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Politecnico di Torino – IV Facoltà di Ingegneria – Esame di ECONOMIA POLITICA

COGNOME E NOME: ..................................................................................................................

QUESTO È IL MIO ULTIMO ESAME DELLA SPECIALISTICA: SI


HO INTENZIONE DI LAUREARMI IN QUESTA SESSIONE: SI

1) CONTABILITÀ NAZIONALE E MERCATO (Capitoli da 1 a 3):


Il mercato è caratterizzato da: libera entrata, nessuna interdipendenza tra imprese, ma perfetta differen-
ziazione di prodotto. Un’impresa ha costi marginali costanti uguali a 4 e decide di produrre una quantità
del proprio prodotto Q = 3, che vende a un prezzo p = 6. In base alle informazioni fornite, calcolare:
1. l’elasticità della domanda (2 punti);
2. la sensibilità della domanda al prezzo (2 punti);
3. la funzione lineare di domanda (2 punti);
4. il prezzo di mercato nel caso in cui il prodotto fosse caratterizzato da perfetta omogeneità rispetto ai
prodotti concorrenti (2 punti);
5. la perdita secca di benessere dovuta alla perfetta differenziazione (2 punti).

RISPOSTA

1. L’impresa sta operando in regime di concorrenza monopolistica, per cui massimizza i propri profitti
quando i ricavi marginali sono uguali ai costi marginali. Indicando con ε l’elasticità della domanda
rispetto al prezzo, la condizione di massimizzazione dei profitti dell’impresa può essere espressa da:
⎛ 1⎞
p ⎜ 1+ ⎟ = cm . Sostituendo nell’espressione precedente i dati del problema, si ottiene il valore dell’ela-
⎝ ε⎠
⎛ 1⎞ 1 2 1
sticità come segue: 6 ⎜ 1+ ⎟ = 4 ⇒ = − 1 = − ⇒ ε = −3 .
⎝ ⎠ ε ε 3 3
∂Q d p
2. Dalla definizione di l’elasticità ε = , si ottiene la sensibilità della domanda rispetto al prezzo:
∂p Q d
∂Q d Qd 3 3
=ε = −3 = − = −1,5 .
∂p p 6 2

3. Sia Q d = α 0 − α 1 p la funzione lineare di domanda. Essendo α 1 = 1,5 , il valore di α 0 può essere così
3
ottenuto: α 0 = Q d + α 1 p = 3 +
6 = 12 . Ne consegue che la funzione di domanda è: Q d = 12 − 1,5 p .
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4. In un mercato di concorrenza perfetta, la condizione di equilibrio dell’impresa è p = cm . Il prezzo do-
vrebbe pertanto essere pari a 4, ma essendo costanti la soluzione impedisce di coprire i costi fissi e
quindi l’impresa sarebbe nel punto di uscire dal mercato.

5. Il welfare è dato dalla somma del surplus Sc del consumatore e del profitto π dell’impresa.
Nel caso di concorrenza perfetta p = 4 e Q = 6 e pertanto il surplus totale equivale a
⎡ p (Q d = 0 ) − p ⎤ ⋅Q d (8 − 4)⋅ 6
Sc + π = ⎣ ⎦ + ( p − cm ) ⋅Q q ( p ) = + (4 − 4)⋅ 6 = 12 , poiché nella precedente
2 2
( )
funzione di domanda p Q d = 0 = 12 /1,5 = 8 . Nel caso di potere di mercato, il surplus è ridotto a

⎡ p (Q d = 0 ) − p ⎤ ⋅Q d (8 − 6)⋅ 3
Sc + π = ⎣ ⎦ + ( p − cm ) ⋅Q q ( p ) = + (6 − 4)⋅ 3 = 9 . La perdita di benessere è 3.
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2) MICROECONOMIA DELLA FAMIGLIA E DELL’IMPRESA (Capitoli 5 e 6):
Le preferenze di un consumatore rispetto a due beni sono rappresentate dalla seguente funzione d’utili-
tà: U(q1, q2) = min{q1, 3q2}, ossia la quantità ottima del bene 1 è sempre tre volte quella del bene 2. Ri-
spondere con VERO o FALSO alle seguenti affermazioni, motivandone obbligatoriamente le risposte.

[ a ] il saggio marginale di sostituzione è costante; (2 punti)


[ b ] la soluzione del problema del consumatore è sempre una soluzione d’angolo (la quantità scelta di
un bene è zero); (2 punti)
[ c ] la curva di Engel per il bene 1 ha pendenza tripla rispetto alla curva di Engel del bene 2; (2 punti)
[ d ] l’effetto sostituzione è maggiore dell’effetto reddito; (2 punti)
[ e ] il sentiero di espansione dei basket ottimali descrive una curva concava (verso il basso) uscente
dall’origine degli assi; (2 punti)
RISPOSTA

[ a ] FALSO. Un saggio marginale di sostituzione costante è caratteristico di beni perfetti sostituti, per i
quali le curve di indifferenza sono lineari, mentre i beni considerati sono complementi e pertanto hanno
una curva di indifferenza a forma di L.

[ b ] FALSO. La soluzione ottima è sempre caratterizzata da quantità positive per entrambi i beni, e in
particolare tali quantità ottime sono presenti nella proporzione fissa q1/q2 = 3.

[ c ] VERO. Il basket ottimo dei due beni deve giacere sul vincolo di bilancio, e inoltre le quantità ottime
presentano un rapporto fisso (q1/q2 = 3). Di conseguenza, il basket ottimo risulta dalla soluzione del se-
⎪⎧[ 1 ] q1 = 3q2
guente sistema: ⎨
⎪⎩[ 2 ] C M = p1q1 + p2 q2
Esprimendo la [2] in funzione di q1 e successivamente sostituendo l’espressione ottenuta in [1], si ottie-
ne la curva di Engel per il bene 2:
C M p2 ⎛ p ⎞ C C ⎛ p1 ⎞ ⎛ 1 ⎞
− q2 = 3q2 ⇒ ⎜ 3 + 2 ⎟ q2 = M ⇒ q2 = M ⎜ = CM
p1 p1 ⎝ p1 ⎠ p1 p1 ⎝ 3p1 + p2 ⎟⎠ ⎜⎝ 3p1 + p2 ⎟⎠
Sostituendo l’espressione appena trovata in [1] si ricava la curva di Engel per il bene 1:
⎛ 3 ⎞
q1 = ⎜ C M . Si dimostra così l’affermazione.
⎝ 3p1 + p2 ⎟⎠
[ d ] FALSO. A causa della complementarietà tra q1 e q2, il basket ottimo è sempre caratterizzato dalla
stessa proporzione (q1/q2 = 3). Pertanto, una variazione del prezzo di uno dei due beni determina una
variazione delle quantità ottime domandate, ma non della proporzione con cui vengono domandate.
Questo implica che l’effetto prezzo coincide con l’effetto reddito, e l’effetto sostituzione è nullo.

[ e ] FALSO, poiché è una retta uscente dall’origine degli assi con pendenza q1/q2 = 3.

3) MONETA E MACROECONOMIA NEOCLASSICA E KEYNESIANA (7, 8 10)


Partendo da una situazione iniziale di equilibrio interno ed esterno ante crisi, spiegare secondo la teoria
keynesiana (modello Mundell-Fleming) gli effetti di una politica fiscale restrittiva (suggerita come benefi-
ca austerità fiscale) in regime di cambi fissi e perfetta mobilità dei capitali. Considerare inoltre cosa suc-
cede se i mercati internazionali dei capitali al termine del riequilibrio, considerando la difficile situazione
del paese, temono che a quest’ultimo convenga uscire dagli accordi di cambio fisso.

RISPOSTA: La IS si sposta verso sinistra e l’equilibrio interno comporta una caduta del PIL e una fles-
sione del tasso d’interesse interno, che induce l’uscita di capitali con conseguente ritorno del tasso d’in-
teresse al livello superiore iniziale e una ulteriore caduta del PIL. Se a questo punto i mercati internazio-
nali dei capitali temono l’uscita del paese dagli accordi di cambio fisso, la curva BB si sposta verso l’alto
(per le aspettative di deprezzamento del tasso di cambio della nuova moneta nazionale) e l’equilibrio
finale provoca un ulteriore aumento del tasso d’interesse e un’ulteriore caduta del PIL. Vi ricorda qual-
cosa di attuale?

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