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Prefazione

Il presente volume è tratto dal percorso formativo Scuola di Trading,


prodotto dall’ufficio studi di Money.it, sito leader in Italia per
l’informazione e la formazione finanziaria.

Il contenuto dell’ebook equivale al primo livello del corso ed è dedicato


alla spiegazione del mercato su cui si basano gli esempi dell’intero
corso, il Forex.

Il resto del corso è acquistabile sul sito ScuoladiTrading.it. Nell’ultima


pagina di questo ebook è presente un codice sconto per l’acquisto dei
moduli successivi e dei test di valutazione.

Vi auguriamo un ottimo e proficuo studio di una delle materie tra le


più affascinanti al mondo: il Trading.
- Sommario -
1 - Introduzione al Trading Online
1.1 - Che cos’è il Trading Online  3
1.2 - Differenze fra Trading e Investimento  4
1.3 - I grandi trader nella Storia  7
1.4 - I diversi strumenti per fare Trading Online  16
1.5 - I diversi tipi di Broker online  18
1.6 - I diversi tipi di ordine  21
1.7 - Spread Bid-Ask  24

2 - Il mercato Forex
2.1 - Cos’è il Forex?  26
2.2 - La storia del Forex  30
2.3 - I cambi valutari principali, i cross e le coppie esotiche  31
2.4 - Correlazione fra cambi e cross  37

3 - Struttura del mercato Forex


3.1 - I partecipanti al mercato Forex  39
3.2 - Gli orari del trading  41
3.3 - La sessione asiatica e australiana  44
3.4 - La sessione europea  45
3.5 - La sessione americana  46

4 - Basi teoriche per operare nel mercato Forex


4.1 - Pips e frazioni di pips  47
4.2 - Lotti, Mini lotti e Micro lotti  50
4.3 - Leva e margini  52
4.4 - Rollover e tassi di interesse overnight  55
4.5 - Calcolo di profitti e perdite  57
4.6 - Fare Trading Online sul Forex con i CFD  58
Fondamenti di Trading Online Cintura bianca

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Introduzione al Trading Online

1.1 - Che cos’è il Trading Online

Trading Online è una parola composta di origine anglosassone derivante dal


verbo inglese “to trade” che significa scambiare, commerciare o negoziare. Le
prime forme di negoziazione regolamentata di attività finanziarie tra privati,
persone fisiche o giuridiche, risalgono al Medioevo. I luoghi fisici dove avvenivano
gli scambi erano chiamati Borse, in inglese Exchange. Il nome Borsa deriva da
una nobile famiglia fiamminga, ma di origine veneziana, i Van der Bourse, che
offrivano il loro palazzo e la piazza antistante ai commercianti per lo svolgimento
delle loro attività di negoziazione.

A partire dalla seconda metà del ‘900 la sensazionale ascesa della tecnologia
ha completamente modificato i paradigmi con cui si concepiva lo scambio di
attività finanziarie fra soggetti privati. Dagli anni ’90 in poi l’attività di Trading ha
progressivamente abbandonato i luoghi fisici delle Borse ed è stata accostata al
termine Online, per identificare il luogo virtuale dove avviene la negoziazione
delle attività finanziarie, ovvero Internet.

Il 7 novembre del 1995 Directa Sim invia il suo primo


ordine telematico verso una Borsa valori statunitense
utilizzando questo dispositivo IBM. Nel marzo del 1996
il broker torinese invia il primo ordine online a Borsa
Italiana. Il mercato italiano è stato uno dei primi al mondo
ad abbandonare i parterre “alle grida” per approcciare il
nuovo modo di fare trading per via telematica.

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L’attività del Trading Online si sostanzia nella compravendita telematica di


strumenti finanziari con l’obiettivo di beneficiare dei movimenti di prezzo. Se si
acquista ad un certo livello di prezzo e si vende ad un livello più alto si guadagna
la differenza (escludiamo per semplicità le commissioni, che vedremo più avanti);
se invece si vende ad un prezzo minore di quello per il quale si è comprato lo
strumento si registra una perdita.

Oggi è possibile praticare l’attività di Trading Online accedendo ai mercati


finanziari internazionali attraverso le piattaforme digitali messe a disposizione
dagli intermediari finanziari specializzati come banche e/o broker online.
Prova qui https://www.money.it/-Trading-Online-Demo- alcune piattaforme
forex in demo.

In Italia il Trading Online è stato progressivamente regolamentato dalla Consob


fin dai primi anni ‘90. Tutti gli intermediari finanziari che vogliono operare sul
nostro territorio devono ottenere la licenza o almeno possederne una di livello
internazionale che, sulla base della convenzione MiFID, possono far valere anche
in Italia.

1.2 - Differenze fra Trading e Investimento

L’attività di Trading va distinta da quella di investimento. Sebbene i due concetti


siano accomunati dalla medesima finalità, ovvero creare profitto attraverso
la compravendita di un’attività finanziaria scambiata in un mercato, a dividerli
vi sono sostanziali differenze. Tra le più significative si possono annoverare la
scelta dell’orizzonte temporale da parte del trader/investitore, le tecniche e le
modalità di implementazione delle posizioni sul mercato, il tempo a disposizione
di quest’ultimo per seguire i mercati. Queste sostanziali differenze si riflettono
anche sulle grandezze o variabili che gli operatori tengono in considerazione per
operare sul mercato.

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Un terminale Bloomberg, piattaforma utilizzata dai trader professionisti delle principali banche d’affari
internazionali e dagli Hedge fund più importanti.

L’attività di Trading e le sue declinazioni: discrezionale e meccanico

In genere chi fa Trading è più interessato alle variazioni di prezzo dell’attività


finanziaria sulla quale ha aperto un trade, chi investe invece è più orientato verso
il concetto di valore. Per questo motivo spesso il trader non si interessa a valutare
un’attività finanziaria sulla base del suo valore intrinseco (fair value) ma negozia gli
asset sulla base dell’analisi tecnica condotta sull’andamento passato del prezzo,
sui volumi del mercato e/o sui rapporti di forza fra domanda e offerta.

Anche nel panorama del Trading stesso vi sono poi innumerevoli differenze
di operatività fra un trader e l’altro. Ad esempio, un trader part-time privilegerà
un’operatività end-of-day, ovvero di fine giornata, basandosi sui dati di chiusura
della seduta e utilizzando per i suoi grafici timeframe giornalieri o settimanali.

Un trader professionista, o comunque a tempo pieno, può riuscire a lavorare


in un’ottica intraday aprendo e chiudendo le sue operazioni nell’arco della
giornata borsistica, o addirittura specializzando la propria operatività solo in un
determinato mercato o una particolare fascia oraria. Queste modalità, sia che
si tratti di operatività end-of-day o a tempo pieno, prendono il nome di Trading
discrezionale, cioè basato sulla soggettività del trader.

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C’è invece l’operatore che affida la propria operatività agli algoritmi, codificando
la sua strategia attraverso linguaggi di programmazione messi a disposizione dalle
piattaforme di Trading stesse o da società terze. Questo tipo di operatività prende
il nome di Trading meccanico o sistematico e permette al trader di fissare delle
regole automatizzate che consentono di diminuire l’incidenza dei fattori emotivi
nella sua attività.

L’investimento: utilizzare la lente dei fondamentali

Se il Trading è un’attività che guarda al breve periodo, per “investimento” si


intende un’operazione che ha un orizzonte temporale medio-lungo, da alcuni
mesi a diversi anni. Un’altra fondamentale differenza è la metrica di valutazione
utilizzata per le attività finanziarie.

L’investitore di lungo periodo ricerca opportunità di investimento utilizzando la


lente dei fondamentali. L’obiettivo è quello di determinare il valore intrinseco
(o fair value) di un’attività finanziaria e capire se il mercato in un determinato
momento la stia “sottovalutando” o “sopravvalutando”.

Nel caso di un asset “sottovalutato” dal mercato l’investitore può comprare


lo strumento a “sconto” e, se le sue previsioni si rivelano corrette, lucrare sulla
differenza di prezzo. Viceversa nel caso di un asset che presenta un “premio”
rispetto alle quotazioni attuali. Alcuni grandi investitori statunitensi come Benjamin
Graham e il suo allievo Warren Buffett sono passati alla storia grazie alle loro
tecniche di “value investing”.

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1.3 - I grandi trader nella Storia

Le storie dei migliori trader del passato possono rappresentare una risorsa sia
per il trader principiante che per quello più esperto. Lo studio delle biografie e delle
strategie utilizzate dai migliori professionisti del settore può aiutare il neofita nella
sua formazione, infondendo motivazione e insegnando tecniche che migliorano
l’operatività dal punto di vista qualitativo.

Ogni grande trader del passato ha delle peculiarità proprie nell’approccio


all’operatività e nelle metodologie di trading. Lo studio di queste caratteristiche
permette al neofita di approcciare ai mercati finanziari da diverse angolazioni
e con differenti prospettive. Dal punto di vista geografico i più grandi trader
della storia dei mercati finanziari sono praticamente tutti statunitensi. Alcuni
di loro sono stati grandi finanzieri di Wall Street, altri hanno ricoperto ruoli
importanti all’interno di società o banche istituzionali mentre altri sono stati trader
o consulenti privati. In questa sezione conosceremo alcuni fra i maggiori trader
che hanno contribuito, con le loro teorie, all’evoluzione del trading all’interno del
panorama internazionale degli investimenti.

Bruce Kovner

Bruce Kovner è il presidente di CAM Capital,


società fondata nel 2012 con la quale gestisce
i suoi investimenti e il portafoglio dei suoi
clienti. È considerato uno dei più grandi
operatori del mondo sui mercati valutari,
tanto che si stima che le sue transazioni
giornaliere superino quelle della Banca
d’Italia. I guadagni messi a punto da Kovner
nel corso degli anni sono stati certificati

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dalla commissione di controllo sulle attività dei CTA (gestori di patrimoni)


statunitense. Il suo approccio al mercato parte da una visione generale della
situazione politico-economica mondiale, dal quadro generale seleziona i mercati
su cui operare (azioni, valute, materie prime o metalli preziosi), dopodiché si avvale
dell’analisi tecnica per il timing operativo. Kovner si autodefinisce un operatore
“trend follower”, ovvero un trader che segue la tendenza di mercato principale
anziché tentare di anticiparla.

Paul Tudor Jones

Paul Tudor Jones è uno dei più famosi gestori


di Wall Street. La sua carriera inizia come
broker e prosegue nei parterre di Borsa nel
mercato del cotone. Nel 1984 Jones lancia il
fondo d’investimento che porta il suo nome:
Tudor Futures Fund con un capitale gestito
di 1,5 milioni di dollari. Alla fine del 1988,
1.000 dollari investiti alla data di partenza
sarebbero diventati 17.482 dollari.
Dal 1987 Jones non accetta più investimenti nel fondo e procede di anno in anno
in rimborsi obbligatori, per evitare che la massa gestita sia tale da intaccare la
performance. Un particolare importante sull’approccio al mercato di Jones viene
da questa affermazione: “Io penso sempre alle potenziali perdite piuttosto che ai
guadagni ipotetici. In questo modo riesco a fissare dei livelli di prezzo a cui chiuderò
indissolubilmente la posizione in perdita; in genere non permetto che il capitale gestito
perda più del 10% in un singolo mese”.
Oggi la sua strategia si basa interamente sul controllo del rischio: la capacità di
realizzare le perdite contraddistingue un gestore/trader di successo in quanto
negli investimenti lo sbaglio è una componente da accettare e non da subire.

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Ed Seykota

Ed Seykota è un commodity trader conosciuto


come il pioniere del trading computerizzato.
Dopo la laurea in ingegneria al MIT, nel 1969,
viene assunto da una società di brokeraggio
per la quale a partire dal 1970 sviluppa alcuni
primordiali sistemi automatizzati di trading.
Le priorità di Seykota sono da sempre di
ordine tecnico: i suoi sistemi computerizzati
sono basati interamente sull’analisi tecnica,
e non prendono in considerazione dati fondamentali o macroeconomici. Il metodo
utilizzato da Seykota prevede come primo step l’identificazione della tendenza
di lungo termine, per poi passare allo studio della conformazione grafica (price
action) dell’asset oggetto di analisi, e in terzo luogo il punto giusto a cui comprare
o vendere. Più di recente l’esperto ha affinato le sue tecniche con un profondo
studio della psicologia dell’investitore. Seykota ha contribuito a formare alcuni fra
i più grandi gestori degli Stati Uniti, tra i quali il leggendario Michael Marcus.

Michael Marcus
Michael Marcus conosce Ed Seykota grazie
a sua moglie, che lavora come analista
nella stessa società del famoso trader,
la Commodities Corp (la futura Goldman
Sachs). Seykota prende Marcus sotto la sua
ala e gli offre insegnamenti, indicazioni,
consigli, suggerimenti. Insomma, lo forma,
diventa il suo maestro. Grazie a Seykota,
Marcus impara a gestire il rischio. Terminato
il periodo da “allievo” Marcus comincia a far sul serio e i frutti non tardano ad
arrivare. Più tardi Marcus viene ingaggiato alla Commodities Corp e diventa collega
del suo maestro.

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Richard Dennis
Richard Dennis è stato uno speculatore sul mercato delle materie prime, conosciuto
con l’appellativo di “Prince of the Pit”. Uno degli elementi che contraddistingue la
storia di Dennis da quella di altri grandi trader è stato il successo iniziale. “Sono
stato prudente, all’inizio, quando capivo che pochi errori avrebbero dilapidato il mio
modesto capitale, che allora consisteva in non più di 400 dollari; questo mi ha aiutato a
rimediare agli errori che allora sicuramente commisi e di non ritrovarmi senza un dollaro
in tasca. In seguito riuscii a sfruttare il forte rialzo del grano del 1970, portando il mio
capitale a 2.000 dollari. Quello che mi permise l’iniziale successo fu l’aver compreso sin
dal primo momento che era essenziale operare seguendo la tendenza dei prezzi, una
regola che ho poi seguito per sempre”. Dennis è dunque un trend follower, ma non
ha particolari sistemi per scoprire l’esistenza di un trend. “L’unica cosa che cerco è
una tendenza definita, e la riconosco solo quando questa è chiaramente già iniziata;
non credo vi siano regole particolari da seguire, se non quella di essere costanti nella
propria operatività”.

Gary Bielfeldt

Gary Bielfeldt è uno fra i trader più disciplinati nel panorama del trading
internazionale. Il suo mantra è “disciplina e pazienza”. “II miglior modo che conosco
per imparare a essere disciplinati e pazienti è quello di riflettere attentamente su
un’operazione, prima di metterla in atto. Occorre sviluppare un piano strategico per
varie contingenze. In tal modo non si verrà stravolti da ogni notizia o elemento che
porti a una fluttuazione dei prezzi, ma si sarà, al contrario, preparati ad affrontarla;
è poi utile fissare un obiettivo di prezzo dì lungo termine, alzando poi lo stop-loss
mano mano che i prezzi si dirigono verso quel livello; dopo aver fissato l’obiettivo, e
avendo chiara la strategia da seguire in caso di una inversione dei prezzi, diventa molto
più facile operare disciplinatamente”. L’approccio di Bielfeldt si basa in un primo
momento sull’analisi fondamentale, come ha spiegato lo stesso gestore, mentre
l’analisi tecnica viene utilizzata come strumento di supporto, cioè come protezione
in caso i dati fondamentali siano incorretti o male interpretati.

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Nella pratica Bielfeldt si serviva di un proprio trading system che lo aiutava nella
scelta del momento più opportuno per aprire o chiudere una posizione. “La miglior
cosa che possa fare chiunque si avvicini per la prima volta su mercati finanziari è
apprendere come funziona un trading system. Questo lo porterà a riconoscere
l’importanza del sapere lasciar correre i profitti e di come le perdite debbano essere
tagliate per tempo”.

Larry Hite

Larry Hite fonda la Mint Investment


Management Company insieme a Michael
Delman, programmatore di sistemi
computerizzati, e Peter Matthews, statistico.
L’obiettivo dei tre era quello di ridurre a un
sistema di gestione il concetto di trading di
Hite, che doveva quindi trovare un supporto
statistico per essere confermato e applicato.
Per Hite dunque l’approccio al mercato è di
tipo statistico: poco spazio alle parole, molto ai numeri, alle probabilità, alle
percentuali. Come molti altri grandi trader, Hite punta particolarmente sulla
gestione del rischio per ottenere particolari performance; lui stesso definisce
questa capacità come la più importante per il successo finale della propria
operatività.

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Jesse Livermore

Jesse Livermore inizia il rapporto con i


mercati molto presto, ancora minorenne.
Nello svolgimento della sua attività
Livermore si descrive come un trader molto
disciplinato e con una grande capacità di
attendere i migliori segnali senza tentare di
forzare emotivamente il corso dei trades.
Livermore sosteneva che gli investitori
perspicaci e calmi sono rarissimi e che i
restanti non vengono battuti dal mercato, ma vengono battuti da loro stessi,
perché non riescono a controllarsi. Secondo Livermore i profitti potevano essere
fatti solo all’interno di grandi trend, mentre nelle fasi di lateralità del mercato è
sempre meglio rimanere fuori dal mercato.

Larry Williams

Larry Williams è un noto trader statunitense


specializzato sul comparto delle materie
prime e sui mercati azionari americani.
Williams è celebre per aver vinto la
competizione annuale “World Cup
Championship of Futures” istituita dal CME
nel 1987. Nel giro dei dodici mesi della
manifestazione Williams è riuscito a portare
un conto da 10 mila dollari a oltre 1 milione
di dollari. Autore di numerosi libri sul trading e sugli investimenti, Larry Williams
è famoso anche per aver inventato degli indicatori tecnici proprietari. I più celebri
sono: l’oscillatore Williams%R, il Market Facilitation Index, l’ultimate Oscillator e
altri meno noti come il Blast Off e il William’s Acc/Dist.

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Linda Bradford Raschke

Forse la trader donna più famosa della


storia dei mercati, Linda Bradford Raschke
attualmente è presidente di LBRGroup Inc.
e di LBR Asset Management, due società
di gestione che lei stessa a contribuito a
fondare negli anni ’90. La Raschke ha iniziato
la sua carriera professionale nel 1981 come
market maker in opzioni azionarie.
Dopo numerose pubblicazioni e molteplici
interventi in programmi televisivi e radiofonici, Linda Raschke dà alla stampa il suo
libro più noto e più venduto: “Street Smarts - Strategie di trading a breve termine
ad alta probabilità”.

Thomas DeMark

Thomas DeMark è uno dei più grandi analisti mondiali di Borsa, nonché
autore di tecniche di trading riconosciute ancora oggi livello globale. DeMark è
amministratore delegato di DeMArk Analytics LLC, ed è stato consulente speciale
di Steven A. Cohen nella sua società di gestione, la Point 72 Asset Management.
Il lavoro di DeMark si è concentrato soprattutto sulla definizione di tecniche che
gli permettessero di definire in tempo reale il formarsi di importanti massimi o
minimi di periodo. Tra i suoi indicatori il più famoso è senz’altro il Sequential, in
grado di evidenziare in modo oggettivo e meccanico i principali movimenti ciclici
che caratterizzano i mercati finanziari. La peculiarità di questo indicatore è quello
di non essere di natura trend-following, come lo è la stragrande maggioranza degli
indicatori, ma di permettere uno stile di trading “contrarian”, ossia controcorrente
rispetto a quello che è l’andamento in essere di un particolare mercato. Ciò è dovuto
alla capacità dei suoi indicatori di segnalare l’esaurimento delle fasi impulsive del
mercato, sia rialziste quanto ribassiste.

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Joe Ross

Joe Ross è uno dei veterani del trading


americano di fine novecento. Dopo la
laurea in Business Administration presso la
University of California a Los Angeles, Ross
inizia la sua carriera nel 1957 utilizzando
un approccio operativo molto versatile a
seconda della situazione e della struttura
del mercato.
Dopo un ventennio di successi sul mercato
Ross decide di dedicarsi alla formazione, fondando un’accademia di trading viva
ancora oggi in numerosi Paese anche al di fuori degli Stati Uniti. Ross è oggi
conosciuto in tutto il mondo grazie alle sue strategie proprietarie come l’”Uncino
di Ross” (Ross Hook), “The Law of Charts” e il “Traders Trick Entry”.

George Soros

George Soros è fra i più grandi finanzieri


della storia degli Stati Uniti e del mondo.
Conosciuto ancora oggi come “l’uomo che
distrusse la Banca d’Inghilterra”, Soros ha
origini ungheresi: è infatti nato a Budapest
nel 1930 da una famiglia ebraica prima
di trasferirsi in Inghilterra a causa delle
persecuzioni naziste. A Londra Soros si
laurea alla London School of Economics con
un master in filosofia e dopo aver lavorato in alcune banche commerciali della
capitale britannica vola a New York. Prima di fondare il suo primo Hedge fund
lavora come analista e trader in diverse banche d’affari. Il Quantum Fund è il
suo primo fondo speculativo con il quale negli anni ’90 passa alla storia per il suo
attacco speculativo alla Bank of England e alla sterlina: in un solo giorno, il 16

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settembre del 1992, Soros guadagna una cifra che si aggira attorno a 1,1 miliardi
di dollari. Le attività speculative di Soros costrinsero sia la Sterlina britannica che
la Lira italiana ad uscire dall’allora Sistema Monetario Europeo (SME). Il metodo
di Soros è passato alla storia in quanto, a detta dello stesso finanziare, utilizza la
formazione accademica in filosofia per sviluppare la propria teoria della riflessività
nei mercati finanziari. Dopo aver lasciato le redini di comando del Quntum Fund,
negli ultimi anni Soros si è dedicato all’attivismo politico, alla filantropia e alla
beneficenza.

Welles Wilder

J. Welles Wilder è un ingegnere meccanico nato in America nel 1930 e divenuto


famoso nel mondo del trading per i suoi contributi all’analisi tecnica. Wilder è
infatti il padre di diversi indicatori tecnici di analisi algoritmica come il Average
True Range (ATR), il Relative Strength Index (RSI), l’Average Directional Index (ADX)
ed il Parabolic SAR, fra i più usati dai trader privati ancora oggi grazie all’ampia
diffusione nelle piattaforme dei principali broker online.

Warren Buffett

Se si è appassionati di finanza e di
investimenti è praticamente impossibile
non essersi mai imbattuti in questo
nome: Warren Buffett, soprannominato
l’”oracolo di Omaha” (sua città natale), è
uno degli uomini più ricchi del mondo ed
è considerato il più grande value investor
di sempre. Oggi Buffett è uno degli uomini
più ricchi al mondo, grazie al suo metodo di
investimento basato sugli insegnamenti del
professore Benjamin Graham, il padre del value investing. Nel 1962 ha rilevato la
Berkshire Hathaway, industria tessile in declino poi fusa con la Buffett partnership,

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un fondo di investimento con il quale gestisce i risparmi dei


propri amici applicando strategie di investimento proprie. Oggi la Berkshire
Hathaway è una holding finanziaria da 242,1 miliardi di dollari di fatturato (nel
2017) e possiede partecipazioni nelle principali società di Wall Street.

Queste alcune delle frasi che lo hanno reso celebre nel mondo:
“Wall Street è l’unico luogo in cui chi arriva in Rolls-Royce chiede consiglio a chi arriva
in metropolitana”;

“La maggior parte delle persone si interessa di azioni quando è di moda. Il momento
giusto per interessarsi è quando nessuno lo fa. Non si può comprare ciò che è popolare
e guadagnarci”;

“Il mercato azionario è semplice. Basta acquistare per una cifra inferiore al loro valore
intrinseco quote di una grande azienda gestita da dirigenti integerrimi e capaci, e
quindi conservare quelle quote per sempre”;

“Non avete mai ragione o torto perché gli altri sono d’accordo con voi. Avete ragione
perché i vostri dati sono esatti e il vostro ragionamento è corretto”;

“Regola n° 1: non perdere mai denaro. Regola n° 2: non dimenticare mai la regola n°1”;

“Le grandi opportunità d’investimento si manifestano quando aziende eccellenti si


trovano in circostanze inusuali che provocano il deprezzamento delle loro azioni”;

“Non compro mai un titolo che non sono sicuro di capire”.

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1.4 - I diversi strumenti per fare Trading Online

Per fare operazioni di trading sui mercati finanziari è possibile utilizzare una
vasta gamma di strumenti finanziari messi a disposizione dalle società di gestione
dei mercati o dai diversi intermediari finanziari e broker online.

Compravendita diretta di un asset finanziario: azioni e obbligazioni

Il modo più semplice per esporsi al mercato è quello di aprire una posizione
direttamente sul sottostante al  prezzo spot esposto dalla Borsa su cui esso
è quotato. In genere questo è possibile per i titoli azionari ed obbligazionari,
acquistabili online presso il proprio intermediario e poi depositati presso un conto
titoli. 

Un titolo azionario della compagnia


petrolifera Commonwealth Oil Refining
Company, risalente al 1975.

Le azioni possono essere acquistate sul mercato primario in fase di IPO di una


società, oppure sul secondario al prezzo di quotazione. In Italia il mercato azionario
di riferimento è il Mercato Telematica Azionario (MTA) gestito e controllato da
Borsa Italiana Spa, a sua volta controllata dal London Stock Exchange Group. 

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Le obbligazioni si distinguono in titoli di Stato (o governative) e titoli corporate (o


societarie). I titoli governativi possono essere acquistati al momento dell’emissione
in fase d’asta, ma il più delle volte queste operazioni sono riservate agli investitori
istituzionali. In Italia le negoziazioni di obbligazioni sovrane si svolgono sul Mercato
dei Titoli di Stato all’ingrosso (MTS).
Per gli investitori retail è possibile acquistare titoli obbligazionari sul mercato
secondario. In Italia i principali mercati secondari per lo scambio di titoli
obbligazionari sono il  Mercato Telematico Obbligazionario (MOT), e i sistemi
multilaterali di negoziazione ExtraMOT ed Euro TLX. 

Compravendita indiretta di un asset finanziario: derivati ed ETF

In alternativa all’acquisto diretto di un asset finanziario è possibile prendere


posizione attraverso  strumenti in grado di replicarne le performance. Gli
strumenti finanziari che permettono questa “replica” sono i  derivati. Fra questi
i più utilizzati nell’operatività dei traders sono i futures, i Contratti per Differenza
(CFD), opzioni finanziarie, Certificati d’investimento (questi ultimi rappresentano
una combinazione di opzioni) ed ETF. Ognuno di questi prodotti ha caratteristiche
proprie che lo differenziano dagli altri. Questi strumenti sono molto utilizzati
soprattutto per operare nel mercato delle materie prime e nel Forex, dove l’acquisto
dell’attività finanziaria sottostante è più difficoltoso rispetto ad un sottostante
azionario e obbligazionario. 

Gli strumenti per operare nel Forex

Per quanto riguarda il mercato Forex sono disponibili contratti futures aventi
come sottostante il cambio fra Euro e Dollaro statunitense nelle principali Borse
mondiali. Il più trattato è il  future emesso dal Chicago Mercantile Exchange
(CME)  negli Stati Uniti. Un’alternativa meno onerosa rispetto all’operatività su
futures è costituita dai CFD con sottostante i cambi e i cross valutari più trattati.
Questi vengono emessi direttamente dagli intermediari finanziari e broker online.

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1.5 - I diversi tipi di Broker online

Il broker online è l’intermediario che permette l’accesso ai mercati finanziari


ai trader retail. Esistono due macrocategorie di broker online, distinte in base alla
tipologia di accesso al mercato regolamentato consentita all’operatore/cliente.
Vediamole:

I broker online non sono tutti uguali. Alcuni offrono al cliente la possibilità di accedere ad un mercato
regolamentato mentre altri si pongono come mera controparte dell’operatore.

Dealing Desk

I broker Dealing desk vengono anche chiamati Market Maker in quanto sono
operatori “che fanno il mercato”, ovvero si pongono come controparte del trader
stesso senza immettere gli ordini di quest’ultimo sul mercato. Questa tipologia
di broker offre generalmente spread fissi e commissioni molto ridotte. Il capitale
di accesso per operare con questi broker è molto basso, infatti consentono di
iniziare a investire con capitali accessibili anche a piccoli risparmiatori.

Operare con questa categoria di broker può essere svantaggioso poiché i Market
Maker hanno la facoltà di applicare il meccanismo del “requote”.

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Ciò avviene quando il primo ordine dell’operatore viene rigettato e viene poi
proposto un secondo prezzo d’ingresso a condizioni diverse, migliorative o
peggiorative, rispetto a quelle del primo inserimento dell’operatore. I broker
Dealing desk non consentono la visualizzazione della profondità del mercato
in quanto non espongono le proposte Bid (acquisto) e Ask (vendita) su un book
digitale.

No dealing desk

I broker No dealing desk si differenziano dalla prima categoria poiché


garantiscono al trader l’immissione dell’ordine sul mercato. Con questa tipologia di
intermediario non viene generato alcun conflitto d’interesse a danno dell’operatore.

Questi broker si suddividono a loro volta in due sottocategorie: Straight Through


Processing (STP) ed Electronic Communication Network (ECN), vediamole.

I broker della sottocategoria STP permettono ai propri clienti di interagire con gli
operatori di altri broker attraverso l’invio al sistema di prezzi Bid e Ask. Si tratta
di una struttura in cui il trasferimento e l’esecuzione degli ordini avviene in modo
totalmente automatizzato, in quanto un broker STP collega il trader direttamente
alla controparte terza che offre il prezzo Bid o Ask a lui più vantaggioso. In genere
i broker STP applicano un regime di spread e commissioni variabili.

La peculiarità dei broker ECN è quella di consentire al trader di visualizzare la


profondità del mercato grazie all’esposizione di un book dove poter immettere i
propri ordini Bid e Ask in perfetta concorrenza con gli altri operatori. Per quanto
riguarda il mercato Forex, le proposte di acquisto e vendita vengono inoltrate
direttamente ai fornitori di liquidità (liquidity provider), ossia le banche che
scambiano sul circuito interbancario. A differenza della tipologia STP, i broker ECN
forniscono maggior trasparenza sul piano dell’informazione. In genere i broker
ECN applicano un regime di spread variabile e commissioni fisse.

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Broker Direct Market Access (DMA)

Un’ultima categoria, infine, è quella dei broker DMA, acronimo di Direct Market
Access (accesso diretto al mercato). Questi intermediari offrono accesso diretto
al mercato: i clienti possono fare trading direttamente nei book delle principali
Borse. Il sistema di accesso diretto al mercato utilizza dei software front-end con
collegamenti di rete ad alta velocità ai mercati più importanti come NASDAQ, NYSE
o, nel caso del mercato Forex, alla rete ECN.
Questo tipo di broker garantisce trasparenza e flessibilità superiori rispetto a quelle
offerte dal tradizionale trading OTC (Over the counter, ossia non regolamentato),
dal momento che fornisce agli investitori maggior trasparenza nei prezzi, spread
bassi e commissioni inferiori.

- 22 -
Fondamenti di Trading Online Cintura bianca

1.6 - I diversi tipi di ordine

Nel Trading Online esistono due modi per inserire un ordine di compravendita


nel mercato:

• esecuzione istantanea (ordine a mercato o al meglio);


• esecuzione differita (ordine pendente).
Nell’esecuzione istantanea o “al meglio” l’ordine dell’operatore viene
immediatamente inoltrato direttamente sul mercato o al broker ed eseguito al
miglior prezzo disponibile in quell’istante grazie all’abbinamento con una o più
proposte di segno opposto esistenti al momento della sua immissione e fino ad
esaurimento delle quantità disponibili.
Negli ordini differiti o pendenti, invece, il trader comunica al proprio broker un
dato livello di prezzo raggiunto il quale vuole aprire la posizione sul mercato. Gli
ordini pendenti sono di quattro tipi e possono essere adattati sia ad un’operatività
in acquisto (Buy Limit e Buy Stop) che in vendita (Sell limit e Sell Stop). Vediamoli
nel dettaglio, con l’ausilio di un semplice schema dove la linea orizzontale indica il
posizionamento dell’ordine, la freccia in rosso esprime la direzione dell’operazione
e la freccia tratteggiata il movimento del prezzo necessario per eseguire la
disposizione di compravendita.

Buy Stop

L’ordine Buy Stop consente di impostare un ordine di acquisto al di sopra del


prezzo di mercato corrente. Ciò significa che se il tasso di cambio attuale di una
particolare coppia valutaria è ad esempio pari a 1,1700 e si è inserito un ordine
Buy Stop a 1,1710, la propria posizione buy o long verrà aperta una volta che il

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tasso di cambio avrà raggiunto 1,1710.

Sell Stop

L’ordine Sell Stop consente di impostare un ordine di vendita al di sotto del


prezzo di mercato corrente. Ciò significa che se il tasso di cambio attuale di una
particolare coppia valutaria è ad esempio pari a 1,1700 e si è inserito un ordine
Sell Stop a 1,1690, la propria posizione sell o short verrà aperta una volta che il
tasso di cambio sarà sceso sino a 1,1690.

Buy Limit

Questo ordine è l’opposto del Buy Stop e consente di impostare un ordine di


acquisto al di sotto del prezzo attuale di mercato. Ciò significa che se il tasso di
cambio di una particolare coppia valutaria è ad esempio pari a 1,1700 e si è inserito
un ordine Buy Limit a 1,1680, la posizione long verrà aperta una volta che il tasso
di cambio raggiungerà 1,1680.

Sell Limit

- 24 -
Fondamenti di Trading Online Cintura bianca

Questo ordine è l’opposto del Sell Stop e consente di impostare un ordine di


vendita al di sopra del prezzo attuale di mercato. Ciò significa che se il tasso di
cambio attuale di una particolare coppia valutaria è ad esempio pari a 1,1700 e si
è inserito un ordine Sell Limit a 1,1710, la posizione short verrà aperta una volta
che il tasso di cambio raggiungerà 1,1710.

I costi di slippage

Lo slippage è un costo che si verifica quando il prezzo di esecuzione dell’ordine


è differente dall’ordine inoltrato dal cliente al proprio broker. Questa discrepanza
può essere dovuta al “tempo di latenza” dell’ordine nel sistema, ossia alla velocità
di risposta del sistema tecnologico utilizzato dal broker, ma anche alla liquidità
dello strumento e alla volatilità del mercato.
Di solito lo slippage si verifica più frequentemente quando vengono immessi
ordini “al meglio” sul mercato e/o ordini molto grandi per i quali è più complicato
trovare la liquidità necessaria. I costi di slippage a lungo andare possono incidere
in maniera negativa sulle strategie operative di trading.
I temi legati allo slippage e gli strumenti per mitigarne l’impatto sulle strategie
operative saranno oggetto di ulteriori approfondimenti nella parte avanzata del
corso.

- 25 -
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1.7 - Spread Bid-Ask

Prezzo Bid e prezzo Ask


Quando si negoziano strumenti finanziari online si interagisce con due tipi di
prezzo: uno chiamato Bid (o denaro) e uno detto Ask (o lettera). Questi prezzi
vengono esposti nella piattaforma dell’intermediario ed esprimono il valore a cui
esso è disponibile ad acquistare (prezzo Bid) o vendere (prezzo Ask) lo strumento
finanziario.  
Dal punto di vista di un operatore, chi intende acquistare uno strumento finanziario
(posizione long) deve far riferimento al prezzo Ask, ovvero il prezzo al quale il
dealer/broker è disposto a vendere. Viceversa, l’operatore che intende vendere
uno strumento finanziario (posizione short) deve far riferimento al prezzo Bid,
ossia il prezzo al quale il dealer/broker è disposto ad acquistare.
Sul book esposto nella piattaforma del proprio broker online si possono vedere
tutte le proposte di acquisto e vendita presenti sul mercato. La quotazione di
mercato ufficiale di uno strumento finanziario viene detta Best Bid e Offer (BBO) e
rappresenta la combinazione fra il prezzo Denaro più elevato (best Bid) e il prezzo
Lettera più basso (best Ask).
Nel mondo del Forex ogni cambio valutario viene quotato con un prezzo in
acquisto (Bid) ed un prezzo in vendita (Ask). Quando si acquista una coppia valutaria
(strategia long) il prezzo Ask si riferisce alla quantità di valuta quotata che deve
essere pagata per poter acquistare una unità della valuta base o, capovolgendo il
ragionamento, a quanto il mercato è disposto a vendere un’unità della valuta base
in riferimento alla valuta quotata.
Viceversa, il prezzo Bid viene usato quando si vende una coppia valutaria (strategia
short) ed esprime quanta valuta quotata si otterrà vendendo una unità della valuta
base, o quanto il mercato pagherà per la valuta quotata in riferimento alla valuta
base.

Spread Bid/Ask
Lo spread Bid-Ask è la differenza fra il prezzo Denaro e il prezzo Lettera. Questo

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Fondamenti di Trading Online Cintura bianca

differenziale è sempre positivo in quanto il prezzo Ask è sempre superiore al


prezzo Bid. Per il trader questo differenziale rappresenta un costo di transazione
implicito (che si differenzia dal costo di transazione esplicito determinato dalla
commissione), mentre per l’intermediario esprime un margine di profitto lordo.

- Esempio -
Osserviamo la seguente quotazione: EUR/USD = 1,1600/1,1603

1,1600 è il prezzo Bid mentre 1,1603 e il prezzo di offerta Ask. Lo spread Bid/Ask in questo

caso è pari a 0,0003 o 3 pips.

Se si decide di andare long, ovvero comprare la valuta base (euro) perché si pensa che

si apprezzerà nei confronti del dollaro statunitense, si deve entrare nell’operazione al


prezzo Ask pari a 1,1603. Questo significa che qualora si volesse uscire immediatamente

e vendere la stessa valuta che si è comprato in precedenza (euro), si deve vendere al

prezzo Bid pari a 1,1600: la differenza di 3 pips è lo spread o commissione implicita che

il trader paga all’intermediario.

In altre parole, questo significa che è necessario che la moneta acquistata (euro) si

apprezzi sulla moneta venduta (dollaro americano) almeno del valore dello spread Bid/

Ask affinché il trader possa chiudere l’operazione almeno in pari.

Lo stesso concetto si applica in un’operazione ribassista: in questo caso lo short aperto a

1,1600 e chiuso immediatamente con l’acquisto al prezzo Ask di 1,1603 farebbe perdere

al trader il valore dello spread pari a 3 pips.

Lo spread Bid/Ask può variare molto a seconda della liquidità dello strumento fi-
nanziario scelto. Anche nel Forex vale questa regola: in genere le coppie di valuta
più trattate (le major) tendono ad avere uno spread Bid/Ask più stretto, rispetto
alle coppie valutarie meno liquide.

- 27 -
Fondamenti di Trading Online Cintura bianca

-2-
Il mercato Forex

2.1 - Cos’è il Forex?

Con il termine Forex (Foreign Exchange Market) viene comunemente indicato il


mercato valutario, ossia il luogo virtuale dove investitori ed operatori dei mercati
finanziari negoziano e si scambiano le divise valutarie internazionali. In termini
tecnici il Forex è un mercato finanziario internazionale decentralizzato e non
regolamentato (Over the counter, OTC) poiché gli scambi avvengono direttamente
tra le parti e non attraverso un’autorità centralizzata quale può essere una Borsa o
una stanza di compensazione.
Per questo motivo le quotazioni offerte dai diversi intermediari per il Trading
Online possono differire anche significativamente le une dalle altre. Ad oggi il
Forex è il mercato finanziario più grande e più liquido del mondo. Si stima che già
dalla fine del 2010 questo mercato avesse raggiunto e superato la cifra record di
4.000 miliardi di dollari scambiati ogni giorno.

Funzionamento del mercato Forex

Il funzionamento del mercato Forex è regolato da una rete globale


interbancaria distribuita su quattro principali centri di trading che coprono tutti i
fusi orari globali (Londra, New York, Sydney e Tokyo).
Grazie a questa peculiarità è possibile negoziare valute sul mercato Forex per 24
ore al giorno per 5 giorni alla settimana. Per i Forex traders è dunque possibile
effettuare operazioni di trading online in maniera continua dalla domenica sera al
venerdì sera in ogni angolo del globo e su tutti i mercati.
Questo flusso continuo di domanda e offerta sul mercato valutario è alla base
delle variazioni immediate e continue fra i rapporti di cambio che legano le diverse
valute.

- 28 -
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Il tasso di cambio fra Euro e Dollaro statunitense.

Sul mercato Forex le transazioni riguardano sempre una coppia di valute e


non una singola valuta. Un operatore che intende acquistare una determinata
quantità di valuta, ad esempio Dollari, dovrà cedere alla controparte una certa
quantità di un’altra valuta base, ad esempio Euro. Il rapporto fra quantità della
valuta domandata e quantità della valuta offerta è chiamato tasso di cambio; in
questo esempio il tasso di cambio che i due operatori coinvolti nello scambio
prenderanno come riferimento è il EUR/USD. La valuta alla sinistra, EUR o Euro,
viene indicata come valuta principale o di base, mentre la valuta alla destra, USD
o Dollaro, è la valuta quotata, o secondaria.

I tassi di cambio

Il tasso di cambio è riportato alla destra della coppia di valute:

Eur/Usd = 1,1600

Il tasso di cambio specifica la quantità di valuta secondaria necessaria per


ottenere una unità di valuta base. Se si vende la valuta principale, il tasso di cambio
ci dice quanto otteniamo in moneta quotata per ogni unità di moneta base.
Se un trader ritiene che l’Euro si rafforzerà sul Dollaro, ossia che in futuro saranno
necessari più Dollari per acquistare un singolo Euro, ecco che andrà ad acquistare
la coppia Eur/Usd.

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In altre parole, acquisterà la valuta base, ovvero l’Euro (Eur) e, contemporaneamente,


venderà la valuta quota, cioè il Dollaro statunitense (Usd). Al contrario, se ritiene
che l’Euro si indebolirà rispetto al Dollaro, venderà la coppia Eur/Usd. Quindi
venderà la valuta base e, contemporaneamente, acquisterà la valuta quota. Nel
gergo del Trading Online queste due operazioni vengono dette, rispettivamente,
“long” e “short”.
Aprire una posizione long significa aprire una posizione in acquisto, cioè comprare
valuta base e contemporanea vendere la valuta quota. Aprire una posizione short
su un cambio significa contemporaneamente acquistare la valuta quota e vendere
la valuta base.

Gli strumenti per operare nel mercato Forex

Per operare o fare Trading Online nel mercato Forex gli intermediari mettono a
disposizione diversi tipi di contratti e strumenti finanziari.

• Contratti Spot (“a pronti”)


Gli Spot Forex sono contratti in cui le parti si accordano per la compravendita
di una valuta contro un’altra al prezzo di mercato, ossia il tasso di cambio, corrente.
Tale contratto viene chiamato “a pronti”.

• Contratti Forward (“a termine”)


l Forward sono contratti fra due controparti in cui viene stabilito un prezzo al
quale una valuta deve essere scambiata per un’altra nel futuro. Questa forma di
contratto può essere aperta (senza data di scadenza) o prevedere una data limite
entro cui il contratto può essere eseguito, ma dopo la quale verrà annullato. Tale
tipo di contratto viene comunemente utilizzato nelle strategie di trading impostate
su ordini Buy Stop o Buy Limit ad un prezzo specifico non attualmente disponibile.

• Contratti Futures
I Futures sono contratti finanziari derivati scambiati su mercati regolamentati
che possono avere come sottostante una coppia valutaria o un paniere di coppie

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valutarie. La struttura del payoff di questo contratto è del tutto simile a quella di
un contratto Forward, ad eccezione delle garanzie che la loro sottoscrizione offre
all’investitore, evidentemente più alte in un contratto Future.

• Contratti per Differenza (CFD)


I CFD o Contract for Difference (letteralmente “contratti per differenza”) sono
degli strumenti derivati che consentono al possessore di assumere una posizione
sintetica su una determinata attività finanziaria sottostante, sia essa un’azione, un
indice o una valuta, senza detenerla.

- 31 -
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2.2 - La storia del Forex

Il Gold Standard e la convertibilità in oro

La storia moderna del Forex ha la sua genesi negli accordi che regolano il Gold
Standard, il sistema monetario nato nel 1875 che ha fatto in modo che i Governi
potessero stampare carta moneta solo sulla base delle riserve auree a loro
disposizione. L’obiettivo era quello di rendere sempre possibile il rimborso della
carta moneta con dell’oro fisico.
Durante la fine del XIX secolo tutti i principali Paesi avevano ancorato il valore della
propria valuta nazionale all’oro. Di conseguenza il tasso di cambio ufficiale fra due
differenti valute era espresso attraverso la quantità di oro necessaria all’acquisto
della prima sulla seconda. Il Gold Standard andò in crisi durante l’inizio della Prima
guerra mondiale. Per far fronte alle crescenti spese militari le potenze europee
cominciarono a stampare denaro in quantità superiore rispetto all’effettivo
quantitativo di oro contenuto nelle riserve di Stato. Questo fu il punto di rottura
del sistema aureo e segnò l’inizio del suo declino.

Bretton Woods: la rivoluzione nella storia del Forex

Prima della fine della Seconda guerra mondiale gli Stati Uniti manifestarono
l’esigenza di impostare un nuovo sistema monetario internazionale
imperniato sulla centralità del Dollaro statunitense.
Nel Luglio del 1944 le potenze europee alleate degli Stati Uniti si incontrarono
a nella città di Bretton Woods, nel New Hampshire, per dar vita al sistema

- 32 -
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monetario passato alla storia con il nome dell’omonima città americana.


Gli accordi di Bretton Woods prevedevano l’adozione del Dollaro americano
come valuta di riserva primaria a livello internazionale e un regime di tassi
di cambio fissi. Vennero create tre agenzie internazionali per amministrare
l’attività economica: il Fondo Monetario Internazionale (FMI), la Banca
Internazionale per la Ricostruzione e lo Sviluppo (BIRS), e l’Accordo Generale
per le Tariffe e gli Scambi (GATT).

Bretton Woods ebbe vita molto breve e già nel dicembre del 1971 i membri
del G10 (Germania, Belgio, Canada, Stati Uniti, Francia, Italia, Giappone,
Paesi Bassi, Regno Unito, Svezia) diedero vita al regime dei cambi fluttuanti
così come lo conosciamo oggi. Con la cessazione del regime di tassi di
cambio fissi nasce ufficialmente il mercato Forex contemporaneo. La libera
fluttuazione dei rapporti di cambio fra le valute internazionali ha fatto del
Forex un mercato dinamico ed efficiente.

In Italia l’attività di trading sul mercato Forex era popolare già negli anni ‘70
e ‘80. L’accessibilità al mercato però era limitata ad una piccola schiera di
grandi investitori con grandi quantitativi di denaro. In quegli anni per fare
trading era necessario un collegamento telefonico per mettersi in contatto
con il proprio agente di cambio o broker, il quale provvedeva a piazzare gli
ordini del cliente sul mercato. Dalla fine degli anni ‘90 il Forex è diventato
sempre più digitale, alla stregua degli altri mercati finanziari, e accessibile a
una schiera sempre più folta di investitori privati, anche di piccole dimensioni.

- 33 -
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2.3 - I cambi valutari principali, i cross e le coppie


esotiche

Le valute principali

Nel mercato Forex le valute vengono indicate con tre lettere: le prime due
indicano il nome del Paese mentre l’ultima lettere indica l’iniziale del nome della
valuta stessa. Questi simboli e nomi vengono fissati secondo degli standard definiti
chiamati ISO-4217. Ad esempio, il Dollaro statunitense viene comunemente
identificato con la sigla USD, dove US sta per United States e l’ultima lettera è
l’iniziale del nome “Dollar”.
Fra le principali valute internazionali le più importanti dal punto di vista degli
scambi sono otto:
• Euro = EUR (Fiber)
• Dollaro Statunitense = USD (Buck)
• Sterlina Inglese (Pound) = GBP (Cable)
• Yen Giapponese = JPY (Yuppie)
• Franco Svizzero = CHF (Swissy)
• Dollaro Canadese = CAD (Loonie)
• Dollaro Australiano = AUD (Aussie)
• Dollaro Neozelandese = NZD (Kiwi) 

I tassi di cambio

Negli scambi fra operatori il tasso di cambio fra due diverse valute internazionali
è dunque espresso dalle due sigle che identificano ciascuna valuta. Così ad
esempio il tasso di cambio fra Euro e Dollaro Usa è identificato dalla sigla Eur/
Usd. In questo caso l’Euro è chiamato “valuta base”, mentre il Dollaro Usa è la
“valuta quota”. Il valore del tasso di cambio Eur/Usd esprime la quantità di valuta
secondaria necessaria per acquistare una unità di valuta base. In questo contesto
poniamo ad esempio un valore dell’Eur/Usd pari a 1,2: significa che un investitore

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interessato a comprare 1 Euro sul mercato Forex dovrà pagarlo con 1,2 Dollari
statunitensi. Tutte le coppie valutarie possono essere quotate con entrambe le
divise come valuta base, tuttavia esistono delle convenzioni riconosciute a livello
internazionale secondo cui le valute utilizzate come base per tutti i tassi di cambio
sono solo tre: l’Euro (Eur), che è la valuta base dominante contro tutte le altra
valute, la Sterlina inglese (GBP) e poi il Dollaro americano (Usd). A seconda di quale
fra queste tre sia la valuta base, i tassi di cambio si dividono in tre grandi categorie:
Major, Cross e coppie Esotiche.

Major

Le coppie Major sono quelle che includono il Dollaro statunitense e altre cinque
valute utilizzate nelle principali aree economiche a livello internazionale. Fra
queste figurano le due valute comunemente considerate “rifugio” (Yen giapponese
e Franco svizzero) e le tre “Commodity currency” (Dollaro canadese, associato a
prodotti petroliferi, Dollaro australiano e Dollaro Neozelandese, entrambi associati
al mercato aurifero). I sette cambi Major concentrano il 90% degli scambi sul
mercato Forex. Chi negozia queste valute ha dunque a disposizione una maggior
liquidità e soffre una minor volatilità.
• Euro/Dollaro Usa (Eur/Usd)
• Sterlina Inglese/Dollaro Usa (Gpb/Usd)
• Dollaro Usa/Yen Giapponese (Usd/Jpy)
• Dollaro Usa/Franco Svizzero (Usd/Chf)
• Dollaro Usa/Dollaro Canadese (Usd/Cad)
• Dollaro Australiano/Dollaro Usa(Aud/Usd)
• Dollaro Neozelandese/Dollaro Usa (Nzd/Usd)

Cross

I Cross sono le coppie di valute fra le sette valute principali che vengono
ricavate dai cambi con il Dollaro Usa. I cross valutari più scambiati nel
mercato Forex sono quelli che contengono l’Euro, la Sterlina e lo Yen.

- 35 -
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I Cross dell’Euro
• Euro/Sterlina (Eur/Gbp)
• Euro/Yen (Eur/Jpy)
• Euro/Franco Svizzero (Eur/Chf)
• Euro/Dollaro Canadese (Eur/Cad)
• Euro/Dollaro Australiano (Eur/Aud)
• Euro/Dollaro Neozelandese (Eur/Nzd)

I Cross della Sterlina Inglese


• Sterlina/Yen (Gbp/Jpy)
• Sterlina/Franco Svizzero (Gbp/Chf)
• Sterlina/Dollaro Canadese (Gbp/Cad)
• Sterlina/Dollaro Australiano (Gbp/Aud)
• Sterlina/Dollaro Neozelandese (Gbp/Nzd)

I cross dello Yen Giapponese


• Franco Svizzero/Yen (Chf/Jpy)
• Dollaro Canadese/Yen (Cad/Jpy)
• Dollaro Australiano/Yen (Aud/Jpy)
• Dollaro Neozelandese/Yen (Nzd/Jpy)

I cross del Franco svizzero


• Dollaro Canadese/Franco Svizzero (Cad/Chf)
• Dollaro Australiano/Franco Svizzero (Aud/Chf)
• Dollaro Neozelandese/Franco Svizzero (Nzd/Chf)

Gli altri Cross principali


• Dollaro Australiano/Dollaro Canadese (Aud/Cad)
• Dollaro Australiano/Dollaro Neozelandese (Aud/Nzd)
• Dollaro Neozelandese/Dollaro Canadese (Nzd/Cad)

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Valute esotiche

Le valute esotiche sono tutte le divise non contemplata fra le otto viste in
precedenza. In genere appartengono a Paesi in via di sviluppo oppure a Nazioni
europee che non adottano l’Euro come moneta. La caratteristica principale delle
valute esotiche è quella di essere poco liquide e quindi più soggette a movimenti
repentini e volatili provocati da pochi operatori sul mercato.

In genere i movimenti più consistenti del cambi che contemplano due valute
esotiche sono dettati dalle scelte di politica monetaria della Banca centrale di
riferimento, oppure da crisi di sfiducia e/o attacchi speculativi da parte di investitori
internazionali e grandi fondi d’investimento.

Per la maggior parte dei Trader retail la negoziazione sulle coppie di valute esotiche
è meno attraente rispetto alle Major e ai Cross in quanto la minor liquidità ha
ricadute dirette sugli spread Bid/Ask applicati dagli intermediari. Di seguito una
breve lista di alcune fra le più note valute esotiche scambiate nel mercato Forex.

Valute di Paesi Non-Euro


• Corona Danese (Dkk)
• Corona Svedese (Sek)
• Corona Norvegese (Nok)

Valute di Paesi Emergenti


• Peso Messicano (Mxn)
• Rupia Indiana (Inr)
• Rublo Russo (Rub)
• Real Brasiliano (Brl)
• Rand Sudafricano (Zar)
• Dollaro Taiwan (Twd)
• Dollaro Hong Kong (Hkd).

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Un riepilogo delle valute e dei cambi valutari più scambiati nel mercato Forex. Elaborazione dell’Ufficio studi
Money.it

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Un riepilogo delle valute e dei cambi valutari più scambiati nel mercato Forex. Elaborazione dell’Ufficio studi
Money.it

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2.4 - Correlazione fra cambi e cross

Major e Cross: spunti operativi

Essendo i tassi di cambio rappresentati da una coppia di valute, essi indicano la


forza relativa dell’una rispetto all’altra (cioè valuta base contro valuta quota). Dal
punto di vista operativo è dunque possibile usare in modo sinergico le indicazioni
provenienti da un cross per implementare delle strategie su un cambio major, o
viceversa. I cross, infatti, possono fornire degli indizi circa la forza relativa di una
valuta e aiutare il trader nella scelta della coppia di valute più opportuna da tradare
in una specifica fase di mercato. Spieghiamo questo concetto con un esempio.

- Esempio -

Supponiamo che la Federal Reserve americana annunci un rialzo dei tassi di interesse di

25 punti base. Questa azione in genere muove gli operatori a richiedere più Dollari sul

Forex. L’aumento della domanda di Dollari spinge al ribasso le coppie valutarie dove essi

figurano come valuta quota (Eur/Usd, Gbp/Usd), mentre quelle dove il biglietto verde fa

da valuta base si apprezzano (Usd/Chf, Usd/Jpy).


Un operatore Forex che desiderasse trarre guadagno da questa situazione di mercato

avrebbe di fronte diverse opzioni: andare short su Eur/Usd o Gbp/Usd, oppure long

su Usd/Chf o Usd/Jpy. Quale fra queste alternative è la migliore? Per capirlo occorre

analizzare il comportamento dei Cross; in questo caso Eur/Jpy.

L’apprezzamento del Dollaro indebolisce lo Yen e dunque i Cross con la divisa nipponica

al denominatore si potrebbero muovere verso l’alto. Qualora il movimento dell’Eur/Jpy

verso l’alto sia particolarmente accentuato significherebbe che la moneta unica europea

sta aumentando la sua forza relativa verso lo Yen, con ricadute anche sugli incroci

principali: se l’Euro è relativamente più forte, allora la discesa dell’Eur/Usd risulterà

parzialmente frenata o comunque marginalmente più debole rispetto alla salita dello

Usd/Jpy.

- 40 -
Fondamenti di Trading Online Cintura bianca

Ecco spiegato perché in una situazione di questo genere la posizione long su UsdJpy

avrebbe realizzato un profitto maggiore di quello generato attraverso una posizione

short costruita su Eur/Usd.

Questo concetto è applicabile a qualsiasi altro tipo di analisi e su una qualsiasi


delle coppie valutarie maggiori.

Ecco altri esempi:


• Per decidere se acquistare Eur/Usd o vendere Usd/Chf bisognerà analizzare
l’andamento del cross Eur/Chf.
• Per decidere se acquistare Usd/Chf o acquistare Usd/Jpy bisognerà
analizzare l’andamento del cross Chf/Jpy.
• Per decidere se acquistare Eur/Usd o vendere Usd/Jpy bisognerà analizzare
l’andamento del cross Eur/Jpy.
• Per decidere se acquistare Gbp/Usd o vendere Usd/Chf bisognerà analizzare
l’andamento del cross Gbp/Chf.
• Per decidere se acquistare Gbp/Usd o vendere Usd/Jpy bisognerà analizzare
l’andamento del cross Gbp/Jpy.

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-3-
Struttura del mercato Forex

3.1 - I partecipanti al mercato Forex


L’elevato volume degli scambi e l’estrema liquidità del mercato Forex sono dovuti
alla presenza sul mercato di una vastissima platea di partecipanti che negoziano
direttamente tra loro a qualsiasi ora del giorno e della notte e da ogni angolo del
mondo. Gli operatori finanziari che partecipano al Forex possono essere divisi in
due grandi gruppi: il mercato interbancario e il mercato al dettaglio.
Il mercato interbancario è relativo alle transazioni che si verificano tra gli istituti
centrali, le banche commerciali e i grandi dealer finanziari. Il mercato al dettaglio,
invece, comprende i fondi speculativi (più comunemente noti come Hedge fund),
le imprese e i singoli individui. Le transazioni al dettaglio sono eseguite attraverso
intermediari specializzati chiamati broker, il cui lavoro è appunto quello di fare da
filo conduttore tra il mercato al dettaglio e quello interbancario.
I partecipanti al mercato Forex operano con prospettive molto varie, ciascuno di
loro ha differenti attitudini, profili di rischio, obiettivi, orizzonti temporali, livello di
tecnologie a disposizione, ma soprattutto formazione ed informazione sui mercati.
Queste diverse prospettive tra gli operatori possono influenzare l’andamento dei
prezzi nel breve termine, oppure avere un ruolo nel lungo termine andando a
definire un trend di mercato.

Il mercato interbancario

Banche centrali

Le banche centrali, come la Federal Reserve (Fed) statunitense o la Banca


Centrale Europea (Bce) giocano un ruolo fondamentale nel mercato Forex.
Il loro obiettivo principale consiste nel mantenere la stabilità dei prezzi e nel
favorire la crescita economica.

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Per farlo devono controllare l’offerta di moneta attraverso diversi canali e


strumenti di politica monetaria come i tassi di interesse da applicare alle
operazioni di rifinanziamento (principale o marginale), i requisiti di riserva o
le operazioni pronti contro termine. Le banche centrali possono intervenire
anche sul mercato dei cambi per allineare i tassi di cambio alle proprie
strategie monetarie.

Banche commerciali

Le banche commerciali sono quelle che si interfacciano sia con il sistema


della Banca centrale di riferimento sia con i clienti (singoli individui, famiglie o
gli esercenti delle piccole e medie imprese). Gli istituti di credito si rivolgono alle
Banche centrali per soddisfare le loro esigenze di tesoreria e forniscono liquidità
al Forex in base al volume di trading che gestiscono giornalmente. Nei confronti
dei retail invece gestiscono le conversioni delle valute estere per conto dei clienti,
mentre altre operazioni sono condotte dal desk operativo a scopo speculativo.

Investitori istituzionali

I fondi d’investimento, i fondi pensione e le compagnie di brokeraggio operano


sui mercati delle valute per diversificare i propri portafogli, per cercare le migliori
opportunità di investimento per i propri clienti e per tutelarsi dai rischi di cambio.

Il mercato al dettaglio

Fondi speculativi (Hedge fund)

Gli Hedge fund sono fondi di investimento che, di fatto, raggruppano il capitale
di persone fisiche o di investitori istituzionali e lo investono in una varietà di attività,
spesso usando tecniche complesse di costruzione e gestione del portafoglio. Una
peculiarità degli Hedge fund è l’utilizzo, a volte indiscriminato, della leva finanziaria
(propria del mercato Forex).

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A causa della loro ampia liquidità e delle loro strategie aggressive, influenzano
notevolmente volumi e gli andamenti dei mercati valutari.

Imprese non finanziarie

Sono le aziende non finanziarie (industriali e/o manifatturiere o di servizi)


coinvolte nelle attività di import/export con aziende estere che usano una valuta
diversa dalla loro. Oltre ad approvvigionarsi sul mercato Forex della quantità di
denaro necessaria per i loro acquisti sui mercati esteri, la loro operatività consiste
anche nel cambio in divisa locale degli incassi generati dalla vendita di beni e servizi
effettuati in mercati aventi valuta diversa.

Singoli individui (Trader retail)

Sono soggetti che negoziano i loro capitali privati nel mercato Forex con
l’obiettivo di fare generare un profitto. Questi operatori operano prevalentemente
attraverso piattaforme di trading fornite dai diversi Broker online ormai sempre
più diffusi sul mercato.

Elaborazione Ufficio Studi Money.it

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3.2 - Gli orari del trading nel Forex

Il mercato Forex rimane aperto cinque giorni alla settimana su sette, 24 ore su
24. Dal punto di vista di un investitore europeo è possibile operare sul mercato
Forex già dalla domenica sera, quando inizia la sessione asiatica del mercato.
L’ultima finestra di negoziazione è invece il venerdì sera, quando termina la
sessione americana.
Ovviamente non tutte le sessioni di trading a livello globale si sovrappongono
perfettamente in ogni giorno nel corso dell’anno. Ciò è dovuto ai fusi orari e alle
diverse convenzioni sull’ora legale-solare che differiscono di Paese in Paese e di
continente in continente. Anche se è sempre possibile comprare e vendere valute
sul mercato Forex in qualsiasi ora della settimana finanziaria, non è detto che il
mercato offra sempre le medesime condizioni durante l’arco della giornata.

Ci sono evidentemente delle fasce orarie più favorevoli per negoziare e altre che
lo sono meno. Da questo punto di vista il mercato Forex può essere suddiviso in
quattro grandi sessioni sulla base dei continenti e delle grandi capitali finanziarie
che vengono coinvolte:  
• Sydney (sessione australiana)
• Tokyo (sessione asiatica)
• Londra (sessione europea) 
• New York (sessione americana).

Qui sotto una tabella che rappresenta graficamente gli orari di apertura e chiusura
di ciascuna sessione del mercato Forex.  

Calendario Forex (Orario GMT)

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Sovrapposizione delle sessioni

Ci sono tre fasce orarie dove due sessioni si sovrappongono:


• Sidney – Tokyo (dalle 23:00 alle 06:00);
• Londra – New York (dalle 13:00 alle 17:00);
• New York - Sidney (dalle 21:00 alle 22:00).

Durante gli orari in cui si sovrappongono due sessioni di trading la liquidità


del mercato Forex aumenta ed è possibile assistere ad un allargamento della
volatilità dei prezzi. Questo è particolarmente vero durante la sovrapposizione tra
le sessioni di Londra e New York, sicuramente le più liquide e influenti per il Forex.
In particolare fra le ore 14:00 e le 14:30 (ora europea) sono spesso programmati
i rilasci dei principali dati sull’economia americana che rappresentano importanti
market mover per le quotazioni dei principali cambi Major del Forex. Un altro
orario importante è in coincidenza dell’apertura del mercato azionario di New
York alle ore 15:30.
A partire dal via alle contrattazioni a Wall Street i flussi di capitali in entrata
o in uscita dal mercato azionario possono influenzare l’andamento del mercato
valutario, dal momento che gli investitori possono acquistare o vendere asset
azionari in dollari americani e valute diverse.
Dalle ore 16:00 fino alle ore 17:30 i prezzi generalmente si muovono in una
direzione precisa prima della diminuzione della liquidità in concomitanza con la
chiusura di New York. Anche se, come già spiegato precedentemente, il mercato
Forex è sempre aperto ad eccezione del sabato e della domenica, la fine della
sessione di New York viene considerata la chiusura del giorno corrente nel mercato
del Forex.
Con la fine di questa e l’inizio della sessione australiana e asiatica solitamente
prendono forma dei ritracciamenti o modelli di consolidamento rispetto alla
tendenza in essere. È infatti molto difficile che durante la notte (si parla sempre dal
punto di vista di un investitore europeo) si verifichino inversioni di trend, rotture di
supporti e resistenze importanti o nuovi massimi/minimi, proprio a causa di una
minor liquidità che caratterizza queste due sessioni.

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3.3 - La sessione asiatica e australiana

L’apertura della Borsa di Sydney alle ore 21:00 GMT sancisce l’inizio della prima
sessione giornaliera del mercato Forex, quella australiana. Due ore dopo, alle
23:00 GMT apre la Borsa di Tokyo, dando il via alla sessione asiatica. Le piazze
finanziarie più importanti della sessione asiatica sono, in ordine di apertura, quelle
di Tokyo, Hong Kong, Singapore. Oceania e Asia vanno avanti tutta la notte, fino
alle ore 6:00 per Sydney e alle 8:00 per Tokyo.

In queste sessioni la liquidità dei mercati non è molto alta, solitamente non si assiste
a movimenti direzionali importanti ad eccezione delle coppie che comprendono
lo Yen, la valuta giapponese. Questo perché per partecipare al mercato azionario
e obbligazionario giapponese, gli investitori istituzionali devono cambiare in Yen i
loro asset generalmente tenuti in Dollari americani. Questi flussi di capitale hanno
un impatto significativo soprattutto sulle coppie che hanno lo Yen come valuta
quota: Usd/Jpy, Gbp/Jpy e EUR/Jpy.

Discreti flussi vengono registrati anche sui cross che includono il Dollaro
australiano (Aud). Ciò nonostante, non si assiste ad un aumento della volatilità
dato che gli scambi avvengono principalmente in Yen, quindi non coinvolgono né
l’Eurozona né gli Stati Uniti.

Dal punto di vista tecnico la sessione asiatica viene considerata come una sessione
di ritracciamento o consolidamento dei trend in atto. È infatti molto difficile
imbattersi in una inversione durante questa sessione che generalmente vede i
prezzi muoversi lateralmente.

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3.4 - La sessione europea

La sessione europea del Forex prende il via alle ore 09:00 del mattino con
l’apertura della Borsa di Londra e delle altre principali Borse del Vecchio
Continente. In questo momento della giornata gli operatori dei mercati finanziari
europei cominciano a piazzare i loro ordini e le grandi aziende iniziano a condurre
i loro affari: tutte queste azioni dei vari partecipanti a mercato si riflettono
quindi sull’andamento delle coppie valutarie aventi Euro e Sterlina inglese come
controparte principale. Salvo l’uscita di news particolari, intorno alle ore 9:00
viene determinata la direzione dei prezzi per tutta la mattinata fino all’apertura
dei mercati americani nel primo pomeriggio. É in questa sessione che spesso si
formano i nuovi trend.

La sessione europea ricopre tutt’altra importanza rispetto a quella asiatica: nell’arco


della mattinata avvengono il maggior numero di transazioni (circa il 50% del
totale giornaliero), il che garantisce una liquidità sempre molto elevata con una
volatilità generalmente in crescita che raggiunge il suo massimo in concomitanza
con l’apertura della borsa di New York.

Gli investitori seguono attentamente la fascia oraria in cui la sessione europea si


sovrappone a quella americana (dalle 15:30 alle 17:30), poiché in questa finestra
temporale vengono rilasciate le notizie e i dati macroeconomici più importanti per
gli Stati Uniti e le notizie sulla politica monetaria della BCE. I cambi più scambiati
in questa sessione sono senza dubbio tutti quelli che riguardano la moneta unica
europea (Eur), la Sterlina britannica (Gbp) e il Franco svizzero (Chf). Nello specifico
Eur/Usd, Eur/Gbp, Gbp/Usd ed anche Usd/Chf.

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3.5 - La sessione americana

L’inizio della sessione Forex americana è compreso fra le ore 13:00 e le 14:30,
quando vengono diffusi i primi dati macroeconomici sull’economia Usa, ed entra
nel vivo alle 15:30 quando apre la Borsa di New York. Le prime quattro ore sono
quelle a maggior intensità in quanto la sessione Forex americana coincide con
quella europea: la volatilità è più alta, soprattutto sull’Eur/Usd e sulle altre Major.

Nella sessione americana si concentra mediamente il 22% delle transazioni


totali giornaliere del mercato Forex, in seconda posizione dopo quella europea.
In seguito alla chiusura della sessione europea, dalle 17:30 in poi la liquidità cala
notevolmente a meno che non siano in vista riunioni e conferenze della Federal
Reserve, in genere calendarizzate sempre tra le 19:00 e le 20:00 italiane.

A livello operativo ha senso concentrarsi su Eur/Usd o Gbp/Usd fino alle 17:30


italiane, mentre successivamente è meglio concentrarsi su altri cambi come Usd/
Cad oppure cross esotici con il dollaro americano come riferimento.

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Fondamenti di Trading Online Cintura bianca

-4-
Basi teoriche per operare nel mercato Forex

4.1 - Pips e frazioni di pips


Pip è l’acronimo di “Price Interest Point”, anche chiamato “Percentage in Point”,
ed è un’unità di misura che rappresenta la più piccola variazione che il tasso
di cambio fra due valute può avere sul mercato Forex. Nei principali tassi di
cambio, i Major, il Pip è espresso dalla quarta cifra decimale dopo la virgola. Le
eccezioni a questa regola sono poche, ma esistono: è il caso dello Yen giapponese,
dove il Pip è espresso dalla seconda cifra decimale dopo la virgola (Eur/Jpy: 129,56).
Oggi esistono alcune piattaforme online che offrono la visualizzazione anche della
quinta cifra decimale dopo la virgola. Mentre un Pip fa riferimento alla quarta cifra
decimale, un Pipette si riferisce alla quinta cifra decimale.

Alcuni esempi:

• Se il tasso di cambio tra la Sterlina inglese e Dollaro statunitense (Gbp/Usd)


varia da 1,2920 a 1,2935, il cambio si è mosso a rialzo di 15 Pips. Al contrario,
se il Gbp/Usd varia da 1,2920 a 1,2890, il cambio si è mosso a ribasso di 30
pips.

• Se il tasso di cambio fra il Dollaro Usa e lo Yen (Usd/Jpy) varia da 111,38 a


111,48, il cambio è aumentato di 10 pips. Al contrario, se Usd/Jpy vede variare
il suo tasso di cambio da 111,38 a 111,18 è diminuito di 20 pips.

Quanto vale un Pip?

Dal momento che la maggior parte delle coppie valutarie viene quotata fino
alla quarta cifra decimale, la variazione più piccola che un tasso di cambio può
registrare è, come nell’esempio dell’Eur/Usd, 0,0001 Dollari.

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Per calcolare il controvalore monetario di ciascun Pips:


Dimensione della posizione x 0,0001 = valore monetario di un Pip

Pip e movimenti di prezzo

SSulla base dell’equazione di cui sopra, il potenziale guadagno o perdita dettati da


ogni movimento di prezzo dipendono dalla dimensione della posizione. Infatti, lo
stesso movimento di prezzo espresso in Pip avrà influenza maggiore o minore su
posizioni di dimensione differente. Vediamo come funziona questo meccanismo.

- Esempio -
Supponiamo di aprire una posizione su un lotto standard della dimensione di 100.000

Dollari Usa. Il valore di un singolo Pip è uguale a: 100.000x 0,0001 = 10 Dollari per

Pip. Quando si apre una posizione di acquisto (Long) e il mercato è a favore, per ogni

movimento di 1 Pip si ha quindi un guadagno di 10 $. Viceversa nel caso di una posizione

in vendita (Short): se il mercato si muove in direzione opposta si avrà una perdita di 10 $

per ogni Pip di movimento.

Pip fissi e variabili

I tassi di cambio Major, ovvero quelli che contemplano il Dollaro statunitense,


possono presentare Pip a valore fisso o variabile. I cambi con il Dollaro Usa
come valuta quota (al denominatore) presentano un valore di un singolo Pip pari
a 10 Dollari su una posizione da un lotto standard (100.000 dollari Usa), come
nell’esempio. Nella tabella che segue esponiamo il valore fisso di un Pip per i
principali cambi valutari come, ad esempio, Eur/Usd, Gbp/Usd, Aud/Usd e così via:

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Fondamenti di Trading Online Cintura bianca

Elaborazione Ufficio Studi Money.it

I cambi con il Dollaro Usa come valuta base (al numeratore) presentano il valore di
un Pip variabile, a seconda delle variazioni del tasso di cambio fra le due valute. I
cambi valutari principali che presentano un valore del Pip variabile sono: Usd/Jpy,
Usd/Chf, Usd/Cad. Vediamo un esempio:

- Esempio -
Supponiamo che il cambio attuale della coppia Usd/Jpy sia 111,38: questo significa

che 1 Dollaro statunitense è uguale a 111,38 Yen. Un lotto di 100.000 Dollari USA vale

11.138.000 yen, quindi un Pip vale 100.000 x 0,01 = 1.000 yen. Per ottenere un equivalente

in Dollari bisogna dividere il valore del Pip per il valore attuale del cambio cioè 111,38.

Quindi 1.000/ 111,38 = 8,97 Dollari Usa. Questo significa che il valore del Pip in dollari del

cambio valutario Usd/Jpy varierà sempre con il variare del tasso di cambio.

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Fondamenti di Trading Online Cintura bianca

Perché è importante ragionare in Pip?

Il Pip è un’unità di misura che è utile a conoscere il valore monetario della distanza
fra prezzo di carico e stop loss e/o take profit individuati. Questa informazione
permette al trader di scegliere la dimensione (size) più adeguata per la propria
operatività sulla base dello regole di Money management stabilite a priori.
Ecco un esempio:

- Esempio -

La distanza in Pips fra prezzo di carico e stop loss è pari a 15 Pips. Su un contratto da
100.000 Dollari equivalgono a 150 Dollari di perdita massima (100.000 x 0,0015). Se

decidessi di acquistare due contratti la perdita massima sarebbe 300 Dollari (200.000 x

0,0015) e così. Se ho un capitale di 10.000 Dollari e come regola di Money Management

predefinita il trader pone di non rischiare più del 5% del proprio capitale totale, ecco

che la scelta ricadrà sull’acquisto di un massimo di tre lotti da 100.000 Dollari. In questo

modo la perdita massima cui il trader andrà incontro è di 450 Dollari.

- 53 -
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4.2 - Lotti, Mini lotti e Micro lotti


Storicamente le valute vengono scambiate in lotti, ossia quantitativi
predeterminati che esprimono l’investimento minimo richiesto per aprire un
contratto su una coppia di valute. Un lotto è quindi l’unità di misura utilizzata per
quantificare le dimensioni delle transazioni Forex.
La dimensione standard di un lotto è 100 mila unità, ma esistono anche mini lotti
(10 mila unità) e i micro lotti (1.000 unità) che rispondono alle esigenze dei traders
meno capitalizzati.
Lotti, mini lotti e micro lotti sono le tre tipologie di contratti utilizzabili nel mercato
Forex, quindi quando si acquista o vende una coppia valutaria lo si fa operando
con multipli di queste tre unità di misura.

Elaborazione Ufficio Studi Money.it

Lotti standard

Quando si parla di un lotto si fa riferimento ad un contratto standard


generalmente del valore nominale di 100 mila unità di valuta (Euro, Dollaro, Yen,
ecc.).
L’importo per un contratto standard è così elevato semplicemente perché le
variazioni nel Forex sono molto contenute, quindi per ottenere un profitto che
giustifichi l’operazione occorrono grandi capitali.

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Dal momento che un capitale simile non è disponibile alla maggioranza dei traders
retail, in genere si ricorre al meccanismo della Leva finanziaria e dei margini.

Elaborazione Ufficio studi Money.it

Mini lotti

Il valore nominale di un mini lotto è di 10.000 Dollari, quindi ogni Pip equivale a
1 $. Chi apre un mini lotto può guadagnare o perdere 50 $ se i prezzi si muovono
di 50 Pips (50 x 1 Dollaro).

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Micro lotti

Il valore nominale di un micro lotto è di 1.000 Dollari, quindi ogni Pip equivale a
0,10 $. Chi apre un micro lotto può guadagnare o perdere 5 $ se i prezzi si muovono
di 50 Pips (50 x 0,10 Dollari).

Lotti e Pips

Stabilire quale tipologia di lotto e la quantità da acquistarne è una decisione


che fa parte del processo di Money management e, come si è visto nel paragrafo
precedente, può avere ricadute importanti sull’operatività di un trader. Chi apre
una posizione con un lotto standard e fissa, ad esempio, a 50 Pips la perdita
massima rispetto al prezzo di carico, sa già a priori che potrà perdere, in termini
monetari, al massimo 500 $ (50 Pips x 10 Dollari).

4.3 - Leva e margini

La Leva finanziaria, in inglese “leverage”, è un meccanismo che consente al


trader di esporsi al mercato Forex per un certo quantitativo di denaro pur non
possedendo l’intera somma sul proprio conto trading. Attraverso questo strumento
è possibile investire una cifra che può essere due, cinque, dieci e fino a trenta volte
superiore rispetto al proprio capitale a disposizione.
Dal punto di vista matematico la Leva finanziaria si può esprimere con la seguente
formula:

Leva finanziaria= Capitale investito/Capitale proprio

Se si ha a disposizione un capitale proprio (o Deposito) di 50 Euro e si vuole operare


su un micro lotto di Eur/Usd da 1.000 si dovrà ricorrere ad una Leva finanziaria di 20
(1.000/50).

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Leva e margini sono correlati in maniera inversa: tanto più la leva è alta tanto minore è il margine richiesto
dall’intermediario.

Come si opera con la Leva? Il sistema dei margini

Per consentire ai trader meno capitalizzati di utilizzare la Leva finanziaria nelle


loro operazioni, gli intermediari del mercato Forex offrono la possibilità di operare
“a margine”, ossia fissano una percentuale del conto trading dell’operatore che
deve essere obbligatoriamente mantenuta e, se necessario o richiesto dal broker,
integrata o diminuita secondo esigenze.
Dal punto di vista tecnico il margine è una forma di garanzia collaterale che il
trader consegna al broker per poter usufruire del prestito del capitale addizionale
necessario all’apertura di un’operazione (Leva finanziaria). Il concetto di margine,
però, non esprime un costo per il trader: una volta che l’ordine viene chiuso il
margine viene reintegrato, ossia restituito. Dal punto di vista matematico la
formula utilizzata per il calcolo del margine è la seguente:

Margine= 100/Leva finanziaria

Nel caso di un rapporto di leva 1:100 il margine in percentuale è pari all’1% (100/100)

È ciascun broker che definisce la leva finanziaria consentita sulla base dei limiti di
legge stabiliti dall’istituzione che regola i mercati e gli strumenti finanziari a livello
europeo, ossia l’ESMA (European Securities and Markets Authority). Per ciascuna
posizione e strumento finanziario, il broker specifica il requisito di margine
applicato sotto forma di percentuale.

- 57 -
Fondamenti di Trading Online Cintura bianca

Leva e margini

Elaborazione Ufficio studi Money.it

La leva finanziaria come definita ad inizio capitolo si presenta come un numero


intero derivante dal rapporto di due grandezze monetarie. Il rapporto di leva,
invece, è la divisione fra 1 e la leva finanziaria. Il Margine, abbiamo visto, è il
rapporto fra 100 e la leva finanziaria. Leva finanziaria e margini sono legati da un
rapporto inversamente proporzionale: più la leva è alta più il margine richiesto
è basso; viceversa, più la leva è bassa, maggiore è il margine richiesto. Visto che
i due concetti sono strettamente correlati, è possibile calcolare il controvalore
massimo investibile in un sottostante sulla base del margine iniziale richiesto dal
broker. Vediamo come:

Con una leva massima di 20 il margine richiesto è il 5% (100/20);


Con una leva massima di 50 il margine richiesto è il 2% (100/50);
Con una leva massima di 100 il margine richiesto è l’1% (100/100).

Supponiamo di aprire un conto trading e depositarvi 1.000 Euro. Nel caso di un rapporto
di leva 1:20, il margine richiesto dal broker sarà del 5%, mentre il controvalore massimo
dell’operazione è pari a 20.000 Euro. Nel caso di un rapporto di leva 1:50, il margine
richiesto dal broker sarà del 2%, mentre il controvalore massimo dell’operazione è di
50.000 Euro. Nel caso di un rapporto di leva 1:100, il margine richiesto dal broker sarà
del 1%, mentre il controvalore massimo dell’operazione è 100.000 Euro.

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4.4 - Rollover e tassi di interesse overnight

Nel Forex il rollover è un’operazione automatica applicata ogni giorno da tutti gli
intermediari e i broker online sulle posizioni dei traders rimaste aperte overnight,
cioè indicativamente tra le ore 23:00 e le 23:59 italiane. Tecnicamente il rollover
consente al trader di mantenere la propria posizione spot su un orizzonte di più
giorni.

I tassi di interesse

Dato che i tassi di cambio fan sempre riferimento a due valute, le quali a loro
volta sono associate al rispettivo Paese o zona valutaria, l’operatore dovrà sempre
tener conto dei tassi d’interesse overnight applicati su entrambe le divise
che compongono ciascun cambio. Ad esempio, sul cambio Eur/Usd l’interesse
applicato al trader che mantiene una posizione aperta oltre la finestra oraria su
indicata è determinato dalla differenza fra i tassi overnight applicati in Eurozona
e Stati Uniti in quel momento. Questa differenza può essere positiva o negativa, e
quindi andare ad alimentare (roll positivo) o far defluire (roll negativo) denaro dal
conto del trader.

Come si applica il rollover

Nella pratica l’operazione di rollover consistente in uno storno giornaliero della


differenza fra i tassi di interesse overnight che si applicano sulle due valute oggetto
di una transazione. Questa differenza è anche chiamata Swap point. Gli interessi
da rollover vengono addebitati o accreditati automaticamente dall’intermediario
sul conto del cliente al termine di ciascuna giornata di trading. Il saldo a credito o
a debito sul conto dipende esclusivamente dai tassi di interesse vigenti nei Paesi
delle valute su cui il trader è posizionato al momento del rollover. In particolare, gli
interessi devono essere pagati sulla valuta venduta e vengono invece guadagnati
sulla valuta acquistata.

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Si può dunque registrare un roll positivo nel caso in cui il tasso di interesse della
valuta che si va ad acquistare (valuta base se sono long o la quota se sono short)
è maggiore del tasso di interesse della valuta che viene venduta (valuta quota se
sono long o valuta base se sono short), o un roll negativo nel caso contrario.

L’interesse è accreditato o addebitato in base al valore totale della transazione.


Se per esempio un trader ha una posizione long aperta su un lotto standard di
Eur/Usd, gli verrà accreditato o addebitato un interesse percentuale sul totale di
100.000 dollari (ovvero il valore del lotto).

- Esempio -

Un trader apre una posizione long su un lotto standard di Usd/Jpy, ovvero


acquista Dollari e vende al contempo Yen. Se gli interessi overnight negli Stati
Uniti sono del 2% e quelli in Giappone sono allo 0,5%, a fine giornata al trader
verrà accreditata la differenza, l’1,5% su base annuale. Al contrario, se il trader
aprisse una posizione short sul cambio Usd/Jpy, oltre una singola giornata di
negoziazione, gli verrebbe addebitata la differenza dell’1,5% su base annuale.

In ultima analisi, ricordiamo che le politiche di rollover variano da intermediario a


intermediario, è quindi indispensabile che ciascun operatore approfondisca con il
proprio fornitore di servizi queste particolari peculiarità.

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4.5 - Calcolo di profitti e perdite

Il calcolo dei profitti e delle perdite nel mercato Forex non è sempre immediato.
Di seguito verranno esposti i principali aspetti chiave ed alcuni esempi pratici
che andranno a riassumere tutti gli aspetti più importanti trattati fino ad ora.
Prendiamo in esame una operazione sul cambio Eur/Usd.

Ipotizziamo l’acquisto di un lotto standard di Eur/Usd, quindi 100.000 Dollari, in


un’ottica intraday, senza considerare eventuali guadagni/costi derivanti da operazioni
di rollover. Supponiamo di effettuare un’operazione di trading con uno spread Bid/Ask
pari ad 2 Pip: il prezzo Denaro è 1,1617 e prezzo Lettera 1,1619; è possibile acquistare
la coppia Eur/Usd a 1,1619 e venderla a 1,1617.

Long Eur/Usd:
Compro 100.000 Euro (+)
Vendo 116.170 Dollari (-)

L’Euro si apprezza nei confronti del Dollaro, le quotazioni salgono e a 1,1700 si chiude
l’operazione. Il broker offre una quotazione Bid/Ask pari a 1,1699 – 1,1701. A questo
punto per chiudere l’operazione si deve mettere in pratica un trade di segno inverso
rispetto al precedente.

Short Eur/Usd:
Vendo 100.000 Euro (-)
Acquisto 116.990 Dollari (+)

Il risultato netto dell’operazione sarà dato dalla differenza:

116.170 – 116.990 = 820 Dollari di profitto

Al tasso di cambio corrente: 820 Dollari/1,1700= 700,85 Euro. Questo guadagno è un

- 61 -
Fondamenti di Trading Online Cintura bianca

ammontare al lordo della tassazione. Ad esso si dovrà applicare l’aliquota sui capital
gain, in Italia pari al 26%. Nel caso opposto, ovvero un’operazione chiusa con una
perdita, la tassa sul capital gain non è dovuta.

Calcolo in termini di Pips

Come si è visto in precedenza, è possibile calcolare i profitti anche in termini di


Pips. La variazione di un Pip su Eur/Usd equivale ad una variazione monetaria di
10 Dollari. Pertanto un passaggio del cambio da 1,1618 a 1,1700 equivale ad un
profitto di 82 Pips (82 Pips x 10 $ = 820 $).

4.6 - Fare Trading Online sul Forex con i CFD

Il modo più accessibile ai privati per fare Trading Online nel Forex è attraverso
l’uso dei Contratti per Differenza (CFD). Che cosa è, nel dettaglio, un Contratto per
differenza? Un CFD, acronimo dall’inglese Contract for Difference, è un contratto
derivato scambiato Over the Counter (Otc, ovvero su circuiti non regolamentati)
che viene offerto dai principali broker online ai trader privati per la negoziazione
sulle loro piattaforme proprietarie.

Elaborazione Ufficio studi Money.it

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Fondamenti di Trading Online Cintura bianca

Come funziona un CFD

Attraverso l’acquisto di un CFD il trader non entra in possesso direttamente


dell’attività finanziaria sottostante (che può essere un’azione, un indice, una valuta
o una materia prima) ma è come se acquistasse il diritto a ricevere, al momento
della chiusura dell’operazione, il rendimento maturato dall’attività finanziaria
sottostante (ovvero la differenza di valore del sottostante fra il momento della
sottoscrizione del contratto e la chiusura dello stesso). Questo effetto è creato
grazie ad una posizione sintetica che replica l’andamento del sottostante. Nella
pratica chi acquista un CFD (posizione long) paga al venditore un tasso d’interesse.
A fronte dell’incasso di questi interessi, il venditore (posizione short) si obbliga a
pagare il rendimento dell’asset sottostante.

Attraverso i CFD dunque le due controparti si scambiano un flusso


finanziario derivante dal differenziale fra i prezzi dell’attività
sottostante al momento dell’apertura dell’operazione e della sua
chiusura.

Un trader con una visione rialzista su un’attività sottostante può dunque andare
long, cioè acquistare, un CFD e trarre profitto qualora il valore dell’attività finanziaria
sottostante si muova nella direzione prevista dall’operatore. Al contempo la
parte venditrice del contratto CFD realizzerà una perdita. Nel caso di operazioni
ribassiste, o short, vale esattamente il ragionamento opposto.

La marginazione sui CFD


Come abbiamo visto in precedenza, quando si acquista un CFD non è necessario
pagare l’intero valore dell’operazione in quanto è sufficiente depositare presso il
proprio broker online un margine, che normalmente varia tra il 10% e il 20% del
valore dell’operazione.

Gli interessi
Durante il periodo in cui la posizione su un CFD resta aperta, al detentore viene

- 63 -
Fondamenti di Trading Online Cintura bianca

addebitata o accreditata una somma che riflette gli adeguamenti di interesse e


di dividendi. In caso di posizioni long si ricevono dividendi e si pagano interessi.
Viceversa in caso di posizioni short. Gli interessi vengono generalmente calcolati
aggiungendo una percentuale fissa ad un tasso di riferimento base (ad esempio
“Euribor + x%”).

- Esempi -

Supponiamo di avere una visione rialzista sul titolo ENI e di voler acquistare 1000
CFD con sottostante le azioni dell’azienda petrolifera. Oggi ENI quota 15 euro; il
margine richiesto dal broker online è del 15% e lo spread applicato sugli interessi
è del 2,5%; il tasso Euribor è pari al 4%. Vendo il CFD dopo 25 giorni, quando ENI
vale 15,90 euro.

Profitto lordo= (15,90-15) x 1000= 900 Euro

Interessi passivi da marginazione= (15.000 x 6,5% x 25/365) = 66,78 Euro

Profitto netto*= 900 – 66,78= 833,22 Euro

*Per semplicità di calcoli non vengono riportate le commissioni pagate all’intermediario e

l’aliquota fiscale sul capital gain applicata in Italia, pari al 26%.

- 64 -
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