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INDICE

1- DESIGNAZIONE DELLE OPERE pag. 3

2- DESCRIZIONE DELLE OPERE

2.1 – centrali termo/frigorifera e sottocentrali pag. 4

2.2 - trattamento acqua di consumo e produzione


acqua calda sanitaria pag. 5

2.3 - impianto idrico sanitario pag. 6

2.4 – impianti di climatizzazione pag. 7

2.5 - impianti di riscaldamento e ventilazione


spogliatoi e servizi di supporto pag. 12

2.6 - impianto scarichi acque reflue


pag. 13

2.7 - mezzi ed impianti di estinzione degli incendi pag. 14

2.8 - sistema di regolazione pag. 14

2.9 - impianto adduzione gas pag. 17


1- DESIGNAZIONE DELLE OPERE

Gli impianti in progetto per la realizzazione di un impianto sportivo


polivalente coperto presso il Comune di Parma , che dovranno essere
consegnati finiti a regola d'arte e perfettamente funzionanti e realizzati in
concomitanza con le opere edili ed elettriche, sono i seguenti:

1 - centrali termo/frigorifera e sottocentrali


2 - trattamento acqua di consumo e produzione acqua calda
sanitaria
3 - impianto idrico sanitario
4 - impianti di climatizzazione:
- parterre – palestra agonistica
- campi complementari
- palestre di esercizio
- uffici e sala stampa
- aree ristoro
- museo dello sport
5 - impianti di riscaldamento e ventilazione spogliatoi e servizi di
supporto
6 - impianto scarichi acque reflue
7 - mezzi ed impianti di estinzione degli incendi
8 - sistema di regolazione
9 – impianto adduzione gas

Gli impianti sopraelencati dovranno essere realizzati a regola dell’arte e


secondo quanto descritto nella relazione tecnica e contenuto negli elaborati
grafici di progetto.

Le opere previste in progetto, saranno da ritenersi complete e quindi


completamente compensabili solo quando la D.L. ne avrà accertato la
corrispondenza progettuale, la installazione a regola d’arte, il
funzionamento ed avrà acquisito tutta la documentazione necessaria per la
collaudabilità dell’opera eseguita e l’ottenimento dei Nulla Osta degli organi
di controllo (VVF, AUSL, CPVLPS ecc)

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2- DESCRIZIONE DELLE OPERE

In premessa si evidenzia che quanto in progetto e di seguito decritto dovrà


necessariamente sottostare a quanto indicato nel capitolato prestazionale
degli impianti meccanici con particolare ai dati dimensionali e prestazionali
di progetto, alla normativa di riferimento ed alla qualità dei materiali ed
apparecchiature.

2.1 CENTRALE TERMICO FRIGORIFERA E SOTTOCENTRALI

L’impianto termico e di climatizzazione del complesso sportivo farà capo


alla centrale termica nella quale saranno installate almeno tre caldaie in
acciaio ad alto rendimento a condensazione complete di bruciatore ad aria
soffiata a gas metano di rete e di tutti gli accessori di controllo e sicurezza
richiesti dalla normativa vigente.
La centrale termica sarà realizzata in locale dedicato ad uso esclusivo con
accesso direttamente dall’esterno ed in assoluta conformità al DM del
12/04/96 applicato nella eccezione più restrittiva.

La produzione del freddo sarà affidata a più gruppi frigoriferi del tipo con
compressori rotativi a vite semiermetici orizzontali condensati ad aria e
collocati in esterno in opportuna zona dedicata e progettata anche ai fini
dell’impatto acustico.
Sarà valutata la possibilità di un recupero energetico del calore di
condensazione in fase estiva utile per un preriscaldo dell’acqua sanitaria e
per il post riscaldo dell’aria in fase di condizionamento.

Alle centrali di produzione faranno capo i circuiti primari caldo e freddo


necessari per servire le varie sottocentrali termiche.

Il sistema di distribuzione secondario farà capo a diverse sottocentrali


collocate a favore della necessaria zonizzazione degli impianti utile per il
frazionamento dello stesso in funzione delle diverse strategie e necessità
gestionali.

Ad ogni sottocentrale faranno quindi capo i diversi circuiti secondari


ognuno completo di proprio sistema di espansione del tipo chiuso.

I diversi circuiti secondari saranno distinti in funzione della zona di


riferimento e della tipologia di utilizzo termico destinato ed in particolare:

- circuiti secondari produzione acqua calda sanitaria


- circuiti secondari radiatori
- circuiti secondari ventilconvettori

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- circuiti secondari pannelli radianti a pavimento
- circuiti secondari batterie calde unità trattamento aria
- circuiti secondari batterie fredde unità trattamento aria
In particolare si evidenzia che le elettropompe dovranno essere ridondanti
al fine di permettere una scorta ed una alternanza di funzionamento al fine
di permettere una continuità di servizio in caso di manutenzione ed un
maggior ciclo di vita delle apparecchiature.

Le elettropompe saranno del tipo elettronico a portata variabile al fine di


permettere l’asservimento delle stesse al fabbisogno termico in
ottemperanza alla normativa Regionale vigente ed ai fine del
contenimento dei consumi.

2.2 TRATTAMENTO ACQUA DI CONSUMO E PRODUZIONE ACQUA


CALDA SANITARIA

Trattamento acqua

Sulla rete di adduzione di acqua potabile proveniente dal contatore viene


installato un filtro ed in seguito un disconnettore.

Un primo stacco alimenta la rete fredda a servizio delle erogazioni “acqua


fredda” idrico sanitario

Sulla derivazione al riempimento impianti e produzione acqua calda di


consumo viene installato un addolcitore. Un ulteriore disconnettore oltre al
gruppo di riempimento automatico sarà installato sul riempimento impianti.

L’acqua addolcita sarà inviata alla centrale di produzione acqua calda di


consumo previo il dosaggio di:
- prodotti antincrostanti
- prodotti disinfettanti contro la formazione di colonie batteriche.

Ulteriore trattamento contro la legionella dovrà poter essere effettuato sia


manualmente che automaticamente mediante shock termico.

Produzione acqua calda sanitaria

In generale il sistema di produzione di acqua calda sanitaria dovrà essere


dimensionato per l’esercizio contemporaneo di tutte le attività presenti nel
complesso in funzione delle presenze attese garantendo almeno tre turni
doccia consecutivi in tutte le utenze atleti oltre alla contemporaneità degli

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altri utilizzi in ottemperanza a quanto prescritto nel capitolato prestazionale
degli impianti meccanici.

La produzione dell’acqua calda sanitaria sarà affidata ad un sistema di


accumuli a 60°C con abbinato scambiatore a piastre ispezionabili
alimentato da circuito secondario facente capo al primario caldaia e
combinato col sistema di produzione solare termico facente capo al proprio
sistema di accumulo.

Mediante valvole deviatrici operanti in funzione delle diverse temperature di


accumulo il sistema potrà dare priorità alla produzione mediante solare
termico e alla priorità di utilizzo di consumo da tale produzione.

L’ acqua calda prodotta è inviata agli utilizzi delle varie zone premiscelata.

Per ogni blocco di servizi è prevista una ulteriore miscelazione in loco


mediante miscelatore termostatico al fine di garantire l’erogazione alla
temperatura voluta in ogni zona a prescindere dall’andamento della portata
nell’intero complesso.

2.3 IMPIANTO IDRICO SANITARIO

L’impianto idrico sanitario fa capo alla centrale di produzione acqua calda


sanitaria e trattamento acqua posta in locale tecnico dedicato e si sviluppa
fino alle varie zone servite con tubazione in acciaio zincato coibentato per i
tratti in vista ed in tubazione del tipo multistrato per i tratti in esecuzione
sottotracdcia.
Tutte le tubazioni sono coibentate a norma di legge e/o con funzione
anticondensa.

Fra la rete derivata dal circuito principale e le ulteriori diramazioni ai singoli


utilizzi dei servizi viene interposto un collettore di distribuzione con
miscelatoree termostatico ed intercettazioni dal quale, a mezzo di tubazione
multistrato, vengono alimentati i singoli utilizzi.

Completa l’impianto la rete di ricircolo realizzata indipendente per ogni


zona.

Per quanto riguarda la rubinetteria si richiama il rispetto della normativa


particolare in materia di servizi igienici per pubblico e per portatori di
handicap nonchè alla locale normativa.

In particolare si evidenzia fin d’ora la necessità di sciegliere rubinetterie del


tipo “senza contatto” (fotocellula o pedale) per i servizi destinati al

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personale e al pubblico, del tipo temporizzato per gli utilizzi destinati agli
atleti e del tipo a leva lunga per i presidi medici di soccorso e per i disabili.

La scelta dei sanitari e delle rubinetterie deve essere, per quanto possibile,
idonea contro atti vandalici.

2.4 IMPIANTI DI CLIMATIZZAZIONE

parterre – palestra agonistica

Tale zona è fortemente caratterizzata dai diversi allestimenti possibili


passando quindi da un utilizzo di “sola” attività di allenamento agonistico alla
presenza della grande manifestazione sportiva con grande presenza di
pubblico senza escludere situazioni ancora diverse quali possibilità di grandi
conferenze o concerto.

E’ quindi necessario che gli impianti progettati si prestino ad una assoluta


flessibilità in funzione dei diversi allestimenti previsti garantendo in ogni
situazione i parametri parametri igrotermici e di purezza dell’aria di progetto.

L’ impianto proposto sarà misto prevedendo il sistema di riscaldamento per il


parterre mediante pannelli radianti a pavimento ed impianti a tutt’aria idonei
per l’intero caveau e quindi per il cosiddetto “catino” comprendente oltre al
parterre le tribune per gli spettatori.

Il sistema aeraulico sarà suddiviso in più unità di trattamento aria in modo da


uniformare l’impianto ai diversi allestimenti ed ognuno degli impianto sarà
del tipo “variabile” sia in temini di potenza e portata in funzione dei carichi
effettivi sia in termini di percentuale di aria esterna in funzione del grado di
inquinamento dell’aria rilevabile da sonde di qualità aria e quindi in funzione
della reale presenza di persone e delle diverse attività da esse svolte.

Le unità termoventilanti saranno del tipo componibile a due ventilatori gestiti


da inverter e complete di sistema di recupero a flussi incrociati ad alto
rendimento con possibilità di free cooling, posta nello spazio tecnico
dedicato e dimensionate in modo da assicurare i parametri pari alle
specifiche di progetto.

Le regolazioni saranno saranno del tipo modulante e variabile in funzione


delle condizioni ambientali rilevate sia in termini di temperatura che di
umidità e qualità dell’aria.

Oltre a quanto sopra ed alle batterie necessarie per il riscaldamento,


raffreddamento e deumidificazione e postriscaldo le macchine saranno
complete delle opportune sezioni per la filtrazione dell’aria in conformità alla
norma UNI 10339 e di sezioni “silenziatore”.

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Le batterie saranno protette dal gelo e faranno capo idraulicamente ai
circuiti secondari di riferimento secondo i principi descritti così come il
circuito “pannelli radianti”.

Il circuito pannelli radianti sarà regolato mediante valvola a tre vie


modulante in funzione della temperatura di mandata impostabile anche in
funzione delle condizioni esterne. Il funzionamento sarà asservito al
fabbisogno termico in zona parterre.
E’ utile evidenziare che, per esempio durante l’allestimento “congresso” o
per esigenze analoghe, potrà circolare fluido freddo all’interno delle
tubazioni a pavimento al fine di un maggior benessere durante l’utilizzo
estivo unitamente all’impianto di condizionamente principalmente affidato
all’impianto a tutt’aria.

Il sistema di distribuzione dell’aria avverrà mediante canalizzazioni dell’aria


privilegiando una omogenea distribuzione in mandata che potrà avvenire o
con ugelli a lunga gittata che potranno essere o meno motorizzati in
ottimizzazione del lancio invernale diverso da quello estivo o con diffusori a
seconda delle puntuali e diverse situazioni (parterre, tribune, distribuzione
ecc) evitando la stratificazione dell’aria e favorendo la estrazione nei punti di
maggior concentrazione di aria viziata.

Campi complementari

Mediante un sistema di tende e tribune mobile, anche tale zona è soggetta


ad allestimenti diversi e quindi a condizioni interne variabili in funzione
dell’uso.

Anche in tale zona è necessario che gli impianti progettati si prestino ad una
assoluta flessibilità in funzione dei diversi allestimenti previsti garantendo in
ogni situazione i parametri parametri termici e di purezza dell’aria di
progetto.

L’ impianto proposto sarà misto prevedendo il sistema di riscaldamento per il


mediante pannelli radianti a pavimento e due impianti a tutt’aria idonei
ognuno al singolo campo complementare.

Il sistema aeraulico sarà suddiviso quindi in due unità di trattamento aria in


modo da uniformare l’impianto ai diversi utilizzi delle due palestre o diversi
allestimenti.
La percentuale di aria esterna sarà variabile in funzione del grado di
inquinamento dell’aria rilevabile da sonde di qualità aria e quindi in funzione
della reale presenza di persone e delle diverse attività da esse svolte.

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Le unità termoventilanti saranno del tipo componibile a due ventilatori gestiti
da inverter e complete di sistema di recupero a flussi incrociati ad alto
rendimento con possibilità di free cooling, posta nello spazio tecnico
dedicato e dimensionate in modo da assicurare i parametri pari alle
specifiche di progetto.

Le regolazioni saranno saranno del tipo modulante e variabile in funzione


delle condizioni ambientali rilevate sia in termini di temperatura che di
umidità e qualità dell’aria.

Oltre a quanto sopra ed alle batterie necessarie per il riscaldamento,


raffreddamento e deumidificazione e postriscaldo le macchine saranno
complete delle opportune sezioni per la filtrazione dell’aria in conformità alla
norma UNI 10339 e di sezioni “silenziatore”.

Le batterie saranno protette dal gelo e faranno capo idraulicamente ai


circuiti secondari di riferimento secondo i principi descritti così come il
circuito “pannelli radianti”.

Il circuito pannelli radianti sarà regolato mediante valvola a tre vie


modulante in funzione della temperatura di mandata impostabile anche in
funzione delle condizioni esterne. Il funzionamento sarà asservito al
fabbisogno termico del singolo ambiente.
Anche in tale zona potrà circolare fluido freddo all’interno delle tubazioni a
pavimento al fine di un maggior benessere durante l’utilizzo estivo
unitamente all’impianto di condizionamente principalmente affidato
all’impianto a tutt’aria.

Il sistema di distribuzione dell’aria avverrà mediante canalizzazioni dell’aria


privilegiando una omogenea distribuzione in mandata che potrà avvenire o
con ugelli a lunga gittata che potranno essere o meno motorizzati in
ottimizzazione del lancio invernale diverso da quello estivo o con diffusori
evitando la stratificazione dell’aria e favorendo la estrazione nei punti di
maggior concentrazione di aria viziata.

Palestre di esercizio
Per tali zone è proposto un impianto aria primaria e riscaldamento con
pannelli radianti a pavimento.

L'aria primaria è fornita da unità termoventilante a due ventilatori gestiti da


inverter e complete di sistema di recupero a flussi incrociati, poste nei locali
tecnici dedicati e dimensionate in modo da assicurare un ricambio d'aria
pari alle specifiche di progetto.

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La portata dell’aria potrà essere variabile in modo da garantire la purezza
dell’aria in funzione della effettiva presenza di persone della attività che
esse svolgono.

E’ prevista l’installazione di una termoventilante per ogni palestra di


esercizio o comunque macchine “multizona” e quindi in grado di gestire da
un punto di vista termico le diverse condizioni ambientali che si vorranno
all’interno delle diverse palestre nelle quali potranno esserci attività diverse
e quindi carichi diversi.

Anche per tali macchine, oltre alle batterie necessarie, saranno previste
opportune sezioni per la filtrazione dell’aria in conformità alla norma UNI
10339 e sezioni “silenziatore”.

La distribuzione avviene mediante canali correnti a soffitto provvisti di


bocchette di mandata, ugelli o diffusori in funzione della geometria
distributiva che si vorrà proporre e distribuzione in estrazione in modo da
favorire l’estrazione nei punti di maggior inquinamento e anche evitando la
stratificazione dell’aria stessa.

La regolazione della temperatura dell'aria sarà a punto fisso mediante


sonda di temperatura e sistema di regolazione che agisce sulla valvola
miscelatrice a tre vie.

Le batterie saranno protette dal gelo e faranno capo idraulicamente ai


circuiti secondari di riferimento secondo i principi descritti così come il
circuito “pannelli radianti”.

La regolazione della temperatura in ambiente viene realizzata mediante


rilevazione con sonde agenti, mediante sistema di regolazione, a
chiusura/apertura delle testine elettrotermiche a corredo dei collettori di
distribuzione dei pannelli radianti a pavimento.

La temperatura del fluido termovettore viene regolato centralmente, a capo


del circuito secondario, mediante valvola a tre vie modulante in funzione
della temperatura di mandata impostata anche in funzione delle condizioni
esterne.

Uffici e sala stampa

In tali ambienti sarà realizzato un impianto di riscaldamento e


raffrescamento mediante ventilconvettori atto alla realizzazione e al
mantenimento dei parametri termici di progetto.

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In ventilconvettori saranno alimentati con tubo in rame precoibentato facente
capo al collettore pertinente.
La distribuzione del fluido termovettore al collettore verrà realizzata in tubo
in acciaio nero opportunamente coibentato, il circuito farà capo al circuito
secondario dedicato.

Il controllo della temperatura ambiente avviene tramite comando a bordo


macchina o remoto in funzione delle diverse installazioni previa regolazione
climatica in sottocentrale tramite valvola a tre vie modulante regolata in
funzione della temperatura di mandata e delle condizioni esterne.

In estate potrà circolare fluido freddo all’interno dello stesso circuito al fine
del raffrescamento degli ambienti.

Completa l’impianto la necessaria rete di scarico condensa che dovrà far


capo alla rete di scarico con opportuni accorgimenti necessari al fine di
evitare la risalita in inverno (sifone secco) di cattivi odori.

Aree ristoro

In tali ambienti sarà realizzato un impianto di riscaldamento e


raffrescamento mediante ventilconvettori atto alla realizzazione e al
mantenimento dei parametri termici di progetto.

In ventilconvettori saranno alimentati con tubo in rame precoibentato facente


capo al collettore pertinente.
La distribuzione del fluido termovettore al collettore verrà realizzata in tubo
in acciaio nero opportunamente coibentato, il circuito farà capo al circuito
secondario dedicato.

Il controllo della temperatura ambiente avviene tramite comando a bordo


macchina o remoto in funzione delle diverse installazioni previa regolazione
climatica in sottocentrale tramite valvola a tre vie modulante regolata in
funzione della temperatura di mandata e delle condizioni esterne.

In estate potrà circolare fluido freddo all’interno dello stesso circuito al fine
del raffrescamento degli ambienti.

Completa l’impianto la necessaria rete di scarico condensa che dovrà far


capo alla rete di scarico con opportuni accorgimenti necessari al fine di
evitare la risalita in inverno (sifone secco) di cattivi odori.

Con riferimento alla specifica attività di ristoro che si potrà realizzare, sarà
realizzato anche un impianto di ventilazione e quindi un impianto ad aria
primaria atto atto alla realizzazione e al mantenimento dei parametri termici
di progetto.

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L'aria primaria è fornita da unità termoventilante a due ventilatori gestiti da
inverter e completa di sistema di recupero a flussi incrociati.
La regolazione della temperatura dell'aria sarà a punto fisso mediante
sonda di temperatura e sistema di regolazione che agisce sulla valvola
miscelatrice a tre vie. La batteria sarà protetta da una sicurezza antigelo e
la serranda presa aria esterna sarà motorizzata.

Anche per tali macchine, oltre alle batterie necessarie, saranno previste
opportune sezioni per la filtrazione dell’aria in conformità alla norma UNI
10339 e sezioni “silenziatore”.

Museo dello sport

Sarà realizzato un impianto del tipo a tutt’aria atto alla realizzazione e al


mantenimento dei parametri termici di progetto.

L’impianto è realizzato mediante unità trattamento del tipo componibile con


due ventilatori gestiti da inverter e completa di recuperatore a flussi
incrociati e dimensionate in modo da assicurare un ricambio d'aria pari alle
specifiche di progetto.
Anche per tale macchina, oltre alle batterie necessarie, saranno previste
opportune sezioni per la filtrazione dell’aria in conformità alla norma UNI
10339 e sezioni “silenziatore”.

L’aria trattata è immessa in ogni zona mediante sistema di diffusione a


dislocazione.
L’estrazione dell’aria è effettuata puntualmente sui punti di maggior
inquinamento.

Il circuito idraulico è realizzato con tubo di acciaio nero opportunamente


coibentato e farà capo alla circuito secondario dedicato.

La temperatura e umidità ambiente è regolata mediante sonda combinata di


temperatura e umidità installata in ambiente che agirà sulle elettrovalvole
delle batterie della UTA.

La percentuale di aria esterna immessa sarà proporzionale alle persone


presenti e comunque gestita da una sonda di qualità dell’aria.

Le batterie dell’UTA sono protette da una sicurezza antigelo con azione sul
ventilatore, sulle tre vie e sulla serranda presa aria esterna.

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2.5 IMPIANTI DI RISCALDAMENTO E VENTILAZIONE SPOGLIATOI E
SERVIZI DI SUPPORTO

Nei locali spogliatoi e relativi servizi e docce destinati agli utenti viene
realizzato un impianto del tipo aria primaria e radiatori atto alla realizzazione
e al mantenimento dei parametri termici di progetto. L’impianto è realizzato
per il controllo invernale della temperatura e per il ricambio forzato di aria
anche nel periodo estivo.

L'aria primaria è fornita da unità termoventilante a due ventilatori gestiti da


inverter e completa di sistema di recupero a flussi incrociati e dimensionata
in modo da assicurare un ricambio d'aria pari alle specifiche di progetto.
La distribuzione avviene mediante canali correnti a soffitto provvisti di
bocchette di mandata in modo da immettere aria di rinnovo negli spogliatoi.
L'aria viene estratta prevalentemente nelle zone docce - servizi in modo da
evitare la diffusione di vapori e cattivi odori mantenendo tali zone in
depressione ed aumentandone il ricambio orario.

La regolazione della temperatura dell'aria sarà a punto fisso mediante


sonda di temperatura e sistema di regolazione che agisce sulla valvola
miscelatrice a tre vie. La batteria sarà protetta da una sicurezza antigelo e
la serranda presa aria esterna sarà motorizzata.

Il circuito idraulico realizzato con tubo di acciaio nero opportunamente


coibentato farà capo alle elettropompa del circuito secondario dedicato.

Il riscaldamento degli spogliatoi - servizi avviene mediante radiatori a


colone in acciaio alimentati con tubo in rame precoibentato facente capo al
collettori complanari di tipo “modul”. La distribuzione del fluido termovettore
al collettore verrà realizzata in tubo in acciaio nero opportunamente
coibentato, il circuito farà capo alle elettropompe del circuito secondario
dedicato.
Il controllo della temperatura ambiente avviene tramite valvole termostatiche
previa regolazione climatica in sottocentrale tramite valvola a tre vie
modulante regolata in funzione della temperatura di mandata e delle
condizioni esterne.

2.6 IMPIANTI DI SCARICO ACQUE REFLUE

Sarà realizzato un sistema di scarico delle acqua reflue in conformità ai


regolamenti vigenti e nel rispetto delle prescrizioni di scarico volute dagli
organi di controllo pertinenti.

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Sarà necessario prevedere reti di scarico distinte fra le acqua nere
provenienti dai diversi apparecchi sanitari ed in particolare in presenza di
eventuali zone “cucina” in aree di ristoro.

La distribuzione sarà realizzata con tubazione in polietilene o PVC idoneo e


correnti sottotraccia fino alle colonne di scarico principali con calcolo
conforme alle norme tecniche di riferimento.

Completa l’impianto il sistema di ventilazione primaria necessario per il


mantenimento dell’equilibrio delle pressioni e l’utile aerazione degli scarichi
stessi.
I punti di esalazione dovranno rispettare i vincoli del vigente regolamento
edilizio.

Particolare attenzione si dovrà tenere nella scelta dei materiali anche in


funzione della valutazione dell’impatto acustico.

2.7 MEZZI ED IMPIANTI DI ESTINZIONE DEGLI INCENDI

Normativa di riferimento

D.M. del 18 marzo 1996 “Norme di sicurezza per la costruzione e


l’esercizio degli impianti sportivi”

Estintori

E’ prevista l’installazione di estintori distribuiti uniformamente a coprire


tutta l’area da proteggere ed in particolare in prossimità degli accessi e in
vicinanza delle area di maggior pericolo.
Gli estintori sono posti in posizione accessibile, opportunamente segnalati
con cartelli visibili anche a distanza e facilmente visibili.
Capacità estinguente è non inferiore a 13A 89BC e non inferiore a 21A
89BC per i locali a maggior rischio quali deposito.

Impianto idrico antincendio

Trattasi di impianto al chiuso con numero spettatori superiore a 1000


(circa 5400 spettatori).
E’ prevista l’installazione di idranti UNI45 corredati da una tubazione
flessibile realizzata a regola d’arte.
Gli idranti saranno distribuiti in modo da consentire l’intervento in tutte le
aree dell’attività, collocati in tutti i piani dell’edificio, facilmente accessibili
e visibili e segnalati con appositi cartelli visibili anche a distanza.

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L’impianto avrà caratteristiche idrauliche tali da garantire una portata
minima di 360 l/min per ogni colonna montante con il funzionamento
contemporaneo almeno di due colonne montanti e sarà dimensionato in
modo da garantire l’alimentazione contemporanea ai tre idranti posti in
posizione idraulicamente più sfavorevole assicurando a ciascuno di essi
una portata non inferiore ai 120 l/min ed una pressione residua al bocchello
non inferiore a 2 bar per almeno 60 minuti.

Essendo superiore ai 4.000 la capienza spettatori, in esterno, in posizione


facilmente accessibile ed opportunamente segnalata sarà installato almeno
un idrante DN 70 idoneo per il rifornimento dei Vigili del Fuoco garantendo
una portata non inferiore a 460 l/min per almeno 60 minuti.

Completa l’impianto idrico un attacco motopompa per la pressurizzazione


dell’impianto installato a monte dell’impianto in posizione facilmente
accessibile e visibile.

L’alimentazione è garantita da gruppo di pompaggio con alimentazione


elettrica di riserva o con motopompa ad avviamento automatico facente
capo ad una riserva idrica (vasca accumulo antincendio) opportunamente
dimensionata per garantire l’autonomia richiesta.

2.8 SISTEMA DI REGOLAZIONE

Le caratteristiche generali della regolazione automatica saranno quelle di


consentire il funzionamento indipendente di ogni circuito, per mezzo di unità
periferiche autonome a microprocessore (UPE) con display 4 linee x 24
caratteri, retro illuminato e tastiera a bordo (IU) integrato o remoto, con
scheda di comunicazione opzionale per protocolli Bacnet/N2Open. Le unità
periferiche espandibili (UPE), le unità periferiche compatte (UPC) collegati
ad esse o direttamente su Bus, le unità periferiche terminali (UPT) collegati
ad esse o direttamente su Bus, i convertitori di frequenza (CF),dovranno
essere predisposte al collegamento del sistema di gestione centralizzata
con interfaccia utente avanzata accessibile tramite Web Browser. Le unità
periferiche (UP) dovranno essere di varie tipologie di modularità per
adattarsi al meglio alle esigenze impiantistiche: espandibili (UPE); compatte
(UPC) ; adatte al montaggio su unità terminali (UPT).
Il sistema dovrà essere strutturato nel seguente modo:
1. Stazione Server operativa in rete, costituita da Personal Computer
(OWS) con software applicativo (ADS);
2. Unità di Controllo NAE (Network Automation Engine);

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3. Unità Periferiche Espandibili DDC con funzionamento autonomo (UPE,
UPC e UPT), i convertitori di frequenza (CF), multimetri digitali (CE),
controllori per impianti elettrici espandibili (CPE).
4. Elementi in campo.
Le unità periferiche “UPE”, “UPC” e “UPT” (per il controllo e la regolazione
degli impianti tecnologici), i convertitori di frequenza “CF” (per il controllo
portata dei ventilatori delle Uta) dovranno avere lo stesso tipo di protocollo
di comunicazione e non saranno ammesse interfaccie di comunicazione di
nessun tipo e dovranno avere la stessa tipologia di cavo bus di
comunicazione. Si richiede anche che siano in grado di funzionare
autonomamente prescindendo dal loro collegamento al sistema di
supervisione “OWS” e che il cavo Bus di collegamento sia il medesimo.

Il sistema di controllo e supervisione dovrà garantire massima garanzia di


Comfort, Sicurezza e Risparmio tramite una precisa regolazione delle
condizioni ambientali termoigrometriche ottimizzando l’efficienza degli
impianti e minimizzando l’impatto ambientale. Dal sistema si potrà
pianificare una manutenzione programmata e preventiva di tutti gli apparati;
ciò dovrà essere possibile attraverso il monitoraggio continuo dello stato di
funzionamento di ogni organo meccanico od elettrico, rilevandone gli
eventuali guasti o malfunzionamenti, lo stato di usura del componente
dell’impianto. Il sistema dovrà segnalare il limite del periodo di
funzionamento oltre il quale si renderà necessaria una manutenzione del
dispositivo o il numero di cicli di attivazione, consentendo così una corretta
manutenzione preventiva ai fini di non incorrere in situazioni di guasto
imprevisto. I messaggi d’avviso per la manutenzione dovranno essere gestiti
attraverso un Alarm Management System con diverse priorità e dovranno
essere facilmente riconoscibili. La gestione degli allarmi di manutenzione
dovrà sfruttare le potenzialità multimediali generando in modo automatico
l’invio per competenza di Email ed SMS verso il personale al momento
reperibile.

L’utente potrà accede ai dati dell’ADS o delle NAE con un qualsiasi


computer (desktop o laptop) che dispone di un comune Web browser. Il
Web browser sarà impostato per accedere all’ADS o alle NAE direttamente
sulla rete IP, o attraverso la rete telefonica pubblica per operazioni remote e
diagnosi. Il NAE dovrà riconosce gli utenti mediante l’inserimento di
un’identificativo utente e relativa password attraverso l’interfaccia utente. I
dati dell’utente sono codificati in fase di trasmissione e all’interno del
database, i profili utente sono gestiti dall’amministratore di sistema. Le
autorizzazioni vanno dalla piena capacità di configurazione alla sola lettura
di alcuni dati del sistema. L’amministratore di sistema assegna lo user ID, la
password, e i privilegi d’accesso specifici in ogni profilo utente. I dati di
trend saranno inizialmente memorizzati nella Flash memory della NAE e
dovrà essere possibile il loro trasferimento al database storico dell’OWS in

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formato Excel. I dati di trend sono utili anche per analizzare le prestazioni
degli impianti, per individuare le anomalie.

Il NAE dovrà disporre di un’affidabilità di livello industriale anche per il


mercato dell’automazione edifici poichè comprenderà:
 Single Board Computer (SBC) di tipo industriale;
 Sistema Operativo Windows® XP incorporato;
 non-volatile solid-state Flash Card memory per dati e programmi;
 batteria tampone per salvataggio dei dati dalla Dynamic Random
Access Memory (DRAM) alla Flash memory in caso di mancata
alimentazione;
 orologio real-time con batteria tampone;
 Diodi LED di segnalazione per alimentazione, comunicazione, e guasto.

Le unità periferiche “UPE”, “UPC” e “UPT” i convertitori di frequenza “CF”, i


multimetri digitali “CE”, i controllori “CPE” e tutti i materiali in campo (sonde,
valvole, servocomandi, termostati, pressostati, ecc.) della gestione
tecnologica dovranno essere tutti della medesima marca e forniti da Ditte di
consolidata presenza sul mercato ed in grado di fornire tutte le prestazioni
per il coretto funzionamento dell’impianto (engineering, schemi elettrici,
programmazione e messa in marcia), secondo le richieste del progettista o
della Direzione Lavori, da parte di tecnici propri per una massima garanzie
di continuità e di supporto nel tempo. Non sarà accettato, per queste
funzionalità, lo sviluppo di software ad hoc.

Ogni sottostazione sarà installata in quadro elettrico fornito a cura della


Ditta fornitrice degli impianti meccanici. Il quadro elettrico dovrà essere in
lamiera di spessore minimo 15/10 con passaggio dei cavi dal basso salvo
diverse indicazioni, chiave di chiusura ad impronta, verniciatura epossidica
a forno di colore grigio RAL 7032 e grado di protezione IP55. Dovrà avere
una doppia portina di chiusura, quella esterna sarà in plexiglas, con cornice
in lamiera, mentre quella interna sempre in lamiera con eventuale
finestratura per il montaggio a fronte degli strumenti. La dimensione sarà
adeguata a contenere la sottostazione relativa con un ampliamento fino a
un massimo del 20%, per eventualità future, dovrà permettere il cablaggio
ordinato e un’agevole accessibilità per la dissipazione ottimale del calore
generato dall’elettronica. Il cablaggio sarà eseguito a norme CEI con
conduttori di sezione opportuna posti all'interno di canaline in PVC tutte
della stessa altezza, colore e modello, intestati con puntalini e identificati
con segna fili tipo grafoplast ad entrambe le estremità. Le centraline di
regolazione dovranno essere montate sul frontale del quadro con piastra
per il montaggio su guida DIN e cablati su morsettiera. Sono richiesti
schemi di funzionamento adeguati alle vigenti norme DIN 40713 - 40719 in
triplice copia.

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2.9 IMPIANTO ADDUZIONE GAS

L’impianto di adduzione gas, così come definito dal DM 37/2008 verrà


realizzato per l’adduzione di gas alla centrale termica secondo quanto
indicato nel DM del 12/04/96: “Approvazione della regola tecnica di
prevenzione incendi per la progettazione, la costruzione e l’esercizio degli
impianti termici alimentati da combustibili gassosi”.

In particolare è previsto il collegamento interrato dal contatore fino alla


centrale termica da realizzarsi con tubazione in polietilene certificata per
l’uso e la realizzazione delle tratte in vista mediante l’impiego di acciaio
zincato che andrà verniciato giallo.

L’impianto dovrà essere completo di tutte le parti quali antivibranti,


intercettazioni, giunti dielettrici e di transizione necessari per dare il lavoro
conforme alla norma vigente oltre alle particolare prescrizioni dell’ente
erogatore di zona.

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