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Critiche a Pio IX[modifica 

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Ritratto fotografico di Papa Pio IX con la tiara papale

Gli storici critici accusarono Pio IX di machiavellismo, ambiguità e cinismo ricordando le seguenti
vicende:

 Durante il pontificato di Pio IX vennero eseguite numerose condanne a morte di patrioti e


rivoluzionari che si opponevano al potere temporale della Chiesa. Tra i casi più noti, quello
di Girolamo Simoncelli, esponente di rilievo della Repubblica romana, e di Giuseppe
Monti e Gaetano Tognetti, autori questi ultimi di un attentato a Roma nel quale perirono 31
persone[59]. In generale, è criticata la macabra ritualità con cui il boia di Roma Mastro Titta,
al secolo Giovan Battista Bugatti, che concluse il suo mandato sotto Pio IX, eseguiva le
sentenze capitali.
Lo stesso argomento in dettaglio: Papa Pio IX e gli ebrei e Caso Edgardo Mortara.

 Il caso Edgardo Mortara, figlio di Momolo Mortara e Marianna Padovani Mortara, ebrei,
viveva con i genitori e i fratelli a Bologna. All'insaputa dei genitori, quando aveva pochi mesi
di vita ed era gravemente malato, venne battezzato dalla domestica cattolica. La legge
dello Stato Pontificio proibiva che un bambino cattolico fosse cresciuto da ebrei, così
quando si venne a sapere che Edgardo era stato battezzato di nascosto, il Sant'Uffizio lo
prelevò a forza dalla casa dei genitori e lo portò a Roma. Qui Edgardo, che aveva sei anni,
visse nella Casa dei Catecumeni, dove venne cresciuto ed educato nella dottrina cattolica.
Il caso destò riprovazione e scandalo sulla stampa e fra l'opinione pubblica internazionale;
in un mondo che si affacciava alla modernità e al raggiungimento dei diritti civili per le
minoranze religiose, il caso Mortara apparve l'emblema di un potere ecclesiastico
autoritario e ormai fuori dai tempi. Le visite con la famiglia di origine furono sporadiche e
mai concesse in privato. Tuttavia lo stesso Mortara fu sempre grato al pontefice e divenne
sacerdote assumendo il nome di Pio Maria, proprio in onore di Pio IX[60] Nel 1860, dopo il
passaggio di Bologna dallo Stato Pontificio al Regno d'Italia, l'Inquisitore bolognese, il p.
domenicano Feletti, venne arrestato con l'accusa di rapimento: dopo alcuni mesi fu
prosciolto dall'accusa, in quanto aveva agito in accordo con le leggi vigenti al momento del
fatto, e rimesso in libertà[61].
 Nel 1852 le autorità austriache, al fine di poter eseguire la condanna a morte, richiesero
la riduzione allo stato laicale di don Enrico Tazzoli che venne negata dal vescovo di
Mantova. Sconfessando la decisione del proprio vescovo, Pio IX ordinò la riduzione del
sacerdote, così permettendone l'impiccagione e sollevando il disprezzo dei patrioti italiani[N
15]
.
 Le Stragi di Perugia del 20 giugno 1859, dove le truppe papali repressero nel sangue i moti
nazionali risorgimentali umbri con l'ordine, firmato dal commissario sostituto del ministro
alle armi Cavalier Mazio, di «decapitare i rivoltati che si trovassero nelle case»[62].
 Il Concilio Vaticano I, che come principale risultato enunciò il principio dell'infallibilità del
Papa. Il dogma a quel tempo fu contestato sia in ambienti laici sia religiosi (diede anche
luogo a uno scisma) e riceve ancora oggi le critiche di teologi come Hans Küng.
 Nel 1874 istituì il non expedit, locuzione latina con la quale espresse l'invito ai cattolici di
disertare le elezioni politiche del Regno d'Italia: non expedit significa appunto "non
conviene". Tale mossa fu concepita allo scopo di delegittimare gli uomini al potere nella
neo-nata Italia liberale[63].
 Il caso della canonizzazione dell'inquisitore spagnolo Pietro d'Arbués, noto per la
persecuzione contro gli ebrei conversos[64]. Fu ucciso nella cattedrale di Saragozza. Le
autorità attribuirono il suo assassinio agli stessi conversos. La Chiesa cattolica lo
considera martire.

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