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DIRITTO COMMERCIALE PARTE 2: LE SOCIETÀ

CAPITOLO 1: LE SOCIETÀ IN GENERALE


L’attività di impresa puo essere svolta anche in forma associata con l’adozione del modello societario.
Le società sono delle organizzazioni di persone e di beni finalizzate al perseguimento di uno scopo
produttivo con l’esercizio in comune di un attività economica
L’art 2247 cc: con il contratto di societa due o piu persone conferiscono beni o servizi per l’esercizio in
comune di un attivita eocnomica allo socio di dividerne gli utili.
Questa attivita puo essere finalizzata a:
• a scopo di lucro: cioè allo scopo di dividerne gli utili
• A scopo mutualistico: cioè di fornire beni, servizi o occasioni di lavoro ai contraenti a condizioni piu
vantaggiose di quelle offerte dal mercato
• A scopo consortile: al dine di coordinare diverse attività economiche di piu imprenditori o lo
svolgimento di determinate fasi delle rispettive imprese

Le caratteristiche principali del contratto di società sono tre:


1. I conferimenti
2. L’esercizio in comune dell’attività economica
3. Scopo di procurare ai soci un vantaggio di natura economica.

I conferimenti
Con i conferimenti dei soci si costituisce il fondo consortile e questo è un presupposto necessario di ogni
tipo di società.

Il conferimento è il contributo di ogni socio alla formazione dei mezzi necessari per attuare lo scoop sociale
e ha la funzione di dotare la società di capitale di rischio iniziale per lo svolgimento di attività di impresa e
questo costituisce il patrimonio inviale della società.

Dalle norme del codice emerge l’assoluta essenzialità dei conferimenti.


Di norma l’ammontare dei conferimenti è indicato dall’atto costitutivo ed è determinato dalla quota di
capitale sociale circoscritta.

L’art 2247 si riferisce in particolare ai beni e ai servizi —> comunque sono ammissibili anche il
conferimento di un’azienda, di un credito, della priorità io era o anche del buon nome.

Patrimonio sociale e capitale sociale


Il patrimonio sociale è il complesso dei rapporti giuridici attivi e passivi che fanno a capo della società
Il capitale sociale è un numero che indica il valore in denaro dei conferimenti fatti dai soci in sede di
costituzione della società ed è il capitale nominale
Capitale sociale e patrimonio sociale coincidono solo nella fase iniziale dell’attività poiché sono gli unici
mezzi a disposizione della società. Successivamente il patrimonio continua a subire variazione in relazione
alle vicende economiche della società, mentre il capitale sociale rimane invariato fino a quando i soci
deciderò o di aumentarlo conferendo nuovi beni.
Dottrina del Campobasso afferma che il capitale sociale puo avere due funzioni:
• funzione vincolistica: perche il capitale sociale individua il valore delle attività patrimoniali che non
possono essere d’estratte
• Funzione organizzativa: come termine di riferimento per accertare periodicamente se la società ha
conseguito utili o subito perdite e come strumento di misura delle posizioni reciproche dei soci

Esercizio in comune di un’attività economica


Altro elemento che risalta dall’art 2247 c’è l’esercizio in comune dell’attività economica.
È necessario quindi che il risultato che si vuole perseguire sia perseguito insieme.
Il risultato è unitario quando è giuridicamente alla società prima che ai singoli soci, in modo tale che tutti
quelli che ne fanno parte siano partecipe anche se in misura diversa.

L’attività rappresenta l’oggetto sociale e deve essere lecita, possibile, determinata o almeno determinabile.
Puo avere una durata limitata o illimitata e puo essere finalizzata anche alla realizzazione di un singolo
affare (società occasionali).
L’attività sociale deve avere contenuto patrimoniale e deve essere svolta secondo criteri di economicità e di
profitto. Deve essere quindi finalizzata alla produzione e allo scambio di beni e di servizi
Scopo di procurare ai soci un vantaggio economico
L’art 2247 precisa che l’attività economica esercitata in comune dai soci è+ finalizzata alla divisione degli
utili.
Il concetto di utile ricomprende qualsiasi altro tipo di utilità economica, compreso anche il semplice
risparmio di spesa.

È necessario che lo scopo tipico del contratto di società sia la partecipazione dei singoli soci ai guadagni.

La partecipazione agli utili (e quindi anche alle perdite) da parte dei soci è un requisito essenziale della
società e deve rispettare l’art 2265 cc che sancisce il divieto del patto leonino: è nullo il patto con cui uno o
piu soci sono esclusi da ogni partecipazione agli utili o alle perdite

Classificazione delle società


In deroga ai principi dell’autonomia contrattuale ex art 1322 cc, l’art 2249 cc sotto la rubrica tipi di società
introduce un numerus clausus dei tipi di società che il provato puo costituite.
Il legislatore ha escluso la possibilità di costituire una società atipica—> le società costituiscono un numero
chiuso.
Nonostante cio è consentita l’introduzione di clausole atipiche che vanno ad arricchire il contenuto tipico del
contratto
Di regola del tipo sociale è lasciata alla libera decisione dei soci. L’unico limite generale riguarda che le
società che hanno ad oggetto l’esercizio di un attività sociale e queste si devono costituire secondo:
• società in nome collettivo
• In accomandita (semplice o per azioni)
• Per azioni
• Per responsabilità limitata
Non possono assumere il tipo di società semplice.

I vari modelli societari possono essere classificati sulla base di alcuni criteri distintivi:
A. secondo lo scopo istituzionale perseguito
• organizzazioni sociali che seguono la realizzazione di un utile: società lucrative
• Società cooperative e di mutua assicurazione—> società mutualistiche, ossia società che vanno
ad offrire ai soci un diverso vantaggio economico
A. Secondo la matura dell’attività esercitata
• se si esercita un attività NON commerciale allora si deve costituire una società semplice,
mentre le altre società ≠ da quelle semplici possono svolgere un attività commerciale o
qualsiasi altro tipo
A. Secondo la struttura organizzativa
• in genere si distinguono tra le società lucrative due distinte categorie: le società in cui prevale la
componente delle persone dei soci o quelle in cui prevale l’elemento patrimoniale. In questo
profilo si hanno:
• Società di persone: società in cui prevale l’elemento personale —> prova di cio ne è che
i creditori sociali possono agire sia nei confronti della società ma anche nei confronti
dei singoli soci
• Società di capitali: in queste società prevale l’elemento economico costituito dal capitale
e dal patrimonio della società

Autonomia patrimoniale e personalità giuridica


La dottrina distingue nettamente le società che sono dotate di personalità giuridica e quelle che ne sono
prive.
Le società che sono dotate di personalità giuridica sono le società di capitali ( cooperative e mutue
assicuratrici)
Le società prive di personalità giuridica sono—> società di persone.

Dottrina preferibile afferma che entrambe le società (persone e capitali) costituiscono autonomi soggetti di
diritti, dotati di una propria capacita giuridica e di agire. Esse sono centri di imputazione e quindi hanno la
soggettività giuridica.

In ogni caso i le società di persone non godono della personalità giuridica, intesa come posizione di alterata
soggettiva tra la società e i soci
Nella società di capitali si realizza in modo piu netto la distinzione tra organismo societario e soci che ne
fanno parte. Durante la vita della società di capitali i singoli soci possono assumere obblighi e diritti che
fanno a capo al singolo socio e non coinvolgono la società.

Nella società di capitali il patrimonio personale dei soci e il patrimonio della società sono due entità
distinte:
• il patrimonio della società è insensibile alle vicende che riguardano i soci
• Il patrimonio dei soci è insensibile alle vicende che riguardano il patrimonio sociale.
A questo proposito di parla di autonomia patrimoniale che puo essere piu o meno intensa a seconda del tipo
di società.
Si parla di autonomia patrimoniale perfetta in riferimento alla società di capitali poiché appunto il
patrimonio dei soci e il patrimonio della società sono due cose diverse: delle obbligazioni sociale risponde la
società con il suo patrimonio.

Nelle società di persone invece abbiamo una forma di autonomia patrimoniale imperfetta: i singoli soci
rispondono personalmente degli obblighi della società in quanto ne fanno parte:

Anche nella società di persona esiste una distinzione (anche se meno netta) tra patrimonio sociale e
patrimonio dei soci: nella società semplice, il socio a cui viene richiesto il pagamento di un debitor sociale
puo chiedere la preventiva escussione del patrimonio sociale—> puo chiedere che il creditore si rivolga
prima alla società e se poi il patrimonio sociale è insufficiente, si rivolge a lui.
Nella società in nome collettivo e in quella di accomandita semplice, l’autonomia patrimoniale è ancora
maggiore poiché il creditore sociale non puo pretendere il pagamento dal singolo socio se non dimostra di
aver già agito sul patrimonio sociale e questo è stato insufficiente.

Società unipersonali
Nel 93 si è prevista la possibilità della costituzione di società a responsabilità limitata con un unico socio,
permettendo quindi la possibile ad un singolo soggetto (deroga ex art 2247 cc) si costituire una società.
Nel 03 si è aggiunta anche la possibilità di costituire in modo unilaterale anche le società per azioni,
modificando quindi l’art 2328 cc.
Per le società di persone non è prevista la costituzione con un unico socio.
È possibile anche che una società in origine era pluripersonale e che poi nel tempo si trasformi in
unipersonale in conseguenza della perdita della pluralità dei soci. Questo vale per le srl e per le spa.

Società tra professionisti


Con la legge 183/2011 è stato consentito ai professionisti di esercitare la propria attività in modo societario:
puo essere scelta una società semplice, in nome collettivo, in accomandita semplice, una società di capitali e
anche una società cooperativa.
Le professioni sanitarie sono quelle professioni regolamentate e il cui esercizio deve susseguire ad una
iscrizione ad un albo o elenco (avvocato, medico). Prima dell’intervento di questa legge la costituzione la
questione era dibattuta.

Società di fatto, società occulta e società apparente


Nelle società semplice il contratto non è soggetto a forme speciali. Per le società in nome collettivo e per
quelle in accomandita semplice la forma richiesta è scritta ai fini dell’iscrizione della società nel registro
delle imprese. Quindi è possibile la costituzione di una società per fatti concludenti, cioè a seguito di
determinati comportamenti consistenti nell’esercizio in comune dell’attività economica per dividere gli
utili.
In questo caso si crea una società di fatto, inquadrabile solo nelle società di persone.
L’esistenza di una società di fatto deve essere dimostrata da chi ha interesse (creditori o soci),dimostrando la
sussistenza di un rapporti sociali con i soci potendo far riferimento sia ai rapporti interni ma anche con le
manifestazioni esterne.
È possibile provare l’esistenza di una società di fatto quando nei rapporti interni vi siano
contemporaneamente questi elementi:
• un fondo comune, costituito dai conferimenti e finalizzato all’esercizio comune dell’attività economica
• La partecipazione comune ai guadagni e alle perdite
• Vincolo di collaborazione per l’esercizio dell’attività economica
Se nella società di fatto viene svolta un’attività non commerciale si applica la normativa predisposta per la
società semplice; se l’attività p commerciale allora si applica la disciplina prevista per le società in nome
collettivo irregolare.

La società occulta è una creazione giurisprudenziale finalizzata a coinvolgere nel fallimento


dell’imprenditore individuale il maggior numero di persone (+ patrimoni).
Si parla di società occulta quando piu soggetti decidono di dar vita a una società decidendo che la sua
esistenza non sia rilevabile all’esterno. In pratica i soci decidono che nei confronti dei terzi la società appaia
come un impresa individua e solo uno dei soci (o anche un terzo) si assuma in via esclusiva la responsabilità
per le obbligazioni assunte.
In questo caso l’attività imprenditoriale viene svolta per conto della società ma non viene speso il nome,
dato che la società esiste solo nei rapporti interni tra i soci.

Diversa dalla società occulta è la società apparente: questa si realizza quando piu soggetti, non legati da un
rapporto societario, si comportano in modo da creare nei terzi la convinzione che essi agiscano in qualità di
soci facendogli credere l’esistenza della società e sulla responsabilità solidale per le obbligazioni assunte.

Quindi:
• società occulta: c’è un rapporto sociale che non si esteriorizza
• Società apparente: c’è l’esteriorizzazione di un rapporto sociale che non esiste.

dalla società occulta è la società apparente: questa si realizza quando piu soggetti, non legati da un rapporto
societario, si comportano in modo da creare nei terzi la convinzione che essi agiscano in qualità di soci
facendogli credere l’esistenza della società e sulla responsabilità solidale per le obbligazioni assunte.
CAPITOLO 2: LA SOCIETA SEMPLICE
La societa semplice è regolata dagli artt 2551-2290 cc ed è la forma piu elementare di organizzazione
prevista per svolgere un attivita lucrativa non commerciale e per questo motivo nella pratica la societa
semplice è poco utilizzata

Oggetto sociale e costituzione


Oggetto sociale della s.s è l’esercizio in comune di un attività economica non commerciale. In queste attività
rientrano:
- attività agricola
- Le attività professionali
- Le attività di revisione legale
- Le attività di gestione di immobili o di partecipazioni azionarie
Per quanto riguarda la costituzione vi sono regole e criteri molto semplici: il contratto sociale non è soggetto
a forme particolare, dato che è sufficiente l’impegno reciproco dei soci a svolgere in comune un attività
economica non commerciale.
Quindi il contratto sociale per la s.s puo essere stipulato in forma scritta, oralmente, tacitamente (fatti
concludenti)
Tuttavia la forma è soggetta a limiti per determinati beni conferiti: è prevista la forma scritta per la
costituzione della societa quando conferiti sono beni immobili o comunque diritti reali immobiliari o diritti
di godimento su di questi

I conferimenti
Nelle societa di persone, l’autonomia negoziazioni delle parti non incontra limiti per quanto riguarda i beni
conferibili: nelle societa di persone quindi qualsiasi bene suscettibile di valutazione economica puo essere
conferito: non solo denaro ma anche beni in natura, crediti, ma anche prestazioni di opere e di servizi.

Il conferimento di denaro non presenta problemi: più complesso è il conferimento di beni in natura, crediti o
prestazioni d’opera: in questi casi il legislatore detta una disciplina specifica a seconda del tipo di
conferimento.
Nel caso di beni in natura il conferimento puo essere un trasferimento di un bene in proprieta o in
godimento.

Il socio d’opera
Il conferimento puo essere anche l’attività lavorativa, intellettuale o manuale di uno o piu soci (c.d socio
d’opera) che assume gli stessi diritti e obblighi degli altri soci.
La legge detta alcune disposizioni e precisa che per le snc e le sas la prestazione d’opera deve essere
descritta nell’atto costituito: inoltre la societa deve fornire una cooperazione per n’adeguata esecuzione della
prestazione.

La responsabilità dei soci


La s.s p un soggetto giuridico, quindi dotato di capacità giuridica e di agire ma privo di personalità giuridica
e quindi gode di autonomia patrimoniale imperfetta: i singoli soci rispondono solidamente e illimitatamente
con il loro i patrimonio per le obbligazioni sociali.
Vi sono 3 caratteristiche:
- La responsabilità dei soci ha carattere sussidiario: la responsabilità dei soci rileva solo nei casi in cui
non è comodo agire sul patrimonio sociale
- Il carattere sussidiario ha una intensità diversa a seconda che si tratti di s.s, s.a.s o s.n.c. In tutti i casi
pero i soci godono di un beneficio d’escussione preventiva del patrimonio sociale ma con delle
differenze
Nelle s.s il creditore puo agire direttamente al singolo socio—> spetta a lui invocare il beneficio di
escussione del patrimonio sociale. Mentre nelle sas e nelle snc il creditore deve agire
preventivamente sul patrimonio sociale e se è insufficiente, sui singoli soci
- La responsabilità dei soci non amministratori puo essere esclusa con esplicito patto contrario.

I creditori particolari dei soci


Un altro aspetto dell’autonomia patrimoniale (sia perfetta che non) sta nel divieto per i creditori particolari
dei singoli soci di aggredire direttamente il patrimonio sociale per soddisfarsi.
La tutela delle aspettative del creditore personale del socio è rispettata da alcune regole che:
- Salvaguardano l’insensibilità del patrimonio sociale per fatti personali dei singoli soci
- Consente al creditore persone di cautelare le ragioni del proprio credito verso il singolo socio. Infatti il
creditore puo:
• Far valere i suoi diritti sugli utili che spettano al suo socio debitore
• Compiere atti conservativi (sequestro conservativo sulla quota che spetta al socio debitore in caso
di liquidazione della societa)
• Solo nel caso di s.s e societa irregolare, il potere di chiedere la liquidazione della quota del proprio
debitore, provando che gli altri beni del suo debitore sono insufficienti per soddisfare il suo
credito. La liquidazione della quota determina l’esclusione di diritto del socio

A salvaguardia del patrimonio sociale vi sono due regole importanti:


1. Il creditore particolare, nel richiedere la liquidazione, ha l’onere di provare che gli altri beni del
debitore sono insufficienti a soddisfare il suo credito
2. Il creditore particolare NON puo mai agire direttamente sui beni della societa, ma puo ottenere una
somma di denaro che corrisponde al valore della quota.

Diritti e obblighi del socio


Lo status di socio si acquista per il fatto di aver concorso alla costituzione della societa.
L’acquisto dello status di socio determina l’acquisto di alcuni diritti e obblighi in capo al socio stesso.
➔ Obblighi:
• Il socio è obbligato a eseguire il conferimento promesso: in caso di inadempimento tale obbligazione
puo dar luogo all’esclusione del socio dalla societa
• I soci rispondono illimitatamente e solidamente alle obbligazioni sociali: questa responsabilità è
sussidiaria e puo essere esclusa per i soci non amministratori per un patto contrario espresso
• I soci non possono servirsi (senza il consenso degli altri) delle cose che appartengono al patrimonio
sociale per fini estranei a quelli della società
➔ Diritti:
• Il socio ha diritto di percepire gli utili prodotti dalla societa
• La misura della partecipazione agli utili è di regola proporzionale al conferimento fatto dal socio
• In caso di liquidazione della societa i soci che hanno effettuato un conferimento hanno diritto ad
ottenere un rimorso del suo valore
• Al socio viene riconosciuto il diritto di partecipare alla gestione sociale
Amministrazione della società
L’amministrazione della societa consiste nell’attività di gestione dell’impresa sociale e quindi
nell’esecuzione di tutti gli atti rivolti al perseguimento dell’oggetto sociale.
Nella societa di persone non ci sono organi sociali, ma dato che rilevano le persone dei soci, sono loro che
sono investiti dal potere di amministrazione.
Il codice civile prevede due modalità di esercizio del potere di amministrazione:
- Prevede come modello legale l’amministrazione disgiuntiva—> consente una maggiore rapidità nella
conduzione dell’impresa perche non c’è bisogno di consultarsi
- A scelta dai soci è possibile l’amministrazione congiuntiva—> si applica solo se prevista dai soci
nell’atto costitutivo
Ex art 2086 cc l’imprenditore ha il dovere di:
- Istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile
- Deve attivarsi senza indugio per adottare e attuare uno degli strumenti previsti dall’ordinamento per
superare la crisi.
Tale dovere presenta delle ricadute, sia nelle societa di persone sia nelle societa di capitali.
Per quanto riguarda la s.s—> ex art 2257 cc afferma che salva diversa pattuizione, l’amministrazione della
societa spetta a ciascuno dei soci disgiuntamente dagli altri
Se il contratto sociale non dispone nulla: ogni socio è investito dal potere di amministrazione della societa
disgiuntamente dagli altri

Il legislatore prevede in entrambi i modelli (amministrazione disgiuntiva e congiuntiva) delle norme di


chiusura che consentono di far fronte a inconvenienti:
• nel caso di amministrazione disgiuntiva la norma di chiusura è l’art 2257,2 cc, che attribuisce a ciascun
socio un diritto di opposizione: l’opposizione rimette ogni decisione alla maggioranza dei soci determinata
secondo la parte attribuita a ciascun socio negli utili (se nell’atto costitutivo è stabilito che a tizio spettano i
2/3 degli utili e che 1/3 è diviso tra i restanti soci, è tizio che decide sull’opposizione, quindi decide chi ha
piu utili)

Il modello dell’amministrazione congiuntiva prevede che per il compimento di ogni operazioni sociale è
necessario il consenso unanime di tutti i soci amministratori. Questo modello è meno efficiente dal punto di
vista della tempestività delle decisioni perche è necessaria una consultazione di tutti i soci, ma è piu
ponderato perche richiede appunto un confronto tra tutti soci. Anche qui il legislatore pone una norma di
chiusura: a ciascun amministratore è riconosciuto il potere di compiere atti quando vi sia l’urgenza di evitare
un danno alla societa senza chiedere il consenso degli altri soci.

I soci amministratori
La disicplina legislativa parte dall’idea che il potere di amministrazione sia connaturato alla posizione di
socio illimitatamente responsabile: per cui non sussiste la necessita di norme relative alla nomina dei soci
amministratori.
Se l’atto costitutivo non dice nulla, ciascun socio illimitatamente responsabile è investito dal potere di
amministrazione. In caso contrario:
- O la nomina è contenuta nell’atto costitutivo
- O nell’atto costitutivo sono contenute le norme che fanno riferimento alla modalità di nomina dei soci
amministratori
Con la nomina dei soci amministratori gli altri soci rinunciano al loro potere di direzione dell’impresa.

Il socio amministratori puo compiere tuti gli atti di ordinaria e straordinaria amministrazione che rientrano
nell’oggetto sociale. Il socio amministratore deve sottostare agli obblighi imposti dalla legge e dal contratto
sociale.

Ex art 2260 co2: Gli amministratori sono solidalmente responsabili verso la società per l'adempimento degli
obblighi ad essi imposti dalla legge e dal contratto sociale. Tuttavia la responsabilità non si estende a quelli
che dimostrino di essere esenti da colpa.

I soci non amministratori comunque godono di diritti:


- Hanno diritto di essere informati sullo svolgimento degli affari sociali
- Hanno diritto di consultare i documenti relativi all’amministrazione
- Hanno diritto di ottenere il rendiconto annuale dell’amministrazione
La rappresentanza della societa
La rappresentanza è il potere di agire nei confronti dei terzi in nome e per conto della societa, creando
l’acquisto di diritti e assumendo obblighi da parte della societa stessa—> potere di firma

Il potere di rappresentanza ≠ potere di gestione.


Il potere di gestione si riferisce alle decisioni dei soci amministratori per il compimento di operazioni sociali
e quindi si riferisce all’attività amministrativa interna, mentre il potere di rappresentanza riguarda la fase di
attuazione con i terzi di quelle decisioni, quindi riguarda l’attività amministrativa esterna.

Ex art 2266 cc, la rappresentanza della societa compete a ciascun socio amministratore.

Quindi, salvo diverse l’attuazione nel contratto sociale, il modello legale afferma una perfetta
corrispondenza tra potere di amministrazione e potere di rappresentanza.
Nel caso di amministrazione disgiunta, a cui si affianchi il regime di rappresentanza disgiunta ogni socio
amministratore compete per le operazioni sociali—> firma disgiunta
Nell’ amministrazione congiuntiva con rappresentanza congiuntiva, tutti i soci amministratori devono
partecipare alla stipula degli atti che impegnano la società.

Lo scioglimento del rapporto sociale limitatamente ad un socio


Nelle societa di persone un socio puo uscire dalla societa , sia in seguito alla cessazione della propria quota
di partecipazione ma anche per morte, recesso o esclusione.

Principio fondamentale è che lo scioglimento del singolo apporto sociale non determina l’estinzione della
società: il ventre meno del singolo socio determina l’estinzione della cometa sol o se la sua partecipazione
debba considerarsi essenziale. Detto principio è il c.d principio di conservazione e vale anche quando i soci
sono due. La societa si estingue in questo caso se la pluralità dei soci non è rimessa entro 6 mesi

A) La morte del socio: la societa di Eros e è caratterizzata per la centralità della persona del socio per
cui la morte del soco comporta l’ho scioglimento del rapporto sociale. Vi sono tre possibili soluzioni:
• Liquidazione della quota del socio defunto agli eredi
• Scioglimento della societa
• Continuazione della societa con gli eredi con il loro consenso.
B) Il recesso del socio: consiste nello scioglimento parziale del rapporto sociale per volontà del socio.
Ex art 2285 cc se la societa è a tempo indeterminato o contratta per tutta la vita del socio, questo puo
recedere liberamente. Se la societa è a tempo determinato il recesso è ammesso solo per giusta causa.
La definizione che la giurisprudenza da alla giusta causa è molto restrittiva e si deve collegare alla
violazione altrui di obblighi contrattuali o doveri di fedeltà e diligenza che incidono sulla natura
fiduciaria del rapporto. Il contratto sociale puo regolare anche le modalità di recesso. Il socio uscente
ha diritto ad ottenere la liquidazione della quota che viene versata entro 6 mesi. Il recesso è un
negozio giuridico unilaterale, recettizio e informale. Si esercita con una dichiarazione comunicata agli
altri soci. Se dipende da una giusta causa la risoluzione del rapporto ha effetto immediato mentre
negli altri casi si produce dopo tre mesi dalla dichiarazione
C) L’esclusione del socio: è lo scioglimento del rapporto sociale che si verifica indipendentemente dalla
volontà del socio escluso ma la cui partecipazione, per cause attinenti alla sua persona non puo essere
consentita ulteriormente. La legge consente ai soci di decidere se determinati fatti possono
compromettere il raggiungimento dello scopo sociale. In tal caso di parla di esclusione volontaria. In
altri sai l’esclusione è di diritto, ossia in modo automatico e cio si ha in due ipotesi:
• Nei confronti del socio per cui è stata aorta o estesa la procedura di liquidazione giudiziale o
controllata
• Nei riguardi del socio i cui creditori hanno ottenuto la liquidazione della quota.
Nei restanti casi l’esclusione è facoltativa, nel senso che è rimessa alla volontà degli altri soci
e possono raggrupparci in 4 categorie:
- Gravi inadempimenti delle obbligazioni che derivano dalla legge o dal contrato sociale
- Mutuamente nello stato personale del socio (interdizione)
- Sopravvenuta impossibilità di eseguire il conferimento promesso
- Sopravvenuta inidoneità del socio d’opera a svolgere l’attività conferita.
Il socio escluso puo fare opposizione al tribunale: se questa viene accolta esso p reintegrato
nella societa con effetto retroattivo
D) Esclusione giudiziale: se la societa è composta da soli due soci, la maggioranza richiesta per
deliberare non si puo mai formare e per questo motivo l’art 2287 cc stabilisce che l’esclusione di uno
dei due soci è pronunciata dal tribunale e si chiama esclusione giudiziale (il socio che ha chiesto
l’esclusione dell’altro deve ricostruire entro 6 mesi la pluralità dei soci altrimenti la societa di
estingue)
La liquidazione della quota del socio
Lo scioglimento del rapporto tra socio e societa ioni e la definizione dei rapporti tra socio e societa che si
attua con la liquidazione della quota del socio uscente.
Principio fondamentale è che il socio uscente non ha diritto ad una quota proporzionale dei beni, ma a una
somma di denaro che deve corrispondere a quella che il socio avrebbe ottenuto in caso di liquidazione della
societa.
Di conseguenza nei casi di morte, recesso o esclusione, il socio(o i suoi eredi) non puo pretendere la
restituzione dei beni conferiti in proprieta perché ora quei beni appartengono ad un soggetto diverso
(societa)
Per i beni conferiti in semplice godimento bisogna attuare una distinzione:
- Se kl0apporto è stato operato per tutta la durata della società—> restituzione esclusa
- Negli altri casi il bene va immediatamente restituito.
La liquidazione della quota è realizzata in base alla situazione patrimoniale della societa nel giorno in cui si
verifica lo scioglimento del rapporto sociale
La liquidazione deve essere effettuata entro 6 mesi dallo scioglimento del rapporto.

Lo scioglimento della societa


Il contratto di societa puo sciogliersi per volontà dei soci o per altra causa prevista dalla legge o dal contratto
sociale stesso.
Le cause di scioglimento della società ex art 2272 cc sono:
- Decorso del termine qualora la durata della societa fosse stata predeterminata
- Conseguimento dell’oggetto sociale o sopravvenuta impossibilita di realizzarlo
- Volontà di tutti i soci di sciogliere la societa (unanimità)
- Venir meno della pluralità dei soci se in 6 mesi non è stata ristabilita.
- Altre cause eventuali previste dal contratto
La liquidazione
Lo scioglimento non determina l’estinzione immediata della societa ma solo il cambiamento dello scopo
sociale: la societa permane ma la sua attività non è piu volta alla produzione di utili ma alla definizione dei
rapporti giuridici.
Infatti con il prodursi della causa di scioglimento si instaura una nuova fase detta liquidazione
In questa fase la societa continua ad esistere ma puo solo pagare i debiti sociale, convertire in denaro il
patrimonio sociale e dividere il patrimonio sociale tra i soci.
I soci amministratori hanno il potere di compiere gli affari urgenti e restano in carica finche vengono
nominati i liquidatori.

Il procedimento di liquidazione è disciplinato d’aglio art 2275-2283 cc ma il legislatore lascia ampia volontà
ai soci, stabilendo che la liquidazione viene svolta da uno o piu liquidatori nominati con il consenso di tutti i
soci.

I liquidatori hanno ampi poteri per procedere alla liquidazione del patrimonio sociale: essi:
- Provvedono alla redazione dell’inventario
- Monetizzano l’attivo
- Pagano le passività sociali
- Redigono il bilancio finale di liquidazione
Una volta estinti i debiti sociali bisogna dividere l’attivo passivo tra i soci come rimborso dei conferimenti e
l’eventuale eccedenza è divisa tra loro in misura della loro partecipazione ai guadagni

CAPITOLO 3: LA SOCIETA IN NOME COLLETTIVO

La costituzione della societa


Le societa in nome collettivo snc rappresentano il modello di organizzazione societaria che normalmente si
presume adottato per l’esercizio in comune di una attività commerciale.
Sono disciplinate negli artt 2291-2312 cc e sono applicabili le norme dettate per le societa semplici
La stipulazione dell’atto costitutivo di una snc deve essere fatta per iscritto. In caso contrario l’iscrizione
viene rifiutata e se la societa ha come oggetto un’attività commerciale viene identificata come una snc
irregolare
L’atto costitutivo deve contenere degli elementi essenziali:
- Le generalità dei soci, l’oggetto sociale, la sede legale e le eventuali sedi secondarie della società
- La ragione sociale: questa è il nome della societa e corrisponde alla ditta dell’imprenditore individuale.
La ragione sociale è formata dal nome di uno o piu soci e dall’indicazione del rapporto sociale.
- Le prestazioni dei soci d’opera
- I soci che hanno l’amministrazione e la rappresentanza della societa
- I conferimenti dei soci
- La disciplina della divisione degli utili e la quota di ogni socio negli utili e nelle perdite
- La durata della societa

Responsabilità dei soci per le obbligazioni sociali e divieto di concorrenza


L’art 2291 recita: nella societa in nome collettivo tutti i soci rispondono solidamente e illimitatamente per le
obbligazioni sociali. Il patto contrario non ha effetto nei confronti dei terzi

Una delle caratteristiche principali delle snc è la responsabilità illimitata e solidare di tutti i soci per le
obbligazioni sociali e a differenza delle societa semplici il patto contrario per essere escluso dal rispondere
dell’obbligazione sociale non ha effetti verso i terzi.

Creditori personali del socio


Il patrimonio della societa è insensibile alle obbligazioni personali dei soci e intangibili da parte dei loro
creditori.
Il creditore personale del socio NON PUO MAI aggredire il patrimonio sociale per soddisfarsi.
Nonostante questo’ il creditore è tutelato infatti puo compiere atti conservativi sulla quota del suo debitore,
far valere i suoi diritti sugli utili che spettano al suo debitore e puo far provocare la dichiarazione di
fallimento del debitore e quindi la sua esclusione di diritto alla societa.
Nella snc la disciplina del creditore particolare è contenuta nell’art 2305 cc che costituisce un continuo
dell’art 2270. L’art 2305 cc deroga solo una delle regole dettate per la societa semplice, ossia il comma 2 del
2270: il creditore particolare del socio di s.s puo chiedere sempre la liquidazione della quota del suo socio
debitore, se gli altri beni sono insufficienti a soddisfarlo. Questo potere p negato al creditore del socio della
s.n.c anche se prova che gli altri beni del debitori erano insufficienti.

Questa regola vale fino alla scadenza della società fissata nell’atto costitutivo: i soci pero possono prorogare
la durata della societa quindi per evitare che questa decisione possa pregiudicare i creditori particolari dei
soci, l’art 2307 cc disciplina due ipotesi;
- Se la proroga è espressa ed iscritta nel registro delle imprese il creditore si puo opporre alla proroga
entro 3 mesi dall’iscrizione della delibera. Se l’opposizione viene accolta la societa deve liquidare a
suo favore la quota del socio entro 3 mesi dalla notifica della sentenza
- Se la proroga è tacita si applica la disciplina ex art 2270 cc per la s.s, cioè il creditore particolare puo
chiedere in ogni tempo la liquidazione della quota dimostrando l’insufficienza degli altri beni del
socio suo debitore

Potere di amministrazione e rappresentanza


Ex art 2293 cc trovano applicazione le norme in tema di rappresentanza e amministrazione della societa
semplice.
Salvo diversa pattuizione dell’atto costitutivo, l’amministrazione della snc spetta a ciascun socio
disgiuntamente dagli altri
Per quanto riguarda la rappresentanza della societa, il socio amministratore puo compiere tutti gli atti che
rientrano nell’oggetto sociale. A differenza delle societa semplici, le persone che rappresentano la societa
sono quelle indicate nell’atto costitutivo ( e non i soci amministratori direttamente).

Modifiche dell’atto costitutivo


Le modifiche dell’atto costitutivo della snc sono disciplinate:
- Dall’art 2252 cc che in materia di societa semplice contiene la disciplina generale delle decisioni di
modifica del contratto sociale e stabilisce che il contratto sociale puo essere modificato solo con il
consenso di tutti i soci se non è convenuto diversamente
- Dall’art 2300 cc che in riferimento alle societa di persone di tipo commerciale, prevede che gli
amministratori devono chiedere in 30 giorni, all’ufficio del registro delle imprese l’iscrizione delle
modifiche dell’atto costitutivo e degli atri fatti relativi alla societa di cui è obbligatoria l’iscrizione
Le modifiche piu interessanti riguardano la durata della societa e la riduzione del capitale sociale:
- Per quanto riguarda la durata della societa, quando l’atto costitutivo prevede espressamente la surata
della societa, i soci possono prorogarla. La proroga ha effetti diversi a seconda che interviene prima o
dopo la scadenza del termine:
• Se avviene prima della scadenza i soci possono decidere un nuovo termine di durata con una
modifica dell’atto costitutivo
• Se avviene dopo la scadenza la proroga puto essere tacita o espressa:
o Proroga espressa: è una modifica dell’atto costitutivo che i soci devono prendere
all’unanimità dato che è una revoca dello stato di liquidazione. Essa va iscritta nel registro
delle imprese indicando la data di scadenza in modo preciso.
o Proroga tacita: in tal caso al proroga opera di fatto, con la prosecuzione dell’attività da parte
dei soci dopo la scadenza.
- Per quanto riguarda la riduzione del capitale essa viene disciplinata per tutelare l’aspettasti a dei
creditori sociali. La riduzione del capitale sociale infatti va a diminuire il complesso dei beni su cui i
creditori sociali fanno affidamento. Si distinguono due ipotesi:
• Riduzione del capitale sociale per perdite: se si verifica una perdita del capitale sociale, la societa
non puo ripartire gli utili tra i soci fino a che il capitale non sia ridotto o reintegrato in misura
corrispondente
• Riduzione reale: è una operazione di reale diminuzione del patrimonio netto
Scioglimento e liquidazione della societa
La snc puo sciogliersi per:
- le cause indiate nell’art 2272 cc relative alla societa semplice
- Per provvedimento dell’autorità governativa
- Nei casi stabiliti dalla legge
- Per la dichiarazione di fallimento

Nelle societa semplici non c’è una regola di chiusura del procedimento di liquidazione, nella snc i liquidatori
devono redigere:
- Bilancio finale di liquidazione: che c’è il rendiconto della gestione dei liquidatori
- Il piano di riparto: prospetto dal quale risultano le modalità di divisione tra i soci di cio che è rimasto
dalla liquidazione e al soddisfacimento dei creditori sociali

Pubblicità della societa. Le societa irregolari


Il sistema di pubblicità per le snc richiede la forma scritta dell’atto costitutivo ai fini della pubblicazione e
registrazione.
La pubblicità nelle societa di persone riveste una funzione dichiarativa e quindi la mancata registrazione
dell’atto costitutivo non determina l’invalidità del contratto sociale, ma la sua irregolarità

Quindi una snc regolare è quando è iscritta al registro delle imprese e in una snc regolare:
- Il creditore particolare e del socio, finche la dura la societa, non puo chiedere la liquidazione della quota
del suo socio debitore
- La responsabilità illimitata e solidale dei soci è una responsabilità sussidiaria: i creditori sociali , anche
se la societa p in liquidazione, non possono pretendere il pagamento dai singoli soci, e non dopo
l’esclusione del patrimonio sociale
- Le limitazioni ai poteri di rappresentanza non sono opponibili a terzi se non sono iscritte nel registro
delle imprese o se non si prova che i terzi ne erano a conoscenza

Fallimento dei soci a responsabilità illimitata


L’art 147 LF al primo comma afferma che la sentenza che dichiara il fallimento della societa con soci a
responsabilità illimitata produce anche il fallimento dei soci illimitatamente responsabili
Cio significa che il fallimento di una snc causa il fallimento di tutti i soci
Cio ha portato dei dibattiti nella dottrina:
- Alcuni affermano che il socio che fallisce è l’imprenditore
- Altri ristendono che oltre all’imprenditore commerciale vero e proprio sono soggetti a fallimento anche
i soci illimitatamente responsabili anche se non imprenditore
La giurisprudenza afferma come il fallimento della societa sia causa del fallimento dei soci e quindi questo
si determina in modo auto ratinò.

La stessa norma contenuta nell’art 147 LF la troviamo anche nell’art 256 del codice della crisi di impresa e
dell’ insolvenza, che stabilisce che aperta la liquidazione giudiziale nei confronti di una societa con soci a
responsabilità illimitata, la procedura si estende anche nei confronti a questi. Mente l’art 258 del codice
della crisi di impresa e dell’ insolvenza afferma che se si apre il processo della liquidazione giudiziale nei
confronti di singoli soci illimitatamente responsabili, questa non si estende a tutta la societa.

CAPITOLO 4: LA SOCIETA IN ACCOMANDITA SEMPLICE

Nozione
La societa in accomandita semplice (sas) è una societa di persone che è caratterizzata dalla presenza di due
distinte categorie di soci, ex art 2313 cc:
- I soci accomandatari: responsabili solidamente e illimitatamente nei confronti dei terzi per le
obbligazioni sociali
- I soci accomandanti: sono obbligato solo ad eseguire il conferimento promesso e responsabili nei limiti
della quota conferita
Si ritene che i soci accomandanti sono obbligati solo nei confronti della societa a conferire cio promesso
mentre i creditori sociali non hanno azione diretta nei loro confronti. I creditori sociali potranno agire quindi
contro i soci accomandanti solo in via surrogatoria in caso di inerzia della societa per ottenere che gli
accomandanti versino i conferimenti ancora dovuti

La sas è il modello societario che realizza una forma di aggregazione tra soggetti (accomandatari) che
intendono curare personalmente la gestione degli affari sociali e soggetti (accomandanti) che intendono solo
finanziare l’attività dei primi, con rischi e poteri limitati.
Costituzione della societa
L’atto costituti della sas è soggetto alla normativa dettata per le snc ma ex art 2316 cc nell’atto costituto
vanno indicati e distinti i soci accomandatari e accomandanti.
Il contratto sociale va depositato entro 30 gg nell’ufficio del registro delle imprese. L’omessa iscrizione da
luogo ad una sas irregolare.
Differente è la disciplina relativa alla formazione della ragione sociale:
- Deve essere costitutiva dal nome di almeno uno dei soci accomandatari + tipo di societa
- È sancito il divieto di includere il nome dei soci accomandanti nella ragione sociale: questo perche va a
tutelare i terzi che sono indotti a ritenere che i nomi presenti nella ragione sociale sono solo quelli dei
soci accomandatari. Il socio accomandante che consente che il suo nome sia compreso nella ragione
sociale risponde illimitatamente e solidamente dinnanzi ai terzi con i soci accomandatari, perdendo il
beneficio della responsabilità limitata

Potere di amministrazione e rappresentanza


Ex art 2315 cc l’amministrazione della sas si articola come la snc:; ma ex art 2318 cc il potere di gestione
puo essere conferito solo ai soci accomandatari.
Il modello legale è l’0amministrazione disgiuntiva e puo essere modificata dal contratto sociale che puo
disporre l’amministrazione congiuntiva a tutti gli accomandatari, alla loro maggioranza o a solo alcuni di
essi.

Nell’ipotesi normale (amministrazione disgiuntiva), l’iniziativa di ogni socio accomandatario puo essere
paralizzata dall’opposizione di un altro socio accomandatario. Per decidere pero sulla fondatezza possono
pronunciarsi solo gli accomandatari, secondo le maggioranze determinate in base alla partecipazione sugli
utili.
Nella sas vige la regola che solo gli accomandatari possono essere nominati amministratori (nelle societa in
accomandita per azioni—> necessaria coincidenza tra socio accomandatario e amministratore), nella sas tutti
gli amministratori devono essere accomandatari ma non tutti gli accomandatari devono essere anche
amministratori.

Per quanto riguarda gli accomandanti, essi sono esclusi dalla gestione dell’impresa: essi non possono
compiere atti di amministrazione ne trattare o concludere affari in nome della societa se non in forza di
procura speciale per singoli affari—> divieto di omissione.

Ai soci accomandanti è possibile:


- Concludere affari in nome della societa come ausiliari degli amministratori e in forza di una procura
speciale
- Prestare la propria opera sotto la direzione degli amministratori
- Nei casi stabiliti dall’atto istitutivo, devono dare attuazione a pareri per determinate operazioni e
compiere atti di ispezione e sorveglianza
- Avere comunicazione annuale del bilancio e del conto dei profitti e delle perdite.

Trasferimento della partecipazione sociale


La diversa natura della partecipazione sociale tra accomandatari e accomandanti comporta l’introduzione di
una disicplina diversa per la circolazione delle rispettive quote societarie:
- Per le quote degli accomandatari-_> si applicano i principi per le snc perche la variazione di questi soci
è una modifica del contratto sociale e quindi:
• Per il trasferimento inter vivos—> necessario il consenso di tutti i soci (accomandanti e
accomandatari)
• In caso di morte del socio accomandatario è necessario anche il consenso degli eredi
- Per le quote dei soci accomandanti, il loro eventuale cambiamento non incide nell’atto costitutivo e
quindi:
• La quota del socio accomandante è trasmissibile per mortis causa anche senza il consenso dei soci
superstiti
• Il trasferimento della quota inter vivos invece è sottoposto al consenso della maggioranza calcolata
in base al capitale sottoscritto senza distinguere tra accomandanti e accomandatari

Lo scioglimento della societa


Ex art 2323 cc la sas si scioglie, oltre che alle cause previste dal 2308 cc, anche quando rimangono solo soci
accomandanti o solo coi accomandatari, sempre se nel termine di sei mesi non sia stato sostituito il socio che
è venuto meno.
La contemporanea presenza delle due categorie è un elemento essenziale per l’esistenza stessa della sas
Anche in questo caso lo scioglimento non è immediato ma dopo 6 mesi:
- Se vengono meno i soci accomandanti, l’attività sociale prosegue, ma se nel termine di 6 mesi i soci
accomandatari non sostituiscono gli accomandanti, alla scadenza dei 6 mesi la sas diventa una snc.
- Se vengono meno tutti i soci accomandatari, ex art 2323 cc gli accomandanti devono nominare un
amministratore provvisorio per compiere gli atti di ordinaria amministrazione. Questo non assume la
qualità di socio accomandatario e puo essere anche un accomandante o anche un estraneo

Per quanto riguarda il procedimento liquidativo e l’estinzione della societa si applicano le norme relative
alla snc ma l’art 2324 precisa che, una volta diviso l’attivo tra i soci e cancellata la societa, i creditori sociali
insoddisfatti possono far valere i loro crediti anche nei confronti degli accomandanti, limitatamente a quanto
r hanno ricevuto dalla quota di liquidazione, dato che non avevano responsabilità illimitata.

La societa in accomandita irregolare


Abbiamo già detto che se una societa di persone non viene iscritta al registro delle imprese, questa è
considerata una societa irregolare
L’art 2317 cc afferma che fino a quando la societa non si è iscritta nel registro delle imprese, ai rapporti tra
la societa e i terzi si applicano le disposizioni dell’art 2297 cc—> quindi alla sas irregolare si applica la
stessa disciplina per le snc irregolari e quindi:
- I creditori particolari dei soci possono chiedere la liquidazione della quota di questi provando che gli
altri beni sono insufficienti a soddisfarli. Possibilità esclusa quando la societa è regolare.
- I creditori sociali possono agire direttamente nei confronti dei soci illimitatamente e responsabili e
incombe su di loro l’onere di chiedere la preventiva escussione del patrimonio sociale. Viene meno il
beneficio di escussione automatica operante nella snc e nella sas regolare.
Tra snc e sas irregolare vi è una fondamentale differenza: la responsabilità del socio accomandante resta
sempre limitata alla quota circoscritta, nonostante l’irregolarità.
CAPITOLO 5: LA SOCIETÀ PER AZIONI
Nozioni e caratteri essenziali
La societa per azioni è il prototipo normativo delle societa di capitali, categoria in cui appartengono anche le
societa a responsabilità limitata e le societa in accomandita per azioni
La spa è la forma piu importante di societa predisposta per le imprese che richiedono apporti di capitali
ingenti e assumono notevoli rischi
Le spa hanno determinate caratteristiche:
- È una persona giuridica: si tratta di un soggetto di diritto che ha capacità giuridica e di agire ed è dotato
di autonomia patrimoniale perfetta. La spa è un ente distinto dai soci e con patrimonio autonomo.
- I soci sono limitatamente responsabili: per le obbligazioni sociali risponde la societa con il suo
patrimonio. La responsabilità dei soci per le obbligazioni sociali non è nemmeno sussidiaria: loro
sono solo tenuti ad eseguire i conferimenti promessi
• L’esclusiva responsabilità delle spa vale a distinguerle dalle societa in accomandita per azioni (s.a.a)
in cui vi è una categoria si soci (accomandatari) che risponde solidamente e illimitatamente alle
obbligazioni sociali.
- Le quote di partecipazione dei soci sono rappresentate dalle azioni (art 2346 cc)
Per quanto riguarda il capitale sociale, dopo la legge 116/14 il capitale minimo per fondare una spa è stato
ridotto da 120.000 € agli attuali 50.000€

La costituzione della spa: le condizioni necessarie


La costituzione delle spa è una fattispecie a formazione progressiva che si articola in due momenti:
1. Stipulazione dell’atto costitutivo con la sottoscrizione dell’intero capitale
2. L’iscrizione dell’atto costitutivo nel registro delle imprese
A differenza delle societa di persone, la costituzione della spa è subordinata all’iscrizione dell’atto
costitutivo nel registro delle imprese.
La societa viene formalmente ad esistere solo con l’iscrizione nel registro delle imprese, momento in cui
acquista la personalità giuridica.
Ex art 2329 cc, per avere una costituzione regolare di una spa è necessaria la presenza di tre condizioni:
1. Il capitale sociale deve essere sottoscritto per intero. La sottoscrizione è la promessa
assunta da ogni associato di conferire in societa il valore corrispondente alle azioni
sottoscritte. Accanto alla sottoscrizione dell’intero capitale l’articolo richiede il
rispetto integrale delle disposizioni in materia di conferimenti
2. Al momento della sottoscrizione deve essere versati presso una banca almeno il 25%
dei conferimenti in denaro o nel caso di costituzione unilaterale, del loro intero
ammontare
3. Devono sussistere le autorizzazioni governative e le altre condizioni richieste dal leggi
speciali per la costituzione della societa in relazione al suo oggetto particolare.

La stipulazione dell’atto costitutivo


L’atto costituivo della spa consta di due documenti separati:
- L’atto costitutivo in senso stretto, in cui si manifesta la volontà delle parti di dar vita al rapporto sociale
- Lo statuto in cui vi sono le norme per il funzionamento della societa e si considera parte interale
dell’atto costituto.
In caso di contrasto tra atto costitutivo e statuto, prevalgono le norme contenute nello statuto.
L’atto costitutivo puo essere stipulato con due modalità diverse:
- Nella forma simultanea: è piu diffusa e con questa l’atto costitutivo è stipulato immediatamente dai
soggetti che assumono l’iniziativa della nascita della societa: il nuovo ente nasce dopo la
comparizione di tutti gli associati davanti a un notaio e alla contemporanea redazione dell’atto
pubblico
- Con pubblica sottoscrizione: meno diffusa ed è articolato in 4 fasi:
• I promotori, ossia coloro che assumono l’iniziativa di costituire la società predispongono un
programma della societa che si vuole costituire. Successivamente questo programma viene reso
pubblico per raccogliere le adesione dei sottoscrittori
• Le persone che vogliono far parte della societa devono sottoscrivere un numero variabile di azioni e
versare entro 30 giorni il 25% dei conferimenti in denaro
• Dopo i promotori devono convocare l’assemblea dei sottoscrittori che accerta l’esistenza delle
condizioni richieste per la costituzione, delibera sul contenuto dell’atto costitutivo e dello statuto
e nomina gli organi della societa
• Infine si stipula l’atto costitutivo

I promotori sono solidamente responsabili verso i terzi per le obbligazioni assunte per la costituzione della
societa

L’atto costitutivo
L’atto costitutivo delle spa deve essere redatto per atto pubblico: la mancanza causa la nullità della societa

Ex art 2328 cc prevede che l’atto costitutivo debba contenere:


- Dati anagrafici dei soci e dei promotori, numero delle azioni assegnate ad ognuno di essi
- Denominazione sociale
- Comune in cui vi è la sede sociale e le sedi secondarie eventuali
- Oggetto sociale
- Ammontare del capitale sottoscritto e versato (>50.000€)
- Numero e valore nominale eventuale delle azioni, le loro caratteristiche e modalità di emissione e
circolazione
- Il valore dei crediti e dei beni conferiti in natura
- I criteri per la divisione degli utili
- Benefici accordati ai soci promotori o soci fondatori
- Il sistema di amministrazione adottato
- Numero dei componenti del collegio sindacale
- Nomina dei primi amministratori e sindaci o componenti del consiglio di sorveglianza
- Importo globale delle spese per la costituzione della societa
- Durata della societa o se è a tempo indeterminato, il periodo di tempo decorso il quale il socio puo
recedere

Gli effetti della stipulazione dell’atto costitutivo: iscrizione nel registro delle imprese
La redazione dell’atto costitutivo produce una serie di effetti preliminari: il notaio che ha ricevuto l’atto
costitutivo lo deve depositare presso l’ufficio entro 10 giorni dalla sua stipulazione. Se il notaio non
provvede al deposito lo puo fare ogni socio a spese della societa
L’ufficio si limita ad accertare la regolarità formale della documentazione
La fattispecie costitutiva della societa per azioni si perfezione con l’iscrizione nel registro delle imprese.
È vietata l’emissione di azioni prima dell’iscrizione della societa ma parte della dottrina afferma che tale
divieto non impedisce che queste azioni possano essere oggetto di un contratto preliminare di vendita o
come bene futuro

I conferimenti dei soci


La funzione dei conferimenti è di dotare la societa del capitale di rischio necessario per svolgere l’attività di
impresa. La qualità di azionista si acquista conferendo alla societa mezzi necessari per svolgere la sua
attività economica prescelta.
In materia di conferimenti delle spa vi sono diversi principi:
- I conferimenti devono essere effettuati in denaro
- L’atto costitutivo puo consentire il conferimento di crediti o di beni in natura, quindi: beni in proprieta,
diritti di godimenti reali, diritti di godimento personali, crediti
- Non possono formare oggetto di conferimento le prestazioni d’opera o di servizi
- L’atto costitutivo puo stabilire l’obbligo di eseguire prestazioni accessorie diverse dal denaro
Per i conferimenti i denaro, sussiste a carico dei soci:
- Obbligo di versare il 25% dei conferimenti presso una banca. Questo per garantire l’effettività almeno
parziale del capitale e per evitare un uso sbagliato del denaro da parte degli amministratori e per
tutelare i soci, la societa e i terzi. Nel caso di costituzione di spa unipersonale occorre versare l’intero
ammontare dei conferimenti
- L’obbligo di conferire la restante parte dell’apporto promesso una volta sorta la societa in qualsiasi
momento
Per quanto riguarda i conferimenti di beni in natura e di crediti, le azioni che corrispondono a beni in natura
o crediti devono essere liberate integralmente al momento della sottoscrizione.
Questo per garantire che i conferimenti siepo affettivamente acquisiti dalla societa e evitare che
l’acquisizione sia subordinata all’esecuzione di altre attività da parte del socio conferente

Inoltre è regolamentato il versamento dei conferimenti per l’ipotesi di spa con un unico socio prevedendo, in
sede di costituzione per atto unilaterale, il versamento integrale dell’atto della sottoscrizione e in caso di
sopraggiunta unicità del socio, il versamento dei conferimenti ancora dovuti entro 90 gg

Procedimento di valutazione dei conferimenti diversi dal denaro: la relazione di stima


Le diverse caratteristiche dei valori che possono essere conferiti alle spa incide sulle modalità di
procedimenti del conferimento.
Nel caso di conferimenti di beni in natura e di crediti si pone il problema si assicurare la corrispondenza del
valore del bene o del credito alla parte di capitale che ad esso corrisponde.

Ex art 2343 si prevede che:


- Il socio che ha effettuato conferimenti diversi dal denaro deve presentare una relazione giurata di un
esperto del tribunale che contiene la descrizione dei beni o crediti conferiti e che attesti che il loro
valore è almeno uguagli a quello ad essi attribuito per la determinazione del capitale sociale e
dell’eventuale sovrappeso e i creditori di valutazione seguiti
- La valutazione preliminare dell’esperto ha carattere provvisorio: entro 180 giorni gli amministratori
hanno l’obbligo di sottoporre ad un ulteriore controllo le valutazione contenute nella relazione di
stima con la possibilità di disporre una revisione della stima
- Se si accerta che il valore dei beni conferiti era inferiore di piu di 1/5 a quello per cui avviene il
conferimento, è necessario ridurre in maniera corrispondente il capitale sociale, annullando le azioni
che restano scoperte. Questa operazione puo essere evitata se il socio che ha effettuato il conferimento
sbagliato decida di recedere dalla societa o diversare la differenza in denaro

Nullità della spa


I casi di nullità: il contratto sociale per tutto il tempo prima dell’iscrizione nel registro produce effetti solo
nei confronti delle parti contraenti ed è soggetto ala normativa generale sui contratti e quindi in presenza di
irregolarità o vizi dell’atto torva applicazione la normativa predisposto a per le ipotesi di patologia del
negozio, con sanzioni di nullità e annullabilità di tutta la fattispecie contrattuale.
Dopo l’iscrizione nel registro si produce un cambiamento: la nullità della societa puo essere pronunciata
solo nei casi elencati dall’art 2332 cc e una volta dichiarata non produce gli effetti previsti dalla disciplina
dei contratti.
Le cause di nullità hanno carattere tassativo.
L’art 2332 cc limita le ipotesi di nullità a soli tre casi:
- Mancata stipulazione dell’atto costituivo nella forma di atto pubblico
- Illiceità dell’oggetto sociale
- Sono vietate le sottoscrizioni simulate e quelle condizionante
- Mancanza nell’atto costituto di ogni indicazione che riguarda la denominazione della societa, i
conferimenti o l’ammontare del capitale sottoscritto o l’oggetto sociale
Ogni altra possibile anomalia è sanata con l’iscrizione della societa nel registro delle imprese.

L’accertamento della causa di nullità è rimesso all’autorità giudiziaria.

Effetti della dichiarazione di nullità: gli effetti della dichiarazione di nullità ex art 2332 cc deroga ai principi
generali in tema di contratti:
- La nullità non puo essere dichiarata quando la causa di essa è stata eliminata e di tale eliminazione è
stata data pubblicità con iscrizione nel registro delle imprese
- La dichiarazione di nullità è ex tunc, quindi non pregiudica l’efficacia degli atti già compiuti dopo
l’iscrizione nel registro delle imprese
- I soci non sono liberati dall’obbligo dei conferimenti fino a quando non sono stati soddisfatti i creditori
sociali
- La dichiarazione di nullità opera come causa di scioglimento della societa e quindi la sentenza che
dichiara la nullità e la liquidazione e deve portare alla nomina dei liquidatori

La spa con un unico azionista


L’art 2328 cc precisa che la spa puo essere costitutiva per contratto o per atto unilaterale—> nate con la
riforma societaria del 2003 in cui appunto si è prevista la possibilità di dar vita a spa unipersonale già in
sede di costituzione.
L’art 2325 cc chiarisce che delle obbligazioni sociali risponde solo la societa con il suo patrimonio

Tuttavia l’art 2325 cc deroga al principio generale, riconoscendo la responsabilità illimitata dell’unico socio
solo quando:
- la societa è insolvente
- Non è stato versato l’intero ammontare dei conferimenti
- Gli amministratori non hanno depositato la dichiarazione di pubblicità presso il registro
In questi casi all’esigenza di favorire lo sviluppo dell’impresa individuale si contrappone l’esigenza di
favorire garanzie adeguate ai creditori dell’impresa.
La responsabilità illimitata dell’unico socio riguarda le sole obbligazioni sociali nate nel periodo in cui
l’intera partecipazione sia appartenuta solo a lui.

I contratti parasociali
Al momento della costituzione della societa o durante la sua vita, è frequente che i soci o alcuni di questi,
stipulano, al di fuori dell’atto costitutivo accordi destinati a regolare i loro comportamenti nella societa o
verso la societa
Questi accordi sono i c.d patti parasociali perche non sono consacrati nell’atto costitutivo e da questi sono
distinti, anche quando sono destinati ad incidere sull’assetto organizzativo della società.
I patti parasociali hanno di regola efficacia meramente obbligatorio, vincolano solo gli attuali soci contraenti
e non anche querelli fruiti, a meno che questi non aderiscono espressamente

Per le societa non quotate l’art 2341 bis invidia alcuni patti parasociali, in riferimento a quei patti che per
stabilizzare gli assetti proprietari o il governo della societa:
- Hanno per oggetto l’esercizio del diritto di voto nelle spa e nelle societa che le controllano: c.d
sindacati di voto.
• Abbracciano le convenzioni che vanno ad unificare le quote dei partecipanti in ordine ai poteri di
amministrazione della societa, soprattutto il diritto di voto, per poter beneficiare di quei diritti
connessi ad una quota superiore a quella posseduta singolarmente dai partecipanti al sindacato
- Limitano il trasferimento delle azioni /partecipazione in societa che le controllano: c.d sindacati di
blocco
• Si basano su quella tipologia di accordi che mirano ad impedire che si possano modificare le quote
dei singoli soci a vantaggio di uno di essi e a svantaggio di altri e quindi mirano a far si che oggi
socio conservi la posizione che aveva nella societa. Essi pongono limiti alla circolazione delle
azioni.
- Hanno per oggetto l’esercizio di una influenza dominante su una spa : c.d sindacati di controllo
• Configurano quei patti che hanno per oggetto o effetto l’esercizio anche congiunto di una
influenza dominante, ossia di una situazione in cui uno o piu soci sono in grado di indirizzare
stabilmente l’attività di una societa in base ai voti esercitabili nell’assemblea ordinaria.
Con riguardo a cio l a legge prevede cautele in materia di:
- Durata: l’art 2341 bis limita ad una durata massima di 5 anni i contratti a tempo determinato,
affermando che questa durata si riduce a 5 anni se le parti hanno previsto un termine maggiore. È fatta
salva la possibilità di rinnovo dei patti alla scadenza. Se i patti parasociali siano stipulati a tempo
indeterminato l’articolo prevede che a ogni contraente sia attribuito il diritto di recesso con almeno
180 giorni di preavviso
- Pubblicità: l’art 2341 ter afferma che nelle sole societa che fanno ricorso al mercato del capitale di
rischio i patti parasociali devono essere comunicati alla societa e dichiarati in apertura di ogni
assemblea.

CAP 6: LE AZIONI
Nozione
Nella spa, la partecipazione sociale è rappresentata da azioni: documenti sottoscritti da uno degli
amministratori che costituiscono frazioni del capitale sociale e che attestano la qualità di socio.
Il capitale sociale è fin da subito diviso in tante parti che costituiscono un complesso unitario di diritti e di
poteri. Queste parti devono essere uguali e attribuiscono uguali diritti e uguali poteri. Vi possono essere
diverse categorie di azioni in una stessa societa, ma le azioni di una stessa categoria sono uguali tra loro.
L’azionista ha diritto alla consegna di uno o piu certificati azionari, ognuno dei quali puo avere un numero
diverso di azioni

Le azioni assolvono due funzioni:


- Una funzione di legittimazione: poiché chi le possiede puo esercitare diritti di socio
- Funzione di trasferimento: con la trasmissione del documento si trasferisce la qualità di socio.

Ad ogni socio viene assegnano un numero di azioni proporzionale alla parte del capitale che ha sottoscritto e
per un valore non superiore a quello del suo conferimento
Quindi i caratteri essenziali delle azioni:
- Devono essere di uguale valore
- Devono attribuire ai titolari uguali diritti
- Sono indivisibili
Se piu soggetti diventano titolari di un'unica azioni, si costituisce la fattispecie della comunione e quindi i
diritti dei comproprietari devono essere esercitati da un rappresentante comune.

Dopo la riforma del 2003 la societa ha la possibilità di emettere azioni con o senza l’indicazione del valore
nominale (cosa che prima era obbligatorio).

Per capire il significato del valore nominale, bisogna tener presente che l’atto costitutivo determina due
elementi:
- L0ammontare del capitale sociale
- Numero delle azioni
Il risultato della divisione tra capitale sociale e numero di azioni—> valore nominale delle azioni. La
funzione del valore nominale è quella di rappresentare in numeri la parte del capitale sociale rappresentata
dalle azioni (capitale sociale sottoscritto di 1 mil di € puo essere diviso in 100.000 azioni ciascuna da 10€)
Nelle azioni senza indicazione del valore nominale, l’azione non ha un valore numerico assoluto, ma un
valore percentuale, dato dal loro numero in rapporto al totale delle azioni emesse (il capitale sottoscritto di 1
mil € è diviso in 100.000 azioni: l’azionista che ha sottoscritto 1000 azioni è titolare dell’1% del capitale
sociale e quindi 1% dei diritti al voro e del diritto agli utili)

In genere la societa raggruppa piu azioni sotto un unico documento cartaceo, ossia il certificato azionario.
La riforma del 2003 ha previsto la possibilità nello statuto di escludere l’emissione dei titoli o prevedere
l’uso di tecniche diverse di legittimazione e circolazione dei titoli diversi dall’immissione cartacea, c.d
dematerializzazione dei titoli azionari
Nel libro dei soci sono annotati il numero delle azioni, il nome dei loro titolari, i trasferimenti…

Contenuto dei titoli azionari


Le azioni rappresentano una sorta di unita di misura dei diritti sociali. Vi sono diritti che spettano ad uno o
piu azionisti se raggiungono una determinata % del capitale sociale, come ad esempio il diritto di chiedere la
convocazione dell’assemblea.
Si puo distinguere tra:
- Diritti collegati alla sottoscrizione di un azione e quindi sono indipendenti dalla misura della
partecipazione.
- Diritti che si sommano rispetto al numero delle azioni: questi sono misurabili, quindi, maggiori sono le
azioni possedute, maggiori sono i diritti (per lo piu patrimoniali, come il diritto agli utili: si avra piu
diritto agli utili piu sono le azioni), ma anche il diritto al voto è misurabile.

Ex art 2354 cc i titoli azionari devono indicare:


- La denominazione, sede e durata della societa
- La data dell’atto costitutivo, della sua iscrizione
- Un loro valore nominale o se non lo hanno il numero totale delle azioni emesse, e l’ammontare del
capitale sociale
- L’ammontare dei versamenti parziali delle azioni non ancora interamente liberate
- I diritti e gli obblighi particolari ad esse inerenti
Le azioni devono essere sottoscritte da uno degli amministratori a pena di nullità

La circolazione delle azioni


Lo statuto puo prevedere l’emissione delle partecipazione nel sistema di gestione accentata, in forma si
strumenti finanziari dematerializzati. Dal 2012 la dematerializzazione è facoltative solo dove non riguarda
azioni emesse da a societa quotate in mercati regolamentati. Quindi per le societa con azioni quotate in
mercati regolamentati vi è la dematerializzazione obbligatoria.
Le azioni non dematerializzate possono essere:
- Nominative: lo devono essere quando:
• Questa caratteristica è disposta dall’atto costitutivo/ statuto
• Le azioni non sono del tutto liberate
• All’azione è legata un obbligazione di prestazioni accessorie
• Sono poste delle limitazioni alla libera circolazione delle azioni
• La nominatività è posta obbligatoria dalle leggi speciali
- Al portatore
La circolazione delle azioni si attua con le modalità previste per i titoli di credito.
L’art 2355 cc regola le modalità di trasferimento dei titoli azionari, riprendendo la disciplina dei titoli di
credito, pertanto:
- Le azioni al portatore, si traferiscono con la consegna materiale del titolo. Il possessore puo esercitare i
diritti con la presentazione del titolo stesso alla societa
- Le azioni nominative si trasferiscono con la doppia intestazione sul titolo e sul libro dei soci e questo
puo avvenire in due modi:
• Con la girata
• Con il trasfert: questa modalità puo essere chiesta sia dal socio cedente che dal cessionario ed è
sempre necessaria la presenza del notaio. La societa annota il nome dell’acquirente nel libro dei
soci e sul titolo. Con il transfert l’acquirente Eritrea a fare parte della societa e diventa socio.
Questa modalità è complessa perche richiede l’intervento della societa ad ogni passaggio di
proprieta delle azioni
Modalità piu diffusa p la giurata, per cui il legislatore consente che la duplice annotazione (libro dei soci e
titolo) sia fatta in modo separata in momenti diversi da due soggetti distinti:
- Dalle parti, all’atto del trasferimento del titolo: si limitano a modificare il nome sul titolo e ha efficacia
tra esse e verso i terzi
- Dalla societa quando si deve modificare l’intestazione nel libro dei soci, se richiesta dall’acquirente.
Dopo il trasferimento della girata anche prima del l’annotazione sul libro dei soci, il giratario che si dimostra
possessore per una serie continua di firmate è legittimato ad eserciate tutti i diritti sociali

Le limitazione alla circolazione delle azioni


L’azione è un titolo liberamente trasferibile ma puo essere soggetta a limitazioni sia di natura legale che di
natura convenzionale:
- Limiti legali:
• Non possono essere trasferite azioni prima dell’iscrizione della societa nel registro delle imprese
• Non sono vendibili le azioni che corrispondono ai conferimenti in natura orma della revisione di
stima
• Non sono alienabili (senza il consenso degli amministratori), le azioni sconnesse a prestazioni
accessorie
• Non sono alienabili (senza il consenso degli amministratori), le azioni delle societa fiduciarie e di
revisioni
- Limiti convenzionali: I limiti convenzionali possono consistere in:
• Limiti che risultano dall’atto costituivo ( e che quindi hanno efficacia reale)
• Limiti che sono originari da successivi accordi tra i soci ( patti parasociali) con produzione di
effetti tra le parti
Tra io patti parasociali finalizzato a regolamentare la circolazione delle azioni vi sono i sindacati di blocco,
ossia quei patti tra i soci dopo la costituzione della societa, in base ai quali la circolazione delle azioni è
limitata o totalmente impedita. Questi accordi sono legittimi ma il divieto di alienazione non è valido se non
è contenuto entro litigi di tempo e se non risponde ad un interesse di una delle parti
Vi sono infine le limitazione statutarie, ex art 2355 bis le limitazioni statutarie sono le limitazioni nascenti
dallo statuto: infatti lo statuto puo sottoporre a determinate condizioni il trasferimento delle azioni.
Esso puo addirittura vietare il trasferimento delle azioni per un periodo NON superiore a 5 anni.
L’inserimento di queste clausole conferisce efficacia reale: esse possono essere fare valore anche nei
confronti di terzi acquirenti di azioni
Le clausole limitative possono essere introdotte nell’atto costitutivo:
- Sia al momento della costituzione della societa
- Sia dopo, con una modificazione statutaria
Le convenzioni statutarie piu diffuse sono:
- Le clausole di godimento: si riferiscono a tre categorie:
• Clausole che subordinano l’alienazione delle azioni al possesso di determinati requisiti soggettivi
o oggettivi, la cui verifica viene da parte degli organi sociali
• Clausole che subordinano l’alienazione delle azioni al benestare di un organo sociale
• Clausole che subordinano l’alimentazione delle azioni al consenso dell’assemblea o dei sindaci o
degli amministratori.
- Le clausole di prelazione: riproducono le finalità del patto di prelazione: prevedono che il socio che
intende alienare tutto o in parte elle sue azioni, le debba offrire prima agli altri soci e se questi non
vogliono esercitare il loro diritto, è libero di cederle a terzi

I diritti sociali
Nelle spa viene riconosciuta ai soci una serie di poteri, sia amministrativi che patrimoniali:
- Poteri amministrativi: ad esempio il diritto di partecipare alla gestione sociale
- Poteri patrimoniali: sono quelli riconosciuti ai soci in campo societario come il diritto agli utili e il
diritto di rimborso della quota conferita in caso di scioglimento della societa
- Altri autori individuano l’esistenza di diritti a contenuto complesso, si natura economico-
amministrativa, come il diritto di opzione e il diritto di recesso

Il diritto di voto
Sotto il profilo amministrativo, la facoltà piu rilevante è rappresentata dal diritto di voto
Ex art 2351 cc il diritto di voti spetta per ogni azione posseduta e consiste in una manifestazione unilaterale
di volontà del socio sulle materie oggetto di deliberazione.

Vi sono casi di esclusione, limitazione o sospensione del diritto di voto:


- Al socio in mora nei conferimenti.
- Alle societa titolare di azioni proprie
- Al socio che vuole astenersi dalla deliberazione perche ha un interesse in conflitto con la societa
- Al socio amministratore nelle deliberazione concernenti la sua responsabilità
- Al socio componente del consiglio di gestione nelle deliberazioni che riguardano la nomina, revoca o
responsabilità dei consiglieri di sorveglianza
- Ai titolari di azioni senza diritto di voto o a corto limitato a particolari argomenti
- Ai titolari di azioni di risparmio
- Alla societa controllata da altra societa, che non puo esercitare il diritto di voto nelle assemblee della
societa controllante.

Diverse categorie di azioni


Art 2348 cc dispone che lo è azioni devono essere di uguale valore e conferiscono ai loro possessori uguali
diritti
Il principio di eguaglianza deve essere inteso in senso relativo perche trova applicazione solo nell’ambito
della stessa categoria di azioni. È possibile creare categorie di azioni fornite di diritti diversi sia per i diritti
patrimoniali che amministrativi
Il secondo comma dello stesso articolo consente di creare categorie di azioni fornite di diritti diverse anche
per quanto riguarda l’incidenza delle perdite.
Se i soci vogliono usufruite di questa opportunità devono inserire tale previsione nello statuto o a
modificarlo determinato il contenuto delle varie categorie.
Le azioni c he appartengono ad una stessa categoria conferiscono uguali diritti.
Accanto alle azioni ordinarie, che attribuiscono ai soci normali diritti di partecipazioni, devono essere
esaminate anche le azioni speciali:
- Azioni privilegiate: attribuiscono un diritto di preferenza nella divisione degli utili o nel rimborso del
capitale nel momento in cui la societa si scioglie
- Azioni di risparmio: sono state introdotte per favorire l’investimento in borsa. Queste azioni tutelano i
piccoli risparmiatori che vogliono investire i propri risparmi. Queste sono una categoria di azioni che
assomigliano alle obbligazioni: sono totalmente prive del diritto di voto ma non del diritto di
intervenire in assemblea e chiedere la convocazione. Godono di privilegi sotto il profilo patrimoniale.
- Azioni di godimento: l’emissione di queste azioni avviene a causa di una riduzione effettiva del
capitale sociale. La spa puo emettere azioni di godimento nel caso di riduzione del capitale sociale.
Per ridurre il capitale sociale la societa puo:
• Annullare azioni già in suo possesso senza dare nessun rimborso ai soci
• Diminuire il valore nominale delle azioni dando ai soci la differenza
• Annullare in proporzione o sorteggio, parte delle azioni emesse.
Le azioni di godimento sono concesse in cambio di quelle annullate e rimborsate
- Azioni a favore dei prestatori di lavoro: se lo statuto lo prevede, l’assemblea straordinaria puo
deliberare l’assegnazione di utili a prestatori dipendenti delle società societa controllate con
l’emissione di speciali categorie di azioni da assegnare in modo individuale.
- Azioni con prestazioni accessorie: emesse per far interessare i fornitori della societa alle sue vicende,
assicurando all’ente la fornitura delle materie prime e dei finanziamenti necessari. Queste azioni
impongono ai titolari l’esecuzione di prestazioni accessorie non in denaro. Le azioni devono essere
nominative, possono essere introdotte solo con l’atto costituto e non possono essere trasferite senza il
consenso degli amministratori.
- Azioni correlate: sono fornite di diritti patrimoniali correlati ai risultati dell’attività sociale di un
determinato settore. Lo statuto afferma i criteri di individuazione die costi e dei ricavi imputabili al
settori. Con queste azioni è consentita la partecipazione mirata ad uno specifico settore dell’attività
sociale.
- Azioni riscattabili
Pegno usufrutto e sequestro di titoli azionari
Le azioni possono essere oggetto di diritti reali e di misure cautelari ed esecutive.
La costituzione in usufrutto o pegno delle azioni nominative si ha con la duplice annotazione del vincolo
stesso sia sul titolo azionario sia sul libro dei soci
La costituzione in pegno puto essere attuata anche con la consegna al creditore del titolo, girato con clausola
di garanzia.
Per quanto riguarda i pignoramenti e i seguenti, esso o evocano essere eseguiti sul titolo ma è ancora
discussa in dottrina la tesi della necessita della duplice annotazione.
La costituzione di vincoli su titoli azioni dematerializzati si effettua con la girata alla societa di gestione
accentrata + annotazione registro tenuto dal depositario
Nei casi di pegno e usufrutto: spettano all’usufruttuario e al creditore pignoratizio il diritto di voto e tutti i
diritti ad esso funzionali.
È consentita una deroga convenzionale a tale disciplina che può riguardare anche solo un tipo di assemblea o
una specie determinata d deliberazioni
Spettano al creditore pignoratizio ed all’usufruttuario gli utili. Spetta al socio il diritto di opzione.
Le nuove azioni sottoscritte in sede di opzione spettano al scrociò e non al titolare del diritto frazionario.

Per quanto riguarda le sequestro: in caso di sequestro delle azioni l’art 2352 cc prevede che il diritto di voto
e gli altri diritti amministrativi spettano al custode e non al socio.
Il diritto di opzione spetta invece al socio intendendosi per tale anche il sequestratario. Manca un espresso
riferimento al pignoramento di azioni. E stando alla migliore dottrina si ritiene che valgano in materia gli
stessi principi stabiliti dalla legge a proposito del sequestro.

Operazioni della societa sulle sue azioni


Le operazioni sociali che hanno per oggetto le proprie azioni possono mettere a repentaglio la stessa
integrita del capitale sociale. Si potrebbe nascondere un’ elusione dell’obbligo del conferimento con il
conseguente pregiudizio al l’effettività del capitale societa e alle aspettative dei creditori societari.

La sottoscrizione di azioni proprie è vietata. La finalità del divieto è quella di impedire che si realizzi un
incremento del capitale nominale della societa senza che allo stesso corrisponda un incremento del capitale
reale della societa stessa.

L’acquisto di azioni proprie deve avvenire in determinate situazioni nel rispetto dei limiti della legge.
A tal fine l’at 2357 cc prevede che la societa emittente puo acquistare azioni proprie se:
- Le some usate per l’acquisto sono contenute nel limite delle riserve disponibili
- L’operazione ha per oggetto solo azioni interamente liberate
- L’acquisto è autorizzato dall’assemblea
- Per le societa che fanno ricorso al mercato di rischio, l’ammontare delle azioni acquistate non deve
superare 1/5 del capitale sociale.
Infine tale articolo per garantire il corretto funzionamento della societa e per evitare che possono essere
alternate le regole di formazione della volontà:
- Per far in modo che le azioni restano in proprieta della società, il diritto agli utili e il diritto di opzione
sono attribuiti proporzionalmente alle altre azioni
- Gli amministratori non possono disporre delle azioni acquistate dalla società se non con autorizzazione
dell’assemblea
- Il d.lgs 139/2015, che ha modificato la disciplina del bilancio, ha allineato il trattamento contabile delle
azioni proprie alle prassi internazionali. Non è piu consentita l’iscrizione nell’attivo dello stato
patrimoniale delle azioni proprie ma è disposto che l’acquisto di azioni proprie comporti una
riduzione del patrimonio netto di uguale importo. Quindi si prevede che le azioni proprie sono
rilevante in bilancio a diretta riduzione del capitale netto.
CAP 7: I RAPPORTI DI PARTECIPAZIONE E I GRUPPI DI SOCIETA
I rapporti di partecipazione. La partecipazione di societa di capitali in societa di persone
La partecipazione di una societa puo essere assunta sia da una persona fisica ma anche da una persona
giuridica, sia di diritto privato che di diritto pubblico. Ex art 2449 cc disciplina la partecipazione dello stato
e degli altri enti pubblici alle spa
Non p in discussione la partecipazione di una societa di persone o di una societa di capitali in un'altra societa
di capitali: il problema si è posto per la possibilità di societa di capitali di partecipare in una societa di
persone e di una societa di persone di partecipare ad un'altra societa di persone. L’art 2361 cc ammette la
partecipazione di una qualsiasi societa di capitali nella societa di persone come socio a responsabilità
illimitata.
La partecipazione di una societa di capitali all societa di persone è soggetta a determinate condizioni:
- Non deve essere modificato l’oggetto sociale della societa di capitali
- L’assemblea della societa di capitali deve deliberare l’assunzione di partecipazioni in altre imprese
- Gli amministratori della societa di capitali devono dare informazioni sulle partecipazioni in societa di
persone
- Le s.nc o sas, quando sono interamente partecipate da societa di capitali, devono redigere il bilancio
secondo le norme previste per le spa.
È ammissibile la partecipazione di societa di persone ad altre societa di persone sempre come socio a
responsabilità illimitata o come associato a responsabilità limitata. Queste due ipotesi non producono la
violazione dei principi sanciti in materia di responsabilità.

Collegamento tra societa. Le partecipazione modificative


I collegamenti tra società sono un fenomeno molto diffuso.
Il collegamento puo riguardare:
- Rapporto tra societa che operano in posizione di autonomia: le figure di collegamento che si realizzano
nei rapporti o tra societa autonome sono:
• Partecipazioni rilavanti
• Partecipazioni reciproche
• Societa collegale
- Puo realizzare un rapporto di dipendenza tra una societa e un altra o piu sociale—> da vita al fenomeno
del controllo
In tutti questi casi si determina una posizione di potere di una societa su un'altra o una posizione reciproca
tra due società

Societa collegate e società controllate


La nozione di societa collegate si riferisce ai rapporti che intercorrono tra piu societa e quindi non è
ipotizzabile nel caso di partecipazione da parte di una persona fisica.
Le societa collegate, ex art 2359 cc sono quelle su cui un'altra societa esercita un influenza notevole. Questa
influenza si presume quando nell’assemblea ordinaria puo essere esercitata o almeno 1/5 dei voti o 1/10 dei
voti se la societa ha azioni quotate in mercati regolamentati.

Il controllo è un fenomeno particolare in forza del quale una societa è in grado di influenzare in modo d
determinate l’attività economica di un altro ente
L’art 2359 cc prevede due forme di controllo:
- Azionario: puo essere di:
• Diritto (quando la holding ha la maggioranza delle azioni con diritto di voto)
• Di fatto (quando la holding, anche quando non ha la maggioranza assembleare , è in grado di
esercitare un influenza dominante nell’assemblea ordinaria delle società controllate)
- Contrattuale
Le partecipazioni reciproche. Limiti all’acquisto di partecipazioni rilevanti
La partecipazione incrociata o reciproche si trova quando due societa risultano ognuna societa dell’altra
Le partecipazioni reciproche creano dei pericoli poiché:
- Vi è il pericolo di alterazione di consistenza patrimoniale delle societa coinvolte e
- Al corretto funzionamento delle rispettive assemblee
Ne caso di reciproca sottoscrizione di un aumento di capitale—> ci sarebbe un incremento del capitale
nominale delle sue societa senza un corrispettivo aumento reale del capitale stesso.
L’art 2360 cc vieta alle societa di costituire o aumentare il capitale con sottoscrizione reciproca di azioni,
anche per tramite di societa fiduciaria.
La norma pero non chiarisce quali siano le conseguenze in caso di violazione di tale divieto. La dottrina
prevalente afferma che la violazione del divieto comporta la nullità di entrambe le sottoscrizione per
violazione di norme imperative a condizioni che si provi che le due reciproche sottoscrizioni sono fondate su
un disegno preordinato, volto a creare un incremento patrimoniale inesistente.
Il fenomeno delle partecipazioni reciproche acquista rilevanza in materia di societa quotate e bisogna far
riferimento alla disciplina dell’art 121 TUF. Questo stabilisce che se un soggetto determinate una
partecipazione rilevante maggiore del 3% in una societa di azioni quotate, questa o il soggetto che la
controlla non possono acquisite una partecipazione a tale limite in una societa con azioni quotate, controllata
dal primo.

In caso di partecipazioni reciproche maggiori del limite indicato, la societa che ha superato il limite non puo
esercitare il diritto di voto che si riferisce alle azioni eccedenti e deve alienarli entro 12 mesi dalla data in cui
ha superato il limite. In caso di mancata alienazione entro 12 mesi, la sospensione del diritto di voto si
estende all’intera partecipazione.

Il fenomeno del gruppo: la holding


Per gruppo di societa si indica il fenomeno per cui piu imprese, giuridicamente autonome e distinte le une
vero le altre, sono soggette a una direzione sostanzialmente unitaria
Il gruppo non diventa MAI un unico soggetto di diritto: ogni societa interessata al fenomeno è una realtà
indipendente rispetto alle altre e anche alla stessa società-capogruppo, c.d holding.
L’organizzazione del gruppo puo assumere due configurazioni:
- A catena: nel caso in cui la holding controlla direttamente una societa che a sua volta ne controlla
un'altra e cosi via
- A stella quando la capogruppo controlla direttamente tutte le societa
La golfino puo essere:
- Pura: quando svolge un attività di direzione e di controllo
- Operativa: la capogruppo i esplica anche delle attività di carattere economico e finanziario rispetto alle
altre imprese

L’attività di direzione e coordinamento di societa


L’esistenza di un legame di controllo tra due o piu societa non è sufficiente per affermare che si è in
presenza dio un gruppo i di societa.
Il legislatore considera necessario per individuare un gruppo di societa la sussistenza della attività di
direzione e coordinamento. Il legislatore del 2003 a introdotto la presunzione secondo cui esercita un
attività di direzione e coordinamento quella societa che è obbligata a consolidare il proprio bilancio con
quello du un'altra società.

Ex art 2497 cc prevede che la societa che, esercitando attività di direzione e coordinamento di societa, sono
direttamente responsabili nei confronti dei soci delle societa controllate per il pregiudizio arrecato:
- Alla redditività e
- Al valore della partecipazione sociale
- Nei confronti dei conceditori sociali per la lesione cagionata all’integrità del patrimonio della societa.
Risponde in solido chi ha preso parte al fatto lesivo chi ne abbia tratto consapevolmente beneficio.
Il socio e il creditore sociale possono agire contro la società l’ente che esercita attività di direzione e
coordinamento solo se non sono stati soddisfatti dalla societa soggetta all’attività di direzione e
coordinamento.
Nel caso di fallimento, liquidazione coatta amministrativa e amministrazione straordinaria di società
soggetta ad altrui direzione e coordinamento, l'azione spettante ai creditori di questa è esercitata dal curatore
o dal commissario liquidatore o dal commissario straordinario.
Non vi è responsabilità quando il danno risulta mancante alla luce del risultato complessivo dell'attività di
direzione e coordinamento ovvero integralmente eliminato anche a seguito di operazioni a ciò dirette.
L'art. 2497-bis c.c., invece, impone di esteriorizzare l'esistenza del rapporto di gruppo tra società attraverso
una serie di adempimenti e di obblighi posti a carico della società soggetta all'altrui attività di direzione e
coordinamento.
In tale linea di condotta è prevosto l’obbligo per la societa controllata di indicare la societa o l’ente alla cui
attività di direzione coordinamento è soggetta:
- Sia negli atti e nella corrispondenza
- Con iscrizione presso il registro delle imprese
L’art 2497 ter cc impone che le decisioni delle societa soggette ad attività di direzione devono essere
analiticamente miticate a recare indicazione delle ragioni la cui valutazione ha inciso i sulla decisione.

L’art 2497 quarter prevede un ampliamento delle ipotesi di recesso per il socio di societa controllata: il
socio puo precedere sia per le ipotesi prevista per le spa anche :
- Quando la societa controllante ha scelto il mutamento del suo scopo sociale o una modifica del suo
oggetto sociale, consentendo l’es di attività che modificano n modo sensibile e diretto le condizioni
economiche della società controllata

CAP 8: GLI ORGANI SOCIALI DELLE SPA: L’ASSEMBLEA


Modelli organizzativi
Nelle spa si possono individuare diversi organi:
- Organo amministrativi—> con funzione di gestione
- Organo decisionale—> funzione decisionale svolta dall’assemblea di regola
- Organo di controllo—> funzione di verifica e riscontro
L’organizzazione a sua volta puo essere realizzata seguendo tre modelli diversi:
- Sistema tradizionale, basato su un consiglio di amministrazione controllato da un collegio sindacale e
- Sistema dualistico, composto da un consiglio di gestione e da un consiglio di sorveglianza
- Sistema monistico, composto da un consiglio di amministrazione e un comitato di controllo
La societa sceglie liberamente il sistema organizzativo, indicando la propria scelta nell’atto costitutivo. Se
non è stato stabilito nulla si presume che la societa abbia scelto il modello tradizionale

La funzione decisionale dell’assemblea


L’assemblea è l’organo sovrano della societa. Costituisce la riunione di tutti si coi, con l’intento di
manifestare la volontà della società.
È un organo con funzioni deliberative le cui competenze sono connesse alle decisioni piu importanti per la
società.
L’ass è l’organo titolare della funzione decisionale nel modello tradizionale e in quello monistico.

La convocazione dell’assemblea
Per quanto riguarda la convocazione si distingue tra:
- Disciplina generale
- Disciplina speciale
Per le societa che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio.
➔ La disciplina generale prevede che:
• Nel
sistema di amministrazione e controllo tradizionale e monistico il potere di convocare l’assemblea
spetto all’unico amministratore o al consiglio di amministrazione
• Nel sistema dualistico è riconosciuto tale potere al consiglio di gestione
L’ordine di convocazione va pubblicitario nella gazzetta ufficiale almeno 15 giorni prima e deve contenere:
- Indicazione del giorno, luogo e ora della riunione
- L’ordine del giorno (elenco delle materie da trattare)
L’assemblea puo deliberare anche su argomenti che non sono indicati nell’ordine del giorno quando prende
decisioni su materie accessorie o consequenziali rispetto a quelle comprese nell’ordine.

Vi sono ipotesi in cui è ammessa l’adozione di delibere non indicate nell’ordine del giorno
L’assemblea puo SEMPRE deliberare:
- Sulla responsabilità degli amministratori e dei sindaci
- Quando si discute il bilancio
- Sulla nomina dei nuovi amministratori (se nell’ordine del giorno c’è la revoca di quelli precedenti)
Se all’assemblea non è riconosciuta la parte di capitale richiesta dall’art 2368 cc questa deve essere
nuovamente convocata.

Il mancato raggiungimento del quorum costitutivo ha come effetto quello di rendere la deliberazione
annullabile: quando l’assemblea in prima convocazione non raggiunge il quorum costitutivo richiesto si
deve procedere ad una seconda convocazione
Soggetti abilitati alla convocazione. Ipotesi obbligatorie di convocazione
La formalità Della convocazione È rimessa. All’apprezzamento discrezionale dell’organo amministrativo.
In alcuni casi convocare l’assemblea è un obbligo degli amministratori o del consiglio di gestione nel
sistema dualistico. Questo avviene per:
- Approvazione del bilancio di esercizio
- Per la sostituzione degli amministratori che mancano quando e venuta meno la maggioranza nel corso
dell’esercizio della società
- Per integrare il il collegio sindacale
- Per la diminuzione del capitale di oltre 1/3 in conseguenza di perdite
- Per le deliberazioni relative alla liquidazione della società
- Quando si deve procedere all’ annullamento oh all’alienazione di azioni proprie illegittimamente
acquistato o mantenute
In alcune ipotesi particolari l’obbligo di convocare l’assemblea incombe sul collegio sindacale, ossia
quando:
- Gli amministratori hanno omesso o ritardato ingiustificatamente la convocazione dell’assemblea
- Per disporre una sostituzione degli amministratori quando tutti sono venuti meni
- Quando una minoranza dei soci presenti denuncia di fatti gravi
- Quando sono ravvisati fatti censurabili gravi e bisogna provvedere
Infine il legislatore attribuisce il potere di convocare la riunione dell’organo assembleare anche al tribunale:
- Quando nell’ipotesi in cui, nonostante una richiesta esplicita di una minoranza significativa di soci, gli
amministratori il consiglio di gestione non hanno provveduto
- In caso di denuncia da parte dei soci di gravi irregolarità compiuti da amministratori e sindaci in
violazione dei loro doveri

Assemblea ordinaria e straordinaria


L’assemblea convocata nel comune dove ha sede la società, se lo statuto non dispone diversamente.
A seconda delle materie oggetto delle liberazione, ex art 2363 codice civile, l’assemblea si riunisce in sede
ordinaria o straordinaria
La competenza attribuita a ciascuna delle assemblee inderogabile quindi nello statuto della decisione dei
soci possono modificarla
La distinzione tra assemblea ordinaria assemblea straordinaria concerne fondamentalmente:
- I quorum
- I soggetti legittimati a partecipare
- Le formalità procedimentali in base a cui l’organo assembleare può deliberare
Per quanto riguarda l’assemblea ordinaria nelle società che scelgono il sistema tradizionale o quello
monistico, questa delibera su tutti gli argomenti che non sono riservati all’assemblea straordinaria
Ex articolo 2364 codice civile nelle società senza un consiglio di sorveglianza l’assemblea ordinaria:
- Approva il bilancio
- Nomina e revoca gli amministratori
- Nomina il sindaci e il presidente del collegio sindacale
- Determina il compenso degli amministratori e dei sindaci se non è stabilito dallo statuto
- Delibera sulle responsabilità degli amministratori e dei sindaci

L’articolo 2364 bis disciplina di competenze dell’assemblea ordinaria nel caso di amministrazione
dualistica: per questo modello l’assemblea è priva delle tradizionali attribuzioni che passano in capo al
consiglio di sorveglianza, ossia un organo interposto tra l’assemblea e gli amministratori
L’assemblea ordinaria deve essere convocata almeno una volta l’anno entro il termine stabilito dallo statuto
e non superiore a 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio sociale. Lo statuto può prevedere un maggior
termine comunque non superiore ai 180 giorni: in questi casi gli amministratori segnala nella relazione
prevista dall’articolo 2428 le ragioni della dilazione.

L’assemblea straordinaria invece una competenza speciale limitata alle materie tassativamente indicate
dall’articolo 2365 codice civile o dalle leggi speciali.in particolare delibera:
- Sulle modificazioni dello statuto
- Sulla nomina o sostituzione e sui poteri dei liquidatori
- Su ogni altra materia espressamente attribuita dalla legge
Se non sono osservate le formalità di convocazione di entrambe le assemblee, l’assemblea si considera
regolarmente costituita quando ricorrono due condizioni:
1. In assemblea deve essere rappresentato l’intero capitale sociale
2. Ad essa deve partecipare la maggioranza dei ad essa deve partecipare la maggioranza dei componenti
degli organi amministrativi e di controllo
Questa assemblea viene definita dalla dottrina assemblea totalitaria, ossia assemblea in cui sono intervenuti
tutti coloro che avevano diritto. Se l’assemblea totalitaria è costituita in modo valido ha una competenza
generale può deliberare su qualsiasi materia, sia di competenza ordinaria che straordinaria.

Le delibere assembleari
Per la regolare costituzione dell’assemblea e la validità delle relative deliberazioni, sono necessari
determinati quorum che variano a seconda che l’assemblea sia in prima o in seconda convocazione e se sia
ordinaria o straordinaria:
- Per quorum costitutivo si intende la parte di capitale rappresentata in assemblea necessaria affinché
l’assemblea stessa sia regolarmente costituita e idonea a deliberare
- Per quorum deliberativo si intende la parte di capitale sociale rappresentata in assemblea affinché sia
validamente approva una determinata delibera
I quorum sono diversi a seconda che sia prima o seconda convocazione, sia per le assemblee straordinarie
che ordinarie.
Per quanto riguarda l’assemblea ordinaria in prima convocazione:
- Il quorum costitutivo è la metà del capitale sociale
- Il quorum deliberative è la maggioranza assoluta.
Per quanto riguarda l’assemblea straordinaria in prima convocazione
- Il quorum costitutivo non è previsto delle societa chiuse, mentre nelle societa aperte è di almeno la
meta del capitale sociale
- Il quorum deliberativo nelle societa chiuse. Piu della meta del capitale sociale, nelle societa aperte è di
almeno 2/3 del capitale sociale rappresentato in assemblea

Intervento e rappresentanza in assemblea


Nelle spa, dato che si possono creare azioni che si distinguono per la spettanza o meno del diritto di voto e
quindi puo accadere che degli azionisti sono privi di voto, si pone il problema se ad essi compete il diritto di
intervenire in assemblea.
Tale problema è stato risolto nell’art 2370 cc secondo cui possono intervenire in assemblea coloro cui spetta
il diritto di voto.
Legittimati a intervenire sono gli amministratori e i sindaci: anzi per loro è previsto l’obbligo di intervento,
sotto sanzione di decadenza dell’ufficio.
Se il socio non volesse partecipare in assemblea personalmente, puo farsi rappresentare da un altro socio o
da un terzo di sua fiducia rilasciando loro una delega scritta

Conflitto di interessi
È disciplinato i dall’art 2373 cc: La deliberazione approvata con il voto determinante di coloro che abbiano,
per conto proprio o di terzi, un interesse in conflitto con quello della società è impugnabile a norma
dell'articolo 2377 qualora possa recarle danno.

È in conflitto di interessi il socio che ha un interesse contrapposto a quella della societa ( caso in cui la
societa deve acquistare un immobile del socio: in questo caso il socio ha l’interesse ad avere il prezzo piu
alto possibile, mentre la societa ha l’interesse di pagare il prezzo piu basso possibile)
In questo caso il legislatore non ha sancito il divieto del diritto di voto da parte del socio, ma ha affermato
che l’esercizio del socio del suo diritto di voto non deve ledere l’interesse della societa.
Quindi il socio in conflitto di interessi puo sempre intervenire in assemblea e puo sempre esercitare il suo
diritto di voto, MA:
- Se la delibera è approvata grazie al voto determinate del socio in conflitto e la delibera arreca danno
alla societa—> si può impugnare la delibera dinnanzi al tribunale per ottenere l’annullamento.

Invalidità delle delibere assembleari


La materia di invalidità delle deliberazioni dell’assemblea è regolata dagli artt 2377-2379 ter.
Si distingue tra:
- Cause di annullabilità
- Cause di nullità
Seguendo la via dell’elenco legislativo tassativo (escludendo quindi i casi atipici)
➔ Annullabilità: ha carattere di sanzione generale contro le irregolarità del procedimento assembleare.
Ex art 2377 cc co 2 sancisce l’annullabilità delle delibere che non sono prese in confronti tra della legge o
dello statuto.
Sono tutte quelle ipotesi in cui una delibera p viziata per cause inerenti alla sua formazione, e cioè attinenti:
- O alla regolare costituzione dell’assemblea
- O alla regolarità della deliberazione.
La legittimazione dell’azione di annullamento è stata riconosciuta anche ai soci assenti o dissenzienti, ma
anche ai sci astenuti, agli amministratori, al collegio di sorveglianza e al collegio sindacale
➔ Nullità: di regola la non conformità della delibera alla legge comporta l’annullabilità della delibera ma
nei casi piu gravi e tassativamente indicati dalla legge si ha la nullità della delibera previste ex art 2379
cc:
• Impossibilita o illiceità dell’oggetto sociale
• Mancata convocazione dell’assemblea
• Mancanza del verbale della deliberazione.
In questi casi la azione di nullità puo essere fatta da chiunque vi abbia interesse e l’invalidità puo essere
rilevata anche d’ufficio dal giudice

➔ Inesistenza: la giurisprudenza, per sanzionare i casi di difformità alla legge gravi non contemplati
nell’art 2379 cc ha introdotto la categoria di deliberazioni inesistenti per vizi radicali del suo
procedimento di formazione.

Funzione deliberativa nel modello dualistico.


Nelle societa che scelgono il sistema di organizzazione dualistico, le norme che spettano all’assemblea
ordinaria sono attribuite al consiglio di sorveglianza che è un indiretta espressione della maggioranza dei
soci dato che la nomina dei membri di tale consiglio spetta all’assemblea ordinaria —> in questo modello
l’organo assembleare rimane ma con competenze ridotte, come la nomina e revoca dei consiglieri di
sorveglianza, determina il loro compenso se non è stato deciso dallo statuto, delibera sulle loro
responsabilità

CAP 9: L’ORGANO AMMINISTRATIVO


L’organo amministrativo. Nozione
Gli amministratori sono gli organi a cui è affidata la gestione dell’ente e la direzione dell’attività
imprenditoriale. La legge afferma che la gestione dell’impresa sociale spetti esclusivamente all’organo
amministrativo a cui compete il potere di compiere le operazioni necessarie per l’attuazione dell’oggetto
sociale. La qualifica di amministratore puo essere assunta sia da soci che da estranei alla societa.
Le mansioni svolte dagli amministratori sono di due tipi:
- Carattere esecutivo e propulsivo, relative alle delibere e attività assemblea
- Gestione attività sociale, ponendo in essere ele operazioni necessarie Er attuare l’oggetto sociale.
Gli amministratori la rappresentanza istituzionale della societa e quindi la capacità di manifestare a terzi la
volontà dell’ente.
Gli amministratori sono tenuti all’obbligo di non concorrenza: non possono assumere la qualità di soci
illimitatamente responsabili in società concorrenti ne esercitare attività concorrente per contro proprio altrui,
salvo autorizzazione dell’assemblea, pena revoca dell’ufficio e il risarcimento dei danni

I sistemi di amministrazione
Spa puo assumere tre forme di amministrazione :
- Modello classico: organo amministrativo controllato da un collegio sindacale o da un revisore esterno
- Modello dualistico: sistema di gestione controllato da consiglio di sorveglianza
- Modello monistico: basato su un consiglio di amministrazione che al suo interno nomina il comitato di
controllo

L’amministrazione nel modello tradizionale


Ex art 2380 cc si afferma che la gestione dell’impresa si svolge nel rispetto dell’art 2086 co 2 e spetta agli
amministratori che compiono le operazioni necessarie per attuare l’oggetto sociale.
L’istituzione degli assetti ex art 2086 spetta agli amministratori.
L’art 2380 bis, riprendendo le disposizioni del 2380 afferma che il numero degli amministratori della soc
deve essere indicato nell’atto costitutivo.
L’organo amministrativo inoltre puo essere costituito da un unico amministratore o piu amministratori
(consiglio di amministrazione).
Posso essere nominati amministratori sia soci che estranei alla società, in ogni caso persona fisica.
No nomina dell’intervento, inabilitato, fallito o il condannato a una pena che comporta l’interdizione dai
pubblici uffici

Il consiglio di amministrazione
Quando l’amministrazione è affidata a piu persone—> consiglio d’amministrazione (art 2380 bis) retto da
un presidente nominato dall’assemblea o in mancanza scelto dal consiglio stesso con la maggioranza dei
suoi componenti.
Il consiglio d’amministrazione delibera collegialmente.
Per la validità delle deliberazioni è prescritta:
- La presenza della maggioranza degli amministratori in carica
- Voto favorevole della maggioranza assoluta degli amministratori presenti.
In alcuni casi l’organizzazione interna della societa puo essere piu complessa: ex art 2381 cc il consiglio di
amministrazione puo delegare le proprie attribuzioni a un comitato esecutivo composto da alcuni dei suoi
membri o ad uno o piu amministratori delegati. La delega puo essere sempre revocata, carattere generale o a
singole attribuzioni

I conflitti di interesse
Se un amministratore è in conflitto di interessi con la societa, l’art 2891 cc afferma che debba darne notizia
agli altri amministratori e al collegio sindacale, evidenziando la natura, i termini, l’origine e portata
dell’interessa a a lui a capo. Se è un amministratore delegato, questo deve astenersi dal compiere le
operazioni a lui delegate.

Nomina degli amministrati e cessazione dalla carica


La nomina degli amministratori spetta all’assemblea ordinaria, eccezione per i primi amministratori ,
nominati nell’atto costitutivo.
La nomina non può essere fatta per un termine maggiore di 3 anni ma essi sono rieleggibili.
La cessazione del rapporto si ha per:
- Scadenza del termine
- Revoca dell’assemblea
- Rinuncia
- Decadenza
- Morte

Sostituzione degli amministratori


L’art 2386 cc prevede che: se vengono a mancare uno o piu amministratori nel corso dell’esercizio, il
consiglio di amministrazione provvede alla loro sostituzione, sempre che sia rimasta in carica la
maggioranza degli amministratori nominata dall’assemblea.
Se questa maggioranza viene meno, quelli rimasti in carica devono convocare l’assemblea per nominare gli
amministratori che mancano. In questo caso se lo statuto l’assemblea non dispongono diversamente, i nuovi
amministratori scadono alla scadenza dell’intero consiglio di amministrazione. Nello statuto si puo inserire
una clausola che prevede che in caso di dimissione o decadenza di uno degli amministratori, cessano dalla
carica anche gli amministratori superstiti e l’intero consiglio sarà rieletto dall’assemblea

Potere di rappresentanza: questa è una delle funzioni essenziali svolte dagli amministratori e cioè il potere di
rappresentare la societa nei rapporti con i terzi e in giudizio. In presenza di un consiglio di amministratori,
questo potere spetta agli amministratori indicati nell’atto costitutivo. Se poi questi sono piu di uno, nell’atto
di iscrizione nel registro delle imprese, è necessario specificare se essi possono agire in via congiunta o
disgiunta.
Gli amministratori possono conferire con procura i poteri ai direttori generali, ai dipendenti della societa od
ad altri mandatari per categorie di atti o per singoli affari.
La responsabilità degli amministratori: gli amministratori rispondono del loro operato nei confronti della
società, verso i creditori sociali e verso terzi e soci:
➔ Responsabilità verso la societa
L’art 2393 cc afferma che gli amministratori devono adempiere ai doveri ad essi imposti dalla legge e dallo
statuto. Poi precisa che nell’adempimento dei doveri è richiesta la diligenza professionale. La responsabilità
è solidale. Il legislatore concede poi la possibilità di sottrarsi a tale responsabilità a quegli amministratori
che hanno fatto annotare il proprio dissenso nel libro delle adunanze e delle deliberazioni del consiglio di
amministrazione
➔ Responsabilità verso i creditori sociali
Gli amministratori sono sottoposti alla responsabilità verso i creditori sociali per l’inosservanza degli
obblighi per la conservazione dell’integrità del patrimonio sociale. Questa non è solo un obbligo che gli
amministratori hanno nei confronti della sola società ma ha rilevanza anche nei confronti dei creditori
sociali. La responsabilità nasce solo se le perdite non si sarebbero verificate se gli amministratori avessero
adempiuto ai loro doveri e l’azione puo essere proposta dai creditori sociali se il patrimonio sociale è
insufficiente per il soddisfacimento dei loro crediti
➔ responsabilità verso soci e terzi
Gli amministratori sono responsabili anche nei confronti dei soci e di qls terzo per i danni che arrecano
direttamente a costoro (colpa o dolo) nell’es delle loro f unioni. Oggetto di tutela non è il patrimonio sociale
ma quello personale del socio o del terzo.

I direttori generali. Gli amministratori di fatto


Il direttore generale è una figura importante nell’azienda. Rappresenta il vertice della piramide org
dell’azienda ed è dipendente subordinato solo agli amministratori. La sua rilevanza è tale e i suoi poteri sono
cosi ampi che il legislatore lo ha assoggettato alla stessa responsabilità degli amministratori

L’amministratore di fatto invece è un soggetto privo di investiture formale (manca la nomina


dell’assemblea) che si inserisce di fatto nella direzione dell’impresa sociale condizionando le scelte
operative. In concreto questo ruolo viene assunto dal l’azionista di comando, ossia al socio che in forza della
titolarità di un importante pacchetto azionario, puo influenzare le decisioni dell’ente.
Problema principale è quello di accertare le responsabilità dell’amministratore di fatto e se si possono
applicare a lui le norme in materia di amministratori

L’organo amministrativo nel sistema dualistico


Nelle societa che scelgono il sistema amministrazione dualistico, la funzione amministrativa è svolta dal
consiglio di gestione, affiancato nelle funzione deliberative e di controllo dal consiglio di sorveglianza.
La gestione dell’impresa si svolge rispettando le disposizioni ex art 2086 co 2 e spetta solo al consiglio di
gestione, che compie le operazioni necessarie per attuare l’oggetto sociale

L’organo amministrativo nel sistema monistico


La seconda alternativa la sistema tradizionale di amministrazione è rappresentato dal sistema monistico che
prevede un modello di amministrazione sostanzialmente uguale a quello tradizionale, salvo l’impossibilità di
affidare l’amministrazione ad un amministratore unico. Questa eguaglianza trova conferma nell’art 2409 cc

CAP 10: L’ORGANO DI CONTROLLO


La funzione di controllo
Nel sistema tradizionale è obbligatorio, oltre all’assemblea e agli amministratori, un organo collegiale, ossia
il collegio sindacale.
A questo è affidata la funzione di controllo sull’amministrazione. È un controllo di legalità, ossia controllo
sulla regolarità degli atti e del loro rispetto della legge e dello statuto.
Nell’ambito dei sistemi organizzativi alternativi introdotti nel 2003 la funzione di controllo puo essere
esercitata:
- Consiglio di sorveglianza.—> nomina dall’assemblea (sistema dualistico)
- Comitato per il controllo sulla gestione, nominato dal consiglio di amministrazione nel suo interno (nel
sistema monistico).

Controllo nel sistema tradizionale: il collegio sindacale


Nel sistema trad, la funzione e di controllo nelle spa, è affidata al colle sindacale, organo sindacale composto
da 3 o 5 membri soci o non soci, e devono essere nominati anche due sindaci supplenti.

Per assicurare che i sindaci possono svolgere in modo effi le loro funzioni, la legge—> condizioni per
garantire:
- La loro competenza
- La loro indipendenza
Si deve avere infatti:
- Competenza tecnica e una preparazione prof specifica
- Requisiti di onorabilità
- Indipendenza

La disciplina dell’organo di controllo è stata protagonista di una tormentata riforma nel 2012: il d.l 5/12
convertito poi in L 35/12 ha abrogato il co 3 dell’art 2397 cc che consentiva la previsione del sindaco unico
negli statuti di spa che avevano patrimonio netto < 1milione €. Con il decreto 5/12 è stato reintrodotto
l’obbligo del collegio sindacale pluripersonale in tutte le spa a prescindere da qualsiasi soglia dimensionale.

Doveri e responsabilità del collegio sindacale (cs)


Il cs deve riunirsi almeno una volta ogni 90 gg e delle adunanze deve essere redatto un processo verbale,
trascritto nel libro delle adunanze e delle deliberazioni del collegio sindacale.
Le delibere sono prese a maggioranza assoluta
Funzione di controllo
La funzione primaria del c.s è quella del controllo sull’amministrazione . L’art 2403 cc dispone che il
collegio sindacale vigila sull’osservanza della legge e dello statuto, sul rispetto dei principi della corretta
amministrazione e sull’ adeguatezza dell’assetto amministrativo, organizzativo e contabile della societa e sul
suo funzionamento concreto.

Il controllo dei sindaci non è un controllo di merito, cioè relativo alle opportunità delle scelte operate ma è
di legalità e quindi inerente al rispetto da parte degli amministratori della legge e dello statuto.
I sindaci possono segnalare agli amministratori la pericolosità economica di det operazioni e possono
esprimere il loro motivato dissenso in assemblea e impugnare la decisione dell’assemblea quando queste
non sono conformi alla legge/statuto.

Per quanto riguarda la revisione legale dei contri, il collegio sindacale puo essere chiamato a svolgere la
funzione di revisione legale dei conti.

Funzione di amministrazione
Oltre che alle funzioni di controllo, al collegio sindacale spettano anche le funzioni di amministrazione
attiva con carattere suppletivo e alcuni poteri ordinatori di carattere organizzativo.
Per quanto riguarda le funzioni di amministrazione, al collegio sindacale spetta il potere di:
- Convocare l’assemblea se la convocazione è obbligatoria in caso di omissione o ritardo non giustificato
degli amministratori
- Convocare l’assemblea per inerzia degli amministratori nell’ipotesi di riduzione del capitale sociale per
perdite
- Compiere gli atti di ordinaria amministrazione in caso di cessazione dalla carica di tutti gli
amministratori fino alla nomina a dei nuovi
- Effettuare le pubblicazioni prescritte dalla legge
Per quanto riguarda il profilo ordinatorio il collegio sindacale puo:
- Convocare l’assemblea se ravvisi fatti censurabili di rilevante gravita e se si ha l’urgenza di provvedere
- Presentare denuncia al tribunale per il sospetto di gravita compiute dagli amministratori
I sindaci hanno l’obbligo di assistere, a pena di decadenza, alle adunanze delle assemblee, alle riunioni del
consiglio di amministrazione e a quelle del comitato amministrativo.

Responsabilità
Ex art 2407 impone ai sindaci di adempiere ai loro doveri con professionalità e diligenza chiesta dalla natura
dell’incarico questo articolo richiama la diligenza prevista per gli amministratori
La responsabilità dei sindaci si distingue in:
- Responsabilità esclusiva dei sindaci: che si ha quando il danno si ha per il mancato o negligente
adempimento dei loro doveri: è previsto che essi sono responsabili delle verità delle loro attestazione
e conservazione del segreto dei documenti a loro conoscenza
- Sono responsabili solidali con gli amministratori per i fatti e le omissioni da questi compiuti usando il
danno si poteva evitare con la loro vigilanza.
Anche per i sindaci è prevista la responsabilità penale per le ipotesi di false comunicazioni sociali e quando
compiono o omettono atti provocando un danno alla società.

Controllo nel sistema dualistico. Il consiglio di sorveglianza


La funzione di controllo è esercitata dal consiglio di sorveglianza.
Il consiglio di sorveglianza è composto da almeno 3 componenti anche non soci: i primi nominarti nell’atto
costitutivo e gli altri dall’assemblea. sono revocabili anche senza giusta causa salvo il risarcimento dei
danni.
Inoltre, i membri del consiglio di sorveglianza restano in carica per 3 anni + rieleggibili
Al meno un componente deve essere scelto dai revisori legali previsti dal loro registro.
Per i loro compiti, il consiglio di sorveglianza ha sia le funzioni di sorveglianza e le responsabilità tipiche
del collegio sindacale sia un po’ di funzioni dell’ass ordinaria ma anche altri compiti come unica del
tribunale per gravi irregolarità e compiti di alta amministrazione.

Controllo nel sistema monistico: comitato sul controllo della gestione


Nelle societa che hanno optato il sistema monistico la funzione di controllo è esercitata dal comitato per il
controllo sulla gestione. È nominato dal consiglio di amministrazione al suo intero ed è composto da
amministratori non svolgono funzioni gestionali. In questo sistema non ci sono organi separati di controllo e
di gestione: infatti gestori e controllori sono tuti membri del consiglio di amministrazione.
Per i compiti il comitato ha funzioni di vigilanza sull’ adeguatezza della struttura organizzativa della societa,
del sistema di controllo interno e amministrativo e altri compiti affidategli dal consiglio di amministrazione
I controllo esterni. la revisione legale dei conti
L’attività di revisione legale dei conti riguarda la verifica nel corso dell’esercizio della regolare tenuta della
contabilità sociale e della corretta rilevazione dei fatti di gestione delle scritture contabili. Questa attività è
una relazione con cui viene espresso un giudizio sul bilancio e la sua idoneità nel rappresentare in modo
corretto la situazione patrimoniale e il risultato economico dell’esercizio.

Nelle spa e nelle saa la revisione legale—> soggetto esterno iscritto al registro.
Nel caso di societa che adottano il sistema monistico e dualistico la revisione deve essere eff da un soggetto
esterno.
Nel 2016 sono stati introdotti i c.d enti intermedi, che sono le societa e gli istituti finanziari in cui la
revisione legale non puo essere delegata alcool sindacale.
Nelle societa quotate in mercati regolamentati, la revisione legale è affidata a un revisore legale o a una
societa legale di revisione

Conferimento dell’incarico: Per quanto riguarda il conferimento dell’incarico della revisione legale dei
conti, il dlgs 39/10 ha stabilito che l’assemblea su proposta motivata dell’organo di controllo, conferisce è
l’incarico di revisione e il corrispettivo al revisore legale o alla societa di revisione legale per tuta la durata
dell’incarico.
L’incarico dura tre esercizi (anni). Il dlgs 135/16 ha chiarito che è vietata ogni clausola che limiti la scelta
del revisore a determinate categorie o elenco di revisori o societa di revisioni.
Revoca del revisore: l’incarico ha durata 3 anni ma puo essere revocata dall’assemblea sentito l’organo di
controllo su giusta causa, conferendo l’incarico a un soggetto diverso.
Indipendenza del revisore legale: questo deve essere indipendente dalla societa sottoposta a revisione e non
devono essere coinvolti nel suo processo decisionale. Questo requisito deve sussistere nel periodo a cui si
riferisce eil bilancio ma si riferisce anche al tempo in cui è stato completato il bianco
Responsabilità dei revisori: questi sono responsabili in solido con gli amministratori nei confini della società
che ha conferito a loro l’incarico.
Nei rapporti interni tra debitori solidali, essi sono responsabili nei limiti al contributo effettivo al danno
cagionato.

La denuncia al tribunale
Il limite principale alla funzionalità del coll sindacale è rappresenta dal fatto che i suoi membri sono
nominati dall’assemblea e quindi da quella maggioranza che gestisce la societa e che nomina l’organo
amministrativo. Il legislatore perciò ha elaborato un sistema di controlli esterni che va a garantire il corretto
funzionamento dell’ente.
Rilevante è l’attività del tribunale: ex art 2409 cc riconosce all’organo giudiziario un complesso potere di
intervento e controllo esteso all’intera gestione sociale: questo prevede che i soci che rappresentano 1/10 del
cap sociale hanno la possibilità di chiedere il controllo giudiziario dell’ente quando sussistono sospetti che
gli amministratori hanno compiuto gravi irregolarità che possono recare danno alla societa od ad altre
societa controllate.
Sospensione del procedimento di controllo giudiziale del tribunale se l’assemblea sostituisca gli
amministratori e i sindaci.
Nei casi più gravi, quindi quando il tribunale ritiene che la semplice sostituzione non va a superare le
irregolarità gestionali, il tribunale puo revocare gli amministratori e i sindaci con la nomina di un
amministratore giudiziario che puo evocare l’azione di responsabilità

CAP 11: LE OBBLIGAZIONI


Nozione
Per avere finanziamenti, la spa, puo attingere dal mercato non solo offrendo azioni ma anche altri documenti
definiti obbligazioni.
Il socio che sottoscrive azioni confida nella remunerazione dell’investimento ed è esposto sia alla possibilità
di non conseguirla sia al rischio di perdere cio che è destinato in societa.
L’obbligazione invece non mette a disposizione capitali di rischio, ma un prestito, di cui esige la restituzione
cong li interessi, quindi capitale di credito
I titoli obbligazionari documento un credito verso la societa, assoggettata alla disciplina del mutuo, per
quanto nn diversamente specificato dal titolo

In sostanza colui che sottoscrive un obbligazione versa una somma alla societa a titolo di prestito e in
cambio riceve un titolo con cui gli viene attribuito il diritto al pagamento periodico degli interessi e alla
scadenza pattuita, al rimborso nominale del titolo.
Per incentivare l’int dei risparmiatori verso questo tipo di finanziamento e ridimensionare il rischio della
svalutazione monetaria dell’investimento in titoli obbligazionari, la pratica societaria ha creato anche tipi
speciali di obbligazioni:
- Obbligazioni indicizzate: adeguano il rendimento del titolo all’andamento del mercato determinando il
tasso di interessi in relazione a diversi indici (costo della vita)
- Obbligazioni a premio: attribuiscono il diritto a concorrere a vari premi che verrano sorteggiati tra gli
obbligazionisti
- Obbligazioni partecipanti: riconoscono ai possessori sia l’interesse fisso annuale ma anche una
remunerazione periodica commisurata agli utili dell’esercizio
- Obbligazioni convertibili in azioni: garantiscono ai titolari la possibilità di ott la conversione del titolo
in azioni della stessa societa o di altri enti collegati
- Obbligazioni con warrant: sono obbligazioni con cui L’obbligazionista mantiene la sua posizione di
creditore della societa e ha il diritto di sottoscrivere o acquista azioni della società emittente o altra
societa

Sono definite anche titoli di massa perche sono emesse tutte sulla base della stessa delibera assembleare,
hanno tutte le stesse caratteristiche e sono sogg allo stesso piano di ammortamento e fruiscono spesso di
un'unica garanzia collettiva.

La disciplina del prestito obbligazionario


L’art 2410 cc prevede che l’emissione di obbligazioni non convertibili (ordinarie) è deliberata dall’organo
amministrativo, è rimesso poi al notaio il compito di verbalizzare la delibera e di iscriverla nel registro
delle imprese

Le obbligazioni possono essere nominative o al portatore e ognuna deve indicare:


- Denominazione, sede e oggetto della societa
- Capitale sociale riserve che sono presenti al momento dell’emissione
- Data dell’emissione e della sua iscrizione nel registro
- L’ammontare complessivo delle obbligazione emesse
- Le garanzie da cui sono assistite
- Data del rimborso del prestito.
Limiti di valore per l’emissione delle obbligazioni si afferma che la società puo emettere obbligazioni sia al
portatore che nominative per somma non superiore il doppio del capitale sociale, della riserva legale e di
quelle disponibili che risultano dall’ultimo bilancio approvato.
Tutto cio per garantire il mantenimento della propria o è tra capitale raccolto, le riserve disposte e le
obbligazioni verso terzi per la durata del prestito.

Organizzazione degli obbligazionisti


Questa si articola in due organi:
- Assemblea degli obbligazionisti: ex art 2415 cc delibera:
• Nomina e revoca del rappresentante comune
• Modifiche delle condizioni del prestito
• Proposta di concordato
• Cost fondo per la tutela degli interessi comune
Ogni emissione determina una distinta assemblea di obbligazioni che è soggetta alle disposizioni relative
alle assemblee straordinarie dei soci. Le sue delibere devono essere iscritte nel registro delle imprese a cura
del notaio che ha fatto il verbale assembleare. Le delibere possono essere impugnate
- Rappresentante comune: è nominato dall’ass degli obbligazionisti e puo essere scelto anche al di fuori
di questa. In mancanza decreto del tribunale. Tempo < 3 anni e puo essere rieletto e percepisce un
compenso det dall’assemblea. Ha il diritto di assistere all’ass dei soci ed è titolare della
rappresentanza processuale degli obbligazionisti anche in sede di proc concorsuali. Non possono
essere nominati gli amministratori, i sindaci, i dipendenti della societa debitrice e coloro che si
trovano in situa di incompatibilità previste per i sindaci. Se nominati decadono dal loro ufficio

CAP 12: LE MODIFICAZIONI DELL’ATTO COSTITUTIVO


Nozione. Il diritto di recesso
Con modifiche dell’atto costitutivo si fa riferimento a quelle ipotesi di mutamento del contratto sociale
originario, realizzato con l’inserimento di nuove clausole o con la modifica delle disposizioni preesistenti.
Le modifiche dell’atto costitutivo di regola sono di competenza dell’assemblea straordinaria. Per alcune
modifiche è richiesta una maggioranza piu elevata rispetto a quella prescritta per la seconda convocazione.
Sono modifiche di particolare rilevanza.
- Cambio oggetto sociale
- Trasformazione societa
- Trasferimento dell’ societa all’estero
- Scioglimento anticipato
- Proroga societa
- Revoca dello stato di liquidazione
- Emissione di azioni privilegiate
Per queste modifiche l’assemblea deve deliberare a piu di 1/3 dell’intero capitale. Oltre a queste ipotesi,
l’assemblea straordinaria delibera con voto favorevole con piu della meta del capitale sociale.
Le delibere che comportano una modifica dell’atto cost devono essere iscritte nel registro delle imprese. A
tutela delle minoranze, è stata riconosciuta al socio assente o dissenziente (e in alcuni casi anche per gli
astenuti) il diritto di recesso dalla società
L’art 2437 cc disciplina le delibere che legittimano il socio dissenziente a recedere dalla società, ossia:
- Trasformazione societa
- Trasferimento dell’ societa all’estero
- Cambio oggetto sociale quando consente un cambiamento significativo dell’attività sociale
- Revoca dello stato di liquidazione
- Modifiche nello statuto che concernono il diritto di voto e di partecipazione
Inoltre se la societa è a tempo indeterminato o se le azioni non sono quotate in un mercato regolamentato, il
socio puo recedere con il preavviso di 180 gg. Ulteriore causa di recesso possono essere previste dallo
statuto, ma solo alle societa che non fanno ricorso al mercato del capitale di rischio

Le variazioni del capitale sociale: l’aumento


La disciplina dell’aumento del capitale fissa alcuni principi a tutela dell’integrità del capitale stesso:
l’aumento puo essere di due tipi:
1. Aumento che si attua con un corrispondente aumento del patrimonio sociale conferendo nuove attività
dei vecchi azionisti /terzi—> aumento reale o a pagamento del capitale sociale ​
2. Aumento che si realizza senza l’aumento corrispondente del patrimonio sociale con imputazione a
capitale delle riserve degli altri fondi iscritti in bilancio—> aumento nominale o gratuito

Aumento reale determina sia l’aumento del capitale sociale nominale, anche l’aumento del patrimonio netto
della societa. Questo si attua con l’emissione di nuove azioni a pagamento, sottoscritte dai soci attuali, a cui
è riconosciuto il diritto di opzione o da terzi che diventano cosi soci.
Per evitare la formazione di capitali sociali ingenti ma sostanzialmente incossi tenti, ex art 2438 cc
l’aumento di capitale non puo essere eseguito fino a quando le azioni precedentemente emesse non sono
state liberate interamente, ossia fino a quando i soci non hanno eseguito i conferimenti promessi alla
sottoscrizione delle azioni.
Nel caso di aumento reale del capitale sociale, la delibera di aumento deve indicare il termine entro cui le
azioni di sottoscrizione devono esauristi. Se alla scadenza stabilita le azioni non sono state integralmente
sottoscritte, è possibile l’aumento parziale del capitale solo se nella delibera di aumento è stata prevista
questa ipotesi, ossia il c.d aumento di capitale scindibile.
Senza specifica previsione, l’aumento di capitale è configurato come operazione unitaria e indivisibile—>
aumento non integrale—> i sottoscrittori sono liberati dall’impegno + restituzione % iniziale versata (c-.d
aumento di capitale inscindibile)
Più lineare è il procedimento che conduce all’aumento nominale del capitale sociale: questa è un operazione
contabile realizzata con l’imputazione a capitale di riserve e fondi disponibili iscritti nel bilancio (valore gia
esistenti nel patrimonio sociale)—> aumento c.s.n che non è accompagnato dall’aumento del patrimonio
sociale. L’aumento gratuito non crea nuovi conferimenti e nn determina nessun aumento del patrimonio
sociale che resta invariato.
Vi sono pero delle conseguenze giuridiche: il passaggio a capitale di riserve e fondi disponibili, comporta
che la soc non puo + disporre a favore dei soci dei corrispondenti valori del p.n, e quindi i soci sono ass dal
vincolo di indisponibilità proprio del c.s.

Diritto di opzione
In caso di aumento del capitale a pagamento e quindi di emissione di obbligazioni in azioni, spetta ai vecchi
azionisti il diritto di opzione: diritto che spetta ai soci di essere preferiti rispetto ai terzi nella sottoscrizione
di nuove azioni.
Spetta agli azionisti (privilegiata e senza voto) la possibilità di obbligazioni inconvertibili. Sia le azioni di
qualsiasi categoria, sia quelle convertibili in una nuova emissione.
Sulla disciplina è intervento il d.l 91/14 convertito nella l 116/14, prevedendo che in caso di aumento di
capitale, che l’offerta sia resa nota sul web o in mancanza con deposito presso la sede della società +
deposito ufficio registro delle imprese
Il termine per l’es di questo diritto è fissato a 14 gg dalla data di pubblicazione.
Coloro che esercitano tale diritto hanno diritto di prelazione nell’acquisto di azioni e obbligazioni in azioni
che siano rimaste non optate, se richiesto.

La riduzione del capitale sociale


Anche la riduzione del capitale sociale puo essere reale o nominale a seconda che determini:
- Rimborso ai soci del valore dei conferimenti
- Si esaurisce in un operazione di natura contabile.
È reale quando la riduzione della cifra del capitale sociale nominale è accompagnata da una riduzione del
patrimonio sociale , e a differenza di quella nominale questa puo pregiudicare il creditori sociali che hanno
diritto di opposizione
La riduzione reale è volontaria perche non è imposta da nessuna legge.
La riduzione facoltativa del cs—> 2445 cc disciplina la riduzione facoltativa (volontaria) del cs prevedendo
che la riduzione del cs puo aver luogo:
- Sia con liberazione dei soci dall’obbligo di versamenti ancora dovuto
- Sia con rimborso del capitale ai soci.
La disciplina attuale non chiede piu che la riduzione reale del cs avvenga a causa dell’esuberanza del
capitale sociale per il conseguimento dell’oggetto sociale, ossia quando il capitale sociale è eccessivo
rispetto alle esigenze poste dal conseguimento dell’ogg sociale.
Oggi la riduzione reale ex art 2445 puo essere disposto dalla societa anche per cause diverse
dall’esuberanza: questo non significa che la riduzione del capitale sia discrezionale: co 2 art 2445 afferma
che l’avviso di convocazione dell’assemblea deve indicare le ragioni e modalità della riduzione

La riduzione puo avvenire in 4 modalità:


- Lib dei soci dall’obbligo di versamenti ancora dovuti
- Rimborso capitale ai soci: il rimborso riguarda il capitale, NON conferimenti. Se sono stati fatti
conferimenti non proporzionali, il rimborso avviene dopo le quote di capitale
- Passaggio di parte del capitale a riserva: op inversa all’aumento gratuito del capitale: in questo la
riserva è imputata a capitale e quindi è assoggettata al vincolo di indisponibilità del capitale stesso.
Nella riduzione reale con passaggio di parte di capitale a riserva, parte del capitale è imputata a
riserva
- Annullamento di azioni proprie già in portafoglio: la riduzione del capitale con annullamento di azioni
proprie gia detenute si ha quando la societa acquista le proprie azioni e in un secondo momento
decide l’annullamento con conseguente riduzione del capitale, senza che le due operazioni sono
collegate tra loro
La riduzione per perdite
Questa consiste in una operazione contabile che è volta ad adeguare la cifra del c.s.n all’effettivo valore
minore del capitale reale. La riduzione in questi casi non arreca nessun danno ai creditori sociali, perche non
fa altro che manifestare una diminuzione del patrimonio sociale che si è gia prodotta per effetto di perdite.
La ratio si ha per garantire
CAP 13: I PATRIMONI DESTINATI AD UNO SPECIFICO AFFARE
I patrimoni destinati: tipologie
I patrimoni destinati ad uno spec affare, sono un operazione che permette di limitare il rischio di impresa,
evitando il riscorso alla cost di societa quanti sono gli affari da realizzare. Si usa il patrimonio della societa
assegnandogli destinazioni mirate su cui si commisura il rischio di impresa. In questo modo la societa puo
articolare la sua responsabilità patrimoniale creando masse patrimoniali distinte, a cui corrispondono diverse
classe di creditori questo meccanismo contente:
- Di isolare i beni e i rapporti relativi allo specifico affare dal restante patrimonio della societa
- Di destinare esclusivamente questi beni sia allo svolgimento dello specifico affare e alla garanzia dei
creditori, ossia i titolari di crediti che nascono da atti compiuti in quell’affare.
La riforma ha previsto due tipi di patrimoni dedicati: i patrimoni destinati e in finanziamenti dei terzi.
L’art 2447 bis cc in particolare stabilisce che la societa puo:
- Costituire uno o piu patrimoni, ciascuno dei quali destinati in via esclusiva ad uno specifico affare
(separazione netta anche dal punto di vista giuridico dei singoli cespiti dal singolo patrimonio unitario
della societa)
- Puo convenire che nel contratto relativo al finanziamento di uno specifico affare, al rimborso totale o
parziale del finanziamento stesso + proventi dell’affare—> la societa beneficia di un funzionamento
erogato da terzi per realizzare l’affare specifico.

I patrimoni destinati ad uno specifico affare


Si ha patrimonio destinato ad uno specifico affare quando la societa isola una parte del proprio patrimonio
separandolo dal proprio patrimonio sociale e destinandolo alla realizzazione di uno specifico affare.
La ratio dei patrimoni destinati è quella di dotare le spa di uno strumento per limitare il o rischio di impresa
nello svolgimento di uno specifico affare. Il vantaggio è rapp dall’eliminazione dei costi di costituzione,
mantenimento e estinzione che la creazione di una societa comporta.

Per specifico affare si intende una singola operazione, destinata a realizzarsi un un tempo indicato, secondo
un interpretazione restrittiva, mentre secondo una dottrina preferibile, il concetto di affare puo consistere:
- Compimento singolo atto giuridico
- Ramo di attività di impresa.
In ogni caso l’affare deve rientrare all’interno dell’oggetto sociale dato che diversamente potrebbe
concretarsi in un ampliamento improprio dell’oggetto sociale.
I patrimoni destinati nn possono essere formati per un valore > 10% del patrimonio netto della societa, ne
per l’esercizio di affari attinente ad attivita riservate in base a leggi speciali.
La delibera che destina un patrimonio ad uno specifico affare—> organo amministrativo a maggioranza
assoluta dei suoi componenti e deve essere depositata e iscritta presso l’ufficio del registro delle imprese
(notaio).

I finanziamenti destinati ad uno specifico affare


Nel finanziamento destinato ad uno specifico affare, la soceta ottiene un finanziamento da terzi che è
finalizzato a realizzare un det affare e nel contratto di finanziamento si stabilisce che al suo rimborso sono
destinati anche i ricavi dell’affare stesso.
Questo avviene sulla base di un contratto tra societa e finanziatori esterni, in cui deve essere stabilito quanta
parte dei proventi dell’affare debba essere destinata al rimborso del finanziamento e quanta parte puo essere
destinata ad altre finalità

CAP 14: I LIBRI SOCIALI E IL BILANCIO


I libri sociali
Tutte le societa di forma commerciale, a prescindere dalla loro attività, sono obbligate a redigere e
conservare le scritture contabili imposte all’impr comm
La legge prevede la tenuta di det libri sociali:
- Il libro dei soci: devono esserci per ogni categoria il numero di azioni, generalità dei titolari delle azioni
nominativi, versamenti eseguiti
- Libro delle obbligazioni: indica l’ammontare delle obbligazioni emesse e di quelle estinte, dati titolari
delle obb nominative, trasferimento e vincoli ad esse relative. Se le obbligazioni sono convertibili
bisogna indicare anche le conversioni
- Libro delle adunanze e delle deliberazioni delle assemblee : vanno trascritti anche i verbali redatti per
atto pubblico
- Libro delle adunanze e delle deliberazioni del consiglio di amministrazione o consiglio di gestione
- Libro delle adunanze e delle deliberazioni del collegio sindacale, del consiglio di sorveglianza o del
com del controllo sulla gestione
- Libro delle adunanze e delle deliberazioni del comitato esecutivo (se esiste)
- Libro delle adunanze e delle deliberazioni delle assemblee degli obbligazionisti (se emesse
obbligazioni)
- Libro strumenti finanziari
I soci hanno diritto di esaminare il libro dei soci e il libro delle assemblee degli azionisti

Il bilancio
Il bilancio di esercizio è il documento contabile che rappresenta la situa finanziaria e contabile della societa
e il risultato economico dell’esercizio stesso ex art 2423 cc
La relazione è prescritta sia nell’interesse dei soci a conoscere l’andazzo della loro societa e per i creditori
sociali per conoscere la consistenza del patrimonio della societa (unica loro garanzia)
Le norme sul bilancio sono imperative e quindi i soci non le possono derogare.
➔ Principi di redazione
Elementi cardine nella redazione del bilancio sono:
- Principio della chiarezza della redazione: comunicazione delle info, che il bilancio contiene, ed è
caratterizzata dell’esposizione che consente la comprensione
- Principio della verità e correttezza delle dichiarazione: la verità = rappresentazione veritiera degli
utili e delle perdite subite e quindi dei risultati economici positivi o negativi delle operazioni
compiute durante l’esercizio
La funzione di bilancio è si quella di rappresentare i valori in maniera corretta ma anche quella di
rappresentarli in maniera veritiera e corretta.
Contenuto del bilancio—> dlgs 139/15: introduzione obbligo di predisporre il rendiconto finanziario che
diventa parte integrante del bilancio.
L’art 2423 cc stabilisce che gli amministratori devono redigere il bilancio d’esercizio costituito da:
- Stato patrimoniale: è il primo documento ed è il prospetto contabile del patrimonio sociale al termine
di ogni esercizio e ha l’indicazione di elementi passivi e attivi, precisandone il loro valore. Contiene
l’attivo: crediti verso i soci per i versamenti ancora dovuto, attivo circolanti, ratei e riscontri, mentr eil
passisco è il patrimonio io netto, il fondo dei rischio, il TFR, debiti, ratei e riscontri
- Conto economico: è il secondo documento ed è una rapp dinamica dei movimenti del patrimonio
nell’esercizio. In concreto riassume il risultato economico della gestione annuale dell’ente
- Rendiconto finanziario: questo obbligo di tenuta si estende alle societa piu grandi. È prevista la pox di
non predisporre questo documento per le societa che redigono il bilancio in forma abbreviata e per le
micro imprese.
- Nota integrativa: è parte integrante del bilancio. Ha informazioni sulla situa patrimoniale, finanziaria,
sul risultato economico, compensi degli amministratori e sindaci, titoli emessi dalla societa..
informativa discorsiva delle voci che lo stato patrimoniale e conto economico danno in numeri.

La distribuzione degli utili ai soci. Le riserve


Il bilancio è il documento fondamentale per accertare i risultati della societa. La distribuzione degli utili ai
soci trova nel bilancio il suo presupposto. La delibera sulle distribuzioni spetta all’assemblea che approva il
bilancio.
Se il bilancio sia approvato dal consiglio di sorveglianza (sistema dualistico) la distribuzione è rimessa
all’assemblea —> tale delibera ha una rilevanza decisiva perche la stessa assemblea decide anche sulla
distribuzione degli utili ai soci.
La presenza di utili rende possibile la divisione dei dividendi agli azionisti.
Se vi siano perdite—> non ci puo essere divisione fino a che il capitale sociale non sia reintegrato o ridotto
in misura corrispondente.

L’assemblea puo disporre a favore dei soci di determinati utili:


- Utili di esercizi Che vi sono dopo le perdite
- Utili degli es precedenti accertati non distribuiti: riserve d’esercizio e utili riportati a nuovo
Il bilancio in forma abbreviata. Il bilancio consolidato di gruppo
Il bilancio ordinario è caratterizzato da una notevole complessità e analitica.
Per questo è prevista una formula piu semplice per le societa che non superano determinate dimensioni
Possono scegliere per la redazione del bilancio in forma abbreviata quelle societa che, nel primo esercizio o
per due esercizi consecutivi, non hanno superato due di questi tre limiti:
- Totale dell’attivo dello stato patrimoniale: 4.400.000 €
- Ricavi dalle vendite e delle prestazioni (fatturato): 8.800.000 €
- Dipendenti occupati in media durante l’esercizio: 50.
Le societa che redigono il bilancio in forma abbreviata sono esonerate dalla redazione della relazione sulla
gestione quando forniscono cio nella nota integrativa le informazioni richieste.

Le societa che redigono il bilancio in forma abbreviata sono esonerate dalla redazione del rendiconto
finanziario

Il bilancio consolidato invece è un documento di esercizio che rappresenta la situazione economica,


patrimoniale e finanziaria di un gruppo di imprese, elaborato dalla societa posta al vertice (capo-gruppo)
Non devono predisporre il bilancio consolidato le imprese controllanti che non hanno superato per 2 es
consecutivi due dei seguenti limiti:
- 20 milioni € del totale attivo dello stato patrimoniale
- 40 milioni € nel fatturato
- 250 dipendenti
Il bilancio consolidato, redatto dagli amministratori dell’impresa capogruppo, si compone:
- Stato patrimoniale
- Conto economico
- Rendiconto finanziario
- Nota integrativa
Tra le diverse funzioni che assolve il bilancio finanziario, la principale è quella informativa: infatti è lo
strumento primario di conoscenza di una serie di dati del gruppo (economici, patrimoniali e finanziari) utili
ai terzi, ai soci e al controllo di gestione, che non emergono in modo cosi chiaro dai singoli bilanci di ogni
societa.

Bilanci per le microimprese


L’articolo 2435 ter cc individua le c.d microimprese e disciplina la semplificazione per la redazione del loro
bilancio. Le micro imprese sono le societa che non superano determinati limiti e sono considerate tappi
quelle societa che nel primo esercizio o per due esercizi consecutivi non hanno superato due dei seguenti
limiti:
- Totale dell’attivo 175.000 €
- Fatturato 350.000€
- Dipendenti occupati: 5
Queste piccole societa possono redigere un bilancio in forma ridotta che contiene lo stato patrimoniale e il
conto economico come le societa che redigono il bilancio in forma abbreviata con alcune modifiche: sono
esonerate dalla redazione del rendiconto di gestione della nota integrativa e dalla relazione sulla gestione.

CAP 15: LA SOCIETA IN ACCOMANDITA PER AZIONI (SAA)


Nozione
La sapa è una societa di capitali dotata di personalità giuridica caratterizzata dalla contemporanea presenza
di due tipi di soci:
- Soci accomandatari: rispondo solidamente e illimitatamente per le obbligazioni sociali
- Soci accomandanti: obbligati nei limiti della quota di capitale sottoscritta.
Le quote di partecipazione di entrambe le categorie di soci sono rappresentate dalle azioni.

L’art 2454 cc afferma che alle sapa si applica le norme relative alla spa.

I caratteri peculiari della sapa sono:


- Le due diverse categorie di soci
- La superiorità nel piano gerarchi degli accomandatari rispetto gli accomandanti, poiché hanno la
funzione gestorio e del diritto di veto di cui sono titolari
- L’abbinamento della funzione gestorio alla responsabilità illimitata. I soci accomandatari sono
amministratori di diritti personalmente e illimitatamente responsabili
La disciplina per la costituzione della sapa, per i conferimenti dei soci e le partecipazioni azionarie è = a
quella delle spa

Vi sono alcune differenze:


- Art 2455 cc stabilisce che l’atto costitutivo della sapa deve indicare i soci accomandatari
- Art 2453 cc risponde che la denominazione della societa deve essere costitutiva dal nome di almeno
uno dei soci accomandatari

Nella prassi questo modello societario non ha mai avuto grande diffusione, se non in pochi sporadici casi,
come precisa una nota del Consiglio Nazionale del Notariato, in cui è stata utilizzata come “cassaforte di
famiglia”.

Gli accomandatari sono di diritto amministratori e le norme sulla nomina dei nuovi amministratori
attribuiscono un diritto di veto sulla scelta dei nuovi a quelli gia in carico, rendendo il gruppo di comunando
sicuro da tentativi di scalata della societa.

Le diverse categorie di soci. Gli organi sociali


Ex art 2455 cc gli accomandatari sono di diritto amministratori e sono soggetti agli obblighi degli
amministratori delle spa.

In caso di violazione di obblighi posti a loro dalla legge e dall’atto costitutivo, essi sono tenuti al
risarcimento del danno nei confronti della società, creditori sociali e dei singoli soci eventualmente
danneggiati

I soci accomandatari rispondono solidamente e illimitatamente poter le obbligazioni sociali.


​questa responsabilità ha carattere sussidiario: i8 creditori sociali possono agire nei confronti degli
accomandatari solo dopo l’esclusione infruttuosa del capitale sociale.
La carica di amministratore nelle sapa non è soggetta a nessun limite temporale.
Pero gli amministratori accomandatari possono essere revocati sempre anche senza giusta causa, salvo
risarcimento dei danni

Gli amministratori possono anche dimettersi al loro ufficio: non rispondono in questo caso per le
obbligazioni sociali nate posteriore e t all’iscrizione nel registro delle imprese della sua cessazione.

Per quanto riguarda la disciplina fallimentare della spa comporta il fallimento anche dei singoli
accomandatari.

➔ Differenza tra sas e sapa:


• Nella sas il socio accomandatario non è per forza amministratore, mentre nella sapa le due qualità tra
accomandatario e amministratore sono inscindibili
• L’ accomandatario della sapa risponde per il periodo in cui mantiene l’ufficio d’amministratore

L’assemblea della sapa svolge la sue attività seguendo le modalità di funzionamento per le spa.
Le maggioranze si formano con riferimento alle porzioni del capitale possedute dai soci indipendentemente
che siano accomandatari o accomandanti.
Vi sono delle eccezioni:
- Ex art 2459 cc i soci accomandatari non hanno diritto di voto nelle delibere che concernono la nomina/
revoca di sindaci e del consiglio di sorveglianza per garantire l’autonomia e indipendenza
- Le modifiche dell’atto costituto devono essere approvate anche da tutti i soci accomandatari
- In materia si sostituzione degli amministratori la delibera dell’assemblea straordinaria, deve essere
approvata anche agli amministratori rimasti in carica

Lo scioglimento della societa


Lo scioglimento della spa è regolata dalle norme previste per le spa e di capitali
È prevista una causa di scioglimento particolare: la cessazione dalla carica di tutti i soci accomandatari
provoca lo scioglimento della sapa se nel termine di 180 gg non si è provveduto alla loro sostituzione.

Per questo periodo il collegio sindacale nomina un amministratore provvisorio per il compimento di atti di
ordinataria amministrazione

Tra le cause di scioglimento della sapa non è previsto il venir meno degli accomandanti. —> pero nella
pratica questo comporta lo scioglimento della societa quando si ha la necessita di adottare una delibera che
per legge è riservata esclusivamente agli accomandanti.

CAP 16: LA SRL


Nozione
La srl è un ente dotato di personalità giuri a che appartiene alle societa di capitali ed è una forma piu
ricorrenti nell’esercizio dell’attività di impresa

È dotata di autonomia patrimoniale perfetta e i soci non sono responsabili personalmente per le obbligazioni
sociali, anche se hanno agito in nome e per conto della societa nemmeno in via sussidiaria—> Cio significa
che vi è una separazione assoluta tra patrimonio della societa e patrimonio dei singoli soci.

La srl è molto simile alla spa ma il legislatore ha voluto accentuare il carattere personale dell’ente
predisponendo una struttura organizzativa che favorisce la partecipazione dei soci alla gestione della societa
e per quest’osso motivo la srl è definita una societa intermedio tra societa di capitali e societa di persone.

Le quote di partecipazione dei soci, infatti, non possono essere rappresentate da azioni, e possono dunque
avere diverso valore.

Il capitale sociale minimo richiesto per la costituzione della s.r.l. è 10.000 euro.
Tuttavia il decreto Lavoro del 2013, ha introdotto la possibilità, per tutte le S.r.l., di determinare
l’ammontare di capitale in misura inferiore ad euro 10.000, pari almeno ad 1 euro, con conferimenti
esclusivamente in denaro, con i limiti previsti dall’art. 2463bis c.c..

La costituzione della srl


La costituzione della società a responsabilità limitata è essenzialmente sottoposta alla stessa disciplina
prevista per la società per azioni ed è regolata dall’art. 2463 del c.c..

La società può essere costituita con contratto o con atto unilaterale.

L’art. 2463, richiede l'indicazione di specifici requisiti nell'atto costitutivo, ai fini dell'iscrizione nel registro
delle imprese.
La mancanza di alcuni dei requisiti indicati dall’art. 2463, comporta la nullità del contratto sociale ai sensi
dell’art. 2332, mentre altri possono mancare perché suppliscono le indicazioni di legge o sono ricavabili da
altre indicazioni dell'atto medesimo.

L'atto costitutivo deve essere redatto, a pena di nullità, per atto pubblico e deve indicare:
- Cognome e nome o denominazione, data e luogo di nascita o lo stato di costituzione, domicilio o sede
- Denominazione che indica srl e il comune in cui c’è la sede della societa e le eventuali sedi secondarie
- I conferimenti di ogni socio e il valore attribuito ai crediti e beni conferiti in natura
- La quota di partecipazione di ogni socio
- Gli amministratori e il revisore legale eventuale
- Importo globale delle spese per la costituzione

Diversamente dalle spa per le srl non è prevista la durata nell’atto costitutivo e quindi di intende a tempo
indeterminato.

Accanto alla srl ordinaria, l’art. 2463bis del c.c. disciplina la società a responsabilità limitata semplificata.

La società a responsabilità limitata semplificata, in buona sostanza, è una forma di s.r.l. la cui costituzione è
agevolata dal punto di vista dell’ammontare del capitale sociale necessario e dei costi da sostenere. Il
capitale sociale massimo della srls non può superare i 9.999,99 euro.

I conferimenti e le quote.
La disciplina sui conferimenti e quote ricalca quella delle societa di persone e NON a quella delle spa:
L’art 2468 cc afferma che la misura delle partecipazioni sociali puo essere NON proporzionale ai
conferimenti prestati: L’atto costitutivo, infatti, può prevedere l’attribuzione di particolari diritti riguardanti
l’amministrazione o la distribuzione degli utili.

E’ poi stabilito che il valore globale dei conferimenti non può essere inferiore all’ammontare totale del
capitale sociale.

➢ In tale modo risulta istituita un'espressa correlazione tra il capitale e il valore complessivo dei
conferimenti.
Come già detto, è concessa, in via esclusiva per la Srl, la possibilità che il versamento in denaro sia
sostituito dalla stipula di una polizza di assicurazione o di una fideiussione bancaria con le caratteristiche
determinate con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri.

➢ Secondo la dottrina, oggetto del conferimento resta, comunque, il denaro.


Nella s.r.l., possono essere conferiti tutti gli elementi dell’attivo suscettibili di valutazione economica.
Può essere conferito nella Srl qualsiasi bene o utilità, purché possa essere valutato economicamente e,
quindi, sussista la concreta possibilità di stimare in termini obiettivi l'entità conferita.

Il conferimento di opera o di servizi e, quindi, di prestazioni con carattere essenzialmente personale è


ammesso, ma deve essere necessariamente assunto dal socio congiuntamente alla prestazione di una polizza
assicurativa, una fideiussione bancaria o, se l'atto costitutivo lo prevede, di una cauzione in denaro a favore
della società.

Nella Srl non sono legislativamente previste le prestazioni accessorie, perché l'ampliamento delle entità
conferibili a capitale sociale rende quasi superflua la categoria delle prestazioni "ulteriori" rispetto al
conferimento in senso tecnico.

➢ Tuttavia, secondo la dottrina, le prestazioni accessorie sono comunque ammissibili, pur nel silenzio
del legislatore
Per quanto riguarda i conferimenti in natura, l’art. 2464 co.3 stabilisce che se nell’atto costitutivo non è
stabilito diversamente, il conferimento deve farsi in denaro e che per i conferimenti di beni in natura e di
crediti si osservano le disposizioni degli artt. 2254 e 2255.

➢ Il rinvio all'art. 2254, per il conferimento in proprietà, rende applicabili le norme sulla vendita e,
conseguentemente, l'art. 1465.

➢ In tema di conferimento di crediti, il rinvio all'art. 2255 comporta la responsabilità del conferente
per l'insolvenza del debitore, nei limiti indicati dall'art. 1267.
Le quote corrispondenti a tali conferimenti devono essere integralmente liberate al momento della
sottoscrizione così come previsto dall’art. 2464, co. 5.

L’art. 2465 semplifica, rispetto a quanto previsto per le S.p.a., le regole relative alla stima dei conferimenti
in natura e di crediti, evitando la necessità che l’esperto sia nominato dal tribunale.

1. La relazione di stima, infatti, deve essere predisposta da un revisore legale o società di revisione
iscritti nell’apposito registro, scelti dallo stesso socio e non è soggetta ad ulteriori controlli.
A seguito del conferimento, ciascun socio acquista una quota sociale.

La quota sociale, rappresenta la misura della partecipazione nella S.r.l., e come già detto, non può essere
rappresentata da azioni, nè può costituire oggetto di offerta al pubblico di prodotti finanziari

Differenza delle quote delle srl dalle azioni spa


Il capitale della S.r.l. è diviso in parti secondo il numero dei soci.

Il numero iniziale delle quote corrisponde al numero dei soci che partecipano alla costituzione della società,
e ciascun socio diventa titolare di un’unica quota di partecipazione.

a. mentre le azioni sono di eguale valore, le quote possono essere di diverso ammontare;
b. mentre nella S.p.a. il socio ha più partecipazioni sociali, che restano tendenzialmente
autonome e distinte tra loro, nella S.r.l. il socio è titolare di una sola quota (es. il socio della
s.r.l. che sottoscrive capitale per 10 non avrà dieci quote da 1, ma un’unica quota da 10);

c. mentre le azioni sono incorporate in un titolo di credito, le quote non possono essere
rappresentate da titoli di credito nè costituire oggetto di offerta al pubblico di prodotti
finanziari.
I diritti sociali spettanti ai soci della s.r.l., sono attribuiti in misura proporzionale alla partecipazione da
ciascuno posseduta.

➢ l’atto costitutivo, può prevedere l’attribuzione ai singoli soci di particolari diritti relativi
all’amministrazione della società o alla distribuzione degli utili.
Caratteristiche della quota sociale, salvo limitazioni introdotte dalla volontà delle parti, sono:

A) la trasferibilità e
B) la divisibilità.
Trasferibilità: Le partecipazioni nella srl, sono liberamente trasferibili per atto tra vivi e per successione a
causa di morte, salvo contraria disposizione dell’atto costitutivo.

➢ Il trasferimento delle partecipazioni ha effetto dal momento del deposito dell’atto di cessione nel
Registro delle imprese.
Il deposito presso il Registro delle imprese ha un altro importante effetto, in quanto, in caso di eventuale
conflitto tra più acquirenti della stessa partecipazione prevale colui che per primo ottiene l’iscrizione del
trasferimento nel Registro delle imprese, purché sia in buona fede.
Se l’atto costitutivo:

A) prevede l’intrasferibilità delle partecipazioni o


B) ne subordina il trasferimento al gradimento di organi sociali, di soci o di terzi, senza stabilirne
limiti e condizioni, o

C) pone condizioni o limiti che impediscono il trasferimento a causa di morte

il socio o i suoi eredi possono esercitare il diritto di recesso.

➢ l’atto costitutivo può fissare un termine, non superiore a due anni dalla costituzione della società o
dalla sottoscrizione della partecipazione, prima del quale il recesso non può essere esercitato.
L’atto di trasferimento deve essere redatto per iscritto con firma autenticata dal notaio, il quale entro 30
giorni, dovrà depositarlo nel registro delle imprese.
Può provvedere al deposito, anche un dottore commercialista iscritto all’albo.

La libera trasferibilità della quota, infine, determina anche la piena espropriabilità della stessa, da parte dei
creditori del socio.

In caso di cessione della quota, l’alienante è obbligato solidalmente con l’acquirente, per il periodo di tre
anni dall’iscrizione del trasferimento nel registro delle imprese, per i versamenti ancora dovuti.

La partecipazione sociale della srl, può formare oggetto di pegno, usufrutto e sequestro.

Divisibilità: a differenza di quanto stabilito in materia di titoli azionari, le quote delle s.r.l . sono divisibili sia
nelle ipotesi di successione per causa di morte che di alienazione.

➢ L’atto costitutivo però può, stabilire l’indivisibilità ed in tal caso, si applica l’art. 2468, ult. co.
Le quote delle S.r.l. attribuiscono tutti i diritti e gli obblighi inerenti alla qualità di socio tra i quali:

A) il diritto di voto,
B) il diritto agli utili
C) il diritto alla liquidazione ed
D) il diritto di opzione.

Con l’acquisto dello status di socio, ciascun interessato assume l’obbligo di eseguire il conferimento
promesso.
L’art. 2466 detta una disciplina speciale qualora il socio non esegua il pagamento delle quote dovute. Tale
disciplina diverge da quella della s.p.a..

Difatti, nella s.r.l. è previsto che il socio moroso non possa partecipare alle decisioni dei soci.

Gli amministratori, come stabilito dal 2466, devono procedere alla diffida del socio ad eseguire il
conferimento entro 30 giorni. Termine che può essere ampliato ma non ridotto.

➢ La mancanza della diffida invalida il procedimento.


La quota del socio moroso è offerta a ciascun socio in proporzione alla propria partecipazione, salvo diversa
disposizione dell’atto costitutivo.
Il valore della quota è quello risultante dal bilancio e non quello di mercato.
Se le quote non possono essere vendute, devono essere estinte con una riduzione del capitale corrispondente.

Infine, nella S.r.l., l’acquisto di quote proprie non è consentito.


Non è consentito neanche con le cautele previste per la S.p.a..

Gli organi sociali


Gli organi sociali della s.r.l. sono simili, quanto alla disciplina, a quelli della società per azioni.

Anche le regole di funzionamento degli organi sociali sono il più delle volte simili a quelle della s.p.a. a
causa dei numerosi rinvii operati dagli articoli del codice civile in materia.

A) L’assemblea

L’art. 2479, stabilisce la regola in base alla quale spetta all'atto costitutivo la individuazione delle materie
riservate alla competenza dei soci e degli amministratori.

➢ in ogni caso, qualsiasi materia può essere rimessa alla valutazione dei soci:
A. quando richiesto dagli amministratori o
B. da un numero qualificato di soci che rappresentano un terzo del capitale sociale.

In ogni caso sono riservate, per legge, alla competenza dei soci:

1) l'approvazione del bilancio e la distribuzione degli utili;


2) la nomina, se prevista nell'atto costitutivo, degli amministratori;
3) la nomina nei casi previsti dall'articolo 2477 dei sindaci e del presidente del collegio sindacale o del
soggetto incaricato di effettuare la revisione legale dei conti;

4) le modificazioni dell'atto costitutivo;


5) la decisione di compiere operazioni che comportano una sostanziale modificazione dell'oggetto
sociale determinato nell'atto costitutivo o una rilevante modificazione dei diritti dei soci.

Scomparsa, a seguito della riforma del diritto societario del 2003, la previsione dei due tipi di assemblea
ordinaria e straordinaria.

➢ le differenti competenze per materia sono state distribuite ai soci ed all’assemblea dei soci, con
l’indicazione di diverse maggioranze per l’approvazione delle relative deliberazioni.

Il modello decisionale legale, è quello dell’assemblea collegiale.


Esso infatti, opera in assenza di diversa previsione dell’atto costitutivo.
Per utilizzare il metodo non collegiale, è necessaria una espressa previsione in seno all’atto costitutivo.

➢ Tuttavia per determinate decisioni previste ai nn. 4) e 5) dell’art. 2479 (modificazioni dell'atto
costitutivo o dell'oggetto sociale) nonchè che l'assemblea può essere sempre richiesta da ciascun
amministratore e dai soci che rappresentino almeno un terzo del capitale sociale, si deve rispettare il
modello legale dall’assemblea collegiale.

In assenza di diversa previsione statutaria, l’ultimo comma dell’art. 2479, stabilisce che tutte le decisioni
extra- assembleari debbano essere assunte con il voto favorevole di una maggioranza che rappresenti almeno
la metà del capitale sociale.

B) Gli amministratori

Anche con riferimento alla gestione della srl, il legislatore, ha lasciato ampio spazio all'autonomia statutaria.

A differenza della disciplina in materia di Spa, inderogabilmente fondata sull'esclusiva spettanza della
gestione dell'impresa agli amministratori, l'atto costitutivo della Srl può:

1) riservare rilevanti competenze gestorie alla collettività dei soci;


2) attribuire prerogative in materia gestoria individualmente a singoli soci, richiedendo la loro
autorizzazione al compimento di determinate operazioni;

3) contenere clausole con le quali si deferiscono ad uno o più terzi i contrasti tra coloro che
hanno il potere di amministrazione in ordine alle decisioni da adottare nella gestione della
società.

L'atto costitutivo, inoltre:

1) può istituire un organo amministrativo in cui la decisione possa essere adottata sulla base
del consenso espresso per iscritto dagli amministratori e senza che sia necessaria una
riunione;

2) può attribuire l'amministrazione unicamente ad uno o può soci, o anche a terzi;


3) può prevedere forme di amministrazione congiuntiva o disgiuntiva, alle quali si applichino
le regole in materia di società di persone, oppure concentrare tutti i poteri in capo ai soci ed
attribuire ad essi anche l'amministrazione della società, come accade di regola nelle società
di persone. Sussiste, in ogni caso, ai sensi dell’art. 2475 bis, il limite del necessario
collegamento tra la funzione amministrativa e il correlativo potere di rappresentanza.

Il D.Lgs. n. 14/2019, ha introdotto nel nostro ordinamento il Codice della crisi dell'impresa e dell'insolvenza,
che sostituirà la Legge Fallimentare.

Il Codice della crisi, individua nelle procedure concorsuali non più una funzione liquidatoria, quanto
piuttosto uno strumento di conservazione dell'impresa a tutela immediata dei creditori e, più in generale, a
protezione dell'economia e dell'occupazione.

Nell'ambito di questo intervento, il Legislatore ha apportato modifiche ad alcuni articoli del codice civile,
anche con riferimento alla disciplina della s.r.l., al fine di armonizzarli con la nuova disciplina della Crisi
dell'impresa.

Nello specifico, ai sensi del nuovo 2° co. dell'art. 2086, l'imprenditore che operi in forma societaria o
collettiva dovrà dotarsi, di un assetto organizzativo, amministrativo, contabile adeguato alla natura ed alle
dimensioni dell'impresa.

La ratio del Legislatore, è senza dubbio quella di rendere gli imprenditori più consapevoli nella gestione
dell'impresa per permettere loro di orientare immediatamente la propria condotta al fine di superare le
eventuali crisi che dovessero colpire l'impresa.

Il Codice della Crisi, ha previsto altresì che nelle Srl la gestione dell'impresa sia affidata esclusivamente agli
amministratori.

La norma sembra mal conciliarsi con altre disposizione del codice civile che prevedono attività gestorie
anche in capo ai soci.
Dunque ai sensi del novellato art. 2475, la gestione dell'impresa si svolge nel rispetto della disposizione di
cui all'articolo 2086, secondo comma, e spetta esclusivamente agli amministratori, i quali compiono le
operazioni necessarie per l'attuazione dell'oggetto sociale.

Gli amministratori, se previsto nell’atto costitutivo, possono essere scelti anche tra non soci.

Se l’amministrazione viene affidata a più persone, è espressamente previsto che esse diano vita al consiglio
di amministrazione.

Le decisioni espresse dal consiglio, come già detto, possono essere adottate anche senza la necessità della
riunione, ma anche con il semplice consenso scritto degli amministratori.

E’ altresì possibile scegliere nell’atto costitutivo:

a) il sistema dell’amministrazione disgiuntiva → che attribuisce il potere gestorio a


ciascun amministratore con potere di veto degli altri

b) o quello di amministrazione congiuntiva, che può addirittura contemplare la


necessità del consenso unanime di tutti gli amministratori.

La redazione del progetto di bilancio e dei progetti di fusione o scissione, nonché le decisioni di aumento del
capitale ai sensi dell'articolo 2481, devono essere necessariamente adottate con il metodo della riunione
collegiale.

In merito alla responsabilità degli amministratori, l’art. 2476 c.c. stabilisce che essi sono responsabili verso
la società per i danni ad essa derivanti dall’inosservanza dei doveri imposti dalla legge o dall’atto
costitutivo.

Gli amministratori sono altresì responsabili per i danni arrecati direttamente a terzi o a singoli soci i quali
possono agire per ottenere il risarcimento dei danni ad essi spettanti.
L’art. 2476 c.c. stabilisce, inoltre, che sono solidalmente responsabili con gli amministratori quei soci che
abbiano intenzionalmente deciso e autorizzato l’operazione dannosa.

L’azione di responsabilità può essere promossa da ciascun socio, il quale, ove provi l’esistenza di gravi
irregolarita‘ nella gestione.

La legittimazione all'azione sociale è estesa ad ogni socio qualunque sia la sua quota.

Il socio può chiedere che il tribunale disponga in via cautelare la revoca dell’amministratore.

La responsabilità verso i terzi, invece, ha natura extracontrattuale e da luogo, dunque, ad azione individuale.

Il nuovo Codice della crisi modificando l’art. 2476 c.c., ha previsto altresì la responsabilità degli
amministratori verso i creditori sociali per l’inosservanza degli obblighi inerenti alla conservazione
dell’integrità del patrimonio sociale.

C) I controlli

Il controllo del socio si esplica:

1) mediante l'esercizio del diritto di ottenere informazioni dagli amministratori sullo


svolgimento degli affari sociali, nonché

2) mediante l'esercizio del diritto alla consultazione dei libri sociali e dei documenti relativi
all'amministrazione.

Il legislatore attribuisce alla funzione di controllo interno un compito fondamentale per garantire una sana
gestione dell’impresa.

Le caratteristiche della disciplina dei controlli nella srl, si possono così riassumere:

a) riconoscimento di incisivi poteri di controllo a tutti i soci non amministratori, indipendentemente


dalla quota di capitale posseduta;

b) mancata previsione di forme di intervento giudiziario sulla regolarità della gestione;


c) carattere facoltativo dell’organo di controllo interno, la cui nomina è imposta solo al superamento di
parametri determinati dal legislatore.

L'art. 2477, 1° co. stabilisce che l'atto costitutivo possa prevedere la nomina del collegio sindacale o di un
revisore, determinandone le competenze e i poteri.

In caso di nomina facoltativa sarà l'atto costitutivo a determinare le competenze e i poteri del collegio
sindacale o del revisore.

Il potere di controllo individuale del socio, previsto dall'art. 2476, 2° co., persiste indipendentemente dalla
nomina del collegio sindacale.

Il Codice della Crisi, al fine di favorire l’emersione e la gestione tempestiva della crisi, ha ampliato le ipotesi
in cui, nelle S.r.l., è obbligatoria la nomina degli organi di controllo interni e dei revisori.

Il novellato art. 2477 c.c. al comma 2 dispone che la nomina dell’organo di controllo o del revisore è
obbligatoria se la società:

a) è tenuta alla redazione del bilancio consolidato;

b) controlla una società obbligata alla revisione legale dei conti;

c) ha superato per due esercizi consecutivi almeno uno dei seguenti limiti:

1) totale dell'attivo dello stato patrimoniale: 4 milioni di euro;

2) ricavi delle vendite e delle prestazioni: 4 milioni di euro;

3) dipendenti occupati in media durante l'esercizio: 20 unità

L'obbligo di nomina dell'organo di controllo o del revisore cessa quando, per tre esercizi consecutivi, la
società non ha superato alcuno dei predetti limiti descritti dall’art. 2477 comma 2.

Nel caso di nomina dell’organo di controllo, si applicano le disposizioni sul collegio sindacale previste per
la S.p.a..

Le srl unipersonali
La disciplina dettata per la S.r.l. con unico socio prevede che:

a) Ai sensi dell’art. 2250, negli atti e nella corrispondenza della società deve essere fatta espressa
menzione dell’esistenza di un socio unico;

b) ove la societa‘ sia detenuta da un unico socio o sia mutata la persona di questo, gli amministratori
devono depositare per l’iscrizione nel registro delle imprese una dichiarazione contenente le
generalità del socio.

c) All’atto della costituzione della società il conferimento in denaro deve essere interamente versato.
Nel caso, poi, di unicità sopravvenuta, l’unico socio deve completare entro novanta giorni il
versamento della rimanente percentuale di conferimento;

d) Come stabilisce l’art. 2478, i contratti tra la società e l’unico socio, nonché le operazioni a favore
dell’unico socio, per essere opponibili ai creditori, devono essere trascritti nel libro delle decisioni
degli amministratori oppure risultare da atto scritto;

e) Infine, l’art. 2462 stabilisce che delle obbligazioni sociali risponde solo la società con il suo
patrimonio ed i creditori sociali non possono avanzare pretese sul patrimonio personale dell’unico
socio.

Il legislatore, inoltre, circoscrive le ipotesi di assunzione della responsabilità illimitata da parte dell’unico
socio, in caso di insolvenza della società, esclusivamente alla ricorrenza dei seguenti presupposti:

a) mancato versamento dell’intero ammontare dei conferimenti in denaro all’atto della costituzione;
b) nel caso di unicità sopravvenuta, mancata effettuazione dei versamenti ancora dovuti dal socio unico
entro il termine di novanta giorni;

c) mancata attuazione della pubblicità dei dati relativi all’unico socio, sia esso persona fisica o
giuridica, mediante iscrizione nel registro delle imprese.
Ai sensi dell’art. 2462, in presenza anche di una sola delle ipotesi indicate, se la società è insolvente, l'unico
socio dovrà rispondere illimitatamente per le obbligazioni sociali sorte nel periodo in cui l’intera
partecipazione sociale risulta essergli appartenuta.

Viceversa, il rispetto delle prescrizioni in materia di conferimenti e di pubblicità consente all’unico socio di
godere del beneficio della responsabilità limitata, anche se la società è insolvente.

Le srl semplificata
La società a responsabilità limitata semplificata (s.r.l.s.) è una società di capitali con personalità giuridica
autonoma.

Per le obbligazioni sociali risponde solo il patrimonio della società.

Inizialmente era previsto il limite di età di 35 anni, successivamente è stato eliminato.

La società a responsabilità limitata semplificata può essere costituita con contratto o atto unilaterale da
persone fisiche

L'atto costitutivo, ai sensi dell’art. 2463bis, deve essere redatto per atto pubblico in conformità al modello
standard tipizzato con decreto del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro dell'economia e delle
finanze e con il Ministro dello sviluppo economico, e deve indicare:

1) il cognome, il nome, la data, il luogo di nascita, il domicilio, la cittadinanza di ciascun socio;


2) la denominazione sociale contenente l'indicazione di società a responsabilità limitata
semplificata e il comune ove sono poste la sede della società e le eventuali sedi secondarie;

3) l'ammontare del capitale sociale, pari almeno ad 1 euro e inferiore all'importo di 10.000 euro,
sottoscritto e interamente versato alla data della costituzione. Il conferimento deve farsi in
denaro ed essere versato all'organo amministrativo;

4) l’oggetto sociale;
5) le quote di partecipazione di ciascun socio;
6) le norme relative al funzionamento della società, indicando quelle concernenti
l’amministrazione e l’eventuale soggetto incaricato di effettuare la revisione legale dei conti;

7) luogo e data di sottoscrizione;


8) gli amministratori.

Inoltre, è possibile anche costituire una srls unipersonale, cioè con socio unico, senza per questo perdere la
responsabilità limitata al solo patrimonio della società.

Recesso ed esclusione del socio nella srl


L’art. 2473, introduce rilevanti novità, relative all'eliminazione del principio di tassatività delle cause di
recesso nella srl, e all'introduzione di una disciplina del rimborso della partecipazione dettata al fine di
assicurare equilibrio tra la misura della liquidazione della partecipazione e il suo valore di mercato.

Il recesso è, per la prima volta, regolato in modo autonomo rispetto alla disciplina in materia di Spa.

Difatti, ai sensi del citato art. 2473, l'atto costitutivo determina quando il socio può recedere dalla società e
le relative modalità.

I soci della Srl, comunque, possono recedere nel caso di:

1) cambiamento dell’oggetto del tipo di società

2) fusione o scissione della società


3) revoca dello stato di liquidazione
4) trasferimento della sede sociale all’estero
5) eliminazione di una o più cause di recesso previste dall'atto costitutivo
6) compimento di operazioni che comportano una sostanziale modificazione dell’oggetto
sociale determinato nell’atto costitutivo o una rilevante modificazione dei diritti attribuiti ai
soci

Inoltre, se la società è stata contratta a tempo indeterminato, il socio può recedere in ogni momento, come il
socio delle società di persone, con un preavviso di almeno centottanta giorni.

Se, invece, la società è contratta a tempo determinato, il socio ha diritto di recedere in ogni momento:

a. se le quote sono intrasferibili o


b. se il trasferimento è subordinato al gradimento degli organi sociali e non siano previste
condizioni e limiti all’esercizio del gradimento stesso.

Come già detto, gli statuti possono prevedere ulteriori ipotesi, oltre a quelle già contemplate dalla legge.

Se per un verso, all’autonomia statutaria è rimessa la previsione di forme e termini per l’esercizio del diritto
di recesso, mentre, per altro verso, è la stessa legge che descrive le modalità del rimborso delle
partecipazioni per cui è stato esercitato il diritto di recesso.

Ai sensi dell’art. 2473, co. 3, i soci che recedono dalla società hanno diritto di ottenere il rimborso della
propria partecipazione in proporzione del patrimonio sociale.

Esso a tal fine è determinato tenendo conto del suo valore di mercato al momento della dichiarazione di
recesso.

L’art. 2473bis stabilisce, infine, che l'atto costitutivo può prevedere specifiche ipotesi di esclusione per
giusta causa del socio. In tal caso si applicano le disposizioni del recesso, esclusa la possibilità del rimborso
della partecipazione mediante riduzione del capitale sociale.

CAP 17: LO SCIOGLIMENTO E LA LIQUIDAZIONE


Cause di scioglimento
L’estinzione della società per azioni si realizza mediante una complessa fattispecie a formazione progressiva
articolata in tre momenti:

1) lo scioglimento;
2) il procedimento di liquidazione e
3) la cancellazione dell’ente dal registro delle imprese.

Invero, il verificarsi di una causa di scioglimento non determina automaticamente l’estinzione dell’ente.

Quello che si verifica, invece, è un cambiamento dello scopo sociale:

➢ La società difatti, non ha più come scopo sociale quello di svolgere un’attività economica, bensì
quella di ripartire fra i soci i guadagni realizzati, insieme al rimborso dei conferimenti effettuati.

A differenza di quanto avviene nelle società di persone, nelle società di capitali il procedimento di
liquidazione è inderogabile, anche se mancano debiti o attività da liquidare.

➢ Ne consegue, dunque, che nelle società di capitali, anche se non vi sono debiti, non è possibile
assegnare i beni sociali ai soci.

Le fasi dello scioglimento e della liquidazione di tutte le società di capitali sono regolate da un’unica
disciplina.
Specificamente, lo scioglimento si verifica nelle seguenti ipotesi:

1) Decorso del termine


2) Conseguimento dell’oggetto sociale o sopravvenuta impossibilità di conseguirlo.
✓ l’assemblea, può però, nei termini previsti per legge, deliberare le opportune modifiche
statutarie idonee ad evitare lo scioglimento

3) Impossibilità di funzionamento o continuata inattività dell’assemblea


4) Riduzione del capitale al di sotto del minimo legale
5) Incapacità patrimoniale della societa‘ di procedere alla liquidazione della quota al socio recedente
6) Deliberazione dell’assemblea
7) Altre cause previste dall’atto costitutivo
8) Apertura della procedura di liquidazione giudiziale e della liquidazione controllata

Tutte le cause di scioglimento operano di diritto e spetta all’organo amministrativo il compito di effettuare
l’accertamento del verificarsi di una causa di scioglimento.

Accertata la causa di scioglimento, l’organo amministrativo deve procedere agli adempimenti conseguenti.

Lo scioglimento della società di capitali, non produce i suoi effetti finché non è iscritto nel registro delle
imprese.

La pubblicità nel registro delle imprese, dunque, ha efficacia costitutiva.

➢ In caso di ritardo od omissione, gli amministratori sono personalmente e solidalmente responsabili


per i danni subiti dalla società, dai soci, dai creditori sociali e dai terzi.

Quando si verifica una causa di scioglimento e fino al momento in cui non viene nominato il liquidatore,
spetta agli amministratori il potere di gestire la società ai soli fini della conservazione dell'integrità e del
valore del patrimonio sociale.

L’art. 2486 stabilisce il quantum del danno risarcibile dagli amministratori.

➢ il danno risarcibile è pari alla differenza:


o tra il patrimonio netto alla data in cui l'amministratore è cessato dalla carica o, in caso di
apertura di una procedura concorsuale, alla data di apertura di tale procedura

o e il patrimonio netto determinato alla data in cui si è verificata una causa di scioglimento di
cui all'articolo 2484, detratti i costi sostenuti e da sostenere, secondo un criterio di normalità,
dopo il verificarsi della causa di scioglimento e fino al compimento della liquidazione.

Se è stata aperta una procedura concorsuale e mancano le scritture contabili o se a causa dell'irregolarità
delle stesse o per altre ragioni i netti patrimoniali non possono essere determinati, il danno è liquidato in
misura pari alla differenza tra attivo e passivo accertati nella procedura.

Lo stato di liquidazione e il procedimento di liquidazione


A seguito del prodursi di una causa di scioglimento, la società entra, automaticamente, in stato di
liquidazione.
La legge riconosce, in questa fase, la possibilità di una continuazione temporanea, anche di singoli rami
d’azienda, purché finalizzata al migliore realizzo dell’attivo.

Il procedimento di liquidazione inizia con la deliberazione assembleare di nomina di uno o più liquidatori.

➢ La deliberazione assembleare di nomina dei liquidatori è necessaria solo quando al riguardo non
abbiano già disposto l'atto costitutivo o lo statuto.

L’assemblea delibera con le maggioranze prescritte per l’assemblea straordinaria.

La deliberazione assembleare deve fissare altresì:

a) i criteri di svolgimento della liquidazione;


b) i poteri dei liquidatori con particolare riguardo alla cessione dell’azienda o di rami di essa o di
singoli beni e diritti;

c) gli atti necessari per la conservazione del valore dell’impresa, ivi compreso l’esercizio provvisorio,
in funzione del miglior realizzo dell’attivo.

Un momento fondamentale viene scandito dall’iscrizione nel registro delle imprese della delibera di nomina
dei liquidatori.

L’iscrizione nel registro delle imprese, infatti, segna il momento esatto della successione tra amministratori e
liquidatori.

➢ Quindi, la cessazione della carica degli amministratori si ha con l’iscrizione nel registro delle
imprese della nomina dei liquidatori.

Esaurita questa fase iniziale del procedimento, scatta l‘obbligo di aggiungere alla denominazione sociale
“società in liquidazione”.

Gli amministratori uscenti, insieme ai libri sociali, consegnano ai liquidatori:

1. una situazione dei conti al momento in cui ha effetto lo scioglimento e


2. consegnano altresì, un rendiconto di gestione relativo all'ultima porzione di esercizio sociale.
➢ tale documentazione sarà allegata al primo bilancio in fase di liquidazione.

La funzione principale dei liquidatori, è quella di chiudere i rapporti della società con i terzi, per consentire
la ripartizione del patrimonio residuo tra i soci.

L’art. 2489, stabilisce, salvo diversa disposizione statutaria, ovvero adottata in sede di nomina, che i
liquidatori hanno il potere di compiere tutti gli atti utili per la liquidazione della società.

I liquidatori, aggiunge la norma al comma secondo, debbono adempiere ai loro doveri con la professionalità
e diligenza richieste dalla natura dell'incarico e la loro responsabilità per i danni derivanti dall'inosservanza
di tali doveri è disciplinata secondo le norme in tema di responsabilità degli amministratori.

Inoltre i liquidatori:

1. Possono richiedere ai soci versamenti ancora dovuti se i fondi disponibili per la liquidazione sono
insufficienti al pagamento dei debiti sociali;

2. Non possono ripartire tra i soci, acconti sul risultato della liquidazione, salvo che la ripartizione non
incide sui diritti dei creditori sociali;

3. Sono personalmente e solidalmente responsabili per i danni cagionati ai creditori sociali secondo i
criteri stabiliti dal 2489

L’art. 2487ter, stabilisce altresì che la società può revocare lo stato di liquidazione, riconoscendo
espressamente all’assemblea in sede straordinaria il potere di deliberare la neutralizzazione della causa di
scioglimento.

➢ A tutela dei creditori sociali, l’efficacia della delibera è subordinata al loro consenso o alla mancata
opposizione nel termine di sessanta giorni dall’iscrizione della delibera nel registro delle imprese.

La revoca dello stato di liquidazione può essere pronunciata a condizione che non sia iniziata la
distribuzione dell’attivo.

Il bilancio finale di liquidazione e la cancellazione della societa


L’art. 2492 stabilisce che, compiuta la liquidazione, i liquidatori devono redigere il bilancio finale.

Il bilancio finale di liquidazione si compone:

1. del bilancio finale in senso stretto, che dà conto degli esiti della liquidazione, del denaro esistente e
del valore effettivo dei beni in natura e

2. del piano di riparto, che contiene le modalità di divisione tra i soci di ciò che è residuato.

Il bilancio deve essere sottoscritto dai liquidatori e accompagnato dalla relazione dei sindaci e del soggetto
incaricato di effettuare la revisione legale dei conti ed è, successivamente, depositato presso l'ufficio del
registro delle imprese.

Nei novanta giorni successivi all'iscrizione dell'avvenuto deposito, ogni socio può proporre reclamo davanti
al tribunale in contraddittorio dei liquidatori.

➢ La sentenza del Tribunale, fa stato anche riguardo ai non intervenuti.

Decorso il termine di novanta giorni senza che siano stati proposti reclami, il bilancio finale di liquidazione
s'intende approvato, e i liquidatori, salvi i loro obblighi relativi alla distribuzione dell'attivo risultante dal
bilancio, sono liberati di fronte ai soci.

➢ Il bilancio finale, dunque, non viene approvato dall'assemblea, ma dai singoli azionisti mediante un
particolare procedimento di approvazione tacita.

A seguito dell’approvazione del bilancio finale di liquidazione, i liquidatori devono chiedere la


cancellazione della società dal registro delle imprese e, con tale cancellazione, la società si estingue.
Tuttavia, dopo la cancellazione, l’art. 2495 stabilisce che i creditori sociali rimasti eventualmente
insoddisfatti potranno sempre agire:

a) contro i soci, ma solo fino alla concorrenza delle somme da questi riscosse in base al bilancio
finale di liquidazione e

b) contro i liquidatori, qualora il mancato pagamento sia dipeso da loro colpa.

La cancellazione deve, inoltre, essere richiesta dal curatore fallimentare, quando il fallimento si chiude per
insufficienza o integrale ripartizione dell’attivo.

La cancellazione è disposta d’ufficio, quando per oltre tre anni consecutivi non viene depositato il bilancio
annuale di liquidazione.

Compiuta la liquidazione, i libri della società devono essere depositati e conservati per dieci anni presso
l’ufficio del registro delle imprese affinché chiunque possa esaminarli anticipando le spese.

➢ Ove i liquidatori non adempiano a tale obbligo, incorreranno in un'ipotesi di responsabilità.

CAPITOLO 18: TRASFORMAZIONE, FUSIONE E SCISSIONE


Trasformazione
La funzione della trasformazione, è quella di consentire l'adattamento dell'assetto organizzativo della società
alle nuove esigenze sopravvenute.

Attraverso l’istituto della trasformazione, la società, evita dunque, il duplice passaggio:

1) della liquidazione dell'ente originario e


2) della costituzione di uno nuovo ente.

Si ha, pertanto, trasformazione di una società se la stessa, durante la sua vita, assume un tipo di
organizzazione diverso da quello originario di cui all’atto di costituzione.

➢ In altre parole la società modifica la propria veste giuridica.

L'attuale disciplina distingue fra trasformazione omogenea e trasformazione eterogenea:

A) La trasformazione omogenea

Si parla di trasformazione omogenea, quando il passaggio avviene tra due società lucrative.

L’art. 2500, stabilisce che la trasformazione in società per azioni, in accomandita per azioni o a
responsabilità limitata, deve risultare da atto pubblico, contenente le indicazioni previste dalla legge per
l'atto di costituzione del tipo adottato.
L'atto di trasformazione è soggetto alla disciplina prevista per il tipo societario adottato ed alle forme di
pubblicità relative.

E’ richiesta altresì la pubblicità per la cessazione dell'ente che effettua la trasformazione.

➢ La trasformazione decorre da questo ultimo adempimento pubblicitario

Eseguita la pubblicità, non può più essere pronunciata l'invalidità dell'atto di trasformazione.

Si parla, all’uopo di pubblicità sanante.

La finalità dell’art. 2500bis, è quella di garantire la stabilità degli effetti degli atti societari.

Tuttavia, i partecipanti dell’ente trasformato ed i terzi danneggiati, hanno diritto al risarcimento del danno.

(A1) La trasformazione delle società di persone in società di capitali è disciplinata dall’art. 2500ter.

Difatti, salvo che il contratto sociale dispone diversamente, la trasformazione di società di persone in società
di capitali è decisa con il consenso della maggioranza dei soci determinata secondo la parte attribuita a
ciascuno negli utili.

Il 2500 ter, estende il diritto di recesso, anche al socio che non ha concorso alla decisione della
trasformazione della società.

Il capitale sociale della società risultante dalla trasformazione deve risultare da relazione di stima o dalla
documentazione ex art. 2343 ter.

Quanto al regime della responsabilità, l’art. 2500quinquies prevede che la trasformazione della società non
libera i soci a responsabilità illimitata dalla responsabilità per le obbligazioni sociali sorte prima della
trasformazione, se non risulta che i creditori sociali hanno dato il loro consenso alla trasformazione.

➢ Le obbligazioni pregresse comprendono anche quelle sorte dopo la delibera di trasformazione ma


prima dell'iscrizione nel Registro delle imprese.

Il consenso si presume, se i creditori, ai quali la deliberazione di trasformazione sia stata comunicata per
raccomandata o con altri mezzi che garantiscano la prova dell'avvenuto ricevimento, non lo hanno
espressamente negato nel termine di sessanta giorni dal ricevimento della comunicazione.

(A2) La trasformazione delle società di capitali in società di persone, è disciplinata dall’art.


2500sexies.

Salvo che lo statuto della società di capitali dispone diversamente, la deliberazione di trasformazione di
società di capitali in società di persone è adottata con le maggioranze previste per le modifiche dello statuto.

➢ Nella s.r.l. lo statuto può prevedere un quorum minore, più elevato o l'unanimità.
➢ Nella s.p.a., invece, non è possibile prevedere un quorum minore.
È comunque richiesto il consenso di tutti i soci, che con la trasformazione, assumono responsabilità
illimitata.

Gli amministratori devono predisporre una relazione che illustri le motivazioni e gli effetti della
trasformazione.

Copia della relazione deve restare depositata presso la sede sociale durante i trenta giorni che precedono
l'assemblea convocata per deliberare la trasformazione.

I soci hanno diritto di prendere visione della relazione e di ottenerne gratuitamente copia.

Ciascun socio ha diritto all'assegnazione di una partecipazione proporzionale al valore della sua quota o
delle sue azioni.

I soci che con la trasformazione assumono responsabilità illimitata, rispondono illimitatamente anche per le
obbligazioni sociali sorte anteriormente alla trasformazione.

B) La trasformazione eterogenea
La trasformazione eterogenea è il passaggio da una società lucrativa ad un ente causalmente diverso, cioè in
una società non lucrativa o in un ente non societario, e viceversa.

L’art. 2498, sancisce il c.d. principio di continuità: secondo tale principio, la dottrina e la giurisprudenza
affermano che la trasformazione ha natura giuridica di mera modificazione dell'atto costitutivo.

➢ Essa non comporta il trasferimento di beni, né successione di un soggetto ad un altro, né estinzione e


costituzione di un nuovo ente.

➢ Si ha, invece, continuità: il soggetto giuridico resta lo stesso, è il medesimo soggetto che muta la
veste giuridica.

L’art 2500septies, ammette la trasformazione eterogenea da società di capitali in consorzi, società consortili,
società cooperative, comunioni d'azienda, associazioni non riconosciute e fondazioni.

Il 2500 septies, stabilisce che, per la trasformazione, occorre una deliberazione assunta con il voto
favorevole dei due terzi degli aventi diritto, ed inoltre il consenso di quei soci che, in virtù della
trasformazione, assumeranno una responsabilità illimitata.

Per il resto, alla fattispecie in esame si applicheranno, in quanto compatibili, le regole poste per l’ipotesi
della trasformazione di società di capitali in società di persone.

L’art. 2500 octies disciplina possibilità, condizioni e limiti della trasformazione eterogenea di consorzi,
società consortili, comunioni di azienda, associazioni riconosciute e fondazioni in società di capitali.

La deliberazione di trasformazione deve essere assunta, nei consorzi, con il voto favorevole della
maggioranza assoluta dei consorziati;
nelle comunioni di aziende all'unanimità;

nelle società consortili e nelle associazioni con la maggioranza richiesta dalla legge o dall'atto costitutivo per
lo scioglimento anticipato.

La trasformazione di associazioni in società di capitali può essere esclusa dall'atto costitutivo o, per
determinate categorie di associazioni, dalla legge.

Non è comunque ammessa la trasformazione, per quelle associazioni che abbiano ricevuto contributi
pubblici oppure liberalità e oblazioni del pubblico.

Il capitale sociale della società risultante dalla trasformazione è diviso in parti uguali fra gli associati, salvo
diverso accordo tra gli stessi.

La trasformazione di fondazioni in società di capitali è disposta dall'autorità governativa, su proposta


dell'organo competente.

➢ Le azioni o quote sono assegnate secondo le disposizioni dell'atto di fondazione o, in mancanza,


dell'articolo 31 del c.c..

L'articolo 2500 novies è la norma di chiusura della disciplina della trasformazione, in particolare delle
trasformazioni eterogenee.

Per quanto riguarda l’efficacia nei confronti dei soci:

a) hanno diritto di recesso;

b) eventuale responsabilità illimitata anche per le obbligazioni anteriori.

Per quanto riguarda l’efficacia nei confronti dei creditori sociali:

a) possono fare opposizione entro 60 giorni dall’ultimo degli adempimenti

pubblicitari

b) la deliberazione rimane sospesa fino:

1) alla scadenza dei 60 giorni senza opposizioni;


2) alla sentenza di rigetto delle opposizioni;
3) all’emissione dell’ordinanza che autorizza l’esecuzione provvisoria;
4) al consenso di tutti i creditori.
c) la sospensione riguarda la deliberazione stessa e non il solo regime di responsabilità.

La norma dunque, in deroga a quanto stabilito dall'art. 2500, prevede che la trasformazione debba aver
effetto dopo che siano decorsi sessanta giorni dall'ultimo degli adempimenti pubblicitari previsti in materia,
a meno che non risulti il consenso dei creditori o il pagamento dei creditori che non hanno prestato il
consenso e sempre che, entro il medesimo termine, nessun creditore anteriore alla iscrizione della delibera di
trasformazione abbia fatto opposizione.

La fusione. Il progetto di fusione


L'operazione di fusione, consiste in una modalità di concentrazione delle realtà d'impresa, volta ad
accrescerne il fattore dimensionale al fine di una maggiore competitività sui mercati.
Dal punto di vista giuridico, la fusione, fa si che ad una pluralità di società si sostituisca un unico organismo
sociale ed importa, dunque, la modifica degli atti costitutivi delle società partecipanti.

Ai sensi dell’art. 2501, la fusione si distingue in:

a) fusione in senso stretto (o propria), che si esegue mediante la costituzione di una nuova società e
tutte le società preesistenti si estinguono;

b) fusione per incorporazione (o impropria), che si esegue mediante l'incorporazione in una società di
una o più altre, nel qual caso, una delle società partecipanti conserva la propria individualità, mentre
le altre vengono assorbite. Questa tipologia di fusione è la più frequente nella prassi.

La fusione può aver luogo tanto tra società dello stesso tipo (fusione omogenea), quanto tra enti di tipo
diverso (fusione eterogenea).

Non possono partecipare ad operazioni di fusione le società in liquidazione che abbiano iniziato la
distribuzione dell’attivo, salvo che alla fusione partecipino solo società con capitale non rappresentato da
azioni.

➢ Se tali società intendano comunque partecipare ad una fusione, debbono procedere preventivamente
alla revoca dello stato di liquidazione e, se del caso, alle idonee operazioni per la ricostituzione del
capitale.

Il procedimento di fusione si articola in tre fasi essenziali:

1) progetto,
2) la delibera e
3) l’atto di fusione.

L'operazione di fusione, ha inizio con la predisposizione di un progetto di fusione, che è unico per tutte le
società, e viene redatto dagli organi amministrativi delle società partecipanti alla fusione.

Ai sensi dell’art. 2501ter, il contenuto minimo del progetto di fusione prevede l'indicazione dei seguenti
elementi:

1) Le caratteristiche generali delle società interessate alla fusione


2) L’atto costitutivo della società incorporante (con le relative modifiche) o di quella risultante dalla
fusione

3) Il rapporto di cambio, cioè il criterio in base al quale verranno assegnate ai soci degli enti che si
estinguono le azioni (o le quote) della nuova società o di quella incorporante, con l’eventuale
conguaglio in denaro

4) La data di decorrenza degli effetti della fusione


5) Il trattamento riservato a particolari categorie di soci o di possessori di titoli diversi dalle azioni
6) I vantaggi particolari eventualmente proposti a favore degli amministratori delle società partecipanti
alla fusione
Il progetto di fusione deve essere iscritto nel registro delle imprese del luogo ove hanno sede le società
partecipanti alla fusione.

Tra l'iscrizione del progetto e la decisione di fusione devono intercorrere almeno 30 giorni, salvo che i soci
rinuncino al termine con consenso unanime.

Durante i 30 giorni che precedono la decisione di fusione, devono restare depositati presso la sede delle
società partecipanti ovvero pubblicati sul sito Internet delle stesse:

1) il progetto di fusione;
2) le situazioni patrimoniali delle società partecipanti alla fusione;
3) la relazione degli organi amministrativi;
4) la relazione degli esperti;
5) i bilanci degli ultimi 3 esercizi delle società partecipanti (corredati dalle relazioni dei soggetti cui
compete l'amministrazione e il controllo).

Non è possibile rinunciare al deposito nel registro delle imprese, ma solo al termine per il deposito stesso.

L’art. 2501quater prescrive che l‘organo amministrativo delle società partecipanti alla fusione, deve redigere
la situazione patrimoniale delle società stesse.

➢ La situazione patrimoniale, deve essere riferita ad una data non anteriore di oltre centoventi giorni
dal giorno in cui il progetto di fusione è depositato presso la sede della società.

Gli amministratori devono predisporre una relazione volta ad illustrare il progetto di fusione ed a giustificare
il rapporto di cambio delle azioni o quote, indicandone i criteri di determinazione.

L'organo amministrativo segnala ai soci in assemblea e all'organo amministrativo delle altre società
partecipanti alla fusione le modifiche rilevanti degli elementi dell'attivo e del passivo eventualmente
intervenute tra la data in cui il progetto di fusione è depositato presso la sede della società ovvero pubblicato
nel sito Internet di questa e la data della decisione sulla fusione.

La relazione non è richiesta se vi rinunciano all'unanimità i soci e i possessori di altri strumenti finanziari
che attribuiscono il diritto di voto di ciascuna delle società partecipanti alla fusione.

L’art. 2501 sexies, dispone che i criteri di determinazione dei rapporti di cambio delle azioni o delle quote, e
soprattutto la congruità dei medesimi, devono essere sottoposti alla relazione di uno o più esperti per
ciascuna società.

Il D.Lgs. 147/2009, ha previsto la possibilità di esonero dall’obbligo di uno o più esperti di redigere la
relazione prevista all‘art. 2501sexies in presenza del consenso unanime dei soci di tutte le società che
partecipano alle operazioni di fusione o di scissione.
La delibera e l’atto di fusione
Una volta completata la fase preparatoria, la fusione deve essere deliberata da ciascuna delle società che vi
partecipano mediante l’approvazione del relativo progetto.

Se l'atto costitutivo o lo statuto non dispongono diversamente, tale approvazione avviene ai sensi dell’art.
2502:

A. nelle società di persone → con il consenso della maggioranza dei soci determinata secondo la parte
attribuita a ciascuno negli utili, salva la facoltà di recesso per il socio che non abbia consentito alla
fusione

B. nelle società di capitali → secondo le norme previste per la modificazione dell'atto costitutivo o
statuto

La deliberazione di fusione va depositata per l’iscrizione nel registro delle imprese insieme ai documenti
indicati nell’art. 2501septies (relazione degli esperti, situazioni patrimoniali delle società, bilanci degli
ultimi 3 esercizi etc..).

➢ L’obbligo di deposito della relazione degli esperti non sarà applicabile nel caso in cui la totalità dei
soci abbia rinunciato alla redazione della stessa.

Il procedimento di fusione si conclude con la stipula dell’atto di fusione da parte dei legali rappresentanti
delle società interessate.

La fusione deve essere fatta per atto pubblico.

L’atto deve essere depositato ed iscritto nel registro delle imprese dei luoghi ove sono poste le sedi di tutte le
società partecipanti alla fusione, nonché del luogo, eventualmente diverso, della societa‘ risultante dalla
fusione stessa.

La fusione tuttavia, potrebbe arrecare un pregiudizio ai creditori delle singole società.

➢ I creditori infatti, si troveranno a dover subire il concorso dei creditori delle altre società partecipanti
sull’unico patrimonio che si è venuto a formare.

Di conseguenza, ai sensi dell’art. 2503, la fusione può essere attuata solo decorsi sessanta giorni
dall’iscrizione nel registro delle deliberazioni di fusione, senza che sia stata presentata opposizione da
qualcuno dei creditori.

Il rispetto del predetto termine non è necessario nelle seguenti ipotesi:

1) Se tutti i creditori abbiano prestato il loro consenso all’operazione di fusione;


2) Se si sia proceduto al pagamento di tutti i creditori dissenzienti;
3) Se siano state depositate presso una banca le somme necessarie al pagamento dei predetti
creditori.

La presentazione di un’opposizione sospende l’esecuzione della fusione.


➢ Tuttavia, il Tribunale può disporre che essa abbia luogo egualmente, previa prestazione da parte
della società di idonea garanzia.

La società che risulta dalla fusione o quella incorporante assumono i diritti e gli obblighi delle società
partecipanti alla fusione, proseguendo in tutti i loro rapporti, anche processuali, anteriori alla fusione.

Per quanto concerne l'invalidità dell'atto di fusione → questa non può più essere pronunciata
successivamente all'ultima iscrizione dell'atto di fusione.

Per impugnare l'atto, quindi, i soci hanno a disposizione solo l'intervallo di tempo intercorrente tra la
decisione di fusione e l'iscrizione nel Registro delle imprese, salvo, naturalmente, il diritto al risarcimento
dei danni eventualmente spettante ai soci o ai terzi danneggiati dalla fusione.

Inoltre, il legislatore, nell’ambito dell’ampliamento dell’autonomia statutaria, ha previsto ulteriori


semplificazioni procedurali per talune fattispecie di fusioni.

✓ Ad esempio quando la società incorporante, detiene almeno il 90% delle società incorporate

La scissione
La scissione è la suddivisione di un'unica società in due o più società.

La sua funzione è quella di consentire una separazione sia a livello di patrimonio, sia a livello di soci,
evitando il duplice passaggio della liquidazione della società e della costituzione di nuove società tra i
medesimi soggetti.

La scissione, ex art. 2506, può essere attuata secondo due distinte modalità:

1) La scissione totale, che si attua mediante il trasferimento dell’intero patrimonio di un ente, che si
estingue, a due o più societa‘ le cui azioni o quote vengono assegnate ai soci della società scissa, i
quali cessano di essere soci della società originaria per divenire soci delle società assegnatarie;

2) La scissione parziale, che si attua invece, mediante il trasferimento di una parte del patrimonio di
una società, che continua a svolgere la sua attività, a vantaggio di uno o più enti. I soci della società
originaria rimangono tali, pur divenendo anche soci delle società beneficiarie.

Nell’ambito delle suddette forme, totale o parziale, la scissione può essere definita:

a) In senso stretto: quando la società si scinde e da essa nascono società di nuova costituzione;
b) Per incorporazione: quando una o più società preesistenti sono beneficiarie della scissione di
un’altra società.

La partecipazione all’operazione di scissione però, non è consentita alle società in liquidazione che hanno
iniziato la distribuzione dell’attivo.

Problemi particolari si pongono con riferimento ai rapporti tra i soci e a quelli con i creditori.

Per quanto riguarda i soci:

la scissione comporta che ai soci della società scissa vengano assegnate, con un conguaglio in denaro non
superiore al dieci per cento del valore nominale delle azioni o quote attribuite, le azioni o quote delle società
beneficiarie, alle quali sia stato assegnato, in tutto o in parte, il patrimonio della prima.

In tal modo, i soci, attraverso la titolarità delle azioni o quote delle società beneficiarie divenute titolari del
patrimonio della società scissa, conservano il valore rappresentato dalla porzione del patrimonio che la
società scissa ha assegnato alle società beneficiarie.
L’art. 2506, dispone peraltro che, per consenso unanime, ad alcuni soci possano venire distribuite azioni
della società scissa, anziché delle società beneficiarie: l'ipotesi riguarda evidentemente la fattispecie della
scissione parziale, nella quale - come detto - la società scissa conserva una parte del patrimonio originario e
continua la propria attività.
Per quanto riguarda la posizione dei creditori, la loro tutela è affidata non solo al riconoscimento di un
diritto di opposizione analogo a quello previsto in tema di fusione ai sensi dell’art. 2503, ma anche alla
ulteriore regola, prevista dall’art. 2506 quater co.3, secondo la quale in ogni caso vi è una responsabilità
solidale di ciascuna società, pur nei limiti del valore effettivo del patrimonio netto ad essa assegnato o
rimasto, per i debiti della società scissa che non risultino soddisfatti dalla società a carico della quale sono
stati posti con l'atto di scissione.

Il procedimento di scissione, sostanzialmente, si svolge secondo le modalità proprie della fusione:


l’elemento di riferimento è rappresentato dal progetto di scissione cui fanno da supporto la situazione
patrimoniale, la relazione illustrativa degli amministratori e la relazione degli esperti.

La scissione deve, poi, essere deliberata dalle assemblee straordinarie di ciascuna delle società che vi
partecipano, mediante l’approvazione del relativo progetto.

Il progetto deve contenere:

1) Tutti gli elementi indicati nel co. 1 dell’art. 2501ter, analogamente a quanto avviene nel
progetto di fusione;

2) I criteri di distribuzione delle azioni o delle quote delle società beneficiarie


3) L’esatta descrizione degli elementi patrimoniali da trasferire a ciascuna delle società e
dell’eventuale conguaglio in danaro

Il progetto di scissione deve essere redatto dagli amministratori delle società partecipanti alla scissione e
deve essere iscritto nel registro delle imprese dei luoghi in cui hanno sede le dette società.

Le ulteriori fasi del procedimento di scissione (delibera di scissione, pubblicità delle delibere, opposizione
dei creditori e stipula dell’atto di scissione) sono disciplinate dal legislatore mediante un costante rinvio alla
normativa vigente in materia di fusione.

L’art. 2506 quater dispone che la scissione diviene efficace a partire dalla data in cui è stata eseguita l’ultima
iscrizione dell'atto di scissione nel registro delle imprese in cui sono iscritte le società beneficiarie.

Per quanto riguarda, infine, l’invalidità dell’atto di scissione, trova piena applicazione la stessa normativa
prevista per la fusione: ovvero l’impronunciabilità dell’invalidità dell’atto stesso una volta esperito l’obbligo
di iscrizione ad esso relativo.

CAPITOLO 19: LE SOCIETA COOPERATIVE E MUTUALISTICHE


Nozione di societa cooperativa
Le società cooperative si differenziano dalle altre società di capitali, perché non sono votate a raggiungere
un utile da distribuire fra i soci, ma hanno lo scopo di fornire beni o servizi od occasioni di lavoro
direttamente ai soci, a condizioni più vantaggiose di quelle offerte dal mercato.

In sostanza, nelle società mutualistiche, i soci e i destinatari dell’attività sociale sono, in pratica, le
medesime persone.

Lo scopo mutualistico indica, dunque, un particolare modo di organizzazione e di svolgimento dell’attività


di impresa che si caratterizza per la gestione di servizio a favore dei soci.

Il vantaggio mutualistico può essere realizzato con due tecniche distinte:

1) quella del vantaggio immediato e


2) quella del vantaggio differito.

Si ha vantaggio immediato, quando la società pratichi immediatamente, al momento dello scambio con il
socio, prezzi inferiori o retribuzioni superiori a quella di mercato.

Nella ipotesi di vantaggio differito, invece, il vantaggio mutualistico viene attribuito ai soci attraverso i
ristorni, che sono somme di denaro che la società distribuisce, o secondo alcuni, restituisce ai soci
periodicamente, quasi sempre in occasione dell’approvazione del bilancio di esercizio, in proporzione ai
rapporti intercorsi con la cooperativa.

Non è indispensabile che l'intera attività della società si svolga con i soci, ma è sufficiente che essi ne
rimangano i principali fruitori.

Le tipologie più diffuse nel campo cooperativo sono le seguenti:

1) cooperative di produzione e lavoro, che operano nel settore dei trasporti, dell'edilizia, delle
pulizie e della ristorazione e sono caratterizzate dal fatto che il socio riveste il ruolo di
imprenditore e di lavoratore;

2) cooperative di consumo che mirano a fornire ai soci beni a condizioni più favorevoli di
quelle prospettate dal mercato.

3) cooperative agricole, invece sono società alle quali i produttori agricoli conferiscono i loro
prodotti, affinché questi ultimi siano conservati, trasformati e venduti mediante
l’organizzazione societaria;

4) cooperative di credito (banche popolari): esercitano il credito a vantaggio dei soci, ai quali
distribuiscono, sia pur in misura limitata, anche gli utili conseguiti.

Il legislatore del 2003 ha definito le società cooperative come società a capitale variabile.

Le società cooperative si distinguono in:

a) società cooperative a mutualità prevalente e


b) altre società cooperative,
a seconda che esistano o meno nello statuto della società clausole limitative della distribuzione di utili o
riserve ai soci, e l’attività sia svolta prevalentemente a favore di quest’ultimi.

Le società cooperative di entrambe le tipologie sono tenute a iscriversi, oltre che nel registro delle imprese,
in appositi albi tenuti a cura del ministero dello Sviluppo economico.

Il modello organizzativo prescelto, nonché la relativa disciplina, possono ricalcare quelli della società per
azioni o della società a responsabilità limitata, a seconda della volontà dei soci, salvo per le cooperative con
meno di 9 soci, per le quali è obbligatorio il modello della società a responsabilità limitata.

Le cooperative a mutualità prevalente

Le cooperative a mutualità prevalente, sono caratterizzate dunque, dal fatto di agire prevalentemente con i
propri soci e di possedere nello statuto alcune clausole che limitano la partecipazione dei soci agli utili di
esercizio e alle riserve accumulate durante la vita della società.

Ai sensi dell’art. 2512, sono società cooperative a mutualità prevalente, in ragione del tipo di scambio
mutualistico, quelle che:

1) svolgono la loro attività prevalentemente in favore dei soci, consumatori o utenti di beni o
servizi;

2) si avvalgono prevalentemente, nello svolgimento della loro attività, delle prestazioni


lavorative dei soci;

3) si avvalgono prevalentemente, nello svolgimento della loro attività, degli apporti di beni o
servizi da parte dei soci.

Le società cooperative a mutualità prevalente, come già detto, si iscrivono in un apposito albo, presso il
quale depositano annualmente i propri bilanci.

La definizione della prevalenza viene effettuata in base a determinati criteri fissati dall’art. 2513, cui si
rinvia.

➢ Il criterio seguito dal 2513, è stato quello di legare la prevalenza alla soglia quantitativa del cd.
cinquanta per cento, desumibile dalla nota integrativa al bilancio, e a rifiutare una definizione della
prevalenza che si basi su percentuali più ampie.

Le cooperative a mutualità prevalente devono altresì prevedere nei propri statuti particolari requisiti di non
lucratività, idonei a garantire l’ammissione alle agevolazioni fiscali.

Tali sono:

a) il divieto di distribuire i dividendi in misura superiore all’interesse massimo dei buoni postali
fruttiferi, aumentato di due punti e mezzo rispetto al capitale effettivamente versato;

b) il divieto di remunerare gli strumenti finanziari offerti in sottoscrizione ai soci cooperatori in misura
superiore a due punti rispetto al limite massimo previsto per i dividendi;

c) il divieto di distribuire le riserve fra i soci cooperatori;


d) l’obbligo di devoluzione, in caso di scioglimento della società, dell’intero patrimonio sociale e i
dividendi eventualmente maturati, ai fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della
cooperazione.

La cooperativa perde la qualifica di cooperativa a mutualità prevalente quando:

1) per due esercizi consecutivi, non rispetti la condizione di prevalenza, di cui all'articolo 2513, ovvero
2) quando modifichi le previsioni statutarie di cui all'articolo 2514.

La costituzione delle società cooperative

La società cooperativa deve costituirsi con atto pubblico ed è sottoposta all’iscrizione nel registro delle
imprese, a seguito della quale acquista la personalità giuridica.

➢ Non esiste una cooperativa irregolare.

Come già detto, tutte le cooperative, anche se diverse da quelle a mutualità prevalente, devono iscriversi
presso l’Albo delle società cooperative.

Per costituire una cooperativa è necessario che i soci siano almeno nove.
Se la società viene costituita con la forma della s.r.l, e tutti i soci sono persone fisiche, il numero minimo di
soci si riduce a tre.

L’atto costitutivo stabilisce le regole per lo svolgimento dell’attività mutualistica e può prevedere che la
societa‘ svolga la propria attività anche con terzi.

La denominazione sociale, può essere formata liberamente, ma deve sempre contenere l’indicazione di
società cooperativa;

Inoltre, l’atto costitutivo non deve indicare l’ammontare del capitale sociale, che è variabile, bensì deve
indicare:

a) la quota capitale sottoscritta da ciascun socio,


b) i versamenti eseguiti e
c) se il capitale è ripartito in azioni, il valore nominale delle medesime;

L’atto costitutivo deve indicare altresì anche l’importo globale, almeno approssimativo, delle spese per la
costituzione poste a carico della società.

Per la costituzione della società non è previsto il versamento del 25% dei conferimenti in danaro.

Quanto alle cause di nullità della societa‘ cooperativa, trova applicazione la disciplina di diritto comune
dettata per i contratti.

Quanto invece agli effetti della dichiarazione di nullità, si applica la disciplina della nullità per la S.p.a.

Quanto alla disciplina giuridica le cooperative, sono regolate sulla falsariga delle società di capitali.

Per quanto concerne il regime della responsabilità, l’art. 2518, in conseguenza della eliminazione della
distinzione tra società cooperativa a responsabilità limitata ed illimitata, ha introdotto un unico regime di
responsabilità, prevedendo che per le obbligazioni sociali è esclusivamente responsabile la società con il suo
patrimonio.

La cooperativa è una struttura aperta.

Chiunque ne condivida i principi mutualistici può chiedere di farne parte ed essa può accettare tale richiesta
purché sia in grado di soddisfare il bisogno di lavoro o di servizio.

L’ammissione deve essere deliberata dagli amministratori, previo accertamento della sussistenza dei requisiti
prescritti.

La delibera va annotata sul libro dei soci.

Le partecipazioni sociali

Le partecipazioni sociali sono rappresentate da quote o da azioni nominative di valore non inferiore a 25
euro.
Per le azioni è previsto un limite massimo di 500 euro.

Inoltre nessun socio può avere una quota superiore a 100.000 euro, nè tante azioni il cui valore nominale
superi questa cifra.

Nelle cooperative con più di cinquecento soci è altresì prevista la possibilità di aumentare tale limite sino al
2% del capitale sociale.

Proprio per il carattere personale della partecipazione del socio, le quote e le azioni non possono essere
cedute se non previa autorizzazione degli amministratori.

L’atto costitutivo può anche vietare in modo assoluto la cessione delle quote o delle azioni, salvo il diritto
del socio di recedere dalla società.

Anche il trasferimento mortis causa è subordinato al consenso degli amministratori.

Gli eredi, tuttavia, possono subentrare nella partecipazione del socio defunto qualora abbiano comunque i
requisiti per l’ammissione alla società.

Nel caso in cui le quote cedute non siano interamente liberate, il cedente risponde nei confronti dell’ente, in
solido con l’acquirente, per i versamenti ancora dovuti, per il periodo di un anno dal giorno della cessione.

Qualora un socio non esegua il pagamento delle quote o delle azioni sottoscritte, questi, previa intimazione
da parte degli amministratori, potrà essere escluso dall’ente.

Tuttavia, non si può procedere alla vendita forzata della quota.

Per lo stesso motivo, il creditore particolare del socio, finche' dura la società, non può agire esecutivamente
sulla quota o sulle azioni del socio debitore.

Il legislatore, allo scopo di potenziare il modello della società cooperativa, ha elaborato ulteriori forme di
finanziamento, consistenti nella figura dei soci sovventori e nelle azioni di partecipazione cooperativa.

L’introduzione della figura dei soci sovventori consente all’ente di procedere alla raccolta del capitale di
rischio anche nei confronti di soggetti che non partecipano direttamente agli scopi mutualistici.

I soci sovventori, pur essendo estranei alle finalità mutualistiche, mirano a realizzare un valido investimento.

➢ Difatti, l’atto costitutivo può stabilire delle particolari condizioni a loro favore per la ripartizione
degli utili e il rimborso del valore delle azioni.

Le azioni attribuite ai soci sovventori devono essere nominative e liberamente trasferibili, salvo diversa
disposizione dello statuto.

L’atto costitutivo può disporre l’attribuzione, a ciascun socio sovventore, di più voti, anche in relazione ai
conferimenti, ma fino ad un massimo di cinque.
➢ In ogni caso, i voti attribuiti ai sovventori non possono superare 1/3 dei voti spettanti a tutti i soci.

Le azioni di partecipazione cooperativa, invece, presentano alcune analogie con le azioni di risparmio.

➢ Infatti, sono prive del diritto di voto e sono privilegiate nella ripartizione degli utili e nel rimborso
del capitale.

Le azioni di partecipazione cooperativa in particolare:

1) possono essere emesse per un ammontare non superiore al valore delle riserve indivisibili o del
patrimonio netto risultante dall'ultimo bilancio certificato;

2) sono liberamente trasferibili e godono dell'anonimato


3) assicurano ex lege una partecipazione agli utili maggiorata del 2% rispetto a quella delle quote o
delle azioni dei soci cooperatori;

4) hanno diritto di prelazione nel rimborso del capitale per l'intero valore nominale, in sede di
scioglimento della società;

Ai sensi dell’art. 2526, l'emissione di strumenti finanziari è consentita, se prevista nell'atto costitutivo, a
tutte le cooperative, siano esse a mutualità prevalente oppure no.

In ultimo, la L. 142/2001 ha disciplinato la figura del socio lavoratore di società cooperativa, con particolare
riferimento alle cd. cooperative di lavoro.

Le cooperative di lavoro sono società composte da lavoratori, subordinati o autonomi, che si associano e
assumono collettivamente l'esecuzione di opere o di servizi.

Nelle cooperative di lavoro dunque, lo scopo mutualistico consiste nella fornitura di occasioni di lavoro ai
membri dell’organizzazione, a condizioni più favorevoli di quelle che otterrebbero sul mercato.

La cessazione della qualità di socio

Costituiscono cause di estinzione della partecipazione sociale:

1) la morte dell’associato (salvo la continuazione della società con gli eredi),


2) il recesso e
3) l’esclusione del socio.

La disciplina di tali fattispecie è sostanzialmente analoga a quella dettata per le società di persone. in
particolare:
Il recesso, ex art. 2532, è consentito nelle ipotesi previste dalla legge e dall’atto costitutivo.

➢ In ogni caso è fatto divieto di un recesso parziale.


L’esclusione del socio, invece, può aver luogo, oltre che nell’ipotesi di mancato pagamento delle quote o
delle azioni:

1. nei casi previsti dall’atto costitutivo;


2. per gravi inadempienze delle obbligazioni che derivano dalla legge, dal contratto sociale, dal
regolamento o dal rapporto mutualistico;

3. per mancanza o perdita dei requisiti previsti per la partecipazione alla società;
4. per interdizione, inabilitazione del socio o la sua condanna ad una pena che importa l’interdizione,
anche temporanea, dai pubblici uffici;

5. per fallimento del socio.

L’esclusione deve essere deliberata dagli amministratori e, solo se l’atto costitutivo lo preveda,
dall’assemblea.

➢ Il socio escluso, però, può proporre opposizione dinanzi al Tribunale nel termine di sessanta giorni
dalla comunicazione.

In tutti i casi di recesso, esclusione o morte del socio, la liquidazione della quota o il rimborso delle azioni
ha luogo sulla base del bilancio dell’esercizio in cui il rapporto sociale si scioglie.

Il pagamento deve essere fatto entro centottanta giorni dall’approvazione del bilancio ed è previsto per
legge, la rateizzazione in cinque anni della liquidazione o del rimborso della quota al socio.

L’elemento patrimoniale

Come già detto, il capitale delle società cooperative, è variabile e non è mai determinato in un ammontare
prestabilito, stante le costanti modifiche determinate dalla variazione del numero dei soci.

Nelle società cooperative, come abbiamo visto, il contratto sociale ha natura aperta e consente l’ingresso di
nuovi soci, sempre nel rispetto delle condizioni stabilite dallo stesso atto costitutivo (cd. principio della porta
aperta).

La redazione del bilancio di esercizio, in assenza di espresse previsioni, ha luogo secondo le disposizioni
elaborate in materia di S.p.a.

Nella relazione al bilancio, gli amministratori devono indicare i criteri seguiti nella gestione dell’ente per il
perseguimento degli scopi societari.

Circa la distribuzione degli eventuali utili prodotti, l’art. 2545quater, in considerazione della instabilità del
capitale sociale, prevede che alla riserva legale debba essere destinato almeno il 30% degli utili netti
annuali.

L’accantonamento va fatto in relazione a ciascun bilancio annuale, qualunque sia l’ammontare già raggiunto
della riserva.
Una quota degli utili netti annuali deve essere destinata ad appositi fondi mutualistici per la promozione e lo
sviluppo della cooperazione, nella misura e con le modalità previste dalla legge.

➢ Qualora residuino ulteriori utilità, queste possono essere distribuite ai soci, entro i limiti massimi
stabiliti dall’atto costitutivo, o destinate a fini mutualistici.

Gli organi sociali

La disciplina degli organi delle società cooperative, è sostanzialmente simile a quella prevista per le società
di capitali.

In particolare, gli organi gestori della società cooperativa sono:

d) l’assemblea,
e) gli amministratori,
f) il collegio sindacale.

A) L’assemblea

Innanzitutto, l’atto costitutivo può prevedere modi specifici di convocazione dell’assemblea e stabilire
liberamente, senza alcun limite, le maggioranze necessarie per le deliberazioni.

Le maggioranze, per la regolare costituzione delle assemblee e per la validità delle deliberazioni, vengono
calcolate secondo il numero dei voti spettanti ad ogni singolo socio, e non in base all’ammontare della loro
partecipazione al capitale.

➢ Dunque ciascun socio cooperatore ha un voto, qualunque sia il valore della quota o il numero delle
azioni possedute.

➢ Un’eccezione è prevista per le persone giuridiche che partecipano alla cooperativa, alle quali
possono essere attribuiti fino a 5 voti.

➢ Anche ai soci sovventori, possono essere attribuiti fino a 5 voti, ma essi non devono superare in ogni
caso un terzo dei voti spettanti a tutti i soci.

L’art. 2538 stabilisce che nelle assemblee delle società cooperative, hanno diritto di voto coloro che
risultano iscritti da almeno novanta giorni nel libro dei soci.

Una particolare disciplina è prevista dall’art. 2540, in forza del quale, l'atto costitutivo delle società
cooperative può prevedere lo svolgimento di assemblee separate, anche rispetto a specifiche materie ovvero
in presenza di particolari categorie di soci.

La ratio dell'istituto delle assemblee separate è quella di garantire una partecipazione più attiva dei soci nelle
cooperative con base sociale ampia e diffusa sul territorio.

Lo svolgimento di assemblee separate deve essere previsto quando:

1) la società cooperativa ha più di tremila soci e svolge la propria attività in più province ovvero
2) se ha più di cinquecento soci e si realizzano più gestioni mutualistiche.

L'atto costitutivo, per lo svolgimento delle assemblee separate, stabilisce il luogo, i criteri e le modalità di
convocazione e di partecipazione all'assemblea generale dei soci delegati e assicura in ogni caso la
proporzionale rappresentanza delle minoranze espresse dalle assemblee separate

Le deliberazioni della assemblea generale possono essere impugnate anche dai soci assenti e dissenzienti
nelle assemblee separate quando, senza i voti espressi dai delegati delle assemblee separate irregolarmente
tenute, verrebbe meno la maggioranza richiesta per la validità della deliberazione.

Le deliberazioni delle assemblee separate, però, non possono essere autonomamente impugnate.

B) Gli amministratori

Si applicano in via generale le norme dettate per la S.p.a. o la S.r.l., a seconda del modello societario
adottato.

La nomina degli amministratori spetta all'assemblea fatta eccezione per i primi amministratori che sono
nominati nell'atto costitutivo e salvo quanto disposto nell'ultimo comma del 2542, il quale dispone che la
nomina di uno o più amministratori può essere attribuita dall'atto costitutivo allo Stato o ad enti pubblici.

➢ In ogni caso, la nomina della maggioranza degli amministratori è riservata all'assemblea..

C) L’organo di controllo

La nomina del collegio sindacale nelle società cooperative è obbligatoria negli stessi casi in cui sussiste tale
obbligo per le s.r.l.

Tali casi, sono:

1) se la società è tenuta alla redazione del bilancio consolidato;


2) se la società controlla una società obbligata alla revisione legale dei conti;
3) se la società ha superato per due esercizi consecutivi almeno uno dei seguenti limiti:
a) totale dell’attivo dello stato patrimoniale: 2 milioni di euro;
b) ricavi delle vendite e delle prestazioni: 2 milioni di euro;
c) dipendenti occupati in media durante l‘esercizio: 10 unità.

Sussiste altresì, l’obbligo di nomina del collegio sindacale quando la società emette strumenti finanziari.

D) il collegio dei probiviri


Gli statuti delle società cooperative possono prevedere un ulteriore organo sociale: il collegio dei probiviri.

➢ A tale organo è affidata la risoluzione di eventuali controversie tra soci o tra soci e società,
riguardanti il rapporto sociale o la gestione mutualistica.

Lo scioglimento della cooperativa

Per le società cooperative valgono le stesse cause di scioglimento dettate per tutte le società di capitali, ad
eccezione dell’ipotesi di riduzione del capitale al di sotto del minimo legale.

➢ Nelle società cooperative, infatti, solo la perdita dell’intero capitale sociale comporta lo
scioglimento della società.

Ipotesi specifiche di scioglimento sono previste dall’art. 2545septiesdecies e riguardano:

a) la sopravvenuta diminuzione del numero dei soci al di sotto del minimo richiesto dalla legge per la
costituzione. Se non si procede alla reintegrazione entro un anno, la societa‘ deve essere posta in
liquidazione;

b) il mancato deposito del bilancio annuale ovvero il mancato compimento di atti di gestione per due
anni consecutivi;

c) l'impossibilità, a giudizio dell’autorità di controllo, di raggiungere gli scopi per cui la cooperativa è
stata costituita.

Il gruppo cooperativo paritetico

Le cooperative, per espressa disposizione dell’art. 2545septies, possono costituire un gruppo per l’esercizio
delle proprie attività.

Il contratto istitutivo del gruppo deve indicare:

1) la durata;
2) la cooperativa o le cooperative cui è attribuita direzione del gruppo, indicandone i relativi poteri;
3) l'eventuale partecipazione di altri enti pubblici e privati;
4) i criteri e le condizioni di adesione e di recesso dal contratto;
5) i criteri di compensazione e l'equilibrio nella distribuzione dei vantaggi derivanti dall'attività
comune.

La cooperativa può recedere dal contratto senza che ad essa possano essere imposti oneri di alcun tipo
qualora, per effetto dell'adesione al gruppo, le condizioni dello scambio risultino pregiudizievoli per i propri
soci.

Le cooperative aderenti ad un gruppo sono tenute a depositare in forma scritta l'accordo di partecipazione
presso l'Albo delle società cooperative.
Le mutue assicuratrici

Le società di mutua assicurazione sono dei particolari tipi di cooperative che hanno ad oggetto l’esercizio
dell’attività assicurativa e sono caratterizzate dalla stretta interdipendenza sussistente, ex lege, tra la qualità
di socio e quella di assicurato.

Così, l’ingresso del socio nella compagine societaria, determina automaticamente il suo diritto alla
prestazione assicurativa.

Nelle società di mutua assicurazione, infatti, non si può acquistare la qualità di socio se non assicurandosi
presso la società, e si perde la qualità di socio con l’estinguersi dell’assicurazione.

Ai sensi dell’art. 2546, nella società di mutua assicurazione, le obbligazioni sono garantite dal patrimonio
sociale.

I soci sono tenuti al pagamento dei contributi fissi o variabili, entro il limite massimo determinato dall'atto
costitutivo.

L’atto costitutivo può prevedere inoltre, che può entrare a far parte dell’ente, anche una particolare categoria
di soci, che non beneficia del rapporto assicurativo: si tratta dei cd. soci sovventori, i quali non sono
interessati all’attività mutualistica quanto, piuttosto, alla possibilità di realizzare un utile investimento.

Per la restante disciplina dell’ente, trovano piena applicazione le norme elaborate in materia di società
cooperative, nei limiti della loro compatibilità, così come previsto dall’art. 2547, il quale prevede altresì che
le mutue assicuratrici sono assoggettate alle autorizzazioni, alla vigilanza ed ai controlli stabiliti dalle leggi
speciali sull’esercizio delle assicurazioni.

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