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LIGURES

Rivista di Archeologia, Storia,


Arte e Cultura Ligure 10

Istituto Internazionale di Studi Liguri


Bordighera 2012
LIGURES, 10 (2012)

I graffiti del Palazzo Vescovile di Genova


ITALO PUCCI

quello che oggi osserviamo fu costruito nel 1530


(altre fonti indicano il 1520) su disegni di Dome-
nico Caranca2 coadiuvato da Giovanni Pietro e
Giovanni Maria Pessallo.
Al suo interno però si trovano alcune colonne
con capitelli cubici in pietra di Promontorio pro-
venienti evidentemente da un edificio più anti-
co, forse proprio dal primitivo palazzo; colonne
molto simili si trovano ad esempio nel vicino
Palazzo Ducale.
In origine l’ingresso principale era ubicato
frontalmente a Salita all’Arcivescovado, poi nel
1845 con l’abbattimento della cortina di Palaz-
zo Ducale fu aperto in Piazza Matteotti (fig. 2).
Seriamente danneggiato dai bombardamenti del-
la seconda guerra mondiale fu ricostruito così
come oggi ci appare. Un loggiato con pianta a L
(figg. 3-4) si affaccia sul cortile interno dominato
dall’abside centrale della cattedrale di S. Loren-
zo e la sua architettura indica che fu costruito
contemporaneamente al palazzo. Sulle colonne
e sulle cimase delle balaustre di questo loggiato
si notano alcuni graffiti (segnalazione di Paolo
Gennaro dell’Istituto Internazionale di Studi Li-
guri). Come sovente accade negli edifici storici,
sostituzioni di elementi o radicali restauri hanno
Fig. 1 - Il palazzo in un’immagine di Domenico Cambiaso cancellato la maggior parte di queste testimo-
(metà del XIX sec.).
nianze e reso altre difficilmente leggibili; tuttavia
quanto pervenutoci attesta ancora una volta la
diffusione dell’uso di lasciare traccia della pro-
pria esistenza attraverso questo sistema origina-
E’ controverso se il primitivo Palazzo Arcive- le. Per quanto riguarda gli autori questi vanno
scovile si trovasse ove si trova l’attuale (fig. 1) ricercati certamente negli abituali fruitori del
oppure fosse presso il chiostro di S. Lorenzo in palazzo e cioè nel clero, forse qualche giovane
corrispondenza della cattedrale alla quale sareb- chierico, oppure nei soldati costituenti la guardia
be stato collegato con un ponte aereo1; quel- dell’Arcivescovo.
lo che invece conosciamo con certezza è che I graffiti sono stati ottenuti graffiando ripetu-

1 PASTORINO 1986. 2 BARBIERI 1938.

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RICERCHE E SEGNALAZIONI

Fig. 2 - Il palazzo come oggi si presenta. Fig. 3 - Il loggiato visto dal cortile.

tamente il marmo con una lama e gli intagli pre-


senti sono probabilmente il risultato dell’affilatu-
ra della stessa. Come in studi analoghi3 l’analisi
dei graffiti è stata condotta secondo una divisio-
ne tipologica che vede le seguenti categorie:
Simboli di presenza. Costituiti da lettere (figg.
5-6) interpretabili come iniziali di nomi e da
date (figg. 5, 7-9) e precisamente: 1744 – 1767
- 1768 – 1769 – 1796. Non è escluso che anche
i rimanenti graffiti siano stati tracciati in questo
intervallo di tempo che copre quindi poco più
di mezzo secolo.
Sfera del devozionale. Si conta una croce la-
tina, tre croci del calvario (figg. 10-11) cioè mu-
nite di piedistallo triangolare e due edifici nei
quali è possibile riconoscere delle chiese.
Nel primo edificio religioso (fig. 12) si rico-
noscono in particolare i due campanili laterali
con al centro una grande cupola; la notevole so-

3 PUCCI 2001-2008. Fig. 4 - Il loggiato visto dall’interno.

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RICERCHE E SEGNALAZIONI

Fig. 5 - La data 1769 con le iniziali G.S.B.V. Fig. 6 - La lettera A in due esemplari tracciati con stile diverso.

Fig. 8 - Particolare con le date 1796 e 1767.

Fig. 7 - Colonna con date graffite. Fig. 9 - Le date 1744 – 1768.

miglianza con la chiesa di S. Maria in Carignano Motivazione ludica. Si tratta di due filetti (il
(fig. 13) potrebbe far supporre che l’autore abbia gioco della tela a mulino) profondamente incisi.
inteso rappresentare proprio questa chiesa. Il se- Nel quadrato più interno del primo (fig. 15) si
condo edificio (probabilmente incompleto) pre- leggono la data 1769 e le lettere G.S.B.V.; men-
senta un corpo centrale e due campanili ai lati di tre nel quadrato più interno del secondo (fig.
altezza notevolmente differente (fig. 14). 16) compare una cavità emisferica forse un po’

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RICERCHE E SEGNALAZIONI

Fig. 10 - Croce del Calvario. Fig. 11 - Croce del Calvario.

Fig. 12 - Primo edificio religioso (frottage). Fig. 13 - Santa Maria in Carignano in una stampa settecentesca.

troppo piccola per ospitare le pedine necessarie allungata ma causa il degrado del supporto la-
al gioco. pideo è impossibile definirne il tipo mancando
Memoria individuale. Possiamo contare in completamente le sovrastrutture (figg. 17-18) e
questa categoria due imbarcazioni dalla forma due edifici con destinazione civile o militare la

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RICERCHE E SEGNALAZIONI

Fig. 15 - Primo filetto.

Fig. 14 - Frottage del Secondo edificio religioso.

Fig. 16 - Secondo filetto.

Fig. 17 - Silhouette della prima imbarcazione. Fig. 18 - Frottage della fig. 17.

cui conservazione pone le medesime problema- obliquamente probabilmente a rappresentare il


tiche. selciato.
Il primo edificio (figg. 19-20) presenta una Il secondo edificio (fig. 22) è costituito da una
grande torre centrale affiancata da due corpi sorta di torre che si stacca da un grande corpo
di minore altezza, sulla torre sventola una ban- centrale; si notano tre bandiere due delle quali
diera ed alla base si apre una porta, forse pro- crociate come quelle della Repubblica di Geno-
prio una delle porte della città (fig. 21), il tutto va, la cui asta è munita nella parte terminale di
poggia su una figura quadrangolare tratteggiata una sfera similmente alle rappresentazioni della

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RICERCHE E SEGNALAZIONI

Fig. 19 - Immagine del primo edificio civile. Fig. 20 - Frottage della fig. 19.

Fig. 21 - Esempio di edificio reale (Porta di San Berardino) che Fig. 22 - Secondo edificio civile (frottage).
potrebbe aver ispirato l’autore del graffito di fig. 19.

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RICERCHE E SEGNALAZIONI

miniatura di Battista Beccari del 1435 (fig. 23).


Come in altri casi si è preferito presentare l’im-
magine del frottage che evidenzia maggiormente
i sottili tratti che risultano poco distinguibili dal-
la fotografia.

Ringraziamenti
Si ringrazia l’Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici
dell’Arcidiocesi di Genova nella persona del diret-
tore Sac. Giovanni Giorgio Venzano per la con-
cessione al rilevamento dei graffiti, della dott.ssa
Grazia Di Natale (che attualmente ricopre la carica
di Pro-Direttore) per l’assistenza sul sito e Monsi-
gnor Carlo Canepa, parroco della chiesa di S. Maria
della Cella, per i preziosi suggerimenti.

Fig. 23 - Particolare della miniatura.

Bibliografia
BARBIERI P. 1938, Cronologia Edilizia, in “Genova Rivista PUCCI I. 2001, Giochi sulla pietra nel Genovesato, in “Il paese
Municipale”, Genova. dei balocchi”, Genova
PASTORINO T. 1986, Dizionario delle Strade di Genova, Geno- PUCCI I. 2008, I soldati di ventura a Genova attraverso i loro
va, terza edizione a cura di B.M. Vigliero, Genova. graffiti, Genova.

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