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Politecnico di Torino – IV Facoltà di Ingegneria – Esame di ECONOMIA POLITICA

COGNOME E NOME: ..................................................................................................................


QUESTO È IL MIO ULTIMO ESAME DELLA SPECIALISTICA: SI
HO INTENZIONE DI LAUREARMI IN QUESTA SESSIONE: SI
SONO UNO STUDENTE DEL VECCHIO ORDINAMENTO: SI

1) CONTABILITÀ NAZIONALE, MERCATO, ECONOMIA CLASSICA (Capitoli da 1 a 4):


Le curve di domanda e offerta di un mercato perfettamente concorrenziale per un determinato bene h sono rispettivamente
Q = 10 − p e Q = −6 + 3p , dove p è il prezzo corrente e pe è il prezzo atteso dai produttori. La produzione è realizzata
D S e

con tecniche a coefficienti flessibili e le imprese formano le loro previsioni di prezzo tramite aspettative statiche estrapolati-
ve. L’elasticità della domanda rispetto al prezzo di un altro bene k è pari a 4. Si considerino i seguenti due eventi alternativi:
EVENTO A: aumento del prezzo del bene k del 5%; EVENTO B: aumento del prezzo del bene k del 5% e contempora-
neamente introduzione di una tassa sulle vendite pari a 2 per ogni unità di prodotto.
Ogni risposta corretta alle domande seguenti vale 2 punti:
1. calcolare prezzo e quantità di equilibrio iniziale (prima del verificarsi di uno qualsiasi degli eventi);
2. calcolare prezzo e quantità di equilibrio a seguito del verificarsi dell’evento A;
3. verificare se il mercato è in grado di convergere autonomamente verso il nuovo equilibrio (quello trovato in 2);
4. spiegare se il verificarsi dell’evento B permette di raggiungere una posizione di equilibrio;
5. calcolare la variazione del surplus del produttore del bene h in seguito al verificarsi dell’evento B.

RISPOSTA
1. Essendo le aspettative statiche estrapolative, p = p−1 , dove p−1 è il prezzo del bene nel periodo precedente. In equili-
e

⎧Q D = 10 − p p* = 4
brio, p−1 = p (i prezzi sono stabili); inoltre Q = Q , per cui: ⎨ S ⇒ 10 − p = −6 + 3p ⇒
D S
.
⎩Q = −6 + 3p Q* = 6
2. L’elasticità della quantità domandata del bene h rispetto al prezzo del bene k è:
D D D
dQ Q dQ dpk
εp = =4⇒ D
=4 = 4 ⋅ 5% = 20% . La curva di domanda del bene h esprime la quantità domandata del
k
dpk pk Q pk
bene h in funzione del prezzo dello stesso bene (pendenza della retta) e di altri fattori (quali le preferenze dei consumatori,
il loro reddito, il prezzo di altri beni) (intercetta verticale); una variazione nel prezzo degli altri beni determina pertanto una
variazione della posizione della curva di domanda, ma non della sua pendenza. Di conseguenza, la nuova curva di domanda
⎧Q D ' = 12 − p p * ' = 9 / 2 = 4, 5
a seguito dell’evento A è: Q ' = 10 ⋅1.2 − p = 12 − p : ⎨ S ⇒ 12 − p = −6 + 3p ⇒
D
.
⎩Q = −6 + 3p Q * ' = 15 / 2 = 7, 5

3. Affinché gli equilibri siano stabili in un mercato con aspettative statiche, deve essere verificata la condizione β1 α 1 < 1 .
Qui, essendo 3/1 > 1, l’equilibrio non è stabile, pertanto il mercato non è in grado di raggiungere autonomamente la nuova
posizione di equilibrio ogniqualvolta l’evento A si verifichi.
4. A causa dell’evento B, non solo si verifica una variazione della curva di domanda, che diventa Q " = 12 − p , ma anche
D

dell’offerta. Se prima dell’introduzione della tassa le imprese, data la quantità QS, erano disposte a praticare un prezzo pari
a p = 2 + (1 / 3)Q , dovendo ora pagare una tassa pari a 2 su ogni pezzo venduto richiederanno un prezzo pari a
S

p = 4 + (1 / 3)Q . La nuova curva di offerta in seguito all’evento B è pertanto Q " = −12 + 3p :


S S e

⎧Q D " = 12 − p p *" = 6
⎨ S ⇒ 12 − p = −12 + 3p ⇒ . Le imprese inizialmente producevano Q* = 6 e – a causa dell’evento
⎩Q " = −12 + 3p Q *" = 6

B – sono disponibili a vendere sempre Q* = 6, ma al prezzo p = 4 + (1 / 3)Q* = 4 + (6 / 3) = 6 . Poiché il prezzo di offerta


S

coincide con quello domandato p = 12 − Q* = 6 , il mercato nell’equilibrio finale (a seguito dell’evento B) rimane nella
D

stessa situazione dell’equilibrio iniziale relativamente alle quantità prodotte e domandate, nonostante le aspettative statiche.
5. Il surplus del produttore è definito da (p* – cmin)Q*/2, dove cmin è il costo marginale quando la quantità venduta è zero.
Inizialmente il surplus del produttore è: (4 – 2)6/2 = 6, poiché cmin = 2 per –6 + 3p = 0. In seguito all’evento B, il surplus
del produttore è: (6 – 4)6/2 = 6, poiché cmin = 4 per –12 + 3p = 0. Il surplus del produttore è quindi rimasto invariato. Infat-
ti, viene venduta la stessa quantità a un prezzo maggiorato solo della tassa, che deve essere versata allo Stato.

2) MICROECONOMIA DELLA FAMIGLIA E DELL’IMPRESA (Capitoli 5 e 6):


Spiegare la differenza tra beni normali e beni di Giffen.
RISPOSTA
I beni normali sono caratterizzati da un effetto reddito positivo: un aumento del reddito determina un aumento del loro
consumo. I beni di Giffen sono invece beni inferiori, per cui l’effetto reddito è negativo: un aumento del reddito determina
una diminuzione del loro consumo. Ma i beni di Giffen, a differenza degli altri beni inferiori, sono caratterizzati da un effet-
to reddito molto potente, che inverte la pendenza della curva di domanda rispetto al suo prezzo: una diminuzione di prezzo
di un bene di Giffen induce il consumatore a ridurre il consumo di tale bene. L’effetto sostituzione nei confronti di un altro
bene (sostituto imperfetto), il cui prezzo è rimasto invariato, farebbe aumentare il consumo, ma l’effetto ricchezza conse-
guente alla diminuzione di prezzo, induce il consumatore a diminuire fortemente il consumo di tale bene, in modo da so-
pravanzare l’effetto sostituzione e quindi alla fine da determinare un minor consumo del bene stesso.

3) MONETA E MACROECONOMIA NEOCLASSICA E KEYNESIANA (Capitoli 7, 8 e 10):


Si consideri un modello neoclassico standard con coefficienti di produzione variabili, perfetta flessibilità dei prezzi e dei
salari e quantità costante di moneta in circolazione. Nel breve periodo un’innovazione organizzativa viene introdotta dalle
imprese nel processo produttivo e viene percepita dai consumatori e dalle imprese come permanente. Dire VERO o FAL-
SO per ciascuna delle seguenti affermazioni, motivandone obbligatoriamente le risposte: (2 punti ciascuna):
[ a ] il salario reale aumenta;
[ b ] il livello generale dei prezzi aumenta;
[ c ] il salario nominale diminuisce;
[ d ] il tasso d’interesse aumenta;
[ e ] la domanda aggregata aumenta.
RISPOSTA
[a] VERO in quanto la maggiore produttività (media e marginale) del
lavoro indotta dall’innovazione organizzativa fa traslare verso destra
la domanda di lavoro (vedi figura) e quindi il salario reale di equili-
brio aumenta da ω° a ωʼ
[ b ] FALSO in quanto l’aumento dell’occupazione (L’ > L° nella figura)
determina un aumento del PIL di piena occupazione e – data la
quantità di moneta in circolazione – per la teoria quantitativa della
moneta il livello generale dei prezzi diminuisce: P’ = M°v/Y’ < P°=
M°v/Y° per Y’ > Y°;
[c] VERO se il PIL cresce più del salario reale
FALSO se avviene il contrario, in quanto w = ωP = ωM°v/Y*
dw/w = dω/ω – dY*/Y*;
[ d ] VERO in quanto l’aumento del reddito presente (∆Y > 0) farebbe
aumentare il risparmio e quindi flettere il tasso d’interesse, ma –
essendo ∆Y percepito dalle famiglie come un aumento permanente
(anche nel futuro) – fa crescere il valore attuale dei redditi attesi
(∆Ye > 0), con conseguente aumento del consumo e diminuzione del risparmio; questo effetto è inoltre rafforzato
dall’aumento della ricchezza reale indotto dalla caduta del livello generale dei prezzi; sul mercato dei finanziamenti la
curva del risparmio trasla quindi a sinistra e il tasso d’interesse aumenta, ferma restando la curva degli investimenti e
il deficit della pubblica amministrazione; se poi consideriamo che anche le imprese rivedono i loro piani di capacità
produttiva a causa dell’aumento atteso di produzione, si sposta verso destra anche la curva degli investimenti, raffor-
zando l’aumento del tasso d’interesse;
[e] VERO in quanto per la legge di Say ogni aumento di offerta determina un incremento della domanda aggregata; in
questo caso crescono sicuramente i consumi per l’aumento del valore attuale delle risorse (redditi e ricchezza), men-
tre gli investimenti risentono di due effetti contrastanti (l’aumento di produzione atteso stimola l’attività d’investi-
mento e l’aumento del tasso d’interesse la deprime), ma il tasso d’interesse di equilibrio garantisce che la domanda
sia sempre uguale all’offerta.

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