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L'8 febbraio 

1878, ad appena 24 ore dalla morte del Papa, il Terz'Ordine francescano


di Vienna espresse l'augurio, al di fuori dell'ufficialità, che «il Padre di tutta la cristianità potesse
esser beatificato senz'alcun indugio».
Fu Pio X (1903-1914) il primo pontefice a promuovere le inchieste preliminari sulla sua fama di santità,
nel 1904[53].
Formalmente, la causa di beatificazione ebbe inizio solo l'11 febbraio 1907. Il processo fu condotto
nell'arco di quindici anni, dal 1907 al 1922, interrogando i testimoni a Senigallia, a Spoleto, a Imola e,
infine, a Roma, Napoli e Gaeta. Si raccolsero in tutto 243 testimonianze; l'enorme materiale raccolto
confluì quindi in una ponderosa miscellanea di ben 12 grossissimi volumi, e nel 1952 se ne estrasse
il Summarium di 1.159 pagine che, esaminate in ogni loro particolare, portarono il 7 dicembre 1954 al
decreto per l'introduzione della causa, cioè per la fase apostolica del processo.
Trascorse almeno tre decadi, il 28 giugno 1956 fu effettuata la prima esumazione e ricognizione
canonica delle spoglie mortali incorrotte di papa Pio IX. Il corpo era stato esposto in una teca
pubblicamente visitabile[54] nella basilica di San Lorenzo[55]; la relazione dell'evento fu redatta da
monsignor Carlo Liberati.[56][57]
Dopo che quattro cardinali (Pietro Parente, Sergio Guerri, Umberto Mozzoni e Pietro Palazzini) il 6
novembre 1973 inoltrarono una supplica a papa Paolo VI perché disponesse la ripresa della causa, si
conobbero le 13 obiezioni emerse durante le sedute preparatorie. La postulazione nominò allora un
nuovo Patrono che, il 7 ottobre 1984, presentò una risposta a ognuna delle 13 obiezioni, che fu
giudicata, dalla commissione per la causa di beatificazione, esauriente e ineccepibile, anche sul piano
metodologico, e il 6 luglio 1985 Pio IX fu nominato venerabile.
Venne proclamato beato il 3 settembre 2000 da Giovanni Paolo II dopo che la Chiesa cattolica
riconobbe l'autenticità del miracolo ottenuto da suor Marie-Thérèse de St-Paul e l'intercessione di papa
Pio IX. La suora di 37 anni soffriva di una sintomatologia dolorosa durata 11 anni a causa
della frattura di una rotula con notevole diastasi dei frammenti ab initio con pseudoartrosi. La consulta
medica nominata dalla Congregazione delle Cause dei Santi, che era stata nominata per verificare la
compatibilità dell'evento con l'attestazione miracolistica, dichiarò in merito alle "modalità di guarigione":
«Scomparsa dei dolori e miglioramento della funzionalità dell'arto verificatisi improvvisamente dopo
circa undici anni di persistenza della sintomatologia dolorifico-funzionale. Guarigione rapida, completa e
duratura, non spiegabile secondo le attuali conoscenze mediche» [58].

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