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PSICOLOGIA GENERALE - 22 NOVEMBRE 2021 (Lezione 20)

IL CERVELLO: la lateralizzazione emisferica e i fenomeni di plasticità


La divisione del cervello:
- TRONCO ENCEFALICO: è implicato nella regolazione del ciclo sonno-veglia ed
anche nel livello di attivazione dell’individuo.
Questa struttura influisce anche nell’attenzione che noi utilizziamo costantemente per
relazionarci con il mondo esterno, in questo caso influiscono anche alcuni ormoni
come il cortisolo (processi psichici di un bacio) e la melatonina (regolazione ciclo
sonno-veglia).
- CERVELLETTO: svolgimento di azioni e compiti motori, ma anche di memorie di tipo
procedurale, cioè memorie che implicano le abilità.
- AMIGDALA e IPPOCAMPO: sono coinvolti, insieme al sistema limbico nella
regolazione emotiva e quando si verificano delle lesioni in questa struttura si hanno
delle mancanze nelle memorie emotive, che hanno una particolare importanza per il
soggetto.
- TALAMO: è come un centralino che riceve informazioni e le filtra; questo ci
permette di capire quali sono le funzioni maggiormente localizzate in aree rispetto ad
altre come nel corpo calloso.
- CORTECCIA CEREBRALE: è lo strato più esterno del cervello e Rappresenta l’80%
del volume totale e si suddivide in due emisferi: emisfero destro e emisfero sinistro,
inoltre possiamo identificare quattro lobi: quello frontale, quello parietale, quello
occipitale il lobo temporale.
Si trovano anche le circonvoluzioni (rilievi) e i solchi (avvallamenti).
La corteccia cerebrale è suddivisa in aree: le aree sensoriali primarie, l'area motoria
primaria e le aree associative.

Sia la corteccia motoria che la corteccia somatosensoriale sono organizzate


somatotopicamente quindi, le parti diverse di corteccia controllano diverse parti del corpo.
In questa immagine vediamo la mano molto grande perchè si ha una grossa area dedicata
alla mano (sproporzionalità).

Le aree associative che sono situate nella regione posteriore della corteccia sono coinvolte
nell'elaborazione delle informazioni che arrivano dalle aree sensoriali.
I segnali giungono alle aree associative frontali che ricevendo informazioni anche dal
sistema limbico, definiscono il piano generale di un'azione, quindi, diciamo che le aree
associative sono molto importanti e presentano anche funzioni cognitive complesse di
pensiero, di ragionamento, di linguaggio e di pianificazione di un'azione.
Il corpo calloso è una banda di fibre che collega gli emisferi destro e sinistro; al suo interno
ci sono tre fessure (visibili nell’immagine):
- scissura longitudinale: divide il cervello nei due emisferi
- scissura di Rolando: divide il cervello in una parte anteriore e una posteriore
- scissura o punto di Silvio: percorre il cervello in direzione antero-posteriore.
Queste fessure ci permettono di delineare le varie strutture del cervello, come ad esempio il
lobo frontale, il lobo parietale, il lobo occipitale e il lobo temporale; questi ci indicano le varie
funzioni e le diverse aree che si trovano al loro interno.
● Lobi occipitali: al suo interno si hanno le funzioni visive, quindi in caso di lesioni si
avranno deficit di tipo visivo.
● Lobi parietali: sono i centri di visualizzazione delle immagini grafiche.
● Lobi frontali: svolgono funzioni molto complesse, come la produzione linguistica e la
pianificazione dei comportamenti, delle azioni (aree frontali), le abilità sociali ed
anche alcuni aspetti della personalità perchè alcune aree sono implicate nel controllo
degli impulsi.
● Lobi temporali: sono situati nelle aree inferiori laterali della corteccia e sono
prevalentemente coinvolti nelle funzioni uditive e nel linguaggio.
La corteccia tramite la fessura longitudinale si divide in due emisferi, ma sono connessi tra di loro
attraverso il corpo calloso che permette al nostro cervello di funzionare come qualcosa di unico,
infatti noi non riusciamo a capire che certe funzioni siano maggiormente localizzate e svolte
all’interno di un emisfero rispetto all’altro → lateralizzazione, grazie a questa struttura il nostro
cervello funziona in modo unitario.
Le lesioni nell’emisfero sinistro creano dei deficit linguistici, invece le lesioni in quello destro
portano a disfunzioni nelle capacità di percepire relazioni spaziali, come ad esempio nella
capacità di ricordare correttamente un percorso abituale.
Studi molto importanti su questo argomento sono quelli di Stern degli anni ‘60, che hanno
permesso di evidenziare le funzioni dei due emisferi, andando a operare con una resezione
del corpo calloso in soggetti che soffrivano di epilessia, per evitare che gli attacchi epilettici
si propagassero.

SPLIT BRAIN= cervello diviso

Esempio: se molte donne vengono sottoposte a compiti di natura linguistica si attiveranno


entrambi i lati del cervello, invece negli uomini si attiverà solamente il lato sinistro; quindi
possiamo dire che la lateralizzazione è meno pronunciata nelle donne
NEUROPLASTICITÀ: è la capacità del cervello di modificarsi in risposta alle esperienze,
quindi in base a questo fenomeno possono formarsi nuove sinapsi tra neuroni e nuove
connessioni sinaptiche che possono rafforzarsi, indebolirsi o perdersi.
Per lo psicologo è proprio il fenomeno della della plasticità neurale intesa come la capacità
dei neuroni di modificarsi nella loro struttura e anche nella loro funzione, che permette un
adeguamento delle strutture nervose all'ambiente, in termini di apprendimento e di
memorizzazione.
Questo è un fenomeno molto importante ed è particolarmente attivo nella prima fase della
vita post-natale, ma dura tutta la vita.
Plasticità neurale: riguarda il primo sviluppo del cervello, ma anche il recupero funzionale
nell’adulto in particolari momenti, come ad esempio un’eventuale lesione o di un
addestramento intensivo, come le persone che apprendono il Braille, esse avranno
un’espansione della zona cutanea corrispondente al dito indice.
Per evitare problemi successivi a gravi lesioni, gli scienziati suggeriscono di tenere allenato il
cervello, proponendo magari degli esercizi, anche strani, per cercare di usare i piedi al posto
delle mani o di utilizzare la mano sinistra invece della destra, così da poter migliorare i tempi
di reazione.
In alcuni studi è stata utilizzata la tecnica di ablazione, cioè l'asportazione di piccole parti del
sistema nervoso per vedere quali sono gli effetti che si creano, per poi studiare
successivamente le funzioni cerebrali.
Altri studi vengono fatti attraverso la stimolazione chimica o elettrica, tramite il quale si
registra l’attività elettrica cerebrale che ci dà indicazioni attraverso il posizionamento degli
elettrodi; questi elettrodi vengono messi sullo scalpo del soggetto secondo due tecniche
principali.
Per identificare gli stati del sonno non è sufficiente raccogliere soltanto l’attività elettrica
cerebrale, ma sono necessarie anche altre informazioni, come i movimenti oculari e il tono
muscolare.

Come possiamo vedere nella fotografia soprastante, gli elettrodi possono essere posizionati
anche sul volto, e poi successivamente attaccati ad una testina che permette di ottenere
l’elettroencefalografia EEG (inventata da Berger nel 1924, tramite l’utilizzo di strisce
metalliche attaccate allo scalpo e ad un galvanometro).
- Sonno profondo: presenta onde lente e molto ampie e l’attività elettrica cerebrale
viene indicata con il ritmo Delta.
- Veglia rilassata: onde veloci e piccole, indicate con il ritmo Alpha.
- Vita attiva: indicata con ritmo Beta.
- Addormentamento: indicato con il ritmo Teta.
- Sonno leggero: indicato dal ritmo Sigma.
La modifica delle onde è indice del fatto che tutti i neuroni stanno scaricando insieme, quindi
si parla di attività sincrona.
L’attività cerebrale cambia quando ci troviamo nella fase del sonno denominata REM, cioè il
momento del sonno in cui hanno luogo tutti i nostri sogni (anche se questo non è del tutto
corretto).
Il sonno REM viene chiamato anche sonno paradosso, perchè paradossalmente il nostro
cervello è sveglio o comunque presenta un’attività che richiama quella della veglia, anche se
stiamo dormendo.
Ci sono molte tecniche e metodi di studio che ci permettono di avere delle informazioni
sempre più dettagliate e sofisticate, sia in relazione alla struttura che in relazione al
funzionamento del cervello.

Metodi di brain imaging:


● TAC: tomografia assiale computerizzata
● PET: tomografia ad emissione di positroni
● RMN: risonanza magnetica nucleare
● RMF: risonanza magnetica funzionale
● SMT: stimolazione magnetica transcranica

Esempio di immagini visibili attraverso la PET nella fotografia sottostante:

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