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Informatica Musicale

-Relazione Finale-

M° Giuseppe Spedicati

Elaborato di Martina Balloriani


Biennio I-Canto Jazz

Anno Accademico: 2019/2020


Introduzione

Nel corso delle varie lezioni di Informatica musicale ci è stato chiesto di effettuare delle semplici
registrazioni (tramite supporti tecnologici quali telefonini, registratori vocali etc.) che riguardassero
qualsiasi tipo di suono in modo tale, poi, da poterne campionare il materiale acquisito. Prima di
descrivere il lavoro svolto vorrei partire da un concetto fondamentale.

Cos’è il suono? Un suono è uno stimolo prodotto sul nostro orecchio dalla vibrazione di un corpo
che si propaga attraverso l’aria. Si tratta di un’onda, quindi, che si propaga attraverso l’aria per
giungere fino alle nostre orecchie. L’aria fa vibrare il nostro timpano che vibrando trasmette
l’informazione al cervello sotto forma di impulso nervoso. L’onda sonora appare così:

Digitalizzare un suono significa trasformare quest’onda in una serie di numeri così da poterli trattare
tramite l’utilizzo di un software. Occorre però effettuare le attività di campionamento e di
digitalizzazione su un segnale ben diverso rispetto a quello che viene utilizzato per le immagini.
I dati multimediali vengono digitalizzati attraverso due processi:

1. Il campionamento; ovvero vengono prelevati dei campioni rappresentativi del dato


multimediale ad intervalli regolari di tempo
2. La quantizzazione: si approssima ogni campione con il valore digitale più vicino
rappresentabile dal calcolatore.

Nella digitalizzazione dell’audio consideriamo i parametri fisici dell’onda: FREQUENZA,


AMPIEZZA, TEMPO e LUNGHEZZA D’ONDA. Il primo grande cambiamento che la tecnologia
ha introdotto in ambito musicale è stato permettere il passaggio dall'analogico al digitale. Un
segnale di tipo analogico è la rappresentazione o trasformazione di una grandezza fisica tramite una
grandezza analoga. Ovvero, la registrazione di un segnale analogico avviene trasferendo la sua
modulazione di ampiezza su un supporto magnetico. Gli strumenti tecnologici utilizzano, invece,
segnali digitali, ovvero dei segnali convertiti in sequenze numeriche – semplici o complesse – tali che
il computer o gli altri dispositivi possano interpretarle e trattarle in modo semplice e veloce.
In fase di acquisizione di un segnale audio è necessario domandarsi quale sia la frequenza di
campionamento (misura espressa in Hertz del numero di volte al secondo in cui un segnale analogico
viene misurato e memorizzato in forma digitale). In realtà non esiste un valore corretto a priori poiché
ad un minore intervallo tra un campionamento e l’altro corrisponde una maggiore quantità di
informazioni acquisite. Tale valore dipende dalla tipologia di informazioni che si intende acquisire,
ovvero le frequenze che compongono il segnale. Ogni suono infatti può essere trattato come
un’opportuna combinazione di onde acustiche di frequenza diversa. Basti pensare alla musica:
ascoltando un’orchestra che suona, l’onda che arriva alle nostre orecchie è la somma delle onde
prodotte da ogni singolo strumento. Ma a quanto corrisponde la giusta frequenza di campionamento?
Il teorema di Nyquist definisce la minima frequenza, detta frequenza di Nyquist, necessaria per
campionare un segnale analogico senza perdere informazioni e per poter ricostruire il segnale
analogico in un tempo continuo originario (ovvero per una ricostruzione fedele). La frequenza
minima di campionamento è pari al doppio della frequenza massima del segnale (44,1KHz).
Dopo il campionamento, la conversione analogico-digitale viene completata con la quantizzazione,
che consiste nell’associare ad ogni campione un valore discreto. Dopo ogni campionamento si preleva
un campione, si quantizza il segnale analogico in quell’istante (quantizzazione) e si produce una
sequenza di parole binarie che corrispondono all’andamento del segnale (codifica).

Formato audio Mp3

I file Audio digitali che siamo soliti ascoltare quotidianamente sono prodotti con tecniche di Lossy e
Lossless: L’uso dell’una e dell’altra tecnica influisce notevolmente sulla qualità del suono prodotto
nel risultato finale. La bellezza del suono (e quindi anche della musica) risiede nel fatto che non
giunge al nostro cervello come un unico segnale, ma è costituito da un insieme di vibrazioni che
mettono in moto l’aria e risuonano a frequenze differenti. Il nostro orecchio percepisce distintamente
una gamma limitata di frequenze che va da un minimo di 16Hz ad un massimo di 2000Hz. Le tecniche
di lossy e di lossless lavorano proprio su questo tipo di frequenze e scelgono quali frequenze integrare
nel file digitale e quali invece tagliare.
Oggi uno dei formati digitali più utilizzati è quello Mp3. Esso è un algoritmo di compressione audio
di tipo Lossy in grado di ridurre la quantità di dati richiesti per memorizzare un suono, permettendo
comunque una riproduzione abbastanza fedele del file originale non compresso. Questo tipo di
compressione lavora modificando la banda di frequenza del file, tagliando parte delle frequenze da
cui è costituito- elimina quindi le frequenze che seppur udibili al nostro orecchio non vengono in
realtà percepite da tutti oppure vengono percepite come un suono fastidioso. Non tutti questi formati
audio hanno una qualità eccellente (soprattutto quelli che circolano su internet in maniera illegale).
La musica elettronica, cioè quella musica prodotta e/o modificata tramite l’utilizzo di software e
apparecchi elettronici, esiste da più di cent’anni: già verso la fine dell’Ottocento iniziavano a fare la
loro comparsa i primi strumenti musicali elettronici. Perciò, fino all’avvento dell’era digitale, tutti gli
strumenti utilizzati nell’ambito della musica elettronica erano analogici.

Descrizione del progetto Audacity

Attraverso l’utilizzo del programma Audacity, abbiamo registrato diversi tipi di suoni per poi poterli
campionare in seguito. Mi sono occupata in un primo momento della raccolta del materiale da
campionare mediante l’utilizzo di un registratore vocale. Il materiale raccolto riguarda un’anta
cigolante di un vecchio armadio e anche il suono di una penna che ritmicamente batte su una tavola
di compensato. Una volta terminato il primo compito mi sono occupata di trasportare il risultato della
registrazione sul software e da lì ho iniziato a copiare e incollare le varie tracce, allineandole nei punti
che ritenevo opportuni. Successivamente, una volta posizionate e incastrate le tracce, ho iniziato ad
apportare modifiche sui suoni tramite l’utilizzo di vari effetti: ho inserito del riverbero sulle tracce
cercando di dare profondità ai suoni prodotti dal cigolare dell’armadio; successivamente ho
equalizzato i suoni in modo tale da aumentarne alcune frequenze. Non ho aggiunto altri effetti in
modo da non arrecare troppa distorsione nei suoni. Come ultimo step, per concludere, ho impostato
il fade out al min. 2.15. Ho infine esportato il file Audacity e salvato in formato mp3.

Conclusioni

L'avvento del mondo digitale ha innescato una vera e propria rivoluzione sia in ambito sociale che in
ambito economico. Dopo una prima fase in cui i cambiamenti tecnologici si sono susseguiti
gradualmente, concedendo alla popolazione la possibilità di abituarsi passo dopo passo, l'epoca in cui
viviamo è ormai teatro di una perenne rincorsa all'ultima novità tecnologica.
Un teatro in cui chi non si adegua istantaneamente al cambiamento rischia di venire rapito dall'incubo
dell'obsolescenza, senza alcuna possibilità di scampo.
Tecnologia e digitale hanno preso parte in ogni ambito della nostra vita e sono probabilmente
pochissime le cose che oggi facciamo senza l'ausilio di uno strumento tecnologico.
Così, il digitale ha provveduto a modificare completamente il modo di vivere che si aveva nell’epoca
passata.
L'influenza della tecnologia ha – purtroppo o per fortuna – raggiunto anche gli ambiti artistici,
cambiando il modo di fare, scoprire e vedere l'arte. L'ambito musicale è probabilmente quello su cui
più pesantemente si sono percepiti negli ultimi anni gli effetti dell'evoluzione tecnologica. Sebbene
molte delle novità introdotte siano di supporto alla produzione musicale, ci sono stati anche risvolti
negativi per l'industria della musica, che oggi vive un momento di profonda difficoltà economica
causato dalla tecnologia stessa.
Dedicarmi a questo lavoro mi ha permesso di avvicinarmi di più al mondo dell’informatica musicale
e di approfondire conoscenze che possedevo solo in maniera superficiale; mi ha inoltre fornito alcuni
spunti di curiosità nell’utilizzo del programma Audacity che certamente continuerò ad utilizzare nel
corso del tempo.

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