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STORIA 1200-1500

1.0 LA MORTE DI FEDERICO II


Con la morte di Federico II di Svevia, il progetto di rifondazione dell’impero volse al fallimento. L’ impero
non riusciva ad imporre la sua autorità neanche in Germania, e rimase per 23 anni senza guida fino a
quando non fu eletto Rodolfo I.  Rodolfo non si fece mai incoronare dal pontefice, si scontrò con il re di
Boemia e ottenne l’Austria. Rafforzò così l’autorità imperiale degli Asburgo (dinastia che dominerà fino alla
fine della prima guerra mondiale). Questo non favorì l’autorità del papato, anch'esso in profonda crisi, per
questo si parla di crisi degli universalismi.

1.1 L’ ITALIA DOPO LA MORTE DI FEDERICO II


Manfredi ottenne in eredità la reggenza d’Italia e si fece incoronare re di Sicilia. Egli si alleò con i ghibellini e
sconfisse l’esercito fiorentino appoggiato da una lega guelfa nella battaglia di Montaperto. Fu
successivamente sconfitto nella battaglia di Benevento (1266).  A lui successe l’ultimo erede del casato
svevo Conradiano IV, che fu fatto prigioniero di guerra e successivamente decapitato a piazza del mercato a
Napoli. Così si passa dalla dominazione sveva alla dominazione angioina con Carlo e Roberto D Angiò. Egli
propose una politica molto diversa, infatti si appoggiò ai baroni e li rafforzò concedendo loro numerosi
feudi. egli spostò la capitale da Palermo a Napoli, questo, insieme alla grande pressione fiscale, causò il
malcontento dei siciliani, che appoggiarono Pietro III d’Aragona. Tutto questo causò una rivolta
antifrancese nota come rivolta dei vespri siciliani. Gli aragonesi sbarcarono in Sicilia dando inizio ad una
guerra di circa 20 anni che si risolse con la pace di Caltabellotta che assegnò la Sicilia a Federico d’Aragona e
la parte peninsulare a Roberto d’Angiò.

1.2 DALLA CRISI DELLO STATO ALLE MONARCHIE FEUDALI


L’impero non riusciva a svolgere le 3 funzioni fondamentali dello stato: la difesa militare, l’amministrazione
della giustizia e il fiscalismo. Neanche i re svolgevano queste funzioni, per questo si parla di anarchia
feudale: non esisteva uno stato centrale. Di conseguenza ci fu lo sviluppo delle signorie locali: i signori locali
esercitavano le funzioni fondamentali. Il potere del re era riconosciuto perché egli garantiva i loro diritti.
Nasce così la figura del re magistrato, per questo si parla di monarchie feudali. Il re era legato alla
collettività da un vero e proprio contratto che se non rispettava, lo portava ad essere deposto. Il re poteva
ricorrere alle tasse, ma doveva ottenere il consenso allora nacquero assemblee con il nome di parlamento,
assemblee che venivano convocate solo in caso di necessità. Esistevano 3 stati: la nobiltà, il clero, e
successivamente il terzo stato, composto dai gruppi dirigenti urbani, per questo le assemblee furono dette
assemblee dei 3 stati.

2.0 LA NAZIONALIZZAZIONE
2.1 SPAGNA
In spagna c’erano diverse etnie: gli indigeni (nativi iberici), gli ebrei, e i saraceni (arabi). I nativi iberici
volevano formare un proprio stato, scacciare quindi gli ebrei e i saraceni. Ci riuscirono grazie alla vittoria
della battaglia di Las Navas de Tolosa, che portò i musulmani a stanziarsi nel regno di Granada.

2.2 INGHILTERRA
Dopo la dinastia normanna salì al potere Enrico II plantageneto, il quale dovette impegnarsi per ristabilire
l’autorità regia. Sua madre Matilde aveva sposato Goffredo d’Angiò Plantageneto, mentre lui stesso sposò

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