committenza altrettanto forte.
37  Per vedere soluzioni così ardite dobbiamo attendere la 40  È interessante notare come dalla visione diretta ed
scoperta gli archi rampanti, delle guglie gotiche e poi, nel- anche dal modello e dalle fotografie, la nostra percezione
l’era proto industriale, il ferro forato per alleggerirne il peso visiva ci restituisca un solco a forma di V, mentre nei fatti si
senza inficiarne la resistenza. tratta di un solco ad L scolpito ad angolo retto ma orientato
38  Nella ricostruzione emerge un leggero disassamento diagonalmente. Questa osservazione conferma, ancora una
del punto in cui viene centrato il compasso. volta, la nostra “difficoltà” per una corretta valutazione di
39  Lo scalpellino o lo scultore che, più ragionevolmente, quanto percepiamo.
 roberto concas
seppure la stessa architrave appare, in qualche busti ; forma molto simile a quella che trovia-
 

misura, inficiata nella sua funzione statica, pro- mo attualmente nelle strutture cosiddette auto
prio dai profondi solchi. portanti, con montanti incisi con apposite sca-
Ipotizziamo pertanto che la cornice sia dav- nalature “femmina” nelle quali scorre una trave
vero un pilastro e riprendendo dall’angolatura “maschio” od un semplice reggi mensola ade-
a 90 gradi, già descritta, se assumiamo questo guatamente sagomato. 43  

dato come valore assoluto ed ipotizziamo una Nei leoni le condizioni sono leggermente di-
possibile collocazione delle due sculture, quasi verse e non è ipotizzabile lo stesso meccanismo
istintivamente, si ricava una posizione dei leo- di innesto, a scivolamento, per una ragione prin-
ni ai vertici di una possibile forma quadrango- cipalmente di peso e manovrabilità. Lo spirito
lare e, comunque, con vertice ad angolo retto, rimane tuttavia lo stesso, per questo indagando
un’ipotesi forse non lontana dalla realtà ma da ulteriormente, risalendo alle misure ed alle pro-
suffragare con prove nel proseguo della descri- porzioni, si manifesta una soluzione che rispon-
zione. de alle nostre domande e che sostiene una ipote-
Tuttavia stabilita ed accettata, filologicamente, si plausibile e comprovabile.
la posizione ai vertici come valida, la ricerca si è Nel tracciare una costruzione, come d’obbli-
rivolta alle motivazioni ed alle soluzioni tecniche go, partiamo dagli angoli per trovare l’allinea-
utilizzate per soddisfare questa possibile posizio- mento delle murature ; l’architetto traccia le
 

ne dei leoni nella struttura muraria. linee, ricerca l’angolo corretto, cioè a squadra,
La domanda a questo punto è : come si inseri-
 
stabilisce le quote e le livella, posiziona il filo a
scono i leoni nell’angolo della muratura ?  
piombo. Sono azioni dovute per la staticità del
Per dare una possibile e realistica risposta la edificio e trovano, nello spigolo e nell’angolo, il
ricerca si è indirizzata verso i conci della muratu- punto di riferimento geometrico architettonico
ra e verso il sistema di incatenamento d’angolo più importante.
degli stessi. Nel nostro caso questa funzione di spigolo e di
Il problema da risolvere è duplice e si pone tra incatenamento della struttura muraria, viene as-
le necessità di mantenere la statica dell’ipotetico solta proprio dai due leoni e l’attenzione ricade
edificio e la necessità di inglobare strutturalmen- inevitabilmente alla sagoma della cornice poste-
te i due leoni incorniciati. riore che diventa robusta e, insieme dissimulata,
L’angolo è il punto più delicato di qualsiasi ammorsatura d’angolo della muratura.
struttura architettonica, sostiene e regge le spin- Per ottenere un perfetto meccanismo di lega-
te delle fughe ed i cosiddetti venti delle muratu- tura della muratura l’architetto fenicio ha pro-
re, irrigidisce la struttura e diventa punto d’ap- gettato e realizzato un imprevedibile concio
poggio e scarica per le coperture e i solai. sagomato, (Tavola 8) che si incastra nelle mo-
L’incastro “a pettine” dei conci, nell’angolo danature chiudendo staticamente e struttural-
di una muratura, svolge una funzione statica di mente le pareti dell’edificio (Tavola 9).
grande importanza che ben conoscono gli archi- Una soluzione tecnicamente ardita, quanto
tetti od i “maestri di muro”, una funzione nota straordinaria, risolve la statica dell’edificio, la
anche ai costruttori fenici e ancora prima a quelli portata dei pesi e l’incatenamento della muratu-
egizi, nonché ai nostri antenati nuragici. ra, una soluzione strutturale che sarebbe stata,
Non legare adeguatamente la muratura signi- anche questa, più naturale con l’avvento del ce-
ficava crollo certo della struttura, come risolvere mento armato.
questo fondante problema costruttivo ?  
La rappresentazione dello spazio architetto-
La chiave della soluzione si trova, come spesso nico che si manifesta, allo spettatore, diventa
accade, sotto i nostri occhi, e precisamente nella straordinaria, maestosa, mentre l’insieme diven-
inconsueta struttura rombo-rettangolare del pi- ta estremamente ingegnoso e ricercato.
lastro che incornicia posteriormente il leone. I progettisti fenici calcolarono con attenzione
Osservando attentamente 41 si intuisce una
 
il sistema di incastro e le forze di carico dei pesi,
funzione del listello posteriore a forma rettan- ma forse ancora maggiore fu l’impegno stilisti-
golare, la stessa particolare forma, somiglia ad co e principalmente filologico, rappresentando
un sistema ad incastro, 42 ed anche di quelli ro-
 
la potente e, già allora, secolare simbologia dei

41  Dopo aver tolta la comunicazione scultorea zoomor- rettangolare, a sviluppo verticale che mantiene la sagoma-
fa del leone ed individuata le funzioni di architettura della tura sino ai due apici senza interruzione.
cornice. 43  Strutture esistenti negli scaffali metallici ed in quelle
42  Il sistema di incastro è intuibile nella forma a sezione dei piloni in cemento armato impiegate per strade e ponti.
i leoni di sulky 
leoni, come metafora portante della stessa archi- funerario di Amrit, del iii sec. a.C., riproposto
tettura. 44
 
nella ricostruzione da E. Renan 46 (Tavola 11).
 

La forza e la simbologia dei leoni, l’abilità co- Un’annotazione a parte merita il mausoleo pu-
struttiva architettonica, per rappresentare il pen- nico ellenistico di Bes, ampiamente ricostruito
siero filosofico di una civiltà che si accingeva a nel 1920, presenta una fortissima analogia stilisti-
fondare ed urbanizzare Sulky ed altri centri della ca, che tuttavia deve essere valutata con maggio-
Sardegna. Nelle popolazioni locali e negli stessi re attenzione. 47 I Leoni di Sulky rimangono co-
 

uomini conquistatori fenici, non dovevano sor- munque “concettualmente” molto più avanzati 48  

gere dubbi circa la potenza, l’abilità, la maestria, rispetto a quelle del mausoleo di Bes, che presen-
la determinazione della dominazione fenicia nel tano una postura delle zampe, perpendicolari ed
Mediterraneo, per questo, ogni strumento di rap- affiancate, il busto molto più rigido, ed ancora
presentazione, l’arte, la scultura, l’architettura, per il basamento privo del toro e della gola egizia.
l’abbigliamento, i gioielli, doveva essere realizza- Proseguendo nel percorso di analisi, qualora
to con la massima attenzione e nel rispetto delle tenessimo valida l’ipotesi del tempio a spillo o
volontà più generali dei governanti fenici. 45  
a torre, in questo complesso sistema una misu-
L’affascinante soluzione scultorea, architetto- ra pari ad una sezione aurea del leone, secondo
nica e stilistica svela la “misteriosa” funzione dei la seguente formula (136/0.618=220) ci offre una
due leoni di Sulky, posti “imperiosamente” agli misura di 220 cm, che può ragionevolmente di-
angoli di una muratura e di una architettura da ventare il lato della muratura o con la successi-
definire. va misura di sezione aurea di 356 cm l’altezza,
La ricerca a questo punto dal dato certo si in- con un ipotesi ricostruttiva, che mantiene, come
dirizza verso altre valutazioni e metodiche per unica prova sostenibile, la struttura portante dei
ipotizzare le possibili soluzioni architettoniche, leoni e dell’incorniciatura descritta, ma che non
la linea dell’edificio e, se possibile, la destinazio- ci è dato di poter supportare con altre prove in
ne d’uso. situ, se non quelle, in questa condizione oppor-
La metodologia dello studio comparativo vie- tuna, della logica e della comparazione. 49  

ne tuttavia indirizzata da un’altra ipotesi affasci- Capacità tecnica e filosofia, certamente gran-
nante è possibile che l’edificio contenesse quat- dissima abilità, tuttavia senza spostarci dallo
tro leoni ?  
stretto ragionamento, in questa fase è utile com-
Esistono rari esempi di architetture con i leoni pletare le informazioni tecniche ed evidenziare
o figure inseriti negli spigoli della muratura ; il  
che il concio di muratura potrebbe essere ricon-
mausoleo punico-ellenistico dedicato a Bes (Sa- dotto alle dimensioni totali di cm 44 x 68 x 44 di
bratha, Az Zawiyah in Libia) del ii sec. a.C., di altezza, una misura numericamente interessante
cui S. Moscati nel volume sui Fenici della mostra nei riscontri modulari dell’architettura in genere
a palazzo Grassi ne presenta anche una ipotetica ed anche in quella fenicia. 50  

ricostruzione (Tavola 10, 10a, 10b). Il concio veniva scalpellato per ricavare un in-
Altro riferimento il mausoleo punico-libico di castro secondo il modello disegnato di cm 17 x 11
Dougga in Tunisia, iii-ii sec. a.C. ; il monumento
 
x 22 x 44, 51 che riportava fronti di contatto dalle
 

44  Si potrebbe a lungo disquisire, sia per gli aspetti tecnici sentazione del pensiero filosofico, mentre per il monumen-
architettonici adottati che, sul più profondo significato filo- to di Sabratha si può parlare di un intervento di “maniera”,
sofico di questa precisa volontà di rappresentazione segnica di qualità (leggasi di pensiero) decisamente minore.
e simbolica : la potenza, la forza, la virilità, l’impenetrabilità,
 
49  Piero Bartoloni dopo aver esaminato le proposte di
la difesa, il monito ed ancora molti altri contenuti che po- questo lavoro, dall’alto delle sue conoscenze, sostiene e, ci
tranno essere materia per altri e più specializzati studi. si augura farà oggetto di altra pubblicazione, una soluzione
45  La rappresentazione del pensiero filosofico del tempo, che data i leoni nel momento di massima espansione dei Fe-
o meglio le tecniche artistiche di rappresentazione, costitui- nici nel Mediterraneo. Questa osservazione di Bartoloni che
sce quid dell’intera ricerca, tuttavia il discorso in queste sede non concorda con la soluzione del tempio a spillo, nei fatti,
si espanderebbe oltre misura e quindi l’evidenza della sco- rafforza la metodologia fin qui impiegata perché dimostra,
perta è più che sufficiente per dimostrare la tesi. ancora una volta, i rischi di un’applicazione del metodo di
46  cfr. op. cit. p. 49, 150. comparazione stilistica, anche laddove appare credibilmen-
47  Deve essere svolta un’indagine sulla metrica, sulla cor- te sostenibile e ragionevolmente comprovabile.
nice, sull’eventuale sistema di aggancio alla muratura, per 50  È una misura comune riscontrabile in centri come
un riscontro oggettivo delle condizioni di parallelismo e raf- Tharros e lo stesso S. Antioco, una misura che consente una
fronto stilistico. manovrabilità ed una modularità del concio, soprattutto di
48  La definizione di “concettualmente più avanzati” per i quei conci corti necessari per il pettine della muratura, ri-
Leoni di Sulky non va correlata con la datazione, (per questo conducibili a 35 cm circa nel lato orizzontale, una misura
posteriori o precedenti) la valutazione è di tipo semantico, che offre la giusta robustezza e scansione.
dalla quale tuttavia emerge, per i leoni di Sant’Antioco, una 51  Interessanti le ultime tre misure di 11, 22, 44, che diven-
interpretazione, molto più evoluta e sofisticata, di rappre- tano multiple di sé stesse, una condizione da non trascurare,
10 roberto concas
dimensioni riferibili a conci normali non sago- La struttura architettonica acquista in questo
mati, fermo alcuni millimetri di gioco necessa- modo continuità stilistica, ideale robustezza,
rio, sono misure accostabili con quelle del lato nonché cesura metrica che consente di recupe-
del listello rettangolare posteriore, (cm 44 x 17 x rare, anche nella muratura, una scansione ideale
156,5). segnata da un torello.
Squadrare il concio e prepararvi degli incastri
non era certo un problema per gli abili scalpel- Nel complesso il risultato è quello di un inge-
lini fenici o isolani ; la difficoltà, sempre che tale
 
gnoso e colto meccanismo geometrico architet-
possa realmente definirsi, è stata nel concepire tonico, un incastro perfetto ed abilmente dissi-
il perfetto meccanismo di incastro. La struttura mulato, in linea con l’impostazione altamente
muraria con questo sistema viene perfettamente scenografica che i leoni aggettanti verso l’ester-
concatenata e il concio non dimostra, malgrado no, sugli spigoli, offrono allo spettatore.
il dentello profondo nel lato più lungo 22 cm, al- Sembra chiaramente trasparire la volontà di
cun punto di debolezza strutturale. stupire : i leoni e forse anche la eventuale figura
 

Le spinte laterali vengono sopportate dalle antropomorfa sovrastante 54 invadono lo spazio,


 

facciate più lunghe del concio sagomato, a e d, spezzano le linee, moltiplicano l’impatto visivo
di 22 cm, coadiuvate dalle facciate B di 11 cm e C dell’insieme della struttura architettonica (Ta-
di 17 cm (Tavola 10). vola 14, 14a, 14b, 14c, 14d).
Il concio incastrato nella muratura ha una pos- Completa e supporta ulteriormente la tesi,
sibilità di movimento limitato, mentre le forze l’incastro scolpito con una incisione ad L prima
scaricano sulle facciate più lunghe evitando il ri- descritto, scolpito sulla sommità tra la cornice
schio di incrinatura della pietra e di rottura con pilastro e l’architrave, questa singolare sagoma-
la classica forma dello spicchio. 52  
tura consente di incastrare architettonicamente
Interessante nella ricostruzione risulta essere e strutturalmente, il pilastro di elevazione supe-
la vista interna dell’edificio, l’angolo della mura- riore della composizione architettonico- monu-
tura si identifica come un normale angolo retto, mentale, sempre con un meccanismo (maschio-
con i conci a filo che occludono totalmente il li- femmina) estremamente robusto e funzionale al
stello della cornice posteriore del leone. 53  
mantenimento dell’allineamento verticale (Ta-
L’attenzione e la cura per la finitura architetto- vola 15, 15a, 15b).
nica, non fine a se stessa ma come rappresenta- In pratica un pilastro, identico a quello nel
zione simbolica e significante del credo sociale, quale si incornicia il leone, trova appoggio ed in-
politico religioso e culturale in genere, spinge castro perfetto tra la scanalatura ed i conci supe-
l’architetto fenicio verso un dettaglio, tecnico riori, incatenandosi, ancora una volta con i con-
stilistico e rappresentativo, molto raffinato. ci seguendo il filo dello spigolo della muratura
Come ulteriore annotazione è interessante compenetrata con i leoni.
evidenziare che nel ricostruire il modello di in- La tesi e la dimostrazione non possono anda-
castro si è riscontrato che il basamento dei leoni re oltre o perlomeno personalmente ritengo la
presentava, su lati, una leggera smussatura, ap- comunicazione scientifica di questa componente
parentemente insignificante o casuale, ma che in costruttiva qui conclusa e riassumibile nell’inte-
realtà aveva la funzione, come detto, di favorire ressante soluzione di incastro, leoni con muratu-
l’angolo di attacco con il primo concio della mu- ra, con il primo giro dei conci modanati.
ratura, modanato. (Tavola 11).

per gli amanti dei numeri e di quanto “misteriosamente” e tura d’angolo, che alla vista dei meno esperti o forse anche
simbolicamente ruota loro intorno, una condizione più alla degli esperti, appariva non legata, anzi inficiata dall’innesto
portata dello scalpellino che metteva così a memoria più fa- dei leoni. Anche all’interno la vista della muratura doveva
cilmente la sequenza delle misure. apparire con due linee di conci affiancati ma non legati a
pettine, quindi apparentemente liberi e contro ogni regola
52  Se si avesse riscontro sul tipo di pietra impiegata, non costruttiva.
sarebbe difficile calcolare con precisione la resistenza alla 54  Questa annotazione non ha purtroppo riscontri se non
spinta ed alla rottura del concio, nonché i punti di maggiore nello sviluppo di un ragionamento, tuttavia non privo di
debolezza. Calcoli sommari con un ipotetico calcare locale, condizioni preliminari di comprovabilità visti i riferimenti
hanno e possono comunque dimostrare la buona se non ot- al tempio a spillo di S. Moscati.
tima tenuta del concio sagomato. 55  Rudolf Wittkower, La scultura dall’antichità al Nove-
53  Non ci è dato di sapere se l’ambiente fosse intonacato cento, Einaudi 1985. Le osservazioni di Wittkower segnano
o meno, in questo secondo caso possiamo anche immagi- un metodo di indagine ma anche i limiti nelle vedute e nella
nare quale stupore potesse suscitare questo tipo di mura- comprensione reale e completa delle stesse.
i leoni di sulky 11
Indagate le sculture con il metodo della sezio-
La costruzione stilistica ne aurea, ritroviamo le linee costruttive o meglio
Individuata la straordinaria soluzione scultorea i rettangoli delle sezioni auree che costruiscono
e architettonica, l’attenzione si sposta verso la l’impalcato anatomico della scultura. Geome-
lettura stilistica compositiva delle due sculture tria e geometria delle forme, rapporti, perfezio-
raffiguranti un leone, una lettura stimolata an- ne, misura, metrica, lirica e simbologia, sono i
che dalla necessità di sostenere e comprovare la componenti figurativi e teorici dei nostri leoni di
funzione di sostegno dei leoni. Sulky, dove tutto si ricompone armonicamente,
Come sono stati scolpiti i leoni, praticamente i numeri, le misure, le forme. 57  

simili in ogni dettaglio ?  


I multipli, nelle costruzioni dell’epoca ed an-
Le ricerche scientifiche sulle sculture, seppur cora di quelle precedenti e successive, sono un
numerose, non offrono ancora dati certi sulle fatto ricorrente, corrispondono nel cosiddetto
tecniche scultoree. Wittkower 55 ne ripercorre
 
“ordine delle cose”, nonché alle regole della geo-
la storia con una serie di osservazioni tecniche metria euclidea, di quelle apotropaiche di molte
di un certo interesse, ad esempio sull’uso degli convinzioni religiose.
strumenti, sul tipo di incisione ed anche sulle Gli ordini architettonici si basavano su regole
soluzioni di riproduzione in serie o da modelli precise, la misura, la metà, il doppio, il triplo, il
cartacei. modulo, la scansione, la bilateralità, sono con-
Altri autori hanno affrontato l’argomento tec- dizioni note ed usate con disciplina da millenni,
nico costruttivo, 56 ed una indicazione interessan-
 
regole forse connaturate con il dna dell’uomo.
te viene proprio dall’artista rinascimentale Leon La misura aurea dei leoni si può ipotizzare,
Battista Alberti che indica un metodo costrutti- come detto, in un modulo di cm 136x136 ricava-
vo : dimensio e finitio. L’Alberti ci offre anche in-
 
bile dal quadrato che incornicia i leoni, escluso
formazioni sugli strumenti, come l’Exempeda, il toro, 58 oppure una parte del basamento che si
 

una riga dritta modulare utilizzata per le dimen- presenta con un diverso trattamento della pietra,
sioni, affiancata da squadre da carpentiere, che meno rifinita e che fa pensare ad un suo interra-
consentiva di ricavare le dimensioni esatte del mento od inclusione in un pavimento.
modello. Per i dettagli anatomici veniva infine Di straordinario interesse sono le misure che si
usato il “definitor” uno strumento descritto co- ricavano tracciando, di volta in volta, i rettango-
me un disco nel quale viene fissato un righello li aurei in sottomisura e le diagonali, l’incrocio,
rotante nella cui estremità veniva legato un filo gli spigoli determinano gli angoli e le sembianze
a piombo. anatomiche del leone ; la formula “divina” con
 

Forse non erano dissimili gli strumenti degli il coefficiente dello 0,618, ci conduce passo do-
scultori nuragici, fenici o greci e prima egizia- po passo all’intero reticolo costruttivo, tuttavia
ni, che sulle misure e sulle proporzioni avevano sempre con alcune imprecisioni ed interruzioni
grande dimestichezza insieme ad un livello di delle sequenze.
teorizzazione altrettanto avanzato. Molte di queste misure e diagonali devono es-
Senza dover necessariamente approfondire sere ricondotte a pure risultanze geometriche,
detti argomenti, l’attenzione nella ricerca è stata ma in estrema sintesi è emerso che il busto dei
rivolta su due problematiche generali, la prima leoni viene ricavato con due semicerchi cerchi,
al fare artistico e la seconda a quella costruttiva leggermente disassati. In questa parte di analisi
delle sculture in copie. stilistica e semantica è possibile allargare il pen-
Per risolvere il primo aspetto ci viene incontro siero e dare ragione ai due cerchi completi che
la “divina proporzione” o meglio la costruzione potrebbero significare l’ideale inglobamento del
della forma secondo le regole della sezione aurea. leone con la muratura e la forma sovrastante,

56  Nel rinascimento grande importanza ebbe il trattato riferimenti emergono con una certa puntualità ma non con
del Leon Battista Alberti, De Statua, scritto negli anni continuità assoluta, è lo stesso problema verificatosi per i
’30 del Quattrocento, nel quale l’autore dà indicazione agli retabli o per la pittura rinascimentale, dove tuttavia, la pre-
artisti sulla necessità di uno studio profondo delle regole, cisione e la volontà è molto più marcata e precisa. Più in
della morale e della dottrina, rifacendosi a Plinio e Quinti- generale i valori vanno riferiti a metodi di indirizzi, pratici
liano. Più indietro nel tempo Teofilo, pseudonimo di un e filosofici, con alcune libertà interpretative da parte dello
monaco benedettino, scrisse tra 1110 e il 1140 il De diversis scultore.
artibus, un trattato in tre volumi nel quale illustra anche il 58  L’unità di misura di una rappresentazione pittorica
fare artistico dello scultore/architetto. o scultorea veniva abitualmente considerata al netto delle
57  Per quanto attiene la metrica, le scansioni dei rettan- cornici, delle decorazioni o degli eventuali sostegni.
goli aurei è necessario precisare che nei leoni di Sulky, detti
12 roberto concas
oggetti e strumenti di rappresentazione di un manifestata anche la volontà di una rappresen-
comune racconto. tazione virile che i due leoni assolvono nella raf-
Ricorrendo questa volta all’ampia letteratura figurazione zoomorfa con le zampe posteriori
sulla simbologia nelle opere d’arte, se tracciamo accovacciate, il busto sorretto dalle zampe an-
le diagonali del nostro quadrato aureo di 136 cm, teriori (pilastro architettonico) ed infine la testa
vediamo che l’incrocio delle stesse segna un pun- (Tavola 17).
to straordinariamente significativo per la cultura L’espressione simbolica può intrecciarsi con
orientale e non solo : il plesso solare. 59
   
quanto fin qui sostenuto, senza tuttavia modifi-
Tuttavia regola di questa ricerca è quella di carne il senso, anzi rinforzandone l’importanza,
superare la prima valutazione, (semantica) per la maestosità e la funzione, dei due leoni, quali
verificare se esistono condizioni di ulteriore straordinari strumenti di rappresentazione del
prova ; una seconda si raggiunge individuando
 
pensiero filosofico del tempo.
il triangolo simbolico e costruttivo che segna e Coerente con quanto ribadito più volte in que-
racchiude il leone di Sulky individuando, ancora sto articolo, l’analisi si ferma, anche in questo ca-
una volta, il centro nel plesso solare. Il triangolo, so, lasciando aperto il dibattito, su altri contenu-
simbolicamente descritto da un ampia letteratu- ti, sul concetto più esteso del filosofare fenicio, e
ra, valutato come indicazione separata, consen- su tante altre materie, come ad esempio l’econo-
te indirettamente di confermare, a posteriori, mia, 60 ed ancora di urbanistica, 61 sul quale argo-
   

il quadrato inizialmente individuato, di 136 cm, mentare con altre competenti professionalità.
che racchiude la raffigurazione dei leoni.
Terzo punto di una geometria piana e non Le ipotesi ricostruttive
casuale, è dato dall’ipotetico cerchio che pos-
siamo ottenere puntando il compasso al centro Lo studio ha evidenziato, nei leoni, un traliccio
delle diagonali che ricadono nel plesso solare e di linee ed un metodo di approccio che, con la
tracciando una circonferenza di diametro com- preziosa collaborazione di Laura Zucca che mi
preso tra i due cerchi che disegnano il busto del ha accompagnato nell’intera ricerca, 62 ha con-  

leone. sentito di “azzardare” ed ipotizzare la ricostru-


Ebbene le dimensioni di questo cerchio, rad- zione della parte mancante della testa dei leoni
doppiato, consentono di ricomporre, sempre (Tavola 18-18a).
geometricamente, l’ovale costruttivo figurativo Un percorso, questo della ricostruzione, in ap-
che disegna il posteriore del leone accovacciato e parente o sostanziale contraddizione, secondo i
la testa, oggi purtroppo in gran parte mancante. punti di vista, con quanto detto e puntualizzato
Il modello risulta ragionevolmente applicabile più volte in questo lavoro, in merito al dato scien-
soprattutto se partiamo dal progetto sviluppato tificamente riscontrabile. Ma anche un percorso
in piano elaborato dall’artista, architetto (Tavo- che, se dichiarato ed a margine della ricerca, può
la 16, 16a, 16b, 16c). consentire di configurare e completare il raccon-
Questi risultati superano senza grandi difficol- to dei leoni senza quella orribile mutilazione del
tà la soglia delle indispensabile diffidenza scien- volto che semanticamente disturba la lettura e
tifica, per confermare una volontà esplicita e ri- l’interezza dell’informazione.
cercata, di rappresentazione simbolica, da parte Pertanto dopo una ricerca sulla iconografia
dell’autorevole progettista dei Leoni di Sulky. dei leoni fenici, partendo dal geometrismo del-
Nella ricerca delle forme geometriche e sti- l’ovale, ricercando, con molta cura, le misure e le
listiche, trovati i cerchi costruttivi del busto, si sottomisure di sezione aurea, si è cercata, prima

59  Il plesso solare e non già il cuore è punto focale del pen- del denaro e delle trattative con i locali, sicuramente altret-
siero filosofico della cultura orientale, riportato nel Chakra, tanto economicamente potenti.
dal sanscrito “ruota”, il plexus solaris è il punto di forza di 62  Oltre a Laura Zucca, che magnificamente realizzato i
personalità, di equilibrio, tra l’uomo il suo corpo e la natura. modelli dei leoni della soluzione costruttiva, colgo l’occa-
60  Di economia, si potrebbe discutere partendo dal dato sione di questa nota per ringraziare, Antonia Giulia Maxia
oggettivo della ricerca che mostra, con chiarezza, quale li- per aver condiviso, da subito, le intuizioni di questa ricerca
vello di elevata potenza culturale, politica, religiosa ed ap- e di quella sui retabli pittorici, Marcella Serreli per i dotti
punto economica i Fenici aveva raggiunto al momento della approfondimenti, Carlo Tronchetti per la proficua collabo-
conquista della Sardegna. razione, inoltre, Fulvia Lo Schiavo, Piero Bartoloni, Paolo
61  È chiara la valenza della volontà di urbanizzazione di Bernardini, Donatella Mureddu, per la sincera disponibili-
Sulky, i leoni, le mura, sono segni rimarcanti di una volon- tà ed onestà intellettuale, ed infine ma non ultima, per la
tà di rappresentazione del pensiero filosofico dei Fenici che sensibilità mostrata, Lucia Arbace, la prima Soprintendente,
miravano a segnare simbolicamente il territorio, comuni- storico dell’arte, della nuova Soprintendenza ai Beni Storico
cando a tutti la loro volontà di radicarsi in un territorio, ma Artistici ed Etnoantropologici della Sardegna, che ha ospita-
certo non con gli strumenti della guerra ma con il potere to l’anteprima ufficiale di questo lavoro.
i leoni di sulky 13
la scansione volumetrica, bocca, occhi, orecchie, troppi si inoltrano in disquisizioni che facilmen-
testa, del prospetto laterale, poi di quello frontale. te sconfinano nel misterioso, nell’esoterismo e
Un percorso di ricerca ricostruttiva necessa- nel magico, sino alle ricongiunzioni astrali e, se
riamente rigoroso, vincolato dalle misure della talvolta, il “navigar tra i numeri è dolce”, la ne-
sezione aurea, che comunque costringono alla cessità è quella di prestare la massima attenzione
ragione, almeno nelle proporzioni, qualsiasi al- prima di trarre qualsiasi o possibile conclusione.
tra interpretazione che non rispetti dette regole. Per interpretare filologicamente le opere scul-
Per cui, passo dopo passo, dividendo dopo di- toree o pittoriche, sino ad almeno il 3.000-4.000
videndo, la forma ha acquistato una definizione a.C. è necessario rifarsi alle misure ed alla metri-
ragionevolmente vicina a quella originale, trac- ca simbolica costruttiva impiegata, riconducibile
ciata dai rettangoli aurei, dalle diagonali, dall’in- quasi esclusivamente alla sezione aurea o divina
crocio sistematico e non casuale delle linee. proporzione, seppure la stessa abbia teorizzazio-
La ragionevolezza della ricostruzione ha co- ni attestabili solo intorno al vii e nel v secolo a.
munque ancora molti margini di interpretazio- C. con Policleto.
ne, il volto dei leoni sarebbe potuto essere più La sezione Aurea è uno strumento, prima di
aggressivo o più rassicurante, anche se in termi- tutto filosofico, che prende spunto dalla osser-
ni di comparazione stilistica il leone in arenaria vazione della natura dove piante, animali, frut-
di Tharros offre interessanti suggerimenti. ti, crescono seguendo un’armonia “metrica” 63  

Questa ipotetica ricostruzione della testa leo- che viene codificata con una sequenza numeri-
nina ha comunque consentito, nel corso del ca ottenuta calcolando le diverse misure con un
lavoro, di eliminare un “disturbo” semantico coefficiente numerico individuato nello 0,618.
visivo molto forte e condizionate per la lettura Questo coefficiente numerico, diviso o molti-
dell’opera. Lo stesso risultato si sarebbe potuto plicato per la misura decisa, consente all’artista,
ottenere identificando anche solo i volumi del all’architetto, oggi al grafico digitale, di ottenere
volto e le linee principali, ma sempre nel rispet- forme, spazi, volumi, armonicamente collegati
to delle proporzioni e degli indizi esistenti nello tra di loro. 64
 

stato attuale delle figure. Il concetto più generale, frutto di una contem-
Osservando complessivamente il modello rea- plazione lontana oltre cinque millenni, può esse-
lizzato in scala, l’armonia delle forme, la comu- re riassunto in un pensiero : « Se Dio ha creato la
   

nicazione semantica e semiotica, con la ricostru- natura e l’uomo con l’armonia della divina pro-
zione della muratura e del suo incatenamento porzione, se l’uomo per il suo “creare” costruire,
con i leoni, si percepisce un immagine coerente, impiega la stessa metrica, l’uomo sarà più vicino
nella quale il racconto del leone si integra perfet- a Dio ».
 

tamente nel sistema architettonico recuperando In estrema sintesi per questa possibile ragione
la, sostanziale, originaria funzione. ma, certamente, per ancora più complesse ela-
Infine e sempre come pura ipotesi legata al da- borazioni filosofiche, nella pratica, nella realizza-
to certo che dimostra che i leoni sostenevano un zione di opere commissionate dal “potere”, tra
elemento superiore, nella tavola viene illustrata gli strumenti della comunicazione visiva e filo-
una affascinante e suggestiva soluzione di svilup- sofica, la sezione aurea diventa regola, obbligo,
po della costruzione, senza alcuna altra pretesa consuetudine, prassi operativa.
I Fenici utilizzano la sezione aurea con l’uni-
se non quella, in parte ludica, di stimolare anco-
tà del cubito che misura 52 cm, corrispondente
ra altre ricerche (Tavola 19).
idealmente alla lunghezza dell’avambraccio a
partire dal gomito fino alla punta del dito medio
Nota sulla metrica e le misure
Il calcolo del cubito con il coefficiente 0,618 più
L’ambito delle misure, dei numeri e delle geo- naturalmente veniva ricondotto a sistemi fissi e
metrie è un settore particolarmente “minato” ; in  
di semplice impiego 65 senza troppe complicazio-
 

63  L’osservazione della natura mostra, come la sequenza che altro non sono, per dimensioni, che la sezione aurea del
dei numeri di Fibonacci, che il giglio ha 3 petali, i ranuncoli segmento della base che individua l’altezza dello schermo.
5, la cicoria 21, la margherita 34 o 55 ; i girasoli hanno una
 
Con queste misure e rapporti l’uomo di tremila, e forse an-
serie di due spirali con la sequenza di 21 e 34, 34 e 55, 55 e 89, che più anni fa, ha avuto la sensazione di “possedere” una
144, così come per le pigne, le conchiglie, l’ananas. chiave risolutiva delle forme del mondo e dell’universo ;  

64  La sezione aurea, nel corso di oltre tre millenni, ha tro- oggi dalle stesse misure cerchiamo di ricostruire frammenti
vato applicazioni con fasi alterne ; Le Corbusier nella prima
 
di storia e di archeologia.
metà del Novecento, ritrovò l’ordine della composizione 65  Per quanto attiene le misure e le sottomisure è possibi-
con la sezione aurea, così come Mondriand e molti altri ar- le pensare a strumenti anche elementari, come una misura,
tisti. Oggi nell’era tecnologica produciamo televisori 16/9 il cubito da 52 cm, segnato in un listello a sezione quadra o
14 roberto concas
ni, e per questa ragione nelle costruzioni, nelle periodicità del calcolo, alla misura di 44 cm,
opere d’arte, nei manufatti si ritrovano rapporti possibile dimensione del concio della muratu-
proporzionati in sezione aurea, spesso impiegati ra che si innesta nei pilastri dei leoni, mentre i
con alcune licenze interpretative che “sfilaccia- 220 cm potrebbero essere una misura utile per
no” il racconto. ricostruire l’ipoetica muratura che cingeva i
La sezione aurea tuttavia non spiega tutto né, leoni.
tantomeno, ci si può arroccare o rimanere ap- In un opera d’arte maestosa come i Leoni di
pagati dall’averla riscontrata in un’opera d’arte, Sulky, poco o nulla è casuale, ed i numeri rispon-
in quanto la stessa sezione aurea la si troverà in dono ad una elaborazione filologica che diventa
molti contesti, come prassi diffusa. 66   geometria, filosofia, semiotica, arte, architettu-
La concreta differenza resta pertanto, esclusi- ra, statica.
vamente, nel come è stata impiegata la sezione Chiunque possa avere un qualche interesse a
aurea, con quale maestria, con quale pensiero fi- ricercare ancora con maggiore “precisione” le
losofico, con quale dettato teologico, per quale misure e le risultanze, non deve comunque in-
ritualità, per quale rappresentazione del pensie- correre nell’errore di evidenziare differenze di
ro filosofico del tempo. centimetri o di convergenze di linee, potrebbe
In questa ricerca mi limito a sostenere e dimo- risultare un serio errore di metodo in quanto
strare l’avvenuta applicazione sui leoni di Sulky la valutazione risulterebbe “viziata” da una vo-
di una formula nota e teorizzata come la sezio- lontà forzata e indirizzata nel ricercare l’errore
ne aurea, precisando che la vera interpretazio- e non già l’armonia ed il meccanismo dell’in-
ne non è riconducibile esclusivamente a questo sieme.
dato, ma viceversa che concorre per “costruire”
l’impalcato simbolico, segnico e semantico dei Conclusioni
leoni, molto più complesso. Questa metodologia di indagine innovativa, che
A supporto della ipotesi ricostruttiva, nella offre tangibili riscontri, è bene chiarire che non
tabella successiva è interessante notare come le è semplicissima od immediata da impiegare,
misure riscontrate nei Leoni di Sulky nel qua- anche se supportata dai risultati, in particolare
drato del racconto di 136x136 cm, ed il loro svi- nella individuazione dei sistemi di elaborazione
luppo nelle sequenze della sezione auree divisa filologici che si confermano nella ripetitività del
per la serie di Fibonacci, 67 riconducano, nella
 
fenomeno.

C = A/B
A
B Ipotetiche
Sezione Aurea
Serie Fibonacci Dimensioni
Da 52 /0.618
Concio
52 1 52 Cubito Fenicio
84 2 42
136 3 45,333 Misura del “racconto” iconografico dei Leoni di Sulky
220 5 44 Numerica periodico stabilizzato (misura concio ?)  

356 8 44,5
576 13 44,307
932 21 44,380 7° numero (della Perfezione) della Serie di Fibonacci

triangolare, nelle cui facce una scansione di tacche, indicano pensiero “filosofico” che presta attenzione alle disabilità, la
i multipli ed i sottomultipli del cubito divisi o moltiplicati prassi è quella che anche un muratore sa che deve fare le
con la sezione aurea (coefficiente 0,618). Lo strumento di porte con queste misure e le realizza ovunque anche quan-
misura del fare architettonico o scultoreo, il cubito, è fa- do non servono.
cilmente impiegabile dalle maestranze, mentre il pensiero 67  Leonardo Fibonacci matematico del xiii secolo che
filosofico e quello matematico che l’ha prodotto è ben più teorizzò una sequenza numerica (0, 1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34,
alto e complicato. 55) che consentono straordinarie possibilità di calcolo di
modelli matematici. La serie con il rapporto Fn / Fn-1 al ten-
66  Prassi è anche quella che oggi ci impone di realizzare dere di n all’infinito riconduce al numero algebrico irrazio-
le porte di ingresso con una apertura minimo di 90 cm per nale 0,618, detto appunto della sezione aurea o numero di
consentire il passaggio dei disabili, la regola è frutto di un Fidia.
i leoni di sulky 15
Non esiste una chiave di lettura passepartout, 68  
lodevole impegno per riordinare i riferimenti
esistono semmai più chiavi o combinazioni da bibliografici, documentari, stilistici, territoriali,
organizzare sulla scorta di una osservazione, cronologici, iconologici, iconografici, tecnici,
meglio, di una contemplazione, ma non “estati- materici, cromatici, diagnostici ed ancora altro,
ca” bensì di indagine, umile, rispettosa, capace di che non definiscono molto di più. 70  

perforare l’involucro esterno di un opera d’arte, Si arriva così in sede di pubblicazione o dibatti-
per entrare al suo interno, nella sua radice, nel to, spesso, con gran parte dei temi esplorati che
suo vero ruolo di strumento di rappresentazione restano irrisolti e con le conclusioni che perdono
del pensiero filosofico. di efficacia nella comunicazione e nell’insegna-
Nell’avere coscienza che le nostre letture e mento.
quelle delle generazioni future delle opere d’ar- In tutto questo anche i vecchi insegnamenti
te, resteranno sempre letture post quem, l’im- riemergono “stagnando” e rallentando la ne-
pegno deve essere quello di levare ogni possibile cessità di nuovi approcci che trasversalmente
sovrastruttura che ci impedisce di trovare la ra- interessano l’archeologia, la storia dell’arte, le
dice e la volontà primaria di espressione e rap- tradizioni popolari, la percezione psicologica, la
presentazione. teoria del restauro 71 che, alla luce di queste me-
 

Trovata la radice, potremmo capire di più, rac- todiche, necessiterebbe, ad ormai oltre 50 anni
contare, conservare, musealizzare e restaurare dalle teorizzazioni di Longhi e Brandi, di una ri-
meglio. discussione profonda.
Confido che queste osservazioni possano sol- In conclusione questa dei Leoni di Sulky è
lecitare un nuovo dibattito, in un campo, dove le una scoperta interessante e affascinante, che dà
informazioni documentarie, artistiche, cultura- maggiore lustro alle due magnifiche sculture ed
li e le interpretazioni delle stesse, diventano un alla stessa Sardegna, terra di crocevia strategi-
territorio sterminato, estremamente interessan- co, artistico e culturale nel Mediterraneo ; una  

te, sopratutto se multidisciplinare. grande civiltà sarda, non certo subalterna, forte
Nelle attribuzione, nella collocazione del- committente di arte, architettura e cultura, per
le opere d’arte, nel restauro e nell’esposizione rappresentare con determinazione, a tutti, la
museale, l’attuale discussione è ancora ecces- forza e la profondità del proprio pensiero filoso-
sivamente di tipo compilatorio, 69 un grande e
 
fico. 72
 

68  L’eventuale impiego in altri contesti della ricerca illu- imperversare di citazioni di intervento, rigatino che sfuma
strata, come mostrato, è certamente possibile, ma va riba- la composizione e le posture delle figure, toni neutri a fi-
dito, con estrema prudenza e rigore scientifico, ricercando nire le parti mancanti anche quando sono evidentissime le
e dando dimostrazione, con tutti i possibili riscontri, degli conclusioni possibili, e ancora, certo esprimendo polemica-
elementi rinvenuti. Scoprire linee, perpendicolari, triangoli, mente il pensiero, la peggiore manifestazione ed intrusione
è possibile in quasi tutte le forme artistiche e non solo, la nella comunicazione visive e semantica di un’opera, sono
differenza è nei contenuti e nei significati veri di questi se- i cosiddetti tasselli di pulizia. Quadrati sempre più grandi,
gni e poi nelle conclusioni. La metodologia di analisi di un talvolta su più livelli stratigrafici, che “tempestano” spalle
opera d’arte è complessa, fatta di molteplici fattori, bisogna delle sculture, angoli dei dipinto, e che ormai giustificano,
formarsi, mutuando il tema, un “occhio clinico”, cioè una poco più, di un intervento di routine, rientrato anche nel-
capacità di mettere insieme più aspetti per definire la dia- l’immaginario collettivo, di ovvia ripulitura, della cromia,
gnosi (il giudizio, la scoperta) ; viceversa il rischio potrebbe
 
dalle ingiurie del tempo. Tecnicamente e semioticamente
essere quello di una improvvisazione, dove questa metodo- con questi tasselli, lasciati come testimonianza, si potrebbe
logia illustrata diventa una sorta “bugiardino” (indicazioni invece parlare di “superfattazioni” cioè di vere aggiunte suc-
metodologiche e filologiche) per “farmaci” (soluzioni inter- cessive che concretamente disturbano la originaria possibile
pretative) che invece, non vanno assolutamente impiegati lettura dell’opera.
come “automedicazione” (soluzioni per ogni cosa). 72  I Fenici commerciarono con la Sardegna, ricca di ri-
69  Un metodo consolidato nella ricerca scientifica, indi- sorse minerarie, di legna e di cacciagione ; con i Leoni di
 

spensabile, ma troppo spesso auto avvolgente ed auto re- Sulky mostrarono la loro abilità rivolgendosi, ai Sardi, da
ferenziante. pari, confrontandosi sul piano filosofico, rispondendo alla
70  Mantenendo il parallelismo è come l’accanimento dia- rappresentazione data dall’imponenza delle architetture
gnostico con il risultato : non sappiamo, ci sono risultati con-
 
nuragiche. Il confronto è commerciale, ma prima ancora
tradditori etc. è filosofico, la ragione dei propri pensieri e non la brutalità
71  Il dibattito sul restauro langue e rimane imperniato nel delle armi. Un confronto tra due grandi civiltà gestito con
documento “costituzionale ?” che è la Carta del Restauro, in
 
gli strumenti sofisticati dell’arte, della cultura, della mate-
realtà ed in molti casi, anche la dogmatica dichiarazione che matica, della religione ; i Leoni di Sulky ne sono la più con-
 

“il restauro si deve vedere”, ha lasciato segni nelle opere, creta testimonianza.
che ad una lettura, come questa sui leoni, potrebbe identi-
ficarsi come un intervento “presuntuoso ?” che si intromet-
 
I disegni, le ricostruzioni grafiche ed i modelli sono stati rea-
te nella corretta lettura dell’opera, per raccontare che si è lizzati da Laura Zucca. Grafica e fotografia ; Andrea Concas
 

proceduto ad un restauro. Assistiamo, nei restauri, ad un e Fabrizio Varioli.


i leoni di sulky 17

a
b

e f

Tavola 1. Immagine dei Leoni di Sulky nella attuale esposizione al Museo Archeologico F. Barreca di San’An-
tiotco (Ca).
18 roberto concas

Tavola 2. 2a-2 b. Rilievo disegno laterale dei Leoni di Sulky, con l’ipotetica ricostruzione del muso, realizzata
per rimuovere, durante la ricerca, una condizione di disturbo visivo e semantico. 2c. Misure dei leoni.
i leoni di sulky 19

Tavola 3. Dettaglio cornice leone vero Tavola 3a Dettaglio cornice modello.


20 roberto concas

b c
Tavola 4. Dimensioni elementi portata del carico. 4c. Punti di carico e controspinta del basamento e della
cornice.
i leoni di sulky 21

Tavola 5. Quadrato aureo del racconto.


22 roberto concas

Tavola 6. Cerchi di costruzione metrica della figura del leone.


i leoni di sulky 23

Tavola 7. Dettaglio della scanalatura superiore. a. Scanalatura ed angolo retto.


24 roberto concas

Tavola 8. Particolare del concio e del sistema di innesto alla cornice del leone.
i leoni di sulky 25

Tavola 9. Sistema di ancoraggio del concio sagomato.


26 roberto concas

Tavola 10. Ipotesi di ricostruzione del monumento “a spillo” proposta da Sabatino Moscati del mausoleo
neopunico di Sabratha (Libia). 10a. Immagine del mausoleo ricostruito nel 1920.
i leoni di sulky 27

Tavola 11. Immagine mausoleo punico-libico di Dougga in Tunisia, iii-ii sec. a.C. 11a. Monumento funerario
di Amrit, del iii sec. a.C., riproposto nella ricostruzione da E. Renan a pagina 150 del citato catalogo sui Fe-
nici.
28 roberto concas

Tavola 12. Sagome e misure del concio di costruzione.


i leoni di sulky 29

Tavola 13.
30 roberto concas

b c

d e

Tavola 14. Sequenza del meccanismo costruttivo. 14e. Interno della muratura senza incastro a pettine.
i leoni di sulky 31

Tavola 15. Dettaglio, sul modello, del sistema di innesto del “pilastro” superiore.
32 roberto concas

Tavola 16. Simbologie e geometrie costruttive dei leoni.


i leoni di sulky 33

Tavola 17. Impostazione virile del leone.


34 roberto concas

Tavola 18. La ricostruzione metrica del muso dei leoni.


i leoni di sulky 35

Tavola 19. Ipotesi di elevato dell’edificio monumentale.

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