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di dogi (famiglie più importanti della città).

Dal 1297 le famiglie del Gran Consiglio resteranno le stesse (stabilizzazione politica)

Venezia affronta Genova (altra repubblica marinara, più povera)

Venezia vince e rimane indipendente fino all’1800 con Napoleone.

3.2 FIRENZE
A Firenze vi è il conflitto tra il popolo grasso e il popolo minuto.

Si creano le corporazioni, si stabilisce che non si può partecipare alla vita politica senza un’arte.

Abbiamo una divisione tra arti maggiori (lavori più importanti) e arti minori (lavori meno importanti).

Dante entrerà a far parte dei Medici e Speziali, attuali farmacisti, per prendere un ruolo importante in
politica.

Le arti minori verranno difese dal capitano del popolo.

Si creano due fazioni:

● Guelfi (filo-papale)
● Ghibellini (filo-imperiale)

I ghibellini verranno sconfitti e i guelfi si divideranno in:

● Guelfi bianchi (autonoma gestione del comune)


● Guelfi neri (gestione del comune affidata al Papa)

Bonifacio VIII chiamerà Carlo di Valois, il quale favorirà i guelfi neri, che vinceranno, e i guelfi bianchi (tra cui
Dante), saranno esiliati. Firenze grazie alla famiglia De Medici diventerà signoria.

4.0 L’IMPERO NEL 1300


L’impero aveva da risolvere il problema dell'eleggibilità (periodo di anarchia)

All’inizio del 300 viene eletto Enrico VII di Lussemburgo.

Dante spera che Enrico risolva i conflitti che vi erano in Italia, ma così non sarà.

Viene poi eletto Ludovico il Bavaro, che prova a mettere ordine negli stati italiani, ma senza ottenere grandi
risultati.

Ludovico fece approvare una dichiarazione secondo cui l’imperatore non aveva bisogno dell’incoronazione.

Dopo Ludovico sale al potere Carlo di Boemia, che sarà ricordato per la pubblicazione della Bolla d’Oro, che
definiva il criterio di eleggibilità dell’imperatore.

Per votare, si riuniscono 4 principi laici e 3 vescovi, e tra questi si sceglie l’imperatore che deve dare
continuità al regno.

Da notare come si dà più potere ai laici per dimostrare che l’impero ha autorità sulla chiesa.

4.1 LA CRISI DEL TRECENTO: LA PESTE NERA


La peste del 1348 fu una pandemia detta peste bubbonica a causa della comparsa delle pustole.

La peste è una malattia portata dai ratti e trasmessa all’uomo a causa delle scarse condizioni igieniche. 

Fu così significativa che ebbe conseguenze:

-Sociali: la popolazione fu decimata 

-Economiche: l’agricoltura (fu cambiato il sistema di coltivazione e fu introdotto il contratto di mezzadria).

Il proprietario terriero fa un accordo con coloro che lavorano la terra (mezzadri), il raccolto viene poi diviso
a metà e i proprietari vivono di rendita. 

Il contratto di mezzadria rimarrà in Italia fino al 1950, agli ebrei erano riservati lavori impuri: gli usurai,
coloro che prestavano soldi con interessi.

4.2 LE RIVOLTE DEI JACQUERIES 


Si ebbero rivolte sociali a causa del grande fiscalismo imposto dal re Giovanni il Buono. I contadini colsero
l’occasione per protestare contro l’aristocrazia poiché questi chiedevano tasse ai contadini e di dover
combattere. Queste rivolte prendono il nome di Jacqueries. Questa rivolta fu sedata nel sangue con 20.000
morti.

4.3 LOTTA DEI CIOMPI


I cardatori della lana nel 1378, sollevarono delle rivolte poiché volevano ottenere importanti conquiste
politiche e volevano essere rappresentati da un’arte, si coalizzarono sotto la guida di Michele di Lando.

Nel complesso il tumulto dei Ciompi fallì per la scarsa capacità organizzativa, a differenza delle rivolte
trecentesche scoppiate in Francia.