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LA CHIESA CONTRO LE ERESIE

Durante l’epoca medievale si vuole instaurare una RES PUBLICA CHRISTIANA governata
da IMPERATORE e PAPA  i due poteri UNIVERSALI, elevati da DIO per governare.
XIII SECOLO  i due poteri universali attraversano un periodo di crisi:
- IMPERATORE: autorità riconosciuta formalmente in ITALIA, GERMANIA E
BOEMIA, ma in realtà osteggiato dai feudatari tedeschi e dal papa e dai comuni
italiani.
- CHIESA: non era in grado di esercitare il controllo dal punto di vista spirituale. Lo
SCIMSA D’ORIENTE del 1054 divideva definitivamente i cristiani ortodossi da
quelli cattolici. In più corruzione e degrado morale dilagavano all’interno della chiesa.
XII-XIII  nuove eresie nacquero per contestare la chiesa. Queste nuove eresie non
mettevano in dubbio la teologia ma i capi della chiesa. Le principali furono i VALDESI e i
CATARI.
VALDESI E VALDO DA LIONE  1173 Pietro Valdo si spogliò di tutti i suoi averi
distribuendoli ai poveri e iniziò a vivere in povertà. Creò il movimento dei poveri di Lione o
VALDESI, che si espanse in tutto il sud della Francia, in Germania, in Lombardia e in
Piemonte. Essi contestavano la chiesa per il MONOPOLIO DELLA PREDICAZIONE e
affermavano che ognuno aveva il diritto e il dovere di interpretare e predicare il VANGELO.
Valdo cercò di ottenere il consenso da Papa, ma venne scomunicato nel 1184. (i valdesi
esistono ancora oggi).
L’ERESIA CATARA  CATARO=PURO in greco, sostenevano una dottrina diversa da
quella CATTOLICA collegata a culti orientali. Dicevano che al Dio delle sacre scritture
creatore della sfera spirituale si contrapponeva un DIO DEL MALE creatore della materia.
Gesù era ritenuto uno spirito mandato sulla terra per insegnare agli uomini come liberarsi
della carne e tornare nello spirito. I CATARI molto spesso digiunavano, non avevano
rapporti sessuali, evitavano di fare figli, condannavano le forme di ricchezza.
La Chiesa non poteva tollerare l’esistenza di questo credo e nel 1209 il papa Innocenzo III
scatenò una crociata contro i catari nel sud della Francia, che in quella regione si chiamavano
ALBIGESI, prendendo il nome dalla citta di ALBI. I nobili Francesi del Nord risposero
all’appello e scatenarono entusiasti la devastazione sul sud francese.
Nel 1223 la chiesa istituì TRIBUNALI DELL’INQUISISZIONE in quei territori che
dovevano vigilare sulla salvezza della dottrina cattolica e autorizzavano la TORTURA.

ORDINI MENDICANTI
Tra le comunità dei credenti si crearono diversi movimenti riformatori che si sottomisero
all’autorità del PAPA. Tra questi ci sono i FRANCESCANI e i DOMENICANI. Questi
ordini avevano alcune cose in comune e anche molte differenze.
in comune: obbiettivo di combattere l’eresia con la PREDICAZIONE e la pratica della
POVERTA’ EVANGELICA; erano MENDICANTI, cioè si mantenevano con elemosine e
donazioni; stabilivano i loro conventi NELLE CITTA’. (diversi da Cluny).
Diversità:
- FRANCESCO D’ASSOSI 1209 Pietro di Bernardone, figlio di un ricco mercante,
si spogliò di tutti i suoi averi e indossò un saio di lana e iniziò con alcuni seguaci a
praticare una vita atta a PREDICARE e alla POVERTA’. Il suo esempio venne
seguito da migliaia di persone e si creò l’ordine dei FRATI MINORI (ordine
francescano) fondato nel 1209. L’ordine conquistò la simpatia del Papa e nel 1223
ottenne la REGOLA FRANCESCANA dal Papa Onorio III.
- DOMENICO DI GUZMAN dotto sacerdote spagnolo che fondò L’ORDINE
DOMENCANO nel 1206 per combattere l’eresia CATARA. I suoi seguaci dovevano
dedicarsi allo studio della dottrina religiosa, vivere di elemosina e adottare una vita
semplice. Nel 1216 Papa Onorio III approvò l’ordine e vennero chiamati FRATI
PREDICATORI.
Grazie allo sforzo degli ordini mendicanti, la Chiesa riprese vigore e poté con forza affermare
i suoi PRINCIPI TEOCRATICI, ponendosi al di spora degli altri poteri.

FEDERICO II E LA CRISI DELL’IMPERO


I conflitti tra Papa e Imperatore si riaccesero nel XIII secolo sulla questione del Regno
normanno di Sicilia. I normanni erano arrivati sull’isola nel XI secolo e si era instaurato un
Regno sotto la guida degli ALTAVILLA, che si erano resi vassalli della Chiesa (1059) dopo
aver liberato l’isola dalla minaccia degli Arabi e dei bizantini.
Nel 1186 ENRICO VI Hohenstaufen, figlio dell’imperatore Frederico Barbarossa sposò
Costanza Altavilla, figlia del re di Sicilia Ruggero II. Nacque dall’unione FEDERICO II il
quale ereditò il diritto di successione al trono imperiale e il regno della Sicilia che ormai
comprendeva tutto il sud Italia.
Rimasto orfano da entrambi i genitori, venne affidato alle cure del papa Innocenzo III.
Durante la sua giocane età, in Germana Filippo di Svevia cercò di ottenere il Trono Imperiale
e il papa si approfittò della situazione per affermare l’autorità della chiesa. Il Papa puntò su
Federico II in cambio di due promesse: Federico avrebbe dovuto rinunciare alla nomina di
vescovi in Germania e non avrebbe unito le Corone di Sicilia e dell’Impero (questo perché la
chiesa temeva un accerchiamento da parte dell’impero ai suoi domini). Federico divenne re di
Sicilia nel 1198 e imperatore formalmente nel 1212 (la ottenne solo nel 1220).
Federico II era molto intelligente e non voleva essere uno strumento del Papa e progettava
invece di creare uno stato moderno in Italia. Iniziò subito a rafforzare il regno di Sicilia
dotandolo di un potere centrale solido e di un’amministrazione efficiente; ridusse i privilegi
della nobiltà e del clero e limitò le autonomie dei comuni. Nel 1231 promulgò le
COSTITUZIONI DI MELFI: un codice di leggi per il diritto privato e pubblico e
affermavano la superiorità del re su altri poteri del regno(anche su quello della chiesa).
A seguito di questa politica entrò in conflitto con la Chiesa e si trovò a dover fronteggiare nel
Nord Italia i comuni che si erano riuniti per fronteggiare i suoi piani. Seguì una guerra lunga
30 anni contro la Lega Lombarda che si alleò con il papa.
Federico II morì nel 1250 segnando la fine dei suoi piani di unità universale; suo figlio
Manfredi venne ucciso in battaglia nel 1266 a Benevento contro le truppe Francesi e papali
comandate da Carlo d’Angiò, fratello del re di Francia. L’Angiò ricevette il Regno di Sicilia
dal papa.
Alla morte di Federico II, l’Italia si rese autonoma dall’impero e la Germania rimase in balia
dei signori feudali. L’Impero continuò ad esistere ma divenne un organo tedesco. Nel 1356
l’imperatore Carlo IV emanò la BOLLA D’ORO con cui stabiliva l’elezione dell’imperatore
attraverso 7 GRANDI ELETTORI.

NASCITA DELLE MONARCHIE FEUDALI


Mentre l’impero e il papato erano in crisi, si affermarono altre organizzazioni politiche tra cui
la MONARCHIA FEUDALE. Queste erano caratterizzate dalla capacità di alcune
DINASTIE di affermare la loro autorità sui poteri signorili rendendosi indipendenti dalle altre
autorità. Queste monarchie si affermarono assumendo un ruolo di coordinamento, garanzia e
tutela, realizzando le prime forme di accentramento amministrativo utilizzando il
vassallaggio come strumento di controllo.
FRANCIA Sotto i Capetingi (X secolo) il re esercitava un dominio diretto sui territori tra i
fiumi LOIRA E SENNA, mentre la sua sovranità era solo formale nei grandi feudi suoi
vassalli. 1180 divenne re di Francia Filippo II che decise di affermare la piena autorità nei
suoi feudi e si ingrandì.
INGHILTERRA 1066 il duca di Normandia Guglielmo vantava diritti sulla successione al
trono inglese. Invase l’isola e vinse contro i rivali nella battaglia di HASTINGS diventando
re d’Inghilterra. Organizzò l’isola rendendola uno stato forte e centralizzato e elevandosi al
rango di re. Si trovò quindi ad essere al tempo stesso RE (inglese) e VASSALLO DI UN RE
(francese, perché era Duca di Normandia, sotto alla corona di Francia).
Nel 1154 divenne re di Inghilterra Enrico II, capostipite della famiglia dei Plantageneti. Egli
ereditò altri due feudi francesi: La contea di Angiò e la contea di Aquitania diventando
signore di grandi porzioni del regno di Francia. Si erano creati i presupposti per un conflitto
tra i due regni.
nel 1202 Filippo II dichiarò decaduti i diritti del nuovo re inglese GIOVANNI
PLANTAGENETO sui suoi feudi francesi e li conquistò (ottenendo il nome di AUGUSTO).
Iniziò una guerra che finì nel 1214 con la battaglia di Bouvines in Fiandra quando Filippo II
sconfisse la coalizione che aiutava gli inglesi costituita da feudatari francesi e l’imperatore
Ottone IV (pretendente al trono Imperiale ai danni di Federico II).
La monarchia francese si rafforzò a seguito della vittoria e Filippo II riuscì a esercitare il suo
dominio su tutta la Francia e a ottenere il favore del Papa.
Ottone IV perse la corona imperiale.
Giovanni Plantageneto rimase senza alleati e dovette rinunciare ai suoi domini in Francia
(tranne l’Aquitania e la Guascogna) guadagnandosi il soprannome di SENZATERRA.
Federico II di Svevia fu eletto imperatore.
I successori di Filippo II continuarono il suo progetto. Filippo IV il Bello costruì un efficiente
burocrazia, accentrò la riscossione delle imposte e il reclutamento dell’esercito e diede forza
a nuovi strumenti di governo: PARMALENTI E STATI GENERALI.
La monarchia inglese entrò in crisi. Giovanni dovette sottoscrivere sotto costrizione dei
grandi feudatari la MAGNA CHARTA LIBERTATUM nel 1215 dove si affermava l’autorità
del PARLAMENTO INGLESE.
IL TRAMONTO DELLA TEOCRAZIA
Il Papa era uscito vincitore sullo scontro contro l’imperatore e aveva affermato la sua autorità
su tutto il mondo cristiano. Il Nord Italia era con lui e il sud era in mano agli Angiò, alleati
del Papa. In oriente si intravedevano delle nuove aperture con l’impero romano, dove
l’imperatore Michele VIII Plantageneto cercò un accordo diplomatico ed era disposto a
riconoscere l’autorità della chiesa romana su quella ortodossa e nel 1274 con in CONCILIO
DI LIONE si dichiarò la fine dello scisma d’oriente.
1294 venne eletto BONIFACIO VIII; nel 1300 indisse il primo GIUBILEO (qualunque
credente fosse andato a Roma in quel periodo a pregare avrebbe ricevuto l’INDULGENZA
PLENARIA, cioè la rimozione di ogni peccato).
Già nel 1300 però si avvistarono i primi sintomi di una nuova fase di crisi per la chiesa
romana.
La fine dello scisma era solo apparente:
-nel 1284 la chiesa ortodossa sconfessò i patti e scomunicò il Papa, il quale scomunicò a sua
volta il patriarca ortodosso.
- le monarchie feudali che si stavano affermando in Europa misero in difficoltà la chiesa
rivendicando la piena sovranità sui propri domini e non volevano riconoscere l’autorità del
Papa.
- i comuni una volta sconfitto l’imperatore, abbandonarono l’alleanza con il Papa.
La crisi si manifestò pienamente con il conflitto tra papa BONIFACIO VIII e il re di Francia
FILIPPO IV IL BELLO.
Nel 1296 Filippo abolì alcuni privilegi fiscali del clero francese e impose tributi. Bonifacio
fece emanare nel 1302 la bolla UNAM SANCTAM dove proclamava la superiorità del potere
spirituale su ogni altro potere dichiarando eretico chiunque si opponesse. Filippo IV riunì gli
STATI GENERALI di Francia e chiese l’appoggio di vescovi e nobili per entrare in conflitto
con Roma, ottenendolo. Il papa venne dichiarato SIMONIACO ed ERETICO.
Nel 1303 Filippo fece imprigionare Bonifacio VIII nella fortezza di Anagni (in Lazio) dove
avvenne l’episodio dello SCHIAFFO DI ANAGNI, ma grazie al popolo il Papa riuscì a
liberarsi e a tornare a Roma dove morì.
Nel 1305 Filippo fece eleggere papa un cardinale francese CLEMENTE V il quale trasferì la
sede pontificia ad AVIGNONE, in Provenza. Iniziò il periodo di CATTIVITA’ (prigionia)
AVIGNONESE che durò dal 1309 al 1377 dove il Papa fu sottomesso al re francese.
Nel 1377 Papa GREGORIO IX riuscì a tronare con la sede pontificia a Roma. Un anno dopo
il clero francese si ribellò ed elesse un ANTIPAPA iniziando così lo SCISMA
D’OCCIDENTE, dal 1378 al 1409 con 2 papi e dal 1409 al 1415 con 3 PAPI.
Nel 1415 la frattura venne ricomposta dal CONCILIO DI COSTANZA, ma ormai l’autorità
del papa era decaduta.

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