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Gianfranco Cunsolo
Tecnologia
meccanica
Dalla materia prima
alla tecnologia di processo

TECNOLOGIA
Gianfranco Cunsolo
Tecnologia
meccanica
Dalla materia prima
alla tecnologia di processo
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Gianfranco Cunsolo
Tecnologia
meccanica
Dalla materia prima
alla tecnologia di processo

TECNOLOGIA
Indice

1 I materiali
1 Considerazioni economiche 2
2 Considerazioni tecniche 2
3 Scelta dei materiali 7
4 Proprietà fisiche dei materiali 8
5 Proprietà tecnologiche 10
6 Proprietà meccaniche 13
7 Proprietà chimiche 15
8 Struttura interna dei metalli e delle leghe metalliche 16
QUESITI-ESERCIZI 22

2 Microstruttura dei materiali e loro proprietà


1 Proprietà dei metalli 24
2 Formazione del reticolo cristallino e dei cristalli o grani metallici
(la cristallizzazione) 26
3 Imperfezioni nei grani metallici 30
4 Fattori che influenzano le caratteristiche dei materiali metallici 36
QUESITI 38

3 Il materiale metallico
1 I grani metallici 39
2 Legame metallico e reticolo cristallino 39
3 Le leghe metalliche 43
4 Le leghe a cristalli misti 46
5 Le leghe a miscuglio di cristalli 49
QUESITI 51

4 Processi di produzione della ghisa e dell’acciaio


1 Produzione della ghisa greggia 52
2 Produzione della ghisa (di seconda fusione) per le fonderie 61
3 Produzione dell’acciaio con il processo a ciclo integrale (dall’altoforno
via convertitore) 61
4 Produzione dell’acciaio da fusione del rottame ferroso tramite
forno elettrico 63
5 Post-trattamenti dell’acciaio 64
6 Colata dell’acciaio 66
QUESITI-ESERCIZI 70

IV
Gianfranco Cunsolo TECNOLOGIA MECCANICA - Vol.1 © Zanichelli 2012 Dalla materia prima alla tecnologia di processo
5 Gli acciai
1 Acciai al carbonio e acciai legati 71
2 Designazione unificata degli acciai 77
3 Indicazioni sulla scelta degli acciai 80
QUESITI 85

6 Le ghise
1 Proprietà delle ghise 86
2 Tipi di ghise 91
QUESITI 94

7 I metalli non ferrosi


1 I metalli pesanti 95
2 I metalli leggeri 108
3 Riciclo dei metalli non ferrosi 118
QUESITI 119

8 Le materie plastiche
1 Caratteristiche e impieghi 120
2 Molecole artificiali 122
3 Origine delle macromolecole 122
4 Configurazione delle macromolecole 125
5 Influenza della struttura e della configurazione (reticolo lineare o ramificato) 126
6 Lavorazione delle materie plastiche 128
7 Gli elastomeri 133
8 Resine termoplastiche 134
9 Resine termoindurenti 136
10 Riciclo delle materie plastiche 137
QUESITI 138

9 I materiali ceramici
1 Le ceramiche 139
2 Impieghi 140
3 Fabbricazione dei materiali ceramici 142
4 Struttura cristallina e legami chimici 148
5 Proprietà chimico-fisiche, strutturali e meccaniche dei materiali ceramici 149
QUESITI 154

10 Il vetro
1 Caratteristiche 155
2 Produzione del vetro 157
3 Proprietà del vetro comune 159
4 Tipologie di vetro 159
5 Riciclo del vetro 161
QUESITI 163

V
Gianfranco Cunsolo TECNOLOGIA MECCANICA - Vol.1 © Zanichelli 2012 Dalla materia prima alla tecnologia di processo
11 I materiali compositi
1 Evoluzione dei compositi ed esempi di applicazioni odierne 165
2 La struttura 166
3 Diversità rispetto ai metalli e alle loro leghe 169
4 Impieghi 170
5 Proprietà 172
6 Processi di fabbricazione 175
7 Compositi con elementi particellati 180
8 Ambiente e riciclo 183
QUESITI 184

12 Metallurgia delle polveri


1 Ciclo di produzione 186
2 Proprietà dei sinterizzati 190
3 Impieghi 195
QUESITI 196

13 Processi di solidificazione
1 Processi di fusione: solidificazione 197
2 Svantaggi del processo di solidificazione 201
3 Formatura 203
4 Formatura con terra e modello permanente 207
5 Procedimenti con modello transitorio 213
6 Processo Croning (o di microfusione) 217
7 Procedimenti in forma permanente 220
8 Difetti di fonderia 224
QUESITI-ESERCIZI 228

14 Lavorazioni per deformazione plastica


1 Comportamento del materiale sotto carico 229
2 Deformazioni a caldo e a freddo 231
3 CAE, CAD e ottimizzazione del processo di produzione per deformazione 232
4 Classificazione 233
5 Deformazione elastica (reversibile) e deformazione plastica (irreversibile) 233
6 Laminazione 234
QUESITI-ESERCIZI 243

15 Forgiatura e stampaggio
1 Forgiatura 244
2 Stampaggio 245
3 Stampaggio a freddo 246
4 Stampaggio a caldo 247
5 Gli stampi 249
6 Fondamenti della forgiatura 250
7 Fondamenti dello stampaggio 254
8 Piano di divisione e canale di bava 256
9 Ausilio CAE per la scelta dei parametri e lavorazione
sui centri di lavoro a CNC 257

VI
Gianfranco Cunsolo TECNOLOGIA MECCANICA - Vol.1 © Zanichelli 2012 Dalla materia prima alla tecnologia di processo
10 Macchine per la forgiatura e lo stampaggio 261
11 Applicazioni 265
QUESITI 265

16 Trafilatura ed estrusione
1 Parametri di trafilatura 266
2 Prodotti 269
3 Difetti di trafilatura 269
4 Estrusione 269
5 Riciclo 276
QUESITI-ESERCIZI 277

17 Imbutitura
1 Il processo 278
2 Determinazione del diametro iniziale D0 del disco 280
3 Prevenzione dei difetti 281
4 Rapporto di imbutitura 282
5 Lamiera di partenza e forza di imbutitura per pezzi cilindrici 284
6 Lubrificazione e velocità di imbutitura 285
7 Materiali per imbutitura 286
8 Imbutitura idromeccanica 286
9 Hydroform (imbutitura a matrice idraulica) 288
10 Imbutitura al tornio 289
QUESITI-ESERCIZI 290

18 Piegatura
1 Comportamento del materiale alla flessione 292
2 Raggio di piegatura 293
3 Forza di piegatura 297
4 Operazioni di piegatura 298
QUESITI 302

19 Tranciatura e punzonatura
1 Forza di taglio 303
2 Gioco tra punzone e matrice 305
3 Tranciatura fine 306
4 Tranciatura continua 308
QUESITI-ESERCIZI 309

20 Lavorazioni per asportazione di truciolo


1 Le lavorazioni 311
2 Processo di deformazione plastica 313
3 Scelte fondamentali 314
4 Macchine utensili: il tornio 333
5 Componenti del tornio 339
6 Le principali lavorazioni al tornio 347
QUESITI 354

VII
Gianfranco Cunsolo TECNOLOGIA MECCANICA - Vol.1 © Zanichelli 2012 Dalla materia prima alla tecnologia di processo
Appendice 1: Prove di laboratorio
Prova 1 Trazione su una provetta unificata 355
Prova 2 Confronto della resistenza di un acciaio prima e dopo l’incrudimento 363
Prova 3 Piegamento di materiali diversi 363
Prova 4 Durezza Brinell 364
Prova 5 Comportamento di materiali diversi sottoposti a ripetuti piegamenti 367
Prova 6 Durezza Vickers 368
Prova 7 Durezza Knoop 370
Prova 8 Durezza Rockwell HRB (Hardness Rockwell Ball)
e HRC (Hardness Rockwell Conic) 371
Prova 9 Resilienza 372

Appendice 2: Unità e sistemi di misura


1 Sistema internazionale di unità di misura 377
2 Classificazione delle leghe ferrose 383
3 Designazione degli acciai secondo la normativa europea EN 10027 383

Indice analitico 389

VIII
Gianfranco Cunsolo TECNOLOGIA MECCANICA - Vol.1 © Zanichelli 2012 Dalla materia prima alla tecnologia di processo
I materiali
1
Obiettivi
Conoscere i diversi materiali, i processi di lavorazione, i criteri
tecnici ed economici.

Abilità
Saper scegliere il materiale più adatto rispetto all’impiego che
se ne vuole fare.

Ai fini della scelta dei materiali da impiegare per la fabbricazione dei


componenti delle macchine è necessaria non solo la conoscenza tecnica-
economica delle loro proprietà e dei relativi costi, ma anche la conoscenza FIGURA 1. Ducati 848
Evo. Il motore utilizza una
più generale dei processi produttivi, dei trattamenti termici da eseguire sui
testata in lega ultraleggera
materiali per variarne le proprietà, delle condizioni ambientali, alle quali i al magnesio. 1. Imbiellag-
materiali saranno sottoposti, e di un ragionevole termine di vita dei com- gio: albero motore in ac-
ponenti (FIGURA 1). ciaio da nitrurazione; biella
in acciaio da bonifica; pi-
La riciclabilità e una produzione meno energivora (a più basso consu- stone in lega di alluminio,
mo di energia) assumono sempre più importanza nell’ambito di un’eco- componente stampato. 2.
nomia sostenibile e di una produzione compatibile con le risorse residue Bilancieri: acciaio da ce-
del pianeta e con il crescente fabbisogno, specie nelle nazioni di più recente mentazione, con processo
di superfinitura. 3. Valvole:
industrializzazione. La scelta del materiale è quindi un problema che pre- acciaio ad alta resistenza
suppone molteplici considerazioni sia tecniche che economiche. a caldo.

1 I materiali 1
Gianfranco Cunsolo TECNOLOGIA MECCANICA - Vol.1 © Zanichelli 2012 Dalla materia prima alla tecnologia di processo
1 Considerazioni economiche
 Il costo del materiale ottimale non è automaticamente il più basso.
 Il costo del processo di fabbricazione del componente deve essere il
più basso possibile.

OSSERVAZIONE Per esempio, il costo in peso dei getti in acciaio rispet-


to a quello dei getti in ghisa è circa il doppio, mentre quello dei getti
in ottone, bronzo e leghe leggere, come quelle dell’alluminio, è circa il
quadruplo.
I getti in leghe leggere divengono invece economicamente competitivi se
si considera che questi si ottengono con spessori inferiori e che quindi il
loro costo in volume si riduce soprattutto rispetto ai getti in ghisa, meno
rifiniti.
Il costo di fabbricazione con le macchine utensili per asportazione di
truciolo è minore, e decisamente migliore è la lavorabilità del materiale.
In questo caso, per la lavorazione dell’alluminio occorre meno tempo
rispetto a quello che occorre per l’acciaio, per il bronzo e per l’ottone,
essendo l’alluminio più velocemente lavorabile. Il costo di fabbricazione
per stampaggio diventa conveniente solo per la produzione in grandi se-
rie, perché il costo degli stampi viene ammortizzato sul grande numero
di pezzi fabbricati.

2 Considerazioni tecniche
Le proprietà meccaniche, fisiche e chimiche devono garantire il funzio-
namento del componente per tutta la durata di vita programmata e la sua
rottura non deve essere catastrofica. Questo fattore deve essere tenuto in
particolare considerazione, naturalmente, specie in caso di componenti di
veicoli, ascensori, funivie, eccetera.

È indispensabile conoscere la capacità di resistenza meccanica del mate-


riale alle forze e ai momenti ai quali verrà sottoposto, agli agenti chimici,
come la resistenza alla corrosione, e alle condizioni fisiche, quali il calo-
re, le basse temperature, l’attrito.

 I materiali metallici sono caratterizzati dalla loro proprietà di ri-


flessione della luce (lucentezza metallica), dalla loro buona deforma-
bilità (malleabili) e dal fatto che sono buoni conduttori (elettrici e
termici).

 I non metalli possono avere alcune delle proprietà dei metalli, ma


non tutte.

 I materiali compositi sono ottenuti dall’unione di due o più mate-


riali di differenti proprietà.

2 1 I materiali
Gianfranco Cunsolo TECNOLOGIA MECCANICA - Vol.1 © Zanichelli 2012 Dalla materia prima alla tecnologia di processo
I materiali metallici si distinguono in: ferrosi e non ferrosi. LEGA
I materiali metallici ferrosi sono gli acciai e le ghise. Se allo stato liquido due
o più metalli formano una
soluzione, allo stato solido
formano una lega metallica.
2.1 Metalli ferrosi Si possono formare leghe an-
che tra metalli e non metalli:
Acciai per esempio, l’acciaio e la
Sono materiali metallici ferrosi contenenti in genere quantità molto piccole ghisa. Il materiale risultante
di carbonio, inferiori allo 0,5% (in teoria la quantità di carbonio può arri- ha proprietà metalliche dif-
ferenti da quelle dei relativi
vare fino al 2,06%). Hanno una grande resistenza meccanica e per questo
componenti.
motivo sono impiegati nella fabbricazione di componenti soggetti a varie
forze statiche e dinamiche, come alberi, ruote dentate, bielle, utensili, bul-
loni, pezzi fucinati (FIGURA 2a).

Ghise
Sono anch’esse leghe del ferro con il carbonio, presente in maggiore quan-
tità, mediamente tra il 3 e il 4%. Nonostante la loro scarsa resistenza mec-
canica, sono impiegate nella fabbricazione di pezzi di difficile forma per la
loro ottima fusibilità (FIGURA 2b), per i bancali delle macchine utensili o
per pezzi soggetti a usura come le ruote dei vagoni ferroviari.

Tavola riassuntiva dei materiali

metalli non metalli materiali compositi

metalli ferrosi metalli non ferrosi

metalli metalli materiali materiali


acciai ghise
pesanti leggeri naturali artificiali

acciai da costruzione ghisa grigia rame alluminio plastiche resine


marmo
acciai da utensili ghisa malleabile zinco magnesio vetro rinforzate
legno
acciai da bonifica ghisa sferoidale piombo titanio ceramica metalli duri

TABELLA 1. Tavola riassuntiva dei materiali.

1 I materiali 3
Gianfranco Cunsolo TECNOLOGIA MECCANICA - Vol.1 © Zanichelli 2012 Dalla materia prima alla tecnologia di processo
FIGURA 2a. Albero motore e biella Ferrari. FIGURA 2b. Esempio di prodotto pressofuso.

2.2 Materiali metallici non ferrosi

Metalli pesanti
Hanno una densitàl > 5 gr/cm3.

 Sono il rame, lo zinco, il cromo, il nichel e il piombo.

Vengono spesso legati con gli acciai per formare acciai speciali o il bronzo,
una lega di rame e stagno, o vengono adoperati come metalli puri per le
loro particolari caratteristiche. Per esempio, il rame viene usato nell’indu-
stria elettrica (FIGURA 3); lo zinco, il cromo e il nichel sono utilizzati, per la
loro resistenza alla corrosione, come rivestimento degli acciai.

Metalli leggeri

 I principali sono: l’alluminio, il titanio e il magnesio.

L’ alluminio ha una densità l < 2,7 gr/cm3.


Il titanio ha una densità maggiore (l = 4,5 gr/cm3), ma anche una mag-
giore resistenza meccanica. Se legato con l’alluminio, la sua resistenza au-
menta ancora.

Più leggero dell’alluminio è il magnesio:l= 1,74 gr/cm3. Per questa sua


caratteristica leggerezza le sue leghe prendono il nome di leghe ultra-
leggere. Questi metalli e le loro leghe sono spesso utilizzati nei settori
più vari, dall’aeronautica ai serramenti degli infissi in edilizia (FIGURA 4).

2.3 Materiali non metallici: naturali e artificiali

Tra i materiali naturali utilizzati si annoverano i piani di granito (FIGURA 5)


per misurazioni, e tra i materiali artificiali la plastica, i ceramici e il vetro.
Quest’ultimi sono utilizzati soprattutto per la loro indeformabilità, il loro

4 1 I materiali
Gianfranco Cunsolo TECNOLOGIA MECCANICA - Vol.1 © Zanichelli 2012 Dalla materia prima alla tecnologia di processo
isolamento elettrico, la loro resistenza alla corrosione. Le ceramiche per
utensili sono resistenti all’usura anche a temperature sopra i 1200 °C, che
vengono raggiunte nelle lavorazioni di taglio ad altissima velocità.

2.4 Materiali compositi

I materiali compositi, dai primi mattoni, costituiti da paglia e fango, all’o-


dierno cemento armato (calcestruzzo e tondini di ferro), sono sempre stati
usati nei campi più diversi. Le applicazioni spaziano oggi dal settore edi-
lizio a quello aereonautico, data la loro caratteristica di unire un’elevata
resistenza con la leggerezza.

Con il nome di metalli duri i materiali compositi sono impiegati negli


utensili di taglio delle macchine per l’asportazione di truciolo perché
mantengono un’elevata durezza anche a elevate temperature fino a 900
°C (FIGURA 6).

FIGURA 3. In alto, matasse di rame; qui a de-


stra un serpentino in rame (boiler per riscal-
damento).

1 I materiali 5
Gianfranco Cunsolo TECNOLOGIA MECCANICA - Vol.1 © Zanichelli 2012 Dalla materia prima alla tecnologia di processo
FIGURA 4. Cerchio in lega leggera per auto.

FIGURA 5. Piano in granito.

Punta nominale.

3° 3. 2.
rз1 1.
rз 2 rз1 = 0,4 21
22
ae

bs
bf

FIGURA 6. Inserti per lavorazioni di tornitura.

6 1 I materiali
Gianfranco Cunsolo TECNOLOGIA MECCANICA - Vol.1 © Zanichelli 2012 Dalla materia prima alla tecnologia di processo
3 Scelta dei materiali
Ogni macchina è costituita da diversi componenti, che devono soddisfare
le più diverse prestazioni. La scelta dei materiali deve essere conseguente-
mente la più appropriata per soddisfare tali esigenze (FIGURA 1).
Gli ingranaggi, per esempio, devono resistere alle sollecitazioni durante
la lavorazione di taglio. I materiali di una macchina utensile (FIGURA 7) che
rispondono a queste esigenze, con un’elevata resistenza meccanica, sono gli
acciai bonificati.
L’utensile deve avere un’elevata durezza, anche ad alte temperature: i ma-
teriali adatti sono l’acciaio rapido, il super-rapido, i metalli duri e i ceramici.
Le cinghie di trasmissione devono resistere a forti trazioni ed essere fles-
sibili: rispondono a questi requisiti i materiali compositi sintetici rinforzati
con fibre di acciaio.
Il tavolo e il basamento sono di forma complessa e devono smorzare le
vibrazioni: la ghisa soddisfa queste due esigenze.

FIGURA 7. Fresatrice a CN.

1 I materiali 7
Gianfranco Cunsolo TECNOLOGIA MECCANICA - Vol.1 © Zanichelli 2012 Dalla materia prima alla tecnologia di processo
4 Proprietà fisiche dei materiali
Le proprietà fisiche sono proprie della natura del materiale, indipendente-
mente dalla forma e dalle sollecitazioni esterne.

 Ogni materiale ha un proprio indice di grandezza fisica.

Massa volumetrica (densità)


3
 La densitàl= m/V [Kg/m ] (TABELLA 2) di un materiale è il rapporto
tra la massa m e il volume V di un corpo.

Temperatura di fusione (punto di fusione)

 Il punto di fusione di un metallo (quando inizia a fondere) può esse-


re espresso in °C o in gradi K (TABELLA 3).

OSSERVAZIONE Rispetto ai metalli, le leghe, come gli acciai e i bronzi,


essendo costituite da più di un elemento non hanno un unico punto di
fusione, ma un intervallo all’interno del quale la temperatura varia da
inizio a fine fusione.

Materiale
Massa vol. Massa vol. Massa vol.
metallico
acciaio comune 7,75 nichel 8,63
alluminio 2,69 niobio 8,60
alluminio (leghe) 2,70 oro 19,30
antimonio 6,70 ottone 8,40
argento 10,49 piombo 11,50
berillio 1,84 platino 21,42
bronzo 8,50 rodio 12,41

cadmio 8,64 rame 8,80


cobalto 8,90 rutenio 12,45
cromo 7,10 silicio 2,42
cuproalluminio 7,70 stagno 7,30

ferro 7,87 tantalio 16,60

ghisa 7,20 tellurio 6,25

magnesio 1,77 titanio 4,50

wolframio
manganese 7,44 19,40
(o tungsteno)

molibdeno 10,66 zinco 7,12

TABELLA 2. Valore della massa volumetrica alla temperatura di 20 °C espressa in kg/dm3.

8 1 I materiali
Gianfranco Cunsolo TECNOLOGIA MECCANICA - Vol.1 © Zanichelli 2012 Dalla materia prima alla tecnologia di processo
temperatura Materiale temperatura VIBRAZIONI
Materiale metallico RETICOLARI
di fusione °C metallico di fusione °C
Gli ioni occupano posizio-
acciaio 1400 ottone 900 ÷ 1000 ni regolari nello spazio e
compongono la struttura
alluminio 659 oro 1063
cristallina dei metalli. Questi
argento 960 piombo 327 non sono immobili nelle loro
posizioni di equilibrio, ma vi-
bronzo 900 ÷ 960 platino 1769
brano armonicamente intorno
cadmio 321 rame 1083 a esse. I loro moti non sono
indipendenti l’uno dall’altro,
cobalto 1495 silicio 1412
ma agiscono all’unisono.
cromo 1800 selenio 220
ferro 1536 stagno 232
ghisa bianca 1100 titanio 1800

M
ghisa grigia 1200 uranio 1131
magnesio 650 vanadio 1860
manganese 1224 tungsteno 3370

K
mercurio − 39 zinco 419

molibdeno 2625 zirconio 1850

nichel 1453

M
TABELLA 3. Temperatura di fusione in °C di materiali metallici.

K
Conduttività elettrica (conducibilità elettrica)

 Indica la capacità di lasciare passare la corrente elettrica. È l’inverso


della resistività elettrica.
M
OSSERVAZIONE I metalli sono buoni conduttori grazie agli elettroni
liberi, i quali non sono vincolati ai loro ioni di origine e formano un
K

flusso di corrente tra gli estremi di due poli ai capi del quale è applica- a

ta una differenza di potenziale. La conduttività nei metalli varia però


in funzione della temperatura: un aumento di temperatura porta a una
diminuzione della conducibilità elettrica perché i portatori di carica (gli
elettroni) diminuiscono la propria mobilità (e quindi la conducibilità)
M

a causa dell’aumento delle vibrazioni reticolari all’interno del materiale


(per via dell’aumento della temperatura). Quello che ha la più alta con-
ducibilità è l’argento, seguito dal rame e dall’alluminio.
RESISTIVITÀ
La resistività specificalche è la resistenza R in ohm (1) che si oppone al SPECIFICA
La resistività elettrica, anche
passaggio di corrente in un conduttore lungo 1 m e di sezione 1 m2:l=
detta resistenza elettrica
R S/L = 1 m2/m = 1/m o con un sottomultiplo 1 mm2/m (TABELLA 4). specifica, è l’attitudine di
un materiale a opporre re-
 I materiali plastici, i ceramici e il vetro sono isolanti, avendo un’alta sistenza al passaggio delle
resistività elettrica. cariche elettriche.

1 I materiali 9
Gianfranco Cunsolo TECNOLOGIA MECCANICA - Vol.1 © Zanichelli 2012 Dalla materia prima alla tecnologia di processo
Materiale Materiale
1 · mm2/m 1 · mm2/m
metallico metallico

acciai 0,10 ÷ 0,25 manganina 0,5


alluminio (ricotto) 0,028 metallo Monel 0,42
anticorodal 0,039 molibdeno 0,056
argentana 0,038 nichel 0,072
argento 0,015 oro 0,023
berillio 0,05 ottone 0,07
bronzo fosforoso 0,08 piombo 0,21
cadmio 0,063 platino 0,105
carbone amorfo 0,42 rame 0,0173
cobalto 0,063 silicio 150
costantana 0,50 stagno 0,114
cromo 0,13 tantalio 0,15
ferro 0,098 titanio 0,50

wolframio
ghisa grigia 1,2 0,055
(o tungsteno)

grafite 12 uranio 0,34


magnesio 0,045 vanadio 0,247
manganese 1,85 zinco 0,06
mercurio 0,96 zirconio 0,43

TABELLA 4. Resistività elettrica dei materiali metallici a 20 °C.

Conduttività termica

I metalli, per le stesse ragioni viste per la conduttività termica, conduco-


no bene anche il calore, ossia l’energia termica. Per convincersene, è suf-
ficiente riscaldare un estremo di un filo di ferro e toccare l’altro estremo.
Al contrario, i materiali plastici, il vetro e l’aria costituiscono una barrie-
ra alla trasmissione del calore.

Allungamento termico (dilatazione lineare)


L’allungamento o il ritiro dovuto al riscaldamento o al raffreddamento è
caratteristico di ogni metallo e proporzionale alla lunghezza del corpo e
alla variazione di temperatura: 6l = l1 _ 6t, dove _ è il coefficiente di dila-
tazione del materiale (TABELLA 5).

5 Proprietà tecnologiche
Le proprietà tecnologiche caratterizzano il comportamento del materiale
durante le sue diverse lavorazioni. La malleabilità, la fusibilità, la salda-
bilità e la truciolabilità definiscono la capacità del materiale di lasciarsi

10 1 I materiali
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Capacità
Dilatazione Conducibilità termica massica
Materiale
termica termica
metallico Ct C
(m/m °C = 1/°C) (W/m · °C)
(J/kg °C) (cal/kg °C)

acciaio 12 57 480 114


acciaio inossidabile 9
alluminio 24 218 940 224
antimonio 209 50
argento 19 419 230 56
bario 280 68
berillio 1980 475
bronzo 18 370 90
cadmio 230 55
cobalto 430 103
cromo 63 510 122
ferro 450 108
ferro elettrolitico 88
ferro (20 ÷ 768 °C) 13,5
ferro (768 ÷ 910 °C) 11
ferro (910 ÷ 1401 °C) 12
ghisa grigia 10
ghisa sferoidale 12,5
lega invar 15
magnesio 155 1022 240
manganese 470 114
molibdeno 260 62
nichel 13 59 440 106
oro 14 310 120 31
ottone 19 92 370 90
piombo 29 38 120 31
platino 9 71 130 32
rame 16 372 380 91
stagno 23 62 230 56
titanio 570 136
vanadio 500 120
wolframio 140 34
zinco 26 110 380 92

TABELLA 5. Valori del coefficente di dilatazione termica lineare moltiplicato per 106 a tempe-
ratura 20 ÷ 100 °C, del coefficente di conducibilità termica di materiali metallici a 20 °C, del
coefficente di capacità termica massica e calore specifico di materiali metallici a 20 °C.

1 I materiali 11
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lavorare, rispettivamente, per deformazione plastica, per fusione, per uni-
re insieme due pezzi e per asportazione di truciolo con macchine utensili.

5.1 Malleabilità (plasticità)

La capacità di lasciarsi deformare differisce molto da materiale a materiale


e se effettuata a caldo o a freddo. Per esempio, a freddo il piombo si può
deformare facilmente, mentre l’acciaio deve prima essere sufficientemente
riscaldato. Lo stesso acciaio, se incrudito da precedenti lavorazioni mecca-
niche o se indurito in seguito a trattamenti termici, perde la sua plasticità o
malleabilità e può manifestare screpolature o arrivare alla rottura.

OSSERVAZIONE Il rame, l’alluminio, l’ottone e l’acciaio possono essere


deformati plasticamente dopo riscaldamento per stampaggio, laminazio-
ne, pressatura. Il rame, il piombo, lo zinco, lo stagno e l’acciaio posso-
no essere deformati senza riscaldamento, ossia a temperatura ambiente
(a freddo) con la laminazione, l’estrusione, la trafilatura, l’imbutitura,
eccetera. Gli acciai temprati per lame da taglio o molle si lasciano de-
formare elasticamente: ciò significa che la lama si può piegare e che poi
al cessare della forza di piegamento ritorna alla sua forma originaria. Si
parla in questo caso di elasticità del materiale.

 In particolare, la capacità di lasciarsi trasformare in fili o sottili lami-


ne si definisce duttilità. I fili di rame o di ferro ne sono un esempio.

5.2 Fusibilità (colabilità)

GETTO SANO  Un materiale che può essere colato in forme e che può riempirle com-
Un prodotto che, ottenuto dal pletamente, senza difetti e inclusioni gassose, è un materiale adatto per
processo di solidificazione dar luogo a getti sani. I metalli con buona fusibilità devono quindi ave-
(dopo essere stato fuso),
re, allo stato liquido, una buona fluidità e reagire poco con l’aria.
non presenta difetti interni
ed esterni.
OSSERVAZIONE Le ghise e il bronzo hanno un’ottima fusibilità. Facil-
mente colabili sono pure lo zinco e il piombo.

Le leghe leggere da fonderia richiedono invece maggiore cura per evitare


la formazione di gas e di ossidi durante la fusione e la colata nella forma.
Sono poco colabili l’acciaio dolce e il rame.
L’acciaio è meno fusibile per un maggior ritiro durante il raffreddamento.

5.3 Saldabilità

 Sia i materiali metallici che le plastiche possono unirsi in un sol pez-


zo per fusione o pressione.

12 1 I materiali
Gianfranco Cunsolo TECNOLOGIA MECCANICA - Vol.1 © Zanichelli 2012 Dalla materia prima alla tecnologia di processo
I materiali metallici saldabili hanno anche una buona capacità di defor- BAGNO
marsi plasticamente, come per esempio gli acciai dolci (con una bassa per- DI SALDATURA
centuale di carbonio). Zona fusa tra i lembi dei due
I materiali rigidi, ritirandosi durante la solidificazione del bagno di sal- pezzi da saldare.
datura, causerebbero tensioni nella struttura cristallina e pericolose mi-
crofessure a causa della variazione di temperatura tra la zona calda dove
avviene la saldatura e la zona del pezzo ancora fredda.

OSSERVAZIONE Alcuni materiali malleabili come l’alluminio hanno


però un’elevata conduttività termica. Ciò comporta una rapida diffu-
sione del calore e la difficoltà che la fusione delle parti da unire rimanga
localizzata.

5.4 Truciolabilità

 La facilità di un materiale a lasciarsi tagliare da un utensile è il requi-


sito principale per operazioni di tornitura, fresatura e trapanatura.

Una buona truciolabilità richiede:

m la formazione di trucioli corti. Trucioli lunghi formerebbero un grovi-


glio attorno all’utensile;
m la generazione di una superficie liscia;
m una buona conducibilità termica per disperdere il calore della zona di
taglio ed evitare alterazioni sulla superficie del pezzo.

OSSERVAZIONE In genere gli acciai più duri, le leghe di titanio, il rame,


la ghisa bianca e i materiali compositi sono più difficilmente lavorabili.

6 Proprietà meccaniche

6.1 Resistenza meccanica

 La capacità di un materiale di opporre resistenza alle azioni di diffe-


renti forze esterne definisce le sue proprietà meccaniche.

Se la direzione lungo la quale agiscono due forze esterne sul pezzo è


opposta o convergente, allora si hanno sollecitazioni di trazione o di
compressione (FIGURA 8).

Altre sollecitazioni di flessione, taglio, torsione e carico di punta sono visi-


bili in FIGURA 8.

1 I materiali 13
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PROVINO UNIFICATO
Ogni materiale metallico ha una sua resistenza, che dipende dalla capaci-
Il provino (o provetta) unifica- tà delle sue forze interne (di coesione) di contrastare l’azione deformante
to (normalizzato) per la prova delle forze esterne.
di trazione può avere forma
a sezione circolare, quadrata  Per resistenza di un materiale metallico s’intende la capacità del
o rettangolare. Secondo la
materiale stesso di sopportare sollecitazioni (di trazione, compres-
normativa nazionale italiana
(UNI) L0 = 5,65 . s0 , dove
sione, flessione, taglio, torsione), ossia la capacità delle forze interne
L0 è la lunghezza iniziale di coesione del materiale di contrastare l’azione deformante delle
tra i riferimenti (le lineette forze esterne.
segnate sulla provetta) e S0
l’area della sezione prima
La misura più indicativa della resistenza meccanica di un materiale (Rm) è
della prova.
data dal rapporto tra la forza (carico) massima di trazione (Fm) applicata
su un provino unificato e la sezione iniziale del provino stesso (So):
Provino per prova di trazione

F Rm = Fm/So (N/mm2).
So

Lo
F Superato questo valore massimo Rm (N/mm2), la resistenza del materiale
diminuisce perché in una sezione della provetta avviene una strizione, rapi-
S0
d do restringimento, che ne causa la rottura (FIGURA 9).

L0 OSSERVAZIONE Il carico unitario di rottura Rm si può esprimere anche


Provetta a testa semplice in MPa (1MPa = 1N/mm2).
per la prova di trazione

6.2 Durezza

 La resistenza di un materiale alla penetrazione da parte di un altro


materiale indica la sua durezza.

L’acciaio temprato, la ghisa bianca, i metalli duri per utensili, i bronzi, i


materiali ceramici e il vetro hanno un’elevata durezza. Il diamante è il ma-
teriale più duro.
Una buona durezza superficiale è necessaria, oltre che per gli utensili,

Trazione Compressione Flessione Taglio Torsione Carico di punta


Sollecitazione

F F
F

F F
F F F
F
F F F

Allungamento Accorciamento Piegamento Taglio Torsione Inflessione


Funi, Cuscinetti Alberi, Ribattini, Alberi, Colonne,
Esempi

catene, travature, viti, punte aste,


viti assi perni, da trapano chiodi per il legno
spine

FIGURA 8. Sollecitazioni.

14 1 I materiali
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anche per tutti i pezzi sottoposti all’usura, come le guide e i cuscinetti di
rotolamento e di strisciamento o le ruote dentate.
I materiali duri come i ceramici, il vetro, alcuni tipi di ghise e gli acciai
temprati non in modo appropriato, sono fragili.
Dei materiali metallici che sono sia resilienti che resistenti e sufficiente-
mente duri si dicono tenaci. Lo sono per esempio gli acciai bonificati, ossia
gli acciai che sono stati sottoposti a uno speciale trattamento termico.

 Al contrario, i metalli malleabili come gli acciai dolci hanno un’ele-


vata resilienza o resistenza alle sollecitazioni dinamiche.

7 Proprietà chimiche
Resistenza alla corrosione

 La resistenza all’alterazione della superficie per l’azione chimica


dell’aria, dell’acqua, di acidi e di altri agenti chimici indica la resi-
stenza del materiale alla corrosione.

I metalli nobili (l’oro, l’argento e il platino) sono resistentissimi alla cor-


rosione.
Gli acciai al nichel e al cromo, denominati inox, sono inossidabili.
Il rame, lo zinco, il piombo e le loro leghe hanno una buona resistenza,
mentre sono poco resistenti gli acciai meno legati e il ferro.

Rottura lungo
i bordi dei grani

Struttura interna non sollecitata

Struttura interna disgregata

Struttura interna sollecitata

FIGURA 9. Rappresentazione del comportamento della struttura cristallina dei metalli sotto la
sollecitazione a trazione.

1 I materiali 15
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OSSERVAZIONE Il piombo, però, col tempo può formare ossidi tossici.
Per questo non si usa più nelle tubazioni.
Particolarmente insidiosa è l’ossidazione a caldo degli acciai non legati
o poco legati, durante le fasi delle lavorazioni di deformazione plastica,
se questi non sono stati adeguatamente rivestiti di una pellicola protetti-
va o trattati termicamente in superficie.

8 Struttura interna dei metalli


e delle leghe metalliche

8.1 Legami ionici e metallici

La conoscenza della struttura dei metalli puri e delle loro leghe ha grande
importanza perché da essa derivano le proprietà fisiche e meccaniche dei
materiali metallici, come per esempio la temperatura di fusione, la resisten-
za, la durezza o la duttilità.

 Tutti i materiali metallici sono caratterizzati da una struttura cristallina.

Anche altri materiali hanno strutture cristalline, come per esempio il co-
mune sale da cucina (il cloruro di sodio NaCl, FIGURA 10) o il quarzo (FIGU-
RA 11). La sezione A-A in FIGURA 12 mostra come il materiale è formato da
tanti cristalli uniti tramite giunti.
La FIGURA 13 mostra la sezione di una lega Ag-Cu data dal miscuglio di
cristalli di Ag (chiari) e di Cu (scuri). Naturalmente per i metalli è neces-
sario un ingrandimento con il microscopio per poter vedere i loro cristalli,
molto più piccoli, detti grani metallici.

 Ciò che caratterizza la struttura dei materiali metallici da quella, per


esempio del sale e del quarzo, è il differente tipo di legame chimico,
cioè il tipo di attrazione elettrostatica che tiene uniti gli atomi tra loro.

A A

FIGURA 10. Cristalli di cloruro di sodio (NaCl) a FIGURA 11. Cristalli di quarzo.
perfetta geometria cubica.

16 1 I materiali
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Il legame metallico è diverso dal legame ionico del NaCl o del LiF del quarzo. PROCESSO
DI OSSIDAZIONE
Mentre nel legame ionico la forza di attrazione è tra ioni di carica oppo- L’acciaio può essere aggredito
sta, in quello metallico il legame elettrostatico è tra gli ioni del metallo e da un processo di deteriora-
gli elettroni liberi che avvolgono il reticolo. mento causato da un feno-
meno spontaneo e irreversi-
bile innescato dall’interazione
Questi materiali hanno ambedue strutture cristalline, formate da una di- chimico-fisica con l’ambiente.
sposizione geometricamente ordinata di atomi (più precisamente di ioni), Il fenomeno in questione è la
che forma un reticolo costituito dalla ripetizione di tante celle elementari, corrosione, e gli agenti corrosivi
tutte uguali come forma e dimensioni (FIGURE 14, 15, 16, 17, 18). più comuni sono l’ossigeno
e l’acqua. Comunemente si
dice che l’oggetto metallico
 Vi sono poi altre sostanze, come il vetro, la lacca ecc., che sono dette arrugginisce, sfaldandosi in
amorfe (senza forma) e che non hanno una disposizione regolare de- continuazione. La ruggine
gli atomi (FIGURA 19). penetra sempre più fino alla
sua distruzione oppure la cor-
La maggior parte dei solidi sono cristallini, ma alcuni materiali si trovano rosione può interessare pochi
allo stato gommoso o vetroso. Non hanno una struttura atomica ordinata punti specifici (perforazione di
un tubo, perdita delle capacità
e quindi hanno proprietà diverse: il punto di fusione non è ben definito, i
di sostegno di basamenti o
legami tra le particelle non hanno tutti la stessa forza di legame, la quale supporti). Un caso particolare
varia nel tempo, e non sono resistenti al calore. è l’ossidazione. Nei processi
produttivi di deformazione
plastica, come laminazioni o
8.2 Differenze tra materiali cristallini stampaggio, per esempio, i
materiali ferrosi vengono la-
vorati a caldo a temperature
Ma perché c’è tanta differenza di proprietà tra un materiale metallico tra i 900 e 1200 °C. L’ossige-
come il ferro e il sale o il quarzo, anche se questi hanno una stessa strut- no dell’aria può attaccare la
tura atomica di tipo reticolare geometricamente ordinata? La ragione è superficie rovente dei metalli
che questa diversità di comportamento è dovuta proprio al diverso tipo con formazione di scaglie di
di legame. ossido, denominate calamine.

 Il legame ionico è la forza elettrostatica tra ioni negativi e ioni positivi.

sezione A-A

FIGURA 12. Sezione di quarzo.

FIGURA 13. Sezione levigata e attaccata chimicamente di una lega Ag-Cu.

1 I materiali 17
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Ioni Cl- Ioni Cl-

Ioni Na+ Ioni Na+

FIGURA 14. Schema di un cristallo ionico. FIGURA 15. Struttura del cristallo di cloruro di sodio.

Minerale ridotto Aggregato di atomi


Struttura cristallina ingrandita di 10 000 ad atomi di metallo (ioni) di metallo
volte con un microscopio elettronico (per esempio di ferro)
Ioni di metallo

Concentrazione
di ioni e di elettroni
liberi

Elettroni Nuvola
liberi di elettroni

FIGURA 16. Superficie di un metallo ingrandita al microsco- FIGURA 17. Formazione di metallo vincolante (Fe).
pio elettronico.

ATOMI
FORZA METALLICI

FORZA

FIGURA 18. Reticolo atomico di un grano metallico (schematizzato).

18 1 I materiali
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Cella
elementare

FIGURA 19. Struttura cristallina (sopra) e amorfa (sotto).

Ioni metallici Elettroni liberi

FIGURA 20. Struttura del legame metallico.

FIGURA 21. Schemi di celle elementari dei cristalli e dei grani metallici.

1 I materiali 19
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Cubica facce centrato (CFC)

Esagonale compatta (EC)

FIGURA 22. Schemi di celle elementari dei cristalli e dei grani metallici.

Metallo Struttura cristallina

alluminio CFC
cromo CCC
ferro < 910 °C (Fe-_) CCC
ferro 910÷1390 °C (Fe-a) CFC
magnesio EC materiali più duttili e deformabili,
nichel CFC più conduttori elettrici e termici
materiali oro CFC
più duri piombo CFC
rame CFC
titanio EC
tungsteno CCC
vanadio CCC
zinco EC

TABELLA 6. Strutture cristalline di alcuni metalli.

20 1 I materiali
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Il legame del cloruro di sodio avviene tra gli ioni negativi del cloro Cl− e gli
ioni positivi del sodio Na+ (FIGURE 14, 15).

 Il legame metallico avviene tra una massa di ioni metallici tutti dello
stesso segno positivo (per esempio ioni di Fe++) e una massa di elet-
troni di carica negativa, detta nube elettronica (FIGURA 17).

OSSERVAZIONE Così, per esempio, il metallo ferro è formato da atomi


di ferro, che hanno ceduto i due elettroni più esterni: gli atomi sono al-
lora diventati ioni positivi, mentre gli elettroni negativi liberatisi vanno
a formare la nube che compatta gli ioni con la forza che si genera tra
cariche opposte.

 È questo particolare legame che conferisce ai metalli solidità, resi-


stenza meccanica e plasticità.

Come si vede dalla FIGURA 20 gli elettroni liberi avvolgono tutti gli ioni me-
tallici e si interpongono tra di essi, annullando così la loro reciproca repul-
sione e bloccandoli nelle loro reciproche posizioni.

 Tutti i materiali metallici sono quindi costituiti da un aggregato di


grani, che a loro volta sono costituiti ciascuno da una struttura re-
ticolare ordinata come quella descritta, il che spiega le proprietà dei
materiali metallici (FIGURA 18).

8.3 Tipi di reticoli cristallini

Come già evidenziato, queste strutture atomiche sono costituite dalla ripe-
tizione uniforme della cella elementare (FIGURA 19).

 Per lo più i metalli hanno tre tipi di celle e quindi tre tipi di reticoli
cristallini (FIGURA 21, 22):
m cubico a corpo centrato (CCC);
Ô m cubico a facce centrate (CFC);
Ô m esagonale compatta (EC).

OSSERVAZIONE Dalla TABELLA 6 si vede che i metalli più plastici e con-


duttori elettrici sono quelli a reticolo CFC, come l’alluminio, il ferro cal-
do tra i 910 °C e i 1390 °C, il nichel eccetera.

1 I materiali 21
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QUESITI
6 Che cosa si intende per leghe metalliche e quali sono
sono le differenze con i metalli?
1 Su quali criteri si basa la scelta dei materiali?
7 Come si misura la conduttività elettrica?
2 Che cosa contraddistingue i materiali metallici non
8 Fai qualche esempio di materiale fusibile e spiega le
ferrosi tra loro? Fare qualche esempio.
differenze con uno non fusibile.
3 Che cosa sono i materiali compositi e che cosa li ca-
ratterizza?
4 Che cosa si intende per massa volumica e come si
determina?
5 Completa lo schema riassuntivo dei materiali.

metalli

metalli non ferrosi

materiali materiali
acciai ghise
naturali artificiali

acciai da costruzione ghisa grigia rame alluminio plastiche resine


marmo
acciai da utensili ghisa malleabile zinco magnesio vetro rinforzate
legno
acciai da bonifica ghisa sferoidale piombo titanio ceramica metalli duri

ESERCIZI
s = 20 mm ha una parete esposta al sole ad una tempe-
ratura di 80°C e l’altra a 60°C. Determinare la quantità di
1 Conduttività termica calore che attraversa la parete al minuto.

I materiali metallici sono buoni conduttori di calore. Il calo- Soluzione


re si propaga attraverso il corpo metallico a contatto con
una sorgente di calore. La temperatura passa da T1 sulla Dalle tabelle si ricava che per l’alluminio k = 237 W/(m°C)
parete a contatto fino a T2 in quella opposta e si ha la e dalla relazione (1):
relazione:
kS6T 6t 237·8·20·60
kS6T 6t Q= [J] = = 113 760 000 J = 113760 KJ
Q= [J]; (1) s 0,02
s
k = coefficiente di conducibilità termica in W/(m°C); 2 Densità (massa volumica)
2
S = superficie in m ; s = spessore in m; La densità o massa volumica differisce da materiale a ma-
teriale, ma non solo. Con l’aumentare della temperatura,
6T = differenza di temperatura in °C (= 1K);
la densità diminuisce per la dilatazione, che – specie i me-
6t = tempo in sec ;
talli – subiscono.
La conduttività termica dei metalli varia non solo da me-
tallo a metallo (per esempio, nell’argento e del rame è Esercizio
maggiore, nel nichel molto minore), ma diminuisce tanto Un pezzo metallico ha una massa di 23,25 kg ed un vo-
maggiori sono le impurezze presenti nella massa metal- lume di 3dm3. Qual’è la sua densità e di che materiale si
lica. potrebbe trattare?
Esercizio Soluzione
Una parete di alluminio di 8 m2 di superficie e di spessore Dalla relazione: l = m/V

22 1 I materiali
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Calcoliamo l = m/V = 23,25 kg/3dm3 = 7,75 kg/dm3 È dunque meno costoso riscaldare il pezzo di acciaio inox
piuttosto che quello in alluminio.
Si potrebbe trattare quindi dell’acciaio.
Esercizio B
3 Dilatazione termica Se il calore specifico dell’olio è Ctm olio = 1700J/(kg°C) e
quello dell’acqua 500J/kg°C,
I materiali metalli subiscono dilatazioni o contrazioni che
se impedite, per esempio con il montaggio di motori e tur- la massa volumica dell’olio lo = 920 kg/m3,
bine, possono portare a tensioni elevatissime e pertanto
calcolare il volume della vasca per temprare dei
pericolose
pezzi di acciaio di massa complessiva 20 kg.
Esercizio
La temperatura di tempra è Tt = 900°C ie quella dell’olio
Una barra di acciaio lungo 6 m viene riscaldata da 20°C a Ti = 20°C
400°C. Quant’è la sua lunghezza finale?
non deve superare Tmax = 24°C dopo l’immersione con-
Soluzione temporanea dei pezzi.

Dalle tabelle ricaviamo per l’acciaio _ = 12 · 10–6 m/(m°C) Soluzione


m
Dalla relazione: Dalla relazione lo = olio si ricava Volio e quindi il volume
della vasca V. volio
6L = l0 _6T = 6m · 12 · 10–6 m/(m°C) · 380°C = 27 mm
Lunghezza finale l = 6,027 mm Conoscendo la densità dell’olio, dobbiamo calcolare la
massa dell’olio molio.
Posta la condizione che:
4 Calore specifico (capacità termica massica)
la quantità di calore iniziale Qi dell’olio + i pezzi alla tem-
Considerare il calore specifico può essere importante per peratura iniziale Ti = 20°C deve essere uguale alla quantità
valutare la convenienza nella scelta del materiale. di calore Qf raggiunta dal miscuglio (olio + pezzi) alla tem-
peratura Tmax = 24°C si ha
Esercizio A
molio Ctm olio Ti olio + macc Ctm acc Tt =
Sia da portare due pezzi di alluminio e di acciaio inox da
200 °C a 400°C . Per quale dei due materiali è più costoso = (molio Ctm olio + macc Ctm acc) Tmax
in termini di spesa energetica? m C (T – Tt )
L’incognita molio = acc tm acqua max =
Dalla relazione Q = Ctm 6TM [J] ed essendo il calore spe- ctm olio (T i olio – Tmax)
cifico (coefficiente): 20 · 500 · (24 − 900)
= = 1288 kg
- per l’alluminio Ctm = 900 J/(kg°C) e la temperatura di 1700 (20 − 24)
fusione Tf = 659°C
Volio = 1288/920 = 1,4 m3.
- per l’acciaio inox Ctm = 502 J/(kg°C) e Tf = 1350°C
Si considererà pertanto di utilizzare una vasca di volume
si calcola : circa uguale a 1,6 m3.
Q = 900 J/(kg°C) · 200 °C · 10 kg = 1800 kJ per l’alluminio
Q = 502 J/(kg°C) · 200°C · 10 kg = 1004 kJ per l’acciaio

1 I materiali 23
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