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gog classici

HABITARE IN SJNGULIS lDEIS


PER UNUM SPATIUM TEMPORIS

EscoliOs o un texto implicito voli. I e 11

©
1996
KAROLINGER VERJ..AG WIEN

©
2020
Goc ED1z1ON1
Tun, I DI.RI1TI SULL'EDIZIONE ITALIANA SONO RISERVATI
ISBN 9788885788367
PRIMA EDIZIONE
FINITA DI STAMPARE NEL MESE DI NOVEMBRE 2020

REDAZIONE DI MARGHERITA Morn 8ARSINI


E ANDREA CRISANTI DE AscENTIIS
icolas
GOMEZ DÀVILA

Escolios
a un texto implicito
voll. I e II

versione italiana e note di Loris Posina/o


introduzione di Alessio Mulas
CARTOGRAFIE DELL'INVISIBILE
di Alessio Mulas
Giorgio Colli, interrogandosi sulle questioni fondamentali
poste da Nietzsche, di cui è stato il più grande interprete italia­
no, ricordava che «uno dei concetti più stolidi del presente è la
libertà della cultura». Chiunque può osservare quanto la vita
di scienziati, filosofi e artisti sia condizionata dallo Stato o più
in generale delle forme della potenza mondana, che tracciano
il recinto entro cui far pascolare le opinioni, i limiti di ciò che
è possibile dire e pensare. Per la cultura, libertà significa ciò
che le è concesso, «una servitù che la potenza politica lascia
pavoneggiarsi come orgogliosa autonomia».' Una dipenden­
za camuffata da emancipazione, che soprawive grazie a più o
meno generose elargizioni. Laddove la libertà ci appare owia,
scontata, si cela la più tetra delle tirannidi. Questa idea che
Colli fa valere per il mondo moderno, quindi per la particolare
contingenza storica dello Stato, anni prima fu elevata da Leo
Strauss a condizione pressoché onnipresente della filosofia.
Ciò non riguarda soltanto i nostri tempi, nei quali la cosiddet­
ta libertà di pensiero consiste nella facoltà di scegliere tra due
o più visioni differenti proposte «by the small minority of peo­
ple who are public speakers or writers».2 La vicenda umana
e filosofica di Socrate risuona come monito: ai pensatori non
tutto è permesso, nulla è perdonato.
Da queste considerazioni nasce un paradigma ermeneutico
che rivoluziona il modo di leggere i testi filosofici. Se non tutto
è permesso, è lecito ritenere che il filosofo possa nascondere
o lasciare impliciti i punti più importanti del proprio pensiero
per sfuggire alle disgrazie della pubblica censura, al pericolo
I/ G. Colli, Dopo N,eti.sche, Adelphi, Milano 1974, p. 56.
2/ L. Strauss, Persea1tio11 ond the Art o/Wniù,g, The Free Press, Glencoe 1952, p. 23.
8 INTRODUZIONE

della persecuzione. Perciò il problema fondamentale nell'in­


terpretazione delle opere non è quello posto dallo storicismo
e dalla sociologia della conoscenza, che commisurano il pen­
siero alle condizioni storiche concrete di chi lo esprime, fino
a ridurlo al contesto sociale e alla biografia dell'autore. Non
dobbiamo domandarci se e quanto una società si esprima at­
traverso la filosofia, ma se e quanto la società permetta alla
filosofia di esprimersi. La riflessione filosofica può pervenire
a «basic truths which would not be pronounced in public by
any decent man»,3 verità che ostacolano l'ordine costituito, la
pubblica coesione, e trovarsi così in una posizione precaria,
indigesta ai più. Ricorrere al non detto, al velato suggerimen­
to, all'espressione criptica è l'unico modo che i grandi pensa­
tori hanno avuto per esprimere dissenso verso le condizioni
imposte dalla politica e dalla religione. E siccome in passato
il ricorso a un livello esoterico della filosofia era sia un'esi­
genza pedagogica che una necessità per occultarsi agli occhi
dei persecutori, gli interpreti devono armarsi di quella che A r­
naldo Momigliano ha definito «ermeneutica della reticenza»: 4
talvolta le verità fondamentali della filosofia, specialmente se
politiche, emergono dalla capacità di leggere un testo coglien­
do i sottintesi, ricavando le conclusioni implicite, edificando
strutture concettuali su terreni predisposti dai pensatori nei
loro scritti, dando senso ad altrimenti ingiustificabili contrad­
dizioni, ripetizioni, ambiguità e omissioni, autentiche forme
di difesa della filosofia dalla coercizione del potere. Benché
permetta alla cultura di conservare autonomia e libertà pur di
fronte al conflitto tra pensiero e società, tra filosofia e polis, la
reticenza che caratterizza la forma di un'opera ne condizio­
na il contenuto, costringendoci a leggere tra le righe, secon­
do un'ermeneutica che appare come forzatura interpretativa,
come violenza del lettore nei confronti delle opere, ma che
salva dai condizionamenti storici gli autori, i quali acquistano
invece una nuova voce - come mostrato dalle letture straus­
siane di Platone, Senofonte, Avicenna, Averroè, Maimonide,
Spinoza, Machiavelli e Hobbes.
3/ lvi, p. 36.
4/ A. Momigliano, Ermeneutico e pensiero politico classico in Leo Strauss, in L.
Strauss, Che cos'è la fi/010/ia poliiica? Scrilli m Hobbes e altri raggi, Argalia, Urbino
1977, p. 14.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 9

li lettore che si approccia per la prima volca a quest'o­


pera è posto da subito di fronte allo scenario inverso. N i­
colas G6mez Davila ebbe una vita discreta, passata «fra libri
intelligenti, amando alcuni cari». 5 Nato nel 1913 a Bogota,
in Colombia, trascorse la giovinezza a Parigi, educato alla
cultura classica presso un collegio di benedettini e, nei due
anni in cui fu costretto a letto da una malattia polmonare, da
alcuni precettori. Tornato nella prima età adulta in patria,
non smise mai di formarsi da sé, in autonomia, distante dalle
istituzioni, frequentando per tutta la vita la sua ricca biblio­
tç:ca, convinto che «solo i profani e i catecumeni credono
nell'importanza dell'istruzione» (92). Gli Escolios a un texto
implicito, che qui restituiamo in nuova vesce al lettore italia­
no, sono il punto più alto della riflessione di don Colacho,
come era soprannominato dagli amici. Dati alle stampe in
due volumi nel 1977, rimasero l'opera di un ilustre descono­
cido finché non comparvero presso alcuni ambienti conser­
vatori tedeschi, incensati da grandi uomini di cultura come
Ernst Jiinger, Dietrich von Hildebrand e Martin Mosebach.
Una scoperta che fu tardiva per almeno tre ragioni. La prima
è la riservatezza dell'autore. Mai discese al Pireo, mai ebbe
la tentazione kojèviana di partecipare alla vita politica del
suo paese, mai l'illusione che la cultura e l'attività dei sapien­
ti possano risolvere i problemi mondani. Beninteso, non fu
un recluso, né un uomo accasato in mondi ideali. Si circon­
dava di scrittori e intellettuali, si occupava delle aziende di
famiglia e conosceva gli affari del paese; ma di fatto l'unica
catabasi del pensatore colombiano fu proprio la pubblicazio­
ne degli Escolios, che seguirono di qualche lustro la stampa
di due libri circolati privatamente nella sua cerchia, Notas
I (1954) e Textos I (1959). La seconda ragione è la difficile
digeribilità del suo pensiero, che la cultura europea ancora
pervasa di illuminismo fatica ad accettare, come in passato è
accaduto ad alcuni grandi del Novecento - pensiamo soprat­
tutto a Cari Schmitt e Martin Heidegger, che pur universal­
mente riconosciuti come due capisaldi nei rispettivi ambiti
del diritto e della filosofia, sono ancora oggi guardati con dif­
fidenza. G6mez Davila è tutto fuorché un uomo mediocre,
51 ù1fra, p. 157. Da qui in avanti le ci1nzioni dagli Escvlios saranno indicale nel
testo tra parentesi.
10 fNTRODUZIONE

rassicurante, adatto all'amplesso mortale di banalità e uni­


versità, benché i tentativi di servirlo ad usum Delphini non
manchino. La terza ragione, e torniamo a Strauss, è la /orma
scelta da G6mez Davila per le sue opere maggiori. Conside­
rato da alcuni il "Nietzsche di Bogota", egli ha condensato
le riflessioni di una vita, il suo prezioso Lebenswerk, nella
forma aforistica. Lo sforzo a cui ci chiama è opposto alle
fatiche dell'ermeneutica della reticenza. Non sente l'esigenza
di occultare le verità ultime agli occhi dei censori, è privo di
imbarazzo di fronte ai potenti della politica e della cultura,
non si imbroglia nel bisogno di addolcire la parola per ren­
derla tollerabile, perché «fra poche parole è difficile nascon­
dersi come fra pochi alberi» (218). Non nutre alcun interesse
verso il successo, consapevole che questo sia il marchio della
mediocrità. Negli Escolios tutto ci appare sì radicale, ma cri­
stallino, definitivo, trasparente.
La scrittura aforistica non si configura come un tentativo
di imitazione prosastica del linguaggio poetico, b�nsì come
l'emergere da un texto implicito di verità concluse. E lo stesso
G6mez Davila a fornire ripetutamente le chiavi di accesso alla
sua composizione, che non è una mera raccolta di aforismi, ma
il susseguirsi di «tocchi cromatici di una composizione poin­
tilliste» (27), che ci allontanano dalla tentazione di liquidare il
colombiano come pensatore asistematico, incoerente, di indo­
le capricciosa. Al contrario: «il frammento comprende più del
sistema» (487). Ogni scolio è una stella che forma costellazioni
concettuali, figure che tracciano la struttura su cui si impernia
ogni verità. G6mez Davila non esige evoluzione argomenta­
tiva, né si fida dei processi dialettici. «Contemplo solamente
frammenti di verità distorti da bagliori notturni» (159), scrive.
Come assemblare i frammenti dell'universo è un «tentativo
vano»,6 così ricucire arbitrariamente gli scolii è una pretesa
destinata al fallimento; eppure, pur nell'aspetto disorganico, la
filosofia del colombiano testimonia caratteri generali e ricor­
renti che non possono che appartenere a una impalcatura fi­
losofica coerente, a un sistema che G6mez Davila, per quanto
«l'ambizione di sistematizzare le mie idee mi seduce in modo

6/ AJ passo «Si definisce monismo il tentativo vano di assemblare i frammenti


dell'universo» (95).
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO li

intermittente»/ non vuole e non può redigere, perché insuf­


ficiente a cogliere la complessità dei fenomeni.8 L'aforisma
gomezdaviliano non è sconnesso e isolato, è un frammento
che rimanda ad altro, come suggeriscono le citazioni poste in
esergo agli Escolios, e come rimarcava Franco Volpi: «vuole il
corto circuito che elettrizzi il pensiero e spinga l'immaginazio­
ne ad annodare le singole frasi in un tutto».9 Quella dell'unità
frammentata è un'idea la cui genealogia, più che alla classicità
pagana o alla cultura cristiana, i due affluenti della civiltà eu­
ropea a cui egli sente di appartenere, ci porta curiosamente al
messianesimo ebraico: come per la cabbala Dio ha disperso
nell'universo scintille di santità che conferiscono bellezza alle
cose della natura e perfezione morale all'uomo,10 così per il fi­
losofo colombiano «le cose più nobili della terra» sono «fram­
menti dispersi del nostro bene perduto... » (82). Non possiamo
soprassedere alla disorganicità delle cose. La vita si presenta
come un insieme caotico di fatti; se fosse l'uomo a riordinar­
li, fluttueremmo sul puro arbitrio. Tale frammentarietà è un
carattere del cosmo, prima ancora che un'esigenza espressiva
di G6mez Davila. 11 Cogliere il mondo e la storia dell'uomo
per frammenti, nelle loro manifestazioni particolari, dunque
trascriverli in aforismi, è l'unica forma che un reazionario, a
suo giudizio, può concedersi, rifuggendo «la postiza simetrfa
de los conceptos, los automatismos de la logica, la fascinaci6n
de las simplificaciones ligeras» e soprattutto «la falacia de nue­
stro anhelo de unidad». 12
7/ N. G6mez D:ivila, Notas, Gog, Roma 2019, p. 99.
8/ Sul tema si esprime diffusamente A. Abad Torres, Pensar lo implicito. En torno
a Gomez Ddvila, Postergraph, Pereira 2008, che alla domanda se il pensiero di G6mez
Diivila sia frammentario risponde: «No, si a ella se acude en su aspecro ideol6gico, y
hay que decir que es en esce caso concéntrica. Si, si se reduce su aprehensi6n al 3.mbito
estilistico, comaf\dose emonces dispersi6n textual» (p. 91).
91 F. Volpi, lntroduzio11e, in N. G6mez Dovila, Tra poche parole, Adelphi, Mila­
no 2007, p. 15.
10/ Cfr. G. Scholem, L'ideo messianica neltebraismo e altri saggi sullo spin"tualità
ebraica, Adelphi, Milano 2008.
11/ D'altra parte, se ai presemi Escolios aggiungessimo i due volumi di Nuevos
escolios a liii texto implfcito (1986) e il volume di Sucesivos escolios a liii texto implfcito
(1992), avremmo «13 .050 escolios en tota!, uno detriis de otro, inteligcntes, inruitivos,
fecundos, brillanres, contundentes» {G. Hoyos Vasquez, Don Nicolds Gomez Dduila
pe11sador espa,10/ y reaècio11ario a11té11tico, «Arbor» 184 n. 734, 2008, p. 1088).
12/ N. G6mez Dovilo, Textos I, Villegos Editores, Bogoui 2020, p. 55.
12 INTRODUZIONE

La stella polare di G6mez Davila è l'intima consapevolez­


za della finitezza dell'uomo, della sua profonda ed essenziale
imperfezione, ed è la convinzione che il pensiero reazionario
da sempre pone come assioma. Per il colombiano, essere re­
azionari non significa avere fede in soluzioni vetuste, bensì
«avere un acuto senso della complessità dei problemi» (382),
secondo una caratterizzazione apofatica che esclude tanto le
ricette facili del senso comune quanto la pretesa, comune alle
ideologie, di poter racchiudere l'universo in una teoria. «De­
finire sociali quei problemi che dipendono dalla natura stessa
dell'uomo» infatti «serve solo a fingere che possiamo risolver­
li» (59). Riconoscersi nella reazione significa innanzitutto nau­
fragare con dignità,13 capire che «l'uomo è un problema senza
soluzione umana». 14 Il reazionarismo di don Colacho non è il
rimpianto di tempi passati: è la nostalgia delle cose che non
sono mai state. Ciò che di ammirabile trova nelle altre epoche
è «la norma peculiare a cui disobbedivano» (106), l'esistenza
di una gerarchia di principi non liquidabile come costrutto
storico-sociale, ma nemmeno riducibile a mondi iperuranici,
a virtualità astratte, dacché «l'essenza si genera nell'atto em­
pirico» (53 ). Come ha imparato dai maestri del pensiero rea­
zionario, l'uomo è il problema, non la soluzione. Contro l'af­
fermazione anarchica dell'uomo buono, Juan Donoso Cortés
ricordava che «el reptil que piso con mis pies seria a mis ojos
menos despreciable que el hombre»,1' chiedendo «c:De donde
sabe que es noble si Dios no se lo ha dicho?». 16 Riconosciamo
qui il filo che lega G6mez Davila a Donoso Cortés, de Maistre,
de Bonald, Burke, e che lo inserisce saldamente tra i pensatori
ostili all'umanitarismo, cioè all'ideologia, già promotrice della
Rivoluzione francese e delle odierne istituzioni internazionali,
che considera l'uomo astrattamente, di là dalla sua esistenza
concreta (la provenienza, la comunità, la religione, i costumi).
Un tale uomo dall'essenza astratta non esiste, sosteneva de

13/ «Oggi il reazionario è meramente un naufrago dignitoso» (270).


14/ N. G6mez Dovila, Nut!VOJ esco/io, a u11 1ex10 impliàto li, Proculrura, Bogot:i
1986, p. 124.
15/ «Il rettile che il mio piede schiaccia sarebbe ai miei occhi meno spregevole
di un uomo,. Q. Donoso Conés, Saggio sul ca110/i'cesi1110, il liberalismo e il socioliJmo,
Rusconi, Milano 1972, libro lll, pp. 395-96).
16/ «Come fa a sapere di essere buono se Dio non glielo ha detto?» (ivi, p. 396).
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 13

Maistre: «nella mia vita, ho visto francesi, italiani, russi ecc.;


[ ...] quanto all'uomo, dichiaro di non averlo mai incontrato
in vita mia».17 Se nel francese vigeva ancora la polemica me­
dievale del nominalista contro il realismo metafisico (esistono
gli uomini-individui, non l'uomo-universale), nel filosofo co­
lombiano, per cui il nominalismo è il "vizio dei sensi", la pro­
spettiva muta parzialmente. «In ogni reazionario Platone risu­
scita» (116), eppure scorgiamo nelle sue pagine una nozione di
verità che va indubbiamente sia oltre l'apologetica della verità
rivelata dei reazionari ottocenteschi, sia al di là del platonismo.
Negli Escolios sussiste una forse casuale ma sicuramente in­
teressante convergenza con le strade della filosofia aperte nel
Novecento da Martin Heidegger. «Le verità», scrive G6mez
Davila in uno degli scolii più illuminanti, «non stanno nella
circonferenza di un cerchio il cui centro è l'uomo», ma «si
ergono in terreni impervi che l'uomo percorre seguendo i me­
andri di un sentiero sinuoso che le rivela, le occulta, e che alla
fine ostenta o nasconde» (30). Quello della verità si rivela non
a caso lo snodo fondamentale, il contesto privilegiato per met­
tere in luce le linee fondamentali del pensiero di don Colacho.
Infatti se da una parte non è sufficiente la tradizione, dall'altra
non basta accontentarsi dei fotti crudi. li positivismo e la mi­
tologia, pur diversi, sono fratelli, perché compiono il doppio
errore simmetrico di «credere che oltre a quello che possiamo
sapere non vi è nulla oppure che sappiamo cosa vi sia» (237).
La filosofia, come non si appaga delle verità della tradizione,
così non si limita nemmeno al mero fatto, alla cosa per come
essa si presenta: detto altrimenti, non è religione né scienza.
Quanto a quest'ultima, ciò che la distingue dalla filosofia è
appunto che le sue proposizioni «sono vere o false, perché
sono giudizi falsificabili di esistenza», di contro agli enunciati
filosofici, che invece «sono autentici o apocrifi, perché sono
giudizi di significazione» (37). Siamo dinanzi a una teoria an­
tiscientifica della verità? No, piuttosto osserviamo il restrin­
gimento del campo di azione della scienza, che non potendo
andare al di là della teoria corrispondentista della conoscenza
rinuncia alla pretesa di porsi la domanda più radicale, quella
sull'essere e sul senso. Nel corso del tempo, la scienza procede
17/ J. Dc Maistre, Co11siderazio11i sulla Fra11cia, Ediioriale U Giglio, Napoli 2010,
p. 74.
14 INTRODUZIONE

per continuo seppellimento delle sue precedenti e provvisorie


verità, non potendo garantire il persistere delle sue proposizio­
ni; all'opposto, nessun enunciato filosofico può essere dichia­
rato definitivamente defunto. Ciò non implica che le verità a
cui la scienza perviene siano false. Essa però non rappresenta
il livello ultimo della verità, il suo momento irriducibile, di
modo che l'indagine sulla verità non può mai essere esclusiva­
mente prerogativa della scienza moderna e dei suoi strumenti
logici. Ogni teoria scientifica della verità che pone una restri­
zione indebita e prepotente del problema conduce verso una
sola strada, predeterminando le proprie conclusioni. Quando
al contrario la scienza sconfina, equipaggiata del suo metodo,
in territori che non è in grado di esplorare, la filosofia ha il do­
vere di ridimensionarla, di ricordarle «la sua origine servile»
- extra epistemologiam nulla salus 1 (29).
Inruiamo ben presto il rischio che G6mez Davila ha il co­
raggio di correre: la possibilità che una grande intelligenza fi­
nisca per «creare la verità di quanto afferma» (46), vittima di
quella perversione che è la dimenticanza del processo concre­
to attraverso il quale la verità si manifesta. Siamo contempora­
neamente oltre lo scientismo moderno e al di qua della fiducia
nella Rivelazione. Ora, posto che gli strumenti limitanti della
scienza sono inadatti alle domande radicali e quelli dell'apo­
logetica reazionaria sono fideistici, la strada del filosofo co­
lombiano si biforca: un sentiero cerca di salvare il razionale
eliminando ogni possibilità di pervenire a verità assolute e de­
finitive sul senso dell'essere, ed è il caso del pensiero debole,
del postmoderno; l'altro rinuncia alla razionalità pur di con­
servare l'accesso alla verità. Il fatto di essere giunto di fronte
a questa biforcazione è di per sé prova evidente della grande
modernità del suo pensiero. G6mez Davila sceglie il secondo
sentiero. Se avessimo in mano le prove razionali dell'esisten­
za di Dio, dice il nostro autore, dovremmo dubitarne, perché
non è dato un Dio «implicato dall'universo», che risponda a
una necessità simile a quella che scopriamo comprendendo le
leggi di natura. La verità è un evento, una «verticale irruzione
del divino» (342), per dirla con le sue parole, «un'epifania ca­
suale» (491), ciò che dà un senso ulteriore alla mera esistenza
delle cose. Perciò, nel suo significato ultimo, non è frutto di
astrazioni e di argomentazioni razionali, ma si esperisce nel
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 15

mondo quando fa irruzione nell'esistenza dell'individuo. Una


sorta di mistica esperienza del trascendente. Tutti gli scolii che
si esprimono sul tema convergono su questo punto: la verità è
«oggettiva, ma non impersonale» (542); «personale» senza che
ciò implichi «che qualunque convinzione sia vera» (546); «ge­
nerata ed autonoma al contempo» (492); non coincidente con
i ragionamenti «se non durante brevi tratti» (494). La possibi­
lità di conciliare il soggettivismo dell'esperienza concreta con
l'universalità della verità, e dunque dei valori, è la convinzione
che dai volumi di otas e Textos percorre sotterraneamente
il pensiero di Nicolas G6mez Davila riversandosi negli Esco­
lios. Il dispiegamento della verità non può essere determinato
da altro che da sé. È l'aprirsi della persona a una dimensione
di senso che conserva il carattere di irriducibilità. on dal­
la scienza, non dalla teologia, bensì da questa dimensione di
verticale irruzione della verità ha origine la pretensione della
questione assiologica lungo l'intera opera di G6mez Davila.
In più luoghi l'autore è costretto a riflettere su come si possa
esprimere l'idea di un evento che porta una scala oggettiva
di valori «sin falsear sus odgenes de subjetividad concreta», 18
cioè senza dimenticare che ha luogo nell'esperienza concreta
del soggetto.
Il lettore più attento riconoscerà allora che la religione, per
il colombiano, non ha valore a prescindere dai suoi contenuti,
anzi conserva la sua magnificenza soltanto fino a quando porta
con sé l'affermazione di un'assiologia. Anche qui il suo rea­
zionarismo si lascia alle spalle i vari de Maistre e si avvicina ai
contemporanei, per esempio alla fenomenologia, soprattutto
a Max Scheler, il quale godette infatti di una larga ricezione
nella cultura filosofica ispano-americana. Per poter cogliere la
realtà come totalità gerarchicamente strutturata non dobbia­
mo astrarre i valori dalle proprietà delle cose del mondo, ma
disporre noi stessi a un'intuizione originaria, di modo che i va­
lori non siano un prodotto delle nostre preferenze sensibili ma
nemmeno indipendenti dalla nostra singolarità, permettendo
così che l'autonomia della nostra morale si esprima nel «disap­
provare quello che la nostra sensibilità tollera» (41). Una lezio­
ne che supera ogni odierna retorica della tolleranza: «qual iasi
18/ C.A. Ulloa, Lo 111editnc1611 axio/Ogica como n,ta i11vesllga1iva eu la obra de
Nico/Js G6mei Davi/a, «ldcas Y Valores», 69 (172), 2020, p. 93.
16 INTRODUZIONE

cosa ci può lecitamente affascinare se non ne alteriamo il ran­


go», ma se si suppone «che sia la preferenza a regolare il valore,
il più lieve sproposito scatena catastrofi» (92). Siccome «il rela­
tivismo assiologico non è una soluzione, ma precisamente il pro­
blema» (547), la reazione diviene essenzialmente «objetivismo
axiol6gico», 19 come scrive il nostro autore nei Sucesivos escolios.
Questo è il significato della metafora del reazionario come «ca­
zador de sombras sagradas sobre las colinas eternas»,20 caccia­
tore di ombre sacre sulle colline eterne. Nessuna epoca è com­
prensibile in profondità se si prescinde dalla struttura teologica
su cui si adagia, anzi il contesto storico diventa chiaro soltanto
alla luce della metodologia di indagine che fa dell'elemento re­
ligioso il «fattore determinante di ogni condizione concreta».21
Essendo sulla disposizione assiologica prevalente che si fonda
«la struttura di una società o di un'epoca» (54), siamo messi in
guardia dal cattolicesimo della misericordia come assoluta giu­
stificazione delle miserie altrui, in origine cristiana compassione
verso gli errori, finanche dal cattolicesimo conservatore, quello
dei principi non negoziabili (implicita ammissione che ben al­
tri valori sono negoziabili), perché tali forme di religiosità non
salvano l'uomo dagli effetti dello scivolo relativistico. «Amerai
il tuo prossimo sopra ogni cosa» (180) - anche sopra i suoi vizi,
peccati, orrori - diventa così il comandamento evangelico del­
la Chiesa prostrata all'umanitarismo. È una posizione analoga
a quella magnificamente espressa in un celebre passo di Carl
Schmitt: «nella lotta millenaria fra Cristianità ed Islam, mai un
cristiano ha pensato che si dovesse cedere l'Europa, invece che
difenderla, per amore verso i Saraceni o i Turchi».22 Nato per
garantire una migliore comprensione delle altre culture, il rela­
tivismo europeo si è ridotto ad ancella della società multicultu­
rale. Sebbene non vi sia in G6mez Davila ombra di razzismo (e
come potrebbe, dato che il razzismo è figlio dell'età moderna?),
vige tuttavia l'attenzione a non trattare la differenza tra i popoli
«come se si trattasse di brace» (274).

19/ N. G6mez 03vila, Sucesivos escolios a un texto 1111plici10. lnstiruto Caro y


Cueivo, Bogota 1992, p. 143.
20/ N. G6me-, Davila, Nuevos esco/iosa u11 texto implfaio, Gog, Roma 2019, p. 133.
21/ N. G6mez Davila, Textos I, cii., p. 62.
22/ C. Schmitt, li conce/lo di 'politico', in C. Schmill, Le categorie del 'politico', li
Mulino, Bologna 1972, p. 112.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPL!CITO 17

Non sono brace, d'altro canto, neanche i pericoli insi­


ti nella forma dello Stato moderno, contro cui si scaglia a
più riprese con parole che sorprendentemente condensano
le idee dei più grandi e ponenti del pensiero liberale, e che
Friedrich von Hayek o Ludwig von Mises avrebbero senza
dubbio sottoscritto. Di contro allo Stato che «è totalitario
per essenza» e tende spontaneamente verso «il dispotismo
totale» (496), il colombiano ritiene sapiente la politica capa­
ce «di debilitare lo taco» (38). Più ampi sono i suoi pote­
ri, minori sono le possibilità di realizzazione dell'individuo:
«nella misura in cui lo Stato cresce l'individuo si sminuisce»
(33). Quando allo tato viene riconosciuta una finalità su­
periore alla pura imposizione del diritto, esso si trasforma
in cieco esecutore dei capricci degli uomini al potere. Così,
poiché ognuno chiama a propria voglia «prosperità pubblica
ciò che lo soddisfa, felicità umana ciò che lo delizia, giustizia
sociale ciò che lo commuove, progresso ciò che compiace i
suoi pregiudizi, bene comune ciò che personalmente deside­
ra»,23 è bene che lo Stato non vada mai oltre le sue funzioni
minime. In questo G6mez Davila assomiglia a un vecchio
liberale cosciente di quanto pericoloso sia uno Stato pianifi­
catore e potente nel momento in cui cade in mano a sovrani
poco illuminati.
Eppure, malgrado condivida il timore verso lo statalismo,
G6mez Davila non accoglie niente della tradizione liberale
classica o di declinazione austriaca che andava diffondendosi
nell'America ispanica proprio nei decenni in cui la sua ri­
flessione si è addensata. Se da un lato è critico nei confronti
degli adoratori dello Stato, dall'altro la sua avversione verso
ogni forma di democrazia, intesa alla maniera di Ortega y
Gasset,24 gli impedisce di promuovere la società tout court, a
prescindere dalla disposizione che essa collettivamente assu­
me nei riguardi della verità. Motivo per cui mette in guardia
dalle società prive di valori stabili, in cui lo spirito diviene di

23/ N. G6rnez Dovila, De iure, Lo nave di Teseo, Milano 2019, p. 266.


24/ «La democrazia esasperata e fuori di sé, la democrazia nella religione o
nell'arte, lu democrazia nel pensiero o nel gesto, la democrazia nel cuore e nel co­
stume, è il mule più pericoloso di cui una società possa soffrire» U- Orrega y Gasset,
Democracia morbosa, in Ortega y Gasset, Obras complelas, tomo U, Revistn de Occi­
dente, Madrid 1963, p. 135).
18 INTRODUZIONE

necessità dogmatico. La prevalenza dello Stato o quella della


società, che nella cultura politica occidentale si trasformano
rispettivamente in potere pubblico pianificatore e in libero
mercato, si susseguono senza soluzione: «nella società me­
dioevale la società è lo Stato; nella società borghese Stato
e società si affrontano; nella società comunista lo Stato è la
società» (40). E «quando la società si svuota integralmente
nella forma dello Stato, la persona si vaporizza» (434).
Se il pericolo dello Stato onnipotente si conclude con l'e­
poca dei totalitarismi, permane nondimeno una minaccia
maggiore: la tecnica. Come già Junger e Heidegger prima di
lui, G6mez Diivila riconosce che la tecnica non è soltanto
un'applicazione della scienza, non è l'insieme dei dispositivi
tecnologici che svolgono per nostro conto delle funzioni. È
piuttosto la particolare disposizione metafisica a concepire il
mondo privo di un senso ulteriore, senza alcun rimando al tra­
scendente, quindi come mero fondo sfruttabile, come serbato­
io di potenza, di modo che anche l'uomo non sia nulla più che
un oggetto su cui la tecnica stessa si esercita. Di essa va temuta
«la sua capacità costruttiva» (284), non quella distruttiva; il
modo in cui degrada l'uomo da creatura a mero essente, non
la bomba atomica. In realtà «l'uomo moderno distrugge di più
quando costruisce che quando ,distrugge» (156). La tecnica, in
sostanza, non è la tecnologia. E l'automatismo che ci impone
di «credere che il possibile sia desiderabile» (519), perché ci
orienta alla continua acquisizione di potenza. Il colombiano lo
sa bene, tanto da contrapporre il mondo della tecnica al mon­
do della grazia, non al mondo dello spirito. Laddove vediamo
le cose che esistono sotto la categoria della potenza, testimo­
niamo «la bancarotta dell'intelligenza» (536) contestualmente
al successo della tecnica.
Le indicazioni che qui forniamo non vanno accolte come
l'unica via di intendere gli Escolios. La verità come apertura
all'intuizione del trascendente, la necessità di una disposizio­
ne assiologica, il disincanto dagli idoli moderni dello Stato e
delle sue configurazioni ideologiche, l'antidoto alla falsa idea
che la scienza e la tecnica siano neutrali: sono questi i più at­
tuali caratteri dell'opera di don Colacho. Essi tracciano una
topografia che può essere accettata, rigettata o ignorata. La
complessità aforistica e la quantità di temi trattati sono tali
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 19

che ognuno troverà il proprio personale accesso all'enorme


labirinto dì cui ogni scolio è un varco, una diversa porta di
ingresso al groviglio di corridoi che conduce, infine, alla me­
desima uscita, al pensiero dell'autore. L'opera stessa ci esorta
a ricercare quali siano le domande prima ancora di pretendere
le risposte: ogni altro approccio la renderebbe indecifrabile.
La scoperta del continente dì cui G6mez Davila è figlio ha
insegnato al mondo che le tecniche cartografiche migliorano
nel corso dell'esplorazione, ma che gli approdi in territori sco­
nosciuti sono a volte casuali. Gli Escolios vanno allora vissuti
come un livre de chevet, come avrebbe detto Volpi; come il
breviario per una laica liturgia delle ore, in cui la preghiera è
sostituita dal domandare. Le pulci che l'opera metterà nell'o­
recchio ora dopo ora, giorno dopo giorno, diventeranno dra­
ghi. Se il lettore si accosterà alla parola di G6mez Davila senza
pregiudizi, avrà tra le mani un deposito clandestino di armi,
un arsenale sufficiente per demitizzare i concetti e le ideologie
a sfondo consolatorio che sono prosperati negli ultimi secoli
della modernità, come l'umanitarismo, la teoria democratica,
lo storicismo, il determinismo positivistico, il relativismo, il
progressismo, vessilli che ancora oggi vengono promossi ad
alta voce come ricette universali per instaurare in terra il regno
dell'armonia celeste, mentre nelle loro manifestazioni concre­
te si rivelano ipocritamente, con la loro violenza, degni della
più esecrabile tirannia.
Escolios
a un texto implicito
volume I
- QueL/anatisme! Exdama Le pharmacien,
en se penchant vers Le notaire.

iOh! Pues si 110 me entienden


- respondi6 Sancho - no es moravi/La
que mis sentencias sean
tenidas por disparates.
òÀ.tyòonxu µ.èv ouvaµeooç OÈ µeo-ra
Diogene Laerzio, De clarorum philosophorum vitis, VII, 165

A band, afoot, a leg, a head,


Stood /or the whole to be imagined.
W. Shakespeare, The Rape o/ Lucrece, vv. 1427-28

Aux meilleurs esprits


Que d'erreurs promises!
Ni vu ni connu,
Le temps d'un sein nu
Entre deux chemises!
P. Valéry, Le Sylphe, vv. 10-14

Dass es sich hier um die lange Logik einer


ganz bestimmten philosophischen Sensibilità"!
handelt und nicht um ein Durcheinander
von hundert beliebigen Paradoxien
und Heterodoxien, ich glaube, davon
ist auch meinen wohlwollendsten Lesern
nichts aufgegangen.
F. Nietzsche,
·
Lettera a Georg Brandes,
8 gennaio 1888, Nizza

Et miraris quod paucis placeo, cui cum


paucis convenit, cui omnia /ere a/iter
videntur ac vulgo a quo semper quod Longissime
abest id penitus rectum iter censeo.
F. Petrarca, Epistolae rerumfamiliarium, XIX, 7
Un testo breve non è un discorso presuntuoso, ma un gesto
che si dissipa appena viene abbozzato.

Il pensiero che vuol essere sempre giusto si paralizza.


Il pensiero progredisce quando cammina tra ingiustizie
simmetriche, come tra due file di impiccati.

Gli uomini cambiano meno di idee che le idee di costume.


Lungo i secoli conversano le stesse voci.

Il lettore non troverà aforismi in queste pagine.


Le mie brevi frasi sono i tocchi cromatici di una composizione
pointilliste.

Limitare il nostro uditorio limita le nostre claudicazioni.


Il solo arbitro incorruttibile è la solitudine.

I significati si carpiscono in un atto garantito soltanto dalla


nitida gioia che ci colma.
Il significato è gesto dell'oggetto che ordina di arrischiare
l'intelligenza e la vita.

Non importa in quale sordida penombra organica nasca


l'idea; importa la sua dura punta di diamante.

A volte l'originalità di un'opera dipende da quello che il suo


autore non sa fare.
Esiste un'impotenza creatrice.
28 NICOLAS GÒMEZ DA VILA

Il filosofo ambisce a riunire sotto lo stesso giogo due


tendenze divergenti dello spirito: la sua fuga verso il concetto e
la sua avidità di concreto.
Il grado in cui ci riesce misura il rango di una filosofia.

È facile credere di partecipare di certe virtù quando


condividiamo i difetti che da esse scaturiscono.

L'uomo intelligente non vive mai in ambienti mediocri.


Un ambiente è mediocre proprio perché non ci sono uomini
intelligenti.

Coloro che piangono per la ristrettezza di mezzi in cui vivono


pretendono che gli avverùmenti, i vicini, il paesaggio diano loro
la sensibilità e l'intelligenza che la natura gli ha negato.

In questo secolo qualsiasi impresa collettiva innalza


prigioni. Solo l'egoismo ci impedisce di collaborare alla viltà.
Oggigiorno i partecipanti finiscono per essere dei complici.

Adattarsi significa sacrificare un bene remoto a un'urgenza


immediata.

La maturità dello spirito inizia quando smettiamo di sentirci


responsabili del mondo.

Dopo aver definito l'uomo dobbiamo modificare subito la


nostra definizione perché la coscienza di quella definizione lo
trasfigu ra.

L'opera d'arte e la vita del suo autore non sono traduzioni


reciproche ed obbligate. La loro incongruenza non
compromette l'autenticità parallela che possiedono.
L'autore è simultaneamente il perfido personaggio della
propria biografia e il nobile prosatore dei propri testi.

Durante le ore tediose dell'intelligenza maturano le sue


prossime primavere.
Solo lo scrittore paziente e laborioso serve pietanze succulente
al suo lettore.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 29

Niente suol essere più difficile del non fingere di


comprendere.

La quantità cli applausi non misura il valore cli un'idea. La


dottrina imperante può essere una pomposa sciocchezza.
Tuttavia, allo spettatore intimorito una così banale
osservazione suole sfuggire.

L'amore è l'organo con il quale percepiamo l'inconfondibile


inclividualità degli esseri.

La verità si perverte quando dimentica il processo concreto


in cui è nata.

Una moltitudine omogenea non chiede libertà.


La società gerarchizzata non è meramente l'unica dove l'uomo
può esser libero, ma anche l'unica dove l'uomo ha l'urgenza di
esserlo.

La libertà non è fine, ma mezzo. Coloro che la prendono


come un fine, quando la ottengono non sanno che farne.

Sodclisfare l'orgoglio dell'uomo è forse più facile cli quanto


il nostro orgoglio si inunagini.

Quando la scienza ostenta pretese filosofiche,


l'epistemologia le rammenta i suoi postulati.
Contro le sue pretese cli impero, l'epistemologia le esibisce la
sua origine servile.
Extra epistemologiam nulla salus. 1

L'individuo è l'impedimento alle filosofie della storia.

Ci sono mille verità, l'errore è solo uno.

La bevanda degli dèi è fatta del sapore inconfondibile degli


esseri.

I/ "Al di fuori dell'epistemologia non v'è salvezza", sul calco della frase latina
Extra Ecclesiam 11111/0 snlus.
30 NICOLAS GÒMEZ DAVILA

La nostra ultima speranza è riposta nell'ingiustizia di Dio.

Il resoconto intelligente della sconfitta è la sottile vittoria


del vinto.

Per Dio non esistono che individui.

Le idee sono frasi che possiedono colore, odore, sonorità,


peso - ciò che la memoria chiama idea è meramente una scorza.

Quando le cose ci paiono essere solo ciò che sembrano,


presto ci parranno essere ancora di meno.

Lo psicologo abita i suburbi dell'anima come il sociologo la


periferia della società.

Gli errori sono proletari ribelli. Verità refrattarie alla loro


funzione e al loro rango.
Una proposizione è falsa quando ostruisce proposizioni più
veraci.

Le verità non stanno nella circonferenza di un cerchio il cui


centro è l'uomo.
Le verità si ergono in terreni impervi che l'uomo percorre
seguendo i meandri di un sentiero sinuoso che le rivela, le
occulta, e che alla fine ostenta o nasconde.

Senza atti intenzionali i fatti non sono né necessari né


casuali.
Senza intenzioni il mondo è un blocco di successioni brute.
L'intenzione fonda la casualità quando le cose la sorprendono e
la causalità quando non la sconcertano.
La ragione stabilisce funzioni, l'intenzione necessità e
contingenza.

L'essere sprizza da tutti i pori del mondo.

La ragione è un atto dello spirito che analizza un atto


spirituale previo.
La ragione non genera, bensì educa il generato.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 31

Nel correggere l'ambivalenza naturale dei sentimenti, la


ragione li guasta e mutila l'universo.
Coloro che sopprimono le segrete connivenze tra i propri
amori e i propri odi diventano dei fanatici che camminano in
mezzo agli schemi.

Nella coerenza di certi sistemi si articola una visione; altre


ne risultano dalla mera inerzia di un'idea.

L'etica sorge dalla congiunzione di circostanze empiriche


con il canone trascendente che le circostanze rivelano.

Una presenza voluttuosa trasmette il proprio splendore


sensuale a tutte le cose.

Qualsiasi scopo differente da Dio ci disonora.

L'intelligenza non ambisce a liberarsi bensì a sottomettersi.


La verità è lo splendore della necessità.

Soltanto la libertà argina le azioni illecite dell'ignoranza.


La politica è la scienza delle strutture sociali adatte alla
convivenza di esseri ignoranti.

Una "società ideale" rappresenterebbe il cimitero della


grandezza umana.

Al termine di ogni rivoluzione il rivoluzionario insegna che


la vera rivoluzione sarà la rivoluzione di domani.
Il rivoluzionario spiega che un miserabile ha tradito la
rivoluzione di ieri.

Se Socrate non sa davvero nulla, perché non accetta


semplicemente quello che il suo interlocutore propone?
Spera forse che la verità nasca da una congruenza fortuita?
Socrate forse crede che il "bene" consista in ciò che i votanti
approvano unanimemente? Socrate è un democratico? No!
Come qualunque reazionario, Socrate sa che in una democrazia
non è lecito insegnare. Il democratico ha bisogno di credere di
star inventando quello che gli viene suggerito.
32 NICOLAS GÒMEZ DAVILA

I parlamenti democratici non sono luoghi dove si dibatte,


bensì dove l'assolutismo popolare registra i suoi editti.

Il borghese consegna il potere per aver salvo il denaro;


poi consegna il denaro per aver salva la pelle; e alla fine lo
impiccano.

Borghesia è qualsiasi insieme di individui non conformi con


ciò che possiedono e soddisfatti di ciò che sono.

I marxisti definiscono economicamente la borghesia per


nascondere il fatto di appartenervici.

Sanno stimare la grand= del comunismo solo i nemici di esso.


La tesi marxista diffama tanto i motivi del comunista quanto
quelli del suo avversario.

Quelli che giustificano la propria abiezione considerandosi


"vittime delle circostanze" sono socialisti dottrinari.
Il socialismo è la filosofia della colpevolezza altrui.

Il militante comunista prima della vittoria merita il più


grande rispetto.
Dopo non sarà altro che un borghese affaccendato.

Quelli che difendono l'esistente lottano per qualcosa


di concreto: un privilegio, una struttura sociale, un bene
incarnato; al contrario, chi lotta per un programma astratto
può credere di difendere l'universale.
Il sinistrorso crede di essere generoso perché le sue mete sono
confuse.

Questo secolo di pedagogia proletaria proclama la dignità


del lavoro come uno schiavo che impreca contro l'ozio
intelligente e voluttuoso.

Le sovrastrutture cambiano quando le "forze di


produzione" variano; però, siccome ogni configurazione di
forze racchiude una pluralità virtuale di strutture, quella che si
realizza non dipende da motivi economici.
ESCOLJOS A UN TEXTO IMPLICITO 33

L'amore per il popolo è vocazione da aristocratico. Il


democratico non lo ama se non durante il periodo elettorale.

Nella misura in cui lo Stato cresce l'individuo si sminuisce.

Non riuscendo a realizzare ciò a cui anela, il "progresso"


battezza come anelito quello che realizza.

La tecnica non realizza i vecchi sogni dell'uomo bensì li


scimmiotta con sarcasmo.

Allo stesso modo che il trionfo di qualsiasi virtù ne mutila


altre, ogni "progresso" trascina con sé un regresso simmetrico.

Il popolo non insorge mai contro il dispotismo bensì contro


· la cattiva alimentazione.

Quando si finirà di lottare per il predominio sulla proprietà


privata si lotterà per l'usufrutto della proprietà collettiva.

La mobilità sociale dà luogo alla lotta di classe.


Il nemico delle classi alte non è l'inferiore carente di qualsiasi
possibilità di ascesa, ma colui che non riesce ad ascendere
quando altri ci riescono.

Niente di più nobile dell'aristocratico liberale - come


Tocqueville - per il quale la libertà di tutti è il privilegio la cui
difesa compete alla classe dirigente.

Un certo modo sprezzante di parlare del popolo denuncia il


plebeo mascherato.

Se l'uomo è l'unico fine dell'uomo, una reciprocità inutile


nasce da questo principio come il mutuo riflettersi di due
specchi vuoti.

Né il cristianesimo né il paganesimo professano etiche


altruiste.
Tanto la morale cristiana quanto quella pagana sono
individualismi etici che impongono doveri sociali soltanto
34 NICOLAS G6MEZ DAVILA

come mezzi della nostra perfezione terrena o della nostra


enigmatica salvezza.

In ogni epoca, fortunatamente, ci sono imbecilli


indefinitamente capaci dell'ovvio.

La norma etica ci vieta di vedere gli uomini come mezzi e


l'Uomo come fine.

L'uomo pensa che la sua impotenza sia la misura di tutte le


cose.

L'autenticità dd sentimento è subordinata alla chiarezza


dell'idea.

Il volgo ammira di più ciò che è confuso di ciò che è complesso.

L'imitazione impone moddli; l'influenza dà segnavia.

Qualsiasi cosa che accontenti risolve problemi con cui non


ha rdazione alcuna.

Passioni, appetiti, vizi, - ciò che storce la verità - sono gli


stimoli dell'intdligenza.

Pensare suole ridursi ad inventare ragioni per dubitare di


ciò che è evidente.

Rifiutarsi di ammirare è il marchio della bestia.

Agli occhi di chi è incapace di rinunciare colui che rinuncia


sembra impotente.

È incredibile che gli onori inorgogliscano qudli che sanno


con chi li condividono.

Non esiste un sostituto nobile per la speranza assente.

Più sicuramente della ricchezza, esiste una povertà


maledetta: quella di chi non soffre di essere povero, ma di
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 35

non essere ricco; quella di chi tollera soddisfatto qualsiasi mal


comune; quella di chi non brama di abolirla, bensì di abolire il
bene che invidia.

Applicare a se stessi le Beatitudini è prova di un orgoglio


che esclude dall'essere tra i beati.

Dopo aver messo in discredito la virtù, questo secolo è


riuscito a mettere in discredito i vizi.
Le perversioni sono diventate parchi suburbani frequentati, in
gruppi familiari, dalle folle domenicali.

Qualunque anima è una ferita, ma l'anima moderna è


putrescente.

Qualsiasi filosofo è indecifrabile per coloro che ricercano


che cosa risponda prima di sapere che cosa domanda.

L'eclettismo non è un mosaico nel quale le idee


giustappongono le proprie tessere, bensì una rotta risultante da
impulsi ricevuti da direzioni divergenti.

L'uomo preferisce giustificarsi con la colpa degli altri


piuttosto che con l'innocenza propria.

Il tempo è meno temibile per il fatto di uccidere che per il


fatto di smascherare.

La volgarità dell'anima e del corpo è la punizione che


l'ascetismo impone alla società che lo espelle.

Le frasi sono sassolini che lo scrittore lancia nell'anima del


lettore.
Il diametro delle onde concentriche che esse generano dipende
dalle dimensioni del bacino.

L'uomo perdona quelli che possiedono ciò che vorrebbe ma


non quelli che possiedono ciò che voleva.
36 NICOLAS GÒMEZ DAVILA

Il fùosofo si propone di sbaragliare i sistemi che ostruiscono


la sua visione, quandanche per riuscirvi debba costruire un
sistema.

Il fùosofo altro non è che la fiamma che lo co�suma.

La scienza è ciò che in particolare non importa a nessuno e


in generale a tutti.
La letteratura è ciò che importa solo in particolare.

Il critico vorrebbe essere arbitro in mezzo ad opinioni


antagonistiche, però nell'emettere un verdetto si trasforma
ineluttabilmente in un altro antagonista.

Il genio è la capacità di avere sulla nostra immaginazione


intirizzita l'impatto che qualsiasi libro ha sull'immaginazione di
un bambino.

La scienza inganna in tre modi: convertendo le sue


proposizioni in norme, divulgando i suoi risultati piuttosto che
i suoi metodi e tacendo le sue limitazioni epistemologiche.

Ogni scienza si alimenta delle convinzioni che vuole


strangolare.

Il filosofo non è un rappresentante della propria epoca, ma


un angelo intrappolato nel tempo.

Tutte le verità convergono in una sola verità, ma i percorsi


sono stati interrotti.

A ddurre la bellezza di una cosa in sua difesa irrita l'anima


plebea.

Avere ragione è una ragione in più per non ottenere alcun


successo.

L'autentica adesione ad un'idea eccede qualsiasi


motivazione psicologica o sociale.
ESCOLTOS A UN TEXTO IMPLfCITO 37

Le perfezioni di coloro che amiamo non sono finzioni


dell'amore. Amare è, invece, il privilegio di avvertire una
perfezione invisibile agli occhi altrui.

Il concetto di rivelazione non esdude la preesistenza di


nozioni simili o identiche alle nozioni rivelate.
La rivelazione non consiste tanto nell'insegnare una nozione
nuova, quanto nell'autenticarne una di esistente.

La religione non ebbe origine dall'urgenza di assicurare una


solidarietà sociale e neppure le cattedrali furono costruite per
fomentare il turismo.

Le proposizioni della scienza sono vere o false perché


sono giudizi falsificabili di esistenza; gli enunciati filosofici,
al contrario, sono autentici o apocrifi perché sono giudizi di
significazione.
La verità di una proposizione è sempre ipotetica e solo la sua
falsità è sperimentale, mentre l'autenticità di un enunciato
si può corroborare e il suo carattere apocrifo è soltanto
suppositivo.
Il criterio scientifico è l'esperimento, il quale può falsificare ma
non verificare; il criterio filosofico è l'esperienza, la quale può
confermare ma non confutare.
Non potremo mai garantire il persistere di una proposizione
scientifica e neppure assicurare che un enunciato filosofico sia
defunto.

Tutto è banale se l'universo non è coinvolto in un'avventura


metafisica.

Il tiranno non è velleitario ma sistematico. Il tiranno non si


spreca in capricci, bensì si concentra in un'idea.
Il tiranno è un uomo di princìpi.

Quanto più gravi sono i problemi, maggiore è il numero di


inetti che la democrazia convoca per risolverli.

La legislazione che salvaguarda minuziosamente la libertà


soffoca le libertà.
38 NICOLAS GOMEZ DAVILA

Le società si differenziano meramente per lo statuto dei


propri schiavi e per il nome che danno loro.

Più ripugnante dd fururo che i progressisti


involontariamente preparano è il futuro che essi sognano.

Ogni civiltà è la fusione irrazionale di termini contrari.


Gli aspiranti a una civiltà "razionale" premeditano carneficine.

La presenza politica della moltitudine finisce sempre per


avere l'apice in un'apocalisse infernale.

La nostra civiltà è un palazzo barocco invaso da una folla


scompigliata.

La lotta contro l'ingiustizia che non culmina in santità


culmina in agitazioni sanguinose.

L'uomo in certe epoche non ostenta altro indizio della sua


capacità di grandezza che la capacità inversa di atti aberranti e
perversi.

Solo di cause perse si può essere sostenitori incondizionati.

La politica sapiente è l'arte di rinvigorire la società e


debilitare lo Stato.

La storia sarebbe solo una tetra notte se non spuntasse, di


quando in quando, l'alba di Termidoro.

L'importanza storica di un uomo di rado concorda con la


sua intima natura.
La storia è piena di sciocchi vittoriosi.

Lo storico autentico è meramente un esperto di contesti: l'arte


di distinguere la differenza di uno stesso atto in mezzi distinti.

L'opera bella esiste autonoma e solitaria, mentre l'opera


malriuscita è parte della biografia di un individuo o di una
società.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 39

Lo storico senza idee generali non risuscita i propri morti.

Le scienze sono meramente scienze ausiliari dell'arte della


storia.

Le scienze dello spirito esigono una tavola aperta di


categorie.

Spasmi di vanità ferita o di avidità oppressa, le dottrine


democratiche escogitano i mali che denunciano per giustificare
il bene che proclamano.

È facile convertirsi a una dottrina quando ascoltiamo il


difensore di quella contraria.

Qualsiasi esperienza condivisa finisce per essere un


simulacro della religione.

La negazione dialettica non esiste fra realtà bensì fra


definizioni. La sintesi nella quale la relazione si risolve non è
uno stato reale ma verbale. li proposito del discorso muove il
processo dialettico.
La sua arbitrarietà assicura il suo successo.
Essendo possibile, in effetti, definire qualsiasi cosa come
contraria a qualsiasi altra, essendo anche possibile astrarre
un attributo qualsiasi di una cosa per opporlo ai suoi altri
attributi, o agli attributi altrettanto astratti di un'altra cosa,
essendo possibile, infine, contrapporre nel tempo ogni cosa
a se stessa, la dialettica è il più ingegnoso strumento atto
ad astrarre dalla realtà lo schema che avevamo previamente
nascosto in essa.

La storia seppellisce i problemi che pone prima di averli


risolti.

È prudente rispettare i vecchi catechismi per evitare la


volgarità e i crimini del popolo che inaugura opinioni.

Tutto ha bisogno di giustificare la propria esistenza, eccetto


l'opera d'arte.
40 N!COLAS G6MEZ DAVILA

Lo scrittore si adopera affinché la sintassi restituisca al


pensiero la semplicità che le parole gli tolgono.

Nessuno ha un capitale sentimentale sufficiente tale da


sprecare entusiasmi.

È tragica la disgrazia che dipende solo dalla volontà fino


all'istante della catastrofe.
Ciò che trascina una vittima impotente è meramente patetico.

La momentanea bellezza dell'istante è l'unica cosa


nell'universo che concorda con l'affanno delle nostre anime.

Ci addentriamo nuovamente in epoche che non attendono dal


filosofo una spiegazione e neppure una trasformazione del mondo,
bensì la costruzione di ripari contro l'inclemenza dei tempi.

Due tesi filosofiche contrarie si completano mutuamente


ma solo Dio sa come.

I libri più intelligenti dicono le medesime cose dei più


stupidi, tuttavia hanno autori diversi.

Nella società medioevale la società è lo Stato; nella società


borghese Stato e società si affrontano; nella società comunista
lo Stato è la società.

Il caso reggerà sempre la storia, perché non è possibile


organizzare lo Stato in modo che sia indifferente chi comandi.

Chi si alimenta solo di idee generali si sentirà mancare.

La profondità non consiste in quello che si dice, bensì nel


livello dal quale lo si dice.

Certe sciocchezze si oppugnano adeguatamente solo con


una stupidità ancora più grottesca.

Cominciamo a scegliere perché ammiriamo e finiamo per


ammirare perché abbiamo scelto.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 41

Una provvidenza compassionevole distribuisce a ciascun


uomo il proprio abbrutimento quotidiano.

La maggiore astuzia del male è il suo mutamento in dio


domestico e discreto, la cui presenza casalinga riconforta.

L'autonomia della morale si evidenzia quando accettiamo di


disapprovare quello che la nostra sensibilità tollera.

La discrepanza tra una preferenza e un giudizio è la matrice


della morale e dell'estetica.

Il problema della critica esiste solo per chi prova nella


propria carne la simultaneità autentica di due disposizioni
antagonistiche.

La volgarità sta nel pretendere di essere quello che non


siamo.

La gnoseologia idealista consuma il materialismo e la storia


consuma l'idealismo astratto.
Solo la storia è capace di totalità.

L'idea intelligente genera un piacere sensuale.

Il libro non educa chi lo legge con il fine di educarsi.

Chi non si compiace dell'obsoleto non può sapere di


possedere gusti autentici.

Il piacere è il lampo irrisorio del contatto fra il desiderio e


la nostalgia.

Per le circostanze commoventi servono solo luoghi comuni.


Una canzone imbecille esprime meglio un grande dolore di un
nobile verso.
L'intelligenza è attività di esseri impassibili.

La storia autentica eccede il meramente accaduto.


42 NICOLAS GOMEZ DAVILA

La letteratura classica francese comprova che l'uomo non


ha la necessità cli ingannarsi per essere grande.

La sapienza non consiste nel moderarsi per orrore


dell'eccesso bensì per amore del limite.

Visto da dentro, non c'è nulla cli totalmente vuoto.

La perfezione è lo scoglio cli chi non comprende che essa


scaturisce da atti impuri.

Non è vero che le cose valgono perché la vita è importante.


Al contrario, la vita è importante perché le cose valgono.

Il presunto progresso nella conoscenza dell'uomo consiste


nell'esagerazione alterna cli uno dei suoi tratti conosciuti.

L'antagonismo radicale tra gli uomini si rivela nel modo in


cui, parlando del piacere, certuni decollano verso la metafisica
e certi altri cadono nella fisiologia.

�im�arzialità seduce meno della parzialità che si guarda


con 1roma.

L'individuo concreto non è il residuo cli un processo che


elimina i suoi attributi generali, bensì la somma totale delle
proposizioni che lo coinvolgono.
L'individuo storico è tutto quello che lo storico può dire di lui.

L'interlocutore incoerente irrita più dell'interlocutore ostile.

La verità è il godimento dell'intelligenza.

La coerenza autentica delle nostre idee non proviene dal


raziocinio che le lega, bensì dallo slancio spirituale che le
genera.

Lo spirito critico si arrende incessantemente per


incessantemente riscattarsi.
ESCOLIOS A UN TEXTO lMPLfCITO 43

I.:intelligenza non si quieta nella sintesi, bensì nella tensione


dei contrari.

Nell'umanesimo autentico si percepisce la presenza di una


sensualità riguardosa e familiare.

Solamente le lettere antiche guariscono dalla scabbia


moderna.

Chi non volge le spalle al mondo odierno si disonora.

Le idee confuse sembrano profonde come stagni torbidi.

Affinché una realtà seduca bisogna che evochi un fantasma.

La società suole premiare le virtù vistose e i vizi discreti.

Le acque che l'intelligenza non rimescola sono cristalline,


ma insipide.

Il mondo confonde la stolidità con l'equilibrio.

La lealtà che siamo soliti gradire è quella del capriccio


costante.

Possediamo solo le virtù e i difetti che non supponiamo di


avere.

La stupidità sorprende lo stupido e la corruzione il


corrotto. I.:intelligenza e l'innocenza si sconcertano meno
facilmente.

I.:artista si è finto creatore per il fatto di essere il luogo di


un miracolo.

Lo scrittore beneducato fa in modo di essere chiaro.


Però non dobbiamo addossare sempre la nostra inettitudine
alla sua maleducazione. Spiegare, invece di alludere,
presuppone un disprezzo verso il lettore.
44 NICOLAS GOMEZ DAVILA

In una certa prosa francese l'asciuttezza e la passione si


combinano in una deflagrazione ammirevole.

I sentimenti, così come le sensazioni, sono attributi


dell'oggetto.
Attribuirli ambedue al soggetto è un sottile artificio
metodologico, ma anche un'insolenza metafisica.

Affinché coesista una molteplicità di termini diversi è


necessario ubicarli su differenti livelli.
L'ordine gerarchico è il solo che non sopprime e non espelle.

La civiltà non è un processo di "creatività" continua, bensì


un sistema di ripetizioni civilizzate.

La natura non indovina mai indefettibilmente. Ogni essere


che non deborda dai suoi contorni non ci riempie.

L'anima cresce verso dentro.

L'empirismo della conoscenza trascendente è il misticismo.

Per diventare persona, l'individuo ha bisogno dell'esistenza


di una norma rigida e al contempo che il suo adempimento sia
libero.
Dove non esiste una norma rigida l'individuo diventa
moltitudine tanto facilmente quanto dove il suo adempimento
non sia libero.

L'immaginazione è l'organo attraverso il quale abbiamo


percezione del concreto.

La disubbidienza che non argomenta non è ribellismo.


La disubbidienza che si sa illecita è umana, quella che si crede
legittima è diabolica.
L'uomo è stato redento; l'arcangelo giace nel Tartaro.

Chi non possa promettere un presente eterno non merita di


essere ascoltato.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLfCJTO 45

L'originalità ha bisogno di addossarsi alla continuità di una


tradizione.

La vita dell'intelligenza è una conversazione fra il


personalismo dello spirito e l'impersonalismo della ragione.

Nelle scienze dello spirito, spiegare non vuol dire


identificare un termine con un altro, ma descrivere la struttura
autonoma di qualunque forma e disporla al posto consono.

Per scusare i suoi attentati contro il mondo, l'uomo ha


risolto che la materia è inerte.

Se bene, male, bellezza e bruttezza non sono sostanza delle


cose, la scienza viene ridotta a una breve proposizione: cio che
è, è.

Vive la propria vita solo colui che la osserva, la pensa e la


dice; gli altri la propria vita li vive.

Gli attributi definibili dei quali sembra essere costituita la


bellezza di un'opera esistono in opere senza bellezza alcuna.

Lo scrittore attuale rimpiazza il monologo sul palcoscenico


dello scrittore di ieri con un dialogo con il vuoto.

Il mondo è diventato un gallodromo di apostoli.

Lo stupido non si muove dalle idee intermedie.

L'intelligenza è l'arte di scegliere fra quello che l'inconscio


offre.

Scrivere breve, per finire prima di stancare.

La nostra maturità abbisogna di riconquistare la propria


lucidità quotidianamente.

Pensare suol essere una �isposta ad un sopruso più che ad


una interrogazione.
46 NICOLAS GOMEZ DAVILA

Le opinioni dell'uomo intelligente sono inscritte in un


contesto di restrizioni implicite.

L'ironista diffida di quello che dice senza credere che sia


vero il contrario.

La bellezza non sorprende bensì colma.

Lo spirito cerca nella pittura un arricchimento sensuale.

Chi ignora l'awersario impugnato tacitamente da una teoria


adultera il significato della teoria stessa.

La sapienza consiste nel rassegnarsi all'unica possibilità


senza per questo dichiararla stretta necessità.

La realtà non è l'addizione delle impressioni che ci


asserragliano, bensì ciò che è coerente con certe evidenze che
ci meravigliano.

Il caos è l'oggetto correlativo del momentaneo torpore dello


spirito.

Una grande intelligenza finisce per creare la verità di


quanto afferma.

Esiste solo una cosa non vana: l'istante nella sua perfezione
sensuale.

Il mondo che non è sacramentale è insipido.

Niente perturba tanto l'intelligenza come il tentativo di


assemblare la nozione astratta che abbiamo di materia con la
nostra esperienza concreta dello spirito.

Ogni sistema ha la propria teoria dell'errore come chiave


unica degli altri sistemi.

Il filosofo che adotta nozioni scientifiche predetermina le


proprie conclusioni.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 47

Di fronte alla chiarezza figlia dell'analisi che sostituisce ad


una totalità confusa una molteplicità sistematica, esiste una
chiarezza che proviene dall'intuizione globale dell'oggetto, più
somigliante alla visione che il pittore trasmette di un corpo
nudo che all'inventario dell'anatomista.

La negazione delle cause finali ha come causa una causa


finale.

L'unica sentenza di nobiltà, nel nostro tempo, è la sconfitta.

La convinzione del predicatore è successiva alla predica.

Qualunque verità è un rischio che ci sembra valere la pena


di correre.

Lo spirito non cammina a passo regolare; al contrario,


spicca di evidenza in evidenza.

Il grande scrittore è colui che intinge di inchiostro infernale


la piuma che carpisce all'ala di un arcangelo.

L'eroe e il codardo definiscono in egual modo l'oggetto che


percepiscono in maniera antagonistica.

Cosa importa che lo storico dica ciò che gli uomini fanno se
non sa raccontare quello che sentono?

Il prestigio della "cultura" fa mangiare lo stupido anche


senza appetito.

L'individuo moderno non si sente mai così tanto personale


come quando fa ciò che fanno tutti.

Così imbecille è l'uomo serio quanto l'intelligenza che non


lo è.

La storia non mette in risalto l'inefficacia degli atti bensì la


vanità dei propositi.
48 NICOLAS GOMEZ DAVTLA

La storia vagabonda da un tema a un altro come la


conversazione con uno sciocco.

Ben vorremmo che certe pitture ci invitassero ad entrare nel


quadro per partecipare del loro modo di essere.

Dei moderni succedanei della religione probabilmente il


meno abietto è il vizio.

Quelli che amano l'umanità in un individuo trattano questo


come chi cerca la donna in una donna.

Chiunque ignori che due aggettivi contrari qualificano


simultaneamente qualsiasi oggetto non deve parlare di
niente.

Gli argomenti con cui giustifichiamo la nostra condotta


�ogliono essere più stupidi della nostra condotta stessa.
E più sopportabile veder vivere gli uomini che sentirli
opinare.

Chi applica la sua intelligenza solo per agire sul mondo


diventa un meccanismo manovrato dall'istinto.

Anche quando ogni verità sia strettamente indimostrabile


non è impossibile contaminare con essa qualche incauto.

Meditare vuol dire tradurre un istante di lucidità nella


lingua di un'epoca e nel lessico di una corporazione.

Le contorsioni tecniche del romanziere attuale, confrontate


con la spontaneità narrativa del romanziere di ieri, indicano
che il romanzo è agonizzante.

I critici patrioti inventano geni alle letterature povere.


Nulla danneggia il gusto più del patriottismo.

L'uomo non ama se non colui che lo adula, però non


rispetta se non colui che lo insulta.
ESCOLJOS A UN TEXTO IMPLfCITO 49

Si definisce buona educazione l'insieme di maniere


provenienti dal rispetto verso il superiore trasformati in modi
tra eguali.

La stupidità è l'angelo che caccia l'uomo dai suoi paradisi


momentanei.

Il giudizio estetico nel tempo soffre di presbiopia,


incurabile e congenita.

Il contemporaneo si sbaglia meno per il fatto di disprezzare


il buono che per il fatto di equipararlo con il mediocre.
Non sono le opere, ma il loro rango ciò che egli maltratta.

Esistono opinioni nelle quali l'intelligenza fiuta una carogna


invisibile.

Il lavoro del professionista, perlomeno nelle scienze dello


spirito, è lo studio delle opere dell'appassionato.

L'inquietudine è conseguenza di un'eccessiva fede nella


stabilità delle cose.

L'alternativa plebea nella vita di relazione è disprezzare o


essere disprezzato.

Il peccato originale del liberalismo è l'attribuzione a ciascun


individuo di tutti gli attributi suscettibili di appartenere
all'uomo.

Ciò che non è religioso non è interessante.

Cristo è l'oggetto della tradizione evangelica, ma soltanto la


tradizione evangelica può essere l'oggetto dello storico.
Lo strumento per percepire l'oggetto della tradizione
evangelica non è la storia ma la Chiesa.

La storia fallisce quando lo storico riduce le totalità


individuali che studia alle categorie con cui le indaga.
50 NICOLAS G6MEZ DAVILA

È sufficiente che delle ali ci sfiorino affinché risorgano


ancestrali paure.

Pensare allo stesso modo dei nostri contemporanei è la


ricetta della prosperità e della scemenza.

Ci pentiamo sempre di leggere lo scrittore senza talento,


semplicemente perché tratta un tema interessante.

Il disgusto non è frutto del possesso prolungato bensì del


contatto fugace con mille oggetti.

La cultura non colmerà mai l'ozio del lavoratore perché


può essere solo il lavoro dell'ozioso.

La povertà è l'unica barriera contro l'accozzaglia di


volgarità che gridano nelle anime.

Rifiutare tutto quello che il mondo odierno predica


sarebbe superbo se dagli esametri di Omero fino agli ultimi
versi di Yeats tutta la letteratura occidentale non predicasse il
contrario.

L'ortodossia è la tensione fra due eresie.

In filosofia ha importanza solo ciò che è eccessivo.

Definiamo filosofia la logica del discorso che ha come


argomento l'assurdo.

Educare l'uomo significa impedirgli la "libera espressione


della propria personalità".

Le arti stanno agonizzando nell'autofagia.

L'uomo non deve la propria esperienza alla vita, bensì ai


momenti di ozio che essa gli concede.

Ogni affermazione che non roda una piaga segreta è una


mera impertinenza.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 51

La condizione trascendentale dell'assurdità dell'universo


è Dio.

Dio è la sostanza di quello che amiamo.

Abbiamo bisogno di essere contraddetti per affinare le


nostre idee.

Estirpare un vizio, o cancellare un difetto, finisce per essere


l'unico passatempo che ci resta.

Agli ardui dilemmi dell'intelligenza la storia risponde con


soluzioni che se ne burlano.

Chiunque non abbia fiducia nell'uomo risulta essere, in


fondo, cristiano.

L'anima nobile ammette l'esistenza di inferiori, affinché non


la equiparino ai superiori che ammira.

La sincerità corrompe al contempo le buone maniere e il


buon gusto.

La sapienza si riduce a non insegnare a Dio come si devono


fare le cose.

Qualcosa di divino affiora nel momento che precede il


trionfo e in quello che segue il fallimento.

La magnanimità è l'ora meridiana dello spirito.

Tutta la letteratura è contemporanea per il lettore che sa


leggere.

Niente costa di più allo scrittore quanto rassegnarsi alle


proprie qualità.

Basta l'impatto di un verso per far esplodere i detriti che


sotterrano l'anima.
52 NICOLAS GÒMEZ DAVILA

Ci sono individui i cui monosillabi sono verbosi.

La prolissità non è fatta di un eccesso di parole ma di una


scarsezza di idee.

Una grammatica insufficiente prepara una filosofia confusa.

Così ripetutamente hanno seppellito la metafisica che


bisogna giudicarla immortale.

Un grande amore è una sensualità ben ordinata.

Ogni civiltà antica, ricca e matura ba dottrina severa e


pratica amabile.

L'atto semplice suol essere l'espressione rassegnata di una


molteplicità di motivi complessi.

Chiamiamo egoista chiunque non si sacrifichi al nostro


egoismo.

Differentemente dall'arte di altre epoche, l'arte odierna


risulta inintelligibile senza l'estetica dottrinaria che la sostiene.

Nelle incombenze quotidiane l'intelligenza fa i calli come le


mani di un contadino.

In ogni eccesso scorgiamo l'ansimare di un torso divino.

L'opera frammentaria diventa poesia nell'obbligarci a


completare le sue curve mutilate.

L'etica è la prima tappa della desacralizzazione


dell'universo.

Il sorriso amabile e compiacente è la prostituzione


dell'anima.

I pregiudizi di altre epoche ci appaiono inintelligibili nel


momento in cui siamo accecati dai nostri.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 53

L'ironia trasforma in benevolenza l'odio impotente.

La pompa del linguaggio è ridicola quando esprime


banalità.

L'autore di certe blasfemie è Dio stesso.

Le teorie rivoluzionarie violentano la storia senza


ingravidarla.
Incapaci di adattare i fatti ai loro propositi, queste teorie sono
levatrici stupefatte di gravidanze imputabili a padri furbi e
imbroglioni.

L'opera d'arte non esiste come svolgimento rivoluzionario


ma come difesa estetica.
Qualsiasi impresa artistica smette di essere rivoluzionaria
nell'istante in cui è opera.

Il presente determina ciò che lo storico cerca, ma solo il


grande storico lascia che sia il passato a determinare quello che
trova.

Essere giovani vuol dire temere che ci credano stupidi;


maturare vuol dire temere di esserlo.

Tutto ciò che esiste autenticamente è storico, cioè distinto


da una volontà astratta e da un progetto formale.

L'opera d'arte assume il presente totale in cui nasce e


trasforma in necessità il capriccio o la casualità dell'istante.

I valori non incarnati sono virtualità astratte. L'essenza si


genera nell'atto empirico.

Esistere è proprietà della coscienza.


L'inanimato è contesto di biografie sublunari o episodio di una
biografia trascendente.

La storia è il luogo dove le presenze empiriche si


convertono in necessità razionali.
54 NICOLAS GÒMEZ DAVlLA

L'umanità crede cli porre rimedio ai propri errori


reiterandoli.

La struttura cli una società o di un'epoca dipende da una


preferenza, da una disposizione assiologica.
Un'interpretazione economica è scientifica solo quando il
fondamento assiologico cli una struttura è economico.
Il marxismo ha fatto diventare metodo un'osservazione esatta
ma storicamente circoscritta.

Qualsiasi generalizzazione storica è artificio euristico atto


all'interpretazione di un fatto concreto.

. Dalla. storia. nascono le filosofie che ambiscono a spiegarla e


lil essa vi mu01ono.
Lo storico si alimenta di quei cadaveri in decomposizione.

Non dobbiamo emulare l'opera che ci commuove, bensì


cercare cli meritare che ci commuova.

Un'esistenza felice è altrettanto esemplare cli una vita


virtuosa.

Chiamare l'anima "sostanza semplice" non significa


definirla, ma confessare in un lessico specializzato che la
crediamo immortale.

Chi meno comprende è colui che si ostina a voler


comprendere più di quello che si può comprendere.

Ogni dimostrazione delude così come ogni sogno realizzato.


L'incertezza è il clima dell'anima.

La cultura culmina nella coltivazione della lucidità.

La civiltà è ciò che i vecchi riescono a salvare dall'assalto


dei giovani idealisti.

Né pensare prepara a vivere né vivere prepara a pensare.


ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLfCITO 55

Grazie all'orgoglio arrivò alla santità: Dio gli sembrò l'unico


spettatore che valesse la pena di intrattenere.

L'umiltà, come le altre virtù, può essere insegnata solo agli


orgogliosi.

Educare è oggi un compito specializzato e problematico.


Una società gerarchizzata, di contro, educa spontaneamente.

Ciò che crediamo ci unisce o ci separa meno del modo in


cui lo crediamo.

L'idea è l'espediente disperato di chi non trova la carne


immortale e vile a cui solamente anela.

La verità è persona.

Cosa importa se ci condannano coloro che non


condividono evidenze affini alle nostre?

È profonda solo la convinzione che conosce la propria


imprudenza.

Una convinzione non si irrobustisce se non quando la


nutriamo di obiezioni.

I dissidi interiori riescono a rompere la crosta di


indifferenza che l'anima contrappone alle verità che la
assediano.

Quandanche sia l'interesse a dare inizio a qualsiasi azione,


l'anima nobile la prolunga in divertimenti gratuiti.

La nobiltà umana è opera che il tempo a volte plasma


attraverso la nostra ignominia quotidiana.

Definire la nobiltà risulterebbe in1pertinente per alcuni


lettori ed enigmatico per altri.
56 NICOLA.S G◊MEZ OAVILA

L'unica garanzia autentica di libertà risiede nell'incoerenza


cli una costituzione politica.

La verità non è giudizio bensì aderenza ad un'evidenza


concreta.

Il Rinascimento, l'Au/kliirung2 e la Tecnocrazia sono


indubbiamente figli del cristianesimo.
Figli crescentemente sinistri che l'oblio del peccato originale
genera nella speranza cristiana.

La nostra vera autonomia è dipendere solamente dalla


volontà cli Dio.

Le virtù della povertà sogliono fiorire solo nel ricco che si


priva dei suoi averi.

La serenità dell'arte greca sembra il trionfo dei caratteri


etnici sulle convinzioni intellettuali.
Achille dialoga con il suo fatidico cavallo sotto Io splendore del
meriggio.

L'apporto filosofico della matematica sembra essere


consistito fino ad oggi in alcune metafore.

Niente è insignificante per colui che non cerca cli imporre


un significato unico alle cose.

L'eloquenza è figlia della presunzione.

La soluzione autentica è intrasferibile.


Aderisce ad una situazione, ad un'esperienza e ad un atto.

Rifiutarci di considerare tutto quanto ci ripugna è la più


grave limitazione che ci possa minacciare.

Tutti facciamo in modo di corrompere la nostra voce


affinché chiami errore o sventura il peccato.

2/ flluminismo.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLfCITO 57

Che Dio sia una volontà assoluta è la verità che germina


sulle colline della Giudea.

In questa società che professa il determinismo scientifico il


prestigio della libertà è un retaggio cristiano.

L'uomo non crea i suoi dèi a propria immagine e


somiglianza, bensì concepisce se stesso a immagine e
somiglianza degli dèi in cui crede.

Il sociologo attuale osserva le società preterite con una


diffidenza morbosa di plebeo.

L'antipatia successiva all'amore alla fine mette la verità in


rilievo.

I trionfi raggiunti destano meno invidia dei trionfi


meritati.

L'intelligenza dà tutto alla mente che essa sceglie, eccetto


la certezza di essere intelligente.

Tocca alla posterità, ironicamente, scoprire la nobiltà delle


sofferenze che alla vittima sembrarono dolori volgari.

Allo stupido interessa l'idea altrui solo quando sfiora le


sue tribolazioni personali.

Se Dio fosse la conclusione di una deduzione non sentirei


la necessità di adorarlo.
Ma Dio non è solo la sostanza di quello in cui spero, bensì la
sostanza di quello che vivo.

Quale modestia si richiede per aspettarsi dall'uomo solo


quello a cui l'uomo anela!

Chi non teme che il più banale dei propri momenti


presenti sembri un paradiso perduto rispetto ai suoi anni a
venire?
58 NICOLAS G6MEZ DAVlLA

La nobiltà o la bellezza di ciò che possediamo si rivelano


solo ad una contemplazione ulteriore.
Siamo ingiusti persino con noi stessi.

Quando la provvidenza ci concede il destino che


agognavamo scopriamo presto che accettarlo richiede una
desolata rassegnazione.

Eleganza, dignità, nobiltà: gli unici valori ai quali la vita


non riesce a mancare di rispetto.

L'autenticità intellettuale ha come prezzo quello di


sembrare impassibile ed egoista.

Una vita intellettuale verace ed austera ci strappa dalle


mani le arti, le lettere e le scienze per ridurci ad uno schietto
confronto con il destino.

L'intelligenza brucia tutto ciò che gettiamo sulla sua


fiamma e alla fine si nutre dd suo stesso fuoco.

La disperazione è il cupo varco per il quale l'anima


ascende verso un universo che la cupidigia non contamina
più.

Non c'è nulla di più pericoloso che risolvere problemi


transitori con soluzioni permanenti.

Quanto più profondo è un convincimento tanto più


banale è la formulazione in cui si esprime.

La violenza non è sufficiente a distruggere una civiltà.


Ogni civiltà muore per la sua indifferenza di fronte ai valori
peculiari che la fondano.

Ogni catastrofe è catastrofe dell'intelligenza.

La donna non cede di fronte a un'idea, bensì alla


pressione sociale di un'idea.
ESCOLIOS A UN TEXTO LMPLfCITO 59

Il moralista distingue e chiarifica ciò che il sociologo


ingarbuglia.

La verità sorge nell'anima che si agita nel mezzo del silenzio


delle cose.

Il futuro è fastidioso perché lì niente impedisce che


l'imbecille vi instauri i propri sogni.

L'intelligenza, nel suo pronostico, si aspetta che la vita la


ratifichi sperando tuttavia che la contesti.

Una schiavitù senza padroni sarà la società del futuro.

L'ombra dell'orgoglio soffoca la germinazione di mille viltà.

Gli attuali programmi politici sono ideologie di una


mentalità che colpevolizza dei problemi che la angustiano
le "strutture sociali" che detesta, per nascondere che sono il
prodotto dello sviluppo tecnico che ammira.

Definire sociali quei problemi che dipendono dalla natura


stessa dell'uomo serve solo a fingere che possiamo risolverli.
Per poter schiavizzarlo, il politico ha bisogno di convincere il
popolo del fatto che tutti i problemi sono "sociali".

Le disuguaglianze naturali affliggerebbero la vita del


democratico se non esistesse la denigrazione.

Le crisi filosofiche serie sono quelle che cambiano il


repertorio corrente di metafore con un repertorio nuovo.

La filosofia alla fine fallisce perché deve parlare della


totalità attraverso il linguaggio delle sue parti.

Senza l'irruzione dell'assurdo l'intelligenza si inventa


coerenze per dormire.

L'anima si arricchisce solo con le idee che dimentica.


60 NlCOLAS GOMEZ DAVlLA

Non è illecito che il critico autoctono ripudi opere insigni


se teme che corrompano rare virtù nazionali.
Ma il lettore forestiero non è costretto a corroborare delle
parzialità.
Adottare ingiustizie necessarie soltanto per scelte vitali altrui è
una pura scemenza.

Nel giudicare l'opera d'arte le ragioni abbondano quando


condanniamo, però quando applaudiamo possiamo solo
prorompere in esclamazioni.

Una certa cortesia intellettuale ci fa preferire la parola


ambigua. Il vocabolo univoco sottomette l'universo alla sua
arbitraria rigidità.

Il genio di una lingua non ha altro mandatario che il tatto


del bravo scrittore.

La causa della scemenza democratica è la fiducia nel


cittadino anonimo, e la causa dei suoi crimini è la fiducia del
cittadino anonimo in se stesso.

L'arte non stanca mai poiché qualsiasi opera è


un'avventura che non garantisce previamente nessun
successo.

Nelle letterature senili l'abilità dell'artista ha priorità sulla


qualità dell'opera.

Di solito accusiamo le nostre qualità delle molestie dovute


ai nostri difetti.

Chi denuncia la sterilità del reazionario dimentica la


nobile funzione che esercita la netta proclamazione del nostro
schifo.

La malinconia di quelli che si rassegnano alla necessità


differisce dalla tranquillità di quelli che si rassegnano alla
rassegnazione.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 61

Scrivere sarebbe facile se la stessa frase non sembrasse,


secondo l'ora e il giorno, alternativamente eccellente e
mediocre.

Occultare ciò che è banale dietro nobili frasi è un compito


che tutta la letteratura si propone nel suo periodo ascendente
e che ogni decadenza denuncia con puerile cinismo.

L'analisi rigorosa non è più veridica dell'immaginazione


poetica.
La realtà dell'oggetto sta nella sua proiezione immaginativa.

Se la circospezione produce pedanti, l'entusiasmo produce


imbecilli.

La posterità lascia che i tratti insignificanti di ogni vita


illustre sprofondino nell'oblio affinché i loro momenti insigni
sorgano e risaltino sull'orizzonte del passato, addossati e
uniti, come cime di monti lontani.

Il mistero inquieta meno del fatuo tentativo di escluderlo


mediante sciocche spiegazioni.

Una filosofia onesta non pretende di spiegare il mistero


bensì di circoscriverlo.

L'ignorante riempie le crepe del suo raziocinio con sfilze di


nomi celebri.
L'altezza dalla quale la vittima cade misura la profondità della
sua sventura.
Magari in bilance divine i dolori più diversi si equilibrano, ma
motivi forse frivoli pesano sulla nostra spontanea compassione.
Le pozze di sangue illustre emettono riflessi di porpora augusta.

Lo spirito genera nell'angustia ma solo nella gioia non


abortisce.

Il rifiuto ci inquieta e l'approvazione ci confonde.


62 NICOLAS GÒMEZ DAVILA

Chi come me è carente di talento traduce meramente


cesti anonimi e pubblici nella lingua delle proprie
preoccupazio.ni personali.

Quandanche la sincerità non sia abbastanza, non c'è altra


maceria che si lasci lavorare nobilmente.

Esistono uomini che visitano la propria intelligenza e


altri che dimorano in essa.

Il suicidio in ceree epoche non è un gesto di superbia,


bensì l'ultimo mezzo per non capitolare di fronte al
demonio.
Una volontà anticipatrice riscatta l'uomo dalla sua estrema
sottomissione.

I precetti estetici, lungi dal fornire soluzioni tecniche,


somministrano un ingrediente in più al problema che solo il
talento dell'artista può risolvere.

L'umanità non conosce anelito più costante che quello di


sostituire alla nudità del pensiero la rispettabilità borghese
di una dottrina.

Qualsiasi condizione sociale discinta porca con sé una


differente visione dell'universo.
Tale visione non è uno spettro} che l'ideologia di ogni
condizione proietta sul mondo, ma un paesaggio oggettivo
che si scorge solo da una determinata prospettiva.

Non dobbiamo nascondere la nostra miseria attraverso


astuzie da poveri vergognosi.
Nella vita, come nelle arei, l'intelligenza che assume ed
ordina ci riscatta da qualsiasi naufragio.

Il tentatore è il nemico della nostra anima e l'amico del


nostro cuore.

3/ Qui il termine .. spettro" è inteso in senso prettamente tccnjco di spettro


luminoso.
ESCOLlOS A UN TEXTO IMPLICITO 63

Le amicizie durature di solito necessitano di goffaggini


comuni.

Quando lo spirito si reclina per dormire in un"'armonia


superiore" il rumore del conflitto lo ridesta.

Oggi un'apologetica del cristianesimo non è sufficiente.


Non lo è neppure un'apologetica della religione.
Si richiede oggi un'introduzione metodica per quella visione del
mondo fuori dalla quale il vocabolario religioso è carente di senso.
Non parliamo di Dio a coloro che non giudicano plausibile il
parlare di dèi.

Con gli attuali mezzi tecnici non c'è niente di così facile
come orchestrare senza talento un tema filosofico.

Il problema autentico non esige di essere risolto ma di


essere vissuto.

L'idealismo metodologico è il burladero4 degli assalti allo


spirito.

La decadenza letteraria sorge quando lo scrittore si situa


forzatamente ai confini estremi di qualsiasi posizione egli
assuma.

Le agitazioni popolari sono carenti di importanza


fintantoché non diventano problemi etici delle classi dirigenti.

Di fronte ad ogni verità un'angoscia segreta ci invade.

Il romanzo aggiunge alla storia una terza dimensione.

Nessuna città rivela la propria bellezza mentre il suo


torrente diurno la percorre.
L'assenza dell'uomo è il requisito ultimo della perfezione di
ogni cosa.
4/ Il burladero è una palizzata posta di fronte alle barriere delle arene per
permettere al torero di rifugiarvisi dietro, burlandosi appunto dd toro che lo
insegue.
64 NICOLAS GOMEZ oAvn,A

Affinché un amore nasca è sufficiente che ci ricordi un


amore già morto; ed è sufficiente un amore morto affinché il
suo ricordo ci offuschi lo splendore di una nuova gioia.

La letteratura moderna elabora più piatti per il cuoco che


per il gastronomo.

Dio nasce dove un mito eziologico si combina con


un'esperienza sacra.

Il diavolo capisce tutto ma non può creare nulla.

Niente di più strano del fatto che chi afferma o nega non
esageri per lusingare o ferire.

Non si passa da un sistema di categorie storiografiche ad


un altro per mezzo di nuovi documenti, bensì per mezzo di un
nuovo storico.

La storia è ciò che alcuni fanno con le abitudini di altri.

La cultura letteraria è l'arte di vedere in controluce di


forme convenzionali o di vocaboli obsoleti l'autenticità estetica
di un'opera.

Lo scemo si duole per ciò che non possiede, l'intelligente


per ciò che possiede.

Che "abitudinario" sia oggi un insulto comprova la nostra


ignoranza nell'arte di vivere.

I luoghi comuni non sono frasi che tutti ripetono ma idee


che tutti reinventano.

L'opera d'arte attende che mille artifici la preparino, ma che


la natura scriva.

Esiste la razza degli intelligenti imbecilli, come Bentham, e


quella degli imbecilli intelligenti, come Fourier.
ESCOLJOS A UN TEXTO IMPLfCITO 65

Quelli che si sbagliano parzialmente ci irritano e quelli che


si sbagliano totalmente ci divertono.

L'anelito pedagogico è stato consigliere delle peggiori


sciocchezze della storia e dei suoi crimini più orrendi.

Chi osa predicare senza previe veglie di agonia sta


preparando inferni d'angoscia.

Tra awersari intelligenti esiste una segreta simpatia, dato


che tutti dobbiamo la nostra intelligenza e le nostre virtù alle
virtù e all'intelligenza del nostro nemico.

La ribellione contro Dio è demente, ma non stolta.


Davanti a un universo impassibile, rassegnazione e ribellismo
sono ugualmente stolidi.

La morte di Dio è una notizia data dal diavolo, che sa


sommamente bene essere una notizia falsa.

L'ateismo autentico sta alla ragione dell'uomo come il


miriagono sta alla sua immaginazione.

Solo la carità tiene a freno la sevizia di una sensualità


contrariata.

La compassione di chi smette di amare si vendica presto


della virtù a cui si costringe.

L'uomo più disperato è semplicemente chi meglio nasconde


la propria speranza.

Ogni vecchiaia ci vendica della nostra vecchiaia, eccetto la


vecchiaia di coloro che amiamo.

Le letterature non muoiono tutte allo stesso modo: certe


sono uccise dalle convulsioni, altre si paralizzano.

Ci sono libri che si sviliscono con gli anni.


66 NICOLAS GOMEZ DA VJLA

La posterità distingue peggio dei contemporanei le


sfumature di uno stile, ma ne distingue meglio i ranghi.

Anche quando l'umiltà non ci salva dall'inferno, almeno ci


salva dal ridicolo.

Qualsiasi verità è tensione fra evidenze contrarie che


reclamano il nostro simultaneo rispetto.

L'essere capaci di amare qualcosa di differente da Dio


dimostra la nostra mediocrità indelebile.

La fioritura di una civiltà si ha quando la sua classe


dirigente sa esigere dal popolo virtù dalle quali essa si suol
esimere.

L'anima plebea si tradisce nel richiedere una breve pausa


tra le circostanze che la sollecitano e il cenno decente con cui
risponde.

La freschezza, l'innocenza, la grazia e la giovinezza sono


prodotti che certe società astute elaborano.

Non esiste retorica che prolunghi l'amore fra certe anime al


di là dell'istante in cui la carne si opacizza.

Nulla mi seduce tanto nel cristianesimo quanto la


meravigliosa insolenza delle sue dottrine.

Il cristianesimo awersa le banali istanze della ragione


dell'uomo per colmare meglio i profondi aneliti della sua essenza.

I metodi non guidano il pensiero che inventa, bensì la


riflessione che ricostruisce la sua rotta.

Nel silenzio notturno lo spirito dimentica il corpo logorato


che lo ingabbia, e cosciente della sua imperitura gioventù si
giudica fratello di ogni primavera terrestre.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 67

Chi proclama la propria miseria, trova in coloro che


meno sospettava l'eco di una miseria analoga; e chi crede di
confondere con il proprio orgoglio attizza in altre anime un
fuoco altrettanto fraterno.

Disprezziamo negli altri quell'umanità che abbiamo


imparato a disprezzare in noi stessi.

La sufficienza è una penosa prova di umiltà.

È raro che negli altri ci sorprenda un vizio insospettato, ed


è corrente che ci stupisca una insospettata virtù.

Nessuno è totalmente carente di qualità capaci di destare il


nostro rispetto, la nostra ammirazione o la nostra invidia.
Chi sembra incapace di fornirci qualche esempio vuol dire che
è stato osservato in modo negligente.

Senza la retorica della vanità non è facile scorprirsi inferiori.

Degli esseri che amiamo ci basta la sola esistenza.

Marx arruola al servizio del proletariato le accuse alla


società borghese formulate dagli scrittori reazionari.

Lo storico nordamericano non può scrivere la storia senza


rammaricarsi che la provvidenza non lo abbia previamente
consultato.

Non è l'origine delle religioni o la loro causa ciò che


richiede spiegazione, bensì la causa e l'origine del loro
oscuramento ed oblio.

La mentalità imperante nello scorso secolo, che tanto


ripugnava le più lucide intelligenze, non ha la borghesia come
causa ma soltanto come prima - e neppure la peggiore - delle
sue incarnazioni.

Ci preserva dalle purulenze della vita solo lo sguardo


disinfettante dell'intelligenza.
68 NICOLAS GOMEZ DAVIl.A

Attraverso mille cose nobili inseguiamo a volte solo l'eco di


qualche banale emozione perduta.
Dimorerà il mio cuore eternamente sotto l'ombra della vigna,
vicino al tavolo rozzo e di fronte allo splendore del mare?

Il ricordo confonde quello che abbiamo ottenuto e quello


che è stato soltanto un desiderio.
Nell'opacità della memoria il fallimento ammorbidisce le sue
tinte nella luce del bene che ci è sfuggito.

Partecipare ad imprese collettive permette di saziare


l'appetito sentendosi disinteressati.

Il lettore premuroso cataloga tra i luoghi comuni ciò che la


discreta abilità dello scrittore redime dalla sua banalità.

Qualsiasi grande scrittore finisce al servizio di chi l'abbia


irritato di più.

Il cemento sociale è costituito dall'incensamento reciproco.

L'uomo non si sentirebbe così afflitto se gli fosse sufficiente


desiderare senza presupporre dei diritti su quello che desidera.

Che qualcuno faccia finta di ascoltare è il massimo che ci


aspettiamo quando non diciamo stupidaggini.

L'ascoltatore attento è un futuro locutore che minaccia la


sua vittima.

Le passioni ci muovono meno dell'incoscienza.


Non dobbiamo accusare il demonio fintantoché non si
esauriscano le nostre spiegazioni striscianti.

La vanità non è affermazione bensì interrogazione.

Colui che non dubita, non grida.

La promessa più insensata ci sembra la restituzione di un


bene perduto.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 69

Affinché la critica compia esattamente le sue funzioni,


l'accecamento del critico è tanto necessario quanto la sua lucidità.
La sola giustizia non basta per tenere a freno la compiacenza
dell'artista.

Nella Chiesa abbondano i frati e scarseggiano i cavalieri.'

Gli argomenti non servono a dimostrare ma a confutare.

La coerenza di un discorso non dimostra la sua verità ma la


sua coerenza.
La verità è somma di certezze incoerenti.

Qualunque civiltà è una conversazione con la morte.

Se critichiamo il borghese riceviamo un doppio applauso:


quello del marxista, che ci giudica intelligenti perché
corroboriamo i suoi pregiudizi; e quello del borghese, che ci
giudica avveduti perché pensa al suo vicino.

Il lettore si crede sottratto alla generalizzazione che lo


protegge.

L'industria moderna è traboccante di articoli inuti!i non


solo alla perfezione spirituale dell'uomo, ovviamente, bensì
inutili anche alla perfezione materiale della civilità.

La bruttezza di un oggetto è la condizione previa della sua


moltiplicazione industriale.

L'uomo ha bisogno di vivere affaccendato. Non vi è nulla di


più deplorevole dell'ozioso non predestinato ad esserlo.
Una vita oziosa priva di tedio, goffaggine e crudeltà è tanto
ammirevole quanto rara.

La contraddizione che inficia il mondo moderno è


l'antagonismo fra le virtù militari, di cui ogni vita ha bisogno, e
5/ Nella traduzione si perde qui il gioco di parole deU'originale, infatti la parola
contrapposta a/railc (frate) è/rei/e, termine che fa riferimento tanto a un cavaliere cli
un qualche ordine militare quanto a un sacerdote, ancora di qualche ordine militare.
70 NICOLAS GÒMEZ DAVILA

l'odierna circostanza tecnologica, che rende catastrofico il loro


esercizio.
Senza le virtù militari questa società imputridisce; con le virtù
militari essa si suicida.

L'uomo moderno ambisce a rimpiazzare con gli oggetti


che compra quello che in altri tempi si sperava dalla cultura
metodica dei sentimenti.

Non c'è stato cadavere illustre che qualche cretino, in


qualche momento, non abbia disprezzato.

Altre epoche forse sono state volgari come la nostra, però


nessuna ha avuto la favolosa cassa di risonanza, l'inesorabile
amplificatore, dell'industria moderna.

La libertà dello spirito è la tentazione del comunista.

È sufficiente un pizzico di perspicacia per diffidare delle


proprie idee e non avere fiducia in quelle altrui.

Le vitamine dello spagnolo sono costituite dai gallicismi.

La sapienza più presuntuosa prova vergogna di fronte


all'anima ebbra di amore o di odio.

L'invecchiamento è una catastrofe del corpo che la nostra


codardia fa diventare una catastrofe dell'anima.

Dobbiamo guardare con avidità e senza cupidigia.

L'episodio più patetico è quello dell'indifferenza con cui la


mera giovinezza alla fine guarda la vecchiaia più illustre.

La passione non è uno stato dell'uomo, ma il suo fine.

Qualunque cosa ci esalti, ci redime.

Solo le idee salvano dagli aggettivi.


ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 71

Che sia nato dalla lettura ininterrotta di un libro e che una


sua lettura posteriore lo ratifichi è la doppia condizione di
qualsiasi giudizio prudente.

Il futuro prossimo probabilmente porterà stravaganti


catastrofi, però quello che più sicuramente minaccia il mondo
non è la violenza delle moltitudini fameliche ma la sazietà delle
masse tediose.

L'abilità cinica progredisce di trinfo in trionfo fino al


trionfo finale che la annulla.

Lo stupido allega la propria ambizione alle sue ingiunzioni


al destino.

Gli errori tecnici si pagano sulla pelle di chi li commette,


mentre le alternative assiologiche erronee necessitano di secoli
affinché le loro conseguenze spaventino gli sciocchi.

La coscienza morale è il pretorio delle banalità etiche. Le


sue decisioni spontanee risolvono problemi subalterni.
Solo una metodica meditazione rintraccia la presenza larvale
del male, la sua cauta ubiquità umana.

Dignitas, Gravitas, ecc. - la pompa romana certamente


maschera la nostra miseria; ma la sincerità moderna
accondiscende con troppa allegria a qualsiasi bassezza.

Solo le educazioni austere formano anime delicate e fini.

Tutto ciò che umilia l'uomo allieta chi lo crede capace di


destini più elevati.

Attribuire alla vecchiaia la feccia accumulata dalla vita è la


consolazione dei vecchi.

La delicatezza morale vieta a se stessa cose che invece


concede agli altri.

Il perdono è la forma sublime del disprezzo.


72 NICOLAS G6MEZ DAVILA

Cedere a nobili tentazioni ci evita di arrendersi a tentazioni


vili.

Denunciare la viltà di ciò che è vile non è efficace quanto


mostrare la nobiltà di ciò che è nobile.

Si suol dimenticare che il contrario di romantico non è


classico, ma imbecille.

L'eccellenza non proviene dall'obbedienza a determinate


norme, ma da un certo modo cli obbedire a una norma
qualsiasi.

Le cose più nobili si degradano quando sono ammirate da


certi esseri.

Può assolvere onestamente solo chi non teme che il proprio


perdono lo protegga.

Una verità confusa conta meno cli un errore lucido.

Ci sono anime spugnose che dimorano nell'ambiguo.

Vincere uno stupido ci umilia.

Il rango del nostro avversario ci colloca: essere vincitore o


vinto è subalterno.

Lo scemo istruito possiede un campo più vasto per


praticare la propria scemenza.

Alle domande dello scemo non si può rispondere neppure


rimandandolo previamente a scuola.

La scienza non risponde ai quesiti che l'uomo le pone ma a


quelli che essa da sola si pone.

Quando la continuità cli una società si rompe, soltanto un


miracolo può vincere il letargo di un testo preterito.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 73

L'uomo deambula senza ferirsi solo tra regole sociali


immutabili.

Il transito da un libro a un altro si compie attraverso la vita.

Le parole non comunicano bensì ricordano.

Il fatto che certi uomini autenticamente grandi ci irritino è


dovuto agli ammiratori che si ritrovano.
Ma nessuno è del tutto innocente rispetto agli ammiratori che
conquista.

L'uomo si trascina attraverso le delusioni appoggiato su


piccoli successi banali.

Le nozioni imprecise che uno scrittore di talento


maneggia con destrezza abbagliano l'imitatore che finisce per
volgarizzarle nella retorica.

Una stupidaggine manifesta non certifica l'imbecillità del


suo autore.
È sufficiente confidare nell'automatismo della ragione per
sfociare logicamente in imperterrite scemenze.

Una tirannia individuale è preferibile al dispotismo


della legge, poiché il tiranno è vulnerabile mentre la legge è
incorporea.

L'individuo sottomesso a leggi cangianti non riesce a


cavarsela con l'iniquità di ogni legge.

La contraddizione assunta lucidamente è un indizio di


pensiero vigoroso.

Le Muse dello storico sono l'Amore e l'Odio.

Non definire mete bensì rotte; agire sulla più remota


condizione possibile; rifiutarsi di isolare i problemi: sono i tre
requisiti dell'autentica azione politica.
74 NICOLAS GOMEZ DAVILA

Se un imbecille si entusiasma per una verità che ci


emoziona, ciò ci umilia e ci inquieta.

Il pubblico accetta o rifiuta ciascuna opera globaLnente,


mentre accettare o rifiutare con dei distinguo è la definizione
di gusto.

Le convinzioni novizie sono chiacchierone e fragili.

I partiti politici sorgono quando lo Stato pretende di


risolvere problemi subalterni. Mentre lo Stato si limiti ad
assicurare l'esistenza della società, le lotte politiche sono
semplici conflitti personali.

Non parlo di Dio per convertire la gente, bensì perché è


l'unico tema del quale valga la pena di parlare.

Lontano dal garantire un Dio, l'etica non ha l'autonomia


sufficiente per garantire nemmeno se stessa.

L'impatto della scienza sulla religione ha avuto luogo il


secolo scorso.
Ciò che sta avendo luogo in questo secolo è l'impatto della
tecnica sull'immaginazione degli imbecilli.

Come può vivere chi non si aspetta qualche miracolo?

I vigneti della terra fioriscono in vista di invisibili


vendemmie.

Il pubblico acclama sempre l'opera d'arte purché sia


palesemente bella o palesemente brutta.

Ci sono meno ammiratori di opere che imitatori degli


ammiratori.

Le ambizioni legittime sono imbarazzate e si rassegnano in


mezzo alla ressa delle ambizioni fraudolente.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 75

Tutto quello che accade assume deliziosamente la forma


della necessità.

Ciò che è veleno per il desiderio è alimento per la passione.

Emendare gli altri è un'ambizione di cui rutti si beffeggiano


e che tutti albergano.

La banalità è il prezzo della comunicazione.

Solo i profeti onesti vengono linciati.

Certe virtù sono le astuzie di un vizio.

In storia le teorie, più che false, sono troppo ambiziose.

Chiamo mio, a prescindere da chi ne sia il padrone, tutto


ciò che mi pare evidente.

Il pensiero meditato si esprime con opacità e lentezza.


La profondità e la grazia celebrano tregue rare.

Simpatia e antipatia sono le disposizioni primordiali


dell'intelligenza.

Se l'intelligenza acuta non accondiscende a grossolane


affermazioni, i suoi ritocchi accumulano cosl tante reticenze
che finisce per ritirare quanto detto.

Certa volgarità è necessaria a tutto ciò che desidera vivere.

Qualsiasi fenomeno ha la sua spiegazione sociologica,


sempre necessaria e immancabilmente insufficiente.

Il pronostico che il tempo ratifica è quello che elimina


metodicamente dai propri calcoli le profezia acclamare.

I libri, piuttosto che strumenti di perfezione, sono barricate


contro il tedio.
76 NICOLAS GOMEZ Dil.VJLA

La relatività cli ogni valore a un'epoca non implica un


relativismo assiologico. Il valore è relativo a un'epoca perché
solo quell'epoca lo scopre, non perché valga solo per essa.
Quando si dice che un valore è morto, si sta meramente
indicando che le strutture storiche che lo avevano reso
percettibile sono perite. Ma è sufficiente che compaia uno
storico sensibile per distinguere l'astro intatto.

L'intelligenza plagia solo quando non feconda ciò che ruba.

Pensare che solo le cose importanti valgano è sintomo cli


barbarie.

La nostra ignoranza decreta il posto in cui è possibile


ammirare le teorie esplicative della storia.
Qualunque teoria fallisce dove siamo meno ignoranti.

Meno ci importa un oggetto, più ci soddisfa una teoria cli


esso.
Di ciò che importa, solo la pienezza concreta ci colma.

Sulla nostra vita hanno influenza esclusivamente le piccole


verità, le minuscole illuminazioni.

Il fanatico crede cli confutare un'obiezione dichiarandola


logora.

Non capendo l'obiezione che lo confuta, lo stupido si crede


da essa corroborato.

Lo sviluppo cli un'idea in sistema è il suo suicidio.

Ciò che desta la nostra antipatia è sempre una carenza.

Per lo psicanalista le pareti cli una camera da letto borghese


circoscrivono il confine cli ogni spiegazione possibile.

Molte poesie moderne non sono oscure come un testo


sottile bensì come una lettera personale.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 77

Niente di più difficile che impedire ad un'idea di uscire dal


posto in cui è vera.

Il peccato originale del marxismo, come delle altre


ideologie moderne, consiste nell'affermare che non esiste nulla
di preferibile ma solo di meramente preferito.

Cc>n
_ le sole categorie marxiste non è spiegabile neppure il
marxismo.

Riusciamo a vivere perché non ci vediamo con gli occhi con


cui gli altri ci guardano.

Riusciamo a vivere fintantoché crediamo di compiere le


promesse che non stiamo compiendo.

La parola non fu elargita all'uomo affinché ingannasse ma


affinché si ingannasse.

Lo stile puro è quello che riesce ad evocare presenze


concrete per mezzo dei "termini più generali".

La tecnica mutila qualunque anelito che ci colma.

Le realtà spirituali commuovono con la loro presenza,


quelle sensuali con la loro assenza.

La vita non garantisce durata se non al proposito incarnato


in una istituzione incoerente.
Vive solo ciò che scandalizza la "ragione".

Se Dio non esiste non dobbiamo concludere che tutto è


permesso, bensì che niente ha importanza.
Quando i significati si annullano i permessi diventano
vacui.

La cattiva fama del tiranno cresce fino a un determinato


punto in modo proporzionale alla quantità di vittime, e
decresce poi vertiginosamente se tale quantità raggiunge cifre
raccapriccianti, fino ad arrivare a zero.
78 NICOLAS G6MEZ DAVILA

La divina provvidenza causa catastrofi in modo che i


contemporanei più intelligenti scrivano sciocchezze.

La critica decresce di interesse quanto più rigorosamente


si fissano le sue funzioni. L'obbligo di occuparsi solo di
letteratura, o solo d'arte, la sterilizza.
Un grande critico è un moralista che passeggia tra i libri.

Per poter abusare della propria libertà, l'uomo ha bisogno


di convertirsi a dottrine deterministiche. L'uomo si arrende
ai propri demoni solo quando crede di cedere a un decreto
divino.
Il determinismo è l'ideologia delle perversioni umane.

Ogni formula ci salva.

Predicano le verità in cui credono o le verità in cui credono


si debba credere?

La fede che non si sa burlare di se stessa deve dubitare della


propria autenticità.
Il sorriso è il dissolvente del simulacro.

Un vento implacabile spazza tutto ciò che non cresce


lentamente, come sedimenti che si agglomerano nei sinclinali
del tempo.

Quello che non è complicato è falso.

Circolazione di rapaci è la formula autentica della fisiologia


sociale.

Chi non compatisce il dolore di colui che si sente ripudiato?


Però, chi medita sull'angoscia di colui che teme di essere
scelto?

Solo i personaggi dei romanzi mediocri riescono a risolvere


i propri problemi.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 79

Il padre della critica letteraria è il malumore; l'ammirazione


non ne è altro che la madrina.

Nessuna idea che necessiti di appoggio lo merita.

I grandi scrittori fraternizzano nella risonanza imperiale dei


loro testi.

Ciò che richiede lotta per essere ottenuto muore nell'essere


raggiunto.

È sufficiente un solo discepolo affinché il maestro


prevarichi.

Il cadavere di un grande uomo si decompone


definitivamente solo in mano ai suoi biografi.

Discrepare è un rischio che non deve assumersi se non la


coscienza matura ed avveduta.
La sincerità non protegge né dall'errore né dalla scemenza.

Sappiamo risolvere solo i problemi che non hanno


importanza.

L'unico progresso è dubitare del progresso.

Gli anni ci portano assopiti dalla culla alla fossa.

Coloro che non vogliono rispondere delle proprie opinioni


decidono di essere riflessi passivi del mondo.

Ogni perfezione colma e deprime.

Credere che l'interesse personale determini le nostre


convinzioni in modo esclusivo si trasforma in una convinzione
che può determinare i nostri atti in modo tale che il motivo
di qualsiasi convinzione finisce per essere l'esclusivo interesse
personale.
80 NICOLAS G6MEZ DAVll.A

Il rito non genera miti se non dopo essere stato generato dal
mito.

Per disarcionare chi ci importuna è sufficiente insinuargli


che dice ciò che dice perché è chi è.
L'imboscata ideologica è uno stratagemma infallibile.
Però ovviamente non è una vittoria in campo aperto.

Nessuno è innocente né in quello che fa né in quello che


crede.

La sola imparzialità in cui confidiamo è quella dell'anima in


cui si ode un ribollire di fiere.

La prova della superiorità di chi si annoia non la offre il suo


tedio, bensì la qualità dell'occupazione che lo dissipa.

La spiegazione che non fa sembrare più misterioso ciò che


spiega è una spiegazione fallita.

Nell'artista subalterno lo stile precede l'opera.

La creazione è il nesso tra l'eternità e la storia.

L'opera d'arte è un arresto casuale del processo che lega la


sua inesistenza primigenia alla sua inimmaginabile perfezione.

La capacità distruttrice del sorriso dell'imbecille.

L'ottimismo è l'adulterazione della speranza. Il pessimismo


è il suo possesso virile.

Il popolo non preferisce chi lo cura ma chi lo droga.

La vita a volte concede, compassionevolmente, soluzioni


che un certo amor proprio obbliga a rifiutare.

L'umanesimo autentico si edifica sul discernimento


dell'insufficienza umana.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 81

L'individuo si ribella oggi contro l'inalterabile natura umana


per astenersi dall'emendare la correggibile natura propria.

Un conflitto risibile necessita di soluzioni grottesche.

Ciò che è popolare è diventato volgare quando il popolo ha


rinunciato a copiare ingenuamente la cultura aristocratica per
comprare la cultura "popolare" manifatturata dalla borghesia.

Chi cerca di educare, e non di sfruttare, tanto un popolo


quanto un fanciullo non parla loro imitando goffamente un
linguaggio infantile.

Alla mentalità moderna non basta avere libertà di pensiero.


Lo stolto si sente obbligato a farne uso.
Gli archivi di questa società ricca di "liberi pensieri"
procureranno deliziosi passatempi agli eruditi futuri.

Perché una verità ci persuada si richiede che una verità


equivalente maturi nella nostra anima.

L'idea non è un fantasma bensì un corpo verbale denso,


sonoro e luminoso.

L'idea è la combustione interna e spontanea di


un'espressione rovente.

La lucidità della coscienza è privilegio di chi è carente della


stoltezza necessaria alle convinzioni imperanti.

Non c'è nulla di più retorico della letteratura di un popolo


giovane che si esprime in un idioma vecchio.

La perfezione è il punto in cui coincidono ciò che possiamo


fare e ciò che vogliamo fare con ciò che dobbiamo fare.

Fra l'anarchia degli istinti e la tirannia delle norme si


estende lo sfuggente e puro territorio della perfezione umana.
82 NICOLAS GQMEZ DAVILA

L'uomo giudica autentica ed evidente solo la vittoria


coronata dai più sordidi piaceri e dalle più volgari ricompense.

La possibilità di preservare la nostra dignità è inversamente


proporzionale all'integrazione economica sociale.

Alle classi sociali non dobbiamo attribuire dei tratti che


non dipendono dalla funzione che le definisce.
Alla borghesia sono stati assegnati dei vizi meramente umani
e al proletariato delle virtù meramente umane.

Come se le cose più nobili della terra fossero frammenti


dispersi del nostro bene perduto ...

Bellezza, eroismo e gloria si alimentano del cuore


dell'uomo come fiamme silenti.

Verità è ciò che qualsiasi imbecille oppugna.

L'uomo è il rifugio più caduco che l'uomo possegga.

Curare un'anima malata significa quasi sempre sottrarle la


sua unica spiritualità.

Gli uomini vivono dei propri problemi e muoiono delle


loro soluzioni.

La verità è l'insieme delle contraddizioni in cui incorrono


gli uomini intelligenti.

Il livellamento è il sostituto barbaro dell'ordine.

La sincerità scrupolosa falsifica la verità.

Sono rari quelli che ci perdonano il fatto di complicare i


,oro vacillamenti.

La continuità dell'Occidente si è spezzata quando il libro


!vecchio ha smesso di contenere insegnamenti per ridursi a
documento.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 83

Il progressista trionfa sempre e il reazionario ha sempre


ragione.
Avere ragione in politica non vuol dire occupare il
palcoscenico, bensì annunciare già dal primo atto i cadaveri del
quinto.

I programmi rivoluzionari sono mere ideologie della


rivoluzione pura.

Il rivoluzionario non odia perché ama, bensì ama perché


odia.

Una civiltà crolla quando il suo trionfo insinua che le virtù


che l'hanno consolidata sono di troppo.

Qualsiasi soluzione si annulla quando il suo vocabolario si


propaga tra coloro che ignorano il suo problema.

Si tratta sempre di suicidio quando qualcosa di autentico


muore.

La salvezza sociale si approssima quando ciascuno confessa


che può salvare solo se stesso.
La società si salva quando i suoi presunti salvatori disperano.

Quando oggigiorno ci dicono che qualcuno è carente di


personalità, sappiamo che si tratta di un individuo semplice,
probo, retto.

La personalità, attualmente, è la somma di quello che


impressiona gli scemi.

Convertirci significa sentire che stiamo inventando la


religione alla quale ci stiamo convertendo.

Il massimo errore moderno non è stato quello di annunciare


che Dio è morto, ma quello di credere che il diavolo sia morto.

Ogni evidenza interrotta si trasforma in larva di lemuri.


84 NICOLAS GQMEZ DAVILA

Niente di fondamentalmente impossibile ad un essere


qualsiasi, in qualsivoglia situazione, è fondamentalmente
importante.

Il cerimoniale è il procedimento tecnico atto a mostrare


verità indimostrabili.
Il rito e la pompa vincono l'accecamento dell'uomo di fronte a
ciò che non è materiale e rozzo.

La forza ha commesso meno crimini rispetto alla debolezza


meschina.

In questo secolo non dobbiamo bramare che prevalga


un partito - qualsiasi partito - ma che non prevalga quello
contrario.

Pochi si azzardano ad indicare, senza reticenze, rutto ciò


che disprezzano.

Le filosofie deterministe pretendono di salvare la dignità


dell'uomo con commenti che diluiscono e sfumano le tesi che
proclamano.

Le dottrine che spiegano ciò che è superiore mediante ciò


che è inferiore sono appendici di un dottrinale di magia.

Le autentiche pozioni magiche differiscono da svariate


bevande antalgiche perché mischiano ai loro ingredienti usuali
alcune gocce di religione, sesso e morte.

Cambiare il materiale poetico è sufficiente al poeta


ordinario: solo i grandi cambiano il materiale verbale.

Fare uso di un materiale poetico tradizionale limita il


grande poeta, però è l'unico che assicura al poeta minore uno o
due trionfi miracolosi.

L'intelligenza da sola non può possedere altro che schiave


ribelli.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 85

Chi disdegna i riti non capisce con ciò di star richiedendo a


qualsiasi individuo di reinventare l'epopea umana.

Falso artista è chi sembra ovviamente artista.

L'uniforme da artista è la maschera del borghese.

L'autenticità raramente si confonde con la sincerità


spontanea.
La spontaneità suol essere eco di voci altrui.

Se la filosofia, le arti e le lettere del XIX secolo sono solo


sovrastrutture della sua economia borghese, dovremmo
difendere il capitalismo fino alla morte.
Qualsiasi sciocchezza si suicida.

Niente di più facile che imitare l'estetica classica, né di più


difficile che obbedire ad essa.

Amore e odio non sono gli artefici delle qualità che la


nostra indifferenza opacizza, ma rivelatori di esse.

L'umanità cambia soltanto la retorica delle sue idiozie.

Solo ciò che è gratuito è degno di venerazione.


La laboriosità si premia in paradisi subalterni.

L'intelligenza raggiunge la sua vittoria più grande quando


forgia nobilmente la materia delle esistenze mediocri.

Per sfidare Dio, l'uomo rigonfia il proprio vuoto.

Il grande scrittore pare inventare ciò che dice, poiché una


prosa perfetta sopprime il ricordo di qualsiasi balbettio che la
anticipa.

È raro il castigo che non coincide con il proposito


dell'ammenda.
86 NICOLAS GOMEZ DA VILA

r:architettura del XIX secolo ha confuso l'orgarùsmo con il


vestito mentre quella del XX secolo lo confonde con lo scheletro.

Certi poeti credono di inventare dei simboli quando invece


maneggiano solo un repertorio personale di equivalenze
allegoriche.

l.;atrocità della vendetta non è proporzionale all'atrocità


dell'offesa ma all'atrocità del vendicatore.
(Per una metodologia delle rivoluzioni).

Quello che la ragione giudica impossibile è la sola cosa che


può colmare il nostro cuore.

Il vigore dell'anima spagnola è durezza di una terra erosa.

Esistono individui che trattano l'universo con una


sufficienza professorale.

Il tono professorale non è proprio di colui che sa ma di


colui che dubita.

Una norma è ciò che nulla protegge dal nostro ribellismo,


ma che la nostra cecità non vanifica.

Il tatto della ragione trascende la stessa ragione.

Lo scrittore comune non esprime la propria idea; se ne


veste.

I giudizi ingiusti dell'uomo intelligente di solito sono verità


avvolte da malumore.

Gli spiriti dogmatici smettono di essere tediosi quando


diventano veementi.

Il popolo non è mai stato celebrato se non in opposizione


ad un'altra classe sociale.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 87

L'uomo moderno sa già che le soluzioni politiche


sono irrisorie e sospetta che lo siano altrettanto quelle
economiche.

Non è visitando le idee altrui che arricchiamo la nostra


intelligenza, bensì viaggiando attraverso le altrui sensibilità.

A seconda del lettore e del libro si tratta di lettura oppure


di avventura.

Pensiamo di confrontare le nostre teorie con i fatti, ma le


possiamo confrontare solo con teorie dell'esperienza.

La più esecrabile tirannia è quella che allega dei princìpi


che dobbiamo rispettare.

I materiali prediletti dell'architettura moderna hanno una


vecchiaia da prostituta.

L'esuberanza sudamericana non è ricchezza ma disordine.

L'uomo intelligente e colto è quello che si interessa, come


le zitelle pettegole, di cose che non concernono prettamente la
sopravvivenza.

Trasformare il mondo: occupazione da detenuto rassegnato


alla propria condanna.

Stanca di scivolare per il comodo pendio delle opinioni


azzardate, l'intelligenza alla fine si addentra nei paesaggi
impervi dei luoghi comuni.

Qualsiasi fenomeno letterario che sia letterariamente


importante non è mai un fenomeno prettamente letterario.

La legge non è che l'embrione del terrore.

C'è qualcosa di indelebilmente vile nel sacrificare anche il


più stupido dei princìpi alla più nobile delle passioni.
88 NICOLAS G6MEZ DAVll.A

Chi è qualcosa di più che il miserabile luogo di un'epifania?

I pregiudizi difendono dalle idee cretine.

Quando è programma, qualunque stile si esaspera.

Ciò che discolpa l'impudicizia di uno scrittore sono le


resistenze interne che deve vincere.
Solo l'artista mediocre approfitta delle tolleranze sociali.

Il progresso filosofico non consiste nella comparsa di tesi


bensì nella loro scomparsa.

Non esiste un tema vietato all'artista e neppure un tema


possibile in qualsiasi momento.

Le perversioni autentiche non sono preferenze della


sensibilità ma alternative dell'intelligenza.

Siccome l'unica prova della sincerità di una poesia è un


certo inconfondibile tono, chiamiamo quel tono sincerità,
qualunque sia stata la maniera di ottenerlo.

La presenza silenziosa di uno sciocco è l'agente catalitico


che durante una conversazione fa precipitare tutte le idiozie di
cui sono capaci gli interlocutori più intelligenti.

Tutti i problemi dell'universo sono risolti da un corpo


nudo.

L'uomo moderno chiama funzionale qualsiasi attività


arbitrariamente ridotta ad una sola delle sue molteplici
funzioni.

Invidio coloro che non si sentono padroni soltanto delle


proprie sciocchezze.

Solo la noncuranza dell'orgoglioso compete con il distacco


dell'umile.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 89

Un paesaggio retrocede dall'umanizzazione


antropogeografica alla sua inumanità geologica quando i suoi
abitanti alterano bruscamente le proprie abitudini.

Non disapproviamo il capitalismo perché fomenta la


disuguaglianza ma perché favorisce l'ascesa di tipi umani
inferiori.

In un grande scrittore di sinistra la posterità stima solo quello


che non è contaminato dalla sua dottrina mentre nello scrittore
di destra ammira l'eco clandestina della propria.

La meravigliosa arroganza di qualunque constatazione


empirica!

La cultura di un individuo è l'insieme degli oggetti


intellettuali o artistici che gli producono piacere.

Quando la tecnica di un genere letterario viene formulata


con chiarezza quel genere perisce.

Non dobbiamo confondere ciò che merita rispetto in una


cosa con la cosa stessa.

Nella nostra condizione terrena la corte suprema è il ridicolo.

Lo storico delle religioni deve imparare che gli dèi non


assomigliano alle forze della natura, bensì le forze della natura
agli dèi.

Esistono tre tipi di esperienza categoricamente dissimili:


un'esperienza ripetibile da tutti, un'esperienza ripetibile da
pochi, un'esperienza irripetibile.
Per verificare qualunque proposizione dobbiamo definire
previamente il tipo di esperienza a cui appartiene.

Rifuggire le metafore incoscienti è la norma elementare dello


stile chiaro e puro.

I.:anima volgare si perverte solo con veleni volgari.


90 NICOLAS GÒMEZ DAVILA

Come non disprezzare il popolo?


È sufficiente che si allentino le norme che ci rendono civili
affinché il popolo sottomesso che grugnisce in ciascuno di noi
scateni i suoi torvi appetiti.

L'estetica classica tratta dell'opera, quella romantica


dell'autore: la prima muore nel trattato di retorica, la seconda
nel trattato di sociologia.

Essere prolissi significa permet�ere al lettore di indovinare


ciò che stiamo per dire.

La Bibbia non è stata ispirata da un Dio ventriloquo.


La voce divina attraversa il testo sacro come un vento di
tempesta il fogliame della selva.

Le idee sembrano prodotti di squilibri repentini del cervello


che velocemente ritorna alla sua stolida stabilità.

Un unico tipo di società ebbe un contratto sociale come


radice storica e spinta etica: il feudalesimo.

Nelle società che mancano di princìpi lo spirito ha la


necessità di diventare dogmatico.
La sua eleganza ha come presupposto che altri abbiano assunto
il compito di picchettare l'universo.

Attualmente il demonio ha forma geometrica.

Il sesso non risolve nemmeno i problemi sessuali.

Il "razionalismo" del secolo XVIII combatté i "pregiudizi"


con buona coscienza di pregiudizio inavvertito.
Da allora "irrazionale" non è ciò che è avverso alla ragione, ma
ai pregiudizi rivoluzionari.

La nostra reticenza di fronte a molti artisti moderni non


proviene da quanto vi è di insolito nelle loro opere, bensì dalla
vetustà dei loro propositi.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 91

Credendo di dire quello che vuole dire, lo scrittore dice


solo quello che riesce a dire.

La buona volontà è la panacea degli imbecilli.

Quello che vorremmo non è accarezzare il corpo che


amiamo, ma essere la carezza.

Nonostante la critica moderna, i temi delle opere d'arte non


trattano di problemi che l'uomo moderno sappia risolvere.

Il sale del discorso edificante è l'irriverenza prudente.

Non bisogna rifiutare bensì preferire.

Formulare una legge scientifica soddisfa meno che scoprire


un'evidenza che la frantuma.

Fra l'opera dell'artista e la sua dottrina c'è una tale distanza


che né l'opera illustra necessariamente la dottrina né la
dottrina opacizza necessariamente l'opera.
L'artista riesce a far centro per ragioni che ignora.

Per uno scrittore tutto rimane da dire fintantoché non lo


dice a modo suo.

La civiltà occidentale sarà morta quando cesserà di essere la


presenza della Grecia in un'anima cristiana.

Per difendere la libertà è sufficiente un soldato; l'uguaglianza,


per affermarsi, ha bisogno di uno squadrone di polizia.

Il gusto letterario della classe dominante non domina


perché la classe domina, ma perché il dominio permette di
scegliere il meglio.

Il sensuale è la presenza del valore nel sensibile.

Più che opinioni stupide, ci sono stupidi che emettono


opinioni.
92 NICOLAS GOMEZ DAVILA

Solo i profani e i catecumeni credono nell'importanza


dell'istruzione.
Tutti i pedagoghi sono furtivamente analfabeti.

Ciò che è repentino è un'epifania diabolica.

Il demonio ci sconfigge quando consente che lo


sconfiggiamo attraverso le sue armi.

Il filosofo importante è sempre parso superficiale ai propri


colleghi.

Quello che non è giudizio analitico è atto di fede.

L'odio altrui dissolve, alla fine, la propria compiacenza.

Dove è riconosciuta una gerarchia di valori oggettivi


l'arbitrio non è un pericolo. Qualsiasi cosa ci può lecitamente
affascinare se non ne alteriamo il rango.
Invece, quando supponiamo che sia la preferenza a regolare il
valore, il più lieve sproposito scatena catastrofi. Le scemenze
sono temibili quando sono proclamate atti di ragione.

L'imparzialità critica si può fondare solo sulla coscienza


lucida del pregiudizio sancito dalla nostra visione personale.

Il proprietario legittimo di un'idea è chi le dà la forma più


compiuta.

La sensazione di infinito si ottiene solo nell'immediato.

Scartando quelli grandi, risultano leggibili solo i romanzi


scritti con chiari fini commerciali.

Il paradiso non si cela nella nostra opacità interna ma nelle


terrazze e sugli alberi di un giardino ordinato, sotto la luce del
mezzogiorno.

Nessuno deve condannare una società qualsiasi invocando


m eramente una società alternativa passata, presente o futura.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 93

La poesia non è un'esperienza, ma la sua narrazione.


Il poeta può trionfare o fallire nella sua avventura spirituale
senza che i suoi componimenti necessariamente trionfino o
falliscano.

Niente cli più facile che ammettere la legittimità di vari tipi


di poesia né più difficile che evitare cli sacrificarli al tipo che
preferiamo.

Di fronte allo splendore delle civiltà l'uomo che conosce


l'uomo sente meno orgoglio che sorpresa.

Essere razionalisti consiste in assumere quali


postulati inconsci del raziocinio i pregiudizi della società
contemporanea.

Umano è l'aggettivo che serve per giustificare qualsiasi


meschinità.

Due secoli fa era ledto aver fiducia nel futuro senza essere
totalmente stupidi.
Oggi, chi può credere nelle attuali profezie, dato che siamo
quello splendido avvenire di ieri?

Solo il ritmo salva l'emozione poetica dalla sua imbecillità


natia.

Il lessico del vero scrittore non è presente in nessun


dizionario.

Assaggiare le pacchianerie di ieri è la deliziosa raffinatezza


del curioso di domani.

Meno conosciamo il suo referente o il suo significato, più


una metafora ci commuove.

"Liquidare" una classe sociale o un popolo è un'impresa


che in questo XX secolo non indigna se non le presunte
vittime.
94 NICOLAS GQMEZ DAVIl.A

La libertà non è il fine della storia bensì la materia con la


quale lavora.

Marx vince battaglie, ma la guerra sarà vinta da Malthus.

La società industriale è condannata al progresso forzato in


perpetuo.

Il miele dell'apologetica è insipido se non proviene dal


succo di fiori velenosi.

All'artista possiamo perdonare che gli importi la celebrità


solo quando cede a motivi strettamente commerciali.

Nel momento in cui si definisce la proprietà come funzione


sociale si approssima la confisca; quando si definisce il lavoro
come funzione sociale si avvicina la schiavitù.

L'umiltà dell'intelligenza si chiama scetticismo.

Le ammirazioni letterarie del giovane sogliono essere


indizio di valori autentici, mentre le sue antipatie gli sono
dettate dalla situazione storica.

Affinché un'opera intera ci seduca basta che nel suo angolo


più remoto risieda una vibrazione breve e inconfondibile.

La vera gloria è la risonanza di un nome nella memoria


degli imbecilli.

Ogni scrittore commenta indefinitamente il proprio breve


testo originario.

L'inferno non sa di essere l'inferno.


Se lo sapesse sarebbe solo un luogo di purgazione transitoria.

L'idea politica che entusiasma il contemporaneo annoia la


posterità.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 95

Quando uno zelo di purezza lo porta a condannare


!"'ipocrisia sociale" l'uomo non recupera la sua integrità
perduta, bensì perde il proprio pudore.

L'uomo è un animale che fantastica di essere uomo.

Coloro che si proclamano artisti d'avanguardia di solito


appartengono a quella passata.

Avarizia, stupidità, crudeltà - l'uomo è sempre stato vittima


dei propri difetti.
Ma solo la società industriale poteva renderlo vittima delle
proprie virtù.

L'insignificanza della metafora gratuita è lo scoglio della


poesia moderna così come lo scoglio della poesia di ieri è stato
la metafora insignificante.

La vera poesia non è una somma di significati, ma la


risultante verbale di un movimento significante attraverso una
lingua.

Fintantoché ci applaudono non ci lasciamo dietro le


evidenze volgari.

Quando si mettono a confronto solo soluzioni rozze è


difficile opinare sottilmente.
La grossolanità è il passaporto del XX secolo.

Nell'arte conta solo ciò che ci provoca dal primo istante.

Né la precisione in sé né la vaghezza ci seducono; ci


soddisfano solo le idee precise su intuizioni vaghe.

I monismi in mani pulite diventano panteismi; in mani


sporche diventano materialismi.

Si definisce monismo il tentativo vano di assemblare i


frammenti dell'universo.
96 NlCOLAS GÒMEZ DAV[LA

Le arti germogliano nelle società che le guardano con


indifferenza e periscono quando sono fomentate dalla
riverenza sollecita degli sciocchi.

La letteratura di "evasione" non pretende di divertire chi è


carente di "beni materiali", ma coloro che li possiedono.

Come osare raccomandare il rischio? E tuttavia, come sono


pochi quelli che non sono sviliti dall'assenza del pericolo!

Il mistico è l'unico ambizioso serio.

Gli uomini si dividono il? due fazioni: quelli che credono al


peccato originale e i tonti.

Che l'errore o il vizio condizionino la comparsa di certe


virtù non è una ragione per attribuire ad essi la loro origine.

Ogni epoca mette in pratica a modo proprio l'ingiustizia


letteraria: certune rifiutano la nuova eccellenza, certe altre
umiliano l'eccellenza passata.

Abbi cura del tuo orgoglio, affinché la tua umiltà abbia un


alloggio pulito.

La storia della filosofia è il lessico che permette di parlare di


quello che è interessante.

Demagogia è il termine che i democratici impiegano


quando la democrazia li spaventa.

Si è visto un solo urbanista geniale: il tempo.

Quando acquista serietà totale, la meditazione metafisica


culmina in narrazione autobiografica.

Dove la religione stessa si secolarizza, Satana diventa


l'ultimo testimone di Dio.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 97

Il critico azzecca con argomenti assurdi e si sbaglia con


argomentazioni coerenti.
La grande critica d'arte è un efficace abuso della ragione.

La casualità genera le civiltà e l'intelligenza le sotterra.

Per fare bella figura l'intellettuale si veste di paradossi presi


in affitto.

Basta che la bellezza sfiori il nostro tedio afEnché il nostro


cuore si strappi come seta nella mani della vita.

Davanti alle vere prede non siamo altro che felini senza
artigli e senza denti.

Le categorie sociologiche consentono di circolare per la


società senza preoccuparsi dell'individualità irriducibile di
ciascun uomo.
La sociologia è l'ideologia della nostra indifferenza con il
prossimo.

Per sfruttare spensieratamente l'uomo è conveniente prima


di tutto ridurlo ad astrazioni sociologiche.

Un certo modo di proclamare i "valori spirituali" fa


dubitare automaticamente dell'onestà del parlante.

La sensualità è la primizia della redenzione della carne e la


sessualità il compimento del verdetto che la condanna.

Quello che ancora preserva l'uomo, nel nostro tempo, è la


sua naturale incoerenza.
In altre parole il suo spontaneo orrore di fronte alle
conseguenze implicite dei princìpi che ammira.

Invecchiare con dignità è compito di ogni istante.

È barbara quella società dove l'età della cultura e l'età


dell'anima discrepano.
98 NICOLAS GÒMEZ DAVILA

Non rispetto altro che la certezza che attraversa il mondo


con teneri piedi nudi.

Niente allarma più della scienza dell'ignorante.

Il prezzo che l'intelligenza richiede a quelli che sono stati da


essa scelti è la rassegnazione alla banalità quotidiana.

L'umanità non assomma soluzioni bensì problemi.

Il lavoro della ragione si insinua fra il giudizio di preferenza


e il giudizio di valore.

L'atto filosofico genuino consiste nello scoprire un


problema in ogni soluzione.

Lo scemo non si inquieta quando gli viene detto che le sue


idee sono false, ma quando gli viene suggerito che sono passate
di moda.

Tutto ci sembra caos, eccetto il nostro disordine.

Quello che non è persona, dopotutto, risulta essere nulla.

La storia erige e demolisce incessantemente le statue di


virtù diverse sul piedistallo immobile degli stessi vizi.

Se non indoviniamo quello che un filosofo sta per dire è


inutile cercare di comprenderlo.

Più che ragioni per credere, esistono ragioni per dubitare


del dubbio.

Lo scetticismo non è la tomba dell'intelligenza ma la fonte


nella quale si rinnova.

La libertà germoglia di più fra leggi cattive che fra leggi


nuove.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPL(CJTO 99

Il male è il vestigio di una risacca metafisica.

O apparteniamo a coloro che sono attratti da ciò che


l'intelligenza inventa e compie oppure a coloro che sono
sedotti da ciò che la sorprende ed assalta.
Ciò che non è miracolo mi annoia.

Il relativismo assiologico non è una teoria della ragione,


bensì un'ideologia dell'orgoglio.
Che niente prevalga su di noi.

Nichilismo, cinismo e idiozia sono le alternative politiche


del nostro tempo.

Lo scemo chiama ambigue le idee espresse con un po' di


delicatezza.

Soltanto l'orgoglio ci insegna a diffidare di ciò che ci


corrobora.

I nostri aneliti, in bocca altrui, ci paiono di solito irritanti


sciocchezze.

Agli occhi della modernità la tragedia, più che atroce, è


immorale.

La violenza politica lascia meno corpi putrefatti che anime


putrescenti.

Non dobbiamo argomentare per convincere ma per favorire


le condizioni propizie alla percezione di certe evidenze.

Le ragioni di qualsiasi convinzione sembrano sempre


penose allo spettatore.

L'anima è un aggregato di polvere che racchiude la certezza


della nostra filiazione divina.

Verità è quello che dice il più intelligente.


(Però nessuno sa chi sia il più intelligente).
100 NICOLAS GOMEZ DAVILA

O scettico o cattolico: il resto imputridisce col tempo.

L'autentico scetticismo attende sereno senza erigere idoli


surrettizi.

Ogni nuova generazione accusa quelle anteriori di non aver


rendente l'uomo.
Ma l'abiezione con la quale la nuova generazione si adatta
al mondo dopo l'ennesimo fallimento è proporzionale alla
veemenza delle sue imputazioni.

Le tirannie non hanno servitori più fedeli dei rivoluzionari


che non sono protetti dal proprio servilismo congenito tramite
fucilazione precoce.

Una filosofia della storia che rifiuta di falsificare i fatti deve


trasformarsi in pura storia.

La società moderna si permette il lusso di tollerare che tutti


dicano quello che vogliono perché oggigiorno tutti coincidono
fondamentalmente con ciò che pensano.

Non esiste viltà pari a quella di chi si appoggia sulle virtù


dell'avversario per sconfiggerlo.

L'adulto è un mito coltivato da un bambino.

Quelli che non imitano le virtù che possiedono sono pochi.

L'idealismo è una teologia che prova vergogna.

La tragedia è una libertà materializzata in destino.

L'interpretazione economica della storia è il principio della


saggezza.
Ma soltanto il suo principio.

Il cattolico autentico non sta al di qua della bestemmia ma


al di là di essa.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLiCITO 101

!.:incredulo si stupisce che i propri argomenti non allarmino il


cattolico, dimenticando che il cattolico è un incredulo vinto.
Le obiezioni che egli formula sono i fondamenti della nostra fede.

La politica è l'arte di trovare la relazione ottima tra forza ed


etica.

Dobbiamo desiderare che le nostre previsioni valgano le


profezie dei panegiristi del progresso.

Nessuno pensa seriamente finché gli importa l'originalità.

La "psicologia" è propriamente lo studio del


comportamento borghese.

Identificare essere e valore significa scordare il peccato


originale.

Il male fatto da un tonto diventa sciocchezza, ma non per


questo le sue conseguenze si annullano.

Solamente durano le religioni, oppure i loro simulacri.

Nelle tenebre del male l'intelligenza è l'ultimo riflesso di


Dio, il riflesso che ci insegue con ostinazione, il riflesso che
non si estingue se non presso l\ùtima frontiera.

Al pensatore progressista non importano né il percorso né


la meta, bensì solo la velocità del viaggio.

La riduzione della filosofia all'analisi linguistica equivale a


supporre che esista solo il pensiero altrui.

Nessuno sa con esattezza che cosa vuole fino al momento in


cui il proprio avversario non glielo spiega.

Quanto di minaccioso dell'apparato tecnico è che possa


essere utilizzato da chi non ha la capacità intellettiva di chi lo
ha inventato.
102 NlCOLAS GÒMEZ DA VlLA

Il maggior trionfo della scienza sembra essere costituito


dalla velocità crescente con la quale il tonto può spostare la sua
ottusità da un posto all'altro.

Sarebbe interessante verificare se c'è stata una predica che


non sia terminata con un assassinio.

La necessità genera virtù servili.


L'intelligenza matura nelle pause, sotto la pace meridiana del
sole.

La tradizione pesa sullo spirito come l'aria sulle ali di un


aeroplano.

Quello che ci corrobora ci intontisce.

La gioventù è una promessa che ogni generazione manca.

L'arte popolare è l'arte del popolo che al popolo non pare


essere arte.
Ciò che al popolo pare arte è l'arte volgare.
I

Il reazionario è il fomentatore di quella radicale


insurrezione contro la società moderna che la sinistra predica
ma che meticolosamente elude nelle sue farse rivoluzionarie.

L'intelligenza tende verso l'imbecillità come i corpi verso il


centro della terra.

Le profezie si compiono nella storia in modo sconcertante


per il profeta.

Il discepolo non è padrone né di una soluzione né di un


problema, bensì di un vocabolario.
La sua funzione si limita a formulare banalità nel lessico del
suo maestro.

Sono meramente il luogo dal quale percepisco ciò che mi


µiteressa, e non l'oggetto del mio interesse.
ESCOLIOS A U TEXTO IMPLICITO 103

L'omogeneo espelle Dio.


Le qualità secondarie sono la scala di Giacobbe.

L'opinione del giovane non rivela quello che pensa ma gli


autori che ha letto.

L'autentica opera d'arte è quella della quale possiamo


dire senza errore, prima di vederla, che la sua esistenza è
impossibile.

L'imparzialità non è il prodotto di una molteplicità


simultanea o successiva di opinioni discordi.
La versatilità non è segno di dogmatismo sconfitto ma di
offuscamento accettato.

I professionisti della venerazione dell'uomo si credono


legittimati a sdegnare il prossimo.
La tutela della dignità umana permette loro di essere cafoni
con il vicino.

Le opinioni liberali, democratiche e progressiste sfrecciano


attraverso la storia lasciando una scia di civiltà bruciate.

Quando si inizia con l'esigere la remissività totale della vita


ad un codice etico si finisce col sottomettere il codice alla vita.
Quelli che si rifiutano di assolvere il peccatore finiscono per
assolvere il peccato.

Il problema politico ha estrema importanza, le soluzioni


politiche non ne hanno nessuna.

Il mondo è spiegabile a partire dall'uomo, ma l'uomo non


lo è a partire dal mondo.
L'uomo è una realtà data, il mondo un'ipotesi che
escogitiamo.

L'onestà in politica non è stolidità se non agli occhi


dell'imbroglione.
104 NlCOLAS GOMEZ DAVILA

La verità di un sistema filosofico si esaurisce prima che la


sua esposizione si concluda.

La convinzione che non si appoggia su una palificazione


scettica sprofonda.

Beneducato è l'uomo che si scusa nel fare uso dei propri


diritti.

La verità è l'imprevedibile e misteriosa efflorescenza di una


cosa banale.

Gli antichi che negavano il dolore e i moderni che negano il


peccato si invischiano in identici sofismi.

L'uomo moderno non sfugge alla tentazione di identificare


ciò che è permesso con ciò che è possibile.

La metafora scopre l'identità segreta di apparenze distinte,


ma la sua finalità culmina solo quando riferisce quelle identità
immanenti alla trascendenza che le fonda.

SebbeneJoseph de Maistre affermi che il diavolo soltanto


distrugge, la storia posteriore dimostra che anche costruisce.

Qualsiasi ribellismo totale finisce in filosofia da Rotary Club.

Passato un secolo non importa chi sia stato il vincitore,


bensì chi meritava di vincere.
Ogni sciocco afferma il contrario.

Il filosofo che ci sembra incapace di notare la seduzione


della tesi che confuta ci pare subalterno.

L'estetica, così come la storia, fornisce verità senza darne la


ricetta.

Ogni artista confuta ampiamente il teorico che porta dentro


di sé.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 105

Più che nuove teorie, l'estetica richiede uno schema che


ordini quelle esistenti, affinché in una stessa frase non si
mischino un giudizio estetico, una constatazione storica, una
regolarità sociologica, una legge scientifica e una preferenza
personale.

Il criterio etico è una norma, il criterio religioso una


persona.
Le virtù religiose non sono un insieme di atti etici, bensì le
qualità del santo.

L'intelligenza sottile, che rintraccia il simile nel diverso, se


non svela anche il diverso nel simile ci disorienta.

Per provare che l'opera d'arte è un prodotto dell'ambiente


sociale a volte basta dire che è una reazione contro
quell'ambiente e altre volte che è la sua espressione.

L'estetica dell'in1itazione è un'estetica da artista anche se la


adotta un critico; e l'estetica dell'espressione è un'estetica da
critico, ancorché la inventi un artista.
Dobbiamo diffidare di coloro che primordialmente bramano
di esprimersi.

L'autentica arte moderna è definibile solo definendo ciò che


rifiuta: arte moderna autentica è quella che contesta l'uomo
moderno.

L'imbecille è colui che non percepisce se non ciò che gli è


attuale.

Il democratico difende le proprie convinzioni dichiarando


obsoleto chi lo contesti.

L'angoscia davanti al tramonto della civiltà è un'afflizione


reazionaria.
Il democratico non può rammaricarsi della scomparsa di
qualcosa che ignora.
106 NICOLAS GOMEZ DAVILA

La provvidenza decise di consegnare al democratico la


vittoria e al reazionario la verità.

L'uomo comune erra nella notte; il filosofo si sbaglia alla


luce del giorno.

È un cattolico serio solo chi erige la cattedrale della propria


anima su cripte pagane.

Siccome l'ignorante non rispetta altra superiorità che la


superiorità sociale, la superiorità legittima non può educare se
�on è retta da un avventizio prestigio sociale.
E necessario che il caso conferisca allo stesso individuo la
superiorità mondana e legittima affinché si realizzi un transito
dalla fascinazione all'obbedienza e dall'intontimento sociale
all'imitazione civilizzatrice.
Se la società gerarchizzata non educa necessariamente, la
società egualitaria non potrà educare giammai.

Lo sciocco non si accontenta di infrangere una norma etica:


pretende che la sua trasgressione si trasformi in una nuova norma.

La coscienza non è l'origine di imperativi etici, ma l'organo


della percezione etica.
Chi dichiara con orgoglio di obbedire alla propria coscienza si
colloca agli antipodi di quelli che dicono umilmente che è la
coscienza ad obbedire.

Lo spirito compra la sua vittoria col bottino dei propri disastri.

Il passato che il reazionario encomia non è un'epoca storica


bensì una norma concreta.
Ciò che il reazionario ammira di altre epoche non è la loro
realtà sempre miserabile, bensì la norma peculiare a cui
disobbedivano.

Ogni genere di poesia mira ad una ricettività diversa:


vibrazione emotiva, vigilanza intellettuale, percezione attenta,
sensibilità etica, ecc.
Dimenticare questo significa decretare il terrore nelle lettere.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLfCITO 107

L'uomo moderno non disattende il reazionario perché le


sue osservazioni gli sembrino improprie, bensì perché non gli
risultano intelligibili.

La scemenza e la retorica minacciano oggi persino la più


timida speranza.

Se supponiamo erroneamente che il XVIlI secolo abbia


lasciato al XIX un cristianesin10 intatto, la letteratura dei
secoli XIX e XX sembra mossa da un animo satanico di
aggressione contro Dio. Ma la direzione dell'aggressione varia
se aggiustiamo la nostra premessa erronea.
Il telone di fondo della letteratura moderna è una cristianità
moribonda. La secolarizzazione del mondo culmina nella
generazione anteriore a quelle romantiche. La letteratura
moderna non è, quindi, un'insurrezione contro il cristianesimo,
bensì contro quelli che usurpano la sua eredità.
Per una corretta visione storica, l'affermazione più fugace
di un valore autonomo, come il più blasfemo ribellismo in
nome di un valore qualsiasi, inizia un processo di apologetica
esistenziale.
A partire dal romanticismo la letteratura non è postcristiana
bensì precristiana. Il suo punto di partenza non è il
cristianesimo, ma la sua negazione. Né Blake, né Holderlin, né
Vigny scrivono contro il cristianesimo, bensì contro un mondo
definito dall'assenza del cristianesimo.
I grandi poeti moderni, da Goethe a Yeats, non sono figli di
Prometeo, ma rampolli delle Sibille profetiche.

La sottomissione a Dio è l'unica a non esser vile.

Da Blake, Wordsworth e il romanticismo tedesco in poi


la poesia moderna è una cospirazione reazionaria contro la
desacralizzazione del mondo.

I libri risorgono quando l'oblio ne sotterra i plagiari.

La cultura letteraria e filosofica, che fino a ieri è stara


il costoso orgoglio di una classe sociale, oggi è l'attività
commerciale di una corporazione.
108 NICOLJ\S G6MEZ DJ\VLLA

Decantare la "consolazione" della religione è un gesto da


feuerbachiano clandestino.
Dio non è un sostituto di piaceri assenti, di appetiti trattenuti,
di avidità frustrate. Dio è la presenza invisibile che suggella la
pienezza terrena più perfetta, l'estasi più alta della gioia più
ebbra, la bellezza dove fiorisce la bellezza.
Dio non è l'inutile compensazione di una realtà perduta,
bensì l'orizzonte che circonda le cime di una realtà
conquistata.

Tanto in paese borghese quanto in terra comunista


!'"escapismo" è biasimato quale vizio solitario, come
perversione debilitante ed abietta.
L a società moderna scredita il fuggitivo affinché nessuno
presti ascolto alla narrazione dei suoi viaggi. L'arte o la storia,
l'immaginazione dell'uomo o il suo destino tragico o nobile
non sono criteri che la mediocrità moderna possa tollerare.
L'"escapismo" è la fugace visione di splendori aboliti e la
probabilità di una condanna implacabile sulla società attuale.

Per sfruttare l'uomo alcuni predicano che bisogna


rinunciare ai beni terreni; altri, per sfruttarlo meglio,
proclamano che i beni terreni vanno agognati.

Non è relativa la bellezza delle opere.


È relativa solo la loro estetica.

L'amore è l'atto che trasfigura il suo oggetto da cosa a persona.

Con Sainte-Beuve l'intelligenza letteraria raggiunge la


maggiore età.
L'intelligenza letteraria è la forma dello spirito che assume
l'intera somma delle sue evidenze senza osservare postulati
limitanti né speculazioni di estrapolazione.
L'intelligenza letteraria è quella che pensa il proprio oggetto
come unità indissolubile di fatto e valore.

Falliti i tentativi egemonici di teologia e metafisica, solo


l'intelligenza letteraria ha la lucidità per fissare ciascuna cosa
secondo il proprio rango.
ESCOLJOS A UN TEXTO IMPLICITO 109

L'opera d'arte non possiede propriamente significato ma


potere.
Il suo significato presunto è la forma storica del suo potere
sullo spettatore transitorio.

La virtù che non nutre dubbi su se stessa culmina in


qualche attentato contro il mondo.

L'oscurità letteraria non è un difetto né una virtù, bensì un


procedimento che giustifica l'efficacia estetica ottenuta.

Amare significa percepire la pressione del corpo assente


contro il nostro.

L'anima di una nazione nasce da un fatto storico, matura


nell'accettazione del proprio destino e muore quando ammira
se stessa e si imita.

In fondo, per chi ama, l'anima è la forma di un corpo.

Nonostante l'intrusione di pretese tecniche nelle lettere,


gli artefatti estetici non sono utensili da laboratorio, bensì
trappole per catturare gli angeli.

È nobile solo ciò che dura.

L'adesione al comunismo è il rito che consente


all'intellettuale borghese di esorcizzare la sua coscienza sporca
senza abiurare la propria essenza borghese.

Ogni marxista beneficia di due marxismi: il marxismo


corrente che predica e il marxismo esoterico con il quale
confuta le critiche rivolte al primo.
Esiste peraltro un terzo marxismo: quello che il marxista
attribuisce spregiativamente ai propri interlocutori sotto il
nome di marxismo volgare.

Dobbiamo esporre le nostre idee in modo lineare, come lo


farebbe un onesto avversario che si prepara a confutarle.
Qualsiasi astuzia svilisce.
110 N!COLAS GÒMEZ DA VILA

L'uomo non può insediarsi né nel bene né nel male.

Tra gli eretici ci sono cattolici impazienti e rinnegati


congeniti.

Il fallimento del cristianesimo fa parte della dottrina


cristiana.

L'uomo vive se stesso o come angoscia o come creatura.

Qualsiasi tema letterario permette due opere: quella


dell'entusiasta che lo concepisce e quella dell'ironista che lo
sotterra.

Non c'è peggior scemenza della verità in bocca allo scemo.

1/imbecillità si deposita nell'anima come sedimento degli


anni.

Nel XIX secolo il cristianesimo non ha trovato rifugio se


non nell'eresia, nel peccato e nel sangue.
(Kierkegaard, Baudelaire, Newman).

Al contrario dell'arcangelo biblico gli arcangeli marxisti


impediscono l'evasione dell'uomo dai loro paradisi.

Le rivoluzioni democratiche cominciano le esecuzioni


annunciando una pronta abolizione della pena di morte.

Lo storico democratico mostra come il democratico non


uccide se non perché le sue vittime lo obbligano a farlo.

Tutti gli individui che non sono graditi all'intellettuale di


sinistra meritano la morte.

Nell'esercito degli intellettuali di sinistra militano solamente


piccoli borghesi acidi.

Il comunista odia il capitalismo con il complesso di Edipo.


Il reazionario lo guarda semplicemente con xenofobia.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 111

I dubbi del maestro sono le certezze del discepolo.

Una volta morto Dio, ai miseri titani non resta altra cosa
che intraprendere l'urbanizzazione della terra.

L'inferno è un luogo che si può identificare solo dal


paradiso.

Il razionalismo è la ragione che si scorda dei propri


posrulati.

L'intelligenza sopravvive fintantoché non preferisce le


soluzioni piuttosto che i problemi.

La vita non è un criterio di valori bensì un fatto che i valori


giudicano.

La Convenzione6 è una lite di ratti angosciati le cui ombre


si proiettano sulla storia in dimensioni colossali alla luce degli
incendi.

Ciò che è pensato contro la Chiesa, se non è pensato entro


la Chiesa è carente di interesse.

Tanto la Bauernkrieg7 del XVI secolo quanto le


sollevazioni contadine dei secoli XVII e XVTII furono
insurrezioni contro la società moderna. La popolazione non
si alzò contro il feudalesimo, ma contro il mondo che lo stava
rimpiazzando.
Lo spirito mercantile usurpò costumi giuridici del sistema
antagonista e convertì usi legittimi in abusi insopportabili.

Quandanche il peccato collabori all'edificazione di qualsiasi


società, la società moderna è la figlia prediletta dei peccati
capitali.

6/ Si tratrn della Convenzione nazionale, un'assemblea esecutiva e legislativa in


vigore durante la Rivoluzione francese, dal 20 settembre 1792 al 26 ottobre 1795.
7/ Guerra dei contadini.
112 NICOLAS G6MEZ DAVILA

Mio simile non è chi accetta le mie conclusioni bensì chi


condivide le mie avversioni.

Il razionalista riconosce la paternità dei propri postulati


alla ragione per disistimare anticipatamente le evidenze che
minacciano il suo torpore.

Il cattolico deve rendere più semplice la sua vita e più


complicato il suo pensiero.

L'onore dell'apologista cristiano sta nell'essere probo con il


diavolo.

Esistono paradisi artificiali che non sono surrogati satanici


ma prefigurazione disperata.

L'atto autenticamente razionale è il parallelogramma di


tutte le forze assiologiche.
La ragione si corrompe nell'obbedienza ad un solo tipo di
esigenze.

Il conservatorismo non ha la pretesa che la società viva di


precedenti, bensì che non si alimenti di inganni.

Non esiste poesia di Satana, bensì nostalgia del suo splendore


caduto.

Il male non vince in quanto seduzione ma in quanto vertigine.

Senza il bene che racchiude, come vestigio o come augurio, il


male è esteticamente opaco.

Il male, così come gli occhi, non vede se stesso.


Tremino coloro che si vedono innocenti.

Dove c'è opera d'atte, non c'è il diavolo.

La poesia è il trofeo linguistico di una sconfitta spirituale.


ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 113

La poesia pone il critico davanti all'alternativa di parlare di


tutto eccetto che di poesia o di non parlare di nulla se parla solo di
essa.

La fede è ciò che ci permette di smarrirci in qualunque idea


senza perdere il sentiero del ritorno.

Il credente non è un titolare di eredità registrate al catasto,


bensì un adelantado de mar" di fronte alle coste di un continente
inesplorato.

Quelli che accettano il rango che la natura fissa loro non si


trasformano nella mera assenza di ciò che non sono.
Persino il rango più modesto ha nella sua posizione un valore
inestimabile.

La solitudine è il laboratorio dove i luoghi comuni sono


verificati.

Helvétius, Holbach, Sade, Bentham, Marx, Freud, Sartre - la


pleiade di arcangeli oscuri, il canone classico delle mie assolute
impossibilità.

Intelligente è chi conserva la propria intelligenza ad una


temperatura indipendente da quella dell'ambiente in cui abita.

"L'arte per l'arte" ha avuto il significato di indipendenza


dall'arte per una generazione e di indipendenza dall'artista per
un'altra.
I primi hanno difeso una tesi estetica esatta, i secondi hanno
proclamato una tesi etica erronea.

Non sono ricette infallibili né l'imitazione del passato né


quella del presente.
Niente può salvare il mediocre dalla sua mediocrità.

8/ Un adelantado de mar era un individuo al quale veniva affidato il comando


di una speclizione marittima concedendogli in anticipo il governo delle terre che
avrebbe scoperto o conquistato. Tale titolo militare era assegnato direttamente dal
Re di Spagna.
114 NICOLAS GÒMEZ DA VILA

Il reazionario anela a convincere la maggioranza, il


democratico a corromperla con la promessa di beni altrui.

Il termine "rivoluzione" oggi non connota propriamente


un avvenimento politico, bensl una vertigine, una convulsione
emotiva, l'ebbrezza dell'anima invasa dalle scorie dell'essere.

I partiti liberali non capiscono mai che l'opposto del


dispotismo non è la scemenza ma l'autorità.

Ogni insulto della vita verso un viso amato alimenta il vero


amore.

L'umanità è in pericolo quando scorda il più solenne


ammonimento della storia: che la civiltà è fatta da un uomo
munito di frusta tra animali famelici.

Gli hard /acts storici sono quelli suscettibili di essere


rappresentati con coordinate cartesiane.
Il positivista logico ridurrebbe, quindi, la storia alle equazioni
di movimento della massa umana.
Ogni approssimazione della storia alla scienza sopprime i
motivi, i significati e i fini.

Chi consiglia dei rischi che non si assume confida


terribilmente nella propria scienza.

Le società che agonizzano lottano contro la storia a forza di


leggi come i naufraghi contro le acque a forza di grida. Brevi
caroselli.

Lo scemo non si rassegna all'esistenza dell'irresolubile: un


falso problema oppure un problema solubile domani, questo è
il dilemma dello scemo.

Possiamo continuare a parlare di infanzia, maturità,


perfezione, decadenza e corruzione di un idioma perché una
lingua non sempre compie la sua funzione allo stesso modo.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 115

La realtà del XX secolo è meno spaventosa degli ideali con i


quali sogna di correggersi.

Il mondo può essere riscattato dalla sua orribile casualità e


dalla sua esistenza empirica bruta solo attraverso la visione che
si instaura nella misteriosa sufficienza di ogni oggetto isolato,
allo stesso modo dell'amante che si insedia nella meravigliosa
sufficienza del suo amore.

La sapienza, in questo XX secolo, consiste prima di rutto


nel saper sopportare la volgarità senza irritarsi.

Qualsiasi proposizione concorde alla sua evidenza preserva


la propria validità, quandanche sia successivamente inglobata
da un'altra proposizione di più profonda provenienza.
La storia del pensiero non è evoluzione né processo dialettico,
bensì l'apparizione contingente dei frammenti di una struttura
nella quale ogni verità trova il proprio posto.

Per perdere infine il candore non basta vedere l'indifferenza


della storia verso le idee altrui, abbiamo bisogno di vedere la
sua indifferenza verso le idee nostre.

Solo il testo mediocre si lascia leggere senza essere stato


indovinato previamente.

La sensazione non è innocente, ma vi è dell'innocenza in essa.

È sufficiente l'orgoglio per perdonare chi ci ingiuria, però


nemmeno la carità è sufficiente per perdonare chi ingiuria
coloro che amiamo.

Non conosco peccato che non sia, per un'anima nobile, il


proprio castigo.

Il determinismo storico è solo il sintomo del torpore che


prostra l'immaginazione dello storico.

L'uomo moderno, progressista e democratico si fa carico


egli stesso di consumare su di sé la nostra vendetta.
116 NICOLAS G6MEZ OAVLLA

In ogni reazionario Platone risuscita.

Oggi come non mai l'uomo rincorre qualsiasi sciocco che


lo invita al viaggio, sordo alla vedetta che scruta percorsi
interrotti e ponti crollati.

Il profeta che predice in modo fedele la corruzione


crescente di una società si scredita, perché quanto più la
corruzione cresce, tanto meno è notata dal corrotto.

La poesia che sdegna la musicalità poetica rimane


pietrificata in un cimitero di immagini.

La gran parte della poesia moderna si rassegna a parere


meramente tradotta.

I vizi ammirevoli sono semplicemente virtù corrotte.

Le idee generali che si vendono in piazza non alimentano


nessuno, ma molti vivono di esse.

I carnefici delle idee astratte sono gli esempi concreti.

La storia dello spirito necessita di completare la geologia


dell'intelligenza con la climatologia storica della sensibilità.

Il problema fondamentale di tutte le passate colonie - il


problema della servitù intellettuale, della meschinità della
tradizione, della spiritualità subalterna, della civiltà inautentica,
dell'imitazione forzata e vergognosa - mi è stato risolto con
estrema semplicità: il cattolicesimo è la patria mia.

Il nominalismo integrale ha il suo culmine in un'egemonia


totalitaria sull'universo attuata dal soggetto della conoscenza.

L'intelligenza si sciupa quando vuol essere intelligente.

Individui e nazioni hanno virtù diverse e difetti identici.


La viltà è il nostro patrimonio comune.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 117

La vita è uno strumento dell'intelligenza.

Il niente è l'ombra di Dio.

Tutti i princìpi sono immagini del Principio, tutte le fini lo


sono della Fine.

Dobbiamo sospettare di chi passa la vita a caccia di


argomenti per convincere gli altri.
L'intelligenza ambisce a convincere solo se stessa.

L'intellettuale sudamericano, per alimentarsi, importa gli


scarti del mercato europeo.

Persino fra egualitari fanatici l'incontro più breve


ristabilisce le disuguaglianze umane.

L'uomo moderno chiama realtà ciò che viene afferrato da


una percezione intenzionalmente limitata a captare i tratti
manipolabili delle cose.

C'è stato bisogno della nostra epoca perché il buon gusto si


vergognasse di se stesso.

Nella fase ascendente delle civiltà le denominazioni


di professione e rango ascendono socialmente (cavaliere,
cancelliere, cubicolario, ecc.). Nella fase discendente le
denominazioni degenerano (signore, don, lei, ecc.). Però, ciò
che annuncia l'agonia di una civiltà è la trasformazione in
insulto delle denominazioni che designano valori autentici
(letteratura, estetica, artista, intellettuale, sacerdote, ecc.).

Le proibizioni etiche non sono servitù estetiche fintantoché


paiono all'artista degli ostacoli naturali.
Ciò che è osceno è un diritto soltanto dei volgari.

Il cristianesimo non nega lo splendore del mondo bensì


invita a cercarne l'origine, ad ascendere verso la sua neve pura.
118 NICOLAS GOMEZ DAVLLA

Ciò che allontana da Dio non è la sensualità ma l'astrazione.

L'opera poeùca del buon poeta comunista (Aragon, Éluard,


Neruda, ecc.) si suddivide in due parù: la parte poeùca e la
parte comunista.

Naturale e soprannaturale non sono piani sovrapposù bensì


fili intrecciaù.

L'età virile del pensiero non è fissata né dal!' esperienza né


dagli anni, ma dall'incontro con determinate filosofie.

La maggioranza delle filosofie sono ostacoli evitabili con un


cambio di rotta, ma ce ne sono alcune che sono cordigliere che
è inevitabile attraversare.

L'ordine legittimo è la cristallizzazione naturale dell'anima


che prende la sua più nobile forma.

L'ignorante sospetta, in silenzio, che lo scrittore laconico


schermisca contro l'aria.

Lo stupido si limita a criùcare la stupidità ovvia dei più


insulsi comportamenti sociali senza capire la loro singolare
importanza.

Il ricco oggi vive la propria ricchezza con la cupidigia del


povero arricchito e il povero la propria povertà con la non
conformità del ricco in rovina.
La ricchezza ha perso le proprie virtù, così come la povertà.

La sensibilità moderna, al posto di esigere la repressione


dell'avidità, esige la soppressione dell'oggetto che la desta.

Prima di dissolversi in convulsioni il volto femminile si


compatta in un'eternità istantanea.

La vera sensualità è avidità di eternità del suo oggetto.


ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 119

Il pregiudizio di non avere pregiudizi è quello più comune a


tutti.

Non esiste vittoria spirituale che non sia necessario


conquistare nuovamente ogni giorno.

L'anima che ascende verso Ja perfezione suol sgomberare


le basse terre conquistate nelle quali si stabiliscono diavoletti
subalterni che la ridicolizzano e la imbrattano.

Per fondare basta un raptus estatico, ma il compito di


mantenere richiede un'esaltazione perseverante dell'anima.

Le soluzioni al problema dell'arte industriale, al contrario


di quello che succede con l'arte autentica, meravigliano il
contemporaneo e sembrano grottesche alla posterità.

L'ora delle tenebre dello spirito suonò a metà del XIX secolo
fra l'eclissi di Schelling e, verbi gratza, la pubblicazione degli
Ethical Studies di BradJey, della Einleitung di Dilthey, delle
Données cli Bergson.
Le cretinate che oggi sono prerogativa dell'ignoranza più volgare
sono state a quel tempo pensieri audaci. Domani potremo essere
vittime di inezie, ma non di trionfi putativi dello spirito.
Lo spirito se ne ride dell'egemonia dell'universo.

A partire dalla prima generazione romantica l'artista ha


rinunciato ad essere voce della società per diventarne il giudice.

Le estetiche "moderniste" sono state un'invenzione di


scrittori reazionari: Balzac, Baudelaire, Eliot.

Rousseau è il primo a rifiutare il programma intellettualista,


tecnicista e urbano della borghesia invadente proprio dalle file
borghesi, dalla colonna stessa dell'assalto.

Il romanticismo è stato una protesta contro l'incameramento


della ctùtura da parte della pursuit o/ happiness. 9

9/ Ricerca della felicità.


120 NlCOLAS GOMEZ DAVILA

Il problema etico consisterà sempre nell'impedire che la


morale di Esiodo espella quella di Omero.

L'educazione della scuola dementare ha fatto fuori la


cultura popolare; l'educazione universitaria sta facendo fuori la
cultura.

È più facile convincere lo sciocco di qualcosa che è


discutibile piuttosto che indiscutibile.

L'orgoglio davanti al mondo ci salva dall'orgoglio davanti


a Dio.

Qualsiasi mitologia è una testimonianza capitale sulla


società che la crea, ma declassarla ad espressione di una
struttura sociale è tanto puerile quanto attribuire l'atomismo
della fisica all'individualismo borghese.

Non esiste fraternità politica che valga quanto un odio


condiviso.

Qualsiasi bene che possa essere dimostrato è solo un mezzo


dd bene.
Il bene è ciò che possiamo meramente ostentare.

Solo la quiete e la quotidianità ci restituiscono la polpa


delle cose, delle essenze, degli esseri.

I dotti della società feudale (sacerdote, poeta, cronista)


la criticavano soltanto quando violava il suo principio; i
dotti attuali (filosofo, poeta, romanziere) criticano la società
moderna quando invece rispetta il suo proprio principio.
La minaccia di morte collettiva è l'unico argomento che
scompiglia la compiacenza dell'umanità attuale.
L'apocalisse nucleare la inquieta più dd suo crescente
degrado.

La mera sopravvivenza è l'unico valore dell'uomo moderno.


Persino l'eroe moderno non muore se non in nome della vita.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 121

In filosofia chi si difende è sconfitto.

La rassegnazione all'errore è il principio della sapienza.

La libertà degli altri ci importa perché senza di essa il


trionfo della nostra opinione sarebbe vano, ma dobbiamo
evitare la bigotteria di rispettare le opinioni sconsiderate.
Difendo la tua libertà perché desidero convincerti; perché
la tua libertà è la condizione della mia vittoria. Però, nel
rispettare la tua libertà non sto rispettando i tuoi errori,
bensì la possibilità che tu ti arrenda liberamente alle mie
proprie verità.

La storia suol dipendere da semplici virtualità. Promesse o


minacce segnano di solito il nord di intere epoche.
A volte presenti alla coscienza, altre volte quarti nel
subcosciente, questi fantasmi sono i protagonisti della storia
quandanche non siano i suoi attori empirici.

Per non svilirsi il ribelle deve ammirare l'ordine contro


cui lotta.

Le istituzioni democratiche sono tentativi di


istituzionalizzazione dell'inistituzionalizzabile.

Ciò che pretende di maturare dev'essere indifferente al


tedio.
Le civiltà sono lo splendore di pazienti monotonie.

L'interrogazione ammutolisce solo di fronte all'amore.


"Perché amare?" è l'unica domanda impossibile.

L'amore non è mistero, bensì il luogo dove il mistero


svanisce.

Per la sensibilità, il grande non è una somma aritmetica di


parti ma una qualità di certi insiemi.
La grandezza metrica - come mostra ogni edificio moderno -
non ha relazione con la grandezza monumentale.
122 NICOLAS G6MEZ DAVILA

Il giudice competente in materia di ispirazione non è il


poeta ma il lettore.

Il sentimento del tragico salva lo storico dal


sentimentalismo.

I poeti caricano la maggioranza dei loro componimenti con


polvere da sparo bagnata.

Il poeta di ieri confidava nell'aggettivo tradizionale, il poeta


di oggi confida in quello inusitato.
In nessun caso una ricetta può sostituire il talento.

L'individualismo moderno si riduce a ritenere personali e


propri i pareri condivisi da tutti.

Lo Stato moderno produce le opinioni che in seguito


riunisce rispettosamente con il nome di opinione pubblica.

La filologia, la critica, la storia, cioè l'arte di leggere un


autore, di capire una dottrina, di collegare i fatti, sgorgano
dallo stesso principio: il principio del contesto.

" ... the bent of my thoughts shall be rather to mend myself


than the world ... »io ci dice Sir William Temple plagiando
Cartesio.
Pochi, da secoli, confessano un anelito simile. Eccolo lì, quindi,
l'autentico divortium aquarum 11 della storia.
Come mi sento antico!

Il conservatorismo di Burke non è un "irrazionalismo"


che si scontra col "razionalismo" contemporaneo, bensì
con l'Au/kli.irung, che chiama princìpi i propri pregiudizi, il
certificato di indipendenza della ragione sperimentale.

lo sono di quelli che cercano di scrivere soltanto per


prolungare la vita quotidiana in vita intelligente.
10/ " ... la tendenza dei miei pensieri sarà quella di rettificare me stesso piuttosto
che il mondo ... •.
li/ Spartiacque.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPL{C!TQ 123

L'arte astratta non è illegittima ma limitata.

La coscienza scopre la propria libertà nel sentirsi obbligata


a condannare ciò che approva.

Patrocinare il povero è sempre stato, in politica, il mezzo


più sicuro per arricchirsi.

Nelle arti si definisce autenticità la convenzione del momento.

Non è corretto essere accusati di misoneismo da parte di


un'epoca che ci ingozza di crudezze.

Nessun essere merita il nostro interessamento per più di un


istante, o per meno di una vita.

Parallelamente ai percorsi reali, dove transitano di secolo


in secolo artefani ed idee, ci sono sentieri segreti sui quali
scivolano nel tempo gli emissari di agonie.

Il popolo sopporta che lo derubino, purché lo si aduli.

Ciò che dice il buon poeta moderno esiste solo come punto
di convergenza di una struttura di allusioni.
Il cattivo poeta si accontenta di allusioni simulate.

Una religione o una filosofia possono continuare ad influire


socialmente ancorquando siano perite spiritualmente; oppure,
all'inverso, possono perdere la loro influenza sociale senza che
tale sconfitta pubblica infirmi la loro validità.

La speranza progressista ormai non si annida se non nei discorsi.

Sarebbe razionale soltanto un universo la cui inesistenza fosse


contraddittoria. Un universo oggetto della prova ontologica.
Non potendo provare che la ragione è spinoziana, il
razionalista deve rassegnarsi al fatto che sia formale.

Una società civilizzata non deriva dai propositi dell'uomo,


bensì dalla loro neutralizzazione reciproca.
124 NlCOLAS GOMEZ DA VTI.A

Il critico letterario forestiero deve limitarsi a scegliere con


tatto tra le opinioni dei critici autoctoni.

Lo scrittore mediocre dei secoli XVII e XVIII parla con voce


amena e grata da uomo beneducato. Lo scrittore mediocre del
secolo XIX, o del XX, non è altro che un letterato mediocre.
Oggigiorno tra il genio e la plebe non resta che una gerarchia di
presunzioni.

Le rappresentazioni collettive sono oggi opinioni imposte dai


mezzi di propaganda.
Oggi il collettivo non è ciò che molti vendono bensì ciò che
molti comprano.

Quando le avidità individuali si aggruppano siamo abituati a


battezzarle nobili aneliti popolari.

La pazienza del povero nella società moderna non è virtù ma


codardia.

I partiti liberali promettono da partiti popolari e mantengono


da partiti borghesi.

I partiti liberali (girondini, proprietari francesi del '30,


manufatturieri inglesi del '32, democratici jacksoniani, ottimati
creoli, ecc.) si sono distinti per la bella retorica con la quale
abbellivano i loro propositi mercantili.
Il marxismo sorge parzialmente da una meditazione
sull'eloquenza liberale.

La lealtà è sincera fintantoché non crede di essere una virtù.

Lo specialista asseconda l'inclinazione delle scienze a


diventare ideologie.
Con il fine di occupare posizioni di comando, lo specialista
attribuisce alla sua specialità una preponderanza fittizia che il
profano, intimidito dall'esoterismo di ogni specializzazione, non
si azzarda a mettere in discussione.
ESCOLJOS A UN TEXTO IMPLICITO 125

Quando la meccanica aristotelica soccombe dinanzi


al principio di inerzia, il quale sopprime l'intenzionalità
nell'universo, nasce la filosofia moderna.
Filosofare, a partire dal XVII secolo, significa cercare dei limiti
a quel principio.

Figlio scapestrato di un notabile provinciale, il comunismo


abbaglia la città con le sue arringhe mentre prepara il suo
ritorno al paesino per amministrare la farmacia del padre.

Teatri, saloni da conferenza, da concerto e da esposizione:


sono i templi dei filistei.

La qualità suprema di uno stile è l'autorità, il peso della


frase.
Non l'abilità che seduce bensì il passo lento e deciso dello
spirito.

J;Jntroduction a la Vie Dévote di San Francesco di Sales e le


Chroniques di Froissart introducono a modi di esistere estranei
a questo tempo: la vita come dévotion e la vita come proéce. 12
Due maniere di sentire la vita come esaltazione virile e
deliziosa, come uno scuotimento di bandiere all'aurora.

Al volgo non importa essere libero ma credere di esserlo.


Quello che mutila la sua libertà non lo allarma, a meno che
non glielo si dica.

Apprezzare l'antico o il moderno è facile, ma apprezzare


l'obsoleto è il trionfo del gusto autentico.

J;adolescente non perdona gli scrittori letti dal proprio padre.

Dio è la condizione trascendentale del nostro disgusto.

I pessimisti profetizzano un futuro di macerie, ma i profeti


ottimisti sono ancor più spaventosi perché annunciano la città
futura dove dimorano, in alveari intatti, la viltà e il tedio.

12/ Devozione e prodezza, rispettivamente.


126 NlCOLAs G6MEZ DAVILA

Ieri credevamo bastasse disprezzare ciò che l'uomo


conquista; oggi sappiamo che inoltre dobbiamo disprezzare ciò
a cui anela.

Nonostante la sua rabbia contro il cristianesimo, il lignaggio


di Nietzsche è dubbio.
Nietzsche è un Saulo che la demenza rapisce sulla via di
Damasco.

Amare significa comprendere la ragione che Dio ebbe per


creare ciò che amiamo.

La metafisica fallisce perché deve parlare del mondo, che è


un proposito fallito, come fosse un proposito riuscito.

Tre tipi di etica competono nella storia: le etiche


democratiche dell'uùlità sociale, le etiche liberali della buona
volontà individuale e le etiche aristocratiche della qualità della
persona.
Nelle prime la moralità dell'atto dipende dall'indole
dell'effetto, nelle seconde dall'indole del motivo e nelle terze
dall'indole dell'agente.

Lo storico principiante riduce l'individuo in concetti;


lo storico competente lo situa in un dilemma di costanti; il
grande storico scorge in lui un universale concreto in cui il suo
contesto si solidifica.

Oggi, in letteratura, l'estremo è carente di interesse e il non


estremo di importanza.

Il successo negli altri generi è indizio di qualche merito,


mentre le "glorie" del teatro sono l'enigma delle lettere.

L'uomo è propenso ad usare tutti i propri poteri.


L'impossibile gli sembra l'unico limite legittimo.
Tuttavia, civilizzato è chi per ragioni diverse si rifiuta di fare
ciò che potrebbe.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 127

Ricordando le gaffes dei propri colleghi di ieri, i critici


contemporanei elargiscono l'incenso senza ravvisare che più grave
di ignorare un gran artista è sbalordirsi di fronte a un mediocre.

Al fine cli correggere un difetto l'uomo preferisce il difeno


ad esso simmetrico piuttosro che la sua qualità antagonista.

Il profano se la ride delle soluzioni del filosofo perché


ignora i suoi problemi.

Soggettivo è ciò che è percepito da un solo soggetto e


oggenivo ciò che è percepito da tutti i soggeni; ma tanto
l'oggenivo quanto il soggettivo possono essere reali o fittizi.

Gli adolescenti si alzano in volo con la sufficienza delle


aquile, ma presto si schiantano goffamente contro il suolo
come pretenziosi volatili cli cortile.

Per spiegare la storia al marxista basta un lessico di dieci


parole.

Chi è di sinistra grida che la libertà muore nel momento in


cui le sue vittin1e si rifiutano di finanziare il proprio assassinio.

La dialettica dell'amore non è un processo di ascesa


irreversibile bensì una serie infinita di rimandi.

L'amore è essenzialmente l'adesione dello spirito a un altro


corpo nudo.

Dobbiamo ripudiare l'esortazione abominevole a


rinunciare all'amicizia e all'amore per bandire le avversità.
Al contrario, dobbiamo mischiare le nostre anime come
intrecciamo i nostri corpi.
Che l'essere amato sia la terra delle nostre estirpate radici.

Una definizione è arbitraria perché possiamo definire


l'oggetto scegliendo una qualsiasi delle sue relazioni, e non
perché possiamo scegliere una relazione qualsiasi.
Sebbene non abbia alvei, la ragione ha però dei limiti.
128 NICOLAS G0MEZ DAVILA

Il potere tecnico è illimitato solo nello svilire e nel


distruggere.

Non esiste niente al mondo che l'entusiasmo dell'imbecille


non possa degradare.

Quando l'amore acquisisce la maturità perfetta, la lascivia


è la sua unica espressione sufficiente.

Si definisce problema sociale l'urgenza cli trovare un


equilibrio fra l'evidente uguaglianza degli uomini e la loro
evidente disuguaglianza.

Il proletariato non detesta altro nella borghesia che la


difficoltà economica di imitarla.

In democrazia i politici sono i condensatori


dell'imbecillità.

L'amore ama l'ineffabilità cli ogni individuo.

Quanto più grande è l'importanza di un'attività


intellettuale, tanto più ridicola è la pretesa di avallare la
competenza cli colui che la esercita.
Un diploma di dentista è rispettabile, ma uno di filosofo è
grottesco.

L'opera d'arte non risolve che problemi artistici.

La storia, come prodotto di una volontà divina, è una


molteplicità cli contingenze che l'uomo pretende di trasformare
in necessità per placare la propria angoscia.

Pochi comprendono che ciò che dicono sarebbe importante


solo se fosse detto da altri.

Il teatro vive solamente quando non appartiene alla


letteratura, ma se non le appartiene non dura.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 129

Riformare la società per mezzo delle leggi è il sogno del


cittadino incauto e il preludio discreto ad ogni tirannide.
La legge è la forma giuridica del costume oppure un sopruso
alla libertà.

La legittimità del potere non dipende dalla sua origine


bensì dai suoi fini.
Nulla è vietato al potere se la sua origine lo legittima, come
insegna il democratico.

Il cattolicesimo non risolve tutti i problemi, ma è la sola


dottrina che li pone tutti.

Non è solo tra le generazioni dove l'esperienza si perde, ma


anche tra i periodi di una stessa vita.

L'intelligenza del progressista non è mai qualcosa di più che


il complice della sua carriera.

Convincere quelli che hanno opinioni proprie è facile, però


nessuno convince chi alberga opinioni altrui.
Nessuno si afferra così tanto ai suoi pareri quanto chi è solo
un'eco della propria epoca.

L'architettura moderna sa erigere capannoni industriali ma


non riesce a costruire un palazzo e neppure un tempio.
Questo secolo lascerà solo le tracce del suo viavai al servizio
delle nostre più sordide bramosie.

L'uomo moderno non immagina fine più alto che il servizio


dei capricci anonimi dei suoi concittadini.

L'egoismo individuale pensa di essere assolto quando si


coagula in egoismo collettivo.

La vita comune è così misera che persino l'individuo più


infelice può essere vittima dell'avidità del vicino.
130 NICOLAS GOMEZ DAVIJ..A

Quandanche l'umanità si avvalga di ogni artefatto


inventato, alla fine stima soltanto chi lascia qualcosa di inutile:
un'idea, una poesia, un tempio.
La ruggine corrode la gloria degli insigni idraulici di questo
secolo.

Il suffragio universale non pretende che gli interessi della


maggioranza trionfino, bensì che la maggioranza lo creda.

Chi preferisce una scuola a una chiesa - alla chiesa anche


dd più srupido dei culti - non sa ciò che è una chiesa o una
scuola.

L'intelligenza indolente finisce per abdicare nelle mani di


un tecnico.

Il mondo dei sensi è una molecola di polvere nel mezzo di


un torrente di acque invisibili.

La storia è la narrazione di quello che accade quando dèi o


demoni si impadroniscono di una carne mortale macchiando il
suolo di sangue.
Interi popoli, intere epoche si agitano, parlano, lottano sotto
il dominio della storia. L'umano, se meramente umano, ha
l'insignificanza di una pullulazione di insetti.
Tutte le grida sono solo rumore se il dolore non le carpisce a
una gola divina.

Quanto più importante è qualcosa, tanto meno importa il


numero dei suoi difensori.
Per difendere una nazione c'è bisogno di un esercito, ma basta
un solo uomo per difendere un'idea.
Gli architravi secolari pesano su spalle solitarie.

Nelle dispute l'inferiore riesce sempre a spuntarla perché il


superiore si è ridotto a disputare.

La civiltà è un fiore dalle mille sordide radici.

Nulla di più virtuoso di qualsiasi critico del cristianesimo.


ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 13 I

Per giudicare il nostro tempo basta ricordare che i sociologi


sono i suoi moralisti.

La crescita della popolazione inquieta il demografo solo


quando teme che ciò intralci il progresso economico o che
renda difficile l'alimentazione delle masse.
Ma che l'uomo abbia bisogno di solitudine, che la
proliferazione umana produca società crudeli, che si richieda
distanza tra gli uomini affinché lo spirito non soffochi è da lui
trascurato.
Poco gli importa della qualità dell'uomo.

Affinché valga la pena di giocare, tanto vale aspettare che


qualche catastrofe modifichi il gioco.

Solo le banalità ci riparano dal tedio.

La pittura Sung mette a confronto il paesaggio immenso


con la meditazione di una figura minuta.
La dignità dell'uomo risiede nella sottomissione che lo libera.

Se confrontiamo due esemplari esteticamente diversi di una


stessa specie, quello più brutto ci sembra un fatto empirico e
quello più bello una necessità razionale.

Il paganesimo costituisce per la Chiesa un altro Antico


Testamento.

L'uomo paga l'ebbrezza della liberazione con la noia della


libertà.

Conquista dopo conquista l'arte moderna è giunta al


balbettamento.

Il XX secolo è un naufragio che non finisce.

Per un momento qualsiasi bastano solo testi mediocri.

La civiltà è ciò che si salva per miracolo dallo zelo dei


governanti.
132 NJCOLAS GÒMEZ DAVJLA

Ci sono poesie che è necessario accarezzare lentamente


affinché si diano a noi.

La storia dell'uomo non è il catalogo delle sue situazioni,


ma la narrazione delle sue maniere imprevedibili di usarle.

Per calcolare l'importanza del cristianesimo non conta


l'originalità della dottrina, bensì la divinità di Cristo.

Il politico pratico perisce sotto le conseguenze delle teorie


che disdegna.

Il consumo, per il progressista, si giustifica solo come mezzo


di produzione.

Beati i rivoluzionari che non presenziano al trionfo della


rivoluzione.

Più che di marxisti apostati, il nostro tempo è zeppo di


marxisti stanchi.

Due individui ispirano oggi particolare commiserazione: il


politico borghese che la storia pazientemente mette alle strette
e il filosofo marxista che la storia pazientemente confuta.

Lo Stato totalitario è la struttura nella quale le società si


condensano sotto la pressione demografica.

Il miglior risultato della fermentazione intellettuale di


un gruppo di giovani intelligenti è il libro che narra la loro
frustrazione e il loro fallimento.

L'idiozia delle sue passioni preserva l'uomo dall'idiozia dei


suoi sogni.

Le cose più nobili esistono perché alcuni uomini non


disprezzarono le cose vane.
La civiltà proviene da quello che il cittadino progressista,
dinamico e democratico disdegna.
ESCOUOS A UN TEXTO IMPLfCITO 133

L'uomo moderno è scandalizzato dai luoghi comuni


tradizionali.
TI libro più sovversivo del nostro tempo sarebbe un compendio
di vecchi proverbi.

TI progresso è la frusta che Dio ci ha scelto.

TI metodo dialettico si utilizza per camuffare il nostro


stupore davanti alle conseguenze imprevedibili dei fatti.

TI raziocinio filosofico è importante solo quando è al


servizio di un'intelligenza insolente.

Tutte le verità vanno dalla carne alla carne.

L'universo del malato non è una visione malata, ma una


visione della malattia dell'universo.

Così inizia il Vangelo infernale: Nihil erat in principio et


credidit nihil esse deum, et /actum est homo, et habitabit in
terra, et per hominem omnia /acta sunt nihil. n

TI male possiede solo la realtà del bene che annulla.

La storia delle religioni non è storia di pareri bensì di


avventure.

Chi divinizza la storia presto o tardi divinizza anche il


proprio avversario.

Nietzsche sarebbe l'unico abitante nobile di un mondo


abbandonato.
Solo questa altern<1tiva si potrebbe esporre senza vergogna alla
resurrezione di Dio.

13/ In principio era il NuUa e credette che il nulla fosse Dio, e fu fatto l'uomo,
e abiterà sulla terra, e anraverso/per causa dcll'uomo tutte le cose sono srate fatte
nuUa. (Traduzione di Luciano Gini).
134 NlCOLAS GÒMEZ DAVILA

Autenticità e retorica alternano le loro proporzioni anche se


sono ingredienti di qualsiasi opera.

La filosofia è tradizione, professione, mestiere. Istituzione,


insomma.
Il pensiero che si ritiene capace di evitare le norme della
corporazione ripete semplicemente filosofemi elementari.
In filosofia il nuovo non è un nuovo albero, bensì un germoglio
di nuova primavera.

Ogni rivoluzione ci mette nostalgia di quella precedente.

Nei maestri della vita spirituale, si tratti del Vangelo o


di Goethe, vi è un rigore della speranza, un'implacabilità
dell'esigenza, un incorruttibile senso di urgenza che questo
secolo flaccido ignora totalmente.

Secondo il proprio contesto storico il conservatorismo


cambia l'accento prosodico della sua eterna frase.

L'autentico rivoluzionario insorge per abolire la società che


odia mentre il rivoluzionario attuale lo fa per ereditarne una
che invidia.

L'uomo moderno non ama, bensì si rifugia nell'amore; non


spera, bensì si rifugia nella speranza; non crede, bensì si rifugia
in un dogma.

Istruire non consiste nel mostrare soluzioni ma nel rivelare


problemi.

I conflitti ideologici nelle Americhe sono mere zuffe tra


importazioni di diversa data.

Prima di burlarsi dell'astronomia di Hegel, lo scientista


dovrebbe immaginarsi il sorriso di Hegel se lo udisse parlare di
filosofia.

Ogni illuso è prolisso.


ESCOLIOS /I UN TEXTO IMPLfCITO 135

Il politico liberale trascorre la seconda parte della propria


vita cercando cli curare le ferite che ha procurato alla società
nella prima parte.

L'erotismo si esaurisce in promesse.

Il soggettivismo si può trascendere solo se lo assumiamo


nella sua totalità.
Quando il soggetto si rivolge verso il proprio centro e si
addentra nelle sue profondità un rumore di acque vive lo
accoglie in penombra. Lì, dove credeva di trovare la sua
estrema solitudine, si mostra un'oggettività ribelle, un'alterità
irriducibile, una trascendenza vittoriosa.
Dio e la storia sorgono dall'assunzione della soggettività.

La paura è il motore segreto delle imprese cli questo secolo.

Un lirismo degradato in confidenza è l'infermità della


poesia moderna.

Nulla cli così difficile come apprendere che anche la forza


può essere ridicola.

Dobbiamo leggere solo per scoprire quello che dobbiamo


rileggere eternamente.

Contro la sventura magari bastano l'umorismo, l'ingegno,


il carattere - ma come consolarci, senza Dio, dell'insufficienza
delle nostre gioie?

Gli uomini le cui idee generali sono interessanti risultano


essere così scarsi quanto quelli le cui confidenze personali sono
carenti cli interesse.

Il vero talento consiste nel non emanciparsi da Dio.

La tentazione del paganesimo non è l'immoralità bensì la


moralità.
L'etica è stata inventata da un pagano incredulo.
136 NICOLAS GOMEZ DAVlLA

La grazia imprevista di un sorriso intelligente è sufficiente


per rompere gli strati di tedio depositati dai giorni.

Erotismo, sensualità, amore: isolatamente, quando non


convergono nella stessa persona, non sono altro che una
malattia, un vizio, una stupidaggine.

Il commentatore di testi teologici suol incorrere nell'errore


di ritenere che parte dell'idea espressa siano semplici dettagli
dell'immagine in cui viene espressa.

Una vocazione genuina conduce lo scrittore a scrivere solo


per se stesso: prima per orgoglio, poi per umiltà.

Per essere protagonista nel teatro della vita basta essere un


perfetto attore, a prescindere dal ruolo che si interpreta.
La vita non contempla ruoli secondari bensì attori secondari.

L'efflorescenza del pudore è la nudità sensuale.

Nell'autentica cultura la ragione si trasforma in sensibilità.

La semplicità attrae lo scrittore quando apprende che la


retorica gli può servire per dissimulare i propri propositi ma
non per ingannare in merito all'indole della sua anima.

Le dissertazioni diventano tediose quando lo scrittore


non adotta blocchi compatti di idee, cioè interi sistemi, come
macrovocaboli del suo idioma.

L'anima si deve aprire all'invasione dell'estraneo, deve


rinunciare a difendersi, favorire il nemico, perché il nostro
essere autentico sorga e si manifesti non come una fragile
costruzione che la nostra timidezza protegge, bensì come la
nostra roccia, il nostro granito incorruttibile.

Il progressista pensa che rutto divenga presto obsoleto


fuorché le sue idee.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 137

Gli "ideali" sono un sintomo di narcisismo larvato. La


patologia dell'egoismo riserva un capitolo all'"idealista".
Solo la persona concreta e carnale che amiamo è qualcosa più
che il nostro io mascherato.

Lo storico che maneggia le epoche come semplici tappe


di processi converte l'epoca che studia nel mero prologo del
proprio tempo o nella preistoria del proprio anelito.

Nell'attuale panorama politico nessun partito è più vicino


alla verità rispetto ad altri partiti.
Semplicemente ce ne sono alcuni che ne sono più distanti.

Triste come una biografia.

Ci sono scrittori con cui non condividiamo neppure


un'idea, ma nei quali tuttavia scorgiamo un fratello. E ce ne
sono altri che suscitano, al contempo, il nostro assenso e la
nostra diffidenza.

La letteratura che diverte chi la scrive annoia chi la legge.

La coscienza della nostra dipendenza, della nostra


impotenza, della nostra insignificanza; la coscienza, insomma,
della nostra condizione di creature, ci salva dall'angoscia e
dalla noia.
Per chi è prostrato il mondo fluisce in una segreta primavera.

La carità dell'uomo moderno non sta nell'amare il prossimo


come se stesso, bensì nell'amare se stesso nel prossimo.

L'intelligenza si arricchisce solo con quanto proibisce a se


stessa.

Le scuole filosofiche furono gli ordini monastici


dell'antichità.
Il pitagorismo, per esempio, assomiglia più alla riforma
cluniacense piuttosto che all'idealismo tedesco.
138 NICOLAS GÒMEZ DAVILA

Chartres imita l'Accademia meglio di Firenze. Presso la


sua scuola soffia un vento più autenticamente ellenico che nei
paraggi del giardino fiorentino.

Agire sulla storia non vuol dire tanto modificare degli


eventi pratici quanto coniare con un gesto, con un'opera, con
un libro un significato eterno.

L'architettura coloniale delle Americhe fa parte del


paesaggio.
L'architettura posteriore semplicemente lo sporca.

Come per le sue epoche romantiche e classiche, lo spirito


ha anche le sue epoche stupide.

Essere cristiani significa trovarci davanti a colui dal


quale non possiamo nasconderci e al quale non possiamo
mascherarci.
Significa assumersi l'incarico di dire la verità a prescindere da
chi possa ferire.

L'uomo è capace più di atti eroici che di gesti decenti.

Respiro male in un mondo che non è attraversato da ombre


sacre.

Il filosofo che non sa confutare si risolve a spaventare.

L'uomo moderno chiama dovere la propria ambizione.

La predica progressista ci ha pervertito a tal punto che più


nessuno crede di essere ciò che è, bensì ciò che non è riuscito
ad essere.

Niente di più meschino come non confessare con quanti


individui superiori ci imbattiamo.
La disuguaglianza è esperienza dell'anima nobile.

La pietra fa centro qualunque sia il posto in cui cade.


Chi parla di errore sta postulando degli atti liberi.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLfCITO 139

La letteratura sperimentale è meramente un esperimento


tecnico.
Letteratura, invece, è ciò che evita l'esperimento.

I capricci della moltitudine incompetente si definiscono


opinione pubblica, ed opinfone privata i giudizi dell'esperto.

Gli argomenti del filosofo sono la parte caduca della sua


opera.
Tali argomenti si dirigono e sono awezzi ad un contesto
contemporaneo assieme al quale muoiono.

Questo secolo sta affondando lentamente in un pantano di


merda e di sperma.
Quando maneggerà gli accadimenti attuali, lo storico futuro
dovrà mettere i guanti.

Il primo passo della sapienza consiste nell'ammettere di


buon grado che le nostre idee non hanno motivo di interessare
a qualcuno.

Rispetto a mille problemi volgari, essere intelligente non


vuol dire avere opinioni intelligenti, bensì non avere opinioni.

"Razionale" è tutto ciò con cui una frequentazione abituale


ci familiarizza.

Le istituzioni sono il veicolo della vita spirituale.


Le esperienze soggettive si oggettivano in istituzioni per
diventare trasmissibili.
Criticare il loro convenzionalismo, la loro artificialità, la loro
ipocrisia è mera stoltezza, perché le istituzioni non sono
l'esperienza stessa, ma la gesticolazione capace di rianimarla.

Che la stessa causa possa produrre effetti diversi e che


lo stesso effetto possa provenire da cause diverse è il primo
assioma dell'ermeneutica.

Nel lugubre e soffocante edificio del mondo, il chiostro è lo


parte aperta al sole e all'aria.
140 NICOLAS GOMEZ DAVILA

Solo una grande intelligenza può trattare un tema facile


senza che quella stessa facilità la corrompa.
La difficoltà, invece, costringe il mediocre ad un rigore
salvifico.

Alta e piccola borghes_ia sono strati sociali il cui maggiore o


minore vigore vitale differenzia.
L'alta borghesia è il gruppo di individui capaci di conquistare il
potere sociale individualmente con il loro proprio sforzo.
Alla piccola borghesia, invece, appartengono coloro che
essendo incapaci di uno sforzo simile cercano di conquistare il
potere sociale collettivamente attraverso lo Stato.
Il liberalismo è l'ideologia dei primi, il socialismo quella dei
secondi.

La libertà non è indispensabile perché l'uomo sa che cosa


vuole e chi è, bensì affinché sappia che cosa voglia e chi sia.

Affinché la libertà duri, essa dev'essere la meta


dell'organizzazione sociale e non la sua base.

Ci sono pièces che trattano un problema ed altre che sono


esse stesse un problema.
Le prime piacciono al pubblico, ma solo le seconde sono
buone.

Una certa maniera di parlare con entusiasmo della "morale


evangelica" tradisce immediatamente l'ateo.

All'umanità non dispiace ciò che semplicemente la


imbratta.

Tutto quello che crolla nel corso della storia è un balsamo


per l'invidia.

Nello scrittore attuale la conoscenza dell'uomo non è più


profonda rispetto agli anteriori, ma meramente più verbosa.

La buona opera teatrale non può essere vista né quella


cattiva essere letta.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 141

Tutte le rivoluzioni vittoriose alla fine falliscono perché


le virtù del popolo non sono proprie del povero, bensì della
povertà.

Le uniche cose veramente interessanti sono quelle


totalmente scontate.

Per risuscitare la prova fisico-teologica bisognerebbe


fondarla sul disordine del mondo.
Un cosmo naturalista sarebbe una figura perfettamente
regolare, una "sfera perfetta".
Glory be to God /or dappled things. 14

Il filosofo cerca la verità, l'intellettuale è un professionista


della "profondità".
La "profondità" dell'intellettuale non è un aspetto
epistemologico, bensì un fenomeno sociale: la "profondità
consiste nell'uso del vocabolario filosofico alla moda.

La passione egualitaria è pervertimento del senso critico:


l'atrofia della facoltà di discernere.

La magnanimità distingue per vivere; l'invidia per vivere


appiana.

Il "razionale", il "naturale", il "legittimo" non sono altro


che il consolidato.
Vivere sotto una costituzione politica che perdura, tra
abitudini che persistono, con oggetti che si mantengono è
quanto permette di credere nella legittimità del governante,
nella razionalità dei costumi e nella naturalità delle cose.

Né la storia di un popolo né quella di un individuo ci


risultano intelligibili se non ammettiamo che l'anima di un
individuo o di un popolo possa morire senza che muoiano né il
popolo né l'individuo.

14/ Si tratta del primo verso dell'opera Pied Beauty del poeta inglese Gerard
Manley Hopkins (1844-1889): "Dio sia lodaw per le cose variopinte".
142 NICOI.AS G0MEZ DAVILA

La "cultura" non è tanto la religione degli atei quanto


quella degli incolti.

L'idea dello "sviluppo libero della personalità" sembra


ammirevole fintantoché non si imbatte in individui la cui
personalità si è sviluppata liberamente.

Ieri il progressismo catturava gli incauti offrendo loro la


libertà. Oggi gli basta offrir loro il nutrimento.

Con il cristianesimo i ricchi difendono la propria ricchezza


e i poveri reclamano quella altrui.
Per sfruttarlo, i ricchi sottolineano la rassegnazione che
consiglia mentre i poveri la carità che predica.
Il cristianesimo è infalsificabile solo davanti a Dio.

Il più sottile travestimento della stupidità è la brevità


epigrammatica.
Cave .. .1'

Quanto più l'uomo è convinto di essere libero tanto più


facile risulterà indottrinarlo.

Nelle democrazie si suol chiamare classe dirigente quella


classe che il voto popolare non lascia dirigere niente.

La tirannide è oggi uno stato di servitù manifesta e la libertà


uno stato di servitù clandestina.
Nella prima è la forza ad opprimere l'individuo, nella seconda
lo opprime l'opinione.

I pregiudizi incurabili brulicano quando gli uomini si


vantano di opinare liberamente.

Il democratico non rispetta altro che l'opinione applaudita


da un coro numeroso.

15/ Diffidare, fare attenzione (es. Cave canem, attenzione al cane).


ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 143

Il nostro cuore è meno presente accanto al nostro tesoro


piuttosto che accanto ai tesori promessi.

Un ricco sa rinunciare, ma chi può convertire il povero che


trasfigura una speranza di bottino?

Se i domenicani, per convertire la moltitudine, consigliano


oggi la fucilazione popolare dei ricchi invece della combustione
inquisitoria degli eretici, i gesuiti, d'altra parte, con il fine di
adattare il cristianesimo al mondo, invece di scusare come un
tempo le avidità borghesi propongono di legittimare le invidie
proletarie.

Il dialogo tra comunisti e cattolici è divenuto possibile da


quando i comunisti falsificano Marx e i cattolici Gesù Cristo.

Per disapprovare un "ideale" dobbiamo denunciare meno


la discrepanza tra la promessa e il compimento piuttosto che la
sua stessa indole.

Date le ineluttabili condizioni del suo compito peculiare il


politico può solo essere intelligente a metà.

Il politico magari non sarà capace di pensare qualsiasi


scemenza, ma è sempre capace di proferirla.

L'imbecille non scopre la miseria radicale della nostra


condizione se non quando è malato, povero o vecchio.

La fede o l'incredulità del prossimo impressionano finché


non vengano spiegate le ragioni della sua incredulità o della
sua fede.

Ogni Prometeo liberato si suicida, alla fine, sopra


l'ammassamento di vittime che ordinò di giustiziare.

Gli intellettuali rivoluzionari hanno la missione storica di


inventare il vocabolario e i temi della successiva tirannide.
144 NICOLAS GÒMEZ DA VlLA

Chi pretende di ripetere oggi ciò che i grandi hanno detto


ieri spesso deve dire il contrario.

Il ruolo del cristiano nel mondo è la maggior


preoccupazione del nuovo teologo.

Una singolare preoccupazione, dato che il cristianesimo


insegna che il cristiano non ha nessun ruolo nel mondo.

Per rendere inevitabile una catastrofe non vi è nulla di


più efficace che convocare un'assemblea che proponga delle
riforme per evitarla.

Ascoltare i convinti è interessante, ma solo con gli scettici si


può dialogare.

Gli infatuati propugnatori del progresso contribuiscono più


ad affrettare la caducità, la fugacità e la mutabilità delle cose
piuttosto che a migliorare il mondo.

Le classi sociali hanno un'origine strutturale e non storica.


La classe proviene dall'interazione sociale così come il valore
deriva dall'interazione economica. La classe è un elemento
strutturale della società così come il capitale lo è dell'economia.
La società senza classi di Marx imita l'economia senza capitale
dei suoi ingenui predecessori.

Oggi, per fortuna, gli imbecilli sono progressisti.

La Chiesa cattolica fu l'ultima delle creazioni del patriziato


romano.

Soltanto un regime monarchico può essere costituzionale.


Dove la società si autogoverna, o dove governa un autocrate,
la costituzione è carente di un guardiano che la difenda dai
capricci elettorali o dai capricci cesarei.
Solo dove il patto tra governante e governati si basa sulla
reciproca sfiducia delle parti tanto l'ubbidienza del suddito
quanto la sovranità de principe possiedono frontiere guarnite.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 145

Che il cristianesimo sani i mali sociali come certi dicono,


o che al contrario avveleni la società che lo adotta come altri
assicurano, sono tesi di interesse per il sociologo ma non per il
cristiano.
Al cristianesimo si converte chi lo crede vero.
L'intelligenza critica civilizza i territori conquistati
dall'intelligenza creatrice.

In questo secolo di folle transumanti che profanano


qualsiasi luogo illustre, il solo omaggio che un pellegrino
riverente può rendere a un santuario venerabile è quello di non
visitarlo.

Il marxismo troverà pace quando avrà trasformato


contadini ed operai in impiegati piccolo-borghesi.

Il razionalismo è stato una fede; oggi è un vizio.

Di un altro essere alla fine non sappiamo che quello che ci


vuol raccontare.

Amare significa ronzare senza sosta attorno


all'impenetrabilità di un essere.

Anche se presume di essere un dio sul tetto del mondo,


lo storico attuale è meramente un universitario di umile
estrazione.

La pace non germoglia se non fra nazioni moribonde, sotto


il sole di egemonie ferree.

I canoni autentici non anticipano le opere, bensl sorgono da


esse e al contempo le guidano.

I massacri democratici fanno parte della logica del sistema.


I massacri passati appartenevano all'illogicità dell'uomo.

Il comunismo è stato vocazione; oggi è carriera.


146 NICOLAS GÒMEZ DAVlLA

Qualunque sia il suo appartente ribellismo, l'arte è


fondamentalmente ubbidienza all'essere.

La strategia elettorale del democratico ha alla base una


nozione spregiativa dell'uomo totalmente contraria alla
nozione lusinghiera che trasmette nei suoi discorsi.

La democrazia festeggia il culto all'umanità sopra una


piramide di crani.

TI marxista non crede possibile la condanna senza


l'adulterazione di ciò che condanna.

TI marxismo non ha preso posto nella storia della filosofia


grazie alle sue imprese filosofiche, bensì grazie ai suoi successi
politici.

Nemmeno il feticcio è idolo, se riflette la luce del sole


intelligibile.

Un pensiero cattolico non si quieta fintantoché non abbia


sistemato il coro degli eroi degli dèi attorno a Cristo.

Maturare non significa rinunciare ai nostri desideri, bensì


ammettere che il mondo non è obbligato a colmarli.

Siamo abituati a chiamare verità antagoniste le verità che si


completano mutuamente.

TI libro che non abbia Dio o la sua assenza come


protagonista clandestino è carente di interesse.

L'uomo moderno risolve i propri problemi con soluzioni


ancora peggiori.

Battezzare "borghesia" la mera viltà umana è la tattica,


forse alquanto semplice, dell'intellettuale di sinistra.

TI marxismo disturba il sinistrorso perché gli esige di


prendersi sul serio.
ESCOLJOS A UN TEXTO IMPLICITO 147

TI comunismo vive di moratoria in moratoria.

TI capitalismo redige l'apologia del comunismo mentre il


comunismo redige quella del capitalismo.

Per mostrarsi intelligenti in politica è sufficiente cercarsi


un avversario più stupido.

Sfuggono alla venerazione del denaro soltanto quelli che


scelgono la povertà o che ereditano la propria fortuna.
L'eredità è la forma nobile della ricchezza.

La posterità è indulgente con il critico dai gusti limitari ma


severa con il critico privo di palato.

L'uomo non possiede la propria intelligenza: è


l'intelligenza che gli fa visita.

Quando è sconfitto da una maggioranza il vero


democratico non deve dichiararsi semplicemente vinto, bensì
confessare inoltre che non aveva ragione.

Le idee altrui spazientiscono il liberale.

TI cattolicesimo insegna ciò che l'uomo vorrebbe credere


ma non osa credere.

Dalla cittadella dell'epistemologia idealista l'anima osserva


le vacue bravate della materia.

TI povero non invidia al ricco le possibilità di


comportamento nobile che la ricchezza favorisce, bensì le
abiezioni a cui dà facoltà.

La "volontà generale" è la finzione che permette al


democratico di pretendere che per fare l'inchino davanti a
una maggioranza ci sia un'altra ragione rispetto alla semplice
paura.
148 NICOLAS G6MEZ DAVU.A

Per educare l'anima è necessario sottoporla alla presenza


delle stesse pareti, alla pace quotidiana e monotona dello
stesso paesaggio sotto Io stesso cielo.

Nell'idealismo il soggetto è oggetto di un'inesplicabile


servitù; nel materialismo l'oggetto è soggetto di un'inesplicabile
libertà.

Il disprezzo verso i "formalismi" è una patente di imbecille.

Nelle mani dello storico intelligente la storia è il luogo nel


quale la verità esplode in poesia.

L'indipendenza etica è una tappa fuggevole fra la


sottomissione religiosa e la sovranità della volontà.
La coscienza indipendente è una bestia insaziabile.

Il mistico insorge con orgoglio da arcangelo contro il


sacerdote.

Nel suo affanno di recuperare i propri angeli perduti


l'uomo insegue ombre infernali.

Le prove dell'esistenza di Dio sono abbondanti per coloro


che non le necessitano.

Si definisce liberale chi non capisce di star sacrificando la


libertà se non quando è troppo tardi per salvarla.

Qualsiasi matrimonio tra un intellettuale e il partito


comunista finisce in adulterio.

Il giovane si inorgoglisce della propria gioventù come se


essa non fosse privilegio anche dei più tonti.

Con la rottura delle sfere cristalline la cometa di Galileo ha


sgonfiato l'universo.

È troppo facile denigrare il progresso. Io aspiro alla


cattedra di regresso metodico.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 149

La ricchezza oziosa è quella che serve per la produzione di


altra ricchezza.

Lo scrittore beneducato cerca di limitarsi al necessario.

Niente di più difficile che proibire gli "a parte"16 a un testo.

L'uomo è meno tonto di ciò che sembra quando pensa di


dire cose intelligenti.

Senza l'immaginazione la realtà è uno spettacolo tedioso


che l'intelligenza analizza e classifica. Senza la realtà,
l'immaginazione è un meccanismo che reitera i propri schemi.
La redenzione della realtà è il mestiere dell'immaginazione.

Quasi nessuno sopporterebbe la propria vita se non si


sentisse vittima della sorte.
Chiamare ingiustizia la giustizia è la più popolare delle
consolazioni.

Chi denuncia le limitazioni intellettuali del politico


dimentica che proprio ad esse sono dovuti i suoi successi.

Le estetiche segnalano all'artista in quale settore di universo


sta la bellezza che cerca, ma non gli garantiscono di riuscire a
catturarla.

Il volgare non è ciò di cui il volgo è capace bensì ciò che gli
aggrada.

Cos'è la filosofia per il cattolico se non la maniera con la


quale l'intelligenza vive la propria fede?

La codardia politica battezza se stessa: rispetto verso il


senso della storia.

l6/ Nel teatro, un "a parte" è una battuta o un insieme di battute che svelano
i pensieri nascosti di un personaggio. Secondo la finzione drammatica tali battute
sarebbero udite dal pubblico ma non dagli attori in scena.
150 N!COLAS GÒMEZ DAV!LA

La mia fede riempie la mia solitudine con il suo sordo


mormorio di vita invisibile.

La sensualità è la possibilità perpetua di riabilitare il mondo


dalla prigione della sua insignificanza.

La ragione è una mano che opprime il nostro petto al fine


di mitigare il battito disordinato del nostro cuore.

Il sorriso dell'essere che amiamo è l'unica cura efficace


contr6 la noia.

La possibilità di conflitto altera in ogni rapporto la limpida


comunicazione tra individui. Solo la storia permette di
coincidere inaspettatamente con le vite altrui.

Qualunque filosofia è di un'insolenza ammirevole.

L'umanità si suddivide in quelli che apprezzano solo le


conseguenze di un atto e quelli che anzitutto ne valutano la
qualità.

La pedagogia cerca vanamente di mettere a disposizione di


tutti quello che è proprio soltanto degli ereditieri.

La virtus dormitiva è una conclusione precipitosa, ma la


scienza alla fine evidenzia solo una o varie virtutes dormitivae.
La necessità è una mera ed ultima contingenza.

Romanticismo, historismo 11 , estetismo non sono febbri ma


rimedi.
17 / U neologismo historis1110, è usato da Gémez D:ivila per differenziarlo da
hisloricismo, giacché l'autore vedeva quest'ultimo in modo spregiativo. In iraJiano
andrebbe tradotto con "storismo ... G6mez DOvila oppone appunto l'hirtorismo
all'historidsmo: l'hirton'smo si deve assumere come la "condizione radicalmente
storica" che non è determinota da una sovrastoria o da uno storicismo dornro di leggi
proprie. Per Gémez D:ivila la storia non possiede una finalità, perché infarti non
cerca di presentare un senso storicistico deUa stessa. Per questa ragione l'autore parla
di "storismo", il quale sarebbe la sommatoria delle manifestazioni della condizione
concreta della storia senza che questa sia sonomessa ad una spiegazione globale
o sisremarica. Per questi motivi si è sceho di mantenere il termine nella versione
originale.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 151

L'importanza di una filosofia non sta neUe sue soluzioni e


neppure nei suoi problemi, ma nel livello in cui li trova.

Nella vita amiamo solo le presenze che l'attraversano come


messaggeri di altri mondi.

Chi si abbandona ai propri istinti svilisce tanto il suo volto


quanto ovviamente la sua anima.

La disciplina non è tanto una necessità sociale quanto


un'urgenza estetica.

Sparta non ambiva a plasmare la pietra ma la sua anima.


Quelli che denigrano Sparta dimenticano come abbia
ammaliato le più nobili inteUigenze di Atene.

"Vita sessuale" è una nozione con la quale nessun uomo


mediamente fine designerebbe i propri amori.
Solo lo spettatore ottuso e il progressista la adottano.

Essere aristocratici vuol dire non credere che tutto dipenda


daUa volontà.

La pittura moderna non è un capriccio, come crede


l'ignorante, ma tragedia.

Quelli che più strillano se vengono derubati sono gli stessi che
nelle risse di strada non simpatizzano con la polizia ma con i ladri.

Tra ingiustizia e disordine non è possibile scegliere.


Sono sinonimi.

La società industriale è l'espressione ed il frutto di anime


nelle quali le virtù destinate a servire usurpano il posto di
quelle destinate a comandare.

L'enciclopedia scientifica crescerà indefinitamente,


però sulla natura stessa dell'universo non insegnerà mai
niente di differente da quello che insegnano i suoi postulati
epistemologici.
152 NICOLAS GOMEZ DAVU.A

Società totalitaria è il nome volgare della specie sociale la


cui denominazione scientifica è società industriale.
L'attuale embrione permette di prevedere la crudeltà
dell'animale adulto.

Nessuno può cantare l'agronomia moderna in nuove


Georgiche.

Il mondo moderno è un'insurrezione contro Platone.

Il filologo semplicemente stabilisce ciò che l'autore dice,


mentre l'umanista inoltre lo accerta, se è vero.

Il poeta che pretende di fare della propria poesia qualcosa di


più della poesia merita la nostra sfiducia.

Senza partito politico non c'è più gloria poetica.

Non potendo parlare sempre della morte, ogni nostro discorso


è scontato.

Non dobbiamo parlar male del nazionalismo.


Senza la virulenza nazionalista regnerebbe già sull'Europa e sul
mondo un impero tecnico, razionale ed uniforme.
Dobbiamo accreditare al nazionalismo almeno due secoli di
spontaneità spirituale, di libera espressione dell'anima nazionale,
di ricca diversità storica.
Il nazionalismo è stato l'ultimo spasmo dell'individuo di fronte
alla grigia morte che lo aspetta.

Alla letteratura appartiene qualunque libro che si possa leggere


due volte.

Nessuno deve scrivere o pensare se non per chi gli è superiore.

La condiscendenza intellettuale abbrutisce il condiscendente e


svilisce il condisceso.

Lo spirito non è una fortuna che si conquista bensì un


patrimonio che si eredita.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 153

Niente sembra più facile da comprendere di quello che non


abbiamo compreso.

Qualunque formula serve alla pigrizia per saltare a piè pari al


di sopra di un'idea.

La storia può ispirare ammirazione, disdegno, compassione,


odio, ironia ma non rispetto.
Nella storia ispira rispetto solo ciò che l'uomo veicola senza
esserne l'autore.

La verità è insita nella storia, però la storia non è la verità.

Per essere colto non è sufficiente che un individuo


abbellisca la propria specialità con gli stralci di altre.
La cultura non è un insieme di oggetti specifici, bensì una
disposizione specifica del soggetto.

Non è all'impegno di costruire un sistema che l'intelligenza


deve rinunciare, ma all'illusione di esserci riuscita.

Le opinioni filosofiche del giovane possono risultare


interessanti solo alla sua mammina.

La tristezza è percezione del volto triste del mondo, la noia


della sua maschera noiosa, il piacere dei suoi aspetti piacevoli,
µ giubilo dei suoi tratti giubilanti.
Dobbiamo rimettere all'epistemologia ciò che un pregiudizio
confina nella psicologia dei sentimenti.

Il dialogo cominciato in Grecia risulta inintelligibile a colui


che interroga i dialoganti a partire dal proprio "senso comune".
Le intromissioni improwise sono risiqili.

Per certuni esiste un bene supremo, per certi altri una


molteplicità di beni uguali.
realtà, esistono differenti beni collocati in una scala che
culmina nel bene supremo.
Ogni perfezione è perfetta, però esiste una gerarchia di
p erfezioni.
154 NICOLAS GÒMEZ DA VILA

Per industrializzare un paese non è sufficiente espropriare i


ricchi, è necessario sfruttare i poveri.

Con il pretesto di dar lavoro all'affamato il progressista


vende gli inutili artefatti che fabbrica.
I poveri sono il sotterfugio dell'industrialismo volto ad
arricchire il ricco.

Gli uomini sono meno mediocri quando non si credono


obbligati a non esserlo.

Per quanto stupido possa essere un catechismo lo sarà


sempre di meno di una confessione di fede personale.

In una solitudine silenziosa fruttifica solamente l'anima


capace di vincere nelle pubbliche controversie.
Il debole richiede frastuono.

Il filosofo determinista suole protestare contro gli errori e le


passioni che sviano e storcono la necessità storica.

La letteratura perisce quando vi sono cento pubblici


specializzati invece di un pubblico colto.

Siccome qualunque stile possiede di per sé una qualità


estetica, agli albori di un rinnovamento artistico tutte le opere
nuove si beneficiano del valore proprio al nuovo stile.
Però basta l'apparizione di un'opera eccelsa nel nuovo stile
affinché le altre opere confessino la loro insignificanza.

La maggiore scoperta che possiamo fare in etica è che in


etica non si possono fare scoperte.

I grandi scrittori, a partire dal romanticismo, sono


prigionieri che scuotono freneticamente le sbarre della gabbia
nella quale si è tramutato il mondo senza Dio.

La mia fede aumenta con gli anni come la fioritura di una


silenziosa primavera.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 155

Per adottare i parti grossolani dello psicologo lo scrittore li


deve rifirùre ed educare.

L'orgoglio di uno Chateaubriand innervosisce solo chi


umilia l'esistenza di uomini con diritto all'orgoglio.

Il positivista scorda che il kantismo può essere attraversato


ma non omesso.

Quando gli incaricati dei fini vacillano mentre gli incaricati


dei mezzi operano, i mezzi diventano fini.
E così l'umanità non ha altro fine che quello di accumulare mezzi.

Nei sostenitori del nuovo è presente una viltà indelebile:


essi sono i complici fervorosi del tempo che uccide ogni cosa.

La discussione intelligente si riduce ad elucidare le divergenze.

La libertà è stata il tormento dell'età moderna, perché la


salute in1portuna solo il malato.

Quelli che reputano il mondo un pensiero di Dio gli stanno


concedendo la maggiore realtà possibile.
L'idealismo di Berkeley è il realismo più estremo della storia.

Siccome Marx dice evidentemente che le forze di


produzione di una società determinano alla fine la sua struttura
e siccome, d'altra parte, le forze di produzione dell'attuale
società comunista e dell'attuale società capitalista sono
evidentemente le stesse, Marx insegna propriamente che la
differenza tra capitalismo e comunismo può consistere solo
nella differenza passeggera fra alcuni dei loro aspetti giuridici.
La società industriale comunista e la società industriale
capitalista schiacciano l'uomo sotto lo stesso peso.

La Bibbia non è la voce di Dio bensì quella dell'uomo che


lo trova.

Non vale la pena di dialogare con questo secolo giacché


sappiamo che persino una vittoria sarebbe sterile.
156 NICOLAS G6MEZ DA VTLA

In un mondo ostile lo spirito si piaga e si consuma.

I riformatori della società attuale si impegnano a decorare


gli alloggi di una nave che sta naufragando.

L'uomo moderno distrugge di più quando costruisce che


quando distrugge.

Qualunque teoria dd mondo impone la propria visione ai sensi.

Le tenebre non sono mera assenza di luce e il silenzio non è


mera assenza di suono.
Il silenzio e le tenebre sono realtà positive, regioni dell'essere
abitate da una fauna propria.

Con l'industrializzazione della società comunista culmina


l'egemonia borghese.
La borghesia non è tanto una classe sociale, quanto l'ethos
della società industriale stessa.

L'immaginazione è la funzione episodica dei sensi che


scopre significati nella sensazione e li esprime simbolicamente.
Le sirene, per esempio, sono la "sirenità" di certi torpori
meridiani e marini.

Quando "vive", il personaggio di un romanzo assomiglia ad


un'argomentazione coerente: la sua validità non risiede in un
fenomeno psicologico.
I personaggi dei grandi romanzi "vivono" in terre che
confinano con la regione nella quale hanno dimora gli assiomi
matematici e le norme assiologiche.

La vita, così come la libertà, ha solo il valore dell'occupazione


che ci permette, della divinità per la quale ci lascia morire.

Nell'esigere che l'oggetto possieda solo la forma con cui


meglio realizza la propria funzione, qualunque oggetto di una
stessa specie converge idealmente verso una forma unica.
Quando le soluzioni tecniche saranno perfette l'uomo perirà
di tedio.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 157

Dobbiamo sostituire le tante definizioni di "dignità


dell'uomo", che sono solamente giaculatorie estatiche, con
soltanto una di semplice: fare tutto lentamente.

Una tentazione irresistibile per l'intelligenza floscia è quella


di profetizzare.

Vivere una vita semplice, taciturna, discreta, fra libri


intelligenti, amando alcuni cari.

La frase deve possedere la durezza della pietra e il tremito


dei ramoscelli.

Difendere la civiltà significa, prima di tutto, preservarla


dall'estusiasmo dell'uomo.

Il governo si dovrebbe affidare sempre ai più anziani; non


perché l'incapacità non cresce con gli anni, bensì proprio
perché cresce.

Beato l'abitante di una società dormiente.

Il genio di un La Rochefoucauld o di un Saint-Simon


abolisce il carattere rappresentativo delle loro opere. L'opera di
altri, invece, come, verbi gratia, Sir William Tempie, deve il suo
i"nteresse alla classe sociale dell'autore.
ifesti deliziosi che solo un certo genere di vita produce e la cui
p ompa discreta risveglia la nostalgia di un'esistenza ampia,
nobile, silenziosa, fine e ordinata.

Maturare significa scoprire l'altro lato delle cose.

Le idee ci tradiscono se non le tradiamo noi per primi.


D obbiamo essere fedeli solo alla complessità delle cose.

Le verità sono il premio per una vita intelligente.

Un poco di pazienza nel rapporto con uno stupido ci


evita di sacrificare alle nostre convinzioni la nostra buona
educazione.
158 NICOLAS G6MEZ DA VILA

Fintantoché non ci imbattian10 in scemi istruiti l'istruzione


ci sembra importante.

Probabilmente l'Anticristo è l'uomo.

Il poeta insegue nuove metafore; il teologo cerca di


accomodare più esattamente le proprie.

Non bisogna disperare dell'ateo fintantoché non adori


l'uomo.

L'uomo colto è quello che non trasforma la cultura in


professione.

La metafora ipotizza un universo nel quale ogni oggetto


contiene misteriosamente tutti gli altri.

La verità è una sonorità peculiare di certe voci quando certe


evidenze le scuotono.
La verità non giace in qualsiasi evidenza e neppure in qualsiasi voce.

La verità più semplice è così complessa che non può essere


espressa da nessuna formula, richiedendo per esprimersi il
contesto globale di una persona e di una vita.

Chiamiamo verità astratte i letti aridi nei quali fluiscono le


acque di qualsiasi acquazzone.

Il cristiano non ha nulla da perdere in una catastrofe.

Educare l'anima significa insegnarle a trasformare la sua


invidia in ammirazione.

I libri seri non istruiscono, bensì interrogano.

Credere vuol dire penetrare nelle viscere di ciò che


meramente sapevamo.

La fede non scompagina l'incredulità, bensì la consuma.


ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 159

La società suol essere ingiusta, ma non come i vanitosi


immaginano.
Ci sono sempre più padroni che non meritano il proprio posto
rispetto a servi che non meritano il loro.

Civiltà è tutto quello che l'università non può insegnare.

Il romanticismo ci ha dischiuso le vie del mondo.


Se l'arte classica o la mentalità primitiva ci affascinano è perché
non abbiamo ancora disperso l'eredità romantica.
Senza Herder i neoclassici del XX secolo non avrebbero
risuscitato Pope.

Contemplo solamente frammenti di verità distorti da


bagliori notturni.

La letteratura pone i problemi dell'uomo nell'idioma


dell'intelligenza e non in uno degli esperanti dell'intelletto.

Dato che Urizen è la "ragione", il vangelo rivoluzionario


di Blake non si somma alla rivoluzione trionfante, bensì alla
controrivoluzione soffocata.

La moltitudine ha bisogno di culti.


Però la religione è un'imposizione sfacciata di esigue minoranze.

La resistenza è inutile quando tutto nel mondo cospira per


distruggere ciò che ammiriamo.
Ci rimane sempre, tuttavia, un'anima incorruttibile per
contemplare, per giudicare e per disprezzare.

Dobbiamo perdonare ai fatti la loro mediocrità.

Ascolto qualunque predica con ironia involontaria.


Tanto la mia religione quanto la mia filosofia si riducono ad
avere fiducia in Dio.

Essere razionalista vuol dire rinunciare alla ragione


universale delle cose per imporre loro l'effimera configurazione
storica della nostra ragione di un giorno.
160 NICOl.AS GÒMEZ DAVlLA

La letteratura contemporanea di qualunque epoca è il


peggior nemico della cultura.
Il tempo limitato del lettore viene speso per leggere mille libri
mediocri che ottundono il suo senso critico e ledono la sua
sensibilità letteraria.

La critica romantica ci ha insegnato a leggere non soltanto


libri, bensì autori.
Con essa abbiamo imparato a sentire nell'opera la risonanza di
un'anima.

Le ingiustizie che compiamo si vendicano rimbecillendoci.

Il mondo è un libro che non rivela il suo senso a chi lo legge


troppo lentamente o troppo alla leggera.

Dalla terribile approvazione degli imbecilli il destino


preserva soltanto i difensori di cause perse.

I termini che il filosofo escogita per esprimersi, e che il


popolo alla fine maneggia come consunte metafore, attraversano
una zona intermedia dove i semieducaù li impiegano con enfasi
pedante per simulare pensieri che non hanno.

Dio non comunica attraverso discorsi bensì per mezzo di


esperienze.
L'autore sacro non trasmette un discorso divino; le sue parole
esprimono un'esperienza donata.

In una solitudine estrema l'uomo percepisce nuovamente Io


sfioramento di ali immortali.

La predica escatologica non estende all'intero universo


l'indole precaria dei suoi elementi. Non si tratta di metabasi
indebita.
La sua convinzione si fonda sulla percezione esistenziale della
finitudine inerente a tutte le cose, tanto agli addendi quanto
alla somma.
Immagini, metafore e miti esprimono l'esperienza di questa
limitazione radicale di tutto l'esistente.
ESCOLJOS A UN TEXTO lMPLIClTO 161

Attraverso la teoria dell'arte per l'arte il romaticismo ha


dissolto le ambizioni pedagogiche che la corrompevano.

In qualsiasi letteratura ci sono generi e stili che servono solo


per il consumo domestico.
Generi e stili così tediosi per l'invitato come gli aneddoti di
famiglia.

Lo scherno dell'incredulo non mi sorprende. Mi sorprende


piuttosto la sua consueta benevolenza verso l'assurdo
spettacolo della fede.
Il clamore dei viaggiatori nella steppa deve disturbare chi la
crede deserta.

La storia persino del più scemo degli uomini è sottile.

L'anacronismo metodico è l'unico principio metodologico


della storiografia marxista.

Dobbiamo essere grati alla critica religiosa dei secoli XVII


e XVIII prima di tutto per averci obbligato a convertire
il monologo da monarca imperioso in un dialogo da
interlocutore compassionevole.
L'uomo si in1batte in un viaggiatore misterioso ad ogni svolta
del proprio cammino.

Qualsiasi nuova verità che apprendiamo ci insegna a leggere


in maniera diversa.

Nonostante tutto, la borghesia è stata la sola classe sociale


capace di giudicare se stessa.
Ogni critico della borghesia si alimenta di critiche borghesi.

Siccome dal panteismo tedesco fiorirono le scienze storiche


n on dobbiamo battezzarlo eresia bensì/elix culpa.

L'unico universo degno del creatore è quello del panteismo.


Quello della sensibilità panteista.
162 NICOLAS GÒMEZ OAVILA

II vizio peggiore della critica d'arte è l'abuso metaforico del


vocabolario filosofico.

Ci sono verità cosi volgari che non abbiamo il diritto di


adottare.

II profeta biblico non è un indovino del futuro, bensì un


testimone della presenza di Dio nella storia.

Ci plasmano solo i letti di torrenti momentanei.

Dopo svariati secoli di sbornia demagogica il comunismo


perlomeno restaura la buona coscienza del comando.

La democrazia disgusta gli uni perché nega l'autonomia


dei valori e gli altri perché viola la concreta differenza tra gli
individui.
Scuola di Platone e scuola di Burke.

Se l'opera fosse solo espressione del suo autore il suo valore


non crescerebbe a volte con le mutilazioni del tempo.

Tacitamente sicuro di sostenersi sulla sintesi, Marx


annuncia una dialettica della storia e redige una teodicea.

La dialettica è la simulazione di un dialogo entro un soliloquio.

Coloro che il romanticismo ha operato di cataratta


enciclopedista, permettendo loro così di distinguere la
dissomiglianza degli individui, la diversità dei propositi, la
differenza delle epoche, sono risultati reazionari quandanche si
credessero deterministi ed atei.
Come Taine.

In meno di un secolo e mezzo gli accadimenti hanno


tramutato i "profeti del passato" in semplici profeti del futuro.

La storia del cristianesimo comincia nuovamente con


il primo convertito europeo dopo millesettecento anni di
cristianesimo ereditario: con la conversione di Hamann.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLfCITO 163

La solitudine è insoffribile se il solitario non aderisce ad


evidenze trascendenti.
Quando la verità perisce, l'uomo anestetizza la propria
angoscia con il lezzo della moltitudine umana.

Una filosofia supera un'altra filosofia quando definisce


con precisione maggiore lo stesso mistero insolubile.

L'atomo di verità di un sistema filosofico suol trovarsi


nella tesi discordante col resto che il filosofo non si risolve ad
omettere.

L'ipocrisia non è lo strumento dell'ipocrita bensì la sua


prigione.

La filosofia è l'arte di equilibrare pressioni divergenti.


Il filosofo è colui che non teme di alimentarsi di evidenze
contrarie.
La filosofia è polifonia di una sola voce.

I princìpi conducono i nostri passi mentre le evidenze si


eclissano.

L'appagamento è quello stato della sensibilità nel quale


tutto ci sembra avere ragione di essere.

Le attività più alte dello spirito paiono sempre parassitarie


allo stupido.
Il grado di civilizzazione di una società si misura dal numero
di parassiti che tollera.

Ginevra, la Ginevra che Calvino regge da un letto


d'infermo, la Ginevra di cui l'ombra si estende dal pulpito
di Knox fino alle anticamere vaticane, la Ginevra dove si
forgia un mondo possiede, attorno al 1560, circa dodicimila
abitanti.
Le grandi moltitudini moderne, oltre ad essere un problema,
sono ridondanti.
164 NICOLAS G6MEZ DAVILA

Al posto di cercare spiegazioni al fatto della disuguaglianza,


gli antropologi dovrebbero cercarne una alla nozione di
uguaglianza.

La civiltà non è una successione senza fine di invenzioni,


bensì il compito di garantire la durata di certe cose.

Per capire l'idea altrui è necessario pensarla come la propria.

Qualunque istante possiede una legge propria, e non


meramente la legge che lo lega agli altri istanti.

In certi istanti ricolmi Dio deborda nel mondo come una


fonte repentina nella pace del mezzogiorno.

La stessa dottrina deve servire sotto la luce meridiana e


�egli istanti lividi.
E vero solo ciò che vale indistintamente per l'anima afflitta o
per quella esaltata.

Qualunque norma è preferibile al capriccio.


L'anima priva di disciplina si corrompe in una bruttezza
larvale.

Non dobbiamo reclamare la libertà per essere liberi, bensì


per servire degnamente chi dobbiamo servire.

Non la pienezza conchiusa della sfera, bensì la pienezza


meridiana del bacino nel quale il cielo si riflette.

Dietro ogni denominazione si erge la stessa denominazione


con maiuscola: dietro l'amore l'Amore, dietro l'incontro
l'Incontro.
L'universo fugge alla propria prigionia quando nell'istanza
individuale riusciamo a percepire l'essenza.

Non importa che il mito muoia se possiamo ricostruire


quell'universo che ce l'ha per idioma.
Che muoiano gli dèi, ma non quel tremito di foglie in cui
nascono.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPL(CITO 165

Dobbiamo detestare la novità perché uccide, non perché


nnnova.

Qualsiasi ribellione contro l'ordine dell'uomo è nobile


fintantoché non mascheri un ribellismo contro l'ordine del
mondo.

La stessa idea di sacrificio pare assurda a chi ignora esista


una gerarchia di beni.

La perfezione morale sta nel sentire che non possiamo fare


ciò che non dobbiamo fare.
L'etica culmina laddove la norma pare espressione della
persona.

La civiltà è un accampamento sguarnito in mezzo a tribù


indocili.

Guardiamoci bene dall'obbedire alle regole come schiavi


renitenti.

L'anima è il lavoro dell'uomo.

Tutti gli uomini sono capaci, in qualunque momento, di


possedere le verità che importano.
Nel futuro sono in attesa le verità subalterne.

Un solo essere può bastarci.


Ma che non ci basti mai l'Uomo.

La vita ha per oggetto la nascita di qualcosa di nobile.

Il crimine che si tenta di commettere è a volte così orribile


che il pretesto della nazione non basta ed è necessario invocare
l'umanità.

Non dobbiamo commettere l'ingiustizia di trattare i nostri


superiori come uguali.
166 NICOLAS GÒMEZ DAVILA

Il mondo è un proposito fallito che l'anima nobile tenta di


ripristinare.

L'efficacia dell'individuo è più una minaccia che una virtù


per i suoi simili.

La vera sostanza di un oggetto è la sua bellezza.

La sete finisce prima dell'acqua.

In qualunque epoca una minoranza vive i problemi attuali e


la maggioranza quelli obsoleti.

L'educazione moderna consegna menti intatte alla


propaganda.

Davanti agli altri possiamo rivendicare solo le nostre


convinzioni banali.

Le verità dell'infanzia sono verità anche per l'adulto, ma


non in bocca all'adulto.

Il dubbio non trionfa sulle convinzioni profonde bensì le


arricchisce.

Esistono intelligenze capaci solo di ciò che in ogni cosa non


è essenziale.

Dalla somma di tutti i punti di vista non deriva il rilievo


dell'oggetto, bensì la confusione di esso.

Esistono verità abusive, verità che invadono terreni altrui.

L'uomo scatena catastrofi quando si impegna a far diventare


coerenti le evidenze contraddittorie fra le quali vive.

La nostra libenà non ha altre garanzie che le barricate


innalzate dal volto anarchico del mondo contro l'imperialismo
della ragione.
ESCOLJOS A UN TEXTO IMPLfClTO 167

Non è solamente in politica dove non vale la pena di


ascoltare ciò che si dice.

Profeti, filosofi, politici: alla fine falliscono tutti.


Però non vi è nulla di più assurdo che scrivere la loro storia
come quella di un rosario di fallimenti.
Tutti i grandi uomini sono una vittoria.

Il grande uomo non è rappresentativo del proprio tempo se


non attraverso la parte caduca della sua gloria.

I fanatici della libertà finiscono per essere teorizzatori della


polizia.
La dottrina di Fichte, per esempio, culmina in una teoria del
passaporto.

Lo spirito possiede leggi; leggi implacabili.


Però, al contrario delle leggi naturali, queste leggi non sono
valide per un'infinità di istanze, bensì ciascuna di esse valida
per una sola istanza concreta.

Nessun sistema riesce ad essere sistematico fino in fondo.

L'individuo crede nel "senso della storia" quando il futuro


predicibile sembra favorevole alle sue passioni.

Ciò che è grave non è tanto che la rivoluzione faccia


decapitare il poeta controrivoluzionario, quanto che non renda
fecondo quello rivoluzionario.

Chiunque non si rassegni alla fondamentale asimmetria del


mondo finisce per falsificarne le misure.

La provvidenza, in questo XX secolo, riserva il tema


interessante allo scrittore mediocre.

A colui che crede, le ragioni, gli argomenti e le prove


paiono ogni giorno meno evidenti.
E ciò in cui crede sempre più evidente.
168 N!COLAS GÒMEZ DA V!LA

Quanto più fini diventano le verità, tanto più remota


diventa la loro possibilità di trionfare.

Se Dio tace, divento l'interlocutore di me stesso.

Esistono idee che non sono vere ma che dovrebbero esserlo.

Comprendere significa trovare la spiegazione valida per


un'istanza unica.

Dio a volte ci pota i rami come un giardiniere impaziente.

Qualunque attività nobile è un agguato a un miracolo.


Lo scrittore attende la propria frase come Marta la
resurrezione di Lazzaro.

L'intelligenza prevede e spiega solo ciò che è mediocre.


L'eccelso è sempre uno scandalo.

Nel parlare di un poeta è stupido insistere sui suoi


componimenti falliti. Che le poesie falliscano è una cosa
normale.
Un poeta non è altro che i propri trionfi.

I professori di letteratura e filosofia guardano lo scrittore e


il filosofo con una superiorità da adulto.

Il modernismo di Bauddaire o dei Goncourt non è


sinonimo di progressismo, bensl di colore locale.

Le ideologie politiche contemporanee sono false in quello


che asseriscono e vere in quello che respingono.

L'apologetica deve mischiare scetticismo e poesia.


Lo scetticismo per strangolare gli idoli e la poesia per sedurre
le anime.

L'attività rivoluzionaria conforta lo scrittore che non è


capace di attività letteraria.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 169

Rinnegando la letteratura oggi si fa carriera nelle lettere,


allo stesso modo che rinnegando la borghesia si fa carriera tra i
borghesi.

L'invenzione di tecniche di solito precorre l'apparizione


d�'artista capace di farne uso.

L'umanità si rassegna più facilmente all'evitabile che


all'inevitabile.

Nella misura in cui si espande l'attuale mediocrità, i grandi


scrittori di questo secolo sembrano incorporarsi a un secolo
XIX che si prolunga in essi e con essi finisce.

La storia forse scaturisce solo dagli atti insignificanti.

Quello che non è necessità fisica sembra all'uomo moderno


una semplice convenzione arbitraria.

Un certo scrittore comprende con la propria sensibilità, un


altro sente con la propria intelligenza.

Lo scrittore giammai si confessa se non di quello che la moda


autorizza.

La storia della fùosofia si ordina attorno a due reazioni


vittoriose: Platone e Kant.

L'opera di Mallanné è laddove ignora la spiegazione orfica


della terra, quella di Valéry nei versi che gli dèi gli concedono,
quella del surrealismo nei frammenti intatti di spontaneità onirica.
L'arte moderna si forgia nelle pause dalle sue intemperanze
dottrinarie.

Il romanziere domina la periferia del personaggio dal suo


centro mentre lo psicologo pretende di dominare l'anima dalla
sua periferia.
Il primo sa che le sue metafore sono residui di un'intuizione
unitaria, il secondo si immagina che le sue impalcature siano
strutture dell'oggetto.
170 NICOLAS GÒMEZ DA VILA

Niente si comporta nel tempo allo stesso modo.


Gli organismi si evolvono, però il progresso biologico è un mito
antropocentrico. La scienza fa progressi, però l'intelligenza non
si sviluppa. Le opere cambiano, però niente altera i valori.
La storia religiosa, infine, ascende fino ad un punto dal quale
discende.

Nell'analizzare l'anima dei suoi personaggi il grande


romanziere non ne dissipa il mistero ma lo crea.

Non ci sono interpretazioni valide universalmente.


L'interpretazione religiosa è grottesca in un contesto profano
così come l'interpretazione profana è grottesca in un contesto
religioso.
Nel primo servono solo categorie scientifiche, nel secondo
tutto è segno, simbolo, sacramento.
Per chi adora, la pioggia è una benedizione che scende sul
miracolo del grano.

Ci sono di quelli che credono all'esistenza di problemi risolti.

Tanto dopo quanto prima di Cristo esiste il paganesimo dei


precursori e il paganesimo degli awersari.
Il paganesimo di Montaigne è un paganesimo da fauno
battezzato. Il suo cattolicesimo è autentico, però non di ceppo
teologico o mistico, bensì sociale e popolare. Cattolicesimo di
vecchio paese cattolico, dove la fede profonda si accorda con
un certo naturalismo scettico.
Montaigne non è il fiore di una vita, bensì di una civiltà cattolica.

Niente è spiegabile al di fuori della storia, però la storia non


è sufficiente a spiegare nulla.

Il XVIII secolo fu quello dell'opportunità perduta.


Allora esisteva una natura civilizzata ma non vinta, una
tecnica ingegnosa ma non oppressiva, una società ordinata che
non vacillava ancora fra la solitudine individuale e l'asfissia
collettiva.
Però quel XVIII secolo non seppe assicurare il proprio
equilibrio e preferì progredire.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 171

I mediocri come me non inventano neppure una maniera


propria di esserlo.

Da ognuno di noi dipende che la sua anima, negli anni


spogliata dalle sue molteplici pretese, si riveli come amaro
rancore o come rassegnata umiltà.

Le conclusioni del filosofo sogliono essere più accettabili


dei ragionamenti su cui si fondano.

Quanto più opaco, incoerente e misterioso ci sembra


l'universo, tanto più soavemente ci accoglie.

Etica e religione differiscono quanto tecnica e stato brado.


L'imperativo etico implica conseguenze verificabili; nell'ambito
religioso castigo e ricompensa sono atti di fede.
Per osservare le norme etiche basta una certa saggezza terrena,
mentre la religione esige una più nobile pazzia.

La catastrofe di Lisbona parve al XVIII secolo uno


scandalo metafisico.
Gli scandali metafisici di quel secolo sembrano ai
contemporanei delle semplici catastrofi.

Filosofia è ciò che confuta qualsiasi ragionamento che


minaccia lo spirito.

Sono rari quelli che non si avviliscono quando smettono di


credere alle bugie.

Rifiutarsi di ammettere una conclusione che ci impaurisce


basta per causare un'anchilosi intellettuale cronica.

La serenità è il frutto di un'accettazione dell'incertezza.

È sufficiente che determinati individui adottino un'idea per


sapere senza indugio che è falsa.

Più che da ragionamenti, l'intelligenza si fa guidare da


simpatie e avversioni.
172 NICOLAS GOMEZ DAVILA

L'intelligenza si affanna a risolvere problemi prima ancora


che la vita glieli ponga.
La saggezza è l'arte di impedirlo.

Se la metafora è mero tropo retorico e non linguaggio


elevato alla seconda potenza la poesia è divertimento di tonti e
la religione favola di sciocchi.

Il declino di una letteratura inizia quando i suoi lettori non


sanno scrivere.

Come sono rari quelli che non ammirano libri che non
hanno letto!

Filosofia e storia si incorporano alternatamente.

Non si deve prendere sul serio nessuna filosofia e neppure


burlarsi di alcuna.
Se una filosofia fosse meramente comica bisognerebbe
disperare dell'uomo, mentre se fosse totalmente seria
bisognerebbe disperare del mondo.

La religione non è un insieme di soluzioni a problemi


conosciuti bensì una nuova dimensione dell'universo.
L'uomo religioso vive fra realtà che il profano ignora, però non
possiede la chiave dell'enigma.
La pace religiosa non è la pace del problema risolto bensì
dell'amore accettato.

La religione non spiega niente ma complica tutto.

Senza teoria dell'autenticità la nozione di ideologia è


carente di fondamento. Affinché valga la pena falsificare
denaro sono necessarie delle emissioni legali.
Ideologia ed ipocrisia sono sempre parassiti.

Inchiniamoci allo storico quando dimostra che una certa


qual cosa è avvenuta, però accontentiamoci di sorridere
quando afferma che quella cosa doveva avvenire.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 173

Il preromantico esamina se stesso come esemplare della


specie, mentre il romantico ausculta l'individualità propria.
Il romanticismo è il senso delle differenze: quella tra il sé e gli
altri e quella degli altri tra loro.

Ciò che avviene nei tempi di incredulità non è che i


problemi religiosi sembrano assurdi, bensì che non sembrano
problemi.

In un secolo nel quale i mezzi pubblicitari proclamano


infinite sciocchezze l'uomo colto non si definisce per ciò che sa
ma per ciò che ignora.

Esistono reazionari a dispetto dei loro pregiudizi per


semplice olfatto fine.
Hume è il loro miglior rappresentante.

Il mondo non risulta interessante se non è filtrato da


un'intelligenza.

Quando vediamo che l'uomo non può calcolare le


conseguenze dei propri atti i problemi politici non perdono la
loro importanza, però le soluzioni perdono di interesse.

La religione è il tremito che lo scuotimento delle nostre


radici trasmette ai nostri rami.

Dio non è oggetto della mia ragione o della mia sensibilità


ma del mio essere.
Dio esiste per me nell'atto stesso in cui esisto.

La felicità è un momento di silenzio tra gli strepiti della vita.

La cupidigia del negoziante mi stupisce meno della serietà


con cui la sazia.

L'arte sceglie indifferentemente chi la irriverisce e chi la


veoera.
174 NJCOLAS GOMEZ DAVILA

Per l'incredulo la vita è interamente banale o interamente


seria; solo per il credente la vita è banale e seria al contempo.
Siccome si richiede un criterio religioso per demarcare in
ogni oggetto il suo aspetto indissolubile di banalità dal suo
indissolubile aspetto di serietà, l'incredulo pessimista trasforma
il banale in serio e l'incredulo ottimista il serio in banale.

Qualunque civiltà fiorisce fra le mani di un uomo


stupefatto.

L'attività umana possiede un suo settore tecnico e un suo


settore miracoloso.
Nel primo un atto determinato produce un risultato
prevedibile, mentre nel secondo l'effetto non è
commensurabile alla propria causa.
Il procedimento tecnico ha efficacia costante, mentre non
esistono regole per redigere un nobile verso.

La volontà è semplicemente l'ostetrica dell'anima.

Chi abbia la curiosità di misurare la propria stoltezza può


contare il numero di cose che gli paiono ovvie.

La poesia lirica sopravvive da sola perché il cuore umano


è l'unico angolo del mondo che la ragione non si azzarda ad
invadere.

Il critico letterario ha bisogno di avere una filosofia, ma


deve ignorare di averla.

Non esistono verità su cui è lecito riposare.


Qualsiasi verità è una postazione minata, una fortezza che
l'intrigo debilita, un luogo assediato da nemici con la cui
ostilità simpatizziamo in segreto.

Credendo di difendere certe tesi per rispetto della coerenza


molte volte ci lasciamo trascinare da una semplice passione per
la simmetria.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 175

La verità scientifica è quella sulla quale sappiamo come


metterci d'accordo.
Un accordo su verità di altra indole è dovuto alla mera
coincidenza.

La scienza è un colloquio collertivo, la filosofia un


soliloquio che qualcuno ci lascia ascoltare.

Dopo aver conversato, due filosofi rimangono più distanti


tra loro.

In filosofia ognuno si salva o si condanna da solo.

In ambito scientifico la ragione si convince; in filosofia la


ragione si converte.

Solo l'imbecille sa chiaramente perché crede o perché dubita.

Qualunque verità è un rischio che accettiamo


appoggiandoci su una serie indefinita di evidenze infinitamente
minute.

La nostra verità giunge alla sua piena autenticità solo nella


solitudine del nostro pensiero, perché lì il dubbio leviga e
ammorbidisce la durezza dei suoi contorni.

La mia verità è la somma di ciò che sono e non il mero


riassunto di ciò che penso.

La fantasia assembla aspetti dispersi per produrre un


oggetto nuovo.
L'immaginazione si insedia nel centro di un oggetto reale.

Nessuno mi potrà indurre ad assolvere la natura umana,


perché conosco me stesso.

Civilizzare vuol dire insegnare ad usare ciò che è inferiore


senza stimarlo.
Essere civilizzato significa non confondere ciò che è
importante con ciò che è meramente necessario.
176 NICOLAS GÒMEZ DAVILA

Il barbaro si fa beffe di tutto oppure venera in modo


incondizionato.
La civiltà è un sorriso che contiene discretamente ironia e
rispetto.

La semplice veracità non salva un libro.


Siccome esistono verità semplicemente insipide, la verità
importante è sempre qualcosa di più di una resistenza vinta.

La spudoratezza di un testo è un mezzo meno diafano di


una pudica confidenza.

L'universo sembra un debitore moroso ai settari della


giustizia e un creditore sublime agli adoratori della grazia.
I primi pretendono che tutto sia dovuto loro, i secondi sanno
di dovere tutto.

Attraverso la sua visione del futuro il comunista si aliena.

Avendo dimenticato il processo storico in cui "Ragione",


"Libertà" e "Progresso" si generano, trascurando di analizzare
il significato ideologico che hanno e avendo concesso loro
il privilegio di un'atemporalità misteriosa, Marx si arrende
incondizionatamente agli ideali del radicalismo borghese.

L'obbedienza alla legge che dipende dalla volontà


maggioritaria è un'obbedienza al capriccio; l'obbedienza a un
uomo che riconosce norme oggettive è l'obbedienza alla legge.

La politica dovrebbe essere la scienza che definisce le


condizioni sociali più propizie alla percezione del valore e alla
sua realizzazione.

L'individualismo decade in una beatificazione del capriccio.

L'autorità non è delegazione degli uomini bensl procura dei


valori.

Non è legge quello che un atto della volontà decreta, bensl


quello che l'intelligenza scopre.
ESCOLJOS A UN TEXTO IMPLICITO 177

Il consenso popolare è sintomo di legittimità ma non la


causa di essa.
Nella discussione sulla legittimità del potere non ha
importanza se tale potere ha tratto origine dal voto o dalla
forza.
Legittimo è il potere che compie il mandato che le necessità
vitali ed etiche di una società gli conferiscono.

Rousseau: dalla ragione alla sensibilità, dal generale


all'individuale, dall'oggettivo al soggettivo, dal valore
impersonale al valore personale, dal fare all'essere.
Festeggiamo che i democratici ergano statue a questo
reazionario.

Le regolamentazioni meticolose in difesa della libertà


generano schiavitù.
La libertà fiorisce meglio in recessi trasandati, come un
tarassaco immortale.

Anche se fossimo davvero uguali, non è detto che


l'uguaglianza debba essere un ideale.

La società che nega ufficialmente l'esistenza di classi sociali


si converte surrettiziamente in un possedimento della classe
sociale latente che la governa.

Senza volere la tirannide, il popolo brama dei fini che la


implicano.

Non sono mandatari o rappresentanti del popolo né il capo


dell'esecutivo né i membri del legislativo.
Entrambi sono organi dello Stato orientati al compimento del
suo fine, che è la realizzazione del diritto.

Le aristocrazie sono i parti normali della storia, le


democrazie sono gli aborti.

Quando il rispetto per la tradizione muore, la società,


nel suo incessante affanno di rinnovamento, consuma
freneticamente se stessa.
178 NICOI.AS GÒMEZ DAVJLA

L'opera d'arte è un patto con Dio.

Oggi non basta più che il cittadino si rassegni, lo Stato


moderno richiede dei complici.

Dalla prospeniva di Dio la realtà è idea; dalla prospettiva


dell'uomo l'idea è realtà.

La metafisica consiste in un ammasso di sospetti in forma di


sistema.

La storia non contempla soluzioni ma situazioni.

Biografi e lettori si precipitano, commossi, sugli episodi


"molto umani" di qualunque vita di grande uomo.
Senza la viltà di certi momenti i nostri contemporanei non
perdonano la grandezza di una vita.

Lo psichiatra considera sani i soli comportamenti


dozzinali.

Il giornalista sceglie i propri temi. Lo scrittore è scelto dai


temi.

Senza il diario che lo "divora", Arnie! sarebbe stato


un ordinario professore ginevrino. Senza il progetto che
lo "sterilizza", Mallarmé sarebbe stato un parnassiano
qualunque.
La critica attuale, tuttavia, si rammarica del fatto che la
bellezza di Elena le abbia impedito di dedicarsi ai problemi
sociali di Sparta.

Nell'eroe storico o mitico, come Alessandro o Achille, gli


antichi vedevano il modello della vita umana. Il grande uomo
era paradigmatico e la sua esistenza esemplare.
Il patrono del democratico, invece, è l'uomo volgare.
Il modello democratico deve rigorosamente essere carente di
qualunque attributo ammirevole.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 179

Il proletariato sorge quando il popolo si trasforma in una


classe che adotta i valori della borghesia senza possedere beni
borghesi.

Il pensiero reazionario non assicura alcun successo ai


suoi adepti; garantisce loro meramente che non diranno
sciocchezze.

L'opinione popolare è ancora ferma su una teoria


precopernicana dei valori.
Secondo questa teoria i valori nascono e muoiono come se
l'uomo contemplasse immobile le rivoluzioni della volta
terrestre.

L'uomo procede vanamente.


Se ciascun passo lo allontana dal fuoco abbandonato al
mattino, la più lunga giornata non lo avvicina alla sua meta
notturna.

Il razionalismo è la superbia della ragione, la sua umiltà è


invece la storia.
Il razionalista decreta superflua e ridondante l'esistenza cli altri
uomini, mentre la funzione dello storico è quella di festeggiare
il fatto che gli altri esistano.

O Dio o caso: qualsiasi termine distinto maschera l'uno o


l'altro.

Per evitare un confronto virile con il nulla l'uomo erige


altari al progresso.

L'uomo a volte si dispera con dignità, ma è infrequente che


speri con intelligenza.

La fuga non è una protezione dal tedio.


Per salvarci bisogna addomesticare una bestia flaccida e ottusa.
Dal tedio accettato germinano le cose più nobili.

La venerazione dell'umanità è ripugnante come qualsiasi


culto di se stessi.
180 NICOLAS GÒMEZ DAVTLA

Siccome un problema nuovo nasce sempre dal problema


risolto, la sapienza non sta nel risolvere problemi, bensì nel
renderli mansueti.

Preferiamo sempre il sollievo che aggrava piuttosto che il


rimedio che cura.

Qualunque atto di rassegnazione è una breve agonia.

L'unico anùdoto all'invidia, nelle anime volgari, è la vanità


di credere di non aver da invidiare nulla.

A qualunque epoca successiva non sono i vecchi delle


epoche passate che sembrano vecchi, bensì i giovani.

Coloro che inventano le proprie idee non possono


insegnarle senza ironia.
Solo il discepolo sa.

La provvidenza procede con tale sottile ironia che gli


uomini non sempre avvertono che essa li castiga o che si burla
di loro.

Il mondo moderno è interessante solo negli episodi pubblici


o privati in cui i suoi miri si frantumano.

La "Rivoluzione" è un patto fra il Satana di Milton e


l'Homais di Flaubert.

Per l'uomo moderno le catastrofi non sono insegnamenti


bensì insolenze dell'universo.

Il critico letterario che non si contraddice frequentemente,


si sbaglia.

Nel suo affanno di vincere la partita contro l'umanitarismo


democratico il cattolicesimo moderno così riassume il duplice
comandamento evangelico: amerai il tuo prossimo sopra ogni
cosa.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 181

Limitato alla sua sola vita, l'individuo attuale ignora quel


prolungamento della propria personalità nello spazio e nel
tempo che proveniva dalla sua appartenenza a una famiglia, i
cui differenti anelli erano tra loro legati per mezzo dell'identità
continua di una terra patrimoniale posseduta per lunghi secoli.
Nel nostro tempo l'individuo nasce slegato e muore in modo
più totale.

Fintantoché non possiede tutto, l'uomo non possiede nulla,


giacché in qualsiasi possesso sentiamo solo dei limiti.

Siamo troppo ignoranti per asserire la possibilità o


l'impossibilità di alcunché.

Nulla facilita tanto il rivoluzionario nell'ordinare


innumerevoli esecuzioni quanto il sapersi ostile alla pena di
morte.

Il credente sa come si dubita, ma l'incredulo no sa come si


crede.

L'importanza di un "messaggio", in letteratura, dipende


dalla qualità del messaggero.

I libri di filosofia o di letteratura sono in gran parte metà


pensati e metà scritti.

A differenza dello scrittore, l'intellettuale è carente di un


idioma.
Il suo linguaggio è un dialetto nel quale si scontrano i
vocabolari di tutte le mode del suo tempo.

La storia, nel negare ogni trascendenza, si suicida.


Se la realtà è soltanto temporale, il suo luogo è il presente. Il
passato è carente di importanza.
Affinché la storia riguardi noi, qualcosa in essa la deve
trascendere: nella storia ci deve essere qualcosa di più della
storia.
182 NlCOLAS GÒMEZ DAVILA

La spiegazione di un fatto storico è un fatto più vasto che lo


ingloba.
Lo storico spiega un fatto narrandone un altro nel quale il
primo si situa.

Lo scemo si scandalizza e ride quando ravvisa che i filosofi


si contraddicono.
È difficile far capire allo scemo che la filosofia è precisamente
l'arte di contraddirsi mutuamente senza annullarsi.

Chi si sente portavoce dell'opinione pubblica è stato


schiavizzato.

Raison, Nature, Clarté sono concetti che non significano


nulla fintantoché non verifichiamo che cosa paresse razionale,
naturale o chiaro a un francese del XVII secolo.
Tutte le epoche battezzano come assoluto il proprio
aneddoto.

Ciò che è rituale è il veicolo del sacro.


Qualsiasi innovazione è profana.

La storia non è posto in cui gli antagonismi si risolvono,


bensl dove si dimenticano.
Le vittorie terrene non sono ottimistiche sintesi dialettiche, ma
tragica scomparsa empirica di uno dei termini dell'anteriore
antagonismo.

Il volgo chiama intelligenti solo quegl'atti in cui


l'intelligenza è al servizio dell'istinto.

La filosofia non è oggetto di apprendimento ma di


conquista.

La massima puerilità politica consiste nell'attribuire i vizi


inerenti alla condizione umana a determinate strutture sociali.

La matematica è la poesia del principio di identità.


ESCOL!OS A UN TEXTO IMPLICITO 183

L'uso corretto della libertà può consistere in aderire ad un


destino, però la mia libertà consiste in poter rifiutare di farlo.
Il diritto al fallimento è un importante diritto dell'uomo.

La pittura non figurativa è il realismo della nostra epoca.


L'astratto è l'unico mezzo di cui l'immaginazione è dotata per
affrontare l'abietto.

L'uomo non si sente libero fintantoché le sue passioni non


lo schiavizzano.
Non dobbiamo ambire a possedere insiemi armonici di
idee, ma corretti riflessi intellettuali.

Le prove dell'esistenza di Dio sono l'ideologia del


sentimento della sua presenza nell'anima.

L'indifferenza per l'arte si tradisce con la solennità pomposa


dell'omaggio che le si suol rendere.
iii vero amore resta in silenzio oppure se ne burla.
Lo scemo che fa il verso a un grande filosofo è solo l'eco di
se stesso.

La lettura dei grandi filosofi non insegna che cosa


dobbiamo pensare, bensì come dobbiamo farlo.

Le verità scientifiche possono trasmettersi senza svalutarsi


mentre qualunque verità filosofica diventa stoltezza in bocca al
volgo.
L'opinione pubblica è sempre stolida quandanche vi risuoni
u na parola sottile.

La critica letteraria include tutto quello che all'uomo


intelligente viene da dire su un libro.

La tecnica non è un'applicazione della scienza.


La scienza è una teoria della tecnica.
184 NICOLAS GOMEZ DAVILA

Il mondo è interessante solo quando si riflette


nell'immaginazione dell'uomo.

Il verso, nd teatro, possiede il vantaggio di impedire


all'autore di trattare i temi che appassionano il volgo.

Nd diventare internazionale, uno stile si prepara a morire.

Spiegare vuol dire sottomettere il caso ad una legge e


ciascuna legge ad una legge più generale. Comprendere
significa ottenere che la nostra esperienza si identifichi con
un'esperienza estranea.
Quello che è spiegato rimane una volta per tutte scoperto; quello
che è compreso dev'essere di volta in volta nuovamente scoperto.

Ammirare ciò che non ci diverte rappresenta la tappa

cJ:i�
intermedia fra la tappa primitiva, nella quale ammiriamo solo
ciò ci diverte, e la tappa finale, dove ci diverte solo ciò che
amm1namo.

Fra l'opera riuscita e l'opera fallita non esiste una differenza


che la ragione chiarisca, bensì una distanza che lo spirito constata.

Quasi tutte le idee sono come un assegno scoperto che


circola fintantoché non si prova a riscuoterlo.

Forse non esiste stoltezza pari a quella di passare la vita


leggendo scrittori mediocri per il solo fatto che sono nostri
contemporanei.

Le tre grandi imprese reazionarie della storia moderna


sono: l'umanesimo italiano, il classicismo francese e il
romanticismo tedesco.

L'autore si esprime nella propria opera e simultaneamente


esprime qualcosa con essa.
L'estetica classica dimenticava la prima cosa e l'estetica
romantica la seconda.
L'estetica moderna, attenta alla sola espressione, dimentica sia
la prima cosa sia la seconda.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 185

Gli elementi ultimi dell'universo devono essere definiti


tautologicamente.
Questi elementi brulicano.

L'inintelligibile è la regione nella quale l'anima alla fine


respira.

L'etica entusiasma l'incredulo, mentre il credente si


rassegna meramente alla morale.

Lo storico moderno è meno interessato agli individui che


alle loro circostanze.
Riflesso dell'attuale mutamento: la maniera di vivere è più
importante della qualità cli chi vive.

L'invidioso vede nella storia solo le abitudini condivise da


tutti.

Le caratteristiche definibili cli un'opera d'arte definiscono la


sua collocazione senza definire il suo rango.

Il grande scrittore è quello che trasforma inconsciamente in


ragioni i pregiudizi dei propri predecessori.

La confusione cli un testo non deriva tanto da un vizio


dell'intelligenza quanto da un difetto del carattere.
Qualsiasi confusione proviene dal timore cli pensare a fondo.

Le idee pure e vergini sono insulse.


L'idea acquisisce sapore scorrendo nella storia.

Lo storico che si ferma per fare un taglio orizzontale nella


storia scrive un capitolo cli autentica sociologia.
La sociologia è la visione statica cli un lasso di tempo storico
più o meno esteso.

Tra complici gli aggettivi non servono.

Il vero aristocratico è colui che ha una vita interiore.


Qualunque sia la sua origine, il suo rango o la sua fortuna.
186 NICOLAS GOMEZ DAVILA

Il sommo aristocratico non è il signore feudale nel suo


castello, bensì il monaco contemplativo nella sua cella.

Nessuno si può appropriare di un'idea superiore a quella


che riesce ad inventare.
Chi crede cli poter impadronirsi di un'idea per il fatto cli
usurpare un vocabolario assomiglia a chi si crede nobile perché
compra un titolo.

Le letture filosofiche sono conversazioni con intelligenze


insigni, col calore delle quali le nostre idee proliferano.
Sotto il sole di Platone, cli Cartesio, cli Kant germogliano
ugualmente, secondo le sementi, rose o rape.

Niente di ciò che accade è necessario, però tutto diventa


necessario una volta accaduto.
Tutto ha una causa, ma qualunque causa ha una pluralità
virtuale di effetti.

Quando l'immaginazione dell'osservatore si idebolisce, il


mondo pare popolarsi cli esseri inautentici.
La carenza cli generosità intellettuale del censore produce
l'inautenticità che censura.

Solo l'imbecille non sente mai dell'empatia verso i suoi


nemici.

Preferire una teoria a un mito non è un requisito della


"verità", bensì una questione cli moda.

Il cattolicesimo di sinistra è la pretesa cli battezzare delle


tesi che non si sono convertite.

Il cristiano attuale non si affligge perché gli altri non siano


d'accordo con lui, bensì perché lui non è d'accordo con gli
altri.

La xenofobia nazionalista conserva intatti alimenti deliziosi


per coloro che non sono né nazionalisti né xenofobi.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 187

Vedere diventa monotono se non è per vedere come vedono


altri.

La letteratura non è "espressione della società". Quello


che viene espresso da una letteratura non esiste come realtà
indipendente dalla sua espressione letteraria.
La completa definizione di una società, tuttavia, comprende la
letteratura che in essa viene scritta.

Una società giusta sarebbe carente di interesse.


La discrepanza tra l'individuo e il posto che occupa fa
diventare la storia_ interessante.

Fornire una risposta religiosa all'enigma del mondo è


un indizio meno sicuro di religiosità che affrontarlo con un
interrogativo religioso.

�oscurità di un testo non è un difetto quando ciò che dice


si può dire solo in modo oscuro.

Tutte le epoche manifestano gli stessi vizi ma non tutte


presentano le stesse virtù.
In ogni tempo ci sono tuguri, ma solo a volte ci sono palazzi.

La natura, per non perire per mano della tecnica, si rifugia


nell'immaginazione di alcuni uomini.

La volgarità consiste tanto nel denigrare ciò che merita


rispetto quanto nell'elogiare ciò che non lo merita.

Nella filosofia di Newman si rende esplicita l'apologetica


celata nelle pieghe dello scetticismo di Hume.

Una grande intelligenza filosofica è quella capace di


�nventare idee sottili e fini che presentino, tuttavia, gli spigoli
!bruschi e i contorni nitidi delle idee grezze.

Tanti uomini illustri a volte espongono idee così cretine che


n on ci azzardiamo a credere di aver compreso.
188 NICOLAS GÒMEZ DAVll.A

Colui che crede di assomigliare ai grandi incorre in una


srupidità minore di colui che crede che i grandi assomiglino a lui.

Il democratico suppone che per salvaguardare la dignità


propria convenga fare a meno di encomiare la grandezza altrui.

Nel confessarsi dipendente, lo spirito nobile si sente


arricchito dallo stesso omaggio che rende.

La volgarità, in soldoni, consiste nel dare del tu a Platone o


a Goethe.

L'ironia a volte è meramente un sintomo della carenza di


senso storico.

Certe intelligenze riescono ad impoverire ciò che toccano.

Il gioco apparentemente più frivolo, nella letterarura


francese, si mette in rilievo in una penombra di orazione o di
blasfemia.

Meglio di qualsiasi altro popolo, quello francese ha saputo


vivere la propria politica con un'ammirevole coscienza del suo
significato spiriruale.

Il grande critico è tanto la somma delle proprie eccentricità


e dei propri capricci quanto delle sue riuscite.

I problemi del XIX secolo preoccupano cosl tanto


l'individuo di sinistra che i problemi del XX secolo non lo
toccano nemmeno.
I problemi posti dall'industrializzazione della società
gli impediscono di vedere quelli posti dalla società
industrializzata.

Il progressismo sta invecchiando· male.


Ogni generazione porta un nuovo modello di progressismo che
accantona con spregio il modello anteriore.
Non vi è nulla di più grottesco del progressista alla moda di ieri.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 189

Solo pochi economizzano la propria energia per le


preferenze autentiche.

Il romanticismo non "scoprì" la natura, bensì il divorzio


minaccioso tra natura e uomo.

La letteratura moderna: una colossale impresa


reazionaria.

L'incredulo si immagina che la religione pretenda di


fornire soluzioni mentre il credente sa che promette solo di
moltiplicare gli enigmi.

Nessun'epoca è epoca di transizione.


Qualunque epoca è un assoluto che divora se stesso.

La filosofia è un genere letterario.

La vita pare sempre una mera preparazione alla vita.


I nostri fini si convertono immancabilmente in mezzi.

La tragedia moderna non è la tragedia della ragione


vinta, bensì.della ragione trionfante.

La solitudine dell'uomo moderno nell'universo è la


solitudine del padrone in mezzo a schiavi silenziosi.

Lo scrittore moderno scrive un romanzo con quello che


Balzac esauriva in un paragrafo.

La "teologia delle realtà terrestri" si riduce a mero


terrenismo se pretende di essere qualcosa più di un'estetica.
Soltanto la bellezza è l'incontaminata realtà terrestre.

Il Concilio Vaticano II sembra meno un'assemblea


episcopale che un conciliabolo di manifatturieri impauriti
per aver perso la clientela.
190 NICOLAS G0MEZ DA VILA

Il cattolicesimo languisce quando si rifiuta di alimentarsi


di sostanza pagana.
I commensali declinano l'invito al banchetto celeste quando
vengono avvertiti che il Walhalla non lo contempla.

Il Cristo dei moderni è figlio di un falegname che la propria


eloquente rivendicazione della giustizia sociale erge a prototipo
dell'intelligenza rivoluzionaria.
Oppure, alternativamente, egli è il simbolo mitico dell'umanità
divinizzata.
Come sono stolti, tuttavia, quei lettori che non sono intimiditi
da questo strano personaggio che attraversa le lande
evangeliche come una burrasca notturna.
L'agitatore crocifisso assomiglia più al Pantocratore bizantino
che all'esempio delle assistenti sociali.

Essendo !'irrecusabilmente gratuito, ciò che è estetico deve


servire da canone supremo per il pensiero.
Dobbiamo utilizzare le categorie estetiche come criterio di
qualunque interpretazione storica.
Ciò che è estetico è la manifestazione sensibile e profana della
grazia.

La storia si arricchisce quando ne contempliamo i fatti


indirettamente.
Come verificando ciò che dice uno scholar inglese di quello che
opina un Gelehrte tedesco su che cosa pensava un umanista
italiano a proposito del riferimento che un commentatore
latino fa a quanto asseriva un erudito alessandrino su un
tragico ateniese.

Quelli che non capiscono che due atteggiamenti


perfettamente contrari possono essere entrambi perfettamente
giustificati non devono occuparsi di critica.

Il mondo moderno non è una disgrazia definitiva.


Esistono depositi clandestini di armi.

Lo studio dei miti appartiene alla metafisica e non alla


psicologia.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 191

Il rituale dello scandalo è altrettanto convenzionale del


rituale dell'encomio.

L'uomo moderno è un prigioniero che si crede libero


perché si astiene dal palpare i muri della sua cella.

Lo scrittore che odia o ama convince meno di quello che


ama e odia.

Il Dio trascendente non è una proiezione del padre carnale.


Un riflesso di Dio, al contrario, rende padre il progenitore
animale.
Ciò che è religioso non è espressione di fatti psicologici o
sociali. Ciò che è sociale o psicologico, invece, sono simboli di
ciò che è religioso.
Quello che ci commuove è sempre realtà metafisica.

Per il pensiero religioso il repertorio tipologico della sua


storia sacra si ripete indefinitamente nella storia profana.
I tipi sono la struttura della sua storia universale.
Nei momenti in cui la sua vita ha significato, l'uomo ripete i
gesti di un dio.

Quelli che risolvono "armoniosamente" un problema etico


si collocano soltanto ad un livello etico inferiore.

La storia dell'arte è la storia dei suoi materiali, delle sue


t ecniche, dei suoi temi, delle sue condizioni sociali, dei suoi
m otivi psicologici o della sua problematica intellettuale, però
non è mai storia della bellezza.
Il valore non ha una storia.

Il nominalista vive in mezzo ai fatti.


Il realista in mezzo agli dèi.

Più che cristiano, forse sono un pagano che crede in Cristo.

Nelle scienze sociali si suol pesare, contare e misurare per


n on essere costretti a pensare.
192 NICOLAS GÒMEZ DAVILA

L'"intuizione" è la percezione dell'invisibile così come la


"percezione" è l'intuizione del visibile.

Come un ragno la coscienza tesse la rete del lessico per


catturare le idee che volano negli spazi interiori come insetti ebbri.

Per difendere una convinzione non conviene sempre


mostrare che un'altra convinzione la giustifica.
Solitamente succede che le convinzioni giustificatrici sono
meno convincenti di quelle giustificate.

Interpretare la storia si riduce a sottolineare correttamente


le sue articolazioni nel tempo.

La ragione a volte debilita ciò che protegge.

La verità è la formula che spiega fedelmente la nostra


visione di un oggetto.
Essendo la relazione tra l'oggetto che si evidenzia e la persona
per la quale risulta evidente, la verità è legata ad un'intuizione
concreta.
La formula cessa di essere verità per chi non può ricostruire
attraverso di essa l'esperienza che la fonda.

Bisogna sospettare che vi sia una certa ipocrisia in ogni


intelligenza coerente.

Il poeta mediocre inventa i propri simboli. Il grande poeta


li scopre.

La parafrasi in prosa della poesia non rivela il suo


significato, bensì il principio della sua struttura.
Il senso prosastico della poesia costituisce la sua forma interna
perché è il fattore che organizza in poesia un insieme di
vocaboli.

L'oggettività artistica può essere più personale della


confidenza.
Per imporre una personalità inconfondibile non è mai
necessario parlare di se stessi.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 193

Il programma giacobino non è stato una mera febbre


ossidionale come si è fatto notare, giacché è ancora in
agguato.

Il romanticismo esprime essenzialmente l'anelito a non


essere qui: qui in questo posto, qui in questo secolo, qui in
questo mondo.

Non possiamo fornire prove delle nostre evidenze, bensì


indicare le evidenze delle nostre prove.

Nella società ugualitaria non trovano posto né i


magnanimi né gli umili; c 'è solo campo libero per le virtù
volgari.

Si richiede una classe sociale oziosa affinché i governanti


siano educati in un clima di idee disinteressate.

Quando immaginazione e percezione coincidono l'anima


si appiattisce.

Siccome la sapienza scivola solo sulle superfici, il pensiero


che si crede profondo è solamente complicato.

L'uomo non è che lo spettatore della propria impotenza.

L'illusione di essere liberi cresce secondo la nostra


sottomissione al mondo.
Lo schiavo di tutto quanto lo circonda proclam·a la propria
autonomia.

Qualunque soddisfazione è una forma di dimenticanza.

Persino coloro che praticano la vita interiore non si


possiedono, bensì si osservano.
Chi è meno padrone di se stesso di Constane, Biran e Arnie!?

Il mondo è un sistema di equazioni scosso dalla tempesta


della poesia.
194 NICOLAS G6MEZ OAVILA

Una disciplina è scientifica quando non esige che chi la


esercita sia intelligente.
Scienza è quello che solo un uomo intelligente inventa, ma che
qualunque imbecille pratica.

L'esercizio efficace di una disciplina letteraria non dipende


dalla retta applicazione di metodi, bensì dalla qualità delle
persone.

Un'opera è letteraria quando autore e opera sono


indisgiungibili; scientifica quando chiunque può averla scritta.

Nell'uomo colto la cultura non è giustapposta alla vita


quotidiana.
Colto è l'uomo che trasfigura in riflessi fisiologici i prodotti più
nobili dello spirito.

Il problema dello pseudo-significato è strano: cosa


crediamo di star dicendo quando diciamo ciò che non significa
nulla?

L'unica definizione di virtù che non fa diventare attraente il


vizio è quella di Sant'Agostino: Virtus non est nisi diligere quod
diligendum est. 18

La scienza alla fine si rapprende in formule e le filosofie in


simboli.
La formula è un ricettario di gesti pragmatici. Il simbolo cerca
di stimolare nell'uomo le sue ali mutilate.

La spiegazione dell'esperienza religiosa non si trova nei


manuali di psicologia.
Si trova nei dogmi della Chiesa.

I nemici del mondo moderno, nel XIX secolo, potevano


aver fiducia nel futuro.
In questo XX secolo resta solo la nuda nostalgia del passato.

18/ La vinù non è altro che amare ciò che deve essere amoto.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 195

La stupidità è il crimine imperdonabile di una classe


oziosa, giacché essere intelligente è la giustificazione della sua
esistenza.

L'intelligenza ha i propri cittadini e i propri forestieri.

Siamo abituati a chiamare perfezionamento morale il farro


che non ci rendiamo conto di cambiare di vizio.

Quelli che ripudiano il dogmatismo devono scegliere fra


indifferentismo e gerarchia.

Le corruzioni del cattolicesimo sono divertenti, quelle del


protestantesimo sono insipide.

L'attività demistificatoria si limita a constatare che le


ideologie occultano interessi e passioni.
Rimane ancora da definire se si tratta di interessi nobili o vili,
di passioni magnanime o meschine.

Fra religione e scienza c'è più antipatia sentimentale che


opposizione logica.

Il luogo e il tempo in cui avviene non sono amibuti più


propri del fatto storico piuttosto che il suo splendore o la sua
_ _
m1sena.
Il giudizio di valore è giudizio su un valore, non un documento
sul giudice.

A partire dalla comparsa del surrealismo la retorica ha


cambiato il suo mezzo senza cambiare la propria indole.
Tradizionalmente la cattiva poesia era retorica intellettuale,
oggi invece è retorica sentimentale.

Il trionfo di colui che non dubita di se stesso è di una


maestosità tediosa.

Il valore pare soggettivo a chi confonde l'oggettività del


valore scoperto con la soggettività del processo con cui lo si
scopre.
196 NICOLAS GéMEZ DAVlLA

Sebbene non sia un oggetto trasmissibile e la sua autenticità


sia un episodio di un'avventura personale, il valore non è
invenzione, ma scoperta.
Quello che vale può valere solo per me, però vale per me
perché vale in sé.

Si sottrae alla decadenza solo chi misura con disprezzo tale


processo inesorabile.

Nell'intelligenza fine si prolunga l'anima stessa, mentre


l'intelligenza volgare è un'escrescenza avventizia manovrata
dall'istinto.

Il cambio generazionale è il veicolo ma non il motore della


storia.

L'anima è ciò che nasce dalle cose quando queste durano.

La filosofia interessante non è quella che estrapola


evidenze, bensì quella che le delucida.

Alcuni filosofi sono talmente ricchi che emettono solo


una quota minima dell'oro che tesoreggiano.
La maggioranza di essi, tuttavia, muore di inflazione
cronica.

Avere delle opinioni è il miglior modo di eludere l'obbligo


di pensare.

La vera sintassi dello stile è l'idea.

La conversazione è interessante solo con chi è solito


dialogare in maniera accesa con se stesso.
Quelli che camminano imperturbabilmente verso la loro meta
sono uno spettacolo affascinante, ma tediosi interlocutori.

I calcoli degli intelligenti di solito sbagliano perché


dimenticano lo stupido; quelli degli stupidi perché ignorano
l'intelligente.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 197

Q�alunque individuo con degli "ideali" è un potenziale


assassino.

Non sono scandalo né la superiorità sociale né l'inferiorità,


bensì certi superiori e certi inferiori.

I grandi libri possiedono una cortesia da re magnanimi:


accolgono il lettore come se fosse un loro eguale.
Lo scrittore mediocre tenta di umiliarci per occultare il suo
basso rango.

Così numerosi sono i poeti che scrivono solo un singolo


buon componimento che dobbiamo considerare questi versi
solitari come avventure di una poesia che si sbaglia di poeta.

Il libro influente soffre della propria influenza.

Qualsiasi nuovo stile insegna a decifrare determinate opere


passate, però ce ne ostacola la percezione di altre.
Certe forme estetiche rimangono eclissate per secoli perché
una nuova forma ha modificato l'assetto della nostra visione.
Imparare a leggere certi libri presuppone la dimenticanza di
certi altri.
Le Muse sono figlie della Memoria e dell'Oblio.

Saper scrivere vuol dire ottenere che la frase aderisca al


proprio significato senza discrepanze.

Sono stati sufficienti pochi anni affinché la poesia ermetica


degli ultimi decenni scambiasse il suo incanto di tesoro
promesso con il tedio di un indovinello risolto.

Appoggiamoci al macigno della divinità finché i fanghi di


questo secolo fluiscono a valle.

Siccome è ovvio che l'autentica opera d'arte è originale,


l'illetterato si immagina che l'opera originale dev'essere
necessariamente opera d'arte.
198 NICOLAS GOMEZ DAVILA

La storia di queste repubbliche latinoamericane si dovrebbe


scrivere senza disprezzo ma con ironia.

Nelle altre lingue esiste una prosa corretta per un uso


quotidiano, mentre in spagnolo scrive decentemente solo il
grande scrittore.
Il libro mediocre è maggiormente mediocre in spagnolo che in
una lingua diversa.

Il vecchio adotta inutilmente opinioni da giovane per far


dubitare della sua vecchiaia.

Solamente nei libri di quelli che le hanno inventate le idee


non invecchiano.

Per quanto tedioso possa essere il tema che tratta,


l'intelligenza affascina.

Il vocabolo usuale è sempre preferibile ai suoi rari sinonimi,


però un lessico preciso scusa qualunque pedanteria.
L'esattezza verbale è una qualità estetica, mentre la rarità di
una voce è un fatto sociologico.

La classe sociale alta è quella per la quale l'attività


economica è un mezzo, la classe media quella per la quale è un
fine.
Il borghese non aspira ad essere ricco, bensì ad essere più
r!CCO.

L'originalità di determinati scrittori proviene


dall'incongruenza fra la visione che esprimono e gli abiti
dell'idioma in cui scrivono.
Questi scrittori sarebbero carenti di interesse se non
scrivessero in una lingua che è per loro ribelle.

Sull'ambigua autenticità della testimonianza si erge la più


nobile autenticità dell'immaginazione.

La più lieve commozione dell'anima ci fa sentire la nostra


esistenza come un alveo che si riempie.
ESCOLJOS A UN TEXTO IMPLICITO 199

Qualunque vita è una roccaforte sotto assedio.

Solo il contemporaneo può esprimere il sapore di un'epoca


e solo lo storico futuro può delineare la sua struttura.

L'intelligenza ci difende dagli sciocchi meno bene di


un'intenzionale vernice di stolidità.

Il vinto ispira sempre simpatia perché normalmente


perdono solo coloro che si rifiutano di commettere qualche
vigliaccata.

La storia non ha leggi, ma ne contiene.


La storia è l'imprevedibile avventura elaborata attraverso le
abitudini della condizione umana.

Quando la propria immaginazione si infiacchisce lo


scrittore classico ricorre alle sue matrici e quello romantico
scimmiotta se stesso.

Così come chi descrive la condizione umana non ha bisogno


di alludere a Dio, chi la interpreta non si può permettere di
ometterlo.

Il pensatore originale è difficile senza essere oscuro.


L'oscurità proviene sempre dall'imperizia con la quale i
discepoli maneggiano l'idioma del maestro.
Il testo opaco è scritto in un lessico estraneo.

Lo scrittore indifferente alla popolarità non pretende di


essere contemporaneo degli scrittori del proprio tempo, bensì
degli scrittori che ammira.

Nulla di più stupido che disdegnare la stupidità quando


sollecitiamo il suo applauso.

La stupidità tattica dell'ambizioso rischia di convertirsi in


stupidità autentica.
L a mente del democratico senile non contiene altro che idee
p er un discorso elettorale.
200 NICOLAS GÙMEZ DA VILA

La nobile inquietudine è la risposta della coscienza al grido


della nostra miseria comune.

Quando ci angosciamo per la morte di una nazione o per


l'avvenire della cultura stiamo paneggiando con inquietudini
subalterne.

Le meschinità della mentalità moderna non sono errori


occasionali bensì trani congeniti.

Qualunque vita è un esperimento fallito.

Del fallimento ne può parlare con nitidezza solo chi è


considerato un vincente dagli altri.

La catasta di predicati incolori che chiamiamo descrizione


di un individuo non è che un insieme di appunti cartografici
per un viaggio possibile.
Ma l'individuale a volte nasce dalla stessa descrizione come
un'assenza evocata da un profumo.

Lo scrinore tradizionale non si occupa della tradizione alla


quale appartiene perché non ha dubbi sulla legittimità della
propria genealogia.
Lo scrittore tradizionalista, invece, imita diligentemente i suoi
presunti predecessori per sembrare della medesima famiglia.

Per persuadere il nostro interlocutore dobbiamo dedurre le


verità da predicargli dagli errori nei quali crede.
La più alta retorica è l'arte di prendere avvio da premesse false
per giungere a conclusioni vere.

Una tradizione non è un presunto catalogo di virtù che


si contrappone a un catalogo di errori, bensì uno stile di
risoluzione di problemi.
La tradizione non è una soluzione pietrificata ma un metodo
flessibile.

Le virtù plasmate dalla volontà sono monumenti scolpiti da


un artista meramente accademico.
ESCOLJOS A UN TEXTO IMPLICITO 201

Neanche per i santi l'intelligenza è superflua.


Esistono santi che la Chiesa ha canonizzato con senno, ma di
cui non deve far mostra.

È così certo che niente di eccellente dipende da noi che


solo il mediocre ci sembra "meritorio".
Le virtù alla nostra portata sono carenti di grazia.

Il futuro appassiona quelli che credono nell'efficacia della


volontà, mentre il passato affascina chi conosce l'impotenza dei
propositi umani.
Quello che l'uomo si propone è sempre tedioso, però quello
che ottiene a volte ci stupisce.

Il passato non è la somma di quello che l'uomo si è


proposto, bensì di quello che Dio gli ha concesso.
Il futuro è la somma dei propositi umani che Dio impone.

Dio è l'intralcio dell'uomo moderno.

Nutrire sfiducia verso l'ispirazione e fiducia verso il


lavoro, come Baudelaire o Flaubert, non significa soccombere
all'orgoglio, bensì sottoporsi alle condizioni della grazia.
Come il mistico alla mortificazione ascetica.

L'invidioso suol chiedersi con malizia a cosa serva il denaro


a1 ricco, scordando che gli serve perlomeno affinché l'invidioso
lo invidi.

Sostare in ogni idea.


Un istante.

La classe media dell'intelligenza è lamentosa e gemebonda.

In questo secolo 11011 si devono riconoscere né compatrioti


né contemporanei.

Il subconscio affascina la mentalità moderna.


erché lì può piantare le sue idiozie preferite come ipotesi
i· rrefutabili.
202 NICOLAS G0MEZ DAVILA

Non dobbiamo scrivere come parliamo bensl come


dovremmo parlare.

Il materialista si irrita se qualifichiamo lo spirito come


spirito, però se diciamo "spirito" (tra virgolette) si rasserena.
Frustrato il tentativo di ridurlo alla materia, le virgolette
calmano il materialista come un augurio di una sua riduzione
eventuale.

Le nostre anime vivono la continuità del tempo come


una serie discontinua di eternità che periscono in catastrofi
susseguenti.

La gran parte degli uomini non ha diritto di opinare ma


solo di ascoltare.

L'uomo può definire solo quello che costruisce. Il resto è


meramente descrivibile.

L'umiltà non disarma in quanto simbolo di anticipata


sottomissione, bensì in quanto repentina rivelazione di un
universo nel quale comandare è qualcosa di maleducato e
volgare.

Le regioni più remote dell'anima sono sempre le più


popolate.
Gli esploratori dell'anima più audaci sbarcano in zone
urbariizzate.

La banalità non sta in quello che si sente bensì in quello che


si dice.

Per non agire come pedagoghi indignati dobbiamo


diventare genealogisti dell'imbecillità.
Classificare le sciocchezze oppure indagare la loro origine ci
pacifica.

Soltanto le anime raffinate possono toccare il piacere senza


sporcarsi.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 203

Quanto più grande è l'incapacità di un popolo tanto minore


è il suo bisogno di governo.

Le discipline assiologiche rispondono tutte alla seguente


regola: nessun valore è funzione costante di accadimenti
operazionalmente definibili.
Nessuna serie assiologica, in altre parole, coincide
univocamente con una serie ontologica.
Gli dèi girano per il mondo a volte vestiti di stracci, a volte
incoronati.

Le grandi opere non hanno discendenza, quandanche i loro


imitatori sostengano il contrario.
È fecondo soltanto il discorso balbuziente del quale si
impadronisce una voce sovrana.

L'estetica non può dare ricette perché non esistono metodi


per fabbricare miracoli.

Ci sono quelli che confessano, senza vergogna, di "studiare"


letteratura.

La lucidità di un artista è altrettanto involontaria come la


sua ispirazione.

Una nazione civilizzata non deve ammettere di essere


governata se non da scettici.

I governanti che rappresentano solo una minoranza devono


inventare la civiltà per non perire.
I delegati di una maggioranza, al contrario, possono essere
scurrili, grossolani e crudeli impunemente.
Quanto più grande è la maggioranza che lo appoggia, tanto
meno il governante sarà accorto, tollerante, rispettoso della
diversità umana.
Quando i governanti si ritengono mandatari dell'umanità
intera il terrore si avvicina.

Gli uomini discrepano meno per il fatto di pensare


diversamente che per il fatto di non pensare.
204 NICOLAs GOMEZ DA VILA

Non vale la pena tentare di convincere quelli che non siano


già convinti in anticipo.
Convincere non vuol dire altro che esplicitare delle convinzioni
implicite.

Non dobbiamo cercare di spiegare, bensì di circoscrivere


l'enigma.

La società ammira senza ipocrisia solo l'intelligenza di colui


che ottiene trionfi meschini.

Una semplice virgola a volte distingue una mera banalità da


un'idea.

Le mete di qualunque ambizione sono vane e il loro


esercizio dilettevole.

La nostra opinione su un grande libro è il verdetto con il


quale il libro ci giudica.

La "torre d'avorio" gode di cattiva fama tra gli abitanti dei


tuguri intellettuali.

Una stupidità rinnovata consente ad ogni epoca di burlarsi


delle stupidità precedenti.

Sentire come viene insultato un grande scrittore irrita meno


che vederlo trattato con una compiacenza benevola.

I critici vagabondano come cani impiccioni fra le grinfie dei


grandi scrittori defunti.
Ah, se si destasse il vecchio leone!

Sapiente è chi non ambisce a nulla vivendo come se ambisse


a tutto.

Nessuno sa mai quale sia il criterio estetico che realmente


sta applicando.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 205

Contemplato alla luce della nostra tristezza, della nostra


gioia, del nostro entusiasmo o del nostro disprezzo, il
mondo rivela una trama così sottile, un'essenza così fine che
qualunque visione intellettuale, confrontata a questa visione
dei sentimenti, pare appena un'ingegnosa volgarità.

All'opposto di quanto accade ai contemporanei, i posteri


percepiscono meglio le virtù dei capolavori e i difetti delle
opere mediocri.

Il "Progresso", la "Democrazia" e la "Società senza classi"


esaltano le folle, ma lasciano le Muse distaccate e fredde.

Il Progresso, nel Parnaso, respira male.

I critici marxisti sfilano di fronte alle opere d'arte come il


popolo di Parigi il 20 di giugno di fronte a Luigi XVI.

La filosofia di Schopenhauer non esclude Dio


necessariamente. Semplicemente non lo include.
Lì, Dio sarebbe il fine della volontà e l'unico nutrimento che la
sazia.

Il nemico mortale di Dio è l'incredulo rispettoso.

Solo l'anima vacillante è immune alla volgarità.

L'uomo intelligente, invecchiando, deve fingere la sicurezza


dogmatica dell'adulto.
Per salvaguardare l'adolescente che perdura in lui.

Il verbo al futuro è la modalità prediletta dell'imbecille.

Quelli che accettano il lessico dei nemici si arrendono senza


saperlo.
Prima di rendersi espliciti nelle proposizioni, i giudizi sono
impliciti nei vocaboli.

Gli artisti moderni ambiscono talmente a differire gli uni dagli


altri che questa stessa ambizione li raggruppa in una sola specie.
206 NICOLAS GOMEZ DAVILA

Il culto cattolico è stato riformato affinché il calore della


moltitudine riunita covi l'uovo del Grand-P.tre di Comte.

Il trionfo o la sconfitta del comunismo tengono svegli coloro


che sono angosciati dal colore, tanto rosso come un altro, del
sudario.

I compiti sociali fondamentali richiedono una certa stupidità.


Le intelligenze che illuminano la storia non avrebbero potuto né
fare affari né reggere uno Stato.

Non ammirare altro che le opere davvero ammirevoli è


indizio di gusto dubbio.
Il vero tatto letterario e l'autentica passione apprezzano l'incanto
del poeta minore e la delicatezza di prose subalterne.

L'uomo scolpisce solo vittorie mutilate.

Soltanto l'allusione può evocare presenze concrete.

Il poeta vuole trasmettere ciò che sente, però confessa solo


ciò che è.

Per quanto meschina e povera sia, qualunque vita ha istanti


degni di eternità.

Non si deve parlare dell'amore fisico con grossolanità o con


pompa, bensì con passione o con odio.

Le idee si arrendono solo a chi le palpa come corpi nudi.

Dio non è l'Amore, bensì il profilo esatto del mio amore.

I posteri preferiscono l'aneddoto piuttosto che l'idea.


Solo la chiacchiera non deperisce.

Niente di più ripugnante di quello che lo sciocco definisce


"un'attività sessuale armoniosa ed equilibrata".
La sessualità igienica e metodica è l'unica perversione detestata
tanto dagli angeli quanto dai demoni.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 207

Qu_alsiasi fatto è sempre meno interessante della sua


narrazione.

La fantasia sfrutta i ritrovati dell'immaginazione.

La bellezza delle cose nobili diffonde nell'anima un'agitazione


che la trascina verso regioni il cui portico è la morte.

Ogni nostro sentimento aspira all'intelligibilità verbale, alla


chiarezza dell'intelligenza.
L'intera ricchezza del mondo aspira alla miseria del verbo.

Senza dignità, senza sobrietà, senza maniere raffinate non


esiste prosa che possa soddisfare pienamente.
Oltre al talento, al libro che leggiamo chiediamo anche buona
educazione.

Il significato dei migliori versi è appena un fugace lampo


notturno.

La buona educazione, in fondo, non è altro che la maniera


di esprimere il rispetto.
A sua volta il rispetto è un sentimento che la presenza di una
superiorità ammessa infonde, per cui dove mancano gerarchie,
reali o fittizie ma osservate, la buona educazione perisce.
La villania è un prodotto democratico.

Noi uomini ordinari semplicemente viviamo.


Solo gli uomini intelligenti esistono.

L'umanità cambia meno quello che ammira piuttosto che le


ragioni con le quali giustifica la sua ammirazione.
Per tremila anni Omero è stato ammirato di volta in volta per
ragioni contraddittorie.
Le opere sopravvivono alle estetiche.

L'estetica è la meditazione di colui che è carente di gusto sui


misteriosi successi di colui che ce l'ha.
Solo quando è venduto il critico formula giudizi impersonali.
Quando il critico non è complice è semplicemente cieco.
208 NICOLAS GOMEZ DAVTLA

L'uomo attuale reclama la libertà affinché la viltà fiorisca


impunemente.

Di fronte all'uomo intelligente che diventa marxista


abbiamo la stessa sensazione dell'incredulo di fronte ad una
giovane graziosa che entra in convento.

Sainte-Beuve è il supremo Selbstbewufstsein 19 letterario.

Lo scrittore puro, in qualunque epoca egli viva, non si


preoccupa di appartenere alla letteratura contemporanea.
Per lo scrittore autentico la letteratura contemporanea è quella
fatta da se stesso.

Seguire la moda importa soltanto all'artista che non


diventerà mai la moda da seguire.

Non c'è stupidaggine che l'uomo moderno non sia capace


di credere, sempre che ciò eluda credere in Cristo.

Il XVIII secolo?
I XVIII secoli.

Le debolezze del grande uomo non lo mostrano più umano,


bensì meramente più simile al volgo.

L'individualismo intransigente, che è stato il morbo del


XVIII secolo, è l'ultimo rimedio che rimane al XX.

L'artista attuale desidera che la società lo ripudi e che la


stampa lo elogi.

L'anima borghese si sente redenta quando s�annuncia


anticonformista.

L'artista contemporaneo si ribella contro la borghesia per


poterle vendere più care le proprie opere.

19/ Autocoscienza.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 209

L'estremismo politico serve a discolpare la mediocrità


intellettuale.

È più facile avere opinioni ardite che essere imeUigente.

Non è la città celeste del]'Apocalisse quella che inquieta il


cattolico progressista, bensì la città-giardino.

L'ateo, a suo modo, concede al cristiano che il cristianesimo


si basa sull'esperienza pasquale, mentre il progressista
evangelico mostra che la sua falsificazione comincia con la
Pasqua cli Resurrezione.

Quando l'imbecille raccoglie, per lanciarli a propria volta,


gli insulti lanciati da un genio, bisogna passare dalla parte degli
insultati.

Senza la zàv'orra dei "cristiani mediocri" la Chiesa si


ribalterebb!:=.

Quelli che si spedalizzano nel discendere fino al•fango


per disseppellire le sordide radici delle nostre virtù ricevono
l'applauso della nostra viltà congenita.

L'uomo moderno crede che l'analisi di un prodotto riduca


questo ai suoi componenti.

L'uomo, per contrastare la convocazione cli Dio, fa appello


al proprio degrado.

Virtualmente l'uomo può costruire apparecchi capaci di


tutto.
Eccetto di avere coscienza di se stessi.

Non esiste idiozia che una sintassi elegante non possa


redimere.

La fede di qualunque uomo intelligente, qualsiasi fede,


barcolla quando ascolta i suoi correligionari.
210 NICOLAS GOMEZ DAVILA

In nessun'epoca passata le lettere e le arti hanno avuto


maggior popolarità che nella nostra. Arti e lettere hanno irrotto
nella scuola, nella stampa e negli almanacchi.
Nessun'altra, tuttavia, ha fabbricato oggetti tanto brutti né
fatto sogni così volgari né adottato idee altrettanto sordide.
Si suol dire che il pubblico è meglio educato. Ma non si nota
proprio.

L'arte non educa che l'artista.

Il lessico religioso riceve da chi lo profana un tale vigore


espressivo che in bocca di quelli che semplicemente lo
volgarizzano non avrebbe mai.

Quasi tutte le anime possiedono tre strati distinti: una buccia


amara, una polpa tenera e un nocciolo vile.

Lo spettatore di Edipo, di Amleto, di Fedra e di Faust gode


più della propria "cultura" che del pezzo teatrale.

La Rivoluzione francese sembra ammirevole a chi la conosce


male, terribile a chi la conosce meglio e grottesca a chi la
conosce bene.

I prolegomeni a una dottrina possono comparire dopo anni


dalla dottrina stessa.
Esistono così dottrine successive alla dottrina che precedono e
dottrine precedenti alla dottrina che seguono.

Le obiezioni normalmente mosse a un Kierkegaard, a un


Baudelaire, a un Pater implicano che si dovrebbe criticare Cristo
per aver vissuto da celibe, distante dai commerci e restio ad
occupare qualche carica nell'amministrazione pubblica.

Il sintomo più sicuro della mediocrità di un pezzo teatrale è


la possibilità di definire in modo soddisfacente il suo argomento.

È savio non tanto chi dice la verità, quanto chi conosce la


precisa portata di quello che dice.
Chi non pensa di dire qualcosa di più di quello che sta dicendo.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 211

Chi acquisisce esperienza politica confida solo nella


massima classica: non fare oggi quello che può essere lasciato
per domani.

Lo scemo non rifiuta i luoghi comuni in quanto sciocchi


bensl in quanto comuni.

Maturare vuol dire trasformare un numero crescente di


luoghi comuni in esperienza spirituale autentica.

Trangugiare banalità, assimilarle, alimentarsi di esse è il


sintomo inequivocabile dell'autentica originalità.
Il monarca legittimo conia a propria effigie le monete dei suoi
predecessori.

Per trattare il tema che conosciamo male abbiamo bisogno


di un libro, ma sono sufficienti poche frasi per quello che ci è
familiare.
L'ignoranza ci fa diventare prolissi.

Per far centro è necessario contraddirsi.


Poiché l'universo è contraddittorio.

I filosofi non sono dei cacciatori di verità: le verità sono


delle cacciatrici di filosofi.

La retorica indubbiamente serve ad occultare l'assenza di


idee, però il vocabolo "retorica" si usa per denigrare le prose
più belle.
Con questo termine si fanno scudo coloro che sono insensibili
alla bellezza letteraria.

Le obiezioni di quelli che non condividono le convinzioni


che criticano sono sempre discordanti e incongrue.

Dove si riesca effettivamente ad istituzionalizzare davvero


la mobilità sociale le rivoluzioni si renderanno difficili, però la
civiltà sarà impossibile.
212 NICOLAS GÒMEZ DAVll.A

Le idee tiranneggiano coloro che ne hanno poche.

Gli storici recenti assegnano più importanza alla geodesia


della storia piuttosto che alla sua climatologia.
Il grande storico, tuttavia, è chi si può permettere di
disegnare una mappa erronea degli accadimenti di un'epoca,
purché indovini nell'evocazione del suo "spirito", della
sua "anima", del suo "sapore", del suo "colore" e del suo
"clima".
Secondo Acton, Luigi Filippo asseriva che la Histoire des
Girondins era il documento migliore su ciò che era stata la
rivoluzione per i contemporanei.
Magari la funzione dell'erudito è quella di glossare i
Lamartine e i Michelet.

La società aristocratica è quella nella quale l'anelito della


perfezione personale è l'anima delle istituzioni sociali.

Nel migliore dei casi alla società democratica è sufficiente


garantire la convivenza.
Le società aristocratiche, invece, erigono sulla gleba umana
un palazzo di cerimonie e di riti al fine di educare l'uomo.

Le feste democratiche commemorano rivolte vittoriose.


L'aristocrazia preferiva le pompe liturgiche.
La festa della Federazione terminò in balli di contrada.
L'etichetta imperiale si prolungò nel rito gallicano di una
messa milanese.

L'aristocratico non difende la libertà per assicurare


l'autonomia della propria volontà, bensì l'autonomia delle
norme proprie della perfezione personale di ogni individuo.

Lo storico che spregia la "superficie pittoresca della


storia", con la pretesa di diventare un rabdomante di
"correnti storiche profonde", sta dimenticando che la storia è
quello che succede all'individuo in carne ed ossa in un certo
istante e in un certo luogo.
,ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 213

In un'economia borghese gli uomini sono dei mezzi usati


per acquisire dei beni.
In un'economia feudale i beni sono dei mezzi usati per
acquisire degli uomini.

L'uomo si deve fingere civilizzato per poter esserlo.


La sua capacità di ipocrisia misura la capacità di civilizzazione
di un popolo.

Sospetto di qualunque idea che non paia obsoleta o


grottesca ai miei contemporanei.

Il culto dell'umanità si festeggia con sacrifici umani.

La fede, qualunque fede, deve chiedere allo scetticismo di


comporle i programmi politici.

I nuovi catechisti proclamano che il Progresso è


l'incarnazione moderna della speranza.
Però il Progresso non è una speranza emergente, ma l'eco
agonizzante della speranza scomparsa.

La letteratura ha tre nemici; essi sono il giornalismo, la


sociologia e l'etica.

La libertà perdura fintantoché lo Stato funziona tra


l'indifferenza cittadina.
Si abbozza il dispotismo quando il cinadino si entusiasma a
favore del proprio governo o contro di esso.

Il ·marxismo mostra che l'economia determina la storia,


però pretende di redimere l'uomo attraverso una riforma
giuridica.

L'Europa, in senso stretto, consta dei paesi educati dal


feudalesimo.

Il premarxista è infantile e il marxista grezzo; solo il


postmarxisra è adulto.
214 NICOLAS GOMEZ DAV!LA

Credere nei posteri è una scemenza necessaria allo scrittore.

L'ambiguità della nozione di classe permette di adulterare


la storia trasformando le guerre civili, che sono frequenti, in
guerre servili, che sono scarse.

Lo storico marxista dà una mano di vernice monocroma


sopra le tinte policrome della storia.

Per il marxista, il ribellismo nelle società non comuniste


è un fatto sociologico e nella società comunista un fatto
meramente psicologico.
Nel primo caso si ribella uno "sfruttato", nel secondo caso si
rivela un "traditore".

Cervantes è colpevole dell'insipidezza della critica


cervantina spagnola perché ha dato in eredità un libro ironico
a un popolo senza ironia.

È intelligente solo chi non teme di essere d'accordo con gli


stupidi.

Chiamiamo intelligenti quelli che si sbagliano in un


determinato modo.

L'incarico della sociologia è l'elaborazione di un lessico per


Io storico.

Nessuno si ritrova quando cerca meramente se stesso.


La personalità nasce dal conflitto con una norma.

L'"io" non è "hai'ssable" 20; ciò che è "hai'ssable" è il "noi".

Il proletariato, nel nostro tempo, è il padrone della


"giustizia", della "legge" e della "storia".
L'orgoglio del fariseo pulsa nei cuori proletari.

20/ Odioso, detestabile.


ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 215

Si è perduto il senso dell'orgoglio individuale. All'idea di


grandezza personale è stata sostituita l'idea del potere della
specie.
Una simile conversione al collettivo preserva l'orgoglio per
anni da esperienze che lo umiliano. L'orgoglio individuale,
in effetti, riscontra presto la propria inezia, mentre l'orgoglio
della specie può aver fiducia in istanze future che lo riscattino
anche nel mezzo di un disastro.

L'umanità è l'ultima spiaggia dello scemo.

Tutti si sentono superiori a ciò che fanno poiché si credono


superiori a ciò che sono.
Nessuno crede di essere il poco che in realtà è.
La nostra apparenza insignificante è la testimonianza fedele
della nostra insignificante realtà.

Far tabula rasa del passato non è il modo di operare


efficacemente, bensì lo è plasmare il nostro proposito nel suo
marmo.
L'originalità è plagio di un genio.

Evidenza e coerenza si escludono.

L'oggetto di malgusto viene fabbricato dove il prestigio


sociale fa acquisire oggetti che non procurano piacere alcuno a
chi li compra.

La metafora è un ornamento barocco.


L'arte barocca è quella che predilige l'espressione metaforica
a quella diretta. L'arte classica è quella che cerca di evitare la
metafora che l'uso e l'usura non hanno trasformato in semplice
vocabolo.
Classica è l'arte che esprime il massimo del significato con il
minimo delle metafore.

In ciascun secolo il diavolo sceglie un demonio diverso per


tentare la Chiesa. Il demonio attuale è singolarmente sottile.
216 NICOLAS G<'.>MEZ DAVlLA

L'inquietudine della Chiesa di fronte alla miseria delle


moltitudini oscura la sua coscienza di Dio.
La Chiesa inciampa nella più astuta delle tentazioni: la
tentazione della carità.

Distruzioni e ricostruzioni, nella storia, hanno un autore noto.


Ma le costruzioni sono anonime.

La sventura di chi non è intelligente è che non ci sono idee


intelligenti.
Idee cioè che sarebbe sufficiente adottare per essere alla pari
con l'intelligente.

Della letteratura trascorsa l'illetterato apprezza soltanto


quello che gli ricorda l'arte contemporanea che ammira.

La comparsa recente di una letteratura di professori ci ha


riconciliato con la letteratura di giornalisti.

Lo storico ha la possibilità di scrivere la storia di quello che


odia ma non di quello che disdegna.

Alcuni storici sembrano supporre che Atene interessi


perché importava grano ed esportava olio.

L'opera letteraria si suol scrivere negli intermezzi della


meditazione dell'autore sull'opera che si propone di scrivere e
che mai scrive.

Nessun autentico problema ha soluzione.


E questo è ciò che definisce la sua autenticità.

Qualunque esegesi del Vangelo ci convince della riuscita


dell'esegeta opposto.

La vita è tema da natura morta, interessante soltanto in pittura.

La carità è virtù dei forti.


Tra i deboli è elucubrazione sulle future corrispondenze
mutue.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 217

Coloro che citano un autore mostrano che sono stati


incapaci di assimilarlo.

_Tanti "filosofi" credono di pensare perché non sanno


scrivere.

Quando una nazione ne imita un'altra la nazione imitata


disdegna quella che la imita.
Qualsiasi copia pare grottesca all'originale.
Fra nazioni rinchiuse nelle proprie differenze, al contrario,
esiste ostilità, ma non disdegno.
Il meteco è un più sicuro candidato al disprezzo da parte
dell'autoctono che il semplice pellegrino.

Siccome in storia tutto è causa di tutto, non esiste disciplina


più difficile né più facile.

Nei paesi intellettualmente indigenti il patriottismo del


lettore compensa il talento insufficiente dell'autore.

Le grandi potenze non hanno bisogno di inventarsi grandi


uomini come consolazione.

Manifestare all'anima instabile che comprendiamo il suo


problema significa renderlo insolubile.
Uno sguardo ottuso dissolve le inquietudini.

Più che la pratica di un'etica o l'adesione a una dottrina il


cristianesimo è lealtà a una persona.
La Chiesa poté cristianizzare gli ideali del Medioevo e
i comportamenti feudali perché, senza essere cristiani,
appartenevano alla stessa specie spirituale del cristianesimo.

La "visione oggettiva" non è una visione priva di pregiudizi,


bensì una visione sottomessa a pregiudizi altrui.

I progetti dell'uomo sono carenti di interesse. Di


interessante c'è solo la storia.
Vale a dire: ciò che Dio fa con i progetti dell'uomo.
218 NICOLAS GÒMEZ DAVILA

Una grande tradizione intellettuale è una garanzia di


sensatezza per chi la eredita e un fornito repertorio di
sciocchezze per chi meramente se ne appropria.

Esistono due forme simmetriche di barbarie: quella dei


popoli che non hanno che costumi e quella dei popoli che non
rispenano che le leggi.

Il discorso umano oscilla fra due poli: quello delle verità


esatte ma tediose e quello delle verità divertenti ma inesatte.

Il vantaggio dell'aforisma sul sistema è l'immediatezza con


la quale si dimostra la sua insufficienza.
Fra poche parole è difficile nascondersi come fra pochi alberi.

Al fine di sedurre non è necessario che lo scrittore abbia


qualcosa da dire, bensì che sia qualcuno.

Il pensiero non inizia da un'osservazione o da un


esperimento, bensì da un pregiudizio.
Il pregiudizio è l'organo dell'appropriazione intellettuale
dell'universo.

L'intelligenza non stanca, però i suoi frutti imputridiscono.

La pedanteria morale sta nel trattare se stessi come l'etica


kantiana richiede che si trattino gli altri.

Il pensiero, filosofico o scientifico, non nacque quando si


iniziò a pensare in una determinata maniera, bensì quando fu
fatta la prima ipotesi.
Pensare vuol dire correggere un'ipotesi previa, qualunque sia.

La vita non insegna niente direttamente; semplicemente


confuta falsi pregiudizi.

Non bisogna aspettarsi niente da nessuno né spregiare


niente da nessuno.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPL(CITO 219

Chi confessa enfaticamente la nostra fede sembra tradirla.

La nostra verità suol essere la somma delle restrizioni che


tacciamo.

La retorica verbale ammazza il libro, però senza eloquenza


intellettuale il libro abortisce.

Dopo millenni di letteratura dovremmo sapere che la verità


importa meno del talento con cui uno scrittore si sbaglia.

Coloro che credono nella "Verità" limitano le loro letture


agli errori popolari del momento.

La verità è qualcosa di comune a certe "verità" e certi


"errori" come lo è la bellezza alle opere di tutti gli stili.

Più che il prodotto di determinati metodi la verità è la


melodia di certe anime.

Quando pensiamo che !'"anima" di uno scrittore sia


interessante è meramente perché stiamo chiamando "anima" il
suo talento.

Le istituzioni sociali sono costruzioni del realismo dissolte


dal nominalismo.
Quando un'istituzione pare consistere negli uomini che la
rappresentano, la sua morte si avvicina.

Per sapere che cosa ha detto un uomo intelligente si è soliti


limitarsi ad ascoltare qualche scemo che lo scimmiotta.

È sufficiente rispondere a una domanda importante per


sembrare grotteschi. (Per esempio: cosa pensa lei dell'amore,
della vita, dell'arte, di Dio?).

Collocare l'individuo in un posto che non merita è meno


grave che ubicare un valore dove non gli corrisponde.
220 NlCOLAS GÒMEZ DA VlLA

La psicologia non è scienza dell'anima bensì delle sue


attività.
L'introspezione più acuta segue solo la traccia di piedi sempre
invisibili.

Dalle entità empiriche possiamo dedurre solo esistenze


analoghe. Soltanto l'inruizione assiologica proietta ombre
trascendenti.
L'anima è quello che si sottrae all'osservazione psicologica e
Dio è quello che elude qualunque prova.

Fra intellettuali la conversazione è uno scambio di idee di altri.

Si possono ammirare autori greci e latini senza pericolo,


però se distrattamente si confessa dell'ammirazione per
Shakespeare o per Racine c'è sempre qualche inglese e francese
che diventa comicamente petulante.

Un nome di artista suol essere l'aggettivo più utile del


lessico critico. Virgiliano, per esempio, rimpiazza intere pagine
di frasi vaghe.
L'artista originale equivale a una sensazione irriducibile la cui
denominazione moltiplica le nostre possibilità di discorso.

La nostra scienza in ogni momento non è che l'ipotesi che


fino a quel momento nessun esperimento ha falsificato.
Il compendio scientifico definitivo non sarà mai più del
pregiudizio vigente nell'istante in cui l'umanità si estingua.

L'anima volgare cela la propria gioia per timore dell'invidia;


l'anima nobile lo fa per compassione verso di essa.

Il giudizio di esistenza è una struttura di giudizi di valore.


L'innocenza di coloro che pretendono di asserire qualcosa
senza nulla rischiare.

Tutto ciò che è superiore ci disturba: la bellezza o la bontà,


Dio o il genio.
La nozione di ideologia è un'invenzione ideologica
dell'impegno di umiliare ciò che è grande.
ESCOLJOS A UN TEXTO IMPLICITO 221

Ma·rx e Freud hanno fatto diventare tollerabile all'invidia la


visione della storia.

A nessuno risulta difficile amare il prossimo che sembra


inferiore.
Ma amare _chi sappiamo essere superiore è ben altra cosa.

L'egualitarismo non è un tributo ai diritti di coloro che


ci succedono, bensì intolleranza dei diritti di coloro che ci
precedono.

Le opinioni stupide cessano di irritarci se le stiamo a sentire


come fossero documenti sull'opinante.

Il mondo attuale accoglie con tanta generosa tolleranza


qualunque novit� che in pochi istanti la banalizza.
Chi si occuperà di scrivere sulla libertà strangolatrice?

La poesia è una i;naniera di evocare qualsiasi aspetto del


mondo che allude alla morte.
La giovinezza è un tçma poetico perché non dura e la gioia lo è
perché passa.
La poesia di ciò che è.eterno è la fragranza del cadavere della
morte.

Qualunque idea finisce per essere prostituta.

Di ciò che è importante niente è dimostrabile.


Solamente mostrabile.

Il marxismo e il freudismo negano l'individualità.


La sessualità e l'economia plasmano la stessa materia
omogenea.
Secondo queste dottrine l'individualità sarebbe una mera
somma di aneddoti, quando in realtà è ciò che trasforma gli
aneddoti in somma.

Qualsiasi pace si compra con delle meschinità.


222 NICOLAS GÒMEZ DAVILA

Verità o autenticità non sono mete della letteratura, bensì


proprietà utilizzabili letterariamente di certe proposizioni
come la loro musica verbale o il loro grafismo evocativo.

La teologia cattolica insegna che l'atto di fede non è


solamente soprannaturale e volontario, bensì anche razionale.
Una tesi giusta fintantoché non concluda che un ragionamento
sostiene l'atto, ma che la ragione dimostra che nessuna causa
empirica lo spiega.
L'atto di fede è razionale quando la ragione prova che tale atto
non segue da paralogismi, stati emotivi, regressioni infantili,
strutture sociali o comportamenti economici.
La fede razionale è quella che si awalora come dato ultimo
dell'esperienza.
Come un atto soprannaturale.

Il santo non è un tipo differente d'uomo ma una specie


umana nuova.

Le dottrine cristiane sono al contempo dei beni senza


padrone e una proprietà privata.
· Il significato delle loro formule pubbliche si consegue tramite
un'avventura personale, inspiegabile ed intrasferibile.
Luoghi comuni che repentinamente si convertono in scoperte
dd nostro ingegno.

Così tante volte ci hanno predicato che il giusto cammina


mascherato da peccatore che siamo avvezzi a dimenticare che
a volte si traveste da giusto.

Oggi chi pretende di differenziarsi non deve essere


anticonformista.

È raro il morto al quale la morte non stia troppo larga.

Il marxismo annuncia che rimpiazzerà il governo delle


persone con l'amministrazione dei beni.
Purtroppo il marxismo insegna che il governo delle persone
consta dell'amministrazione dei beni.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 223

li grande scrittore non è quello che ci pare grande, bensì


quello che ci sembra, mentre lo leggiamo, l'unico grande.

"Une nouvelle distribution de la richesse produit une


nouvelle distribution du pouvoir"21, scriveva Barnave nel 17 85.
Legge che la Rivoluzione francese realizza.
Però le riforme elettorali e le rivoluzioni posteriori compiono
una legge distinta: une nouvelle distribution du pouvoir
produit une nouvelle distribution de la richesse.
Le "leggi storiche" hanno una validità breve.

Ci sono tante diverse storie possibili di qualsiasi


accadimento quanti sono i differenti storici possibili.

li progresso scientifico di solito proviene dall'attenzione


con cui si studia una banale eccezione a una regola.
li filosofo, in ciò che si definisce filosofia della storia,
considera le eccezioni alle sue "leggi" come semplici scortesie
della provvidenza.

Le norme scientifiche sono quelle che possiamo usare, ma


non violare; le norme assiologiche quelle che possiamo violare,
ma non usare.

La "necessità" è l'attributo che caratterizza le tautologie, le


norme etiche e le opere d'arte.
Il mondo naturale è un fatto bruto, un semplice accadimento
che non tende a nulla. La legge naturale descrive meramente
il comportamento di un determinato sistema. Lì non vi è
necessità e neppure finalità.
La necessità è lì metafora logica e la finalità è metafora
mentale.
La libertà, al contrario, instaura una necessità in seno alla
contingenza: come un valore estetico in una configurazione di
colori.
Il Partenone presso la sua altura è una necessità eretta da un
atto libero su un fatto bruto.

21/ Una nuova distribuzione della ricchezza produce una nuova distribuzione
del potere.
224 NICOLAS G◊MEZ DAVILA

Il poeta non traduce una visione in parole. La sua visione


viene elaborata nelle parole stesse.
Il poeta non scopre quello che intende dire se non dicendolo.
La poesia è retorica vincente.

L'uomo vive del disordine del proprio cuore e muore


dell'ordine che la vita stabilisce in esso.

A volte basta che una società abolisca una consuetudine che


reputa assurda affinché una repentina catastrofe le dimostri il
suo errore.

La differenza fondamentale fra gli uomini consiste nella


forma con la quale scrivono la parola giustizia: con maiuscola o
tra virgolette.

Il clero progressista disapprova la "mentalità da ghetto"


dell'odierno vecchio cristiano.
Questi sac_erdoti prediligono l'attività mercantile e borsistica
dell'ebreo moderno al ghetto, in cui fiorì la fedeltà di
Israele.

Non dobpiamo usare come documento storico le opere


maestre bensì quelle mediocri.
Quello che differenzia le epoche è la loro maniera di fallire.

L'artista che si giustifica allegando la propria sincerità


vuol farci credere che il suo fallimento è stato deliberato.

Il criterio clandestino di qualunque variante filosofica è


l'implicazione, ci la non implicazione, di una trascendenza.

L'intelligenza senza pregiudizi è solo quella che conosce


i propri.

Il problema classico dell'esistenza del male inquieta


meno del problema romantico della sua seduzione.
La tesi semplicistica _di un principio antagonista· retrocede di
fronte ai terribili indizi di una fluorescenza angelica.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 225

Il pensiero è illimitato in entrambe le direzioni: non giunge a


conclusioni ultime né a principi primi.

Chi professa senza riserve che la letteratura è espressione


della società rischia di usare come documento storico delle mere
formule di retorica tradizionale.
La letteratura suol essere espressione della letteratura anteriore.

Solo perché ordinò di amare gli uomini, il clero moderno si


rassegna a credere nella divinità di Gesù; quando in realtà è solo
perché crediamo nella divinità di Cristo che ci rassegnamo ad
amarli.

Il cristiano è colui che fonda la sua accettazione


del]'evangelium Christi sulla propria fede nell' evangelium de
Chnsto. 22
E non viceversa.

Le opinioni non sono tutte rispettabili se non da morte. È


soltanto in quanto cadaveri che le sciocchezze non puzzano.

Qualunque soluzione è falsa.

Il mito non è visione obsoleta, bensì funzione semantica


che permerce riferimenti, errati o correrti a seconda del caso, a
determinate evidenze.
Il mito non è scienza prematura dell'universo, bensì dimensione
specifica del linguaggio.

Lo spettacolo di una vanità ferita risulta grottesco quando la


vanità è altrui e ripugnante quando è la nostra.

Nessuno di quelli che conoscono se stessi può assolversi.

Quello che indign a i moderni nel dogma del peccato originale


non è tanto il castigo ereditario ma la colpevolezza ereditaria.
Essere moderni significa dichiararsi enfaticamente innocenti
rifiutandosi di essere perdonati.

22/ "Vangelo di Cristo" il primo e "vangelo su Cristo" il secondo.


226 NlCOLAS GÒMEZ DAVILA

Proclamare l'uomo "misura di tutte le cose" non significa


affermare la sua grandezza ma confessare le sue limitazioni.
Una sentenza da prigioniero che si vanta di esserlo.

Uomo "privo di pregiudizi" suol significare uomo privo


· di spiritualità.
Pregiudizi, superstizioni e scrupoli sono fioriture dello
spirito nascente in anime semplici. Sradicarli al fine
di liberare queste anime da ciò che "asfissia la libera
espressione dello spirito" asseconda meramente l'erosione
di terre povere.
Liberare l'uomo comune dalle ossessioni meschine che
lo angosciano non vuol dire redimerlo da un'esistenza
spiritualmente sudicia, bensì vietargli l'unica spiritualità alla
sua portata.

Gerarchia spirituale ascendente:


- avere idee e non essere intelligente;
- non avere idee e non essere intelligente;
- non avere idee ed essere intelligente;
- avere idee ed essere intelligente.

L'intellettuale si distingue dall'uomo colto come i


materiali plastici dalle materie nobili.

Quello che differenzia la frase sublime da quella ridicola


è il suo autore.

Coloro che professano che l'essenziale del cristianesimo


non è la "dottrina", bensì la pratica e la vita, predicano
surrettiziamente una dottrina nuova.
Con il motto, attraente per lo sciocco, della "superiorità
della vita" intendono insinuare che il nostro destino
terrestre è il solo che conta.
L'irreligione gode nel vestirsi dal guardaroba evangelico.

I libri degli epigoni non sono mediocri perché ricalcano


quelli del maestro, bensì perché non riescono a ricalcarli.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 227

Il pensiero di un filosofo, in fondo, risulta essere quello


che circola nella storia sotto il suo nome più di quello che ha
veramente pensato.
Tutto finisce in fesseria.

Le filosofie che il pubblico conosce ed apprezza sono rosari


di volgarità affibbiate a nomi illustri.

Il governante intelligente si deve proporre in modo


sistematico di non risolvere altro che il minor numero di
problemi.

Per il democratico la libertà non significa poter dire tutto


ciò che pensa, ma non dover pensare tutto ciò che dice.

Il lessico filosofico si differenzia in vocaboli per pensare e


vocaboli per credere di pensare.

La maggioranza della gente crede di pensare perché non


conosce il senso dei termini che impiega.
Anche al più loquace è sufficiente presentare una definizione
per renderlo muto.

Gli inganni estetici proliferano oggi perché gli appassionati


odierni sono di solito degli specialisti qualunque ai quali è
facile suggerire che le attività artistiche sono tanto inaccessibili
al profano quanto lo sono le loro.
Critica, lettere ed arti si piagano di impostori quando
l'appassionato semplicemente colto scompare.

Per divenire leggibile il libro mediocre ha bisogno di avere


perlomeno cent'anni.

Prima la Chiesa assolveva i peccatori; oggi si è risolta ad


assolvere i peccati.

Chi vede che le proprie idee si diffondono deve sospettare


che tradiscano.

Meditare significa dialogare con qualche defunto.


228 NICOLAS GÒMEZ DAVILA

Così come alla teoria fisica del colore non compete la sua
qualità sensibile, all'analisi stilistica di uno stile non compete la
sua qualità estetica.

Nel momento in cui siamo impressionati da un luogo


comune crediamo di possedere un'idea nostra.

Persuasi di avere appuntamento con un'idea presso un


palazzo, di solito ci svegliamo accanto ad un luogo comune in
un postribolo.

Le dimostrazioni della fede sono interne alla fede come


quelle della scienza lo sono alla scienza.

Credo ut intelligam23 è l'epigrafe di tutti i trattati di


qualsivoglia metodologia.

In quest'epoca piena di minacce non c'è niente di più


frivolo che occuparsi di cose serie.

Non i cristiani di ieri sono i cristiani di Nietzsche, bensì


quelli di oggi.
Storico inesatto, ma forse profeta.

Come si può saltare kierkegaardianamente dall'etica alla


religione? Per mezzo dei trampolini che Hume colloca con
ironia in calce alle proprie opere.

Lo scettico è un filosofo che non ha avuto tempo di


diventare cristiano.

Oggi per essere un puritano è sufficiente avere del gusto.

Gli arcangeli dell'idealismo tedesco fecero precipitare il


demone Au/kliirung nel Tartaro ma si scordarono di sigillarne
le porte di bronzo. Oggi la Au/kliirung usurpa nuovamente il
trono del mondo.

23/ Credo per capire.


ESCOLJOS A UN TEXTO IMPLICITO 229

Malgrado la sua prepotenza la Au/kliirung deve tuttavia celare


le sue ali spezzate. Non esibisce più agli esperti i titoli con i
quali pretendeva di giustificare i propri attacchi.
Solo di fronte alle moltitudini ignoranti si arrischia ancora a
fingere maniere da monarca legittimo.

Affinché l'idea più sottile diventi sciocca non è


necessario che sia esposta da uno scemo, ma che uno scemo
l'ascolti.

Chi crede in Cristo perché ne ammira parole od opere non è


cristiano.
Il cristiano non crede in Cristo per il fatto che Cristo predichi
dei valori da lui previamente ammirati; al contrario, il cristiano
chiama valori ciò che Cristo predica perché egli crede in Cristo.
Il cristianesimo non applica un criterio a Cristo, bensì applica
Cristo come criterio.
Il cristianesimo è un metodo specifico di fondare il valore.

Valore è quello che la volontà asserisce, se la volontà che


asserisce è quella di Dio.
Il valore è soggettivo per Dio ed oggettivo per l'uomo.
Il razionalismo tomista rende Dio un uomo; il soggettivismo
assiologico rende l'uomo un dio.

La finalità delle scienze sociali non è la risoluzione dei


problemi, bensì la redazione del repertorio completo delle
domande che lo storico deve formulare alla storia.

La pluralità empirica di sistemi simbolici è un indizio di una


pluralità di referenti reciprocamente irriducibili. Ci possiamo
riferire alla totalità dei referenti solamente impiegando la
totalità dei sistemi.

Il mito è il linguaggio della percezione immediata, vale a


dire di quella che intuisce il trascendente in ciò che è sensibile.

Oggi definirsi "cristiani" suol essere una maniera di


indicare che non si lotta contro il cristianesimo da fuori, ma da
dentro.
230 NICOLAS G6MEZ DAVILA

In seno alla Chiesa attuale sono "integralisti" quelli che


non hanno compreso che il cristianesimo necessita di una
nuova teologia e "progressisti" quelli che non hanno capito
che la nuova teologia dev'essere cristiana.

La grammatica della storia è la sociologia.


Però solo la storia è il linguaggio di questa grammatica.

L'esistenza di una carmelitana scalza redarguisce più


seriamente l'incredulo dell'attività sindacale di un prete.

L'urgenza metodologica di studiare in modo separato


ogni tipo di condotta falsifica la coscienza e perturba la
società.
Isolata dal suo contesto totale, la condotta studiata
acquisisce una rilevanza che la trasforma in condotta
predominante. L'attenzione indirizzata ad essa modifica la
struttura globale del comportamento.
La preponderanza dell'attività economica nella società
borghese, più che causa è stata effetto della fondazione
della scienza economica nel XVIII secolo. L'obbligo
metodologico di inventare un homo economicus ha influito
sulla coscienza, la quale affrettatamente ha sottomesso il
proprio comportamento alle norme di tale schema astratto.
Oggi, in modo analogo, lo studio della sessualità è diventato
un'ossessione che riduce la persona alla propria attività
sessuale, la società ad una manifattura di erotismo e il sesso
alle variazioni del coito.

Nel credermi padrone di una verità non mi interessa


l'argomento che la confermi bensl quello che la confuta.

La scienza non è una scala di Giacobbe che serve a salire


fino all'empireo cristallino di incorruttibili verità.
Siccome le sue proposizioni non provengono da un processo
di sperimentazione che le imponga, la somma temporanea di
proposizioni falsificabili di cui consiste non scagiona l'uomo
dalla sua schiavitù verso la storia.
Dato che non esistono proposizioni verificate che affiorino
dalle acque del tempo, tanto la coscienza costruttrice
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 231

quanto l'oggetto costruito fluiscono sommersi nella storia.


Salvo le tautologie, esistono solamente stati storici di una
scienza.

La proposizione scientifica prospetta un'alternativa


violenta: capirla o non capirla. La proposizione filosofica, al
contrario, è suscettibile di intellezione crescente. Infine, la
proposizione religiosa è un'ascesa verticale che consente di
osservare il medesimo paesaggio da distinte altezze.
La scienza contrappone ignoranti e sapienti. La filosofia
gerarchizza discepoli e maestri. Per il cristianesimo, alla fine,
ciò che crede la bigotta non è diverso da ciò che crede il santo.
L'unico perimetro entro cui possiamo condividere opinioni
senza sentirci umiliati è quello di una chiesa.

Dobbiamo essere "Livresques" 2◄, vale a dire: dobbiamo


saper preferire alla nostra limitata esperienza individuale
l'esperienza accumulata da una tradizione millenaria.

Persino lo scrittore più lucido trascorre tanto tempo


facendo quello che non sa quanto facendo quello che sa.

Non c'è uomo che non sia meno sciocco delle proprie
opinioni né gesto che non sia meno triviale dei commenti che
lo accompagnano.

L'anonimato della città moderna è altrettanto intollerabile


della familiarità delle abitudini attuali.
La vita deve assomigliare a un salotto di gente beneducata in
cui tutti si conoscono ma nessuno si abbraccia.

I vizi e le passioni sono i soli meccanismi che il politico


può maneggiare senza sporcarsi di sangue.
Gli slanci virtuosi richiedono la collaborazione della polizia.
Terrore ed etica sono fratello e sorella.

Non sarà facile presenziare senza nausea a questa "fine


delle ideologie" che ci viene annunciata con giubilo.

24/ Libreschi.
232 NICOLAS GÒMEZ DA VlLA

Rinunciare ad una ideologia conduce la maggioranza della


gente soltanto a perdere il proprio pudore.

Il gusto delle masse non è caratterizzato dalla sua antipatia


verso l'eccellente, bensì dalla passività con la quale la
moltitudine gode ugualmente del buono, del mediocre e del
pessimo.
Le masse non possiedono malgusto. Semplicemente non
possiedono gusto.

Nell'intimità della lettura il grande scrittore pare


completarci, non limitarci.

Il nostro essere autentico è il prodotto finale del processo


di purificazione dell'anima per mezzo di buone maniere e
buongusto.

Non vacillare nei nostri propositi è la maniera più sicura di


sopprimere le sottigliezze dell'intelligenza e le sfumature della
sensibilità che costituiscono il maggior fascino della vita.

La disposizione più discreta è quella di coloro che godono


della propria intelligenza senza pretendere di colpire sempre
nel segno.

Il linguaggio è il rifugio dell'uomo.

I:eloquenza è sostanzialmente un attentato contro il


pudore.

Quelli che scrivono per convincere mentono sempre.


Per non barare bisogna scrivere con disdegno.

I:ammiratore virtuale è il corruttore della prosa.

Il pensatore che si prefigge di sedurre finisce tra braccia


dissolute.

I:originalità di un libro non deve preoccupare colui che lo


scrive ma colui che lo legge.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 233

La sincerità, al contrario, è un dovere professionale che per il


lettore 'è carente di importanza.
Una menzogna intelligente deve colmare di soddisfazione colui
che l'ascolta e di vergogna colui che la dice.

Fintantoché ci sia chi la giudichi con ingiustizia, l'opera


vive. L'imparzialità è il suo certificaro di morte.
Finché Platone sarà insultaro, la democrazia non vincerà.

Le illuminazioni che orientano la vita spirituale sono la


repentina folgorazione di banalità.

Non sono pochi gli storici francesi per i quali la storia del
mondo è un episodio della scoria della Francia.

Il cristiano moderno non chiede a Dio di essere perdonato,


bensì di ammettere che il peccato non esiste.

Allo stesso modo che Lamennais è il teologo della religiosità


attuale, Béranger è il suo poeta.
Il Dieu des bonnes gens2' è l'inno delle assemblee comunitarie.

La linguistica - linguistica storica e linguistica strutturale


- è il paradigma formale della disciplina in grado di educare
l'uomo di Staro.

La religione della borghesia è stata quella che professavano


i borghesi del secolo scorso; la religione borghese è quella che
professano i cristiani rivoluzionari di questo secolo.
Nel primo caso si trattava di un omaggio, magari ipocrita, all'idea
cristiana; nel secondo caso si tratta di un sincero entusiasmo verso
Je ambizioni terrene e gli ideali utilitaristici della borghesia.

La non appartenenza ad alcun partito ci consente di


disprezzare soltanto !'autenticamente disprezzabile.

L'autodidatta si caratterizza per la sua disattenzione


all'elementare.

25/ Dio delle brave persone.


234 NICOLAS GÒMEZ DAVTLA

L'apporto scientifico del marxismo è consistito meno nelle


sue tesi che nell'ostinazione con la quale le ha sostenute.
Il suo intollerante dogmatismo ha obbligato ad adottare un
tipo di interpretazione storica del quale il suo economicismo è
soltanto un caso.
Che ci fosse il bisogno di cercare una struttura molteplice di
condizionamenti dietro al proposito cosciente, lo storico non
l'avrebbe mai capito senza la cocciutaggine marxista.

Per poter allearsi con il comunista, il cattolico di


sinistra afferma che il marxismo critica semplicemente gli
accomodamenti borghesi del cristianesimo, quando è invece la
sua essenza ciò che esso condanna.

Il cattolico progressista pretende di restaurare il


cristianesimo primitivo copiando il moralismo umanitario dei
sacerdoti increduli del XVIII secolo.

In tanti amano l'uomo soltanto per poter scordarsi di Dio


con la coscienza tranquilla.

La critica letteraria marxista deve patrocinare lo


psicoanalista della letteratura in modo che ci sia qualcuno che
la superi in scemenza.

La Chiesa postconciliare pretende di attrarre all'"ovile"


traducendo nel linguaggio insipido della cancelleria vaticana i
luoghi comuni del giornalismo odierno.

Oggi, quando udiamo esclamare "molto civile!", "molto


umano!" non dobbiamo vacillare: si tratta di qualche abietta
porcata.

Il Dio di alcuni teologi cattolici è a malapena un erede


opulento del demiurgo platonico.
Anche se in modo implicito professano la creazione ex nihi/026 ,
questi teologi reinseriscono nel loro schema cosmogonico una
materia primigenia perché sottopongono a norme estrinseche il

26/ Dal nulla.


ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 235

divin vasaio, asserendo che Dio desidera il bene in quanto bene


invece di insegnare che il bene è tale perché Dio lo desidera.
Questi teologi innalzano un'impalcatura di ragioni, di valori e
di princìpi innanzi a un Dio soggiogato. Per una simile teologia
il creatore è un demiurgo servile.
Questo Dio obbediente a norme etiche come un moralista
agnostico non è il Dio della ginestra israelita e neppure della
teologia trinitaria.
Tanto le metafore bibliche quanto i concetti patristici cercano
solo di esprimere l'onnipotenza di Dio. Il motivo che nel primo
caso accumula gli interventi capricciosi è il medesimo che nel
secondo caso erige l'economia trinitaria.
Il Dio imperscrutabile è quello che assorbe in se stesso la
ragione che ordina ed opera, il soffio che vivifica e sostiene.
Quando logos e pneuma si integrano nell'ineffabile
trascendenza, lo Yahweh giudaico staglia la propria
onnipotenza nel dogma cristiano.

Non c'è urgenza di convocare nuovi concili, ma di aspettare


un Decio o un Diocleziano.

Far adirare l'uomo tipicamente moderno è un segnale


sicuro di aver colto nel segno.

Non avremo imparato nulla fintantoché non affronteremo


i precetti di qualsiasi indole come affrontiamo i diversi stili:
indifferenti alle teorie nelle quali si celano, attenti soltanto al
successo o al fallimento di ciascuna opera.

Non è in quello che esprime che bisogna cercare ciò che


l'uomo intelligente dice, bensì in quello che sottintende.

Il determinismo viene invocato per esorcizzare la grazia.


Con la cantilena della causa e dell'effetto tentiamo di assordare
la nostra paura e di ammutolire la nostra colpa.

Lo stato di tensione tra le classi sociali, fenomeno


strutturale e costante, si tramuta in lotta di classe soltanto
quando una classe politica lo utilizza come meccanismo
demagogico.
236 NICOLAS GÒMEZ DAVIl.A

Il politico campa dei saldi intellettuali di chi non lo è.

Liberté, égalité, /raternité.


Il programma democratico si realizza in tre tappe: la tappa
liberale, fondata dalla società borghese, sulla cui indole ci
rirneròamo ai socialisti; la tappa ugualitaria, fondata dalla società
sovietica, sulla cui indole ci rimettiamo alla nuova sinistra; e la
tappa fraterna, alla quale preludono i drogati che si accoppiano in
resse collettive.

Gli dèi non castigano la ricerca della felicità, bensì l'ambizione


di plasmarla con le nostre stesse mani.
È lecito soltanto l'anelito di ciò che è gratuito, di ciò che non
dipende da noi per nulla. Semplice orma di un angelo che si posa
per un momento sulla polvere del nostro cuore.

Esiste una simpatia segreta fra turò coloro che negano la


divinità dell'uomo, anche se alcuni di essi non credono in Dio.

Il talento risulta inutile quando un genere letterario è esaurito.

Dio è il nome del solo enigma la cui decifrazione non sarebbe


un disinganno.

L'individualismo dottrinario non è rischioso perché crea


individui, bensì perché li annulla.
Il risultato dell'individualismo dottrinario del XIX secolo è
l'uomo-massa del XX.

La teologia dei sacramenti è dotata delle uniche categorie


propizie a una teoria rigorosa della civiltà.
La civiltà, effettivamente, non è un sistema di atti servili bensì di
arò sacramentali.

Tre personaggi del nostro tempo odiano il borghese


professionalmente:
- l'intellettuale - tipico rappresentante della borghesia;
- il comunista - fedele esecutore di propositi ed ideali borghesi;
- il sacerdote progressista - trionfo ultimo della mente
borghese sull'anima cristiana.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 237

All'uomo moderno risulta indifferente non trovare la libertà


nella propria vita, sempre che la trovi elevata nei discorsi di chi
lo opprime.

Quando il celebrante proclama che la liturgia non ha la


pretesa di influenzare gli dèi ma solo i fedeli, il culto perde
qualunque significato religioso e si converte in una terapia
collettiva.

Quando sento pronunciare con solennità la parola


"ragione" mi preparo sempre ad ascoltare una frase insensata.

L'indifferenza nei confronti dell'opinione altrui è la


condizione tanto del vizio quanto della virtù.

Niente moltiplica tanto il numero di imbecilli come


l'esempio dei grand'uomini.

Fra l'uomo colto e il progressista qualunque dialogo si


estingue in fretta.
Il primo, di fronte a tale volgarità, tace; il secondo lo fa di
fronte a tale ''oscurantismo".

Preferisco una filosofia che mostra ad una filosofia che


spiega.
La prima acuisce la mia percezione del reale mentre la seconda
dissolve il concreto.
Nel primo caso le evidenze persistono, senza dubbio, nella loro
pura contingenza, però la necessità ultima che ci è presentata
nel secondo caso risulta alla fine mera constatazione empirica.
Dietro l'evidenza concreta vi è solo un'altra evidenza più
povera.

Il doppio errore simmetrico sta nel credere che oltre


a quello che possiamo sapere non vi è nulla oppure che
sappiamo cosa vi sia.
Il positivismo e la mitologia sono fratelli.

Qualunque filosofia ha l'obbligo di parere insufficiente a


chiunque non ne sia l'autore.
238 NlCOLAS GOMEZ DA VTLA

Se non apprendiamo in tempo che ogni vita è mediocre,


semplicemente scambiamo la prosa di un negozio di
Charleville con la retorica di un emporio in Abissinia.

L'energia degli epiteti rivoluzionari di una conventicola di


intellettuali borghesi supera l'energia di tutte le rivoluzioni
della storia.

Il declino della Spagna ha smesso di essere un problema


da quando ai suoi vincitori di ieri è toccato condividere il
medesimo destino.
D'ora
_ � poi sarà sufficiente verificare come muoiono le
naz1on1.

Per il cattolico progressista l'orazione è un'esortazione a se


stesso.

Essendo la lotta per la libertà l'impresa più nobile, l'uomo


in una società libera si svilisce.
Quando tutto si può dire e tutto si può fare, l'anima si
intenerisce e si corrompe. Gli sforzi virili, le testimonianze
pericolose, le tensioni tragiche si estinguono affinché l'uomo,
esonerato dalla coazione di essere nobile, si arrenda alla viltà
naturale dei propri istinti.
Alla fine, abituati a tollerare i loro contrari, i princìpi si
convertono in conclamate claudicazioni.
Il prezzo della libertà è un'apostasia perpetua.

L'azione è il rifugio delle intelligenze impaurite.

L'individuo si caratterizza meno per gli dèi che invoca che


per l'incenso che non brucia.

La lotta contro il disordine è più nobile dello stesso


ordine.
L'uomo che è padrone di se stesso non è altrettanto
magnanimo di colui che reprime l'insurrezione della propria
anuna.
Il _più profondo silenzio è quello della moltitudine atterrita.
ESCOLJOS A UN TEXTO IMPLICITO 239

Lo sdegno eloquente desta sospetto.

Il problema politico è radicalmente insolubile poiché


consiste nel bisogno contraddittorio di imporre forzosamente
dei valori che si annullano quando è la forza ad imporli.
Il politico tradisce ugualmente, tanto che ammetta
l'impotenza del bene quanto che lo equipaggi di armi.

Non abbiamo mai coscienza di star percependo qualcosa


di importante, bensì solo di averlo percepito.

Abbiamo bisogno che un perito araldico disegni il blasone


del Progresso: il fungo di una bomba atomica in campo rosso.

L'eloquenza è la tentazione della giovinezza: del giovane


uomo, del giovane popolo e della giovane letteratura.

La nostra società insiste nello scegliere i propri governanti


affinché la sorte della nascita o il capriccio del monarca non
consegnino il potere, improwisamente, ad un uomo intelligente.

L'imparzialità è figlia della paura e dell'accidia.

I corpi delle anime arrendevoli diventano flaccidi.

La nozione di progresso scientifico è chiara e indiscutibile. La


nozione di progresso tecnico, al contrario, è confusa e discutibile.
La nozione di progresso scientifico è chiara e indiscutibile
perché l'impulso stesso del progresso scientifico è il criterio
del suo progresso. La nozione di progresso, detto altrimenti, fa
parte in maniera univoca della definizione stessa della scienza.
ll processo scientifico consta in effetti di una falsificazione
successiva di ipotesi, e il progresso scientifico consta
ugualmente della stessa attività di falsificazione.
La nozione di progresso tecnico, al contrario, è confusa e
discutibile, poiché la finalità del processo tecnico è esterna allo
stesso processo.
In effetti, solo la norma estrinseca che avvalora i fini realizzati
clal processo può decidere che il processo tecnico sia
progresso.
240 NICOLAS GÒMEZ DAVILA

Per asserire che oggi esiste un progresso tecnico si richiede


di provare previamente che gli aneliti, le avidità e gli appetiti
colmati dalla tecnica moderna siano valori giustificati da
un'indagine assiologica autonoma.

Essere cristiani secondo la moda attuale consiste meno nel


pentirsi dei propri peccati che nel pentirsi del cristianesimo.

Il cristiano moderno si sente obbligato professionalmente a


mostrarsi gioviale e scherzoso, ad esibire i denti in un benevolo
sorriso, a mostrare una cordialità deferente per dimostrare
all'incredulo che il cristianesimo non è una religione "cupa",
una dottrina "pessimista" e una morale "ascetica".
Il cristiano progressista ci stringe la mano con un largo sorriso
elettorale.

La civiltà pare un'invenzione di una specie scomparsa.

Dichiarare che una tesi è ovviamente ideologica ci dice


qualcosa sul suo autore ma niente sulla tesi.

Il pensiero reazionario è lucido e impotente.

Il possesso è una sensazione che l'intelligenza arricchisce.

La borghesia futura delle società comuniste organizza


banchetti d'ilarità agli dèi infernali.

Il cristianesimo, per il semplice osservatore, più che una


religione nuova è un nuovo tipo di ermeneutica. Un sistema
di ermeneutica storica contrapposto alle ermeneutiche
razionaliste.
Il cristianesimo è l'interpretazione di un fatto concreto,
inoppugnabile ed unico come ragione dell'universo.
Per l'ermeneutica cristiana la ragione non determina il
significato dei fatti. Esiste un fatto, al contrario, che determina
il significato della ragione.
La ragione qui nasce dalla storia, da un fatto che trascende se
stesso, da un accadimento empirico che si converte in norma
assiologica.
ESCOLIOS A UN TEXTO LMPLfCITO 241

Il cristianesimo, in effetti, non edifica una spiegazione


razionale di Cristo, bensì erige l'universo come somma di
postulati necessari all'esistenza del Cristo evidenziato dalla
coscienza della Chiesa.
Il cristianesimo insegna, quindi, un'ermeneutica che ci vieta
di definire un valore anticipandoci al fatto in cui si genera,
un'ermeneutica che ci fa vedere la storia che trascende se stessa
nelle sue epifanie assiologiche, un'ermeneutica nella quale
l'opera concreta si erge come ragione intelligibile.
Opposto in modo radicale al razionalismo astratto, il
cristianesimo è il paradigma supremo della ragione storica.

L'uomo colto è colui per il quale niente è carente di


interesse e quasi tutto di importanza.

Quando periscono, le aristocrazie scoppiano, mentre le


democrazie si sgonfiano.

Una costituzione politica non è durevole perché è buona


bensì è buona perché è durevole.

Uno storico dev'essere sostanzialmente un colorista.

I patti più meschini nascono dalle intenzioni più alte.

La maggior impresa scientifica consiste nel poter rispondere


a domande sciocche.

Il baccano sollevato dal Concilio Vaticano II ha reso


manifesta l'utilità igenica del Sant'Uffizio.
!Assistendo alla "libera espressione del pensiero cattolico"
abbiamo potuto vedere che l'intolleranza della vecchia Roma
pontificia era stata meno un limes27 imperiale contro l'eresia
che contro la volgarità e la scemenza.

Dal soglio pontificio, il successore degli Apostoli proclama


urbi et orbi che capeggerà il "progresso dei popoli" verso un
paradiso suburbano.

27/ Linea di confine, o limite.


242 NICOLAS GOMEZ OAVILA

Coloro che cercano cli mondare il cristianesimo dai suoi


accrescimenti millenari per restituirlo alla sua "purezza
primigenia" dichiarano "originali" ed "autentici" soltanto i fattori
del cristianesimo che la mentalità volgare del loro tempo approva.
Da due secoli il "cristianesin10 primigenio" si adatta, ad ogni
nuovo decennio, alle opinioni regnanti.

Gli sciocchi prima attaccavano la Chiesa; adesso la


riformano.

La fede origina il formalismo in modo che il formalismo le


dia origine.

Il pregiudizio cli ciò che è spontaneo ci ha accecati di fronte


alla simbolicità.
Esigere che qualunque gesto sia "autentico" corrisponde a
negare il valore autonomo di ciò che è impersonale, come se ci
venisse richiesto di reinventare ogni parola che proferiamo.

La nozione di dignità personale sorge nell'individuo dal


senso della propria differenza.
Tutto ciò che accresce la nostra reciproca somiglianza debilita
la coscienza di aver diritto ad esigere che la società rispetti il
nostro destino.

Quanto più gli uomini si sentono uguali tanto più


facilmente to!Jerano che li si tratti come pezzi intercambiabili,
sostituibili e superflui.
L'uguaglianza è la condizione psicologica previa alle fredde
stragi scientifiche.

L'individualismo, il nazionalismo e il coliettivismo sono le


tre ipostasi de!J'egoismo.
La trinità democratica.

La Chiesa è una storia che ha pensato se stessa come sistema.


Fintantoché non è esistito uno storico che la interpe!Jasse, la
Chiesa ha avuto la possibilità di proclamarsi immobile già dalle
proprie origini senza infastidire il processo incosciente del suo
metabolismo storico.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 243

Però, quando si è constatata la sua incommensurabilità


ad una semplice struttura logica, la Chiesa, al posto di
esplicitare teoricamente le categorie implicite nella sua
prassi, si è impegnata a negare l'evidenza, generando così
alternativamente un integralismo che nasconde il suo
accrescin1ento e un progressismo che viola la sua costanza.

La "filosofia della storia" del XIX secolo semplicemente


dispiega nel tempo l'essenza dell'uomo astratto elaborata dal
secolo XVTII.

I "filosofi della storia" pretendono che sia possibile scrivere


la storia senza averla studiata.

Siccome lo Stato invischia tutte le attività umane nelle sue


trame, governare diventa ogni giorno più difficile e comandare
ogni giorno più facile.

Il reazionario, nell'osservare la dissomiglianza degli uomini


e la varietà dei loro propositi, ha inventato il dialogo.
Il democratico pratica il monologo poiché l'umanità si esprime
per bocca sua.

Il fariseismo è il riccio che conserva il seme tra due


primavere religiose.
La maledizione del profeta al fariseo non giustifica che la
posterità, durante l'inverno, lo disdegni.

Le diffidenze capricciose di uno storico disturbano meno


dei suoi pregiudizi sistematici.

In un cristiano che è ossessionato dalla "giustizia" sociale


non è facile sapere se è la carità che fiorisce o se è la fede che si
estingue.

Siccome i conflitti religiosi non sorgono dall'antagonismo fra


tesi speculative, bensì fra disposizioni inconsce e globali, i rivali si
esprimono con formule la cui banalità fa credere allo spettatore
che siano delle dispute verbali riguardanti discrepanze grottesche.
Le convinzioni più radicate non fanno che balbettare.
244 NICOLAS GOMEZ OAVILA

Il cattolico di sinistra coglie nel segno quando identifica il


borghese con il ricco della parabola, però è in errore quando
individua il proletariato militante nei poveri del Vangelo.

Il mondo non tollera altro ordine sistematico che l'ordine


alfabetico del dizionario.

Gli uomini si distinguono fra quelli che insistono


nell'approfittare delle ingiustizie di oggi e quelli che bramano
di approfittare delle ingiustizie di domani.

Lo storico ammazza gli errori, la storia solamente li ferisce.

In capo a qualche anno solo lo storico reazionario rispetta il


rivoluzionario passato di moda.

A un Dio postulato dall'etica prediligo un Dio postulato


dall'estetica.

L'etica può essere ridotta alla lealtà.


Le altre virtù sono appendici di casistica.

L'amore per la povertà è cristiano, però l'adulazione dei


poveri è una mera tecnica di reclutamento elettorale.

Avvocato dei poveri, nell'almanacco democratico dei santi,


significa demagogo arricchito.

Non è perché sia "letteraria" il motivo per cui questa o


quella pittura è mediocre, bensì perché è brutta.

Negare il valore estetico del tema perché qualche sciocco


ha pensato che il valore delle opere possa dipendere da temi
particolari, equivale a negare il valore estetico del colore nel
caso in cui un altro sciocco dovesse pensare che il valore delle
opere dipenda da particolari colori.
Temi, forme, colori, ritmi sono ingredienti estetici dell'opera.

Al fine di non pensare al mondo che la scienza descrive


l'uomo si ubriaca di tecnica.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 245

L'individuo di questo secolo cerca il calore della


moltitudine per difendersi dal freddo che il cadavere del
mondo emana.

Di fronte alla Chiesa trionfante e alla Chiesa militante, il


nuovo clero si incorpora nella Chiesa claudicante.

Dopo aver condiviso un entusiasmo collettivo finiamo


sempre col vergognarcene.

Persino in bocca ai ferventi democratici l'ironia risulta


sempre reazionaria.
Quando un militante sorride la società comunista si crepa.

Lo storico trascende il dilemma fra psicologismo e


logicismo poiché qualunque materia egli indaghi si tratta
sempre di un atto che ingloba tanto il pensiero quanto il
pensato.

Senza un oppositore radicale non è facile rimanere lucidi.


Riusciamo ad individuare il polo verso il quale ci dirigiamo
quando vediamo la mentalità che fa inorridire la nostra
dirigersi verso il polo opposto.
L'unico utile precettore è il nostro congenito antagonista.

Predicare il cristianesimo non significa parlare di esso, bensì


parlare da esso.

Il cristianesimo, se smettesse di scandalizzare il mondo,


scandalizzerebbe il cristiano.

L'originalità intenzionale e sistematica è l'uniforme


contemporanea della mediocrità.

L'artista termina infine il proprio apprendistato quando


finalmente rinuncia ad essere geniale.

Nessuno parla altrettanto chiaramente di se stesso come chi


p arla di cose estranee.
Colui che intende solo esprimersi semplicemente si esibisce.
246 NICOLAS GéMEZ DAVlLA

In mezzo ai due massimi Bildungsromanen, cioè Wilhelm


Meister e Bouvard et Pécuchet, agonizza il fervore del XIX
secolo per !'"educazione" .28

Sul Concilio Vaticano II non discesero lingue di fuoco come


successe per la prima assemblea apostolica, bensì un ruscello di
fuoco: un Feuerbach.29

L'adolescente non si azzarda ad avere che idee intelligenti.

Pensare a un lettore futuro ci costringe ad essere onesti e


contemporaneamente ci impedisce di esserlo.

Il giornalismo è scrivere unicamente per gli altri.

Quando le rogazioni cessano le religioni illanguidiscono.

L'arte si converte in tedioso automatismo quando imita


sistematicamente un modello oppure quando si rifiuta
sistematicamente di imitarlo.

Quando tutti bramano essere qualcosa è decente solo non


esser nulla.

Una scolarità senza scienze umanistiche è sterile poiché


l'uomo non si educa imparando delle tecniche, bensì
intridendosi di vecchi luoghi comuni.

Lo storico intelligente attraversa i terreni incolti della storia


per agguatare le ombre che la valicano con gesti di terrore, di
bellezza, di magnificenza o di ignominia.
Il tema della storia non sono le banali abitudini della specie,
bensl le epifanie fugaci di un dio o di un demonio.
La storia è lo studio dei tempi nei quali un'essenza si rivela.

28/ Un Bildungsroman è un romanzo di formazione. L' aurore cita Gli anni di


apprendistato di Wilhelm Meister di Goethe e Bouvard e Pécuchet di Flaubert.
29/ JJ cognome Feuerbacb, in tedesco, è scomponibile nelle due parole "fuoco"
e "ruscello ...
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 247

Quando gli illusi del 1789 e la loro antitesi, gli assassini


del 179.3, sono au/gehoben' 0 dai briganti del Direttorio, la
dialettica della Rivoluzione francese culmina.

Se Gesù non è Cristo il Vangelo è carente di autorità, però


se Gesù è Cristo il Vangelo implica una cristologia.
Il cristianesimo è la dottrina alla quale il solo Vangelo non è
sufficiente.

I progressisti atei hanno rinunciato alla bestemmia e i


progressisti cattolici all'orazione per aderire, gli uni con gli
altri, allo stesso culto delle fognature suburbane.

Dove la società è carente di ranghi l'ironia è carente di


echi.

La letale virulenza dello hegelismo consiste nell'essere


una teoria della nazione, vista come polis, che si credeva
applicabile allo Stato moderno.

La personalità non è uno scopo realizzabile, bensì quello


che risulta da uno scopo realizzato.

Ciò che sarebbe grave per le scienze naturali è che si


P,erdessero le risposte e per la filosofia che si smarrissero le
domande.

Lo spirito è quello che sorge neU'uomo quando si presenta


un'alternativa impraticabile.
Laddove l'uomo puo "esprimere liberamente la propria
personalità" o laddove la sua attività "scorre spontaneamente
in
· alvei collettivi" lo spirito fallisce.

Se una disciplina qualunque non converte l'esistenza


dell'individuo in un dramma originale, chiunque recita
i·nstancabilmente lo stesso repertorio animalesco.

30/ Custodir.i, protetti.


248 NICOLAS GÒMEZ DAVILA

Si inorgoglisce della propria dipendenza dal passato solo


chi si sa legittimo erede della storia.
Quelli che chiedono l'abrogazione del passato sono liberti
recenti che bramano occultare l'ergastolo nel quale sono nati.

La volgarità non è una conquista.

L'universo decade quando crediamo di percepire nel


concreto le finzioni scientifiche.
Gli dèi solari si estinguono se il nostro sguardo si converte in
uno spettroscopio cerebrale.

Se la storia fosse ciò che dice qualunque "filosofia della


storia" l'umanità sarebbe morta di noia.

Coloro che riducono le essenze storiche alle loro condizioni


empiriche peccano contro la storia.

La gravitas romana31 , per esempio, presuppone la storia di


Roma, però né la sua economia né la sua organizzazione sociale
né la sua politica la spiegano.
L'essenza storica sta al fatto come il colore sta all'onda. Il verde
non è un fenomeno elettromagnetico come neppure la gravitas
una struttura economico-sociale.

La coscienza morale di questo XX secolo, che qualsiasi


conflitto etico riesce a spaventare, intende strangolare in modo
discreto le verità in ogni angolo della storia.

I conflitti moderni si originano meno nel proposito di


vincere l'avversario che nell'anelito di sopprimere il conflitto.
Nel nostro tempo, bottino, ideologia o avventura hanno
motivato meno guerre del sogno idillico della pace.

Soltanto le epoche che accettano il conflitto come ordito


e trama della vita non si fanno coinvolgere in ignominie
sanguinose.

31/ Nd mondo romano con gravitas si intendeva il valore della dignità e


dcll'au1ocontr0Uo.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 249

Il cattolicesimo, per il cattolico di sinistra, è il grande peccato


del cattolico.

Il cattolico progressista è animato solo dall'affanno di cercare


qualcos'altro da poter offrire.

Non esistono politici intelligenti, bensì politici vittoriosi.

Chi ha l'abito di pensare solo a quello che fa sembra puerile a


chi ha l'abito di pensare a quello che pensa.

La politica non è l'arte di imporre le soluzioni migliori ma di


ostacolare quelle peggiori.

Nessuno si ribella all'autorità, ma a coloro che la usurpano.

r.:uomo possiede un appetito congenito di gerarchia, che le


gerarchie fasulle convertono in schifo.

Il fermento rivoluzionario non è quello che solleva un popolo,


bensì quello che fa imputridire una classe dirigente.

Il popolo non invade che palazzi previamente abbandonati.

I poveri, in verità, odiano solo la ricchezza stupida.

La società libera non è quella che possiede il diritto di scegliere


chi la comanda, bensì quella che sceglie chi ha il diritto di farlo.

La divisione è radicale fra quelli che non aspettano altro che


una consumazione terrena della storia e quelli che attendono una
conclusione repentina del suo prolungamento empirico.
I primi cadono in un ciclo infernale, in cui l'esaltazione maniacale
davanti al trionfo apocalittico si alterna alla depressione
malinconica di fronte al fallimento abituale.
I secondi, al contrario, contemplano la mediocrità inalterabile
aell'esistenza umana con rassegnazione cristiana o con ironia
scettica.
Tra cristiani e scettici esiste un'alleanza volta a salvare l'uomo
é:lalle demenze progressiste.
250 NICOLAS GOMEZ DAVILA

Più che negare l'esistenza di Dio la mentalità moderna non


riesce a dare un senso a tale vocabolo.

"Avere l'audacia di accettare se stessi" è una delle varie


formule moderne che pretendono di nascondere la viltà
dell'uomo definendo difficile ciò che è facile.
I moderni asseverano che nulla costa più fatica all'uomo
quanto cedere alla propria animalità.

L'antagonismo fra la società e l'artista nel XIX secolo è


stata l'espressione sociale del conflitto fra il romanticismo e
l'Enciclopedia.
Gli scontri di retroguardia del romanticismo rappresentano
l'arte del secolo mentre l'esistenza tragica dei suoi artisti è la
ritorsione dell'enciclopedismo industriale e borghese.

Il progressista tutela il Progresso affermando che esso


esiste. L'assassino pure esiste, e il giudice lo condanna.

Per appurare quali siano le idee influenti è necessario


frugare tra gli escrementi della storia.

Aspettare che Spinoza e Reimarus formulassero le domande


è stato sciocco come restare in anesa che un protestantesimo
sbiadito, da Baur a Bultmann, fornisse le risposte.

Una rinnovazione teologica implicherà il banesimo di tribù


intere di invasori germanici.

Durante le nostre prime tappe abbiamo tutti problemi e


soluzioni da adolescenti.
Nelle tappe successive, mentre i più hanno problemi da
adulti con soluzioni da adolescenti, soltanto una minoranza
intellettuale ha problemi da adolescenti con soluzioni da adulti.

Fra le varie interpretazioni possibili lo storico deve


scegliere, come nella critica testuale, la lectio dif/icilior.>2

321 Leclio diflicilior polior. la lettura più difficile è la più forte.


ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 251

Le grandi intelligenze esibiscono idee di marmo che il volgo


intellettuale ripropone nel gesso.

«· Il cri��ianesimo del nostro tempo invece di evolvere si


involve .
Rifiutando la cristologia trinitaria, accentuando l'indole
comunitaria della Chiesa, predicando un'escatologia
immanentista il cristianesimo attuale retrocede verso un
monoteismo unitario, un tribalismo mistico e un messianismo
politico.
Amalgama di giudaismo preprofetico e di giudaismo postesilio,
il cristianesimo progressista omette solo il giudaismo profetico,
dal quale è germinato il seme dell'albero evangelico.

Certuni maneggiano le proprie idee con eleganza ereditaria,


certi altri con imperizia da nuovo ricco.

Colui che inventa un'idea le attribuisce meno importanza di


colui che la compra.

L'uomo intelligente ha il diritto di sbagliare.


Solo lo sciocco ha l'obbligo di non farlo.

Le idee sono bestie mitiche che divorano gli sciocchi.


Essi le alimentano e le avvelenano.

Nel carcame dell'idea proliferano le larve degli imbecilli.

La mediocrità che ci impaurisce può essere l'ombra che


proietta sul mondo la mediocrità nostra.

Le coorti disciplinate dei "ribelli" sfilano nel nostro tempo


fra le ovazioni frenetiche del pubblico e sono la protezione
delle autorità civili ed ecclesiastiche, mentre i "conformisti"
scappano perseguiti cospirando in solitarie soffitte.

Le opinioni rivoluzionarie sono l'unica strada, nell'attuale


società, che possa assicurare una posizione sociale rispettabile,
l ucrativa e tranquilla.
252 NICOLAS GOMEZ 0AVILA

Il primato di San Pietro infastidisce il clero progressista, il


misticismo di San Giovanni Io tedia, la teologia di San Paolo Io
indispettisce.
Non sarà forse che il suo patrono è l'apostolo provvi_sto di
coscienza sociale, colui che contestò Io sperpero cerimoniale di
unguenti e colui che propose di vendere la mirra liturgica per
distribuire il guadagno tra i poveri?

La Chiesa impotente di oggi scorda che solo i potenti non si


screditano dicendo scemenze.

Le epoche storiche sono periodi di tempo durante i quali


predomina un distinto tipo di norma.
I secoli XVIII e XIX sono stati il periodo delle norme
giuridiche. Il secolo XX è stato il periodo delle norme
economiche.
Si sta abbozzando un nuovo periodo durante il quale
predomineranno le norme biologiche. Quindi, l'epoca che
comincia affronta in modo primordiale i conflitti etnici, una
crescente pressione demografica e un crescente svilimento
della specie.

Le genetica permette di definire quale sia stato l'errore delle


ideologie derivate dalla Aufkliirung.
Il trattato di genetica più dementare sancisce la condanna di
teorie dimentiche di legami sessuali e mutazioni genetiche,
che per interpretare la storia o riformarla rivolgono la loro
attenzione alle sole influenze circostanziali.

Fuori dal proprio contesto specifico il vocabolario di ogni


scienza si degrada in generalità pretenziose.

Lo sconcerto intellettuale nd quale viviamo non proviene


dal frazionamento crescente della scienza, bensì dal rigore
crescente della filosofia.
L'uomo cammina barcollando quando la filosofia si rifiuta di
sporcarsi le mani.

La statistica è lo strumento di chi rinuncia a comprendere


per poter manipolare.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 253

Gli errori "irrilevanti" di un calcolo applicato all'uomo


sono brandelli di carne sanguinolenta.

Se non accantona l'ambizione di realizzare tutto ciò che


può, l'uomo alla fine si eliminerà.
La somma delle specie vegetali include le piante velenose.

A questo punto l'uomo non sa più se la bomba all'idrogeno


rappresenti l'orrore finale o l'ultima speranza.

Vivendo in un universo che la scienza fa diventare


astratto ogni giorno di più, fra tecniche che lei sottopongono
a comportamenti crescentemente astratti nel mezzo di un
ammassamento umano che impone relazioni sempre più
astratte, l'uomo attuale cerca di scappare da questa astrazione
che gli fa scomparire il mondo e gli fa incartapecorire l'anima,
sognando il futuro - l'astratto tra gli astratti.

Le professioni di fede dell'uomo di scienza bastano per


provare l'esistenza della metafisica.
La loro idiozia non sarebbe così palese se non ci fosse qualcosa
contro cui peccare.

Da una scienza all'altra fluisce oggi una cascade de mépris.H


Gli specialisti si salutano con gesti fraterni e sguardi sdegnosi.

La psicologia del comportamento predilige la cronaca


incoerente dello spettatore alla storia intelligibile del
partecipante.

La psicologia moderna ha abbandonato l'introspezione non


tanto per conseguire risultati più precisi, quanto per ottenerne
di meno inquietanti.

Non è per accordare all'uomo un'interiorità fittizia che


discerniamo una possibilità di capire distinta dalla possibilità
di spiegare.

33/ Cascara di disprezzo.


254 NJCOLAS GOMEZ DAVrLA

È, invece, perché siamo in grado di capire e non


semplicemente di spiegare che discerniamo dalla mera
esteriorità un'interiorità dello spirito.

Quando l'individualità awizzisce, la sociologia germoglia.

Le tacite supposizioni di qualunque scienza sono più


importanti dei suoi insegnamenti.
Soltanto quello che una scienza ignora di se stessa identifica
quello che dice.

L'epistemologia è l'azione demistificatrice verso le ideologie


congenite della ragione umana.

Solamente il solitario scampa al provincialismo.

Definiamo "progresso" di una società qualunque processo


che la faccia assomigliare a quella odierna.
Il "progresso" non è l'approssimazione crescente ad una
norma, bensì a un tipo di civiltà transitoriamente imperante.

Non esistono che istanti.

L'arte consta di una pluralità empirica di processi


particolari di perfezionamento cadenzati dalle rispettive
successioni di rotture.

La società moderna disattende i problemi fondamentali


dell'uomo poiché ha a malapena il tempo di prestare
attenzione a quelli che essa stessa origina.

L'uomo primitivo trasforma gli oggetti in soggetti mentre


l'uomo moderno i soggetti in oggetti.
Potremmo supporre che il primo si inganni, però sappiamo
con certezza che il secondo è in errore.

L'immoralità del governante è l'ultima protezione del


cittadino contro il crescente potere dello Stato.
Da un prevaricatore si può sperare della compassione, da un
dottrinario invece no.
ESCOLIOS /I UN TEXTO IMPLICITO 255

Le anime che non sono teatro di conflitti sono dei


palcoscenici vuoti.
La concordia è tediosa.

Criticando il dualismo, scambiando chi distingue con chi


contrappone, si adotta una tempestiva trasformazione del
cristianesimo in un immanentismo naturalista.

I monismi sono rappresentazioni drammatiche neUe quali il


dramma è una fandonia e gli attori deUe ombre cinesi.

Le più tenaci convinzioni sogliono essere una


cristallizzazione di erronee opinioni altrui ascoltate
casualmente.

Quelli che disprezzano cose che sappiamo essere degne di


rispetto ci paiono semplicemente fastidiosi o grotteschi, però
non perdoniamo mai quelli che disprezzano cose che stimiamo
senza tuttavia essere sicuri che meritino la nostra stima.
L'insicurezza è permalosa.

Il mondo ha rispetto soltanto del cristiano che non si scusa.

Sono due secoli che il popolo ha suUe proprie spalle non


solo i suoi sfruttatori, bensì anche i suoi liberatori.
La sua schiena è ricurva di un peso doppio.

Con la scomparsa della loro profondità religiosa le cose


si riducono ad una superficie senza spessore dalla quale
traspare il nuUa.

L'uomo non arriva a risolvere i problemi.


Nel più felice dei casi si trova improvvisamente di fronte a
problemi risolti.

Gli sviluppi della stampa hanno stimolato la


moltiplicazione di libri disordinati e prolissi, mentre la
necessità di ricorrere a copisti e pergamene induceva ad
essere diligenti e concisi.
256 NICOLAS GOMEZ OAVLLA

L'imperfezione di un testo era un tempo involontaria, oggi


invece non lo è necessariamente.
La rotativa espelle immondizia che non ha nessuna pretesa di
essere qualcosa d'altro.

Così come la tragedia esiste solo fra principi o dèi, allo


stesso modo esiste architettura solo per dèi o principi.
L'architettura moderna non è che un melodramma borghese.

Generalmente si dividono gli oggetti in reali e fittizi come


se non ci si scontrasse continuamente con delle finzioni e
come se non ci mancasse mai il terreno all'appoggiarsi ad una
realtà.

Per convincere il nostro interlocutore suol essere


necessario inventare argomenti ignobili, fraudolenti e ridicoli.
Coloro che rispettano il prossimo falliscono come apostoli.

I libri divertenti fanno provare vergogna agli illetterati.

Il sentimentalismo democratico imbarbarisce l'anima


popolare e la appronta al crimine.
Gli emollienti dell'anima la fanno diventare assetata di
sangue.

La sinistra approdò in America col padre Las Casas.


E in modo paradigmatico successe ciò che suol succedere alla
sinistra: lì non liberò l'indio, però rese schiavo il nero.

Obbligato a studiare il condizionamento subcosciente dei


fatti da parte delle loro circostanze geografiche, economiche,
sociali, ecc., lo storico odierno alla fine scrive una storia che
nessuno ha vissuto.
La storia, tuttavia, dev'essere storia della coscienza nell'epoca
narrata, al fine di evitare che si converta nel manifesto delle
opinioni precarie dello storico.
Ieri, invero, è indubitabilmente successo solo quello che è
successo nella coscienza.
Il resto è meramente l'opinione di oggi su quanto accaduto ieri.
ESCOLIOS A UN TEXTO lMPL!CITO 257

Trattandosi di valori soggettivi, esclusivamente determinati


dalle preferenze di individui immersi nel loro contesto sociale,
i valori economici di epoche distinte non sono confrontabili tra
loro.
I valori oggettivi sono confrontabili, però che cosa significasse
in un passato qualsiasi una determinata somma di denaro è un
enigma che forse non riusciremo mai a decifrare.

La predicazione del "solo Vangelo" non elude qualunque


teologia, bensì sostituisce meramente quella del predicatore a
quella della Chiesa.

Ignorare la struttura religiosa di ogni azione significa


oggi assomigliare a quelli che ieri ne negavano la struttura
economica.
I marxisti occupano oggi una posizione intellettualmente simile
a quella degli antimarxisti di ieri.

La morte di Dio è un'opinione interessante, che ad ogni


modo non intacca Dio.

L'immoralità professionale dello storico sta


nell'impossibilità di agognare l'inesistenza di qualunque cosa
sia esistita.
Essere uno storico vuol dire sentirsi incapace di bramare la
cancellazione dalla storia persino di ciò che biasimiamo.
Lo storico si sa complice del male, perché senza di esso
sarebbe carente di argomento.

La parola "umanità" in bocca al cattolico è indice di


apostasia e in bocca all'incredulo è presagio di massacri.

L'esperimento non conferma e neppure confuta assiomi


matematici o dogmi religiosi.

Il cristianesimo avvizzisce nelle epoche che non sono


naturalmente cristiane.

L'incoerenza di un'interpretazione del mondo non è segno


di verità, però la sua coerenza è segno di errore.
258 NICOLAS G0MEZ DAVlLA

Montaigne e Burckhardt, i miei santi patroni.

Quando lo storico intuirà che il marxismo lo ha indotto a


scrivere una storia di istiruzioni giuridiche sotto il nome di storia
economica, il passato muterà di aspetto.
In effetti, così come non è il salario ciò che definisce
economicamente il mondo moderno, bensì la fabbrica, in modo
analogo non è sul servo che si basa l'economia medievale, bensì
sulla villa.
Villa romana o carolingia, castello feudale o abbazia benedettina,
Landsitz, chateau, country-house, la hacienda è stata l'autentica
infrastrutrura dell'Europa passata. La civiltà occidentale è stata
una cospirazione di hacendados. 34

Per castigare l'ambizione di un potere titanico è bastato a Dio


il concederlo.
La saggezza oggi non sta nel rinunciare a ciò che non possiamo
raggiungere, ma a ciò che invece raggiungiamo.

L'etica tenta sempre di mettersi dove non ci sta.

Siccome il protestantesimo di Lutero si scinde in due attitudini


distinte è necessario distinguere due famiglie di protestanti.
Quella il cui protestantesimo ripudia la teologia sacramentale, il
monachesimo e il sacerdozio, e quella il cui protestantesimo è una
resa esultante alla grazia.
Confonderle vuol dire non distinguere fra un cristiano che si
defila e un cristiano che si affina.

Il cristiano intollerante pecca contro la propria dottrina, posto


che insegna che la fede è un dono della grazia. Il razionalista, al
contrario, non può essere tollerante, posto che afferma che solo la
passione intorbidisce le evidenze della ragione.
Le persecuzioni sono effetti del morbo razionalista quandanche
l'inquisitore sia un domenicano e non un rappresentante in
missione.

34/ Gli hocendado, sono i proprietari delle hode11do1, tenute di carattere


soprattutto latifondista.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 259

Parlare in modo che l'uditorio capisca non consiste nel


predicargli ciò che vuol sentire.
Il cristianesimo liberale di ieri e il cristianesimo progressista di
oggi, per convertire il mondo, invece di adottare un linguaggio
che il mondo capisce adattano il cristianesimo al mondo.

Cristianesimo, democrazia, nazismo e comunismo hanno


denigrato così tante parole necessarie che oggi risulta difficile
parlare di alcunché senza sembrare complice di qualcosa di
basso e vile.

I contemporanei hanno stima dei libri tediosi quando sono


pretenziosi e pedanti.
La posterità se la ride di quegli idoli polverosi per venerare,
neanche a dirlo, gli analoghi santoni del proprio tempo.

Qualunque religione altrui oscilla fra il ridicolo e il


diabolico.

I ragionamenti convincono soltanto coloro che necessitano


di una scusa per arrendersi.
La Chiesa, nello spalancare le sue porte, intendeva rendere
facile l'entrata a quelli di fuori, senza pensare che piuttosto
rendeva facile l'uscita a quelli di dentro.

La civiltà occidentale è stata il risultato di un'alleanza fra


possidenti e vescovi.

Maturare significa veder crescere il numero di cose sulle


quali sembra grottesco opinare, tanto in modo favorevole
quanto contrario.

Storico marxista ed esegeta cattolico: entrambi mentono.

La storia è più un dialogo fra storici che una narrazione


di fatti.
Le interpretazioni inesatte dell'argomento da parte dei
predecessori è il vero argomento dello storico.
260 NICOLAS GOMEZ DAVILA

Intelligente è colui al quale sembra difficile ciò che agli altri


sembra facile.
Il numero delle soluzioni temerarie proposte da un politico
cresce con l'idiozia degli uditori.

L'interpretazione di un linguaggio mitico consiste


nell'esplicitare l'ambito dei postulati epistemologici in cui si
situa e non nd sottoporre i suoi testi alla sintassi della scienza.

L'onesta convinzione non scarta la possibilità di essere errata;


semplicemente non concepisce la probabilità di esserlo.

Lo scienziato si seme autorizzato a filosofare per il fatto di


condividere alcuni vocaboli con il filosofo.

La civiltà moderna: un'invenzione di un ingegnere bianco per


un re nero.

Una filosofia che sopprime il problema dd male è una favola


per bambini tonti.

La complicazione è la prerogativa più alta dell'uomo.

L'enciclopedismo è stato più un furbo trovatello a caccia di


un padre rispettabile che un figlio di Cartesio.
Dobbiamo dubitare dd diritto degli imbecilli di rendere culto
alla "ragione cartesiana".

Un razionalismo estremo (Constitutio de Fide dd Concilio


Vaticano I) ed un anti-historismon virulento (Pontificia
Commissione Biblica) impedirono alla Chiesa di vedere che, dal
corsiero della storia, un San Giorgio romantico dava lanciate a
quella "ragione" che pretendeva di divorarla.

L'omogeneità crescente dell'uomo fa presagire una società


nella quale l'orma dd distincti non discreti della società angdica
sarà soppressa dal discreti non distincti% della società infernale.
35/ Per il termine historismo vedasi la nota a piè di pagina numero 17.
'"
36/ "Distinti ma non separati nel primo caso e "separati ma non distinti" nel
secondo.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 261

Non c'è nessuno che non scopra improwisarnente


l'importanza di virtù che disdegnava.

Le letterature delle attuali repubbliche, come anche i loro


eserciti, non servono nelle dispute internazionali.

L'intellettuale latinoamericano deve trovare dei problemi


per le soluzioni che ha importato da altrove.

La "aletteratura" possiede per finalità sottolineare tutto ciò


che la letteratura intendeva omettere di proposito.
Lo scrittore attuale divulga preferentemente ciò che lo scrittore
di ieri taceva per disdegno e non per inesperienza o paura.
Per essere tedioso e villano si richiede meno talento di quello
che si pensa.

I valori plebei, da Omero a Yeats, hanno vegetato presso i


suburbi delle lettere come proletari oppressi.
La letteratura odierna è redatta da Tersite.

La letteratura è troppo ricca e la nostra memoria troppo


esigua per non awisare il lettore che il semplice talento non
basta.

La posterità di un'opera d'arte suol farci dispiacere che essa


sia esistita.

La pittura attuale ha più appassionati dell'attuale


letteratura, poiché il quadro si mostra in due secondi di noia
mentre il libro non si legge in meno di due ore di tedio.

Malgrado il prurito dell'originalità la letteratura moderna è


redatta da bibliotecari vergognosi.

Le opere moderne mantengono le promesse dei loro


programmi come le medicine popolari mantengono quelle dei
santoni che le decantano.
Però, se la tiritera era stata iniziata da Mallarmé e Rimbaud,
solo i nostri contemporanei imbottigliano la semplice acqua di
rubinetto.
262 NICOLAS G6MEZ DA VTLA

La verbosità delle teorie estetiche aumenta con la


mediocrità delle opere come quella degli oratori con la
decadenza della propria patria.

Di solito i piedi dello scriba si impigliano nelle fimbrie dd


manto profetico.

Qualunque sia la propria ascendenza plebea, chi ottiene che


il Cattolicesimo Medievale lo adotti parrà di lignaggio patrizio.

Il corpo è una narrazione dell'anima.

Tutte le novità sono una minima aggiunta a un patrimonio


colossale di roba vecchia.
L'uomo è costretto a camminare coi piedi legati.

Dall'esterno tutto quello che è importante pare burlesco.

Siccome la Chiesa Cattolica ha mantenuto sempre


una separazione precisa fra ortodossia ed eresia mentre il
protestantesimo ostenta una gamma di sfumature dottrinarie,
la storia della teologia cattolica è meno interessante del
monumento intellettuale che erige, mentre la storia della
teologia protestante è più interessante dell'edificio privo di
stile che costruisce.

Non la scienza o la storia hanno provocato la crisi attuale


del cristianesimo bensì i nuovi mezzi di comunicazione.
Il progressismo religioso è l'impegno di adattare le dottrine
cristiane alle opinioni difese dalle agenzie di notizie e dagli
agenti pubblicitari.

L'osservanza dd cattolico è mutata in un'infinita remissività


verso tutti i venti dd mondo.

Il volgo è convinto di pensare liberamente solo quando la


sua ragione capitola di fronte ad entusiasmi collettivi.

Chiunque parli delle regioni estreme dell'anima necessita


presto di un vocabolario teologico.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 263

Le idee generali sono l'incantesimo con il quale il grande


storico risuscita i propri morti e il maleficio con il quale lo
storico scadente li uccide per la seconda volta.

"Dio è morto" ha esclamato il Venerdì Santo che è stato il


XIX secolo.
Stiamo vivendo oggi nell'atroce silenzio del sabato. Nel silenzio
della tomba abitata.
In quale secolo albeggerà, sulla tomba deserta, la Domenica di
Pasqua?

I princìpi dell'intelligenza sogliono essere dei borghesi


pusillanimi.

Nel momento in cui i presunti peregrinantes in hoc mundoH


si alleano con i civibus hujus saeculz' 8 vediamo subito che si
trattava di indigeni che si facevano passare per stranieri.

La critica marxista ha adonato Balzac per il fatto di


supporre che egli confessi la sconfitta delle proprie idee
reazionarie nel narrare il trionfo della borghesia.
Compromesso dottrinariamente a non accogliere altro criterio
che quello della "necessità storica", il marxista non comprende
che Balzac possa essere reazionario precisamente perché la
borghesia trionfa.
Il successo non rappresenta una categoria assiologica.

La meditazione non origina nulla.


Semplicemente incuba idee previe.

I sistemi dovrebbero essere solo la scia momentanea del


pensiero.

Pensare suol consistere nella comprensione improvvisa


dell'idea che abbiamo avuto in un certo momento e che
abbiamo scordato senza aver capito.

37 / Peregrini in questo mondo.


38/ Cittadini di questo secolo.
264 NICOLAS G6MEZ DAVlLA

Il nostro pensiero giunge a tediarci allo stesso modo della


nostra faccia.

La logica disciplina i discorsi fra compagni di partito, però le


conversioni dipendono dalla sezione di letteratura e belle arti.

Al fine di distrarre il popolo mentre lo si sfrutta i dispotismi


sciocchi favoriscono le Ione da circo e il dispotismo astuto
sceglie le Ione elettorali.

Persino il buon democratico non accetta sentenze elettorali


avverse perché creda in un diritto delle maggioranze, bensì
perché il punto controverso non gli importa o perché si sa
impotente.

Non essendo riuscita ad ottenere che gli uomini pratichino


ciò che insegna, la Chiesa attuale ha risolto di insegnare ciò che
essi praticano.

Il momento in cui il pensiero è affascinato solo dal proprio


funzionamento giunge ben presto.

Gli uomini di sinistra non sono i rappresentanti dei poveri


bensì i delegati delle idee povere.

Il ricordo più prezioso di quasi qualunque individuo suol


essere un ricordo sordido.

Un solo concilio non è altro che una singola voce


all'interno del vero concilio ecumenico della Chiesa, che è la
sua storia totale.

Nessun parùto, setta o religione deve confidare in chi


conosce le ragioni per le quali si affilia.
Qualunque autentica adesione, in religione, politica e
amore, anticipa il ragionamento.
Il traditore sceglie sempre razionalmente il partito da
tradire.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 265

Fino a ieri gli scrittori si rammaricavano per la mancanza


di critici.
Oggi invece mute di critici sono instancabilmente sulle loro tracce.
Una volta c'era chi non mangiava, oggi non c'è niente da mangiare.

Il popolo non crede mai che coloro che parlano in modo


enfatico dicano scemenze.

Il cattolicesimo popolare è il centro di qualsiasi ira progressista.


Fede popolare, speranza popolare e carità popolare
indispettiscono un clero di estrazione piccolo borghese.

Camminando a fianco dei plebei i nostri vizi ci difendono e le


nostre virtù ci tradiscono.

Quelli che ripongono la loro speranza nel mondo sono appena


un po' più stupidi di quelli che dallo spettacolo del mondo non
sono divertiti.

Con buon umore e pessimismo non è possibile sbagliarsi né


annoiarsi.

L'amore verso il prossimo è stato brevettato come la migliore


giustificazione del]' apostasia.

La storia contemporanea dimostra che un salario modesto può


reclutare esecutori per i peggiori crimini ma anche per i compiti
più umanitari.
Il denaro in questo secolo ottiene quello per cui sembrava
necessario avere la collaborazione di Dio o del diavolo.

L'importanza di una nozione religiosa non scaturisce dalle


conseguenze che possiede, bensì dal valore religioso autonomo
che ostenta.

Senza dubbio conviene insultare il reazionario conclamato


(rinnegato dei Whigs - lost reader - gazzettiere della Santa
Alleanza - borghese intimorito dalla Comune, ecc.), però è il
caso di tacere la lista dei reazionari cauti se non intendiamo
sbreccare le convinzioni del democratico.
266 NICOLÀS GOMEZ DÀVll.A

Allo scrittore deve importare soltanto il tema che tratta; a


noi deve importare soltanto lo scrittore.

Al fine di interpretare determinati uomini è sufficiente la


sociologia.
La psicologia è già troppo.

Che cosa definiamo propriamente "storia"?


Il mondo visto attraverso gli occhi del XIX secolo.

Fondamentalmente il rivoluzionario è un uomo privo del


sospetto che l'umanità possa attentare contro se stessa.

In pochi lustri l'avanguardia presenta lo spettacolo delizioso


della sua indignazione nel vedersi trasformata in retroguardia.

L'uomo non ha il potere di fare niente di importante. Può


soltanto sperare che quello che fa risulti importante.
Possiamo soltanto spolverare la stanza nella quale forse si
poserà un'orma immacolata.

Quanto più stupide sono le ragioni che assegnamo ad un


atto tanto meno corriamo il pericolo di sbagliarci.

Il reazionario simpatizza con il rivoluzionario di oggi poiché


lo vendica di quello di ieri.

Come ethos di una classe media, di una classe fra due classi,
l'autentico ethos borghese è uno dei successi indiscutibili
dell'umanità occidentale.
La calamità presente non proviene dall'esistenza di un ethos
borghese, bensl dall'ambizione sociale di un settore della
borghesia che si è trasferito ai piani alti dell'edificio senza
mutare nell'anima.

Il pensiero democratico suol dedurre le conseguenze di un


fatto con la stessa disinvoltura lineare delle implicazioni di un
principio.
Al contrario, ciò che il reazionario sa vedere è l'indole
paradossale dei fatti, degli uomini e del mondo.
ESCOL!OS A UN TEXTO IMPLICITO 267

La natura paradossale del mondo empirico, la natura


paradossale della dottrina cristiana e la natura paradossale
, del pensiero reazionario sono la triplice orma della Volontà
creatrice, della Volontà rivelatrice e della Volontà arrendevole
alla suprema Volontà.

Gli errori sociali del cristianesimo, nell'ultimo secolo,


hanno avuto origine dallo sbaglio di adattare il suo
conservatorismo congenito alla difesa di condizioni sociali
provenienti da un progetto rivoluzionario avverso alla propria
dottrina.
Il cristianesimo patisce le conseguenze di aver custodito il
processo di industrializzazione di una società democratica.

Si può celebrare la messa in palazzi o in capanne, però non


in quartieri residenziali.

Dobbiamo rispettare, anche quando non lo merita,


l'individuo eminente che è rispettato dal popolo per non
mancare di rispetto alla nozione di rispetto.

Oggi rinunciare a proibire non vuol dire permettere, bensì


fomentare ciò che era proibito anteriormente.

La Chiesa ha vissuto un millennio e mezzo della sua


alleanza con il "trono". Però all'incirca soltanto un secolo delle
sue collusioni capitaliste.
Tutto indica che i suoi congiungimenti proletari saranno
ancora più corti.

Fatta eccezione per la regola benedettina tutti gli statuti


delle collettività umane sono grotteschi e rozzi.

Il mentale dipende ovviamente dal fisico, però mentale e


fisico sono semplicemente idee dello spirito.

Nelle società dove tutti si credono uguali l'inevitabile


superiorità di alcuni fa in modo che gli altri si sentano dei
falliti.
268 NlCOLAs GOMEZ DAVILA

Inversamente, nelle società dove la disuguaglianza è la norma


ciascun individuo si situa nella propria differenza senza
avvertire l'urgenza né concepire la possibilità di compararsi.
Soltanto una struttura gerarchica è pietosa verso i mediocri e
gli umili.

Gli epigrammi contrari alla democrazia e al progresso sono


a carico della storia.

Il compito dello storico consiste meno nello spiegare


ciò che è accaduto che nel far comprendere come il
contemporaneo comprendeva ciò che accadeva.

La storia, nello storico marxista, respira durante le


intermittenze del marxismo.

L'attività sessuale dell'impotente sul cadavere della


sensualità si chiama erotismo.

La difesa contro le "meta.fisiche della cattedra" assorbe così


tanto l'attenzione dei fanatici dell'analisi linguistica che non
avvertono di essere stati invasi dalla metafisica della strada.

Cosl come nella nostra società hanno successo i bassifondi


sociali, allo stesso modo nella nostra letteratura hanno successo
i bassifondi dell'anima.

Il vero cattolico maschera la propria fede.


Non perché se ne vergogna, ma perché essa non si vergogni
di lui.

Quando si realizzino le promesse progressiste l'umanità


magari sarà salvata da uno schifo rendentore.

Quando cesserà l'ultima orazione all'ultimo feticcio


l'universo si dissolverà nel nulla.

Il democratico suol lamentarsi solo se l'opinione pubblica


lo abbandona.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 269

Oggi viene pubblicato con successo un tipo di libro fra il


libro serio e quello popolare: il best-seller per intellettuali.

Il "paternalismo" irrita i figli di padre sconosciuto.

Davanti a un pensiero avverso il pensiero reazionario


non si paralizza in un rifiuto indignato.
Tenta al contrario di assimilarlo sapendo di essere capace di
alimentarsi di succhi velenosi.

Rispetto soltanto la dichiarazione enfatica che è carica di


interrogativi clandestini.

L'apprendimento dell'arte di vedere merita il nostro


massimo impegno.
L'arte di vedere ciò che risulta inarrivabile alla nostra solita
visione.
L'arte di vedere nell'implacabile volgarità dell'universo
visibile gli aspetti scoperti dall'immaginazione estetica.
Siamo giunti a un tale estremo di limitatezza che crediamo
reale solo ciò che potrebbe sussistere nella supposizione che
le arti siano abolite.

Lo scrittore, se le sue frasi non hanno filo, si ingarbuglia


nei fatti.

La "filosofia della storia" potrà tenere occupato


seriamente solo qualche arcangelo ozioso che medita sul
cadavere del mondo.

Quelli che si rifiutano di prostituirsi nella baraonda


plebea di questo secolo dovranno imparare nuovamente il
rispetto.

In mano al sociologo la storia si converte in un catalogo


tedioso di paradigmi essiccati.

Le idee ugualitarie adulterano la nostra percezione del


contemporaneo e in più troncano la nostra visione della
storia.
270 NICOLAS G◊MEZ DAVlLA

Nel nostro tempo nessuno può ribellarsi contro


l'oscurantismo progressista e democratico con la speranza di
vincere.
Semplicemente, perché sente il dovere di testimoniare.

Oggi il reazionario è meramente un naufrago dignitoso.

Le nostre verità sono troppo genuine per cadere nell'azione


impropria di puntellarle con le dottrine scientificamente alla moda.

I giudizi di valore, nelle Geisteswissenscha/ten39 , si


rimpiazzano soltanto con pregiudizi.

Il "razionalismo" è l'incapacità patologica di discernere tra


forma e materia del raziocinio.

La grande intelligenza non è un'intelligenza più grande di


una ordinaria bensì di un'altra specie.

Le teorie, nelle Geisteswissenscha/ten, non sono soluzioni ai


problemi ma maniere nuove di parlare di essi.

Il "cartesianesimo" è una calunnia contro Cartesio.

La filosofia che non si accontenta in ultima istanza di


catalogare aporie, alla lunga risulta meramente comica.

L'uomo colto è chi riesce a collocare un architrave greco


sulle colonne simmetriche del classicismo francese e del
romanticismo tedesco.

L'uomo non chiama soluzione la formula risolutiva dei


problemi bensì quella che li occulta.

La dignità umana è quello che si acquisisce attraverso la


lotta contro se stessi in nome di una norma.
Quello che non proviene da un conflitto è bestiale o divino.

39/ Scienze dello spirito.


ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 271

La filosofia ha per oggetto, innanzitutto, impedire che


le scemenze del giorno oscurino le finestre e spranghino le
porte.

Per lo scemo sono autentici soltanto i comportamenti


concordi con l'ultima tesi psicologica alla moda.
Lo scemo, nell'osservare se stesso, vede sempre corroborata
sperimentalmente qualunque fesseria che possa presumere
scientifica.

Allietarsi malevolmente dei disastri della società moderna


non vuol dire godere delle umiliazioni dell'uomo.
Significa applaudire i fallimenti della volontà sinistra che lo
muove.

La stoltezza umana impaurisce coloro che credono che la


fortuna di un valore dipenda dalla volontà dell'uomo.
Però diverte coloro che sanno che il valore non è alla portata
delle sue mani né è esposto alla sua inabilità.
L'uomo può mutilare solo se stesso.

Nel vocabolario dello storico i verbi reciproci dovrebbero


prevalere.

Miei fratelli? Sì. Miei uguali? No.


Giacché ce ne sono di minori e di maggiori.

Il romanzo pornografico sarà sempre uno sgorbio perché


il coito non è un atto dell'individuo, bensì un'attività della
specie.

Dio non ci chiede "collaborazione", bensì umiltà.

Quelli che professano opinioni che i nostri contemporanei


non disprezzano devono vergognarsi.

Quando il progressista condanna, qualunque uomo


intelligente deve sentirsi alluso.
272 NJCOLAS GÒMEZ DAVJLA

La morte del passato giustifica chi è costretto a preferire


il presente per la propria immaginazione miserevole, però
niente può scusare chi preferisce l'arte presente nel caso in cui
sopravviva l'arte passata.

Le dimensioni del fatto storico tendono ad imporre


categorie specifiche di interpretazione.
L'aneddoto, per esempio, favorisce motivi psicologici,
l'accadimento spiegazioni sciologiche, il periodo fondamenti
economici, l'epoca un condizionamento da "idee".
Per finire, i grandi aspetti storici - civiltà, culture, ere, ecc.
- hanno bisogno del servizio di entità metafisiche: visione,
prospettiva, stile, Stimmung'-0, ecc.

Non vi è niente di più difficile che comprendere


l'incomprensione degli altri.

Il critico d'arte suol condannare l'opera che meglio osserva


i princìpi in nome dei quali egli la giudica.

Per evitare la tentazione di attribuire all'estetica moderna la


ributtante mediocrità dell'arte attuale, dobbiamo ricordare la
mediocrità similare della plebe artistica di qualunque stile.
La mediocrità non ha né patria né epoca.

La storia letteraria insegna che l'opera di ogni grande poeta


si distingue in due parti: quella che ammiriamo e quella che ha
influito sulla letteratura.

I cattolici hanno smarrito persino la simpatica capacità di


peccare senza dover argomentare che il peccato non esiste.

L'etnografo compila meramente dati per lo storico futuro.

Il marxista, per salvarsi dalla sconfitta in campo aperto, si


introduce nella fortezza hegeliana per la fessura che gli aprono
i manoscritti giovanili di Marx.

40/ Stato d'animo, atmosfera.


ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLfCITO 273

Quando le proprie conseguenze logiche fanno scontrare il


marxismo con un fatto, il marxista, sostenendosi sugli obiter
dieta'" di Marx o Engels, lo costringe a uno balzo leggiadro e
sleale.

La storia non è venerabile perché opera dell'uomo, bensì


perché luogo di alcune epifanie gratuite.

È arduo simpatizzare con il clero moderno dal momento in


cui è diventato anticlericale.

Dobbiamo limitare la nostra ambizione alla pratica di un


metodico sabotaggio spirituale contro il mondo moderno.

Narrare ciò che l'uomo compie o dice è una mansione


storica subalterna.
La storia fondamentale è quella che si interessa delle variazioni
della sensibilità nel tempo.

Il conformismo obsoleto è lo scandalo del conformismo


presente.

Nessuno disdegna così tanto l'idiozia di ieri quanto l'idiota


di oggi.

Ogni giorno ho minor speranza di imbattermi in qualcuno


che non alberghi la certezza di sapere in che modo si curano i
mali del mondo.

L'uomo comune suol avere personalità nelle faccende


quotidiane.
Però l'affanno di esprimerla lo converte in esponente dei
luoghi comuni alla moda.

La volgarità sorge quando l'autenticità è perduta.


L'autenticità si perde quando la si cerca.

41/ Obiter dictum: detto incidentalmente.


274 NICOLAS GOMEZ DAVILA

La volgarità tipica di questo secolo è la pretesa di essere


distinti dai nostri congeneri, essendone identici.

Gli uomini sono meno uguali di ciò che dicono e più uguali
di ciò che pensano.

Il più interessante capitolo della sociologia non è ancora


stato scritto: è quello che studierà le ripercussioni somatiche
dei fatti sociali.

L'antropologo attuale, sotto lo sguardo severo dei


democratici, corre rapidamente sopra le differenze emiche
come se si trattasse di brace.

Quelli che con enfasi e fervore esclan1ano "efficacia!",


"efficacia!", favoriscono massacri.

Le tattiche delle controversie tradizionali falliscono di


fronte al dogmatismo imperterrito dell'uomo contemporaneo.
Per sconfiggerlo sono necessari stratagemmi da guerrigliero.
Non dobbiamo confrontarci con esso attraverso argomenti
sistematici e neppure presentando metodicamente soluzioni
alternative.
Dobbiamo fare fuoco con qualunque arma e da qualunque
cespuglio su qualunque idea moderna che avanza solitaria nel
cammino.

Qualsiasi letteratura strettamente contemporanea è sempre


coriacea.
Per una degustazione occorre attendere che irrancidisca.

Al filosofo risulta impossibile credere che quello che pensa


possa essere definitivo, e altrettanto impossibile credere che
non possa esserlo.
Questa è la sua piaga segreta.

Scrivere sciocchezze leggibili è un privilegio delle grandi


intelligenze.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 275

Per praticare senza scrupoli ogni funzione borghese


all'individuo di sinistra è sufficiente preparare il loro esercizio
con l'esorcismo dell'insulto.

"Purezza", "poesia", "autenticità", "dignità" sono le voci


chiave dell'attuale lessico tecnico per parlare di qualsiasi
narrazione pornografica.

Una certa specie di apologisti cerca un posto per il


cristianesimo nella società moderna mostrando certificazioni
favorevoli rilasciate da fisici o biologi.
Come se mendicassero le raccomandazioni di vecchi
domestici per recludere in un sanatorio il padrone in rovina.

Peggio del sentin1entalismo della virtù è il sentimentalismo


del vizio.
Secolo XIX - secolo XX.

Se fa riferimento a problemi seri la parola "soluzione"


possiede una sonorità grottesca.

Un argomento irrobustisce ciò che non riesce ad uccidere.

La prima manipolazione democratica di un testo


cristiano è quella presente nel prologo al Vangelo di San
Giovanni (V, 13).
Il testo volgare è quello di tutta la tradizione manoscritta
(fatta eccezione per il Codex Veronensis), però la lezione
corretta è quella di San Giustino e Sant'lreneo.
Tertulliano (De Carne Christi) denunciò i valentiniani come
corruttori del testo.
Gli gnostici evidentemente si aggiravano intorno a questo
Vangelo.
Non fu infatti Eracleone il suo primo commentatore?

L'atteggiamento rivoluzionario della gioventù moderna


è un'inconfondibile prova di attitudine alla carriera
amministrativa.
Le rivoluzioni sono incubatrici perfette di nuovi burocrati.
276 NlCOLAS GQMEZ DAVILA

Il tempo suol vendicare il cristianesimo dall'acerbità degli


apostati dato che ciascuno di essi finisce per professare gioiose
sciocchezze.

Una certa dose di volgarità rende famoso qualunque libro.

Il comunismo non si è rivelato la peripezia finale della


Verelendung'2 proletaria, bensì la metamorfosi finale del
proletariato in borghesia.

Al fine di democratizzare il cristianesimo si devono


manipolare i testi leggendo "uguale" dove è scritto "fratello".

La vecchiaia non emargina l'uomo intelligente; è il mondo a


farlo.

La tirannia è matura quando non ha più bisogno


dell'esecuzione del proprio nemico.

Ancora più tedioso del lavoro è il suo panegirico.

Quelli che scrivono ragione con la maiuscola si preparano


ad ingannare.

La tragedia della sinistra è quella di diagnosticare


correttamente una malattia, ma di aggravarla con la sua cura.

La Chiesa si è trasformata in classe media come tutto il


resto.

L'incitamento alla cultura fa sì che essa si ammali.

Il gesto spontaneo e il gesto rituale fanno parte di categorie


distinte, però posseggono uguale rango.
Al contrario, non c'è nulla di più basso della spontaneità
regolamentata: il ghigno demagogico.

42/ lmpoverimeato.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 277

Quanto di più alto a cui l'uomo giunge non è in ciò che fa.
È in ciò che l'immaginazione estetica lo vede fare.

Le convinzioni sistematiche sono indice di intelligenza


in coloro che le inventano e di stupidità in coloro che le
assumono.

Quelli che assumono un sistema smettono di percepire le


verità che sono alla loro portata.

L'indipendenza della quale qualsiasi giovenrù si vanta non è


che una sott�missione a una nuova moda imperante.

Il destino del mondo è sempre in mano a un subalterno


sconosciuto.

L'assordante rumore della storia non è che la risonanza del


dialogo fra pochi solitari.

Le risposte erronee scompaiono, quelle corrette


imputridiscono.
A durare sono soltanto descrizioni e domande.

L'eccellenza tecnica del lavoro intellettuale è giunta a


un punto tale che le biblioteche straripano di libri che non
possiamo sdegnare ma che non valgono la pena di essere letti.

Il nome del maestro passa ai discepoli, però il suo spirito


normalmente va ad un estraneo.

Ogni uomo si sente affogare dentro qualsiasi intelligenza


altrui.

Il prevedibile causa più sorpresa all'uomo esperto


dell'imprevedibile.

La dialettica autentica cammina con passo da ballerina in


un'improvvisazione di danza e non con un monotono ritmo
trimembre da sergente prussiano.
278 NICOLAS G◊MEZ DAVILA

Ciò che ammiriamo nella storia non è l'effetto deliberato


dei propositi, bensì il loro incongruo esito.

Casualità è un nome che diamo a Dio tanto per rispetto


umano quanto per rispetto divino.

La vita è una fucina di gerarchie.


La morte sola è democratica.

Il democratico in cerca di uguaglianza passa la rasiera


sull'umanità per ritagliare quello che eccede: la testa.
La decapitazione è il rito centrale della liturgia democratica.

Quando ci urge imparare qualcosa conviene interrogare


l'intelligente che ignora piuttosto dello scemo che sa.

In qualunque spettacolo siamo abituati a vedere solo ciò


che alcuni ci hanno insegnato a guardare.

"La fine delle ideologie" è il nome con il quale viene


celebrato il trionfo di una certa ideologia.

La più insidiosa tentazione è quella di professare oggi la


verità di domani.
Il cadavere di una verità passata puzza meno dell'embrione di
una verità futura.

"Attività culturali" è un'espressione che non udiamo


provenire dalla bocca di chi le esercita spontaneamente, bensì
dalla bocca di chi le pratica per lucro o per prestigio.

Nello specialista convivono le più fini idee su dei frammenti


dell'universo con i più sgualciti luoghi comuni sull'universo
stesso.

La retorica è rispettabile quando difendiamo i diritti di altri.


Però persino gli uditori più benevoli sorridono quando ci
rivolgiamo a considerazioni etiche per richiedere i diritti nostri
invece di appellarci alla forza.
ESCOLLOS A UN TEXTO IMPLICITO 279

Se gli altoparlanti culturali stessero in silenzio per un


momento il pubblico farebbe ritorno alla pittura ufficiale del
secolo scorso.
L'ammiratore ascetico di quadri astratti riappenderebbe
alle pareti della sua casa, con un sospiro di sollievo, quadri
aneddotici, sentimentali o discretamente pornografici.

La propaganda ctÙturale degli ultimi decenni (scolastica,


giornalistica, ecc.) non ha educato il pubblico, bensì ha
ottenuto meramente, come i missionari, che gli indigeni
celebrino le proprie cerimonie in modo clandestino.

Il compito, già secolare, della "democratizzazione della


cwtura" non ha ottenuto che siano di più gli ammiratori, per
esempio, di Shakespeare o Racine, ma che più gente creda di
ammirarli.

Certamente non vi è nulla di durevole e contano solo gli


istanti, ma l'istante conserva il proprio splendore per coloro
che lo immaginano eterno.
Conta solo l'effimero che sembra immortale.

Il vero scrittore non è colui che ci parla con voce esotica


da commensale pittoresco in un incontro casuale, bensì chi ci
interroga con la stessa voce con la quale parliamo a noi stessi in
solitudine.

L'uomo cessa di essere ciò che è cosciente di essere.

La voce dello scrittore non avrà penetrato la nostra


congenita sordità fintantoché i fantasmi dei nostri sogni non
converseranno nel suo idioma proprio.

L'uomo definisce "neutro" ciò che intende imporre senza


rivelarne le ragioni.

Il diavolo è troppo intelligente per essere razionalista, però


imbecca oracoli razionalisti ai suoi accoliti affinché lo venerino
privi di scrupoli.
280 NICOLAS GÒMEZ DAVILA

La storia non ha il proposito di narrarci quello che l'uomo


fa, bensì quello che è. La storia non cataloga i suoi atti; rivela i
suoi modi.
La storia non compone il repertorio delle avventure umane; la
storia manifesta l'essenza delle umanità che si succedono.

Né stili né opere né individui scoprono il proprio nucleo


autentico sgrossando una corteccia di residui stilistici, di usi
inveterati, di mimetismi sociali.
Lo stile si edifica su uno stile precedente. L'opera si sviluppa
attraverso le opere che imita. L'individuo giunge ad essere
persona mediante le influenze che accoglie.
L'autenticità non è la mera espressione di una natura bensì
l'acquisizione di un significato.

L'autentica intelligenza vede spontaneamente anche il fatto


più umile della vita quotidiana alla luce dell'idea più generale.

Lo storico indovina sempre fintantoché assume la storia


dell'arte come paradigma della storiografia.
Le categorie che la storia dell'arte indica a un intelligenza
dotata di gusto e capace di critica sono il modello generico
delle norme specifiche di ogni ambito storiografico.

Colui che desidera conoscere una cosa perché la crede


importante differisce radicalmente da colui che desidera
conoscerla perché crede ciò importante.
L'amore intellettuale muove il primo, mentre il prestigio
pedagogico della "cultura" attrae il secondo.

Fra l'opera d'arte e il suo simulacro non vi è una differenza


tangibile.
Niente di definibile le diversifica, eccetto la loro differenza
appurata da coloro che vedono i v.alori.
Eccetto il fatto bruto della loro differenza estetica, non vi è
tra esse né un di più né un di meno identificabili, analizzabili,
specificabili od ostensibili.

Ciò che per prima cosa lo scrittore inventa è il personaggio


che scriverà le sue opere.
ESCOL!OS A UN TEXTO IMPLICITO 281

Il tribunale supremo dell'arte è l'interiezione.

Destra e sinistra si caratterizzano per la distinta


interpretazione che danno del titolo ambiguo che Goya dà ad
un Capriccio: Il sonno della ragione genera mostri. 43
La sinistra traduce con "dormire"; la destra con "sognare".

Svariati artisti famosi degli ultimi decenni sopravvivranno


soltanto come introduttori alla visione perduta di stili trascorsi.
I preraffaeliti involontari pullulano già da un secolo.

Chi si iscrive a un partito cessa di essere un possibile


interlocutore per trasformarsi in tema di conversazione fra
interlocutori che non si sono iscritti.

In epoche come quella attuale, quelli che hanno orgoglio


non possono abbassarsi all'"altezza dei tempi".

Coloro che insistono nell"'essere al corrente" di ciò che


questo secolo ha da dire si impegnano a versare una fogna sulla
propria anima.

Nel momento in cui l'artista pensa che l'originalità possa


bastare, l'originalità si trasforma in ricetta accademica.

Il volgo può impadronirsi di qualunque idea, però non


dell'intelligenza che gli potrebbe impedire di scadere nella banalità.

Contrariamente all'artista di una volta, che fantasticava


mondi affini ai suoi sogni più nobili, l'artista attuale escogita
mondi nei quali sarebbe sufficiente farlo risiedere per
rinchiuderlo all'inferno.

Parlando propriamente: la bellezza di un'opera consiste in


quello che eccede qualunque definizione del critico.

43/ NcUa versione originale spagnola (El me,,o de la raz611 produce monstmos)
l'ambiguirà nasce daJ fatto che In parola sue,io indica sia il sonno quanto il sogno,
mentre in italiano i due: termini sono distinti, perdendo In sfumatura a cui l'autore si
riferisce.
282 NICOLAS GÒMEZ DAVILA

La "teologia radicale" è una teologia da orto degli ulivi che


non finisce per essere rassegnazione alla volontà di Dio, bensì
alla volontà dell'uomo.

Così come il povero attribuisce alla ricchezza viltà che sono


proprie dell'uomo, il ricco le attribuisce alla povertà.
Ciascuno attribuisce solo all'altro una viltà comune invece di
ammirare le virtù che germogliano solo nella povertà e quelle
che prosperano solo nella ricchezza.

L'immginazione recupera nella storia la sensazione perduta


di quello spessore proprio dell'esistenza umana che non è più
palpabile in questo mondo attuale di esseri filiformi.

Quandanche potessimo sapere solo cose tediose, impararle


è qualcosa di divertente.

Solamente il sociologo privo di messaggio a volte non dice


cretinate.

Il sociologo si abitua a operare con strumenti grossolani


perché si colloca a una distanza tale dai fatti che i suoi atti
maldestri non gli schizzano il volto di sangue come succede
allo storico.

Essere discepoli di chi ha infranto norme non è eticamente


lecito.
Non scimmiottare è il primo requisito etico dell'infrazione
delle norme.

L'"irnmoralista", in questo secolo crapulone, è l'assaltatore


eroico di fortezze senza difesa.

Fino a che lo storico non farà attenzione alla struttura della


coscienza dell'epoca che prende in esame, tutto quello che dice
a proposito della struttura della società sarà falso.

Il padre dello Stato laico è Gregorio VII.


ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 283

Per ridicolizzare in modo lecito lo spectcolo delle ambizioni


degli altri è necessario strangolare previamente le nostre.

Posto che è impossibile fare in modo che l'imbecille taccia,


la civiltà consiste nell'obbligarlo a recitare un catechismo.
Un catechismo qualsiasi.

Ognuno si afferra allo snobismo che gli è possibile.

Il cattolico progressista non rimarca il carattere


"comunitario" della Chiesa per ricordare ai fedeli la sua
solidarietà mistica con una comunità storica, bensì per
immolare senza rumore la dottrina secolare della Chiesa sugli
altari del presente.
I collettivismi sacrificano sempre all'appetito di collettività
istantanee la collettività augusta dei secoli.

Dopo aver dialogato con qualcuno di "ben moderno" ci


rendiamo conto che l'umanità è evasa dai "secoli della fede"
per sprofondare in quelli della credulità.

I sacerdoti progressisti, dal sospetto che il proletariato


guardi con ironia l'omaggio tardivo che gli rendono, hanno
risolto di praticare un'adulazione generica dell'uomo.

La "dignità dell'uomo", la "grandezza dell'uomo", i "diritti


dell'uomo", ecc.: un'emorragia verbale che la mera visione
mattutina del nostro volto nello specchio, durante la rasatura,
dovrebbe tamponare.

I problemi umani non sono definibili precisamente e


neppure lontanamente solubili.
Quelli che speravano che il cristianesimo li risolvesse hanno
smesso di essere cristiani.

Avendo promulgato il dogma dell'innocenza originale,


Ja democrazia conclude che il colpevole del misfatto non è
l'assassino invidioso, ma la vittima che ha destato la sua invidia.
284 NICOLAS GÒMEZ DA VILA

Gli episodi rivoluzionari di questo secolo, quandanche in


essi pullulino i cadaveri, sono mere farse.

La democrazia non è tanto l'impero delle parole quanto


quello delle bugie.

Questo secolo alla fine è uno spettacolo interessante: non


per quello che edifica, bensì per quello che disintegra.

Per "costruire il mondo" pare sia necessario svilire l'uomo.

Lo storico di una letteratura impiega il vocabolo "genio" un


numero di volte inversamente proporzionale all'importanza di
quella letteratura.

L'uomo moderno ha timore della capacità distruttiva della


te�nica '. quando è invece la sua capacità costruttiva ciò che è
mmacc1oso.

Il predicatore, in ultima istanza, zoppica per essere


ascoltato.

Quando si estingue la razza degli egoisti assorti nel loro


perfezionamento, nessuno ci rammenta che abbiamo il dovere
di salvare la nostra intelligenza, anche dopo aver smarrito la
speranza di aver salva la pelle.

I naufraghi giustificano più facilmente il pilota imprudente


che affonda la nave anziché il passeggero intelligente che
prevede la sua deriva verso gli scogli.

Quando l'orgoglio soffoca l'invidia ascendiamo sempre,


anche fosse solo tra le gerarchie diaboliche.

Esistono vizi da arcangelo caduto e vizi da misera plebe


infernale.

Non esiste nel mondo un oggetto insignificante e neppure


nella società una funzione tediosa se collochiamo gli oggetti in
una scala ontologica e le funzioni in una gerarchia sistematica.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 285

Ogni parte, in una totalità ordinata, conta sull'appoggio delle


altre ed ha l'onore di appoggiarle.

Nel caso in cui non si suicidi, l'ateo ha il diritto di credersi


lucido.

Ciascun individuo definisce "cultura" la somma delle cose


che guarda con rispettoso distacco.

La poesia moderna si è resa illeggibile da quando ha risolto


di spezzare il collo all'eloquenza senza sospendere la scrittura.

La civiltà occidentale è un ammassamento di articoli di


lusso preparati da parassiti per il consumo di oziosi.
Dall'epoca degli aedi ionici fino a quella dei romanzieri
borghesi, i rampolli di nobile famiglia hanno finanziato tutte
le "alienazioni" religiose, estetiche, politiche "civilizzatrici"
dell'uomo. La gloria completa dell'Occidente.
Fortunatamente, invece, la civiltà moderna è il complesso di
conoscenze utili alle classi laboriose.

Emulatrice dei parroci che vendono gli ornamenti sacri


e le pie immagini, la Chiesa ha risolto di procedere a una
liquidazione totale ribassando la propria dottrina all'effettiva
domanda del secolo e sopprimendo il vergognoso·sperpero
della sua liturgia.

Sacerdoti e giornalisti hanno imbrattato di così tanto


sentimentalismo il vocabolo "amore" che la sua semplice eco
infastidisce.

La democrazia in tempo di pace non ha sostenitore


più fervente dello stupido, né in tempo di rivoluzione
collaboratore più attivo del demente.

L'uomo, fino a ieri, non meritava che lo chian1assero


animale razionale.
La definizione è stata inesatta fintantoché inventava,
preferentemente, attitudini religiose e comportamenti etici,
compiti estetici e meditazioni filosofiche.
286 NICOLAS G0MEZ DAVILA

Oggi, al contrario, l'uomo si limita ad essere animale razionale,


cioè inventore di ricette pratiche al servizio della propria
animalità.

Coloro che discrepano in modo radicale non possono


dedurre, bensì enunciare.
Per quelli che rifiutano i postulati moderni l'epoca delle
argomentazioni è finita.
Non potendo condividere convinzioni con i nostri
contemporanei possiamo ambire a convertirli, ma non a
convincerli.
Al reazionario risulta fattibile solo proferire sentenze violente e
indigeste per il lettore.

Siccome l'uomo concede realtà soltanto a quello che offre


resistenza, quanto più grande sarà la sua capacità di operare
tanto maggiore sarà la sua libertà, però altrettanto minore la
realtà del mondo schiavizzato.
L'uomo liberato porterà a passeggio il proprio tedio fra
l'insignificanza spettrale delle cose.

Non esiste individuo che non tradisca in maniera alternata


la nostra fiducia e la nostra sfiducia.

Educare non significa collaborare al libero sviluppo


dell'individuo, bensì appellarsi a quello che tutti hanno di
decente contro quello che tutti hanno di perverso.

I veri problemi non hanno soluzione ma storia.

Chi chiede alla Chiesa di adattarsi al pensiero moderno


di solito confonde l'urgenza di rispettare certe regole
metodologiche con l'obbligo di assumere un repertorio di
postulati idioti.

I dogmi cristiani sono implicite confutazioni.


Le formule dogmatiche non spiegano il contenuto della fede,
bensì escludono interpretazioni che la adulterano.
La metafora dogmatica indica una rotta senza però anticipare
una descrizione della meta.
ESCOLJOS A UN TEXTO IMPLlCITO 287

Qualunque "totalizzazione" dell'avventura umana che


abbia pretesa di realizzazione fuori dall'inimmaginabile
Gerusalemme celeste sarà solo una prigione totalitaria.

Il più grande peccato dello storico sta nel vedere una


qualunque epoca soltanto come anticipazione, preparazione o
causa di un'altra.
Escolios
a un texto implicito
volume II
La nostra attenzione per le lettere contemporanee decresce
con gli anni non perché i sensi si ottundano, bensì perché
abbiamo visto varie letterature contemporanee succedersi le
une alle altre lasciando meramente una manciata di risultati
problematici in mezzo ad una colossale accozzaglia di spazzatura.

L'obiettività dello storico non consiste nell'astenersi dal dare


giudizi di valore, ma nell'emettere sentenze azzeccate.

L'opera d'arte non è un artefatto preparato al fine di


esercitare la nostra facolcà di analisi, ma uno strumento che ci
incita a proferire giudizi di valore.

Ammettere che ogni epoca scriva una diversa storia del


passato non significa confessare che tutte le interpretazioni si
equivalgono.
Certe epoche hanno la vocazione della storia mentre altre sono
carenti di talento storiografico.
Ogni visione della storia è specifica di un'epoca, però il genio
storiografico di alcuni periodi trasmette alla visione propria un
valore storiografico atemporale, analogo a)J'atemporalità del
valore estetico.
La goffaggine storiografica di alu·i periodi, invece, azzarda
interpretazioni che documentano semplicemente l'epoca che le
produce.

Se un vuoto fisico non lo convince della scomparsa di una


cosa, l'uomo si ostina a vederla presente fintantoché ne persista
lo spettro.
292 NICOLAS G6MEZ DAVILA

Nel mondo contemporaneo le cose si ergono ancora nella loro


apparenza intatta, ma il secolo risucchia implacabilmente la loro
linfa. La spessa polpa delle cose, istante per istante, si corrompe,
in1putridisce e si dissipa.
L'uomo si insedia ciecamente nella solidità terrestre del proprio
destino, quando la sostanza del mondo fluisce oggi verso il nulla
attraverso una segreta ferita.

Solo un talento evidente fa sì che al reazionario gli si


perdonino le sue idee, mentre le idee del sinistrorso fanno sì
che gli si perdoni la sua mancanza di talento.

Quando ignoriamo che ogni cosa porta con sé il criterio che


la condanna o la assolve stiamo mutilando obblighi e piaceri.

Nominalismo e realismo non sono correnti filosofiche


parallele o successive, bensì periodi storici.
In certe epoche la realtà si polverizza in individui. In altri
tempi gli universali sono i protagonisti della storia.

L'anima non fiorisce se non nella tappa biologica che


corrisponde all'età con cui è nata.
Chi nasce per essere giovane quando invecchia diventa
grottesco, e chi nasce per essere vecchio è grottesco durante la
sua aspra giovinezza.

Quelli che semplicemente si rassegnano alla propria sorte si


sentono frustrati da un destino privo di senso. Chi umilmente
la accetta sa soltanto che non comprende il significato della
decisione divina che lo riguarda.

L'unico scrittore del XVIll secolo risuscitato


dall'ammirazione dei nostri contemporanei è stato Sade.
Visitatori che di un palazzo non ammirano altro che le latrine.

Cosl come alcuni definiscono "parlare con franchezza" il


vomitare il proprio fiele e la propria bava, allo stesso modo
altri battezzano "stabilire relazioni sociali autentiche" il
proprio affanno nello sprofondare nel sangue e nella merda.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 293

La letteratura contemporanea sembra un baccano di


eunuchi in calore.

Esistono oggi due tipi di luoghi comuni consunti e triti:


quelli che ne rimangono indifferenti e quelli che infuriati
negano di esserlo.
Le opinioni del piccolo-borghese costituiscono il primo tipo.
Quelle dell'intellettuale di sinistra il secondo tipo.

Nel nostro tempo risulta più facile trovare comportamenti


cristiani che anime cristiane.
Avendo relegato il suo cristianesimo verso la zona periferica
della persona, il cristiano attuale gli sottopone parzialmente
ancora la propria condotta, ma non subordina ad esso i suoi
atteggiamenti radicali.
Scarseggiano ormai quegli individui indelebilmente cristiani
nei quali occhi intorbiditi dall'orgoglio, dalla lussuria o dalla
bestemmia la nostra vista indovina uno sguardo segretamente
fraterno.

Quando il cattolico si difende meglio contro i vizi che contro


l'eresia è già poco il cristianesimo che gli rimane in testa.

Nelle Geisteswissenscha/ten44 le matematiche "servent a


cacher !es défauts de l'esprit" .4'

La storia intellettuale della Germania ci insegna che lo


spirito soffia preferentemente sulle anime che conquistano la
propria grandezza rinchiudendosi in grigiastre abitudini.

Chi impara a dire "Sì, però..." oppure "No, però..." varca le


porte della storia.

Il progressista dimentica che il peccato frustra qualunque


ideale di cui sente la mancanza; il conservatore dimentica che
esso corrompe qualunque realtà che difende.
44/ Scienze dello spirito.
45/ "Servono n noscondere i difetti dello spirito". È in parte un aforisma cli La
Rochefoucauld: "La gravité est un mystère du corps inventé pour cnchcr les défaurs
de l'esprit".
294 NICOLAS GOMEZ DAVlLA

La deduzione filosofica è l'arte di trasformare


un'osservazione esatta, ma limitata, in un sistema comprensivo,
ma falso.

Visitare un museo o leggere un classico sono per le


moltitudini contemporanee semplici comportamenti etici.

Col passare degli anni scopriamo spesso che le soluzioni


deliberate risultano più intollerabili degli stessi problemi.

La critica "sterile" a volte ottiene quelle conversioni


dell'anima che modificano sostanzialmente i problemi.
La critica "costruttiva" molciplica solo le catastrofi.

Secondo il cristiano di oggi la crocifissione fu un


deplorevole errore giudiziario.
La facoltà di percepire la misteriosa necessità dell'atroce è
morta con la scena greca e gli altari cristiani.

Se le superstizioni scomparissero la teologia liquiderebbe


rapidamente la religione.

Per alleggerire la nave cristiana che scuffia in acque


moderne, la teologia liberale si è sbarazzata ieri della divinità
di Cristo e la teologia radicale si sbarazza oggi dell'esistenza di
Dio.

L'intellettuale di sinistra non attacca con audacia ed


arroganza se non le idee che crede morte.

Evidentemente in molti casi inventiamo le nostre idee, però


non siamo i primi né gli unici ad inventarle.

Una rivoluzione è legittima soltanto quando il


rivoluzionario sente nelle proprie ossa che la società contro cui
si alza è il legittimo reo di ribellione.

Per contenere l'avidità il democratico pensa solo ad abolire


i beni agognati.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 295

Lo storico completo sarebbe quello che analizza con


malevolenza narrando con simpatia.

Chiunque ha diritto di essere stupido, ma non cli esigere


che si venerino le sue sciocchezze.

L'intelligenza letteraria, e non l'intelligenza filosofica o


l'intelligenza scientifica, è lo zenit dell'intelligenza.

L'intelligenza non invecchia, però ha un'epoca.

Quando impara che le prove dell'esistenza cli Dio non


sono valide lo scemo crede automaticamente che le prove
dell'esistenza del mondo lo siano.

La "storia scientifica" diffida della verità personale delle


Memorie per confidare nella merizogna impersonale degli Archivi.

L'utilità pedagogica delle pratiche superstiziose è dovuta


all'assenza di nesso intelligibile fra i mezzi che impiegano e i
fini che ricercano.
Solo la superstizione insegna alla moltitudine che non esiste
una tecnica razionale delle cose importanti.

La colpevolezza del mondo moderno è maggiore per aver raso


al suolo le chaumières'6 che per aver incendiato gli chateaux.47
Ciò che si estingue lungo il XIX secolo è la dignità degli umili.

Per persuadere dobbiamo esprimere argomenti sottili in


formule prive cli sottigliezza.

Nello scienziato si riuniscono preoccupazioni da uomo


intelligente e la pazienza cli un in1becille.

Il mio secolo prediletto è il XIX perché ci ha insegnato a


vedere gli altri secoli.
Ma la civiltà è ciò che muore con il XVIII.

46/ Cottage.
47/ Castelli.
296 NICOLAS GOMEZ DAVILA

Il viavai moderno non impedisce di credere in Dio, ma


rende impossibile sentirlo.

L'umanità è congenitamente restia a qualsiasi proposito


nobile. Per produrre qualcosa di insigne è necessario che la
storia la assilli e la mena alle serene.

Non possiamo sperare che la civiltà rinasca fintantoché


l'uomo non tornerà a sentirsi umiliato nel consacrarsi a compiti
economici.

La prowidenza concede solo a pochi uomini il diritto di


essere autentici.
Tanto l'estetica quanto l'etica chiedono a gran voce che gli altri
si affrenino a falsificarsi.

L'individuo non nasce per "scoprire" ed "esprimere" la


gamma embrionale della sua anima.
Bensì per infeudare la sua persona al padrone più nobile che
incontra.

L'intelligenza si irrobustisce con i luoghi comuni eterni e si


debilita con quelli del proprio tempo e del proprio luogo.

È facile simpatizzare con qualsiasi uomo finché non esprime


opinioni.

Fintantoché non ci attribuiremo alcun merito, potremo


inorgoglirci di ciò che siamo.

Esistono anime che l'assoluzione non purifica, bensì che


insudiciano le assoluzioni.

A nulla giova al mediocre emigrare laddove dimorano i


grandi.
Tutti ci portiamo addosso la nostra mediocrità.

L'eleganza di qualunque uniforme dipende dal portamento


di colui che la indossa.
ESCOL!OS A UN TEXTO IMPLICITO 297

Elogiare la giovinezza significa dimenticare la nostra passata


stupidaggine.

L'astrazione è lo strumento del potere dell'uomo e il


padrone del suo tedio.

I fatti hanno bisogno dello storico per diventare


interessanti.
Finché l'immaginazione non lo affina ogni avvenimento è
banale.

Chiamiamo storia della letteratura l'enumerazione delle


opere che sono evase dalla storia.

La storia è il campo in cui il numero inganna.


La precisione aritmetica è qui una forma insidiosa di
anacronismo.
Chi pensa di raggiungere una veracità maggiore stabilendo
cifre esatte, e pertanto comparabili tra di esse, scambia
inutilmente ciò che esiste esclusivamente come dissomiglianza
concreta per una similitudine astratta.
Il numero storico è invariabilmente qualitativo.

Etichettando come "Giustizia" il fagotto chiuso è stato


facile introdurre da secoli qualsiasi contrabbando.

Ci sono evidenze che scompaiono assieme a coloro che


meritavano di percepirle.

La scoria è obiettiva finché si limita a ricostruire la coscienza


che un determinato passato ebbe di se stesso.
Lo storico che al contrario indaga "cause", "strutture" e
"leggi" si rinchiude nella propria soggettività.
L'ambizione di trascendere le creazioni empiriche della
coscienza altrui trasforma la storia in una mera proiezione
dello storico.
Al di là della coscienza dei soggetti storici, lo storico non
scopre altro che la propria coscienza.
298 NlCOLAS G6MEZ Di\VILA

La storia è la serie di universi presenti alla coscienza di


soggetti successivi.

Storia è ciò che un'immaginazione capace di pensare


coscienze altrui ricostruisce.
Il resto è politica.

Né le dottrine sociali nascono dalle circostanze né le ipotesi


scientifiche dai fatti.
Entrambe le affeimazioni sono aspetti di un'epistemologia scaduta.

Quandanche nessuno ignori che non esiste opinione


stupida che non faccia martiri e non moltiplichi"le vittime, il
numero degli adepti di una dottrina inquieta l'ingenuo.
Come se il fatto psicologico della stupidità fosse il criterio
logico della verità.

Il successo di un libro non prova nulla a favore o contro di esso.


Ma quando intuiamo la sua mediocrità, il successo conferma
automaticamente i nostri sospetti.

Vivere fra anime basse esaspera la passione del nostro


appetito di grandezza.

Per "perseverare nel suo essere" l'individuo può fare


concessioni, però l'idea che le faccia si trasforma in un'idea diversa.
Se la Chiesa è meramente un raggruppamento di individui
interessati a difendere la propria esistenza collettiva, le
concessioni abili le sono lecite. Ma se è il veicolo della fede e
del corpo di Cristo qualunque "aggiornamento"48 la perverte.

La distanza fra giovani e vecchi è oggi uguale a sempre.


Oggigiorno si parla di "abisso" tra le generazioni perché
l'adulto attuale si rifiuta di invecchiare e il giovane con la
dovuta mancanza di rispetto gli assicura che è invecchiato.

È toccato a questo secolo il privilegio di inventare il


pedantismo dell'oscenità.
"'
48/ .. Aggiornamento è in italiano nell'originale.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 299

Nella misura in cui aumentano le acque di questo secolo


i sentimenti delicati e nobili, i gusti voluttuosi e fini, le idee
discrete e profonde si rifugiano in poche anime solitarie49 ,
come i sopravvissuti del diluvio sulle cime di picchi silenziosi.

Ciò che meno posso perdonare a questo secolo è il fatto che


mi infastidisca con una nausea cale da farmi dimenticare che la
sua abiezione non macchia l'intatta primavera.

La sapienza di questo secolo si riduce ad osservare il mondo


con lo sguardo amaro e sporco di un adolescente depravato.

Il corpo, nel XX secolo, non imprigiona semplicemente


l'anima: la mutila.

Come sopportare questo mondo moderno se non udissimo


già un lontano rantolo di agonia?

Quello che l'immaginazione inventa non è meno reale di


quello che impressiona i sensi.
Solo che è più fragile.

L'appetito dell'uomo si esacerba perché non sempre ha


avuto fame.

Nulla di più rischioso che figurarci di sapere in quale


momento della storia ci troviamo.
Chi presume di saperlo si attribuisce con dogmatica insolenza la
missione di imporre agli uomini il compimento del proprio destino.
Lo storicismo necessitario corona la propria petulanza con
crimini inutili.
La storia è carente di struttura. L'uomo ha solo l'obbligo di
osservare certe norme, qualunque sia il momento problematico
della storia in cui si trova.
Ogni uomo conosce il proprio dovere. Nessuno conosce il
presunto compito del proprio tempo.

49/ L'espressione a/mar seiieras, usata nelJ'originale, significa anime solitarie.


isolate, ma anche uniche e incomparabili. ln questo felice aggetti\lO è possibile
leggere quasi una predestinazione, come del resto è possibile farlo in svariali altri
passaggi gomezdaviliani quando si parla delle anime nobili, bennate.
300 NICOLAS GOMEZ DAVll.A

Finché la Aufkliirung50 non morirà - soltanto adesso si


espande su rutta la terra e si infiltra fino agli ultimi strati sociali
- la più moderna posizione dello spirito continuerà ad essere il
pensiero tedesco fra il 1770 e il 1830.51

Spendiamo una vita per comprendere ciò che un


estraneo comprende con un'occhiata: che siamo altrettanto
insignificanti di chiunque altro.

Lo storico si distingue dal giornalista che lo emula perché


rimarca le differenze, mentre quest'ultimo fa lo stesso con le
somiglianze tra le epoche.

Il determinista si spazientisce con i suoi avversari come se


questi avessero ragione nel dirsi liberi.
I deterministi sono persone molto irritabili.

A forza di adanarsi alla "mentalità moderna" il


cristianesimo è diventato una dottrina non difficile da
osservare, ma che neppure è interessante farlo.

Chi tenta di evadere dalla propria razza pretende di saltar


fuori dalla propria ombra.
Però, dato che l'autentica indole di una razza è sempre un
mistero, il suo spirito non serve come norma cosciente per i
nostri atti.
L'individuo è fedele al suo sangue quando è leale alla sua più
intima vocazione.

Può essere ottimista solo l'intelligenza che fiuta nella civiltà


moderna un fievole tanfo.

Le rivoluzioni latino-americane non hanno mai preteso


altro che consegnare il potere a qualche Directoire.

Il cristianesimo di una società è direttamente proporzionale


al numero di abbazie che essa fonda.

50/ llluminismo.
5 li Anni di nascita e morte di G.W.F. Hegd.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLfCITO 30l

Nulla irrita tanto gli stupidi quanto il cristianesimo.


Soprattutto i cristiani stupidi.

Il cristianesimo non è dottrina per la classe media: né per la


çlasse media economica né per la classe media intellettuale.
E carente quindi di avvenire.

Diffidenti dell'instaurazione di strutture feudali in America, i


Re Cattolici, tanto gli Asburgo quanto i Borbone, fecero abortire
qualsiasi embrione di feudalesimo, ottenendo così che solo tre
fattori tessessero la storia di questo continente: la pusillaninutà del
burocrate, la cupidigia del bottegaio e l'anarchia del meticcio.

Ad Omero, poeta dell'aristocrazia ionica, e a Dante, poeta


dell'orda medioevale, bisogna aggiungere Shakespeare, "poeta
del feudalesimo" (secondo Morley).
La reazione non è sprovvista di poeti.

Molti credono che il diavolo sia morto, quando


semplicemente gira oggi mascherato da uomo.

La letteratura risusciterà quando si rinunci a "cambiare il


mondo".

Il castigo dell'idealista consiste nel trionfo della sua causa.

Oggi i testi più ermetici, più sperimentali, più gratuiti,


così come gli atteggiamenti religiosi più mistici o più ascetici,
implicano l'ambizione di "collaborare" e "servire".
La gloria letteraria, o celeste, è un premio attualmente riservato
al servilismo sociale.

Molti si arrogano una serenità da savio per il fatto di avere


una stolidità da bestia.

Coloro la cui gratitudine per il beneficio ricevuto si


converte in devozione alla persona che lo concede invece di
degenerare nell'odio abituale che ogni benefattore desta, sono
aristocratici.
Quandanche siano vestiti di stracci.
302 NICOLAS GÒMEZ DAVILA

Benedetta sia la Storia, che ci ha resi indipendenti dalla


Ragione.

GL scritti sarebbero più brevi se i loro autori ne


presumessero di meno l'importanza.

Il fervore del culto che il democrarico rende all'umanità


è comparabile solo alla freddezza· con cui manca di rispetto
all'individuo.
Il reazionario sdegna l'uomo, senza disprezzare nessun
individuo.

Il vero crimine del colonialismo è stato la conversione dei


grandi popoL asiatici in periferie dell'Occidente.

Ogni civiltà è la somma dei propositi che non l'avevano


come fine.
Essere prodotto di un proposito è ciò che distingue l'esperanto
dal greco.

Quanto c'è di personale nell'artista non è la persona, bensì


la sua visione del mondo.

L'ideologia propria a ciascuna condizione sociale non è una


sempLce arguzia bellica.
Da ciascuna condizione si scruta un distinto aspetto del
mondo.

Dio tentò di vivere nell'universo newtoniano come spettro


esangue accantonato in un cielo remoto. Dove morì di tedio.
Per risuscitarlo è stato necessario salmodiare invocazioni
equivoche: Ich, Geist'2, ecc.
La teologia impotente deve ringraziare l'idealismo tedesco per
l'apertura della fossa.

Quello che possiamo fare non dipende da noi, ma da noi


dipende se farlo oppure no.
La libertà spiega soltanto il fallimento.

52/ lo; spirito.


ESCOLJOS A UN TEXTO lMPLIClTO 303

Il gesto aristocratico è quello che non è generato da alcuna


necessità e che è suscitato da un autentico valore.

Il pretendente al trono celeste non è oggi un arcangelo


caduco bensl un mistico sciame umano.
La teologia del corpo mistico incuba la massima eresia moderna.

L'ipocrisia non è la meno efficace propedeutica alla virtù.

Tanto il soggettivismo quanto il materialismo sono ideologie


della paura metafisica.

L'intelligenza è una razza alla quale non tutte le intelligenze


appartengono.

Essere civilizzati vuol dire poter criticare quello in cui


crediamo senza smettere di credervi.

Il campo della filosofia si suddivide in una zona aristotelica


e in una zona kantiana.
Gli aborigeni di una delle due zone paiono sempre assurdi, e
solitamente inintelligibili, agli aborigeni dell'altra zona.

Siccome la filosofia è una terra colonizzata da aristotelici


e kantiani, un Kierkegaard o un Nietzsche, più che sovrani
costituzionali dei loro regni, sembrano usurpatori imperiali.

Si può detestare impunemente un grande uomo, sempre


che non si ammiri un mediocre.

Le famiglie sogliono essere cellule purulente di stupidità e


sventura, perché una necessità ironica esige che il governo di
strutture così elementari richieda tanta intelligenza, astuzia e
diplomazia quanta ne richiede uno Stato.

Le imprese politiche meglio organizzate, così come le


misure economiche più sapienti, sono solo dei casi in cui si
azzecca per pura sorte.
Lo statista insuperbito dal suo successo pretende di aver
comprato consapevolmente il biglietto vincente.
304 NICOLAS G6MEZ DAVlLA

Le opere di Sade sono le appendici clandestine


dell'Encyclopédie.

Le rivendicazioni libertarie del cittadino moderno si


limitano a reclamare il diritto di copulare senza intoppi
entro l'ergastolo in cui è rinchiuso.

Non vi è nulla di così preciso come una colica repentina


per evacuare la retorica di chi perora pateticamente la
"dignità dell'uomo".

Non è nella vita, bensì nella cultura dove ci scontriamo


con i più profondi problemi umani.

La tradizione didascalica elaborata dai secoli civilizzati


dell'Occidente, nella palestra greca o nei chiostri
benedettini, insegna che l'educazione superiore non ha il
fine di procurare artigiani scientifici alle faccende sociali né
di contribuire alla coltivazione dell'originalità, bensì quello
di sostituire gli appetiti naturali e vili con degli appetiti
artificiali e nobili.

Quando qualche catastrofe distrugge il quadro delle


coordinate culturali entro cui una tradizione secolare
dà significato ai problemi, apriamo sul mondo gli occhi
spaventati e stupidi dell'animale torturato dai pazzi di un
rtcovero.

Qualunque sia la loro forza di percussione e di impatto


gli avvenimenti contemporanei mancano di contorni, di
rilievi e di spigoli fintantoché l'immaginazione non inventa,
al fine di vederli, un lessico di significati pertinenti.
Quando gli artisti scarseggiano la percezione si ottunde.

La tragedia del marxista sconfitto degenera in patetica


calamità perché il marxismo ignora la categoria del tragico.
Che a fucilarlo siano i correligionari oppure i nemici, il
marxista muore stupefatto.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMJ>LfCITO 305

Così come la filosofia della scienza consiste solo in una


riflessione sul lavoro dello scienziato, alJo stesso modo la
filosofia della storia può solo consistere in una riflessione
sul lavoro dello storico.

Gli angeli melomani della mitologia cristiana saranno


rimpiazzati, nel paradiso progressista, con professori di
gin□astica.

Chi guarda senza ammirare o odiare, non ha visto.


Passando da una lingua all'altra di una stessa epoca, in una
troviamo rigogliose e intatte possibilità di espressione letteraria
che in un'altra sono esaurite.
La contemporaneità letteraria è interna a ciascun campo linguistico.

Finché il dero non avrà terminato di apostatare sarà


difficile convertirsi.

Lo storico ovviamente non studia il passato, bensì i dati


presenti con i quali lo immagina.
Chiamiamo storico l'uomo capace di trovare impronte negli
oggetti.

Lo storico non si insedia nel passato col proposito di capire


meglio il presente.
Ciò che siamo stati non gli interessa al fine di indagare quello
che siamo. Ciò che siamo gli interessa per ricercare che cosa
siamo stati.
Il passato non è la meta apparente dello storico bensì la sua
meta reale.

Congiuntamente all'individualità ontologica, l'individualità


assiologica è l'oggetto della storiografia.
Il problema più difficile della storia è quello dell'individualità
del valore: il problema della validità concreta.

La crescente disintegrazione della persona si misura


comparando l'espressione "avventura amorosa", che era in uso
nel XVIlI secolo, con l'espressione "esperienza sessuale" che
adopera il XX.
306 NICOLAS GOMEZ OAVJLA

Niente di più insipido delle verità che maturano nella zona


temperata dello spirito.

Con chi ignora determinati libri non c'è discussione possibile.

"Essere ciò che siamo" è l'obbligo presunto con cui


pretendiamo di eludere i nostri obblighi genuini.
Il nostro dovere non è l'autenticità ontologica dell'animale, bensì
l'autenticità assiologica.

Il libro autentico è intelligibile solamente al lettore che torna


ad esso trasformato dall'esperienza stessa della sua lettura.

Il greco reputa che si trovino in situazione tragica solo certi


individui o certe fanuglie fatti insorgere esdusivamente da un
atto iniziale di superbia.
Il cristianesimo insegna invece che la condizione umana è una
situazione tragica universalmente ed in sé.
Il cristianesimo è un'interpretazione della condizione dell'uomo
attraverso le categorie della tragedia greca.

Tutti coloro che hanno sensibilità e un po' di gusto cercano


di persuadere del fatto che il mondo moderno non si origina in
ciò che ammira.
Un mostro che ogni presunto progenitore rifiuta.

Non si parli mai di paganesimo riguardo all'era moderna.


Credere nella sovranità dell'uomo è il tratto caratteristico del
moderno, mentre il pagano si è sentito schiavo di mille sovranità
divine.
Neppure l'orgoglio stoico si prodamò padrone del destino.
Paganesimo e cristianesimo fraternizzano nella coscienza
comune di una servile condizione umana.

Siccome l'architetto moderno confida nelle possibilità infinite


del progresso tecnico, l'edificio che costruisce porta implicita
nel suo midollo architettonico la convinzione della sua pronta
caducità.
L'architetto di ieri, al contrario, non sentiva che la sua abilità
tecnica fosse uno stadio transitorio, bensl maestria insostituibile.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO J07

L'architetto attuale non impartisce serenità e grandezza alle sue


immense contruzioni, mentre palazzi e templi metricamente
modesti dispiegano una vastità solenne e maestosa davanti allo
spettatore attonito.

La filosofia non si propone di dipingere nuovi oggetti ma di


dare il colore vero agli oggetti conosciuti.

Noi reazionari contempliamo i passi falsi della sinistra con


la stessa fruizione malevola con cui gli anticlericali di provincia
contemplano gli scivoloni del prete.

Non esiste individuo che nel misurare inavvertitamente


se stesso non si scopra inferiore a tanti, superiore a pochi ed
uguale a nessuno.

Per schiavizzare l'individuo non c'è miglior pretesto della


"dignità dell'uomo".

La vita religiosa comincia quando scopriamo che Dio non è


un postulato dell'etica, ma l'unica avventura in cui vale la pena
cli arrischiarsi.

Dio è la ragione del sapore nella cosa che smette di essere


insipida.

La letteratura rifornisce cli olio la lampada che il nostro


stoico vivere trascura.

Si definisce socialista l'economia che monta laboriosamente


i meccanismi spontanei del capitalismo.

Quello che ci fa esultare nelle rivolte cli questo secolo non


è il trionfo del nuovo ribelle bisognoso, bensì la sconfitta
dell'antico ribelle insediato.

La barzelletta è tanto legittima quanto l'arte, però non è


lecito confonderle chiamando arte d'avanguardia un insieme cli
barzellette simpatiche ed ingegnose.
Ciò che oggi si scrive, si dipinge, si edifica appartiene alla
308 NICOLAS G6MEZ DAVlLA

categoria del faceto, perché l'interesse che l'opera d'arte suscita


cresce ad ogni nuovo contatto, mentre la curiosità destata dallo
scherzo, ad ogni nuovo contatto, decresce.
Non dobbiamo questionare l'ingegno dei nostri "artisti" bensì
le loro pretese.

L'ostilità nella quale si imbatte inizialmente un'idea le


risulta meno funesta dell'entusiasmo che successivamente
risveglia.

Ogni verità imputridisce nella bava dello scemo.

Chi rispetta le proprie idee deve pregare per la loro


sconfitta.

Con l'obiettivo di impedire pericolose concentrazioni di


potere economico nelle mani di poche società anonime il
socialismo propone che la totalità del potere economico si
affidi ad una società anonima isolata che si chiama Stato.

Da due secoli la democrazia dapprima esilia il reazionario e


poi lo condanna per essere emigrato.

L'avversario dei princìpi moderni non ha alleati più leali che


le conseguenze di quegli stessi princìpi.

Il reazionario sbaglia a supporre che il democratico rifiuti le


sue ragioni condividendo però le sue ripugnanze.
Il mondo moderno è un porcile nella cui melma l'uomo attuale
sguazza rallegrato.

Sarebbe più facile risolvere i problemi moderni se, per


esempio, si potesse sostenere utopicamente che solo l'avidità
mercantile del fabbricante moltiplichi gli articoli plastici, e non
l'ammirazione idiota dei presunti compratori.

L'uomo moderno non estromette Dio per assumersi la


· responsabilità del mondo.
Bensì per non doverla assumere.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 309

Cercare Dio nella storia è tanto puerile quanto credere che


n non ci sia.
Siccome il Dio cristiano non è una ragione astratta ma una
volontà personale, il cristiano non attribuisce alla storia una
struttura logica, bensì provvidenziale.
Una "filosofia cristiana della storia" non può essere sistema
speculativo, ma intellezione e giudizio del fatto storico
concreto da parte di un'intelligenza cristiana.

La corporazione dei filosofi professionisti soffre di


inanizione filosofica se di tanto in tanto non ingurgita
qualche appassionato: Socrate, Cartesio, Hume, Kierkegaard,
Nietzsche.

Il pensiero moderno sorge sulle macerie della nozione


scolastica di ordo.
La scolastica stessa causò il disastro applicando una
nozione originaria del cielo platonico al mondo sublunare
dell'aristotelismo. La nozione fallisce in un universo che la
nozione antagonistica di disordine spiega meglio.
Tuttavia era sufficiente il dogma del peccato originale affinché
il pensiero cristiano cercasse solo l'ordine dietro le cose, così
come cerchiamo le strutture logiche dietro la materia empirica
della psicologia.
Ordo è ciò che traspare dal mondo senza però far parte di esso,
come le norme, le strutture, i valori.

In questo imborghesimento universale sento meno la


mancanza della defunta aristocrazia che del popolo scomparso.

La religione, sotto l'influsso del clero progressista, invece di


essere l'oppio del popolo è il suo veleno.

Le teorie scientifiche non diventano forze storiche se non


quando agiscono come ideologie di movimenti religiosi.

L'umanità maschera i propri appetiti religiosi con un


costume di avidità terrestre.
310 NICOLAS GOMEZ OAVILA

La scienza si degrada facilmente in mitologia da scemi.

La storia è più un conflitto tra mitologie che tra cupidigie.

L'originalità deliberata è il profilo di quello che gli altri


pensano.

Coloro che professano che ciò che è nobile è vile finiscono


per predicare che ciò che è vile è nobile.

L'inteUigenza non consiste nel maneggiare idee intelligenti


bensì nel maneggiare intelligentemente qualsiasi idea.

L'inezia e la scempiaggine della tiritera episcopale e


pontificia ci turberebbero se noi cristiani vecchi non avessimo
appreso, fortunatamente da piccoli, a dormire durante il
sermone.

Quando udiamo gli accordi finali di un inno nazionale


sappiamo con certezza che qualcuno ha appena proferito de.Ile
sciocchezze.

Chiamiamo oggi ami-anticonformismo l'atteggiamento


di chi condivide coraggiosamente opinioni maggioritarie
compiendo diligentemente le proprie funzioni fisiologiche.
L'anticonformista, nel defecare, crede di essere sopra una
barricata.

Dio è il termine con cui notifichiamo aU'universo il fatto di


non essere il tutto.

Il vero Dio respira più autenticamente nella plebe divina


degli Indigitamenta che in quello spettro della teologia
moderna che altro non è se non il profilo delle colline etiche
che si stagliano su un orizzonte deserto.

Le "culture" non sono reciprocamente incomprensibili le


une a.Ile altre come universi incomunicanti.
Non sono neppure mutuamente trasparenti come se
consistessero di proposizioni logiche.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 311

Sono diafane ed opache al contempo, come lo sono gli


individui tra di essi.

Il tecnico si crede un essere superiore perché sa ciò che


per definizione chiunque può imparare.

I vecchi libri di scienze naturali interessano solo allo


storico della scienza.
Nelle scienze umane l'intelligenza non compie la propria
funzione se non assumendo per suo conto e a suo rischio in
ogni momento l'intero passato di quelle scienze.

L'uomo è inorgoglito dalle proprie opere perché


dimentica che se ciò che fa è suo, suo non è l'avere la
capacità di farlo.

La prosa si corrompe quando si propone di essere


convincente invece di essere semplicemente intelligibile.
Dobbiamo dire senza storture quello che pensiamo ma
lasciare che il lettore si convinca da solo.

Il dialogo perverte i propri partecipanti.


O si impuntano per ostinazione o concedono per apatia.

È durato più di un millennio il periodo della storia


europea durante il quale la salvezza sociale è stata possibile.
Ed ottenuta varie volte.
Ma in tempi democratici, o cesarei, possiamo soltanto
salvare l'anima.
E nemmeno sempre.

L'uomo d'azione confonde ed inganna l'intellettuale che


lo interpreta precisamente perché non ha mai tempo per
essere sottile.

Indignato verso il borghese che "placa la sua coscienza"


dando un'elemosina dal proprio peculio, il cattolico di
sinistra si propone di farlo distribuendo abnegatamente il
peculio altrui.
.312 NICOLAS G6MEZ DAVTLA

La scienza politica continuerà ad essere ridotta a un


incoerente catalogo di incidenti storici fintantoché non esisterà
un'assiologia che le fissi dei fini e una biologia politica che le
somministri dei mezzi.

Il poeta, rinunciando al metro, consegna la poesia


all'intellettualismo.

Per risolversi ad intraprendere qualsiasi cosa l'uomo


intelligente oggi ha bisogno di una noia insondabile.

Ogni retta porta dritto all'inferno.

Le vie non affascinano l'immaginazione se non quando


serpeggiano fra muri ciechi.

Le rivoluzioni non sono figlie di poveri invidiosi o famelici


bensì di ricchi pusillanimi o ambiziosi.

È sufficiente guardare chi è ad insultarci per saperci


vendicati.

La società moderna serba il peculiare proposito di cambiare


sistematicamente le autorità sociali a favore di autorità politiche.
Vale a dire: le istanze civilizzatrici a favore di cariche
amministrative.

Tanto in Russia quanto in Cina la propaganda seleziona così


intenzionalmente gli argomenti grossolani e le falsificazioni ovvie
che è necessario attribuire il trionfo del comunismo al disprezzo
con cui tratta l'intelligenza delle moltitudini.

Ciò che lo psicologo attuale rifiuta enfaticamente è più la


parola "istinto" che la nozione di istinto.

Giacché spiegare significa identificare, la conoscenza non è


esplicativa dove l'individualità è il suo oggetto.

La giustizia immanente postula che solo un rivoluzionario


possa fucilarne un altro.
FSCOL!OS A UN TEXTO IMPLICITO 313

L'efficacia come oggetto, la tecnica come meta, i mezzi


come fini.

li socialismo di questo secolo non ha ereditato daUa


società borghese che seppellisce se non le deformità
denunciate dal socialismo del secolo scorso.

Non è facile discernere se il giornalismo contemporaneo


sia un cinico proposito di lucrarsi avvilendo l 'uomo oppure
un apostolato "culturale" di menti irrimediabilmente
incolte.

La filosofia diventa più sensata quanto più si approssima


alla letteratura.
La prosa limpida è lo scoglio della speculazione stravagante.

La lucidità nel XX secolo ha per requisito la rinuncia alla


speranza.

Molti credono che l'enunciato laconico sia dogmatico e


stimano la generosità di un'intelligenza proporzionale alla
prolissità della sua prosa.

L'individuo deve pensare nella lingua di una tradizione


filosofica così come deve esprimersi nella lingua di una
collettività linguistica.
L'originalità dipende solo dalla piega dello spirito.

Una cultura muore quando nessuno sa in che cosa


consiste o quando tutti credono di saperlo.

li mondo moderno critica con acredine quelli che "voltano


le spalle alla vita".
Come se fosse possibile sapere con certezza che voltare le
spalle alla vita non significhi ritornare col volto verso la luce.

I conflitti sociali in una società sana sorgono fra settori


funzionali, mentre in una società malata fra strati economici.
314 NICOLAS G6MEZ DAVILA

Avendo l'uomo un animale rannicchiato nel retrobottega


della sua anima, persino una società giusta avrebbe bisogno di
proteggersi dalla perversione umana.
La coercizione sociale non è una conseguenza della storia
sociale bensì della natura dell'uomo.

Anche in Arcadia è prudente tenere d'occhio i sognatori di


utopie.

"Necessità storica" è il nome dell'ultinrn metamorfosi del


più sanguinario dio azteco.

Se i paleontologi non sbagliano nell'affermare che l'ominide


apparve venti milioni di anni fa, il progressista dovrà aspettare
altrettanto tempo affinché l'uomo cambi la propria perversione
in favore di una nuova.

Non dobbiamo accusare i moderni di aver ucciso Dio.


Questo crimine non è alla loro portata.
Dobbiamo accusarli di aver ucciso gli dèi.
Dio continua ad essere intatto, ma l'universo appassisce e
imputridisce perché gli dèi subalterni sono morti.

Non valeva la pena negare grani di incenso agli altari


di Augusto, che dopotutto qualcosa di divino aveva, per
concludere celebrando con ditirambi sacrileghi la moltitudine,
che di divino non ha nulla.

Per soffocare l'angoscia di fronte alla trascendenza che lo


invade l'uomo inventa una mitologia di larve subcoscienti.
Niente di più tranquillizzante che ridurre a fermentazioni
interne le evidenze che spaventano.

La verità del cristianesimo non abita nella sua mitologia, ma


è presente nel mito come la Presenza nell'ostia.

li nostro dovere atruale non sta tanto nell'obbedire a


determinate regole etiche quanto nel salvare la coscienza del
sacro.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 315

Nostro fratello non è chi possiede forma corporale simile


alla nostra, bensì chi palpa lo stesso mistero.

Quando l'uomo la estromette dall'universo, la religione si


rifugia nella poesia.

La poesia è l'impronta digitale di Dio nell'argilla umana.

Sotto i dogmi sui quali si collocano i naturalismi


l'immaginazione accumula silenziosamente la propria dinamite.

Ci si deve opporre oggi a qualsiasi censura affinché la


carogna moderna imputridisca con maggior celerità.

Per passare dal mondo profano a quello sacro, la postierla'J


dell'esperienza estetica si offre a coloro che sono intimiditi
dalla porta della conversione religiosa.

La zona dell'universo evidente alla coscienza si è ristretta


tanto che ormai non percepiamo altro che l'ombra della
materia.

Quelli che come me non vogliono appartenere a questo


secolo di invidia devono tagliare quotidianamente sette teste
all'invidia del proprio cuore.

Siccome tutto quello che oggi si costruisce passa


automaticamente al nemico, prima di costruire dobbiamo
attendere che il tempo porti dei materiali che non tradiscono.

Chi è fedele alle regole di un sistema chiama presuntuoso


colui che opina liberamente in ciascuna occasione.
Come se optare per un sistema totale non fosse più
presuntuoso che azzardare giudizi limitati.

Lo storico suol ritenere universali i criteri di verosimiglianza


del proprio tempo.

53/ Neile antiche fortezze e nei castelli è una piccola porta secondaria, di solito
ubicata nella parre posteriore, usata come uscita o accesso di emergenza.
316 NlCOLAS GOMEZ DAVrLA

Gli apostoli della "necessità storica" scordano il fatto che


sia opera cli coloro che non si sono sottomessi ad essa.

Per vivere non è necessario occupare un trono. È sufficiente


saperci legittimi pretendenti ad una corona.
Ma è impossibile vivere se sospettiamo che le nostre pretese
siano illegittime.

Ogni soluzione sembra banale a chi ignora il problema.

Esprimere idee è facile, però è quasi impossibile


comunicare il contesto che le rende intelligibili.
Chi non condivide le nostre esperienze, quando crede di
capirci si inganna.

Al cospetto cli così tanti intellettuali insipidi, artisti senza


talento, rivoluzionari stereotipati, un borghese senza pretese
pare una statua greca.

Chi si esprime brevemente senza l'abituale apparato di


riferimenti e di citazioni aspira ad essere avvalorato dalle sue
sole maniere.

Dobbiamo diffidare di chi ha bisogno di certificati d'origine


per provare la propria nobiltà.

Non è la ricchezza ciò che scandalizza il povero, bensì


l'arricchimento.

Il popolo si è sempre burlato dei nuovi ricchi ma rispetta le


fortune antiche, anche se le confisca.

Questo mondo impoverito è il prodotto cli una visione


deformata da pregiudizi già abrogati.
Non dobbiamo occuparci di ripetere confutazioni bensì di
inventare riti propizi alla catarsi dei sensi.

Né l'uomo possiede istinti religiosi o artistici né la filosofia


o la scienza dipendono da facoltà inerenti alla natura umana.
Nessuna di queste attività è un elemento costitutivo della
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLfCITO 317

condizione dell'uomo. Sono tutte incidenti della sua storia.


Dio, la bellezza, la verità possono morire perché non sono
mere proiezioni innate della natura umana.
Sono immortali nell'uomo solo gli appetiti che condivide con
le bestie.

Qualunque teoria che pretenda di qualificare come


inganno ciò che un giorno ci commosse nobilmente, è falsa.

La maggioranza degli uomini muoiono senza che sia nata


loro l'anima.

L'opinione della posterità sulle nostre lingue è


imprevedibile, però le idee moderne sembreranno pensate
in latino corrotto.

La sintassi intellettuale dei moderni ricorda la sintassi


grammaticale di Fredegario.

Le verità non sono strumenti per lo sfruttamento del


pianeta, ma stendardi sotto i quali crediamo valga la pena
_
mor1re.

Lo storico si suicida quando trasforma l 'interpretazione


corretta di un avvenimento in chiave della storia.

La nostra miseria proviene meno dai nostri problemi che


dalle soluzioni che sono idonee per essi.

La sorte della verità allarma e tiene svegli molti.


Come se l'uomo potesse fare di più che suicidarsi!

Una civiltà cristiana non è un patto con una civiltà


profana bensì un'eco del combattimento cristiano con il
mondo.

La Chiesa poté battezzare la società medioevale perché


era una società di peccatori, ma il suo avvenire non è
lusinghiero nella società moderna in cui tutti si credono
innocenti.
3l NlCOLAS GÒMEZ DAVILA

La Chiesa deve intervenire in politica.


Ma senza programma politico.

Solo il cattolico prossimo all'apostasia è irritato dalle


provvidenziali sonnolenze della Chiesa.

Il canonico corpulento e lussurioso che crede in Dio è più


indiscutibilmente cristiano del pastore austero e macilento
che crede nell'uomo.

Il metodo dialettico sembra inventato per eludere


l'obbligo di collocare ogni cosa nel posto dettato dal metodo
gerarchico.

Molte dottrine valgono meno per i buoni esiti che


contengono che per gli errori che rifiutano.

L'uomo non può condannare se stesso né assolversi.


L'uomo non è altro che una capacità di essere perdonato.

Comprendere senza giustificare è l'unico atteggiamento


che permette di evitare la scelta frequentemente imperativa
fra complicità e stolidità.

Questo secolo sciocco tollera che la volgarità dell'erotismo


lo privi dei piaceri dell'impudicizia.

Quandanche la necessità reggesse il corso della storia e


conoscessimo la sua rotta ad ogni istante, le norme atemporali
ci intimerebbero molte volte di andare contropelo rispetto ai
fatti e a scegliere deliberatamente il disastro.

Immaginazione, fantasia e umorismo sono indirizzi


divergenti della metafora.
Immaginazione, quando l'identificazione metaforica ascende
a uno strato superiore dell'essere.
Fantasia, quando i termini della metafora appartengono al
medesimo strato.
Umorismo, quando l'identificazione discende a strati
inferiori.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 319

Avendo previamente risolto che le forme religiose non sono


altro che tappe di un progresso, la filosofia della religione, a
partire da Lessing, limita la religione autentica al rispetto che si
ha per la direzione attribuita a quel presunto progresso.
A questa soluzione insipida si oppone il cattolicesimo, il quale
integra tanto il rito magico quanto la contemplazione mistica,
tanto il comportamento etico quanto il raziocinio teologico.
Il cattolicesimo è la strutturazione gerarchica della storia delle
religioni.

Il reazionario non diventa conservatore se non nelle epoche


che serbano qualcosa che è degno di essere conservato.

Anche nell'immensità dello spazio ci sentiamo ingabbiati.


Il mistero è l'unico infinito che non ci sembra una prigione.

Chi si precipita mette in fuga moltitudini di dèi.

Anche le virtù sono intraducibili.


Alcune parlano solo latino. Altre sanno solo l'inglese. Ce ne
sono di squisite in francese che in altre lingue si corrompono.
Certune hanno bisogno del tedesco per esprimere la propria
scrupolosa serietà. Certe altre solo in spagnolo non paiono
semplici modi plebei.
Dal greco, infine, nessuno ha potuto tradurre una sola virtù.

La Chiesa attuale esclude gentilmente dal deposito rivelato


tutto quello che l'opinione pubblica condanna.

I nuovi liturgisti hanno soppresso i pulpiti sacri affinché


nessun malevolo sostenga che la Chiesa pretende di
rivaleggiare con le cattedre profane.

L'attuale pontefice54 prega per quel progresso che Bury - il


suo storico - ha definito "sostituto della provvidenza".

54/ Siccome Populomm progress;o (Lo sviluppo dei popoli) è un'enciclica


sociale scritta da papa Paolo Vl, e pubblicata il 26 marzo 1967, è moho probabile
che sia quello il pontefice a cui G6mez Dri.vila si riferisce.
320 NICOLAS GÒMEZ DAVILA

I pagani, gli scismatici e gli eretici sono gli archi rampanti


della cattedrale cattolica.

Ciò che del Medioevo irrita il cristiano attuale è il


cristianesimo.

Il mio cristianesimo è meno etico che ontologico: mi vivo


meno come peccatore che come creatura.

Autorità è la caratteristica propria di quello che ci


soggioga, come la poesia di Omero o il genio di Platone.
Autorità non è quello che riesce a comandare bensì quello a
cui non è concepibile disobbedire senza follia.

Nulla di autentico si può autenticare con degli


argomenti.
Possiamo solo argomentare la nostra adesione a persone o la
nostra ammirazione per le opere d'arte quando la persona è
mezzo di fini egoisti e le opere pretesti ideologici.

L'uomo non ama la realtà empirica dell'essere amato, ma la


sua idea concreta.
Non somma di accidenti e nemmeno semplice partecipe di
un ideale generico, l'essere amato è l'idea concreta della sua
perfezione individuale.
Ogni essere è una statua tronca alla quale solo l'an1ore
restituisce le curve mutilate.

La filosofia è l'arte di formulare lucidamente dei problemi.


Inventare soluzioni non è un'occupazione da intelligenze serie.

Tutte le proposizioni universali sono false.


Eccetto questa.

Quelli che pretendono di abolire l'alienazione dell'uomo


cambiando la struttura giuridica dell'economia, ricordano
colui che risolse il problema della propria sventura coniugale
vendendo il divano dell'adulterio.
ESCOLlOS /I UN TEXTO IMPLfCITO 321

Lo sciocco si immagina che la voluttà di infrangere le regole


cresca indefinitamente con l'abolizione delle regole stesse.

Tutto ciò che di terreno si presume essere un fine si corrompe.

L'essere immanente risplende solo dove si formano crepe.

Quasi tutti gli uomini si frustrano quando le dottrine


imperanti negano loro, come oggi, il diritto alla legittima
subordinazione a cui segretamente aspirano.

La Musa non visita chi più lavora o chi meno lavora, bensì
chi ha voglia di visitare.

Nelle democrazie, dove l'egualitarismo impedisce che


l'ammirazione guarisca la ferita che la superiorità altrui incide
nelle nostre anime, prolifera l'invidia.
L'invidia è l'ignobile sostituto democratico dell'omaggio.

La letteratura non ha usurpato le funzioni religiose che da


un po' di tempo esercita.
Nel collocare la religione al servizio dell'uomo è stato
necessario che qualcuno si mettesse al servizio di Dio.

Riusciamo a dire ciò che vogliamo solo quando casualmente


dician10 ciò che dobbiamo.

Il mondo moderno ci esige di approvare quello che non


dovrebbe neppure azzardarsi a chiedere di tollerare.

La colonia che si emancipa passa dall'inutazione confessa


all'originalità posticcia.

I giornalisti e i politici non sanno distinguere fra lo sviluppo


di un'idea e l'espansione di una frase.

Così come nel XIX secolo sono esistite due pitture parallele
- una ufficiale e l'altra autentica - così fluisce in canali paralleli
il pensiero del XX.
I reazionari sono gli impressionisti di questo secolo.
322 NlCOLAS GÒMEZ DAVILA

Chi toglie le catene all'uomo libera solo un animale.

Le teodicee sono arringhe di presunti avvocati di Dio di


fronte al grottesco tribunale dell'intelligenza umana.

L'avvenimento possiede tanti significati quanti sono i


contesti posseduti da chi lo osserva.

Quanto più ci confessian10 tanto più i membri di altre caste


credono che ci nascondiamo.

La storia si ridurrebbe a un inventario tipologico se


ciascuna delle sue istanze tipiche non fosse inerente a una
persona.

Logica, dialettica, paradosso, gerarchia.


Metodo logico regolato dal principio di identità. Metodo
dialettico che guida il principio di contraddizione. Metodo
paradossale obbediente al principio di coincidenza dei
contrari. Metodo gerarchico che applica il principio di
ordinamento.
Il metodo gerarchico non identifica i termini, non li assorbe,
non li equilibra, bensì li ordina.

L'interpretazione storica redama categorie etiche. Lo


storico che le elude impoverisce il suo oggetto.
Un tempo sembrò necessario eliminarle perché si
confondevano coi pregiudizi congeniti all'universitario liberale,
progressista e democratico. Però è eccessivo sopprimere l'etica
per evitare meramente la virtuosa indignazione del progressista
per "l'immoralità del passato".

Niente di più utile che essere stupido per non titubare


quando ci interrogano.

L'uomo colto ha il dovere di essere intollerante.

Il generale è ciò che è comune a vari individui.


L'universale è ciò che è proprio a ciascuno di essi.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 323

Allo stesso modo del fatto che umilia il nostro orgoglio,


mi allieta il gesto nobile che dissipa l'apprensione della nostra
radicale viltà.

La democrazia è l'unico regime politico deliberatamente


stabilito per violare il diritto alla legge armata.

Quando una soluzione non ci sembra almeno parzialmente


inaccettabile vuol dire che l'abbiamo udita male.

Ci fu un cattolicesimo dorico: quello delle chiese romaniche


e gli ordini militari. Un cattolicesimo benedettino e feudale.
Ci fu anche un cattolicesimo ionico: quello delle cattedrali
gotiche e le summe scolastiche. Un cattolicesimo di cocolle
mendicanti e di iridi reali.
Ci fu, infine, un cattolicesin10 corinzio: quello dei templi
barocchi e la controriforma trentina. Un cattolicesimo di
sottane rurali e di pompe romane.

La necessità della grazia deriva meno dalla nostra incapacità


di adempiere la legge che dalla sterilità del suo adempimento.
Non è dall'impotenza della volontà, bensì dal fallimento delle
sue opere_che sorge l'urgenza della grazia.

L'intellettuale diffida dell'intellettuale che si lava.

Non potremo mai contare su chi non guarda se stesso con


sguardo da entomologo.

Il mondo sembra meno estraneo a chi agisce che la sua


stessa anima a chi si osserva.

Il reazionario sostiene la libertà dello schiavo con il fine di


limitare la libertà del padrone.
Il reazionario è meno amico della libertà piuttosto che nemico
dell'assolutismo.

Il Progresso alla fine si riduce a rubare all'uomo quello che


lo nobilita per potergli vendere a buon mercato quello che lo
svilisce.
324 NICOLAS GQMEZ DAVILA

Per compiacere il determinista diciamo che non c'è atto


senza causa.
E per disturbarlo che non c'è causa senza atto.

Sotto il soffio del progressismo contemporaneo lo storico


si è defilato lasciando il passato nuovamente nelle mani del
semplice erudito.
L'erudizione moderna - più raffinata di quella dell'in-/olio
barocco ma viziata da categorie ermeneutiche altrettanto
anacronistiche - ha archiviato la storia, quella sottile e fragile
invenzione di alcuni reazionari ottocenteschi.

Il determinista sonnecchia in pace perché la similitudine


morfologica fra l'atto determinato e l'atto libero gli serve da
sotterfugio per confonderli.

Se gli europei rinunciano ai propri particolarismi per


procreare il "buon europeo" dobbiamo temere che generino
solo un altro nordamericano.

Invece di continuare a dire impropriamente che ammiriamo


la belle.zza del mondo diciamo con proprietà che ammiriamo la
bellezza che peregrina attraverso di esso.

La porta della realtà è orizzontale.

I peggiori demagoghi non si reclutano fra i poveri invidiosi


ma fra i vergognosi ricchi.

La storia è la somma delle traiettorie aberranti che le


mentalità imbecilli impongono alle idee intelligenti.

Affermare che le epoche sono tutte a uguale distanza da


Dio non vuol dire insegnare che tutte si salvano, bensì che
tutte possono salvarsi.
Ranke non passa una rasiera sulla storia, ma condanna
l'aberrazione progressista.

Gli storici sono di solito più interessanti della storia.


ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 325

Nel pensiero reazionario abbondano le scorie puerili finché


la fiamma marxista non lo affina.

Il marxista non dubita della malvagità del suo avversario.


Il reazionario sospetta semplicemente che il proprio sia
stupido.

Lo storico tratta la storia da ritrattista.


Il sociologo da poliziotto che la scheda.

L'incredulo non perdona l'apostata che gli conferma la sua


incredulità.

I cattolici non sospettano che il mondo si senta truffato ad


ogni concessione che il cattolicesimo gli fa.

Sul campanile della chiesa moderna il clero progressista


colloca una banderuola al posto della croce.

La rivoluzione - qualunque rivoluzione, la rivoluzione in sé


- è la matrice delle borghesie.

Redditiere, professore pensionato, signorino sottoposto


a tutela - un intellettuale di sinistra può concepire peggiori
parassiti borghesi?
Kierkegaard, Nietzsche, Baudelaire.

La stupidità dell'anziano viene creduta saggezza, quella


dell'adulto esperienza e genio quella del giovane.

Chi protesta se affermiamo che il bene si converte in male,


o il male in bene, se Dio lo vuole, che lo stesso atto potrebbe
essere pertanto buono o cattivo alternativamente, non capisce
che l'essere volontà di Dio cambia l'essenza delle cose e non
meramente la loro nomenclatura.

La prima rivoluzione scoppiò quando a qualche scemo


sovvenne che si poteva inventare il diritto.
326 NICOLAS GÒMEZ DAVILA

Un periodo storico è il tempo durante il quale predomina


una determinata definizione di ciò che è legittimo.
La rivoluzione è il transito da una definizione all'altra.

L'uomo ottiene ciò che vuole solo quando meno lo sospetta.

Essendo le cose che la vecchiaia non nobilita tanto rare


quanto gli uomini nobilitati da essa, il mondo moderno
distrugge le cose vecchie e prolunga la senilità dell'uomo.

Quando lo storico scopre che in un santo cristiano si era


nascosto un dio pagano tutti smettono di credere nel santo.
Io invece comincio a credere nel dio pagano.

Storia, critica, filosofia.


Il metodo che cerco di praticare consiste in un processo
trifasico.
Un atto intellettuale unitivo che integra a un'interpretazione
storica, in cui si include w1 giudizio critico, le condizioni di
possibilità tanto della critica quando della storia.
Un atto che racchiude, così, la storicità del reale, il suo rilievo
assiologico e le sue condizioni epistemologiche.

Quanto maggiore è la quantità di nozioni scientifiche che


il filosofo comprende nel suo sistema tanto più rapidamente il
sistema collassa.

Anche in filosofia solamente lo stile in1pedisce la


trasformazione del testo in semplice documento.

I pregiudizi sono postulati che vogliono passare per


evidenze.

Non credo nella fede di chi non chiede a Dio nient'altro


oltre a quello che dobbiamo chiedergli.

La lettura del quotidiano svilisce alcuni e abbrutisce gli altri.

Uno ad uno forse gli uomini possono essere il nostro


prossin1o, ma ammucchiati sicuramente non lo sono.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 327

Molti artisti riescono a non puzzare solo da cadaveri.

La democrazia non affida il potere a chi non le fa l'omaggio


di sacrificare la coscienza e il gusto.

Così tanta è la fede che il marxista ha in Marx che


normalmente si astiene dal leggerlo.

. . La . fede in Dio non risolve i problemi, ma li fa diventare


1rnson.
La serenità del credente non è presunzione di scienza, bensì
pienezza di fiducia.

L'egoista può salvarsi se decide di convertirsi.


L'altruista è condannato perché si crede convertito.

Chi presume di possedere la formula della felicità universale


finisce per strangolare il prossimo recalcitrante.
Il dispotismo non è tanto frutto della libido dominandz"
quanto del dogmatismo della carità.

Senza la filosofia le scienze non saprebbero che cosa sanno.

Stabilire una differenza fra Urtheil e Beurtheilung56 è il


delitto capitale contro l'integrità dell'universo.
La viltà appartiene alJ'essere crapulone altrettanto della
lividezza.

Anche quando omettiamo qualcosa per cortesia la


maggioranza dei nostri interlocutori ci contraddicono solo per
ignoranza.

Il castigo per colui che cerca se stesso è quello di trovarsi.

Sapere quali sono le riforme di cui il mondo ha bisogno è


l'unico sintomo inequivocabile di stupidità.

55/ "Desiderio di dominio". L'espressione è ripresa da Sanr'Agostino, De


civilote Dei, Libro I.
56/ Entrambi i termini sarebbero traducibili con "giudizio�.
328 NICOLAS GOMEZ DAVlLA

Un anacronismo latente banalizza l'opera dello storico


incapace di trasformare in categorie interpretative di
ciascun'epoca la struttura dei loro avvenimenti.

Il democratico si indigna del fatto che le sue vittime si


indignino.

Quando la frase e il suo senso possono divorziare, lo


scrittore ha fallito.

Ognuno vede nel mondo solo ciò che si merita di vedere.

Le cifre, in storia, non sono altro che una nuova gamma di


colori nella tavolozza dello storico.

Quandanche la disuguaglianza non fosse indelebile


dovremmo preferirla all'uguaglianza per amore della
policromia.

Ciò che rende datato un filosofo non sono le sue idee bensì
gli argomenti con cui le difende.

La democrazia tollera solo due partiti: il portavoce delle


idee stupide e il protettore delle sordide cupidigie.

Vedere preferenzialmente la positività dell'esistente è la


predisposizione mentale indispensabile dello storico.
In storia i lamenti funebri sono ammissibili ma scomunicare
non lo è.

Il grande storico non è tanto chi rinviene difetti in ciò che


ammira quanto chi ravvisa virtù in ciò che detesta.

I vecchi dispotismi si limitavano a rinchiudere l'uomo nella


vita privata mentre quelli di nuovo conio preferiscono che
abbia solo una vita pubblica.
Per addomesticare l'uomo è sufficiente politicizzare tutti i suoi
gesti.

La storia si deve narrare come tragedia, non come sbaglio.


ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 329

Il terrore è il regime naturale di qualunque società che non


abbia tracce di feudalesimo.

Sapendo che non può vincere, il reazionario non ha voglia


di mentire.

Dove non c'è intenzione non c'è struttura, bensì fatto.


Ogni struttura è la somma delle condizioni assiologiche formali
a priori di un proposito.

Verificare una proposizione sarebbe possibile solo se da una


proposizione falsa non si potessero dedurre conseguenze vere.

Dobbiamo restituire alla notte la positività che la nostra


insufficiente astronomia le nega.
Il nostro compito più urgente è quello di ricostruire il mistero
del mondo.

La storia inventa una nuova lingua per ogni nuovo valore.

L'indagine sulle strutture confonde validità e vigore.


La serie di configurazioni empiriche di una struttura con la
struttura a priori che le sostiene.
Giuristi, economisti, sociologi procedono come se la logica,
per esempio, fosse un capitolo della psicologia.

Gli insiemi di valori non si definiscono per il loro contenuto,


bensì per il tipo di relazione che stabiliscono con noi.

In una dissertazione sociologica nomi propri o date


rinfrescano come una sorgente in un deserto.

Per umanizzare una casa sono necessarie almeno tre


generazioni consecutive di una stessa famiglia.

La "società razionale" non si oppone a quella "tradizionale"


come ciò che è coerente a ciò che è illogico.
Bensì come ciò che è animale a ciò che è umano.
"Razionale", in questo contesto, significa ingozzarsi senza
decenza e copulare senza ritegno.
330 NICOLAS GOMEZ DAVlLA

L'esecuzione di un atto qualsiasi, in una società


"tradizionale", è condizionata dalla totalità delle categorie
che la coscienza di quella società riconosce.
In una società "razionale", al contrario, ogni atto ammette
solo le condizioni privative della categoria alla quale
appartiene.

Magari risuscitassero i "filosofi" del XVIII secolo con


il loro ingegno, il loro sarcasmo, la loro audacia affinché
minassero, smantellassero e demolissero i "pregiudizi" di
questo secolo!
I pregiudizi che essi stessi ci hanno trasmesso.

Chiamiamo storia quello che accade a chi ha


un'importanza di qualche tipo.

La generalizzazione estende il nostro potere ed


impoverisce il nostro spirito.

li concetto è il residuo comune di vari termini.


L'idea è la loro somma.

li più repulsivo e grottesco degli spettacoli è quello della


superiorità del professore vivo sul genio morto.

I peccati che scandalizzano il pubblico sono meno gravi di


quelli che invece tollera.

Gli errori più funesti sono quelli che possono essere


diagnosticati solo da chi li commette.

I politologi predicono le caratteristiche adulte di una


forma politica embrionale in modo tanto azzeccato quanto i
ginecologi la costituzione mentale di un feto.

I rivoluzionari arcuali sono solo degli eredi impazienti.


Di rivoluzione si parlerà seriamente quando il "consumo"
odiato non sia meramente il consumo altrui.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 331

Delia putrefazione della civiltà moderna si dubita solo in un


paese sottosviluppato.

Senza un severo alienamento epistemologico non possiamo


intraprendere la conquista del diritto alla superstizione.

A chi i problemi sociali sembrano fondamentali non


possiamo negare, qualunque sia la sua intelligenza, una forre
dose di ingenuità.

Oggi non possiamo condividere opinioni senza vergogna se


non quando non condividiamo i motivi e le ragioni dei nostri
compartecipi.

Il buon lettore è chi scopre la qualità squisita dei testi


mediocri.

Attribuire all'opera d'arte la soggettività dell'immaginazione


che la crea equivale a confondere una proposizione logica con
un giudizio psicologico.

Lo scienziato si rifà dell'austerità intellettuale impostagli


dalia scienza adottando, nel trattare temi filosofici, idee
grossolane e volgari.

I tre nemici dell'uomo sono il demonio, lo Stato e la tecnica.

L'estetica romantica non sbagliò ad insegnare che l'opera


d'arte è espressione del suo autore, però sbaglia nel prendere
come criterio di valore l'autenticità dell'espressione.
Il valore non dipende dall'autenticità dell'espressione bensì
dalia qualità della persona.
La sincerità dell'imbecille è carente di importanza.

La fisiologia da un lato e la sociologia dall'altro hanno


firmato la partizione della psicologia.
La vita personale è stata abolita, così come la dieta polacca.

Dio è la regione dove alJa fine giunge chi cammina in avanti.


Chi cioè non procede rimanendo in orbita.
332 NICOLAs G6MEZ DAVILA

La modernità è tutto quello che l'uomo fa come


conseguenza della sua schlechthinnige Unabhiingigkeit.' 7

Fede profonda è solo quella dello scettico che prega.

Le istituzioni sociali si infrangono quando tecnicizzano il


loro funzionamento per accrescere la loro efficacia.
L'uomo, in effetti, non rispetta docilmente se non ciò che è
misterioso.
Il terrore è inevitabilmente il sostrato razionale delle cerimonie
irrazionali.

Il cambiamento nel mondo moderno non è conseguenza


dell'obsolescenza bensì l'obsolescenza lo è del cambiamento.

Il modello contemporaneo del tonto si caratterizza per la


passione con cui si proclama libero da pregiudizi.

Oggi l'anziano è inutile come un animale vecchio.


Dove non c'è un'anima che gli anni forse nobilitano rimane
solo un corpo fatalmente degradato.

La perfezione etica è quello stato di moralità così spontanea


per il quale risulta assurdo attribuire un qualche merito
all'anima che lo possiede.

Le intelligenze medie gravitano naturalmente verso le


dissertazioni sociologiche.

Non è l'abituale invidia plebea - che induce a macchiare


qualunque trionfo - quello che dà apparenze sospette alla
qualità morale di chi non fallisce in questo secolo.

Nel marxismo ci sono echi del romanticismo tedesco come


in cucina ci sono echi delle conversazioni del salotto.

Le forze della natura sono epifanie religiose ma non divine.


Tra il mondo profano e il mondo divino c'è un mondo sacro.

57 / lndipendenza assoluta.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 333

Se il cristiano potesse essere democratico tutte le lance di


Nietzsche lo avrebbero trapassato.
Ma la democrazia proclama la sovranità dell'uomo, mentre il
cristianesimo quella di Dio.

La più ominosa delle perversioni moderne è la vergogna di


sembrare ingenui se non si civetta col male.

Meglio una Chiesa piccola, ma di cattolici, che massiva, ma


di rotariani.

Lo storico deve mostrarci che il preterito è stato al


contempo banale come qualunque presente e affascinante
come qualunque passato.

Non sono un trasgressivo intellettuale moderno ma un


contadino medioevale indignato.

Individualismo o soggettivismo quando si pervertono nello


psicologismo sono solo catastrofici.

Ci sono verità abbigliate con una tale indigenza che è


necessario denudarle prontamente, come una bella donna
malvestita.

Lo scrittore non deve compiacersi dei successi che ottiene,


bensì dei fallimenti che evita.

La civiltà moderna recluta automaticamente tutti coloro che


s1 muovono.

Nessuno ha le trovate che la storia invece riesce ad


inventare.

Il proposito di dialogare, oggi, presuppone l'intenzione di


tradire.

La cartomanzia costa meno della futurologia e non è meno


esatta di quest'ultima.
334 NICOLAS G6MEZ DAVlLA

Persino le nostre idee favorite ci annoiano in fretta se non le


sentiamo esprimersi con ironia, grazia e bellezza.

Quando il buon gusto e l'intelligenza concordano, la prosa


non sembra scritta da un autore ma da se stessa.

I.:universo non risulta di difficile lettura perché è un testo


ermetico, bensì perché è un testo senza punteggiatura.
Senza l'intonazione adeguata, ascendente o discendente, la sua
sintassi ontologica è inintelligibile.

Siccome la destrezza elettorale del democratico ci pare una


prova di intelligenza, le scempiaggini delle sue dichiarazioni
pubbliche ci paiono deliberate.
Fino a che scopriamo, sorpresi, che egli crede in esse.

Le idee stupide sono immortali.


Ogni nuova generazione le inventa a propria volta.

Invecchiando dobbiamo cercare di assumere degli


atteggiamenti che la nostra adolescenza avrebbe approvato, e
di avere delle idee che non avrebbe compreso.

La verità non è storica e nemmeno sta fuori dalla storia.

Lo scrittore attuale non tenta di centrare il bersaglio


assestando una sola parola bensì gettando una sfilza di libri.

Nulla di più frequente che sentirci padroni di varie idee


solo perché afferriamo espressioni inadeguate di una stessa
idea.

Ciò che è irritante di qualsiasi presente è che crede di aver


sempre ragione solo per il fatto di essere il presente.

All'ortodossia passata di moda è leale solo il suo critico


di ieri, mentre il suo docile adepto corre dietro all'ortodossia
nuova.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLfCITO 335

L'anima dei giovani annoierebbe di meno se non la


esibissero così tanto.

Il buon gusto letterario è quello che trova insipido ciò


che l'adolescente ammira.

Chi parla della propria "generazione" si confessa parte di


una mandria.

Il clero progressista non delude mai l'appassionato del


ridicolo.

È più facile perdonare al progressista il progresso


piuttosto che la sua fede.

L'uomo moderno crede fermamente che solo ciò che è


immondo sia autentico.

Il moralismo ostile all'arte si maschera oggi da arte


rivoluzionaria o erotica.

La lealtà è alla fine l'unica virtù, come il tradimento è


alla fine l'unico peccato.

Il marxista ha ereditato il proprio sdegno per gli sconfitù


dallo sdegno borghese per i falliti.

La poesia agonizza quando il poeta sospetta che


l'universo sia spiegabile scientificamente.

La storia del cristianesimo rivela al cristiano quale


presenza Cristo ha voluto avere nella storia.
Pretendere di cancellare questa storia per restituire il
solo Cristo evangelico non è un gesto di devozione ma di
orgoglio.

La rivelazione è il valore che sopravviene all'improvviso


a un fatto psicologico.
336 NICOLAS GOMEZ OAVlLA

Siccome i fatti non insegnano nulla, lo sciocco si muove tra


di essi senza acquisire l'esperienza che vi oscilla.
L'esperienza è ciò che rimane all'uomo intelligente delle
invenzioni fallite della sua intelligenza.

Entro qualunque processo rivoluzionario l'apparizione


di successivi gruppi reazionari dipende da un meccanismo
regolato dal distinto grado di suscettibilità degli individui verso
lo schifo di fronte all'assassinio.

Un gesto, un solo gesto, basta a volte per giustificare


l'esistenza del mondo.

Discernere esteticamente fra due lingue è tanto assurdo


quanto è sensato discernere fra i gradi di destrezza estetica dei
loro rispettivi parlanti.
Non esistono lingue goffe, ma scrittori incapaci.

Quando la ragione si alza in volo per sfuggire alla storia


non è sull'assoluto dove si va a posare, bensì sulla moda del
momento.

La nozione di struttura oggi, come quella di natura nel


XVIII secolo, è un sotterfugio ideologico per occultare la
storia.

La confusione è il risultato abituale del dialogo.


Salvo quando è un solo autore ad inventarlo.

L'unica cosa che alla fine ci impedisce di vergognarci di


essere uomini è che sono esistiti i monaci.

La letteratura è l'arte di restituire al vocabolo significativo


la funzione espressiva del grido.

Il tempo modifica la topografia delle nostre convinzioni.

La storia suol consistere in problemi che interessano


all'uomo inte!Jigente senza essere problemi da uomo
intelligente.
T
ESCOLIOS A UN TEX O IMPLICITO 337

I pensatori contemporanei differiscono fra loro come


gli hotel internazionali, la cui struttura uniforme si adorna
superficialmente con motivi indigeni.
Quando, invero, è interessante solo il localismo mentale che si
esprime nel lessico cosmopolita.

Fino ad ora tutte le inchieste sociologiche hanno


confermato le idee del sociologo che le aveva realizzate.

Il capitalismo è abominevole perché ottiene la prosperità


ripugnante vanamente promessa dal socialismo che lo odia.

Grazie alla descrizione fenomenologica la storia delle


religioni si è liberata dallo schema evoluzionista che la
convertiva in un'ascesa verso i pregiudizi dello storico di turno.
_
L'individualismo religioso dimentica il prossimo e il
comunitarismo dimentica Dio.
Il secondo è sempre il più grave errore.

Il suicidio più comune del nostro tempo consiste nello


spararsi un colpo all'anima.

La storia perde di colore e rilievo se lo storico non arrischia


giudizi di valore.

L'ottimismo è un gesto da malato impaurito.

Ciò che alla fine importa non è che un popolo attui una
politica efficace in terra, ma che sia un gesto ammirevole nella
scoria.
E a chi beffardamente ci chiede "che cosa rimane dei
perdenti?", risponderemo con ironia "che cosa rimane dei
vincenti?".

Nell'estromettere il demonio dal gregge del mondo gli


esorcisti moderni l'hanno alloggiato nell'anima.

Tanto grande è la distanza fra Dio e l'intelligenza umana


che solo una teologia infantile non risulta puerile.
338 NICOLAS GÒMEZ DAVlLA

Il reazionario non rispetta tutto quello che la storia


porta, però rispetta qualcosa solo se è portato da essa.

Fra reazionari intelligenti vediamo già ammiccamenti


di soddisfazione e fra progressisti intelligenti ormai non
udiamo altro che sospiri di condoglianze.

Qualunque sistema è centauro: metà uomo, metà bestia.

Dobbiamo guardarci dal seminare in questo secolo, in


cui tutto ciò che nasce si corrompe.

Il vecchio libro intelligente non diventa mai obsoleto


perché il nuovo libro intelligente rende solo esplicite le idee
che il libro vecchio includeva implicitamente.
L'intelligenza è un paesaggio la cui illuminazione cambia,
ma il cui rilievo non si modifica.

Il teologo moderno anela a trasformare la dottrina


cristiana in semplice ideologia di comportamenti
comunitari.

Coloro che profetizzano qualcosa di più che indefinite


alternanze di ascese e decadenze nascondono qualche
prodotto equivoco per la vendita in contanti.

Le dottrine che pretendono di muovere moltitudini


devono occultare pudicamente l'inevitabile arbitrarietà
dei propri postulati e l'inevitabile incertezza delle proprie
conclusioni.

Le generalizzazioni sociologiche non sono altro che


soprusi verso la storia.

Essere autenticamente moderno è, a prescindere dal


secolo, indizio di mediocrità.

L'umanità attuale ha sostituito il mito di una preterita età


d 'oro con quello di una futura età di plastica.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 339

La complessità di una tecnica esige fino ad un determinato


punto una complessità crescente della mente; però a partire
da quel punto la complessità crescente della tecnica favorisce
una decrescente complessità della mente.
Un apparato infinitamente complesso è maneggiato meglio da
una somma infinita di unità infinitamente semplici.

I libri scritti in collaborazione con il diavolo smettono


presto di spaventare e diventano sciocchi.

A chi disegna la mappa del mondo, il mondo gli suol


diventare una mappa.

Col passare degli anni udiamo la voce solo di chi ha


parlato senza strida.

Colui che vuol essere impeccabile finisce per negare il


peccato per non dover accettare il perdono.

Non c'è mai stato conflitto tra fede e ragione, bensì tra due
fedi.

Credo ut intelligam.'8
Traduciamolo così: credo per diventare intelligente.

Le "soluzioni" sono le ideologie della stupidità.

Al lettore, dopotutto, pare importante solo lo scrittore che


non si crede più importante della propria opera.

Confrontato con una chiesa romanica tutto il resto senza


eccezione è più o meno plebeo.

È sufficiente rammentare quello che gli editori


pubblicano per sentire le vertigini di fronte a quello che
rifiutano.

58/ Credo per capire.


340 NlCOLAS GOMEZ DAVlLA

Lasciamo a Dio la compassione verso le pene morali


dello sciocco.
Solo il suo dolore fisico deve modificare i nostri propositi.

La castità, passata la gioventù, più che dell'etica fa parte del


buon gusto.

Scoprire il volto di Cristo nella faccia dell'uomo moderno


richiede qualcosa di più di un atto di fede: un atto di credulità.

Finché l'uomo moderno non fece mostra della propria


volgarità era possibile parlare della dignità del sesso o della sua
ignominia.

Nulla influisce sulla trascendenza divina, ma gli


�tteggiamenti umani invece regolano le maree della sua
unmanenza.
Dio si infiltra fino alla punta dei rami o retrocede verso il suo
empireo.

Chi si proclama incapace di mendicare mi ispira una


profonda ripugnanza.

Non possiamo mettere delle condizioni alla vita e nemmeno


ricevere tutto quello che essa dà.

Quando la vecchiaia riesce ad essere bella non c'è bellezza


giovanile che ne sia all'altezza.

Tutti ci sviliamo un po' se perdiamo per qualche tempo il


contatto con i grandi poeti romantici.

Quando decapita le sue chimere l'uomo comune non


scopre la verità, bensì l'attrazione dell'ignominia.

Dobbiamo accogliere cortesemente nella nostra anima tutta


la bellezza del mondo.
Senza consegnare il nostro cuore eterno a quell'ospite
transeunte.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 341

Anche all'uomo intelligente costa fatica non cercare di


essere intelligente.

Quando la patria non è il recinto di templi e tombe ma una


somma di interessi, il patriottismo ci disonora.

L'aspettativa di trionfo, per l'uomo intelligente, non è altro


che un pretesto per la lotta.

La lealtà è l'unica causa che nel trionfare non perisce.

Dobbiamo rassegnarci al fatto che le cose non siano


durature, ma rifiutarci di accelerarne la fine.

Storia è ciò che ci accade quando il conflitto animale fra


istinti si trasforma in lotta fra le convinzioni che gli istinti ci
forgiano.

L'amore intelligente non nasce finché l'entusiasmo non


muore.

Chi crede in Dio non ha bisogno di sottoporre ad una


coerenza arbitraria il caos del mondo.
L'ordine abita dietro le nostre evidenze discrepanti.

I capricci delle proprie passioni forse salveranno l'uomo


dalla catastrofe verso la quale lo precipitano gli automatismi
della sua intelligenza.

La letteratura passa attraverso tre età: prima il sogno, poi


l'inventario e infine la confessione.

Per destare la sensibilità dal suo crescente torpore di fronte


al mistero è necessario curare l'intelligenza.

Dio non è la chiave dell'enigma, bensì ciò che ne annulla lo


scandalo.
La fede non ha bisogno di teodicee.
342 NICOLAS GÒMEZ DAVILA

Dio è la verità di tutte le illusioni.

L'assiologia è l'autentica teologia naturale.

Il desiderio crede di desiderare quello che desidera, ma in


realtà desidera solo Dio.

La vera religione è monastica, ascetica, autoritaria e


gerarchica.

È sufficiente valutare le opere dell'uomo senza criterio


retorico affinché la sua superbia sembri meno blasfema che
ridicola.

Finiamo per comprendere chi sa quello che dice, per


quanto complicato sia ciò che dice.
Però è impossibile capire chi solo immagina di sapere ciò che
dice.

Negli indici culturali di un paese, la decadenza della sua


cultura si misura dalla proliferazione di errori nelle citazioni
latine e greche e dal pullulare di aggettivi putativamente
letterari nella sua prosa scientifica.

Per dubitare dell'esistenza di Dio basterebbe che esistessero


prove della sua esistenza.
Un Dio implicato dall'universo non sarebbe il Dio in cui
crediamo.
La trascendenza non può essere il corollario di nessuna
irnmanenza.
Bensì verticale irruzione del divino.

Il progresso di falsificazione dell'universo culmina con la


fotografia che spoglia l'oggetto dei suoi universali per ridurlo
ad un'astrazione nominalista.

Gli uomini sono così naturalmente vili che solo a pochi


possiamo fare l'onore di non perdonare le loro viltà.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 343

Lo storico non deve dimenticare che i tratti essenziali


dell'uomo non sono mai causa sufficiente di un awenimento
concreto.
Ignorare che il fatto irripetibile ha una causa irripetibile
costituisce il peccato di ipercronismo.

La credenza nella risolvibilità fondamentale dei problemi


è caratteristica propria del mondo moderno: che qualunque
antagonismo di princìpi sia un semplice equivoco, che ci sarà
un'aspirina per qualsiasi cefalea.

Il grande artista si impone come soggetto autonomo; negli


altri esseri ci imbattiamo come con oggetti che ci servono o ci
disturbano.

I concetti filosofici non sono prodotto di �n'intelligenza


finalmente adulta bensì cadaveri di miti antichi.

Sentirci capaci di leggere testi letterari con imparzialità da


professore vuol dire confessare che la letteratura ha smesso di
piacerci.

Il feudalesimo era fondato su sentimenti nobili: lealtà,


protezione, servizio.
Gli altri sistemi politici si fondano su sentimenti vili: egoismo,
cupidigia, indivia, codardia.

Dobbiamo evitare che l'urgenza pratica di classificare


ci induca a supporre di star comprendendo l'atto concreto
quando identifichiamo la classe a cui esso appartiene.

La relazione fra Cristo e il cristianesimo è il prototipo della


relazione feudale.
Un signore che dà la vita per i suoi fedeli e vassalli fedeli al
signore fino al martirio.
Il cristianesimo è un vassallaggio mistico.

La posterità, questa consolazione dell'artista, si limita a


pochi eruditi sgradevoli e dispepti_ci.
344 NICOLAS GÒMEZ DAVLLA

L'archeologia si reputa più scientifica della storia perché


si limita al confronto di oggetti senza poter confrontarsi con
persone.

Quanto più radicalmente condivida i pregiudizi del proprio


tempo, tanto più facile sarà allo storico credersi padrone di
criteri oggettivi per giudicare la storia.
La moda è l'unico assoluto che nessuno di solito discute.

L'atto di spogliare un individuo dei suoi beni si chiama


furto quando è un altro individuo a spogliarlo.
E giustizia sociale quando a farlo è una collettività intera.

L'imparzialità dello storico lucido sta nel mantenersi sempre


cosciente della sua parzialità.

I biografi di uno scrittore di solito eliminano la persona per


occuparsi della sua insignificante vita.

Dio è la realtà che il deista perde e che il panteista recupera.

Non esiste oggetto che un'interpretazione proterva non


possa collocare entro un contesto che lo svilisca.

Rendere banale ogni cosa è alla portata di tutti.

Alla fine del secolo scorso ci fu solo un'"arte senza stile";


nella seconda metà di questo secolo c'è solo uno stile senza
arte.

Le stravaganze dell'arte moderna ci stanno insegnando ad


apprezzare come si deve le insipidezze dell'arte classica.

Le burocrazie non succedono casualmente alle rivoluzioni.


Le rivoluzioni sono i parti sanguinari delle burocrazie.

Gli argomenti che girano per il mondo sono di tale risma


che l'uomo comune può far centro solo per sbaglio.
ESCOLIOS A UN TEXTO lMPLfCITO 345

Un universo attraversato dal Macedone è quantomeno


capace di arcangeli.

Coloro che non si lasciano commuovere da nobili retoriche


non sono ponderati, pratici ed equanimi, ma vili.

Forse le cose più nobili della terra non esistono se non nelle
parole che le invocano.
Ma è sufficiente che stiano ll affinché siano.

Lo scrittore deve esibire senza epiteti le viltà che mostra,


perché il lettore che non si indigna spontaneamente si
condanni in modo automatico.

La storia è l'arte di dare ai termini generali le differenti tinte


che hanno in ogni epoca.

Gli dèi non abitano che le regioni, le stanze, le anime in


cui la storia, l'umile storia, accumula pietosamente le proprie
cianfrusaglie.
La maledizione delle opere moderne è che non possono
fondarsi se non sul suolo nudo.
Sulla roccia sterile.

Le insolenze dell'adolescente non sono altro che le pedate


dell'asino che si assesta nella stalla.
Mentre l'insolenza dell'adulto che getta bruscamente alle
spalle gli anni di pazienza che lo incurvano è uno spettacolo
ammirevole.

Piaceri ed obblighi, oggetti e persone: basta muoverli dal


posto subordinato che corrisponde a ciascuno per convertirli
in nulla.

Chiedere a una cosa ciò che non è destinata a dare è una


maniera efficace di rendere irrisorio ciò che dà.

Tutti gli anticonformisti sanno, nel fondo dell'anima, che


il posto che la loro vanità rifiuta è lo stesso posto che la loro
natura gli ha fissato.
346 NICOLAS GOMEZ DA VILA

Vi sono meno ambiziosi nel mondo rispetto agli individui


che oggi si credono moralmente obbligati ad esserlo.

Quando le gerarchie scompaiono non è tanto il caos quelJo


che predomina ma l'insuJsaggine.

Ciascuna generazione comprende solo alcuni libri delJa


biblioteca che eredita.

Lo storico marxista, per maggiore tranquillità, deve


omettere cautamente dalla propria bibliografia i libri dello
storico serio.

Le dottrine si difendono meglio dagli argomenti


schiaccianà che dal più lieve disprezzo.

Religione e scienza non devono firmare accordi di confini


bensì un trattato di disconoscimento reciproco.

Allo sciocco sembrano importanti solo i problemi del


proprio tempo.

Educare significa insegnare ad appassionarsi per-<:iò che


non è vigente.

Il massimo a cui può aspirare l'uomo che conosce se stesso


è essere il meno ripugnante possibile.

La frase che non interpunge se stessa è informe.

Gli appassionati di ecumenismo dimenàcano che essere


cristiano non consiste solo nell'avere fede in Dio, bensì
nell'avere fede nel Dio in cui si deve avere fede.

· Il sociologo esprime, con un numero stupefacente di


decimali, fatà le cui unità in certi casi non riesce a contare e in
certi altri casi non riesce neppure a definire.

Un postulato fondamentale della democrazia: la legge è la


coscienza del cittadino.
ESCOLIOS A UN TEXTO I.MPLfCITO }47

L'individualismo è una posizione di ritirata dalla quale è


sempre possibile rinnovare il combattimento.
Però non è una posizione la cui conquista possa assicurare il
possesso felice e pacifico del territorio umano.

La Au/kliirung, nei romantici francesi, sconfigge infine il


romanticismo.

La vera storia fluisce sono i fatti.


Tanto le supra-strutture quanto le sub-strutture sono
espressioni del clima dell'anima.
Tutto quello che accade deriva da alterazioni nella sostanza
stessa dell'uomo.

La nozione di prowidenza non può far parte di alcuna


filosofia.
Ma qualunque filosofia che non affondi segretamente in essa le
proprie radici risulta grottesca.

Il carattere provvidenziale di un atto esiste solo per chi lo vive.


La provvidenza è un mito ridicolo oppure un'evidenza
assoluta, secondo la posizione di attore o di spettatore in cui ci
ritroviamo.

La tolleranza consiste in una ferma decisione di permettere


che si insulti tutto ciò che pretendiamo di amare e rispettare,
sempre che non siano minacciate le nostre comodità materiali.
L'uomo moderno, liberale, democratico e progressista, se non è
infastidito toliera che gli si insudici l'aninrn.

Dire che la libertà consiste in qualcosa di diverso dal fare


ciò che vogliamo è una menzogna.
Che d'altra parte convenga limitare la libertà è cosa evidente.
Ma l'inganno inizia quando si pretende di identificarla con le
limitazioni che le si impongono.

La storia moderna si riduce in ultima analisi alla sconfitta


della borghesia e alla vittoria delle idee borghesi.
348 NICOLAS G6MEZ DAVlLA

I palazzi non ardono ogni qualvolta le baracche si


incendiano, però il fuoco che consuma i palazzi fa ardere le
baracche.

Nessun miracolo sembra un miracolo a chi non era


destinato a riceverlo.

Il predicatore del regno di Dio, quando non predica


Cristo, finisce per predicare il regno dell'uomo.

La verità per il cristiano è tensione fra certe proposizioni


contrarie.
La teologia non ha la funzione di risolvere il conflitto bensì di
mostrare la sua necessità.

La teologia, in mani goffe, diventa l'arte di rendere


irrisorio il mistero.

Il problema filosofico consiste in ultima analisi nel sapere


se l'universo è raziocinio oppure storià.

San Tommaso: un orléaniste della teologia?

La ragione, in teologia, ha solo la funzione di demolire


gli idoli.

Quando si desta in noi la brama di altri luoghi e di altri


secoli in realtà non è in questo o quel tempo o in questo o
quel luogo dove desideriamo vivere, bensì nelle stesse frasi
dello scrittore che ha saputo parlarci di quel luogo o quel
tempo.

Nazioni ed individui, salvo rare eccezioni, si comportano


con decenza solo quando le circostanze non permettono loro
altrimenti.

L'intelligenza non ha peggior nemico che l'impazienza, la


quale imprudentemente libera l'automatismo logico dell'idea.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLJCITO 349

Finché lo storico non ammenerà che la causa dell'esistenza


o dell'inesistenza di determinati fatti in determinate epoche è la
presenza o l'assenza di individui capaci o incapaci di produrli,
una moltiplicazione crescente di teorie continuerà ad attribuire
la paternità dei fatti a cause che non sono in grado di generarli.

Se il borghese di ieri comprava quadri perché il loro tema


era sentimentale o pittoresco, il borghese di oggi non li compra
guando hanno un tema pittoresco o sentimentale.
E il tema che continua a vendere il quadro.

L'interpretazione di qualunque fatto storico richiede un


numero infinito di teorie.

Per sentenziare che una norma è morta, allo sciocco basta


vedere che non la si osserva.

L'etica dev'essere l'estetica della condotta.

Chi non si anticipa alla vecchiaia non prolunga la sua


gioventù bensì corrompe persino i propri ricordi.

Nella nostra vita intellettuale, come nella storia, certi


blocchi letterari - generi, epoche, lingue - che erano divenuti
illeggibili e insipidi, risorgono improvvisamente rinnovati e
freschi.
Qualsiasi cadavere intellettuale può risuscitare subitaneamente
con portentosa vitalità.

Fintantoché non si converta l'uguaglianza in un dogma ci


potremo trattare come uguali.

Non dobbiamo aspettarci nulla dal romanzo finché il buon


romanziere non si risolverà a scrivere, come nel secolo scorso,
"cattivi ,, romanzi.

In filosofia la meno probatoria delle prove è quella che


pretende di confermare le tesi di un sistema con le tesi di un
altro sistema.
350 NICOLAS GÒMEZ DAVILA

L'uomo intelligente non ha idee confuse se non quando serba,


senza saperlo, propositi inconfessabili.

Quandanche l'erudizione oggi fiorisca, le scienze umane


stanno strangolando la storia.
Psicologia, sociologia, economia costruiscono schemi atemporali
che restaurano surrettiziamente l'uomo astratto del XVIlI secolo.

In una democrazia ogni verità sembra un paradosso.

I veri dèi dimorano in luoghi intrasferibili e in irripetibili


istanti.

È dawero importante solo ciò che al mero spettatore sembra


un gesto banale.

Il mondo deve servire da tema ma non da norma.


Così come uno spettacolo volgare si piega, sulla tela, a imperativi
estetici.

La civiltà non consiste nella somma degli oggetti che la


compongono come neppure l'uomo consiste nella somma degli
organi che lo costiruiscono.

Il verso tende spontaneamente a mentire.


Però è solo nel verso che l'anin1a a volte riesce a confessarsi.

La capacità di leggere poesia tradotta è un segno


inequivocabile di insensibilità alla poesia.

Non ho nostalgia di una natura vergine, una natura priva


dell'impronta contadina che la nobilita e del palazzo che corona la
collina.
Però ho nostalgia di una narura salva da industrialismi plebei e
manomissioni irriverenti.

Non dobbiamo disconoscere i meriti dell'autore subalterno e


neppure perdere del tempo leggendolo.
ESCOLIO A UN TEXTO IMPLICITO 351

Pochi lettori intuiscono l'astuzia di cui necessita una frase per


sembrare ingenua.

Lo scrittore che non ha torturato le sue frasi tortura il lettore.

La civiltà ha come requisito ineludibile che noi mediocri


imitiamo senza nessuna vergogna.
Solo pochi devono osare innovare.

I.:aroma degli orti monacali e il suono dei boschi che


circondano il monastero solitario circolano nel latino austero
dell'alto Medioevo.
Come le pietre romaniche, arte di contadini nobili nelle loro
fortezze monastiche.

La moltiplicazione di scrittori mediocri in certe epoche intriga


chi dimentica che una simile moltiplicazione esiste in tutte le
epoche, e che semplicemente non la vediamo dove l'apparizione
inspiegabile di un grande scrittore la eclissa.

I.:uomo moderno si è imprigionato nella propria autonomia,


sordo al misterioso rumore di onde che colpiscono la nostra
società.

Colui che non crede ai miti che il grande poeta inventa non lo
ha compreso, anche quando abbia passato l'intera vita a studiarlo.

I ribelli verso una tradizione o non contano oppure ristÙtano


più leali alla u·adizione dei suoi presunti fedeli.

I.:uomo chiude gli occhi davanti ai veri problemi come il


commentatore di fronte alle vere difficoltà del testo.

Non è abbracciare tutte le verità ciò a cui l'uomo si deve


accingere bensì a morire con i propri dèi.
Adattarsi svilisce.

Quando il dialogo è l'ultima risorsa la situazione è già


irrimediabile.
352 NICOLAS GÒMEZ DAVILA

Il cristianesimo non ha inventato la nozione di peccato ma


quella di perdono.

I testi dei nostri contemporanei ingarbugliano e


demoralizzano il filologo perché li presume scritti con la stessa
meticolosa attenzione con cui li legge.

Quanto più generalizziamo tanto più crescono l'errore,


l'inanità e il tedio.

È sufficiente che un sistema sembri decifrare l'enigma


dell'esistenza per sapere che le sue soluzioni sono false.

Il supremo splendore dell'arte dorica --nobile, robusta,


serena - fiorisce nelle sequenze di Adamo di San Vittore.
Epinici di un coro di guerrieri erti sotto cocolle monacali.

La letteratura si trasforma in tiritera quando i conflitti etici


di cui tratta si dissolvono in psicologia invece di proiettarsi
nella metafisica.
Per andare oltre l'etica bisogna portarla con sé.

L'universo non si vendica di coloro che lo trattano come un


meccanismo inanin1e facendoli morire umiliati, bensì prosperi
ed abbrutiti.

La società moderna procede simultaneamente nel diventare


inospitale per i vecchi e a moltiplicare il loro numero,
prolungandone la vita.

Tragedia greca e dogma cristiano sono meditazioni da


adulto sul destino dell'uomo, a differenza del sentimentalismo
adolescente della filosofia moderna.

L'uomo moderno non osa più predicare che l'individuo


nasce come pagina in bianco.
Troppi disastri gli hanno insegnato che siamo gli eredi oppressi
della nostra famiglia, della nostra razza e del nostro sangue.
Il sangue non è un liquido innocente, ma una viscosa pasta
storica.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 353

Il democratico si sbalordisce quando si rende conto


dell'insolita coalizione che lo minaccia, quando scopre che
il classicismo di Sofocle si allea, per condannarlo, con il
romanticismo di Kierkegaard.
Quando vede patteggiare, per questa impresa, la pompa
episcopale di Bossuet con l'ateismo dionisiaco di Nietzsche.

Soltanto l'uomo molto intelligente non possiede la


soluzione dei problemi attuali.

Qualunque individuo pensa oggi che il mondo vada male


perché non presta attenzione a lui.

Certe cose sono interessanti solo da vissute, mentre altre lo


sono solo da immaginate.

Siccome il valore non obbedisce a delle regole non


sappiamo mai anticipata1pente se lo spirito che invochiamo è
quello di un dio o di un demonio.
La caccia ai valori è un'avventura in cui solo l'ignorante si
arrischia senza tremare.

Non dobbiamo dare a nessuno l'occasione di essere vile.


Perché se ne varrà.

"Tutti i versi" non "sono stati fatti".


Ogni cultura, tuttavia, è un'individuazione dello spirito dove
la virtualità astratta dell'uomo si limita alla virtualità di un tipo
umano.
Pertanto la virtualità dell'uomo di una cultura data si esaurisce
e l'umanità reitera per secoli un presente sterile.
Mille indizi suggeriscono che la carovana si addentra,
nuovamente, in un Sahara o/ the higher intelligence.

La stessa stupidità si fa adottare ripetutamente se cambia


ogni volta i propri indumenti.

Lo sguardo da storico è quello che vede il significato


dell'individuo senza trasformare l'individuo nel suo mero
significato.
354 NICOLAS GGMEZ DAVfLA

Non è vero che l'uomo "non ha natura, ma storia".


La natura umana è la somma di tutto ciò che l'uomo, nella
storia, non può rifiutarsi di riconoscere come dovere senza
mentire a se stesso.

Nell'azione l'uomo non si costruisce: semplicemente si


esprime oppure si falsifica.

L'erudizione non consiste nell'addurre un'infinità di


riferimenti, bensì nell'obbligare il lettore a notare che
potremmo farlo.

La ragione corregge gli errori logici, però gli errori spirituali


sono correggibili solo da una conversione della persona.
Le presunte evidenze svaniscono in silenzio quando le
contempliamo ..la un livello spirituale più alto.

Molte cose sembrano difendibili fino a che non vediamo i


loro difensori.

Del libro del mondo non conosciamo altro che le pagine


scritte in una lingua che ignoriamo.

Si approssima l'epoca in cui la natura, sfrattata dall'uomo,


sopravvivrà solo negli erbari e nei musei.

La sapienza si riduce a non dimenticare mai il nulla che è


l'uomo e la bellezza che a volte scaturisce dalle sue mani.

Sarebbe più facile ammettere che i poeti pensano se a volte


non si esprimessero in prosa.

Non dobbiamo chiamare realtà l'incubo quotidiano, bensì


quell'allusione che affiora nella voce fuggente di un verso.

Siccome i sociologi proiettano sul passato lo schema


formalizzato delle circostanze in cui vivono, non dobbiamo
aspettarci che un soggettivismo così crudo produca idee, ma favole.
La sociologia è un apologo prosaico improvvisato da mitologi
pedanti.
ESCOUOS A UN TEXTO IMPLICITO 355

Sono riusciti ad evitare il disinganno di qualsiasi sogno


compiuto coloro che si avventurarono nell'unica impresa
razionale della storia: conquistare un sepolcro vuoto in Giudea.

Se l'universo è sistema non possono esserci evidenze che si


contraddicono.
Però chi ci assicura che lo sia?

Siccome l'intellenuale non è un inventore di idee ma un


mero fruitore, l'astro che orienta le sue imprese è sempre
quello della vigilia.

Niente di più facile che ingannare una prima volta l'anima


nobile.

Tutto quello che fa percepire all'uomo il mistero che lo


circonda lo rende più intelligente.

Per ottenere il suo miele più squisito l'intelligenza non si


accontenta dei fiori di una sola primavera.

La caduta del potente ci pare un decreto della provvidenza


perché allieta la nostra invidia.

Molti che si danno arie da ironisti non sono altro che timidi
settari.

La democratizzazione dell'erotismo è servita almeno per


mostrarci che la verginità, la castità e la purezza non sono
zitelle acide e morbose come le credevamo, bensì vestali
silenziose di una limpida fiamma.

Rispetto ai generi letterari possiamo appurare quale sia la


malattia che li uccide ma non perché muoiano, dato che tutti
devono morire.

La retorica non vince le battaglie da sola, però nessuno


vince battaglie senza di essa.
356 NICOLAS GÒMEZ DAVlLA

L'unica cosa che il ricco ignora della ricchezza sono i suoi


usi nobili, così come l'unica cosa che il povero ignora della
povertà sono le virtù.

L'uomo assicura che la vita lo svilisce per nascondere che


semplicemente lo rivela.

Il mondo sarebbe ancora più tedioso se fosse altrettanto


facile l'agire come lo è il sognare.

L'uomo intelligente suol dedicarsi a combinazioni così


sottili che lascia la verità ai tonti.

Il solo talento di uno scrittore presto o tardi ci annoia, però


lo scrittore intelligente non ci annoia mai.

Gli sciocchi si dividono in due categorie:


- quelli che "vogliono essere come gli altri";
- quelli che "non vogliono essere come gli altri".

Se estraiamo dalla sola immanenza i princìpi dell'azione


immanente scateniamo delle catastrofi.
L'immaginazione non inventa verità se non sotto influssi
trascendenti.

Non è impossibile che nei battaglioni clericali al servizio


dell'uomo si infiltrino ancora alcuni membri della quinta
colonna di Dio.

Il marxismo, più che una diagnosi, è un sintomo.

Non è al semplice fallimento del mondo moderno che


stiamo oggi assistendo, bensì al fallimento del suo successo.

La burocrazia non spaventa perché paralizza ma perché


funziona.

La scolastica marxista è arrivata, in un sol passo, al XV


secolo.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 357

La poesia non è scritta per essere letta, ma per essere


ricordata.

I nemici del cristianesimo obiettano in ciascuna epoca che


la rivelazione non coincide con le convinzioni discrepanti di
ogni epoca successiva.

La fede del ricco irrita il cattolico di sinistra perché solo la


fede di colui che è colmato di beni terreni non è sospettabile di
essere una semplice ideologia compensativa.

Un flusso costante di notizie invade oggi l'esistenza


distruggendo il silenzio e la pace delle vite umili ma senza
abolire il loro tedio.

La percezione della realtà sembra oggi schiacciata fra il


lavoro e i divertimenti moderni.

Le spiegazioni economiche occupano la zona intermedia


della storia, tra quella superficiale occupata dalle
interpretazioni psicologiche e quella profonda occupata
dall'indagine fenomenologica delle strutture mentali.

Dove i cambiamenti sociali si affrettano e l'anonimato


cresce, le abitudini, figlie del tempo e della vigilanza del vicino,
si sgretolano e periscono.
Essendo queste il meccanismo di regolazione fra la legge e
l'etica, la loro scomparsa colloca la coscienza nuda e inerme di
fronte allo Stato.
D'altra parte, siccome i cambiamenti sociali rapidi e
l'anonimato urbano logorano, erodono e spianano l'individuo,
la società che affida i giudizi più ardui a ciascuna coscienza è
quella che produce individui meno capaci di emetterli.

Le civiltà sono l'eco di quei rari istanti in cui l'uomo non


assume se non ciò che sente pronto ad assumere eternamente.

L'essenza della proprietà è l'unione indissolubile di una


famiglia e di una terra.
U resto consiste in possessi equivoci e demoralizzanti.
358 · NICOLAS GOMEZ OAVILA

Trovarsi alla mercé dei capricci popolari grazie al suffragio


universale è quello che il liberalismo chiama garanzia della libertà.

U politico democratico non adotta le idee in cui crede bensì


quelle che crede vincano.

La storia, se la seguiamo con sguardo cli parte invece cli


osservarla con occhi da curioso, ci dondola stolidamente fra la
nostalgia e l'ira.

L'incorreggibile errore politico dell'uomo cli buona volontà è


quello di presupporre candidamente che in qualsiasi momento
bisogna fare ciò che va fatto.
Laddove il necessario suol essere l'impossibile.

La società moderna si degrada così in fretta che ogni nuovo


mattino contempliamo con nostalgia l'avversario cli ieri.
I marxisti cominciano già a sembrarci gli ultimi aristocratici
dell'Occidente.

Quando le rivoluzioni economiche e sociali non sono semplici


pretesti ideologici di crisi religiose, dopo alcuni anni cli disordine
tutto prosegue come prima.

Le vere rivoluzioni non iniziano con la loro esplosione


pubblica, bensì terminano con essa.

Vedere le apparenze come fatti estetici; guardare la realtà come


fatto religioso.

U libro cli storia che non smuove la nostra ammirazione e il


nostro odio simultaneamente non è stato scritto da uno storico.

La parabola è la distanza minore tra due idee.

Per giustizia sociale si intende il dare a ciascuno ciò che non è


suo. Alienum cuique tribuere.' 9
59/ La definizione classica di giustizia si vede espressa nella formuJa suum
tmicuique tribuere, cioè dare a ciascuno il suo. La formulazione gomezdnvilinna, che
fo il verso a quella Ialina. ricalca quanto detto nella prima frase dell'aforisma.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 359

Il miglior palliativo per l'angoscia è la convinzione che Dio


possieda il senso dell'umorismo.

La demagogia smette presto di essere strumento


dell'ideologia democratica per convertirsi nell'ideologia della
democrazia.

Non è giusto esigere da una borghesia minacciata che non


abbia paura.
Possiamo chiederle, invece, che perda la paura di averla.

L'intellettuale cuoce idee di seconda mano e le serve fredde.

La novità del lavoro che "rivoluziona" gli studi storici


consiste sempre nel riscoprire la diversità della storia o la sua
continuità.

Non appellarsi a Dio, ma alla giustizia, ci porta fatalmente a


convocarlo di fronte al tribunale dei nostri pregiudizi.

Le generalizzazioni non sono la sentenza finale della


saggezza bensì i suoi primi balbettii.

Nemico del re-dio come anche del demos-dio60, il


cristianesimo non deve celebrare l'apoteosi del cesare e
neppure quella della plebe.

Di Dio non si parla con esattezza e serietà alcuna se non in


poesia.

O fuciliamo chi pretende di "cooperare con Dio" oppure


inevitabilmente ci fucilerà.

Ciò di cui non hanno avuto bisogno Luigi XIV o Goethe,


per esempio, può servirci come criterio dell'inutile.

Il pullulamento di profeti è la piaga delle lettere moderne.

60/ Cioè il dio-popolo, in opposizione ul dio-re.


360 NICOLAS GOMEZ DAVLLA

L'umanità non ha bisogno del cristianesimo per costruire il


futuro, bensì per poterlo affrontare.

Sospettosa del banchetto celeste, la Chiesa ha risolto di


presentarsi senza invito presso tutti i banchetti.

L'avvertenza paolina di "permanere nello stato al quale


siamo stati chiamati" agita lo sciocco, per il quale l'escatologia
consiste nel trasloco dell'umanità da un quartiere a un altro per
mezzo di un'università.

Inutile, come una rivoluzione.

Pensando di aprire le braccia al mondo moderno la Chiesa


gli ha aperto le gambe.

L'"aggiornamemo"61 è la svendita della Chiesa.

Invece di una teologia del corpo mistico i teologi attuali


insegnano una teologia della massa mistica.

Il cattolico progressista raccoglie la sua teologia dalla


discarica della teologia protestante.

I valori, così come l'anima, nascono nel tempo, però non gli
appartengono.

Lontana dall'assomigliare alla nostra relazione con le


proposizioni, la nostra relazione con i valori assomiglia alla
nostra relazione con le persone.

Le società non sono né meccanismi né organismi, ma


strutture.
Possiamo pertanto sostenere a priori che il numero di forme
sociali corrette è inferiore a quello delle combinazioni possibili.
I programmi politici sogliono essere una trama di soprusi nei
confronti della grammatica sociale.

61/ "Aggiornamento" è in italiano nell'originale.


ESCOLIOS A UN TEXTO fMPLfCITO 361

La società non si civilizza sotto l'impulso di sonore


prediche, bensì sorto ]'azione catalitica di gesti discreti.

Le metafore sono metafisiche silvestri.


Le metafisiche sono metafore da erbario.

Finché non sorgono difensori delle cose importanti non


dobbiamo temere che le attacchino.

Gli "evangelismi" sono cospirazioni contro la divinità di


Cristo.

Chi possiede spiegazioni coerenti di episodi storici


sicuramente si sbaglia.

Per essere rivoluzionari si richiede di essere un po' tonti, e


per essere conservatori un po' cinici.

Minerva non convince fintantoché non si scopre che gira


armata.

La ricchezza facilita la vita, e la povertà la retorica.

La felicità del ricco è il castigo del povero invidioso.

L'intelligenza fine è posseduta solo da colui che la propria


vita non costringe ad essere intelligente.

Gesù Cristo non otterrebbe di essere ascoltato oggi


predicando come figlio di Dio, ma come figlio di un falegname.

Qualunque dottrina che attribuisce alle cose un significato


inferiore a quello che possiamo immaginare per esse è falsa.

Per essere uno storico si richiede un raro talento.


Per fare storia è sufficiente un po' di indecenza.

Così come nel XIX secolo l'etica dissolse il protestantesimo,


al1o stesso modo nel XX secolo la sociologia sta dissolvendo il
cattolicesimo.
362 NICOLAS GOMEZ DA VlLA

Insegnare esime dall'obbligo di imparare.

Più interessanti dei manicaretti della storia sono le cucine


dello storico.

La scienza da poco acquisita e le scarpe comprate di recente


scricchiolano.

L'immaginazione umana, in certe epoche, ha un repertorio


da teatro di provincia.

Le società egualitarie strangolano l'immaginazione, per non


soddisfare neppure l'invidia.

Il mito è l'unico modo di esprimere verità semplici.

Non è la nostra scienza, bensì la qualità della nostra


ignoranza confrontata con la scienza altrui quello che a volte ci
fa sentire superiori.

Due posizioni contrarie inibiscono ugualmente


l'inteUezione di un'idea: credere che l'abbiamo capita o che
non la capiremo.

L'ignoranza stimata del futuro lettore motiva la prolissità


del testo.

L'amore è una trasmutazione del campo erotico che si


produce quando c'è uno squilibrio fra i suoi poli.
Tra uguali c'è solo copula.

Trattare l'inferiore con rispetto e tenerezza è la sindrome


classica della psicosi reazionaria.

Riguardo all'inconoscibile, solo le opinioni ereditate non


sono presuntuose.

Quello che nessun leccapiedi si azzarda a dire a un despota,


il democratico lo dice al popolo.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 363

Non esiste testo sinottico che la critica radicale non abbia


qualche volta attribuito alla prima generazione cristiana come
proiezione retrospettiva della sua fede.
Salvo quelli che implicano un'escatologia imminente.

Molti fenomeni di origine economica risultano alla fine


biologici semplicemente perché l'economia ha condizionato il
predominio sociale di determinati fattori biologici.

L'obiettività nelle scienze naturali è un postulato mentre nelle


scienze storiche è un compito.

Lo stoicismo è definitivamente la culla di tutti gli errori.


(Deificazione dell'uomo - determinismo - diritto naturale -
egualitarismo - cosmopolitismo - ecc.)

L'aneddoto veridico è l'anima della storia.

Pentito, come un rivoluzionario vittorioso.

In storia l'ignoranza è la condizione necessaria e sufficiente


della generalizzazione.
Conoscere un fatto vuol dire scoprire che nessuna legge lo spiega.

Adulti? Forse non ce ne sono stati che due: Tucidide e


Burckhardt.

L'immaginazione è l'unico luogo al mondo dove è possibile


abitare.

L'uomo per governare si benda gli occhi con le ideologie.

La metafisica perde la sua validità nel prendere le proprie


formule alla lettera.
Non potendo parlare se non poetice, la pretesa di univocità la
corrompe.
La metafisica non può passare da una formula a un'altra
formula, bensì da una intuizione a un'altra intuizione.
Le deduzioni, in metafisica, sono facezie verbali.
364 NICOLAS GÒMEZ DAVILA

Il dogma dell'ispirazione verbale ha consegnato i vangeli


al]' avversario.
L'analisi critica sfocia in una costruzione "razionalista"
quando le sue innegabili conclusioni, invece cli essere
interpretate dall'esegeta cattolico con categorie religiose, sono
obbligatoriamente rifiutate affinché altri le interpretino con
categorie profane.

La cultura ha come oggetto quello cli dare all'anima un


odore delizioso.

Neppure dallo scettico ci si può aspettare che non menta mai.

I valori non sono cittadini cli questo mondo ma pellegrini cli


altri cieli.

Per costruire un sistema coerente del mondo bisogna


estromettere previamente i valori.

Le cose non hanno senso, però c'è del senso in molte cose.

La pedagogia continuerà ad essere un compito frivolo


finché non diventerà oncilla geneticae. 62

La civiltà moderna si starebbe suicidando se stesse


veramente riuscendo ad educare l'uomo.

La mancanza cli immaginazione preserva un popolo da


molte catastrofi.

Cicuta (s. f.) = bibita che nel banchetto democratico viene


riservata al reazionario.

La filosofia, senza essere cumulativa, avanza solo


assumendo in ogni tappa la totalità del proprio passato.

Lo storico suol dimenticare che l'uomo in ciascuna epoca


non ha altri problemi di quelli che crede cli avere.

62/ Ancdla ddla genetica.


ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 365

L'ottimismo intelligente non è mai fede nel progresso, bensì


speranza in un miracolo.

L'uomo moderno non è tanto vittima di possessioni


demoniache quanto di colonizzazione da parte di idee stupide.

Sostenere che "tutte le idee sono rispettabili" non è altro


che una pomposa inezia.
Tuttavia non esiste opinione che l'appoggio di un numero
sufficiente di imbecilli non obblighi a sopportare.
Non mascheriamo da tolleranza la nostra impotenza.

L'intelligenza non consiste nel trovare soluzioni bensì nel


non perdere di vista i problemi.

Le religioni muoiono, ma non gli dèi.


Neppure quelli falsi.

Le uniche statue che il mondo moderno non si vede


obbligato a demolire ogni vent'anni sono quelle dei suoi
nemici.

Non cerco di avvelenare le fonti.


Bensì di mostrare che sono avvelenate.

Immanente è, in fondo, ciò che possiamo definire.


Trascendente ciò che possiamo soltanto descrivere.

L'immaginazione che non crede alla realtà di quello che


inventa non deve popolare il mondo con i propri aborti.

Affascina e convince solo il simbolo che il suo autore non


crede essere un simbolo.

L'egemonia della retorica nell'educazione antica è più


difendibile dell'attuale predominio pedagogico delle scienze
che non educano.

Le scienze sociali inventano vocaboli elastici affinché il


fruitore li stiri o li stringa a proprio capriccio.
366 NICOLAS G6MEZ DAVILA

Chi si rifiuta di essere un erede muore di inanizione intellettuale.

Nulla di più pericoloso per la fede che la frequentazione dei


credenti.
Il miscredente restaura la nostra fede.

I rivoluzionari alla fine non distruggono se non ciò che


rendeva tollerabili le società contro le quali si sono ribellati.

Il professionista manifesta sdegno verso l'appassionato per


nascondere la propria invidia.

Da un determinato livello in giù, l'interprerazione


psicologica cade nell'arbitrarietà pura.

Quando il filosofo rinuncia a condurre, il giornalista si


incarica di farlo.

Lo storico ha come funzione e come dovere la distruzione


delle generalizzazioni del sociologo.

I problemi del paese "sottosviluppato" sono il pretesto


favorito dell'escapismo di sinistra.
Carente di nuova mercanzia da offrire presso il mercato
europeo, l'intellettuale di sinistra svende nel Terzo mondo i
propri capi scoloriti.

La filosofia, sfortunatamente, consiste in un discorso che se


non è coerente risulta nullo su un universo che risulta nullo se
è coerente.

L'ateo è rispettabile fintantoché non insegna che la dignità


dell'uomo è il fondamento dell'etica e l'amore per l'umanità la
vera religione.

L'orgoglio dell'uomo si è accresciuto con l'aumentato


accertamento della propria insignificanza.
Eliocentrismo, selezione naturale, pulsioni incoscienti,
determinismo economico, ecc.: ogni nuova umiliazione tonifica
la sua superbia.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 367

La nostra biografia non è la somma cli quello che ci è accaduto,


bensì cli quello che crediamo importante ci sia successo.

La scienza non può fare altro che l'inventario della nostra


prigione.

La natura muore in questo secolo.


Soltanto nell'arte dei secoli passati scopriamo meravigliati che
la natura non è un semplice esperimento della fisica sfruttato
da organismi diligenti.

I moderni di ieri soltanto credevano nell'idoneità di una


definizione naturalistica dell'uomo.
I moderni di oggi la sentono già idonea.

Un'esistenza piena è quella che dopo lunghi anni consegna


al sepolcro un adolescente non svilito dalla vita.

L'esperienza dell'uomo che "ha molto vissuto" suol ridursi


ad alcuni banali aneddoti con cui adorna un'imbecillità
incurabile.

Dobbiamo tremare se in questo abietto mondo moderno


non sentiamo che il prossimo è sempre meno un nostro simile
ad ogni giorno che passa.

Quando la libertà smette di essere sottomissione ai più alti


valori dell'epoca per trasformarsi in diritto di esprimere la
nostra insignificante individualità, tanto vale la disciplina della
caserma socialista.

Osservare la vita è troppo interessante per perdere del


tempo a viverla.

Non è lo scontro con la vita ciò che può affilare la nostra


intelligenza, bensì lo scontro con l'intelligenza dei grandi
defunti.

L'uomo colto non è colui che gira carico di risposte ma


colui che è capace di formulare domande.
368 NICOL/\S GÒMEZ Di\ VILA

Capire non significa sfiorare la frase, bensì afferrarla.


Per una maggior chiarezza, si dovrebbe scrivere carpire. 63

L'importanza di un avvenimento è inversamente


proporzionale allo spazio che gli dedicano i giornali.

L'atteggiamento di coloro che ricusano la storicità di Gesù è


simile a quello dei padri della tradizione evangelica.
Il personaggio è parso ad entrambi così strano che i primi,
nell'imbattersi in lui attraverso un testo, negano la sua
esistenza, mentre i secondi, nel conoscerlo in carne ed ossa,
proclamarono la sua divinità.

Solo annunciando l'imminenza dell'éschaton 64 si evita che la


predica escatologica degeneri in insipido progressismo.
L'ambiguità condiziona il_ risultato.

La storia alla fine si emancipa come le scienze quando


rinuncia a cercare "cause".
La ricerca del "perché", in storia come in fisica, nasconde
metafisiche vergognose.

Il lettore contemporaneo sorride quando il cronista


medioevale parla di "paladini romani", però rimane serio
quando il marxista disserta sulla "borghesia greca" o sul
"feudalesimo americano".

Ogni opera importante ci fa percorrere tre tappe:


ammirazione, delusione, ammirazione.

Mancare di rispetto all'individualità è l'oggetto


dell'educazione.
Dalla dimenticanza di una verità così ovvia proviene in parte la
crapula moderna.

63/ Ncll'origin:tle, il gioco di parole che in it:tljano è stato dato con "capire"
e "'carpire" è dato con comprender e comprehender. sul calco dclla differenza
trn aprender fe oprehender. mentre aprender signjfica "imparare", aprehender
significa "af ernre", "'capire", possedendo però anche l'accezione di "acciuffare",
"'arrestare".
64/ Éscho/011: l'ultimo, l'estremo, da cui "escatologia".
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 369

Ogni giorno mi sembra meno verosimile che le esigenze


della ragione coincidano con l'essenza dell'universo.
Non confido in ciò che non è scandalo.

Una placida esistenza borghese è l'anelito autentico del


cuore umano.

L'uomo intelligente suole fallire perché non osa credere


nella reale grandezza della stupidità umana.

Il proletariato tende verso la vita borghese come i corpi


verso il centro della terra.

L'individuo si dichiara membro di una qualsiasi collettività


al fine di esigere in suo nome quello che si vergognava di
reclamare nel proprio.

La prolissità suol essere l'apparato difensivo delle idee


insignificanti.

Una sciocchezza non smette di esser tale per il fatto che ci


sia chi muore per essa.

Il colore politico è genetico come il colore degli occhi.

Per una società che vive tra le statistiche, presumere che


ciascuna unità sia una persona unica e destino autonomo
risulta inquietante ed allarmante.

Gli stupidi pensano che l'unico modo di liberare un


individuo dai suoi grovigli psicologici sia parlargli di essi.

Chi si confessa fuori dal confessionale si propone solo di


eludere il pentimento.

Ogni sentimento nobile deve essere nascosto.


Per non dare fastidio al democratico.

Niente scandalizza di più un demagogo che un altro


demagogo.
370 NICOL/\S G6MEZ DAVILA

Ogni essere giace disperso nella propria vita e non c'è modo
che il nostro amore lo raccolga del tutto.

Non c'è mai stata una felicità talmente libera da minacce


che ci azzarderemmo a rivivere.

Il cattolico che è preoccupato dalla sorte della Chiesa ha


smesso di essere cattolico.

L'individuo che possiede un'autentica vocazione è


reazionario. Qualsiasi siano le opinioni che abbia.
Ed è democratico chi attende che sia l'esterno a fissargli delle
mete.

La "politica" è un'attività propriamente democratica perché


smette cli essere un male necessario solo per chi pensa all'uomo
come un prodotto artificiale dell'uomo.
Per il reazionario la politica è un'attività subalterna.

L'artista può essere sostenitore soltanto del politico che non


lo chiama tra le sue fila.

Il liberalismo non ha lottato per la libertà ma per


l'irresponsabilità della stampa.

Nel paradisiaco futuro dei sogni progressisti il globo


terrestre oscillerà al ritmo della copula universale.

Il popolo non si sposa se non con idee prostituite.

I politici non coabitano con le idee ma con le loro ombre.

La "politica" è l'occupazione delle anime vuote.

Le concessioni sono gli scalini del patibolo.

Invece cli far tacere gli sciocchi il mondo moderno ci


obbliga a confutare sciocchezze.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPL[CITO 371

L'unica alternativa in questa fine del secolo: caserma


orientale, bordello occidentale.

Le rivoluzioni di sinistra cambiano solo l'ordine nel mazzo


di carte.
La rivoluzione è inutile fintantoché non si inventino nuovi
mazzi di carte con semi inediti.

Il reazionario, oggi, è l'antipode del conservatore.


Vale a dire: del difensore della democrazia borghese di ieri
contro la democrazia piccolo-borghese di domani.
Ma il reazionario non si aspetta nulla da una rivoluzione.
Quando il tedio e lo schifo generano tempi propizi, la
reazione non sarà banalmente rivoluzione, bensì radicale
metanoia.

L'intelligente individuo di sinistra ammette che la sua


generazione non costituirà la società perfetta, però confida in
una generazione futura.
La sua intelligenza scopre la propria personale impotenza,
però il suo sinistrismo gli impedisce di scoprire l'impotenza
dell'uomo.

· L'individuo non diventa interessante finché non si


disillude.

Calunniato, come un reazionario.

La superficialità consiste fondamentalmente nell'odio


verso le contraddizioni della vita.

La gerarchia è il principio che salva le contraddizioni.

L'estetica degenera in sociologia oppure fiorisce in


religione.

Non bisogna parlare di bellezza della religione e neppure


di religione della bellezza.
Bensì di complicità fra bellezza e religione.
372 NICOLAS GÒMEZ DAVTL/\

La passione più ardente non inganna se conosce


l'inadeguatezza del suo oggetto.
L'amore non è cieco quando ama localmente bensl quando
dimentica che anche l'insostituibile essere amato è solo una
misteriosa primizia.
L'amore che non si crede giustificato non è tradimento, ma
propedeutica.

Tanto l'amore pagano quanto quello romantico sono


innocenti: è depravata solo la sessualità soddisfatta e igienica
fra uguali.

Saint-Just, nonostante i suoi gesti da iena, è un eminente


pensatore borghese: la sua celebre frase su le bonheur'1 merita
di servire da intestazione alle riviste per signore.

Non dobbiamo cercare di convincere; l'apostolato guasta le


buone maniere.

Accettiamo la sociologia finché classifica senza pretendere


di spiegare.

La sete di ciò che è grande, nobile e bello è un appetito di


Dio che ignoriamo.

La varietà (diversità, molteplicità) che non proviene dalla


natura ma dalla volontà risulta banale e monotona.

Cercare la "verità fuori dal tempo" è il modo di trovare la


"verità del nostro tempo".
Chi cerca la "verità del proprio tempo" trova i luoghi comuni
del momento.

Con l'Indipendenza finì l'autenticità spirituale


dell'America.
Capace durante il periodo coloniale di adattare le forme
mediterranee ai nuovi paesaggi e anche di dare una propria

65/ La felicirà.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 373

modulazione al barocco, successivamente copia con docilità


plebea solo le mode passeggere.
L'originalità limitata, ma autentica, da provincia spagnola che
aveva avuto durante la Colonia si convertì in plagio volgare,
peculiare dei quartieri poveri.

Quando l'uomo si rifiuta di farsi disciplinare dagli dèi,


sarà disciplinato dai demoni.

Quello che probabilmente si avvicina non è un terrore


rivoluzionario, bensì un terrore controrivoluzionario
instaurato da rivoluzionari schifati.

L'intelligenza è spontaneamente aristocratica perché è la


facoltà di distinguere le differenze e fissare dei ranghi.

Nietzsche è il paradigma del reazionario claudicante,


nell'adottare le armi del nemico, perché non si rassegna alla
sconfitta.

Per partecipare ai conflitti sociali di questo secolo


il cittadino onesto deve richiedere un fucile che spari
simultaneamente in direzioni contrarie.

TI socialista non capisce che chi prevede il trionfo del


socialismo è reazionario.
E lo è precisamente perché lo prevede.

Non bisogna contare tra i sostenitori della disuguaglianza


quelli che rifiutano l'uguaglianza economica, perché sanno che
li distingue solo la ricchezza.

Le individualità vigorose non compaiono se non nel seno di


severe discipline colletùve.

Affinché il tronco dell'individualità cresca è necessario


impedire che la libertà lo sparpagli in rami.

La comparsa del nazionalismo in qualsiasi nazione indica


che la sua originalità è agonizzante.
37-l N!COLAS GOMEZ DAVILA

Sfarzo da palazzo barocco o nudità da cella romanica.


In nessun modo lusso da società industriale.

Né gli individui né i popoli sono originali quando


esprimono meramente quello che sono, bensì quando coniano
a propria effigie princìpi universali.

Rango culturale e rango estetico dell'opera d'arte sono


categorie distinte.
Il rango culturale dipende dalla qualità della cultura alla quale
l'opera appartiene e il rango estetico dipende dalla sola qualità
dell'opera.
Opere di basso rango estetico possono avere un alto rango
culturale perché portano con sé i valori della cultura insigne a
cui appartengono.
Inversamente, opere di basso rango culturale possono essere
redente dalla loro eccellenza estetica.

I.:universo non è sistema, vale a dire coerenza logica.


Esso è una struttura gerarchica di paradossi.

Che il cristianesimo non risolva i problemi sociali è una


ragione di apostasia solo per coloro che dimenticano che non
ha mai promesso di risolverli.

Il cristianesimo dei secoli autenticamente cristiani non fu


figlio deUa debolezza ma della forza.
Della forza che conosce la propria debolezza.

Non sarmento.
Mera polvere, al riparo della sua ombra.

Il cristianesimo è radicalmente avverso alla teocrazia.


Una società diventata Chiesa non preannuncia il regno di Dio.
Disegna, invece, la sua caricatura satanica.
La Chiesa reclama la parallela esistenza dell'Impero.
Personalmente credo legittimo solo un mondo che sia
presieduto, in troni simmetrici, dal Pontefice Romano e
dall'Imperatore Germanico.
ESCOL!OS A UN TEXTO IMPLfCJTO 375

La cristianità non ha mai preteso, né lo pretenderà se


dovesse risuscitare, di essere il regno di Dio.
Ma una società di peccatori cristiani.

Non è una restaurazione ciò che il reazionario brama,


bensì un nuovo miracolo.

Solo l'anima ancorata al passato non naufraga sotto i


venti notturni.

La fede nel clero moderno non è stata sufficiente per


controbilanciare la rozzezza della sua bassa estrazione.

Una certa ironia dispiaciuta non è altro che un riflesso


compensatorio di invidia.

11 distintivo del giovane di sinistra: figa e rivoluzione.

Ogni valore è individuale.


E pertanto imprevedibile, casuale e irriducibile.
(Nessuno ricostruirà le tragedie perdute di Eschilo).

Lo scettico che non è più tentato dalla fede di solito si


arrende a convinzioni ingenue.

La speranza non intontisce fatalmente se non è speranza


in un futuro con la maiuscola.
Serbare la speranza di un nuovo splendore terrestre non
è cosa illecita, sempre che si speri in uno splendore ferito,
debole e mortale.
Possiamo amare senza colpa ciò che è terrestre finché
ricordiamo di amare un'effimera argilla.

La nostra indipendenza intellettuale cresce con la crescente


indifferenza degli anni.

La capacità di complicare l'ovvio fu una condizione basilare


della metamorfosi dell'animale in uomo.
Passare direttamente dall'appetito alla sua soddisfazione è ciò
che caratterizza l'animale.
376 NICOLAS GÒMEZ DAVlLA

Una civiltà consiste sempre nel vestirsi e non nello


spogliarsi.

Gli unici insegnamenti importanti sono quelli che solo il


tono della voce può trasmettere.

Lo specialista e il giornalista stanno finendo di spartirsi


l'eredità della cultura strangolata.

Oggi non è possibile rispettare i cristiani.


Per rispetto verso il cristianesimo.

L'indissolubilità del patto fra Antichità e Cristianesimo


si è evidenziata con la ribellione simultanea della mentalità
moderna contro lo spirito antico e lo spirito cristiano.

La mentalità moderna è quella che può esporsi alla cultura


senza bagnarsi.

L'umiltà cristiana non è il disconoscimento ipocrita delle


virtù che possediamo, bensì il riconoscimento esplicito del
fatto che non sono meriti nostri.

Essere cristiano non significa professare una falsa umiltà.


Significa confessare che tutto ciò che è insigne è gratuito.

Dalla filosofia della storia ci salva solo l'epistemologia della


storia.

Il cristianesimo non ha mai insegnato che la storia ha una


finalità.
Solo una fine.

La sventura dei moderni non è dover vivere una vita mediocre


bens1 credere che potrebbero viverne una che non lo è.

La democrazia è il regime politico in cui il cittadino


affida gli interessi pubblici a chi non affiderebbe mai i propri
interessi privati.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 377

La massima immoralità consiste in qualsiasi contributo al


progresso.

Per non essere dei dissoluti oggi si richiede un'anima quasi


altrettanto vigorosa di quella dei santi di altri secoli.

Qualunque opera d'arte ci parla di Dio.


Qualsiasi cosa esprima.

Il mondo, fortunatamente, è inesplicabile.


(Cosa sarebbe un mondo spiegabile dall'uomo!)

La sorte dell'uomo alla fine dipenderà dal recupero de!Ja


capacità di coniugare il verbo "rinunciare".

L'unica impresa de!J'uomo degna di rispetto sarebbe quella


di innalzare un monastero su ogni collina.

La letteratura è la più sottile de!Je filosofie, e forse l'unica


esatta.

Nobile è la persona capace di non fare tutto ciò che


potrebbe.

Le civiltà sono opera di coloro che assegnano all'uomo un


fine extramondano.
La loro distruzione è opera di quelli che gli stabiliscono un
destino terreno.

Dialogare con chi non condivide i nostri postulati non è


altro che una maniera stupida di ammazzare il tempo.

La diffusione della cultura ha avuto l'effetto di rendere


capace lo stupido di cianciare di quello che ignora.

Le tradizioni sociali sono il sostituto della forza.


Violenza statale o violenza popolare è l'alternativa delle società
in "progresso costante".
378 NICOLAS GÒMEZ DAVILA

Bene comune, volontà generale, necessità storica sono i


nomi con cui il leccapiedi di turno battezza i capricci della
forza.

La storia sociale non può accontentarsi di inventariare


senza giudicare.
L'esistenza di strutture presuppone giudizi di valore.

Come criterio del meglio l'uomo moderno non conosce se


non la posteriorità.

Per smascherare lo stupido non esiste miglior reagente della


parola "medioevale".
Vede rosso immediatamente.

L'uomo si abitua alla bruttezza assoluta e al male puro con


una facilità inquietante.
Un inferno senza supplizi si trasforma facilmente in un luogo
piuttosto torrido di villeggiatura.

"Anarchia feudale" è il soprannome con cui il terrorismo


democratico denigra l'unico periodo di libertà concreta che la
storia abbia conosciuto.

I valori non sono indimostrabili perché sono dei postulati,


bensì perché sono delle immagini.
Non portano una data di invenzione come le idee, ma di
scoperta come i continenti.
L'assiologia è una conoscenza empirica, storica e particolare di
assoluti.

Dio non è presente nel mondo come una roccia in un


paesaggio concreto, bensì come la nostalgia in un paesaggio
dipinto.

Non è nel far coincidere le nostre evidenze ciò in cui


dobbiamo impegnarci, bensì nel subordinarle.

La prevaricazione e la corruzione sono gli ultimi rifugi della


libertà nei tempi democratici.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 379

L'escatologia ebraica e quella profana sono state storiche.


Quella cristiana invece non lo è mai stata.
Persino l'impazienza escatologica della generazione apostolica
non attendeva la pienezza della storia, ma la chiusura
apocalittica del tempo.

Per il cristiano la storia non ha una rotta bensì un centro.

Se la storia avesse un senso, l'Incarnazione sarebbe di


troppo.

Le.cose non sono mute.


Semplicemente selezionano i propri uditori.

La burocrazia è uno di quei mezzi democratici che si


trasformano in uno dei suoi fini.

I nomi dei celebri individui di sinistra finiscono per essere


aggettivi insultanti in bocca agli individui di sinistra.

L'intellettuale non si confronta con l'uomo di Stato con


integrità di spirito bensì col radicalismo dell'inesperienza.

Una cerimonia democratica non cessa di essere volgare se


non diventando atroce.

Le ideologie ottimistiche cominciano fucilando per amore.


Per sanare l'umanità.
E finiscono fucilando per rancore.
Perché l'umanità risulta insanabile.

Il pensiero reazionario non è una reazione di paura, ma una


reazione di fronte a un crimine.

Non esiste compito umile che non ci colmi né gesto


spettacolare che non ci stanchi.

Forse la storia, dopotutto, potrebbe non avere altra finalità


se non quella di divertire lo storico.
380 NICOLAS GÒMEZ DAVLLA

L'individuo di sinistra non paga se non con assegni


postdatati.

L'individuo di sinistra scopre antenati propri solo nei


quartieri bassi dello spirito.

Un "socialismo dal volto umano" è un'acquavite


senz'alcool.

- Il Messia annunciato dai profeti della democrazia


ottocentesca è risultato essere meramente un aborto
dell'Anticristo.

Al contrario di quello che succede ai giovani, tra i vecchi


solo l'imbecille dice sciocchezze.

Quella liberazione dell'umanità cantata dal XIX secolo non


è altro che il turismo internazionale.

Il cattolico progressista ha decretato che l'ateismo consiste


nel dubitare della divinità dell'uomo.

Il progressismo cristiano è una sbronza di tradimento.

Nulla di ciò che ammiriamo sinceramente in un individuo


dipende da lui.

L'opera d'arte riuscita differisce radicalmente dall'opera


d'arte fallita, però quella fallita differisce poco da quella
riuscita.
Nelle arti, condannare è più difficile che scegliere.

A chi va a caccia di una spiegazione precisa del mondo


dobbiamo consigliare di inventarsela.
Affinché corra meno pericolo di credere in essa.

Quando navighiamo in oceani di imbecillità, l'intelligenza


ha bisogno dell'ausilio del buongusto.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 381

La giustizia è stata uno dei motori della storia perché è il


nome che assume l'invidia in bocca al querelante.

Nel XIX secolo non si viveva maggiormente angosciati


per le repressioni sessuali piuttosto che nel XX secolo per la
liberazione sessuale.
Identica ossessione, quandanche di segno contrario.

Dobbiamo desiderare che trionfino in modo passeggero i


momenti nobili delle ricorrenze storiche.
Ma non cadiamo però nella scempiaggine di sperare in
un'abolizione terrestre della loro monotona ripetizione.

Quando gli intellettuali taceranno sarà possibile che la


letteratura risusciti.

I moderni pensano che il diavolo sia scomparso quando


invece è diventato semplicemente più sottile.

Il problema più circoscritto interessa eternamente, se è


stato trattato da un uomo intelligente.

La posterità guarda con ironia l'opera dei rivoluzionari


vittoriosi, ma non ha ancora imparato a citare senza lagnanze il
nome dei rivoluzionari sconfitti.

Tanto la percezione autentica di qualsiasi splendore terreno


quanto la legittimità della nostra osservanza sono condizionate
dall'ammissione previa della loro radicale dipendenza.

L'imparzialità proibisce l'ingiustizia ma non la lotta.

Se il reazionario non si sveglia conservatore, si trattava solo


di un progressista paralizzato.

Chi bolla di sedizioso il Vangelo confonde burlescamente


la negazione rivoluzionaria della società con la negazione
apocalittica del mondo.
382 NlCOLAS GOMEZ DAVlLJ\

L'eternità affiora nel tempo solo quando lo viviamo come


durata minacciata ontologicamente.
Tutto è effimero in una durata garantita.

l1 cattolicesimo è la somma delle forme imposte a un


proposito tenace da parte di tentativi ripetuti di abolirlo.
Il cattolicesimo non è una successione di patti con il mondo
bensì una scia di trionfali naufragi.

Senza radtkale Eschatologie66 e senza das ganz Andere67 il


cristianesimo si dissolve nelle acque di scarico del tempo.

Vivere escatologicamente non significa viverè un presente


guatato dal futuro, ma vivere il futuro come già presente.

L'esegeta che non è né cristiano né scettico finisce per


vedere in Gesù Cristo un distinto otorinolaringoiatra.

Essere reazionari non vuol dire credere in determinate


soluzioni, bensì avere un acuto senso della complessità dei
problemi.

La società capitalista si è arricchita accoppiando l'ignoranza


di un imprenditore astuto (che dirige) con la scienza di un
tecnico stolto (che realizza).
Il socialismo pretende di arricchirsi affidando la direzione al
tecnico.

Come se la nozione di ispirazione fosse ispirata, la Chiesa


ha asservito la propria esegesi ad una definizione posrulativa
delJa nozione.
Invece cli definirla empiricamente in modo conforme alJ'indole
dei resti ispirati.

Peggio delJa corruptio optimi è la corruptio rei optimae. 68


L'individuo muore, ma il valore imbrattato resta.

66/ Escmologia radicale.


67 / IJ 101almcn1e altro.
68/ PcgHio della corruzione dell'onimo è la corruzione deUa cosa ottima.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 383

La solennità è un manto scarlatto caduto in mano di buffoni


che urge riscattare per imprescindibili liturgie.

Un tratto tipico non è quello che ha una frequenza


particolare, ma quello che ha una particolare importanza.
La statistica non rimpiazza l'intuizione.

Anche i concetti sociologici più rigorosi sono tutt'al più


quasi esatti.

Quando i suoi concetti perdono le proprie connotazioni


etiche la psicologia semplicemente sistematizza l'owio.

Quandanche la definizione costruisca in realtà la classe, la


classe sembra costruire la definizione.
ln effetti è sufficiente costruire una classe scegliendo una
relazione qualunque che sia comune a vari individui per
destare in essi un sentimento di compartecipazione che
trasforma la definizione della classe in classe definita.
La coscienza di classe non è un riflesso della situazione ma una
riflessione su di essa.

Senza il radicalismo dell'esigenza cristiana pochi sfuggono


alla fatuità della sufficienza etica.

I riformatori borghesi preparano precedenti giuridici per i


loro futuri predatori.

Portare a termine la lettura di un qualsiasi libro è sempre


un'impresa.

Quelli che espellono le abitudini dalla propria vita le


ospitano nella loro testa.

Chi forgia una visione mutilata del mondo finisce per


mutilare se stesso.

A volte dobbiamo condannare i tentativi dell'uomo di


occultare la sua miseria.
E condannare, a volte, coloro che li condannano.
384 NICOLAS GéMEZ DAVlLA

Non so se il diavolo castiga, in un altro mondo, la società


irreligiosa.
Però vedo che qui è presto castigata dall'estetica.

Lo scetticismo non è irrisione del mistero, bensì delle


ricette con cui lo scemo pretende di decifrarlo.

La fotografia ha assassinato l'immaginazione.

Non basta immaginare qualcosa affinché esista, però esiste


solo quello che immaginiamo.

La fede non è conoscenza dell'oggetto.


Ma comunicazione con esso.

Lo scrittore di sinistra grugnisce quando tratta di politica.


Ma quando scrive su un altro tema la sua penna distilla tenerezza.

Che affarone sono stati gli umili!

Il rispetto verso tutte le religioni è irreligioso.


Chi è credente non riverisce gli idoli.

Nessuno più rispettoso delle "credenze altrui" che il


demonio.

Certe gesticolazioni sembrano grottesche solo all'eunuco,


così come certe altre sembrano grottesche solo all'incredulo.

La frustrazione è il carattere psicologico distintivo della


società democratica.
Dove tutti possono aspirare lecitamente alla cuspide, la
piramide intera è un'accumulazione di frustrati.

La divulgazione incondizionata di notizie imposta dai mezzi


di comunicazione di massa esige che la menzogna pubblica
assuma, nello Stato, la funzione tradizionale del segreto.

Rea.le non è il predicato del corpo che si muove, bensì del


significato dei suoi movimenti.
ESCOLJOS A UN TEXTO IMPLICITO 385

Le arti non muoiono, ma a volte vanno in letargo per secoli.

Le pseudo-spiegazioni ingrassano la nostra stupidità.

Gli sciocchi credono che l'umanità sappia solo ora ceree


cose importanti, quando invece non c'è nulla di importante che
l'umanità non abbia saputo fin da principio.

Cercare il Sitz im Leben69 di un testo non ha come obiettivo


quello di relativizzarlo, bensì quello di definire meglio quanto
non abbia di relativo.

Quando l'intellettuale di sinistra si fa la barba lo specchio


gli mostra una paffuta faccia da borghese.

Il diavolo non riesce a impadronirsi dell'anima che sa sorridere.

Esistono scienze che si possono insegnare ed altre che


possiamo imparare.
Scienze naturali, scienze umane.

La posterità difficilmente potrà capire quale impresa sia la


semplice sensatezza in questo secolo demente.

Il fatto chiave di questo secolo è l'esplosione demografica


delle idee tonte.

L'elogio incondizionato di ciò che è "naturale" è una


scappatoia per eludere l'obbligo di distinguere tra le cose
naturali.

L'uomo non è in1prigionato; si imprigiona.

Dobbiamo demitizzare il futuro, il quale ripeterà le eterne


consuetudini della storia, affinché non si trasformi in un asilo
di utopie sanguinarie.

69/ li posto nella vita.


386 NICOLAS GOMEZ DAVILA

Chi è sostenitore dell'uguaglianza senza essere invidioso


può esserlo solo perché è sciocco.

Fintantoché il soldato vive, lo svilimento totale si rende


difficile.

L'ontologia è la scienza delle apparenze; l'assiologia la


scienza della realtà.

L e sentenze del Giudizio universale saranno meno


categoriche ed enfatiche di quelle di qualunque giornalista su
qualsiasi tema.

Le ideologie sono una secrezione democratica.


Perché l'uomo comune non ammette che gli venga proposto
un fine diverso dal proprio interesse personale e neppure che
gli venga proposto con un limpido cinismo.

Tanto l'individualismo quanto il collettivismo sono


ripercussioni sociali della credenza nell'immortalità
dell'anima.
L'individuo si volge verso il suo interno, si esamina, si
osserva e scopre la propria individualità, oppure si volge
verso l'esterno, si proietta, si disperde e si confonde in una
collettività secondo egli creda, o non creda, in un tribunale
incorruttibile.

Per non dover infine acquartierare la società, bisogna


acquartierare l'esercito dentro di essa.

Qualunque superiorità, in tempi democratici, passa il


tempo chiedendo scusa.

Non essendoci che due tipi leciti di festa - l'allegria


popolare e lo sfarzo aristocratico - le feste in questo secolo di
classe media risultano grottesche.

Una verità non si annulla per il fatto che esista a un livello


più profondo un'altra verità che essa ignora.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 387

La gioventù naviga senza notarlo in un mare di


conformismo.
In ciascun'onda che la trascina osserva solo la breve spuma che
la differenzia dalle altre e non la marea comune da cui tutte
sono spinte.

Le "spiegazioni" sono un semplice passatempo; solo le


"rappresentazioni" sono serie.

Le idee che meno hanno influenza in politica sono quelle


politiche.

La retorica più odiosa è quella dell'individuo che non vede


i fatti se non nella loro nudità intramondana, ma che parla di
essi come se vi vedesse ancora i riflessi di un aldilà.

La poesia è morta asfissiata dalle metafore.

Il socialista asserisce che le sue opinioni sono la conclusione


di un ragionamento semplicemente perché ignora che sono la
prole dei matrimoni segreti tra osservazioni inesatte e postulati
clandestini.

Nessuna classe sociale ha sfruttato più sfacciatamente le


altre rispetto a quella che oggi si autodefinisce "Stato".

Arte, letteratura e filosofia sono cose troppo importanti per


parlare di esse con enfasi.

Non è giusto rin1proverare il malgusto agli scrittori di


questo secolo, da quando è morta la nozione stessa di gusto.

Negare che esista una "natura umana" è uno stratagemma


ideologico dell'ottimista per difendersi dalla storia.

L'evidenza nuova non è più perfetta dell'evidenza vecchia.


E semplicemente un'evidenza nuova.

Se l'uomo arrivasse a fabbricare un uomo, l'enigma


dell'uomo non sarebbe decifrato ma ottenebrato.
388 NICOLAS GÒMEZ DAVLLA

La sbronza rivoluzionaria scatena un attivismo puro da cui


l'uomo si sveglia, in un pallido mattino, fra sangue e vomito.

Chi lotta contro l'invecchiamento invecchia meramente


senza maturare.

Se crediamo in Dio non dobbiamo dire "credo in Dio"


bensì "Dio crede in me".

Dobbiamo compatire l'egualitario.


Quale sfortuna ignorare che ci sono molti ranghi al di sopra
della nostra mediocrità.

A volte dubitiamo della sincerità di chi ci adula ma mai


della verità delle sue adulazioni.

Due condizioni sono necessarie affinché nasca


un'aristocrazia: che le leggi non lo impediscano e anche che
non lo facilitino.

La memoria di una civiltà sta nella continuità delle sue


istituzioni.
La rivoluzione che la interrompe distruggendole non toglie alla
società un guscio chitinoso che la paralizza, ma semplicemente
la costringe a ricominciare daccapo.

TI combattimento intellettuale non si vince innalzando


barricate, ma lasciando cortesemente il campo libero affinché
le sciocchezze dell'avversario si distruggano da sole.

Nella misura in cui il Progresso progredisce, "rinunciare


al mondo" cessa di essere una prodezza per diventare una
tentazione.

Nessuno deve prendersi sul serio.


Soltanto sperare di risultare tale.

La teologia protestante cade facilmente nella tentazione di


trasformarsi in un'ermeneutica storica; la teologia cattolica in
quella di convertirsi in un'ermeneutica giuridica.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 389

Gli specialisti non possono comunicarsi mutuamente le


particolarità che veramente sanno, bensì le generalità che
erroneamente credono di sapere.

Un umanista cristiano? Sì.


Un umanesimo cristiano? No.

"Patriota", nelle democrazie, è chi vive deUo Stato;


"egoista" colui del quale lo Stato vive.

I problemi dell'arte di vivere sono risolti solo da chi non li


vede.

L'uomo attuale non vive nello spazio e nel tempo.


Bensì nella geometria e nei cronometri.

Rispettare la storia non significa applaudire qualunque cosa


succeda.
Significa preferire il valore incarnato al proposito che
abortisce.

L'inerzia dell'intelligenza adatta silenziosamente alla teoria


confutata il fatto che la confuta.

Il popolo è stato ricco spiritualmente fino a che i


semieducati hanno risolto di educarlo.

L'" istruzione" è una tossina letale per lo spirito.

Le epoche sprovviste di genio devono sostituire l'impostura


che le tenta con l'intelligenza che le salva.

Solo a Dio possiamo perdonare l'impertinenza di


perdonare, poiché comprende.

L'opacità di un fatto sociale non si dissipa fintantoché ci


accontentiamo di sussumerlo sotto una legge empirica.
Fino a che non lo collochiamo in uno schema strutturale a
priori.
390 NICOLAS G0MEZ DAVILA

Nel continuo mutamento fenotipico dell'anima


sopravvengono repentine mutazioni genotipiche.

L'intelligenza letteraria è la capacità di pensare il concreto.

I problemi sociali sono il rifugio delizioso di chi fugge dai


problemi propri.

Chi non sa dare a ciascuno il suo si risolve a dare a rutti lo


stesso.

La Chiesa non si rassegna a seppellire in un decente oblio i


propri difensori.
Presto o tardi aiuta a profanare le loro tombe.

In una società democratica industriale e progressista l'arte è


il più pericoloso fermento reazionario.

Una società irreligiosa non sopporta la verità sulla


condizione umana.
Preferisce una menzogna, per quanto imbecille sia.

L'unico che è grato alla vita per ciò che la vita gli dà è chi
non si aspetta tutto dalla vita.

Ciò che salva dalla frustrazione tanto l'epoca mediocre


quanto il mediocre individuo non è una produzione febbrile
ma un rispettoso silenzio.

Solo prostrati in ginocchio si esprime la verità dell'uomo.

Nessuno può assicurare che qualche dissoluto non avrà un


giorno il diritto di dargli del tu.

Se non ereditiamo una tradizione spirituale che la interpreti


l'esperienza della vita non insegna nulJa.

I benefattori della nostra intelligenza non sono quelli che


arricchiscono l'inventario intellettuale del mondo, bensì quelli
che modificano l'angolo di illuminazione delle cose.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 391

Affinché una cultura ne fecondi un'altra è necessario che si


conosca malamente.
U sapere storico ostacola l'imitazione creatrice.

Vivere vuol dire scegliere.


E scegliere vuol dire essere ingiusti.
Scegliamo, allora, per l'ingiustizia meno stupida.

La storia dello spirito non è un processo dialettico, ma


un dialogo sul filo del tempo tra individui congenitamente
obbligati a imprevedibili visioni del mondo.

L'ambizione di "trasformare il mondo" non ubriaca se non


le epoche carenti di coloro che lo dipingono, lo descrivono e lo
pensano con talento.

La città sta scomparendo mentre il mondo intero si


urbanizza.
La città occidentale è stata persona.
Oggi l'ipertrofia urbana e il centralismo statale la disintegrano
in mero affastellamento inanime di abitazioni.

O si appartiene alla posterità di Hegel o si appartiene alla


posterità di Schopenhauer.
Tertium non datur.

L'irruzione della storia non europea nella tradizione


occidentale è un episodio della vita intellettuale del X1X
secolo.
I partecipi di questa tradizione non sono eredi forzati di quella
storia e possono ereditarla solo rispettando le condizioni
intellettuali del suo ingresso nel patrimonio dell'Occidente.
In altri termini, in Occidente ci possono essere, verbi gratia,
sinologi, ma non taoisti.

L'ateismo di una filosofia consiste meno nel negare Dio che


nel non trovargli un posto.

I partiti politici oggi non disputano sui programmi. Al


contrario, si disputano i programmi.
392 NICOLAS G6MEZ DAVlLA

Così come l'interpretazione allegorica o anagogica o


tropologica permetteva letture letterarie al cristiano di ieri, allo
stesso modo l'interpretazione economica gliele permette oggi al
devoto marxista.

Hegel, "Filosofo dello Stato prussiano"? - "Filosofo della


Rivoluzione francese"?
Come se qualunque "rivoluzione francese" non finisse in "stato
prussiano"!

I materialismi non sono mai state filosofie ma politiche.

Nelle storie delle letterature non sono i primi capitoli ad


incartapecorirsi con gli anni, ma gli ultimi.

La sub-letteratura è l'insieme di libri stimabili che ogni nuova


generazione legge con piacere, ma che nessuno riesce a rileggere.

I.:organo del piacere è l'intelligenza.

I piaceri dell'intelligenza e gli oneri del sesso.

Tutti conosciamo, in ogni campo, sergenti sdegnosi di


Alessandro.

Lo scrittore borghese per paura del popolo si rifugia nel cesso.

Una frase perfetta può cadere nell'oblio ma è sfuggita alla


morte.

A certi scrittori apriremmo volentieri le finestre dell'anima


perché sanno di muffa.

La disuguaglianza meramente economica non dura.


Né merita di durare.

Commercianti, banchieri e industriali non sono fenomeni tipici


della società borghese posto che esistono nelle società più diverse.
Il tipico fenomeno borghese è l'intellettuale.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO l93

L'etica che non comandi di rinunciare è un crimine contro


la dignità a cui dobbiamo aspirare e contro la felicità che
possiamo ottenere.

Così tanti pubblici diversi esistono oggi che qualsiasi libro,


per quanto mediocre, trova illetterati da sedurre.

Quando il grande pubblico si appassiona alle arri,


l'espressione estetica si semplifica in puro impatto.

Oggi, in arte come in politica, quanto più in basso si mira


tanto più si azzecca.

Non c'è un morto più morto dello scrittore di talento che


credeva di essere un genio.

Il tumulto attorno a un'opera d'arte oggi non è indizio di


importanza estetica, bensì di utilizzazione politica.

La facilità è il premio del genio e il castigo del mediocre.

Noi mediocri ci salviamo quando siamo così mediocri da


riuscire a vederci tali.

I sostenitori della società egualitaria di solito sono sempre


uomini piccoli.

La storia non offre spettacolo più comico di quello dello


storico progressista che combatte indignato contro la storia.

La maggioranza degli storici, nel giudicare, lascia trasparire


il sobborgo in cui sono cresciuti.

Oggi mezzo mondo si incarica di rendere evidenti i


vizi della democrazia dispotica e l'altro mezzo quelli della
democrazia liberale.

La prosperità materiale svilisce meno dei requisiti morali ed


intellettuali per ottenerla.
394 NICOLAS G6MEZ DAVILA

Dall'istante in cui un'opinione si cristallizza in testo essa


non è più giudicata dal complice udito dei contemporanei,
bensì dallo sguardo vitreo dei morti.

Contro l'umiltà delle mansioni che la vita gli assegna


nessuno protesta tanto rumorosamente quanto l'incapace di
svolgerne delle altre.
Possiamo chiedere misericordia.
Ma con quale diritto reclamiamo giustizia?

L'attuale sentimentalismo sociale è tanto grottesco quanto il


sentimentalismo erotico di un tempo.
L'intellettuale rivoluzionario è la signora delle camelie del
nuovo teatro.

Per aver talento, Beaumarchais non fece altro che assumersi


l'onere di nascere.

Il popolo, nel giro di pochi anni, dimenticherebbe il


nome degli illustri demagoghi se i successori di questi
non obbligassero il contribuente a spesare loro dei riti
commemorativi.
La memoria popolare ospita solo nomi di re.

Non ci sono mai troppi scrittori ma solo troppa gente che


scrive.

Le soluzioni che l'uomo trova risultano sempre meno


interessanti dei problemi.
Le uniche soluzioni interessanti sono quelle che Dio si riserva.

L'impulso della storia della filosofia non è la speranza di


decifrare l'enigma, bensì il tentativo di ottenere una precisione
crescente nell'analisi dei problemi.

Un po' di polvere sopra un testo mette in fuga il lettore


comune.
Come se un soffio di intelligenza non lasciasse il marmo terso.
ESCOUOS A UN TEXTO IMPL!Crro 395

Solo la fede permette ragionamenti che non dipendono da


postLÙati.
Che solo prolungano evidenze.

Lo scrittore che non ha cianfrusaglie intellettuali da vendere


non può lamentarsi del suo poco successo.

Quando un'epoca si awelena di banalità nessuno la cura


con idee.

Ci sono opinioni ancora più vanitose dei loro professanti.

Lo sciocco, per essere perfetto, ha bisogno di essere un po'


colto.

Il talento dello scrittore non sta nel descrivere un


personaggio, un paesaggio o una scena, bensì nel farci credere
di averlo fatto.

Petrarca è il padre dell'intellettuale.


E di quelli come me che tentano di non esserlo.

Le sciocchezze dette da un genio adombrano a malapena il


rilievo dei suoi scritti.
Però lo sciocco che le ripete muore schiacciato sotto il loro
peso.

Gli apostoli moderni hanno con i propri catechizzati le


condiscendenze di una prostituta coi suoi clienti.

È più facile perdonare certe ripulse che condividere certe


ammirazioni.

Fra l'animale e l'uomo non esiste altra barriera che una


palizzata di tabù.

L'umanità è il rango a cui ascende l'animale che osserva


delle proibizioni.
396 NICOLAS GÒMEZ DAVJLA

L'importanza della morale sta meno in ciò che proibisce che


nel fatto stesso di proibire.

Non dobbiamo encomiare la guerra fra uomini bensì la


guerra nell'uomo.

Chi riconcilia un individuo con se stesso lo sminuisce.

L'anima malata non si cura sopprimendo i propri conflitti


meschini bensì gettandosi fra conflitti nobili.

Persino sapendo che tutto perisce dobbiamo costruire nel


granito le nostre dimore di una notte.

Non è traducendolo in un altro idioma che possiamo


decifrare il mito cristiano.
Lo avremo decifrato quando ci sen1brerà intraducibile.

Solo l'uomo intelligente può non essere egoista senza che la


tranquillità del vicino sia in pericolo.

L'egoismo dell'imbecille è la salvaguardia del suo prossimo.

L'ira degli imbecilli è meno temibile della loro filantropia.

L'imbecille benevolo, fiducioso nella propria retta


intenzione, autorizza attentati contro l'uomo ancora più atroci
di quelli che la sua intenzione distorta concede al malvagio.

Bisogna predicare l'egoismo agli stupidi.


Per risparmiare morti.

L'egoista probabilmente non sa ciò che gli conviene, però


almeno non agisce come se sapesse ciò che conviene agli altri.

Oggi, curiosamente, non si definisce umanesimo quello


che insegnerebbe un umanista fiorentino, bensì quello che
insegnava l'averroista padovano.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 397

Con le sue mani democratiche Lamennais ha strangolato


l'anima di Sainte-Beuve.
Il primo trofeo del cattolicesimo progressista è stata
l'incredulità dell'uomo più intelligente del suo secolo.

La franchezza di chi non rispetta se stesso si trasforma in


semplice mancanza di pudore.

Oggi pullulano vizi che sono virtù pervertite da menti


stupide.

Che il cristianesimo sia nato come cospirazione di proletari


lo può credere solo chi sente che la ricchezza colmerebbe il
proprio cuore.

Se le nostre descrizioni evitano la pathetic Jallacy70 stiamo


falsificando deliberatamente la nostra visione.
La presunta "oggettività" ricercata è un prodotto più
"soggettivo" dell'introiezione spontanea.

Imparare a leggere la poesia del XVIII secolo è un requisito


per il passaporto da uomo civile.

La causalità storica non è afferrabile se non post eventum


giacché la volontà obbedisce a leggi, ma sceglie quella da
compiere.

Quando le norme etiche si ammorbidiscono i conflitti


psicologici non sfumano, bensì diventano sordidi.

La giovinezza a volte è una malattia che non sempre la


vecchiaia guarisce.

La mutua mancanza di rispetto trasforma presto l'amicizia


o l'amore tra anime plebee in mero contratto bilaterale di
villania.

70/ Fallacin potcrica: la descrizione di oggetti inanimati deUa natura dotandoli


di pensieri, sentimenti e in gcnern]e di sensazioni umane.
398 NICOLAS GOMEZ DAVfLA

La totale libertà di espressione non compensa l'assenza di


talento.

L'impatto di un testo è proporzionale all'astuzia delle sue


reticenze.

Civilizzata è l'epoca che non riserva l'intelligenza per le


opere professionali.

Il malgusto è la nota comune alle incordature che lo


scrittore degli ultimi due secoli, per quanto talentoso, ci causa
ripetutamente e che lo scrittore di secoli anteriori, per quanto
mediocre, non ci causa giammai.

Lo scrittore, quando il pubblico non lo educa, tende a


scrivere in abiti da lavoro.

L'anima colta è quella in cui lo strepito dei vivi non soffoca


la musica dei morti.

Per calcolare l'elevazione del nostro pinnacolo culturale


dobbiamo confrontare la malta verbale dello scrittore
contemporaneo con la leggerezza di un testo antico o con
la serietà di un paragrafo latino o con il cromatismo di una
sequenza medioevale o con la limpidezza di una pagina
settecentesca.

La propensione a generalizzare indiscretamente si cura con


una dose di metodologia della storia.

Quando ci sembra insipido qualcosa che piace a un uomo


intelligente dobbiamo farci auscultare.

Pensieri da adolescente e complimenti da settantenne sono


ugualmente inoffensivi.

Il pubblico non trova pace finché i giornalisti


non attribuiscono all'illustre contemporaneo tratti di
sentimentalismo lezioso.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 399

Sospirare per il socialismo e spaventarsi di fronte al


comunismo equivale a lodare la battaglia di Worth e diffamare
quella di Reichshoffen.

Esistono istanti nei quali tanto nella nostra anima quanto


nel nostro corpo ci sentiamo semplicemente posare.

Se esistessero delle leggi della storia, la loro scoperta le


abrogherebbe.

"Essere utile alla società" è un'an1bizione, o una scusa, da


prostituta.

La volontà non è motore ma freno.


La coscienza non può volere se non ciò che vuole, però può
vietarsi qualunque cosa.
La coscienza sceglie fra tendenze esistenti quella che deve
prevalere mediante la volontà che soggioga le tendenze che le
sono avverse.
La tendenza così scelta cresce e si espande in espressione
positiva della volontà.

La storia critica è la forma adulta dell'intelligenza.

La religione è carente di utilità sociale.


Se gli dèi non esistono, la religione non serve a nulla.

Se si tratta meramente di organizzare un paradiso terreno i


preti sono di troppo.
Basta il diavolo.

La complessità dei fatti storici è tale che qualunque teoria


trova dei casi ai quali applicarsi.

Le nazioni hanno due modalità nobili di esistenza: ascesa e


decadenza; e una modalità volgare: la prosperità.

Le rivoluzioni non sono le locomotive, ma i deragliamenti


della storia.
400 NICOLAS GÒMEZ DAVlLA

Chi ci tradisce non ci perdona mai il suo tradimento.

Tornare a scrivere pagine nobili non sarà possibile finché


non restituiremo all'universo la sua altra dimensione.

La contro-rivoluzione permanente consiste nel raschiare


permanentemente al mistero la vernice di intelligibilità con cui
permanentemente pretendono di occultarlo.

Il periodo storico non è un accomodamento


storiografico.
Un periodo storico è il lasso di tempo durante il quale si
sviluppano le conseguenze di un atto libero.

L'anima dell'oggetto è la forma perfetta di sé che


l'oggetto evoca.

Le promesse della vita non deludono se non chi crede che


esse si compiano qui e ora.

La nostra sete sente solo qui il rumore dell'acqua.

È sufficiente aprire le nostre finestre alla notte affinché


l'alito di misteriose primavere attizzi le ceneri riarse della
nostra anima.

La notte trasforma in canti le aspre grida del giorno.

C'è chi non vede in ogni alba se non la circostanza di un


tradimento.

La lealtà è la musica più nobile della terra.

L'ideologia si separa presto dall'interesse che la genera e


gira il mondo per conto proprio.

Finché la nostra viltà naturale protegge i successi tecnici


sono sufficienti brevi convulsioni per abbattere gli edifici dello
spirito.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 40l

Lo storico relativizza soltanto quando attribuisce


erroneamente al valore il condizionamento della sua
apparizione empirica.

La collocazione di un valore nella propria costellazione


storica non intacca la sua validità.
Indica solo in quali latitudini è nato e da quali si osserva.

L'individualismo dottrinario spiana il suolo affinché il


collettivismo possa edificare.

Storia critica e pensiero reazionario provengono dallo stesso


atto intellettuale che scopre la radicale diversità dell'uomo.

Lo storico progressista e democratico versa negli otri


multiformi della storia lo stesso liquido incolore, inodore e
insipido.

La storicità non è evoluzione né dialettica né progresso.


Né germe che cresce e neppure approssimazione a una meta.
La storicità non è definibile. Solo esemplificabile.

Per ]'individualismo dottrinario ]'etica è giusnaturalista


oppure sociologica.
Per l'individualismo storicista l'etica non è né assolutista né
relativista.
Né il prin10, perché la percezione del valore è relativa a
situazioni concrete; né il secondo, perché da ogni situazione si
percepisce un assoluto.

Essere uno storico vuol dire saper emergere dal tempo.

I1 talento da storico è la capacità di percepire un valore da


una posizione diversa da quella della sua normale percezione.

La storia coordina paradossalmente le coordinate di


proposizioni spazio-temporali con le coordinate assolute del
giudizio.
402 NlCOLAS G6MEZ DAVlLA

Quandanche solo il valore percepito ci obblighi, ci


scontriamo con valori invisibili così come inciampian10 su
rocce che non si vedono.

AJJa prosa stridente si raggrinzisce il viso in fretta.

Ogni società non gerarchizzata si divide in due.

L'individuo non è altro che una delle molteplici


individualità della storia.

Il raffinato diventa ridicolo nel giro di pochi anni o di pochi


chilometri.

Il pedantismo è un dovere irrinunciabile per chi ha una


professione pedante.
Le arguzie da professore o le battute da teologo fanno
vergognare le Grazie.

Invece di scrivere la storia delle mentalità successive, gli


storici redigono l'inventario dei menù e dei costumi di un
inalterabile fantoccio.

Il viavai moltitudinario della società moderna rende le


anime sentieri calpestati da greggi.

Il professionista non deve indossare e togliersi la propria


professione come un abito da lavoro.
Solo compromettendosi integralmente in ciò che fa l'individuo
può dare stile alla propria vita.

È nella nostra "umanità comune" dove preferiamo cercare


giustificazioni per la nostra personale viltà.

Secondo il democratico un brulichio di vermi nel cadavere


di una società è sintomo di-salute.

Che le civiltà siano mortali è la maggior consolazione di chi


vive oggi.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 403

Ogni valore è un giudizio su se stesso.

Vediamo crescere quotidianamente il numero di parole che


significano il proprio contrario.

Per preservarci dall'abbrutimento è sufficiente evitare le


conversazioni dei giovani e i divertimenti degli adulti.

Gli "amanti della bellezza" quando non sono pacchiani


sono codardi.

Le contraddizioni fra etica ed estetica si presentano


solo laddove vi sono impostori che pretendono di essere i
mandatari dell'una o dell'altra.

Esistono confessioni di fede estetica o di fede etica che


sono mer·e ideologie della plebe dell'anima.

Il profano che castra gli alveari della filosofia soccombe


sotto i pungiglioni delle sue api.

Nel rivelarci la diversità della storia lo storicismo ci ha


insegnato a distinguere lo strano dal ridicolo.

Ragione, Progresso e Giustizia sono le tre virtù teologali


dell'imbecille.

Le tre età del capitalismo: nella prima l'imprenditore


traffica per costruirsi palazzi, nella seconda per reinvestire i
propri guadagni e nella terza per versare i tributi.

Per screditare i borghesi Marx trasferisce simpaticamente


al servizio del proletariato la nozione di "classe sociale
senza particolari interessi" che Voltaire aveva inventato a
beneficio della borghesia.

Il XVIII secolo lasciò tutto il proprio patrimonio al XIX,


ad eccezione del buongusto.
404 NICOLAS G◊MEZ DAVJLA

Lo storico si deve vaccinare periodicamente contro il


pragmatismo endemico che lo offusca con ciò che è ricorrente
e tipico.

Lo storico e il critico devono imparare a giudicare senza


appoggiarsi sui codici e senza elaborare giurisprudenze.

Quello che riesce a civilizzare i regimi politici è ciò che la


storia permette raramente: durare.

Non esistono idee morte, bensì transitoriamente oppresse.

Dove è possibile dire ciò che si vuole nessuno si prende


l'onere di dire solamente ciò che è importante.

Le autentiche leggi sociologiche non sono ricette che


predicono quello che deve accadere in determinate circostanze,
ma formule che indicano quello che in determinate circostanze
difficilmente può accadere.

Lo storico ha tre temi: l'individualità delle persone,


l'individualità di totalità concrete e l'individualità dell'istante.

Opinioni, abitudini, istituzioni, città: tutto è diventato


grossolano da quando abbiamo rinunciato ad imitare il vecchio
per comprare quotidianamente novità chiassose.

Demitizzare è impresa di chi suppone candidamente


che, verbi gratia, per il credente l'Ascensione sia un episodio
astronautico.

Dio non sarebbe Dio se il nostro modo di conoscerlo


figurasse nei manuali di psicologia.

Quando qualcosa lacera la corteccia dell'anima moderna,


per la fenditura defluisce la polvere della linfa morta.

Il "senso della storia" sarebbe insignificante se la nostra


intelligenza riuscisse a comprenderlo.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 405

Certe intelligenze si svegliano repentinamente come


fremiti sublimi. Altre crescono lentamente come querce
secolari.

Essere reazionari non significa cadere in passati defunti


bensì svincolarsi da una malattia mortale.

Rilievo e densità sono attributi che le cose ricevono dalla


propria penombra religiosa.

Chi vede la storia come un ammasso di aneddoti si sbaglia


meno di chi la guarda come l'esemplificazione di un sistema.

Il nominalismo è sufficiente per le scienze naturali, mentre


lo storico si imbatte in universali ovunque cammini.

Senza prostituire l'intelligenza non è possibile veder


trionfare una causa davanti ai tribunali di questo secolo.

La contemporaneità spirituale è piuttosto una variazione


genetica generalizzata che una comune influenza condivisa.

Essere moderni non significa aver superato i problemi di


ieri, ma credere di averli superati.

La storia, sul piano terreno, è un processo tra due


accidenti.

Invece di difendere la nostra idea dobbiamo far scoppiare


una mina sotto l'altare in cui si celebra la sua sconfitta.

Se confidiamo in Dio non deve spaventarci neppure il


nostro trionfo.

Ricchezza e potere sono la consolazione di chi è sdegnato


da lettere e arti.

Il determinismo universale sarebbe concepibile se non ne


esistesse la nozione.
-106 NICOLAS G6MEZ DAVILA

La filosofia è la parte della retorica in cui oratore e uditorio


si confondono in una sola persona.
Filosofo è colui che non adotta se non gli argomenti con cui ha
convinto se stesso.

Così come la coscienza non potrebbe essere altro che


un'illusione di coscienza, allo stesso modo la libertà potrebbe
essere solo un'illusione di libertà.

Quello che alcuni chiamano religione ci stupisce appena un


po' più di quello che altri chian1ano scienza.

La società moderna sta abolendo la prostituzione attraverso


la promiscuità.

Il sesso è come un gas che, con uno stesso volume, riempie


con uguale densità qualsiasi spazio.

Il pornografo redige il De re coquinaria di una cucina


povera.

Avrà il Progresso la mera funzione di far rilucere ciò che


distrugge?

Il giurista, nelle democrazie, non è un esperto di leggi ma di


funzionari.

I tessuti sociali si cancerizzano quando i doveri degli uni si


trasformano in diritti degli altri.

Quando ci danno ragione dobbiamo tremare.


Vuol dire che coincidiamo coi pregiudizi dell'uditorio.

La zuffa tra sette democratiche distrae temporaneamente


queste ultime dallo smantellamento della società.

Fino a che la democrazia non lo nota, l'uomo colto può


sopravvivere in tempi democratici.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 407

L'invidia che il democratico secerne nel suo scivolare sopra


le cose le lascia unte di bava.

La metafisica più che un nervo ottico è un nervo olfattivo.

In quale dio avranno creduto quelli che smettono di credere


in lui?

Le filosofie progressiste della storia sono romanzi


d'appendice per signorine assuefatte agli happy endings.

O impariamo a leggere la storia umana dalla tragedia greca


o non in1pareremo mai a leggerla.

Il malumore è una secrezione specifica degli intelletti di


sinistra.

L'ironista di sinistra è inquietante per la durezza delle sue


pupille e la lunghezza dei suoi canini.

Il trionfo della bassezza a volte è necessario per obbligarci a


forgiare ciò che è nobile.

La plebe si agita solo quando sopra di essa c'è un'altra plebe.

Nessun paradiso sorgerà ai confini del tempo.


Poiché bene e male non sono fili intrecciati dalla storia, ma
fibre dell'unica tela filataci dal peccato.

Della bellezza di un paesaggio, checché se ne dica, se ne


impadronisce solo il suo padrone.

La nostra anima è semplicemente la più immediata delle


nostre circostanze.

Si definisce mentalità moderna il processo di discolpa dei


peccati capitali.

Questo secolo esaspera così tanto l'intelligenza che le


impedisce di assopirsi.
408 NICOLAS G6MEZ DAVILA

Ogni società risolve, in qualche modo, il problema del


comando.
Ma il problema della qualità del comando, che preoccupava
gli antichi e che i moderni ignorano, lo seppe risolvere solo il
Medioevo.

Le ingenuità alle quali l'incredulo finisce per credere sono il


suo castigo.

Quando il romanticismo si satura dell'occultismo che


contiene in soluzione, il precipitato che si deposita è lo pseudo­
romanticismo democratico.

Nell'interpretazione economica della storia si esprime una


convinzione innata della borghesia.

Lo spirito è la fioritura del silenzio e dell'abitudine.

Tedio è l'antonimo di solitudine.

Ci vantiamo di spiegare la storia, e falliamo di fronte al


mistero di chi meglio conosciamo.

Fino a quando il razionalismo tollererà che l'umanità bruci i


propri cadaveri invece di utilizzarli?

Non essere imbroglioni è un lusso inaccessibile in tempi


democratici.

Senza nemici alle frontiere il governante si dimentica di


essere saggio.

L'esistenza ha perso densità da quando il prurito innovatore


impedisce di vivere tra le immondizie del passato.

Le ideologie sono fauna da clima democratico.


Specie che hanno origine dove compare il processo di selezione
elettorale.
ESCOLJOS A UN TEXTO IMPLICITO 409

Lo storico deve attenersi al probabile senza chiudersi


all'impossibile.

La civiltà dimora solo in case avite.


Nelle aule universitarie muore dal freddo.

Persino la destra di qualsiasi destra mi sembra sempre


troppo di sinistra.

Possiamo vedere adeguatamente in mille modi ma non


qualunque modo di vedere è adeguato.

La vecchia società umiliava solo gli ambiziosi; nella società


attuale l'umile vive umiliato.

Non esiste opinione di sciocco che non convenga ascoltare


né che convenga portarsi appresso.

Gli sciocchi non si preoccupano che delle ortografie,


dimenticando le sintassi.

L'anima è un'edera per mura di pietra: non fa presa in


pareti di cemento.

La civiltà è la risultante di tutto ciò che sembra assurdo al


cittadino "privo di pregiudizi".

Con la comparsa di relazioni "razionali" tra gli individui ha


inizio il processo di putrefazione di una società.

Il progressista percorre la storia con la bacchetta del


maestro.

La povertà estetica di una società cresce proporzionalmente


al numero di cavalli da tiro che inserisce.

Un pensiero maturo è quello che non dimentica che tutto


imputridisce.
410 NICOLAS GOMEZ DA VILA

Essere moderni significa vedere freddamente la morte altrui


e non pensare mai alla propria.

Lo stolto confonde in una stessa ammirazione tutto ciò che


ammira.
Lo stolto non possiede né una gradazione di ammirazione né
una gradazione di disprezzo.

Le cose non andrebbero così male se agli stupidi cadessero


le illusioni come i capelli.
Lo scemo irsuto lascia un patrimonio intatto allo scemo calvo.

La cultura è eredità di famiglia. O un segreto tra amici.


Il resto è commercio.

Nessuna lente pedagogica corregge la miopia assiologica.

Siccome le ragioni che giustificano il valore sono nel valore


stesso, chi non lo vede non riesce a udirle.

Coloro che professano la nozione di diritto naturale


relegano Dio nella portineria di un vago ministero di giustizia.

Senza proprietà "ingiusta" protetta da una legislazione


"classista" nessuno sfugge alla necessità di vivere in una
postura servile.

La società egualitaria, nel sopprimere gli orpelli, lascia


l'immaginazione senza pascolo.

Le parole dell'uomo intelligente tolgono al mondo il suo


crespo di tedio.

Il volgo diffida della verità espressa con delicatezza.

Il volgo oscilla fra le préoccupazioni vili e il vocabolario


delle preoccupazioni nobili.

Dipendere da Dio è l'essere dell'essere.


ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 411

La nostra autonomia è il fondamento ontologico della


possibilità del nostro nulla.

Se uno scrittore di quando in quando riesce a piegare e


dispiegare la propria frase come una mano apre e chiude un
ventaglio, le sue idee ci seducono qualsiasi siano.

Uno scrittore illustre non è quello che molti leggono bensì


quello che molti credono di avere letto.

Lo scrittore moderno, con la sua devozione verso l'uomo e


la sua fede nell'umanità, non riesce a dipingere altro che scene
sordide.

Classico è lo scrittore a cui è sufficiente nominare un


oggetto per farcelo vedere.

L'insostituibilità dell'individuo è l'insegnamento del


cristianesimo e il postulato della storiografia.

La vita attiva animalizza.

La definizione di densità demografica ideale deve darla


l'estetica.

L'unica cosa sensata è importunare caparbiamente Dio con


le nostre orazioni.

Le rivoluzioni non distruggono le nazioni, ma l'anima.

Gli attuali conservatori non sono altro che liberali


maltrattati dalla democrazia.

Obsoleto è un epiteto laudativo.

Quando non si fondano sulla lealtà a una persona i partiti


politici sono congiure di avidità vergognose.
Dalla spudoratezza delle ideologie ci salvano solo le devozioni
faziose.
412 NICOLAS GOMEZ DA VILA

Gli dèi sono sedentari.

Le acque che non si assopiscono in ristagni lasciano solo


alvei di torrente.

Esistono amori che consumano l'anima ed altri che


alimentano la fiamma in cui la ardono.

Gli anni dell'adolescenza bastano, in una società civilizzata,


per educare la sensibilità, l'intelligenza e l'anima.
Oggi, la consacrazione a ciò di una vita intera ci riesce appena.

Niente di più raro che una sensibilità incorruttibile.

Il valore di un'emozione è indipendente tanto dall'idea,


sicuramente mediocre, in cui si esprime, quanto dall'oggetto,
probabilmente banale, che la suscita.

Il metodo supremo sarebbe quello che ci permette di


scoprire il dio sotto gli stracci.

Credere nella divinità dell'uomo è la radice dell'errore così


come confondere l'umanità con Cristo è la radice dell'eresia.

La verità dapprima ci assalta.


Poi si rivela.

Ieri si è parlato di politica per nascondere il lato economico.


Oggi si parla di economia per nascondere il lato tecnico.
Domani si parlerà di tenica per tacere il lato biologico.
Quando prima di tutto si dovrebbe parlare di assiologia.

L'etica autentica è l'arte di violare le norme con tatto.

Le qualità ammirate di una razza di solito sono solo una


traccia delle discipline imposte al popolo da minoranze
altezzose.

La storia universale è la narrazione delle occasioni perdute.


ESCOLIOS A UN TEXTO LMPLICITO 413

La volgarità intellettuale è l'atteggiamento di chi è capace


solo delle verità della propria epoca.

La civiltà agonizza quando l'agricoltura rinuncia ad essere


un modo di vita per diventare industria.

Affinché lo spettacolo di questo secolo non ulceri l'anima


conviene trasformare in idee la repulsione viscerale che esso
desta.

Le "leggi della storia" non permetterebbero di agire sulla


storia se non a chi ne fosse al di fuori.

Produrre effetti diretti non è in nostro potere; possiamo


soltanto sopprimere cause.

Gli dèi sono contadini che non accompagnano l'uomo oltre


le porte delle grandi urbi.

Esistono epifanie solo nel silenzio dei boschi.


O nel silenzio dell'anima.

È sufficiente placare l'orgoglio per udire il rumore delle


moltitudini sacre.

La Chiesa è amnesica, oppure è diventata vigliacca?

Anche in libri ammirevoli le frasi perfette sono lampi nella


notte tediosa e lunga dei testi.

I benefattori dell'umanità non sono quelli che inventano


per essa artefatti colossali bensì quelli che le lasciano piccoli
altari.

L'incenso liturgico è l'ossigeno dell'anima.

Gli uomini, nella stragrande maggioranza, credono di


scegliere quando vengono semplicemente spinti.
414 NICOLAS GOMEZ DAVTLA

La retorica è nociva quando simula emozioni, però non


quando prepara l'anima affinché fioriscano.

In questo secolo non ci sono state nascite ma morti.

La nuova invenzione, oggi, non è altro che il rimedio per le


conseguenze dell'invenzione anteriore.

Il progresso è figlio della conoscenza della natura.


La fede nel progresso è figlia dell'ignoranza della storia.

Morire e scomparire non sono sinonimi per una nazione.

Le idee fioriscono vittoriose od oppresse, ma appassiscono


tollerate.

La tecnica è l'utilizzazione della scienza da parte di menti


incolce.

Le scienze, alla fine, sono prove sperimentali dei limiti della


scienza.

Quello che nell'arte moderna vi è di contaminato dalla


mentalità moderna non appartiene all'estetica ma alla storia.

Nulla assicura all'uomo che ciò che inventa non lo uccida.

Il mondo moderno pare invincibile.


Come i dinosauri scomparsi.

L'ordine di dissoluzione delle arti è regolato dal grado di


sociabilità di ciascuna di esse.
Dall'architettura estinta fino all'aforisma solitario che si
estingue.

I poeti forse non sono i "legislatori" del mondo, però le


società crollano nell'esiliare l'immaginazione.

Il Progresso è hybris e némesis fuse assieme.


ESCOLJOS A UN TEXTO IMPLICITO 415

Non è emigrando in altre epoche che vinceremo il mondo


moderno.
Lo vinceremo obbligandolo a conoscersi, affinché la luce
dell'intelligenza lo consumi.

Le autentiche trasformazioni sociali non sono opera della


frustrazione e dell'invidia, bensì conseguenze di epidemie di
schifo e di tedio.

Le proposizioni, al di fuori dell'ambito strettamente


scientifico, non si contraddicono, bensì si subordinano.
L'errore è una verità di infimo rango.

Assassinata l'arte, assassinata la letteratura, assassinata la


filosofia, ancora ci rimane la funzione di pubblico ministero
davanti al tribunale dell'intelligenza.

Più grave della morte delle arti è che una volta morte non
vogliano tacere.
Borborigmi di carogne.

Le ideologie sono state inventate perché possa opinare


anche chi non pensa.

Un'intelligenza ci attrae con le sue arguzie, però ci seduce


solo con la sua ingenuità.

Riesce a soddisfarci solo quello che non sappiamo


pianificare.

L'innovazione in materia liturgica non è sacrilegio, ma


stupidità.
L'uomo venera solo consuetudini immemorabili.

La teoria si sbaglia limitando la realtà alle categorie che


permettono di manipolarla.
La pratica si sbaglia procedendo come se la teoria non si
sbagliasse.
416 NICOLAS GÒMEZ DAVJLA

L'abuso di potere efficace presuppone l'anonimato


dell'oppressore o l'anonimato dell'oppresso.
I dispotismi falliscono quando a scontrarsi sono volti
inconfondibili.

Senza analizzare non comprendiamo.


Però non dobbiamo presumere dì aver compreso per il fatto di
aver analizzato.

La storia preferisce dare aì fatti delle cause banali; gli storici


delle cause serie.

La percentuale di elettori che si astengono dal voto misura


il grado di libertà concreta in una democrazia.
Dove la libertà è fittizia o dove è minacciata la percentuale
tende a zero.

Se non gerarchizziamo finiamo per essere ingiusti verso tutto.


Persino verso ciò che siamo stati, o verso ciò che siamo.

Per costruire un paradiso non basta sopprimere il male, se il


bene è marcio.

Il male promette quello che non può compiere.


Il bene compie quello che non sa promettere.

Nel purificarsi da ogni "letteratura" le arti plastiche


finiscono in insignificanti arabeschi.

Quello che non parte dalla parola o non tende verso dì essa
è un semplice bagliore.

L'idea che diventa popolare perde poco a poco le restrizioni


dalle quali dipende la sua verità.

Contro le abitudini si è soliti appellarsi a una "verità" che


non è altro che abitudine incipiente.

All'uomo comune non è dato dì scegliere fra verità, bensì


fra abitudini.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 417

I sensi tendono verso il nominalismo.


Quello è il loro vizio.

Le stupidaggini moderne sono più irritanti di quelle antiche


perché i loro proseliti pretendono di giustificarle in nome della
ragione.

L'uomo non può proteggersi dall'incoerenza dell'universo


se non mediante un'incoerenza analoga.

La gente ci permette più facilmente di disdegnare le sue


occupazioni serie che i suoi divertimenti.

L'erotismo è l'ultima scaramuccia contro l'invadente


insignificanza del mondo.

Il pensiero che influisce su un'intelligenza virile non le dà


direzioni, ma ali.

Un destino burocratico attende i rivoluzionari come il mare


attende i fiumi.

La Chiesa attuale non stringe la democrazia tra le sue


braccia perché la perdona, bensì affinché la democrazia la
perdoni.

Il posto indicato per il monumento commemorativo dello


"spirito autenticamente cristiano" della Rivoluzione francese è
quello del]ardin des Carmes.

Oggi non c'è più nessuno per cui lottare.


Solo qualcuno contro cui farlo.

Tutto quello che si dice contro la borghesia è inferiore alla


verità.
Ma chi ha, nel nostro tempo, il diritto di dirlo?

Gli attuali mezzi di comunicazione consentono al cittadino


moderno di essere al corrente di tutto senza comprendere
nulla.
418 NICOLAS G6MEZ DAVILA

Marx diagnosticò fedelmente l'eziologia della malattia e i


reazionari ottocenteschi ne descrissero fedelmente i sintomi,
però il cauterio del prin10 uccide il malato e le smancerie dei
secondi non lo guariscono.
Né il braccio mozzato rimane meramente contratto, come
credevano i reazionari, né la ripetizione del gesto che lo aveva
mozzato lo farebbe rinascere, come credeva Marx.

Il sinistrorso è la caricatura del marxista e il conservatore la


nostra.

Gli uomini sono profondan1ente grati verso chi denigra


qualcosa di nobile.

Il rivoluzionario vuole cambiare il mazzo, e il


controrivoluzionario il gioco.

L'onore è lo scandalo dell'etica.


In effetti, le norme che l'onore osserva possono coincidere
con norme universali, ma l'onore ci ordina di osservarle
semplicemente perché le assumiamo come proprie.
L'onore è lealtà verso il mio dovere, perché esso è mio.

L'onore si degrada in dignità come l'etica in moralismo.

Bisogna scrivere a voce bassa.

Esistono menti nelle quali convergono tutte le idee malate.

Sgorgare come una sorgente nella foresta, e non come una


fontana in una pubblica piazza.

Niente di più buffo che addurre nomi di credenti illustri


come certificati dell'esistenza di Dio.

"Universale concreto" è un pleonasmo.


L'astratto è meramente generale.

L'intellettuale non sa nulla, è soltanto al corrente di tutto.


ESCOLIOS A UN TEXTO lMPLfCITO 419

Nelle nostre catene di ragionamenti siamo soliti forgiare


alternativamente anelli reali e verbali.

L'esperienza del fluire della storia è data meno dal


confronto di due epoche successive che dal confronto di due
storici successivi di una stessa epoca.

Esiste un requisito strutturale ineludibile affinché lo Stato


possa aspirare alla condizione di opera d'arte: che la parte
abbia la vocazione della parte.
Solo così la totalità non sarà un mero cumulo fortuito di
presunte totalità mutilate.

La gioia dell'essere che amiamo è l'unico bene terrestre che


ci colma.

Una voce ebbra di gioia è un dato che rivela segreti sulla


sostanza stessa del mondo.

Dobbiamo esprimerci con tale discreta cortesia da far


sembrare che stiamo dicendo cose semplici.

Credere assomiglia di più a palpare che a udire.

Lo psicologismo risucchia il significato all'universo.

Non esiste vincitore capace di sentirsi meramente fortunato.

Chi descrive unicamente l'immondo non dipinge gli oggetti,


ma le loro ombre.

Nello stabilirsi nel paese che ammira, il meteco


imbastardisce precisamente ciò che ammira.

I giovani credono che la gioventù sia un destino, quando


invece è solo una fermata di provincia.

L'universo è un dizionario inutile per chi non aggiunge la


propria sintassi.
420 NICOLAS GÒMEZ DAVlLA

Colui che reclama allegando i propri meriti ripugna a chi


come me semplicemente mendica.

La primavera-è il sogno dell'eterno autunno del mondo.

Il cristianesimo, in certe epoche, ha complici nel mondo.


In altre epoche ha solo nemici.
Nel primo caso non si svili-sce parlamentando; nel secondo si
svilisce se non va all'attacco.

Qualsiasi definizione del possibile che risulti erronea


serve come prova allo sciocco per affermare la possibilità
dell'impossibile.

L'attività rivoluzionaria più efficace e autentica dei tempi


moderni è stata il brulichio routinario della piccola borghesia.

Chi smaschera con sdegno le imposture di altri tempi si


lascia sempre ingannare da quelle del tempo proprio.

Arte, letteratura, filosofia e religione sono attività frivole se


non sono cònsuetudinarie.
Ogni ostentazione è qui fraudolenta.

L'intransigenza in politica suol essere un'esigenza


compensatoria delle debolezze personali.

Né l'eloquenza rivoluzionaria né le lettere d'amore possono


essere lette da terzi senza ilarità.

Lo scrittore dev'essere il portavoce solo di se stesso.

Lo scrittore può coincidere solo tangenzialmente con cause


collettive.

Dove udiamo oggi le parole "ordine", "autorità",


"tradizione" qualcuno sta mentendo.

Il politologo quando tocca la storia si brucia le dita.


ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 421

La morfologia politica ha fatto un balzo da codice etico a


inventario sociologico passando sopra la storia critica.

Ciò che è politico, come ciò che è estetico, non ha regole e


neppure è semplice avvenimento.
Tanto nell'uno come nell'altro l'opera concreta è fatto empirico
e categoria assiologica al contempo.

L'opera politica è irripetibile come l'opera d'arte: altrettanto


capace. della stessa eternità.

La teoria democratica è l'accademismo della politica.


Le creazioni democratiche sono dei Grand Prix de Rome. 71

L'uomo moderno non vuol essere parte organica della


totalità sociale, ma operaio di qualche sua parte meccanica.
L'individuo pretende di salvaguardare la propria autonomia
distinguendosi dalla funzione che esercita.
Ottenendo meramente in questo modo che la funzione lo
utilizzi per effettuarsi invece di essere utilizzata dall'individuo
per compiersi.

Il socialismo è il riflesso enantiomorfo della società


medioevale.
Come le gerarchie infernali lo sono delle gerarchie angeliche.

La storia non ha una bellezza da processo dialettico bensì


una comicità da dialogo.
Non appena si arriva a un accordo qualche sciocco risuscita
tesi già sepolte.

I lettori dello scrittore illustre si dividono in due gruppi:


quelli che lo ammirano senza leggerlo e quelli che lo sdegnano
senza averlo letto.

Ogni rivoluzione aggrava i mali contro i quali era scoppiata.


71/ ll Prix de Rome, fondato da Jean-Baptiste Colbert nel 1666, era una borsa di
studio istituita dallo Stato francese per gli studenti più meritevoli neU'ambito deUe
arti: la borsa provvedevo n far studiare questi srudenti presso l'Accademia di Francia
nRom1t.
422 NICOLAS GÒMEZ DAVlLA

Il contemporaneo non deve mai confidare nell'inevitabilità


di qualcosa.
Né nel bene né nel male.

Non dobbiamo incolpare la tecnica delle disgrazie causate


dalla nostra incapacità di inventare una tecnica della tecnica.

La dialettica serve ad escludere dalle cause di un processo


storico quelle che danneggiano la simmetria dei nostri
pregiudizi.

Persino il dolore diventa banale se lo crediamo un processo


fisiologico invece di uno scandalo metafisico.

L'uomo moderno nega a se stesso qualsiasi dimensione


metafisica e si giudica mero oggetto di scienza.
Però quando lo sterminano come tale, strilla.

Se l'anima è un mito, il genocidio è un semplice problema


di anestetici efficaci.

L'uomo moderno si spaventa quando si imbane nel suo


doppio.

Lo Stato moderno non è una stalla di quadrighe olimpiche


o destrieri marziali bensì la mangiatoia di mule tributarie.

Niente di più importante che i metodi.


Sempre che li cambiamo di quando in quando.

La concentrazione del potere nella società egualitaria


permette di essere libero solo al detentore del potere supremo.
La dispersione del potere nella società gerarchizzata, invece,
crea una piramide di libertà.
La società egualitaria alterna epoche di paralisi schiavista a
periodi di convulsioni libertarie.
L'individuo della società gerarchizzata, al contrario, non ha
bisogno di ribellarsi per essere libero e neppure si svilisce per il
fatto di non farlo.
ESCOUOS A UN TEXTO lMPLfCJTO 42.3

Esiste una critica politica dello stesso rango gnoseologico


della critica estetica.
Però non c'è una scienza dell'arte e neppure una scienza della
politica.
Né precettisti né politologi.

Il suolo stabile è al di là dei pantani del relativismo assoluto.


Non nelle fangaie che sono al di qua.

Il relativismo assoluto è l'immersione battesimale


dell'intelligenza.

"Essere razionale" o "non essere razionale" sono espressioni


intelligibili solo entro dei concreti universi di discorso.

La "Ragione" del XVIlI secolo non è stata sintomo di


intelletto ipertrofico bensì di sensibilità atrofizzata.
"Razionale" è stato l'epiteto riservato agli appetiti primari della
sensibilità.

L'uomo è o creatura o dio.


Il dilemma è impervio e la scelta forzata.
Tutto quello che pensiamo cade sotto una delle due categorie.

Quando l'universo si "illun1ina" l'umanità si rifugia nei


bassifondi del mistero.

Nell'universo esistono isolotti di ordine.


Ma il presumo ordine dell'universo è un artefatto ideologico.

L'attuale sinistra corteggia la rivoluzione come un


settantenne cachettico una segretaria.

Il mondo moderno non è un'epoca bensì un programma.


Chi lo incrimina non incolpa una configurazione storica, ma
un'idea.

Nell'impiegare un vocabolario sociologico che suppone


neutro, lo storico fa commettere al lettore innumerevoli
anacronismi.
424 NICOLAS GOMEZ DA VILA

Povero volontario o ricco involontario.


Il resto si inacidisce.

Le "forze storiche" muovono la storia.


Ma la sua rotta dipende dall'inflessibile curva di certe rotaie.

Qual è l'autentica immagine di Gesù Cristo?


Quella sinottica? Quella del quarto Vangelo?
L'immagine autentica non è tanto quella composta dai tratti
comuni ad entrambe, quanto quella composta dalla tensione
fra i loro tratti discrepanti.

Il discorso esaurisce i propri mezzi prima di raggiungere il


reale.
Ciò che è reale è il punto di convergenza di vari discorsi
paralleli.

Il paradosso è la convergenza di proposizioni contrarie in


una stessa frase.
Il paradossale è la divergenza di una realtà unica in varie
espressioni in conflitto.

Dio ci preservi dalla purezza, in tutti i campi.


Dalla madre del terrorismo politico, del settarismo religioso,
dell'inclemenza etica, della sterilità estetica, della sciocchezza
filosofica.

Quello che alla fine la storia critica dimostra del


cristianesimo è che la Chiesa ha sbagliato gravemente
nell'adottare la mentalità antistorica dei suoi avversari per
decifrare la propria storia.

L'ascesa spirituale non consiste, per esempio, nel passare


progressivamente dalla lettura di libri mediocri alla lettura di
libri eccellenti, bensì nel trovarci repentinamente incapaci di
leggere il libro mediocre.
Dio, inoltre, non è il termine finale di una scala, ma la
soluzione di continuità finale.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLfcrro 425

Di rigorosamente nuovo nel mondo c'è solo ogni anima


nuova.
La novità delle cose, pertanto, non è altro che la tinta in cui le
bagna l'anima che esse attraversano.

L'invidia si scatena nelle società dove la carica sociale


costituisce meramente un incarico transitorio invece di aderire
alla persona.
La carrière ouverte aux talents72 è l'ippodromo dell'invidia.

Le anime moderne non si corrompono; si ossidano.

Lo scrittore puro non catechizza.


Ambisce solo a che la sua frase sia una cacciatrice immortale
dell'istante.

La filosofia sarà sempre così impopolare che girando mezza


nuda non fa altro che perdere tempo.

Esistono idee chiare ma non fatti chiari.


Ricordiamolo per non torturare la storia.

Al reazionario sconfitto rimane sempre la risorsa di


divertirsi con le semplicionerie del vincitore.

L'entusiasmo rivoluzionario rende sinistro il tedesco,


pacchiano il francese, strampalato l'inglese e atroce lo
spagnolo.
Non vi è popolo che non si collochi su una scala che va dalla
stoltezza alla demenza.

In tempi rivoluzionari il sacerdote progressista finisce


morto ma non martire.

La stupidità è il combustibile della rivoluzione.

A prescindere da quello che si proponga, la rivoluzione si


conclude con uno straripamento delle fogne sociali.

72/ Corsa aperta ai rnlenli.


426 NICOLAS GÒMEZ DAVLLA

Per una carriera che il papà borghese forse sfortunatamente


ha frustrato, quante carriere artistiche non sarebbe stato
meritorio frustrare!

Il democratico attribuisce i propri errori alle circostanze.


Noi ringrazian10 la casualità per i nostri successi.

Quando scompaiono i ranghi la comunicazione fra gli uomini


si rende difficile.
Nel camminare tra la folla gli individui non si tendono la mano,
si danno gomitate.

L'etica che perde la propria durezza eteronomica finisce per


essere onanismo sentimentale.

I democratici si dividono in quelli che ritengono la perversità


curabile e quelli che negano che essa esista.

Sono stati fatti fuori gli analfabeti per moltiplicare gli


illetterati.

Il romanticismo argina la putrefazione dell'anima, però la sua


corruzione la accelera.

Le stupidaggini sono idee intelligenti finite in menti stupide.

L'umanità riesce a respirare per secoli un'aria viziata senza


infastidirsi.

Il destino delle società non dipende né dagli astri né dalla


terra né dal sangue.
Bensì da onde sotterranee emesse da cambiamenti e mutazioni
nella massa ignea dell'anima.
La letteratura non perisce quando nessuno scrive, ma quando
tutti scrivono.

L'umanità si adagia comodamente nel malgusto.

La sinistra vive ignorando la genetica.


ESCOLJOS A UN TEXTO IMPLICITO 427

Ci sappiamo comportare con decenza di fronte al mondo


quando ci accorgiamo che nulla ci è dovuto.
Senza smorfia addolorata di creditore frustrato.

Esistono imitazioni originali ed originalità imitate.

Libertà e causalità sono dosate nella storia con tale sottigliezza


che lo storico non riesce mai a demarcare le loro frontiere.

La spiegazione psicologica fallisce davanti agli atti della


grazia.
Questo è ciò che significa "grazia".

Per semplificare: la semente di tutto quanto è nobile e sano


nel XIX secolo viene dai querceti di Waverley-Honour.73

Il lettore si crede di fronte a un errore.


E invece è finito in un'imboscata.

Una filosofia seria non è un canovaccio di concetti filati


dall'intelligenza, bensì uno sciame di metafore orientate dal
loro oggetto.

Bisogna imparare ad essere di parte senza essere ingiusti.

In materia intellettuale non c'è alleato più equivoco del


nemico del nostro nemico.

La sintesi non è una composizione pittorica ma un


miscuglio di scolature della tavolozza.

Dobbiamo scuotere le nostre soluzioni affinché non si


depositino in sistema.

Le idee profane con le quali oggi la Chiesa convive sono


bruttine come le concubine dei parroci poveri.

73/ Wauerlcy è un romanzo storico di Walter Scott, edito nel 1814. Waverley­
Honour era la dimora della famiglia aristocratica degli \'G'averley, situata
ncll'lnghiltcrra ciel sud.
428 NICOLAS GOMEZ DAVILA

Per confutare le argomentazioni del reazionario al


democratico viene in mente di dire solo che sono ragionamenti
da reazionario.

Oggigiorno sono tutti di sinistra.


Che sollievo!

Finché l'uomo saprà inginocchiarsi nulla è perduto.

Il razionalista chiama "assoluto" l'ombra che proietta il suo


corpo transeunte sulla nuvola che passa.
Il relativismo romantico, invece, è un udito anento al cuore
immortale di ogni cosa.

Ciò che conta non è quanto provenga dal fondo dell'anima


ma quello che lo invade.

Nel mondo moderno non troviamo viaggiatori perduti,


bensì passeggeri affannati.
Nonostante la barba da esploratore con cui molti si
mascherano, tutti comprano un biglietto per lo stesso
suburbio.

Dobbiamo investigare dove e quando nasce una nuova


mentalità, ma rassegnamoci ad ignorare il perché.

Anche le mentalità sono imperi che crollano.

Quando disimpara l'invisibile, l'inaudibile e l'impalpabile,


ad un'animalità servita dall'istinto l'umanità sostituisce
semplicemente un'animalità servita dalla ragione.

È sensuale l'oggetto che rivela la propria anima ai sensi.

La mente può togliere ma non dare.


Contribuiamo al mondo solo con ciò che riduce e sminuisce.
Quello che esalta esiste.

La ridicolaggine è patrimonio esclusivo dell'irreligione


militante.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 429

Esistono sentimenti intelligenti e sentimenti imbecilli.


Perché il sentimento non è un mero stato soggettivo.

Il progressista invecchiato ha nostalgie da vecchia civetta.

Ogni comparsa brusca, in storia, è una proiezione della


nostra ignoranza.
Così come qualunque identica reiterazione è la sua eco.

Chiamiamo "origini" i limiti della nostra scienza.

Lo scetticismo ci paralizza quando sa di ignorare e ci rende


fertili quando ignora di sapere.

Le epoche sono grani ruvidi e duri che non esalano la loro


essenza aromatica se non nelle mani della morte.

Il pensiero progressista deriva dalla credenza nella nostra


Miindigkeit. 74
Il pensiero reazionario dalla coscienza della nostra
Kreatiirlichkeit. n

All'inferno si giunge ugualmente dal cammino della


sensibilità senza intelligenza che dal cammino dell'intelligenza
senza sensibilità.

Per salvarsi dalla putrefazione crescente l'uomo dovrà


lavare nello scetticismo persino il midollo della sua anima.

Molti sono gli argomenti che ci muovono al riso poiché


fanno appello boriosamente alla logica quando forse ci
inquieterebbero se comparissero umilmente come retorica.

Per i dolori della società moderna non troveremo rimedi


nella farmacopea scientifica bensì negli antichi erbari.

74/ Responsabilità.
751 Crenturnlità.
430 NICOLAS G6MEZ DAVJLA

Non è più il buonsenso quello che a volte protegge l'uomo


comune dall'invasione di idee stupide, ma la sordità causata
dall'esplosiva moltiplicazione di sciocchezze.

È sempre possibile che persino nell'udito più ottuso una


melodia discreta domini lo strepito del mondo.

Al posto della nobiltà ereditaria, plutocrazia borghese


prima e polizia socialista poi.
La storia serve piatti poco appetibili quando chiediamo realtà
invece di vecchie finzioni.

Il pensiero reazionario è stato accusato di irrazionalismo


perché si rifiuta di sacrificare i canoni della ragione ai
pregiudizi del momento.

Le superstizioni popolari appartengono alla religione.


Le elucubrazioni religiose dell'illetterato appartengono alla
pacchianeria.

Non dobbiamo pretendere il successo.


Accontentiamoci dell'errore intelµgente.

I valori, come le anime per il cristiano, nascono nella storia


ma sono immortali.

Di civiltà si può parlare solo dove non si richiede che gli


oggetti di buongusto siano prodotti da artisti.

L'originalità autentica è il risultato del proposito fallito di imitare.

L'uomo emerge dall'animalità a colpi di mito come la statua


emerge dalla pietra a colpi di scalpello.

La reazione della sensibilità nel XVlli secolo percorre due


tappe.
La sensibilità preromantica si assorbe nel piacere provocato
dalla fruizione di se stessa.
La sensibilità romantica è l'organo sensitivo della percezione
del mondo.
ESCOLIOS A U ' TEXTO IMPLICITO 431

Se collochiamo ogni cosa al suo posto possiamo gustare


tutto senza offendere o degradare nulla.

Ciò che è religioso o militare o politico si istituzionalizza.


Ma non così la filosofia o le arti o le lettere.

L'anima muore presto a chi non ha avuto un'infanzia


campestre.

Le rivoluzioni democratiche non sono vagiti di infante


bensì rantoli di moribondo.

Nessuno sa come si deve fondare.


L'uomo semplicemente scopre all'improvviso che ha fondato.

Il borghese "ventripotente" è l'ombra proiettata sulla


storia dal magro rivoluzionario.

La democrazia ha utilizzato numerose volte l'indignazione


del reazionario tonto per convertirlo in coadiuvante del suo
compito rivoluzionario.

Se la Congregazione dei riti fosse sagace e scaltra le


si dovrebbe proporre la canonizzazione di chi è stato
simultaneamente capace di inventare lo scetticismo
metodologico e di andare in pellegrinaggio a Loreto.

Il problema religioso si aggrava ogni giorno di più perché


i fedeli non sono teologi e i teologi non sono fedeli.

Le impronte della Provvidenza nella storia non sono


orme di viaggio ma di danza.

Con cosa assassineranno infine la "Liberté guidant Le


peuple"? 76
Con il fucile del borghese col cilindro?
O con le pistole del piccolo proletario?

761 La Liberlé g11ida111 le peuple (Ln libertà che guido il popolo) è un dipinto o
olio su tela del 1830, del pi11ore Eugène Delacroix.
432 NICOLAS GOMEZ DAVILA

L'intellettuale di sinistra di solito scrive come se l'universo


lo stesse punzecchiando.

Il democratico non confida se non nell'insincerità eloquente


o nella sincerità grossolana.

Al democratico non basta che rispettiamo ciò che egli vuol


fare con la propria vita, esige inoltre che si rispetti ciò che egli
vuol fare con la nostra.

Nella letteratura il riso muore presto, ma il sorriso è


immortale.

Il nome di tutto quanto è ammirevole diventa in fretta


insulto in bocca al volgo.

La cultura vive per il fatto di essere divertimento e muore


per quello di essere professione.

L'ingenuità di un libro è una delle rare qualità che non


ingialliscono assieme alla carta.

L'attuale alternativa democratica, burocrazia oppressora o


plutocrazia ripugnante, tende ad abolirsi.
E a fondersi in un solo termine: burocrazia opulenta.
Al contempo ripugnante ed oppressora.

Il delatore più verace di un'epoca è il tono dei suoi testi.

Lo scrittore perde un mese di indulgenze per ogni parola di


troppo.

L'autentico scrittore non cerca la perfezione per vanità


bensì per cortesia verso il lettore.

L'individuo di sinistra vive in ginocchio di fronte alle


proprie virtù.

L'anima umana in certe epoche ha un alito cattivo.


ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLfCITO 433

L'intelligenza non conosce barriere, però ha degli scalini.

La storia non riesce a fissare se non il mediocre nel secolo


in cui nasce.

Il sintomo più allarmante della decadenza è la corruzione


dell'ipocrisia.

L'uomo moderno non ammetterà mai che la stupidità


condivisa da molti non sia rispettabile ma semplicemente
temibile.

La virtù è diventata meno rara della buona educazione.

Così come la frase non è scritta, allo stesso modo l'uomo


non è educato finché sarà possibile distinguere tra forma e
sfondo.

Il grado di civilizzazione di una società si misura dal


numero di riverenze abiruali nelle relazioni quotidiane.

Il critico è il procuratore dell'ordine.

La "vita" è diventata a tal punto il fine supremo del mondo


moderno che chi vive per qualcos'altro, anche fosse per
guadagnarsi il pane, desta la nostra simpatia.

Il puntillero77 della cultura è lo Stato pedagogo.

In un'università rispettabile la sola menzione di un


problema contemporaneo dovrebbe essere proibita.

L'università educa in quanto insegna al giovane ad


appassionarsi a tutto quello che gli sarà più tardi inutile.

La lotta contro il mondo moderno dev'essere solitaria.


Dove sono presenti in due c'è tradimento.

77I U pu11tillero, in tauromachia, è un subalterno che hu la funzione di finire il


toro con un pugnale.
434 NICOLAS GÒMEZ DA VILA

I canoni metodologici non esigono che lo storico si astenga


dal giudicare, bensì che non arrivi al fatto col giudizio già
pronto.

Il giudizio di valore non è applicazione di una norma


astratta ma emergenza repentina di una norma concreta.

Il gesuitismo è una posizione difensiva.


Sintomo di fiacchezza della Chiesa.
Il gesuitismo è il tentativo di utilizzare tecnicamente a favore
della Chiesa il prestigio o l'efficacia di attività profane.
Semplice utilizzazione esterna di oggetti che la fiamma
macilenta della Chiesa non fonde più in bronzo cristiano.

La Chiesa non può adottare metodi da calcolatore tecnico


né da macchinatore politico né da speculatore di borsa né da
giocatore di scacchi. La disposizione estrinseca dell'attività
combinatoria le è vietata.
La Chiesa può solo traboccare o concentrarsi.
Svernare o rifiorire.
Oppure, simultaneamente, installarsi nel palazzo Laterano ed
addentrarsi nel deserto di Nitria.

Finché l'uomo non si desterà dalla sua attuale sbronza di


superbia non c'è nulla che valga la pena di tentare.
Solo sguardi che non siano sfocati dall'orgoglio ottengono
quella lucida visione del mondo che conferma la nostra
predica.

Quando la società si svuota integralmente nella forma dello


Stato, la persona si vaporizza.

Gli individui, nella società moderna, sono semplici innesti


flessibili tra i pezzi rigidi delle istituzioni sociali.

Simpatia ed antipatia sono le antenne dell'intelligenza.


!.:intelligenza indaga le cause di ciò che la attrae o la respinge.

L'egualitario guarda di sbieco gli oggetti del museo.


ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 435

Non è l'altruista di professione colui che alla fine alimenta il


nostro spirito, bensì l'egoista che fa man bassa di frutti.

Per salvare la letteratura dobbiamo toglierla al letterato e


restituirla all'uomo colto.

Nella storia del pensiero moderno gli attuali testi marxisti


avranno altrettanta importanza delle summulae dei canonisti
romani del XVIII secolo.

In un ambiente di universale tolleranza tutto nasce morto.

La mentalità moderna continua a vincere.


Però a partire dall'insurrezione romantica gli unici trofe.i nella
storia dello spirito sono le pire funerarie dei vinti.

Molti presumono di essere anacoreti quando sono stati


semplicemente accantonati.

La mediocrità di qualsiasi trionfo non merita che ci


sporchiamo con le qualità che esige.

L'uomo moderno crede che il disordine della sua anima sia


un volo di sementi quando in realtà è soltanto un mulinello di
detriti.

Lo si chiami come si vuole, il modo in cui Dio mi è, è il


modo in cui io sono a me stesso.

L'attività politica è il pretesto col quale l'intelligenza elude i


propri doveri.

Solo al contemplativo non muore l'anima prima del corpo.

Il mondo moderno, per poter pavoneggiarsi con nomi


gloriosi, deve citare quelli dei suoi nemici.

Il popolo crede nel disinteresse dei propri benefattori fino a


che non gli si esibisce il conto.
436 NICOLAS GÒMEZ oAvn,A

L'autentica grandezza, nel XX secolo, è così radicalmente


individuale che dobbiamo diffidare di chi lascia successori.

Non dobbiamo emigrare ma cospirare.

All'individuo di atteggiamento reazionario non fa differenza


la propria ubicazione nella società: in alto, nel mezzo o in
basso.
Quello di indole democratica si offende di non essere in alto.

Siccome la non conformità con la propria condizione


sociale sprona la diligenza e l'attività del democratico, i
temperamenti di sinistra si accumulano e predominano nella
classe alta delle società borghesi.

La piccola borghesia si recluta nel settore del proletariato


che manca di atteggiamento reazionario.

Il popolo non è necessariamente volgare. Neppure in una


den10crazia.
Le classi alte di una democrazia invece lo sono
necessariamente, perché se i suoi membri non lo fossero in una
democrazia non sarebbero riusciti ad ascendere.

Un'aristocrazia deve cadere in estremi di stupidità perché il


popolo la rovesci, giacché non vi è nulla più in accordo con gli
istinti popolari di un'aristocrazia.

La "natura umana" è una categoria assiologica.


L'uomo è un obbligo che l'uomo suole trasgredire.

Quanto più ampio è l'ambito in cui si muove l'individuo


tanto più povero è il mezzo in cui vive.

Le leggi pullulano dove l'equità cresce rada.

La Chiesa, nel cadere nella tentazione del gesuitismo,


comincia con l'utilizzare e finisce per essere utilizzata.
ESCOLIOS A UN TEXTO ll\,LPL(CITO 437

Urge moltiplicare le cocolle monacali, meno come protesta


contro l'immoralità del secolo che come rito lustrale di fronte
alla sua volgarità.

I ricchi sono inoffensivi solo dove un'aristocrazia li sdegna.

Affinché l'individuo sia interessante è necessario che l'etica


gli complichi la vita.

La patria, senza solfe nazionaliste, è solo lo spazio che un


individuo contempla nei dintorni salendo su una collina.

L'uomo moderno porta avanti il proprio fidanzamento con


una favola mentre lo sposano con la storia.

La società moderna travolge le libertà come un reggimento


di carri armati una processione di pie donne.

Soltanto il particolare è interessante.


Ma quante particolarità prive di interesse!

Dove sta andando il mondo?


Verso la stessa transitorietà da cui proviene.

Non dobbiamo attribuire all'intelletto le catastrofi causate


dalle avidità che ci accecano.

La causa dell'incredulità moderna non è la libertà di


pensiero.
Bensì l'immeritata fiducia nelle sue fondamenta.

Tutto quello che interrompe una tradizione obbliga a


principiare di nuovo.
E qualunque origine è cruenta.

Lo sciame umano ritorna sommessamente all'alveare


collettivo quando si approssima la notte di una cultura.

L'ambiguità di certi vocaboli è la prova dell'univocità con


cui aderiscono alla realtà ambigua che designano.
-138 NICOLAS G0MEZ OAVILA

I monismi sono postulati dell'orgoglio.


Il pluralismo è uno schiaffo alla superbia.

La tesi dell'unità della scienza non è un'ingiunzione


epistemologica.
E neppure un programma intellettuale.
Ma uno spasmo d'angoscia di fronte al mistero.

La scolastica peccò nel pretendere di trasformare il


cristiano in un sapientone.
Il cristiano è uno scettico che confida in Cristo.

Per il momento ci cocca solo impedire che vengano


cancellati i graffiti che i nostri predecessori hanno lasciato sui
muri di questa prigione.

L'eredità è l'unica istituzione economica che freni il totale


abbandono alla cupidigia.

Sebbene il buonismo del democratico si offenda, non si può


fabbricare una civiltà con materiale biologico pessimo.

Essendo l'arte del possibile, la politica in cerce·epoche è


carente di interesse.

Il prurito legislatore secerne un filo nella cui rete il ragno


stesso si invischia.
E muore.

Il gigantismo sociale è un'ipertrofia compensatoria


dell'individualità mutilata.

L'altruismo è un calcolo che si scioglie in bave.

Quando a un democratico si incancrenisce un dito gli viene


in mente soltanto di reclamare una legge che ordini la recisione
di rurte le mani.

L'assenza di vita contemplativa trasforma la vita attiva di


una società in un tumulto di ratti mefitici.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLfCITO 439

Gli storici quasi sempre suggeriscono che essi avrebbero


saputo impedire le decadenze che descrivono.

L'atteggiamento reazionario sarebbe oggi un'ingenuità se


pretendesse qualcosa di più che trincerarsi nell'oggettività del
valore.

Mentre una macchina potrebbe dedurre precisamente le


conseguenze dei princìpi democratici, per dedurre quelle dei
principi reazionari si richiedono intelligenze caute, vigili e sottili.

Lo spartiacque tra due epoche è una mutazione deUa


sensibilità.

L'umanità attuale si suddivide in individui semplici e duri


come proiettili d'acciaio e in individui flaccidi e informi come
un mucchio di stracci sporchi.

Non dobbiamo tollerare che della parola "empirismo" si


impadroniscano coloro che negano i tre quarti dell'ovvio.

I miti non sono un problema perché non possiamo


ammetterli bensì perché non possiamo rifiutarli.

Quanto più complesse sono le funzioni che lo Stato


assume tanto più la sorte del cittadino dipende da funzionari
crescentemente subalterni.

Lo Stato moderno è un pedagogo che non laurea mai i


propri alunni.

Le idee si spaventano ed emigrano da dove si risolve di


pensare in gruppo.

Il naturalista che si infila nelle scienze urriane va incontro a


scivoloni da inetto su un pavimento cerato.

I grandi compiti intellettuali non sono compiuti da chi


li intraprende deliberatamente, bensì da chi modestamente
pretende di risolvere dei problemi personali.
440 NICOLAS G◊MEZ DAVILA

Guardiamoci dal programmare quello che vogliamo veder


compiuto.

Quandanche non esistano ricette infallibili, neppure per il


fallimento, il proposito di fare qualcosa di eccellente invece di
pretendere soltanto di fare bene ciò che facciamo è comunque
un abortivo efficace.

Quando lo storico ottiene un'interpretazione


apparentemente valida di un'epoca, e ovviamente invalida per
le altre, la storiografia celebra una delle sue rare vittorie.

La narrazione di quello che gli uomini fanno risulta


inintelligibile finché l'arte non mostra quello che sono.

Se l'arte non esistesse, la storia sarebbe degenerata in


sociologia.

Gli storici del futuro difficilmente potranno differenziare i


sogni di questo secolo dai suoi incubi.

Nessun racconto popolare è mai iniziato così: c'era una


volta un presidente ...

Con l'abolizione delle sue vecchie lingue liturgiche il


cristianesimo degenera in sette stravaganti e rozze.
Rotto il contatto con l'antichità greca e latina, perduta la sua
eredità medioevale e patristica, qualunque fessacchiotto si
trasforma nel suo esegeta.

Il progressista sfoglia la storia col dito sdegnoso di chi l'ha


decifrata.

Così come l'aspetto economico è emerso dall'aspetto


politico nel raschiare alla storia i suoi vetusti pregiudizi,
allo stesso modo emergeranno l'aspetto genetico e l'aspetto
patologico quando le si raschieranno i pregiudizi nuovi.

Lo scienziato vive persuaso del fatto che l'ultima teoria sarà


l'ultima.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 441

Qualsiasi spiegazione pare insufficiente quando la sentiamo


svariate volte.

Come i titoli nobiliari, le superstizioni sono grottesche


quando non risalgono neppure al Medioevo.

L'unico regime politico che non si inclini spontaneamente


verso il dispotismo è quello feudale.

Le pseudospiegazioni sono l'equazione personale dello


storico.

In storia qualunque schema esplicativo serve, purché


sappiamo fargli violenza in modo appropriato in ogni caso
concreto.

Le idee povere parlano con l'ostentazione del parente


povero.

Il progressista possiede mani dure e sensibilità flaccida.

Le eleganze letterarie degli scienziati provocano allegazione


in bocca.

Lo storico deve conoscere sufficientemente la storia per


avvalersi delle verità scientifiche del proprio tempo senza
dimenticare che sono provvisorie.

Le preferenze sono il transito della storia attraverso lo


zodiaco dei valori.

Da vecchio il progressista si irrita nel vedere che la storia


archivia quello che egli aveva chiamato progresso da giovane.

Viviamo immersi nelle banalità contemporanee ben più di


quanto conviene alla nostra salubrità.

Nulla intenerisce il borghese quanto il rivoluzionario di un


paese altrui.
442 NICOLAS GÒMEZ DAVll.A

La probità del sociologo sta nella cautela con cui definisce


l'area e il tempo di validità dei suoi concetti.

Chi indaga le cause di una rivoluzione non deve mai


inferi.rie dai suoi effetti.
Tra le cause di una rivoluzione e i suoi effetti ci sono turbini di
accidenti.

La mente onesta diffida primordialmente delle evidenze sue


proprie.
Le evidenze, per la mente onesta, sono inviti a verificare se
sono evidentemente evidenti.

Le idee chiare, in storia, sono il privilegio dell'ignorante e


dell'ottuso.

L'uomo intelligente giunge presto a conclusioni reazionarie.


Oggi, tuttavia, il consenso universale degli sciocchi lo
intimidisce.
Quando lo interrogano in pubblico nega di essere galileo.

Quando gli sfruttatori scompaiono, gli sfruttati si dividono


in sfruttatori e sfruttati.

La sociologia ricerca le leggi di un sistema dinamico nel


quale le leggi sono una delle variabili.

Tutto quanto compie la società industriale riesce in grigio.

Siccome conosce l'importanza per la società della struttura


gerarchica in sé, la presenza di sciocchi nei ranghi più alti non
scandalizza il reazionario.
L'"élitismo" è una tesi democratica.

Il cristianesimo oltrepassa qualunque etica perché non


chiede di essere impeccabili, ma avidi di essere perdonati.

Il sentimentalismo dell'idealista non trova posto in chi come


me si prostra davanti alla sagoma di un patibolo.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 443

Tutti esaminano con maggior attenzione il ragionamento


piuttosto che l'evidenza che lo sostiene.

I ragionamenti si orientano con più eleganza, si ergono più


alti, camminano con più arroganza quanto più si allontanano
dalla propria origine.

Chi assume atteggiamenti scientifici in filosofia, in storia o


in critica non è serio.

Le Muse sono ugualmente indisponenti vestite


deliberatamente di stamigna che vestite deliberatamente di
broccato.

Le minoranze che diventano maggioranze continuano a


credersi valorose.

Oggi per convocare le più insignificanti cerimonie si dà


l'allarme.

L'unica cosa che mi spaventa è che la mia mediocrità possa


disonorare ciò che ammiro.

Quando la nozione di dovere estromette quella di vocazione


la società si popola di anime tronche.

Quello che è fondamentale non sta dove il concetto può


arrivare bensì nel posto che solo un gesto indica.

Il reazionario non brama la vana restaurazione del passato,


bensì l'improbabile rottura del futuro con questo sordido
presente.

Il reazionario non è un nostalgico sognatore ma un giudice


incorruttibile.

La polizia è l'unico nesso· spirituale tra gli incoli dell'urbe


moderna.
444 NICOLAS G6MEZ OAVILA

L'individuo, quanta meno esperienza ha, a una maggior


indipendenza aspira.

È allo storico che incombe insegnarci a venerare o


ad esecrare la storia, però non a scolorirla in sciocche
generalizzazioni.

Il rivoluzionario, in fondo, è un individuo che non si


azzarda a rubare da solo.

Dobbiamo porre come epigrafe alle monografie scientifiche


e stecchite degli storiografi delle rivoluzioni questo distico di
un ghigliottinato:
Nul ne resterait clone pour attendrir l'histoire
Sur tant dejustes massacrés?78

La stupidità è la madre delle atrocità rivoluzionarie.


La crudeltà ne è solo la madrina.

In ogni rivoluzione Termidoro è il punto in cui l'atrocità


cessa di predominare sull'ignominia affinché l'ignominia
predomini sull'atrocità.

Il rivoluzionario, quando smette di essere scabro, diventa


viscoso.

I "cuccioli del leone spagnolo" ebbero l'indecenza di


cogliere l'occasione di evitare la bastonata che il vicino affibbiò
alla "madre patria" lasciandola maltrattata e malconcia.

Il democratico comincia col liberare tutte le forze sociali


per poi finire col sottometterle ad una sola.
Il reazionario cerca il parallelogramma delle forze.
Il democratico, in fondo, vuole che tutte le note si fondano in
una nota unica.
Il reazionario vorrebbe che la sinfonia sociale moltiplicasse i
temi polifonici.

78/ "Nessuno rimarrà dunque per addolcire la storia/ di tanLi giusti


massacrati?". A. Chénier, lmabes, V.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 445

I pronostici di Marx hanno fallito e quelli di Burke hanno


azzeccato.
Per questo solo pochi leggono Burke e mezzo mondo venera
Marx.

Dobbiamo ringraziare gli Aulard, i Mathiez, i Lefebvre, i


Soboul di aver preparato le note corroborative per la futura
edizione critica delle Re/lections on the Revolution in France. 79

La civiltà è un prodotto di attività deliberate. La cultura


risulta da comportamenti involontari.
La civiltà è un proposito dell'intelletto. La cultura è
espressione dell'anima.
La civiltà è il pane della locanda di Emmaus. La cultura è
l'inimitabile gesto che lo spezza.

L'immaginazione, se fosse creatrice, sarebbe semplice


fantasia.
L'immaginazione è percezione di ciò che sfugge alla percezione
ordinaria.

Forse la verità è ciò che prevale.


Ma quello che salva è lo stile.

Quando l'individuo rientra nelle statistiche non serve più


per i romanzi.

La sfiducia nel futuro della società moderna, fino a


ieri riservata all'uomo intelligente, opprime oggi persino
l'imbecille.

La consuetudine è l'unico incantesimo che assopisce la


miseria umana.

L'indipendenza intellettuale è oggi irraggiungibile a chi


adotta una professione liberale.
La società moderna deprava l'intelligenza che per essa lavora.

79/ Riflessioni sulla Rivoluz.ione in Francia è un'opera di Edmund Burke


pubblicata nel 1790.
446 NICOLAS G6MEZ DAVILA

Lo scrittore non è svilito da ciò che scrive bensì dai lettori


per i quali scrive.

Chi non condivide le progressive ammirazioni dei propri


contemporanei non avrà bisogno un giorno di pentirsi.

L'antistoricismo di Schopenhauer contribuisce


all'interpretazione della nostra storicità radicale meglio dello
storicismo hegeliano.

Tutto, nell'individuo, proviene dall'intersezione di spazio e


tempo.
Eccetto l'individuo stesso.

L'individuo non è un crocevia di cammini bensì il


misterioso calvario ivi eretto.

La letteratura, come ogni ricchezza, odora meglio nelle


mani degli eredi.

Ci sono più ammirazioni stupide che stupidi sdegni.


Ma più stupidi che sdegnano che stupidi che ammirano.

Per timore a passare di moda, molti artisti si identificano


progressivamente con tutto ciò che è fugace, che passa e che
muore.

Il sinistrorso, come il polemista di una volta, crede di


confutare un'opinione accusando di immoralità l'opinante.

È tra le opere serie della nostra epoca dove si dovranno


cercare i suoi successi comici.

Coloro che maneggiano un vocabolario sociologico


suppongono di aver capito per il fatto di aver classificato.

Le civiltà non costruiscono le loro cloache sottoterra in


omaggio all'ipocrisia, bensì per accortezza verso l'olfatto.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLfCITO 447

Il marxista rimane attonito quando il lato politico gli si


emancipa tra le mani dal lato sociale.
L'autonomia di ciò che è politico è la lettera che gli Stati
comunisti fanno entrare col sangue nella testa del marxista.

I nostri contemporanei denigrano il passato per non


suicidarsi dalla vergogna e dalla nostalgia.

La norma estetica non è anteriore, ma posteriore al giudizio.

L'uomo intelligente si sente invischiato nel mondo moderno


ma non coinvolto in esso.

I musei sono l'invenzione di un'umanità che non ha posto


per le opere d'arte né nella propria casa né nella propria vita.

Le proposizioni generali che sussumono l'individuo


definiscono quello che nulla ci importa quando lo conosciamo.

In una società senza classi l'unanimità non risulta


dall'assenza di classi ma dalla presenza della polizia.

Ogni tabù soppresso fa retrocedere l'esistenza umana verso


l'insipidezza dell'istinto.

All'umanità nascono le religioni dove e quando meno lo si


aspetta.

Ai consueti fenomeni meteorologici della storia si somma


un misterioso processo geologico che alterna le ere glaciali e
quelle interglaciali dell'anima.

La società industriale genera svariati problemi gravi ad ogni


problema semplice che risolve.

Se non limitiamo il nominalismo a postulato metodologico


della scienza, se gli permettiamo di macchiare la nostra
visione quotidiana, l'universo si dissolve in un'infinità di punti
sconnessi che l'intelligenza, in mancanza di modelli, raggruppa
secondo configurazioni arbitrarie.
448 NICOLAS GÒMEZ DAVILA

Gli stili sono persone, e non semplici casi compartecipi di


un'essenza comune.

Il senso comune non è un attributo della natura un1ana


bensì un lascito della storia.
Facilmente dissipabile.

La filosofia ci difende dalle dottrine pompose.

Dobbiamo diffidare della prosa che non sorride.

Lo storico deve astenersi da amori o odi anacronistici.


Però non pecca fintantoché odia o ama perché condivide l'odio
o l'amore che i suoi personaggi sentirono.

Lo storico pecca solo venialmente quando sbaglia nel


motivare un atto, sempre e quando il motivo erroneamente
attribuito appartenga al repertorio di motivi possibili
nell'epoca che studia.
In storia l'unico peccato senza remissione è l'anacronismo.

Le soluzioni date da questo secolo ai propri problemi sono


meno interessanti dei problemi nati da esse.

L'arte di non capire nuJJa si codifica nella regola


operazionale che identifica il significato con la sua
manifestazione pragmatica.
Con lo stesso gesto si immola o si assassina.

Non è con la natura o con l'universo o con il cosmo che


dobbiamo vivere in armonia.
Bensì con quei visitatori assiologici che lacerano l'ordinarietà
deJJ'essere.

Ci sono temi sui quali chi non dice banalità dice solo
sciocchezze.

I problemi sociali non sono solubili.


Però possiamo ridurli evitando che l'impegno di alleviarne
anche solo uno li aggravi tutti.
ESCOLJOS A UN TEXTO IMPLICITO 449

L'anticonformista si caratterizza per la docilità con cui


osserva le mode anticonformiste.

Lo storico autentico è un erudito che ascolta il rumore della


storia con un'immaginazione da bambino.

Esprimiamoci con qualche ambiguità affinché lo sciocco


creda di capirci.

Il solitario è il delegato dell'umanità per ciò che è


importante.

La moralità di un atto non si giudica consultando l'etica ma


esaminando l'atto.

Il Nuovo Mondo è risultato un altro fiasco escatologico.

L'epistemologia volgare delle scienze naturali è un idealismo


burlesco dove l'encefalo ha il ruolo dell'io.

Chi si confessa in pubblico non cerca assoluzione, ma


approvazione.

Pochi scrittori se ne escono briosi dai tumulti di strada.

Le anime spargono germi patogeni quando trascurano


l'asepsi del silenzio.

Il progressista chiama ceppi le stampelle che permettono


all'uomo di camminare.

Le sconfitte non sono mai definitive quando si accettano di


buonumore.

Senza dividere tutto in bianco e nero, senza ignorare la


gamma dei colori, senza negare la degradazione insensible
dei toni dobbiamo attenerci tuttavia alla sfumatura che ci è
toccata.
450 NICOLÀS GOMEZ DÀ VlLA

Le società agonizzanti accumulano leggi come i moribondi


i rimedi.

La letterarura politica di ieri interessa ancora perché è stata


una disputa presso la stazione.
Quella di oggi manca d'interesse perché è colloquio in treno.

Anche tra i posrulati esistono gerarchie.


Ci sono postulati per una vista perfetta, postulati per miopi e
postulati per ciechi.

Il reazionario ha ammirazioni, non modelli.

Lo scrittore capace di vedere con chiarezza il concreto


circola illeso fra le idee stupide.

Il comune e ordinario dev'essere la nostra meta e


l'eccezionale semplicemente la nostra scoperta.

I grandi romanzi evidenziano la parzialità delle filosofie e


l'ingenuità delle scienze.

La celebrità trasmuta Io scrittore in civetta.

Le tecniche militari scandiscono il metro della storia.

, La posterità non è l'insieme delle generazioni future.


E un piccolo gruppo di uomini di gusto, beneducati, eruditi,
presenti in ogni generazione.

Non dobbiamo legiferare per l'umanità.


Né in pubblico né in privato.

Posto che il dialogo con i mediocri evidentemente ci


sminuisce, non sarà forse la pochezza dei nostri interlocutori
un riflesso della mediocrità nostra?

I paradossi assumono in fretta il volto di una cinquantenne


al risveglio da una festa.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 451

Invece del paternalismo, il socialismo patrocina la


disciplina degli orfanotrofi.

Per quanto la causa di un ribelle sia nobile, il suo


ribellismo suol salire alle stelle quando gli viene graffiata la
vanità.

Possiamo dipingere la decadenza di una società, però è


impossibile definirla.
Come la demenza crescente di uno sguardo.

Dio inventò gli strumenti, e il diavolo le macchine.

Quando il mistero autentico si eclissa, l'umanità si ubriaca


di misteri in1becilli.

L'artista può proporsi ciò che vuole, ma la cosa che egli


vuole può essere sciocca.

Nonostante quello che il romanziere attuale pensa, né il


sinistrismo né la pornografia possono rimpiazzare il talento.

Crediamo in molte cose in cui non crediamo di credere.

L'imparzialità dello storico suol essere una semplice


mancanza di in1maginazione.

Il male ci sembra anzitutto usurpazione; il bene ci sembra


anzitutto legittimo.

La sottomissione è relazione tra gruppi. La subordinazione


è relazione tra persone.
Di fronte al padrone in1personale l'individuo si sente
sottomesso. Di fronte al padrone personale si sente soltanto
subordinato.
Nel primo caso ci sono rivoluzioni, nel secondo insurrezioni.
Nel primo caso a sollevare è l'uso, nel secondo meramente
l'abuso.
452 NTCOLAS GÒMEZ DA VlLA

Le conquiste intellettuali sono precarie finché non si


riescono ad avvelenare le fonti di approvvigionamento
sentimentale dell'avversario.

L'umiltà è la condizione epistemologica di determinate


percezioni.

Per comprendere è necessario gerarchizzare le verità.

La frase di colui che discrepa radicalmente dev'essere nuda


come una frusta.

Non dobbiamo confondere il pensiero dell'epoca moderna


con il pensiero nell'epoca moderna.
Né la letteratura né l'arte.

L'intelligenza alla fine evade sempre.


Ma l'anima umile muore di sete in questo asfalto.

Non ci sono mai stati templi di falsi dèi.


Bensì templi dai quali Dio si è assentato per un giorno.

Le sole leggi biologiche non hanno dita sufficientemente


sottili per modellare la bellezza di un volto.

Quando il potere nobilita invece di corrompere, l'umanità


si inginocchia.

Le generazioni si distinguono meno per le soluzioni che


trovano che per quelle che cercano.

Quanto più vivace e intensa è la nostra percezione del


visibile, tanto più sentiamo la realtà dell'invisibile.

Il diritto del comando è stato il tema centrale della politica


di ieri.
Le tecniche di conquista del comando sono oggi il tema
centrale della politica.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 453

Dove vi siano rotten boroughs8'J almeno quella parte del


parlamento è sana.

La storia si burla delle nostre deduzioni severe quanto dei


nostri dilemmi impervi.

La popolarità di un'idea sta alla sua profondità come


l'estensione di un conceno alla sua intensione.

È meglio curare che prevenire, perché l'imprevisto accade


sempre.

Dove vi è unanimità dobbiamo temere e diffidare.

Lungi dall'essere tutte rispettabili, quasi turte le opinioni


meritano di essere oltraggiate.

Le contorsioni intellettuali di chi crede in un solo tipo di


verità finiscono per rovinargli l'anima.

Il romanzo è fiorito finché il clima è stato propizio


all'individualismo e avvizzisce nella misura in cui gli si volge
inclemente.

L'intersezione della relazione orizzontale amico-nemico con


la relazione verticale superiore-inferiore configura la struttura
politica elementare.
Sperare di abolire una delle due non solo è utopico, ma anche
contraddittorio.

Nulla di più raro, oggi, di un critico letterario a cui piaccia


la letteratura.

Il messaggio uccide l'arte e la decorazione la sotterra.

80/ Nel Regno Unito, i "borghi putridi" erano degli esigui centri rurali soggetti
all'egemonia deUa grande proprietà fondiaria. Avevano un notevole peso elettorale
perché ciascun borgo aveva una rappresentanza parlamentare propria, almeno fmo
alla riformn del 1832.
454 NICOLAS GÒMEZ OAVrLA

Data la preponderanza della stoltezza è naturale che il


democratico si sorprenda quando perde e il reazionario
quando vince.

I portabandiera della libertà celebrati dal XIX secolo sono


risultati essere l'avanguardia del dispotismo industriale.

La posterità trasferisce in modo discreto i grand'uomini


democratici dal trattato di politica al trattato di psichiatria.

Il borghese di ieri si perdonava tutto se la sua condotta


sessuale era rigorosa.

Il borghese di oggi, invece, si perdona tutto se è promiscua.

La posterità è una cena di pochi invitati.


Con pochi anfitrioni.

Il progressista percorre le letterature come il puritano le


cattedrali: col martello in mano.

Il progressista assiste alla messa letteraria allergico


all'incenso, sdegnoso della liturgia, estraneo al sacrificio e
incredulo alla consacrazione.
Attento solo alla predica.

L'arte è il supremo piacere sensuale.

L'invenzione della fotografia ha appiattito la poesia della storia.

La fotografia converte gli avvenimenti in aneddoti.

Per ammettere la grandezza di un personaggio è necessario


bruciare prima la sua fotografia.
L'eroe può essere rappresentato solo dall'immaginazione, nel
marmo o nel mito.

Lo stile non deriva né dall'obbedienza a una regola né


dall'espressione di un temperamento, bensl dalla coincidenza
di un'idiosincrasia e di una norma.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 455

li suffragio universale alla fine non riconosce all'individuo


se non il "diritto" di essere alternativamente oppressore ed
oppresso.

Riguardo allo scrittore contemporaneo sa opinare solo il


compatriota.
Dai morti siamo tutti ad uguale distanza.

Le cose cessano di essere vane quando qualcuno con talento


le dipinge.

La teologia, invece di ermeneutica della religione, è stata un


razionalismo che tratta come sistema di postulati una struttura
di metafore.

In politica il percorso più corto tra due punti non è la retta,


come suppone il progressista, bensì la curva.

Le assurdità politiche si ripetono perché sono espressione


della natura umana.
I successi non si ripetono perché sono un dono della storia.

I problemi gravi non spaventano mai lo sciocco.


Coloro che per esempio si inquietano di fronte al degrado
qualitativo di una società, lo fanno ridere.

La borghesia, come conseguenza della sua intensa e lunga


attività rivoluzionaria, ha ottenuto che a comandarla siano i
suoi inferiori invece dei suoi superiori.

I reazionari si reclutano tra gli spettatori in prima fila di una


rivoluzione.

L'intellettuale democratico può scegliere solo tra essere


domestico della borghesia o servo del proletariato.

La tragedia intellettuale del governante democratico è


l'obbligo di realizzare il programma che aveva proclamato
affinché lo eleggessero.
-156 NlCOLAS GÒMEZ DA VlLA

La storia appartiene in ogni epoca a quelli che per primi


postulano gli assiomi che gli altri finiscono per credere evidenze.

La nozione di progresso è valida in preistoria.


La storia, al contrario, si definisce precisamente come il periodo in
cui tale nozione manca di validità.

La storia ammette alcuni processi cumulativi: quelli molesti.

Il ragionamento cardinale del progressista è bellissimo: il


meglio trionfa sempre, perché si definisce migliore ciò che trionfa.

Il progressismo è conseguenza di una miopia congenita che


ostacola la percezione dell'individualità del valore.

In un universo essenzialmente paradossale l'uomo intelligente


non ha il tempo di annoiarsi.

In ogni epoca l'autentico si concentra in determinati paesi.

L'uomo moderno trarta l'universo come un demente tratta un


idiota.

La natura non possiede la funzione teologica di servire da base


a un ragionamento, bensì da piedistallo a un'epifania.

Rousseau, Thoreau, Tolstoy, Lawrence sono la lunatic fringe8'


della reazione.

La frase deve mostrare maniere fini ma avere spigoli ed essere


breve.

Ogni giorno esigiamo di più alla società per poter esigere


meno a noi stessi.

Non esiste prosa capace dello splendore sporadico o del tedio


consuetudinario della poesia.
81/ Termine in voga ai 1cmpi di Theodore Roosevelt e usato per designare
i membri di movimenti politici o sociali caratterizzati da estremismi o vedute
fanatiche.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 457

Le strutture gerarchiche crollano quando l'uomo, invece


della libera subordinazione, preferisce la violenza che reprime
le insurrezioni servili dell'anima.

La pletora di leggi è indizio del fatto che nessuno sa più


comandare con intelligenza.
O del fatto che nessuno sa più obbedire con libertà.

Essere civilizzato significa piegare i gesti, la sensibilità e


l'intelligenza a un'etichetta vigilante.

Le confidenze non cercano comunicazione tra le anime


bensì complicità assolutoria.

A volte le buone maniere sono un'imitazione accettabile


della carità.

Divertimento volgare od occupazione volgare sono oggi le


uniche attività che non richiedono una discolpa.

Come conseguenza dei progressi tecnici i vecchi


annunciatori di catastrofi stanno cedendo il posto ai testimoni
delle catastrofi annunciate.

Fra egualitari, si tratti di individui o di nazioni, l'inferiore


ottiene persino di essere invitato, ma mai di essere ascoltato.

L'autentica "doppia verità" è la collocazione simultanea


della coscienza nel mondo e del mondo nella coscienza.
Posizioni ineludibili e inconciliabili.

La verità non sta né in quello che troviamo né in quello che


immaginiamo, bensì in quello che immaginiamo con quello che
troviamo.

Le civiltà differiscono radicalmente tra esse.


Di civiltà in civiltà, tuttavia, i pochi civilizzati si riconoscono
mutuamente con un sorriso discreto.
-158 NICOLAS G6MEZ DAVILA

Sociologi, psicologi e psichiatri sono esperti di generalità.


Davanti alle corna taurine del caso concreto tutti sen1brano
toreri anglosassoni.

La ragione non è un sostituto della fede così come il colore


non è un sostituto del suono.

I processi dialettici sono soWoqui scenici che qualunque


rumore del pubblico sconcerta e zinisce.

L'industria moltiplica gli oggetti superflui, come i panegiristi


del Tardo impero moltiplicavano le frasi ridondanti.

L'individuo che mente a se stesso così come la società che


non lo fa imputridiscono presto e muoiono.

Ci sono opinioni che è giusto spazzar via con rispeno,


impugnando però saldamente la scopa.

La rettitudine intellettuale è una virtù che ogni generazione


posteriore presume di praticare per la prima volta.

Non è sempre facile parlare in spagnolo con delicatezza senza


apparire pacchiano o dire cose serie senza apparire pomposo.

Il sinistrorso ribadisce le sue veementi accuse contro la


società con un tenero singhiozzo di compassione verso se stesso.

La frase deve emergere dal vestiario verbale polposa, limpida


e fresca, come un'adolescente che si denuda.

Dobbiamo scrivere solo per l'adolescente che ancora vive


nell'adulto.

L'evoluzione rapida di una società sminuzza le sue


consuetudini.
E impone all'individuo le briglie e la frusta delle leggi al
posto dell'educazione silenziosa delle abitudini.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 459

Ogni mattino che commuove il nostro cuore è il riflesso


dell'alba nella quale entreremo.

La nostra tolleranza cresce col nostro disdegno.

L'immaginazione è la capacità di percepire mediante i


sensi gli attributi dell'oggetto che i sensi non percepiscono.

Solo lo storico che sorride per le sue spiegazioni ci pare


seno.

I sogni volgari qui si compiono.


Ma qui non si annidano quelli che l'adolescente sogna sotto il
fogliame opprimente dell'estate.

Il fervore dell'anima nobile può sbagliare oggetto senza


sbagliare la rotta.

La letteratura si disonora quando si propone di influenzare


invece di intrattenere.

Il tema dello scrittore autentico sono i suoi problen1i; quello


dello scrittore spurio sono i problemi dei suoi lettori.

Il politico democratico, avvezzo a vendersi agli elettori,


acquisisce l'abito di vendersi a qualsiasi offerente.

Il sacerdote progressista trasforma in crisi della Chiesa le


fermentazioni del proprio sangue.

Chi chiede che la letteratura compia funzioni sociali le sta


dettando ipocritamente una sentenza di morte.

La popolarità non infanga lo scrittore finché non è dovuta


alle idee che attacca o che difende.

L'enfasi è il vizio comune ali� letteratura del XIX secolo e a


quella del XX.
Enfasi nell'ergersi, ieri.
Enfasi nel rannicchiarsi, oggi.
460 NICOLAS GOMEZ DAVILA

La letteratura ha spesso bisogno di un salasso di aggettivi.

Il poeta tradotto ha più ammiratori che i suoi stessi


componimenti.

Dal filosofo dobbiamo esigere che non dipinga le parti


invisibili del modello che copia.

La libertà è il prodotto dell'aggiustamento imperfetto tra i


componenti della macchina sociale.

Dobbiamo rispettare i due poli dell'uomo: individuo


concreto, spirito umano.
Ma non la sua zona media di animale opinante.

Le nostre conoscenze di patologia sociale sono così


sommarie che la febbre in questo ambito pare a molti un
sintomo di salute.

Affinché l'uomo avverta il mistero che vaga per il mondo


conviene designarlo, secondo l'anno e il secolo, o con sostantivi
o con aggertivi o con verbi o con semplici interiezioni.

Esiste un mistero negativo, ombra della nostra ignoranza.


E un mistero positivo, ombra della realtà.

Più che la nostra condotta, è il nostro essere ciò per cui


abbiamo l'incomprensibile dovere di pentirci.

L'artista vorrebbe che la gloria fosse un'ossessione


da amante, quando invece è nel migliore dei casi un
ringraziamento da commensale.

Per parlare di ciò che è eterno è sufficiente parlare con


talento delle cose quotidiane.

La coerenza dei nostri princìpi deve affiorare solo nella


piega delle nostre frasi, così come la buona educazione solo
nella piega dei nostri gesti.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLfCITO 461

Caos, Gaia, Eros.


Le cosmogonie scientifiche si sono dovute accontentare
semplicemente di dare nomi meno pittoreschi alla trinità di Esiodo.
Serio è ciò che gli uomini seri credono un gioco.

La mente dell'individuo non "evolve".


Orchestriamo soltanto, con maggiore o minore talento, i temi
con i quali nasciamo.

Tutto è storia ma non tutto è cronologia.

I problemi moderni non richiedono una soluzione ma un


aborto.

La vita attiva non sfocia nelle acque di un mare bensì nelle


sabbie di un deserto.

Solo lo stupido vede in bianco e nero i conflitti tra individui.


Solo l'uomo intelligente vede in bianco e nero i conflirci tra idee.

La capacità di sopravvivere in determinate condizioni è


prova dell'inferiorità di chi ci riesce.

Asseverare che lo sviluppo culturale si sostituisce nella


storia all'evoluzione biologica è una tesi che sa di ideologia.
La società umana sembra in effetti un meccanismo che accelera
il processo selettivo mediante regole sociali che, direttamente o
indirettamente, distruggono o difendono repertori genetici.

Dobbiamo deplorare meno l'oscenità del romanziere


attuale che la sua sventura.
Quando l'uomo diventa insignificante, copulare e defecare
diventano attività significative.

Ignoriamo le condizioni della comparsa del valore, però


conosciamo quelle che impediscono che compaia.

La nuova sinistra congrega coloro che confessano


l'inefficacia del rimedio senza smettere di credere nella ricetta.
462 NICOLAS G6MEZ DAVILA

L'uomo è una forza selettiva, però non produce forze


motrici.

L'uomo può scegliere il valore che vede, ma non può vedere


il valore che vuole.

Le decadenze non derivano da un eccesso di civiltà, bensì


dal tentativo di utilizzare la civiltà per eludere le proibizioni
delle quali consiste.

Il progressista intelligente scopre troppo tardi che il


progresso non è ciò che entusiasma il progressista intelligente,
ma ciò che entusiasma il progressista sciocco.

L'uomo moderno accetta qualunque giogo, sempre che sia


impersonale la mano che lo impone.

La discriminazione sembra odiosa al falso monetiere.

All'intellettuale indignato per "l'imborghesimento del


proletariato" non sowiene mai di rinunciare a quelle cose il cui
godimento da parte del proletariato lo fa inorridire come prova
di imborghesimento.

Poche generazioni sono sufficienti a rendere impercettibile


il mero talento.
Il talento è un articolo negoziabile solo tra contemporanei.

Non è mai troppo tardi per qualcosa che non è veramente


importante.

Lo scetticismo è l'ascetica veglia d'armi per la crociata.

Non c'è verità che non sia lecito strangolare se deve ferire
chi amiamo.

Senza latino e greco è possibile educare i gesti


dell'intelligenza ma non l'intelligenza stessa.
ESCOLIOS A UN TEXTO LMPLICITO 463

Di fronte alla pienezza silente della semplice creazione


estetica la filosofia deve genuflettere in silenzio la propria
tiritera.

Le "due culture" attuali non sono quella letteraria e quella


scientifica, bensì quella che loda l'uomo moderno e quella che
lo accusa.

Col declino dell'individualità i problemi etici scompaiono a


favore di semplici conflitti sociologici.

L'arte è lo strumento che ci fa impadronire del mondo


senza trasformarlo in cadavere.

Fintantoché i divertimenti sono sufficientemente volgari


nessuno protesta.

L'apparenza non è velo, ma veicolo della realtà.

Per civilizzare il popolo bisogna fornirgli alvei, non cause.

Tutto nel Medioevo - da una chiesa romanica o una


relazione feudale fino a un calvario gotico o un pellegrino di
Canterbury - è vigoroso, sensuale, concreto.
Perché l'uomo medioevale sentiva la trascendenza come un
attributo percettibile dell'oggetto.

L'emblema del pensatore non è la conocchia ma l'arpone.

Non dobbiamo lamentarci del suolo in cui nasciamo, ma


della pianta che siamo.

L'ordine è inganno.
Ma il disordine non è una soluzione.

Senza la funzione emotiva del linguaggio non sarebbe


possibile riferirsi alla totalità dell'oggetto.

La letteratura è la scienza della qualità.


46-1 NICOLAS GÒMEZ DAVJLA

Se gli uomini nascessero uguali inventerebbero la


disuguaglianza per ammazzare la noia.

Non è possibile girare il mondo ed essere al contempo


intelligente.
I.:intelligenza è una questione di "sedute".

Dobbiamo confidare solo in ciò che l'uomo non può


trasformare.

Non dobbiamo accontentarci di imbalsamare gatti se


abbiamo imparato ad essere tassidermisti di qualsiasi felino.

Come mantenere una tradizione? Non parlando di essa.

La prosa non sottomessa ad una disciplina equivalente al


metro non si può leggere due volte.

Per l'artista autentico la gloria non è il chiasso degli elogi,


bensì il silenzio terribile dell'istante in cui ha creduto di
cogliere nel segno.

Quando l'opinione pubblica comincia a preoccuparsi di


qualche argomento, la storia sta già pensando a qualcos'altro.

I.:invasione della tecnica non ha ucciso gli dèi minori, ma li


ha spaventati.

I.:arte rivoluzionaria finisce per adornare i saloni dei ricchi


negozianti di ferramenta.

Scienza è ciò che non arriva all'intimità di nulla.

I.:eugenismo fa inorridire chi teme il suo verdetto.

I due problemi cardinali del mondo attuale, espansione


demografica e deterioramento genetico, sono oggi insolubili.
I principi liberali vietano la soluzione del primo e i principi
egualitari la soluzione del secondo.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 465

Trattandosi di qualcosa di fondamentale, ciò che è razionale


non è dimostrare, ma mostrare.

I responsabili dei grandi interessi spirituali possono essere


buoni o feroci, ma non affabili.

Nel menzionare l'anima non pretendiamo di risolvere un


problema, bensì cerchiamo di non nascondere disonestamente
un mistero.

Nella sintassi sociale la frase perfetta è quella che contiene


solamente subordinazioni asindetiche.

L'immaginazione avvizzisce in una società le cui città


mancano di giardini recintati da alte mura.

Accettando di buonumore la nostra mediocrità, il


disinteresse con cui godiamo dell'intelligenza altrui ci rende
quasi intelligenti.

Un tempo le lingue si corrompevano per opera e grazia dei


contadini ignoranti.
Oggi si corrompono per pedanteria e incuria dello specialista
incolto.

Non dobbiamo confondere il credere con il credere di


sapere.
Un modo di sapere con una congettura mascherata.

Lottare contro un'idea può essere inutile ma non assurdo.


Contro una mentalità, invece, non si può lottare.
Bisogna attendere che muoia.

La filosofia non ha la funzione di trasformare un mondo


che si trasforma da solo.
Bensì quella di giudicare quel mondo trasformato.

Anche essendo atei è necessario inoltre essere sciocchi per


sperare che qualcosa di terrestre ci colmi.
466 NICOL/\S GÒMEZ DA VCLA

L'uomo intelligente deve eludere il maneggio di idee che gli


sono troppo grandi.

Certe proposizioni ci paiono contrarie semplicemente


perché il nostro vocabolario manca di certe sfumature.

Sempre che prendano una determinata scorciatoia, la


natura si lascia sorprendere dai più incredibili imbecilli.

Ogni restaurazione è un giacobinismo invertito.

La verità di una metafisica dipende dal fatto che sia pensata


come metafora.

Il politico è stupido quando non indovina chi vince.


Il contemplativo lo è quando non discerne chi dovrebbe
vincere.

Finché un libro non ha perso la propria attualità nessuno sa


se è importante.

Nella steppa rasa l'individuo non trova riparo contro


l'inclemenza della natura, come neppure nella società
egualitaria un riparo contro l'inclemenza dell'uomo.

Quelli che come me intenzionalmente ripetono, alla fine


hanno meno eco di coloro che pretendono di innovare.

Possiamo essere personalmente mediocri, ma di buona


famiglia spirituale.
Oppure importanti e di mezza tacca.

Che i vangeli siano riflesso della Chiesa primitiva è una tesi


accettabile per il cattolico.
Ma letale per il protestantesimo.

Mentre il protestante dipende da un testo noi cattolici


siamo il processo in cui il testo è nato.

Alla sua morte Cristo non lasciò documenti ma discepoli.


ESCOLIOS A UN TEXTO L\IIPLICITO -167

Nel perdere la propria funzione pubblica di atto


commemorativo e didattico per tramutarsi in ornamento da
parete borghese, la pittura ha iniziato con smagliante maestria
il suo decadimento in arabesco.

Se invece di "razionale" si fosse sempre usato il suo


definiens82, cioè zweckdienlich8> , ci saremmo risparmiati
tonnellate di retorica.

Comprendere significa trovare la conferma di qualcosa di


previamente intuito.

Gli altri mi devono quello che mi hanno promesso, e non


quello che credo mi debbano promettere.
Sul cadavere di questa ovvietà, immolata come vittima
propiziatoria agli dèi infernali, si basano le fondamenta del
pensiero di sinistra.

La carità è la fonte etica del diritto.


Mi appello alla carità del passante affinché si imponga il dovere
che si convertirà nel mio diritto.
Se il viaggiatore se la svigna, non posso protestare contro la sua
ingiustizia.
Quandanche io possa gridare il suo peccato.

L'industria moderna è l'insieme delle attività che procurano


arricchimento e ascesa sociale a coloro che dovrebbero
occupare solo cariche servili.

Lo scemo crede che una proposizione sia necessariamente


erronea quando risultano erronei gli argomenti con cui alcuni
la sostengono.

Affinché la società fiorisca si richiede uno Stato debole e un


governo forte.

82/ Il de/inie11s è l'espressione tramite la quale si dà In definizione del


defi11ie11d11111, che è l'oggetto da definire.
83/ Conveniente, adeguato, opportuno.
468 NTCOLAS GÒMEZ OAVILA

L'istituzione che non si accontenta di un'efficacia fugace


deve rivestirsi di sfarzi ed orpelli.

Quello che non sa affascinru:e la nostra immaginazione non dura.

Decorazione e fruizione sono mete legittime dell'arte, ma


l'esibizione non lo è.

Lo storico, così come il grammatico, non è chi applica le


regole ma chi conosce le eccezioni.

Una brusca espansione demografica ringiovanisce la società


e incrudisce le sue stupidaggini.

Per difendere, l'intelligenza deve stare all'erta su tutti i


bastioni.
Per assaltare le è sufficiente una postierla dimenticata.

Siamo compatrioti solo di chi condivide con noi lo stesso


repertorio di riferimenti.

Nelle arti esistono visioni espressive e solo sistemi


deformanti.

L'anima nobile preferisce il pericolo del tradimento alla


salvaguardia della diffidenza.

L'attuale opulenza della corruzione non sorprende o atterra


il cristiano.
Noi cristiani siamo esperti di decadenze.

La schiavitù non ha altra alternativa duratura che il


vassallaggio.

Non è nobile l'anima che nulla può ferire ma quella che


presto si sana.

Certe professioni diventano inutili quando correggono ciò


che lo scemo chiama i suoi vizi professionali.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 469

Se vogliamo che qualcosa duri, facciamolo bello, non


efficace.

L'anima un po' fine si vede obbligata spesso a facilitare la


menzogna al proprio interlocutore.

Non c'è alba più desolata di quella cli un'utopia.

Il marxismo libera gli incolti dall'oppressione culturale


mettendo un vocabolario coerente e appiccicoso al servizio
della loro incultura.

La cultura presume che moriremo educandoci, a


prescindere dall'età alla quale spiriamo.

Educare un giovane non consiste in familiarizzarlo con la


sua epoca, ma fare in modo che la ignori il maggior tempo
possibile.

L'uomo ha tanta anima quanta crede cli averne.


Quando quella credenza muore, l'uomo diventa oggetto.

Per aver creduto vive le figure di cera fabbricate dalla


psicologia, l'uomo ha cominciato a perdere la conoscenza
dell'uomo.

L'eternità è lo stato cristallino delle nostre fugaci e brevi


emozioni nobili.

La società si trasforma in un ibrido tra una prigione ed


un ricovero quando la felicità del cittadino è una meta del
governante.

Alla felicità di coloro che più amiamo ci è dato cli


contribuire soltanto con una tenerezza silenziosa e
un'impotente compassione.

La democrazia usa il liberalismo come esca.


470 NICOLAS GOMEZ DAVILA

La fotografia ci mostra come l'imbecille vede il mondo.

La città moderna non lascerà altro che cloache agli


archeologi futuri.

Il À'IX secolo non raggiunse che una sola costruzione etica


di alto stile: l'ufficialità prussiana.

La sinistra è una strada rettilinea, sprezzante del paesaggio.


La reazione è un sentiero curvo fra le colline.

Non è in mezzo al fango dove la vita ci immerge


costantemente, bensì in mezzo alla banalità.

La società moderna rispetta solo la scienza quale fornitrice


inesauribile delle sue avidità.

La fine di una civiltà si annuncia quando le sue finzioni


sembrano frodi.

Il miracolo non è una rottura tra i fatti, ma una loro fugace


trasfigurazione.

Fomentare artificialmente le cupidigie per arricchirsi


soddisfacendole è l'imperdonabile delitto del capitalismo.

Già da tempo il capitalismo ha seppellito i suoi nemici.


Oggi muore circondato da eredi.

Nella cappella dell'anima moderna ci sono i rintocchi a


morto.

I liberatori hanno forgiato più catene all'umanità che i suoi


carnefici.

Il mondo moderno ha già le crepe e scricchiola


sufficientemente affinché ci passi lo spavento che esso non crolli.

L'uomo si crede perduro tra i farti quando invece è solo


ingarbugliato nelle proprie definizioni.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO -Hl

Raschiando la pittura non troviamo il senso del quadro, ma


una tela bianca e muta.
Allo stesso modo non è frugando nella natura che troveremo il
suo senso.

Quando lo specialista si mette a speculare, la filosofia


arrossisce.

Dall'ammutinamento associazionista che fece a pezzi il


soggetto tran1ite un'agglomerazione di frammenti, i capitoli
della storia della psicologia sono episodi della restaurazione del
soggetto sul trono della sua unicità e attività.

Le virtù senza cortesia sono di lignaggio etico inferiore


rispetto ai vizi cortesi.

Si definisce comunista colui che lotta affinché lo Stato gli


assicuri un'esistenza borghese.

Dobbiamo evitare qualsiasi metafisica della natura finché


sarà possibile scegliere solo tra un rozzo fisicalismo e un
insipido vitalismo.

Bisogna Ìn1parare ad ammirare ma non a fingere di


ammirare.

Esistono norme del buongusto, però non possiamo


conoscerle.
Possiamo solo applicarle.

I nostri progetti devono essere modesti; le nostre speranze


smisurate.

La natura umana coglie il progressista sempre di sorpresa.

Il politico non sbriga con serietà se non le faccende banali.

L'attivismo è l'asilo di colui che non ha un posto dove stare


né dove andare.
472 NICOLAS GOMEZ DAVTLA

La libertà legale cli espressione è cresciuta parallelamente alle


seivitù sociologiche del pensiero.

Gesù Cristo è l'w1ico pW1to nella storia dove assiologia e


ontologia si fondono.

L'individuo oggi non costruisce se stesso con gli universali


che assume, bensì svanisce in essi.

L'albero dell'Occidente è fiorito nel XX secolo.


Dalla prin1avera cli quei cento anni, tuttavia, non ha avuto linfa
per nuovi rami.

Il denaro sgorga senza macchia solo dalla spada o dal grano.

L'idea non è somma cli vari fatti 1:1a possibile dimensione cli
alcuni cli essi.

Se lo svilimento spaventasse l'uomo come la morte, il


consenso assiologico sarebbe tanto universale quanto quello
scientifico.

La scienza politica è l'arte cli dosare la quantità cli libertà che


l'uomo sopporta e la quantità cli schiavitù cli cui ha bisogno.

Le infanzie rurali hanno predominato sino a ieri.


Però che cosa possiamo aspettarci da chi non custodisce un
odore cli terra umida nell'anima?

Il tedio è l'impronta della trascendenza scomparsa.

Chiamiamo insignificante ciò che ha solo W1 significato


immanente.

La trascendenza che si infiltra nelle cose è il sale che


insaporisce la loro insipidezza.

Col sesso e la violenza non si rimpiazza la trascendenza esiliata.


A chi perde Dio non rimane nemmeno il diavolo.
ESCOLIOS A UN TEXTO lMPL(CJTO 473

Ci sarà bisogno dei venti di una nuova era glaciale per spazzar
via l'odore di sperma che comincia ad aleggiare sul mondo.

Non esiste "ideale" che sia sopportabile per più di qualche


giorno.

La comunità linguistica dello scrittore non è il gruppo di


parlanti effimeri che lo circondano, ma la storia della letteratura
alla quale appartiene.

La cultura si intim idisce e si nasconde quando sono dei


funzionari quelli che le passano il pane quotidiano.

I requisiti per guardare con intelligenza mi interessano quasi


di più di ciò che vediamo.

Certe dottrine sono mere ideologie compensative dello


sgorbio che l'ideologo vede guardandosi allo specchio.

Il dolore forgia, ma solo il conflitto etico può educare.

Colui che insegna finisce per credere di sapere.

Non dobbiamo confondere la possibilità della prova con


l'autenticità del!'evidenza.

Imparando ad ammirare ci curiamo dai vizi della mediocrità.

Le sfumature sono state estromesse dal mondo come da


qualsiasi manifestazione pubblica.

Stupido è chi ha opinioni sui luoghi comuni del momento.

Chi perdona tutto perché tutto comprende, semplicemente


non ha capito nulla.

Più che il prestissimo della sinfonia occidentale, gli ultinii


due secoli sembrano la confusione sul palco dei musicisti che
se ne vanno.
474 NICOLAS GÒMEZ DAVILA

Le rivoluzioni si dondolano tra il puritanesimo e la crapula


senza sfiorare il suolo civilizzato.

La rivoluzione è il periodo durante il quale si è soliti


chiamare "idealisti" gli atti che qualunque codice penale
castiga.

Quando non ha altro habitat che le università lo spirito


genera a fatica, come le belve prigioniere.

Il sinistrorso modifica le sue definizioni per persuaderci di


aver trasformato le cose.

La tanto menzionata "trasformazione del mondo" sta


risultando una mera adulterazione del vocabolario.

Quando la marea religiosa scende, il fetore delle anime si


diffonde.

I:intelligenza sarà sempre Chiesa delle catacombe.

I:uomo, nonostante tutto, rispena maggiormente chi riesce


ad avere un difeno in meno che chi riesce a produrre una spiga
in più.

Se la Chiesa si trasforma in partito politico le porte


dell'inferno vomiteranno tanti elettori quanti ce ne sarà
bisogno per prevalere su di essa.

Quando l'oggetto perde la sua pienezza sensuale per


convertirsi in strumento o in segno, la realtà svanisce e Dio
scompare.

La verità non è interessante finché l'immaginazione non la


stilizza.

Opera d'arte, oggi, è qualunque cosa sia venduta cara.

La tesi di laurea dello storico deve consistere nelle esequie


di qualche generalizzazione storica.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 475

Costa meno fatica saltare l'abisso che ci separa da certi esseri


che attraversare la tediosa pianura che ci separa da certi altri.

Della ragione non abusa nessuno.


Del suo nome, molti.

Il compito di riformare i nostri postulati non è opera della


ragione e neppure della volontà.
Bensì dell'intelligenza.

La mentalità moderna che crede di viaggiare verso le


nebulose è ancora qui in orbita dai tempi dell'Enciclopedia.

L'innovazione, nelle arti, si è rivelata un adeguato sostituto


commerciale del talento.

Le scuole, le dottrine, gli stili si moltiplicano da cent'anni a


questa parte: proteismo dell'arte nelle grinfie della morte.

Ecumenismo e indifferentismo sono rime dello stesso


distico.

Fintantoché lo storico del pensiero non saprà distinguere


tra la ragione e ciò che ha usurpato il suo nome non si potrà
scrivere la storia moderna.

Il pubblico non si entusiasma se non con libri recenti e idee


appassite.

Solo i grandi nascono col diritto di sdegnare. Noi invece


dobbiamo conquistarcelo.

Le scienze astratte convengono al giovane.


L'adulto si muove in una realtà così frondosa e densa che, se è
intelligente, solo il mito lo soddisfa.

Finché non sarà dimostrata l'inesistenza della coscienza


e della volontà sarà inutile rinchiudere l'uomo nel recinto
dell'immanenza.
Il ladro è dentro.
476 NTCOLAS GÒMEZ DA VTLA

Chi si aspetta dalla cultura quello che può dare solo l'etica
o dall'etica quello che può dare solo la religione rimarrà
sgradevolmente sorpreso.

Un granello di ironia impedisce che l'indignazione ci


avveleni.

Molti non riescono a giacere con una verità senza lasciarla


gravida di errori.

La storia moderna è il dialogo fra due uomini: uno che


crede in Dio e un altro che si crede Dio.

La storia manca di interesse se non ha altro sfondo che la


stolida magnificenza della notte stellata.

Qualunque sia la società in cui nasce, lo scrittore è sempre


un forestiero.

Esiste gente così candida che le conclusioni di una


monografia sociologica la sorprendono.

La struttura dell'opera d'arte è una semplice impalcatura


quando l'autore la organizza deliberatamente.

L'individuo è meramente un candidato al rango di anima.

Non parliamo di rispettare dove dobbiamo solo compatire.

Finché si continuerà a frugare senza posa tra le macerie


dell'anima occidentale, in quelle rovine non nasceranno
neppure i denti di leone.

Gli uomini si suddividono in coloro che si complicano la


vita per guadagnarsi l'anima e coloro che spendono l'anima per
facilitarsi la vita.

L'uomo è stato fatto per vivere come un villano ripulito.


Non come un professionista ben pagato e neppure come un
ricco industriale.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 477

Soltanto per Dio siamo insostituibili.

Quando gli scrittori di un certo secolo non possono scrivere


altro che cose noiose noi lettori cambiamo di secolo.

Dobbiamo esaminare con cautela le parole che adottiamo


per evitare che ci trascinino verso campi lessicologici i cui
postulati concettuali sono inammissibili.
Crediamo di sposarci con parole orfane e ci risvegliamo legaci
da parentele meschine.

Non è dalla matematica che dobbiamo preservare le scienze


umane bensì dagli appassionati di matematica.

Entro la pura immanenza rutto è mero esserci.


Senso e trascendenza sono sinonimi.

La pigrizia dell'intelletto suol essere l'unico contrappeso


alla demenza umana.

Occultando le contraddizioni che esso racchiude, il


discepolo banalizza il pensiero del maestro.

L'importanza profana della religione sta meno nella sua


influenza sulla nostra condotta che nella nobile sonorità con
cui arricchisce l'anima.

Sentimentalista è chi adotta un sentimento per il fatto che


l'opinione pubblica lo applaude.

Oggi si riesce a screditare qualunque individuo


attribuendogli una virtù qualsiasi.

Ci sono parole per ingannare gli altri, come "razionale".


Ed altre, come "dialettica", per ingannare se stessi.

Lo svilimento è l'attuale prezzo della fraternità.

I lessici specialistici delle scienze umane servono per


spaventare il lettore.
478 NICOLAS GÒMEZ OAVll,A

Nelle scienze umane la sofisticazione tecnica e l'ingenuità


intellettuale crescono correlativamente.

Il cristianesin10 è un'insolenza che non dobbiamo


mascherare d'amabilità.

La Lettera ai Romani è il focus classicus delle relazioni fra


l'assiologia e l'ontologia.
Impotenza dell'uomo per realizzare il valore, ma non per
eseguire gli ani nei quali il valore si realizza.
Legge del verso e Grazia della poesia.

Il mondo moderno non sarà castigato.


Esso stesso è il castigo.

La "verità" che la nostra anima brama è quella di una


sensazione che dura.

La modernità è ciò che resta dopo l'assassinio della poesia.

La "chiarezza" è propria cli ogni lingua durante l'apogeo


politico dei suoi parlanti.
L'oscurità verbale è il riparo del pretendente o del
detronizzato.

L'austerità scientifica ci evita l'errore nelle scienze naturali.


E nelle scienze umane il successo.

Dopo pochi minuti di chiacchierata, di poche persone


rimane qualcosa di più di una vinaccia spremuta.

Essere intelligente senza concetti è il privilegio dell'artista.

I libri scientifici di una stessa epoca sono intercambiabili.


La superiorità di alcuni non è di ordine scientifico.

I lessici specialistici permettono di parlare con precisione


nelle scienze naturali e travestire banalità nelle scienze umane.
ESCOLIOS " UN TEXTO IMPL!crro 479

Dato che la Chiesa si impegna nell'adottare idee profane


preghiamola di non adottare quelle sciocche.

Chiamiamo bellezza di un idioma la destrezza con cui


certuni lo scrivono.

Quando sono riverenti le nostre mani ungono ciò che toccano.

Anche nel grande poeta la poesia è solo un incidente.

Non è di inanizione che lo spirito a volte muore, ma di


scorpacciate di banalità.

All'assoluto è necessario riferirsi mediante segni temporali


così come alla persona amata mediante segni universali.
Però la storicità del segno non rende vano l'assoluto né la sua
universalità rende vana la persona.

L'anima non è nel corpo bensì il corpo in essa.


Ma è nel corpo dove la palpiamo.
L'assoluto non è nella storia bensì la storia in esso.
Ma è nella storia dove lo scopriamo.

Dopo svariate stagioni di urbanismo alternate da vari


intermezzi di guerra, il contesto rurale e urbano dell'era colta
sopravvivrà solo in atlanti linguistici e in dizionari etimologici.

Cerci naturalisti ignorano ancora che i proletariati sono le


crisalidi delle borghesie.

Un po' di destrezza riesce ad evitare i peggiori neologismi


ed aggiunge mediante il contesto nuove sfumature al vocabolo.

Tutto finisce nel commercio.

Accontentiamoci di analizzare l'ordito della storia senza


pretendere di trovare le mani che lo intessono.

Oggi si definisce "avere senso comune" non protestare


contro ciò che è abietto.
480 N!COLAS G6MEZ DAVILA

Possiamo rispettare tesi che rifiutiamo sempre e quando


non siano sostenute con fatti adulterati.

Chi affronta "senza pregiudizi" un tema qualsiasi dice


soltanto sciocchezze.

Non è a decorare il luogo della nostra attuale prigionia che


l'intelligenza si deve consacrare, bensì a favorire con tutti i
mezzi la nostra fuga.

Nella misura in cui l'anima si prosciuga cresce il numero di


parole che sonnecchiano dismesse nei dizionari.

Redimeranno la città moderna solo le ortiche che


cresceranno tra le sue rovine.

Ciò che è banale, nelle religioni, è il veicolo prediletto di ciò


che è importante.

Per conoscere che cosa ci alimenta nel cristianesimo è


sufficiente notare che cosa ci va di traverso.

Chi riforma un rito ferisce un dio.

Da vari secoli la Chiesa apre e chiude le sue porte fuori


orar10.

La teologia balbettante ci trova più attenti di quella


insistente.

Svariate tesi marxiste sembrano attribuzioni apocrife di


avversari disonesti.

Essere marxisti sembra consistere nell'esimere


dall'interpretazione marxista le società comuniste.

Il rivoluzionario imparerà un giorno che le rivoluzioni


potano invece di estirpare?
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLfCITO 481

Un paesaggio non risale che al primo sguardo di occhi affini


ai nostri.
Questi paesaggi sono ancora crudi e inospitali perché appena
quattro secoli hanno fatto scivolare su di essi il loro sguardo.
Altri occhi un tempo li videro.
Occhi che vedo brillare nella nostra ombra, ostili o docili, ma
mai fraterni.

Avventure diverse ad identico protagonista oppure


identica avventura a protagonisti diversi: chi passa dalla prima
interpretazione alla seconda scopre la storia.
...e la differenza tra il romanzo e il/euilleton.s.,

Lo storico inganna anche occwtando lo splendore di cerri istanti.

L'imparzialità dello storico non deve consistere nel non


discriminare in modo definitivo.

Alla miseria del popolo si può sacrificare tutto.


E nulla si deve sacrificare alla sua avidità.

Non dobbiamo capitolare con l'istinto e neppure


rimpiazzarlo con delle regole.
Civilizzarlo, piuttosto.

Non dobbiamo imitare chi sistematizza al fine di


nascondere il proprio disordine: dobbiamo disordinare per
sfumare il nostro sistema.

Gli anni climaterici della storia non sono la risultante di


molteplici fatti, bensì la manifestazione, mediante quei fatti, di
una nuova posizione dell'uomo di fronte al mondo.

Un ambiente sessuale, collettivista, industrioso caratterizzò


il predominio della femmina presso l'orda arcaica.
Scomparso il predominio virile fondato dal cavaliere, la società
individualista e guerriera degli ultimi millenni ritorna alla
propria viscosa matrice primitiva.

84/ Romanzo d'appendice.


482 NICOLAS GÒMEZ DAVlLA

La pedagogia moderna non coltiva e non educa; meramente


trasmette nozioni.

Lo scrittore dovrebbe partire dal senso, il lettore dalla parola.


Solitamente, tuttavia, lo scrittore parte dalla parola e il lettore
dal senso.

Non ho preteso il rigore di una dottrina ma la flessibilità di


un atteggiamento.

In ultima istanza nessuno né nulla perdona.


Eccetto Cristo.

L'uomo non si trova gettato soltanto tra oggetti. È anche


immerso tra esperienze religiose.

La religione non è una dissertazione esplicativa ma un fatto


inspiegabile.

Il paese industrializzato è quello in cui i fiumi non fanno


annegare, bensl avvelenano chi fa il bagno in essi.

Non si arriva a Dio in ogni epoca per lo stesso cammino.

I precetti etici moderni sono inviti all'impudenza.

La natura risuscita nelle mani della metafora.

La lentezza è la matrice della qualità.

I privilegi sono eticamente irrinunciabili.

La storicità radicale non sopprime le norme ma solo le


formule.
La storicità del mondo costringe a una responsabilità sempre
all'erta.

Il XX secolo non ha saputo correggere l'anarchia stilistica


del XIX se non con il dispotismo di un programma stilistico
deliberato.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLfCITO 483

La coerenza del dottrinario finisce per essere un fenomeno


semplicemente linguistico.

Gli intellettuali, quando muoiono, vanno nel limbo.

Persino il demonio sembra aver abbandonato l'uomo


attuale.

Dobbiamo rettificare la nozione di ispirazione scritturistica


ricordando che si parla sempre di sacre, non di divine scritture.

L'ordine è quello che deriva spontaneamente da una norma.


Non quello che alcune regole impongono.

Stile significa ontologicamente differenza, e


assiologicamente significa un livello specifico di qualità
estetica.

L'intelligenza è poca cosa se l'anima intera non pesa su di


essa come sulla sua punta.

La lealtà ad un'idea culmina in catastrofe o degenera in


acrobazia semantica.
Non dobbiamo giurare lealtà incondizionata se non a persone.

Quando vengono istituzionalizzate, le dottrine finiscono


per sostenere che in fondo insegnano il contrario di quello che
sembrano predicare.

Chi è carente di vocabolario per analizzare le proprie idee


le battezza intuizioni.

La popolarità di una filosofia dipende dalla sua attitudine a


convertirsi in semplice automatismo.

L'uomo crede che qualcosa duri perché da bambino vede


che tutto dura.

Dobbiamo imparare ad accompagnare nei loro errori coloro


che amiamo senza diventarne i complici.
484 NICOLAS GOMEZ OAVILA

La sapienza, per non smarrirsi, sa di dover camminare con


gli occhi bendati e le braccia conserte.

L'attualità sceglie le letture allo stupido.

Per castigare un'idea gli dèi la condannano ad entusiasmare


lo stupido.

L'uomo può "alienarsi" tanto nella libertà e nella cultura


quanto nella schiavitù e nell'ignoranza.

Il simbolo autentico non ha carattere simbolico bensì realtà


individuale.

Di fronte a eh.i è veramente grande non ci sentiamo mai


umiliati, ma misteriosamente affini.

Non invochiamo Dio come rei ma come terre riarse.

Il relativismo assiologico è riflesso difensivo delle epoche


che intuiscono la propria bassezza.

Per comprendere qualunque idea importante bisogna


prenderla d'assalto.

La maturità politica consiste nel rifiutare ogni fine che non


sia operazionalmente definito.

La classe ontologica si definisce, la classe assiologica si


intuisce.

L'idea poetica non è quella che potrebbe servire per una


poesia, ma quella che è servita.

Ogni tipologia di attività umane, se non abdica in storia,


finisce in caos terminologico.

I miglioramenti sociali non provengono da forti scosse


bensì da lievi spintarelle.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 485

Il romanzo attuale rimpiazza le tediose allegorie etiche di


ieri con tediose allegorie sociologiche.

Le opere d'arte sono "rappresentazioni" più esatte della


realtà piuttosto che la filosofia o la scienza, perché queste sono
ambigue come essa.

Non è possibile sperare più nulla quando lo Stato è l'unica


risorsa dell'anima contro il proprio caos.

Le tesi filosofiche non muoiono come spropositi smentiti,


ma come malinconici porti incagliati nell'entroterra.

L'immaginazione storica è l'unica sorgente in tempi di


siccità.

Non esiste essere che una quantità sufficiente di banalità


non riesca a colmare.

Il nwnero di quelli che desistono dalJ'emendarci


fortunatamente cresce nella misura in cui invecchiamo.

Le essenze intellettuali più nobili risultano dalJa


distillazione di un'esistenza mediocre da parte di
un'intelligenza incandescente.

Nelle mani audaci la vita deposita solo poche gocce di


retorica.

La crescente libertà dei costwni nella società moderna non


ha soppresso i conflitti domestici.
Ha soltanto tolto loro dignità.

Dio è il creatore, non la causa prima.


Non è il termine che inizia le serie, ma un termine esterno ad
esse.

Se l'industria moderna non è ancora riuscita a fabbricare


corpi è già riuscita, invece, a fabbricare anime.
486 NICOLAS GÒMEZ DAVILA

In un ambiente intensamente civilizzato i fiori supremi non


fioriscono.

Rimproverare un terremoto può essere grottesco, ma


adularlo è sciocco e vile.

Per essere un grande oratore è necessario associare ad un


portamento serio un'intelligenza poco seria.

Le grandi trasformazioni sociali non si possono studiare


finemente se non attraverso episodi banali.

Qualunque tema diventa insipido quando lo disinfettano


dall'etica.

Entia non sunt praeter necessitatem multiplicanda8� è il


lemma di chi pensa per agire.
Il lemma di chi pensa per comprendere è entia non sunt temere
minuenda. 86

La falsità di un'opinione che ci ripugna è sufficiente per


consolarci anche della sua vittoria.

Il popolo adotta persino opinioni raffinate se gli vengono


predicate con argomenti rozzi.

Le epoche mediocri che non si rassegnano alla loro


mediocrità commettono tante ridicolaggini quanti sono gli
individui mediocri che non si rassegnano alla propria.

Per innovare una tradizione senza fratture dobbiamo


liberarci dai nostri predecessori immediati vincolandoci ai
nostri predecessori remoti.

Le virtù al servizio di errori non meritano la compiacenza


intenerita con cui il sentimentalismo flaccido le guarda.

851 Gli enti non devono essere moltiplicat.i oltre 13 necessità.


86/ Non si devono diminuire gJi enti con leggerezzn/awentatamente.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 487

Quando il lirismo si degrada in soliloquio forse una dose di


didactismo lo può salvare.

La lirica moderna è diventata una trascrizione metaforica di


miagolii da intellettuale calpestato.

Il poeta che non canea opina soltanto.

Il verso è l'aspirazione inconfessabile della prosa.

Gli intellettuali sono il proletariato del Parnaso.

Il tempo rispetta solcanco le frasi spigolose.

La poesia non ha frontiere.


Le retoriche, al contrario, sono nazionali .
. E ce ne sono anche di senatoriali e tribunizie.

L'arte è il paradigma di cucco ciò che è inesplicabile.

Le idee moderne sono un'ortodossia imperante su scettici


imbavagliati.

Il predominio dell'elemento autobiografico nella letteratura


la riduce a un mormorio di confidenze in un dormitorio
d'ospedale.

Quando l'individuo perde la convinzione della propria


significanza religiosa la lirica diventa testimonianza della sua
insignificanza empirica.

Simbolo è il nome che diamo a una concezione


sufficientemente profonda di qualcosa di particolare.

Il frammento comprende più del sistema.

Lo stupido non deve la sua stupidità alla mediocrità della


propria intelligenza, bensì alla volgarità della propria anima.
488 NICOLAS GOMEZ Di\VILA

Credendo legittima l'attuale ripartizione dell'universo fra


le scienze, lo scrittore odierno si limita a registrare i propri
borborigmi sentimentali.

Senza una certa puerilità religiosa, una certa profondità


intellettuale è irraggiungibile.

Basta che un politico intelligente consideri elettoralmente


efficace una qualsiasi idea per sapere senza indugi che
quell'idea è falsa.

La "dialettica" è il copripudende87 del progressista.

I lavori scientifici, per quanto illustri siano, presuppongono


una pazienza atavica da servo ereditario.

La poesia risulta a volte dalla mera impotenza del


linguaggio nel far coincidere la descrizione con ciò che è
descritto.

La poesia non ha un
i
posto nel mondo.
È uno splendore che f ltra dalle sue crepe.

L'attività politica lede i tessuti più fini dell'intelligenza.

Razionalismo ed ottimismo sono le pile policrome di un


santuario in cui si venerano dèi teriomorfi.

La posterità immediata condanna le reticenze del critico di


fronte all'arte del suo tempo.
La posterità remota solitamente le corrobora.

Chiamiamo rispettabili le idee delle quali nessuno più si


rnnamora.

Dove i gesti sono carenti di stile l'etica stessa si svilisce.

87I Sona di indumento ridono all'essenziale, solitamente coUeg:no


all'abbigliamento dei popoli primitivi, che serve a coprire le parti intime.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 489

Le vittime sulle quali lo storico democratico versa lacrime


sogliono essere dei carnefici decapitati.

Il mondo borghese tratta in modo differente i suoi diversi


nemici: vomita quelli di destra ed assorbe quelli di sinistra.

Certa stupidaggine discreta, come il cibo semplice, è l'unico


alimento che non indispone.

L'ingegnosità è la smorfia agonica delle arti.

Solo l'imitazione di opere inferiori rende fecondi.

Nostro nemico non è tanto chi non condivide le nostre


opinioni politiche, quanto chi non condivide le nostre
preferenze letterarie.

La sventura delle nuove ricchezze è che persino le cose


comprabili non abbiano prestigio se non quando sono
ereditate.

Solo la visione estetica della storia è adeguata ad


una realtà ribelle tanto alla speculazione teorica quanto
all'interpretazione pragmatica.

Letteratura è quello che la nostra adolescenza ha letto.


Il resto è erudizione.

Quando uno stile artistico passa ad altre mani etniche, solo


dei pregiudizi impediscono di vedere che cambia di spirito.

Il conservatorismo non è, come la predica progressista, un


portolano dei mari di Jauja.
Semplice tentativo di mantenere l'equilibrio idrostatico della
celebre nave, il conservatorismo corre a babordo quando la
pesantezza scivola a tribordo e viceversa.
Il conservatorismo di ogni epoca è il contrappeso alla stupidità
del momento.
490 NICOLAS GÒMEZ DAVlLA

L'immaginazione non inganna attribuendo falsi prestigi,


bensì attribuendoli falsamente.
Nessuna eccellenza immaginabile può essere una finzione
soggettiva.

Chiunque esige una trascrizione filosofica del dogma è lo


stesso che chiede una parafrasi in prosa della poesia.

L'autentica arte del nostro tempo non è stata il portavoce,


bensì l'accusatore del mondo moderno.

L'aberrazione moderna consiste nel credere che sia reale


solo quello che l'anima volgare può percepire.

Nulla è così fetido come parlare con disprezzo di ciò che


agognarne in segreto.
Se non possiamo strangolare la nostra invidia tanto vale non
zittirla.

Le dramatis personae88 della metafisica sono reali, però


quello che di esse ci raccontano i metafisici è una favola.

Il rango di un'opera e quello del suo stile non sono


necessariamente identici: in uno stile inferiore come quello
ellenistico, per esempio, ci sono opere insigni; al contrario, le
sculture arcaiche di solito sono inferiori al loro stile esimio.

Non esiste avvenimento banale se esso trova uno storico


importante.

Quandanche la "nuova sinistra" proponga soltanto


soluzioni candide, almeno suscita conflitti genuini ad una
società che ormai non possiede che imbrogli amministrativi.

L'accademismo non cambia di natura per il fatto di


preferire il rugoso al liscio o l'angolare al rotondo.

88/ "Maschere dd dramma" o "personaggi dd dramma". L'espressione è usata


anche per indicare l'insieme di individui che hanno avuto rilevanza in quaJchc
avvenimento.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPL!CJTO 491

Forma e sfondo sono una sola cosa, però nascono separati.


Nella loro fusione perfetta culmina un lungo processo
laborioso.

Nella nuova sinistra militano oggi i reazionari disorientati e


derelitti.

Lo specialista non sa che cosa sa.

I valori non hanno "conferma soprannaturale".


I valori sono la conferma soprannaturale.

I marxisti definiscono marxista tutto ciò che Marx adotta,


anche quando si tratti dd principio di identità.

Le verità passano, lo stile dura.

La prosa seria richiede una dose minima di buonumore per


non diventare imbevibile.

La "prassi" è il pretesto con cui la filosofia si dimette.

"Aver vissuto molto" di solito significa meramente


un'assidua frequentazione di postriboli.

Il metafisico senza talento di romanziere è illeggibile.

Il mondo moderno ormai non censura se non chi si ribella


contro lo svilimento.

Non è ovviamente l'importanza dell'economia o dd sesso


quello che noi reazionari neghiamo, bensì l'indole economica o
sessuale dd valore.

"Verità eterne" sono soltanto le tautologie.


Qualunque verità è un'epifania casuale.

L'eternità della verità, come l'eternità dell'opera d'arte, è


figlia dell'istante.
492 NlCOLAS GQMEZ DAVILA

Rispettare i nostri superiori è prima di tutto una


dimostrazione di buon gusto.

La verità non si adotta; si genera.


Generata ed autonoma al contempo.

Ciò che qualsiasi epoca chiama "risultati della scienza"


interessa allo storico della mentalità di una certa epoca.
Non al filosofo.

La religione non si dimostra; si contagia.

Gli sciocchi si indignano soltanto per le conseguenze.

Solo mediante "l'uso emotivo del linguaggio" possiamo


formulare le proposizioni più complesse.

Dobbiamo imbalsamare la vita in riti affinché non


imputridisca.

La società moderna non ha spina dorsale, ma scheletro da


crostaceo.

La parte superiore dell'etica non tratta del comportamento


morale bensì della qualità dell'anima.

Forse tutto è moda.


Però ce ne sono di nobili e di vili, di belle e di brutte.

In assiologia omnis determinatio est ad/irmatio. 89

I ricchi non sono un sicuro scandalo se non per coloro che


li invidiano.

Qualsiasi "liberatore" alla fine mostra il conto.

89/ L'aforisma gioca col contrario della cdebre frase latina omn1S determina/io
eri negatio: ogni detenninazionc è negazione.
ESCOLlOS A UN TEXTO LMPLICITO 493

I significati sono la realtà, mentre i loro veicoli materiali


sono l'apparenza.

Ci sono molti peccati più noiosi di qualunque virtù.

Non essendo accumulazione di nozioni ma integrazione di


attitudini, la civiltà perisce se non ha la continuità concreta di
un'infrastruttura sociale di maggioraschi.

La società industriale ed egualitaria è il sogno


dell'intellettuale e l'incubo dell'artista.

Il peculato democratico è imperdonabile perché è ipocrita,


subdolo e vergognoso.
Preferisco Vaux-le-Vicomte90 al deposito in una banca svizzera
dei grand'uomini democratici.

Il ponte tra la natura e l'uomo non è la scienza ma il mito.

Soltanto in epistemologia scopriamo verità immobili.

La storia della democrazia è la storia dell'evoluzione


dei grands simplt/icateurs di Sainte-Beuve nei terribles
simplificateurs di Burckhardt.

Quando il conflitto è autentico l'annientamento di una delle


parti non lo estingue, perché si trasferisce intatto nell'anima
del vincitore.

Quando un reazionario parla di unvermeidliche


Restauration9 ' non dobbiamo dimenticare che il reazionario fa i
calcoli secondo millenni.

Le grandi convulsioni democratiche ledono senza rin1edio


l'anima di un popolo.

90/ Vaux-lc-Vicomte è un castello siruaco a circa cinquanta chilometri da Parigi,


eretto a metit del 1600 durante il regno cli Luigi XJV.
9 J/ Inevitabile Restaurazione.
494 NICOLAS G0MEZ DAVTLA

Varie civiltà furono saccheggiate perché la libertà aprì


inaspettatamente la porta al nemico.

Essendo "dimostrabile" e "formale" dei sinonimi, non è


dato di trovare qualche prova per nessuna delle cose per cui
siamo pronti a morire.

Nessuno è insignificante fino all'estremo di esaurirsi nella


definizione della sua categoria.

Le traduzioni slogano un idioma nel pretendere che


esprima una visione retta da un universo linguistico
differente.
Il lettore abituale di traduzioni finisce per essere vittima di
lussazione mentale.

Quando l'arte smette di "copiare" per cominciare a


"creare", presto si ripete soltanto.

Qualunque tesi reazionaria inorridisce il borghese.

L'arte fiduciaria è un'innovazione del nostro tempo.


Vale a dire: l'insieme di opere "d'arte" senza valore estetico,
ma di prezzo quotato nel mercato borsistico dell'arte.

Una totalità significativa si scompone solo nei suoi fattori


significanti.
Prolungare oltre la sua scomposizione analitica non ne
completa l'interpretazione, bensì ne annulla il significato.

I ragionamenti non coincidono con le verità se non


durante brevi tratti.

L'incomprensione spiacevole non è quella che disprezza


bensì quella che ammira.

Lasciamo a Dio il privilegio di perdonare chi


"sinceramente" alberga opinioni nefande.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLfCITO 495

L'uomo comune è venerato solo dal demagogo e dallo


scemo.
Dal demagogo solamente in pubblico, dallo scemo persino in
privato.

L'egualitario considera che la cortesia sia una confessione di


inferiorità.
Tra egualitari la villania rimarca il rango.

L'azione ci depreda; la contemplazione ci possiede.

Tutti ci dobbiamo rassegnare dapprima a non bastare, e poi


ad essere di troppo.

La banalità moderna proviene da un errore di prosodia che


colloca l'accento dell'esistenza sulla vita, la sua sillaba debole, e
non sulla dura sillaba della morte.

Qualsiasi azione per ora è sterile.


Per agire dobbiamo attendere che le vedette annuncino la
rottura delle dighe da parte delle invisibili acque dello schifo.

Un giorno una lieve pressione sarà sufficiente affinché


questa immondizia crolli.

L'angelo non porta il libro in quo totum continetur92 per


giudicare il mondo, bensì per evitare che la più lieve fragranza
si disperda.

Alla brusca originalità preferisco l'eredità spirituale che si


accresce lentamente.

Ogni spiegazione presto sembra ingenua.

L'ottimismo moderno è un prodotto commerciale per


lubrificare il funzionamento dell'industria.

92/ Liber scriptus proferclur, in quo 10111111 continetur (Verrà presentato un libro
scritto, nel quale tutto sarà contenuto) è una frase latina che fn parte del Dies irae,
una sequenza medioevale attribuita a Tommaso da Celano.
496 NICOLAS GÒMEZ DA VlLA

Lo Stato è totalitario per essenza.


Il dispotismo totale è la forma verso la quale tende
spontaneamente.

Il totalitarismo è la sinistra fusione di religione e Stato.

Lo Stato laico ha rappresentato meramente la tappa


preparatoria al cesaropapismo marxista.

La fossilizzazione totalitaria dell'organismo sociale sotto


la pressione dello Stato si arrestò soltanto, durante una
miracolosa primavera, di fronte alle barriere innalzate dal
dualismo imperium-sacerdotium e dal pluralismo feudale.

Definiamo epoca liberale i quattro secoli che è durata la


liquidazione delle libertà medioevali.

Il sacrificio della profondità è il prezzo che l'efficacia esige.

La verità va denudata, non scorticata.

L'autentica originalità è una sottomissione trasfigurata.

Gli artisti modesti arricchiscono una cultura.


Il genio fraudolento la avvelena.

La cortesia non è incompatibile con niente.

La villania non è prova di autenticità bensì di


maleducazione.

Affinché l'arte risusciti si richiederà che l'artista presuma di


essere un artigiano e non un genio.

Non dobbiamo fare asserzioni dedotte, ma eventualmente


deducibili.

I testi senza reticenze non presuppongono un'intelligenza


libera bensì una sensibilità rozza.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 497

L'eleganza letteraria non è l'arabesco tracciato da una mano


con destrezza, ma la tangente ineludibile ad una molteplicità di
curve mutilate.

L'"esperimento", nelle arti, è il conato di rimpiazzare il


talento con la facoltà combinatoria dell'intelletto.

Tutto è datato, ma non tutto invecchia.

Ogni nuova generazione critica quella anteriore, per


commettere in circostanze analoghe l'errore inverso.

Il fervore con cui il marxista invoca la società futura


sarebbe commovente se i riti invocatori fossero meno
sanguinosi.

La vita diventa agra e sgradevole per l'uomo intelligente che


è incapace di redin1ere esteticamente la sua esperienza.

Per l'individuo di sinistra, senza mani sporche non vi è


coscienza pulita.

Niente di più comune che trasformare in "problema etico"


il dovere che ci infastidisce.

La prosa da affreschista non si può rileggere; solo quella da


miniaturista.

Amare qualcuno significa innan10rarsi dei suoi difetti.

Ormai non esistono anziani, ma giovani decrepiti.

Confondere ciò che è popolare con la democrazia è


un'astuzia tattica del democratico.

Il reazionario che tenta di governare in tempi democratici


svilisce i suoi princìpi imponendoli con procedimenti
giacobini.
Il reazionario non deve confidare in avventure ma aspettare
una mutazione della mente.
-198 NICOLAS GÒMEZ DAVILA

L'attivismo brucia senza fornire luce.

L'idea non è una struttura cli concetti bensì l'anima di quella


struttura.

Esistono intelligenze che si elevano maestosamente in lente


spirali per precipitarsi meglio su qualsiasi carogna.

Il giovane, normalmente, finisce per assomigliare all'adulto


che più disprezza.

La nostra miseria è tutto quello che possiamo fare; la nostra


grandezza sta in quello che possiamo soltanto ricevere.

Le "prove" della verità del cristianesimo sono una delle


fonti dell'incredulità.

Nulla di più imperdonabile che ingabbiarci volontariamente


in convinzioni altrui, quando dovremmo provare a rompere
perfino le sbarre della cella che è la nostra intelligenza.

La semplicità nobile, tanto nello stile quanto nella vita, è


figlia della privazione volontaria, non dell'involontaria penuria.

Le anime stonate convertono in rumore qualsiasi melodia


che la vita sperimenta in esse.

L'uomo corrompe la politica in religione quando pretende


di trasformare il mondo.

Nella società o nelle arti niente sembra più disordinato che


l'autentico ordine.

Il mondo volta le spalle al cristianesimo, il quale non gliele


volta.

Le università sono il letamaio delle lettere.

Le guerre intellettuali non le vincono gli eserciti regolari ma


i tiratori scelti.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 499

Qu�Jlo che lo scrittore dice è meramente parte del materiale


con cw scnve.

Nulla merita più rispetto del popolo sventurato che


supplica né meno rispetto delle assurde droghe che reclama
per curare la propria sventura.

Posto che di ogni discorso si possono negare i postulati,


la sola apologetica valida è la seduzione morale di una vita, la
seduzione intellettuale di un'idea, la seduzione estetica di una
prosa.

Più facilmente l'imbecille sembra intelligente


all'intelligente, che l'intelligente intelligente all'imbecille.

La coerenza è una rete con la quale soltanto il paradosso


pesca le realtà.

Nella "nuova sinistra" verrà reclutata la fanteria della


reazione.

L'onnipotenza del denaro è stata il prezzo dell'uguaglianza


sociale.
L'onnipotenza dello Stato sarà il prezzo dell'uguaglianza
economica.

Anche le convinzioni che meritano rispetto si difendono


raramente con argomenti che lo meritano.

Il cinismo non è indizio di acume ma di impotenza.

Agli dèi pagani si riescono a consacrare altari autentici solo


nella cripta della cattedrale romana.

La cortesia ci rende capaci di rispettare i nostri interlocutori


senza credere alla loro importanza.

Dobbiamo dedicarci semplicemente a mitigare i nostri difetti.


Le virtù sono a carico di Dio.
500 NICOLAS GQMEZ DAVILA

Le rivoluzioni sono meccanismi per adattare il mondo ai


programmi della borghesia.

Il problema non è la repressione sessuale o la liberazione


sessuale, bensì il sesso.

La rivoluzione è progressista e cerca il rafforzamento


dello Stato; la ribellione è reazionaria e cerca la sua
dissoluzione.
Il rivoluzionario è un funzionario in potenza; il ribelle è un
reazionario in atto.

È sufficiente sistematizzare una sciocchezza affinché si


trasformi in convinzione di molti.

Dalle prigioni razionaliste scappiamo con l'aiuto della


ragione, non con le risorse dell'irrazionalismo.

I tribunali democratici non fanno tremare il colpevole ma


l'accusato.

Lo sciocco chiama borghesi sia certi precetti millenari che


disciplinano gli istinti sia un certo programma a malapena
secolare che scatena questi ultimi.

L'umanità si salverà solo se non capitola con l'automatismo


delle proprie opere.

La viltà invade le opere dell'uomo attraverso qualsiasi crepa


nella sua intelligenza.

L'invidia non è vizio del povero ma del ricco.


Del meno ricco di fronte al più ricco.

Redigo meramente la mia scheda antropometrica per


un'eventuale proscrizione.

In storia l'interpretazione è un procedimento descrittivo.


ESCOLJOS A UN TEXTO IMPLICITO 501

Persino il nemico della tecnica denuncia le sue manifeste,


ma banali, violenze più che le sue invisibili, ma disastrose,
distruzioni.
(Come se la febbrile transumanza dell'uomo attuale, per
esempio, fosse inquietante a causa degli incidenti di transito).

L'erotismo è la risorsa rabbiosa delle anime e dei tempi


agonizzanti.

Poiché l'uomo non è pianta di un solo terreno, oggi si


suppone che non sia pianta di terreno alcuno.

La ribellione è reazione contro una condizione intollerabile;


la rivoluzione è tecnica di un progetto borghese.

I vizi del mondo moderno asfissiano meno delle sue virtù.

A prescindere dalla provenienza, il critico della società


moderna mi seduce fino al momento in cui svela la sua
soluzione.
Allora capisco che non ha compreso il problema.

L'equivoco della Rivoluzione francese non è un'eccezione


ma una regola.
I rivoluzionari sono meramente la truppa leggera che sgombra
il terreno, la borghesia è la fanteria di linea che lo occupa.
Si definisce borghesia qualunque classe rivoluzionaria
insediata.

Dobbiamo conservare in ogni istituzione i "difetti" che la


mentalità moderna denuncia.
Sono gli ultimi spiragli d'aria.

Le vere trasformazioni sociali sono opera di chi sta


pensando a qualcos'altro.

Qualsiasi destra del nostro tempo non è altro che una


sinistra di ieri desiderosa di digerire in pace.
502 NICOLAS GÒMEZ DAvrLA

Le rivoluzioni spaventano, però le campagne elettorali


disgustano.

Il livello culturale di w1 popolo intelligente scende nella


misura in cui il suo tenore di vita sale.

Certe anime straordinarie convertono persino l'errore che


assumono in una nobile melodia.

Il popolo non è democratico fintantoché la borghesia non


gli insuffla la propria anima.

Se la libertà fosse il "senso" della storia allora la storia


sarebbe una pura disponibilità senza senso.

La storia sarebbe una farsa abominevole se avesse un


apogeo terrestre.

L'insonnia di una società in un periodo di innovazione


costante alla fine la fa impazzire.

Così come esistono verità che possiamo solo dipingere,


allo stesso modo ne esistono altre che si esprimono solo in
leggende.

La "modernità" è la caratteristica tassonomica del borghese,


non l'incompetenza estetica oppure la funzione economica.

Chi non è pronto a violare di quando in quando i suoi


princlpi, più che come martire finisce come assassino.

Il moderno, presuntuoso perché ha ripudiato le virtù della


borghesia senza ripudiare i suoi vizi, si azzarda a denigrare
quella classe che un tempo aveva avuto più di sette giusti e più
di sette savi.

La "chiarezza" è la nitidezza della linea con cui riusciamo a


contornare un mistero.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLfCITO 503

Il politico democratico se è sincero non è intelligente e se è


intelligente non è sincero.

Il bene non ha un fondo.


Il male, invece, giunge presto a una monotona reiterazione.

L'uomo, molte volce, crede cli scambiare una favola per


una verità quando meramente scambia una favola per un'altra
favola.

Il meccanismo elettorale non è un sedativo per le


discrepanze cittadine bensì un pericoloso stimolante.
Il meccanismo polarizza in bruschi contrasti la gamma cli
differenze intrecciate ed embricate.
Il meccanismo fabbrica partiti politici che trasformano la
diversità in antinomia e l'adattamento fluido in conflitto
strutturato.

Le opinioni non sono l'origine dei partiti.


I partiti sono l'origine delle opinioni.

Il materialista è indignato da chi mostra le radici carnali


dello spirito.

Non possiamo albergare nel solo Vangelo così come non


possiamo nemmeno rifugiarci nella semente del rovere, bensì
vicino al tronco storto e sotto i disordinati rami.

Nulla ci fa dire più sciocchezze che il timore di sembrare


stupidi allo stupido.

L'uomo attuale oscilla tra la sterile rigidità della legge e il


volgare disordine dell'istinto.
Ignora la disciplina, la cortesia e il buongusto.

Colto è l'uomo che fa con leggerezza ciò che il volgo deve


fare con pesantezza.

La letteratura non è inoffensiva se non in dosi massicce.


504 NICOLA.S GÒMEZ DAVlLA

Non sono les mots de la tribu93 ciò che il poeta deve ripulire,
bensì le parole della ridda urbana.

Il successo in letteratura non può risultare dal balbettio


com'è invece possibile in altre arti, ma da una perfetta
elocuzione.

Non dobbiamo imitare, ma lasciarci influenzare.

Le falsan1ente chiamate democrazie contadine non sono


state democrazie.
Senza dubbio il popolo il sceglieva il governante, ma vigeva il
diritto consuetudinario.
L'essenza della democrazia, dunque, non è l'elezione del
governante, bensì la manipolazione capricciosa della legge.

Le scienze umanistiche scolari insegnavano allo scrittore


almeno a non rendersi ridicolo.

Proporre soluzioni?
Come se il mondo non stesse affogando nelle soluzioni!

Gli argomenti a favore della religione che convincono


una generazione sembrano presto altrettanto comici degli
argomenti contro di essa che la inquietano.

La "spiritualità orientale" moderna, come l'arte orientale


degli ultimi secoli, è un articolo da bazar.

Il cristiano che è inquietato dagli "esiti" della scienza non sa


cosa sia il cristianesimo e neppure cosa sia la scienza.

L'impronta del diavolo in certe anime odora meno di zolfo


che di muffa.

Quandanche la falsità di un postulato sia per definizione


una nozione senza senso, l'intelligenza fiuta postulati stupidi.

93/ Le parole della tribù.


ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 505

Il marxismo irrobustisce la volontà e debilita l'intelligenza.

L'imbecillità cambia tema in ogni epoca affinché non la si


nconosca.

Il tipo sociologico è qualcosa più di una finzione


metodologica quando plasma totalità individuali di secondo
grado.

La storia oscilla tra l'incertezza dell'aneddoto e


l'insignificanza della cifra.

I nemici del mito non sono amici della realtà bensì della
banalità.

Per impedire che la perfezione tecnica soffochi l'arte è


ridicolo perfezionare una tecnica del balbettio.

Ciò che separa il fariseo classico dal fariseo moderno che


oggi lo vilipendia non è che il nuovo confessa 1a sua miseria,
ma che non ringrazia neppure.

Ogni cambio di sciocchezza pare al principio un progresso.

Le più profonde affinità spirituali sono sempre clandestine.

Il razzista si esaspera perché sospetta in segreto che le razze


siano uguali; e l'antirazzista perché sospetta in segreto che non
lo siano.

Le gerarchie sono celesti.


All'inferno tutti sono uguali.

Ci sono argomenti che convincerebbero se venissero inseriti


tra un forse e un chissà.

Innocente l'amore?
Magari come un felino affamato.
506 NICOLA G◊MEZ DAVlLA

essuno esprime meglio das Wesen des Christentums94 di un


bambino di tre anni che inginocchiato ripete: "ho fiducia, ho
fiducia".

Invidio alla ricchezza soltanto la sua facoltà di ospitarci in


ampie stanze silenziose.

Per destare un sorriso in un volto addolorato mi sento


capace di qualsiasi bassezza.

Quello che mi attrae verso questa o quella scienza non è ciò


che insegna, bensì la sonorità intellenuale che le è propria.

Le impurità estetiche sono gli elementi catalitici dell'opera


d'arte.

Nulla di più deprimente che appartenere a una moltitudine


nello spazio.
Né più esaltante che appartenere a una moltitudine nel tempo.

Le notizie giornalistiche sono il sostituto moderno


dell'esperienza.

Una lealtà spontanea è ancora più bella di una liberamente


giurata.

L'arte accademica non è un'arte speciale, bensì una qualsiasi


arte che cade nelle mani di artisti a caccia degli applausi della
plebe colta.

È nella spontaneità di quello che sento dove cerco la


coerenza di quello che penso.

Probabilmente la civiltà è una semplice sovrastruttura di


economie preindustriali.

Destre e sinistre: ovvero a destra e a manca.

94/ L'essenza del cristianesimo.


ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 507

Posto che il valore dell'opera d'arte evidentemente non


dipende dal suo tema, non vi è ragione di preferire i temi
sordidi.

Le mode intellettuali, allontanandosi dal luogo in cui sono


nate, acquisiscono virulenza e perdono virtù.

Non mi rassegno al fatto che l'uomo collabori


imbecillemente con la morte abbattendo, demolendo,
riformando ed abolendo.

I cristiani progressisti cercano affannosamente nei manuali


di sociologia qualcosa con cui riempire le lacune del Vangelo.

Il mondo moderno ha scoperto il segreto di come degradare


persino ciò che è sordido.

La letteratura può dire la verità solo mediante compromessi


tra la reticenza e la franchezza.

Il male non è più interessante del bene, ma solo più facile


da narrare.

Gli imperativi etici o estetici devono essere negativi.


Quelli positivi moltiplicano l'impostura.

Ciò che scandalizza l'incredulo, e non ciò che riceve la sua


compiacente approvazione, è !'autenticamente cristiano.

In politica dobbian10 diffidare persino dell'ottimismo


intelligente e confidare nei timori dell'imbecille.

Il pubblico ha il misterioso potere di convertire in errore la


verità che applaude.

I vizi finiscono per utilizzare dei sostituti crescentemente


dozzinali.

L'uomo tende alla superficialità come il sughero alla


supe1·ficie.
508 NICOLAS GOMEZ DAVlLA

L'unica vittoria definitiva è l'opera d'arte.

Il prurito d'originalità è un'affezione dovuta alla mancanza


di talento.

Qualunque domanda sembra allo sciocco un'asserzi�ne


insidiosa.

In certe epoche lo spirito perde, a prescindere da chi vinca.

Il democratico non ritiene che i suoi critici si sbaglino bensì


che bestemmino.

Il liberale non lo destano neppure le pedate della storia.

Quello che l'artista si era proposto va preso in


considerazione per comprenderlo, però non per giudicarlo.
Non vi è estetica della buona volontà.

La prosa ironica, allusiva, elegante disturba il plebeo


diplomato come i modi cortesi disturbano il plebeo senza
studio.

Le due ali dell'intelligenza sono l'erudizione e l'amore.

Solo l'arte ci rivela la personalità autentica perché solo l'arte


ci offre la solitudine della persona.

È più pretenzioso definirsi discretamente discepoli di


questo o quel tale che proclamarsi pomposamente maestri di
moltitudini.

Urge dissolvere il matrimonio della virtù con la


stupidaggine.

Molti problemi sono soltanto interrogativi male ubicati.

L'egualitario si esaspera vedendo che l'istruzione


obbligatoria cancella solo la disuguaglianza fittizia per
aggravare quella congenita.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 509

I giovani scuotono violentemente la testa per adattare


meglio la loro nuca al giogo.

Chi non abbina assiologia e storia alla fine rimane:


- o con un assolutismo, che è forma senza materia;
- o con un relativismo, che è materia senza forma.

La storia è quello che non sarebbe esistito se la teologia


hegeliana fosse vera.

I.:historismo9' è Hegel digerito.


Lo storicismo è Hegel indigesto.

Non dobbiamo consigliare pomposamente di accettare


l'inevitabile con "eroismo", bensì di accoglierlo con cortese
rassegnazione.

Il metodo dialettico è la strategia di un ribellismo che si


rinchiude nell'immanenza.
Il metodo gerarchico è lo schema di una docile indagine delle
articolazioni dell'universo.

I.:assolutismo è il principio vitale della democrazia.


I giuristi servili dei Severi sono i suoi più lucidi dottori.

Dell'esistenza dell'ignobiltà dubita solo il plebeo come del


cattivo odore chi lo esala.

Il vizio radicale della dialettica sarebbe quello di tramutare


in progressi i processi che articola.

Lo sciocco può cogliere ciò che è sottile, però non vede


l'ovvio.

I.:intelligenza ha oggi il dovere di combattere fino alla fine


battaglie perse in partenza.

95/ Per il termine historismo vedasi In nora a piè di pagina numero 17 di Escolios
a t111 texto implicito I presente in questo volume.
510 NICOLAS GÒMEZ DA \Tl1.A

Il marxismo cade sull'intelligenza come una grigia pioggia


di ceneri vulcaniche su una terra coltivabile.

Più di qualche presunto "problema teologico" proviene


solo dal poco rispetto con cui Dio tratta i nostri pregiudizi.

Lo storico è il professionista incaricato di scoprire la


dissomiglianza di ciò che è simile.

I "talenti" che la "vita" fa "fallire" sono sicuramente solo


degli impedimenti gastrici.

"Generale" è quello che abbiamo di comune, "universale"


quello che abbiamo come profonda singolarità.

Non dobbiamo interpretare goffamente, come volgari


viandanti, i rumori notturni che trapassano le mura di un
palazzo.

Tutto ciò che è reale sarebbe razionale se l'uomo non fosse


peccatore.
Tutto ciò che è razionale sarebbe reale se l'uomo non fosse
creatura.

Detesto chi predica una verità salvifica come se supplicasse


di essere salvata.

I:devato e l'abietto di solito appartenevano alla stessa


specie.
Oggi appartengono a specie distinte.
Non esiste tratto comune, oggi, tra quello che vale e quello che
impera.

Opere così insigni come le più grandi sono nate in questo


secolo, ma estemporanee e peregrine.
Arabeschi disegnati da un genio a margine di un testo
imbecille.

La letteratura prende di mira un oggetto o un'idea.


Solo la retorica tratta un tema.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 511

La liturgia, in via definitiva, può parlare solo in latino.


In volgare risulta volgare.

Un'antologia di poesia contemporanea di qualsiasi epoca si


rivela presto un camposanto di aborti.

Nella vita del rinnegato la "religione dell'umanità" compie


la funzione del cane da grembo nella vita delle zitellone.

Il semplice talento è in letteratura quello che le buone


intenzioni sono nel comportamento. (L'en/er en est pavé). 96

Quandanche l'individualismo inciti soltanto ad appellarsi


a11a coscienza la maggioranza crede di essere incitata a
confidare solo nell'ignoranza.

La cristianità è una possibilità umana; il regno di Dio è una


possibilità puramente divina.

Cristo è presente nella storia come un punto in una linea.


Ma la sua azione redentrice sta alJa storia come il centro sta alJa
circonferenza.

Credere di capire ci deve far sospettare di non aver capito.

Nei valichi dell'epistemologia giacciono i cadaveri dei


materialismi.

L'entusiasmo del progressista, gli argomenti del


democratico, le dimostrazioni del materialista sono l'alimento
delizioso e succulento del reazionario.

Le stupidità proprie di un livello di intelligenza superiore al


nostro sogliono sembrarci rivelazioni venerabili.

Nelle università la filosofia meramente sverna.

96/ L'inferno ne è h1stricatOi (/'e11/er est pové de bo,mes inte11lio11s).


512 NICOLAS G6MEZ DAVILA

La coerenza è la condizione di intelligibilità di ogni


struttura astratta e il postulato che falsifica l'interpretazione di
qualunque configurazione concreta.

Il cristianesimo si corrompe quando sottopone la propria


teologia alle presunte condizioni di un'apologetica efficace.

Rivelare per dilettare è il proposito del!'arte.

Tutto sembra insignificante quando gli esiti paiono soltanto


immanenti.

Il significato immanente è transitivo e il significato


trascendente intransitivo.
Il primo cancella l'oggetto, il secondo lo apre.

L'ottimista finisce per vivere di malumore.

L'uomo matura quando smette di credere che la politica


risolve i suoi problemi.

Un tempo la poesia consisteva in isolotti emersi dal


troppo intelligibile; oggi consiste in isolotti che emergono
dall'inintelligibile.

Dei "diritti dell'uomo" il liberalismo moderno ormai non


difende che il diritto al consumo.

Ha un avvenire soltanto l'artista al quale la critica nega


attualità.

Quando è meramente in nome di una "tradizione" che


difendiamo qualcosa stiamo suonando a morto.

I giudizi estetici discreperebbero meno se coloro che


opinano leggessero ciò che condannano o encomiano.

Lo stupido crede di possedere la chiave dell'universo


quando parla della materia di una scienza nel lessico di
un'altra.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 513

L'autentica serietà intellettuale non è austera ma sorridente.

Nessuna predica può dare idee al volgo, bensì solo


vocaboli.

Tollerare senza cedere è possibile solo gerarchizzando.

"Purificare" il cristianesimo vuol dire espellere il


paganesimo che aveva battezzato affinché recuperi la sua
virulenza selvaggia.

Il patriottismo che non è adesione carnale a paesaggi


concreti è retorica di uomini semidotti per indirizzare gli
illetterati verso il mattatoio.

L'anima moderna è un paesaggio lunare.

Ciò che spersonalizza degrada.

Più che un prodotto dei metodi, le conclusioni sono il


motivo che ci fa scegliere questo o quel metodo.

Per la mentalità moderna nelle scienze umane è


"scientifico" solo quello che permette di eludere la
considerazione dell'anima.

Non è nell'argilla traditrice della storia dove dobbiamo


desiderare che trionfino le cause da noi amate, bensì nel
granito dell'arte.

La precisione scientifica è analitica; quella dell'arte è


sintetica.

Nell'intimo dell'anima non vi è chi non ammiri di più la


poesia di un monarca fuggiasco che la retorica di un proletario
vittorioso.

Il sorriso con cui il maiale ascolta chi critica il fango!


514 NICOLAS G6MEZ DAVILA

Ciò che qui dico sembrerà banale a chi ignora tutto ciò a
cui alludo.

Il triangolo villaggio-castello-monastero non è una


miniatura medioevale.
Ma un paradigma eterno.

Le civiltà non si fanno neppure "avec des idées" 97, bensì con
maniere nobili.

Un significato non si traduce, si esprime.

Gli scrittori che più mi seducono sono quelli che più mi


irriterebbero se non fossero così intelligenti.

Se ciò che ammiriamo fosse stato come ce lo immaginiamo


la storia non avrebbe potuto distruggerlo.

Quello che difendo è l'autenticità dei nobili sogni che si


ergono sul terreno della storia.

Con le idee di destra facciamo poesia e con quelle di sinistra


retorica.

La poesia onirica non vaticina; ronfa.

Continuare a trattare come simbolo ciò che è già degenerato


in segno è il marchio del retore.

Il lettore non spreca mai l'occasione di interpretare


banalmente quello che riusciamo a esprimere con chiarezza.

Ogni attività intellettuale del nostro tempo è una provincia


che si ribella, come in tempi di decadenza, pretendendo di
usurpare l'in1pero.

Dalla banaljtà dell'esistenza non possiamo evadere


attraverso le porte bensì dai tetti.

97 I Con delle idee.


ESCOLJOS A UN TEXTO IMPLICITO 515

L'intelligenza letteraria è l'intelligenza di ciò che è concreto.

Il lettore comune vive la letteratura come successione; il


lettore colto come simultaneità ordinata.

L'umanità cammina sempre verso la stella adiacente


ali'orizzonte perché la crede più vicina alla terra rispetto a
quelle che illuminano la sua marcia.

La causa della malattia moderna è la convinzione che


l'uomo possa curare se stesso.

L'insolenza intellettuale non può essere un grido da partito,


ma una sfida da avventuriero solitario.

Trattare la condizione necessaria come una causa sufficiente


è la ricetta con cui l'alchimista moderno tramuta i metalli
nobili in metalli vili.

La miseria spirituale non è sentita dall'indigente come una


privazione forzata bensì come un equilibrio riuscito.

L'agitazione rivoluzionaria è un'endemia urbana e solo


un'epidemia campagnola.

Qualunque movimento storico pare rettilineo e indefinito ai


partecipanti.

Supporre che opinioni e interessi siano la stessa cosa è una


buona ipotesi di lavoro ma una pessima asserzione apodittica.

Secondo lo specialista sopra il livello in cui egli si insedia ci


sono solo idee vaghe, quando in verità le idee che ivi risiedono
sono le idee particolari di un nuovo livello.

Il giurista tende spontaneamente verso l'assolutismo.


Le libertà sono i vuoti della legge.

Non è la visione che sembra acuta fin dal principio quella


che risulta veridica bensì quella che al principio pare sfocata.
516 NlCOLAS GOMEZ DAVILA

Esistono silenzi che sono riempiti solo di sciocchezze.

L'intelligenza letteraria deriva dalla fusione di sensualità e


intelletto.

È razionale chinarsi di fronte a una maggioranza solo


quando si è disarmati.

L'odio verso il passato è sintomo inequivocabile di una


società che si involgarisce.

È raro il discorso ufficiale che non sminuisce ciò che


encomia.

Dobbiamo aspirare meno ad esser semplici che ad essere


complicati o semplici con semplicità.

Esistono due modi di violare le norme più alte: non


svelandole oppure imponendole.

L'autentica arte di questo secolo è un'indagine del vuoto,


un inventario dell'assenza.

Nella lingua dell'architettura moderna non si può dire nulla


di complicato.

Ogni civiltà è stata una soluzione, salvo quella occidentale


che è stata un metodo.

A colui che si rifiuta di violare l'incoerenza delle cose si suol


dire che si contraddice.
Quand'è alla sola realtà che ha giurato di essere fedele.

Le grandi sciocchezze si possono dire solo in pubblica piazza.

La popolarità del filosofo proviene spesso dai pensieri che


sciupano la sua gloria.

La storia deve la sua importanza ai valori che in essa


emergono, non all'umanità che vi naufraga.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 517

"Generazione" è una parola vana se non designa i coetanei


di un grande uomo.

Filosofare non significa risolvere problemi bensì viverli ad


un determinato livello.

Il valore è il premio eventuale e non il prodotto certo di


attività tecniche.

L'oggettività del valore fu scoperta del primo mendicante


senz'anima servile.

Le convinzioni altrui non disturbano colui che non dubita.

Il peccato del ricco non è la ricchezza bensì l'importanza


esclusiva che le attribuisce.

· "Dedurre le conseguenze di un fatto" è cosa impossibile.


Possiamo soltanto dedurre le conseguenze di quello che
opiniamo su di esso.

Possiamo edificare solo insediandoci nella sconfitta.


Il terreno della vittoria è friabile e precario.

L'industria più redditizia è lo sfruttamento della viltà.

Dio premia la buona volontà maldestra.


Ma in paradisi subalterni.

L'inquietudine spirituale deprava l'anima ordinaria.


Chi non è intelligente tanto vale che sia spiritualmente inerte.

Una "critica costruttiva", di questi tempi, è quella che


collabora al perfezionamento delle carceri.

Il teologo cattolico compie il proprio dovere solo


man·cando di rispetto alle parole della vigilia e allo spirito del
momento.
518 NICOLAS GÒMEZ DA VII.A

Dio non manifesta la sua volontà tramite la sconfitta o il


trionfo, ma nella qualità del trionfo o della sconfitta.

Il passato è la sorgente della poesia; il futuro è l'arsenale


della retorica.

L'immaginazione non è il posto in cui la realrà si falsifica


bensì dove si compie.

Lo specialista ci sconcerta e ci diverte con il contrasto


fra la maturità intellettuale dei suoi concetti e l'immaturità
spirituale delle sue idee.

Un avvenimento appassiona meno quando i suoi


protagonisti sono interessanti rispetto a quando i suoi
spettatori sono intelligenti.

Ciascuna epoca apprezza solo l'originalità che è di moda.

Solo gerarchizzando possiamo limitare l'imperialismo


dell'idea e l'assolutismo del potere.

I tre elementi dell'universo sono:


- le totalità individuali;
- le strutture astratte;
- le costanti legali.

Dopo le cause perse sono nobili solo le cause secolari.

Il cristallo della civiltà è fondibile a una determinata densità


demografica.

I parlamenti eletti tramite suffragio universale perdono


dapprima il proprio prestigio morale e poi l'importanza
politica.

La destra perde il potere quando il popolo dimentica i


cataclismi della sinistra che glielo diedero.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 519

Ciò che il volgo chiama storia è il florilegio di


interpretazioni erronee raccolto dalla passione del momento.

Per mostrare una verità sono sufficienti poche righe.


Per confutare un errore non basta nemmeno una biblioteca.

La promiscuità sessuale è la mancia con cui la società quieta


i suoi schiavi.

Le statistiche non sono luminose se non alla luce degli


aneddoti.

Mi sento l'asilo di tutte le idee esiliate dall'ignominia


moderna.

Oggi non stiamo presenziando ad una crisi; stiamo


vegliando un cadavere.

Ormai per coprire la nostra miseria non abbiamo che gli


stracci buttati in un angolo della cella dai becchini dell'anima.

Escludendo dalle opinioni di un'epoca le opinioni


intelligenti rimane ]'"opinione pubblica".

Altrettanto pericoloso di credere che il desiderabile sia


possibile è credere che il possibile sia desiderabile.
Utopie sentimentali ed automatismi della tecnica.

Si possono levigare solo le pietre dure e le anime robuste.

Nel gesto di mettersi sull'attenti sono riposti i rudimenti di


ogni educazione.
La buona educazione è l'adattamento civile della disciplina
militare.

Le anime si sviliscono quando i corpi si adagiano.

La qualità morale di chi non perde in politica deve


inquietarci.
520 NICOLAS G6MEZ DAVlLA

Una scienza diventa sperimentale quando rinuncia a


spiegare.

Ciò che è formula deve essere maneggiato con


impersonalità da rito.
Nu.lla è più grottesco di un formalismo caloroso e cordiale.

Più che una strategia ideologica la sinistra è una tattica


lessicografica.

All'individuo di sinistra l'interpretazione sottile di qualsiasi


avvenimento sembra sempre sospetta.

Alle esigenze di un sistema non si piegano altro che le


finzioni.

Le democrazie empiriche vivono allarmate nel tentativo di


eludere le conseguenze della democrazia teorica.

La costituzione, in una democrazia, è un attentato


vergognoso contro la sovranità del popolo.

"Evoluzione" è un concetto vuoto laddove non possiamo


definire il suo meccanismo.

I democratici descrivono un passato che non è mai esistito e


predicono un futuro che non si realizzerà mai.

Lo studio sociologico di una rivoluzione permette di


soffocare il suo odore di sangue.

Noi reazionari risultiamo tediosi portando di fronte a un


tribunale di indifferenti la riabilitazione di morti assassinati.

Tra oratori patrioti ed oratori democratici praticamente


sono state sbancate tutte le scemenze disponibili.

La legittimità di un regime dipende oggigiorno dal numero


di cadaveri che accumula.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPL!crro 521

Chiamiamo intelligenza letteraria quella che può essere


coerente senza necessità di un sistema.

L'entusiasmo politico può far commettere all'ottimista


qualunque vigliaccheria.

Il prestigio di ogni rivoluzione passata si fonda su


considerazioni vaghe.
E crolla mediante investigazioni precise.

Il numero di voti che elegge un governante non misura la


sua legittimità bensì la sua mediocrità.

Gli assolutismi monarchici disponevano della sorre di un


individuo con meno leggerezza che gli assolutismi popolari del
destino dì intere classi sociali.

Il borghese non applaude chi ammira, ma chi teme.

La democrazia ha il terrore come mezzo e il totalitarismo


come fine.

La sfrontatezza con cui il rivoluzionario uccide spaventa più


dei suoi massacri.
Chi riconosce la sovranità del popolo ha legittimato
anticipatamente i soprusi dì cui sarà vittima.

I giornalisti sono i cortigiani della plebe.

La libertà dì stampa è la prima esigenza della democrazia


nascente e la prima vittima della democrazia matura.

Quando i veleni ideologici sono lenti gli storici sciocchi


diagnosticano una morte naturale.

La storia politica perde la sua importanza a metà del XIX


secolo.
Il fenomeno interessante, da allora, è la decomposizione
dell'uomo da parre dei batteri dell'industria e della tecnica.
522 NICOLAS GOMEZ OAVTLA

La storia imparziale di qualunque rivoluzione sembra una


diatriba.

Nel grande uomo lo scemo non encomia altro che il fondo


di umanità comune.

I democratici moderati promulgano le leggi con cui i


democratici puri li liquidano.

Più vili di coloro che firmano decreti di proscrizione sono le


moltitudini anonime che li applaudono.

La democrazia canonizza solo gli organizzatori di massacri.

I democratici si dividono in due classi:


- quelli che muoiono perché non riescono a reprimere con
discorsi le passioni che avevano scatenato con arringhe;
- quelli che sopravvivono perché alternano all'oratoria che
agita il popolo il ciarpame che lo appacifica.

Le rivoluzioni sono gli ascessi purulenti della storia.

La retorica è l'unico fiore del giardino democratico.

Lo storico marxista deve la sua certezza alla sua ignoranza.

"Giustizia del popolo" è un eufemismo da carneficina.

Il sinistrismo non è l'ideologia di una determinata


condizione sociale bensì di una definibile deformazione
mentale.

Da quando il clero si è involgarito la Chiesa impreca contro


tutti i vinti ed acclama tutti i vincitori.

La plebe ha invaso persino le soffitte dell'anima.

Per impedire che il volgo lo profani a un libro è sufficiente


l'ermetismo di una prosa semplice, intelligente e chiara.
ESCOLIOS A UN TEXTO IMPLICITO 523

Contro la "solitudine intellettuale" non è l'intelligenza a


recriminare ma la vanità.

Il tirannicidio oggi deve consistere nel pugnalare certe idee.

Persino il comunismo si è rammollito intellettualmente.


Gli ambasciatori sovietici hanno l'aspetto di nunzi.

Ciò che è cangiante, variabile e mobile non è il gusto ma il


malgusto.

Chi brama dì influire è prolisso.


La brevità è indizio di rispetto verso il lettore.

La donna ha la temperatura intellettuale dell'ambiente in


cui vive: rivoluzionaria veemente o conservatrice imperterrita
secondo le circostanze.
Reazionaria non può mai essere.

Una letteratura che grida lede senza rimedio la sensibilità


letteraria dei suoi lettori.

Oggi chi non grida non è né udito né capito.

Quando la coscienza moderna sospende le sue consuetudini


economiche oscilla solo tra l'angoscia politica e l'ossessione sessuale.

Ormai nell'anima moderna non scorrono ruscelli.


L'industrialismo ne ha canalizzato le fonti.

Con il pretesto di decifrare segreti ma con il fine di svilire


l'uomo, la mentalità moderna esige di strappare bende che
proteggono piaghe ben note a tutti.

Servitù imposta o libertà concessa degradano in ugual modo.


Dallo svilimento salvano soltanto la libertà conquistata o la
servitù assunta.

Con la scomparsa delle gerarchie l'autorità si trasforma in


violenza nuda o in violenza laJVata.
524 NICOLAS G6MEZ DAVILA

Le idee di sinistra generano le rivoluzioni e le rivoluzioni


generano le idee di destra.

L'asciuttezza del nostro stile deve risultare dall'ardore interno


della nostra fiamma.

La sociologia protegge il sociologo da qualsiasi contatto con


la realtà.

Din10strare l'esistenza di una "intuizione storica" è


impossibile come dubitare che esista quando leggiamo lo storico
sprovvisto di essa.

Ci sono astuzie che si credono immorali e invece sono a


malapena stupide.

La scienza anela a condensare l'universo in una proposizione


atomica.
La storia anela ad accompagnare l'avventura umana con un
racconto intelligibile.

Le maniere nobili consistono nel trattare come fini coloro


che potremmo trattare come mezzi.

La "necessità" è la proiezione antropocentrica della


tautologia sulla contingenza del mondo.

Il reazionario deve abituarsi a vivere in un livido crepuscolo


di sconfitta.

Il reazionario è un semplice patologo.


Definisce la malattia e la salute.
Ma l'unico terapeuta è Dio.

Non sono le verità della philosophia perennis ciò che è cr