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6_Antica Grecia 

Le officine
ceramiche

La ceramica fu la produzione artigianale


più ricca e significativa
dell’antica Grecia. I numerosi manufatti conservati nei
musei di tutto il mondo, soprattutto vasellame da mensa e
oggetti dipinti, forniscono preziose informazioni non solo
sulle tecniche di fabbricazione, ma anche sull’economia, la
religione e la cultura del popolo greco.
La ceramica è un materiale che si ricava dall’argilla, una
roccia naturale composta da minerali, i silicati, in grado
di trattenere l’acqua e rendere l’argilla plastica, ossia
2
modellabile. 1

Le argille utilizzate dal vasaio sabbiose (quarzo, feldspati, 1 Pinax con scena di estrazione di argilla da una cava, VI sec. a.C.
sono quelle cosiddette miche, ossidi di ferro, [da Penteskouphia (Corinto); Staatliche Museen, Berlino] l’artigiano plasmava un in terracotta, legno o desiderato. Tenendo sempre 2  Le principali tipologie
I pìnakes sono placchette in terracotta impiegate per scopi votivi, spesso di vasi in ceramica
secondarie, formatesi cioè a calcare) e altre impurità di dipinte su entrambi i lati e recanti iscrizioni. Questo pìnax fu ritrovato lungo rotolo di argilla e lo pietra, fissato su di un asse le dita bagnate per facilitare
dell’antica Grecia
seguito di fasi successive di origine animale o vegetale. in una località della Corinzia nel 1879 ed è datato tra il 600 e il 575 a.C. arrotolava a spirale fino verticale ancorato al terreno lo scorrimento, l’artigiano
Il disegno in scala rappresenta alcune
trasporto e sedimentazione Nella Grecia antica la Fa parte di una serie di pìnakes offerti agli dèi da artigiani e marinai: le a raggiungere l’altezza e azionato direttamente iniziava a sollevare le pareti delle più diffuse forme ceramiche in
a opera del vento e delle produzione ceramica placchette furono appese alle fronde degli alberi in un santuario all’aperto. desiderata del manufatto 2 ; dall’artigiano o da un suo del vaso e a modellarne le uso nell’antica Grecia, disposte in
Sul pìnax nella foto sono raffigurati due artigiani maturi, con la barba, che ordine di altezza. L’arỳballos a-d,
correnti d’acqua; queste raggiunse livelli di perfezione estraggono l’argilla. A destra un uomo con piccone scava la parete di un poi batteva le pareti del vaso aiutante. diverse parti: spalla, collo,
in alto a sinistra, era un piccolo
argille contengono un elevato considerevoli, sia dal punto deposito argilloso, mentre un aiutante ai suoi piedi raccoglie l’argilla in e le uniformava con la mano Per prima cosa il vasaio labbro 3 . vaso usato di norma per contenere
quantitativo di sostanze di vista tecnologico sia da una cesta. A sinistra un altro artigiano passa le ceste a un inserviente. Le o con un arnese ricavando il posizionava sul disco la Quando il manufatto aveva unguenti preziosi; simile a questo,
quello artistico, in particolare sporgenze dipinte sulla parete sinistra della cava potrebbero essere i gradini fondo da un blocco di argilla massa di argilla necessaria assunto la forma definitiva, per uso, forma e dimensioni, era
di una rudimentale scala di legno. Al centro della scena un’anfora appesa, l’alàbastron. La pisside e invece
nella Corinzia, dove sorgeva che forse conteneva acqua o vino per i lavoranti. appiattito. e, azionando il tornio, veniva staccato con un filo
aveva un coperchio ed era usata
Corinto, e nell’Attica, dove cominciava a pressarla dal piatto del tornio e le dalle donne per custodire oggetti
sorgeva invece Atene: Prima di poter essere difficile da lavorare al tornio, A partire dal III millennio a.C., con le dita al fondo; poi pareti venivano lisciate con preziosi o da toeletta. Per bere
entrambe queste regioni lavorata, l’argilla veniva la si mescolava con sostanze si diffuse tra i Greci e i la scavava con le dita al una stecca per eliminare i Greci usavano coppe di diverse
erano ricche di cave di trattata, ovvero ripulita di degrassanti come sabbia Micenei l’uso del tornio, centro, fino ad arrivare le striature causate dal forme: il kàntaros f, la kỳlix i,
lo skỳphos l. I vasi per contenere
estrazione 1 . tutte le sostanze, organiche e e chamotte (cocci di argilla uno strumento composto da quasi al fondo, e la allargava movimento delle dita. In e versare liquidi erano anch’essi
Il primo compito di un no (ramoscelli, radici, pietre), cotti e macinati); se invece un disco piatto e rotondo, fino a ottenere il diametro caso di oggetti ceramici di numerosi. Erano particolarmente
750 a.C. circa diffusi la lèkythos g-h, usata per
Inizio della colonizzazione greca vasaio era, infatti, quello presenti al suo interno. Dopo era troppo magra, poco
3 conservare gli olii, l’oinochòe m,
nel Mediterraneo di reperire argille di buona averla setacciata a mano, il modellabile, la si mischiava usata per versare il vino, e l’olpe n-o
750-650 a.C.
L’Iliade e l’Odissea, qualità, con minerali a bassa vasaio la depurava mediante ad altra argilla. con cui si attingevano e versavano
attribuite a Omero, granulometria (costituiti decantazione, riversando Prima di passare alla liquidi. L’hydrìa p era un grande vaso
sono messe per iscritto per l’acqua. L’anfora s-t era usata
cioè di grani o particelle di le masse di argilla in grosse lavorazione vera e propria,
come contenitore per liquidi, mentre
700-650 a.C. piccole dimensioni) e una vasche piene d’acqua infine, il vasaio batteva il cratere q-r era usato durante i
Diffusione dello schieramento
oplitico nelle pòleis percentuale non eccessiva di disposte a cascata: mentre l’argilla con i piedi per banchetti per mescolare l’acqua con
sabbie; una volta individuato i corpi estranei più leggeri eliminare le bolle d’aria il vino.
il sedimento argilloso, risalivano in superficie e formatesi all’interno e spesso
l’artigiano rimuoveva, con le sostanze più pesanti si causa di imperfezioni e 3  Lavorazione della ceramica
550 a.C.
picconi, vanghe e badili, lo depositavano sul fondo, rotture. al tornio
Fondazione della Lega [Sud Corea]
del Peloponneso strato superficiale ricco di l’argilla limosa (melmosa) Il metodo più semplice La lavorazione artigianale della
humus e ghiaia posto al di rifluiva nelle vasche più per foggiare l’argilla era a ceramica, secondo le più antiche
490-479 a.C. tecniche, è ancora oggi praticata in
Guerre persiane sopra dell’argilla. Lo scavo in basso e qui, dopo mano: il vasaio prendeva
veniva poi progressivamente l’evaporazione dell’acqua, una palla di materia argillosa, diversi Paesi. Nella foto un vasaio
477 a.C. coreano sta modellando le pareti di un
Fondazione della Lega allargato fino a formare veniva raccolta e tagliata a la scavava all’interno e poi
Delio-attica: inizio dell’età dell’oro vaso con un tornio azionato mediante
di Atene un fossato a cielo aperto, blocchi. continuava a modellarla un pedale; mentre la mano sinistra
nel quale venivano incisi Se l’argilla risultava fino a ottenere la forma plasma l’argilla dall’interno, la mano
431-404 a.C. destra scorre sulla superficie esterna
Guerra del Peloponneso dei gradini per favorire la troppo grassa, dunque desiderata. Altra tecnica era per favorire la rotazione dell’oggetto
discesa in profondità. eccessivamente plastica e quella detta “a colombino”: sul disco del tornio.

20 21
dopo aver fatto un disegno pareti dei vasi, rilasciando Botteghe e abitazioni erano artigiani, che dovevano Gli schiavi, invece, resi
preparatorio, l’artigiano la quantità di ossigeno generalmente ubicate in conoscere alla perfezione prigionieri tali dopo le guerre,
stendeva il rivestimento trattenuta, si annerivano. quartieri periferici, per tutte le fasi della produzione in alcuni casi lavoravano
grosse dimensioni, le diverse che avveniva generalmente Generalmente il ceramografo pittorico su tutta la superficie A cottura ultimata, seguiva il evitare il rischio di incendi ceramica ed essere capaci in pianta stabile all’interno
parti venivano foggiate in luoghi ombrosi, freschi (colui che decorava e del vaso risparmiando, nel processo di raffreddamento, che la presenza delle sia di fabbricare pentole e di una bottega e vivevano
separatamente e poi unite tra e ben ventilati, non esposti dipingeva i vasi) disegnava colore dell’argilla, le figure durante il quale il vasaio fornaci poteva innescare; la piatti sia di dipingere vasi nella casa del proprietario,
loro. direttamente alla luce del le superfici a mano; e le scene, così come le garantiva l’ingresso dell’aria, posizione rispondeva anche importanti, si dedicavano in altri avevano il permesso
sole. Quando i manufatti l’operazione era affidata a aveva schizzate nel disegno; anche se in modo non alla necessità di disporre alla lavorazione dell’argilla di lavorare anche in altre
La fase successiva era avevano raggiunto il giusto giovani esperti, dalla mano dopo la cottura i soggetti troppo rapido, per evitare di sorgenti d’acqua, di nei mesi di sospensione officine a giornata o a
quella dell’essiccazione, grado di durezza e potevano ferma e con buona vista. “risparmiati” sul vaso fessurazioni e rotture. boschi da cui ricavare il delle attività agricole, cottimo (retribuiti cioè in
essere agevolmente Per decorare i vasi si usava sarebbero apparsi di un L’ossigeno favoriva in questa legname e delle principali generalmente tra la primavera base a quanto producevano),
maneggiati, venivano quella che impropriamente colore rosso vivo. fase un nuovo processo di vie di comunicazione e l’estate. Nelle botteghe, versando parte dei loro
direttamente cotti, come si definisce vernice, ossia ossidazione che ravvivava il per i trasporti. I vasi perlopiù a conduzione guadagni ai padroni. Erano
nel caso delle ceramiche un rivestimento, a base di La fase più delicata dell’intera colore rosso. infatti venivano venduti familiare, lavoravano costretti ai lavori più faticosi
da cucina o da mensa, argilla ferruginosa, finissima sequenza produttiva era la direttamente nei luoghi di soprattutto meteci e schiavi; come trasportare le balle
oppure venivano e depurata, che, esposto cottura, il cui esito positivo È probabile che le officine produzione o trasportati in i primi erano stranieri liberi di combustibile, azionare il
decorati. ad alte temperature, si dipendeva in buona parte (ergastèria) 6 dei ceramisti città per essere smerciati che non godevano di diritti tornio o caricare la fornace,
Il tipo di vetrificava parzialmente dalla perizia e dall’esperienza si trovassero nello stesso nell’agorà, la piazza politici e non potevano ed erano puniti severamente
rivestimento assumendo un colore dei vasai. Le fornaci 6 , edificio in cui l’artigiano e principale. possedere terra, ma si in caso di infrazioni.
più diffuso era nerastro. Con questo tipo di costruite dagli stessi artigiani, la sua famiglia abitavano; Le officine erano generalmente dedicavano all’artigianato. Quella del vasaio era dunque
l’ingobbio, uno rivestimento furono decorati erano di tipo verticale ed i cortili interni, riparati da di medio-piccole dimensioni Tra di essi ce n’erano una vita difficile, piena di
strato di argilla i cosiddetti vasi in stile erano costituite da una tettoie, fungevano da spazi con un solo artigiano e alcuni, particolarmente fatiche e preoccupazioni e
a granulometria geometrico (VIII secolo a.C.), camera di cottura, in per la preparazione e la il suo apprendista; solo facoltosi, che erano anche senza alcun riconoscimento
fine (cioè di con figure umane e animali mattoni e con una copertura decantazione dell’argilla, le botteghe più grandi proprietari dell’officina, a livello sociale. A partire
consistenza quasi rese come silhouette o, tra a cupola o a volta, e una mentre i locali a piano potevano contare fino a delle attrezzature e persino dal VI-V secolo a.C.,
sabbiosa), che il VIII e VII secolo a.C., i vasi camera di combustione, terreno venivano adoperati sette-otto lavoranti. Gli della manodopera schiavile. tuttavia, con l’aumento del
vasaio stendeva a figure nere 4 diffusi sia generalmente interrata per per la modellazione al tornio volume delle esportazioni
sulle pareti a Corinto sia ad Atene. In garantirne l’isolamento o, quelli più freschi e ventilati, ceramiche, il ruolo dei vasai
con pennellate quest’ultimo caso i dettagli termico; la camera di per l’essiccazione. all’interno della società
o mediante delle figure erano disegnati combustione era dotata di cambiò notevolmente:
immersione: la incidendo le superfici con un canale d’accesso per 6 Un’officina ceramica acquistarono maggiore
superficie del uno stilo appuntito, in oro o introdurvi il combustibile. [disegno ricostruttivo di D. Spedaliere] rilevanza e iniziarono a
vaso diveniva così avorio. Le due camere erano divise godere dell’appoggio
più liscia e poteva A partire dal VI secolo a.C., lo da un piano forato, per il della classe dirigente.
fungere da base per le stile a figure nere fu sostituito passaggio del calore, su Alcune famiglie di artigiani
successive decorazioni. da quello a figure rosse 5 ; cui erano accuratamente diventarono talmente
impilati i vasi, scegliendoli di facoltose da potersi
forme e dimensioni differenti permettere di dedicare
per riempire interamente la
camera di cottura.
Il processo di cottura
4 durava almeno un giorno
e richiedeva la costante
alimentazione del fuoco; nella
4  Anfora a figure nere con
Achille e Aiace che giocano prima fase, detta ossidante,
ai dadi, 540-530 a.C. il foro di tiraggio e il condotto
[da Vulci; Museo Gregoriano Etrusco, della camera di combustione
Città del Vaticano, Roma]
L’anfora, dipinta con figure a vernice venivano lasciati aperti
nera su fondo chiaro, raffigura un noto per favorire il passaggio
episodio dell’Iliade, il poema epico dell’ossigeno e dunque
attribuito a Omero: i due achei Achille consentire alle particelle di
e Aiace, in un momento di pausa
dall’assedio di Troia, giocano a dadi. ferro presenti nell’ingobbio
e nel rivestimento pittorico
5  Cratere a campana apulo di trasformarsi in ossido di
a figure rosse, V sec. a.C. ferro, conferendo alle pareti
[Musée du Louvre, Parigi]
Il cratere è decorato a figure rosse su del vaso il tipico colore rosso.
vernice nera e proviene da Taranto, una delle Nella fase successiva, detta
principali colonie fondate dai Greci nell’Italia riducente, la fornace veniva
meridionale. Sulle pareti del vaso è raffigurato
un cavaliere incoronato da una figura completamente chiusa e le
femminile alata, che rappresenta la Vittoria.

22 23
5
o
c
i
La diffusione OGGI

t
n
della ceramica attica L’industria ceramica

Ren
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nel Mediterraneo in Italia

o
A
7  Pittore di Leningrado, Uno dei settori d’eccellenza della produzione industriale italiana è

o
kalpis attica a figure

a n
rosse con scena quello della ceramica, che vanta più di 220 imprese specializzate nella
di incoronazione, produzione di piastrelle, sanitari, stoviglie e materiali refrattari, con

O c e
470-460 a.C. 26.000 addetti circa e un fatturato annuo che nel 2014 ha superato i 5
[da Ruvo di Puglia;
miliardi. Il boom della produzione ceramica, in Italia, si ebbe a partire

o
Collezione Intesa

Rodan
Sanpaolo, Palazzo Po Dan dagli anni Cinquanta del Novecento, quando la ricostruzione seguita alla
Leoni Montanari, ubi
o fine della Seconda guerra mondiale (1945) e la crescita delle periferie
Vicenza]
Nero
La scena raffigurata Mar delle maggiori città italiane favorirono la nascita di industrie ceramiche.

Eb
Marsiglia

ro
sulle pareti di questo La concentrazione delle aziende in alcune regioni del territorio
vaso a figure rosse nazionale, quali Veneto ed Emilia-Romagna, determinò un aumento della
mostra artigiani al Tarquinia
Cerveteri Canosa competitività tra i vari centri produttori, stimolati a trovare nuovi prodotti
lavoro mentre dipingono Isole Baleari
dei vasi; ciascuno di essi Ruvo e soluzioni d’arredo accattivanti anche dal punto di vista estetico.
Cuma
viene incoronato da una Napoli Paestum Taranto Gran parte della produzione nazionale ceramica è oggi destinata alle
figura alata che rappresenta la
Vittoria o dalla stessa dea Atena, esportazioni: i tre mercati principali sono rappresentati dalla Francia, dalla
Metaponto Corinto
protettrice degli artigiani. Il vaso Selinunte Germania e, fuori dall’Europa, dagli Stati Uniti. Esportazioni sono dirette
Atene Efeso
fu forse realizzato in occasione di una Locri Egina anche al mercato asiatico.
festività ateniese dedicata agli artigiani Agrigento Siracusa Uno dei principali distretti ceramici italiani è quello di Sassuolo, tra
e, solo in un secondo momento, Cartagine
avviato sul mercato estero, tanto da le province di Modena e Reggio Emilia; gran parte delle fabbriche qui
finire tra gli oggetti del corredo funebre 7 presenti ruota attorno al mondo della piastrella.
Cipro
deposti nella sepoltura di una ricca Creta Fiorente in Italia anche il settore delle ceramiche artistiche, una
donna di Ruvo di Puglia. tradizione antichissima che affonda le proprie radici nella cultura
t e r r a n e o
r M e d i artigianale di epoca classica e romana; Faenza, Albisola, Grottaglie,
8 Pittore di Antiphon, kylix attica M a
a figure rosse con pittore al lavoro, Naucrati Laterza, Caltagirone sono solo alcuni dei centri rinomati per la
ricchi doni alle divinità nei 480 a.C. produzione di oggetti d’arte in argille finissime.
[Museum of Fine Arts, Boston]
templi cittadini. Nelle pitture L’industria ceramica offre diversi sbocchi professionali, in ambiti che
Il frammento di vaso mostra un
vascolari di questo periodo, spaziano dalla decorazione alla produzione, al design, al marketing; per

N il o
artigiano mentre dipinge un vaso;
i vasai non vennero più il giovane non è raffigurato nudo e questo le associazioni di categoria, in regioni come l’Emilia Romagna,
rappresentati in faticosi intento a compiere lavori di fatica; 8 hanno avviato un rapporto di collaborazione con alcuni istituti tecnici
lavori manuali all’interno al contrario, le sue vesti ricordano introducendo nuovi percorsi di studio tesi a formare tecnici superiori in
quelle di un comune cittadino.
delle officine, ma nell’atto di Seduto su un elegante sgabello, grado di inserirsi nei settori strategici del sistema economico-produttivo
dipingere vasi, vestiti come l’uomo è assorto nella decorazione. ceramico. Molte sono anche le iniziative, realizzate assieme a diversi
comuni cittadini e assorti in atenei italiani, con particolare riguardo a tematiche quali la gestione e i
una solitaria concentrazione, processi industriali delle aziende ceramiche e il marketing internazionale.
un’immagine meno degradata gusti per quel che riguarda puntando su un’offerta
e più evoluta 7 8 . Molti le forme dei vasi e i soggetti commerciale molto varia
ceramografi si autoritrassero dipinti non era cosa affatto e ampia per assicurarsi un MAGGIORI PAESI IMPORTATORI DI PIASTRELLE ITALIANE
persino nelle pitture vascolari semplice per i vasai attici e minimo guadagno. Almeno (GENNAIO-GIUGNO 2015)
Dati in milioni di euro
come cittadini impegnati in corinzi. Non esisteva tuttavia fino al VI-V secolo a.C.,
raffinati banchetti o in altre un commercio esclusivo di quando cominciarono a -6,38 Paesi che non fanno parte
400 +6,49 dell’Unione europea
attività quotidiane. ceramiche attiche o corinzie; essere coniate monete adatte 368,5 362,9
i vasi viaggiavano assieme alla vendita al dettaglio, 350 +32,38 TOTALE PAESI UE
Se alcune produzioni ad altre merci come armi, il commercio si basò 319,2 1.248,5
ceramiche erano legname, tessuti, gioielli, prevalentemente sul baratto. destinati venivano marcati +3,0%
300
esclusivamente destinate al vino. La navigazione per mare Un buon indicatore per per evitare scambi di merci.
mercato interno o realizzate, richiedeva un’esperienza ricostruire le rotte di Assieme ai vasi viaggiavano
250
per conto di singole persone notevole nella fabbricazione diffusione seguite dai anche i vasai, contribuendo

[Fonte: «Il Sole 24 Ore», 24 settembre 2015]


o famiglie aristocratiche, delle navi e un’ottima mercanti è fornito dai così alla diffusione dei
in occasione di festività conoscenza delle rotte e cosiddetti marchi di saperi tecnici; è il caso di 200
9
religiose, simposi, matrimoni degli empori commerciali fabbrica: lettere, sigle, Aristonothos, pittore di
o altri eventi, buona parte
9  Aristonothos,
per evitare imprevisti di ogni simboli, iniziali di nomi, che origine cicladica, che nel cratere dipinto, metà VII sec. a.C.
150
+5,05
delle ceramiche greche genere. E soltanto i mercanti servivano a contrassegnare VII secolo a.C. lasciò la sua [da Cerveteri; Musei Capitolini, Roma] +3,49
veniva venduta nei principali 94,8
più abili e capaci di tessere i prodotti. Gli agenti terra per trasferirsi in Etruria, Questo cratere fu dipinto da Aristonothos, un pittore di origine greca che 100 85,8 +14,99 +1,10
porti del Mediterraneo. rapporti di ospitalità e commerciali, infatti, il più passando dalla Sicilia. E nella lasciò la sua terra, le Cicladi, per trasferirsi in Etruria. Su un lato del vaso è 67,5 61,1 +12,01
-45,04 +8,86 +31,51
raffigurata una scena tratta dalla mitologia greca: l’accecamento del ciclope 46,7 +10,64 +16,77 +2,58 +17,89 +4,11
Soprattutto gli Etruschi disponibilità reciproche con delle volte si rifornivano da città di Cerveteri firmò un suo Polifemo a opera di Odisseo (Ulisse); sul lato opposto (visibile nella foto) è 50 36,1 33,3 31,6 -12,08
27,4 27,4 23,0 22,7 21,0
erano committenti molto i popoli stranieri riuscivano poche officine e per questo vaso con scena mitologica di raffigurato uno scontro tra due vascelli. I motivi scelti alludono a temi come 13,4
esigenti e soddisfare i loro a vendere le proprie merci, i lotti di ceramiche a loro ispirazione greca 9 .   i pericoli della navigazione, lo scontro con i pirati, l’incontro con popoli 0
diversi dediti al barbaro cannibalismo (cui rimanda la figura di Polifemo),
l’intelligenza e l’astuzia (la mètis di Ulisse) necessarie per superare le

Gr Svi go

Au na
Ge ncia

o- ta ia
em iti

Br era

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Ru a
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avversità: tutte tematiche evidentemente molto care alla clientela etrusca per

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cui Aristonothos lavorava.
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