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**8Economia aziendale 2.

AIUTO PER NON CONFONDERSI: ricordarsi sempre l’opposto della sigla,


Tale sezione della partita doppia Tale sezione della partita doppia
viene definita: viene definita: quando si ha FMC  C sta per venditore, li sostiene lui
DARE  qua vanno inserite le AVERE qua vanno inserite le
variazioni positive variazioni negative quando si ha FMV  V sta per compratore , li sostiene lui

Assegnato= dopo

VFP VFN Affrancato= ora


VEN VEP
+denaro -denaro COSTI DI TRASPORTO 1 FMC (POSRTO ASSEGNATO)
+crediti -crediti Scrittura contabile:
-debiti +debiti
Variazio Importo Importo
+costi -costi Data Conto D/A

-ricavi +ricavi ne Dare Avere

-capitale proprio +capitale proprio ..../…/200n VFP Fornitori c/ spese anticipate D 134,20
..../…/200n VFN Costi di vendita anticipata A
Cassa 134,20

Variazio Importo Importo


Data Conto D/A
ne Dare Avere

..../…/200n VEN Merci c/acquisti D 1.100,00


..../…/200n 242,20
..../…/200n VFP IVA ns. credito D
VFN Debiti v/fornitori A
1.342,20

..../…/200n VFP Debiti v/fornitori D 134,20


..../…/200n VFN Fornitori c/ spese anticipate A
134,20

N.B.

In questo caso i costi del trasporto sono a carico del venditore ma vengono
Acquisto Merci
pagati dall’acquirente perciò lui rileva un credito per costi anticipati al posto del
venditore8 e con tali crediti va a ridurre i debiti verso il fornitore

COSTI DI TRASPORTO 2 FMV (PORTO ASSEGNATO)


Scrittura contabile:
Importo Importo
Data Variazione Conto D/A
Dare Avere

..../…/200n VEN Costi di trasporto D 110,00


..../…/200n VFP IVA ns. credito D 24,20 Del venditore:
..../…/200n VFN Debiti v/fornitori A 134,20 Variazio Importo Importo
Data ne Conto D/A Dare Avere
..../…/200n VFP Debiti v/fornitori D 134,20
..../…/200n VEN Crediti vs clienti D 1476.20
..../…/200n VFN Cassa A 134,20
..../…/200n VEN Merci c/ vendite A 1.100,00

..../…/200n VFP Costi vendite anticipati A 110,00

N.B. ..../…/200n VFN Iva ns credito A 266,20

In questo caso i costi sono a carico dell’acquirente e li paga alla consegna


della merce perciò lo rileva come un semplicissimo costo. RESI SU ACQUISTI
COSTI DI TRASPORTO 4 FMV(PORTO AFFRANCATO) L’acquirente scopre che della merce è difettosa in questo caso:

Scrittura contabile. 1) Rimanda indietro la merce


A) Fattura del vettore all’acquirente 2) Apre una scrittura contabile dove va a diminuirsi i debiti per la quantità
difettosa per il prezzo
Variazio Importo Importo
Data Conto D/A
3) Diminuisce anche l’iva a credito che si è ottenuta con l’acquisto delle
ne Dare Avere
merci.
..../…/200n VEN Costi di trasporto D 110,00

..../…/200n VFP IVA ns. credito D 24,20


La nota di credito emessa dall’acquirente nei confronti del venditore si
..../…/200n VFN Fornitori c/ spese anticipate A 134,20 presenterà nel modo seguente:

unità di merce rese * € prezzo per unità = totale prezzo


Variazio Importo Importo
Data ne Conto D/A Dare Avere
+ I.V.A. 22% =€ iva da togliere
..../…/200n VEN Merci c/acquisti D 1.100,00
..../…/200n VFP IVA ns. credito D 242,00 Totale € tot+iva
..../…/200n VFP D 134,20
..../…/200n Fornitori c/ spese anticipate
VFN Debiti v/fornitori A

1.476,20 Scrittura contabile:

Data Variazione Conto D/A Importo Dare Importo


Avere
N.B.
..../…/200n VFP Debiti v/fornitori D 244,00
In questo caso l’acquirente nota che il vettore è già stato pagato all’inizio,
anche se era a carico suo perciò tale costo pagato dal venditore alla partenza ..../…/200n VFN IVA ns. credito A 44,00
deve essere aggiunto ai debiti/ vs fornitori con le merci di acquisto.
( attenzione non calcolare l’iva nuovamente ) ..../…/200n VEP Resi su acquisti A 200,00

Scrittura contabile:
o Spese di trasporto addebitate = 10,00
o Totale imponibile = € 250,00
+ I.V.A. 22% = €55,00
TOTALE = € 305

Variazio Importo Importo


Data ne Conto D/A Dare Avere

..../…/200n VEN Merci c/acquisti D 240,00

..../…/200n VEN Costi di trasporto D 10,00

..../…/200n VFP IVA ns. credito D 55,00

SCONTI E ABBUONI ..../…/200n VFN Debiti v/fornitori A 305,00

Variazio Importo Importo


Data ne Conto D/A Dare Avere
Sconto sulla prima fattura acquisto Precisetti € 20 (€ 1 * 20 unità) :
..../11/200n VEN Merci c/acquisti D 330,00

..../11/200n VEN Costi di trasporto D 12,00


Variazio Importo Importo
Data Conto D/A
ne Dare Avere
..../11/200n VFP IVA ns. credito D 75,24
..../…/200n VFP Debiti v/fornitori D 24,40
..../11/200n VFN Debiti v/fornitori A 417,24
..../…/200n VFN IVA ns. credito A 4,40

..../…/200n VEP Abbuoni e sconti attivi A 20,00


• Abbuoni : si collegano generalmente a riduzioni di
prezzo concesse dal fornitore in caso di difformità dei beni
consegnati per quantità o qualità
• Sconti :
• “condizionati” o “incondizionati” a seconda che che si applichino al verificarsi Seconda fattura acquisto Precisetti
di certe condizioni (es. pagamento in contanti)
(imponibile = € 11,00 * 30 unità + € 12,00 = 342,00; IVA = 342,00 * 0,22 = 75,24):
• soggetti o meno ad emissione di nota di variazione.
Il caso.....
......... Per il riacquisto delle 20 unità mancanti si ricorre alla Precisetti snc, che dopo
pochi giorni invia le stesse tipologie di prodotti ma di qualità superiore, ad un prezzo
di € 12 per unità + IVA. La Precisetti snc aveva già provveduto a pagare il
trasportatore, per cui nella fattura che ci invia comprende € 10 + IVA. Pagamento a
60 giorni fine mese.
Dopo gli ultimi inconvenienti, la Rasonatti decide di affidarsi per quel tipo di merci
alla Precisetti, la quale, per il buon proseguimento del rapporto, stabilisce un prezzo
unitario di € 11, riconoscendo lo sconto anche sulla merce già spedita. Se ne
acquistano 30 unità concordando una dilazione a 30 giorni. I costi di trasporto a
carico della Rasonatti su questa ulteriore spedizione ammontano a €12 + IVA.

Prima fattura acquisto Precisetti:

o 20 unità di merce  € 12,00 per unità =


€ 240,00
CAP 6

COSTI PER SERVIZI


N.B.
Per i servizi si rilevano come una semplicissima scrittura di acquisto merci solamente che in descrizione non
scriviamo merci c/ acquisti ma costi per energia, telefono….

Caso speciale :

Se dobbiamo pagare una parcella di un commercialista:

Come si calcola la parcella di un commercialista:

a)fattura del dott. Cacciasord, per assistenza sui contratti di lavoro per tutto l’anno
corrente, € 5.000, c.a.p. 2% (imponibile); la fattura viene pagata in contanti nel mese
di novembre, al netto della ritenuta di acconto del 20%, che viene versata nel
successivo mese di dicembre.

5000+ 2%= 5100 imponibile

Iva va calcolata sull’imponibile ovvero 5100 ovviamente del 22%

N.B.

Il totale non è la somma che l’azienda deve pagare al commercialista perché ci sono le ritenute che vanno
calcolate non su 5100 ma su 5000

Seguono le scritture contabili.

a) Liquidazione

Variazio Importo Importo


Data Conto D/A
ne Dare Avere

..../11/200n VEN Consulenze professionali D 5.100,00

..../11/200n VFP IVA ns. credito D 1.122,00

..../11/200n VFN Debiti v/fornitori A 6.222,00

b) Pagamento
Variazio Importo Importo
Data ne Conto D/A Dare Avere

..../11/200n VFP Debiti v/fornitori D 6.222,00

..../11/200n VFN Erario c/ritenute da versare A 1.000,00

..../11/200n VFN Cassa A 5.222,00

c) Pagamento Erario

Variazio Importo Importo


Data Conto D/A
ne Dare Avere

..../12/200n VFP Erario c/ritenute da versare D 1.000,00


..../12/200n VFN Banca c/c A 1.000,00
ASSICURAZIONI
Per questa operazione conviene riportale l’esempio del professore però dicendo che
alla fine la scrittura è sempre la stessa di un acquisto a parte per le svalutazioni e
risarcimenti che ci introducono su un altro capitolo.

Quando si svaluta un immobile o un macchinario si genera un fondo svalutazioni


importantissimo perché questo fondo deve essere sottratto al valore dell’immobile
quando si fa il bilancio questo per trovare il valore effettivo del bene nel periodo n.

Il caso…..

Mentre sta registrando le fatture, si presenta il dott. Caia, della Pagomai Assicurazioni, che chiede il pagamento delle
polizze, complessivamente per € 2.400, periodo assicurativo 1.11 – 31.10. Il direttore amministrativo paga
immediatamente.

Variazio Importo Importo


Data Conto D/A
ne Dare Avere

..../11/200n VEN Premi assicurativi D 2.400,00


..../11/200n VFN Debiti v/fornitori A
2.400,00
..../11/200n VFP Debiti v/fornitori D 2.400,00
..../11/200n VFN Banca c/c A
2.400,00

Supponiamo che si verifichi un incendio in un fabbricato aziendale: dovremo effettuare una


svalutazione (ad esempio per 100.000,00 €):
Importo Importo
Data Variazione Conto D/A Dare Avere

..../…/200n VEN Svalutazione fabbricati D 100.000,00


..../…/200n VEP Fabbricati A
100.000,00

Risarcimento dalla assicurazione (es. 80% della svalutazione):


Importo Importo
Data Variazione Conto D/A
Dare Avere

..../…/200n VFP Assicurazione c/risarcimenti D 80.000,00


..../…/200n VEP Risarcimenti assicurativi A 80.000,00

COSTO DEL LAVORO (CAP 7)

Componenti costo del lavoro:

• Retribuzione diretta:

– paga base
– attribuzioni accessorie CHE POSSONO ESSERE:

• retributive (maggiorazioni per lavoro straordinario, premi di rendimento, gratifiche, scatti di anzianità,
indennità di vario tipo ecc.)

Le principali indennità sono: — di contingenza, legata all’aumento del costo della vita;

— di disagiata sede;

— per lavorazioni nocive, disagiate o pericolose;

— di maneggio denaro (di cassa);

— di mensa;

— per lavori fuori zona (disagiata sede);

— di reperibilità;

— di trasferta

• non retributive (rimborsi spese, trasferte ecc.).

– “gratifiche” : elargizioni corrisposte in modo non continuativo, quali la tredicesima o quattordicesima


mensilità.

• Retribuzione indiretta: ferie, TFR

• Oneri sociali: – previdenza e assistenza (INPS) – assicurazioni per infortuni sul lavoro (INAIL)

Come contabilizzare una busta paga:

Salari e stipendi al lordo

+ assegni familiari

Ritenute fiscali IRPEF

Ritenute previdenziali a carico dei dipendenti (INPS)

= Busta paga netta


Esempio
Dicembre:

il direttore del personale consegna le buste paga per il periodo di dicembre:

- salari e stipendi lordi +€ 12.000; (a carico dell'azienda)

- ritenute da versare -€ 2.000; Ritenute fiscali (IRPEF) sono da conteggiare solo al pagamento dei salari

- contributi previdenziali a carico dipendenti -€ 1.000; (di competenza INPS)

- contributi a carico azienda € 3.000; da pagare a parte

- assegni familiari +€ 150. (a carico INPS)

Il 10 del mese si era provveduto a pagare un anticipo sulle tredicesime per € 3.000.

Netto in busta (retribuzioni nette da pagare ai dipendenti) = 9.150,00


N.B  Da considerare l’anticipo al momento del pagamento

Ricordarsi che l’azienda si sostituisce al posto dell’INPS temporaneamente infatti l’azienda paga al posto
suo e poi l’ente ridarà i soldi sottraendoli dalle ritenute che l’azienda deve pagare

Scritture contabili:

Anticipo di 3000 euro.

10/12/200n VFP Dipendenti c/anticipi retribuzioni D 3.000,00

10/12/200n VFN Banca c/c A 3.000,00


Scrittura per i salari e stipendi
..../12/200n VEN Salari e stipendi D 12.000,00

..../12/200n VFP INPS c/competenze (assegni familiari) D 150,00

..../12/200n VFN INPS c/competenze (ritenute a carico dei dipendenti) A 1.000,00

..../12/200n VFN Dipendenti c/retribuzioni A 11.150,00


Pagamento degli stipendi:
..../12/200n VFP Dipendenti c/retribuzioni D 11.150,00

..../12/200n VFN Dipendenti c/anticipi retribuzioni A 3.000,00

..../12/200n VFN Erario c/ritenute da versare A 2.000,00

..../12/200n VFN Banca c/c A 6.150,00 quello che mi esce dalla banca effettivamente.
I 3000 euro di contributi che l’azienda possiede devono essere liquidati:
/…/200n VEN Contributi previdenziali D 3.000,00

..../…/200n VFN INPS c/competenze A 3.000,00

Mastrino del conto INPS c/ competenze oppure conto ritenute:

INPS c/ contributi

Assegni familiari 150 Ritenute a 1000


pagati per conto carico dei
dell’INPS dipendenti
Pagamento INPS 3850 Ritenute a
carico 3000
dell’azienda
>Totale 4000
>Totale
4000

Pagamento delle ritenute: ricordarsi sempre di togliere assegni o ferie o giorni di malattia a carico dell’INPS
/200n VFP INPS c/com petenze D 3.850,00

..../… /200n VFN C/ cassa oppure banca A 3.850,00

CAP 8 IMMOBILIZZAZIONI:

Caratteri immobilizzazioni:

– fattori a fecondità ripetuta, nel senso che partecipano a più cicli di produzione cedendo gradualmente la
loro utilità nel tempo

– fattori pluriennali, ossia fattori la cui durata utile si estende oltre l’anno solare

Classificazioni:

– immobilizzazioni tecniche

• Beni materiali (terreni, fabbricati, impianti, macchinari,

attrezzature industriali o commerciali)

• Beni immateriali (brevetti, marchi, licenze e concessioni)

• Oneri pluriennali (costi di impianto e ampliamento, costi di

sviluppo)

– immobilizzazioni finanziarie
Fasi rilevanti per la contabilizzazione
– Acquisizione

• Conferimento

• Acquisto

• Costruzione interna

– Utilizzazione

• cessione graduale di utilità al processo produttivo;

• quota di ammortamento: quota del valore originario da

considerare come il valore dell’immobilizzazione che partecipa alla

formazione del risultato economico dell’esercizio

• Ammortamento: processo di ripartizione del costo pluriennale nel

tempo di vita utile del fattore

– Dismissione

• Alienazione sul mercato

• Ritiro in permuta

• Rottamazione
ACQUISTO DI UN MACCHINARIO:
Scrittura normalissima:

../…/200n-1 VEN Automezzi D 50.000,00

..../…/200n-1 VFP IVA ns. credito D 11.000,00

..../…/200n-1 VFN Debiti v/fornitori A 61.000,00

Come una semplice scrittura di acquisto dove si rilevano dei debiti verso fornitori oppure si paga
direttamente.

Costruzione macchinario entro esercizio.

Se il macchinario si costruisce all’interno dell’azienda perché non esiste nel mercato, per risparmiare
oppure per mantenere il segreto industriale, la scrittura è così:

Data di inizio 10/03.Durante la lavorazione del macchinario sostiene costi per 108600 euro, la costruzione
viene ultimata entro l’anno ad esempio 30/09.

Scritture P.D.

30/09 impianti e macchinari D 108600  andrà nello stato patrimoniale tra le immobilizzazioni

30/09 costruzioni interne A 108600  andrà nel conto economico nella macro classe A

Costruzione macchinario che sfora in più esercizi.

Inizio 10/09 la costruzione di un macchinario, al termine dell’esercizio l’impianto non è ancora ultimato e
fino ad allora ha sostenuto costi per 125800 euro. La costruzione è ultimata il 31/03 dell’esercizio
successivo sostenendo ulteriori costi per 84200 euro.

Scritture in P.D.

31/12 imm. Mat. In corso D 125800  andrà nello stato patrimoniale però non sarà ammortizzato

31/12 Costruzioni interne A 125800  andrà nel conto economico nella macro classe A

Nel successivo esercizio:

31/03 impianti e macchinari D 210000  andrà scritto nello stato patrimoniale tra le immobilizzazioni n+1

31/03 imm. Mat. In corso A 125800 ( già scritto nell’esercizio precedente )

31/03 costruzioni interne A 84200  andrà scritto nel conto economico Macro classe A n+1

UTILIZZAZIONE

Un macchinario nel corso degli anni viene usato, questo provoca un deterioramento che ne diminuisce il
valore, è come un automobile che acquisti; ad esempio compro una Mercedes classe A 4matic 45amg +
per 100.000 euro, te sai che il suo valore non rimane sempre 100.000 ma nell’anno n+1 varrà 80.000 euro
e via così fino ad annullarsi.

La definizione di un “Piano d’ammortamento”


presuppone:

– il valore da ammortizzare;

• costo di acquisizione delle singole immobilizzazioni

tecniche, aumentato delle eventuali spese di installazione,

montaggio e collaudo e diminuito dell’eventuale valore

presunto di recupero finale (=0)

– la durata dell’ammortamento;

• Logorio fisico-tecnico

• Logorio economico (obsolescenza)

• Politica delle manutenzioni

– il criterio di ripartizione nel tempo del valore da

ammortizzare

• Criteri matematici (quote costanti, crescenti, decrescenti)

• Criteri logici

N.B.

Ogni anno noi ammortizziamo i nostri immobili, questi ammortamenti si racchiudono nel Fondo
ammortamento che rappresenta una rettifica progressiva del valore originario del cespite mano a mano
che passano gli esercizi.

In ogni momento della vita utile dell’immobilizzazione, la differenza tra costo originario di acquisto, o costo
storico, e il totale del fondo di ammortamento prende il nome di valore contabile (o valore di libro).

Costo storico – fondo ammortamento= valore contabile

Dismissione di un macchinario:

Eliminazione dalla contabilità

Confronto tra: - “ valore recuperato” al momento della cessione ( prezzo di cessione) 1

valore di acquisto

(costo di acquisizione) - PLUSVALENZA/MINUSVALENZA

1) minus/ plus = (fondo ammortamento + prezzo di cessione) – costo di acquisto

2) minus / plus = prezzo di cessione –( costo di acquisizione – fondo ammortamento)

N.B. si ottiene sempre lo stesso risultato è solo che in molte azienda usano un metodo o l’altro, scegli te
quello che trovi più comodo. Ovviamente ricordati che le minusvalenze e le plusvalenze sono variazioni
economiche originiate in questo caso dalla variazione tra il valore contabile del macchinario – il prezzo di
cessione.

Scritture per la dismissione di un macchinario:


Esempio ripreso dalle slide.

• una VFP per l’emissione della fattura di vendita del vecchio impianto al

fornitore del nuovo (1.000 + 22% IVA = 1.220 in Dare del conto

“Crediti v/clienti”)

• una VFN per l’IVA sulla vendita (220) in Avere del conto “IVA ns. debito”

• una VEN nel Dare per 5.000 nel conto “Fondo ammortamento

automezzi”,

• una VEN per la rilevazione della minusvalenza, pari a 44.000, in Dare del

conto “Minusvalenze”

• una VEP nel conto “Automezzi” di 50.000, pari cioè al valore di

acquisizione del cespite, nell’Avere del conto “Automezzi”

..../01/200n VFP Crediti v/clienti D 1.220,00

..../01/200n VEN Fondo ammortamento automezzi D 5.000,00

..../01/200n VEN Minusvalenze D 44.000,00

..../01/200n VFN IVA ns. debito A 220,00

..../01/200n VEP Automezzi A 50.000,00

In questo caso il fondo ammortamenti viene direttamente inserito in una singola scrittura contabile anche
se si può fare in due :

/01/200n VEN Fondo ammortamento automezzi D 5.000,00

..../01/200n VEP Automezzi A 5.000,00

Altra scrittura.

..../01/200n VFP Crediti v/clienti D 1.220,00

..../01/200n VEN Minusvalenze D 44.000,00

..../01/200n VFN IVA ns. debito A 220,00

..../01/200n VEP Automezzi A 45.000,00

Quando si dismette un macchinario la cosa importantissima è quella che il conto automezzi dia per il
medesimo macchinario un importo =0

MANUTENZIONE STRAORDINARIA

Gennaio

(...) La società deve provvedere al riacquisto, peraltro non era coperta da assicurazione casco, per cui si
rivolge alla Trucks & Trolleys per il riacquisto di un autoveicolo al prezzo di € 60.000. Pagamento a 60 giorni

..../01/200n VEN Automezzi D 60.000,00


..../01/200n VFP IVA ns. credito D 13.200,00

..../01/200n VFN Debiti v/fornitori A 73.200,00

Manutenzione:

L’acquisto è stato fatto in fretta perché anche l’altro camion ha presentato dei problemi ed è stato
necessario portarlo in officina per la sostituzione del motore. Costo € 6.000 +IVA. Il pagamento di
quest’ultimo importo viene concordato a 60 gg fine mese.(...)

La sostituzione del motore dell’altro camion costituisce un caso tipico di manutenzione straordinaria.

N.B

In caso di miglioria, il costo per essa sostenuto deve essere portato direttamente ad incrementare il valore
del bene a cui è rivolto l’intervento

..../…/200n-1 VEN Automezzi D 6.000,00

..../…/200n-1 VFP IVA ns. credito D 1.320,00

..../…/200n-1 VFN Debiti v/fornitori A 7.320,00

Il vecchio motore è stato rottamato senza alcun corrispettivo economico.

Ciò comporta la rilevazione di una minusvalenza


Il camion era stato acquistato quattro anni prima per € 30 000 + IVA ed è già stato ammortizzato per 4/5;
pertanto il suo fondo di ammortamento ammonta a € 24.000 (= 30.000 × 4/5). Stimando che il valore del
motore originario fosse stato pari al 18% del costo complessivo (e quindi 5.400 = 30.000 × 0,18) anche il
fondo ammortamento si riferisce per il 18% al vecchio motore (e quindi 4.320 = 24.000 × 0,18).

Avremo quindi:

..../…/200n-1 VEN Fondo ammortamento automezzi D 4.320,00

..../…/200n-1 VEN Minusvalenze D 1.080,00

..../…/200n-1 VEP Automezzi A 5.400,00

ACQUISTO DI IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI DALL’ESTERO

Trattandosi di fornitore estero, l’IVA non viene inserita nella fattura (e quindi pagata al fornitore), ma deve
essere versata agli uffici doganali:

• dall’acquirente in caso di trasporto effettuato direttamente

• dal vettore spedizioniere, che si rivarrà sull’acquirente al momento della emissione della sua fattura per il
trasporto

/01/200n VFP IVA ns. credito D

..../01/200n VFN Cassa oppure c/ banca A

Poi si liquida la fattura:

/01/200n VEN Attrezzature commerciali D rileviamo il debito verso fornitori esteri

..../01/200n VFN Debiti v/fornitori esteri A


..../01/200n VFP Debiti v/fornitori esteri D
Paghiamo la fattura senza contabilizzare l’iva
..../01/200n VFN Banca c/c A essendo già pagata

SPESE DI AMPLIAMENTO:

Sono spese che l’impresa paga per un beneficio aziendale ad esempio per aumento del capitale,
ovviamente conseguito mediante commercialisti o notai.

FATTURA N. ….

Per assistenza nella operazione di aumento

di capitale sociale....……….. € 2.000,00

C.A.P. 2% a titolo di rivalsa………........ € +40,00 ( contributo dovuto per la previdenza )

€ 2.040,00

I.V.A. (22% di 2.040,00)……….......…... € +448,00

€ 2.488,00

Ritenuta d'acconto (20% di 2.000,00).... € - 400,00 classica ritenuta da detrarre  guarda capitolo 6

Netto a pagare € 2.088,00

Scrittura contabile:

..../10/200n VEN Spese d’impianto e ampliamento D 2.040,00

..../10/200n VFP IVA ns. credito D 448,00

..../10/200n VFN Erario c/ritenute da versare A 400,00

..../10/200n VFN Debiti v/fornitori A 2.088,00

IMMOBILIZZAZIONI FINANZIARIE: di solito in questo caso si parla di partecipazioni ovvero acquisizioni di


aziende o azioni che portano dei benefici all’azienda.

Un concorrente, il rag. Saveri, ha deciso di cedere la società della quale detiene il 90% delle quote sociali.
Acquistiamo la Lane Bozzo srl per € 100.000 (…) il valore del capitale netto ammonta a € 30.000 (…)

..../11/200n VEN Partecipazioni D 100.000,00

..../11/200n VFN Banca c/c A 100.000,00

L’avviamento pagato, incorporato nel prezzo delle  deriva da operazioni di compravendita ( cessioni,
fusioni o vendite) è una remunerazione che diamo alla controparte come prezzo dello sviluppo della sua
capacità di generare profitti. ( comprende sia caratteristiche aziendali sia caratteristiche soggettive come
qualità imprenditoriali, fornitori, clienti…)
Partecipazioni, è stato:

100.000 – 0,90 * 30.000 = 100.000 – 27.000 = 73.000

LE PARTECIPAZIONI CI DANNO DEGLI ATTIVI MEDIANTE DIVIDENDI, SI RISCUOTONO Così:

Una nostra partecipata delibera l’assegnazione dei dividendi ai soci. La quota di

nostra spettanza ammonta a 4.000. Alla della deliberazione avremo:

Rileviamo il credito:

..../5/200n VFP Crediti per dividendi D 4.000,00

..../5/200n VEP Dividendi (da partecipazioni) A 4.000,00

E al momento dell’incasso a mezzo banca:

..../6/200n VFP Banca c/c D 4.000,00

..../6/200n VFN Crediti per dividendi A 4.000,00.

ACQUISTO DI AUTOMEZZI MEDIANTE CONTRATTO DI LEASING.

La Sordeni s.r.l. in data 28/05/n stipula con la Leasing Terzi spa un contratto di leasing su automezzi alle
seguenti condizioni:

maxicanone iniziale di 25500 da corrispondere in data 01/06

n. 5 canoni quadrimestrali: 18000 euro ciascuno a partire dall’01/07

prezzo di riscatto: 4000

Al 28/05 rileviamo l’impegno verso la Leasing Terzi spa:

Impegni per beni in leasing D 115500 ( importo dato da 25500 + (18000*5))

Creditori c/leasing A 115500

Il conto impegni per beni in leasing accoglie in dare l’impegno assunto e il conto Creditori c/leasing accoglie
in Avere il fornitore verso il quale è assunto l’impegno. Ogni volta che l’impresa paga un singolo canone, i
due conti vengono stornati per l’importo stesso: in tal modo il saldo dei due conti esprime il valore
dell’impegno residuo:

01/06 Canoni di leasing D 25500

“ Iva ns credito D 5610

“ Debiti vs fornitori A 31100

Lo stesso giorno paghiamo la fattura

Debiti vs fornitori D 31100

C/ banca a 31100

Come abbiamo detto prima andiamo a diminuire il nostro impregno verso il fornitore

1/06 Creditori c/leasing D 25500


1/06 impegni per beni in leasing A 25500

Rileviamo le fatture e paghiamo i canoni

01/07 Canoni di leasing D 18000

01/7 Iva ns credito D 3960

01/7 Debiti vs fornitori A 21960

Paghiamo i debiti / fattura:

Debiti vs fornitori D 21960

Banca c/c A 21960

Quando li paghiamo andiamo a diminuire il nostro impegno

1/07 Creditori c/leasing D 18000

1/07 impegni per beni in leasing A 18000

Stessa procedura per 1/11 versamento di un altro canone.

Ovviamente il maxicanone iniziale versato 1/06 non è di intera competenza dell’anno n perciò dobbiamo
ripartirlo negli altri anni mediante un riscontro( perché l’abbiamo già pagato sennò sarebbe stato un rateo
se lo pagassimo alla fine).

Per calcolare la parte di non competenza dobbiamo trovare il canone medio mensile di competenza che si
trova facendo 25500+ 90000 = 5500 euro
21
Canoni pagati durante l’esercizio n (25500+ 18000+18000) = 61500

canoni maturati (5500*7 mesi)= - 38500

Canoni da rinviare al futuro esercizio = 23000

Scritture in P.D.

31/12 Risconti attivi D 23000

31/12 canoni leasing A 23000

CAP 9VENDITE
Gli aspetti che determinano l’attivazione delle basilari rilevazioni contabili durante l’esercizio relative alle
vendite sono:

• L’emissione della fattura, ove sono indicate le caratteristiche quali-quantitative (in termini fisici e
monetari) della vendita effettuata;

• l’incasso della medesima, con cui si chiude il “ciclo attivo” della vendita
Metodi di riscossione e conti da usare:

Con assegni bancari o circolari si movimenta in DARE il conto “Cassa” (in quanto
tali valori rimangono in cassa fintanto che non
vengono versati o girati in pagamento
Con bonifico bancario si movimenta in DARE il conto “Banca c/c”
Emettendo cambiali “tratte” o ricevendo cambiali si movimenta in DARE il conto “Cambiali attive”
“pagherò” (cambializzazione del credito)
Emettendo delle Ricevute Bancarie (Ri.Ba.) Rinvio pagamento

Esempio con assegno:

Si vendono merci per un valore di 3000 euro con sconto di 5% = € 3.000,00

- Sconto 5% = € 150,00

= € 2.850,00

+ I.V.A. 22% = € 627,00

Totale fattura € 3.477,00

Scrittura in P.D.

.../12/200n VFP Crediti v/clienti D 3.477,00

..../12/200n VEN Abbuoni e sconti passivi D 150,00

..../12/200n VEP Merci c/vendite A 3.000,00

..../12/200n VFN IVA ns. debito A 627,00

..../12/200n VFP Cassa D 3.477,00

..../12/200n VFN Crediti v/clienti A 3.477,00

Giriamo/ versiamo l’assegno in banca:

..../12/200n VFP Banca c/c D 3.477,00

..../12/200n VFN Cassa A 3.477,00

N.B.

Se il cliente pagava mediante bonifico bancario ci saremmo potuti risparmiare la scrittura del versamento
facendo subito:

banca c/c D 3477.00

crediti vs clienti A 3477.00

Oppure se avesse emesso una cambiale avremmo avuto

Cambiali attive D 3477.00

Crediti vs clienti A 3477.00


IN CASO DI ANTICIPI  si contabilizza per intero l’anticipo con sommata già l’iva cioè:

un cliente acquista 1500 euro di merce pagamento anticipato del 26%, il resto a 120 giorni.

1500*26%= 390 + ( 22% iva ) = 475,80

Incasso anticipo:

Cassa o Banca D 475.80

Debiti vs clienti A 475,80

Rilevazione fattura anticipo:

Debiti vs clienti D 475.80

Clienti c/anticipi A 390

Iva ns debito A 85,80

Rilascio della fattura completa:

Crediti vs clienti D 1354.20

Anticipi da clienti D 390

Merci c/ vendite A 1500

Iva ns debito A 244,20

VENDITE ALL’ESTERO:

In un caso come questo si deve prestare particolare attenzione a cambio di moneta che può generare
differenze positive o negative.  ( per queste operazioni si usano molto spesso dei derivati, cioè delle
specie di assicurazioni, guardare Economia aziendale 1)

Portiamo un esempio:

Vendiamo in America delle merci per 1504.80$, al momento della vendita il cambio tra dollaro ed euro era
di 0,88, al momento del pagamento è di 0,90. Il pagamento viene effettuato per la metà della fornitura il
resto a 120 gg periodo che il tasso di cambio è aumentato di nuovo fino a 0,95.

a) emissione della fattura al cliente estero: al momento della vendita il cambio con il dollaro è 0,88 (€ 1 = $
0,88) e quindi la fattura è di € 1.710,00 (1.504,80 : 0,88).

3/12/200n VFP Crediti v/clienti esteri D 1.710,00

3/12/200n VEP Merci c/vendite estero A 1.710,00


b) pagamento: il Dollaro ha perso due punti sull'Euro (da 0,88 a 0,90), perciò al momento della riscossione il
credito in Dollari vale meno di quando è stato contabilizzato. Componente negativa di reddito da iscrivere
nel conto “Differenze negative di cambio”.

50% della fornitura pagata in $ USA ($ 1504,80/2 = $ 752,40):


Valore alla fatturazione: $752,40/0,88 = € 855,00
Valore al pagamento: $752,40/0,90 = € 836,00 € 19,00  variazione negativa in questo caso

10/12/200n VFP Banca c/c D 836,00

10/12/200n VEN Differenze negative di cambio D 19,00

10/12/200n VFN Crediti v/clienti esteri A 855,00  stesso procedimento a 120 gg

LIQUIDAZIONE IVA
Solitamente ogni 16 del mese o trimestralmente si liquida l’IVA e come si fa semplicissimo si riversa l’iva a
credito che abbiamo in D in un conto in A chiamato Erario c/liquidazione, stessa cosa per l’iva a debito.

..../12/200n VFP IVA ns. debito D 1.490,50

..../12/200n VFN Erario c/IVA A 1.490,50

..../12/200n VFP Erario c/IVA D 260,00

..../12/200n VFN IVA ns. credito A 260,00

Facciamo la differenza e notiamo che abbiamo più iva a debito perciò dovremmo pagarla chiudendo per la
differenza tra l’iva a credito e a debito.

.../12/200n VFP Erario c/IVA D 1.230,50

..../12/200n VFN Banca c/c A 1.230,50

CAP 10 CAPITALE PROPRIO


A fine di ogni bilancio l’azienda può conseguire un utile oppure una perdita:

• Utile: incremento del capitale netto (proprio) iniziale

• Perdita: decremento del capitale netto (proprio) iniziale

• Politica di assegnazione degli utili (dividendi)

– Distribuzione  dividere l’utile tra gli azionisti.


– Creazione di riserve  ( ricordati la riserva legale è del 5% e rimane fino al raggiungimento del 1/5 del
capitale sociale)

• Scopi delle riserve:

– coprire eventuali perdite future

– possibilità di erogare dividendi (o mantenere un certo livello di

dividendi) anche in esercizi in cui gli utili non vi sono o sono

insufficienti

– la possibilità di realizzare una “politica di autofinanziamento”

Ricordati ogni conto ha una funzione causa effetto cioè se decidiamo di dividere l’utile questa voce
diminuirà per l’importo destinato agli azionisti.

..../04/200n VEN Utile esercizio n-1 D 100.000,00

..../04/200n VFN Azionisti c/dividendi A 20.000,00 scelta di destinare solo una parte

..../04/200n VEP Riserva legale A 5.000,00 5% dell’utile oppure un 1/20  questa voce è obbligatoria.

..../04/200n VEP Altre riserve A 75.000,00

..../.../200n VFP Azionisti c/dividendi D 20.000,00 Pagamento.

..../.../200n VFN Banca c/c A 20.000,00

Se invece di un utile noi avessimo avuto una perdita, questa si deve coprire, infatti se noi nell’anno n
avessimo avuto una perdita e nell’anno n+1 avessimo avuto un utile per legge dobbiamo prima coprire la
perdita poi dividere l’utile. Ci sono due metodi per coprirla, mediante riserve/ capitale sociale:

a) COPERTURA “VIRTUALE”: si decide di ridurre il Capitale Netto. Es. si “copre” la perdita ripartendola tra
Riserva Legale, Riserva Statutaria e, per € 10.000,00 residui, riducendo il Capitale Sociale:

..../…/… VEN Riserva legale D 40.000,00

..../…/… VEN Riserva statutaria D 40.000,00

..../…/… VEN Capitale Sociale D 10.000,00

..../…/…. VEP Perdita di esercizio anno x A 90.000,00

Oppure mediante un compenso da parte degli azionisti.

b) COPERTURA “REALE”: si decide di reintegrare la perdita, quindi il suo ammontare deve essere
compensato da un aumento di attività patrimoniali (o riduzione di passività patrimoniali) in modo da
ristabilire il valore del Capitale Netto preesistente

..../…/…. VFP Azionisti c/reintegrazioni D 90.000,00

..../…/…. VEP Perdita di esercizio anno x A 90.000,00


..../…/…. VFP Banca c/c D 90.000,00

..../…/…. VFN Azionisti c/reintegrazioni A 90.000,00

RINVIO AL FUTURO DELLA PERDITA

c) Oppure si può rinviare la perdita per il futuro esercizio.

..../…/…. VEN Perdita esercizi precedenti D 90.000,00

..../…/…. VEP Perdita di esercizio anno x A 90.000,00

 AUMENTO DEL CAPITALE SOCIALE


• Capitale Sociale = Capitale Proprio delle “Società”

• Azione =parte in cui è suddiviso il Capitale Sociale in una SpA

• Formazione o aumento di Capitale Sociale – fasi:

– Sottoscrizione  si sottoscrive la quantità di azioni o di aumento e il prezzo in questa fase si è obbligati


a pagare immediatamente il 25% dell’aumento dato da VNA* numero di azioni, in più l’intero importo del
sovrapprezzo.

– Richiamo pagamento di un'altra parte

– Versamento

Credito nei confronti degli azionisti in relazione al capitale sottoscritto di nuova

emissione:

Valore nominale delle azioni (10.000 *€ 20,00) € 200.000,00

Sovrapprezzo (10.000 *€ 10,00) € 100.000,00

Totale sottoscritto € 300.000,00

..../10/200n VFP Azionisti c/sottoscrizioni D 300.000,00

..../10/200n VEP Capitale sociale A 200.000,00

..../10/200n VEP Riserva sovrapprezzo azioni A 100.000,00

La parte obbligatoria immediatamente versata sarà costituita dal 25% dell’aumento

(25% * 200.000,00 = 50.000,00) oltre all’intero sovrapprezzo (100.000,00)

..../10/200n VFP Cassa D 150.000,00

..../10/200n VFN Azionisti c/sottoscrizioni A 150.000,00

Viene richiamato un ulteriore 45% dell’aumento di capitale sottoscritto. Si è richiesto il pagamento entro il
31 gennaio prossimo. Il “Richiamo delle quote sottoscritte” è una fase distinta dalla sottoscrizione che si
evidenzia trasferendo nel conto finanziario “Azionisti capitale sottoscritto richiamato” la parte sottoscritta
da versare (0,45  200.000,00 = 90.000,00)

..../11/200n VFP Azionisti c/capitale sottoscritto richiamato D 90.000,00

..../11/200n VFN Azionisti c/sottoscrizioni A 90.000,00

..../1/200n+1 VFP Cassa D 90.000,00

..../1/200n+1 VFN Azionisti c/capitale sottoscritto richiamato A 90.000,00

CAP 11 I FINANZIAMENTI E GLI INVESTIMENTI IN ATTIVITA’


FINANZIARIE
Finanziamenti: a seconda della natura e dello scopo possono essere:

– A breve termine (scoperti di conto corrente, lo sconto di cambiali, le anticipazioni su ricevute bancarie):
destinati a finanziare investimenti che possano concludere il circuito in tempi brevi (crediti, scorte)

– A medio/lungo termine (mutui, prestiti obbligazionari): presentano tempi di rimborso pluriennali e sono
generalmente connessi all’effettuazione di investimenti a lungo ciclo di rientro (impianti, macchinari ecc.

 1 MUTUO (spiegazione prendendo come esempio quello delle slide)


Prima fase è l’accensione ovvero l’accredito della somma presa in prestito.

/…/200n-1 VFP Banca c/c D 120.000,00

..../…/200n-1 VFN Mutui passivi A 120.000,00

 con questa scrittura generiamo la voce Mutui passivi e il nostro c/c bancario aumenta per lo stesso
importo.

Il Mutuo ammonta a 120000 euro da rimborsare ogni 6 mesi una rata di 6000 + interessi al tasso 7%

Per calcolare gli interessi si fa Capitale da rimborsare *tasso*tempo/100*(12 oppure 365)

 108000*7*6/1200= 3780
Paghiamo la prima rata e gli interessi

31/7/200n VFP Mutui passivi D 6.000,00  il nostro debito diminuisce allo stesso tempo il c/c bancario

31/7/200n VEN Interessi passivi su mutui D 3.780,00

31/7/200n VFN Banca c/c A 9.780,00

 I CONTI CORRENTI PRODUCONO: sia interessi attivi sia interessi passivi


• L’affidamento su c/c bancario consente di far fronte ad un fabbisogno di finanziamento temporaneo
legato ad investimenti in una logica di massima flessibilità di uso
• Il c/c bancario presenta nel tempo una alternanza di saldi (positivi e negativi) a seconda della situazione
della liquidità in cui l’azienda si trova.

/10/200n VEN Interessi passivi bancari D

…/10/200n VFN Banca c/c A

../7/200n Banca c/c VFP D

../7/200n Ritenuta 26% VEN D

../7/200n Interessi attivi VEP A

 CAMBIALI ATTIVE E RICEVUTE BANCARIE


Allora noi abbiamo già emesso fattura rivelando il credito verso un soggetto(cliente), il quale ha deciso di
pagarci mediante cambiale postdatata approvando gli interessi del 5%.

Rileviamo gli interessi che vano ad aumentare i nostri crediti.

/06/200n VFP Crediti v/clienti D

…/06/200n VEP Interessi attivi di dilazione A

 Si calcolano sempre facendo Importo * tempo*tasso / 1200 oppure 36500

Andiamo a girare il nostro credito essendo che il cliente paga mediante cambiale:

…/06/200n VFP Cambiali attive D (crediti + interessi)

…/06/200n VFN Crediti v/clienti A “ “

Trasferiamo la cambiale alla banca per incassarla la quale ci applica dei costi definiti oneri bancari che
variano a seconda della banca perciò non è né una percentuale sull’importo né una quota fissa.

…/.../200n VFP Cambiali all’incasso D

…/.../200n VFN Cambiali attive A

b) addebito degli oneri d’incasso (es. € 25)

…/06/200n VEN Oneri bancari D 25,00

…/06/200n VFN Banca c/c A 25,00

c) incasso dei titoli

…/.../200n VFP Banca c/c D


…/.../200n VFN Cambiali all’incasso A

 CAMBIALI ALLO SCONTO


(caso slide)

a) trasferimento alla banca delle cambiali

…/.../200n VFP Cambiali allo sconto D 10.250,00

…/.../200n VFN Cambiali attive A 10.250,00


b) Accredito sul c/c bancario al netto degli interessi e oneri (es. € 270)

…/.../200n VFP Banca c/c D 9.980,00

…/.../200n VEN Sconti passivi bancari D 270,00

…/.../200n VFN Cambiali allo sconto A 10.250,00

Nel caso il saldo della cambiale non viene effettuato perciò si addebita la cambiale nel conto in aggiunta di
ulteriori costi bancari (sarebbe un guadagno della banca, essendo che sia riscatti o meno lei dei soldi li
guadagna sempre)

/.../200n VFP Effetti insoluti e protestati D 10.325,00

…/.../200n VFN Banca c/c A 10.325,00

2. Addebito interessi di rinnovo al cliente con fattura, in questo caso il cliente ha chiesto un ulteriore
rinnovo accettando gli interessi aggiuntivi. Perciò dovremmo riaprire la voce Cambiali attive però con un
importo differente causato dagli interessi aggiuntivi e dagli oneri che la banca ha aggiunto quando non ha
riscosso il credito.

Interesse = 10.325 *0,05 *6/12 = 258,12

…/06/200n VFP Crediti v/clienti D 258,12

…/06/200n VEP Interessi attivi di mora A 258,12

3. Emissione cambiali di rinnovo (comprensive di interessi: importo nuova cambiale = 10.325 + 258,12 =
10.583,12)

…/.../200n VFP Cambiali attive D 10.583,12

…/.../200n VFN Effetti insoluti e protestati A 10.325,00

…/.../200n VFN Crediti v/clienti A 258,12ù

 RICEVUTA BANCARIA O Ri.BA.


Ha sempre la possibilità di rimanere insoluta perciò :
1. Accettazione delle ricevute e accredito sul c/c al netto delle commissioni bancarie (Caso slide: € 50.000)
…/.../200n VFP Banca c/c D 49.900,00
…/.../200n VEN Oneri bancari D 100,00
…/.../200n VFN Banche c/ricevute sbf A 50.000,00

La Ri.BA. va a buon fine, e si incassa

…/.../200n VFP Banche c/ricevute sbf D 50.000,00

…/.../200n VFN Crediti v/clienti A 50.000,00

(I due conti si chiudono)

Sennò viene parzialmente insoluta:  Significa che è stata pagata solo per 40000 euro e ci vengono
addebitati i 10000 rimanenti in aggiunta di oneri bancari.
/.../200n VFP Banche c/ricevute sbf D 50.000,00

…/.../200n VEN Oneri bancari D 25,00

…/.../200n VFN Crediti v/clienti A 40.000,00  (vengono chiusi perché riscuotiamo il credito)

…/.../200n VFN Banca c/c A 10.025,00

 Crediti di finanziamento ( finanziamo un azienda perché l’abbiamo acquisita oppure per una futura
fusione)

In questo caso siamo noi a possedere un credito nei confronti di altri perciò

.../…/200n VFP Crediti finanziari D

..../…/200n VFN Cassa A

Questo credito ci dovrà rientrare con l’aggiunta degli interessi è come una sorta di Mutuo solamente che
attivo, perciò siamo noi la banca e perciò ci deve essere rimborsato, in questo caso a rate.

Nel caso delle slide si parla di interessi posticipati perciò noi come sempre andiamo a calcolare il debito da
rimborsare facendo Tot debito – rata

sempre seguendo l’esercizio.

1/12/200n+1 VFP Banca c/c D 6.350,00

1/12/200n+1 VFN Crediti finanziari A 5.000,00

1/12/200n+1 VEP Interessi attivi su prestiti A 1.350,00

 ACQUISTO DI B.O.T.

Sono obbligazioni, che sono state date come dei prestiti concessi dagli investitori allo Stato per un
periodo molto ridotto, però si può fare anche tra aziende.

Si acquistano a un costo medio ponderato per poi andare a alla scadenza a pagare per il valore
nominale andandoci a guadagnare.

All’acquisto:

15/12/200n VEN B.O.T. D 11.760,00

15/12/200n VFN Banca c/c A 11.760,00

Alla scadenza:

15/6/200n+1 VFP Banca c/c D 12.000,00

15/6/200n+1 VEP B.O.T A 11.760,00

15/6/200n+1 VEP Interessi attivi su B.O.T A 240,00 la differenza)


 ACCONTO SULLE IMPOSTE SUL REDDITO
In questo caso si paga un acconto senza sapere il totale delle imposte però si dà un anticipo questa cosa si
può fare anche con l’IVA ora vediamo in entrambi i modi.

Al versamento dell’acconto imposte:

…/11/200n VFP Erario C/acconti imposte sul reddito D

…/11/200n VFN Banca c/c A

Invece nel caso dell’IVA avremmo:

4/5/200n VFP Erario c/ acconti iva D

4/5/200n VFN Banca c/c A

CAP 13 ( in questo capitolo ci viene presentata la chiusura e l’apertura di bilancio)


 Però è presentata non con tutti i conti perché verrà ripresa infatti nel capitolo 27.
La determinazione del reddito e del capitale di funzionamento si sviluppa in due fasi:

a) durante l’esercizio rilevazione dei valori derivanti dalle operazioni di scambio (esterna gestione) avvenute
nel periodo in esame.

b) alla fine dell’esercizio rettifica e integrazione dei valori determinati nella prima fase mediante valori che
derivano dalla valutazione dei processi in corso (interna gestione) I valori che sorgono dagli scambi sono
costituiti da quantità oggettive I valori rilevati a fine esercizio sono in gran parte costituiti da quantità
soggettive : stime e congetture

Prima di effettuare le valutazioni di fine esercizio (assestamento) si procede ad una preliminare chiusura dei
conti nel bilancio di verifica per raccogliere una serie di informazioni di base che possono essere utili per le
rettifiche e le integrazioni da operare.

Il bilancio di verifica è un documento contabile che riporta, per ogni conto del piano dei conti, il totale degli
importi registrati in DARE e il totale degli importi registrati in AVERE ad una certa data.
Tale bilancio ci serve per avere un quadro generale di tutte le voci.

 ASSESTAMENTO DEI CONTI.


Uno dei principi che guidano la redazione del bilancio di esercizio è quello della COMPETENZA ECONOMICA.

Riguarda tre categorie di rilevazioni:

• rettifiche di storno, HANNO LO SCOPO DI RINVIARE ALL’ESERCIZIO SUCCESSIVO COSTI E


RICAVI GIA’ RILEVATI IN CONTABILITA’ CHE PER IL LORO VALORE INTERO, O SOLO PER UNA
QUOTA, SONO CONSIDERATI NON DI COMPETENZA DELL’ESERCIZIO IN CHIUSURA.
MANIFESTAZIONE FINANZIARIA  ESERCIZIO IN CORSO
COMPETENZA  ESERCIZIO SUCCESSIVO
Risconti attivi: 01/10/200N - Pagato anticipatamente il premio di assicurazione annuale per incendio e furto
sull’immobile commerciale di proprietà pari ad Euro 6.000.

Pagamento premio assicurativo:

PREMI ASSICURATIVI D COSTO ESERCIZIO VE –

BANCA C/C A - DENARO VF –

Noi sappiamo che questo costo non è di competenza dell’intero esercizio visto che ha durata annuale
perciò essendo che abbiamo pagato anticipatamente abbiamo un risconto attivo dove rimandiamo
all’esercizio successivo la parte di non competenza dell’anno n ovvero 9 mesi.

Risconto attivo (01.01–30.09.N+1) = 6.000 x 9 = 4.500 quota di competenza 200N+1


12
____________________ 31.12.200N ____________________ D A
RISCONTI ATTIVI a PREMI ASSICURATIVI 4.500 4.500
N.B.  IL RISCONTO ATTIVO E’ UNA QUOTA DI COSTO CHE HA AVUTO MANIFESTAZIONE FINANZIARIA
NELL’ESERCIZIO IN CHIUSURA, MENTRE E’ DI COMPETENZA DELL’ESERCIZIO SUCCESSIVO.
Clicca qui per vedere la pratica:  Scritture di storno
• rettifiche di integrazione, (o scritture di integrazione) consistono nel rilevare “ex novo” valori che sino
alla chiusura dell’esercizio non figurano ancora nel sistema dei valori, ma la cui considerazione è tuttavia
necessaria al fine di rispettare il postulato della competenza economica.

Clicca qui se non ti è ancora chiaro le scritture di  rettifica e di integrazione

• ammortamento dei costi pluriennali, per distribuire i costi dei fattori ad impiego pluriennali sui diversi
esercizi che possono utilizzarli

 CHIUSURA DEI CONTI


Le operazioni di chiusura prevedono le seguenti fasi:

a) vengono dapprima chiusi alcuni dei conti accesi alle variazioni economiche di reddito (si tratta dei
conti relativi ai costi e ricavi d'esercizio e alle loro rettifiche - conti senza ripresa di saldo),
riportando il loro saldo in conto economico;

b) viene chiuso il conto economico e il suo saldo (utile o perdita d'esercizio) viene riportato in un
conto acceso ad una variazione economica di capitale;
c) vengono chiusi tutti i conti ancora aperti (conti accesi a valori finanziari, a valori economici di reddito
sospesi o con ripresa di saldo, a valori economici di capitale), riportando il loro saldo in stato patrimoniale.

RIAPERTURA DEI CONTI.


La riapertura dei conti riguarda i valori dello stato patrimoniale

 si ripristina la situazione esistente prima della loro chiusura, in modo da poter continuare a rilevare
le successive variazioni finanziarie ed economiche (per quanto riguarda i conti di reddito con
ripresa di saldo e i conti di patrimonio) a partire dai valori già esistenti.

Per i valori riportati in conto economico, invece, non vi è alcuna riapertura poiché si tratta di valori che
avevano la funzione di determinare il reddito dell'esercizio trascorso
CAP 14 Il ruolo della normativa e dei principi contabili nelle valutazioni
Il bilancio d'esercizio deve assolvere contemporaneamente a due finalità:

• una finalità conoscitiva interna all'impresa

• una finalità informativa verso l'esterno  INTERESSE PUBBLICO DA TUTELARE

La normativa civile dispone:

l’obbligo di depositare i bilanci delle società di capitali presso le camere di commercio

i principi generali a cui deve informarsi il bilancio e i criteri per la sua redazione

i criteri di valutazione delle poste del bilancio

la struttura e il contenuto dei conti di sintesi e dei documenti informativi che compongono e
accompagnano il bilancio

l’obbligo alla revisione del bilancio per le imprese con titoli quotati in borsa da parte di soggetti
esterni abilitati

Tale normativa civile è affiancata e completata dai principi contabili ovvero direttive nazionali o
internazionali relative a diversi settori della contabilità aziendale. L’obiettivo è quello di uniformare la
contabilità e il bilancio nel rispettivo periodo contabile tramite delle direttive imposte dalla legge, in modo
da rendere così verificabile e comparabile la situazione e lo sviluppo delle aziende, oltre che il suo utilizzo di
mezzi finanziari.

Di solito ad emanare i principi contabili sono gli organi professionali e l’OIC, che rivede e completa i principi
presente nel Codice Civile.

A seconda se le aziende sono quotate o meno i principi variano infatti se non sono quotate sono libere di
scegliere il tipo di principio da adottare, mentre sono tassativamente escluse dagli IAS-IFRS le società che
redigono il bilancio in forma abbreviata e le imprese di assicurazione non quotate per il bilancio d’esercizio.
Tutti gli altri soggetti fanno riferimento ai principi contabili italiani, cioè quelle aziende che sono radicate
esclusivamente sul territorio nazionale e non prevedono l’apertura del loro commercio sui mercati esteri.

Un altro aspetto di divergenza tra questi due principi è la differente natura dei principi:

i principi contabili nazionali hanno lo scopo di tutelare e misurare il patrimonio aziendale,


servendosi così del bilancio d’esercizio come strumento di analisi;

i principi contabili internazionali mirano principalmente a fornire un’informativa agli investitori nei
mercati finanziari.
Inoltre mentre con i principi contabili nazionali ci si concentra sul principio della prudenza, con gli IAS-IFRS
si applica un approccio di tipo prospettico, mettendo in evidenza le capacità future dell’impresa di produrre
utili e dividendi.
A ciò si legano i principi cardine dell’IAS:

il fair value, usato come criterio di valutazione per misurare il valore di mercato e che serve quindi
per misurare le capacità reddituali di un’azienda;

la prevalenza della sostanza e della forma volta a valorizzare l’effettivo contenuto economico
rispetto alla sua configurazione giuridico formale.
Adottando il criterio del fair value, gli IAS-IFRS non sono legati al costo storico e quindi non si muovono sulla
base del principio della prudenza, che rinuncia a comparare i bilanci nel tempo. Al contrario, una
comparazione dei bilanci è possibile con gli IAS-IFRS.

Categorie di imprese

 NORMATIVA FISCALE:
Il bilancio è anche la fonte di dati indicata dalla normativa tributaria per la determinazione del reddito
imponibile. Infatti, la norma fiscale (Tuir, art. 109) non ammette in detrazione componenti negativi che non
risultano imputati al conto economico dell’esercizio di competenza o di esercizi precedenti.

Bilancio  Reddito imponibile  Imposte

In passato le diversità tra norme civili e fiscali avevano provocato pesanti interferenze della normativa
tributaria nella redazione del bilancio. Ciò non risulta compatibile con le esigenze di verità e correttezza a
cui deve rispondere la redazione del bilancio, nel rispetto delle determinazioni civilistiche.

CAP 15 Le clausole generali e i principi di redazione del bilancio d'esercizio


L’art. 2423, 2° c. del Codice civile, stabilisce i principi fondamentali, o clausole generali del bilancio: il
bilancio deve essere redatto con chiarezza e deve rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione
patrimoniale e finanziaria della società e il risultato economico dell'esercizio.
Chiarezza = capacità di far comprendere i fenomeni
sottostanti non fermandosi al formale adempimento delle
singole norme
Veridicità = coerenza nella formulazione delle stime e delle
congetture utilizzate per la formazione del bilancio
Correttezza = utilizzo di criteri tecnicamente corretti nella
determinazione dei valori e corretta comunicazione delle
informazioni
 Principio di rilevanza: ha una funzione di “filtro” delle informazioni da esporre in bilancio, in modo
da renderlo atto a soddisfare le finalità di rappresentazione assegnate dalla legge. L’art. 2423, 4° c.
del Codice civile, stabilisce che non occorre rispettare gli obblighi in tema di rilevazione,
valutazione, presentazione e informativa quando la loro osservanza abbia effetti irrilevanti al fine
di dare una rappresentazione veritiera e corretta. La norma chiarisce che rimangono fermi gli
obblighi in tema di regolare tenuta delle scritture contabili.

 Principio della prospettiva di funzionamento: Il Codice civile (art. 2423-bis, 1°c., n.1) richiede che
nella redazione del bilancio la valutazione delle voci sia fatta nella prospettiva di funzionamento.
Non è una regola comportamentale ma un’ipotesi generale, connaturata alla stessa nozione di
impresa (come istituto duraturo), che rende applicabili determinate modalità di valutazione.

La valutazione delle singole poste di bilancio deve avvenire


considerando la loro appartenenza ad un complesso di
fenomeni avvinti nella medesima prospettiva economica, e
non considerandoli astrattamente gli uni separati dagli altri

 Principio di prevalenza della sostanza sulla forma: Il Codice civile (art. 2423-bis, 1°c., n.1-bis)
richiede che la rilevazione e la presentazione delle voci del bilancio sia effettuata tenendo conto
della sostanza dell'operazione o del contratto. Il legislatore ha voluto riferirsi al principio che la
dottrina e la prassi indicano solitamente come "principio di prevalenza della sostanza sulla forma".
Esso richiede di individuare la sostanza economica al di là degli aspetti formali derivanti delle
implicazioni giuridiche e fiscali che li determinano. Casi più rilevanti di applicazione:
o operazioni di leasing,
o operazioni di compravendita con obbligo di
retrocessione a termine (pronti contro
termine).
 Principio di prudenza: Nel Codice Civile il principio di prudenza viene dapprima evocato (art. 2423-
bis, 1°c. n.1) affermando che: “la valutazione delle voci deve essere fatta secondo prudenza”, e poi
ne vengono indicate le principali conseguenze (art. 2423-bis, 1°c. n.2 e 4):
 – si possono indicare esclusivamente gli utili realizzati alla data di chiusura
dell'esercizio;
 – si deve tener conto dei rischi e delle perdite di competenza dell'esercizio, anche
se conosciuti dopo la chiusura di questo. L’effetto congiunto di queste disposizioni
si sostanzia in un trattamento asimmetrico nel considerare i fattori che influenzano
il reddito:
 – quelli positivi vanno rilevati solo se realizzati
 – quelli negativi vanno rilevati in ogni caso (se di competenza dell’esercizio)
 Principio di competenza: Ha la funzione di guidare l'attribuzione dei componenti di reddito ai
diversi esercizi a cui essi spettano Esso prevede di assegnare a ciascun esercizio l’effetto delle
operazioni avvenute in quell’esercizio. Ciò implica che, se in un esercizio è iniziato un processo che
non si è ancora concluso, si dovrebbero considerare – per la parte che si ritiene di pertinenza –
anche i risultati che, pur realizzandosi nei periodi successivi, sono stati almeno in parte originati
dalle operazioni avvenute nell’esercizio. Al principio di competenza viene però affiancato il
principio di prudenza. Contemperando i due principi, si deve rinunciare a considerare gli effetti
positivi che non si siano ancora realizzati, mentre si considerano quelli negativi
Il Codice Civile richiama due volte il principio di competenza (art. 2423-bis, 1°c. n. 3 e n. 4):
– si deve tener conto dei proventi e degli oneri di competenza dell'esercizio, indipendentemente
dalla data dell'incasso o del pagamento;
– si deve tener conto dei rischi e delle perdite di competenza dell'esercizio, anche se conosciuti dopo
la chiusura di questo
 Principio di continuità dei criteri di valutazione: L’applicazione costante nel tempo dei medesimi
criteri di valutazione è un presupposto indispensabile per poter confrontare i bilanci dei diversi
esercizi e apprezzare le variazioni nella situazione economica, patrimoniale e finanziaria
dell’impresa.
 Il divieto di modifica dei criteri di valutazione a cui fa riferimento il Codice Civile (art. 2423-bis,
1° c., n.6) deve essere inteso come riferito alle politiche contabili (cioè alla scelta dei metodi di
valutazione alternativamente utilizzabili) e non alle stime (cioè alle ipotesi) utilizzate nella loro
applicazione.
 Principio di separata valutazione: Il Codice civile (art. 2423-bis, 1° c., n. 5) prevede che gli elementi
eterogenei ricompresi nelle singole voci devono essere valutati separatamente.

Ciò serve ad evitare un’impropria applicazione del principio di prudenza nelle poste che siano
composte da diversi tipi di beni.
o Esempio: la voce rimanenze può essere composta da diversi tipi di rimanenze, alcuni dei
quali a fine esercizio hanno un valore di presumibile realizzo superiore al costo ed altri
inferiore; se la valutazione non avviene separatamente, gli utili non ancora realizzati sul
primo tipo di merce finirebbero per compensare le perdite relative al secondo tipo.

CAP 16 La valutazione delle immobilizzazioni materiali e immateriali

Immobilizzazioni materiali = beni di tipo tangibile destinati ad essere utilizzati durevolmente, cioè a
partecipare alla formazione del reddito di diversi esercizi (terreni, fabbricati, impianti, macchinari,
attrezzature, mobili, arredi, macchine d’ufficio, automezzi, ecc.)

Immobilizzazioni immateriali = altri beni destinati ad essere utilizzati durevolmente, ma di tipo intangibile
(costi di impianto; costi di ampliamento; costi di sviluppo; diritti di brevetto industriale e diritti di
utilizzazione delle opere dell’ingegno; concessioni, licenze, marchi e diritti simili; avviamento ecc.)

VINCOLI CIVILISTICI
Per alcune immobilizzazioni immateriali il codice civile (art. 2426, n. 5 e 6) prevede specifici vincoli:

– i costi di impianto e di ampliamento e i costi di sviluppo aventi utilità pluriennale possono


essere iscritti nell'attivo con il consenso, ove esistente, del collegio sindacale;

– i costi di impianto e di ampliamento devono essere ammortizzati entro un periodo non superiore
a cinque anni;

– i costi di sviluppo sono ammortizzati secondo la loro vita utile; nei casi eccezionali in cui non è
possibile stimarne attendibilmente la vita utile, sono ammortizzati entro un periodo non superiore
a cinque anni;

– fino a che l'ammortamento dei costi di impianto e di ampliamento e di sviluppo non è


completato possono essere distribuiti dividendi solo se residuano riserve disponibili sufficienti a
coprire l'ammontare dei costi non ammortizzati;
– l'avviamento può essere iscritto nell'attivo con il consenso, ove esistente, del collegio sindacale,
se acquisito a titolo oneroso, nei limiti del costo per esso sostenuto;

– l'ammortamento dell'avviamento è effettuato secondo la sua vita utile; nei casi eccezionali in cui
non è possibile stimarne attendibilmente la vita utile, è ammortizzato entro un periodo non
superiore a dieci anni.

VALUTAZIONE DEI BENI: Il criterio generale di valutazione delle immobilizzazioni previsto dal Codice Civile
(art. 2426, n. 1, 2 e 3) prevede di identificare:
• il loro costo (di acquisto o di produzione);
• la loro perdita di valore per effetto dell’ammortamento;
• il loro valore durevole a fine esercizio.
Alla fine di ogni esercizio le immobilizzazioni vanno iscritte al valore più basso tra:
 il costo al netto dell’ammortamento
 il valore durevole (recuperabile)
Valore durevole < costo netto ammortam. SVALUTAZIONE
Valore durevole > costo netto ammortam  RIVALUTAZIONE; ripristino delle eventuali precedenti
svalutazioni nel limite del costo netto ammortamento

Caso di incrementi di immobilizzazioni per lavori interni:


L’architetto Creativi, shop designer della società, si è accorto che il negozio di Montecatini non offre
sufficienti spazi per gli acquisti. Si tratta quindi di acquistare nuovi banchi espositivi e di provvedere al loro
allestimento. L’acquisto viene effettuato presso la Panzer AG, famosa per la solidità dei mobili. Per
l’allestimento provvedono i dipendenti toscani, utilizzando una settimana in cui il negozio è rimasto chiuso.
I mobili e le attrezzature, importati dalla Russia, sono costati € 14.000 pagamento contestuale a mezzo
bonifico bancario. Il direttore del personale ha calcolato un costo del lavoro, in relazione all’allestimento, di
€1.000.(...).

31 /12/200n VEN Attrezzature commerciali D 1.000,00 vanno aggiunti ai 14000 € per le attrezzature 
31 /12/200n VEP Incrementi di immobilizzazioni per lavori interni A 1.000,00 

 COSTI che si manifestano successivamente: I costi relativi alle immobilizzazioni che si manifestino in
un momento successivo all’acquisizione vanno esaminati per identificare:
 quelli da "spesare" nell’esercizio, cioè da contabilizzare in conto economico come
costi di manutenzione ordinaria o di riparazione
si tratta dei costi degli interventi effettuati per ristabilire o
mantenere i benefici economici originariamente programmati
 quelli da capitalizzare, cioè da portare a incremento del valore delle
immobilizzazioni (cosiddette "manutenzioni straordinarie”)
si tratta dei costi degli interventi volti all’ampliamento,
ammodernamento o miglioramento degli elementi strutturali di
un'immobilizzazione se si traducono in un aumento significativo
tangibile di capacità produttiva, di efficienza, di qualità dei prodotti,
di sicurezza o di vita utile
AMMORTAMENTO:
È il procedimento attraverso il quale il costo delle immobilizzazioni materiali e immateriali utilizzabili per un
numero limitato di esercizi viene ripartito e attribuito per competenza agli esercizi che possono beneficiare
dell'impiego di quelle immobilizzazioni La norma civilistica (art. 2426, n. 2) richiede che l'ammortamento sia
operato sistematicamente in relazione con la residua possibilità di utilizzazione delle immobilizzazioni. La
sistematicità è garantita dalla predisposizione di un “piano di ammortamento” la cui redazione richiede la
definizione:
• del valore da ammortizzare
• della residua possibilità di utilizzazione
• dei criteri di ripartizione del valore da ammortizzare

 Deducibilità fiscale dell’ammortamento: Per le immobilizzazioni immateriali la deducibilità delle


quote di ammortamento stabilita dal TUIR (art. 74 e 68) è la seguente:
o l’ammortamento delle spese di impianto e di ampliamento è deducibile nei limiti della
quota imputata in conto economico a ciascun esercizio;

o per le spese relative a studi e ricerche vi sono due alternative: i) sono deducibili
nell’esercizio in cui sono state sostenute, ovvero ii) sono deducibili in quote costanti
nell’esercizio in cui sono sostenute e nei successivi ma non oltre il quarto;

o le quote di ammortamento del costo dei diritti di brevetto industriale, dei diritti di
utilizzazione delle opere dell’ingegno e dei processi, formule e informazioni relativi ad
esperienze acquisite in campo industriale, commerciale o scientifico sono deducibili in
misura non superiore al 50% del costo;

o le quote di ammortamento dei marchi d’impresa sono deducibili in misura non superiore a
un diciottesimo del costo;

o le quote di ammortamento del costo dei diritti di concessione e degli altri diritti iscritti
nell’attivo del bilancio sono deducibili in misura corrispondente alla durata di utilizzazione
prevista dal contratto o dalla legge;

o le quote di ammortamento del valore di avviamento iscritte nell’attivo del bilancio sono
deducibili in misura non superiore a 1/18 del valore stesso

Per quanto riguarda le immobilizzazioni materiali la normativa tributaria (TUIR art. 102, comma 2) dispone
che la deduzione delle quote di ammortamento è ammessa in misura non superiore a quella risultante
dall’applicazione dei coefficienti stabiliti con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale, ridotti alla metà per il primo esercizio. I coefficienti sono stabiliti per categorie di
beni omogenei in base al normale periodo di deperimento e consumo nei vari settori produttivi

Scrittura PD:
31/12/200N Ammortamento… VEN D
31/12/200N Fondo ammortamento … VEP A
Il Codice civile (art. 2426, 1° c., n. 3) stabilisce che:

• l’immobilizzazione che alla data della chiusura dell’esercizio risulti durevolmente di valore inferiore al
valore contabile netto, deve essere iscritta a tale minor valore;

• il minor valore non può essere mantenuto nei successivi bilanci se sono venuti meno i motivi della
rettifica effettuata; questa disposizione non si applica all'avviamento.

Il “valore durevole” viene inteso come valore recuperabile cioè il maggiore tra:

• il valore recuperabile tramite l'uso, cioè attraverso i ricavi derivanti dall’impiego dell’immobilizzazione,
più l’eventuale valore di realizzo finale;

• il prezzo netto di vendita del bene, al netto degli eventuali costi di smantellamento.

Scritture di svalutazione e di rivalutazione.


(esercizio 200n)

In seguito ad una modifica della normativa antinfortunistica il montacarichi che la Rasonatti aveva acquistato

quattro anni prima dalla Elettrovolponi per € 30.000 + IVA risulterà fuori norma a partire dall'esercizio

200n+2. L'impianto era stato ammortizzato a quote costanti ipotizzando una vita utile di 10 anni. Poiché i

costi di messa a norma sono proibitivi la Elettrovolponi propone di sostituire il vecchio impianto (che verrà

rivenduto in un paese in via di sviluppo, dove i vincoli antinfortunistici sono meno stringenti) con uno nuovo.

La proposta prevede che, se la Rasonatti effettuerà l'acquisto entro il prossimo esercizio, le verrà

riconosciuto per il vecchio impianto un valore pari a € 9.000.

Scrittura PD:

31/12/200n VEN Svalutazione impianti D 6.000,00

31/12/200n VEP Fondo svalutazione impianti A 6.000,00

(esercizio 200n+1)

Un intervento della Commissione europea, che giudica la nuova normativa antinfortunistica nazionale lesiva

dei principi di concorrenza tra le imprese di diversi paesi, impone al legislatore nazionale di posticiparne

l'attivazione di almeno 5 anni.

…/…/200n+1 VEN Fondo svalutazione impianti D 6.000,00

…/.../200n+1 VEP Rivalutazione impianti A 6.000,00


CAP 17 LA VALUTAZIONE DELLE RIMANENZE.

Le rimanenze comprendono:

Materie prime = principali materiali usati direttamente nella produzione

Materie sussidiarie = altri materiali usati direttamente nella produzione, ma di minor rilevanza)
Costo d’acquisto
Materie di consumo = materiali usati indirettamente nella produzione, non incorporati nei prodotti finiti

Merci = beni acquistati per essere rivenduti senza aver subito trasformazioni fisiche

Prodotti in corso di lavorazione = materiali in fase di trasformazione, senza una precisa identità fisica,

Semilavorati = parti finite da incorporare nei prodotti Costo di produzione

Prodotti finiti = beni che derivano dall’attività di trasformazione compiuta all’interno dell’impresa,

1) Rivelazione delle rimanenze: valutate al costo di acquisto o di produzione, (ovvero al valore di realizzo
in base al mercato), se il valore di mercato è inferiore al costo d’acquisto questa differenza non genera
nessuna svalutazione e viceversa se generasse una rivalutazione.

Rimanenze sono VEN  al 31/12 andranno nello stato patrimoniale nelle attività

Rimanenze finali sono una VEP  alla chiusura dei conti confluiranno nel conto economico in avere

 Alla riapertura del bilancio si porterà in avere le rimanenze

 Che verranno chiuse per generare il


conto rimanenze iniziali

Poi nell’anno successivo al 31/12/n+1 si rilevano le rimanenze finali che andranno nel conto economico
come componenti positivi

Valutazione mediante :
Il criterio generale di valutazione previsto dal Codice Civile (art. 2426, 1° c., n. 9) prevede di identificare:

• il costo (di acquisto o di produzione) delle rimanenze;

• il valore di realizzazione desumibile dall’andamento del mercato.

Alla fine di ogni esercizio la valutazione avviene al valore più basso tra il costo e il valore di realizzazione
desumibile dall’andamento del mercato.

A differenza di altre poste di bilancio, nel caso delle rimanenze:

 l'applicazione di un valore di mercato inferiore al costo non dà luogo ad una svalutazione da


rilevare in conto economico;

 il venir meno dei motivi per i quali si era applicato quel minor valore non dà luogo ad una
rivalutazione da rilevare in conto economico.
Caso:

L'azienda Lambda ha prodotto durante l'esercizio 100 unità del prodotto A e 200 unità del prodotto B. A
fine esercizio restano in giacenza 10 unità del prodotto A e 10 del prodotto B. I costi sostenuti nel periodo
sono stati i seguenti (in €):

consumi materie prime 1.200,00

manodopera diretta 1.500,00

energia elettrica 640,00

materiali di consumo 500,00 costi di fabbricazione =3000€

ammortamenti impianti 1.860,00

costi di distribuzione 160,00

costi amministrativi e diversi 900,00

Totale costi 6.760

Ai fini dell'attribuzione dei costi sono state reperite le seguenti informazioni:

- per entrambi i prodotti, il consumo di materie prime è di 2 kg per unità di prodotto, ed il costo al kg è di
€2;

- i costi della manodopera diretta si riferiscono per € 700 a lavoratori utilizzati esclusivamente per la
produzione del prodotto A e per € 800 a lavoratori utilizzati esclusivamente per la produzione del prodotto
B.

Per l'attribuzione dei costi indiretti si è deciso di utilizzare come base di ripartizione il costo della
manodopera diretta.

 • per il consumo di materie prime è possibile l’attribuzione diretta moltiplicando la quantità di fattore
impiegato per il suo costo unitario e per il numero di unità in rimanenza;

• il costo della manodopera diretta viene attributo direttamente dividendo il costo per il numero delle unità
prodotte e moltiplicandolo per il numero di unità in rimanenza;

• per i costi di fabbricazione che non è possibile attribuire direttamente (energia elettrica, materiali di
consumo e ammortamenti) viene calcolato il totale (3.000) e, suddividendolo per il valore totale della base
prescelta (costo della manodopera diretta = 1.500), viene determinato un coefficiente di attribuzione
(3.000/1500 = 2);

• la quota di costi indiretti di fabbricazione da attribuire ai prodotti viene determinata moltiplicando il


coefficiente di attribuzione per il valore che la base assume per quel prodotto

• restano esclusi dal calcolo i costi di distribuzione, poiché si riferiscono ai prodotti già

venduti e non a quelli in rimanenza, e i costi amministrativi e generali che non si riferiscono alla
fabbricazione dei prodotti
Prodotto A (10 Prodotto B (10
unità) unità)
consumi materie prime 40 40
manodopera diretta 70 40
Quota costi indiretti di 140 80
fabbricazione
Costo di produzione 250 160

Costo dei beni fungibili: Beni fungibili = beni composti da unità fra loro perfettamente omogenee e
sostituibili.

Metodo della media ponderata: le quantità acquistate o fabbricate non sono più individualmente
identificabili e fanno parte di un insieme i cui beni sono ugualmente disponibili e di uguale costo, calcolato
come media ponderata dei costi di approvvigionamento.

Metodo primo entrato, primo uscito (FIFO): le quantità acquistate o fabbricate meno recentemente sono le
prime a essere utilizzate in produzione o a essere vendute, per cui restano in magazzino le quantità entrate
per ultime.

Metodo ultimo entrato, primo uscito (LIFO): le quantità acquistate o fabbricate più recentemente sono le
prime a essere utilizzate in produzione o a essere vendute, per cui restano in magazzino le quantità più
vecchie.

ACQUISIZIONE PRELIEVO
Data Costo Dimensione Costo Dimensione Costo Costo
della della partita medio del prelievo unitario totale
partita unitari
o
31/12/200n-1 800 10 80
7/1/200n 2.000 20 100
21/9/200n 2.200 20 110
5.000 50 100
35 100 3.500
Rimanenze 15 100 1.500
al 31/12/200n

Rim. iniz. 1.500 15 100


200n+1
22/2/200n+1 3.300 30 110
1/10/200n+1 3.600 30 120
8.400 75 112
31/12/200n+1 65 112 7.280
Rimanenze
al 10 112 1.120
31/12/200n+
1
FIFO LIFO Ponderato
Esempio Ponderato:
ACQUISIZIONE PRELIEVO
Data Costo della Dimensione Dimensione del
Costo medio partita prelievo
della partita
unitario
31/12/200n-1 800 10 80

7/1/200n 2.000 20 100

15/5/200n 20

21/9/200n 2.200 20 110

30/11/200n 15

22/2/200n+1 3.300 30 110

18/3/200n+1 30

1/10/200n+1 3.600 30 120

1/11/200n+1 35

FIFO

ACQUISIZIONE PRELIEVO
Data Costo Dimensione Costo medio Dimensione Costo Costo
della della partita unitario del prelievo unitario totale
partita
31/12/200n-1 800 10 80

7/1/200n 2.000 20 100


21/9/200n 2.200 20 110
4.200 / 40 = 105
10 80 800
25 105 2.625
Rimanenze 15 105 1.575
al
31/12/200n
Rim. iniz. 1.575 15 105
200n+1

22/2/200n+1 3.300 30 110


1/10/200n+1 3.600 30 120
6.900 60 115
15 105 1.575
31/12/200n+1 50 115 5.750
Rimanenze
al 10 115 1.150
31/12/200n+1

LIFO

Data ACQUISIZIONE PRELIEVO

Costo Dimensione Costo Dimensione Costo Costo


della della partita medio del prelievo unitario totale
partita unitario
31/12/200n-1 800 10 80
7/1/200n 2.000 20 100
21/9/200n 2.200 20 110

4.200 40 105
35 105 3.675
Rimanenze 10 80 800
al 31/12/200n 5 105 525
Rim. iniz. 800 10 80
200n+1
525 5 105

22/2/200n+1 3.300 30 110


1/10/200n+1 3.600 30 120

6.900 60 115
60 115 6.900
31/12/200n+1 5 105 525

Rimanenze
al
31/12/200n+1 10 80 800
Se hai bisogno di una spiegazione chiedi pure a me ₿

– Confronto tra i diversi metodi


Metodi di valutazione Prelievi Prelievi Totale Giacenze al Prelievi +
es. 200n es. prelievi 31/12/200n+1 Giacenze
200n+1
Costo medio 3.500 7.280 10.780 1.120 11.900
ponderato per
periodo annuo
FIFO per periodo 3.425 7.325 10.750 1.150 11.900
annuo
LIFO per periodo 3.675 7.425 11.100 800 11.900
annuo

Il valore di realizzazione desumibile dall’andamento del mercato


Per le materie prime e sussidiarie, le merci, i prodotti finiti, i semilavorati e i prodotti in corso di
lavorazione il valore di realizzazione desumibile dall'andamento del mercato si determina in base alla stima
del prezzo di vendita delle merci e dei prodotti finiti nel corso della normale gestione, avuto riguardo alle
informazioni desumibili dal mercato, al netto dei presunti costi di completamento e dei costi diretti di
vendita (es.: provvigioni, trasporto, imballaggio).

Per le materie prime e sussidiarie il costo di sostituzione può rappresentare la migliore stima del loro
valore netto di realizzazione

Scritture contabili PD: Alla fine dell’esercizio 200n si fa l’inventario delle rimanenze, che sono composte
interamente da merci. Applicando alle quantità in giacenza il minore tra il costo di acquisto e il valore di
realizzazione desumibile dall’andamento del mercato si determina un valore di € 288.000.
31/12/200n VEN Rimanenze D 288.000,00

31/12/200n VEP Rimanenze finali A 288.000,00

Lavori in corso su ordinazione.


Si riferiscono a contratti di durata normalmente pluriennale per la realizzazione di un’opera o di un
complesso di opere o la fornitura di beni o servizi non di serie che insieme formino un unico progetto,
eseguite su ordinazione del committente, secondo le specifiche tecniche da questi richieste.

Il Codice Civile (art. 2426. 1° c., n. 11) stabilisce che i lavori in corso su ordinazione possono essere iscritti
sulla base dei corrispettivi contrattuali maturati con ragionevole certezza.

Ciò avviene impiegando il cosiddetto criterio della percentuale di completamento che può essere
determinata utilizzando vari metodi o parametri. Il più utilizzato è il metodo del costo sostenuto.

Se la commessa è in perdita va valutata al valore di realizzazione desumibile dall’andamento del mercato


(che è inferiore al costo).

Caso:

• All'inizio dell'esercizio 200n l'impresa Omega ha ricevuto da un committente l'ordine per la costruzione di
un impianto, secondo le specifiche tecniche definite alla stipula del contratto. Il corrispettivo concordato è
di € 20.000 + IVA da saldare alla consegna dell'impianto, prevista per la fine del 200n+1.

• Durante l'esercizio 200n l'impresa sostiene costi per l'esecuzione della commessa (materiali, lavoro, altri
costi di fabbricazione) per un ammontare complessivo di € 7.200.

• A fine esercizio si stima che i costi ancora da sostenere per il completamento della commessa saranno
pari a € 10.800. Determinazione del corrispettivo contrattuale maturato con ragionevole certezza con il
metodo del costo sostenuto:

% di completamento = costi già sostenuti =7.200= 40%


Totale dei costi 18000
Corrispettivo maturato = corrispettivo complessivo x % di completamento = € 20.000 x 0,40 = € 8.000
 Se i costi ancora da sostenere per il completamento della commessa fossero pari a € 13.000 la
commessa risulterebbe in perdita.

Valore di realizzazione = corrispettivo contrattuale - costi da sostenere = = 20.000 - 13.000 = 7.000

Conto economico

Conto economico esercizio 200n+1


Ricavi di vendita 20.000
Rimanenze iniziali di lavori in corso su
ordinazione 7.000

Costi … 13.000
Utile d'esercizio –

CAP 18 VALUTAZIONE DEI TITOLI E DELLE PARTECIPAZIONI

I titoli sono composti principalmente da:

• titoli di credito, rappresentativi di un credito nel confronto del soggetto emittente, che può essere:

- lo stato, che emette BOT, CCT, BTP, CTZ, ecc.

- un altro ente pubblico nazionale, internazionale o sovranazionale

- un'impresa, che può finanziarsi attraverso l'emissione di titoli obbligazionari

• titoli azionari, che sono rappresentativi del possesso di una quota del capitale di una società per azioni

Le partecipazioni sono diritti al capitale di altre imprese (rappresentati da quote o da titoli azionari)
N.B.: per il codice civile tutti i titoli azionari sono da considerarsi partecipazioni

Secondo il Codice civile (art. 2359) vanno considerate società controllate:

1) le società in cui un’altra società dispone della maggioranza dei voti esercitabili nell’assemblea ordinaria;

2) le società in cui un’altra società dispone di voti sufficienti per esercitare un’influenza dominante
nell’assemblea ordinaria;

3) le società che sono sotto influenza dominante di un’altra società in virtù di particolari vincoli contrattuali
con essa.

Sono considerate collegate le società sulle quali un’altra società esercita un’influenza notevole. L’influenza
si presume quando nell’assemblea ordinaria può essere esercitato almeno un quinto dei voti ovvero un
decimo se la società ha azioni quotate in borsa.

Il costo d’acquisto è comprende anche i costi accessori, come:

• mediazioni

• compensi corrisposti a terzi per consulenze specifiche

• imposte di bollo

• commissioni bancarie

Per titoli e partecipazioni fungibili il costo può essere determinato utilizzando il metodo della media
ponderata, il FIFO o il LIFO

N.B.

Per i titoli iscritti tra le immobilizzazioni il codice civile prevede (quando applicabile) la valutazione al costo
ammortizzato che va determinato come:
+ valore di rilevazione iniziale che è costituito dal costo di acquisto (che già tiene conto dei premi/scarti di
sottoscrizione o negoziazione) più i costi di transazione e le commissioni passive
+ gli interessi calcolati con il criterio del tasso di interesse effettivo (che tengono conto della differenza fra il
valore iniziale e il valore a scadenza del titolo)
− gli incassi per interessi e per rimborsi di quote in conto capitale del titolo intervenuti nel periodo
− le svalutazioni da operare a seguito di una riduzione di valore o di irrecuperabilità
La valutazione al costo ammortizzato è rilevante se i titoli vengono acquistati a un valore diverso da quello
di rimborso

Il valore (durevole) di fine esercizio

Una perdita di valore va considerata durevole:

• per i titoli, in base ai rischi di illiquidità o di insolvenza della società emittente;

• per le partecipazioni, quando si prevede che la società partecipata non riesca a sovvertirla conseguendo
risultati economici positivi.

Il valore inferiore al costo va determinato:

• per i titoli, tenendo conto del valore di mercato nel periodo antecedente la chiusura dell’esercizio e
considerando i flussi di cassa attesi;

• per le partecipazioni tenendo conto del patrimonio netto della partecipata e considerando i risultati e i
flussi di cassa attesi, il rischio, il tipo e l’ammontare della quota dell’investitore nella partecipata, le
restrizioni alla distribuzione di dividendi da parte della partecipata o alla cessione da parte dell’investitore.

Caso:

A fine esercizio la partecipata (al 90%) presenta una perdita (non prevista al momento dell'acquisto) di €
9.000, tale da erodere una parte consistente del capitale netto

31/12/200n VEN Svalutazione partecipazioni D 8.100,00

31/12/200n VEP Fondo svalutazione partecipazioni A 8.100,00

Contro ogni previsione, alla fine dell'esercizio successivo la partecipata è riuscita a recuperare la sua
redditività, e presenta un insperato utile di esercizio di € 6.000

31/12/200n+1 VEN Fondo svalutazione partecipazioni D 5.400,00

…/.../200n+1 VEP Rivalutazione partecipazioni A 5.400,00

IL VALORE DI PRESUNTO REALIZZO


I titoli e le attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni, sono iscritti:

• al costo di acquisto, ovvero

• al valore di realizzazione desumibile dall'andamento del mercato, se minore

Tale minor valore non può essere mantenuto nei successivi bilanci se ne sono venuti meno i motivi Il valore
di mercato è costituito dal valore di quotazione o da quello di titoli similari.

Per esprimere “l’andamento” del mercato alla data del bilancio è opportuno considerare le quotazioni di
un certo periodo, ad esempio l’ultimo mese dell’esercizio, oppure un periodo più breve se il mercato è in
flessione.

Partecipazione: con il metodo del patrimonio netto


Acquistiamo delle partecipazioni in un azienda dove la quota da noi comprata va messa in corrispondenza
al capitale aziendale questa acquisizione comporta un costo per noi
 1/1/200n VEN Partecipazioni D 80.000,00
1/1/200n VFN Banca c/c A 80.000,00
- b) successivamente va rettificata in conseguenza dei cambiamenti di valore della quota della
partecipante nel patrimonio netto della partecipata:
• nel caso la partecipata consegua degli utili il valore della partecipazione va incrementato;
• se consegue delle perdite esso va diminuito.
Rilevazione della quota di utili conseguiti di pertinenza della partecipante
31/12/200n VEN Partecipazioni D 8.000,00
31/12/200n VEP Rivalutazione partecipazioni A 8.000,00
Incasso i dividendi:
…/…/200n+1 VFP Banca c/c D 4.000,00
…/…/200n+1 VEP Partecipazioni A 4.000,00
a) i dividendi che verranno successivamente distribuiti vanno portati in riduzione del valore iscritto
della partecipazione e non costituiscono componenti di reddito per la partecipante

CAP 19 VALUTAZIONE DEI CREDITI


Possono essere distinti in:
a) crediti sorti in relazione a ricavi e per altre ragioni diverse dalla concessione di finanziamenti (es: crediti
verso dipendenti per anticipi, crediti verso l’erario, crediti verso istituti di assicurazione, depositi cauzionali,
ecc.)
b) crediti sorti per prestiti e finanziamenti concessi dall'impresa a terzi (crediti finanziari)
c) crediti verso soci per versamenti ancora dovuti ( aumento di capitale / emissione di azioni)

Si valutano:
- al costo ammortizzato  previsto dal regolamento civilistico, però tenendo conto del fattore
temporale e del valore di presumibile realizzo.
- al valore di presumibile realizzo
Il criterio del costo ammortizzato ha la capacità di attribuire per competenza gli effetti economici delle
eventuali differenze tra il valore iniziale e il valore a scadenza del credito, che assumono rilevo solo se la
scadenza dei crediti non è a breve.
Nel caso di crediti a breve termine e in assenza di costi di transazione, l’applicazione del criterio del costo
ammortizzato si risolve nella valutazione al valore di presumibile realizzo:  ovvero se si prevede di non
riuscire a incassare il credito per l’importo al quale esso era stato contabilizzato al momento in cui era
sorto, a fine esercizio deve essere operata una svalutazione dei crediti per perdite presunte.
 Valore di presumibile per determinarlo
vanno stimate le perdite per
inesigibilità
Deducibilità fiscale: TUIR art.106, 1° comma: Le svalutazioni dei crediti risultanti in bilancio, per l’importo
non coperto da garanzia assicurativa, che derivano dalle cessioni di beni e dalle prestazioni di servizi [...],
sono deducibili in ciascun esercizio nel limite dello 0,50 per cento del valore nominale o di acquisizione dei
crediti stessi [...]
La deduzione non è più ammessa quando l’ammontare complessivo delle svalutazioni e degli
accantonamenti ha raggiunto il 5 per cento del valore nominale o di acquisizione dei crediti risultanti in
bilancio alla fine dell’esercizio. Possiamo svalutare al massimo gli interi crediti per il 5%

Svalutiamo il credito
31/12/200n VEN Svalutazione crediti D 2.460,00
31/12/200n VFN Fondo svalutazione crediti A 2.460,00
Chiusura dei conti:
Riportiamo la svalutazione nel conto economico
31 /12/200n Conto economico dell'esercizio 200n D …,..
31 /12/200n Svalutazione crediti A 2.460,00
I crediti nello stato patrimoniale
31 /12/200n Stato patrimoniale al 31/12/ 200n D …,..
31 /12/200n Crediti v/Clienti A 479.293,00
Anche il fondo nello stato
31 /12/200n Stato patrimoniale al 31/12/ 200n A …,..
31 /12/200n Fondo svalutazione crediti D 2.460,00

Riapertura conti:
1/1/200n+1 Bilancio di apertura A …,..

1/1/200n+1 Crediti v/clienti D 479.293,00

1/1/200n+1 Bilancio di apertura D …,..

1/1/200n+1 Fondo svalutazione crediti A 2.460,00

Nel corso dell'esercizio successivo la Rasonatti concorda con il curatore fallimentare della Celasiamo Filati
l'estinzione del debito con il pagamento – come previsto – solamente del 40% del valore nominale del
credito (€ 100). Il curatore paga a mezzo bonifico bancario

/…/200n+1 VFP Banca c/c D 40,00


…/…/200n+1 VFP Fondo svalutazione crediti D 60,00
…/…/200n+1 VFN Crediti v/clienti A 100,00 chiudiamo per l’intero ammontare

Per quanto riguarda gli altri crediti, le preoccupazioni dell'amministratore delegato si rivelano ancora non
sufficientemente pessimistiche. La crisi del settore porta alla definitiva perdita di crediti per un valore pari a
€ 2.508, che vanno completamente stralciati.

…/…/200n+1 VFP Fondo svalutazione crediti D 2.400,00


…/…/200n+1 VEN Sopravvenienze e insussistenze passive D 108,00
…/…/200n+1 VFN Crediti v/clienti A 2.508,00

COSTO AMMORTIZZATO:
La valutazione al costo ammortizzato va applicata nel bilancio redatto in forma ordinaria ai crediti che
presentano differenze tra il valore iniziale e il valore a scadenza.
Il costo ammortizzato si determina come:
+ valore di rilevazione iniziale dato dal valore nominale
(ammontare che contrattualmente si ha diritto di esigere) al
netto di eventuali sconti e abbuoni, oppure dal valore
attuale se il tasso di interesse desumibile dalle condizioni
contrattuali è significativamente diverso dal tasso di
interesse di mercato
+ interessi determinati con il metodo dell’interesse effettivo
− incassi per interessi e capitale intervenuti nel periodo
− svalutazioni al valore di presumibile realizzo e perdite su
Crediti

Calcoliamo il valore attuale del credito= valore nominale *(1+i)^-n


Caso: In data 1/1/200n si vendono merci per € 4.000 ad un cliente estero (operazione non imponibile ai fini
IVA) concordando con il cliente un pagamento dilazionato di due anni (scadenza alla fine del 200n+1), senza
interessi espliciti. Il tasso di interesse di mercato per un'operazione di finanziamento similare è del 5%.

4.000 x (1 + 0,05)-2 = 3.628,12

Pertanto gli interessi impliciti ammontano a 4.000,00 – 3.628,12 = 371,88.

Le quote di interessi impliciti di competenza dell’esercizio 200n e di competenza dell’esercizio 200n+1


vanno determinate applicando il tasso di interesse effettivo (che in questo caso corrisponde a quello di
mercato) al capitale finanziato all’inizio di ciascun periodo. Pertanto:

 quota interessi impliciti es. 200n = 3.628,12 x 5% = 181,41

Al momento della vendita sarà rilevato:

1/1/200n VFP crediti v/clienti D 4000

1/1/200n VEP merci/c vendite A 4000

e poi per scorporare gli interessi attivi impliciti: che fanno già parte dei 4000

1/1/200n VEN Merci c/vendite D 371.88

1/1/200n VFN crediti v/ clienti A 371.88

Al 31/12 vanno rilevati gli interessi impliciti già maturati: vanno calcolati tra la differenza (4000-371.88)*5%

31/12/200n crediti v/clienti D 181.41

31/12/200n proventi finanziari A 181.41

Pertanto i crediti saranno esposti in stato patrimoniale al costo ammortizzato di 3.809,52 (4.000,00 –
371,88 +181,41).

CREDITI PER FATTURA DA EMETTERE.

Il 27 dicembre telefona trafelato il titolare della Vendosempre S.r.l.: ha finito la merce e ha dei clienti da
accontentare al più presto. Ci manderà in giornata un suo furgone a ritirare 50 unità di merce. Viene
concordato un pagamento a 60 giorni al prezzo di listino di € 15+IVA. Il rag. Dormi avvisa subito che non se
ne parla nemmeno di emettere subito la fattura, perché è troppo impegnato negli inventari. La fattura la
emetterà con comodo nella prima settimana di gennaio.

31/12/200n VFP Crediti v/clienti per fatture da emettere D 750,00


31/12/200n VEP Merci c/vendite A 750,00

5/1/200n+1 VFP Crediti v/clienti D 915,00


5/1/200n+1 VFN Crediti v/clienti per fatture da emettere A 750,00
5/1/200n+1 VFN IVA ns. debito A 165,00

I criteri di valutazione previsti dalle norme civilistiche (art. 2426, n. 8-bis) sono i seguenti:
• i crediti e i debiti in valuta devono essere esposti in bilancio al cambio in vigore alla data del bilancio
stesso, rilevando a conto economico i relativi utili o perdite su cambi;
• l’eventuale utile netto che ne risulta deve essere accantonato in un'apposita riserva, non distribuibile fino
al suo definitivo realizzo

Crediti e debiti  In valuta estera


Dicembre Vendiamo negli Stati Uniti merci per $1 504,80. Al momento della vendita (il 3 dicembre) il
cambio con il Dollaro era di 0,88 (€ 1 = $ 0,88), al momento del pagamento (il 10 dicembre) 0,90. Il
pagamento viene effettuato per la metà della fornitura, il resto verrà pagato a 120 giorni.

A fine esercizio il rapporto di cambio è salito ulteriormente fino a 0,95. I ricavi di vendita e i crediti sono
stati rilevati utilizzando il cambio vigente al momento della vendita ($1.504,80 / 0,88= € 1.710,00)
A fine esercizio resta ancora da incassare l'altra metà del credito (pari a $ 752,40), che è stato contabilizzato
per € 855,00 (pari a $ 752,40/0,88); il rapporto $/€ è diventato 0,95, quindi il credito residuo ha un valore
inferiore a quello al quale è stato contabilizzato. Va rilevata una differenza negativa di cambio, pari alla
differenza (€ 63,00) tra il valore in € del credito alla data di contabilizzazione (€ 855,00 = $ 752,40/0,88) e il
valore in € alla data di chiusura dell'esercizio (€ 792,00 = $ 752,40/0,95):

31/12/200n VEN DIFFERENZE NEGATIVE DI CAMBIO D 63,00


31/12/200n VFN CREDITI V/CLIENTI ESTERI A 63,00

Se la differenza netta tra gli utili e le perdite su cambi rilevate alla fine dell’esercizio consiste in un utile
netto su cambi di 37, in ossequio alla normativa civile esso deve essere accantonato in un’apposita riserva.

CAP 20 VALUTAZIONE DEI RATEI E DEI RISCONTRI.


Sono attività o passività la cui rilevazione deriva dalla determinazione delle quote di competenza di ciascun
esercizio di costi e ricavi relativi ad operazioni (l'aver ricevuto o fornito dei servizi) che si svolgono a cavallo
tra due (o più) esercizi.

Risconti attivi (VEN) = quote di competenza futura di costi comuni a due (o più) esercizi che si sono già
manifestati finanziariamente

Risconti passivi (VEP)= quote di competenza futura di ricavi comuni a due (o più) esercizi che si sono già
manifestati finanziariamente

Ratei attivi (VFP) = quota già maturata di crediti non ancora manifestatisi finanziariamente, che sorgono in
relazione alla quota di competenza dell'esercizio di ricavi comuni a due (o più) esercizi
Ratei passivi (VFN) = quota già maturata di debiti non ancora manifestatisi finanziariamente, che sorgono in
relazione alla quota di competenza dell'esercizio di costi comuni a due (o più) esercizi

La differenza grossolana è che i ratei si riferiscono a cose che vengono pagati o intascati dopo alla fine però
hanno avuto intervento in parte nell’esercizio invece i riscontri sono anticipati però non hanno solo durata
nell’esercizio in corso perciò il surplus va eliminato o tolta.

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