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DIRITTO AMMINISTRATIVO

LE SITUAZIONI GIURIDICHE SOGGETTIVO DEL DIRITTO AMM.


è una situazione sostanziale di interesse, cha fa capo ad un soggetto o ad un ente, tutelata
dall’ordinamento giuridico, anche in confronti della P.A.. ( attribuite da norme giuridiche)

possono essere:
attive, o di vantaggio: attribuiscono una posizione favorevole o di vantaggio ( diritto, interessi
legittimo, potere, potestà, aspettativa)
Passive o di svantaggio: posizione sfavorevole al titolare ( obbligo, dovere, onere, soggezione)

DIFFERENZA TRA SITUAZIONE GIURIDICA E STATUS


la situazione giuridica attiene a specifici rapporti
status attiene ad un complesso di situazioni giuriche, attive e passive, cioè la posizione di un
soggetto rispetto ad un determinato gruppo ( es famiglia)

DIRITTO SOGGETTIVO:
è il potere , riconosciuto e tutelato dall’ordinamento giuridico, di agire per il soddisfacimento del
proprio interesse. ( es. diritto di godere della proprietà privata, diritto ad essere retribuiti peri lavoro)
la tutela dei diritti soggettivi è rimessa al giudice ordinario e solo in casi previsti dal giudice
amministrativo.

SI DISTINGUE:
- diritti soggettivi perfetti, qualora una norma cd. di relazione attribuisce ad un soggetto un
potere diretto ed immediato per la realizzazione di un proprio interesse. è caratterizzato
nella correlazione con una o più obblighialtrui, nella immediatezza e pienezza della tutela
accordata dall’ordinamento.
- diritti condizionati, l’esercizio è sottoposto a condizione che può essere risolutiva o
sospensiva. ( es. l’esproprio di un terreno, appartenente ad un singolo, per costruìire
un’autostrada) cioè il sacrificio o limitazione di un singolo a vantaggio della collettività.
I DIRITTI CONDIZIONATI SI DISTINGUONO:
a - diritti sospensivamente condizionati (diritti in attesa di espansione per SANDULLI)
l’esercizio è limitato da un ostacolo giuridico per cui è necessario un provvedimento amministrativo
che consentee al diritto di espandersi.
es. per costruire serve il rilascio del permesso di costruzione, per l’esecrazione della professione
occorre l’iscrizione all’albo
b - diritti risolutivamente condizionati (cd. fenomeno dell’affievolimento dei diritti) qualora il
diritto, di fronte alla potestà riconosciuta alla P.A. di incidere su di esso, affievolisce ad interesse
legittimo.
secondo NIGRO: coesistenza fra le due cioè fra diritto soggettivo e interesse legittimo
secondo CERULLI IRELLI: la teoria della degradazione è inaccettabile in toto, non si pone come
situazione soggettiva del diritto ma come interesse legittimo.

INTERESSE LEGITTIMO
è una posizione di vantaggio di un soggetto in relazione al bene della vita oggetto di un
provvedimento amministrativo e consiste nell’attribuire a tale soggetto il potere idoneo ad
influire sul corretto esercizio del potere in modo da rendere possibile la realizzazione
dell’interesse al bene ( Cass., SS.UU.,22-7-1999, n 500)
I PARAMETRI
- la differenziazione il titolare dell’interesse leggiamo si trova in una posizione differente rispetto
agli altri.
- la qualificazione la norma preordinata a disciplinare l’esercizio del potere della P.A. per il
perseguimento dell’interesse pubblico primario ha indirettamente preso in considerazione e
protetto un interesse sostanziale individuale connesso o coincidente con l’interesse pubblico.
- di interesse legittimo si occupano tre norme della costituzione : gli arti. 24,103, 113 , tese a
riconoscere piena dignità e tutela a questi interessi, ma non si occupano di fornire una
definizione di interesse legittimo.

interesse legittimo viene definito come posizione giuridica soggettiva riconosciuta ai privati
grazie alle quali essi incidono sull’attività amministrativa condizionandola, anche attraverso
la partecipazione al procedimento per tutelare un bene pertinente alla loro sfera di interessi
(NIGRO)

DIFFERENZA TRA DIRITTO SOGGETTIVO E INTERESSE LEGITTIMO


diritto soggettivo è autonomo, non dipende dalla P.A ( es. sono il proprietario di una casa perché
l’ho comprato)

interesse legittimo è è una posizione inautonoma e dipende dal provvedimento


dell’amministrazione pubblica (PALMA) . è correlato e caratterizzato all’esercizio del potere
amministrativo come disciplinato dalla norma cd. di azione : il provvedimento amministrativo
subentra comunque o come oggetto di aspirazione( domanda di concessione di suolo
pubblico per installarvi un’edicola) o come oggetto di ripulsa ( impugnazione del decreto di
espropriazione). interesse legittimo non è percepibile sul piano statico cioè senza
intervento della P.A.

il diritto soggettivo e interesse legittimo si differenziano inoltre sulla distinzione tra carenza
assoluta e cattivo esercizio del potere

- nel caso di cattivo uso da parte della P.A. del proprio potere discrezionale si avrà solo la
lesione di un interesse legittimo ( interesse che può essere tutelato solo in sede della
giurisdizione amministrativo)
- nel caso di carenza assoluta di potere cioè che manca in radice il potere della P.A., l’atto
amministrativo viene considerato inidoneo ad incidere legittimamente sul diritto soggettivo del
privato sussiste nella sua integrità e può essere fatto valere davanti al giudice ordinario.

la distinzione è importante perché :


cattivo uso del potere- interesse legittimo - la giurisdizione è del G.A.
carenza di potere- diritto soggettivo- la giurisdizione è del G.O.

TIPOLOGIA DI INTERESSI:
(NIGRO)
- interessi legittimi pretensivi: pretesa del privato affinché l’amministrazione adotti un
determinato provvedimento o comportamento.
- interessi legittimi oppositivi: il privato si oppone all’adozione di atti e comportamenti da parte
della P.A.

(GIANNINI)
- interesse sostanziale: è il momento in cui l’interesse del privato viene a confronto con il potere
della P.A. di soddisfare l’interesse
- interesse procedimentale: l’interesse del privato emerge nel corso del procedimento
amministrativo.
interesse procedimental è strumentale alla tutela degli interessi sostanziali, rappresentandone la
proiezione in giudizio.

LA RISARCIBILITA’ DEGLI INTERESSI LEGITTIMI


la Cassazione, a sezioni Unite, con la storica sentenza 22-7-1999, n. 500 ha riconsiderato la
tradizionale interpretazione dell’art. 2043c.c., che identificava il danno ingiusto con la lesione di un
diritto soggettivo e ha ammesso che la tutela risarcitoria deve essere assicurata in relazione
alla ingiustizia del danno che può verificarsi sia nei confronti di un diritto soggettivo, sia di
un interesse legittimo
la risarcibilità dell’interesse legittimo è disciplinata dall’art, 30 del codice del processo
amministrativo(D.Lgs. 104/2010) ai sensi del quale, nell’ambito di adozione di condanna, si colloca
l’azione esperibile contro la P.A. per danni da illegittimo esercizio dell’azione amministrativa
( quindi a tutela di interessi legittimi) nonché nei casi di giurisdizione esclusiva, per danni da
lesione di diritti soggettivi

GLI INTERESSI COLLETTIVI E GLI INTERESSI DIFFUSI


le situazioni giuridiche soggettive possono assumere una dimensione super individuale, in questa
prospettiva si parla di:

a) interessi diffusi (o adespoti) sono quelli comuni a tutti e non autonomamente indiviuabile
b) interessi collettivi ( o di categoria) quelli che hanno come portatore un ente esponenziale di
un gruppo non occasionale (es. ass.private riconosciute, ordini professionali) e
autonomamente individuabile
l’interesse collettivo inoltre si perenta come:
- differenziato: fa capo ad un soggetto individuato e cioè ad un organizzazione di tipo associativo
che si distingue tanto dalla collettività che dai singoli partecipanti
- qualificato: previsto e considerato dal diritto oggettivo.
la giurisdizione per la tutela degli interessi superindividuali ha elaborato il criterio
procedimentale, trattandosi di un criterio in forza del quale la legittimazione processuale va
ricollegata alla partecipazione procedimentale.

GLI INTERESSI SEMPLICI E GLI INTERESSI DI FATTO


Gli interessi semplici (o amministrativamente protetti) sono quelli vantati dal cittadino nei
confronti della P.A. affinché la P.A. osservi le regole di buona amministazione, di opportunità e
convenienza (cd. merito amministrativo). essi sono tutelati amministrativamente tramite il
ricorso gerarchico, salvo i casi indicati dalla legge in cui il privato può adire il G.A. per vizi di merito.
Gli interessi di fatto ( detti anche situazioni giuridiche soggettive non protette) essendo privi
dal carattere della differenziazione , tipico dell’interesse legittimo, non ricevono alcun tipo di
tutela ( ES. MANUTENZIONE DELLE STRADE, ILLUMINAZIONE)

LE SITUAZIONI GIURIDICHE SOGGETTIVE PASSIVE O DI SVANTAGGIO


sono quelli che attribuiscono al titolare una posizione sfavorevole, prevedendo la subordinazione
dell’interesse di quest’ultimo a quello di altri soggetti.
sono:
1. obbligo: il dovere di tenere un comportamento funzionale. tale dovere correlato ad un diritto
soggettivo altrui, nell’ambito di un rapporto giuridico. il comportamento può consistere in un
dare (es. pagare una somma di denaro), un fare (es. eseguire un manufatto), un non fare (es.
astenersi dalla concorrenza)
2. dovere: è una posizione passiva in correlazione ad un diritto soggettivo che assume un
contenuto diverso a seconda che corrisponde ad un diritto assoluto o ad un diritto relativo
dell’altro soggetto: nel caso di diritto assoluto si concreta in dovere di astensione da atti lesivi
del diritto; nel caso del diritto relativo, al titolare è imposto un comportamento specifico che si
desume dal rapporto obbligatorio. richiede un’attività di cooperazione o di adempimento.
3. onere: il sacrificio un interesse del singolo al fine di ottenere un vantaggio giuridico che però
non costituisce un obbligo
4. soggezione: (diritto potestativo) è caratterizzato da un ruolo meramente passivo del titolare
(mero patì del soggetto), in quanto a differenza del dovere non richiede un’attività di
cooperazione o di adempimento.

LO STATO E GLI ENTI TERRITORIALI:


1- PRINCIPI COSTITUZIONALI
IL PRINCIPIO DEMOCRATICO E LA SEPARAZIONE FRA INDIRIZZO POLITICO E GESTIONE:

art.1 della Costituzione: sancisce il principio democratico, in base al quale il popolo esercita la
sovranità, eleggendo i suoi rappresentanti ai vertici degli organi pubblici per esercitare il potere
politico.

art. 97 della Costituzione: ai pubblici uffici, che sono organizzati secondo le disposizioni della
legge in modo da assicurare il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione, si accede
tramite concorso in omaggio al criterio meritocratico di selezione del personale amministrativo.

l’organizzazione dei pubblici uffici è ispirata anche al principio della distinzione fra funzioni di
indirizzo politico-amministrativo e attività gestionale, che costituisce la disciplina del lavoro
pubblico. l’indirizzo pubblico spetta agli organi politici, mentre la gestione amministrativa è di
competenza dei dirigenti pubblici.

AUTONIMA E DECENTRAMENTO

i principi di autonomia e decentramento sono proclamati dall’art. 5 della Costituzione:


traccia le coordinate del pluralismo autonomistico mediante il riconoscimento di centri di poteri
diversi dallo Stato dotati di una più o meno ampia autonomia, pur entro i limiti del mantenimento
dell’unità politica e della indivisibilità della Repubblica.

il decentramento può essere:


- autarchico, i compiti pubblici vengono affidati ad enti diversi dallo stato
- burocratico, quando agli uffici preferiti vengono trasferite potestà decisionali e non solo compiti
preparativi o esecutivi
- funzionale, quando determinate funzioni vengono attribuite a strutture che godono di una certa
autonomia operativa, finanziaria e contabile

SUSSIDARIETA’, DIFFERENZIAZIONE, ADEGUATEZZA E LEALE COLLABORAZIONE

il conferimento delle funzioni amministrative da parte della legge statale o regionale è regolato dai
principi di SUSSIDARIETA’, DIFFERENZIAZIONE E ADEGUATEZZA
- sussidiarietà verticale: le funzioni vengono affidate alle autorità territoriali (es. comuni), funzioni
ai quali viene attribuita la generalità dei compiti e non impongono di radicare al livello più alto
- sussidiarietà orizzontale: funzioni ai quali individui e formazioni sociali non siano in grado di
assolvere.
- differenziazione e adeguatezza: il conferimento deve tenerconto delle diverse caratteristiche
strutturali, organizzative, demografiche e associative dei diversi livelli di governo e quindi
adeguarsi alle effettive capacità organizzative dell’amministrazione cui le funzioni i compiti sono
attribuiti
- il principio di leale cooperazione riguarda le relazioni organizzative fra amministrazioni
pubbliche. art. 120, comma 2, cost. definisce l’esercizio dei poteri sostitutivi, nel rispetto del
principio di leale collaborazione, da parte del governo qualora gli enti territoriali non adempiono
correttamente e nel termine fissato alloro obblighi.

I PRINCIPI SULL’ORGANIZZAZIONE DEI PUBBLICI UFFICI


gli artt. 95, comma 3 e 97, comma 2: la legge prevede all’ordinamento della Presidenza del
Consiglio e determina il numero, le attribuzioni e l’organizzazione dei ministeri e che i pubblici
uffici sono organizzati secondo disposizioni della legge in modo che siano assicurati il buon
andamento e l’imparzialità dell’amministrazione.

L’ORGANIZZAZIONE AMMINISTRATIVA STATALE ( DELLO STATO)


si struttura in:
a) organizzazione diretta: la struttura appartiene direttamente allo stato . questa tipologia di
organizzazione si divide in : centrale ordinaria, ad esempio i Ministri; centrale speciale, si
collocano le aziende autonome e sono sottoposti al potere di direzione di Ministro; locale o
preferica, il decentramento burocratico come per esempio il Prefetto.
b) organizzazione indiretta che si articola attraverso: enti pubblici istituzionali che sono
distinti dalle strutture statali e godono di un certo grado di autonomia ( le camere di
commercio); attraverso enti territoriali, come regione, provincia, comune che oprano il
decentramento autarchico rispettivamente istituzionale e locale sul territorio nazionale

L’APPARATO AMM. CENTRALE . IL GOVERNO E L’ORGANIZZAZIONE DEI MINISTRI


IL GOVERNO
IL Governo è L’organo COSTITUZIONALE che partecipa alla funzione di direzione politica dello
Stato. e che esprime la volontà delle forze politiche di maggioranza che lo sostengono con fiducia.
si compone di più organi (art.92 Cost.):
- il Consiglio dei Ministri
- il Presidente del Consiglio dei Ministri
- i ministri
a questi si aggiungono alcuni organi non necessari: Consiglio di Gabinetto, Comitati di Ministri
e Comitati Interministeriali, Vicepresidenti del Consiglio, Ministri senza portafoglio,
Sottosegretari di Stato e Commisari straordinari del Governo.

LE AGENZIE E LE AZIENDE AUTONOME


l’agenzia pubblica è un’entità autonoma ausiliaria del governo con compiti prevalentemente
tecnici, dotata spesso di personalità giuridica e di autonomia organizzativa e gestionale e
sottoposta agli indirizzi. alla vigilanza e ai controlli ministeriali. sono vigilate e controllate
dai ministri competenti e godono di piena autonomia operativa e di bilancio. es. agenzie delle
entrate, delle dogane, dei monopoli, e del demanio. Agenzia italiana del farmaco, l’agenzia per la
rappresentanza negoziale delle pubbliche amo., Agenzia nazionale dei giovani, Agenzia per l’Italia
digitale, Agenzia per la coesione territoriale
Le Aziende Autonome o amministrazioni dello stato ad ordinamento autonomo sono
organismi atipici, privi di personalità giuridica,godono di autonomia amministrativa contabile
e finanziaria, ma sono soggette a controllo politico da parte del Parlamento, gerarchico da
parte del Ministro e successivo da parte Della corte dei Conti. es. azienda autonoma delle ferrovie
dello stato, ora ferrovie dello stato s.p.a., l’ex amministrazione delle poste e telecomunicazioni, ora
poste italiane s.p.a.

ORGANI CONSULTIVO: CONSIGLIO DI STATO, C.N.E.L. E AVVOCATURA DELLO STATO

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