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Se l'essere è uno e sta negli enti, il filosofo deve conoscere la differenza e le caratteristiche degli enti.

Ma se
questo è vero, è vero anche che non ci sono differenze tra vari forme di conoscenza, quindi Aristotele
afferma che ci sono varie forme di conoscenza varie scienze, però mentre per Platone c'era una gerarchia
della conoscenza, Aristotele dice che tutte le forme di conoscenza hanno la stessa dignità. Inoltre per
Aristotele il filosofo deve conoscere non perché deve raggiungere un obiettivo (il bene) ma perchè ama la
conoscenza, quindi il fine della filosofia è la filosofia stessa; quindi la conoscenza è fine a se stessa. Ad
Aristotele si chiede a che cosa serve filosofia e lui risponde la filosofia non serve perché non è una serva.
Ciò significa che la filosofia non ha uno scopo.

Aristotele era un classificatore. Infatti lui raccoglie le varie istituzioni delle polis greche, raccoglie ma non
giudica e dunque cerca di ordinare la realtà. Aristotele non penserà alla perfezione perché l'unico mondo
che esiste è il mondo reale e il mondo reale non può essere perfetto. Aristotele dunque afferma che le
scienze hanno pari dignità, e le classifica secondo un criterio; le divide in scienze teoretiche, pratiche
produttive, poietiche, le quali sono quelle in cui il prodotto si differenzia dal produttore. Le scienze
produttive, sono quelle che realizzano qualcosa, e hanno pari dignità, però si differenziano per oggetto e
metodo.

Le Scienze teoretiche sono anche chiamate contemplative, e sono la matematica, la fisica e la filosofia
prima. La matematica è la scienza che rappresenta la realtà in maniera quantitativa e per Aristotele il
numero è astratto. Il numero è un'astrazione di una quantità. La fisica studia gli enti in quanto tali e in
movimento. La filosofia prima è quella che studia l'essere in quanto tale. Le Scienze teoretiche sono
contemplative perché noi le possiamo guardare ma non modificare. Aristotele dice che hanno come
oggetto il necessario e come metodo dimostrativo. Cioè non possono essere diverse da come sono e sono
valide sempre.

Le Scienze pratiche sono quelle che riguardano l'uomo e il suo comportamento, quindi sia l'etica, sia la
politica. Queste hanno come oggetto il possibile, come metodo il non dimostrativo, cioè variano e non sono
sempre valide.

La metafisica è una delle Scienze teoretiche, le quali sono anche dette contemplative, perché in quanto tali
noi le possiamo osservarle e conoscerle, ma in nessun modo possiamo modificarle. La metafisica studia
L'essere in quanto tale. Cioè lui vuole analizzare che cos'è l'essere, quali sono le sue caratteristiche e per
questo il primo quesito che si pone è "se l'essere è uno, gli esseri sono tante, come faccio a mettere
relazione un ente come espressione di un essere". Dunque per rispondere vuole spiegare la relazione che
esiste tra un essere e gli enti perché se noi abbiamo che tutti gli enti sono manifestazione dell'essere, noi
dobbiamo anche necessariamente capire come li possiamo definire.

Dunque la prima classificazione che lui fa è attraverso le categorie (caratteristiche, qualità che ci
rappresentano l’ente); Aristotele è un classificatore, deve dare ordine alla realtà, e queste categorie
rappresentano appunto il modo attraverso il quale un ente organizzato secondo le categorie può essere
considerato diverso rispetto ad un altro.

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