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Libri&dintorni

tidiana “Non farmeli riaprire, gli occhi.


Mai più. Se ci sei, prendimi. E dimenti-
cami”. Eccolo, l’abbandono, l’oblio, per
come può concepirlo un ventenne di
oggi. La resa assoluta perché le gior-
nate del dopo miracolo economico si
trascinano tra i soliti rituali. Il lavoro
alle dipendenze di capo dittatore, un
lavoro fatto in segheria dove il corpo
rivive i traumi cristologici della ferita
nel dito, del legno che si scheggia, del
sangue che scorre vicino alle lame
troppo veloci. E la famiglia, una coppia
di coniugi invecchiata e inacidita dalle
troppe occasioni perdute. E poi c’è il
sabato sera, finalmente. Il riposo del
corpo nella distruzione. Per fortuna
che quei capannoni abbandonati
dall’economia reale, possono sempre
essere riutilizzati per l’unico scopo di
questa gioventù, la celebrazione
dell’unione tra corpo e mente, a ritmo
di musica sempre più alta. Il Vez e i tre
amici accorrono al rave perché è lì che
si consuma la loro messa laica. Nei
battiti accecanti della musica, la pace
· recensione · si fa largo nel corpo. Finché la messa
non finisce e allora bisogna andare in
Storie di provincia pace verso le nuove settimane e le
nuove attese.
L’asfalto che dobbiamo masticare per diventare uomini Come sono vicini il Nordest di

N
ella settimana che vede la ria- Santarossa. Anche qui siamo nell’inef- Santarossa e Napoli! I suoi personag-
pertura del Salone del libro di fabile Nordest. Ma cos’è davvero il gi ricordano le figure del primo
Torino ritorna alla mente uno Nordest, questa zona che per anni ci Lanzetta! Alla faccia di tutte le smanie
dei romanzi più vibranti di questa sta- è stata descritta come unico motore leghiste di separazione, la vera Italia
gione. Un romanzo che prova a rac- economico del paese, tutto capannoni continua a essere quest’unica vasta
contare come si diventa uomini men- e fabbrichette? Già alle prime pagine provincia, circondata da una natura
tre attorno a noi un intero paese si Vez, voce del libro e animatore delle struggente e da un futuro che non
sfalda sotto il peso friabile del proprio serate in compagnia di Nic, Giò e Mike, sembra voler arrivare, dove essere
finto benessere. Negli anni ’80 ce lo rivela: “Il Nordest è una Los giovani significa correre il rischio di
Tondelli aveva trasformato Rimini in Angeles che parte dalle montagne non diventare mai null’altro che tem-
un pezzo d’America a ridosso del mare sopra Trento, scende giù verso il pic- po sprecato, fiato che si perde, musica
Adriatico. Nei suoi racconti la Via colo Friuli, abbraccia Udine e che morde il cervello per niente. In
Emilia riviveva sotto forma di nostra- Pordenone e si allarga verso il Veneto, questo romanzo c’è la ferocia di una
na Route 66, lunga striscia di cemento ingloba Treviso e corre verso Venezia scrittura poco incline al lirismo e che
dove correre in sabati sera carichi di e Padova e Vicenza e Rovigo. Non fini- grazie all’uso della paratassi finisce
pioggia e nebbia. Tondelli aveva capi- rà mai di allargarsi”. per assomigliare a un caricatore che
to che l’Italia se la vuoi raccontare, Come dire? Cosa resta di un miraco- spara all’impazzata contro le pagine,
devi andarla a osservare in provincia, lo una volta che la Messa è finita e i per raccontare com’è facile sentirsi
nella quotidianità dei bar dai nomi fedeli si sono ritirati nell’ombra, in vivi anche con la morte nel cuore.
[Luigi Pingitore]
esotici, nelle serate fatte di autogrill attesa del prossimo abbaglio? Resta
e ragazzi perennemente annoiati. Ed un territorio da attraversare con gli ■ Massimiliano Santarossa,
è questa stessa intuizione a muovere occhi sbarrati, il cervello poco lucido e Hai mai fatto parte della nostra
la scrittura di Massimiliano la testa che intona una preghiera quo- gioventù, Dalai, pagg. 145, €16

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