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PICASSO

Nei primi anni del '900, nell'arte non si parla più di singoli artisti, ma di gruppi, dei veri e propri
movimenti, meglio chiamati gruppi di avanguardia. Molto spesso questi gruppi stendono un testo scritto
di carattere programmatico, quasi identitario, dove dicono chi sono e cosa vogliono, una sorta di
enunciazione dei loro principi; questi testi vengono chiamati manifesti. E' un termine ripreso dall'ambito
della politica e del discorso politico più rivoluzionario: il comunismo. E proprio un manifesto era quello
realizzato da Marx e Hegel per stendere il programma sobillatorio della loro politica. Nel 1905, a Parigi,
c'è un giovane pittore di origine spagnola, Pablo Picasso, considerato il padre delle avanguardie. Nei
primi anni del 1900 fa una pittura non particolarmente sperimentale o eversiva, non è ancora il pittore
rivoluzionario che sta per fondare l'idea di avanguardia nell'arte moderna. Picasso si schiera dalla parte
degl'ultimi, degli emarginati, come attestano i suoi dipinti, quali ad esempio "il vecchio chitarrista cieco"
(1905) o "famiglia di acrobati con scimmia" (1906). Fino al 1906 Picasso non è un pittore particolarmente
eversivo, rivoluzionario, dirompente, ma sta per diventarlo. Picasso farà esplodere tutto, ma lo farà
all'improvviso.

1905, il vecchio chitarrista cieco (periodo blu)

si schiera agli ultimi, agli emarginati, siamo di fronte ad una pittura che deve mettere in discussione il
positivismo

famiglia di acrobati con scimmia (periodo rosa) si schiera ancora con gli emarginati

fino al 1906 picasso non è un pittore particolarmente eversivo, rivoluzionario, dirompente ma sta per
diventarlo. picasso farà esplodere tutto ma lo farà all’improvviso

"((( Il cubismo non è mai stato accompagnato da uno sforzo teoretico a priori, cosa molto ardita, portata
avanti da Braque e Picasso. La fase barbarica di Picasso è una fase distruttiva per creare un territorio
nuovo, ma è una fase che si esaurisce quasi subito poichè con l'amico Braque iniziano a fare una pittura
molto più rigorosa. Il cubismo eredita l'atteggiamento dell'impressionismo, dove il problema è la pittura
stessa e ciò che viene rappresentato è insignificante, poichè quello che conta è l'elaborazione del dipinto
in sè. E' una pittura che dal punto di vista del colore è lontanissima dall'impressionismo. Picasso inventa
una tavolozza spenta, monocroma. L'aspetto del dipinto ha qualcosa di frantumato, e riconduce le forme
umane a delle forme prismiche come un specchio che implode che i pezzi rimangono in qualche modo
legati fra loro .)))"

Nella prima metà del 1907 accadono a Picasso due shock culturali che si riveleranno decisivi, i quali
produrranno nella sua mente un corto circuito fecondatore. Il primo shock è la mostra di Cezanne (morto
nel 1906). Nei suoi ultimi dipinti non si vede più una pittura rassomigliante di quello che si vede, ma vi è
piuttosto un processo di geometrizzazione. Questa pittura spazza via qualunque sentimentalismo e va
verso una scomposizione analitica della realtà. Il secondo shock accade nel 1907 e questo va considerato
come mitico e leggendario: per la prima volta Picasso vede dei manufatti tribali, i quali appaiono primitivi
e primordiali. Secondo la leggenda sarebbe stato Matisse, il primo a mostrare a Picasso questi manufatti.
Il colonialismo, fa affluire nelle grandi capitali europee una serie di oggetti di questo tipo, intesi come
documenti antropologici ed etnografici. La domanda che viene spontanea è il perchè queste maschere
suscitino tale fascino; forse Picasso non è il primo a guardare queste maschere, ma è quello che lo fa con
più lucidità. E' inimmaginabile l'idea che un'artista occidentale moderno potesse guardare a queste cose
come delle possibili fonti di ispirazione, come modelli. Queste maschere africane non vogliono imitare
all'aspetto fisico del volto umano, ma sono ogni volta una nuova intenzione, non producono un doppio
della realtà, ma un fatto nuovo, derivante da un processo creativo e di imitazione. Queste maschere
danno l'esempio di un'arte che non imita la natura, ma che la reinventa, sono prive di stati d'animo. Nel
1907, dopo la mostra, Picasso entra in una crisi artistica molto potente e rinnega i dipinti del periodo blu
e rosa, i quali vengono di sconosciuti e tacciati di sentimentalismo.

Nella seconda metà del 1907 Picasso si isola nello studio per molte settimane, dipingendo stranissime
figure dall'aspetto mostruoso e mai visto prima. Questo dipinto è considerato uno dei capi saldi della
pittura di Picasso. E' la sua opera dirompente e innesca una rivoluzione nell'epoca delle avanguardie .
Tutti pensarono che Picasso fosse impazzito, poichè un dipinto del genere non si era mai visto prima.
Quelle raffigurate sono delle prostitute di Avignone e dovrebbe essere un bordello. Sembra un immagine
uscita da un incubo, con queste forme acuminate, ha qualcosa di minaccioso; Picasso spazza via
l’equazione tra arte e bellezza, come se l’arte fosse il rifugio dell’uomo moderno: l’arte sfida tutte le
certezze che riguardano il campo dell’arte. questo quadro è la proposta di una nuova riflessione, è
l’apertura verso mille altre strade; Picasso inizia a dipingere questa tela senza sapere come andrà a finire,
non c è un progetto ben chiaro che lui vuole realizzare con quest'opera, è pura sperimentazione in atto, è
un tentativo di far nascere qualcosa di nuovo. I volti, in questo dipinto vengono rappresentati tutti in
modo diverso, infatti i volti a destra assomiglianti a maschere africane, sono stati realizzati dopo.

Qui il problema non è contenutistico, infatti non vuole provocare scandali. Con questo dipinto, Picasso
inventa proprio linee nuove, e assume la leadership dell'avanguardia artistica europea. Un dipinto come
questo va guardato con uno aguardo semplice e ingenuo, se no non si percepisce l'aspetto più vistoso ed
eclatante. Questo è un dipinto che ha qualcosa di inquietante come i volti più a destra; tutta l'immagine
ha un aspetto minaccioso, ricorda una vetrata che sta andando in frantumi. Nella pittura non si è mai
visto nulla di simile e per la prima volta ci troviamo di fronte ad una pittura che non vuole essere bella,
piacevole, seducente. L'avanguardia infatti, nasce sotto il segno di un "attentato" nel campo dell'arte,
poichè vuole sconcertare lo spettatore. E' un opera che sovverte tutta la traduzione artistica occidentale,
che però dialoga in modo abbondantissimo con la pittura occidentale. Picasso era un pluristilista; infatti
in basso c'è una natura morta, la quale è un omaggio alla "colazione sull'erba" di Manet. Picasso è un
grande estimatore dei maestri del passato. Il volto umano, in questo dipinto, viene fatto in 3/4 modi
diversi, tutti ispirati alle maschere africane. Le prime 3 facce a sinistra sono state fatte prima, poi le altre
due in seguito, infatti sono diversissime. Non torna indietro per rifare le prime 3 facce ma le lascia come
le aveva fatte, e quindi nel dipinto si può vedere il suo processo. In questo quadro i corpi perdono
volume e lo spazio diventa una specie di corpo. Da questo momento l'elemento primitivistico diventa
uno delle fonti essenziali dell'arte moderna.

Les Mademoiselles d'Avignon è un dipinto colmo di elementi, come ad esempio la degradazione delle 3
grazie oppure un'ispirarsi alla scultura romanico-catalana e ancora riferimenti all’arte tribale. Ma che
interesse ha Picasso per le maschere africane? Sono per lui l’esempio di come l’arte possa rendersi
indipendente dalla mimesis, dal creare un doppio e essere reinvenzione dell’immagine delle cose. Per
Picasso il riferimento alle maschere tribali ha una valenza non ideologica ma formale e linguistica, le
maschere sono l’esempio di un arte non naturalistica e di ricostruzione e reinvenzione libera e
inesauribile delle forme del mondo e della natura e tal proposito Picasso disse: "La natura è una cosa la
pittura un altra"

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