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Arte romana - repubblica

In Italia c’è un incastro conti


Museo capitolini al campdigoglio. Fondamenta del tempio di Giove che si
trovava proprio al campdidoglio. C’è chi le fa risalire all’VIII secolo. Le fonti
scritte ci dicono che era dedicato a Giove.

L’arte romana procede per assimilazione (come tutta la cultura). L’arte


romana classica include quella greca classica e ellenistica. Si tende a
riconoscere nel classico più un carattere greco che romano, perché si
crede che l’arte romana abbia solo copiato quella greca (fase creativa).
Pregiudizio perché allora si potrebbe estendere ciò anche alla letteratura
dove però non c’è. Mostra la sua ostinazione nel campo delle arti
figurative e architettoniche. L’arte romana è eclettica. Eclettismo essere in
grado di fare tante cose differenti, In realtà in arte indica una cultura che
procede per assimilazioni, non del tutto originale ma è un pregiudizio
dell’era moderna. Le culture con cui i romani si confrontano e assimilano
(che procede con l’espansione militare): gli etruschi, i greci (guerre
sannitiche), i galli (le civiltà barbariche, vago ingiusto, non influenzate dai
greci, nel III secolo vengono sconfitti i teutoni e cimbri e la cultura artistica
orientale e egizia. I culti di Iside e Osiride vengono portati anche a Roma.
L’eclettismo romano non procede per assimilazioni passiva, ma seleziona
ogni volta le componenti che vuole assimilare e con cui vuole confrontarsi.
La cultura romana a differenza di quella greca è assimilativa e ciò fonda la
loro grandezza e ciò si manifesta in politica e giudizio, nel III secolo d.c.
tutti i popoli dell’impero diventano cittadini romani. Civiltà inclusiva. Fin da
subito abbiamo imperatori non italici.
Possiamo collocare l’inizio di roman nel 750 ma per parlare di arte romana
dobbiamo aspettare fino al II secolo a.c., un po’ dopo la letteratura.
Questo iato, differenza temporale tra la storia romana (annales, si
preoccupano di trasmettere gli eventi della loro civiltà, non civiltà rozza e
primitiva)
L’assimilazione nella cultura romana diventa una componente
fondamentale. Le culture provinciale, le culture poco o nulla ellenizzate
(es. i barbari, i Cimbri e Teutoni che stavano nella pianura padana).

Architettura romana
Primo ambito: ingegneristico, realizzazione di strade, acquedotti, ponti ,
tutti quei monumenti che sono infrastrutture.
Romanizzazione delle culture sottomesse.

L’arco è una componente costruttiva, strutturale.

La via Appia (nome dei consoli che ne hanno proposto l’apertura) è una via
consolare. Originariamente avevano una funzionalità militare, la
carreggiata era misurata in modo tale che due carri potessero procedere
uno a fianco all’altro.

Si chiamano strade perché a differenza delle altre vie erano realizzati a


strati 8fino a 7) perché dovevano sopportare tanti carichi. La viabilità con
la caduta sarà molto più precaria, con le strade in terra battuta con la
pioggia i carri si impantanano. Nelle strade così ingegnate non accadeva e
c’era pure. Una piccola tubatura per far defluire l’acqua.
Sono quasi sovrapponibili alle strade statali che cominciano ad essere
realizzate in Italia postunitaria.

I ponti sono molto resistenti. Il ponte di Cordova, L’elemento dell’arco,


elemento strutturale fondamentale. Anch’essi nascono dalle necessità
militare. (Cesare incontra un fiume per cui o si cerca un guado, punto con
acqua più bassa, oppure si costruisce un ponte, inizialmente in legno e poi
in pietra). I ponti, come le strade e gli acquedotti li ritroviamo in gran parte
del territorio imperiale.
Gli acquedotti. Dalle fonti l’acqua viene spinta, su pendenza ma poi
l’acqua finirebbe a terra se questa fosse continua (anche minima),
l’altezza dell’acquedotto prima o poi torna. Ciò che escogitano è il moto
uniformemente accelerato, un gradino che ferma ‘acqua. Archi
sovrapposti che seguono la conformazione del paesaggio (per esempio
qui le arcate sono due e poi diventano uno.

Acquedotto di segovia
Vicino termini c’è un ponte romano e un acquedotto.
Altre realizzazioni sono le cloache, le fogne. La cloaca maxima,
raccoglieva le acque nere. L’uso di fognature ne secoli successivi
scompare e scorrevano nelle strade.
STRUTTURE COSTRUTTIVE
Rispetto ai sistemi architravali. (Greco e egizio) , fondamentante
rettilinee, il mondo romano partendo da modelli etrusca. Utilizzando un
sistema costruttivo curvilineo, archi e volte (a botte). Per essere sollevati
necessitano di tecniche e materiali costruttivi diversi. Utilizzano degli
impasti cementizi, delle malte (acqua, gesso oppure polverizzando delle
pietre). Il vantaggio di questi impasti è che è molto resistente, più leggero
e più malleabili e flessibili. Permette di realizzare ampi spazi coperti.
Definisce queste tecniche costruttive con il termine opus.

Opus reticulatum, al contro la pasta cementizia.


Opus spicatum, a spina di pesce.
Architetture con funzione pubblica. Nel teatro greco la cavea, dove sta il
pubblico si trova su un rilievo naturale. A Roma invece la cavea è sorretta
da una struttura di archi e volte. Il teatro di Marcello, come oltre strutture
romane è tata riutilizzata.
Il teatro romano di Orange. Nel teatro abbiamo una scena (schenè n
greco) non dipinta ma scenograficamente costruita. Permetteva di
chiudere il teatro con dei teloni (altra differenza con il teatro greco, che
era all’aperto fuori dalla città perchè aveva carattere sacro e pertanto
deve stare lontano dalla città e gli scambi.
L’architettura procede per tipologie, un modello una serie di schemi che il
mondo romano ripete senza eccessive variazioni.
Anfiteatro romano, teatro doppio, il modello costruttivo è lo stesso ma
cambiano gli spettacoli (naumachie, battaglie navali). Fai teatro romano in
Tunisia

Il Colosseo si chiama così perché accanto sorgeva la statua colossale (?)


molto diversa da come era, Rivestito di lastre di marmo, agganciate di
cui è stato spogliato.
Terme, di Caracalla (imperatore). Dei luoghi in cui l’acqua era calda
(calidaria), era fredda (frigidarium). Luoghi che ritroviamo molto simili
indipendentemente dalla regione in cui ci troviamo.
I fori non sono una specifica architettura, ma luoghi con una serie di edifici
in cui troviamo la curia senatoriale, templi (vita pubblica e religiosa
associate) e basiliche.
Le basiliche non sono luoghi di culto ma edifici fondamentalmente
amministrativi. Hanno un ingresso sui lati lunghi.

Traiano edifica coprendo la dimora sontuosa di Nerone (do us aurea), i


mercati traianei. Botteghe chiuse, dà idea di come il mondo romano
procede per architetture tipologie.

Archi di trionfo e colonne istoriate.

Anno 146, presa di Corinto e sconfitta definitiva di Cartagine. Nel trionfo


sfila una parte non piccola di tutta la civiltà greca, dipinti e sculture ecc. A
quel punto l’impatto con il mondo greco (fino ad allora mediato con la
conquista della magna Grecia) di ents un evento dirompente (modifica
fondamentalmente le basi, cambia le regole del gioco. Nel caso romano
c’è la contraddizione tra due indirizzi culturali:
– conservatore (Catone) che teme che il mondo greco possa minare le
basi romane
– Circolo degli scipioni

Riguarda l’aspetto profondo della società romana, Catone proviene dai


grandi proprietari terrieri, il ceto senatoriale su cui fonda potere e
ricchezza che fino ad allora aveva una supremazia di fatto incontrastata.
Nascono gli equites, la loro ricchezza si basava sull’orizzonte mercantile e
di scambio commerciale, saranno più aperti e più legati ai modelli della
cultura greca. Roma va incontro ad un secolo abbondante, inizia il periodo
delle guerre civili. Non è soltanto un conflitto fra singoli personaggi ma
tutta la società romana si trova messa in crisi da questi (?). Uomini nuovi

Questa questione interessa l’ambito dell’arte.

Scultura
Ritratti senatoriale, del ceto senatorio. MANCA UNA PARTE Calco del
defunto e la maschera funeraria diventava base del ritratto. Si collocava
nelle sale delle domus dedicate agli avi. Ha una funzione commemorativa,
muove da pretese funerarie e ha funzione privata perché destinata alla
sala dei penati delle singole case. Procede da una pratica funeraria in cui il
ritratto è estremamente realistica e si rifà ai modi della cultura etrusca -
italica.
Ritratto delle teste Barberine. Uomo che tiene in mano le teste dei suoi avi,
questo patrizio al funerale è accompagnato dai ritratti dei suoi antenati.
Prima tipologia di ritrattisticaù
Accanto a questa dimensione ritrattistica ce n’è un’altra che prende come
modello l’arte greca.
Ritratto di Pompeo. È più espressivo, i lineamenti sono più addolciti e
smussati e il trattamento del marmo è più luminoso. Destinazione pubblica
e funzione celebrativa. I ritratti celebrativi si collocavano in senato o nei
fori, non solo a Roma ma di tutte le città principali.

ritratto vespasiano, intorno al 70 dc. Primo esponente della dinastia Flavia.


Si avvicina di più alla prima tipologia, lineamenti marcati, mento
schiacciato, pronte allargata.
stesso personaggio ma diversa tipologia. Volto più regolare e lineamenti
addolciti. Potremmo dire uno privato e uno pubblico ma no. Loro andavano
contro le derive orientalistiche di Nerone, per cui lui ha l’interesse di farsi
ritrarre con prima tipologia, è interprete dei valori tradizionali, populismo.
Produrre un’immagine come se fosse un uomo comune.
Ritratto di Cesare. Rappresentazione del potere con l’arte.
Lineamenti più irregolari, schiacciato e ovale. Abbiamo le vere fattezze
qui. Il dubbio privato o pubblico viene perché Cesare è populares perché
magari lo fa perché sembra uno del popolo.

Complementari (COSA?)
Altari spesso recintati, i più antichi erano in legno e poi viene sostituito in
pietra. Il primo altare è altare di domizio enobarbo I secolo dopo cristo
Scena di sacrificio, religiosa, sacrificati un torno, un montone e un maiale.
Scena cerimoniale e tradizionale rappresentato da un linguaggio di
estrema semolicità quindi le botteghe che lo hanno fatto erano italiche.
Figure semplici e austere. Due scene

Scena mitologica. Che parla un linguaggio greco. I due modelli non


erano contrapposti ma quasi complementari. Il tizio del coso Dà
l’immagine di una persona che legata alla tradizione è anche molto aperta
ai nuovi modelli culturali di provenienza greca.

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