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Anche nel caso di Tommaso d’Aquino è importante ricordare la vita, infatti prendere in considerazione la sua vita

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significa già di per sé entrare nel suo pensiero
Tommaso è uno degli esponenti di un ramo cadetto di una famiglia nobile, nasce nel 1225 nella località di
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Roccasecca, che all’epoca si trovava al confine tra il regno di Sicilia e lo stato della Chiesa
Quindi in una località che in qualche modo era anche al confine tra due mondi diversi, da un lato il territorio a cui
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capo Federico II di Svevia e dall’altro il territorio sottoposto al controllo temporale del papa
Tommaso è il più giovane di una serie di numerosi fratelli, e quindi per nascita non poteva aspirare a ereditare il
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cospicuo patrimonio familiare, e quindi fin dalla nascita Tommaso è stato oblato, cioè è stato consegnato a un ordine
religioso
In questo modo i conti d’Aquino speravano di fare di Tommaso un illustre esponente della gerarchia ecclesiastica,
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Tommaso è oblato in particolare all’ordine benedettino, all’interno di quella che era l’abbazia più prestigiosa
dell’ordine benedettino, l’abbazia di Montecassino
Tommaso allora si reca a completare la propria formazione culturale in vista di questa programmata ascesa nella
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gerarchia ecclesiastica presso lo studium di Napoli
Proprio a Napoli ha inizio quella che poi diventerà la svolta di Tommaso, perché a Napoli Tommaso incontra gli ultimi
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due frati domenicani, che non erano stati ancora espulsi dal territorio del regno di Sicilia
In questi anni c’è in corso un conflitto tra l’imperatore Federico II di Svevia e il papa, e nell’ambito di questo conflitto
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l’imperatore aveva provveduto a cacciare tutti i rappresentanti degli ordini mendicanti, in particolare i domenicani,
perché i rappresentanti degli ordini mendicanti rispondono esclusivamente al papa
Quindi nel pieno del conflitto con il papa Federico II pensa bene di liberarsi di queste scomode presenze, che
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obbediscono solo al suo nemico
Gli ultimi due rappresentanti dei domenicani ancora non espulsi bazzicano per Napoli proprio negli anni in cui
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Tommaso sta frequentando i suoi corsi, e l’incontro con questi due frati cambia il percorso di Tommaso
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Tommaso infatti rimane rapito dagli ideali dell’ordine domenicano, in primo luogo dalla scelta della povertà
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volontaria, un’ideale che i domenicani condividevano con l’ordine mendicante dei francescani
C’è poi un altro ideale che colpisce il giovane Tommaso, cioè l’ideale di istruzione del frate domenicano
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Il frate domenicano infatti è particolarmente impegnato nella difesa dell’ortodossia religiosa e nella lotta contro
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l’eresia attraverso la confutazione degli argomenti di coloro che negano la verità rivelata
Per controbattere gli eretici sul loro stesso terreno, quello dell’argomentazione, e sconfiggerli, è necessario che il
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frate abbia un’importante bagaglio di istruzione
Tommaso allora convinto da questi ideali e rapito dalla possibilità di potersi dedicare in maniera così attiva e intensa
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allo studio decide di aderire all’ordine domenicano, e nel 1244 entra nell’ordine dei domenicani
La famiglia inizialmente si mostra incapace di comprendere le ragioni della scelta di Tommaso, e non accetta la sua
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scelta di entrare nell’ordine domenicano, perché l’ingresso di Tommaso nell’ordine domenicano significava
implicitamente abbandonare il progetto di fare di Tommaso un’importante esponente della gerarchia ecclesiastica
Allora la famiglia si oppone con tutte le forze a questa decisione, quando però si reca a Napoli per cercare di far
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cambiare idea a Tommaso la famiglia scopre che Tommaso è già partito insieme al maestro generale dell’ordine
domenicano alla volta di Roma, da qui poi sarebbero passati a Bologna per poi andare in Francia
Così la famiglia, decisa ad arginare il più possibile il danno, decide di ricorrere a una soluzione di forza, la famiglia
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invia i fratelli maggiori lungo la strada in modo da intercettare Tommaso e il maestro sulla via di Roma
Questi prendono Tommaso e lo portano nel castello di Roccasecca e tengono alla stregua di un prigioniero Tommaso
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all’interno del castello
Dopo un conflitto che si è protratto per circa un anno alla fine Tommaso riesce a convincere i genitori nell’importanza
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di dedicare la sua vita allo studio, e così nel 1245 la famiglia lascia andare Tommaso per la sua strada
Tommaso allora lascia il castello di Roccasecca e come giovane frate domenicano giunge alla fine a Parigi, e una volta
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giunto a Parigi la vita di Tommaso cambia per sempre, perché Tommaso dedica il resto della propria vita
esclusivamente alla vita e all’insegnamento
Secondo alcuni fonti Tommaso completa la sua formazione tra il 1245 e il 1248 nella facoltà delle arti di Parigi,
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secondo altre fonti invece Tommaso a Parigi tra il 1245 e il 1248 completa la sua formazione presso lo studium dei
domenicani
Sappiamo con sicurezza però che tra il 1245 e il 1248 Tommaso studia con uno dei più importanti esponenti del
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recupero dell’aristotelismo di allora, Alberto di Colonia
Fin da subito Tommaso ha modo di segnalarsi agli occhi di Alberto, tanto che alla fine di questo triennio, nel 1248
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Alberto decide di portare con sé Tommaso a Colonia, dove Alberto era stato chiamato a dirigere il nuovo studio
generale dei domenicani
In questa circostanza Alberto affida a Tommaso un compito di grande responsabilità, infatti Tommaso è incaricato da
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Alberto di sistemare i suoi appunti relativi al corso su Pseudo-Dionigi Areopagita, in particolare un corso che si fonda
sul commento a una delle opere più importanti di Pseudo-Dionigi Areopagita, il libro sui nomi divini
Quindi il giovane Tommaso è assistente di Alberto, e grazie a questo incarico Tommaso ha modo di entrare
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pienamente nella costellazione delle fonti prediletti da Alberto di Colonia
Tommaso a Colonia, a seguito di Alberto, ha anche modo di iniziare un percorso di carattere teologico, il
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completamento degli studi alla facoltà delle arti era una propedeutica per poter iniziar il percorso all’interno della
facoltà di teologia
Quindi a seguito di Alberto Tommaso inizia un percorso alla facoltà di teologia, che poi Tommaso porta a
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compimento quando ritornerà a Parigi nel 1252
Tommaso ritorna a Parigi con un incarico ben preciso, quello di baccelliere, tale incarico prevedeva di assistere il
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maestro nel corso delle sue lezioni
I baccellieri avevano però anche un altro compito importante, dovevano leggere e commentare le sentenze di Pietro
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Lombardo, il maestro di teologia svolgeva i propri corsi su altre autorità, mentre questo importante manuale era
affidato ai baccellieri
Allora il giovane Tommaso, baccelliere, a Parigi commenta l’importante strumento con cui veniva trasmesso iil
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patrimonio dottrinale della teologia all’epoca
Il periodo di baccellierato di Tommaso si estende dal 1252 al 1256, e in questo periodo Tommaso dà subito prova di
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una particolare acume filosofico, perché sono quattro anni in cui Tommaso redige alcune opere giovanili in cui
manifesta già una particolare visione filosofica
Questi sono anni in cui Tommaso elabora gli strumenti fondamentali, che poi gli consentiranno di costruire una più
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ampia visione filosofica

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